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Accademia Editorale Nomen/omen: poetica e funzione dei nomi (Plauto, Seneca, Petronio) Author(s): Gianna Petrone Reviewed

Accademia Editorale

Nomen/omen: poetica e funzione dei nomi (Plauto, Seneca, Petronio) Author(s): Gianna Petrone Reviewed work(s):

Source: Materiali e discussioni per l'analisi dei testi classici, No. 20/21 (1988), pp. 33-70

Accessed: 03/04/2012 11:59

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G i a n n a Pétrone omeri/omeri: p o e t i c a
G i a n n a Pétrone omeri/omeri: p o e t i c a
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Gianna Pétrone

G i a n n a Pétrone omeri/omeri: p o e t i c a e
G i a n n a Pétrone omeri/omeri: p o e t i c a e
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omeri/omeri: poetica e funzione dei nomi (Plauto, Seneca, Petronio)

i o n e dei n o m i (Plauto, Seneca, Petronio) - , - ;
i o n e dei n o m i (Plauto, Seneca, Petronio) - , - ;
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-

,

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(Plauto, Seneca, Petronio) - , - ; , ,   , , . Plat. Crat. 435
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.

Seneca, Petronio) - , - ; , ,   , , . Plat. Crat. 435 d

Plat. Crat. 435 d

- , - ; , ,   , , . Plat. Crat. 435 d C h
- , - ; , ,   , , . Plat. Crat. 435 d C h

Che cosa è un

personaggio nome, dato che la letteratura è costruita

in letteratura? Prima di tutto il suo

pur sempre da parole. il nome

Se nel linguaggio della realtà quotidiana

to sembrare uno 'spazio bianco' del senso e un elemento privo

di contesto,

proprio è potu-

o di c o n t e s t o , proprio è p o t
o di c o n t e s t o , proprio è p o t

il cui unico

si esauriva nella sua realtà

u - il cui unico si esauriva nella sua r e a l t à f

fonica, nel linguaggio letterario l'uso dei nomi

stato un atto di creazione

propri è sempre

un atto di c r e a z i o n e propri è sempre poetica,

poetica, quando questi si

i o n e propri è sempre poetica, quando questi s i inventare, d i adeguamento

inventare,

di adeguamento

del mondo reale al mondo e alla

del mondo reale al m o n d o e a l l a v e

verità dell'opera, quando

non era lecito allo scrittore forgiarli ex

c r i t t o r e f o r g i a r l

novo.

Identificare, classificare,

significare: queste le funzioni

significare: q u e s t e l e funzioni c o m u n i

comunicative

letteraria. Territorio sino a

quella specialmente da

frequentato, lo studio dei

po' pedantesca, si sta invece rivelando di straordinaria ricchezza1 :

del nome, di cui l'ultima è

ieri poco

tradizionale e un

se non

un'erudizione

nomi

propri

poco tradizionale e un se non un'erudizione nomi propri il nome infatti non è un suono

il nome

infatti non è un suono

'opaco' ma un segno a volte

'opaco' m a u n segno a v o l t e privilegiato d e l

privilegiato del senso. Esso

può assommare e concentrare in sé una rete di significati meta-

forici e simbolici, di connotazioni sociali, di allusioni

'trasparente', e spesso

il ricettacolo

allusioni 'trasparente', e spesso il ricettacolo letterarie potevano significato 1 . I f o n d
allusioni 'trasparente', e spesso il ricettacolo letterarie potevano significato 1 . I f o n d

letterarie

e spesso il ricettacolo letterarie potevano significato 1 . I f o n d a m

potevano

significato

e spesso il ricettacolo letterarie potevano significato 1 . I f o n d a m
e spesso il ricettacolo letterarie potevano significato 1 . I f o n d a m
e spesso il ricettacolo letterarie potevano significato 1 . I f o n d a m
e spesso il ricettacolo letterarie potevano significato 1 . I f o n d a m

1. I fondamenti logico-filosofici sono stati posti dallateoria della referenza lingui-

s t i dallateoria della referenza l i n g u i - stica di S.

stica di S. Kripke, Naming and Necessity, in Semantics of Naturai Languages, Dor- drecht 1972 (ne esiste una traduzione francese: La logique des noms propres , Paris 1982). Un ottimo avvio teorico alla questione dal punto di vista letterario in E.Ni- cole, L'onomastique littéraire, «Poétique» 54, 1983, pp. 233-253, che recaanche una bibliografia di tutto rispetto. Dello stesso autore (prevalentemente dedicato ai nomi

a l e n t e m e n t e dedicato ai n o m

proustiani ma con spunti interessanti) Personnage et rhétorique du Nom, «Poéti- que» 46, 1981, pp. 200-216.

Personnage e t rhétorique d u Nom, «Poéti- q u e » 4 6 , 1
Personnage e t rhétorique d u Nom, «Poéti- q u e » 4 6 , 1
Personnage e t rhétorique d u Nom, «Poéti- q u e » 4 6 , 1
Personnage e t rhétorique d u Nom, «Poéti- q u e » 4 6 , 1
Personnage e t rhétorique d u Nom, «Poéti- q u e » 4 6 , 1
Personnage e t rhétorique d u Nom, «Poéti- q u e » 4 6 , 1
Personnage e t rhétorique d u Nom, «Poéti- q u e » 4 6 , 1
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Personnage e t rhétorique d u Nom, «Poéti- q u e » 4 6 , 1
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Personnage e t rhétorique d u Nom, «Poéti- q u e » 4 6 , 1
Personnage e t rhétorique d u Nom, «Poéti- q u e » 4 6 , 1
Personnage e t rhétorique d u Nom, «Poéti- q u e » 4 6 , 1

34

Gianna Pétrone

34 G i a n n a Pétrone colloca. La p o e t i c
34 G i a n n a Pétrone colloca. La p o e t i c
34 G i a n n a Pétrone colloca. La p o e t i c
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34 G i a n n a Pétrone colloca. La p o e t i c
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34 G i a n n a Pétrone colloca. La p o e t i c
34 G i a n n a Pétrone colloca. La p o e t i c

colloca. La poetica dei nomi finisce con

l'apparire il luogo di un

semantico fondamentale, attraverso cui si affermano le

c u i s i a f f e r m a n o l e

processo

caratteristiche dei personaggi,

loro funzione

nell'opera, Non è certo un caso se il

nell'opera, Non è certo un c a s o se il le loro 'qualità psicologiche', l

le loro

'qualità psicologiche',

la

s o se il le loro 'qualità psicologiche', l a in d e f i n

in definitiva la loro 'verità' letteraria2.

