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Vi piace la Geografia?

Armand Frmond - Carocci Collana ambiente, societ e territorio 1

La G. una scienza che si caratterizza per alcuni tratti fondamentali:


Non esiste g. senza geografi;
La g. non nulla senza una carta;
La superficie della terra non banale. La sua interazione con luomo stata fondamentale per il
percorso evolutivo.
La g. una scienza: molto rigida sotto certi punti di vista.

Si ipotizza una G. durante i primi millenni di origine delluomo: gi presso gli australopitechi (2/3 milioni di anni fa) gli spostamenti di questi ominidi non
erano casuali, ma rispettavano una certa organizzazione e percezione dello spazio

Le grandi migrazioni, che hanno dato origine al


popolamento del pianeta, non sono state casuali
Senso geografico anche riconoscibile presso gli Indios dellAmazzonia
Fra i popoli delle isole dellOceania
Fra gli Inuit

Ma

Il senso geog. si trova anche in un contadino francese o in un americano, non solo una caratteristica dei popoli sperduti.

Sono Astronomi e matematici e i loro calcoli sono sorprendentemente precisi

Tolomeo, p.e., definisce il metodo per rappresentare la Terra su una superficie piana raggiunge livelli che n i romani, n gli scienziati delloccidente Cristiano potranno
superare.
Eratostene calcola la circonferenza della Terra e abbozza una suddivisione in climi.

La geografia medievale stata silenziosa per parecchi secoli Probabilmente perch soffocata dalle credenze della Chiesa Romana

La geografia Cinese non stata pi prolifica solo rari viaggiatori (p.e. Marco Polo) fanno
della geografia argomento dei loro racconti di riflesso.

Solo un imperatore allarga gli orizzonti oltre il vivere quotidiano e fa:

i. misurare la lunghezza della Terra (quadrata), a differenza del cielo (rotondo);


ii. stabilisce confini ;
iii. distingue regioni;
iv. in assoluto uno dei primi geografi, molto piu vicino ai miti e ben prima dei greci.

Monica Chivino _ fraz. Viering. 82 - 11020 - Champdepraz (Ao) _ monica.chivino@me.com


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Si apre un mondo di cui si conosce la configurazione generale, ma tutto da scoprire.

I geografi sono navigatori, cartografi, avventurieri e mercanti che, per molto tempo, non sapranno come definirsi, ma non
vorranno neanche saperlo.

Sono portoghesi, spagnoli, olandesi, inglesi, francesi e tedeschi (molto importanti per le loro carte geografiche) grandi viaggiatori mossi da voglia di conoscenza
disinteressata a volte, a volte da volont di conquista.

Nascono le societ geografiche (la prima quella di Parigi - 1821) Dalla seconda met del XIX secolo, la g. entra nelle universit dei paesi industrializzati (Gran Bret.,
Francia, Germania, stati Uniti ..)

Lantagonismo politico franco-tedesco esaspera lopposizione tra 2 scuole geografiche di orientamento diverso

Viene conferito uno


spazio sempre maggiore alla geografia umana, ossia alla teoria che lo spazio
umano sia determinato da condizioni naturali.
(Chi il geografo?)

Il geografo viaggia.
I viaggi dei geografi dei secoli passati erano lunghi e interminabili, mentre negli ultimi 50 anni le distanze si sono accorciate.

i geografi doggi possono visitare il mondo intero vogliono vedere la realt dal vivo, nonostante abbiano la possibilit di vederla virtualmente

Il loro sogno visitare i posti dove possono dire di essere stati i soli ad andare
Il geografo spesso ha origini contadine;
Il suo lavoro avviene per le vie, a contatto con una materia palpabile, non nelle biblioteche Riunisce in s tradizione e innovazione.

Molti geografi amano i numeri vi sono legati per :


le grandi dimensioni dei fenomeni spaziali oggi i computer rendono molto pi facile lo studio dellabbondanza dei dati e delle loro relazioni
censimenti della popolazione.

La loro formazione umanistica ha avuto una rivoluzione quantitativa dopo gli anni 60/70

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LA CARTA GEOGRAFICA

Matematici impareggiabili, inventarono le coordinate geografiche (longitudine e latitudine) e vi inserirono terre, mari e aree limitrofe.

La carta g. ha subito molte variazioni.


E uno strumento dagli usi molteplici

Notevole sviluppo della cartograf. durante lilluminismo rigore scientifico sempre piu affidabile Si dovettero risolvere problemi come:
la rappresentazione di una superficie sferica su una superficie piana
la rappresentazione dei dislivelli di montagne e mari

E uno STRUMENTO IMPERFETTO perch contemporaneamente una riduzione e una proiezione

E per rispettoso di regole rigorose:


scala Pu quindi essere considerato un modello scientifico appartenente al nostro
patrimonio tecnico e intellettuale
legenda

ATTENZIONE !!!
Negli ultimi decenni linformatica ha trasformato la potenza della cartografia in un modo inimmaginabile fino a 50 anni fa:

Le informazioni da analizzare sono aumentate in maniera esponenziale

ESPLOSIONE CARTOGRAFICA di cui beneficiano tutti, dagli eserciti alle guide turistiche.

Fotografie aeree immagini satellitari

Persino gli atlanti tradizionali sono diventati aggiornabili per riuscire a seguire quanto la geografia cambi velocemente (cd-rom, internet).

- Che cos una carta?

La carta g. non una semplice rappresentazione della realt in s Non ha un valore assoluto
Non sinonimo di pianeta Terra

la rappresentazione che gli uomini si fanno del pianeta Terra e della loro realt
in una certa epoca
in un determinato luogo
con i mezzi di cui dispongono
Le carte sono relative

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E insieme una proiezione e una riduzione entrambe determinate da chi la elabora.

La proiezione deforma: una cosa inevitabile, tranne che per il globo (che si puo usare difficilmente per le sue dimensioni ridotte).

La riduzione delle distanze introduce il concetto di SCALA:

Pi la scala ridotta (1:50.000.000):


pi le deformazioni sono evidenti;
pi ci sono riduzioni alte;
pi i dettagli si perdono;
piu si deve approssimare.

Pi la scala grande (1:25.000):


pi possibile una rappresentazione dettagliata.

La carta: mente, inganna, deforma a danno di chi la utilizza si pu utilizzare a scopo politico, mettendo in evidenza determinate citt o
regioni, piuttosto che altre.

2.3

Il suo carattere tecnico e la precisione crescente che offre, fanno della carta geografica un punto di forza di assoluta importanza chi disegna e decodifica una carta possiede il mondo.

Si pu dire che, nei regimi democratici, la carta g. appartiene a tutti oggi innanzi tutto uno strumento per il marinaio, per il potere militare ed uno strumento politico.

Non un caso che, dallepoca di Napoleone alla seconda guerra mondiale, sono state proprio le grandi potenze europee e gli Stati Uniti a realizzare velocemente una copertura
cartografica.

La traduzione di questo potere oggi si ritrova in un complesso tecnologico di trattamento informatico dei dati (le cartine tradizionali servono solo pi per le guide turistiche).

Questa carta, con precisione dellordine del metro, quasi monopolio esclusivo degli stati Uniti.

La carta concretizza la sovranit assoluta di un potere politico su un territorio, lo precisa e lo consacra assicura lapprovazione di un potere sovrano su uno spazio

La carta lo strumento indispensabile per lorganizzazione del territorio ed uno strumento di divulgazione esplicito e quindi molto pi convincente di un discorso.

La c.g. un forte rivelatore delle disuguaglianze sociali e dei conflitti sociali presenti su un determinato territorio:
Si deve e si pu rappresentare tutto su una carta? loggettivit scientifica e la democrazia richiederebbero la trasparenza, ma a questa si pu opporre la responsabilit politica e morale.

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E quindi un punto di forza politico, militare e tecnico, ma anche sociale la riflessione etica tocca, quindi, anche il mondo della cartografia.

3. COMBINAZIONE GEOGRAFICA

La geografia necessita di un oggetto di studio anche se, per molto tempo, questo non stato il problema principale dei geografi perch a loro bastava scoprire il mondo e ritenevano sufficiente descrivere ed, eventualmente,
spiegare quanto osservato.

Da qualche decina danni si distinguono i geografi fisici dai geografi umani - anche se il geografo non pi solo geografo e basta, ma un esperto di pi discipline combinate tra di loro.
Oggi la combinazione stata sostituita dal sistema che ne superiore in combinazione e in precisione e, soprattutto, in riferimenti teorici.
La nozione di sistema mette in evidenza le relazioni strutturali e dinamiche dei diversi elementi che agiscono sullinsieme dei dati di ordine economico, sociale, culturale, tecnico e politico relativi ad una porzione di spazio e
condizionanti le relazioni di questa con altre porzioni di spazio.
In pratica: la teoria dei sistemi si confronta con la realt geografica molti geografi preferiscono comunque limitarsi a specializzarsi in un singolo settore e non si avventurano nella globalit delle combinazioni.
Ma la ricerca globalizzata quella che non priva loggetto territorile di una parte dei suoi dati, ma che conferisce allo spazio geografico tutto il senso che gli spetta.

3.3 QUATTRO MODELLI

Abbozzo di modelli (modificabili) che tiene conto dellevoluzione e della storia in cui appare evidente lorganizzazione dello spazio :
spazio paleolitico: Lo spazio caratterizzato da una bassissima densit abitativa, i fattori naturali organizzano i territori. Gli uomini si spostano in piccoli gruppi e hanno una densit troppo debole perch possano
operare dei cambiamenti sul territorio anche se devono seguire una logica negli spostamenti, sono gli elementi naturali a dominare lorganizzazione dello spazio. Esistono anche oggi spazi del genere anche se lacculturazione
che agisce sugli uomini che vi abitano tende a ridurli (Polinesia, deserto australiano, pi fitte foreste tropicali e nel freddo nord dellArtico).

spazio contadino: lorganizzazione naturale dello spazio viene trasformata: gli uomini allevano animali, coltivano piante e si insediano in paesi e citt. Lo spazio viene addomesticato come un animale, anche se non
totalmente stravolto. Si conserva, p.e, il ritmo naturale delle stagioni e della produzione di frutti, che per sono modificati dalla mano delluomo e da lui fissati nello spazio. Questo spazio ha riguardato e riguarda ancora vaste
distese del Medio Oriente e dellOriente, una parte dellAfrica e una parte dellEuropa centrale e occidentale. Questa civilt rurale, con la sua organizzazione di spazio, ha caratterizzato anche la Francia e lItalia fino agli anni 50 del
900.

spazio citt/campagna: si ritrova dalla fine del me in maniera sempre pi estesa su tutti i continenti, soprattutto dal XIX^ sec., in particolare in Europa, America del Nord e Giappone. Questo modello obbedisce a 2
logiche con pochi punti in comune: quella dello spazio contadino, che sopravvive, e quello della nuova citt in rapido sviluppo.
La geografia contemporanea nasce quindi dalla combinazione dello spazio rurale e di quello urbano. Lorganizzazione urbana un puro dominio sulla natura.

spazio metropolitano: lo spazio urbano diventa dominante. E dalle megalopoli che si decide lorganizzazione dello spazio circostante: allinterno dello spazio urbano la natura appare in forme residuali opportunamente
controllate.

4. GEOGRAFIA SCIENTIFICA, GEOGRAFIA SENSIBILE


4.1 UNA TRADIZIONE E UN RINNOVAMENTO SCIENTIFICO

Ogni analisi spaziale in geografia umana impregnata di rigore scientifico, cosa che non pu non annoverare la geografia fra le scienze.
Per la cartografia, la geografia considerata una disciplina di punta fin dai suoi esordi, anche se ha orizzonti e obbiettivi che si sono diversificati e allargati nel tempo.

Gli scopi principali allinizio erano dare una forma alla terra e disegnarla, una volta che si iniziato a capire che era rotonda e la si circumnavigata, linteresse si spostato sullesplorazione e sullo studio di ogni singola
parte, tanto che il g. ha iniziato ad accompagnarsi e anche a confondersi con naturalisti, botanici, geologi e oggi anche etnologi e antropologi.

