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ZOOLOGIA - BIOLOGIA ANIMALE. Prof.ssa Balsamo.

• Alimentazione.

Gli organismi autotrofi organicano le molecole utilizzando energia proveniente dal sole
(fotoautotrofi) o quella liberata da reazioni esoenergetiche (chemioautotrofi).
Gli organismi eterotrofi si alimentano mangiando piante, animali o loro resti per ottenere molecole
organiche da utilizzare come fonte di energia o come materiale strutturale e ricostitutivo.
Il processo nutritivo comporta ricerca, acquisizione e demolizione di cibo e richiedere, perciò, una
significativa spesa energetica. Non a caso, alla base delle strategie alimentari degli animali vi deve
essere un bilancio positivo tra energia spesa ed energia ricavata.
I metodi alimentari utilizzati dagli animali sono:
-filtrazione/sospensivorismo
-detritivorismo
-brucatori/simbionti
-predatori
-assorbimento tramite parete del corpo
-ematofagi

• Animali che si nutrono di sostanza organica disciolta.

È tipica dei protozoi, ad esempio quelli parassiti del sangue, ma l'evoluzione la si è riscontrata
anche in molti invertebrati marini caratterizzati da epiteli nudi monostratificati.
- Nei polipi degli Antozoi ottocoralli, i tentacoli, muniti da numerose espansioni laterali (pinnule),
hanno il ruolo di aumentare la superficie di scambio e, di conseguenza, l'assorbimento.
- I cestodi assorbono il nutrimento tramite l'epitelio sinciziale e l'apparato digerente è assente.
- Le myxine , vertebrati primitivi, sono in grado si sfruttare le alte concentrazioni di amminoacidi
disciolti presenti attorno al corpo dei cetacei in decomposizione assorbendoli tramite l'epitelio del
corpo e quello delle branchie.

• Animali sospensivori.

Gli organismi marini che vivono sospesi nella colonna d'acqua, oppure sono fissati al fondo o si
muovono su di esso, ottengono il nutrimento dalla pioggia di particelle organiche che cadono
dall'alto. Questa fonte alimentare può essere sfruttata o direttamente in sospensione, attraverso la
filtrazione di grandi masse d'acqua, oppure, una volta deposta sul fondale, tramite una raccolta
selettiva.
- I coanoflagellati sono gruppi di protozoi, considerati filtratori attivi. Infatti essi sono
carattterizzati da lunghi flagelli contornati alla base da un collare di microvilli. Il movimento del
flagello determina un flusso d'acqua che entra dall'alto nel collare e ne riesce attraverso gli spazi
presenti tra i microvilli. In questo modo le particelle sospese nell'acqua vengono filtrate dal collare
e fagocitate all'interno della cellula. Essi possono essere considerati dei filtratori attivi in quanto
determinano essi stessi il flusso dell’acqua dal quale trattengono il nutrimento.
- Filtratori attivi sono anche i protozoi ciliati appartenenti al genere vorticella. Essi sono
caratterizzati da una banda ciliata che circonda il citostoma, sono estremamente comuni in ambienti
marini e dulcacquicoli e costituiscono la microfauna presente in depuratori e fanghi attivi.
- I poriferi (spugne) sono metazoi primitivi, la cui strategia alimentare è tipicamente filtratrice e si
attua in un complesso sistema di canali che pervade il loro corpo. L'acqua entra dai pori sparsi sulla
superficie e viene tenuta in movimento dal battito dei flagelli che intrappolano le particelle,
successivamente digerite all'interno. Di recente si è scoperta la presenza di poriferi privi di sistema
acquifero. Questa specie si nutre intrappolando con le spicole uncinate e la superficie mucosa,
piccoli crostacei che si decompongono lentamente.
- Policheti sedentari e lofoforati hanno ciuffi branchiali ricoperti di ciglia, il cui battito determina il
movimento dell'acqua che passa attraverso i filamenti ciliati ricoperti di mucosa, i quali
intrappolano le particelle in sospensione, le compattano e le portano alla bocca grazie ad altre fila di
ciglia.
- Molti crostacei sono filtratori. Il loro corpo è rivestito da uno spesso esoscheletro, privo di ciglia
ed il filtro è rappresentato da setole dotate di diverse appendici (antenne, appendici boccali, zampe).
- Un caso particolare di filtrazione attiva la ritroviamo nei cordati invertebrati. Qui l'acqua fluisce
attraverso le aperture della faringe branchiale e viene continuamente espulsa dall'atrio e il sifone
esalante. Le particelle, così, vengono trattenute dal muco e convogliate allo stomaco.
- Nelle forme planctoniche il flusso d'acqua che fluisce attraverso il corpo, determina addirittura il
movimento dell'intero organismo.
- Questo tipo di filtrazione si è mantenuto anche in numerosi vertebrati acquatici. Ad esempio, molti
pesci ossei , allo stadio giovanile, filtrano l'acqua attraverso le branchie e lo stesso vale per mante,
squalo balena e squalo elefante. I cetacei misticeti (balene, balenottere..) sono in grado di filtrare
l'acqua tramite i fanoni della mascella superiore trattenendo gli sciami di krill.
- Alcuni animali, pur non dotati di organi adatti alla filtrazione, possono attingere alle particelle
sospese nell'acqua grazie a trappole di muco. È il tipico caso dei gasteropodi vermetidi, i quali
emettono dalla bocca lunghe reti mucose che rimangono stese nella corrente intrappolando grandi
masse di particelle in sospensione. In questo caso, però, parliamo di filtrazione passiva poiché
l'apporto di particelle è determinato esclusivamente dal flusso della corrente.
- Un caso di filtrazione attiva che utilizza, però, le mucose è osservabile nel polichete tubicolo
chaetopterus che vive in tubi a U scavati nella sabbia delle spiagge costiere. Tali tubi sono rivestiti
di muco al quale aderiscono le particelle trasportate dall'acqua che attraverso unidirezionalmente la
cavità grazie ai movimenti dei parapodi del polichete.

• Animali deposiveri e detritivori.

Molti organismi, specialmente acquatici, si nutrono di sedimenti organici posti sul substrato. Questo
cibo si presenta in forme molto varie e ciò fa sì che le strutture boccali dei sedimentivori siano
molto generiche. Ad esempio:
- gli Anellidi Oligocheti inghiottono il sedimento che viene poi ingerito da uno stomaco robusto e
assimilato da un intestino in cui la superificie assorbente è molto ampia.
- i Molluschi Bivalvi primitivi si nutrono di detrito che fagocitano tramite i palpi boccali.
- i Molluschi Scafopodi utilizzano il sedimento selezionando le particelle tramite appendici
specializzate dette captacoli.
Alcuni sedimentivori, invece, scavano gallerie ingerendo direttamente il detrito. Questi organismi
sono muniti di proboscidi o tentacoli, ricoperti di muco appiccicoso che raccoglie il sedimento che
continuamente cade dall'alto. Quando un tentacolo è carico di sedimento, si flette penetrando nella
bocca dove il materiale viene scaricato mentre il tentacolo riprende la posizione originale.
Possono essere assimilati agli organismi sedimentivori, quelli detritivori che si nutrono di detrito
vegetale in decomposizione sia in ambiente marino sia nella lettiera dei boschi. Un ambiente
particolare, tra mare e terra, è costituito da grandi masse di detrito formato da foglie decomposte.

• Animali che si nutrono di alimenti liquidi (Ematofagi).

Molti animali si nutrono di alimenti liquidi sia di origine animale che vegetale. Questi organismi
sono principalmente ectoparassiti detti ematofagi poichè penetrano gli epiteli dei loro ospiti
attraverso apparati boccali pungitori e succhiatori. Essi sono:
- Anellidi Irudinei che succhiano il sangue delle prede attaccandosi ad esse tramite una ventosa che
circonda la bocca. La loro faringe è dotata di lame chitinose affilate che incidono la cute, mentre il
flusso di sangue viene mantenuto tramite la saliva che contiene sostanza anticoagulanti (irudinina).
- Alcuni Copepodi e Cirripedi parassiti, in fase adulta, si trasformano in sacche contenti le gonadi
appese all'ospite, mentre una rete di ustori penetra nei suoi tessuti utilizzandone l'emolinfa.
- I ragni non hanno appendici masticatorie e le prede vengono parzialmente digerite dagli enzimi
immessi con il veleno dai cheliceri. I tessuti delle prede vengono succhiati successivamente dalla
bocca il forma semi-liquida.
- Gli Acari sono succhiatori di liquidi sia animali (sangue) che vegetali (linfa), che ottengono
tramite un apparato pungitore formato da cheliceri e pedipalpi fusi in rostro conico. Alcuni acari
marini utilizzano il rostro per perforare la parete del corpo degli idrozoi sfruttandone il cibo ingerito
e parzialmente digerito.
- I Lepidotteri hanno un apparato boccale lungo (per accedere al nettare dei fiori) detto
spiritromba.
Specie ematofaghe si riscontrano anche nei ditteri, nematodi, artropodi.

• Animali predatori.

I predatori catturano altri animali attraverso una straordinaria varietà di strategie.


I cacciatori principalmente inseguono la preda, sia in ambiente terrestre che marino, attaccandola
singolarmente o in branco. Poi si passa alla valutazione delle condizioni fisiche della preda fino alle
modalità per raggiungerla, afferrarla ed ucciderla.
- Le stelle di mare sono predatori di molti invertebrati marino che lo avvolgono con lo stomaco che
può essere estroflesso attraverso la bocca. Questi organismi riescono ad aprire le conchiglie dei
bivalvi mantenendole per lungo tempo in tensione.
- Anche i Gasteropodi sono predatori di bivalvi la cui conchiglia viene perforata dai movimenti
della radula. Nei conidi la radula si trasforma in un dardo acuminato che, bagnato di saliva tossica,
può essere proiettata ad una certa distanza tramite contrazione del bulbo boccale.
Alcuni predatori sono cacciatori all'agguato che utilizzano varie modalità di mimesi per attrarre il
più vicino possibile la preda.
- Le rane pescatrici agitano davanti alla propria bocca un brandello di tegumento situato
all'estremità distale del primo raggio libero e mobile della pinna dorsale (illicio). I movimenti
dell'illicio attirano le prede davanti alla bocca del cacciatore che, aprendosi repentinamente, le
inghiotte.
Alcuni cacciatori all'agguato costruiscono trappole come nel caso delle tele dei ragni o delle nuche
di sabbia della larva del formicaleone.
- Gli Anfipodi caprellidi sono in grado di utilizzare trappole viventi: aspettano che i polipi catturino
ed ingurgitino piccoli crostacei per raccoglierle e mangiarle dopo aver aperto la bocca del polipo.
- Frequentemente i predatori all'agguato presentano appendici raptatorie con interessanti casi di
convergenza, come il primo paio di zampe della mantide religiosa (Mantis) e il primo paio di
pereiopodi della canocchia (Squilla).
Molto diffuso tra i predatori è l'uso di sostanze velenose prodotte da varie strutture.
- Gli Cnidari catturano le prede grazie alle cnidocisti che sono i più complessi organuli cellulari.
Essi sono capsule nelle quali è invaginato un lungo dardo ornamentato da spine, aperto all'estremità
che viene estroflesso e si conficca nella preda, iniettando sostanze tossiche presenti nella capsula.
- I Molluschi predatori utilizzano frequentemente sostanze tossiche prodotte dalle ghiandole
salivari.
- Anche molti Cefalopodi producono una saliva tossica che viene iniettata nei tessuti della preda
attraverso i morsi del becco corneo.
- Nei ragni il veleno è prodotto da ghiandole cefaliche e viene iniettato nella preda tramite i
cheliceri cavi. Negli scorpioni il veleno è prodotto da una ghiandola posta al termine del post-
addome.
- L'uso di veleni è molto diffuso nei serpenti che presentano denti canalicolati con cui iniettano
nelle prede il secreto delle ghiandole parotidi. Alcuni, pur non avendo denti canalicolati, producono
sostanze tossiche che penetrano nella preda attraverso la ferita prodotta dal morso.
• Animali brucatori.

Si tratta di animali mobili che si nutrono di risorse trofiche come organismi sessili, vegetali ma
anche animali. Sono caratterizzati da strutture boccali dure e resistenti che raschiano e brucano il
substrato staccandone gli organismi presenti.
- I Molluschi Gasteropodi presentano una bocca, radula, che raschia il substrato. Essa è costituita
da un nastro chitinoso, ricoperto di dentelli che, mosso avanti ed indietro, stacca il film algale sul
substrato.
- Gli Echinoidei regolari pascolano le praterie di alghe grazie alla cosiddetta lanterna di
Aristotele, un insieme di cinque dentelli applicati al substrato e continuamente aperti e chiusi grazie
ad un sistema di leve ossee.

- In ambiente terrestre, molti Insetti sono brucatori di diverse porzioni di vegetali ed utilizzano il
legno nel quale scavano le gallerie.
- I Mammiferi erbivori triturano i vegetali grazie alla dentatura specializzata.
- I ruminanti accumulano l'erba ingerita in porzioni dello stomaco dove sono presenti batteri che
digeriscono la cellulosa e protozoi che digeriscono l'amido. La pasta risultante viene portata alla
bocca dove viene nuovamente masticata e poi procede verso l'intestino.

• Appunti da lezione.

La biologia animale (zoologia) è la scienza che studia l'organismo nel suo complesso, in particolare
l'organismo animale, l'insieme di organi, tessuti e sostegni.

- habitat : caratteristica del luogo, gli animali interagiscono con esso. C'è un'interazione tra piante-
animali-habitat (ecosistema).
- etologia : scienza che studia i comportamenti animali. Gli animali devono essere studiati nel loro
habitat per capirne il comportamento.
- nascita dell Terra : risale a 4,5 miliardi di anni fa. Solo intorno a 3,5 miliardi di anni fa
comparvero i primi batteri che colonizzarono la Terra. Erano procarioti (senza nucleo)di dimensioni
<10micron, ad essi susseguirono gli eucarioti (con nucleo). I primi fossili rinvenuti sulla Terra
risalgono a 600 milioni di anni fa e ci mostrano animali e piante relativamente complesse, quindi,
probabilmente, la vita sul pianeta è iniziata già prima. Due grandi periodi di estinzione
caratterizzarono la Terra e portarono alla scomparsa del 99,9% della specie. L'essere umano è
quindi diretto erede. Più precisamente batteri e protisti (protozoi, cellule autonome) sono i nostri
antenati. Ad un certo punto si svilupparono sulla Terra forme di vita che utilizzavano la fotosintesi
(H2o, CO2, O2) per produrre sostanze organiche su cui i viventi successivi hanno sviluppato il loro
metabolismo (un esempio sono batteri e protisti). Ci sono emanazioni di gas che buttano
nell'ambiente CO2, queste zone vengono colonizzate da batteri capaci di utilizzare lo zolfo per
produrre energia (chemiosintesi: produrre energia da altre sostanze).
- evoluzione : in un mondo dominato da cellule procariotiche deve esserci stato un momento di
“evoluzione”, precisamente un momento della vita in cui si sono incontrate cellule procariotiche
con metabolismo anaerobio (bruciare energia senza O2), con cellule eucariote con metabolismo
aerobio, effettuando una simbiosi. Il risultato di tale simbiosi è il mantenimento del procariote
all'interno del citoplasma, fagocitato ma non digerito, che continua a svolgere la sua funzione
(protegge il primo procariote sfruttando il metabolismo del secondo: superorganismo). Una
seconda fagocitosi in simbiosi con un procariote fotosintetico avrebbe dato orgine alla cellula
vegetale.

Protozoi (forme unicellullarie varie)- motofiti (piante monocellulari) – piante – animali -funghi.
I batteti sono un unico grande regno suddiviso in eurobacteria e barcheabacteria.
- metabolismo : la cellula ha un metabolismo che viene alimentato dall'assorbimento di sostanze
organiche (carbonio) che vengono per produrre principalmente proteine.

Ingresso – smembramento e rielaborazione – produzione energia (sotto forma di ATP).

Si produce anche calore che viene successivamente disperso nell'ambiente tramite la parete
cellulare. Il metabolismo è una funzione vitale che porta alla formazione di metaboliti (sostanze
nutritive) e all'eliminazione dei cataboliti (sostanze di scarto e dannose).

CARBOIDRATI = GLUCOSIO
LIPIDI = ACIDI GRASSI E GLICEROLO
PROTEINE = AMINOACIDI

- metabolismo anaerobio : è un metabolismo secondario, con resa energetica bassa. Il glucosio


senza O2 va incontro a fermentazione con formazione di acido lattico (questo verrà poi eliminato
attraverso il sistema circolatorio che lo porta al fegato e lo trasforma in acido piruvico che rientra
nella via aerobia), con O2 il glucosio va incontro al ciclo di Krebs nei mitocondri.

- organismi : sistemi energetici aperti, in equilibrio dinamico con l'ambiente e dipendono


dall'ambiente in cui vivono.
- animali : possono usare sola energia chimica (cibo), trasformandola grazie al movimento in
cinetica, meccanica e termica (calore). Per ottenere energia chimica gli animali devono masticare
ma masticare costa energia. Per questo motivo il metabolismo genereale incrementa con l'aumento
delle dimensioni: sono vantaggiati i grandi animali che hanno resistenza ai predatori, capacità
riproduttive, capacità di esplorare e trovare cibo più facilmente.

- alimentazione : gli animali sono eterotrofi e hanno numerose fonti alimnetari. Gli animali si
suddividono in erbivori, carnivori, onnivori, dentrivori (cercano sostanza organica nel terreno o nei
fondali, esempio lombrico), sapropago (si nutre di resti organici nel terreno). Inoltre vi sono:
hematofagi : si nutrono di sangue
fitofagi : si nutrono di linfa.
In base alla quantità di cibo ingerito possiamo parlare di :
microfagi : si nutrono di molecole molto piccole
macrofagi : si nutrono di molecole grandi.

- digestione : segue al processo di ingestione. È una fase che prevede un momento fisico
(smembramento) e uno chimico (rottura di molecole). Nel vacuolo alimentare vengono secrete le
sostanze organiche da enzimi e si formano le scorie che devono essere eliminate per esocitosi. La
bocca è il punto d'ingresso del cibo.
• La storia alimentare degli animali ha inizio con gli cnidari. Essi hanno una bocca con uno
spazio interno (intestino) che ha funzione gastrica ma anche circolatoria, è una cavità
gastrovascolare detta celenteron. Nel celenteron la digestione comincia prima con la disgregazione
dell’alimento e in un secondo momento viene a contatto con degli enzimi poiché questo intestino
non ha un'uscita perciò la bocca servirà anche ad espellere le molecole ingerite tramite enzimi.
• Nei poriferi il sistema acquifero è omologo all’apparato digerente. Le particelle di cibo
sospese nell’acqua che penetrano nei canali sono trattenute dal collaretto di microvilli dei coanociti
e poi fagocitate dalla cellule stesse.
. I platelminti hanno una testa e una bocca aperta che usano come ventosa (per attaccarsi ad
altri animali). L'intestino è un tubo completo.
. Nei vertebrati antichi si nota la presenza di una bocca fissa, continuamente aperta che in
passata veniva utilizzata per filtrare.
. Nei vertebrati l'intestino si allunga e presenta una valvola spirale che favorisce la
digestione.
. Nei pesci erbivori (ossei) l'intestino si allunga perché le molecole sono difficili da ingerire,
cosi come negli erbivori e nei rettili in cui l’intestino si complica ulteriormente.
. Negli uccelli si forma un gozzo (prolungamento intestino) che funge da apparato masticatore
a causa della mancanza di denti. In questo gozzo si accumula il materiale ingerito, e grazie alla
presenza di depositi minerali (sassolini) viene degradato attraverso il movimento muscolare
dell’intestino.
• Nei molluschi l’intestino comincia con la bocca e questa volta è completo perché termina
con l’ano. Abbiamo quindi un’ottimizzazione della digestione, poiché grazie all’ano le scorie non
vengono espulse dalla bocca. Il cibo segue un’unica direzione.
• Negli invertebrati una ghiandola importante è l’epato-pancreas che sostituisce il fegato e il
pancreas umano. Nella parte iniziale della bocca si formano gli organi prensili (tantacoli,
mandibole, radula..) che aiutano a compiere l’ingestione.
• Negli umani sono presenti i diverticoli, fegato, pancreas e intestino (grasso e tenue) e retto.
. Nei ruminanti l'alimentazione è molto varia. Vi sono dei parassiti nello stomaco che
producono enzimi: una volta effettuata la digestione fisica, gli enzimi effettuano quella chimica.
Non tutti gli erbivori sono ruminanti, lo sono principalmente gli ovini e i bovini. Essi riescono a
degradare molecole vegetali grazie all’enzima cellulasi. Il loro stomaco è complesso poiché
composto da quattro parti : rumen, reticolo, omoso e abomoso. L’animale ingerisce il materiale
vegetale e successivamente viene rigurgitato e masticato di nuovo (ruminazione) in seguito viene di
nuovo ingerito, degradato e prosegue il suo percorso.

21/02/2017

• Funzione circolatoria: funzione di trasporto.

- distribuzione di nutrienti
- drenaggio dei cataboliti (sostanze di scarto che contengono azoto)
- trasporto di anticorpi, calore.
- trasporto dei gas respiratori (ma non in tutti gli animali).
Vi è la presenza di pigmenti nel liquido circolante che ottimizzano il trasporto di gas respiratorio.
Sono importanti gli scambi tra sangue e liquido interstiziale (siamo animali pluricellulari e tra un
organo e altro c'è spazio chiamato interstizio dove vi è liquido).
I principali modelli con cui avviene questo trasporto sono:
- non tutti gli animali hanno un sistema circolatorio poiché le loro cellule possono affacciarsi
direttamente all'esterno (es. spugne).
- La cavità gastrovascolare presente delle porifere (spugne) è un intestino in cui avviene la
digestione e la cavità non porta solo ossigeno ma anche sostanze nutrienti. Il gas di scarto uscirà con
una corrente che porta verso l'alto. La circolazione avviene perciò proprio grazie alla corrente
d'acqua. L'animale qui è molto sottile.
- La cavità gastrovascolare nello cnidario è molto simile a quella dei poriferi con la sola differenza
che in questo caso si apre con una bocca superficiale che permette l'ingresso di alimento, l'uscita di
scorie non digerite e l'ingresso di prede. Con il movimento di ingestione ed espulsione vi è un
ingresso di tanta acqua e quindi anche di O2 e CO2.
- Negli animali un po' più complicati (es. nematode o vermi cilindrici), all'interno vi è una grande
cavità chiusa (piena di liquido) che circonda l'intestino (perciò l'intestino cede a questo liquido
materiale). Qui l'intestino è completo (bocca-intestino-ano) e l'espulsione avviene per diffusione.
Il rapporto superficie-volume è molto importante, questo determina la formazione di un intestino
ramificato.
- I Platelminti hanno la bocca a metà del corpo e un intestino ramificato in vario modo e senza ano.
Si ramifica perché così aumenta la sua superficie facilitando la digestione. La distribuzione dei
nutrienti raggiunge tutte le cellule, nonostante lo spessore dei platelminti sia elevato. Per questo
motivo le cellule non possono rifornirsi da solo ma è il sistema digestivo che si occupa del trasporto
ad ogni singola cellula (anche quella più lontana dall'intestino) di materiale necessario.
- L'aumento di dimensioni è una molla evolutiva, quindi avere un corpo più grande porta certi
vantaggi anche se è maggiore l'energia da spendere. Gli annelidi (Lumbricus) sono più grandi dei
platelminti e qui compare il sistema circolatorio (nemertini è il gruppo nel quale si sviluppa il
sistema circolatorio). Lungo la linea mediana dorsale si vede una linea rossa che è in realtà un vaso
in cui scorre del liquido. Questo liquido è sangue all'interno del quale vi sono pigmenti respiratori di
emoglobina (ecco perché è rosso). Nei vertebrati la dimensione del corpo aumenta molto e quindi le
cellule saranno lontanissime tra loro ed anche qui il sistema circolatorio è necessario.

