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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI CATANIA

Dipartimento di Ingegneria Agraria

CORSO DI IMPIANTI IRRIGUI


PROF. G.L. CIRELLI

Sistemi di filtrazione e fertirrigazione


(pagg. 1-49)

A CURA DI:
PROF. GIUSEPPE LUIGI CIRELLI
ING. ROSY AIELLO

1
LOCCLUSIONE DEGLI EROGATORI
Il fenomeno dellocclusione dipende soprattutto dalla qualit
dellacqua utilizzata a scopo irriguo
Nonostante gli sforzi della ricerca per ridurre e valutare il
rischio di occlusione degli erogatori, non esiste ancora oggi un
metodo analitico di risoluzione

le cause che determinano locclusione non dipendono solo dalla


qualit delle acque impiegate ma anche da altri fattori locali:
- intrusione di radici allinterno degli erogatori,
- temperature dellacqua e dellaria,
- caratteristiche dei gocciolatori utilizzati,
- modalit di gestione dellimpianto.

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FENOMENI DI OCCLUSIONE DEGLI EROGATORI
I sistemi microirrigui sono caratterizzati da un elevato
numero di erogatori con orifizi facilmente ostruibili da
diverse tipologie di agenti, presenti allinterno delle acque
utilizzate a scopo irriguo
Gli agenti che determinano locclusione hanno natura diversa :

biologica: particelle organiche quali colonie batteriche o


formazioni algali, microrganismi, piccoli insetti;
chimica: precipitati di natura minerale dovuti alla qualit
dellacqua od a reazioni chimiche legate alluso di
fertilizzanti idrosolubili;
fisica: minerali in sospensione (sabbia, limo, ecc.) o
materiale organico indecomposto (foglie, semi, uova di
pesce, alghe, ecc.)

Lintasamento pu essere provocato da un interazione dei diversi


fattori 3
PRINCIPALI AGENTI DELLOCCLUSIONE
NEGLI IMPIANTI DI MICROIRRIGAZIONE
FISICI CHIMICI BIOLOGICI

piccoli animali
Inorganici Carbonati di Ca, Mg
acquatici
- sabbia Solfato di Ca alghe
- limo Ossido di ferro protozoi
- argilla Solfuro di ferro batteri
- plastica (ferrobatteri)
(solfobatteri)
Idrossidi, ossidi,
carbonati,silicati di
metalli pesanti
Organici in
Fertilizzanti
decomposizione
- vegetali - fosfati
- animali - ammoniaca liquida
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- batteri - ferro, zinco, manganese
PRINCIPALI AGENTI DELLOCCLUSIONE NEGLI
IMPIANTI DI MICROIRRIGAZIONE
Gli agenti fisici possono provenire dalla fonte di
approvvigionamento idrica o svilupparsi nellimpianto

Le particelle inorganiche pi fini (limo, argilla) si


depositano nelle zone dellimpianto in cui la velocit
pi bassa (parte finale delle ali erogatrici e lungo le
pareti dei gocciolatori a lungo percorso). Locclusione
che ne segue pu non essere rapida ma inevitabile

Potrebbe verificarsi unaggregazione di particelle fini a


causa della presenza di particelle organiche leganti
Inoltre insetti, residui di nastri di teflon e tubi di PVC
possono penetrare nellimpianto durante linstallazione
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PRINCIPALI AGENTI DELLOCCLUSIONE NEGLI
IMPIANTI DI MICROIRRIGAZIONE

Gli agenti chimici comportano problemi a causa dei


precipitati

I precipitati possono essere di calcio, ferro e zolfo

La precipitazione, in tutti i casi, funzione di vari


parametri: temperatura, pressione, pH

I precipitati insolubili determinano inevitabilmente


locclusione degli erogatori

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PRINCIPALI AGENTI DELLOCCLUSIONE NEGLI
IMPIANTI DI MICROIRRIGAZIONE

Tra gli agenti biologici i ferrobatteri e i solfobatteri


possono far precipitare il ferro e lo zolfo, si crea una
fanghiglia (mucillagine filamentosa di colore rosso o
massa cotonosa bianca) che pu intasare i gocciolatori
o fare da adesivo per le particelle di limo o di argilla