Candide di Voltaire, lo

Stephen

Deda-

letteraria2. Candide di Voltaire, lo Stephen Deda- l u s d i Joyce, i l Godot

lus di Joyce, il

Godot che si aspetta invano nel dramma di Bec-

che si a s p e t t a invano nel dramma di Bec- kett lo

kett lo Pseudolus

plautino trebbero essere tanti

quanti na). Si tratta al contrario di

si chiamano così (e

gli esempi po-

borgesia-

ne contiene la Biblioteca

nomi in cerso senso 'necessari', che

la Biblioteca nomi in cerso senso 'necessari', che non solo racchiudono, come diceva S p i

non solo racchiudono, come diceva Spitzer,

non solo racchiudono, come diceva S p i t z e r , gorico d e

gorico del personaggio'

e ne rivelano l'essenza, la marca basila-

l ' e s s e n z a , la marca basila- re, ma anche,

re, ma anche, e di

più, sono in indispensabile relazione con il

indispensabile r e l a z i o n e c o n i l contesto,

contesto, lo presuppongono e annunciano, ne indicano i sensi ad essi sono affidati alcuni tra i

più importanti. Spesso ti centrali

significa-

efficace-

S p e s s o ti centrali significa- efficace- dell'opera cui appartengono s ì d

dell'opera

cui

appartengono sì da prestarsi

dell'opera cui appartengono s ì d a prestarsi mente a contenere i n n u c

mente a contenere in nuce

le

rappresentazioni

mentali che ne

n n u c e le rappresentazioni mentali c h e n e l e g
n n u c e le rappresentazioni mentali c h e n e l e g
n n u c e le rappresentazioni mentali c h e n e l e g

legato. L'onomastica letteraria è inoltre spesso un sistema

letteraria è inoltre s p e s s o un sistema per- la diversità che si
letteraria è inoltre s p e s s o un sistema per- la diversità che si

per-

la diversità che si stabilisce

sonaggio, la reciprocità,

tra i diversi nomi; decifrare la norma sottesa alla loro invenzio-

l'affinità

a l o r o i n v e n z i o - l'affinità ne
a l o r o i n v e n z i o - l'affinità ne

ne può a volte

avvicinare alla genesi dell'opera. Non senza una

o p e r a . N o n s e n z a u n
o p e r a . N o n s e n z a u n

come per Proust (e

per noi)

possedere le significazioni

( e p e r noi) possedere l e significazioni «possedere essenziali il sistema dei nomi

«possedere

essenziali

il sistema dei nomi era

«possedere essenziali il sistema dei nomi era d e l libro, l'impalcatura d e i s

del libro, l'impalcatura dei suoi

segni, la sua sintassi

d e i s u o i s e g n i , la sua sintassi

profonda»3.

s u o i s e g n i , la sua sintassi profonda»3. proprio davvero
s u o i s e g n i , la sua sintassi profonda»3. proprio davvero

proprio

davvero unico in cui il

hanno insegnato essere il

in c u i il h a n n o insegnato essere i l ' g

'giusto', 'vero', 'naturale', come secondo il

del Cratilo

'naturale', come secondo il del Cratilo p l a t o n i c o ,

platonico, non del tutto smentito da Socrate, deve essere sem-

a t e , d e v e e s s e r e s e

pre

il

nome: corrispondente alla cosa che indica.

: corrispondente a l l a c o s a che indica. parere Forse il n

parere

Forse il nome

è un caso

presenta significante non è 'arbitrario', come ci linguaggio, ma 'motivato': è il nome

che la letteratura ci

qualche

fermava riguardo alla Recherche

intenzione

polemicamente paradossale, R. Barthes af-

to, dove ha valore, oltre alla nominazione

individuale di un

organizza-

e di suscitare la memoria

abbiamo: come accadeva per i nomi mitici, capaci di per sé d'e-

vocare il racconto che li

comprendeva dell'intreccio che era loro indissolubilmente

'l'imperativo

cate-

ma soprattutto di riferimenti inerenti al testo stesso

nel quale

si

l t e s t o s t e s s o n e l quale
l t e s t o s t e s s o n e l quale
l t e s t o s t e s s o n e l quale
l t e s t o s t e s s o n e l quale

2. Per il ruolo del nome proprio nel romanzo cfr. Ph. Hamon, Semiologia Lessico

n , S e m i o l o g i a L e s s

Leggibilità del testo narrativo, trad. it., Parma 19843, soprattutto alle pp. 87 ss.

t t u t t o a l l e p p . 8 7 s

3. R. Barthes, Proust e i nomi, in // grado zero delh scrittura, trad. it., Torino

s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino

1982 (ma il saggio è del 1967), p. 129.

s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino
s c r i t t u r a , trad. i t . , Torino

Nomen/omen

35

Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n
Nomen/omen 3 5 Ancora p r i m a d i significare comunque i l n

Ancora prima di significare comunque il nome proprio iden-

i l n o m e p r o p r i o i d e

tifica e classifica; così

nella vita come nella letteratura esso

e classifica; così nella vita come nella letteratura esso l'individuo cui è attribuito in un g

l'individuo cui è attribuito in un gruppo, in un ambiente, in una

u p p o , in un a m b i e n t e ,

situazione storica e

geografica:

«il

nome proprio resta sempre

«il n o m e proprio r e s t a sempre d a l lato

dal lato della classificazione»4. Perciò

Hans

d a l lato della classificazione»4. Perciò H a n s 'Montagna una serie d i

'Montagna

una serie di indicazioni

incantata' di Th. Mann,

per esempio, vale già da sé

a n n , per esempio, v a l e già d a s é generali:

generali: è un tedesco,

e già d a s é generali: è u n tedesco, mibilmente borghese, v i s

mibilmente

borghese, vissuto in un'epoca

borghese, v i s s u t o i n un'epoca t e q u e

te quella dei Nibelunghi,

come il nome della Lesbia catulliana

d e i Nibelunghi, come il nome della Lesbia catulliana quello della Delia t i b

quello

della Delia

tibulliana già per i contemporanei doveva

i a n a già per i contemporanei d o v e v a l a

la loro collocazione

contemporanei d o v e v a l a loro collocazione casi il n o m

casi il nome, oltre a classifica-

le intenzioni dell'artista che lo

s s i f i c a - le intenzioni dell'artista che lo p o s

possiamo già dedurre la volontà

Castorp

scrivere un romanzo borghese, ma non

e r e un romanzo b o r g h e s e , ma non

da parte

dell'autore di

g h e s e , ma non d a parte dell'autore di può zione: quasi
g h e s e , ma non d a parte dell'autore di può zione: quasi

può

zione:

quasi

risalire ad un

programma

di

poesia

già

e ad una conven- intendere infatti il

chi nomina in tal modo l'amata fa

h i n o m i n a i n tal modo l'amata fa r a

rapporto con la poesia greca e allude ad una certa pratica di

sono il

vita . Non diversamente il Titiro e PAmarillide

i v e r s a m e n t e il Titiro e PAmarillide virgiliani

virgiliani dei modi e delle moven- a 'nomi bucolici' e classi-

segno della ripresa che Virgilio compie

ze della poesia teocritea, equivalgono

ficano chi li

p o e s i a teocritea, equivalgono ficano chi li p o r t a

porta come personaggio

dell'idillio pastorale.

personaggio dell'idillio p a s t o r a l e . proprio v i c

proprio vicini a noi risente

pi più verosimiglianza, che può

Mentre il nome

della letteratura romanzesca dei tem-

fortemente dell'obbligo

non essere

realistico della

cogente ma restringe in

non essere realistico della cogente m a restringe i n ogni c a s o l

ogni caso le possibilità le al codice

d'invenzione dell'artista, subordinando-

linguistico e a quello sociale in uso, la pratica lette-

e i n u s o , l a pratica l e t t e -
e i n u s o , l a pratica l e t t e -

preoccupava

u s o , l a pratica l e t t e - preoccupava n o

nome proprio e della sua ammissibilità, ma, in ottemperanza ad

altre regole meno indistinte e più sottili che non la sola legge del

p i ù sottili che non la sola l e g g e del verosimile, ti.
p i ù sottili che non la sola l e g g e del verosimile, ti.

verosimile,

sottili che non la sola l e g g e del verosimile, ti. Nello motivava i

ti. Nello

motivava il nome proprio riempiendolo di significa-

stesso tempo le capacità espressive di questo non si

c i t à espressive d i questo n o n s i l e g
c i t à espressive d i questo n o n s i l e g

legavano soltanto

sorgere dalla sensazione fonica e dalle associazioni che può fa-

a suggestioni

indeterminate, quali possono

o n i indeterminate, q u a l i p o s s o n o
o n i indeterminate, q u a l i p o s s o n o

raria dell'antichità

si

meno del 'mimetismo'

del

più

di tanto, mentre dai nomi delle donne della poesia latina si

permettere

dell'amore di un poeta. In questi

re, illumina retrospettivamente ha inventato. Da Hans

tra le

femmes galantes oggetto

famiglia presu-

che non è chiaramen-

di

Castorp

della

pone

presu- c h e non è chiaramen- di Castorp della pone 4 . S u l
presu- c h e non è chiaramen- di Castorp della pone 4 . S u l
presu- c h e non è chiaramen- di Castorp della pone 4 . S u l

4. Sulla denominazione come classificazione è d'obbligo il rimando a C. Lévi-

è d ' o b b l i g o il rimando a C. Lévi- Lotman
è d ' o b b l i g o il rimando a C. Lévi- Lotman

Lotman - B. A. Uspenskij, Semiotica e cultura, Milano 1975, pp. 97 ss.

A. Uspenskij, Semiotica e cultura, Milano 1975, pp. 97 ss. 5. Per la rettifica del r

5. Per la rettifica del rapporto arte-vita negli elegiaci (con una liquidazione degli

negli elegiaci (con u n a liquidazione d e g l i eccessi di 'biografismo' m

eccessi di 'biografismo' ma anche con qualche forzatura) cfr. P. Veyne, La poesia, V amore, Vocadente. L 'elegia erotica romana, trad. it., Bologna 1985.

L 'elegia erotica romana, trad. it., Bologna 1985. S t r a u s s ,

Strauss, II pensiero selvaggio, trad. it., Milano 1964, pp. 179 ss

Cfr. anche J. M.

g i o , t r a d . i t . , M i l
g i o , t r a d . i t . , M i l
g i o , t r a d . i t . , M i l
g i o , t r a d . i t . , M i l
g i o , t r a d . i t . , M i l
g i o , t r a d . i t . , M i l
g i o , t r a d . i t . , M i l
g i o , t r a d . i t . , M i l
g i o , t r a d . i t . , M i l
g i o , t r a d . i t . , M i l
g i o , t r a d . i t . , M i l
g i o , t r a d . i t . , M i l
g i o , t r a d . i t . , M i l