Negli animali vi sono due modelli di sistema circolatorio:


• Chiuso : il sangue circola sempre all'interno di vasi senza mai uscirne e l'insieme di questi
vasi ha una struttura che facilita la funzione circolatoria. Sappiamo che il movimento è
unidirezionale. Il cuore è una parte di vaso che ha capacità contrattili ritmiche che imprimono una
forza al sangue. Dal cuore si va all'arteria che è un vaso che parte dal cuore (la più grande è l'aorta
con pareti molto resistenti per contrastare la pressione con la quale il sangue viene spinto).
Dall'arteria si passa ai capillari, dove avviene lo scambio con le cellule dei tessuti. Possono essere
arteriosi se sono terminazioni di arterie. Dopo aver effettuato lo scambio diventano venosi e sono
pronti a tornare verso il cuore unendosi in vene.
• Aperto : è caratteristica di artropodi e molluschi (invertebrati). Si parte sempre dal cuore poi
si passa a una o poche arterie interrotte che si aprono negli spazi più o meno grandi che si trovano
tra organi di animali (seni o lacune). Uno spazio più grande degli altri è l'emocele (cavità con
funzione circolatoria). Gli scambi non avvengono tramite capillari ma per contatto diretto tra sangue
e organi o singole cellule all'interno di questi spazi. Qui il cuore ha dei fori che prendono il nome di
osti (aperture cardiache) e quindi il sangue (emolinfa) dall'emocele torna direttamente al cuore con
la stessa spinta che il cuore infligge al sangue all'inizio.
Una capacità del sistema aperto è garantire il metabolismo ma entro certi limite.
Il sistema chiuso è più efficiente dal punto di vista funzionale.
- Il sistema circolatorio dei molluschi cefalopodi si è modificato ed ha costruito un sistema chiuso
partendo da un sistema aperto tipico dei molluschi.
- Nei pesci assistiamo ad una graduale complicazione della circolazione ad anello. Sappiamo che il
sangue ha capacità respiratorie quindi è sempre rosso. I pesci hanno , invece, branchie in grado di
captare ossigeno disciolto nell'acqua e di espulsione di CO2. Il sangue parte dal cuore (in posizione
sempre ventrale) che suddiviso in due cavità (atrio che riceve il sangue che torna attraverso le vene
e ventricolo che è più grande e muscoloso in quanto funge da motore poiché si contrae e permette
la spinta del sangue). Dal cuore si va nell'arteria passando prima, però, verso le branchi per fare
rifornimento di O2 ed eliminare CO2. Dalle branchie l'arteria si capillarizza. A questo punti i
capillari branchiali si riuniscono formando vasi più grandi per il trasporto di nutrienti e ossigeno
alle cellule più lontane. Tramite le vene, anche qui, il sangue torna al cuore.
- Alcuni vertebrati decidono di colonizzare le terre emerse, questi sono gli anfibi o rane(doppia
vita: giovanile in acqua, adulta sul terreno). La loro circolazione è simile a quella dei pesci in
gioventù ma in età adulta le branchie non ci sono più e si realizza la così detta doppia circolazione,
una che serve a liberarsi di CO2, una che serve a trasportare O2 e sostanze nutrienti. In questo caso
il cuore ha tre camere: 2 atri e 1 ventricolo che funziona sia per la respirazione che per l'espulsione.
- I rettili sono il primo gruppo sganciato dall'acqua che sopravvivono anche in ambienti estremi
(deserti, isole del Pacifico, ecc..). Qui il cuore tende a dividersi in quattro camere: 2 atrii distinti e 2
ventricoli non ancora ben distinti (distinti solo nei coccodrilli che sono animali con stile di vita
sedentario ma con capacità di scatti fulminei su quattro zampe. Vivono preferenzialmente nei corsi
d'acqua, con testa al di fuori. È in grado di immergersi fermando la respirazione con l'apnea per
prendere prede sub acque. In questo caso escludono la piccola circolazione permettendo un'apnea
più duratura). Quindi il cuore alterna ancora la circolazione.
La circolazione che si occupa della respirazione è detta circolazione polmonare o piccola
circolazione. La circolazione grande o sistemica si occupa del trasporto a lunghe distanze.
- Uccelli, mammiferi e coccodrilli sono quelli con quattro camere distinte: atrio destro, atrio
sinistro, ventricolo destro (imprime forza al sangue per la circolazione polmonare), ventricolo
sinistro (imprime forza al sangue per la circolazione sistemica). La vena cava riporta il sangue da
drenare e rifornire all'atrio destro. Il cuore si contrae (sistole ventricolare), in modo autonomo, e si
rilassa (diastole atriale). Quando il ventricolo va in sistole la gittata x frequenza mi dà la potenza
del cuore. Parliamo di circa 5,4 litri/minuto. Abbiamo un problema di ritorno venoso poiché siamo
bipedi ma è in parte risolto con la strutture delle vene dotate di valvole per permettono il flusso
verso il cuore contro forza di gravità. Il nostro sangue ha una componente liquida chiamata plasma
e da cellule (leucociti o globuli bianchi, eritrociti o globuli rossi e piastrine). Nei sangue vi sono
anche anticorpi o formati dal sistema immunitario o introdotti da vaccinazioni. Le arterie sono
pluristratificate, uno spessore elevato, molto elastiche e portano sangue ossigenato. L'arteria
polmonare però non trasporta sangue ossigenato, invece è ossigenata la vena polmonare. Le vene
hanno involucro meno resistente (il sangue non ha più pressione, anzi vi è il problema farlo risalire).
I capillari sono ancor più semplici e sulla loro superficie vi è la presenza di fori.

La velocità di circolazione impressa dal cuore via via cala, man mano che il diametro delle arterie si
riduce (nei capillari è pari a zero). I capillari sono molto sottili, infatti i globuli rossi vi passano in
fila indiana. La pressione idrostatica e pressione osmotica sono i due principi ai quali sottostà la
circolazione. All'inizio il sangue ha una forte pressione idrostatica che tende a spingere il liquido al
di fuori del capillare stesso (infatti vi è una perdita di liquido qui). Successivamente diventa
prevalente la pressione osmotica che tende a richiamare l'acqua dall'esterno verso l'interno. Questo è
importante perché se non fosse così, all'inizio del capillare il sangue perderebbe liquido all'esterno.
I muscoli effettuano contrazione (in particolare degli arti inferiori), mi modificano e cambiano
forma esercitando pressioni sulle vene che suppliscono alla forza motrice che non c'è più. La spinta
deriva dal nuovo sangue in arrivo che spinge il vecchio verso l'alto. Il ritorno venoso si ha quindi
grazie alle vene e hai muscoli che fungono da pompa per le vene stesse. Le vene varicose sono vene
che cedono (molli) e la loro parete di allarga e si rende evidente in colore blu perché il sangue
presente al loro interno è venoso.

Parallela alla circolazione sanguigna, esiste la circolazione linfatica. Il sistema linfatico ha una
distribuzione in tutto il corpo ed è caratterizzato da capillari. È un sistema con inizio e fine. Vicino
ai capillari della circolazione sanguigna vi sono tubuli che danno inizio ai capillari del sistema
linfatico che raccolgono il liquido accumulatosi negli spazi interstiziali. I capillari poi si uniscono a
formare vasi di maggior diametro (in vicinanza di organi come reni, polmoni, cuore). Lungo i vasi
linfatici vi sono i linfonodi o gangli linfatici (ricchi di globuli bianchi) che sono stazioni di
controllo contro agenti patogeni trasportati dal liquido, infatti in questi casi si ingrossano. Il sistema
linfatico converge in un dotto linfatico toracico che riversa il suo contenuto nella vena cava. Ecco
che la perdita del sistema circolatorio viene bloccata dal sistema linfatico. Organi importanti del
sistema linfatico sono fegato, milza, timo, tonsille che hanno anch'essi il compito di controllo della
linfa.

L'ossigeno è il nostro gas respiratorio primario che viene trasportato grazie ai globuli rossi
caratterizzati da una proteine, emoglobina, che è rossa quando trasporta il sangue e diventa scura
quando lo rilascia. A livello di sangue venoso ,invece, il sangue cambia e la CO2 viaggia disciolta
nel plasma. La CO2 è un gas che si discioglie facilmente nell'acqua ecco perché non si lega
all'emoglobina (in questo caso carbossiemoglobina) ma al plasma (componente acquosa). Arrivato
ai polmoni il sangue venoso si libererà del plasma e tratterrà l'acqua.
 Respirazione

La respirazione è una funzione vitale per tutti gli organismi viventi, anche se con strategie diverse.
La respirazione, per definizione classica, è una respirazione sistemica ovvero la capacità che
hanno tutti gli organismi viventi di scambiare ossigeno e anidride carbonica con l'esterno. La
seconda definizione comprende la respirazione cellulare che prevede cellule che si occupano,
attraverso delle reazione chimiche, della produzione di ossigeno, acqua e atp.
La respirazione che ci interessa è quella sistemica.
- Il metodo più semplice è la respirazione cutanea , o per diffusione, che avviene attraverso la
cute. La cute deve avere delle caratteristiche. Una superficie ampia, uno spessore inferiore a un
micrometro deve essere bagnata e deve essere irrorata (ventilazione esterna e circolazione interna).
La respirazione cutanea è possibile in organismi piccoli poiché l'ossigeno deve diffondersi in tutta la
cute e arrivare a tutte le cellule. Esempi sono i PROTISTI, PLATELMINTI. Negli anellidi, a causa
delle loro dimensioni più elevate, compare un apparato circolatorio chiuso che porta l'ossigeno ,
immesso per respirazione cutanea a tutte le cellule dell'organismo.

L'ambiente acquatico è molto difficile per gli animali poiché vi è solo 1/20 di ossigeno che
troviamo nell'aria e diminuisce con l'aumentare della profondità, della concentrazione di soluti e la
diminuzione della temperatura. L'acqua, inoltre, molto densa e quindi richiede un maggior
dispendio energetico. La CO2 in acqua viene utilizzata per formare composti organici dagli
organismi autotrofi. In parte viene disciolta in H+ e ione bicarbonato. Lo ione unito al calcio forma
carbonato di calcio che costituisce gli esoscheletri. Ultimamente il mare si sta acidificando poiché
vi è un aumento di anidride carbonica e ciò comporta un superamento del livello di saturazione che
provoca, ad esempio, la disgregazione della barriera corallina.

- In acqua troviamo protisti come l'AMOEBA, crostacei come la DAPHNIA, anellidi come i
POLICHAETA (sono ben tonici, si muovono sul substrato utilizzando delle appendici dette
parapodi rivestiti da un epitelio respiratorio ben irrodato. Possono diventare tubicoli, ossia
regrediscono, perdono i parapodi che diventano filamentosi e si trasformano in branchie che
permettono la vita in sabbie sottomarine). Sempre in acqua, possiamo trovare degli insetti che
hanno uno stadio giovanile acquatico. Questo è il caso degli EPHEMEROPTERI che sviluppano
delle tracheobranchie con caratteristica di epitelio respiratorio. Nei molluschi acquatici, ad esempio
i VIVALDI, si hanno delle branchie che hanno funzione respiratoria e alimentare poiché
caratterizzate da ciglia che portano le cellule alimentari all'interno. Respirazione cutanea anche in
CNIDARIA (meduse) o ECHINODERMATA (ricci marini) caratterizzati da estroflessioni del
tegumento con caratteristiche respiratorie e pedicelli (arti del movimento con funzione respiratoria).
I CHONDROICHTHYES sono pesci cartilaginei (squali, mante, chimee, ecc...) che hanno bisogno
una quantità di ossigeno elevatissima. Lo squalo sul corpo ha cinque fessure che sono aperture che
portano alle camera branchiali al cui interno vi è una branchia. Se le fessure branchiali sono quattro
e terminano con un osso comune parliamo di OSTEITA (pesce osseo). Le branchie vengono
ventilate attraverso l'acqua che entra nella bocca, irrora le branchi e poi riesce. Un'eccezione la si fa
per i pesci cartilaginei che vivono a contatto diretto con la sabbia, esempio le RAZZE. Se dovessero
respirare con le branchie la sabbia bloccherebbe il passaggio. Perciò la respirazione in questo caso
avviene con questi passaggi: spiracolo (aperture sulla superficie), faringe, branchie e tessuti.
Gli ANFIBI nel primo periodo vitale in acqua hanno respirazione branchiale, a terra hanno una
respirazione cutanea per branchie interne ed esterne. Hanno un epitelio sottile, poco cheratinizzato,
molto sensibile all'essiccamento. Il loro polmone è poco efficiente ed è necessario perciò che
respirino anche attraverso la cute.
- le branchie dei pesci sono caratterizzate da lamelle primarie alle quali si dispongono
parallelamente delle lamelle secondarie. Le secondarie sono caratterizzate da una vena afferente e
una efferente che creano sulla lamella una rete di capillari. Il flusso dell'acqua e del sangue
attraversa le lamelle ed entrano in contatto con l'ossigeno e l'anidride carbonica trasportate dal
sangue.

- In ambiente terrestre vi è un problema che è l'essiccamento (umidità relativa e aumento di


temperatura): se vi sono queste condizioni l'apparato respirazione non è più umido e la respirazione
non sarebbe possibile. Esiste ancora la respirazione per diffusione ma anche la respirazione per
polmone di diffusione, per trachee, polmoni a libro e polmoni di ventilazione (dell'uomo).
• Respirazione per diffusione è effettuata da anellidi e molluschi, legati ad ambienti umidi.
• Polmone di diffusione presente nei molluschi e nei gasteropodi. Essi hanno un'apertura,
detta pneumostoma, sempre umidificata con una parete che funge da polmone. La ventilazione di
questo “polmone” avviene per innalzamenti ed abbassamenti del pavimento del mantello.
Logicamente la ventilazione è poco efficiente.
• Polmoni di ventilazioni si trovano nella gabbia toracica e sono ventilati da muscoli
intercostali e diaframma che regolano il passaggio di aria. La ventilazione è molto efficiente ma non
molto poiché in ogni respirazione abbiamo 1/6 del ricambio dell'aria. L'apparato respiratorio più
efficiente è stato sviluppato, invece, dagli uccelli. Essi hanno un metabolismo più faticoso e
necessitano di una respirazione maggiore.
• Le trachee sono canali pieni di aria che si ramificano all'interno di tutto il corpo, sono aperti
all'esterno con uno spiracolo circolare o ellittico, caratterizzato da setole che impediscono a polvere
o agenti patogeni di entrare nella trachea. La ramificazione avviene in maniera capillare portando
l'ossigeno a tutte le cellule. La parete del corpo degli animali che possiedono trachea è
impermeabile, per questo motivo è necessaria la presenza delle trachee. Le trachee hanno aperture
ventrali visibili su ogni segmento del corpo. Il sistema tracheale è indipendente dal sistema
circolatorio.
• I polmoni a libro li troviamo nei ragni. Polmone è un termine che indica un organo
respiratorio adatto a respirare aria ma non ha una forma fissa perché possono variare di specie in
specie. Nel corpo dei ragno troviamo una parte posteriore con due aperture che danno adito non a
trachee ma a due camere (i polmoni). Questi spazi hanno all'interno lamelle cuticulari attraverso cui
l'aria può passare tranquillamente. Queste lamelle sono parallele le une alle altre, tappezzate di
cellule con funzione respiratoria. I polmoni a libro sono solo dei ragni.
• I polmoni a ventilazione sono spazi interni comunicanti con l'esterno,ricoperti da un velo di
liquido (acqua che facilita la dissoluzione dei gas) e sono sottoposti ad ispirazione ed espirazione.
Questi polmoni li troviamo negli anfibi adulti. La rana ha due polmoni che assomigliano a due
sacche con pieghettatura per aumentare la superficie respiratoria. Nonostante ci siano i polmoni la
maggior parte della respirazione avviene tramite la cute. La rana contrae il pavimento boccale,
comprimendo i polmoni che si svuotano attraverso le narici. Nei rettili la parete del corpo è
squamata, asciutta e non permette la respirazione. Ecco perché la respirazione cutanea scopare e
compaiono polmoni ben sviluppati. Qui la ramificazione del dotto (trachea) che porta ai polmoni
dev'esser tenuta sempre aperta tramite anelli cartilaginei, si divide in tubi chiamati bronchi e poi
bronchioli che caratterizzano il tessuto polmonare. Il polmone è camerata d'aria e gli ultimi spazi
dove arriva l'aria sono gli alveoli polmonari dove avviene il vero scambio tra capillari e polmone.
Negli anfibi, rettili e mammiferi c'è un'andata e un ritorno dell'aria, perciò o si ispira o si espira. Chi
ha risolto questo problema, realizzando un flusso unidirezionale, sono gli uccelli. Essi sono una
classe di vertebrati che deriva da rettile ancestrali. Hanno di per sé una forma aereodinamica e al
loro interno vi sono molti adattamenti che riguardano lo scheletro: si accrciano collo e coda e si
fondono alcune ossa (parliamo di ossa cave o pneumatiche, perciò leggere). Negli uccelli ci sono tre
sacche piene d'aria che alleggeriscono il peso totale dell'animale. Ci sono narici, trachea e due
polmoni piccoli e non espandibili (perciò non ventilati). I polmoni aderiscono alla gabbia toracica
con coste fuse tra loro (anche questo impedisce l'espansione del polmone). Gli uccelli respirano con
un ciclo doppio, ossia una ispirazione ed espirazione, una successica ispirazione e una successiva
espirazione. L'aria va direttamente nei sacchi aerei posteriori pieni d'aria. L'aria che era presente nei
sacchi posteriori viene trasferita nei polmoni. Qui i polmoni hanno dei bronchioli che decorrono
paralleli gli uni vicino agli altri e tra loro passano capillari circolatori per ricevere ossigeno
(scambio controcorrente). I parabronchi sono costituiti da capillari aerei e sanguigni. Affinché l'aria
esca dall'animale è necessaria la successiva entrata di aria nuova che spinga all'esterno la vecchia.

28/02/2017

• Osmoregolazione e secrezione.

Omeostasi (mantenere sempre uguale il proprio stato) significa mantenere costanti le condizioni del
mezzo interno. Tutte le funzioni dell'organismo contribuiscono a mantenere costanti le condizioni
interne. L'omeostati dei liquidi interni riguarda i liquidi interstiziali e i liquidi interni delle cellule.
Essi sono di fatto soluzioni acquose di molecole, tutti elementi che circolano nel nostro corpo.
- L'osmoregolazione è la regolazione della pressione osmotica (che si basa sulla concentrazione di
soluti in un solvente e determina lo scambio di liquidi da un comparto ad un altro).
L'osmoregolazione regola, appunto, la concentrazione di soluti nei liquidi del corpo, la quantità di
acqua e la rimozione dei prodotti di scarto azotati (l'organo impegnato nella rimozione di questi
prodotti sono i reni). È importante il tipo di ambiente che prendiamo in considerazione : ambiente
acquatico , ossia mare (35% di salinità) o fiumi e laghi, oppure ambiente terrestre.
L'osmoregolazione regola bilancio tra acqua e soluti nei liquidi corporei, l'escrezione è la rimozione
dei cataboliti azotati presenti anch'essi nei liquidi corporei (questo è il punto d'unione).
- l'osmoregolazione nel mare deve sottostare ad una concentrazione molto forte e ad un ph
leggermente alcalino. Il citoplasma di una cellula protista, per esempio, è soluzione acquosa di
cellule con una concentrazione minore rispetto al mare. Questa differenza fa sì che l'organismo in
mare perda acqua e acquisisca sali. Nel corso dell'evoluzione si è avuto un cambiamento perché
possiamo trovare in mare i cosìdetti osmoconformisti che adeguano il loro contenuto interno ad
una concentrazione più alta (si adeguano alla condizione dell'ambiente esterno). Quindi molti
animali, relativamente semplici strutturalmente, tendono ad essere osmoconformisti. Essi sono,
perciò isosmotici, hanno perciò pressione uguale. La maggior parte degli animali sono
osmoregolatori. Ci sono animali che mantengono il mezzo interno più diluito rispetto all'esterno
(spendendo più energia poiché devono mantenere una concentrazione fissa), come gli stenoalini
poca tolleranza a variazioni di salità ma conosciamo anche gli eurialini che si adattano
tranquillamente a variazioni, passando ad ambienti totalmente dolci ad ambienti totalmente salini.
- l'osmoregolazione nelle acque dolci deve sottostare a un ph variabile (3-10) e una salinità nulla.
In questo caso gli organismi sono iperosmotici, ossia hanno concentrazione osmotica maggiore
rispetto all'esterno, quindi tendono a perdere sali ed immenttere soluzione acquosa. In acqua dolce
tutti gli animali sono osmoregolatori (non a caso l'osmoregolazione esiste anche nei protisti).
- i protisti son cellule (spesso nude come il paramecio) che in acqua dolce hanno uno o due vacuoli
pulsanti (perché sono grandi) che si riempiono gradualmente di acqua proveniente dall'esterno e poi
la esocitano avvicinandosi alla membrana. Tanto più veloce è il divario tra pressioni osmotiche
interne-esterne, tanto più veloce è l'esocitosi nei protisti marini il vacuolo contrattile non c'è perché
il problema è inverso.
- i pesci cartilaginei che hanno un contatto diretto con acqua di mare. Durante la respirazione
l'acqua salata di mare tocca le mucose interne. Essi non sono iperosmotici, questo accade poiché
parte di urea non viene eliminata ma trattenuta. Queste molecole aumentano la pressione osmotica
interna ma la sostanza TMAO fa si che l'urea si mantenga in concentrazioni regolate nel sangue.
Inoltre essi non bevono perché non devono compensare alcune perdita (non hanno perdite di acqua).
La differenza la troviamo nei pesci ossei in acqua di mare. Essi respirano poiché perdono acqua. Il
flusso di acqua entra a contatto con la loro bocca. A livello branchiale si perde acqua e si
accumulano sali. Essi quando bevono trattengono la componente acquosa ed eliminano le
concentrazioni di sale. Ma i pesci ossei li troviamo anche in acqua dolce. Qui non sono più
concentrati rispetto all'esterno quindi devono evitare di immettere acqua e perdere sali. Qui le
cellule a livello branchiale cercano di perdere meno sali possibili ed eliminare acqua in eccesso che
cerca di entrare nell'organismo animale.
- nei rettili, che hanno rapporti sia con acqua dolce che salata, hanno corpi che sono rivestiti da
squame e poco esposti all'ambiente esterno hanno, però a livello boccale contatto con l'acqua che
può provocare eccessi di sale. La secrezione del sale in eccesso, in questo caso, avviene dalle
ghiandole lacrimali che si trovano vicino agli occhi (lacrime di coccodrillo).
- gli uccelli, che si alimentano di pesci salati, hanno ghiandole che secernano poca acqua e molto
sale. Esse si trovano dietro gli occhi ed espellono a livello delle narici.
L'ambiente terrestre è diverso dall'ambiente marino. Un esempio sono
- gli anfibi che hanno un mantenimento dello stile di vita acquatico anche nell'età adulta. Durante
la respirazione ci sono sistemi che recuperano l'acqua. Se solo prendiamo in esempio l'espirazione,
qui fuoriescono quantità di acqua. Un modo per recuperare l'acqua presente nel vapore acqueo
espirato è data dalla presenza di pliche nelle cavità nasali (più fredde rispetto ai polmoni) che
permettono all'acqua di condensarsi e tornare nell'organismo tramite la bocca.
- il ratto canguro non beve mai, poiché viene utilizzata acqua metabolica. Ciò è permesso dalle
piccole dimensioni della specie.
L'escrezione, ossia eliminazione di cataboliti azotati, richiede anch'essa acqua.
- Nel caso dei protisti, essi eliminano cataboliti azotati per diffusione. Quando in ambiente di acqua
dolce ci sono vacuoli contrattili, durante l'esocitosi, in quello stesso vacuolo ci sono anche i
cataboliti azotati (osmoregolazione ed escrezione assieme).
- possiamo però trovare dei sistemi che si occupano esclusivamente e in vario modo dell'escrezione.
I protonefridi compaiono nei platelminti e si mantengono nei vari gruppi. Diventano più complicati
nei molluschi ed anellidi (metanefridi). Questi hanno un organo escretore diverso da tutte le altre
categorie. I tubuli malpighi sono tipici degli exapodi, antenne per crostacei e reni per i vertebrati.
• I protonefridi sono tantissimi e simili a tubuli al cui fondo vi è una cellula a fiamma che ha
un ciuffo di ciglia che dà l'idea di fiammella. Queste ciglia danno movimento al liquido nel tubuli
affinché si possano assorbire i cataboliti azotati nel tubulo. Il liquido carico di cataboliti viene
espulso da un'apertura posteriore della specie.
• I metanefridi sono tipici di anellidi che hanno due metanefidi per ogni anello. Negli anellidi
vengono immagazzinati i cataboliti azotati in una cavità molto ampia caratterizzata da metanefidi
che iniziano con una specie di imbuto cigliati. Queste ciglia muovendosi creano movimento nella
cavità facendo passare il liquido dall'imbuto al tubulo che li trasporta all'esterno.
• I tubuli malpighi sono tipici degli insetti, ossia dei diverticoli (tubuli monostratificati) a
fondo cieco (simili ai nostri capillari) che si muovono liberamente in una cavità circolatoria
presente nell'addome. Sono questi tubuli che assorbono i cataboliti e li riversano proprio
nell'intestino. Nel caso degli insetti abbiamo un caso unico: essi eliminano feci e cataboliti azotati
assieme poiché il loro organo escretore si apre nell'intestino.
• Nei vertebrati si formano i reni. I reni hanno avuto un'evoluzione che li ha portati ad essere:
- pronephros
- mesonephros
- metanephros.
I reni svolgono un'azione depurativa (come abbiamo visto nella circolazione) e fungono da
magazzino di ammoniaca e urea che vengono drenati dal sangue ed eliminati dall'apparato
escretore. Il sistema escretore è solitamente allungato nella direzione della colonna vertebrale. Nei
vertebrati, però, i reni diventano piccoli e il sistema escretore diminuisce la sua lunghezza. Nei reni
vi sono numerosissimi capillari poichè gli scambi avvengono tramite i capillare che cedono il loro
contenuto al rene. All'interno del rene si ha un' ultra filtrazione che prenderà poi la strada che parte
dagli ureteri per finire nella vescica.
01/03/2017