La crescita di alghe e di altre piante acquatiche


rappresenta un problema per gli impianti; le alghe
possono riprodursi velocemente (elevata presenza di
azoto e fosforo) creando non pochi problemi ai filtri e
la necessit di frequenti controlavaggi

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RISCHI DI OCCLUSIONE DEGLI EROGATORI IN FUNZIONE
DELLA PRESENZA DI FATTORI DI OCCLUSIONE

LIVELLO DI RISCHIO
FATTORI DI OCCLUSIONE
BASSO MODERATO ALTO

A B A B A B
Solidi sospesi, mg/L < 50 < 200 50-100 200-400 > 100 > 400

Conducibilit elettrica, < 0.8 <1 0.8-3.1 1-4.5 > 3.1 > 4.5
mS/cm
pH <7 n.c. 7-8 n.c. >8 n.c.
Ferro totale, mg/L < 0.2 < 0.5 0.2-1.5 0.5-1.2 > 1.5 > 1.2
Manganese, mg/L < 0.1 < 0.7 0.1-1.5 0.7-1.0 > 1.5 > 1.0
Calcio, mg/L n.c. < 250 n.c. 250-450 n.c. > 450
Magnesio, mg/L n.c. < 25 n.c. 25-90 n.c. > 90
Idrogeno solforato, mg/L < 0.2 n.c. 0.2-2.0 n.c. >2 n.c.

A = Bucks et al. (1979); B = Capra et al. (1998); n.c. = non classificato 8


COME SI PREVIENE IL FENOMENO E SI MANTIENE LA
PIENA EFFICIENZA DELLIMPIANTO ?

Occlusione fisica:
Spurgo periodico di fine linea e prima e dopo ogni
lavaggio

Occlusione biologica e chimica :


Lavaggi eseguiti: prima con iniezione di prodotto
ossidante (ipoclorito di sodio o acqua ossigenata) che
dissolve la sostanza organica, e, dopo il risciacquo, con
iniezione di acidi (nitrico, fosforico o solforico) che
sciolgono i depositi o sedimenti chimici ( importante
rispettare la sequenza)

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TRATTAMENTO DELLE ACQUE

Per prevenire locclusione delle luci dei gocciolatori


opportuno trattare le acque adeguatamente

I principali tipi di trattamento sono suddivisi in:


- Fisici (sedimentazione e filtrazione)
- Chimici (acidificazione e clorazione)

Un buon trattamento, oltre a prevenire locclusione, deve


garantire il funzionamento dei filtri per un tempo
sufficiente alla somministrazione dei volumi irrigui senza
costringere a interventi di pulizia troppo frequenti e
onerosi

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TRATTAMENTI FISICI
Vasche di sedimentazione: riduzione del materiale in
sospensione, se il prelievo avviene da torrenti con notevole
trasporto solido;
Separatori a vortice o idrocicloni: eliminazione della sabbia
e particelle pesanti (acque di pozzi);
Filtri a graniglia o a sabbia: rimozione di solidi leggeri in
sospensione, quali alghe, mucillagini, filamenti e altri
materiali organici (acque prelevate da serbatoi o corsi
dacqua, acque reflue depurate);
Filtri a rete o schermo (a pulizia manuale o a spurgo con
apertura di valvola): a valle dei filtri a sabbia e in testa ai
vari settori irrigui (acque prelevate da canali o fiumi)
Filtri a dischi lamellari (a pulizia manuale o automatica): in
alternativa ai filtri a rete.
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SISTEMI DI FILTRAZIONE IN FUNZIONE DELLA PROVENIENZA E
DELLA QUALIT DELLE ACQUE

Qualit Sistema di filtrazione


Acqua di pozzo
Qualit solitamente buona con Filtro idrociclone e a rete
presenza di sabbia o di melma
Acqua di lago, bacino, diga e
invaso a cielo aperto
Filtro a graniglia e a rete
Acqua ferma contenente alghe,
argilla, melma, ecc.
Acqua di fiume e canale
Acqua con alghe, altri corpi Filtro a graniglia e filtro a rete
organici e melma
Acqua ferrosa
Filtro a graniglia con aggiunta
Acqua di fiume o pozzo
di acidi
contenente ferro 12
TRATTAMENTI FISICI
La sedimentazione un trattamento utile quando le
acque presentano elevate concentrazioni di particelle
sospese di natura minerale; in tali condizioni i filtri
subirebbero un intasamento troppo veloce, inoltre le
particelle troppo fini si depositerebbero nelle
condotte e negli erogatori

