Sei sulla pagina 1di 65

Progetto Stage 2008-2009

“ecosistemi fluviali”

I MACROINVERTEBRATI E L’INDICE I.B.E.


Analisi biologica delle acque interne

ITIS E. Fermi - 3I indirizzo F.A.S.E.


Lezione 16-2-2009
Prima di introdurre i taxa che caratterizzano
la comunità di macroinvertebrati è importante
conoscere gli ambienti dove vivono e i
parametri che ne influenzano la vita.
LE ACQUE INTERNE
Parlando di acque interne possiamo
riconoscere fondamentalmente

2 TIPOLOGIE

Ambienti LOTICI Ambienti LENTICI


Ambienti LOTICI

Sono ambienti
caratterizzati da masse
di acqua che seguono la
direzione della corrente
(es. fiumi e torrenti)

Le acque sono molto


ossigenate, VEGETAZIONE
ma l’impeto della
corrente impedisce
l’insediarsi di forme
di vita come: PLANCTON
Tipici organismi Alghe
di ambiente LOTICO

Trota fario

Ninfa di plecottero
Ambienti LENTICI
Sono ambienti
caratterizzati da masse
di acqua permanenti che
hanno dei tempi di
ricambio più o meno
lunghi
(es. stagni e laghi)

La mancanza di un ma il
flusso idrico
direzionale permette tenore in
la vita ad un O 2 è di
maggior numero di
specie rispetto ad
gran lunga
un ambiente lotico MINORE
Tipici organismi di Pulce d’acqua
ambiente LENTICO

Lenticchia d’acqua

Rana verde
DIFFERENZE
Ambienti LOTICI Ambienti LENTICI
Presenza di corrente Assenza di corrente

Elevata turbolenza Turbolenza assente

Alto tenore di O2 Basso tenore di O2

Assenza di plancton Prevalenza


Presenza di organismi
di organismi di fondo e
organismi dotati di nuoto attivo planctonici

Temperatura dell’acqua legata alla Temperatura dell’acqua variabile


temperatura dell’aria lungo la colonna d’acqua

Chimismo delle acque dipendente


Chimismo delle acque dipendente
dall’attività fotosintetica e dalla
dalla natura geologica e dall’uso
presenza di un’elevata presenza di
del territorio da monte a valle
materia organica
trasporto solido costituito presenza di materiale solido
prevalentemente da materiale organico in sospensione
inorganico
ECC..... ECC.....
Tema cardine del progetto stage 2009 è la
qualità delle acque correnti percui
procederemo ad analizzare questa tipologia di
ambiente
CHIMISMO DEI CORSI D’ACQUA
Nell’acqua è possibile individuare varie
sostanze derivanti dal dilavamento delle
rocce e dall’atmosfera

La composizione dell’acqua varia in base alle


proprietà del substrato su cui scorre.
CO2
L’acqua presenta una certa acidità
determinata dalla presenza di CO2

La CO2 si dissolve leggermente in


acqua per formare un “acido debole”,
l’acido carbonico H2CO3

secondo la seguente reazione

CO2 + H2O H2CO3


Che succede quando l’H2CO3 reagisce con
l’acqua?

H2CO3 + H 2O H3 CO -
+ H3 O +

L’acqua, normalmente con pH neutro di 7


quando è esposta all’aria diventa più
acidula presentando un pH attorno ad un
valore 5.5
L’acqua, per la presenza di anidride
carbonica, assolve la funzione di ottimo
solvente principalmente su suoli e rocce
carbonatiche

Cosa avviene esattamente?


H2CO3 + CaCO2 Ca(HCO3)2
Il bicarbonato di calcio che si genera da
questa reazione è SOLUBILE in acqua

Suddetta reazione rappresenta un


equilibrio chimico

Maggiore sarà la di CO2 disciolta in acqua


maggiore sarà la concentrazione di Ca(HCO3)2
pH
In genere il pH delle acque naturali ha un
valore che può oscillare tra 6,6-7,8

In zone ricche di vegetazione il pH, per la rilevante


attività fotosintetica diurna può arrivare a valori
di 9-10
In zone di torbiera o su suoli acidi il pH può
scnedere a valori inferiori a 5
Cosa accade con la fotosintesi?

Ricordate il processo?