• Movimento.
La parete del corpo è un'interfaccia, una superficie di contatto con le seguenti funzioni:
- separa l'ambiente interno con l'esterno
- ha funzione protettiva e sensoriale
- può avere funzioni di termoregolazione
- può diventare più spessa e strutture cornee (differenziazioni con funzioni protettive).
Sostegno e movimento sono correlati tra loro. Nei protisti la parete del corpo è una membrana, nelle
altre specie è chiamata tegumento. La muscolatura è l'effettore del movimento animale. Può
formare cuticole di strati proteici che rivestono la parete del corpo ma impediscono gli scambi
gassosi. La cuticola è sottile, se diventa spesso diventa un vero e proprio scheletro che generalmente
serve al sostegno del corpo. Se la parete del corpo ha cuticole esterne, ciò incide sulla forma degli
animali. Gli scheletri sono composti da una componente organica e una componente minerale di
carbonato di calcio (importante per gli animali marini poiché il calcio si trova nel sale marino).
Si formano in moltissimi protisti e animali. Si differenziano in esoscheletri ed endoscheletri.
• L'esoscheletro è esterno, dà sostegno e protezione al corpo ma non facilita scambi
respiratori. Potremmo pensare ai molluschi come quelli marini che hanno conchiglie anche
ornamentali ma più pesanti rispetto a quelle di molluschi di terra. Nei protisti la cellula è all'interno
di un guscio scheletrico. Negli artropodi il guscio riveste l'ambiente interno dando un riparo da
quello esterno, lo svantaggio è la pesantezza del guscio anche se in alcuni insetti è relativamente
pesante perché consente anche il volo.
• L'endoscheletro è interno al corpo e ne danno sostegno. Lo ritroviamo in alcuni protisti, qui
lo scheletro è perforato e quindi molto leggero (formato da biossido di silicio perciò parliamo di
scheletri fini e delicati che permettono a questi organismi di galleggiare nella colonna d'acqua).
L'endoscheletro oltre al sostegno, può collaborare alla funzione di movimento. Negli animali
l'endoscheletro è calcareo o siliceo. Negli animali più complessi lo scheletro realizza
completamente il movimento.
• Lo scheletro idraulico è uno scheletro poco conosciuto formato, da una cavità scheletrica
(celenteron) chiusa piena di liquido (acqua di mare) e circondata da muscolatura. La caratteristica di
questo scheletro è la mancanza della componente inorganica (non vi è carbonato di calcio). È
struttura tipica degli cnidari, platelminti, anellidi e nematoda. Se si forma questa tipologia di
scheletro è perché nel corpo vi è una cavità chiusa dove vi è sola muscolatura. Se l'animale contrae
questa muscolatura, l'animale riceve il supporto che gli darebbe un endoscheletro. Inolte durante la
contrazione della muscolatura (pensiamo agli anellidi) il liquido interno (incomprimibile) porta alla
deformazione della specie che o si allunga e si stringe o si accorcia e si allarga e ciò garantisce il
movimento.
Questi sono gli strumenti di sopporto ma gli animali si muovono. Vi sono due termini che indicano
questa attività di spostamento : il movimento e la locomozione. Questi due termini, però, sono
diversi tra loro. La locomozione include il movimento in sé ma prevede lo spostamento del corpo
rispetto all'ambiente che lo circonda.
- Amoeba produce pseudopodi che le consentono di attuare un movimento ameboide. Questo è gia
una locomozione che, quindi, possiamo trovare in alcuni protisti.
- Foraminiferi sono anch'essi dei protisti con prolungamenti ma non attuano la locomozione, solo
un lieve movimento.
- Macrofagi sono cellule che si occupano di ingerire materiale di scarpo nella cellula, procedono
secondo un movimento ameboide.
Gli organuli del momento, flagelli e ciglia ,sono strutture specializzate perfettamente identiche ma
con movimento diverso. Il flagello ha un movimento nello spazio elicoidale che o spinge la cellula
o la tira e può essere anteriore o posteriore. Il movimento del ciglio, invece, è planare. Il ciglio si
flette in modo rigido dando movimento al corpo stesso con cui è collegato (movimento a frusta). In
realtà, siccome gli animali cercano di aumentare le proprie dimensioni, il movimento flagellare,
cigliare e ameboide va bene per un animale piccolo. Ma aumentando la massa corporea questi
movimenti diventano insufficienti. Si forma, perciò, la muscolatura (dal mesoderma).
Le cellule muscolari vengono chiamate fibrocellule muscolari all'interno delle quali vi sono
miofilamenti e miofibrille (formate da actina e miosina) che consentono all'organismo di cambiare
forma. Il lavoro della fibrocellula muscolare consiste nella contrazione. Tutto questo richiede
energia e ioni calcio. La contrazione del muscolo striato avviene al livello del sarcomero formato
da bande scure (di miosina) e bande chiare (di actina). Quando arriva l'impulso (tramite le giunzioni
neuromuscolari) il sarcomero accorcia le sue estremità causando la contrazione.
• In acqua il movimento è il nuoto. Chi nuota sono le meduse che hanno muscolatura striata
in grado di avere contrazioni rapide dell'ombrella (aperta verso il basso), la quale spinge l'acqua
verso il basso. Questo movimento è chiamato nuoto a getto ed è tipico anche dei cefalopodi, i
quali, però, buttano fuori l'acqua da un imbuto sottostante alla bocca. È un movimento importante
anche perché permette agilità e velocità ai calamari. I muscoli dei pesci li ritroviamo al lato destro e
sinistro e la loro contrazione permette l'inarcamento del corpo a destra e sinistra. Ricordiamo che
pesci cartilaginei non hanno zampe ma appendici. La pinna caudale è come un timone e funziona da
organo propulsore. Nel granchio troviamo un esoscheletro e al suo interno muscoli che ne
permettono il movimento.
• A terra la situazione varia. I molluschi si muovono strisciando grazie alla presenza di un
piede che si contrae tramite un'onda che inizia nella parte posteriore e prosegue in quella anteriore.
È detto movimento a onda, è però un movimento lento. Movimento tipico delle sanguisughe è dato
dalla presenta di due ventose, una anteriore e una posteriore, che aderiscono con alternanze regolari
al terreno in un movimento simile al passo. I lepidotteri, invece, posseggono piedi veri anteriori e
piedi falsi posteriori che permettono il movimento simile a quello delle sanguisughe. I policheti,
invece, posseggono parapodi (dette appendici, ossia protuberanze del corpo che si differenziano dai
piedi perché non sollevano il corpo) che si poggiano al substrato e fanno leva sul terreno,
consentendo il movimento. Gli artropodi hanno zampe vere e proprie che sollevano il corpo dal
substrato e diminuiscono l'attrito con esso. Il numero di zampe varia in base alle specie. Un insetto
che cammina poggia solo tre delle sei zampe che possiede. Più il movimento è rapido, più è
necessario un coordinamento neuronale. Inoltre la lunghezza della gamba infuisce sulla rapidità del
movimento. I millepiedi, invece, varia il numero delle zampe poggiate al terreno in base alla
velocità del movimento. È un discorso che vale anche nei vertebrati: se pensiamo ai cavalli che
camminano, loro alternano le zampe, se galoppano ne usano solo due. I canguri, invece, allungano
le zampe posteriori (ben sviluppate) e danno vita al salto che richiede, però, un forte dispendio
energetico. Il passaggio dalle quattro zampe alle due gambe implica una diminuzione radicale
dell'attrito. Nell'uomo, in particolare, le due mani sono libere (per altri usi) e si utilizzando gli altri
due arti per camminare. I muscoli dei vertebrati sono attaccati alle ossa, e contraendosi muove due
pezzi di scheletro.
• L'ambiente subaereo implica una contrazione per volare. Il volo è stato realizzato solo in
uccelli, insetti e chiropteri (pipistrelli). Il volo richiede, logicamente, uno strumento che vinca la
forza di gravità e riesca a portare in area la massa corporea. Per questo motivo l'esoscheletro di un
insetto è molto sottile e le pliche (o ali che sono generalmente due paia) devono essere mosse in
maniera coordinata, specialmente nel decollo. Tra dorso e ventre vi sono muscoli che si rilassano e
contraggono durante il volo. La frequenza del battito delle ali durante il volo cambia da specie a
specie e il movimento alare viene regolato in maniera singolare. Il volo richiede livelli energetici
elevatissimi poiché durante questa locomozione alla specie non è consentito riposarsi o nutrirsi.
Logicamente, le correnti che fi formano nell'aria in determinati momenti, vengono sfruttate dagli
uccelli per sprecare meno energia possibile. Nei chiropteri ciò che si è sviluppato sono le mani. Il
movimento è consentito sempre da muscoli alari. Il loro volo è garantito da un'emissione di
ultrasuoni che emettono e successivamente seguono (ciò accade perché sono ciechi e in questo
modo si orientano maggiormente).

• Sistema di controllo.

Il sistema di controllo si basa sulla coordinazione di sistema nervoso e sistema ormonale.


- Il sistema nervoso è fatto da una parte periferica che riceve le informazioni dall'esterno e le manda
al sistema nervoso centrale(cervello e midollo spinale), la seconda zona che si preoccupa di tradurre
il messaggio ed inviarlo ai muscoli. Il sistema nervoso centrale è la parte operativa in uscita. La
risposta che parte da qui si attua con i neuroni motori che distinguono il sistema nervoso in
volontario (somatico) e involontario (automatico).
- Il sistema ormonale invia le risposte alle ghiandole.
Il coordinamento serve durante l'entrata dell'informazione e nel momento in cui è necessaria la
valutazione e l'integrazione di essa nel sistema nervoso centrale che poi elabora la risposta. Spesso
negli animali la risposta è di tipo muscolare (azioni che hanno lo scopo di mantenere l'omeostasi).
Distinguiamo tre tipi di neuroni:
- sensoriali: dendriti allungati.
- motori: assone allungato che si connette direttamente al muscolo.
- interneuroni: neurone di collegamento.
Ci sono risposte che consideriamo quasi automatiche perché non arrivano al cervello ma si fermano
al midollo spinale (esempio della rotula), in questo caso parliamo di uno stimolo arcoriflesso.
In generale, la trasmissione sinaptica è un momento di “stop” dell'impulso anche se la velocità
complessiva è molto alta. Logicamente non possiamo parlare di sistema nervoso nei protisti. Nel
mondo animale, esclusi i poriferi, dagli cnidari in poi vi è un sistema nervoso ben sviluppato. Molto
dipende dallo stile di vita: il sistema nervoso è più sviluppato lì dove vi è movimento. Parte
importante per il buon funzionamento del sistema nervoso è la testa, nonché zona di esplorazione
dell'animale. In base alla loro forma varia anche la grandezza dell'encefalo. Nei soli vertebrati,
attorno agli assoni, vi sono cellule di Schwann che creano una guaina mielinica che funge da
isolante. Questa guaina mielinica è molto importante e malattie, come la sclerosi multipla, possono
portare alla disgregazione delle cellule di Schwann.
Il midollo spinale ha avuto una vera e propria evoluzione nei vertebrati. Si distingue una sostanza
bianca da una grigia e un canale che contiene un liquido (liquor) che è necessaria al cordinamento
del corpo.
Il cervello nasce, invece, come tubo cavo (infatti termina nel midollo spinale come tubo) e poi si
dilata (vi è anche un aumento in volume) nella zona celebrale a formare delle parti più o meno
sviluppate che tendono ad ampliarsi. Si specializzano con determinati tipi di stimoli dando vita a
varie aree (sensoriali). Un aumento della cavità cranica simboleggia un aumento di neuroni e un
aumento di attività associative. Il cervello oltretutto è formato da due emisferi simmetrici. Ci sono
parti del corpo più sensibili e quindi hanno più neuroni. Queste parti del corpo corrispondono a
zone di corteccia estese.

07/03/2017

• Recettori sensoriali

I recettori sensoriali sono di vario tipo ma essenzialmente legati ai cinque sensi: la visione, l'udito,
l'olfatto, il gusto e il tatto.
- Nel caso della visione, questi recettori o neuroni danno vita ad impulsi nervosi che attraversano il
loro corpo cellulare per poi dirigersi al sistema nervoso centrale.
- Nel caso dell'udito, i recettori sono costituiti da ciglia lunghe che captano il messaggio. La stessa
cosa la troviamo nell'olfatto e nel gusto.
Nello specifico abbiamo:
• I chemiorecettori sono recettori chimici, tipici dell'olfatto. Gli ritroviamo negli insetti,
soprattutto all'estremità delle zampe. In particolare ritroviamo all'esterno un sensillo (setola molto
mobile) che è collegato ad un neurone interno. Questi sono considerati peli olfattori che fungono,
appunto, da recettori poiché all'interno possiedono neuroni. Inoltre negli insetti sede importante di
recettori chimici sono le antenne. Queste sono informatori sensoriali che percepiscono diluizioni
estremamente alte di molecole chimiche ,i ferormoni. Nei vertebrati acquatici non c'è molta
differenza tra olfatto e gusto. All'interno delle narici c'è un epitelio olfattivo dotato di recettori
olfattivi. Le narici sono sempre ben visibili. Negli uccelli vi sono narici poco evidenti (ma ci sono)
e l'olfatto è estremamente legato alla vista per la caccia della preda. Nell'uomo le narici sono
essenziali, così come nei cani e nei cavalli. Nei molluschi queste cellule si trovano sulle branchie,
sui tentacoli e nella regione orale, inoltre è presente un organo, l’osfadio che ha la funzione di
monitorare chimicamente l’acqua che entra nelle cavità. Nei rettili esiste sul palato un organo,
organo di Jacobson, che riceve ed elabora stimoli olfattivi. Un organo simile lo troviamo nei
mammiferi che rimangono immobili temporaneamente con la bocca semiaperta per raccogliere
informazioni olfattive. Questo è l'organo vomero-nasale e lo troviamo in vicinanza nel cervello.
Nell'uomo è minimamente sviluppato.
• Il gusto risiede nella cavità boccale, nei mammiferi, in particolare, sulla lingua che si
differenzia in zone che percepiscono varie informazioni gustative grazie alla presenza di papille
gustative.
• I meccanorecettori sono recettori tipici del tatto. Per esempio in alcuni mammiferi troviamo
vibrisse che fungono da recettori ma non sono setole, bensì sono espansione esterna di un recettore
interno. I recettori tattili sono solitamente posizionati sull'epidermide e possono essere influenzati
dalla temperatura (termorecettori). Alcuni ectoparassiti di vertebrati come le sanguisughe, zecche,
zanzare sono in grado di avvertire la presenza del loro ospite endotermo rilevandone il calore
emesso. Interessanti sono gli organi a fossetta che troviamo nei serpenti, rettili; sono localizzati sul
muso, occhi e narici.
• I fonorecettori sono dei meccanorecettori specializzati, sensibili al suono. La percezione
avviene attraverso cellule ‘scolopidii’ che si possono trovare in varie parti del corpo, come ad
esempio nelle antenne. Le falene non comunicano tra loro attraverso i suoni ma la presenza di un
sistema uditivo è strettamente legato alla percezione degli ultrasuoni dei pipistrelli.
• I propriocettori sono terminazioni nervose e possono entrare in relazione con le fibre del
fuso muscolare. Questo sistema è sviluppato in animali che compiono movimenti elaborati come
artropodi e vertebrati.
08/03/2017
• La riproduzione.

È una funzione non necessaria per l'individuo ma per la specie. Le capacità riproduttive si hanno ad
una certa tappa della vita e dipende dalla specie. Ci sono individui che non si riproducono e alla fine
della vita di loro non rimane nulla, vale per protisti e per animali. Ci sono metodi di riproduzione, di
accoppiamento, di riconoscimento del partner e di cura nei confronti dei piccoli. La riproduzione
avviene a livello del nucleo cellulare all'interno del quale vi è una lunghissima elica di Dna e la
cromatina che si organizza in cromosomi (un centromero e due cromatidi).

Gli animali multicellulari sono dotati di cellule somatiche con due cromosomi omologhi (diploidi
23+23). La cellula progenitrici si divide e via via cresce un corpo multicellulare. Una duplicazione
porta le cellule a differenziarsi dividendosi il lavoro. Nelle cellule somatiche ogni gene è ripetuto
due volte, uno nel cromosoma materno, uno in quello paterno. Se il carattere è codificato in maniera
univoca, il figlio è omozigote. Se il carattere codificato deriva da due alleli diversi, il figlio sarà
eterozigote. Nelle cellule somatiche in condizione diploide ci sono sempre due alleli o uguali o
diversi.
Nei gameti il processo avviene per meiosi, che ha come compito il dimezzare temporaneamente il
numero cromosomico e di gameti con un solo allele. Nella meiosi, i cromosomi materni e paterni si
incontrano e prima di ridurre il numero cromosomico si scambiano dei pezzi (cross-over). Questo
determina la massima variabilità genetica. Parliamo perciò di cromosomi modificati rispetto agli
originali.

- Nei protisti la riproduzione è asessuata (tranne nei protisti cigliati) e prevede una cellula aploide
che si comporta come se fosse un gamete, si fonde con una cellula compatibile e attraverso la
meiosi torna ad essere aploide. Non a caso nei protisti la cellula aploide e diploide coesistono : i
gameti apoidi diventano zigoti che danno origine ad individui dipoidi, attraverso una meioisi
intermedia i gameti dipoidi danno infine origine a individui aploidi.
Tornando alla meiosi essa si suddivide in
• profase: i cromosomi si accoppiano e si scambiano del materiale. Questa è la fase più lunga
della meiosi che a sua volta si suddivide in vari stadi.
• metafase: si crea il fuso mitotico e i cromosomi si sistemano su di esso.
• anafase: i cromosomi incominciano a muoversi alle estremità del fuso.
• telofase: i cromosomi posizionati alle due estremità si racchiudono in un'ulteriore.
membrana e la cellula di partenza è pronta a suddividersi in quattro cellule figlie.
Nelle femmine dei quattro ovuli che si creano, solo uno è sessualmente attivo. L'ovocita (ovulo
maturo) deve effettuare una sintesi proteica attiva che servirà alle prime fasi di crescita embrionale.
La cellula sessuale è il gamete che si sviluppa e diventa gonade: le gonadi sono spermatozoi
presenti nei testicoli maschili e ovocita presente nell'ovaio femminile. La liberazione dell'ovulo
all'esterno avviene tramite il follicolo che rappresenta un tubo pieno di liquido.

• Fecondazione.

Normalmente è un solo spermatozoo che riesce ad entrare nell'ovocita, ed è importante che sia solo
uno poiché avverrà la fusione tra i due nuclei (spermatozoo-ovocita), poiché il nucleo figlio sarà
diploide. Subito dopo la penetrazione dello spermatozoo si crea una membrana attorno all'ovocita
che impedisce agli altri di entrare.
Sono importantissimi i fattori che determinano la variabilità genetica legata alla riproduzione.
Questo è permesso in grosso modo dal cross-over. La separazione successiva dei cromosomi è
una sistemazione indipendente per ogni coppia di cromosomi che determinano un'ulteriore
ricombinazione. Infine c'è una casualità di fecondazione poiché non si potrà mai sapere quale, tra i
tanti spermatozoi, riuscirà a fecondare l'ovocita (fattore di variabilità). Questi tre elementi messi
assieme caratterizzano la più vasta combinazione della riproduzione.
- I Protisti utilizzano la riproduzione asessuale per moltiplicarsi e la riproduzione sessuale (solo
alcuni) per aumentare la variabilità genetica.
- Negli animali, invece, la riproduzione sessuale serve sia a moltiplicarsi che ad aumentare la
variabilità genetica.

Gli individui di ogni specie prevedono due sessi: maschio e femmina. Affinché si distinguano
questi due sessi vi sono caratteristiche diverse che determinano il dimorfismo sessuale (anche se
non è sempre evidente).
In alcune specie i due sessi sono associati tra loro, in questo caso parliamo di ermafroditi:
- simultanei : in questo caso abbiamo o un'autofecondazione.
- sequenziali : i gameti non maturano assieme e, quindi, è necessaria la ricerca di un altro
ermafrodita che funga da sesso opposto. In questo caso abbiamo una fecondazione incrociata.
I platelminti sono tutti ermafroditi, lo sono anche i molluschi gastropidi ed il pesce pagliaccio.

La fecondazione in linea generale prevede che maschio e femmina producano i loro gameti e li
liberino in acqua successivamente. Questa è la fecondazione esterna, il numero di gameti è
elevato, l'embrione non è protetto e la specie è sostanzialmente ovipara. La fecondazione interna si
trova in terra e in acqua dolce. Qui si producono meno gameti, le gonadi devono essere facilitate nel
movimento grazie a organi sessuali che li conducono a destinazione. L'embrione che si forma è
totalmente protetto e la specie che si forma è vivipara o ovovipara.

14/03/2017

• Partenogenesi.