La rivoluzione quantitativa arriva alla met del XX^ sec. un vero rinnovamento scientifico, nato negli Stati Uniti, si ispira dalle scienze pi sviluppate dellepoca (matematica, fisica e poi biologia, filosofia e scienze
sociali).

Alcuni giovani, formatisi durante la liberazione contro il nazifascismo, vogliono capire meglio come gli uomini e le cose sono ripartiti sulla terra e non si accontentano pi solo di descrivere certi fenomeni.

Meriti di questa rivoluzione: non indietreggiare di fronte a nessun interrogativo, nessuna paura di elaborare teorie, nuovo rigore portato dal trattamento matematico che prima era sconosciuto.

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I lavori della geog. quantitativa sono divenuti dei classici: soprattutto grazie alla messa a punto di modelli di diffusione spaziale (cio di modelli che descrivono la diffusione di nuove tecniche agricole, industriali o
terziarie, di migrazioni di popolazioni ecc.) studi che possono avere applicazioni immediate nel marketing o nella sanit pubblica (geografi e medici insieme promuovono p.e. la conoscenza delle aree epidemiologiche -diffusione
dellaids p.e) e che hanno permesso di comprendere la diffusione delle innovazioni agricole p.e.

Importante risultato della riv. quant. la teoria delle localit centrali Questa teoria, che stabilisce unanalogia con la legge di gravitazione universale, ci dice che le citt sono legate tra di loro da un rapporto gerarchico
ed esercitano sullo spazio circostante uninfluenza proporzionale al loro peso demografico ed economico. Linfluenza si applica sia allo spazio circostante sia a quello interno nel caso delle metropoli pi importanti.

4.2 UNA SCIENZA INCERTA

La geografia sicuramente una scienza incerta, sicuramente ben lontana dalle sicurezze rappresentate dalla matematica e dalla fisica.

4.3 LA GEOGRAFIA SENSIBILE

I geografi sono sensibili: alle bellezze del mondo, ai suoi drammi e anche agli uomini. Sono studiosi che utilizzano tutti i loro sensi per cogliere al meglio lo spazio che li circonda.
la geografia una scienza, ma anche sensibile.

PARTE SECONDA
LO SPAZIO VISSUTO

N.B. Gli uomini che vivono in societ modificano il loro territorio (il loro spazio geografico) in base alle esigenze del singolo e della collettivit. Si appropriano uno spazio che diventa loro.
Che cosa sono gli spazi vissuti?
5
GLI SPAZI VISSUTI
5.1 LO SPAZIO VISSUTO

SPAZIO VISSUTO unespressione ricca di significato e cerchiamo di approfondire:

Per trattare gli spazi vissuti bisogna precisare 2 nozioni fondamentali: quella di distanza e quella di spazio

Misurabile TENDENZIALMENTE universalmente in modo oggettivo attraverso il sistema metrico decimale: metri, chilometri ecc.
MA ci sono distanze meno facili da misurare: distanza-tempo, distanza affettiva, che considera l'affetto provato per i luoghi e la conseguente modifica dellimpressione della distanza necessarie per raggiungerli , la
distanza ecologica, la distanza strutturale e sociale ecc.

costruito dagli uomini ed la somma dei luoghi frequentati con regolarit abbiamo uno spazio sociale e uno spazio vissuto.

5.2 VARIAZIONI PERSONALI DELLO SPAZIO VISSUTO


5.2.1 LETA

Lo spazio vissuto evolve con l'et in genere segue quello della vita: si dilata dall'infanzia all'et adulta e poi si diversifica e pu cambiare pi di una volta. Si ritrae, poi, fino alla vecchiaia e torna ad essere un circolo
ridotto fino alla morte.
La vita di oggi amplia in anticipo la conoscenza degli adolescenti e prolunga quella degli anziani.

5.2.2 IL SESSO

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In tutte le societ lo spazio binario SPAZIO DEGLI UOMINI distinzione che continua ad esistere nonostante la societ contemporanea tenda a cancellare le differenze

SPAZIO DELLE DONNE

Il caso pi evidente quello delle societ islamiche dove la diversit di spazi tra i due sessi la regola

Molte societ rifiutano questa segregazione estrema, soprattutto quelle che garantiscono luguaglianza dei diritti

5.2.3 LE CLASSI SOCIALI

Tutte le societ, o quasi, hanno una gerarchia sociale: diversi strati sociali pi o meno antagonisti L'accesso a strati sociali pi o meno estesi varia in funzione dellappartenenza alla classe sociale pi o meno elevata.

Nella nostra societ la ricchezza sia monetaria che culturale lo spazio vissuto un fattore che contribuisce allaccumulo della ricchezza sia monetaria che culturale

5.2.4 LA CULTURA

La cultura aiuta a modellare gli spazi vissuti una stessa regione pu essere caratterizzata dalla sovrapposizione di culture e spazi vissuti molto diversi

Culture diverse percepiscono l'ambiente in maniera diversa il geografo invece percepisce la stessa regione naturale !!!

5.3 IL SOGGETTO E LOGGETTO

Esiste una geografia in s, oggettiva, basata su fondamenti materiali che trascende ciascuno?

Il geografo e anche un uomo, lui a produrre la sua geografia personale senza senso tentare una sintesi tra le due ipotesi, ma si pu cercare di analizzare ci che si costruisce tra l'una e l'altra perch la
geografia racchiude entrambi questi aspetti.

5.3.1 GLI SPAZI DELLA STABILITA

Esistono coerenze tra gli spazi vissuti dagli individui e dai gruppi: intorno a villaggi, piccole citt, porti, capitali, gli uomini hanno fissato il proprio spazio sia a livello individuale, sia collettivo secondo schemi di
riferimento antichi.

5.3.2 GLI SPAZI DELLA MOBILITA

Gli spazi della mobilit sfuggono alle analisi parliamo della maggior parte dei territori metropolizzati contemporanei qui si concretizzano una mobilit e un individualismo che rendono la lettura della
geografia molto pi difficile.

La somma degli spazi vissuti che possono entrare in esame pu rendere i dati indecifrabile. Per questo motivo stato necessario inventare una nuova geografia: il metodo quantitativo stato quello
che riuscito a gestire i grandi numeri.

5.3.3 GLI SPAZI DELLA MARGINALITA

La marginalit comune sia a tutti coloro che non si sono integrati nelle societ contadina, sia a coloro che si integrano male nella grande citt giocano un ruolo di crescente rilievo: parliamo delle folle dei profughi, di chi
emigra per necessit, del grande banditismo internazionale, del narcotraffico e di ogni sorta nuova mafia.

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LABITANTE E IL VIAGGIATORE

6.1 LABITANTE

L'abitante si appropria dello spazio nel quale vive e fa parte di questo spazio, al quale attribuisce un certo valore e associa una certa identit talmente tanto inglobato nello spazio da avere quasi paura di
lasciarlo.

Abitare indica, per, anche una concezione di tempo non solo di spazio: si vive in un certo luogo in un determinato istante si abita il tempo come si abita lo spazio

Vi una continua relazione fra lo spazio oggettivo, della terra addomesticata e delle sovrastrutture, e gli spazi vissuti dagli uomini, quelli dove le relazioni sono continue.

Una certa convivialit trova il suo collante in un'esistenza condivisa su uno stesso territorio il modello contadino preferisce la continuit delle cose non il progresso e l'apertura verso altri orizzonti

L'azione che meglio di altre rientra nell'ottica della durata il culto dei morti gesto che accomuna il modello contadino di qualunque religione sia cimiteri e i luoghi di culto marcano il territorio

Per 3 o 4 millenni i contadini hanno dominato il mondo delle masse pi numerose confinavano gli altri uomini, meno numerosi, ai limiti;
davano prova di notevoli qualit di adattamento all'evoluzione storica

Il modello contadino ha inventato il cavallo, la ruota, la diligenza e utilizzato sia la strada della ferrovia.

Il modello contadino convive per molto tempo con quello della citt lo spazio della citt spesso quello di un agglomerato di villaggi chiamati quartieri

Il modello della geografia contadina non sopravvissuto nel ventesimo secolo: le citt e le metropoli ricche, o povere, dominano oggi nel mondo accanto a ci si manifesta una mobilit umana senza
precedenti che ha prodotto un cambiamento in tutta la geografia .

6.2 LEMIGRANTE E IL VIAGGIATORE


6.2.1 LA MOBILITA DEGLI UOMINI

Mobilit = fattore fondamentale nella geografia della seconda met del ventesimo secolo. Le nuove forme di trasporto accorciano i tempi lintero pianeta accessibile in qualche ora o pochi giorni. Si tratta di
trasporti di massa a prezzi relativamente modesti.
Gli spazi di vita degli abitanti del pianeta sono stati rivoluzionati da tre mezzi di trasporto: lautomobile, il treno e laereo si completano a vicenda, operano operano su canali diversi e si fanno concorrenza.

Utilizzata per uno spazio vicino

Grandi distanze continentali (quello ad alta velocit)

Indispensabile per le relazioni intercontinentali

la possibilit di sfruttare la mobilit non ripartita in maniera uniforme in tutto il mondo: p.e in Italia ce una macchina ogni 1,8 abitanti, in Cina una ogni 369.

La mobilit, inoltre, conferma l'eterogeneit degli spazi e delle motivazioni per muoversi, appunto.

6.2.2 GLI EMIGRANTI


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Spinti dalla ricerca di una vita migliore e di un lavoro necessario a sopravvivere sfida con se stessi (non sempre all'esito positivo).

La storia dell'umanit fatta di grandi migrazioni a partire da quelle che hanno assicurato il popolamento dei 5 continenti Oggi, la facilit di mezzi di trasporto, aiuta la pressione delle migrazioni che non
mai stata cos forte (motivata anche dalla diversit di ricchezza tra i paesi).

Dalla met del ventesimo secolo, dunque, si sono create due grandi frontiere: una separa gli Stati Uniti d'America dal Messico, l'altra oppone l'Europa occidentale e meridionale allAfrica o al Medioriente.

6.2.3 I VIAGGIATORI

Sono mossi spesso solo dal piacere turisti per le brevi distanze sono attratti dal mare (il sole), dalla montagna (la neve), dalla campagna (la natura) e dalla citt (i monumenti);
per le grandi distanze sono attratti dall allontanamento, dai paesaggi non comuni: il sito archeologico in Cina il trekking in Nepal;

6.2.4 I PROFESSIONISTI

Hanno motivazioni ancora diverse, l'aeroporto divenuto uno dei luoghi consueti della loro vita parliamo di professionisti degli affari, delle multinazionali, delle banche, uomini politici piccole o grandi celebrit e
persino professori questi viaggi favoriscono la formazione di nuove coppie internazionali che danno vita ad altro movimento per il ricongiungimento dei parenti o anche solo per divertimento.
Accanto al professionista troviamo il viaggiatore erudita, quello che viaggia evitando il pi possibile il turismo di massa, cercando voli alternativi, percorsi liberi dagli itinerari turistici e ricercando il significativo pi che lo
scontato.

6.3 LABITANTE VIAGGIATORE

Gli uomini si adattano bene ad essere nomadi, sia che vi siano costretti, sia che se lo impongano: noi oggi siamo degli abitanti viaggiatori (e soddisfiamo due pulsioni fondamentali: il radicamento che protegge e la
mobilit che pu permettere di superare i propri problemi).

La maggior parte della popolazione dei paesi sviluppati soggetta ad un'intensa mobilit (spostamenti fra il domicilio e il luogo di lavoro, per svago, per la spesa, per la scuola ).

La mobilit crea una nuova geografia accompagnata, comunque, da esigenze di permanenza e da manifestazioni di radicamento Ne una manifestazione tangibile la casa individuale, circondata dal giardino.

I ragionamenti fatti fin qui si possono trasportare anche alle societ pi sfavorite: anche loro toccate da una mobilit che si esprime in un esodo dalle campagne verso le citt.

Non si pu non sottolineare l'importanza della mobilit nel modellamento del territorio umano.

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I PAESAGGI
7.1 IL PAESAGGIO

Tema essenziale della geografia: il paesaggio E anche l'insieme degli sguardi degli uomini che in lui cercano, e trovano, alcuni punti di riferimento.
Molti geografi classici non hanno dato importanza al paesaggio, ma hanno solo analizzato, in maniera scientifica, le sue strutture.