36

danna

Pétrone

36 d a n n a Pétrone vorire, q u a n t o abbiamocitato a
36 d a n n a Pétrone vorire, q u a n t o abbiamocitato a
36 d a n n a Pétrone vorire, q u a n t o abbiamocitato a
36 d a n n a Pétrone vorire, q u a n t o abbiamocitato a
36 d a n n a Pétrone vorire, q u a n t o abbiamocitato a
36 d a n n a Pétrone vorire, q u a n t o abbiamocitato a
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36 d a n n a Pétrone vorire, q u a n t o abbiamocitato a
36 d a n n a Pétrone vorire, q u a n t o abbiamocitato a
36 d a n n a Pétrone vorire, q u a n t o abbiamocitato a
36 d a n n a Pétrone vorire, q u a n t o abbiamocitato a
36 d a n n a Pétrone vorire, q u a n t o abbiamocitato a

vorire, quanto

abbiamocitato ad esempio la ratio è di

ad elementi lucidamenterazionali (nei casi che

lucidamenterazionali ( n e i c a s i c h e tipo allusivo). Se da

tipo allusivo).

( n e i c a s i c h e tipo allusivo). Se da un

Se da un lato l'enunciazionedei nomi

operava in un ambito

da un lato l'enunciazionedei nomi operava in un ambito più vasto, i n quanto un m

più vasto, in quanto

un maggior numero di

proposte poteva

quanto un m a g g i o r numero di proposte poteva dall'altro era dell'attribuzionedi

dall'altro era

g i o r numero di proposte poteva dall'altro era dell'attribuzionedi un nome doveva essere

dell'attribuzionedi un nome doveva essere decodificabiledal

un nome doveva essere decodificabiledal essere accettabile, più precisa, poiché il motivo r a g

essere accettabile,

più precisa, poiché

il motivo

essere accettabile, più precisa, poiché il motivo r a g i o n a m e

ragionamento. Nonostante i nomi appartenessero alle serie più

disparate, contenevano

che li giustificava e mostravail perché dellaloro

fondo di essi erauna motivazione

esempioquella let-

fondo di essi erauna motivazione esempioquella let- comunque unaratio una etymologia cioè (come ad

comunque

unaratio

una etymologia

esempioquella let- comunque unaratio una etymologia cioè (come ad unadescrizione (quale nasceva

cioè

esempioquella let- comunque unaratio una etymologia cioè (come ad unadescrizione (quale nasceva dall'etimologia).

(come

ad

let- comunque unaratio una etymologia cioè (come ad unadescrizione (quale nasceva dall'etimologia). In

unadescrizione

(quale nasceva dall'etimologia). In

ad unadescrizione (quale nasceva dall'etimologia). In essere molti, il procedimen- logico: rimento alla Titiro è
ad unadescrizione (quale nasceva dall'etimologia). In essere molti, il procedimen- logico: rimento alla Titiro è

essere

molti, il

procedimen-

dall'etimologia). In essere molti, il procedimen- logico: rimento alla Titiro è già in Teocrito,

logico:

rimento alla

Titiro è

già

in

Teocrito,

quindiVirgilio lo usa in rife-

Titiro è già in Teocrito, quindiVirgilio lo usa in rife- letteratura precedente, Lesbia non sazioni v

letteratura precedente,

Lesbia non

lo usa in rife- letteratura precedente, Lesbia non sazioni v a g h e , ma

sazioni vaghe, ma

ed ai

rimanda, etimologicamente, all'isoladi

Lesbo

ma ed ai rimanda, etimologicamente, all'isoladi Lesbo significati Per chiarirela differenzasi p o s s o

significati Per chiarirela differenzasi possono addurrele celebrifanta-

evocazioni che il fascino

simbolici ad essa connessi.

che il f a s c i n o simbolici ad essa connessi. Recherche, m a

Recherche, magiche

simbolici ad essa connessi. Recherche, m a g i c h e di alcuninomi fa risentireai

di alcuninomi fa risentireai personaggi: il nome di Guermantes

alimenta

n o m e d i G u e r m a n t e s

l'immagine

immateriale, un luminoso

n t e s alimenta l'immagine immateriale, un luminoso fantasmacolor arancione» o p p u r

fantasmacolor arancione» oppure la sonoritàdi Balbecfa pen-

sare al mare in

Il

p e n - s a r e a l m a r e i n

tempesta

persiano6.

a r e a l m a r e i n Il tempesta persiano6. simbolismo f

simbolismo fonico cui Proust ricorre poggia su sinestesiee as-

sociazioni mentaliche non

g g i a su sinestesiee as- sociazioni mentaliche non al sfuggono soggettivismo e manca- no

al

g i a su sinestesiee as- sociazioni mentaliche non al sfuggono soggettivismo e manca- no alla

sfuggono

soggettivismo e manca-

sociazioni mentaliche non al sfuggono soggettivismo e manca- no alla fine di un riscontro obiettivo. D

no alla fine di un riscontro obiettivo. Diverso e

fine di un riscontro obiettivo. D i v e r s o e più limpido, pur

più limpido, pur

nella

complessità e sottigliezza, il regolamento

pur nella complessità e sottigliezza, il regolamento antico, che affidaval'attribuzionedei nomi etimologica,

antico,

che affidaval'attribuzionedei nomi

regolamento antico, che affidaval'attribuzionedei nomi etimologica, (Arist. 2, 1400 Cic. de or. 2 , 2 5
regolamento antico, che affidaval'attribuzionedei nomi etimologica, (Arist. 2, 1400 Cic. de or. 2 , 2 5

etimologica,

(Arist.

2,

affidaval'attribuzionedei nomi etimologica, (Arist. 2, 1400 Cic. de or. 2 , 2 5 7 ; Q

1400

Cic. de or. 2, 257; Quint. 6, 3, 55)7.