Significa genesi femminile: gli ovociti all'interno della femmina si sviluppano senza l'intervento di
spermatozoi. Un esempio sono i rotiferi che producono uova che non subiscono meiosi e quindi la
cellula finale è diploide. Da un punto di vista genetico, non avendo processo meiotico, la variabilità
di generazione è ridotta e quindi una generazione può essere identica alla precedente e alla
successiva. Solitamente la partenogenesi viene attuata nei casi in cui si vuole velocemente
colonizzare l'ambiente. Nei rotiferi, inoltre, c'è una categoria che si sviluppa soltanto al femminile:
siamo di fronte ad una riproduzione unisessuale. Un altro caso è l'eterogonia: generazioni che
alternano fecondazione per partenogenesi e fecondazioni bisessuali. Il vantaggio è legato alla
variabilità genetica. La partenogenesi è attuata anche dagli exapodi. Un caso di partenogenesi è
arrenotoca che prevede una riproduzione a partenogenesi ma che coinvolge soli maschi. È una
riproduzione che troviamo frequentemente nelle api. Qui maschi (nati da fecondazione arrenotoca),
a loro volta, fecondano la regina che ha serbatoi di spermatozooi che le serviranno nell'arco della
vita. I maschi moriranno e la regina potrà dar vita a cellule diploidi. Caso raro è la partenogenesi
deterotoca che prevede produzione maschile e femminile. Tra le specie partenopee abbiamo:
- I rotiferi hanno ciglia che ruotano in acqua e si nutrono per filtrazione.
- I cnidari cubomeduse sono estremamente orticanti, anch'esse partenogenetiche.
- Nei crostacei è frequente l'artemia salina, dotata di appendici per nuotare.
-Tra i vertebrati abbiamo i pesci ossei, tra i rettili abbiamo numerose lucertole.

• Cure parentali.
Alcune volte è necessario prendersi cura del figlio anche nelle prime fasi della sua vita. Ad esempio
- le meduse trattengono nel loro mantello i piccoli.
- i bivalvi hanno branchie necessarie alla respirazione, filtrazione e trattenimento delle cellule figlie
che verranno poi liberate tramite la corrente quando sono abbastanza grandi.
- negli uccelli troviamo la cova che ha significato di protezione nei confronti delle uova (che non
sono mai molte e hanno molto tuorlo). Vengono covate in alternanza da entrambi i genitori, che con
la loro alta temperatura favoriscono la giusta crescita.
- i vertebrati si prendono cura dei figli anche dopo la nascita, per un periodo molto duraturo.

• La crescita animale.

La crescita animale è collegata sostanzialmente alla mitosi. Un esempio è la segmentazione che


corrisponde ai primi atti a cui va incontro lo zigote. È detta anche, radiale, poiché la segmentazione
avviene secondo un asse che suddivide perfettamente la cellula in2-4-8-16-32-64 parti (blastomeri).
L'ultima fase corrisponde alla blastula e la cavità interna è detta blastocele. Spesso lo stadio di
blastula è gia uno stadio autonomo poiché l'individuo è già in grado di spostarsi. La fase successiva
alla blastula è lo stadio di gastrula che prevede la presenza di uno stomaco ma non necessariamente
di un ano (poiché può formarsi successivamente). L'eccezione sono gli echinodermi, i quali
sviluppano prima l'ano e poi la bocca. La cavità della gastrula è molto ridotta ed oltre alla presenza
di un ipotetico intestino, prevede anche la presenza di cellule che costituiranno il mesoderma.

• Fondamenti di genetica.

La variabilità genetica è quella che consente l'adattamento all'ambiente e, quindi, la sopravvivenza


della specie. I tre momenti sono:
- assortimento
- ricombinazione
- fecondazione.
I cromosomi omologhi sono corrispondenti da derivano uno dal padre e uno dalla madre. Ogni gene
ha una determinata posizione sul cromosoma (locus). Gli alleli sui due cromosomi sono uguali
parliamo di omozigote se sono diversi parliamo di eterozigote.

Gregor Johann Mendel era prete matematico, appassionato di giardinaggio. Nella cura delle piante
(parliamo della Pisum sativa, pianta del pisello selvatico), individuò il fatto che i caratteri tra
genitori e figli a volte non cambiava (linea pura). Queste linee pure le utilizzò poi per fare degli
incroci. Lui chiamò caratteri o fattori le caratteristiche di una determinata specie. Lui studiò sette
coppie di caratteri alternativi (rosso-bianco, verde-giallo, liscio-rugoso, pianta alta-pianta bassa,
pianta ramificata con fiori-pianta ramificata senza fiori, ecc...). il pisello selvatico è ermafrodita ed
ha strutture maschili e femminili semplicemente separabili. Normalmente queste piante ermafrodite
(molto flessibili nella self-fertilization) rimangono inalterate nelle generazioni (fiore bianco dà fiore
bianco, fiore rosa dà fiore rosa). Se incrocio queste linee pure, osservo che i figli non mostravano
più fiore bianco. Mendel con queste esperimento cercò di capire cosa venisse trasmesso dai genitori
ai figli. Se nella prima generazione (F1) il fiore bianco sparisce, in realtà nella seconda generazione
(F2), per ¼ il carattere (fiore bianco) ritorna. Il carattere che rimane nella prima generazione venne
chiamato da Mendel, carattere dominante (rosa), il secondo carattere recessivo (bianco).
Per Mendel esistono coppie di fattori distinti alla base dell'ereditarietà. Questi fattori si dividono
durante la gametogenesi e la ricombinazione tramite fecondazione fa sì che ci siano queste
proporzioni costanti. Solo uno dei fattori può essere dominante. Noi, possiamo chiamare le linee
pure omozigoti, gli incroci sono eterozigoti. Tipicamente il bianco è sempre un carattere recessivo
(in quanto è assenza di pigmento).
• Situazione genetica: PP+pp=Pp=PP,Pp,Pp,pp

Il test cross (incrocio all'indietro) è un sistema per individuare il genotipo della pianta e capire se è
eterozigote (Pp) o omozigote (pp).

Nel secondo esperimento di Mendel, compie un incrocio di ibridi. Qui compaiono due fenotipi
nuovi, frutto di combinazioni diverse dei gameti orginali. Il colore giallo è il carattere dominante, il
colore verde è quello recessivo. Il rapporto è il seguente 9:3:3:1 nella seconda generazione. Da qui
deriva la seconda legge di Mendel che considera il fatto che, due caratteri anche se insieme,
vengono trasmessi distintamente. Quando su due fenotipi, il dominante non sovrasta sul recessivo,
abbiamo una dominanza incompleta. Nella seconda generazione compare un carattere dominante,
uno recessivo e due influenze parziali di un allele sull'altro. Un gene può possedere o un solo allele
o più alleli. Uno di questi casi è il gruppo sanguigno. Semplificando abbiamo quattro tipi di
situazioni: A, B, AB, 0. in questo parliamo di co-dominanza poiché abbiamo un gene e più alleli.
Un altro caso è l'epistasi, riguarda rapporti tra geni che riescono a modificare altri geni. Esistono
geni che lavorano ma sono sottoposti ad un controllo. Un esempio è quello dei topi, nei quali il gene
dominante è il nero, quello recessivo il marrone. Poi il gene C permette la sintesi del pigmento solo
se dominante omozigote o eterozigote, se recessivo la sintesi è inibita. In questo caso il gene
recessivo incide sul lavoro dell'altro e il risultato è un topo albino.
Un ulteriore caso è il colore della pelle, controllato da un numero elevato di geni (poligeni). C'è
un'estrema varietà della produzione di gameti, e ciascun gene può trovarsi in due gameti in maniera
diversa. Quindi le possibilità di incontro tra questi geni sono numerosissime. Ogni allele può
accentuare o ridurre l'effetto dell'altro e questo comporta varie gradazione del colore della pelle.

• Eredietarietà legata al sesso.

I cromosomi sessuali determinano il sesso e contengono dei geni. La differenza tra cromosoma X e
Y è la grandezza. Il cromosoma X è più grande e contiene geni che non sempre trovano il
corrispettivo nel cromosoma Y. Nella coppia sessuale i cromosomi sono omologhi ma non uguali.
Nei maschi, dove c'è questa situazione (XY), molti geni possono avere un allele solo. Questi sono
alleli rari, sebben molto frequenti.
L'eredietarietà non è sempre presente per intero nel Dna, bensì anche all'interno dei mitocondri.

• La microevoluzione.

Per microevoluzione intendiamo una evoluzione di una popolazione specifica, con una varietà di
fenotipi (genic pool=insieme di genotipi). La selezione naturale è un meccanismo che permette
agli individui di crescere, riprodursi e avere una generazione successiva diversa rispetto alla
precedente. La selezione naturale premia ed esclude individui: si premiano gli individui che hanno
caratteristiche adatte all'ambiente in cui vivono e quindi possono riprodursi. La selezione naturale è
un termine anche negativo: si fermano gli individui non adatti per la combinazione di caratteri che
hanno. L'evoluzione in sé, significa cambiamento (positivo o negativo che sia). La
microevoluzione coinvolge la piccola scala e dà un quadro generale da generazione a generazione. I
cambiamenti ci sono sempre stati e il meccanismo col quale sono avvenuti vengono tutt'ora studiati.
Dal punto di vista genetico, la microevoluzione coinvolge i genotipi: gli individui trasmettono
cellule germinali alle generazioni successive. Ciò che cambia da generazioni a generazioni è il
numero di individui, i genotipi (non c'è un figlio uguale al genitore). Questo cambiamento è detto
cambiamento di frequenze alleliche. Ogni allele è più o meno presente e in ogni generazione la
frequenza allelica cambia. Le popolazioni, perciò, non sono mai le stesse. Se l'ambiente fosse
sempre uguale le condizioni potrebbero non cambiare. In realtà, però, non è così e bisogna capire
chi ha le caratteristiche adatte a quel determinato ambiente. Se l'ambiente, però, cambia
all'improvviso (come succede), caratteristiche adatte, diventano inadatte.
21/03/2017

• Microevoluzione.

Le frequenze alleliche cambiano, diminuendo o aumentando. Alcuni alleli sono dominanti ma


normalmente ogni gene avendo due varianti, presente entrambi. Questa è la microevoluzione, che è
duratura nel tempo. In laboratorio, possiamo però notare creature con cicli biologici molto rapidi.
Un altro processo è quello della selezione artificiale, dove il ricercatore fa incroci che portano a
risultati prestabiliti. La microevoluzione la ritroviamo nei mosquitos , i quali, evolvendosi, sono
riusciti a resistere ad alcuni insetticidi (esempio DDT). La microevoluzione è in parte legata a
fattori casuali, in parte alla selezione naturale. I fattori casuali sono gli unici che creano un
cambiamento evolutivo.
I fattori casuali sono tre:
- Genetic drift (deriva genetica): andare senza rotta dove ti portano i fattori ambientali, sono
cambiamenti genetici senza controllo e due effetti sono il “bottle-neck” e “founder effect”.
- Migrationes: spostamenti di gruppi di individui a partire da una posizione originaria. Qui si ha un
flusso genico continuo, dove il gruppo nuovo che si forma si allontana dalla popolazione originaria.
- Mutations: è una mutazione che può avvenire a livello cromosomico e più è estesa più è facile
che diventi dannosa (non compatibile con la vita). Le mutazioni puntiformi, invece, che interessano
la sola base nucleotidica, non è pericolosa e garantisce un cambiamento regola della popolazione.
• La deriva genetica, a differenza della selezione naturale è un processo interamente casuale.
È un fattore che provoca evoluzione , cambiamento ma non produce adattamenti (caratteri, a volte
vistosi, che rendono l'individuo più adatto a vivere in un determinato ambiente).

Prima generazione : verde x mix Seconda generazione: mix, mix, verde, mix
verde x verde verde, verde, verde, verde
mix x mix arancio, mix, verde, mix

L'effetto della deriva genetica diventa sempre più importante man mano che la popolazione
diminuisce. L'effetto collo di bottiglia lo si fa con un esperimento: inseriamo delle biglie di due
colori diversi (rappresentano i due alleli) in una bottiglia, facciamo cadere le biglie in un bicchiere
ma non ritroveremo i due colori in ugual porzione. Le biglie che troviamo sono quelle sopravvissute
ad un evento catastrofico (non sempre naturale) che le ha colpite e che daranno vita alla futura
generazione. È il caso a determinare la sopravvivenza di alcuni e non perché siano stati adatti. Il
risultato è che se l'evento è stato incontrollato, allora i genotipi degli individui che sono
sopravvissuti si trasmettono alla generazione successiva ma non tutti. Questo evento casuale
restinge molto la variabilità genetica (esempio i ghepardi). L'effetto fondatore si ha quando da una
prima generazione partono pochi individui o uno solo per un nuovo ambiente. Logicamente
bisognerà affrontare il viaggio e sopravvivere e, dato che parte un solo individuo, il campione della
variabilità si riduce drasticamente. Nella migrazione, dalla popolazione originaria abbiamo
l'allontanamento di tanti individui. Qui la variabilità è maggiore. Gli animali migrano per cercare
nuovi territori, quindi risorse alimentari. Un altro fattore casuale sono le mutazioni che interessano
tutti i geni anche se alcuni più di altri. Spesso le mutazioni che non sono letali si mantengono,
seppur pericolose per la riproduzione. Oggi come oggi le mutazioni sono relativamente frequenti
nonostante vi siano agenti mutageni che possono causare mutazioni. Alcuni esempi sono:
- le radiazioni ultraviolette che sono penetranti e possono causare effetti a livello del Dna.
- agenti chimici che derivano da fumi di varia natura.
- agenti biologici che spesso si traducono in tumori o ulcere. Esempi sono papilloma virus o
elicobatterio pilori.
• La selezione naturale prevede dei cambiamenti della popolazione per fattori di
adattamento. Questo non è un cambiamento casuale ma naturale. Darwin studiò la selezione
naturale viaggiando per il mondo sino ad arrivare alle isole Galapagos. Qui, studiò i fringuelli e
notò che in ogni isola il fringuello aveva caratteristiche diverse. Queste variabilità derivavano da
una specie iniziale ma si erano adattate a situazioni differenti da isola a isola. La potenzialità della
specie originaria si era insediata in queste isole ma poi da isola a isola la variabilità è aumentata
portando ad un non riconoscimento tra specie e quindi ad un rifiuto di accoppiamento tra loro. La
variabilità intraspecifica si ha all'interno di popolazioni che possono avere una diversa colorazione o
una diversa forma (polimorfismo). Ma la variabilità la possiamo trovare anche tra specie diverse
che si accoppiano e danno vita a popolazioni in grado di riprodursi. Tra popolazioni diverse a volte
si nota una variabilità notevole (esempio di pianta che ad altitudini diverse ha la lunghezza del fusto
variabile): quindi in una stessa popolazione in luoghi diversi si hanno varie caratteristiche diverse.

• Alcune popolazioni, nonostante la selezione naturale, possiedono dei caratteri che gli hanno
permesso di vivere bene in un determinato ambiente ed in un determinato momento : si parla di
fitness evolutiva. Per fitness si intende una sopravvivenza migliore rispetto ad altri, è il contributo
di ogni individuo alla sopravvivenza genetica nella generazione successiva. Ciò innesca anche
competizione tra individui poiché le risorse trofiche calano. In questo caso la selezione naturale non
è un premio ma va intesa come filtro che diminuisce la capacità di riproduzione per gli individui
inadatti. Quelli che risultano vincenti sono appunti quelli in grado si riprodursi. La selezione, in
questo caso, opera su diversi caratteri, ha un impatto sui caratteri fenotipici. Può essere di tre tipi
differenti:
- stabilizzante : le cose si mantengono stabili di generazione in generazione. Prevalgo i fenotipi
intermedi.
- direzionale : privilegia un solo valore estremo per un certo carattere.
- diversificante : vengono privilegiati più estremi del carattere.

• La specie.

Il concetto di specie è naturale ed è legato ad un tipo, ossia all'aspetto di un esemplare della specie.
Pian piano si sono acquisite conoscenze sulle realtà biologiche della specie. È un gruppo di
popolazioni potenzialmente fertile in grado di dar vita a generazioni a loro volta fertili. Questa
definizione è, però, parziale poiché si associa a sole popolazioni sessuate, non legate a somiglianze
fisiche

Questi confini delle specie sono confini genetici che vengono mantenuti da meccanismi che evitano
l'incrocio tra specie diverse. Tra questi meccanismi due categorie vengono riconosciute:
- barriera prezigotica : agisce prima della fecondazione, riguarda individui maschio e femmina
che non si accoppiano. Per esempio gli individui possono rimanere isolati dal contesto che gli
circonda, oppure possono assumere dei comportamenti che tendono ad allontanarli da altri
individui (in questo caso non vengono neanche più riconosciuti). Può anche accadere che in seguito
a variazioni ambientali, alcuni individui maturano sessualmente in periodi diversi e quindi possono
riprodursi solo coloro i quali sono maturati assieme, gli altri vengono esclusi. Se degli individui
hanno subito variazioni anatomiche, ciò può non consentire l'accoppiamento tra individui della
stessa specie.
- barriera postzigotica : agisce quando lo zigote è già stato formato ma poi ci sono problemi nello
sviluppo dell'embrione che o può iniziare lo sviluppo ma poco dopo muore oppure nasce, cresce ma
risulta sterile. Questo tende a mantenere isolate le specie. I prodotti dell'incrocio tra due specie
diverse si chiamano ibridi ed hanno le caratteristiche su dette, in questo modo la specie ibrida non si
riproduce.
• Come si originano le specie?

Una specie cambia nel tempo, infatti le generazioni nel tempo non sono mai uguali. Questo
accumulo costante di cambiamenti può produrre un risultato molto diverso rispetto alla specie
originaria: questo meccanismo è detto anagenesi (formazione graduale). Un'altra eventualità è che
la specie originaria dia origine nel tempo a due o più specie. Questo meccanismo è la cladogenesi
(formazione a rami). L'origine di nuove specie si definisce con il termine speciazione. La
speciazione può essere allopatrica, ossia la nascita di una nuova specie a causa dello spostamento
dell'individuo in un altro ambiente a causa della frammentazione dell'ambiente originario. La
radiazione adattativa si ha quando, invece che due gruppi diversi, la frammentazione dell'habitat è
tale da dare origine a più ambienti diversi e quindi a più specie diverse. Un altro modello che crea
due specie diverse attraverso altri tipi di barriere (non ambientali) è la simpatrica. Qui le specie si
formano nello stesso ambiente, a contatto tra loro. I fattori di distinzione sono tipo biologico
(cambio di colorazione, anatomico, di voce, ecc...).

• Speciazione simpatrica.

Nelle piante la speciazione simpatrica è più frequente rispetto agli animali. Hugo De Vries fu un
botanico famoso che diede vita a piante simpatriche tramite un'endomitosi. Questo processo parte
dall'autopoliploidi delle piante per poi dare origine a specie diverse. Un caso ecclaatante di
speciazione simpatrica che ha prodotto un numero elevato di specie è quello dei pesci ciclidi del
Malawi. Essi vivono all'interno dei laghi dell'Africa dell'est. Da questa speciazione sono fuoriuscite
specie totalmente diverse sia nella forma, che nel colore, che nell'alimentazione, che di stile di vita.
Qui l'ambiente è unico, non vi sono barriere ambientali ma solo biologiche.

• Dalla speciazione alla MACROEVOLUZIONE.

La microevoluzione corrisponde ad un cambiamento di frequenze alleliche. La macroevoluzione è


l'evoluzione su grande scala. Compare nel tempo in vari gruppi, sotto forma di novità evolutive e
comprende l'evoluzione dei gruppi taxonomici superiori alla specie. Questo implica che nel tempo
ci siano stati degli adattamenti graduali su tempi relativamente lunghi. Le novità evolutive in realtà
noi oggi le vediamo su animali che sono il risultato di una storia che sappiamo in parte. I caratteri
complessi e innovativi, come l'occhio, sono strutture che cambiano funzione durante il tempo.
L'evoluzione non crea nulla di nuovo ma modifica ciò che già c'è.
L'evoluzione non ha uno scopo ma è un meccanismo che cerca generazione dopo generazione di
adeguare la struttura dell'animale all'ambiente, scartando ciò che è inutile e promuovendo ciò che
risulta più utile. Nella macroevoluzione all'anagenesi corrisponde il gradualismo, alla cladogenesi
corrispondono gli equilibri punteggiati (ci sono numerose testimonianze che dimostrano come
l'ambiente per un certo periodo sia rimasto stabile e l'aspetto dell'individuo rimaneva a sua volta
costante. Invece, in brevi periodi, si poteva trovare una serie di specie diversissime tra loro). Gli
effetti sono gli stessi. La macroevoluzione procede con gli stessi modelli visti nella
microevoluzione. La macroevoluzione ha dimostrato, però, come alcuni caratteri siano stati più
importanti rispetto ad altri. Un esempio sono le piume che trovavamo nei dinosauri e continuiamo a
trovare negli uccelli. Di fatto queste strutte sono chiave, più importanti rispetto ad altri.
La biologia evoluzionistica dello sviluppo si occupa dello sviluppo dal punto di vista evolutivo,
quindi il rapporto dei geni e la storia dello sviluppo embrionale. Questa branca è detta evo-devo.
Il controllo dei geni regolatori sugli altri geni è incisivo, vi sono geni che si attivano ed altri che si
disattivano, alcuni lavorano contemporaneamente, altri in sequenza. In base a come lavorano i geni,
i caratteri saranno sviluppati o si troveranno in stato di stasi. Dalla nascita alla fase di crescita vi
sono geni di controllo molto importanti, abbiamo cambiamenti di proporzione quindi i geni che
controllano questi caratteri lavorano tanto. La eterocronia è la diversa attivazione dei geni nella
fase di crescita dell'individuo. Qui i geni lavorano in modo discronico (non coordinati). Una
tipologia di geni molto importanti sono i geni Hox, importanti per i caratteri somatici.
Le ere evolutive della specie si suddividono in:
- paleozoico
- mesozoico
- coenozoico
Lo studio dei fossili ha portato allo studio della morfologia comparativa tra specie. Ci sono
caratteri simili che vengono trasmessi di generazione in generazione poiché utili ad una specifica
funzione (caratteri analoghi), altri caratteri invece vengono trasmessi perché ereditati dai proprio
antenati ma possono svolgere funzioni diverse (caratteri omologhi).
28/03/2017
ZOOLOGIA SISTEMATICA.

• Noi parleremo di una decina di phila, corrispondenti ad animali che hanno avuto più
successo nella carriera evolutiva. La sistematica è una disciplina che crea ordine nella biodiversità e
la suddivide in maniera ordinata per poter riconoscere i vari animali. Lo strumento per fare
sistematica è la tassonomia (dare un nome al gruppo). Oggi si parla di biodiversità ma noi la
conosciamo davvero poco (circa un milione e mezzo di specie su oltre 20 milioni e mezzo di
specie). In alcuni momenti della storia la biodiversità è quasi scomparsa o in altri momenti era
ancora più vasta di oggi. Questa necessità di ordine in questo mondo eterogeneo è compito della
sistematica. Per la suddivisione si cercano determinati criteri :
- la riproduzione : se non si riproducono tra loro appartengono a specie diverse;
- l'ambiente : in base all'ambiente tutte le specie hanno avuto adattamenti diversi;
- l'evoluzione : tutti sono andati in contro ad evoluzioni differenti che li hanno ulteriormente
contraddistinti dalle altre specie.
Carl von Linnè è colui il quale ha per primo descritto ben 4236 specie animali nel 1758.
La suddivisione avviene tramite alcune categorie. Ad esempio per l'uomo abbiamo:
Sapiens = specie
Uomo = genere
Ominide = famiglia
Primato = ordine
Mammifero = classe
Posso introdurre delle categorie intermedie che si adoperano quando il phylum è talmente grande
che la classificazione richiede di essere suddivisa ulteriormente. Tutti sono strumenti di tipo
tassonomico.
• I PROTISTI.