6CO2 + 6H2O + 686 Kilocalorie/mole → C6H12O6 + 6O2

CO2 + H2O H2CO3


Sottraendo la CO2 alla reazione di formazione
dell’H2CO3 l’equilibrio si sposta verso sinistra
Conducibilità
Generalmente la conducibilità aumenta passando da monte
a valle, poichè aumenta il processo di arricchimento e di
mineralizzazione dovuto al drenaggio del bacino

Corsi d’acqua di montagna possono avere


valori oscillanti tra i 15-50 µS/cm
mentre in pianura si hanno valori di 800
µS/cm ed oltre

Brusche variazioni di conducibilità


possono essere determinate da

immissioni di acque provenienti da


altri bacini o da scarichi inquinanti.
Durezza totale
Substrato calcareo
La durezza totale è
espressa dalla somma delle
concentrazioni calciche e
magnesiache nelle acque
naturali

Può aumentare anche a causa di


Substrato siliceo
inquinanti organici, poichè
gli acidi deboli risultati
dall’ossidiazione di tali
prodotti può aumentare la
solubilità di carbonato di
calcio

In zone con substrati silicei


la durezza è molto bassa:
10-25 mg/l
O2
Nei corpi d’acqua la quantità di ossigeno
disciolta è legata ai processi di consumo
(respirazione) e di produzione (fotosintesi)

In zone piuttosto turbolente (acque


torrenti) la diffusione (passaggio O2
dall’aria all’acqua) esercita un ruolo
significativo nel mantenere le acque ben
ossigenate
La concentrazione di ossigeno varia in base:

• all’altitudine
• alla temperatura
• al processo fotosintetico
I Macroinvertebrati
I taxa più rappresentativi ed i loro adattamenti
Con il termine macroinvertebrati si indica

un raggruppamento di taxa (gruppi faunistici)


caratterizzati dal possedere dimensioni superiori
ad 1 mm al termine del loro stadio larvale
rendendoli facilmente osservabili ad occhio nudo
I macroinvertebrati colonizzano diverse tipologie
di substrato che vanno dall’alveo del fiume ai
sedimenti di fondo dei laghi
All’interno della catena trofica i macroinvertebrati svolgono
il ruolo di consumatori svolgendo diverse funzioni quali:

COLLETTORI (raccoglitori)

COLLETTORI (filtratori)

RASCHIATORI

SUCCHIATORI

PREDATORI

TRITURATORI

Svolgono un ruolo assai importante nello sminuzzare


il detrito e nello stesso tempo sono una fonte di
cibo per i pesci
Caratteristiche molto importanti dei
macroinvertebrati sono:

la lunghezza del loro ciclo vitale (almeno 1 anno)

le abitudini di vita legate al substrato


I GRUPPI PRINCIPALI
Plecotteri
Tricotteri
Efemerotteri
Odonati
Coleotteri
Ditteri
Crostacei
Molluschi
Oligocheti
Platelminti
Nell’affrontare la sistematica di questo
gruppo è fondamentale soffermarsi sui loro
cicli vitali, soprattutto per i rappresentanti
della classe degli insetti (Esapoda)

Gli insetti dalla schiusa dell’uovo fino al raggiungimento


dello stadio di adulto (o immagine) vanno incontro a processi
di metamorfosi più o meno evidenti
DISTINGUIAMO LE SEGUENTI TIPOLOGIE

INSETTI AMETABOLI

INSETTI ETEROMETABOLI INSETTI OLOMETABOLI


(divisi in Paurometaboli e Emimetaboli)
INSETTI AMETABOLI

I rappresentanti di questa catagoria sono


caratterizzati per la mancanza di una vera
e propria metamorfosi. Praticamente le
larve che schiudono dalle uova sono
estremamente identiche all’adulto
INSETTI ETEROMETABOLI (PAUROMETABOLI)

Sono una categoria di insetti in cui gli


individui che schiudono dalle uovo sono

diversi dagli adulti per

• numero di articoli (nei tarsi ed antenne)

• proporzioni delle regioni del corpo

• assenza delle ali negli individui

appena schiusi

Il passaggio da larva ad adulto non comporta

cambiamenti di ambiente e genere di vita

Le larve sono chiamate NEANIDI


Mentre si parla di NINFE quando

nell’individuo compaiono rudimenti alari


INSETTI ETEROMETABOLI (EMIMETABOLI)
Negli insetti emimetaboli, nonostante la gradualità della
metamorfosi, il passaggio da larva ad adulto comporta
drastici mutamenti nel loro genere di vita

• Le larve e le ninfe conducono vita acquatica mentre l’adulto, dotato

di ali, conduce vita aericola

• la respirazione avviene nelle larve attraverso tracheobranchie

mentrenell’adulto mediante trachee


INSETTI OLOMETABOLI

In questo gruppo sono compresi quegli insetti in cui è possibile


evidenziare degli stadi di accrescimento diversi l’uno dall’altro
dove l’individuo subisce notevoli riarrangiamenti dei sui tessuti
interni, modifiche strutturali e variazioni nell’alimetazione.
PLECOTTERI
Vive sotto le rocce e
presenta all’estremità
dell’addome 2 CERCI

