Sei sulla pagina 1di 32

Luciana Galliano

Capire lestetica giapponese

Il fascino dellignoto
Il Giappone vicino... o almeno cos
sembrerebbe: importanti mostre presso grandi
gallerie, raffinati ristoranti giapponesi ovunque,
cartoni animati sugli schermi e film di Ozu nei
cinema d'essai... Anzi, il Giappone di moda,
dai pi raffinati prodotti di design - che sia
abbigliamento, arredamento, grafica - alla
letteratura, i manga, i corsi di lingua, di arti
marziali e calligrafia... Eppure c' qualcosa della
raffinatissima estetica giapponese che affascina
ma sfugge, che conquista ma inquieta nello
stesso tempo.

Una bellezza dimessa e sfuggente


Larchitettura, la grafica, il teatro, la danza, la
letteratura, gli oggetti e perfino la presentazione
del cibo... Una particolare bellezza emana da
tutto ci che viene dal Giappone, e, mentre
quasi tutti riconoscono il valore dellestetica
giapponese, appare talvolta difficile capire quali
siano i tratti specifici che risultano tanto
affascinanti: la nettezza delle linee, la
essenzialit dellespressione, la patina di
sublime quotidianit, lafflato di impermanenza ...

Nellarea di influenza cinese


Sul fondo di una antica discussione intellettuale col
pensiero e con le forme artistiche cinesi, la cultura
giapponese elabora, in base alla propria peculiare
sensibilit, delle inedite idee di bellezza sabi e wabi
che modellano la produzione artistica. Lo zen, fondo di
questa sensibilit identitaria nazionale, deriva dal cinese
chan ma si sviluppa in modo autonomo, non limitandosi
ad una sorta di mistica del pensiero ma diventando
pratica spirituale secondo cui la concentrazione anche
nellespressione artistica aspira alla dimenticanza del s
individuale nellidentificazione con il Tutto.

il vuoto
La condizione fisica: es. dellelettrone di H
la definizione, fondata nel pensiero buddhista, di
vuoto come principio fecondo; il principio daoista:
L'utilit del nulla: "trenta raggi si incontrano in
un mozzo / e in quel che il suo vuoto sta l'uso
del carro / si tratta l'argilla e se ne foggia un vaso
/ e in quel che il suo vuoto sta l'uso del vaso /
si forano porte e finestre per fare una casa / e in
quel che il vuoto sta l'uso della casa".

Shrin-zu bybu (Paravento con pini)

Il paravento in sei pannelli, di cm.156.8 x 356, Tesoro Nazionale, opera del


grande pittore di epoca Momoyama Thaku Hasegawa (1539-1610)

lestetica di ma
il vasto senso ontologico del vuoto
Il ma delle arti ma anche della vita
quotidiana, come nervatura di forza

Paesaggio (1495) di Sessh


Ty (1420-1506)- cm. 149 x
33; stile a inchiostro
spruzzato, applicazione di
inchiostro scuro su un
inchiostro pi chiaro non
ancora asciutto; si ottiene un
effetto morbido e leggermente
confuso, atto a comunicare
limpressione di un paesaggio
colto sullattimo, attraverso
una mutevole bruma. Nel
colophon (che non si vede in
questa riproduzione) Sessh
ricorda la propria vita e i propri
maestri Josetsu e Shbun, e
dichiara la propria convinzione
che la pittura debba trarre
ispirazione dalla natura e da
nientaltro.