Gli eucariota sono esseri con un vero e proprio nucleo. Tra questi troviamo i protisti (antenati degli
eucarioti) dai quali si sono sviluppate pinate ed animali. Raccolgono una grande quantità di specie
ma è un contenitore artificiale in realtà, poiché denomina un taxon polifiletico (assembla insieme
tanti gruppi di origine diversa). L'unica cosa che accomuna i protisti è il fatto che sono unicellulari
ed eucarioti.
Il regno dei protisti (sottoregno dei protozoi) si suddivide in:
• phylum sarcomastigophora:
- mastigophora : si chiamano anche flagellati, poiché sono portatori di flagello.
- sarcodina : hanno gli pseudopori, compiono un'estroflessione carnosa della cellula.
Queste forme non sono ben suddivide poiché alcuni protisti possono presentare entrambe le
caratteristiche.
• phylum apicomplexa: hanno un organulo apicale complesso (a livello ultrastrutturale).
- coccidia : un esempio è il plasmodio della malaria.
• phylum ciliphora: portatori di ciglia.
- ciliata.

Facciamo qualche esempio:

• sarcomastigophora ( classe mastigophora) :


- dinoflagellata vengono chiamati anche microalghe poiché sono fotosintetici. La loro clorofilla
non è verde e sono in grado di sintetizzare fotosistemi anche scuri. Quello che li caratterizza è una
parete fatta di cellulosa (sono in grado di elaborare questo zucchero complesso). Sono in genere
molto piccoli, hanno due flagelli che hanno il compito di muovere la cellula. Il rivestimento di
cellulosa garantisce una forma ben definita. Eccezione sono alcuni dinoflagellati rotondeggianti la
cui parete è formata da due solchi, uno parallelo, uno meridiano, che garantiscono la rotazione della
cellula. La noctiluca è un dinoflagellato fluorescente con parete cellulosica. I glenodinium sono
dinoflagellati dotati di pigmento rosso che colorava il lago all'interno del quale potevamo trovarli
(es. Lago di Tovel sulle Dolomiti). Non tutti i dinoflagellati sono tossici ma la maggior parte lo
possono essere, uno di questi è ostreopsis ovata , si muovono, hanno fioriture che colorano le acque
e portano via l'ossigeno creando asfissia per viventi (anche tanti pesci) che troviamo sulle acque
litoranee.
- phytoflagellati sono simili alle piante, sono verdi (contengono clorofilla B), si riproducono
asessualmente ma alcuni hanno riproduzione sessuale. Hanno la tendenza dei singoli individui a
mettersi insieme (salto da condizioni unicellulare a pluricellulare). Questo raggruppamento porta
con sé una suddivisione del lavoro. Il flagello viene mantenuto dalla colonia più esterna che
garantisce il movimento. La colonia può essere a palla e formata da tanti individui. Il super
organismo così facendo diventa più grande. Il rappresentate tipo è euglena viridis dotato di un solo
flagello che funge da trasportatore dell'intera cellula. Le euglene si sanno orientare e tutto questo è
permesso dalla presenza di un fotorecettore, sono velocissime. Le volvox sono i phytoflagellati
maggiormente impegnati in colonie che nuotano nell'acqua ruotando su se stesse. Si riproducono
sessualmente e quando sono abbastanza numerose si fanno strada tra individui della colonia madre,
e danno vita ad una nuova colonia. Qui la divisione del lavoro la ritroviamo anche per la
riproduzione sessuale. Nella colonia alcuni individui si comportano come gameti femminili che
perdono i flagelli, altri come gameti maschili che mantengono i flagelli. Siccome sono aploidi
bisognerà effettuale la meiosi zigotica. Gli individui nascenti saranno aploidi ma diversi da quelli
originari. Solitamente ciò avviene verso l'autunno.
- zooflagellati : si tratta di forme eterotrofe. I coanoflagellati sono liberi, vivono in acque dolci e
tendono a formare piccoli gruppi e sviluppano un'estensione della cellula che le fissa al substrato.
Sono dei filtratori, muovendo il flagello creano una corrente d'acqua che passa attraverso una griglia
in cunicolo che filtra le sostanze nutrienti. I tricomodadida sono piuttosto piccoli di forma
tondeggiante, il citoscheletro crea una struttura che renda la cellula resistente. I tricomodadida si
muovono poco grazie al flagello ed una membrana ondeggiante ciò è molto utile negli ambienti
viscosi. Gli ipermastigida non sono parassiti ma sono simbionti, non creano danni agli altri
organismi. Possiedono molti flagelli all'estremità della cellula. ( ad esempio le troviamo nelle
estremità delle termiti). Hanno enzimi che sintetizzano la cellulosa.
- zoomastigophora : sono parassiti che si muovono nei liquidi circolanti umani (sangue) fanno
parte della famiglia dei tripanosomatidi (presenti in Africa e Sud america). Assumono forme
diverse nel loro ciclo biologiche. È perciò una famiglia polimorfica. Sono agenti della malattia del
sonno in Africa. Un esempio sono i brucei che parassitano i grandi animali ma ultimamente anche
l'uomo. I tripanosomi non sono in grado di passare da uomo a uomo, ma c'è un secondo ospite che
fa da tramite. Essi sono le mosce tzetze, è una mosca che ha un apparato pungente ed è ematofaga,
inculando i tripanosomi presi da un primo individuo. I trimanosomi si riproducono per scissione, la
loro azione sull'uomo provoca sonnolenza e in alcuni casi può essere letale. Un altro tipo di
triponosomo è il cruzi veicolato da un emiptero. Sono frequenti in Sud America e causano malattie
di Chagas.
- sarcodina : comprendono le amebe. Le amebe sono libere in acqua dolce, in mare non ce ne sono.
Esse strisciano poggiando sul suolo solo alcune parti della cellula. L'entameba coli è un parassita
che vive come simbionte nell'intestino senza dar fastidio. In condizioni di eccessiva riproduzione
(solo asessuata) possono dare fastidi intestinali. Entameba istolica, invece, anche se presente in
minor numero è aggressiva e crea dissenterie emorragiche. Se un'ameba vive in acqua, il periodo
difficile di quelle intestinali è quello dell'escrezione. Quindi, con le feci, negli strisci fecali si
torvano non le amebe ma le cisti (forme di resistenza dell'ameba in prossimità di essere espulsa).
Essa cambia forma, diventa sferica, irrigidisce la sua membrana e nelle feci troviamo quelle
(amebiasi).
- tecamoebae : sono amebe protette da un guscio regolare, formato da proteine strutturali o da un
guscio costruito assemblando particelle di sabbia con escrezioni della cellula stessa. Sono tutte
amebe libere con un'apertura sul guscio e pseudopodi.
- radiolari : hanno un endoscheletro perforato (consente scambi dall'interno all'esterno della
cellula) che sostiene la cellula. Hanno un aspetto raggiato, con un nucleo centrale e pseudoposi
radiali, sostenuti da fasci di microtubuli. Oltre agli pseudopodi si estendono anche piccole silicee
(trasparenti e delicati) che formano appunto l'endoscheletro.
- eliozoi : sono animali “sole”, siamo in acqua dolce, anche qui un endoscheletro siliceo, una cellula
sferica con una parte molto ampia di citoplasma esterno ricco di vacuoli. Questi vacuoli possono
essere piani di acqua o di olio, necessari per galleggiare nella colonna d'acqua.
- foraminiferidi : hanno un esoscheletro calcareo, ciò impedisce il galleggiamento, quindi li
ritroviamo sui fondali oceanici. Hanno gusci che assomigliano ai molluschi ma in realtà sono molto
perforati (per far uscire i pseudopodi sottili e lunghi). Hanno un ciclo vitale aplo-diploide : ogni
specie ha due forme, una aploide che vive e si ripoduce sessualmente dando vita ad un individuo
diploide (che ha una sua vita).

• Apicomplexa (classe coccidia) :


- Sono tutti parassiti in grado di penetrare all'interno dell'osso. La loro membrana è molto spessa,
rigida e perciò la fagocitosi avviene in determinati punti che corrispondono all'interruzione della
membrana (microporo). Essi sono aploidi, con riproduzione sessuale obbligatoria (non casuale). La
loro riproduzione prevede un ciclo caratterizzato da una fase asessuata che si attua in un ospite,
spesso vertebrato, mentre la fase sessuata e la seconda asessuata si attua in un secondo ospite
(spesso un insetto). Sporozoiti significa agenti che vengono originati per scissione multipla. Essi si
trovano in un ospite (un insetto) che spesso li inocula tramite puntura. Nel secondo ospite diventano
sempre maggiori e la loro scissione avviene sempre più frequentemente fino a causare una vera
infestazione nell'ospite in cui si sono formati. Aspettano poi di essere prelevati da un altro vettore
per potersi poi trasformare in gameti ed andare incontro a riproduzione sessuale. Al termine della
riproduzione sessuale si ha una grande cisti che avvolge numerosi zigoti. Questo involucro poi si
rompe.

- Nella classe dei coccidia troviamo i plasmodi che sono responsabili della malaria. In questo caso
l'uomo è l'ospite intermedio all'interno del quale avviene la sola fase asessuata. C'è una trasmissione
diretta sia da uno a zanzara che viceversa. La zanzara immette assieme alla saliva anche sporozoiti
(agenti infettanti). Questi arrivano al fegato e qui il plasmodio cresce e incomincia a riprodursi (qui
la malaria è silente). Qui si ha una serie di riproduzione asessuata per scissione multipla
(sghizogonia). Dopo un certo tempo, i parassiti si liberano nel sangue circolante (quando
l'infestazione ha raggiunto una maturità). Così attaccano i globuli rossi, entrandovi e nutrendosi (si
trasforma in trofozoita) e raggiunte le dimensioni giuste per produzione asessuata si divide e viene
chiamato merozoita. I merozoiti sono in grado di rompere il globulo rosso e attaccarne un altro: il
risultato è l'anemia. Quando la zanzara punge ulteriormente l'uomo entra in essa, tramite saliva, il
merozoita che si divide e dà vita ad un nuovo zigote che si pone sotto la membrana dello stomaco
della zanzara. Al termine di questa ulteriore scissione nascerà un nuovo sporozoita che andrà ad
intaccare l'uomo con un'altra puntura. Falciparum, ovale, vivax e malaria sono i plasmodi fino ad
ora individuati, causa di diverse tipologie di malaria. La caratteristica della malaria sono i picchi
febbrili di ogni 48 ore e 72 ore ogni terzo e quarto giorno. Questo accade perché la rottura dei
globuli rossi avviene in contemporanea all'interno dell'individuo ospite che per difesa aumenta la
temperatura corporea. In particolar modo il plasmodium malariae causa delle recidive anche a
distanza di anni, invece il falciparum dà attacchi ogni 48 ore molto aggressivi.

- toxoplasma gondii è un parassita dei felini e di alcuni canidi domestici e selvatici che
rappresentano il loro ospite definitivo (la fase sessuata e la fase di sporogonia). Esso è molto poco
selettivo, lo troviamo in molti animali, uomo compreso. Ha una forma ovale, non fa scissione
multipla ma solo binaria (si divide in due in senso longitudinale). Il ciclo prevede tutte le fasi già
viste. Nel gatto si ha la fase sessuata ( il gatto assume forme di resistenza che può trovare
sottoforma di cisti nel terreno). L'endoparassita, infatti, si trova in situazioni non favorevoli e quindi
si incista. Nel gatto si ha una prima fase asessuata (a spese della mucosa intestinale) formando i
gameti, si ha la fecondazione e il prodotto è uno zigote che produce a sua volta varie cellule che
danno vita a ovocisti che il gatto, però, elimina attraverso le feci. Questo è un veicolo di assunzione
inconsapevole da parte di altri animali, compreso l'uomo. L'assunzione non sepsso dà sintomi ma,
ad esempio nel topo le ovocisti possono depositarsi nei muscoli e se il topo diventa preda del gatto,
nel gatto avviene nuovamente una infestazione di ovocisti. L'assunzione di tale parassita può
causare rallentamento della crescita embrionale nella gravidanza. In assenza di tassi anticorpali
contro il toxoplasma può provare idrocefalo, aborto, corioretiniti.

• ciliophora (classe ciliati):


Hanno un rivestimenti ciliare che consento alla cellula di muoversi ma anche di raccogliere
particelle di cibo per farla poi entrare nel citostoma. Il movimento ciliare è un movimento
coordinato. Questo coordinamento si chiama sistema intraciliare. I parameci presentano due diversi
tipi di nuclei, di cui uno di occupa della riproduzione e uno si occupa delle funzioni metaboliche
(eterocariosi), la cellula può vivere con il macronucleo e senza micronucleo che si occupa della
riproduzione. La riproduzione è asessuale, quindi mantiene identica la specie, formando quindi dei
cloni. Il macronucleo è poliploide quindi presenta molti corredi cromosomici, e questo lo rende
molto ricco di geni e quindi è particolarmente importante nella sintesi proteica. Il micronucleo
effettua una mitosi, il macronucleo invece non effettua una mitosi ma si divide per amitosi
(semplicemente si divide in due, senza seguire le fasi del processo mitotico), questo a lungo andare
può provocare degli errori che fa si che la riproduzione asessuale venga sostituita da una
riproduzione sessuale che rimette a posto le cose rimescolando il patrimonio genetico.
I fenomeni di sessualità non sono regolari e hanno il significato specifico di variare la genetica. Nei
cigliati abbiamo l’avvicinamento di due individui che provengono da cloni diversi, l’avvicinamento
e il successivo contatto viene regolato da segnali chimici che fanno si che due individui di cloni
diversi siano compatibili. Se essi sono compatibili i due individui di avvicinano e si pongo a
contatto creando un ponte citoplasmatico nel citostoma (la parte più sottile), si fondono e
contemporaneamente il micronucleo (diploide) entra in meiosi e produrrà quattro micronuclei che
saranno aploidi. Attraverso il ponte citoplasmatico, di questi quattro nuclei uno permane e gli altri
tre degenerano e l’unico micronucleo aploide rimasto si divide in ciascuna cellula e a questo punto
attraverso il ponte citoplasmatico uno di questi due passa nel partner, quindi ogni individuo cede un
micronucleo e ne prende un altro. Il risultato quindi è uno scambio, vi è quindi un nucleo
stazionario che permane nella cellula e un nucleo migrante che è quello che riceve. Questo due
nuclei si fondono ricostituendo un micronucleo diploide. Al termine della coniugazione i due
individui si separano, e a questo punto la cellula dovrà ricostituire in macronucleo che si era andato
disgregando durante la fase di riproduzione.
- Il paramecio è il rappresentante dei ciliati. Essi sono eterocariosi, hanno due nuclei diversi, uno
dei due, quello più piccolo è impegnato nella riproduzione. Il paramecio, in particolare, è formato
da numerosissime ciglia alla cui base vi è una membrana abbastanza complicata sulla quale vi è un
punto (citostoma) favorevole per la fagocitosi. Il sistema che si trova sotto il ciglia si chiama
sistema ciliare. Sono forme libere, e caratterizzati da eterocariosi : due nuclei uno piccolo
(micronucleo) per la riproduzione, uno grande (macronucleo) per le attività metaboliche. Hanno
una riprodzuzione asessuale: qui il micronucleo effettua mitosi, il macronucleo , invece, non
effettua mitosi ma si divide per amitosi (in due). Nei ciliati c'è un'interruzione della riproduzione
asessuale con una sessuale che rimescola il materiale genetico e varia la situazione genetica di
individui prodotti per riproduzione asessuale.

• ANIMALIA

E’ un regno multicellulare ed eterotrofo, e vi è la presenza di una bocca con cui ingerire. Gli animali
si muovono e si spostano nel loro ambiente a differenza della piante che muovono solo parti della
loro struttura. Troviamo una divisione del corpo cellulare, come tessuti ed organi. La divisione
tassonomica è basata su diversi elementi.
Segmentazione
Troviamo uno sviluppo spirale, in cui alla terza divisione in cui nell’embione formato da 8 cellule,
si trovano quindi 4 cellule superiori e 4 inferiori sfalsate (blastomeri). (Protostomi)
Nella segmentazione radiale i piani di divisione sono regolari ed ortogonali. (Deuterostomi)
Numero di strati cellulari
Aumentando la complessità aumentano anche gli strati come l’ectoderma, il mesoderma e
l’endoderma. Quando troviamo due strati ed. Polipo la situazione viene chiamata Diblastica. Nei
platelminti troviamo tre strati e la presenza di un mesoderma, ed essi vengono chiamati Triblastici.
Architettura corporea
Troviamo quindi un’architettura che in sezione li fa apparire pieni, ma a volte troviamo anche
cavità. Il termine Acelomato significa assenza di cavità e non troviamo altro che tessuto pieno, ed è
una situazione tipica dei Platelminti.
Nei Nematodi e negli anellidi troviamo una sviluppata cavità che si trova nell’intestino, serve a far
crescere l’animale e consente delle facili comunicazioni fra le parti diverse del corpo perché
contiene liquidi, oppure fa da spazio in cui accumulare sostanze di riserva o gameti. Se la cavità
piena di liquido è chiusa e circondata da muscolatura funziona come scheletro idrostatico. Animali
che hanno una cavità sono Celomati, in cui la cavità è scavata nella muscolatura. La cavità può
separare l’intestino dalla muscolatura, separa l’ectoderma dall’endoderma, negli Pseudocelomati, è
il residuo della cavità embrionale.
Simmetria
Forma del corpo in cui si ripetono parti identiche sull’asse simmetrico.
Metameria
Come nei Lombrichi, ovvero esemplari formati da metà che si ripetono, una divisione in tanti
elementi uguali o diversi.

• Porifera (subregno parazoa ):


Parazoa, è un termine che indica una parte laterale dell’evoluzione. Porifera.
Eumetazoa che significa “animali veri”. Cnidaria, Ctenophora.
Questi gruppi vengono specificato con il termine Radiata, che indica quini i gruppi che presentano
una simmetria raggiata.
I poriferi sono circa 9.000 specie, sono spesso colorati, hanno un aspetto cilindrico con un’apertura
apicale (osculo) , in cui l’acqua contenuta all’interno esce, la parete è perforata. La maggior parte
sono dure, sono sessili quindi vivono piantati al terreno in acqua. La struttura presenta una
simmetria raggiata, la forma cilindrica tende nelle spugne a perdere la forma e diventare irregolare
perdendo anche la simmetria. Le dimensioni vanno da pochi millimetri a 2 mt. Il livello di
differenziazione è cellulare, quindi troviamo pochi tipi di cellule diverse fra di loro, non sono
collegate da lamina basale quindi le cellule sono vicine, compongono una strato ma sono
indipendente, e possono avvalersi di movimento ameboide. Vi sono cellule interne, coanociti
(cellule con il collaretto), che si affacciano alla cavità interna che hanno il compito
dell’alimentazione. Altri tipi di cellule sono i Porociti (cellule a poro) che sono cellule che nelle
spugne più semplici permettono l’ingresso dell’acqua, Amebociti (cellule che si muovono con
movimenti ameboidi) o Archeociti e sono cellule indifferenziate (posso differenziarsi in qualsiasi
tipo cellulare). La cavità della spugna è detta Spongocele.
Lo scheletro è fondamentale per le spugne, per mantenere la loro postura, esso è prodotto dagli
Sclerociti. E’ composto da carbonato di calcio o biossido di silicio e varia in molto spugne. Hanno
delle forme e dimensioni micro o mega, le megasclere reggono la spugna, mentre le microsclere
danno una certa consistenza all’animale quando si uniscono ad altre cellule. La proteina strutturale è
la Spongina, si tratta di filamenti proteici che formano una rete tridimensionale che forma vuoti
all’interno. Lo scheletro formato dalle spongine è molle.
Dal punto di vista alimentare sfruttano le particelle organiche portate dall’acqua, quindi essi sono
hanno una bocca perché l’alimentazione e collegata ai Coanociti che poi fagocitano. Non hanno
apparati respiratori ed escretori, non hanno gonadi e cellule muscolari, non hanno cellule nervose.
La loro fisiologia è basata sulla filtrazione, quindi tutto affidato ad una corrente provocata dai
coanociti.
Siccome la filtrazione è importante per le spugne da una situazione abbasta semplice delle spugne
primitive (Ascon), molte spugne hanno cercato di perfezionare questo processo e hanno quindi
subito modificazioni di tipo fisico aumentando le dimensioni. Aumentando di dimensioni la parete
del corpo diventa più spessa e la cavità si riduce. I coanociti nel caso del Sycon, imprimono a questa
acqua una certa velocità permettendole il raggiungimento della cavità interna.
La fecondazione nelle spugne i gameti vengono emessi con l’acqua che esce dall’osculo, mentre gli
ovociti con gameti più grossi che hanno capacità ameboidi e restano nel corpo della femmina. I
gameti maschili entrano nella cavità femminile e i coanociti se riconoscono lo spermatozoo della
stessa specie lo portano all’ovocita. I primi stadi dello sviluppo di trovano nella spugno femmina,
gli zigoti vengono trattenuti fino a quando lo stadio embrionale non diventa una blastula o gastrula,
e a questo stadio ci sono già ciglia esterne e quindi sono autonomi ed escono da una spugna madre
tramite la corrente esalante. La spugna da adulta è fissa al fondo e quindi la colonizzazione di nuove
aree viene effettuata da stadi giovanili (microscopici) e con le correnti vengono trascinati, quando
hanno raggiunto un certo stadio di sviluppo scendono sul fondo e riconoscendo un substrato adatto
e si stabilizzano.
Vi è una modalità di riproduzione asessuale tipica di una famiglia di spugna detta Spongillidae, che
è una spugna di acqua dolce a differenza della maggior parte di spugne che di solito sono marine. In
questi ambienti instabili rispetto al mare, gli spongillidi producono forme di resistenza, dei
corpuscoli che hanno il significato di far sopravvivere le cellule di spugno fino al ritorno delle
condizioni normali, si tratta di una massa di archeociti su cui viene depositato uno strato di spicole,
che hanno il compito di isolare la massa di cellule interne. Si chiamano Gemmule, queste forme di
resistenza delle spugne di acqua dolce.
La classificazione delle spugne si basa sulla natura dello scheletro, del fatto che sia calcareo o
siliceo, oppure dalla forma delle spicole.
• Classe CALCAREA: hanno uno scheletro calcareo e hanno una forma semplice, cilindrica, e
sono le più semplici. Sono piccole max 10cm, la struttura interne è ad Ascon a volte Sycon, le
spicole sono ad un solo asse o a quattro assi, che partono da un punto centrale e si dispongono ad
angoli ottusi. Sono tutte marine, costiere, la colorazione deriva da pigmenti nelle cellule, spesso si
mettono in simbiosi, e le loro cavità vengono utilizzare da altri animali come rifugio. Un esempio di
specie è la Leucosolenia.
• Classe HEXACTINELLIDA: hanno una simmetria radiale, sono spugne di fondi molli, sono
dette spugne di vetro, cercano acque tranquilli e si trovano anche a grandi profondità, sono formate
a Sycon, e sulla parete del corpo vi sono anche i canali radiali, e sono formate da un’impalcatura di
spicole che chiudono l’osculo come una specie di griglia, per proteggersi da cadute di corpi
dall’alto. Gli animali simbionti rimangono quindi intrappolati. Esempio Eupectelle.
• Classe DEMOSPONGIAE: è la classe più differenziata, nelle demosponge si trovano le
spugne di acqua dolce. Hanno una strutture Leucon e fa perdere alla spugna la simmetria raggiata,
la cavità interna si riduce ad un sistema di canali e diventano asimmetriche. Si sviluppano in
orizzontale sugli scogli, quindi fondi duri. Le spicole solo silicee, ma non sono triassoni ma hanno
quattro assi. Qui comprare la spongina e viene formata solo da questa specie di spugne, questa
proteina si può associare o no alle spicole. Se non si lega alle spicole la consistenza della spugna
sarà più morbida. Un esempio di genere di spugna è la Geodia, Spongilla. Nelle spugne con forma
irregolare non si riconoscono i vari individui.