5 7 ; Q u i n t . 6 , 3 , 5 5 )

B;

teorizzata nei trattatidi retorica

rhet.

all'interpretazione

generalmente

e a una chiesa in stile

di «un torrione

sie nominalidella

suggerisce

sen-

teraria)

trambii casi se i referentidel nome

potevano destinatarioerain grado di decriptarli secondo un

to

en-

genesi,

al

a r l i s e c o n d o u n to en- genesi,
a r l i s e c o n d o u n to en- genesi,
a r l i s e c o n d o u n to en- genesi,

6. Cfr. R. Barthes, art. cit. pp. 124 s. e G. Genette, Prouste il linguaggio indiretto,

l i n g u a g g i o i n d i r e
l i n g u a g g i o i n d i r e

rapporto tra gli scrittori e la teoria del linguaggio che è Mimologiques, Paris 1976 (di

i q u e s , P a r i s 1 9 7 6 (

cui costituisce il capitolo L'âge des noms, pp. 315 ss.). Quest'opera è definita dal suo autore come una recensione alla posterità del Cranio.

alla p o s t e r i t à del C r a n i

7. Cfr. Arist. rhet. 2, 1400 b:

C r a n i o . 7. Cfr. Arist. rhet. 2 , 1400 b: ,

,

C r a n i o . 7. Cfr. Arist. rhet. 2 , 1400 b: ,

,

r a n i o . 7. Cfr. Arist. rhet. 2 , 1400 b: , ,

,

in Figure II ', trad. it., Torino 1972, pp. 157 ss., ripreso poi in

quel grande

dossiersul

i p r e s o p o i i n quel grande dossiersul , ,
i p r e s o p o i i n quel grande dossiersul , ,

,

,

,

*

r e s o p o i i n quel grande dossiersul , , , *

.

e s o p o i i n quel grande dossiersul , , , * .

'

,

p o i i n quel grande dossiersul , , , * . ' , .

. Aristotele, come è evidente, guarda soprattutto alla tragedia. Cicerone

come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t
come è evidente, g u a r d a s o p r a t t

Nomen/omen

37

Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s
Nomen/omen 37 Potremmo a f f e r m a r e , servendocidi concetti s

Potremmo affermare, servendocidi concetti saussuriani, che

concetti s a u s s u r i a n i , c h e

vi è

stato un progressivo passaggio

dal 'motivato' all''arbitra-

passaggio dal 'motivato' all''arbitra- '8: il grado di motivazionedi P s e u d o l

'8:

il

grado

di

motivazionedi Pseudolus, che richiamaimme-

P s e u d o l u s , che richiamaimme- diatamente , nis, è

diatamente

,

nis, è per esempio

Guermantes, che si motiva più difficilmente.

e dunque si motivacon V interpretano nomi-

senz'altro

quello, poniamo, di

di

interpretano nomi- senz'altro quello, poniamo, di di maggiore Praticamolto d i f f u s a

maggiore

nomi- senz'altro quello, poniamo, di di maggiore Praticamolto d i f f u s a ,
nomi- senz'altro quello, poniamo, di di maggiore Praticamolto d i f f u s a ,
nomi- senz'altro quello, poniamo, di di maggiore Praticamolto d i f f u s a ,

Praticamolto diffusa,

l'interpretazioneetimologica del nome,

f f u s a , l'interpretazioneetimologica del nome, s u c u i c i

su cui ci illuminala riflessioneretorica antica, muovevatuttavia

riflessioneretorica a n t i c a , muovevatuttavia preesistenti, commediaerainvece Pimmaginazione del poeta me
riflessioneretorica a n t i c a , muovevatuttavia preesistenti, commediaerainvece Pimmaginazione del poeta me

preesistenti,

a n t i c a , muovevatuttavia preesistenti, commediaerainvece Pimmaginazione del poeta me testimonia A

commediaerainvece

Pimmaginazione del poeta

preesistenti, commediaerainvece Pimmaginazione del poeta me testimonia A r i s t o t e l

me testimonia Aristotele, il

quale

affermache «nella comme-

s t o t e l e , il quale affermache «nella comme- dia i p

dia

i poeti dapprima, con unaseriedi casiverisimiliinventano

i m a , c o n unaseriedi casiverisimiliinventano e compongono mettono i nomi ai la

e compongono

mettono i nomi ai

la favola, e poi, allo stesso modo inventano e

o i , allo stesso modo i n v e n t a n o e

personaggi;

fanno come gli [antichi]

t a n o e personaggi; fanno come g l i [antichi] poeti giambici, che poetavano

poeti giambici, che poetavano

Nella

intorno a

persone veree proprie.

fissati dalla

intorno a persone v e r e e proprie. fissati dalla i poeti ai nomi tradizione»9.Secondo

i

poeti

ai nomi

v e r e e proprie. fissati dalla i poeti ai nomi tradizione»9.Secondo q u e

tradizione»9.Secondo questaesplicita affermazionedellaPoeti-

t a e s p l i c i t a affermazionedellaPoeti- tragedia si attengono già

tragedia

si

attengono

già

non

a produrli, co-

da nomi

reali

forniti dalla tradizione. Nella

co- da nomi reali forniti dalla tradizione. N e l l a i n v e

invece alla commedia: Etiam interpretano nominis habet acumen, curriad ridiculum convertas, quam ob rem ita quis vocetur; ut ego nuper, Nummium divisorem, ut Neoptolemum ad Troiani, sic illum in campo Marno nomen invenisse {de or. 2, 257). Anche Quintiliano si interessa ai nomi nell'ambito dell'attenzione verso il ridicolo:

dell'attenzione verso il r i d i c o l o : Fiunt et adiecta et

Fiunt et adiecta et detracta adspiratione et divisis coniunctisque verbis similiter sae- pius frigida, aliquando tarnen recipienda,eademque condicioest in iis quae a nomi-

u e condicioest in iis q u a e a n o m i - nibus

nibus trahuntur. Multa ex hoc genere Cicero in Verrem

Multa ex hoc g e n e r e Cicero in Verrem d a a l

da al mondo della commedia, cita infatti come particolarmente felice una battutadi

t i c o l a r m e n t e felice una battutadi n
t i c o l a r m e n t e felice una battutadi n

nee minus confidens quam est Me TerentianusPhormio (Quint. 6, 3, 56).