NON PRESENTA TRACHEOBRANCHIE


ADDOMINALI
TRICOTTERI
Vivono in acque correnti e nella maggior parti dei casi la larva si
costruisce un astuccio con il materiale che reperisce sul substrato. Alcune
larve sono provviste di tracheobranchi altre respirano tramite la cute.
c
EFEMEROTTERI
Vive sotto le rocce e
presenta all’estremità
dell’addome 3 CERCI

PRESENTA TRACHEOBRANCHIE
ADDOMINALI DI VARIA FORMA
ODONATI
Le larve di odonato vivono in acque per lo più
ferme e sono voraci predatori. Caratteristica
peculiare è quella di avere il labro inferiore
modificato e ripiegabile a gomito, chiamato
“maschera”, che estroflettendosi cattura le
prede

Abbozzi alari

Tracheobranchie fogliose Tracheobranchie rettali


COLEOTTERI
Le larve di coleottero presentano un corpo
ben segmentato. L’addome termina con 1 o
due cerci, brevi, non uncinati. Sono
predatori carnivori dotati di robuste
mandibole.
DITTERI
A questo gruppo appartengono le larve di
zanzara, dei sirfidi ecc..

Sono larve apode, di solito vermiformi e


con una capsula cefalica più o meno
sviluppata.

La respirazione avviene mediante un

sifone con cui cattura l’ossigeno

atmosferico

sifone
CROSTACEI
I crostacei sono facilmente identificabili.
Il corpo e notevolmente segmentato e
presentato un numero di appendici maggiore di
8.
Sono essenzialmente filtratori e trituratori.
MOLLUSCHI
I crostacei sono facilmente
identificabili. Il corpo e
notevolmente segmentato e presentato
un numero di appendici maggiore di 8.
Sono filtratori.
ANELLIDI E VERMI PIATTI
L’indice I.B.E.
L’I.B.E. (INDICE BIOTICO ESTESO) è un indice che ci
permette di formulare la qualità delle acque correnti
attraverso lo studio delle comunità di
macroinvertebrati

Lo studio dei macroinvertebrati è andato alla formulazione di


un indice di qualità dal momento che questi animali:

• VIVONO A CONTATTO CON IL SUBSTRATO


• HANNO CICLI VITALI LUNGHI
• SONO FACILMENTE CAMPIONABILI
• SONO COSTITUITI DA POPOLAZIONI A DIFFERENTE SENSIBILITA’ AGLI
INQUINANTI
• OCCUPANO VARI LIVELLI TROFICI
IL CAMPIONAMENTO

Si attua attraverso l’utilizzo di appositi


strumenti, benne e retini immanicati.
Quest’ultimi, molto utilizzati sono dotati di
una rete di nylon, con maglie da 500 micron,
che cattura agevolmente gli organismi in
questione.
Una volta che è stata effettuata la raccolta dei
macroinvertebrati è necessario determinarli, possibilmente sul
campo. Si utilizzeranno per l’occorrenza microscopi e
opportune chiavi dicotomiche.
Come si calcola l’indice I.B.E.?

La determinazione degli
organismi deve fare
riferimento alla tabella delle
unità sistematica (U.S.) qui a
sinistra.
L’indice non prevede di
arrivare a livello di specie e
ciò permette il suo utilizzo
ad un numero maggiore di
ricercatori e studiosi.
Determinato il numero
totale di unità
sistematiche e dei singoli
taxa si passa all’utilizzo
della tabella a due
entrate (qui a destra).

Nella tabella in ordinata


sono riportati i gruppi
di macroinvertebrati
sempre meno sensibili
all’inquinamento. In
ascissa sono riportati
degli intervalli numerici
che fanno riferimento al
numero totale di unità
sistematiche.
Esempio
Facciamo una prova
In una stazione troviamo:

2 U.S. di Plecotteri
4 U.S. di Tricotteri
8 U.S. Gammaridi
3 U.S. di altri gruppi

Abbiamo un totale di 17 U.S.


Entro dapprima a livello dell
5a colonna (intervallo 16-20)

Poi noto che ho trovato i


plecotteri percui devo entrare
alla prima riga orizzontale al
livello superiore (più di U.S.)

Il valore indice mi viene dato


dal valore corrispondente alla
casella posta all’incrocio
della riga e della colonna di
entrata. In questo caso è 10.
Il valore che trovo viene poi tradotto su una
tabella che mi indica la qualità dell’acqua.
FINE

Potrebbero piacerti anche