• Cnidari e Ctenophora (sub regno eumetazoa ) :


presentano due morfo tipi uno di polipo e uno di medusa. Sono eumetazoi ed hanno una simmetria
radiata (due parti perfettamente uguali). I loro tessuti sono organizzati a formare una strutture
diblastica (ectoderma ed endoderma), l'intestino è ancora incompleto (non vi è l'ano). Gli cnidari
sono orticanti poiché vi è la presenza di cnidocisti, utilizzate a predare e paralizzare organismi
anche molto più grandi di loro. Apparato respiratorio e circolatorio non vi è. La riproduzione
avviene asessualmente (gemmazione o strobilazione) e sessualmente (fertilizzazione esterna).
Vanno a costituire gran parte del plancton marino.
- Il polipo ha un corpo colonnare che aderisce al substrato attraverso un disco pedale. Tra i due
strati tessutali c'è la mesoglea.
- Se ribaltiamo il polipo abbiamo una medusa. Essa ha una struttura a ombrella dove distinguiamo
un'esombrella (parte superiore) e una sub ombrella (parte inferiore) che si apre con una bocca.
L'apparato digerente è continuo dalla bocca ai tentacoli.
Nelle cellule tessutali ci sono dei filamenti contrattili che sono in grado di funzionare con
muscolatura circolare e longitudinale. La longitudinale prevede un allungamento e una riduzione
della muscolatura, la circolare un accorciamento e una dilatazione della muscolatura (scheletro
idrostatico).
Idrozoi, cubozoi, antozoi, scibozoi sono quattro tipologie degli cnidari. Uno cnidario ha 6 tipi
cellulari, organizzati in epidermide ed ectoderma. Negli cnidari compare un sistema nervoso a rete
diffusa. Nello strato interno le cellule sono alte ma presentano delle vescicole enzimatiche che
contribuiscono alla digestione extracellulare ed intracellulare. Le ultime cellule, quelle ghiandolari,
producono un secreto che serve ad attaccare gli enzimi ingeriti. Le cellule muscolo-nutritive
presentano ciglia che servono a far entrare acqua.
Le cnidocisti sono le armi degli cnidari, formati da cellule denominate cnidociti. All'apice c'è un
cnidociglio che quando viene toccato fa aumentrae la pressione osmotica nella capsula che fa
fuoriuscire un filamente che inietta la sostanza orticante nella preda. Una volta che questo filamento
è stato estroflesso, è necessaria la produzione di nuovi cnidociti che danno vita a nuove cnidocisti.
Alcuni cnidari hanno una vera e propria sostanza velonosa ed orticante. Un esempio è la Physalia
che possiede delle sacche nelle quali contiene il veleno ed una sua iniezione può risultare letale.
La riproduzione si basa su un ciclo metagenico che prevede una riproduzione asessuale per i polipi
e sessuale per la medusa.

• Hydrozoa
I polipi di questa classe sono coloniali (si creano colonie di piccole dimensioni). Nel ciclo ci è
anche la medusa, di piccole dimensioni, con un manubrio al cui centro si apre la bocca che porta ad
uno stomaco si suddivide in quattro canali radiali. Alcuni generi non presentano la medusa, un
esempio è l'hydra che non ha fase medusoide ed entrambe le fasi di riproduzione sono a carico suo

Comprende 9800 specie, e presentano due morfo tipi: polipo e medusa.


Le meduse si riproducono sessualmente e natanti, e i polipi sono sessili e si riproducono
asessualmente. Le meduse conducono una vita solitaria mentre i polipi possono vivere in solitaria o
in gruppi.
Sono degli Eumetazoi, quindi veri metazoi perché sono molto più complessi dei poriferi perché qui
compaiono i tessuti veri e propri, hanno una simmetria radiata, quindi è diviso in due metà uguali.
La caratteristica peculiare è appunto quella di avere i morfo tipi. Hanno una differenzazione in
tessuti e formano una struttura diblastica, quindi i due strati di tessuto che formano il corpo
derivano da due foglietti embrionale che sono l’ectoderma e l’endoderma. Presentano un intestino
(celenteron), vengono chiamati cnidari perché sono presenti delle cnidocisti che sono orticanti e
sono in grado di predare e paralizzare anche organismi più grandi di loro. Non è presente un
apparato circolatorio. La riproduzione sessuale avviene per gemmazione o strobilazione, la
riproduzione asessuata avviene tramite zigoti e gameti. Le meduse vanno a costituire la maggior
parte dei plancton.
Il polipo ha un corpo colonnare che aderisce al substrato per mezzo di un disco pedale e all’apice
troviamo un disco orale in cui è presenta la bocca che è circondata da una serie di tentacoli. Gli
strati di tessuto sono l’epidermide (esterno) e il gastroderma (interno), tra i due strati vi è la
mesoglea che è uno strato interposto, nella medusa è presente in grande quantità perché deve
galleggiare. La bocca immette nella cavità gastrovascolare che è a fondo cieco.
La medusa ha un corpo a forma di ombrella con una parte superiore chiamata esombrella, e una
parte inferiore concava chiamata subombrella, sul subombrella troviamo una bocca e un manubrio
che porta al centro la bocca, con tentacoli che si trovano verso il margine. La bocca immette in uno
stomaco che porta a dei canali radiali che nelle meduse più semplici sono quattro, che poi
confluiscono in un canale anulare, l’apparato digerente è continuo dalla bocca ai tentacoli. I polipi
hanno delle capacità contrattili che derivano da miofilamenti (filamenti contrattili) che sono in
grado di funzionare come muscolatura circolare e longitudinale, esse fungono da scheletro
idrostatico.
Le quattro classi sono:
• Idrozoi: in cui polipo e medusa sono ugualmente rappresentati, i polipi di solito in questa
classe sono coloniali, nel ciclo di questi polipi c’è anche la medusa di piccole dimensioni che
presentano il velum, un velo che chiude parzialmente l’ombrella e vengono chiamate meduse
craspedote. L’idra non ha uno stato medusoide, è l’unico individuo che ha a suo carico riproduzione
sessuata e asessuata, essi producono le gonadi sulla porzione ectodermica che poi verranno
fecondati. Quando vi sono pericoli di essicamento o congelazione compaiono i gameti. Vi sono
polipi chiamato Gastrozoidi che sono adibiti all’alimentazione, dattilozoidi che sono adibiti alla
difese, o i gonozoidi all’interno dei quali sono adibiti alla riproduzione. SI parla quindi di colonie
polimorfiche che presentano diverse specie con diverse funzioni. Le colonie tecate sono colonie con
un rivestimento esterno che funziona de esoscheltro che ricopre tutto il corpo del polipo, detto
perisarco. Le meduse con le loro gonadi producono spermatozoi e uova, da cui si forma l’uovo da
cui si forma una larva chiamata Planula, che quando finisce il suo vitello si pianta al terreno e
diventa polipo. All’interno dei gonozoidi, per gemmazione, si formano le cellule medusoidi, che
diventeranno meduse. Tra gli idrozoi troviamo la specie Obelia, Millepora che è un genere noto
come corallo di fuoco (estremamente orticante), Hydra viridis, Tubularia che è un rappresentante
delle colonie di Atecati, quindi non presenta il rivestimento esterno.
• Scifozoi: la medusa viene rappresentata molto di più, come la specie Physalia vi è un polipo
primario che ha la funzione di galleggiante con tentacoli lunghissimi. Un altro ordine physophora,
che presenta colonia di polipi e meduse, con meduse modificate per permettono alla colonia di
spostarsi. La velella presenta un polipo prima con una grande bocca centrale. Il polipo degli scifozoi
viene chiamato scifozoma. Il ciclo dello scifozoma parte dalla medusa, una volta che la planula si
posiziona sul substrato forma il scifistoma, poi si sviluppa con la strobilazione che forma delle
gemme che si liberano e diventano efire (giovani meduse). Le meduse degli scifozoi sono grandi e
non hanno velo, hanno una cavità gastrovascolare molto ramificate, dalla bocca si arriva alla
stomaco con quattro cavità che si ramificano, in più il manubri si allunga a formare quattro lunghe
braccia chiamate braccia orali, che vengono usate per la cattura della preda. Un’altra differenza è il
margine dell’ombrella indentato, con organi sensoriali complessi, vengono chiamati ropali, e
tentacoli molto lunghi che partono dal margine dell’ombrello. Le gonadi di formano in prossimità
delle tasche gastrali all’interno dell’endoderma, e hanno un aspetto luminoso che formano un
quadrifoglio. Tra le specie troviamo le Stauromeduse, che sono meduse che hanno un peduncolo
con cui aderiscono alla vegetazione, e restano capovolte. I tentacoli si diramano prima in quattro e
poi in due per ogni tentacolo. Le coronate sono chiamate così perché vi è un solco anulare che
divide le parti, e la parte apicale somiglia ad una corona. Le semestome, come la Pelagia Noctiluta
(si illumina di notte), Aurelia aurita, Cyanaea è estremamente orticante, Chrysaora che forma un
cono con i tentacoli. La medusa più grande al mondo è la Nemopilema nomurai. Rhizostoma pulmo
che ha delle braccia tubulari, esse hanno perso le cnidociti e sono innocue. Cassiopea con un
ombrello che presenta una gobba sulla corona.
• Cubozoi: che sono meduse cubiche, hanno un aspetto cubico, i tentacoli si ergono dai
quattro angoli e hanno delle strutture inspessite chiamate pedagli. Il pedaglio può portare massimo
cinque tentacoli. Il polipo esiste ma è molto piccolo. Charybdaea marsupialis è una struttura molto
orticante, Chironex fleckeri è una medusa mortale e contiene una cardio tossina che si attiva in
pochi secondi.
• Antozoi: che presentano solo la fase polipoide. Come riferimento viene presa un attinia,
presenta il disco pedale grazie al quale si muove che spesso si lacera e dai frammenti si formano
nuovi individui. Nei polipi degli antozoi compare il primo faringe del regno animale, l’ectoderma in
pratica di introflette a livello della cavità gastrovascolare, troviamo inoltre docce cigliate che
portano le sostanze all’interno, sifonoglifi, o le portano fuori quando devono essere espulse. Le
acontie sono filamenti che vengono estratti per catturare prede e immobilizzarle. Esse di originano
dal cordone dei setti mesotermici. Gli antozoi si dividono in due sottoclassi, gli Octocoralli perché
hanno un numero fisso di otto tentacoli anche pennati, e otto setti mesenteri, gli Exacoralli hanno
sei o multiplo di sei tentacoli non pennati e sei o multiplo di sei mesenteri. Tra gli octocoralli vi
sono gli Stoloniferi costituiti da strati di scheletro di polipi già morti e presentano polipi vivi sono
sulla superficie. I gorgonacei a cui appartengono i coralli a ventaglio oppure sono anche i coralli a
frusta (o a candelabro), i polipi sono esterni e all’interno di ogni ramo vi è uno scheletro asside
formato da una proteina che prende il nome di Gorgonina, nella mesoglea vi sono degli scleriti che
possono essere numerosi o compattati oppure non si attaccano, lo scheletro quindi è intorno. Nel
corallo rosso gli scleriti sono di carbonato di calcio che si compattano per formare lo scheletro
intorno. I pennatulacei, vi è la pennatula rosea, il polipo primario presenta dei rami su cui sono
presenti polipi secondari, di notte si illuminano. Gli alcionacei sono coralli molli, perché gli scleriti
non si compattano e lasciano flessibilità al corpo. Il corallo azzurro (heliopora coerulea). I
rappresentanti degli esocoralli sono l’actinia equina, calliactis parasitica ha il corpo alto e tentacoli
radi, ha la tendenza di vivere sulle conchiglie di molluschi che vengono abitate a loro volta dai
paguri. Tra i madreporari abbiamo il genere di Acropora che può essere una colonia, il fungia è un
polipo solitario, in questo caso lo scheletro è esterno

Per descrivere l’anatomia del polipo si prende come riferimento l’idra (idrozoi), che è uno dei più
semplici.
Negli idrozoi la mesoglea è acellulare. Uno cnidario ha sei tipi cellulari, organizzati in epidermide e
gastroderma. Nell’epidermide abbiamo delle cellule colonnari che sono le cellule epitelio
muscolari, che hanno una funzione di ricopertura, protezione e muscolare grazie ai miofilamenti.
Troviamo gli cnidociti che contengono le cnidocisti, inoltre vi sono cellule interposte che sono
cellule interstiziali, che sono cellule staminali quindi in grado di differenziarsi . Una volta che le
cnidocisti vengono scaricate devono formarsi nuove cellule per poterle ricaricare. Troviamo anche
cellule sensoriale, che formano un sistema nervoso a rete diffusa, l’impulso viene diffuso in tutto il
corpo. Nel gastroderma abbiamo sempre cellule epiteliali che hanno degli inclusi, ovvero vescicole
che contengono enzimi che vengono riversati nella cavità gastrovascolare per digerire, vengono
chiamate cellule muscolo-nutritive. Queste cellule hanno alla base dei filamenti contrattili che sono
disposti perpendicolarmente all’asse longitudinale del corpo. Le ultime cellule sono le cellule
ghiandolari che producono un secreto che serve per proteggere le cellule dagli enzimi ma anche per
attaccare le particelle alimentari. Le cellule muscolo-nutritive presentano ciglia per muovere l’acqua
nella cavità gastrovascolare.
Le cnidocisti è una cisti contenuta all’interno di una cellula che prende il nome di cnidocita.
All’interno della cellula troviamo una capsula che contiene la sostanza orticante. All’apice della
cellula vi è un cnidociglio che quando viene toccato fa in modo che la capsula chitinosa sporga dalla
cellula, così quando andrà a toccare l’individuo lo immbilizzarà.
Una volta che la cnidociste viene scaricata le cellula degenera, per questo bisogna formarne altre.
Questi organismi in alcuni casi presentano cnidocisti così velenose, e un veleno così potente che
può provocare gravi danni.
Più della metà della specie degli cnidari hanno cicli metagenetici, ovvero che nel ciclo vitale
abbiamo due fasi riproduttive che sono sessuate e asessuate. Quella sessuata è a carico della
medusa, quella asessuata è a carico del polipo.
 PLATELMINTI
Primi organismi a simmetria bilaterale, compare il mesoderma. I platelminti non hanno cavità del
corpo e quindi sono ACELOMATI, al loro interno hanno un tessuto di rivestimento. Il corpo è
formato da tre foglietti (ectoderma, endoderma e mesoderma) qui compare una vera muscolatura.
L’intestino è incompleto, inizia con la bocca ma non ha l’ano. Con la simmetria bilaterale compare
la cefalizzazione. Compare il capo dove abbiamo il sistema nervoso centrale (cervello) dal quali si
dipartono due cordoni. Non hanno sistema respiratorio e circolatorio. Come appartato escretore
abbiamo i protonefridi. La riproduzione può essere asessuale con la scissione ma anche sessuale e
possono essere ermafroditi. I platelminti a vita libera vivono in acqua dolce. Gli altri sono tutti
parassiti. L’intestino non è cavità del corpo. Le cavità del corpo sono celoma e pseudoceloma.
Abbiamo tre classi: turbellaria, trematodi e cestodi.

- Trematodi
Appartengono a questa classe i POLICADI, i RADOCELI (intestino senza ramificazioni cioè
sacciformi) e i TRICLODI (planarie, sono sia di acqua dolce che salata, ha un intestino a tre rami).
Sono parassiti sia endo che ectoparassiti. Sono organi d’attacco perché hanno delle ventose.
Possono avere ospiti:
- i monogenea hanno un solo ospite, sono i più antichi li troviamo nei pesci
- i digenea hanno più ospiti parassiti di animali e umani hanno due ventose una anteriore e
una posteriore.
Nei trematodi abbiamo un’eccezione che sono i SCHISTOSOMA, i JAPONICUM e i
HEMATOBIUM (vive nelle vene della vescica) ovvero che maschi e femmine vivono insieme.
Caratteristiche:
1) Essi perdono la ciliatura, l’epitelio degenera e hanno un nuovo strato esterno ‘neoderma’.
2) Hanno delle ventose adesive concentrate nella parte posteriore nei monogenei, mentre nei
digenei le ventose sono solo due.
3) Intestino cieco, molto semplice non ramificato ha solo due prolungamenti (biforcato).
4) Protonefridi
5) Sistema nervoso molto semplice perché hanno poca relazione con l’esterno. Hanno un
cervello molto piccolo, ma provvisti di organi tattili e chimici perché quando diventano grandi non
hanno occhi.
6) Riproduzione interna quindi presenza di vie genitali come gonadi e gonadotti (via tra gonadi
ed esterno). Gli ermafroditi cambiano forma da specie a specie. Le uova sono esclusivamente
esolecitiche.
I monogenei sono molto piccoli e sono ectoparassiti di pasci e anfibi, hanno una riproduzione
sessuale e sono ermafroditi. Hanno uno sviluppo indiretto. Li troviamo in acque sia dolci che salate.
La larva libera è ciliata quando trova l’ospite perde la ciglia. La forma larvale dei monogenei ha un
uncino utilizzato per attaccarsi ad altri organismi.
I digenei sono più importanti per l’uomo. La forma ciliata è chiamata MIRACIDIO utilizzata per
trovare in acqua l’ospite che molto spesso è un mollusco perché è facilmente perforabile. Una volta
che entra nel mollusco si trasforma perché perde le ciglia. Quando si forma la larva i digenei escono
dall’ospite. L’ultima forma dello sviluppo è la cercaria. Una volta uscito di scena il primo ospite si
trova il secondo ospite e avviene quando la larva è cresciuta. Gli sporocisti hanno delle cellule
totipotenti che generano asessualmente altre larve uguali ad esse o dello stadio successivo. Esempio
di questa classe è il PARAGONIMUS ha i polmoni rispetto agli altri tipi, formato da due rami che
partono dall’intestino e da due ventose.

Schistosoma: è un parassita che fa eccezione per quanto riguarda la riproduzione perché vi è un


maschio e una femmina che vivono insieme. E’ un parassita umano.
- Turbellari

Caratteristiche:
1) Epidermide ciliato.
2) Hanno dei rabditi che vengono prodotte dalle cellule dell’epidermide che vengono utilizzati
per la difesa o l’offesa.
3) Hanno l’intestino incompleto semplice o ramificato.
4) Protonefridi
5) Sistema nervoso costituito da ganglio e due cordoni longitudinali.
6) Complesso sistema di riproduzione, l’apparato riproduttore femminile o ha solo le ovaie o ha
sia le ovaie che vitellario. Quando c’è solo l’ovario le uova producono da solo il vitello(endocitiche)
se ha entrambe le cose sono esocitiche.
7) Lo sviluppo è diretto. Abbiamo lo sviluppo indiretto solo nei POLICLADI (larva di muller).
8) Non hanno apparato di respirazione perché sono organismi molto piatti.
Nel mesoderma ci sono delle ghiandole che producono muco e ghiandole che producono rabditi. La
lamina basale da sostegno al corpo. Abbiamo diversi tipi di faringe, si parte da una faringe non
estroflessibile ad una molto muscolarizzata. Si riproducono in modo asessuale per scissione binaria
trasversale e il piano di scissione avviene poco sotto il faringe e le parti mancanti vengono
rigenerate. Le parti grandi rigenerano le parti piccole mentre è più difficile effettuare il contrario. In
alcune specie cioè CATENUDILI e MACROSCOMIDI le cellule figli definite zoiti rimangono
attaccati al genitore fino a quando non sono grandi. Le specie solo con le ovaie vengono
raggruppate sotto il nome ARCOFORA. Mentre le specie che hanno sia le ovaie che il vitellario
sono raggruppate sotto il nome di NEOFORA.

- Cestodi:
solo endoparassiti in genere intestinali.
Caratteristiche:
1) Hanno un aspetto nastriforme ma molto lunghi con un estremità diversa che funziona come
attacco per gli altri organismi.
2) Hanno una corona di uncino che assicura l’attacco dell’ospite alla sacca intestinale.
3) Lo scolice rappresenta il capo e porta gli organi adesivi quindi il punto d’attacco, è formato
da 4 ventose e anche, ma non sempre un collare di uncini (rastrello). Un altro caso è che lo scolice
ha due ventose presente solo nei BOTRIO CEFALO. Dietro lo scolice c’è il collo utilizzato per la
riproduzione asessuata con la strobilazione.
4) I proglottidi formano il corpo dei cestoni.
5) Hanno un guscio all’esterno.
6) Nell’adulto non ci sono ciglia.
7) Non hanno l’intestino perché è regredito e quindi non ha una bocca, si nutre tramite
assorbimento dalle pareti del corpo essendo molto lungo. Mantiene molti apparati come il sistema
nervoso anche se è ridotto.
8) Come tutti i trematodi è ermafrodito, presenta un apparato maschile e uno femminile per
ogni proglottide, ma presenta un apparato maschile ripetuto. Ermafrodito protenantico non si può
autofecondare in quanto si sviluppano prima le parti maschile e poi le parti femminili.
9) Lo sviluppo è indiretto quindi prevede 1 o 2 stadi larvali in due ospiti vertebrati.
I CICLOFILIDEA sono le TENIE. Le TENIE più famose sono:
- Verme solitario. Vive nell’intestino umano chiamato così perché spesso ce n’è solo uno,
produce delle sostanze che impediscono la nascita di altri individui. Essendo da solo avviene
l’autofecondazione poiché si ripiega su se stesso e avviene una fecondazione mettendo in
contatto le proglottidi maschili e femminili.
- Tenia saginata è più grande e ha uno scolice senza uncini.
NEMATODI
I nematodi hanno pseudoceloma. Negli pseudocelomati la muscolatura è per lo più esterna e
l’intestino non ha movimento. Per i celomati lo troviamo sia sotto il mesoderma che vicino
l’intestino. I nematodi sono chiamati vermi cilindrici per il loro aspetto, sono anche pseudocelomata
e sono composti da liquido. Sono circondati da cuticole. La cuticola e la cavità interna vanno a
formare lo scheletro. Sia i maschi che le femmine presentano l’ano nella parte posteriore. Hanno un
movimento sinusoidale. L’epidermide è molto sottile ma in alcuni spazi si sporge verso l’interno.
Hanno una muscolatura longitudinale che permette all’animale di flettersi, due ventrali e due dorsali
e quindi o flette i due ventrali o i due dorsali. Non possedendo la muscolatura antagonista tornano
alla forma principale grazie allo scheletro idraulico rappresentato dalla cavità interna. LO
PSEUDOCELO è UNA CAVITA’ CHIUSA. Le forme libere vivono in acqua dolce e molti sono
parassiti interni perché non hanno sistemi per attaccarsi all’esterno. Le femmine sono più grandi e
le troviamo negli intestini, le uova prodotte vengono cacciate tramite le feci. Le uova si sviluppano
all’interno del guscio dando origine ad una prima forma di larva, gli stati larvali in totale sono
quattro. La prima forma larvale è nel guscio dell’uovo e il ciclo continua se viene ingerito da
qualcuno come l’uomo. Quando l’uovo arriva nello stomaco il guscio si apre ma la larva non è
adulta e si deve sviluppare. Da questo punto in poi attraversa la parete dell’intestino e grazie alla
vene arriva ai polmoni, dai polmoni tramite le vie aeree raggiungono la faringe. Alla seconda
entrata nell’intestino la larva ha effettuato tutte le fasi dello sviluppo e può colonizzare l’intestino. Il
verme dei bambini è chiamato OXYURUS ed è molto piccolo. In questo caso la mamma non
produce uova ma direttamente larve, avviene di notte quindi la madre si sposta verso l’intestino e
può provocare prurito. La fecondazione è interna. Hanno sia forme libere che parassiti.
- PSEUDOCELOMATI sono bilaterali non metamerici. Epidermide è in condizioni sinciziali
(insieme di cellule con citoplasma in comune) e presenta dei fasci muscolari questo permette una
contrazione migliore. Hanno un intestino completo. Sono a sessi separati e i sistemi riproduttori
sono per lo più semplici. Quasi tutti anche se non sono imparentati hanno un certo numero di cellule
che da quel momento in poi le cellule non si riproducono più e quindi il numero di cellule è fisso.
Esempi di pseudocelomati sono i ROTIFERI.
ROTIFERI
Sono rivestiti da cuticola. Sono animali a sessi separati e tendenti a partenogenesi. I rotiferi c’è la
possibilità di disidratarsi come in pochi altri animale, quando succede l’animale. Questi animali
sono importanti anche come cibo per le prime forme di larve dei pesci. I rotiferi sono divisi in tre
classi:
1) SEISONIDEA vivono in acqua e sono formati da solo due specie e hanno sia maschi che
femmine.
2) MONOGONONTA
3) BDELLOIDEA avviene la partenogenesi e non sono conosciuti maschi. Sono costituiti da
450 specie e vivono in acqua dolce.
ANCYLOSTEMA
È sempre un parassita situato nell’intestino e si lega al lume intestinale. Le uova escono con le feci
ma prevedono uno sviluppo all’ambiente esterno, ci vuole una certa temperatura, al buio e un certo
tasso di umidità.
FILARIE
Sono molte note come parassiti dei cani sono molto filiformi quindi sottili e molto lunghi. Il ciclo
prevede il passaggio di due ospiti senza però uscire all’esterno. Gli stadi larvali si sviluppano in un
insetto.
TRICHINELLA ASPIRALE
Vive nell’uomo ma anche in animali carnivori. Le femmine dopo la fecondazione attraversano la
parete intestinale e vanno nei muscoli dove depositano le larve.
ANELLIDI