Il volume delle vasche dipende dalla dimensione e dalla


concentrazione delle particelle da eliminare e dalla
portata dacqua depurata che si vuole ottenere

Le vasche di sedimentazione possono servire anche da


vasche di aerazione per favorire la precipitazione
chimica del ferro 13
TRATTAMENTI FISICI
La filtrazione pu essere realizzata con diversi tipi di filtri,
scelti in relazione al tipo di sostanze da eliminare
- filtro a vortice o idrociclone, sfrutta la forza centrifuga
per separare le particelle di sabbia;
- filtro a graniglia o a sabbia, destinato a trattenere le
sostanze organiche in sospensione;
- filtro a rete e a dischi, trattengono le particelle solide
aventi dimensione superiore a quelle dei passaggi interni del
filtro.
La scelta di uno o pi tipi di filtro da impiegare dipende
dalla qualit dell'acqua e dal tipo di erogatore cui l'acqua
destinata. I filtri, inoltre, devono essere dimensionati in
funzione della portata da filtrare, al fine di evitare
eccessive perdite di carico e rapido intasamento.
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LIVELLO DI FILTRAZIONE
Il grado di filtrazione si misura
in mesh, nei modelli in commercio
varia tra 18 e 600
Il mesh equivale al numero dei
fori contenuti in un pollice
lineare (100 mesh = 100 fori in
25,4 mm di lunghezza), ad un pi
elevato numero di mesh
corrisponde un pi spinto grado
di filtrazione
Le dimensioni delle maglie delle
reti filtrante, espressa in mesh,
consigliato sia compresa tra
1/7 e 1/10 del minimo diametro
di passaggio allinterno
dellerogatore utilizzato. 15
CORRISPONDENZA FRA MESH, LATO DEI FORI (mm),
E DIAMETRO DELLA SEZIONE DEGLI EROGATORI
(mm) DA PROTEGGERE

Mesh 20 40 80 100
Dimensione dei fori, mm 0,711 0,420 0,180 0,152
Sezione minima erogatori, mm 5 3 1,2 1.0

Mesh 120 150 180 200


Dimensione dei fori, mm 0,125 0,105 0,089 0,074
Sezione minima erogatori, mm 0,9 0,7 0,6 0,5

Per proteggere adeguatamente gli erogatori la dimensione dei


fori del filtro deve essere almeno pari a circa 1/7 di quella
minima di passaggio dellergatore
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Filtri idrocicloni (dissabbiatori)/1
I filtri idrocicloni eliminano attraverso
la forza centrifuga grandi quantit di
sabbia, di solito contenute in acque di
pozzo o fiume. Tali filtri:
sono utilizzabili per eliminare
particelle di dimensioni superiori a
0.074 mm
sono autopulenti
comportano elevate perdite di carico
(5-8 m)
sono dimensionati in funzione della
portata
spesso sono seguiti da filtro a rete
per eliminare le particelle sfuggite
non eliminano sostanze organiche 17
Filtri idrocicloni (dissabbiatori)/2

18
Filtri idrocicloni (dissabbiatori)/3

19
Filtri idrocicloni (dissabbiatori)/4

20
Filtri a sabbia (a graniglia)
I filtri a sabbia sono i pi adatti a
filtrare acque con forti
concentrazioni di sostanza sia
organica (alghe, batteri, muschio)
che minerale
La filtrazione avviene facendo
attraversare allacqua uno strato di
materiale filtrante costituito da
particelle silicee o granitiche
contenute in serbatoi a pressione

Tali filtri sono utilizzabili per


eliminare particelle di dimensioni
superiori a 0.074 mm
21
Filtri a sabbia (a graniglia)

La superficie filtrante
del filtro dipende dalla
portata e dalla
concentrazione di
sostanze inquinanti (da
10 a 20 L/s/m2)