Ma c' anche chi riconosce una costruzione dello spirito invenzione del paesaggio come per esempio il paesaggio cinese che vede solo l'acqua e la montagna, ma non le valli e le risaie.

Il paesaggio appare in Cina nel decimo secolo, in Europa se ne ritrovano schizzi nella pittura fiorentina circa 5 secoli dopo: sullo sfondo dei personaggi troviamo giardini, colline campi e citt molto simili alla realt.
A partire dal XVIII secolo lo troviamo nei romantici e nel racconto letterario.
Nel ventesimo secolo un interesse per il paesaggio ricompare per lo spazio dato alla questione ambientale e alla qualit della vita.
I geografi hanno apportato e, portano ancora, un contributo alla conoscenza del paesaggio.

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7.2 PAESAGGI DELLA CINA, PAESAGGI DELLEUROPA

La nozione di paesaggio, non a caso, appare nei due continenti e paesi dove il radicamento contadino risulta essere pi evidente e massiccio: la Cina e l'Europa occidentale sull'onda del Quattrocento Fiorentino.
I popoli degli altri continenti non sembrano essersi occupati del paesaggio come se non lo vedessero: non a caso, ancora ai nostri giorni, il senso comune situa il paesaggio di preferenza in un ambiente campestre,
rurale e contadino.

7.2.1 PAESAGGI DELLA CINA

La Cina la pi grande massa contadina del mondo Ricca di paesaggi di una complessit estrema, mosaico di bellezza e fascino.

Alcuni aspetti accomunano da molti secoli i paesaggi cinesi: lo sfruttamento della terra e dell'acqua si attuano, prima di tutto, nelle pianure e nelle valli o sulle colline di facile accesso.

Ma non questo il paesaggio che viene dipinto: i cinesi sono stati maestri della rappresentazione tanto da cancellare quello che vedevano ogni giorno (o perlomeno solo abbozzarlo).

7.2.2 I PAESAGGI DELLEUROPA OCCIDENTALE E CENTRALE

I paesaggi Europa centrale e studiati sotto ogni aspetto in Francia, per esempio, ci sono due tipi diversi di paesaggi rurali con campagne destinate a coltivare cereali da una parte e al pascolo e all'allevamento
dall'altro.
openfieldi (Campi aperti) vaste campagne di campi aperti, con insediamenti raggruppati e foreste ai margini terreni incolti Nord Est
Bocage (campi chiusi) campi delimitati da siepi, con appezzamenti pi piccoli, dalle forme variegate e punteggiate di alberi.

A differenza che in Cina, lesodo dalle campagne ormai alle nostre spalle, tranne che in alcuni paesi dell'Europa dell'Est e, il paesaggio rurale, diventato un patrimonio da preservare la campagna
europea circondata da un'aureola di ambientalismo protettivo ed divenuta turistica e redenziale andando pi o meno in conflitto con lo spazio agricolo.
Il paesaggio una lettura.

7.3 GERUSALEMME, PARIGI, NEW YORK.

Il paesaggio della citt si imposto almeno tanto quanto quello rurale, anche se spesso si pensa che il paesaggio possa essere solo quello campestre.
Lo sviluppo delle citt ha per imposto un paesaggio metropolitano i paesaggi della citt si possono leggere in due modi:

Una citt uno straordinario repertorio di segni La citt un teatro vivente, in cui gli incontri tra gli uomini creano momenti che sono essi stessi un paesaggio

ESEMPI:
GERUSALEMME:
una citt santa, in cui tutti gli edifici evocano religione e storia. La lotta non ha mai risparmiato la citt, in contesa mortale nel nome di un solo Dio. una posta in gioco, perch non pu essere capitale degli uni e
degli altri: ossia un territorio chiamato Palestina da musulmani e cristiani e Israele dagli ebrei. il suo orizzonte quello della spiritualit

PARIGI:
la capitale di uno degli stati pi antichi del mondo. Uno dei pi razionali dal punto di vista della dominazione del territorio della sua gestione e della sua sottomissione.
I vecchi parigini sono ormai rari, i veri parigini sono per lo pi immigrati popolata da una grande eterogeneit di persone, di gruppi, di accenti di colori, di costumi e di odori. il suo orizzonte
quello del potere territoriale
NEW YORK:
la citt che domina il pianeta e lo sa forgiata cos com dallo spirito d'impresa: il suo orizzonte quello della potenza mondiale e tutti i popoli del mondo vi s incontrano.

7.4 I PAESAGGI DELLA BANALITA E DEL DRAMMA

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I paesaggi rurali e quelli della citt non sono sufficienti per ricoprire la totalit dei paesaggi del mondo esistono anche i paesaggi banali della vita quotidiana (quelli delle periferie che circondano le villette), gli
estesissimi spazi rurali del Sud del mondo e la grigia desolazione degli spazi in rovina.
L'abitudine banalizza il paesaggio e a, volte, addirittura lo cancella. Occorre, quindi, la distanza dellintellettuale, del viaggiatore o dell'artista perch si crei il paesaggio.
Il dramma ravviva il paesaggio: si intende il dramma della realt presente dei vari quartieri urbani, soprattutto nelle metropoli del Sud del mondo, che sono destinati alla miseria, alla precariet, allinsalubrit dello spazio
abitato.

7.5 I PAESAGGI SUBLIMI

Questi sono i paesaggi in cui l'ammirazione raggiunge il suo apice: il mare, la montagna, il deserto, la foresta, i poli luoghi geografici per eccellenza, che esercitano un vero fascino su chi vi abita e, soprattutto, sui
visitatori.

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LARTE E LA GEOGRAFIA

Geografia e l'arte hanno relazioni a distanza con tutta la scienza e il realismo di cui pregna la geografia, considerano spesso il sentimento artistico estraneo a quello che fanno, anche se l'arte li tocca.
Nella tesi di un geografo il bello potrebbe diventare sospetto perch manca di rigore .
in questo libro, per, viene sostenuta la posizione in cui si considerano arte e la scienza intimamente connesse alla geografia: sono rapporti complessi da capire.

8.1 LARTE CHE CREA LO SPAZIO


8.1.1 LARCHITETURA

L'architettura creatrice di spazi a cui i geografi non possono non essere sensibili perch contrassegna con uno stile diverso diversi territori pi l'architetto inserisce l'edificio nello spazio urbano pi l'impronta forte.
La citt europea, in particolare, deve molto all accumulo delle forme costruite nel tempo succede spesso di utilizzare lepoca di riferimento principale per designarle: citt romana, citt medievale, citt barocca ecc.
Stati Uniti: larchitettura nasce alla fine del Diciannovesimo secolo quando si impone il grattacielo

Ma non esiste solo l'architettura degli Architetti un nuovo gusto per la semplicit sposta l'attenzione sugli elementi da cui origina la struttura estetica in un paese (una piccola casa di pietra, una colombaia, una siepe),
ma anche su quartieri sorti a margine della societ contemporanea, quartieri poveri del Sud del mondo e bidonvilles.

8.2 LARTE MEDIATRICE

Per comprendere e analizzare il rapporto degli uomini con i luoghi della loro esistenza, la geografia si interessata soprattutto della pittura e del romanzo (da cui ha ricavato lintrospezione personale).

8.2.1 LA PITTURA

Quando sceglie un paesaggio come tema larte diventa rivelatrice della rappresentazione della sensibilit. Un esempio ne sono i pittori impressionisti che volevano cogliere gli elementi pi significativi della societ rurale della
piccola citt ecc.
A volte la pittura crea dei veri e propri luoghi dell arte inseriti spazio reale.

8.2.2 IL ROMANZO

Il romanzo foriero di numerose indicazioni per il geografo: vi si trovano spazi di vita, paesaggi ecc. I problemi sono solo: quali opere leggere e quali autori scegliere.

Un romanzo realista, in realt, non va bene perch il geografo rischia di trovarvi quello che gi sa, ma in una forma meno strutturata.

8.3.1 LA MUSICA

La musica classica di origine europea, universale (anche se sostenuta dalle classi privilegiate) e sono soprattutto gli interessi delle grandi case produtrici a diffondere mezzi per riprodurla e ascoltarla.
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Esistono per mille altre forme di musica nel mondo, anche se non hanno questo valore sociale ed economico. Sono musiche che provengono dal popolo e che sono espressione della creativit umana.

PARTE TERZA
I CAMPI DELLA GEOGRAFIA

La geografia si divide in tanti filoni di ricerca quanti sono i fattori che formano la struttura di una combinazione geografica: si cos consolidata la distinzione fra geografia fisica e geografia umana.

Che sono ulteriormente suddivise a seconda del desiderio di perfezionare la conoscenza abbiamo la geomorfologia, la biogeografia, lidrologia, la climatologia, loceanografia, la geografia della
popolazione, del turismo, della cultura ecc.

Sono comunque identificabili dei campi di studio principali: la citt, le periferie, il mare e il litorale e la natura (Non si esclude la possibilit di parziali sovrapposizioni delluno con l'altro).

Oggi la citt domina il mondo, pi della met della popolazione vive in citt e quasi tutti gli uomini hanno attivit, oppure conducono una vita, che in relazione con la citt.

Ma le citt ricoprono sono unesigua parte del globo

Al di fuori delle citt, ci sono spazi di minore densit abitativa, ma molto estesi e chiamati periferici in questi spazi grande importanza la ricoprono le campagne perch luoghi dell'attivit agricola.

Sono luoghi densamente abitati che garantiscono l'alimentazione dell'umanit

Il mare e gli oceani ricopro la porzione pi estesa della superficie del pianeta Terra non sono abitati, ma sono il luogo di un intensa e multiforme attivit.
I litorali, luoghi di contatto fra mare e terra: raggruppano citt e spazi molto popolati, spesso in contrasto con i territori poco popolati dell'entroterra.
La Natura oggi si trova allo stesso tempo ovunque e da nessuna parte: ovunque, perch neanche in citt non ci si pu sottrarre al cielo, all'aria e alla terra e da nessuna parte perch la natura, oggi, non sfugge mai del
tutto all'intervento umano.
9
LA CITT

Che cosa una citt? Le Definizioni sono molte, variano a seconda del dizionario che si utilizza o dello studioso e sono difficili da sintetizzare.

Sul piano statistico, la citt definita da un numero minimo di popolazione che vive vicina, in un insieme di costruzioni contigue o quasi. Il problema che il numero minimo di popolazione necessaria per la citt varia: in
Francia per esempio di 2000 abitanti, nella maggior parte del mondo di 5000.

9.1 LA CITT DEL MONDO

Al di l delle definizioni, la citt si afferma come il luogo del mondo in cui vive la maggior parte della popolazione si sviluppa in Europa in contemporanea con la comparsa del commercio e riceve un impulso
decisivo con lindustrializzazione, ma all'inizio del XX secolo era ancora una forma minoritaria di organizzazione geografica delle societ.
La citt si impone nella seconda met del ventesimo secolo: d tono e impulso all'economia, alla politica, all'organizzazione sociale e alla cultura.

Si pu affermare che, alla fine del ventesimo secolo, la popolazione urbana ha superato quella residente nelle aree rurali e continua a crescere.

Il grado di urbanizzazione varia molto a seconda dei continenti ed in rapporto con la ricchezza economica che ci siano tante citt non vuol dire anche che siano necessariamente grandi, infatti le
citt pi grandi si trovano nel sud del mondo nei paesi pi poveri l'incremento demografico pi marcato nei paesi meno sviluppati

Nella maggior parte dei paesi sviluppati, lorganizzazione contemporanea si regge su reti dense e, anche molto dense, di citt, all'interno delle quali si distribuita la crescita.

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Si parla dunque di regioni urbane composte da parecchie decine di piccole, grandi e grandissime citt, nessuna delle quali occupa una posizione primaria insieme per creano dei grandi sistemi urbani (le megalopoli della
regione dei Grandi Laghi negli USA, lasse renano che si propaga fino a Pianura Padana, le citt giapponesi tra Tokyo e Yokohama, intorno al mare interno).