Paesaggio (1495) di Sessh Ty (1420-1506)


Vero protagonista del kakemono lo spazio vuoto, che rappresenta
l84% della superficie totale e da cui emergono, in lontananza, le
sagome diafane di alcuni picchi montani e, in primo piano, pochi e
brevi tratti con i quali si accenna alla presenza di arbusti, rocce e
tetti. Anche in questo caso lampio sfondo vuoto viene messo in
risalto non come elemento opposto alla figure, ma in continuit con
esse, esaltandole, come matrice pulsante, vivente che le produce:
un efficace espediente per mostrare questa continuit attiva tra
sfondo e figure consiste nel fatto che queste non sono definite e
bloccate entro perimetri di disegni conclusi, n sono riempite da
stesure omogenee di inchiostro su uno sfondo inerte, ma sono
eseguite con rapidi tratti di pennello, lasciando tra di essi ampie
tracce di spazi vuoti e addirittura in essi: il pennello lascia
volutamente ampie tracce di bianco nel tratto di inchiostro. I tratti poi
sono sfumati e dunque non definiscono qualcosa di chiuso: un
disegno preciso sarebbe come un concetto, cio qualcosa di finito.
La sfumatura di inchiostro estremamente diluito sembra far
penetrare lo sfondo nelle figure.

la linea
Il senso dello sviluppo lineare piuttosto che architettonico
Larte non ha a che fare in modo precipuo con la
seduzione, con il piacere dei sensi; lesperienza estetica
serve ad illuminare un particolare tipo di coscienza
la percezione estetica non mette a fuoco il movimento, il
divenire, ma larrivare di questo ad una stasi, ad un
istante in s concluso e perfetto, isolato in certo modo
dallessere impermanente attraverso la sensibilit
dellartista che deve, secondo il grande Zeami,
Stabilire la propria mente [] nellonnicomprensiva e
immacolata, trasparente Via del Nulla.

Linji Yixuan (866) maestro della scuola


Rinzai fondata da Myan Eisai, tornato dalla
Cina nel 1191

Gli studenti di oggi [...s]crivono le parole di qualche vecchietto morto


da un pezzo in un grosso taccuino, lo avvolgono in quattro o cinque
pezze di stoffa [...] Ciechi idioti! Che specie di succo cercate da tali
ossa rinsecchite! La verit, come l'acqua o la natura o il silenzio,
inafferrabile. Chi cerca di seguire le dottrine scritte o riferite da
qualche maestro un idiota - Linji quel famoso maestro che
diceva brutalmente Se incontri il Buddha, uccidilo, per dire che
se incontrate qualcuno che riconoscete come la personificazione
della verit, dovete ucciderlo, perch precisamente questa
identificazione che va eliminata. Bisogna eliminare l'idea che
qualcosa di infinito come la verit, l'illuminazione, la natura possa
essere catturato.

Dgen Eihei (1200-1253)

L'universo non ingabbiato da idee di ampio o minuscolo, grande o


piccolo; non n quadrato n rotondo, non il centro, non vitalit
n splendore; solo quando trascendiamo queste forme l'universo
appare. (Dgen 2003, p. 70)
L'acqua pura non costretta da argini o sponde. Quando i pesci
nuotano in questo genere di acqua pura non vanno da nessuna
parte; vale a dire, anche se si spostano di diecimila miglia, l'acqua
non pu essere misurata, non pu essere delimitata, non pu
essere arginata e non pu essere contenuta. senza fondo e non
pu essere scandagliata. Se cerchiamo di scandagliarla non
troviamo altro che acqua pura. (Dgen 2003, p. 102)
Questa metafora dell'acqua spiega, meglio di qualsiasi concetto
astratto, che l'esperienza non catturabile e tuttavia al fondo di
ogni cattura.

Nishida Kitar (1870-1945), considerato fondatore della


scuola di Kyoto

Lattitudine a voler cogliere lesperienza prima di ogni contaminazione concettuale e


linguistica talmente radicata nella cultura giapponese che la troviamo anche, in tempi pi
recenti, nelle pagine del pi importante filosofo giapponese contemporaneo, Nishida. Il primo
capitolo del suo primo libro dedicato proprio allesperienza pura (junsui keiken) (Nishida
2007, pp. 11-18); a questa locuzione e al concetto che le corrisponde Nishida associa i
termini etoku incontrare ed appropriarsi; taitoku appropriarsi col corpo; jitoku
appropriazione spontanea; e contrappone il termine rikai comprensione intellettuale. Anche
in seguito, in un saggio del 1923, Nishida ribadisce con le seguenti parole la centralit del
cogliere e non descrivere o catturare lesperienza pura con lintuizione: Noi possiamo
pensare di raggiungere in qualcosa come lintuizione artistica unautoconsapevolezza pi
profonda di quella meramente concettuale (Nishida 1923, vol. 3, p. 404).Vi dunque per
Nishida una consapevolezza pi profonda di quella puramente concettuale, astratta, formale,
che data nellintuizione artistica, la quale si realizza in una forma di attenzione che va oltre
ogni separazione artificiale