I materiali pi utilizzati
sono granito triturato
(graniglia) e silice
triturato (sabbia)

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Filtri a sabbia (a graniglia)
Questo tipo di filtri vengono
lavati invertendo la
direzione del flusso, che
espande la sabbia
liberandola dalle impurit
La portata di lavaggio va
dimensionata: non deve
essere troppo bassa
altrimenti la sabbia non si
espande n troppo alta pena
lespulsione della sabbia dal
filtro
La portata va scelta in
funzione delle dimensioni
del contenitore e di quelle
della sabbia
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Manutenzione dei filtri a sabbia

Lavaggi frequenti per evitare laggregazione ed il


compattamento della sabbia (specie se lacqua contiene
ferro o manganese)
Lavaggio e clorazione a fine stagione (per impedire la
formazione di microrganismi)
Svuotamento e asciugatura del serbatoio a fine
stagione
Controlli dei livelli di sabbia

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Filtri a rete/1

I filtri a rete sono i pi comuni, sono adatti ad eliminare solidi


in sospensione di natura inorganica e piccole quantit di
sostanza organica

25
Filtri a rete/2

Flusso centrifugo manometri

sso
gre
i n
us
ci
ta

us
ci
ta

Rete inox

Valvola per lo
spurgo
26
Filtri a rete/3

27
Occorre scegliere le dimensioni del corpo del filtro e quelle dei fori della rete
Filtri a rete/4

I filtri a rete richiedono operazioni di pulizia la cui


frequenza dipende dalla concentrazione di solidi sospesi
La pulizia pu essere manuale (smontaggio filtro) o
automatica

Quando la rete si intasa le


perdite di carico sono elevate
e la pressione pu allargare le
maglie delle reti di plastica
forzando le particelle ad
attraversarle

28
Filtri a rete/5

29
Filtri a rete/6

30
Filtri a dischi lamellari/1

Elemento filtrante:
Filtro a dischi

us
cit

o
a

ess
r
i ng

o
ess
r
i ng

Flusso centripeto
31
Filtri a dischi lamellari/2

I filtri a dischi hanno


funzioni e comportamento
simili a quelli dei filtri a rete,
ma lorgano filtrante
costituito da dischi scanalati
attraverso cui filtra lacqua.
La pulizia pi rapida
rispetto al filtro a rete,
ottenuta semplicemente
allentando la vite che tiene
uniti i dischi

32
Filtri a dischi lamellari/3

33
Filtri a dischi lamellari/4

34
Filtri a dischi lamellari/5

35
Filtri a dischi lamellari/6

36
Filtri a dischi lamellari/7

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Fertirrigazione
Tecnica che permette lapporto degli elementi minerali alle
colture unitamente allacqua di irrigazione
obiettivo: migliorare lo sviluppo e la qualit delle produzioni
(soprattutto in terreni facilmente dilavabili)
occorre attenzionare :
la solubilit in acqua del concime,
Lassenza di aggressivit chimica per le componenti
dellimpianto
i fertilizzanti, che abbiano una buona mobilit nel terreno
per raggiungere in breve tempo lapparato radicale ed essere
prontamente assimibilabile
lomogeneit di distribuzione
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Fertirrigatori/1
Per la distribuzione dei nutrienti abbiamo:
attrezzature che sfruttano lenergia dellacqua;
attrezzature che sfruttano proprie fonti di energia

I fertirrigatori appartengono al primo gruppo, richiedono


unelevata pressione di funzionamento (2-4 bar)

Ne esistono di diverse tipologie:


a pressione differenziale (miscelatori)
con miscelatore ad eiettore (tubo di Venturi)
con pompe a iniezione

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Fertirrigatori/2

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Fertirrigatori/3
Il fertirrigatore a pressione
differenziale: consiste in un grosso
recipiente di acciaio zincato
contenente concime a cui vengono
collegati, rispettivamente, un tubo in
entrata che scioglie il concime ed uno
in uscita che ne trascina una certa
quantit nellimpianto