Sono queste le figure urbane dominanti: fenomeni enormi sedi di ogni attivit
la configurazione dei paesi del Sud completamente diversa: in questi paesi la crescita urbana recente, ma procede a ritmo serrato, con tasti di incremento superiori a quelli dei paesi sviluppati e con uno schema molto
concentrato

Queste citt attirano le popolazioni delle vicine periferie e delle campagne, dove si vive in condizioni di estrema povert il risultato che i paesi del Sud, sono comunque i meno urbanizzati, ma hanno le citt pi
popolate del mondo

Secondo questa evoluzione, le metropoli del Nord spariranno dai primi posti delle statistiche e sembrano citt unaltra epoca.

9.2 LA CITT CON LE SUE RETI

La citt un nodo di relazioni all'interno della societ: una rete espressione di relazioni che assicurano lorganizzazione dello spazio produttivo e abitato.

Si possono distinguere tre tipi di reti

9.2.1 LA CITT NELLA REGIONE

La citt nella regione una figura classica della geografia il passaggio progressivo da un economia contadina a un sistema di commercio ha prodotto una stretta simbiosi tra la citt e le loro regioni cio tra la citt e
lo spazio che le circonda

La citt concentra in s il commercio, lartigianato, lindustria e i servizi: le piccole citt sono numerose e pi vicine ai loro abitanti. Sono dotate di servizi pi comuni.
Le citt pi grandi sono pi distanti dai cittadini e sono provviste di maggiori servizi e commerci.

La citt associata ad una regione, la sua regione da cui attinge: manodopera, clienti, utenti materie prime e risorse agricole.

Le zone di influenza di una citt sono intersecate le une alle altre a seconda della dimensione dei centri che animano.
Fra le citt in rapporti sono molteplici, basati su gerarchie e scambi complementari.
Gli abitanti di questa citt hanno ancora un identit specifica, per cui appartengono a questo spazio e ad altri.

9.2.2 LA CITT SENZA REGIONE

Sono esistite citt che hanno vissuto su se stesse, nella loro cittadinanza, quasi estranee agli spazi contadini contigui che sembrano far parte di un'altra cultura e di altre forme di sussistenza parliamo, per esempio, delle citt
greche ai confini con i territori dei barbari, o delle citt cinesi popolate di amministratori letterati e artisti, centri di potere e di sapere senza nessun legame con la massa di contadini.

9.2.2 LA REGIONE NELLA CITT

Potrebbe essere una nuova realt del futuro: anticipazione della rete mondiale delle metropoli

La produzione di servizi e di scambi supera nettamente quella dei beni materiali di sussistenza la popolazione attiva impiegata nel settore terziario al 60%

Le metropoli, bene inserite nelle grandi reti di telecomunicazione, hanno un peso rilevante e stabiliscono le regole per una nuova urbanizzazione del pianeta.Tutto, o quasi, avviene in citt.
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si sviluppano quindi vaste metropoli in cui si combinano un nucleo centrale o semi centrale, spazi di servizio e di produzione e periferie residenziali molto estese La regione si calata nella citt e forma un tuttuno con
essa.

Le reti si suddividono geograficamente fra quelle interne alla citt e quelle che creano i legami tra le citt su scala nazionale e mondiale.
Megalopoli o megapoli il termine per designare le unit pi importanti che inglobano un territorio urbanizzato per parecchie centinaia di chilometri.

La grande massa delle metropoli del Nord composta da impiegati della classe media, che hanno una grande mobilit, in quanto si spostano all'interno dello spazio metropolitano con il loro lavoro quotidiano
(spesso anche occasionale).
La stragrande maggioranza della popolazione delle Metropoli del Sud costituita da esclusi del sistema, poveri, disoccupati e immigrati alla deriva (che sono comunque minoranze dei paesi pi sviluppati).

9.3 LA CITTA NELLA CITTA

La citt affascina per le sue dimensioni, la mobilit interna, gli incontri, la folla: nel caso delle metropoli si pu parlare di meraviglia e sbalordimento.
Lo spazio urbano diversificato al massimo per il fatto che concentra, in un perimetro ridotto, funzioni molto varie e unumanit diversissima.

9.3.1 I QUARTIERI

I quartieri suddividono la citt all'interno del suo perimetro non si sa per come definirli veramente perch si sottraggono ai limiti ben delineati e alle componenti definite

Si possono per riscontrare delle caratteristiche comuni ai diversi quartieri che ci fanno immaginare le loro caratteristiche peculiari solo dal nome comune:
quartiere degli affari (caratterizzati da edifici imponenti in altezza);
vecchi quartiere rimodernati del centro cittadino;
quartieri di prestigio delle citt storiche;
quartieri industriali;
periferie residenziali;
bidonvilles;
ghetti.

L'abitante vi si perde e si riconosce solo nel luoghi pi vicini al proprio domicilio alle proprie abitudini.
I fattori di differenza si trovano: nel sito, nel costo dei terreni, nella qualit delle funzioni e dei servizi, nellimmagine e nella reputazione.

9.3.2 LA MOBILITA

La mobilit rende dinamico tutto nostro mondo: per molto tempo stata disciplinata in funzione del moto dal centro verso la periferia e dalla periferia verso il centro un movimento che avveniva, quindi, due
volte al giorno nelle cosiddette ore di punta.

Oggi viene accordato un peso enorme ai momenti non lavorativi e, anche questi ritmi, interferiscono con quelli dello spazio: non esiste pi unora di punta, ma tutto ora di punta anche parte della notte.

Non ci sono pi sporadici eventi occasionali, ma ci sono avvenimenti che fanno parte della vita urbana e che mobilitano le masse: per cui abbiamo eventi di strada, manifestazione, sfilate, partenze per le
vacanze, ritrovi notturni, notti bianche o rosa, grandi incontri sportivi ecc.

9.3.3 LA PIANTA DELLA CITT

La pianta d ordine a qualcosa che non ordinato: non esiste una pianta senza forma, una forma anche il labirinto e persino la bidonville allombra di una discarica ha dei punti di riferimento e ha una sua forma anche se
di difficile lettura dall'esterno.

Anche la citt pi elementare deve essere dotata dei servizi basilari: le reti tecniche, le strade per gli spostamenti, l'acqua, il piccolo commercio, la discarica, la Chiesa, la Moschea ecc.

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Tre o quattro tipi di piante dominato la geometria delle citt. Queste piante possono essere sapientemente disegnate dalla volont di un'autorit, oppure possono anche essere una reazione spontanea a seguito
di successivi interventi dell'utenza o del potere che governa la citt.
Pianta quadrangolare: a forma di rettangolo con una trama di vie o viali paralleli e perpendicolari, la forma pi comune e classica, oltre che quella pi semplice, e si ritrova in citt di ogni parte del mondo. E pratica e
limpida, New York ne un esempio.
Pianta circolare: fatta di cerchi successivi, che si allargano verso l'esterno, con vie circolari e radiali rivolte verso un centro a partire da quale tutto si ordina. Questa seconda tipologia intrisa di significato perlopi politico
e religioso e richiede una gestione pi difficile. E, per, vicina a una sorta di ideale urbano ed frutto di una ricostruzione orbitale del mondo su scala ridotta (Parigi cos in buona parte).

Pianta labirinto degli insiemi: una pianta in cui ci si nasconde dall'esterno, fatta di alveoli chiusi, di strade e stradine alcune delle quali danno su cortili privati (molte bidonville sono fatte cos e molti quartieri di citt
arabe che avvicinano l'aspetto sontuoso a quello sordido, per esempio Tunisi).
Pianta composita: molto frequente e riunisce elementi presi dalle une dalle altre piante urbane (Los Angeles, Tokyo, Johannesburg).

9.3.4 LARCHITETTURA E LURBANISTICA


9.4 LA CITT E LE SUE IMMAGINI
10
LE PERIFERIE

Le citt sono il fulcro del mondo contemporaneo il resto del pianeta diventato una vasta periferia che dipende dagli impulsi provenienti dalla metropoli.

Tutto questo una rottura storica rispetto alla tradizione dei secoli precedenti in cui la ricerca geografica era focalizzata sugli spazi rurali piuttosto che sulla distribuzione della popolazione. La geografia rurale primeggiava su
tutte le altre analisi i materia di geografia umana.

La campagna stata la culla della civilt pi ricche di uomini, grazie all'agricoltura, che ha creato vasti paesaggi con l'organizzazione e l'estetica che implica.

10.1 LE PERIFERIE URBANE

Nella periferia di ogni citt lo spazio profondamente trasformato dalla vicinanza con lambiente urbano.

Oltre la periferia, il paesaggio resta per gran parte quello della campagna, con distese pianeggianti coltivate a cereali, campi delimitati da siepi, vigne e frutteti, macchine agricole ecc. la maggior parte della popolazione
lavora nelle citt spostandosi per raggiungerle quotidianamente.

La popolazione urbana nella professione, nelle abitudini, nei modi di vivere e spesso anche nelle scuole che fa frequentare ai figli, per vive in campagna per scelta volontaria o per necessit.

Lo spazio uno spazio rurale e urbano insieme, ma n luno n laltro - rururbano come si dice a volte.
Il fenomeno si estende con una portata di parecchie decine di chilometri intorno ai capoluoghi di regione e con una portata di parecchie centinaia intorno alle metropoli.

Il paesaggio, nei suoi tratti pi generali resta quello della campagna ma lagricoltura stessa trasformata da progetti di valorizzazione che sono consentiti dalla vicinanza della clientela urbana: per cui abbiamo
allevamenti di cavalli e maneggi, antiche fattorie diventano residenze principali e secondarie, castelli e manieri sono adibiti a luoghi di conferenze.

I posti pi ambiti sono quelli vicino ai corsi d'acqua, sui colli soleggiati o in borghi pittoreschi.

America del Nord: non da meno le metropoli sono circondate da vaste distese di villette famigliari che contrastano con gli edifici del centro citt qui vive la
maggior parte della classe media come in Europa occidentale e, questa geografia, si estende dalla costa fino alle prime alture degli Appalachi.

Lo stesso fenomeno si manifesta in California e in parte della costa occidentale


Laspetto pittoresco dei borghi antichi dEuropa ha meno peso, ma la qualit del paesaggio pi ricercata.

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la rurbanizzazione europea e il suburbano nordamericano sono eccezioni dal punto di vista geografico: richiedono ampi spazi, unorganizzazione molto costosa e hanno come fondamento la villetta
familiare di propriet circondata da un prato o da un giardino, associati al possesso di una o pi automobili per famiglia.
Giappone non si pu ancora parlarne perch i processi sono ancora in corso e sembra si vada verso una opposizione tra citt e campagna molto pi accentuata ( sommerso da una metropolizzazione selvaggia);

Le metropoli dei paesi meno sviluppati si estendono secondo modalit differenti.

10.2 LE CAMPAGNE DEI CONTADINI


10.2.1 LE SOCIETA CONTADINE

Fino ai nostri giorni, le societ contadine hanno svolto un ruolo di primo piano nella storia dell'umanit fino alla fine del ventesimo secolo, nel mondo, erano in netta maggioranza.

Hanno modellato i paesaggi di gran parte dei continenti in un lento processo di addomesticamento.

Grazie al radicamento nel loro spazio hanno costituito comunit pi stabili delle altre tuttavia, in seguito l'industrializzazione, le societ contemporanee hanno del tutto cambiato lo scenario rimettendo in
discussione luniverso contadino :

I paesaggi sono oggetto di trasformazioni sempre pi profonde, molto diverse da quell addomesticamento, anche raffinato a cui si era arrivati.
Ovunque ci sono ancora contadini, persino nelle vicinanze delle pi grandi metropoli, a volte all'interno delle periferie urbane, ma sono sempre meno e la produzione agricola in mano agli imprenditori
agricoli pi che contadini tradizionali.

10.2.1 LASIA ORIENTALE E MERIDIONALE

Le grandi masse contadine dell'et contemporanea si trovano in Asia orientale e meridionale e si inseriscono in una tradizione millenaria hanno raggiunto lautosufficienza alimentare, ma senza alcun lusso e, a volte,
anche in maniera precaria.
Nelle zone a clima equatoriale o tropicale umido dove si alternano i monsoni importantissimo dominare e gestire le acque per evitare le inondazioni e, insieme, permettere le irrigazioni.
La foresta si trova solo nelle zone montane .
Qui si trovano i pi grandi produttori di riso e grano come la Cina, lIndonesia e l'India l'intensit della produzione si deve al considerevole investimento di manodopera dovuto allingente densit di
popolazione.

uno spazio sfruttato al massimo, figlio di una delle civilt fra le pi antiche e raffinate del pianeta.