Perci lambito dellesperienza pura coincide di per s con lambito dellattenzione. Ma io


penso che lambito dellesperienza pura non sia per forza limitato a un tipo di attenzione
puntuale. Senza aggiungere il bench minimo pensiero, noi possiamo portare la nostra
attenzione in uno stato che precede la distinzione di soggetto e oggetto. Per esempio come
nel caso in cui si scala una parete profondendovi tutto limpegno possibile, oppure come
quando un musicista suona un brano provato e riprovato. (Nishida 2007, p. 13)

Lattenzione profonda rivolta allo stato che precede la separazione tra soggetto e oggetto e,
in generale, ogni tipo di separazione

Larte come esperienza pura


LESPERIENZA PURA si articola secondo
- il pensiero: in cui la realt ci si offre cos com ,
- la volont: da cui trae origine letica: larte educa
all'armonia, e i diversi ideogrammi che in
giapponese, a partire dagli antichi trattati, vogliono
dire 'bello , sono letti sempre yoshi (buono), ed
esiste una relazione con un'idea di bellezza pi simile
al greco to kalon che non al latino pulchrum, poich
il termine greco comprende la bont dell'animo con la
bont dell'aspetto.
- lintuizione intellettuale: da cui si sviluppa
lesperienza religiosa del Nulla assoluto quale
origine e principio unificatore dellintero Essere

Vaso per lacqua, ceramica di Bizen, h. cm. 14. Epoca


Momoyama, fine sec. XVI

wabi sabi

Wabicha lo stile elevato che assume la cerimonia del t nel XVI sec., la cui caratteristica
lestetica di wabi, termine difficile da tradurre ma che indica una assoluta sobriet; wabi un
concetto della ristrettezza, la totale mancanza di eccesso, la bellezza fortemente solenne e
austera della frugalit
sabi: il termine deriva dal verbo sabiru, che vuol dire decadere, perdere freschezza, e designa la
particolare bellezza che assumono le cose che recano la traccia del tempo. Consiste nel
cogliere nella consunzione, nello squallore e nella degradazione la tensione metafisica fra il
relativo e l'assoluto, fra il caduco e l'eterno, fra il particolare e l'universale; oltre alla semplicit e
al sapore di arcaico, in sabi c' una sfumatura di solitudine lo stesso radicale del termine
sabishii, che vuol dire solo, triste come qualit radicata nella percezione dell'individualit ed
evanescenza della vita umana. Un termine correlato e relativo alla bellezza shibumi, che
indica letteralmente il sapore allappante di un limone, il tatto di una superficie ruvida, e in
generale esprime esteticamente "la sontuosit di ci che dimesso".
evidente quanto questi concetti di una bellezza astratta e austera, avente a che fare con
regioni della sensibilit per l'Occidente difficilmente collegate al piacere estetico, derivino da un
pensiero morale e religioso che ha le sue radici nel continente asiatico: nel Confucianesimo
cinese e nel Buddhismo di derivazione indiana anch'esso filtrato attraverso il pensiero cinese.
Dal pi antico pensiero confuciano procede la stretta corrispondenza fra il bello e il buono; per
Confucio l'arte superiore, rispetto al sapere, nel coltivare lo spirito umano. E davvero
sembrerebbe che in Giapponese i due concetti siano in parte assimilati, con per di pi il pathos
buddhista della negazione del mondo, dell'astrazione necessaria all'animo umano per arrivare
alla Bellezza incontaminata che giace sotto il velo ingannevole dell'apparenza.