( Q u i n t . 6 , 3 , 5 6 ) . La

La teoria retorica prende comunque in esame il procedimento che partendo dai nomi esistenti tenta di trasferirli dalla individuazione alla significazione. Teneva

alla s i g n i f i c a z i o n e .

però in conto anche il gioco paronomastico, che forzava i significati (cfr. Cic. de or.

z a v a i significati (cfr. Cic. d e o r . 2 , 2

2, 256 e Quint. 6, 3, 53) e che Quintiliano considera addiritturacome nominum

n t i l i a n o considera addiritturacome nominum fictio. A tutta la q

fictio.

l i a n o considera addiritturacome nominum fictio. A tutta la q u e s

A tutta la questione dell'allusione etimologica dedica pagine densissime A. Trai-

i c a dedica p a g i n e densissime A. Trai- na, Allusività catulliana

na, Allusività catulliana (Due note al e. 64), in Poeti Latini (e Neolatini), Bologna 19862, pp. 131-158. Rimando a questo studio, fitto di esempi, per un quadro diacro- nico di tale prassi nella poesia antica.

a s s i n e l l a p o e s i a antica.

8. Per il concetto di 'motivazione relativa', che limita senza modificarlo il campo

' , che limita senza modificarlo il c a m p o 1922. 9 . P
' , che limita senza modificarlo il c a m p o 1922. 9 . P

1922.

, che limita senza modificarlo il c a m p o 1922. 9 . P o
, che limita senza modificarlo il c a m p o 1922. 9 . P o

9. Poet. 9, 3; la traduzione è di Manara Valgimigli. La discussione sui nomi si

a l g i m i g l i . La discussione sui nomi si i

inserisce nel celebre passo in cui si discute dell'universalitàdella poesia di contro alla particolarità della storia. La presenza dei nomi propri non contraddice per Ari- stotele questa universalità (cfr. Manara Valgimigli, Poeti e filosofi di Grecia, I, Fi-

l o s o f i di G r e c i a , I ,

renze 1964, p. 608 n. 1).

i a , I , Fi- renze 1964, p . 608 n. 1 ) . dell'arbitrarietàassoluta,

dell'arbitrarietàassoluta, cfr. F.

De

Saussure, Cours de linguistique générale, Paris

Cicerone che scherzava su un personaggio di nome Phormio,

nee minus niger

(6, 3, 55). Anch'egli guar-

su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i
su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i
su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i
su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i
su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i
su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i
su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i
su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i
su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i
su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i
su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i
su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i
su u n personaggio d i n o m e Phormio, n e e m i

38

Gianna Pétrone

38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e
38 Gianna Pétrone ca è d u n q u e la commedia il g e

ca è dunque la commedia il genere nel

la fantasia del poeta

e n e r e nel la fantasia d e l p o e t a
e n e r e nel la fantasia d e l p o e t a

tragedia ai nomi 'storici', ma

e l p o e t a tragedia ai nomi 'storici', ma questo n o n

questo non impediva agli chi

antichi poeti

di sottolinearne con gio-

riguardo l'essere che individuava-

o - r i g u a r d o l'essere che individuava- no: si tentava

no: si tentava di fissare nel nome la

qualità che chi lo portava

mostrava di possedere, attraverso un'associazione di parole, che

articolava il

canti). È un uso poetico

ti lungamente s'intrattiene il Cratilo platonico, e praticato dai

tragici, a livello di allusione, come il

, a livello di a l l u s i o n e , come il
, a livello di a l l u s i o n e , come il

significato del nome proprio

invalso sin da

(manovrando

i

i signifi-

signifi-

quale

infat-

Omero10, sul

(manovrando i signifi- quale infat- Omero10, sul di Sofocle ( A i . 9 1 4
(manovrando i signifi- quale infat- Omero10, sul di Sofocle ( A i . 9 1 4

di Sofocle

i signifi- quale infat- Omero10, sul di Sofocle ( A i . 9 1 4 )

(Ai. 914), ma anche di dichiarata

spiegazione etimologica, come

che collega il nome di Aiace all'esclamazione di dolore

e g a il nome di Aiace all'esclamazione di dolore quella a (Soph. Tyro f r

quella

a il nome di Aiace all'esclamazione di dolore quella a (Soph. Tyro f r . 597N)
a il nome di Aiace all'esclamazione di dolore quella a (Soph. Tyro f r . 597N)
a il nome di Aiace all'esclamazione di dolore quella a (Soph. Tyro f r . 597N)

a (Soph. Tyro fr. 597N)

quella ancora che fa

f r . 597N) quella a n c o r a c h e f a
f r . 597N) quella a n c o r a c h e f a

derivare il nome .di

Afrodite

dall'aqpQoouvn(Eur. Tro. 990).

(alai

Ai. 430 ss.)

l'altra che riconduce il nome

(alai Ai. 430 s s . ) l'altra che riconduce il nome Esempi quest'ultimi stotele (

Esempi quest'ultimi

stotele (rhet. 2, 1400 B).

che non sfuggirono all'attenzione di Ari-

s f u g g i r o n o all'attenzione di Ari- Se tuttavia paragoniamo
s f u g g i r o n o all'attenzione di Ari- Se tuttavia paragoniamo
s f u g g i r o n o all'attenzione di Ari- Se tuttavia paragoniamo

Se tuttavia

paragoniamo

le motivazioni dei nomi

tuttavia paragoniamo le motivazioni d e i n o m i ci con i meccanismi d'ideazione

ci

con i meccanismi d'ideazione del nome inventato, quale quel-

n v e n t a t o , q u a l e q u

lo

della commedia e poi del romanzo, non possiamo non notare

n p o s s i a m o n o n n o t a
n p o s s i a m o n o n n o t a

Infatti nel caso dei nomi 'storici' si tratta di un intervento che

a d i u n i n t e r v e n t o c

delle differenze.