Lo spazio delle civilt contadine, comunque, non pi limitato al solo settore agricolo da quando questi paesi si sono aperti al mondo gli industriali hanno trovato una formidabile riserva di manodopera a buon mercato.
In Europa le societ contadine sono state la principale riserva di manodopera delle varie industrializzazioni ora il fenomeno notevole in Estremo Oriente, dove l'abilit della manodopera, i bassi costi e la svalutazione
delle monete locali fanno della Cina la fabbrica del mondo.
in Africa si parla di terreni agricoli nel Sud del Sahara, che sono pienamente valorizzati per la sussistenza e con qualche coltura commerciale (cotone, arachide, caff, cacao), tuttavia, la densit della popolazione non
paragonabile a quella asiatica e, soprattutto, i contadini africani sono spesso destabilizzati da eventi naturali come la siccit, o sociali, come le guerre e la crisi demografica provocato dall AIDS.
l'America Latina non vive in condizioni migliori: gli abitanti delle campagne sono meno numerosi che in Asia e in Africa e i contadini spesso vivono al margine di enormi monocolture dove la coca pu essere l'unico mezzo di
sussistenza.
Il Medio Oriente: sono le estremit meridionali e orientali del Mediterraneo che costituiscono la prima grande culla delle civilt contadina. Associate a pastorizia e a coltivazioni di cereali, di frutta e di di fiori che oggi hanno
comunque un ruolo secondario rispetto alla metropolizzazione e ai giacimenti.

10.2.3 LEUROPA e ANCORA CONTADINA?

Lamerica del nord non mai stata contadina

I contadini e unagricoltura molto produttiva sono subito succeduti ai pionieri il termine campagna rurale si adatta difficilmente agli orizzonti pianeggianti del nord america.
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L'Europa, invece, poggia su uno zoccolo contadino e i paesaggi sono ancora testimoni di quanto considerato sempre pi come uno dei suoi patrimoni pi ricchi.

E dopo il XIX^ secolo che lagricoltura e dell'allevamento europei conoscono un punto di svolta: si impongono nuove figure di agricoltori, agronomi, tecnici, di artigiani e di uomini daffari che sono anche lavoratori della terra.

In Europa chi vive in campagna rappresenta oggi una netta minoranza e, tra di loro gli agricoltori sono - del 10%, e persino - del 5%. Le campagne sono diventate un territorio di svago per i turisti.

10.3 LE CAMPAGNE DELLAGRO BUSINESS


10.3.1 IL CONTADINO AGRICOLTORE

Il contadino diventa agricoltore quando le tecniche rompono con la tradizione e diventano quelle molto pi efficaci della meccanizzazione agricola. La sua produzione aumenta ed interamente consegnata ad un mercato
sempre pi ampio che si fa mondiale
molta meno manodopera salariata;
produttivit pi elevata e sfruttamenti sempre pi concentrati, gli appezzamenti sono ormai di grandi dimensioni
pi investimenti
Lo stile di vita del contadino si accosta sempre pi a quello del cittadino

10.3.2 LAGRICOLTORE, IMPRENDITORE DELLAGRICOLTURA

La figura dellagricoltore che diventa imprenditore: non necessariamente di origine contadina e nemmeno il capitale pi familiare. La sua abitazione si trova raramente in prossimit delle sue terre e lui frequenta spesso
banche, servizi tecnici o commerciali mantenendo frequenti rapporti con la citt.
Il paesaggio non pi quello di un tempo: il territorio ha cambiato completamente il suo paesaggio e i suoi orientamenti produttivi. Ora si trovano grandi appezzamenti geometrici con strade di accesso e edifici di tipo
industriale.
La scomparsa dei contadini apre la strada allimpresa agricola che ormai presente ovunque nei 5 continenti.

Principali mercati su scala globale:


cereali: dominati dai produttori nordamericani e europei;
caff: con i coltivatori brasiliane e dell'America Latina o della Costa d'Avorio e dellIndonesia;
zucchero: le piantagioni in Brasile, in India, in Australia e in Africa meridionale.
vino: specialmente quello europeo;
frutta e la verdura: bacino del mediterraneo e California.
prodotti dellallevamento per la carne: ranch estensivo allamericana - Stati Uniti, Argentina, Brasile e Australia.
latticini: Stati Uniti, Unione Europea e Nuova Zelanda.

Oggi i paesi pi ricchi possono fare a meno degli agricoltori avere solo imprenditori dell'agricoltura.

in questo quadro esistono ancora delle eccezioni come per esempio la Bretagna, dove si trova ancora una fitta rete di aziende di dimensioni ristrette, a conduzione famigliare, di origine contadina che, attraverso una gestione
molto rigida in cooperativa, o privatamente, assicura la trasformazione dei prodotti e la loro immissione nei mercati europei.

10.4 LE GRANDI PERIFERIE

Le terre coltivate o destinate allallevamento sono una parte ridotta delle terre emerse e sono localizzate nelle zone a clima temperato e in quelle tropicali, ma non in montagna o nelle foreste pi fitte.

Nelle grandi periferie del mondo (zone polari, di alta montagna, caratterizzate dal clima continentale estremo, deserti caldi e freddi e i loro margini) le terre coltivate sono quasi del tutto assenti

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Sono spazi praticamente mai privi di uomini, anche se la densit di popolazione bassissima uomini (dediti alla caccia e alla raccolta o nomadi) che testimoniano ladattamento ad una natura difficile da affrontare:
Inuit, popoli della Siberia, allevatori del Sahara e della Mongolia, aborigeni dellAustralia, indiani della foresta Amazzonica minoranze ai margini dei grandi stati, sempre pi soggette ad unacculturazione di
vicinanza.

Qui si risale alle origini dellumanit, al contatto pi stretto fra uomo e natura.
11
IL MARE, IL LITORALE
11.1 GLI OCEANI E I MARI

Il pianeta fatto per la maggior parte di mare gli oceani costituiscono il 71% della superficie del pianeta e sono concentrati nellemisfero boreale.

Distinzione:
mari interni Mar caspio
mari costieri Mar Mediterraneo, Mare del Nord
Grandi masse oceaniche: Pacifico
Atlantico La profondit va da qualche decina, o centinaio di metri lungo le coste, fino anche agli 11.000 m. della Fossa delle Marianne nel Pacifico
Oceano Indiano.

E proprio nei mari e sui fondali marini che si trovano alcune delle chiavi per spiegare levoluzione del globo E da qui che ha avuto origine la vita, lo studio del clima strettamente legato a quello degli oceani ( le
termodinamiche dellatmosfera e dellidrosfera sono interdipendenti).

11.2 I TRASPORTI MARITTIMI, LA GENTE DI MARE

Nonostante le difficolt e i pericoli il mare luogo di traffici intensi. Le rotte marittime organizzano gran parte delle relazioni commerciali fra i continenti e l'apertura dei mari servita da stimolo allo sviluppo fin dalle grandi
scoperte del 400 e 500.

11.2.1 I TRASPORTI MARITTIMI

I trasporti marittimi sono una delle basi fondamentali della mondializzazione dell'economia. Portano oggetti pesanti e merce da una parte all'altra del mondo costi contenuti.

Via nave si trasporta il petrolio: in questo settore prevale il gigantismo delle navi, essenziale per la produttivit
delle compagnie che dominano il mancato mercato;
delle cifre di affari e del carico in tonnellate.

I container sono stati la rivoluzione nel trasporto marittimo nel corso degli ultimi 50 anni permettono di ottenere costi trasporto bassi per ogni tipo di prodotto con una estrema facilit di manutenzione.

il settore dominato da un piccolo numero di compagnie navali specializzate.

11.2.2 IL TRASPORTO DI PASSEGGERI

Ebbe un suo momento di gloria con i grandi piroscafi linea fino al 1960, poi venne soppiantato dall'aereo e oggi sopravvive in due forme: le croce turistiche e le traversate di breve distanza.

Sul mare troviamo un traffico intenso: al trasporto delle merci si aggiunge la pesca. Infine, ogni paese che si affaccia sul mare ha una Marina Militare.

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Le costruzioni navali si concentrano in un piccolo numero di paesi specializzati .


I paesaggi dei porti sono completamente cambiati negli ultimi cinquant'anni si parla di gigantismo anche in questo caso.

11.3 I LITORALI, I PIATTI DI FRUTTI DI MARE

La densit della popolazione lungo i litorali, ha coniato un nuovo termine geografico: litoralizzazione della popolazione.

I grandi porti sono il punto di contatto obbligato tra il trasporto marittimo e le attivit terrestri vi si trova un grandissimo numero di professioni specializzate.

E significativo che un elevato numero di metropoli mondiali sia situata sul litorale, o in prossimit.

Ma i litorali ospitano anche molteplici attivit e danno impiego: al primo posto troviamo il turismo e i suoi annessi, seguito dalleconomia residenziale sviluppata dal potere esercitato dalla vicinanza del mare diletto dei pensionati
e dei residenti fissi.

Il litorale una combinazione geografica occorre associare dal punto di vista fisico gli elementi e le forme della piattaforma continentale che circonda tutte le coste e quelli degli oceani e dei mari.

Lo stesso vale per i climi dei litorali.

Non tutti i litorali del mondo esercitano la stessa attrattiva.

11.3 UN LIMITE FRAGILE

Quello che separa la terra dal mare un limite fragile tutto movimento e incertezza: Le onde arrivano in ogni istante, le maree a cadenze intervallate anche con differenze di livello notevoli, ci sono le correnti
costiere e lerosione prodotta dal mare che si aggiunge a quella del continente. La linea di costa si modifica senza sosta nell'arco di una vita umana.

I geografi sono molto interessati alle coste perch lunga la lista eventi naturali che possono verificarsi in queste zone spesso sono punti di contatto tra placche diverse della crosta terrestre (isole vulcaniche),
le tempeste hanno forze spesso molto variabile e sono accompagnate da inondazioni e cicloni tropicali devastanti. A questo si aggiungono le catastrofi provocate dagli uomini come linquinamento causato dalle grandi navi
portacontainer

Le catastrofi dei paesi poveri sono quelle che mietono maggior numero di vittime e sono quelle pi naturale, le catastrofi nei paesi ricchi, sono quelle che producono linquinamento pi elevato.

12
LA NATURA

E diventata il centro di una delle pi grandi preoccupazioni del mondo contemporaneo, ben al di l della ristretta cerchia dei geografi.

La natura viene opposta alla crescita industriale e all'inquinamento in tutti i paesi, soprattutto in quelli sviluppati I geografi devono tenere sempre pi conto del rapporto complesso che lega natura e attivit
umane.

Nel corso del Novecento i geografi hanno dimenticato la natura o, comunque i problemi da essa posti al mondo contemporaneo

12.1 LA NATURA SCOPERTA

La natura una parte intima del patrimonio della geografia, percezione raffinata in epoca romana, nel Medioevo eclissata dalla fede viene riscoperta nel diciottesimo secolo da Rousseau.

I grandi viaggi del Seicento e del Settecento fanno scoprire luoghi nuovi, persone nuove, spiagge nuove, foreste nuove una sorta di stato selvaggio al di fuori di ogni civilt, un paradiso delle origini
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Fino alla comparsa della geografia universitaria, nella seconda met del diciannovesimo secolo, scienze naturali e geografia si confondono la geografia tedesca ancora in stretta relazione con le scienze naturali.

Ma che cos' la natura? E quello che oggi viene chiamato ecologia, che pu con la massima chiarezza, e anche in un modo un po confuso, essere insieme scienza, religione e politica.

Al centro delle definizioni ci sono i rapporti con gli uomini e con quanto li circonda sul pianeta: uomini e natura sono indissociabili o si possono pensare indipendentemente l'uno dell'altra?
Questo uno dei grandi dilemmi della natura e della geografia. La filosofia e la scienza moderna hanno deciso: gli uomini e la natura sono associati in una medesima geografia e storia di vita.