Mono no aware

sentimento delle cose, la coscienza della cosa


mono no aware il senso ultimo dellesperienza estetica, la tristezza o la gioia nel
discernere al contatto con le cose (Norinaga Motoori,1730-1801); una visione
introspettiva dell'esperienza estetica: la comprensione di mono no aware il punto in
cui si definisce la sensibilit dell'uomo precisamente in quanto essere umano.
Il linguaggio interiore della comprensione estetica nasce dalla autocoscienza
illuminata. Il moto dinamico del sentimento estetico espressione della soggettivit,
ma il soggetto che ha attraversato lesperienza della autocoscienza ha perso la
effimera connotazione di ware come personalit, individualit illusoria, per
esaltare il ware come persona, connotazione umana della coscienza, concetto
trascendentale e panicamente indifferenziato. Un grande studioso, Sunaga Katsumi,
defin in un importante saggio del 1934 nascosta nuclearit del sentimento il
carattere tipico dell'arte giapponese di controllo e restrizione dell'espressione
emotiva, cosa che produce un incremento di tensione e un carattere universale e
interiormente scavato dellespressione stessa. Questo tratto, accompagnato alla
formalizzata squisitezza dei dettagli, spiega come sia raggiunto con poco materiale
un'inatteso spessore del significato, che sembra fissare l'istante entro lo scorrere
eterno del tempo.

la formalizzazione:
la griglia delle regole stilistiche e la tensione a
dimenticare tutte le regole
il gesto naturale, definitivo e non emendabile,
dellartista
una attitudine culturale
una raffinata cultura orale

Cucchiaino chashaku (Sen no Riky, 1521-1591)

Un esempio di formalizzazione

Riky concep un cucchiaio chashaku con un nodo quasi al centro,


in un punto della parte centrale del manico non proprio a met ma
corrispondente all'incirca alla posizione della sezione aurea.
Questo cucchiaio chashaku rappresent una rivoluzione. Dato
l'addio al periodo dell'imitazione di imitazione degli oggetti importati
dalla Cina, Riky cre un chashaku con un nodo centrale, ci che fu
uno dei presupposti per la creazione di una cultura della cerimonia
del t originalmente originalmente giapponese. Di l in poi quella
sar la forma utilizzata a tutt'oggi per il cucchiaio chashaku fra gli
oggetti del t di ogni scuola. Una tale forma plastica, con un nodo
quasi centrale che separa il mondo della sezione a monte del nodo
da quello a valle, crea la bellezza di ma dando un valore continuo
ad una discontinuit, discontinuit basata su di una rottura che non
crea un vuoto.

Bash Matsuo
kane kiete
hana no ka wa tsuku
yube kana

Il suono della campana dilegua,


persiste la fragranza dei fiori
ed sera

Una rigorosa formalizzazione poetica

Makura kotoba a fornire il ritmo sillabico


Parole di stagione, necessarie per la collocazione emozionale
limpiego di kireji, termini linguistici definibili cenemi, come ya, kana, kamo,
keri, i quali non possiedono un particolare significato, ma indicano una
pausa, una sospensione, un vuoto nel corpo della poesia.
Nella poesia haiku la formalizzazione linguistica conduce limmaginazione a
tracciare unimmagine aperta che non una rappresentazione finita, un
quadretto, ma piuttosto lo sfondamento della cornice.
la sospensione indicata dal silenzio che segue il suono della campana,
che non assoluto, ma attraversato dal progressivo spegnersi del riverbero
del suono della campana. Questo progressivo dileguarsi del suono ci che
connette il suono stesso con il silenzio, cio con lo sfondo che allorigine
di s, cos come allorigine di ogni altro suono, o rumore. Questo andare
verso il silenzio non ha nessuna connotazione malinconica, che si vuole
vedere secondo uno stereotipo di malinconica passione per leffimero tipica
dei giapponesi. Giapponese piuttosto lattenzione a queste sfumature del
dileguare, del trasformarsi, dellandare verso uno sfondo, che sia la natura o
il silenzio o il bianco del foglio.