epici

e

tragi-

r v e n t o c h e delle differenze. epici e tragi- i l

il poeta compie a posteriori,

ad un significante che

di un tentativo di dare

significato dalla realtà. Po-

riceve dalla tradizione

r e a l t à . P o - riceve dalla tradizione per cordo tra
r e a l t à . P o - riceve dalla tradizione per cordo tra

per

cordo tra la

designazione e il significato, accordo che può essere

e i l significato, accordo che p u ò essere che con mezzi fonici che l'accostino
e i l significato, accordo che p u ò essere che con mezzi fonici che l'accostino

che con mezzi fonici che l'accostino a

parole

essere che con mezzi fonici che l'accostino a parole creando così l'illusione della similarità di

creando così l'illusione della similarità di

significato. Diverso è

l'illusione della similarità di significato. Diverso è invece l'atteggiamento d e l p o e t

invece

l'atteggiamento del poeta inventore dei nomi, che a prio-

del significato opportuno e lo sceglie a secon-

o r t u n o e lo s c e g l i e a

ri investe il nome

e lo s c e g l i e a secon- ri investe il nome da

da delle azioni che il

personaggio dovrà compiere

delle situa-

v r à c o m p i e r e d e l l e

zioni in cui prevede che

si troverà. Questa è una motivazione

c h e si troverà. Q u e s t a è una motivazione g e

genetica, che istituisce un vincolo strettissimo tra il nome e il suo contenuto semantico.

a il n o m e e i l suo contenuto semantico. I n c o

In conclusione

il tragediografo e il commediografo

(e il ro-

e i l c o m m e d i o g r a f o

lo

stesso percorso ma

r a f o (e il ro- lo s t e s s o percorso m

manziere) compiono

in

senso inverso,

trovato attraverso una risemantizzazione

del nome

an-

oppure di suono affine,

tremmo parlare

di nomi 'rimotivati',

i

quali

si cerca un ac-

etimologici l'adeguatezza

era legata

era libera di

produrre ce anche evidentemente l'epica

i nomi che credeva. Oltre la

inve-

quale

i nomi c h e credeva. O l t r e la inve- quale g u
i nomi c h e credeva. O l t r e la inve- quale g u
i nomi c h e credeva. O l t r e la inve- quale g u
i nomi c h e credeva. O l t r e la inve- quale g u

guistici e semiotici, in Mondo classico.Percorsi possibili, Ravenna 1985, pp. 27-37.

e n n a 1 9 8 5 , p p . 2 7 - 3

10. Cfr. C. Calarne, L 'antroponimogreco come enunciato narrativo: appunti

lin-

7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L
7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L
7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L
7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L
7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L
7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L
7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L
7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L
7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L
7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L
7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L
7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L
7 - 3 7 . 1 0 . C f r . C . Calarne, L

Nomen/omen

39

Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra
Nomen/omen 39 p o i c h é i l p r i m o decifra

poiché il primo decifra un'analogia tra il suono e il senso di un

g i a tra il suono e il s e n s o d i u

nome, e ne svela un significato

nascosto, l'altro, dovendo creare

u n significato nascosto, l'altro, dovendo creare n e i p o s s i b
u n significato nascosto, l'altro, dovendo creare n e i p o s s i b

nei possibili

neo-

creare n e i p o s s i b i l i n e o
creare n e i p o s s i b i l i n e o
creare n e i p o s s i b i l i n e o

pre all'interno di un rapporto di motivazione.

r n o di un r a p p o r t o di motivazione. Metteremo

Metteremo adesso alla prova queste riflessioni sull'onomasti-

v a q u e s t e riflessioni sull'onomasti- ca p l a u t

ca plautina, non solo per predilezioni personali, quanto perché

è un campo d'indagine

quanto perché è u n campo d'indagine effettivamente interessante, ed accenne- remo ancne a l l

effettivamente

interessante, ed accenne-

d'indagine effettivamente interessante, ed accenne- remo ancne a l l ' u s o degli antroponimi

remo ancne all'uso degli antroponimi nelle tragedie senecane e

per provare a delineare un quadro

nel romanzo

a d e l i n e a r e u n quadro nel romanzo di

di Petronio

e u n quadro nel romanzo di P e t r o n i o d'insieme

d'insieme di una questione antichi.

di

'poetica' non irrilevante

per gli

' p o e t i c a ' non irrilevante per gli Si sa che
' p o e t i c a ' non irrilevante per gli Si sa che

Si sa che i nomi plautini

sono nomina loquentia, e come tali

o m i n a loquentia, e c o m e t a l i s

sono stati descritti in

studi di grande

autorevolezza11.

Eppure

d i g r a n d e autorevolezza11. E p p u r e questa

questa

sione

tradizionale definizione

è

già implicitamente un'ammis-

è già implicitamente u n ' a m m i s - c a p a
è già implicitamente u n ' a m m i s - c a p a

capacità

u n ' a m m i s - c a p a c i t

smettere delle informazioni sul personaggio che individuano.

e nel-

Infatti definirli così non può l'ambito della comunicazione drammatica interna all'opera

drammatica interna a l l ' o p e r a essere s e n z

essere

senza conseguenza

teatrale e in

cui appartengono:

quello

della struttura

è

se 'parlano'

quello della struttura è s e 'parlano' comunicare dei m e s s a g g

comunicare dei messaggi

che lo spettatore

doveva intendere

spettatore d o v e v a i n t e n d e r e

svolgevano

d o v e v a i n t e n d e r e svolgevano

nella

trama. Il sistema appellativo

adoperato da

Plauto ha una

adoperato d a P l a u t o h a u n a s i

singolare

coerenza

nel

denominare il personaggio

a seconda

nel denominare i l personaggio a s e c o n d a della t i

della

tipologia cui appartiene,

del suo ruolo

scenico, delle sue

s u o r u o l o scenico, d e l l e s u
s u o r u o l o scenico, d e l l e s u

una

innanzitutto tale da classificare spesso il

go di tipi fissi che la commedia registra e da determinarlo dun-

vecchio, meretrix ma-

pari

efficacia nel comunicare questo significato.