12.2 LA NATURA IMMOBILE

L'approccio classico distinguere chiaramente la geografia fisica da quella umana.


geografi fisici hanno definito un vero e proprio terreno di studio: la natura. Il rilievo della terra da scrivere in ogni dettaglio, con svariati metodi. Sono multidisciplinari e hanno sviluppato un
rigore scientifico nelle loro analisi il geografico fisico collabora con le scienze biologiche.
Il geografo umano pi vicino agli storici agli storici, ai sociologi e agli economisti

La geografia fisica appariva come un dato preliminare necessario allo studio degli uomini sulla terra preliminare non congiunto, che spingeva ai suoi limiti estremi, agli occhi dei geografi e di molti altri,
la cesura uomo/natura.
Ai puri specialisti dellecologia le forme del rilievo interessano poco Si cos prodotta una frattura disciplinare tra geografi fisici e umani, ma anche tra geografi ed ecologisti.

Il problema di ordine filosofico e riguarda la natura della Natura: questa pu essere considerata preliminare all'uomo e distinta da quest'ultimo la Natura costituita dall'insieme della biosfera, delle materie e
delle forme che compongono lo spazio terrestre, della vita vegetale e animale che in esso si sviluppa, dellatmosfera che le circonda .

E rimasta priva di uomini per miliardi di anni ma non lo pi da quando si sono imposte lazione e la coscienza dell'uomo sulla Terra: da allora l'uomo e la natura si sono mostrati indissociabili.
La Geografia fisica classica postula una natura immobile, o se si muove, lo fa su scala geologica, con tempi con cui un uomo non si pu misurare.

12.3 LA NATURA DINAMICA

La geografia fisica ha conosciuto un forte dinamismo dopo la seconda guerra mondiale e fino ad oggi:
L'evoluzione di questa geografia consacrata alla conoscenza della natura: sono ammesse le rotture, cos come le lente evoluzioni la natura resa dinamica ,non si prende solo in considerazione la
forma, ma anche i processi e le evoluzioni e non pi in inalterata, ma si evolve senza sosta.

Sono necessarie delle specializzazioni, ma devono convergere in uno stesso territorio a cui forniscono una conoscenza globale la geografia, grazie alla comprensione della natura ritrova tutto il suo
significato.

Non ci sono pi sulla terra luoghi in cui la natura sia incontaminata

E da notare che il legame con l'ecologia, nata come disciplina autonoma delle scienze della vita, non del tutto stabilito.

12.4 LA NATURA TEMUTA E PROTETTA

Che cosa pensano gli uomini della natura? La temono, la amano, la proteggono la crescita delle citt industriali, ha suscitato per reazione il risveglio del romanticismo per la natura.

Il movimento, fortemente politico, apparso in USA negli anni 60 e, nel 1971, nato in Canada greenpeace che si dedica anche al soccorso degli animali a rischio estinzione.

Nel 1972 si tiene la prima conferenza mondiale sullambiente;


I geogr. si impegnano nellazione solo dalla fine del XX secolo.

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12.4.1 LE NOZIONI DI RISORSA E DI RISCHIO

Le risorse sono essenziali e indispensabili alla vita


si possono distinguere quelle rinnovabili (a condizione di non essere alterate), come l'aria, lacqua, i terreni e i vegetali

e quelle non rinnovabili le fonti di energia e le materie prime di origine minerale

Non tutte sono ugualmente ripartite sulla superficie del pianeta


La geografia delle risorse minerali conosciuta da tempo, lo stesso non si pu dire per la qualit dellaria e per le risorse idriche.
Accanto alla nozione di risorsa, troviamo quella di rischio: i rischi sono molteplici parliamo di rischi pi o meno reali dovuti a condizioni sia geografiche sia sociali (tempeste, siccit, alluvioni, eruzioni
vulcaniche, erosione dei terreni, massacri di popolazione nei paesi poveri).
Il rischio > quello dellevoluzione del clima e del contemporaneo riscaldamento del pianeta

12.4.2 LA PROTEZIONE DELLA NATURA

Di fronte a queste crisi possibili, la protezione della natura appare prevenzione pi efficace in tutti casi, le vittime e l'opinione pubblica non chiamano mai in causa la natura in s, ma piuttosto una natura
eccessivamente devastata distrutta dalluomo.
Bisogna, dunque, proteggere la natura ma che cosa significa?

Per gli ingegneri pi convinti della scienza, la protezione passa attraverso il superamento della tecnica. Per costoro la crescita economica offre i mezzi di una prevenzione pi sicura unita alla ricerca di procedimenti
sempre pi perfetti. Con questo punto di vista, viene ritenuta mezzo per proteggere la natura anche lenergia nucleare perch meno inquinante della maggior parte delle altre fonti (e pi redditizia) questa tesi si
coniuga bene con gli interessi degli stati pi sviluppati, come, per esempio, gli USA che sono un paese dalla consolidata tradizione ecologista, ma che si rifiutano ti fermare Protocollo di Kyoto sula riduzione di gas
dalleffetto serra e continuando ad emetterne la pi grande quantit al mondo.
Sul lato opposto, gli ecologisti puri, che si dichiarano a favore della protezione della natura quasi assoluta, facendo della salvaguardia della biodiversit un imperativo categorico.
La necessit di protezione quasi totalmente assente nei paesi meno sviluppati e che sono in fase di industrializzazione di massa ora:lo era ieri nella ex Unione Sovietica e oggi in Cina.
Nei paesi industrializzati, invece, esiste un arsenale di regolamentazioni, accompagnate da alcune belle realizzazioni, che hanno permesso di rivedere sulla riva dei fiume aironi cinerini o anatre dal collo verde.

12.4.3 IL POSTO DELLA GEOGRAFIA

La geografia si trova ad essere completamente rinnovata dellemergere di questa idea di natura nel mondo contemporaneo, ma non vi era ancora preparata. Non ha armi sufficienti per trattare i grandi problemi
dellevoluzione e del clima, perch su scala planetaria si stanno studiando ora latmosfera e gli oceani.

PARTE QUARTA
LA GEOGRAFIA SOCIALE

La geografia sociale ha come riferimento la societ e fu a lungo trascurata perch, nella geografia, prevalevano interessi soprattutto di tipo naturalistico e storico.

I geografi sociali osservano i rapporti, sociali appunto, in relazione agli spazi analizzano la dialettica dei rapporti sociali e dei rapporti spaziali

Esaminano la societ globalizzata e i gruppi umani sparsi nel mondo (situando le proprie analisi sempre contesto spaziale).

In questo libro vengono presi in considerazione quattro grandi temi: le disuguaglianze


il potere
la segregazione
la guerra

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13
LE DISUGUAGLIANZE

13.1 LUGUAGLIANZA, LE DISUGUAGLIANZE E GLI SQUILIBRI

La societ contemporanea, dall'Illuminismo, ha come obiettivo l'uguaglianza dei diritti dell'uomo e del cittadino la realt, valida per ogni epoca e per ogni spazio umanizzato, che gli uomini nascono
e muoiono ineguali.
Ogni uomo nel suo essere particolare diverso da un altro e ci evidente nello spazio che si procura e che gli riservato.
La geografia sociale si occupa di studiare le disuguaglianze. Fin dalle sue origini, nel XIX secolo, la geografia deve fare un inventario di queste disuguaglianze, cartografarle, circoscrivere la loro distribuzione, individuarne le
caratteristiche dominanti e le discontinuit spaziali.

I mezzi sono: l'efficacia della cartografia contemporanea e labbondanza di statistiche cogliere gli squilibri sociospaziali sembra un compito senza fine.

Le disuguaglianze non piacciono le carte che le studiano denunciano tanto quanto mostrano.
Luguaglianza assoluta, comunque, anche porterebbe alla fine della geografia il cittadino per esempio si indigna delle disuguaglianze presenti livello mondiale o regionale e rivendica la propria individualit con le
disuguaglianze che essa comporta.
Il rapporto uguaglianza/disuguaglianza deve essere confrontato con altri concetti: ne consideriamo principalmente quattro libert
identit
fraternit (o solidariet)
equit

1. esaltata con valore fondamentale delle societ contemporanee, genera disuguaglianze e tende ad aumentare nelle societ che sono divise in classi sociali antagoniste.
2. Lidentit afferma un riconoscimento di un s non riconducibile agli altri. A livello collettivo implica una distinzione tra chi simile e gli altri.
3. La fraternit pu manifestarsi anche come solidariet e tende a correggere o ad attenuare moralmente tutte le asperit create dalle libert ineguali.
4. L'equit, in mancanza di uguaglianza, introduce l'idea di giustizia nel trattamento sociale della libert.

Questa problematica dei rapporti sociali si inscrive in seno a societ molto diverse. Le democrazie costituiscono un modello mondiale, ma questo modello assume diversi aspetti quando viene in contatto con diversi tipi di societ
e la democrazia liberale diventa allora, a volte, solo un'illusione la stessa democrazia fonte di profondi squilibri.
Lo squilibrio dominante quello planetario, il pi importante di tutti, che distingue, a grandi linee il nord dal sud in questo quadro le differenze tra gli Stati sono considerevoli

Squilibri se ne trovano anche a scala pi ridotta tra le regioni, all'interno dello stesso spazio locale, tra quartiere e con quartiere, frazione e frazione, casa e casa

I fattori che contribuiscono a formare questi squilibri non si limitano alla potenza economica. Ci sono altri fattori che devono essere presi in considerazione, tra tutti le componenti culturali.

13.2 UNA DISUGUAGLIANZA PLANETARIA

Uno squilibrio fondamentale divide il mondo: quello tra Nord sviluppato e il Sud che lo infinitamente meno i popoli ricchi che tendono ad esserlo sempre pi e, quelli poveri, che non si scostano da
questa realt Lo squilibrio che si riscontra livello mondiale prima di tutto economico tra ricchezza e povert.
Lo squilibrio anche demografico : negli anni 60 e 70 spesso si utilizzato come criterio di sotto sviluppo la coincidenza tra la notevole crescita economica e un forte incremento naturale della popolazione. I paesi poveri si
sono impegnati in una transizione demografica che ha attenuato questa disparit.

Lo squilibrio evidente tutte le attivit umane.

13.2 GLI SQUILIBRI REGIONALI E LE DISUGUAGLIANZE LOCALI

La delle disuguaglianze si manifesta sia su grande, che su piccola scala, sia che si tra di squilibri economici, culturali che sociali
Le disuguaglianze tra stati permangono nel sistema mondiale e lo complicano.
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Le ineguaglianze tra regioni, o tra unit pi piccole, riempiono le carte di ci che forte e di ci che non lo basta guardare la carta della disoccupazione in uno Stato (Ineguale gi tra i paesi sviluppati)

E da notare che la diffusione della disoccupazione nel mondo non corrisponde esattamente al allestensione della povert perch ci sono paesi, dove la disoccupazione limitata, che hanno unalta percentuale di persone
che vivono sotto della soglia di povert pi di quelli che hanno un'alta percentuale di disoccupati

In un caso dovuto alle compensazione determinate dai trasferimenti sociali, nellaltro dai bassissimi salari , comunque, una forte testimonianze delluniversalit di squilibri tra gli uomini

E anche successo che, in secolo, numerose regioni europee e americane siano passate dall agiatezza alla mancanza di prospettive
La prima ondata ha colpito le regioni rurali che sono riuscita a sopravvivere alla fine dellagricoltura, ma non hanno fornito soluzioni alternative.
la seconda ondata, di maggiore ampiezza, ha sconvolto e continua a sconvolgere intere regioni, in cui la borghesia e la classe operaia non hanno ancora potuto adattarsi alla fine delle prime
industrializzazioni. Si sono create profonde sacche di povert dove prima coesistevano positivamente ricchezza economica e condizione operaria.
ci si deve aspettare una terza ondata che interesser le nostre industrie di diverso tipo e le attivit terziarie che subiscono la concorrenza dei paesi in via di sviluppo graziee ai bassi costi della
manodopera (Cina e India. dove si stanno delocalizzando molte imprese).