Gli anellidi hanno un celoma quindi sono tappezzati dal mesoderma. Ci sono diversi gruppi di
anellidi circa 17.000 specie. Hanno una simmetria bilaterale. Gli anellidi sono costruiti a segmenti
(metameri) la differenza è che il metamero è riferito alla maggior parte degli organi del mesoderma
quindi muscolatura e molti apparati. Mentre la segmentazione è una caratteristica superficiale. Tra i
metameri il primo e l’ultimo sono diversi dagli altri. Il primo segmento del corpo dell’animale è il
PROSTOMIO che è un segmento che procede la bocca. L’ultimo è definito PIGIDIO, questi non
hanno appendici cioè solo il primo e ultimo. I policheti sono animali liberi in mare che significa
molte setole, in quanto hanno molte setole sul lato destro che sinistro portati dai parapodi che
vengono utilizzati per la locomozione. Tutti gli anellidi hanno un sistema circolatorio chiuso (solo
vasi) hanno dei metanefridi cioè organi escretori perché sono più complessi. I metanefridi non
iniziano con una cellula a fiamma ma con un imbuto e sono presenti in ogni metamero (2 per
ognuno). Gli anellidi sono liberi e il sistema nervoso è sviluppato, la cefalizzazione è più marcata
quindi i gangli (2) celebroidi disposti dorsalmente nel capo sono molto sviluppato da dove si
dipartono due cordoni che si estendono nel corpo in modo ventrale. Alcune volte ci sono degli
assoni giganti che sono dei sistemi di miglioramento per il sistema nervoso. La riproduzione
asessuale non c’è e nemmeno nei rotiferi, nei policheti sì. La riproduzione sessuale c’è e sono a
sessi separati ma sono presenti anche ermafroditi. Lo sviluppo è spirale prevede la formazione di
larve alcune volte quindi è indiretto, 1 o 2 larve che a differenza degli adulti che sono sul fondo
dell’acqua le larve sono ciliate si muovono questo per gli anellidi acquatici. Mentre per quelli che
vivono sulla terra lo sviluppo è diretto. Quindi sono animali liberi che hanno colonizzato tutti gli
ambienti. Negli anellidi c’è l’emoglobina. I policheti hanno grandi estensioni e sono molli che
hanno un ciuffo di setole e le setole cambiano di forma da specie a specie. La forma del corpo inizia
con un capo che non ha appendici poi tutto il corpo pieno di appendici e la parte finale è senza
appendici. L’epitochia sono modificazioni morfologicali del corpo soprattutto nelle parti delle
gonadi. Al momento della riproduzione sia femmina che maschio modifica le parti che contiene le
gonadi o tutta la parte o solo la finale mentre il resto del corpo dove non ci sono le gonadi rimane
uguali. La parte che contiene le gonadi è più piccola rispetto al resto del corpo. Questi animali in
alcune fasi lunari salgono in superficie grazie a queste parti fertili e si incontrano con gli altri
animali come loro e si ha lo scambio di gameti.
1) I POLICHETI sono circa 13.000 specie. La locomozione avviene tramite i parapodi. Sono
animali molto attivi, hanno dei tentacoli sede dei chemio e tattili recettori ma possono avere anche
degli occhi e quindi l’animale vive in zone illuminate. I policheti che si muovono sono detti
ERRANTI la metameria può essere etamerica ovvero che sono diversi da zona a zona del corpo o
omonoma che sono uguali. Sono a sessi separati e lo sviluppo è indiretto. I policheti che vivono
nell’acqua sono filtratori. Possono essere anche trasparenti perché hanno molto acqua al loro interno
e vivono nella colonna d’acqua (TOMOPTERI). Alcuni policheti sedentari non hanno appendici ma
scavano gallerie come ad esempio le ARENICOLE che scava le gallerie ad U dove vive che crea un
flusso d’acqua per ottimizzare la respirazione nella sabbia sui fondi del mare od oceano. L’arenicola
si nutre di sedimento e si nutre delle parti organiche e caccia il sedimento. La riproduzione può
essere anche asessuale per scissione quindi si divide a metà e rigenera le parti mancanti, a volte c’è
anche la strobilazione ovvero divisione multipla, questa riproduzione interessa la zona caudale. Per
quanto riguarda la riproduzione sessuale è esterna, ci sono diversi modi di comunicare per far avveri
la riproduzione. Il risultato della fecondazione è una larva autonoma circondata da ciglia che
consente il movimento nella colonna d’acqua. Gli ordini all’interno dei policheti sono 25 quelli più
importanti sono i:
a) FOLLODOCIDA questi comprendono gli alciopa, tomopteri e afroditi.
b) CAPITELLIDI
c) SABELLIDI
d) ARCHIANELLIDI sono primitivi perché vivono in ambiente interstiziali tra i granelli di
sabbia.
2) I CLITELLATI comprende i:
- Oligocheti è il lombrico ha un clitello che lo presenta solo quando è maturo sessualmente.
Hanno delle setole ma poche e non ci sono parapadi. La muscolatura è sviluppata ed è a strati
circolare e longitudinali che sono antagonisti tra loro e regolano la pressione dell’acqua interna
(scheletro idraulico usato anche per lo spostamento). Durante il movimento peristaltico le setole
vengono utilizzate per far muovere l’animale attaccandosi alla parete del corpo. Non sono mobili,
sono formati da capo dove ha dei fotorecettori. I metameri sono tutti uguali. Possono essere
ermafroditi in relazione al fatto che si muovono meno e la fecondazione diventa interna ma a volte
anche in acqua rimane interna. L’apparato riproduttore si è ridotto rispetto ai policheti qui abbiamo
solo 2 testicoli e 2 ovari e si trova nella zona interiore dell’animale. Sono ermafroditi ma non sono
sufficienti in quanto l’apparato maschile matura prima di quello femminile. Il clitello è una fascia
ghiandolare che avvolge alcune metameri durante la riproduzione tramite la secrezione si uniscono
questi due animali che formano una camera dura così da permettere lo scambio di spermatozoi da
una camera all’altra, una volta avvenuta la fecondazione i due animali si dividono di nuovo gli
spermatozoi li troviamo nel ricettacolo seminale fino a quando entrambi gli organi non sono maturi.
Lo scambio di gameti avviene tramite movimento peristaltico che fa avvicinare i gameti tra di loro e
qui avviene la fecondazione. La fecondazione produce bozzoli quindi lo sviluppo è diretto. Un
oligocheta acquatico è il TUBIFLEX (respirazione cutanea).
- Hirudinei sono molto meno numerosi che forse derivano dai policheti. Anche questa classe
presenta un clitello. Sono più modificati hanno un corpo largo ma appiattito con due ventose che
nascono come strumento di attacco e spostamento. Vivono in acqua dove le correnti sono forti. La
locomozione è definita COMPASSO. I metameri sono tutti uguali ma nelle sanguisughe hanno solo
33 metameri. Il celoma è molto ridotto quindi non c’è movimento peristaltico e si muovono con la
muscolatura che è molto sviluppato. Anche gli Hirudinei sono ermafroditi. Le ventose sono diverse
quella anteriore ha la bocca ed è più piccola, mentre quella posteriore non ha buchi ed è più grande
quindi utilizzato prevalentemente per l’attacco. Le sanguisughe quando si nutrono effettuano un
pranzo molto abbondante e poi digeriscono molto lentamente. All’interno della bocca ci possono
essere delle mandibole cioè strutture taglienti utilizzati soprattutto dalle forme parassite per entrare
nell’ospite, nella saliva hanno delle ghiandole anticoagulanti e un anestetico locale. Per non
degradare il materiale durante la lunga digestione c’è una flora batterica che appunto non fa
degradare il materiale da digerire.

MOLLUSCHI

I molluschi sono circa 100.000 specie + altre 60.000 fossili. Anche i molluschi sono bilaterali e
schizzo celomati, sono prevalentemente acquatici. Hanno una conchiglia e per questo si muovono in
modo lento o oppure si infossano. BENTICI sono animali che stanno sul fondo. Il mollusco ha una
conchiglia dorsale prodotta dal mantello che rappresenta l’epidermide, un piede ventrale con il
quale si muove. I molluschi che si muovono hanno un capo visibile quelli che non si muovono è
meno visibile. Sul capo è presente la bocca, c’è anche la radula per raschiare le superfici dure. Tutti
i molluschi sono raschiatori. I dentelli sono rivolti all’indietro e quindi buoni per raschiare una volta
consumati vengono sostituiti. Il sistema nervoso è complesso. La respirazione avviene tramite
branchie e si trovano all’estremità posteriore protette della conchiglia. Le branchie sono 2 e sono
complesse dette CTENIDI a forma di piuma. La circolazione è aperta e hanno un emocele. Il
celoma non funziona come scheletro. Gli organi escretori sono di tipo metanefridiali e sono solo
due. Sono a sessi separati ma c’è una piccola parte che è ermafrodita. La larva del mollusco non è
metamerica e formerà la conchiglia. ANFINEURI hanno un sistema nervoso che ha una struttura
molto regolare cervello poco sviluppato e due cordoni connessi tra di loro. CONCHIFERI hanno
una conchiglia a 3 strati più sviluppata. Non sono metamerici, la linea evolutiva dei protostomi sono
nella maggior parte invertebrati, fanno parte i LOFOTROCOZOA che fa riferimento al tronco,
cingolo cigliato che sono animali che presentano a livello larvare delle ciglia (lavorano in mezzo
liquido). Però ci sono protostomi che a differenza LOFOTROCOZOA non hanno ciglia e hanno uno
scheletro rigido con uno scheletro esterno. Avendo uno scheletro esterno inestensibile sono
predisposti a mutare spesso- ECDYSOZOA si muovono tramite esoscheletro ma non hanno ciglia.
1) APLACOFORA portatori di placche, sono molto piccoli e sembrano dei vermi. L’epiderma
è ciliato e non hanno la conchiglia e quindi vivono sotto la sabbia. Nella parete del corpo hanno
delle spicole e una sorta di scheletro utilizzato solo per indurirli. Ventralmente c’è un solco che
corrisponde negli altri molluschi sul lato ventrale al piede. Hanno una bocca e un ano alle estremità.
2) MONOPLACOFORA sono piccoli a livello da cm. Hanno una sola conchiglia viene secreta
a partire da un punto. Hanno un piede grosso che consente loro di farli aderirli anche a fondi duri.
Hanno una bocca con la radula e hanno parecchie branchie. Sono esclusivamente marine.
NEOPILINE hanno ripetizioni di branchie e fasce muscolari.
3) POLIPLACOFORA portatori di molte placche/conchiglie. È formata da 8 conchiglie
articolate tra di loro. Anche loro hanno un grosso piede per aderire a fondi duri. Hanno corpi
leggermente più grandi, la cintura del mantello si ispessisce intorno alla conchiglia e si ha la
ripetizione di alcuni organi. La conchiglia articolata è buona per il movimento ma è svantaggiosa
per proteggersi.
4) SCAFOPODA hanno dimensioni visibili 10cm. La conchiglia ha forma a cono con due
buchi una per ogni estremità. Nell’apertura più grande c’è un piede utilizzato per mantenersi al
terreno però è più piccolo perché rimane fermo sotto la sabbia, lasciano fuori dalla sabbia solo
l’apertura più piccola. Vicino la bocca hanno dei tentacoli molto lunghi utilizzati per trovare cibo
che poi viene portato alla bocca.
5) BIVALVI hanno lo stesso stile di vita degli scafopodi, sono più numerosi. Ci sono specie che
si infossano e altre no. Le dimensioni sono più grandi e arrivano anche a qualche metro. La
conchiglia è doppia, ha tre strati e la componente è sempre carbonato di calcio. Nello strato più
interno il carbonato di calcio è secreto con delle lamelle dando un effetto di rifrazione chiamato
ARAGONITE. Tutta la conchiglia è formata da carbonato di calcio ma secreto a prismi che
aumentano lo spessore. La cavità del mantello è uno spazio che raccoglie i vari dotti di uscita (ano)
ma anche le branchie che sono molto sviluppate che si nutrono grazie alla filtrazione. Hanno due
branchie complesse. Le due valve sono i due lati dell’animale che sono articolare in un punto
chiamato CERNIERA che è il dorso dell’animale. L’intestino è completo, il sistema circolatorio è
aperto e hanno una grossa ghiandola digestiva. Hanno due muscoli che sono importanti per chiudere
le due valve (si aprono senza sforzo). Le due valve possono essere uguali tra di loro ma anche
diverse. Quando le conchiglie sono diverse e hanno un insanatura significa che erano infossatori.
L’organo respiratorio per i bivalvi sono le branchie importanti perché hanno anche il compito di
mangiare. Il movimento di ciglia aiuta il movimento del cibo. Il piedi è piccolo perché viene usato
solo come organo si scavo. Le branchie sono doppie posizionate una destra e una a sinistre e sono
lamellari. Hanno branchie più complesse ma sono migliori per il passaggio di aria e cibo. Il capo
non è ben distinto perché hanno poca interazione con l’ambiente perché vivono sotto il fondale. La
larva dei molluschi è la larva TROCOFORA ovvero porta un anello ciliato che viene utilizzata per
nuotare quindi si muove rispetta all’adulto e può colonizzare altri ambienti. La trocofora ad un certo
punto cambia aspetto e si trasforma in larva che inizia a produrre una conchiglia e prende il nome di
VELIGER. La fecondazione è generalmente esterna però questo implica una comunicazione di
solito chimica tra maschi e femmine in modo tale da sincronizzare l’emissione di gameti da parte di
entrambi. Alcuni bivalvi hanno colonizzato le acque dolci ANODONTA vive sempre sotto il fondo
e scava sempre grazie al piede. La femmina dell’anodonta non emette uova nell’acqua ma
comunque riceve gli spermatozoi e li accumula tra le branchie quindi la fecondazione è interna. Il
veliger di questa specie è diversa in quanto la mamma lancia queste larve fuori tramite le correnti
efferenti e il veliger si attacca. Come sappiamo i bivalvi sono vari e sono diversi tra loro. Qualche
bivalvo meno sedentario è la CAPASANTA.
6) GASTEROPODI sono 40.000 specie. Hanno un grosso piede che utilizzano per muoversi e
questo vuol dire che ha un organo ben distinto e ha degli occhi. La conchiglia o è piano o è spirale.
Anche i gasteropodi hanno la radula. Hanno una peculiarità ovvero la torsione dei visceri. Le
conchiglie sono di varie dimensioni e anche colorate. Ci sono specie velenose e specie che hanno
perso la conchiglia e ci sono specie marine, acqua dolce e terrestre. L’alimentazione avviene grazie
alla radula quindi raschiano. La conchiglia in genere è spiralata che si attorciglia attorno ad un asse
ma c’è un buco da dove esce l’animale quindi la bocca. Se la bocca è a destra l’avvolgimento e
destrorso. Il piede è molto grande e aderisce a tutti gli strati. Sono provvisti di recettori tattili e
chimici. I visceri sono tutti raccolti all’interno della conchiglia, questo spazio prende il nome di
SACCO DEI VISCERI. Il sistema circolatorio è aperto, il cuore ha un atrio e un ventricolo. Il
polmone è di diffusione che è una cavità che si occupa della respirazione e negli animali acquatici
comprende le branchie. La torsione è un fenomeno peculiare di questa classe. Il sistema digerente è
completo. L’apparato digerente è U, tutti gli sbocchi nei gasteropodi odierni sono anteriori. Nei
gasteropodi marini la riproduzione è interna.
- PROSOBRANCHI ha subito la torsione, la conchiglia è colica o spiralizzata. La cavità del
mantello è sul capo. Branchie anteriori.
- OPISTOBRANCHI la cavità del mantello non è più sul capo ma è angolata di 45° sulla
destra. Branchie posteriori.
- POLMONATI questi hanno cambiato organo respiratorio quindi hanno i polmoni. Possono
avere o meno la conchiglia, se la hanno il colore della conchiglia è scuro. Quelli senza conchiglia
come strategia per vivere si nascondono e escono solo quando l’ambiente è saturo di acqua quindi
quando piove. I polmonati hanno parzialmente spostato la cavità del mantello (polmone) si apre sul
lato destro (HELIX). La fecondazione è interna
7) CEFALOPODI è un predatore perché si muove velocemente. La radula viene mantenuta per
mangiare le prede. La conchiglia è unica ma tenda a essere ridotta e nei polipi scompare. Il piede è
ricoperto di ventose 8-10. Sono provvisti di un becco corneo formati da due pezzi utilizzato per
bloccare la preda e spesso è collegato a ghiandole velenifere in modo da paralizzare la preda. Gli
assoni sono giganti in modo da far viaggiare gli impulsi nervosi e sono sprovvisti di MIELINA. La
conchiglia inizialmente era divisa in camere. I cefalopodi occupano solo una camera della
conchiglia l’ULTIMA le altre parto sono piene di gas (azoto). La conchiglia durante la storia dei
cefalopodi si è ridotta fino a sparire. I sessi sono separati, il maschio è più piccolo della femmina e
ha un tentacolo specializzato per la fecondazione. Sul tentacolo ha una specie di cucchiaio che
raccoglie gruppi di spermatozoi per portarli all’interno del mantello della femmina dove ci sono gli
organi femminili, anche se viene utilizzato un intermediario la fecondazione è interna.
ARTROPODI
L’esoscheletro molto spesso è scuro ed è formato da cuticole che formano vari strati è esterno e lo
troviamo sotto la cuticola. Viene utilizzato per proteggersi dalla disidratazione. Gli artropodi hanno
dei peli tattili che attraversano tutta la cuticola senò non possono trasmettere il segnale al sistema
nervoso. L’esoscheletro è articolato avvero zampe articolate(novità) che consentono un movimento
più rapido. Sia le zampe che il corpo sono protetti. L’esoscheletro è articolato in segmenti. I muscoli
sono striati quindi hanno movimenti rapidi. Sono animali molto attivi e hanno cercato di
colonizzare tutti gli ambienti. Gli insetti hanno colonizzato anche gli ambienti aerei. Hanno la
necessità di crescere attraverso mute. Quando l’animale è pronto per cambiare dimensioni
(periodicamente), la nuova cuticola si inizia a formare quando ancora c’è la vecchia. La cuticola
secerna un enzima che stacca la vecchia cuticola dall’epidermide. La cuticola da costruire è
pluristratificata. La vecchia cuticola si rompe da alcune linee predisposte, l’animale dopo aver perso
la muta cresce. Tutto ciò sotto la visione degli ormoni. Le zampe anteriori sono appendici
modificate per l’alimentazione ovvero per digerire, predare e rompere il materiale da mangiare. Il
sistema digerente è completo quindi hanno l’ano e hanno un grosso epatopancreas. La respirazione
delle forme acquatiche hanno le branchie ma la maggior parte sono terrestri e hanno polmoni molto
spesso non hanno un sistema circolatorio. Il sistema circolatorio è aperto quindi il sistema prevede
l’emocele e non prevede vene e vasi. Il sangue che circola EMOLINFA. L’escrezione avviene
tramite i tubuli di malpighiani ovvero organi che sboccano nel retto quindi espellono i cataboliti
insieme alle feci. La riproduzione è essenzialmente sessuale manca la capacità di rigenerarsi. Sono
molto spesso a sessi separati ma ci sono gli ermafroditi. La partenogenesi è molto frequente in
quanto serve per colonizzare velocemente l’ambiente. Inizialmente erano acquatici ora mentre sono
quasi tutti terrestri. Li troviamo anche come parassiti sia endo che ecto. I TRILOBITI sono estinti.
(Queste forme sono chiamati cosi perché sono divisi longitudinalmente in tre settori. Questi animali
cercavano cibo tramite antenne ma anche due occhi composti. Hanno un capo un tronco e una
coda). I philum viventi sono i:
1) CHELICERATI sono marine ma anche terrestri. Caratterizzati da avere i cheliceri dove si
trova la bocca. Non hanno le antenne. Il corpo è diviso in due parti. La prima parte non è un capo
ma qualcosa di più perché ci sono molti segmenti quindi viene definito CEFALOTORACE ovvero
unisce il capo con il torace. Hanno quattro paia di zampe che utilizzano per muoversi e sono
anteriori attaccate al CEFALOTORACE. Davanti alle zampe troviamo i gliceri e subito dopo due
appendici con funzioni varie che sono diversi per ogni gruppo. Gli occhi sono semplici anche se
numerosi.
- Meristomati sono animali marini vivono in zone costiere. Sono di grandi dimensioni 40-
50cm e hanno un copro visto dorsalmente che è coperto da una piastra e da una coda chiamato
TELSON. Hanno gli occhi composti. Si muovono con delle zampe ovvero 4, pedipalpi sono
appendici. Si muovono attivamente hanno delle branchie per respirare. Le femmine sono più grossi
dei maschi e si muovono fuori dall’acqua di notte soprattutto per la riproduzione.
- Xiphosura appartengono gli scorpioni, acari e aranei. Gli scorpioni sono più antichi e ha una
trasformazione delle appendici. L’altra caratteristica è la grande differenza che ha sempre il
cefalotorace ma ha due addome. L’ultima parte del corpo ha un pungiglione. La fecondazione è
interna ma indiretta. Ci sono diversi meccanismi pre accoppiamento. Lo sviluppo è diretto quindi
hanno larve. Respirano sempre aria e sono quasi sempre predatori. Gli scorpioni i cheliceli sono a
forma di chela ma molto piccoli. I pedipalpi sempre a forma di chela ma molto più grandi e
utilizzati per bloccare le prede, tramite i pedipalpi emette anche dei veleni. Hanno occhi semplici
poco visibili. Ventralmente due organi detti pettini che sono sensori chimici ma che dicono anche il
valore dell’umidità quindi utilizzati per orientarsi verso posti più umidi. I ragni hanno un corpo
molto snodato i cheliceli hanno un uncino velenoso e quindi non hanno forma di chela, anche qui
utilizzato per predare. I pedipalpi sono simili alle altre zampe ma nel maschio terminano come una
specie di cucchiaino che viene utilizzato per prendere gli spermatozoi e poi le inseriscono nel poro
vegetale femminile. L’addome non ha appendici ma ci sono delle specie di tubercoli che si vedono
nell’estremità posteriore che producono la seta materiale base per produrre il bozzolo. Hanno un
sistema circolatorio aperto. Gli acari come dotti escretori hanno i tubuli malpighiani. Possono
condurre vita libera sul suolo, acque dolce o mare.
2) UNIRAMIA hanno appendici uniramose cioè semplici. All’interno degli uniramia i sono
molti classi. Sono sia insetti che chilopoda (100 piedi) e diplopoda (1000 piedi) e sono animali che
vivono nel terreno. Hanno zampe uniramose, sono simili ai crostacei. Gli uniramia sono molto
piccoli, hanno un corpo diviso in 2-3 parti. Le zampe sono 6. Gli apparati boccali sono molto vari.
La respirazione è sia cutanea ma abbiamo anche la presenza di branchie se sono più grandi. Sono a
sessi separati e la partenogenesi è frequente. Ci sono sia animali acquatici che come parassiti sia
endo che ecto. Gli occhi sono semplici perché si muovono e cacciano grazie all’olfatto. Visto
ventralmente presentano delle antenne hanno pezzi boccali simili ai crostacei. Hanno anche due
zampe utilizzato per catturare prede e sono velenose quindi alla base di questi uncini ci sono delle
ghiandole velenifere. DIPLOPODA ogni segmento è doppio, nello sviluppo embrionale si fonde
con l’altro e quindi negli adulli hanno tutte le cose a doppi. Sono spazzini e non predatori, sono
animali del terreno e se sono attaccati si rotolano. Gli occhi sono semplici rari quelli composti,
tendono a stare sotto le foglie.
3) CROSTACEI hanno appendici bifide. Hanno mantenuto la vita marina. Hanno forma
piccola che si vede al microscopio. La metameria è eteronoma ovvero i segmenti non sono tutti
uguali. Il TAGMATA significa regione. Le appendici sono BIRAMOSE. L’esoscheletro spesso si
calcarizza. Utilizzano le branchie per respirare. La riproduzione è esterna e lo sviluppo è indiretto,
la larva prende il nome di NAUPLIUS. In un crostaceo tipico si vede bene la distinzione della parte
del corpo, hanno due paia di antenne e hanno anche seconde antenne che sono organi informatori.
Hanno un capo e un addome, le zampe sono più visibili. Più appendici della parte anteriore sono
utilizzate per la funzione boccale. Hanno mandibole, 2 paia di mascelle. Le appendici utilizzati per
muoversi sono nel torace. L’ultimo segmento della serie presenta delle appendici piatte che insieme
al telson che formano il ventaglio utilizzato durante il movimento. Produzione sessuale e ci sono
alcuni casi di partenogenesi.
- Branchiopodi l’esoscheletro è molto sottile. Nuotano e usano le zampe anche per la
respirazione.
- Copepoda hanno lunghe antenne che vengono utilizzate insieme alle zampe per nuotare e
hanno un solo occhio.
- Cirripidi sono animali marini, le larve sono libere e ad un certo punto sceglie un substrato e
si attacca perché l’adulto è fisso, le zampe non sono utilizzate per muoversi ma per muovere l’acqua
utilizzata per la filtrazione.
- Malacostraci hanno un cefalotorace, si muovono con le zampe e sono molto attivi. Hanno
appendici che portano le branchie in posizione posteriore. Decapoda abbiamo sia animali terrestri
che marini. Quelli marini nuotano movendo le zampe che diventano molto lunghe anche le antenne
diventano lunghe.