personaggio

e s t o s i g n i f i c a t o .
e s t o s i g n i f i c a t o .
e s t o s i g n i f i c a t o .

que

trona e così via. È cioè

a t o . personaggio q u e trona e così via. È cioè grado individuale

grado individuale entro una classe e

l'ap-

addirittura in una di un servo si diffe-

pellativo sottoclasse. Questo

spesso avviene perché il nome

u e s t o spesso avviene p e r c h é il nome renzia

renzia da quello, per esempio, sottesa

gazione etimologica

spie-

al nome restituisce la funzione del

di un adulescens e

perché

la

i s c e la funzione del di un adulescens e perché la personaggio. P r
i s c e la funzione del di un adulescens e perché la personaggio. P r

personaggio.

Prendiamo per absurdum il caso del tutto secon-

s u r d u m i l c a s o del tutto secon- in

in

in molti casi di collocare

come servo

parassita, giovane

caratteristiche funzionali,

della parte che è chiamato a svolgere e

Il nome è nel catalo-

per

e per dare delle indicazioni sul ruolo che ìepersonae

del loro valore comunicativo e della loro

di tra-

logismi

da alle sue intenzioni.

che il sistema linguistico gli consente quanto corrispon-

L'uno decodifica, l'altro codifica ma sem-

qualcosa che s'accordi con i

repertorio onomastico che ha a disposizione

significati che ha in mente, cerca nel

c h e h a i n mente, c e r c a n e l
c h e h a i n mente, c e r c a n e l

11. Innanzitutto F. Ritschl, Quaestiones onomatologicae comicae, in Opuscula

Quaestiones onomatologicae comicae, i n Opuscula philologica namen bei P l a u t u s

philologica

namen bei Plautus, «Hermes» 37, 1902, pp. 173-211; 353-390; 608-626.

IH, Lipsiae 1877, pp. 301-351 e K. Schmidt, Die gnechiscben Personen-

IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
IH, L i p s i a e 1877, p p . 301-351 e K. Schmidt,
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h

40

Gianna Pétrone

40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h e
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h e
40 Gianna Pétrone dario del servo G r u m i o , c h e

dario del servo Grumio, che

compare nella prima scena della

Mostellaria. Seppure il contesto non specificasse, come invece

di che tipo convenzionale si tratti, il nome permetterebbe di

dei

identificarlo come servo e, all'interno della grande

come servo e , all'interno della g r a n d e f a , specie
come servo e , all'interno della g r a n d e f a , specie

fa,

e , all'interno della g r a n d e f a , specie servi p

specie

, all'interno della g r a n d e f a , specie servi p l

servi plautini, della più ristretta famiglia dei servi di campagna.

m i g l i a dei servi di c a m p a g n
m i g l i a dei servi di c a m p a g n

Le ragioni

foniche non sono distintive e lascerebbero

spazio a

ragioni foniche non sono distintive e lascerebbero spazio a pa- Trachalio c o m e Curculio,
ragioni foniche non sono distintive e lascerebbero spazio a pa- Trachalio c o m e Curculio,

pa-

Trachalio

come Curculio, servi come Milphio, Sagaristio,

s e r v i c o m e Milphio, Sagaristio, ecc. ma anche c u

ecc. ma anche cuochi, come con identica terminazione

esclusioni (e

Congrio

in

e lenoni come sicché poche

quelle

Ballio, tutti sarebbero le sillabe che in

-io,

contrasto a

Ballio, tutti sarebbero le sillabe che in -io, contrasto a piccolo- borghese). Distintivo non è d
Ballio, tutti sarebbero le sillabe che in -io, contrasto a piccolo- borghese). Distintivo non è d

piccolo-

tutti sarebbero le sillabe che in -io, contrasto a piccolo- borghese). Distintivo non è d u

borghese).

Distintivo

non è dunque il morfema ma il lessema:

non è d u n q u e il morfema ma il lessema: Grumio, da g

Grumio,

da grumus, 'mucchio di

terra', non

può

che chiamarsi

s , 'mucchio di terra', non può che chiamarsi un servo di contestuale al servo di

un servo di

di terra', non può che chiamarsi un servo di contestuale al servo di c i t

contestuale al servo di città, la cui

presenza il primo richiede,

ecco che l'esistenza di un Grumio postula come necessaria con-

seguenza il tradizionale contrasto

se

e n z a il tradizionale c o n t r a s t o se
e n z a il tradizionale c o n t r a s t o se

campagna/città,

che è

poi,

c o n t r a s t o se campagna/città, che è poi, ad incarnarlo

ad incarnarlo sono dei servi da commedia, quello tra servo zoti-

, q u e l l o tra s e r v o z o t

co ed ubbidiente e servo

trappolone

di maligna genialità.

Tutto

ubbidiente e servo trappolone di maligna genialità. Tutto ciò è si p u ò dire concentrato

ciò è si può dire concentrato nel nome Grumio,

nucleo che im-

concentrato nel nome G r u m i o , nucleo che im- p l i

plicitamente contiene tutta

questa sequenza.

In realtà così ra-

tutta questa sequenza. In realtà c o s ì r a - g i o n

gionando abbiamo capovolto la dinamica con cui appare il no-

me di Grumio nel testo plautino, che viene pronunciato quando

volte che

o n u n c i a t o q u a n d o volte
o n u n c i a t o q u a n d o volte

dati sono stati

a t o q u a n d o volte c h e dati sono stati

in questione

proviene dalla campagna, sicché,

t i o n e proviene d a l l a campagna, sicché, p r i

prima sconosciuto,

è poi pronunciato

(/.

è p o i p r o n u n c i a t o (
è p o i p r o n u n c i a t o (

assicurata.

o i p r o n u n c i a t o ( / .

51), se ne intende

appieno il significato e l