Due grandi spazi mantengono costante lo siluppo: la metropoli e alcune zone europee in cui non presente una metropoli, ma presente una fitta rete di citt, di media e piccola grandezza con
insediamenti sparsi, anche nello spazio rurale e con numerose imprese di dimensioni modeste tutte orientate verso un'attivit dominante ci che colpisce la capacit di rinnovamento di queste
regioni.

Le inuguaglianze tra gli uomini sono una regola malgrado tutti gli sforzi messi in atto per correggerle.

14
LA SEGREGAZIONE

Oltre alle frontiere politiche ci sono limiti che segmentano la vita degli uomini e che fanno dello spazio sociale un universo di discontinuit ineguali.

A seconda di dove si trovano, gli uomini possono quindi essere fortunati o sfortunati, godere o non godere di un determinato diritto, essere o meno discriminati. Questi limiti possono essere estremamente reali o immateriali,
espliciti o impliciti e creare barriere tra le persone.

La segregazione pu essere il risultato di una determinata politica che mira a separare un gruppo da un altro (per esempio i neri e bianchi), ma pu anche essere un risultato geografico e manifestarsi come separazione di
uomini nello spazio in base alla vita di tutti i giorni, alle condizioni sociali, alla ricchezza e alla povert.

La parola segregazione, per, urta la coscienza religiosa e democratica Luomo vivrebbe meglio in uno spazio pi aperto, pi fraterno e pi conviviale (senza barriere).

14.1 LA SEGREGAZIONE DEMOCRATICA

La democrazia il modello che si impone al mondo, la segregazione invece divide: sembrano parole incompatibili, invece non proprio cos. Il cittadino pu passeggiare a piacere tra quartieri di Manhattan, nel Bronx
o di Harlem, ma, salvo eccezioni, non lo fa e pu anche comprare casa dove preferisce, ma di solito si stabilisce vicino a coloro che pi assomigliano.
In un regime democratico, o simile, la prima segregazione dettata dal denaro: lopposizione tra i quartieri ricchi di una citt e quelli poveri la norma.

Non esistono barriere fisiche reali tra i due mondi, ma la realt evidente la supremazia dell'urbanizzazione e della metropoli farebbe pensare a una certa omogenizzazione sociale. In realt non proprio
cos perch la citt contemporanea non omogenea anche se non esiste una netta opposizione tra poveri ricchi, ma esiste piuttosto un puzzle complesso.

Non esiste pi la differenziazione tra due classi, ma in esiste un mosaico complesso e inconsapevole, sapientemente graduato di classi che si sistemano in spazi ben precisi una stessa regione urbana
contiene cos situazioni varie ed eterogenee.

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Questa realt contraddice le dichiarazioni politiche che raccomandano la promiscuit sociale fatte dottrina dalla sinistra.
una bella utopia, una proiezione verso un futuro capace di correggere tutte le asperit sociali a favore di uno spazio suddiviso in modo pi equo e di una vita migliore per la maggioranza dei residenti.

14.2 LA SEGREGAZIONE DETERMINATA DALLIDENTITA

Finora si parlato come se le popolazioni interessate fossero perfettamente omogenee e diverse solo per reddito, in realt questo vero solo in rari casi. Spesso ci sono situazioni che si sovrappongono a quella del reddito
che possiamo chiamare dellidentit.
Nell organizzazione dello spazio, una divisione in base allidentit si aggiunge molto spesso a quella delle classi sociali. Elementi irrazionali si confondono con fondamenti oggettivi.

La demarcazione degli spazi, attraverso le frontiere,ha in teoria risolto problema delle identit geografiche un unico popolo, una unica lingua, spesso anche una sola religione, in un unico spazio.

Bisogna per notare che, un po ovunque, sopravvivono delle minoranze che non sono state assimilate dalle frontiere questa una situazione che si verificata dove gli imperi avevano riunito pi popoli piuttosto che uno
solo senza riuscire a fonderli tra loro cos, dai Balcani fino in India, troviamo comunit che preferiscono convivere che non fondersi tra loro. In questi casi la segregazione determinata dall identit e spesso la regola.

In Africa, invece la colonizzazione e la decolonizzazione hanno creato stati che raramente corrispondevano agli antichi territori delle etnie. Per cui, la maggior parte degli Stati composta da pi etnie o gruppi
con una forte identit il cui intrecciarsi genera, nel migliore dei casi, tensione e nel peggiore guerre civili e massacri

Le soluzioni messe in atto per tentare di risolvere il problema di questi mosaici geografici, spesso diventati territori dell'odio, sono almeno tre:


la soluzione peggiore la pulizia etnica che elimina l'oggetto dele conflitto attraverso la cancellazione o il trasferimento altrove delle minoranze (come fecero la Serbia e la Croazia nel
territorio della Bosnia)
La seconda soluzione il muro che mancanza di accordo divide due comunit (israeliani e palestinesi)
La terza chiamare in soccorso lONU (Kosovo, Macedonia, Afghanistan e alcuni paesi dell'Africa)
La segregazione data dallidentit trova la sua forma pi compiuta nella maggior parte delle metropoli contemporae. Il meccanismo che la genera quello dell'immigrazione.

Gli immigrati tendono a riunirsi intorno alla loro comunit quando non si sentono molto loro agio nel nuovo ambiente ovunque esistono quartieri neri, latino americani, cinesi,italo-americani: la
divisione tanto pi marcata quanto pi si tratta di gruppi con una forte identit.

Nel caso degli afro-americani, discendenti degli schiavi africani, la divisione fu portata all'estremo negli stati del Sud, fino agli anni Sessanta del Novecento,appoggiata dalla legislazione.

LEuropa diventata solo di recente terra di immigrazione e l'integrazione considerata un antidoto alla segregazione determinata dalla diversa identit ogni Stato ha costruito la propria identit attraverso l'integrazione
delle sue componenti in un unico popolo.

14.3 LA SEGREGAZIONE TOTALITARIA

La segregazione trova la sua espressione pi completa quando la costrizione politica con violenza si aggiunge a tutte le altre e consacra la supremazia di un popolo dominatore: una situazione che, nel mondo
contemporaneo in particolare in Europa e America del Nord, si verifica sempre meno.

14.3.1 IL GHETTO EBREO

la forma urbana pi compiuta di segregazione assoluta Ghetti esistettero in tutta Europa centrale e orientale come quartiere riservati agli ebrei.

Le comunit ebree si sono organizzate in spazi ben delimitati, intorno a rabbini e sinagoghe, con una lingua propria, ma sotto la sorveglianza, la minaccia o la persecuzione della maggioranza
popolazione cristiana e musulmana.
Lesempio peggiore, storicamente parlando, il ghetto di Varsavia

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14.3.2 LAPPARTHEID SUDAFRICANO

Fino al 1990, lappartheid sudafricano, stato un caso esemplare di segregazione geografica estesa ad un vasto territorio stata una segregazione applicata ad una intera nazione.

Tutto iniziato dalla colonizzazione dell'Africa australe, prima scarsamente popolata, da parte di protestanti calvinisti olandesi e poi continuata dai britannici.

Questa storia stata trasformata in epopea dei discendenti dei primi coloni olandesi: gli afrikaans unideologia afrikaaner, molto segnata dalla religione, veicolata da una lingua e cultura proprie, credeva di essere
un popolo eletto, eroico, superiore, alla ricerca di una terra promessa che non voleva dividere con nessuno.

In nessun luogo del mondo la segregazione stata organizzata in maniera cos totale il sistema crollato durante gli anni 80, per la precisione nel 1990, sotto la pressione di una popolazione nera sempre pi
numerosa e in seguito al mutamento di un'ideologia che non poteva soddisfare tutti i bianchi che non si riconoscevano pi in questa concezione della democrazia e si sentivano isolati a livello internazionale

Si usciti da questa situazione dall'inizio degli anni 90: in seguito a un suffragio universale concesso tutti, lAfrican National Congress divenne il partito maggioritario sotto l'impulso di Nelson Mandela

14.3.3 IL GULAG SOVIETICO

Rappresenta una forma di segregazione di massa assoluta e in URSS ha coinvolto diversi milioni di persone si tratta di popolare regioni, che non sarebbero popolate, attraverso la deportazione. In UESS era la
Siberia a dover essere popolata e le persone venivano deportate qui in massa e costrette ai lavori forzati.

14.3.4 LA SHOAH

Unultima forma di segregazione quella che si verifica attraverso il massacro: il riferimento pi drammatico di questa forma di segregazione l'Olocausto organizzato degli ebrei europei ad opera dei
nazisti.

15
IL POTERE

Che cos' il potere? Dove si trova come si definisce? e, il geografo, in quale spazio e per quale territorio deve applicare la sua analisi?

15.1 I TERRITORI DEL POTERE DELLO STATO

La forma pi evidente di potere esercitato su un territorio adesso lo Stato o, pi precisamente, lo Stato-Nazione Gli Stati stanno molto bene e i, pi grandi, conducono una politica che quella dello
Stato totalmente sovrano
dall'inizio del ventesimo secolo, il numero di Stati non ha smesso di aumentare.

Una stato un'organizzazione dotata di un governo che esercita un potere riconosciuto, all'interno e all'esterno, su una popolazione e un territorio determinati con la massima precisione.
Il potere dello Stato a lungo si combinato con un riconoscimento di tipo religioso.
La geografia degli Stati molto differenziata nel mondo: esistono stati grandi e stati piccoli. il concetto di Stato non pu essere lo stesso se si considerano i diversi casi.

La diversa storia degli Stati mostra una grande diversificazione dell'esercizio del potere e delle forme territoriali.

Gli stati pi grandi sono spesso l'eredit di antichi imperi, come la Russia e il Giappone, oppure sono grandi Federazioni costituite all'epoca della colonizzazione come gli Stati Uniti e il Canada.

L'Europa moderna, invece, ha inventato lo Stato-nazione ha riunito in uno stesso territorio una popolazione che viene considerata omogenea per lingua, cultura, storia e religione (anche se non cos omogenea)
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questa concezione stata esportata un po ovunque nel mondo particolarmente in America Latina e Africa

La democrazia rispettata in maniera ineguale nel mondo.


Qualunque sia il tipo di governo che regge uno Stato, il suo potere si manifesta su un territorio debitamente identificato e organizzato.

15.1.1 LA FRONTIERA

Delimitare il territorio dello Stato senza alcuna ambiguit lo Stato moderno esige la chiarezza esistono frontiere che sono linee dritte, come in alcuni stati degli Stati Uniti, frontiere naturali che seguono i fiumi o le
linee di cresta come in Europa (sono lideale).
Attualmente le frontiere tra gli Stati non servono pi da pretesto per gli scontri bellici, mentre la loro contestazione fu all'originale di quasi tutti conflitti fino alla seconda guerra mondiale.
Attualmente l'esistenza stessa della frontiera a essere messa in discussione: il liberalismo economico e la mobilit degli uomini portano alla cancellazione dei limiti.

15.1.2 LA CAPITALE

La capitale la testa dello Stato porta il segno del proprio ruolo nella societ nell'urbanizzazione e nella monumentalit.
Tutto nelle capitali deve concorrere alla formazione del potere:

Due grandi caste tengono le redini del potere: la classe politica scelta dal popolo e quella dei tecnocrati dell'amministrazione che lavorano in stretta simbiosi.

L'amministrazione territoriale prolunga nelle province il potere dello Stato. questo, in nome del popolo, esercita poteri regi: la giustizia, lordine pubblico, l'ordine militare, la riscossione delle imposte, ma anche servizi
pubblici, servizi sociali e di sviluppo economico.

15.2 I NOTABILI, I TERRITORI E IL POTERE . . .


15.1.3 LE RETI DEL POTERE ECONOMICO

Lo Stato nazione esercita sui suoi territori un potere ben definito, non cos per il potere economico.
Dopo ondate di nazionalizzazione la tendenza si capovolta e prevalgono, oggi, le privatizzazioni nel settore pubblico .s e anche imposto un nuovo potere il liberalismo economico senza frontiere

La logica spaziale dei gruppi industriali trasversale al potere degli stati: questi gruppi in ignorano le frontiere e sfruttano la molteplicit degli Stati e le loro particolarit l'unico loro limite la propria sicurezza

Il gruppi sono svincolati dal territorio in particolare quello degli Stati.