Kitagawa Utamaru (17531806): Lavoro dago, 1794 ca,


cm. 38,8 x 25,4
Xilografia

Katsushika Hokusai (1760-1849), Manga, cm. 38,3 27,5

lidea di (non) espressione


lartista come risonatore di un senso pi vasto di quello della propria
individualit, lidea di natura come contenitore e non come sfondo
Imamichi Tomonobu ha parlato di estetica di una visione vegetale
del mondo lidea profondamente cinese che il non-fare (wuwei)
sia meglio del fare
la concentrazione ottenuta attraverso la meditazione aspira alla
conquista della calma dello spirito e alla dimenticanza del s
individuale nellidentificazione con il Tutto
Non la monumentale architettura della forma occidentale ma il
discontinuo brillo degli istanti (c un infinito da percepire in ogni
istante che passa), la breve giustapposizione di eventi esposti quasi
come irrelati ci che lartista giapponese crea anzi registra dalla
propria sensibilit, tendendo alla riduzione essenziale del materiale.

natura

lamore per la Natura e il sentimento di gratitudine delluomo per la


sua bellezza e per le emozioni che suscita, la cura e la delicatezza.
La profonda sensibilit di questi temi legata in primo luogo a certi
aspetti di personificazione della Natura tipici dellanimismo shintoista.
Lo shintoismo vede in ogni elemento della natura e del mondo in
generale un kami, cio un principio divino. Per questo ogni elemento,
ogni luogo della Natura viene personificato, considerato un essere
vivente dotato di unanima e di un sentire. Un altro aspetto della
personificazione della Natura tipica dellespressione artistica
giapponese derivata dallanimismo shintoista il proiettare sulla
Natura i propri sentimenti, in una visione pnica (cio di fusione
dellIo con la Natura) simile ma in un certo senso di verso contrario a
quella occidentale: non lidentificazione con la Natura, come ad
esempio presso i poeti romantici, ma la personificazione, la
proiezione del proprio sentire nellelemento naturale.

Arte e natura
Una chiave interpretativa del suono dello shakuhachi
chikurai , che indica il suono della brezza in un
boschetto di bamb; si dice che, poich il bamb vive
accumulando suoni e soffi nel suo interno cavo,la bellezza
della musica dello shakuhachi consista nellestrarre I suoni
che si celano al suo interno, accumulatisi sin dalla sua
nascita, facendoli risuonare nuovamente. Il piacere per i
suoni naturali deriva dalla Cina Tang, ma stato elaborato
soprattutto in Giappone si veda uno dei pi noti brani per
shakuhachi, Shika no tne, che imita il grido del cervo.
Shika no Tne, Aoki Shizuo, Shakuhachi: Yokoyama Katsuya

La bellezza delleffimero

vedere la realt come pura apparenza, porre laccento


sullimpermanenza della vita e di tutti gli aspetti del mondo
fenomenico, sottolineando la necessit del distacco anche dagli
affetti umani. In unanima sensibile, questi temi hanno da secoli una
profonda eco e conformano lespressione artistica; i vari aspetti
della natura e della vita umana sono percepiti pi belli, dotati di pi
fascino proprio per via del loro essere effimeri, irreali. La ossessiva
celebrazione della bellezza giovanile, della fugacit delle stagioni e
della bellezza degli istanti di felicit, meravigliosi proprio perch
momentanei, ha la sua radice nel pensiero buddhista. I delicati fiori
di ciliegio che cadono, le cangianti fasi della luna, i cambiamenti
legati al ciclo delle stagioni diventano simboli dellimpermanenza e
della bellezza fuggevole e sono temi ricorrenti dalle semplici
melodie delle canzoni popolari alla poesia pi elevata.

Lidea del divenire, eterno e


meraviglioso della vita

Un film di successo di alcuni anni


fa, protagonisti dei ragazzi che
per nel manga hanno un aspetto
ancora pi infantile; lossessione
per la giovinezza in Giappone un
leit-motiv sociale che attraversa
tutte le classi e le professioni.