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Stilnovismo → seconda metà del Duecento

Dante parlerà di “dolce stil novo” nel Purgatorio → non è una vera e propria scuola: scrittori dotati di una
spiccata personalità (difficile stabilire dei tratti distintivi di
un preciso progetto poetico; piuttosto vi sono delle
tendenze comuni, pur tra sensibilità/visioni diverse)


ne fanno parte: Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti,

Cino da Pistoia e Dante Alighieri

Caratteristiche comuni:

• rifiuto degli astrusi artifici stilistici, cari a Guittone e ai suoi seguaci, e la scelta di uno stile più
limpido e piano (riferimento al “trobar leu” provenzale): Guittone viene visto come rozzo e
sgradevole (limite intellettuale e sensibilità poco raffinata)
• Amore “dittatore”: fedeltà nel trascrivere l’esperienza amorosa vissuta in prima persona vs
convenzioni predefinite in auge fino a quel momento → poesia fortemente incentrata
sull’interiorità (all’interno del poeta gli effetti del sentimento amoroso) vs l’attenzione dei rimatori
provenzali, siciliani e toscani rivolta all’esterno (dama, ambiente di corte, occasioni che potevano
favorire l’amore)
• gusto per il sottile ragionamento filosofico (rigore speculativo) vs Guittone d’Arezzo (oscuro nella
forma e impreciso nella definizione dei concetti) → attingono a concetti, immagini e procedimenti
logici (tecniche dimostrative) raffinati che mutuano dalla Scolastica (sillogismi; “atto” e “accidente”;
riferimenti medici, mineralogici, astronomici o teologici)
• un nuovo concetto di Amore come espressione naturale di un animo nobile (nobiltà intesa come
elevatezza morale e intellettuale, non più di stirpe) → da un punto di vista sociale si tratta della
rivendicazione dei ceti emergenti del contesto urbano, che si contrappongono alla vecchia
aristocrazia (le nuove classi dirigenti comunali aspirano a presentarsi come una nuova aristocrazia,
fondata non più sulla nobiltà di sangue, ma sull’altezza d’ingegno)
• la donna “angelicata” viene identificata come colei che dona la salvezza, nobilita e purifica l’uomo
(ma pessimismo di Cavalcanti: l’amore come forza distruttiva)
• la “corte ideale” (v. il “vascello” di Dante), composta da una cerchia ristretta di spiriti eletti, dotati
di cultura e uniti tra loro da un vincolo esclusivo di amicizia (anche in questo caso si discosterà il
pessimista Cavalcanti)