HEXAPODA

Sono animali terrestri ma anche volatori. Tutto il loro piano strutturale da artropode è stato
modificato per il volo, esoscheletro leggero e hanno le ali. C’è una divisione in tre parti del corpo:
ha un capo con organi di senso come le antenne appendici del primo segmento, hanno occhi sia
semplici che composti (insetti). Il capo ha appendici ventrali modificati per l’alimento quindi
appendici boccali (mandibole, mascelle). Hanno 3 paia di zampa e appartengono al torace. Al torace
segue l’addome. Sia il torace che l’addome hanno le ali. L’addome non hanno appendici o nei
primitivi c’erano organi sensitivi. Il successo degli insetti si deve al grande sviluppo e
modificazione delle appendici. Le ali sono diverse da specie a specie, le ali sono delle pliche
dell’esoscheletro che all’interno hanno dei dotti per la respirazione. Le venature sono più visivi
nelle ali più primitivi. L’apparato boccale è vario perché mangiano di tutto. Abbiamo un apparato
masticale ventralmente e consta di due mandibole e due paia di mascelle negli animali più antichi,
le seconde mascelle si uniscono insieme e formano un labbro. Questo apparato è presente in tutti i
piccoli degli insetti. Negli adulti questi pezzi cambiano e presentano altri organi tipo per succhiare
liquido e avviene quando le mascelle prime si allungano a dismisura. Per le zanzare si allungano
tutti i pezzi boccali. Importanti sono i prolungamenti esterni delle due mascelle che sono strumenti
sensoriali chiamati PALPO. La respirazione avviene tramite trachee che si aprono ventralmente e
quindi non c’è contributo del sistema circolatorio per trasportare gas. Sistema circolatorio
sanguigno aperto. Sistema nervoso con due gangli che si collegano a due cordoni. Tubuli del
malpighi sono gli organi escretore, le troviamo nell’emocele e sfociano dell’intestino. Sull’occhio ci
sono delle setole. La riproduzione è esclusivamente sessuale quindi non rigenerano. Spesso a sessi
separati o con dimorfismi sessuale quindi maschi diversi dalle femmine o colorazione o grandezza.
Lo sviluppo è tramite muta. Le uova fecondate vengono deposte dalla femmina dalla quale si
formano individue che sono molto diversi dall’adulto. Noi distinguiamo due grandi gruppi
-ETEROMETABOLO come gli emitteri (metamorfosi incompleto), qui i primi stadi non hanno ancora
l’abbozzo delle ali.
-OLOMETABOLO (individuo che appena nasce è molto diverso dall’adulto). Le libellule hanno dei
piccoli ovvero ninfe acquatiche. La larva dei lepidotteri è detto bruco poi si sviluppa in pupa dalla
pupa esce un insetto molto diverso dalla larva quindi caratteristiche simili agli adulti.
Comprendono:
- INSETTI il volo viene innescato volontariamente dall’animale. Ci sono muscoli dorso
ventrale che flettono l’inserimento dell’ala. La contrazione o riposo dell’ala fanno appunto muovere
le ali. Hanno un volo molto rapido. Una volta innescato il volo volontariamente poi il volo è
automatico e gli organi mantengono il volo ma però il sistema è molto costoso energeticamente.
- COLEOTTERI hanno un paio di ali che copre l’altro. Volano con il secondo paia di ali. Le
ali principali sono a borsellino.
- FARFALLE le squame colorate sono diverse da specie a specie. Hanno ali grandi e sono due
paia. Sono buoni volatori ma se per contatto e queste squame si tolgono dalle ali non vengono
rigenerate e quindi sono rotte.
- DITTERI hanno due ali, mosche, zanzare, moscerini. Sono le ali anteriori. Le ali posteriori
sono modificate in organi detti bilancieri che sono organi sensoriali utilizzati per informare l’insetto
della loro posizione in volo.
Abbiamo due sottoclassi:
-APTERYGOTA è quella più primitiva ed è formata da insetti che non hanno mai sviluppato ali. Sono
molto piccoli e poco noti.
-PTERYGOTA vivono sul terreno, alcuni proprio al buio. Hanno le ali.
- ODONATA che sono libellule con corpo molto grosso e due grandi ali. I loro stati giovanili
sono sempre grandi e sono acquatici. Hanno occhi composti. Hanno delle trachee in grado di
assorbire l’ossigeno disciolto nell’acqua. Queste branchie negli adulti scompaiono.
- FIMERE vivono in acqua e vivono un giorno o poche ore. Hanno ninfe acquatiche e ci sono
le tracheo-branchie, spesso nascono con sistema digerente incompleto. Gli adulti dopo la
riproduzione muoiono.
- ORTOPTERA sono eterometaboli non ricevano e non emettono suoni. Sono i grilli. Hanno tre
paia di zampe e il terzo è utilizzato per il salto, lunghe antenne e occhi composti. L’appendice finale
è l’ovopositore nelle femmine.
- BLATTOIDEA hanno due paia di ali che non vengono utilizzate per il volo o molto raramente.
Sono onnivori e sono a vita libera.
- ISOPTERI questi hanno un numero molto elevato di maschi e femmine fertili utilizzati come
soldati. I maschi hanno grandi appendici le femmine mandibole piccole. Vivono al buio con una
serie di cunicoli collegati tra di loro. Maschi e femmine hanno le ali che poi dopo la fecondazione le
perdono. Sono polimorfiche.
- ANOPLURI sono parassiti, il piccolo assomiglia l’adulto. L’adulto punge, si ha il pidocchio
dei vestiti e il pidocchio dei capelli. La trasmissione avviene per contatto. Abbiamo la piattola ha sei
zampe mentre le zecche ne hanno 8, hanno il corpo molto segmentato.
- EMITTERI hanno il primo paia di ali spesso colorato utilizzato per proteggere le seconde.
Apparato boccale pungente. Sono liberi e alcuni parassiti terrestri e pochi acquatici. Abbiamo anche
la cicala che è un insetto stridulatore.
- CELEOPTERA è l’ordine dei coleotteri.
- SIFONAPTERA sono le pulci. Hanno sviluppo olometabolo, ha adattamenti al salto, apparato
boccale pungitore sono ectoparassiti. Le ali sono due paia e sono connesse fra loro. Le uova sono
lasciate in dei nidi. Le vespe sono autonome poche sono sociali. Le api sono molto sociali. Il
calabrone è l’unica vespa pericolosa.
Phylum Echinodermata
Sono organismi celomati con una cavità del corpo ridotto e comprendono due phyla che sono
estremamente diversi fra di loro. Gli echinodermi prendono il nome da “pelle spinosa”, è il phylum
essenzialmente marino che comprende 7.000 specie. Hanno una simmetria raggiata secondaria, cioè
l’animale nasce con una simmetria bi-laterale ma cresce con una simmetria raggiata di ordine 5,
ovvero vi sono 5 antimeri (parti) che si ripetono intorno alla parte centrale. Vi sono tre piani
strutturali, tutti quanti hanno spine più o meno sviluppate.
Sono deuterostomi, enterocelomati. Qui il celoma si forma da tasche dell’intestino, da cui si
staccano delle vescicole che poi vanno a formare il celoma.
Vi è uno scheletro, ovvero un endoscheletro, la natura è carbonatica ma ha anche delle
caratteristiche fisiche speciale. Il celoma è molto sviluppato e produce anche dei sistemi di canali,
di uno ovvero il sistema vascolare acquifero, un sistema idraulico che permette il movimento degli
animali. La locomozione è una locomozione lenta. Troviamo anche un sistema emale, la cui
funzione è relativa ad una circolazione ma non è chiarita del tutto, ha una funzione interna.
Questi animali hanno una superficie esterne con un epiderma sottile e la respirazione avviene
attraverso la cute, mentre l’escrezione avviene per diffusione. La circolazione non esiste. Non esiste
un cervello, quindi il sistema nervoso non è sviluppato. La riproduzione è sessuale, a sessi separati.
Nei deuterostomi i primi stadi della segmentazione avviene secondo modello radiale. Lo sviluppo è
diretto quindi abbiamo degli stadi giovanili. La larva è piccola, si muove e nuota, presenta ciglia ed
è appunto il modo che ha la specie per disperdersi.
Hanno capacità di rigenerazione, la parte che si stacca può generare nuovi individui. Un altro
gruppo che ha capacità di rigenerazione sono le Oloturie.
La simmetria pentamera degli adulti è secondaria perché la larva ha una simmetria bilaterale. Nelle
forme estinte di echinodermi avevano simmetrie di numero diverso, ma con numero sempre dispari.
L’esoscheletro presenta carbonato di calcio, ma anche carbonato di magnesio. L’esoscheletro è
estremamente poroso e leggero, perché l’endoscheletro risulta con piccolissimi pori, esso consente
la comunicazione del corpo con l’ambiente esterno. Ogni piccola dell’endoscheletro rappresenta un
unico cristallo di carbonato di calcio. Uno degli aspetti particolari è che viene continuamente eroso
e ricostruito durante la vita dell’animale. Questo consente all’animale di crescere gradualmente.
Lo scheletro ha diversi aspetti nei diversi gruppi di echinodermi, negli echinoidei (ricci) lo scheletro
è una teca globosa con degli aculei piuttosto fragili, e sono formati dalla stessa natura dello
scheletro, funzionano come arma di difesa. La stella o la stella serpentina ha un corpo piatto le cui
braccia sono articolate, si flettono, e consentono all’animale di muoversi e adattarsi al substrato.
Questo è dovuto al fatto che lo scheletro non è rigido ma articolato, può essere ben sviluppato o
molto ridotto.
All’interno della stella di mare c’è un canale ad anelli, e canali radiali che si trovano lungo il
braccio che si suddividono in cinque canali radiali, le ultime terminazioni di questo sistema di
canali sono esterne e si chiamano pedicelli, finiscono in genere con una ventosa, che l’animale
appoggia e quindi si ancora e attraverso la muscolatura si sposta. I pedicelli fuoriescono dal lato
inferiore. C’è una comunicazione del sistema del canale anulare con l’esterno, la madreporite è una
madrepora perforata dello scheletro che mette in comunicazione il sistema di canali con l’ambiente
esterno. Ogni pedicello ha un serbatoio contenente il liquido che quando si contrae lo rilascia.
Il riccio ha un corpo globoso, quindi quello che corrisponde ad un braccio della stella è un settore
del corpo dell’animale, ad andamento meridiano, vi è quindi uno spicchio di superficie esterna
troviamo i pedicelli. Limitati ai settori radiali.
E’ presente un apparato digerente con una bocca rivolta su un substrato, il degerente è completo e
l’ano sbocca dalla parte opposta. Altrettanto in una stella di mare. Nei settori interadiali, che
separano i settori con i pedicelli, ci sono degli organi, come le gonadi che hanno i pori genitali
vicino all’ano. La fecondazione quindi è esterna, i gameti vengono espulsi che poi dovranno
incontrarsi. Ci sono cinque pori genitali interno all’ano. Tutto lo spazio vuoto intorno al ricco è il
celoma. Una caratteristica dei ricci è la lanterna di Aristotile, è un apparato calcareo, formato da
pezzi che vengono mossi tramite muscoli, ed è un sistema che sporge dalla bocca è viene usato
come apparato che raccoglie sostanze nutritive dal substrato.
La forma è a calice, o globosa o piatta. Ci sono diversi subphylum, abbiamo la classe più antica che
è quella dei Crinoidi (gigli di mare), la loro forma è diversa e sono l’unica classe antica rimasta.
Altre classi sono Asteroidea e Ophiruidea che hanno il corpo piatto e sono recenti.

I gigli di mare sono agganciati al substrato grazie alle propagini che hanno nella parte basale. Il loro
corpo è a calice e avrebbero cinque braccia ma in realtà nello sviluppo le dividono almeno in due,
quindi da cinque diventano dieci. Queste braccia vengono agitate continuamente nell’acqua, con le
pinnule (braccia con ramificazioni). Sono filtratori, e hanno un’alimentazione comune e antica. La
bocca e l’ano sono rivolti verso l’alto e quindi l’intestino è a U. Nello spazio interno c’è poco
spazio per gli organi, infatti le gonadi non trovano posto e si trovano sulle braccia, quindi sono
esterne ed emettono i loro gameti esternamente. Le braccia hanno delle ramificazioni a penna che
vengono chiamate pinnule, esse sono fondamentali per l’alimentazione, composte da cellule cigliate
che producono muco. La larva è cigliata e permetterà all’animale di colonizzare anche ambienti
lontani.

Gli Ateroidei, stelle di mare, hanno nella parte inferiore di ogni braccio un solco dove ci sono i
pedicelli, hanno la caratteristica di poter estroflettere lo stomaco, lo stomaco presenta dei diverticoli
intestinali, riescono a rigenerarsi e sono predatori e mobili. Il sistema acquifero all’interno di una
stella di mare ha un’organizzazione a canali radiali, troviamo anche dei ciechi intestinali e le
gonadi, che maturano sempre fra un settore radiale e l’altro nelle stelle appunto si trovano tra un
braccio e l’altro. Qui troviamo dei pori dove le stelle emettono i gameti verso l’altro. Quando sono
mature le gonadi possono trovarsi anche all’interno delle braccia. La madreporite è la piastra che fa
entrare l’acqua di mare nel sistema interno. Le spine alla morte dell’animale si staccano perché sono
attaccate a fasci muscolari, tra una spina e l’altra ci sono delle strutture a pinza, e sono delle
pedicellarie che sono strutture che vengono mosse in continuazione per togliere i corpi estranei
dalla superficie superiore dell’animale. Qualche volta ci sono delle estroflessioni dell’epiderma che
forma delle specie di protuberanze che hanno lo scopo di aumentare la superficie respiratoria.

Le Ophiuroidea sono stelle serpentine, le braccia sono flessibili e più piccole, hanno ridotto i
pedicelli e il sistema acquifero, i pedicelli hanno sviluppato caratteristiche sensoriali. Altre
caratteristiche è che hanno lo stomaco ceco, la bocca si trova al centro della faccia anteriore ma
manca l’ano. Le gonadi hanno delle aperture rivolte verso il basso e il flusso di acqua nelle fessure
coadiuva anche la respirazione che è sempre cutanea. Sono molto mobili ma non sono predatori ma
scavatori o detritivori. Sono molto fragili e le braccia si spezzano facilmente ma non rigenerano.
Sulla faccia superiore si vedono spine che servono alla difesa dell’animale. Il disco centrale
dell’ophiura non presenta buschi perché non ha buco, mentre la parte inferiore è composta da bocca
e dalle gonadi.

Gli Echinoidea sono i più noti, la forma è globosa quindi non ci sono delle braccia ma settori
radiali ad andamento meridiano, vi è una teca scheletrica con piastre rigide legate tra loro, le spine
sono legate a fasci muscolari e spesso le usano per la locomozione. Troviamo anche qui le
pedicellarie. I pedicelli sono lunghi perché devono comunque confrontarsi con le spine. SI
muovono lentamente. Troviamo anche qui la madreporite. Gli echinoidei regolari, hanno spine tutte
della stessa lunghezza, come i Paracentrotus, Diadema. Ci sono anche dei ricci irregolari, in cui lo
scheletro è compresso, in questo caso i settori radiali con l’appiattimento del corpo si dividono in
due metà, una metà rimane nella faccia superiore dell’animale e l’altra faccia viceversa. La
simmetria raggiata si perde e quindi si vede solo una traccia, però l’animale assume una simmetria
bilaterale. In questa divisione i pedicelli sono solo quello che rimangono sulla superficie inferiore
del riccio vengono usati per la locomozione, mentre quello dello strato superiore diventano strutture
sensoriali.
Phylum Chordata
Accoglie animali estremamente diversi fra loro, si tratta di deuterostomi, compare la metameria
nella linea evolutiva dei deuterostomi. Vi è un endoscheletro, di sostegno, e prende il nome di
corda. E’ uno scheletro assile. Il sistema nervoso è dorsale, e il sistema circolatorio è ventrale. Il
sistema nervoso è di tipo tubulare, mentre quello circolatorio è chiuso. Le fessure branchiali sono
delle fessure che mettono in comunicazione il faringe con l’esterno ed hanno una funzione
importante per la respirazione. Il celoma è entrocelico, ed è presenta una coda anale sub-terminale.
Il corpo dei cordati è lungo, è presente una bocca, apparato intestinale completo, ano con una parte
terminale, sistema nervoso dorsale, sistema circolatorio dorsale.

Nell’ambito degli deuterostomi abbiamo un phylum degli Emicordati. Dal punto di vista della
classificazione abbiamo una distinzione in tre sub-phyla, dato da strutturazione corpoea. Urocordati,
cefalocordati e vertebrati. Gli urocordati hanno la corda nella coda da adulti, nello sviluppo
embrionale la corda completa a livello larvale mentre da adulto è solo un prolungamento. I
cefalocordati hanno la corda completa. I vertebrati hanno evoluto la colonna vertebrale che è un
endoscheletro calcareo e ha fatto si che la corda scomparisse. Tutto ciò corrisponde ai tre
subphylum, gli urocordata sono anche chiamati Tunicati.

Gli urocordata sono animali che da adulti sono sessili oppure si muovono nel plancton, fissi al
substrato oppure si fanno trasportare dalle correnti fisiche. Qui la corda è mantenuta soltanto a
livello larvale. La larva di muove attraverso una muscolatura. La metameria si vede bene a livello
della muscolatura soprattutto nella coda che diventa l’organo propulsivo. La larva ad un certo punto
si fissa al substrato e l’adulto compie una metamorfosi, e mantiene l’alimentazione filtratrice. La
bocca si trova verso l’ano, e l’acqua passa attraverso il faringe ed esce attraverso un sifone laterale
dove sboccano anche i prodotti del digerente, questo sifone è l’ano. Sono animali molto semplici da
adulti. Un genere di questi urocordati sono gli Ascidia. Qui non vi è un capo ben distinto perché
l’interazione con l’ambiente è scarsa. Spesso sono ermafroditi, e tendono a vivere in gruppo. Alcune
ascidia hanno la capacità di riprodursi asessualmente, esse riescono a gemmare e a formare colonie
e spesso mettono in comune il sifone cloacale.

Le forme che fanno parte del plancton sono i Thaliacea, è un animale trasparente che si lascia
attraversare dalla luce e tendenzialmente non si scalda. Hanno un corpo cilindrico e una bocca con
un sifone cloacale da cui esce l’acqua. Sono presenti anelli muscolari che stringono il diametro
dell’animale e favoriscono il flusso dell’acqua nell’animale stesso. Vi è una struttura inoltre che
riesce a filtrare che serve anche per la respirazione. I visceri sono tutti posizionati in una piccola
parte. Sono animali ermafroditi e la riproduzione è in alternanza asessuale. La riproduzione Salpa,
comprende una fase in cui un individuo solitario ha la capacità di gemmare e produce individui tutti
uguali e dopo ognuno di questi sarà sessuato e a questo punto si ha la riproduzione sessuale e di
nuovo una riproduzione asessuale, quindi si parla di Metagenesi. Il Pirosoma è una colonia che ha
un aspetto allungato, formano una struttura grande con una bocca all’esterno e il sifone rivolto verso
l’interno.

I Larvaceo mantengono la loro forma larvare anche da adulti e stanno all’interno di un involucro
trasparente dove l’acqua entra ed esce e dove possono filtrare. Se da adulti mantengono la coda vuol
dire che anche l’adulto ha una coda ben evidente.

I Cephalocordata sono i cordati più primitivi, ed è caratteristica anche qui l’alimentazione per
filtrazione, sono animali semplici che hanno la seessa struttura del modello degli urocordata.
Vivono infilati in sedimenti sabbiosi, sporgono dal substrato con la bocca e dalla bocca entra la
corrente d’acqua che poi passa attraverso le strutture branchiali. La muscolatura è organizzata in
metameri, possono muoversi liberamente ma vivono in maniera fissoria. L’Amphyoxus è un tipo di
cefalo cordata, presenta la corda, il sistema nervoso e le fessure branchiali. La storia dei cordati è
una storia di animali filtratori, sessili, che hanno mantenuto a lungo quest’abitudine alimentare ma
che nel passaggio ai vertebrati ha avuto un passaggio importante perché si è rivestito di cartilagine e
tessuto osseo quindi la corda ha perduto la sua funzione ed è scomparsa. I cordati si sono sempre
trovati in mare.
I cordati sono un gruppo monofiletico con una forma ancestrale comune, i vertebrati sono uniti dal
fatto di avere la colonna vertebrale.

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