Questo fertirrigatore, pur non


consentendo di regolare il tasso di
concentrazione dei fertilizzanti da
somministrare il pi diffuso
(convenienza economica)
41
Fertirrigatori/4
Il fertirrigatore con miscelatore ad eiettore (tubo di Venturi):
consta di un apparecchio che produce una depressione, ottenuta
inserendo una strozzatura fissa ed un by-pass di collegamento
tra il tratto antecedente la strozzatura ed il successivo
La depressione consente laspirazione del fertilizzante da un
recipiente aperto, la cui intensit determinata dalla portata e
quindi dalle dimensioni del tubo Venturi

Questo fertirrigatore
consente di regolare la
quantit di fertilizzante
da somministrare

42
Fertirrigatori/5
Il fertirrigatore con pompe ad iniezione: consiste in una pompa
idraulica a stantuffo azionata dalla pressione idraulica
dellimpianto irriguo. La quantit di soluzione iniettata in
funzione delle pulsazioni dello stantuffo azionato dalla
pressione di esercizio dellimpianto irriguo

il fertirrigatore
migliore, consente di
regolare quantit e tasso
di iniezione, inoltre il
pi flessibile, si pu
spostare ed adattare ad
altri impianti

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Fertirrigatori/6

44
Confronto tra i dispositivi per la fertirrigazione

45
Elettropompe dosatrici
Le attrezzature per la distribuzione dei concimi che
utilizzano fonti energetiche proprie sono rappresentate
dalle pompe elettropompe dosatrici
Si tratta di elettropompe dotate di contenitori e di
apparecchiature per liniezione di varie sostanze chimiche
nelle reti irrigue

Sono usate nellindustria per


correggere chimicamente la
qualit delle acque utilizzate
nei processi di lavorazione e
spesso sono dotate di
meccanismi per lautomazione
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Trattamento chimico: acidificazione
Il trattamento chimico delle acque pu comportare problemi,
esistono rischi per operatori, animali, fonti di
approvvigionamento ed impianti

Lacidificazione serve per mantenere basso il pH (<4) in maniera


da evitare la precipitazione dei carbonati e del ferro, per
controllare lo sviluppo di microrganismi e per potenziare
leffetto della clorazione
Lacidificazione va utilizzata in maniera preventiva prima che
gli erogatori si occludano, in maniera intermittente
Gli acidi pi utilizzati sono: acido solforico, fosforico e
muriatico, il volume da usare dipende da molti fattori
(concentrazione, portata, pH,...)
Viene di norma praticata per tempi limitati (1/2 ora, 1 ora) alla
chiusura dellimpianto (chiuso poi per 24 ore), occorre
aggiungere acido allacqua e mai il viceversa
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Trattamento chimico: clorazione/1
La clorazione risulta efficace per la soluzione dei problemi di
occlusione dovuti a microrganismi (alghe, batteri, funghi) e ai
precipitati batterici del ferro e/o solfuri
I composti del cloro pi utilizzati sono gli ipocloriti (di calcio
solido, di sodio liquido) e il gas di cloro (pi economico ma pi
pericoloso)
Lefficacia della clorazione dipende dal pH: un pH acido
comporta elevata presenza di acido ipocloroso molto efficace
contro i microrganismi
Il trattamento con cloro pu essere:
continuo (1-2 mg/L)
intermittente (10-20 mg/L)
stroncante (> 500 mg/L) => superclorazione
Liniezione di cloro va effettuata con limpianto in funzione e a
monte della testa di filtraggio, togliendo al filtro il ruolo di
probabile incubatore dello sviluppo microrganico
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Trattamento chimico: clorazione/2
La quantit di cloro da iniettare si esprime con la velocit di
iniezione secondo la formula:

Vi = (0,36 x Q x C)/S
Vi = velocit di iniezione del cloro (L/h)
Q = portata dellimpianto da trattare (L/s)
C = concentrazione del cloro desiderata (mg/L)
S = concentrazione della soluzione adoperata (%)

Es. si vuole iniettare in maniera continua candeggina da cucina


(5,25% di cloro attivo) per ottenere nel punto di iniezione un
livello di cloro pari a 1,5 mg/L, la portata dellimpianto sia pari a
8 L/s. in tal caso la velocit a cui si dovr iniettare la
candeggina sar pari a Vi = (0,36 x 8 x 1,5)/5,25 = 0,82 L/h
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