15.4 LE METROPOLI

La metropoli luogo in cui tutti questi poteri trasversali trovano un nuovo ordine mondiale a complemento di quello degli Stati.
New York di sicuro la metropoli per eccellenza, non una capitale politica, ma si appoggia allo stato pi potente del pianeta, al mercato pi ricco, al tessuto industriale pi competitivo.
Bisogna, comunque, rilevare che non tutte le metropoli sono omogenee si dividono in virt della loro potenza

Troviamo quelle che dominano il pianeta, in cui si riscontrano tutte le attivit superiori (piazze finanziarie, borse valori, borse commerciali, servizi, universit, centri di ricerca, media, luoghi culturali) New York,
Londra (non ha attivit borsistica, ma un polo assicurativo), Tokio.

Una seconda categoria riguarda un tipo di metropoli meno potente dotata di una gamma di attivit meno completa (non ci sono attivit borsistiche p.e - Los Angeles, Parigi, Zurigo...)

Una terza categoria caratterizzata da centri con scambi mondiali, relativi a unattivit specifica, o a una forte impresa nazionale (Milano, Torino, Lione, Monaco..)

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16
LA GUERRA

La guerra una chiara espressione delle ineguaglianze, della segregazione, del nazionalismo e del potere. E il prolungamento armato della politica
Per anche geografia perch il terreno sul quale si svolge ha un ruolo fondamentale in tutte le componenti: nelle cause, nellelaborazione strategica, nella tattica nelle operazioni e nell'esito finale.

16.1 LA GUERRA TRA NAZIONI . . .


16.2 LE GUERRE DI POSIZIONE

E prima di tutto difensiva, mira a proteggere le frontiere acquisite.

16.3 LA GUERRA DI MOVIMENTO

Si caratterizza per la mobilit dei mezzi impiegati, lintelligenza tattica e la velocit di esecuzione esige nello stesso tempo fabbricazione sempre pi sofisticate.
La guerra ora preparata in seno ai complessi dell'industria bellica che fanno crescere sia la potenza militare che la ricchezza economica

Per essere all'altezza dei loro investimenti, le grandi potenze sono contemporaneamente mercanti di armi da esportare nei paesi pi poveri.

16.3.1 LA POTENZA DELLE ARMI

La potenza delle armi raddoppiata rispetto ai periodi storici precedentI. Questo incremento ha rappresentato il punto di forza dell'artiglieria per sostenere la difesa o il movimento.
Si stabilita una gerarchia tra i paesi che dispongono dell'arma atomica e quelli che non ce l'hanno e non lavranno mai.
Discrete manometrica ce le armi chimiche e batteriologiche.

16.3.2 LA GUERRA RIVOLUZIONARIA

La guerra rivoluzionaria l'antitesi di quella che sviluppano oggi le grandi potenze. Ha bisogno di armi leggere, dalle alte prestazioni e procurate con il contrabbando.
Sovverte tutti i principi degli eserciti classici sempre in movimento ed imprevedibile per forze militari equipaggiate troppo pesantemente.
La guerra rivoluzionaria privilegia le postazioni non identificabili, nascoste in ambiente rurale e in connivenza con tutta o parte della popolazione, apprezza anche le aree marginali e quelle di difficile accesso.
Negli ultimi vent'anni, questa guerra, diventata urbana, si sviluppata soprattutto in Medioriente.

16.4 LA GUERRA IN MEDIO ORIENTE . . .


16.5.1 IL MEDIO ORIENTE

Il Medioriente una polveriera nel corso degli ultimi vent'anni, tutti i paesi della zona sono stati interessati dalla guerra.
una parte della flotta degli Stati Uniti incrocia in permanenza nel Golfo Persico e nel Mediterraneo orientale tutti paesi hanno armamenti di ogni tipo in abbondanza, anche solo per ostentazione. Si fanno e si
disfano alleanze ed in corso un riallineamento generale degli equilibri politici e diplomatici.

Si pu pensare che resta del mondo sia in pace ma in realt non cos perch quasi ovunque ci sono molteplici forme di conflitto che rendono la pace un concetto relativo.

16.5.2 LAFRICA

Teatro quasi costante di conflitti etnici, soprattutto nella parte del sahel e intorno al bacino del fiume Congo guerre spesso dimenticate, ma tra le pi sanguinose che uniscono scontri tribali, di bande armate o di eserciti
regolari a interessi materiali che hanno ramificazioni fin neie paesi sviluppati e che riguardano risorse rare e preziose, come diamanti avorio e uranio.

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Nel mondo si ritrovano conflitti simili, ma su scala minore e di minore intensit.

16.5.3 LAMERICA LATINA

LAmerica Latina teatro tradizionale di rivoluzion,i colpi di stato, violenze razziali ed in agitazione quasi permanenti l elemento attorno a cui gravitano questi paesi la produzione della cocaina.

16.5.4 LAMERICA DEL NORD, LEUROPA,IL GIAPPONE, LA CINA, LAFRICA DEL SUD, LOCEANIA

La maggior parte dell'umanit contemporanea risparmiata da guerre e violenza?

Apparentemente si potrebbe pensarlo, ma guardando meglio serpeggia una sorda inquietudine: la miseria sempre vicina, se non presente e la societ divisa tra chi sta meglio e tutti gli altri.
Lo sciopero la forma di conflitto pi pacifica, ma dai significati geografici sociali, soprattutto quando scuote tutta una nazione.

Il calcio, ancora pi convenzionalmente pacifico e codificato, la passione delle folle urbanizzate e rappresenta sempre uno scontro ben orchestrato e a volte violento, della guerra su un rettangolo derba.
La violenza urbana imperversa nei quartieri pi poveri delle metropoli.
riapparsa la pirateria marittima nel mare della Cina e nello stretto di Malacca.
I paesi in pace sono, inoltre, raggiunti dalle schegge insanguinate dei conflitti pi aperti.
La guerra contemporanea non pi mondiale, ma mondializzata.

PARTE QUINTA
I TERRITORI, IL GEOGRAFO, IL CITTADINO

I territori sono materia specifica della geografia il territorio permette di circoscrivere una parte della superficie terrestre, con le sue componenti e si declina in tutte le scale.

La geografia neutrale di fronte al territorio si studia? deve esserlo?

Il ruolo del geografo non quello di cambiare il sistema, ma di riconoscerlo, descriverlo e analizzarlo.

17 LORDINE DEL MONDO


17.1 LORDINE DELLA NATURA

L'ordine della natura davanti agli occhi del geografo: la superficie del globo terrestre quasi immobile misurata con il tempo della vita umana eccetto che per i fenomeni vulcanici sismici

Tutta la geografia pu essere scritta in base a questa natura ben ordinata alla quale l'uomo si adatta

E per avvenuta unevoluzione il passaggio da una natura considerata immutabile ad una sua concezione evolutiva e dinamica per via della presenza al suo interno di fenomeni di cui l'uomo
responsabile

quando ci si resi conto chiaramente che le trasformazioni dei climi, o delle formazione vegetali, avevano avuto l'influenza dell'uomo, lintervento di quest'ultimo diventato oggetto di studi

17.2 LORDINE DELLE CIVILTA

difficile individuare ordine stabilit nel continuo movimento degli uomini in cerca della loro sopravvivenza, che non eterna, come sembra essere quella della natura anche le civilt sono immortale?
La civilt merita un'analisi profonda quando le aree di ripartizione sono abbastanza estese e le coerenze abbastanza forti si parla di civilt.

Le civilt sono degli spazi, delle societ, delle economie, delle mentalit collettive, ma sono anche delle continuit e una storia

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Il mondo pu dividersi in grandi aree di civilt e tenta di farlo la diversit delle civilt non sta scomparendo

la Civilt unica si scrive con la lettera maiuscola. Dal sedicesimo secolo in poi si imposta l'Europa occidentale e, a partire dal ventesimo secolo, gli Stati Uniti.

Il modo di guardare il mondo di un geografo appartiene soltanto lui, ma anche il prodotto di una civilt: la sua

17.3 LORDINE GLOBALIZZATO

Come dicono gli autori anglosassoni lo spazio globalizzato e la geografia con lui.

Con questa espressione si sostiene l'idea che l'insieme del pianeta, uomini e cose, appartenga ormai a uno stesso sistema e che nessuna particella, di vita, di attivit e di intelligenza possa sfuggirgli.

Questa globalizzazione del mondo non ha aspettato la fine del ventesimo secolo per attuarsi, ma il suo cammino inizia con la storia del mondo: si devono riconoscere due fasi essenziali la formazione dei grandi
imperi coloniali nel Diciannovesimo secolo e il periodo attuale.

la globalizzazione, cos come noi la viviamo, resa possibile da innovazioni tecniche importanti: la rivoluzione dei trasporti e della comunicazione e perfezionamento dei processi di fabbricazione.

La globalizzazione ha radici economiche, ma di tale potenza che porta con s tutti gli altri elementi della vita in particolare quelli culturali.

la fine dell'esperienza Sovietica, nel 1989, lasciato campo libero a coloro che teorizzano la libert dei mercati come regolatore economico e ai sostenitoti di una libert degli uomini pi ampia possibile, come regolatore sociale.
La globalizzazione non ha portato uguaglianza sociale, ma disuguaglianze accentuate: il potere si concentrato come mai prima, basta guardare gli Stati Uniti.

La logica della crescita mondiale, spinta dalla libert dei mercati e degli uomini, non riguarda affatto le grandi masse di uomini dei continenti pi poveri.

La globalizzazione funziona come movimento di crescita globale incontestabile, ma anche come sistema di dominio da qui nasce un grande dibattito: l'ordine globalizzato, cos come lo conosciamo, deve
essere sostenuto, corretto o abbattuto? Sta ai cittadini del mondo decidere.

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LIMPEGNO DEI GEOGRAFI
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LA PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO

19.1 IN AMERICA, IN URSS, NELLE COLONIE

L'uomo organizza il territorio in cui vive ogni opera umana si inscrive n uno spazio organizzato fin dal Neolitico e dalla comparsa della vita sedentaria.

Organizzazione dello spazio si oppone al liberalismo puro perch, organizzare, implica la presa di decisioni superiori a quelle di ogni singolo individuo, impresa, collettivit.

La pianificazione del territorio un passo in pi e si rende necessaria quando una presa di coscienza, di interessi superiori, richiede azioni collettive che prevalgono sulle leggi di mercato e sulla libert dell'individuo e
delle imprese.

19.1 GLI STATI UNITI

Monica Chivino _ fraz. Viering. 82 - 11020 - Champdepraz (Ao) _ monica.chivino@me.com


Vi piace la Geografia? Armand Frmond - Carocci Collana ambiente, societ e territorio 30
Gli Stati Uniti, nella geografia, sono l'antitesi della pianificazione del territorio: liberalismo, culto della libera impresa e la libert dei cittadini, sono una regola dominante: lo spazio molto vasto e gli autoctoni erano un
numero cos basso da rendere indisturbate tutte le azioni possibili di trasformazione e di acculturazione.

C' comunque una ferma pianificazione e organizzazione del territorio, soprattutto in alcuni punti essenziali: la divisione dello spazio ha una trama rettangolare, a partire dalle forme degli stati, fino ad arrivare alla rete
urbana.

l'attraversamento del continente ha grandi vie di servizio, il modello di ogni comunit di base abbastanza diversificato a seconda delle origini, ma sempre organizzato intorno a unistituzione importante i poteri
pubblici hanno comunque sempre assicurato una specie di servizio minimo molto stabile.

La creazione dei parchi nazionali una iniziativa importante, in anticipo rispetto ai tempi, gli americani ci proteggono i tratti pi spettacolari e significativi di una natura e di una storia grandiosa.

D'altro canto non si pu non ricordarsi che gli USA sono anche i principali produttori di inquinamento al mondo e non fanno nulla a questo proposito.

19.1.2 LURSS

LURSS, al pari della Russia di oggi sua erede, ha in comune con gli USA un territorio immenso, ma difficile da controllare il cui avvenire resta incerto.

I governi sovietici non hanno nessuna volont permanente e fortemente affermata di pianificazione del spazio la concezione Sovietica ha sempre dato pi spazio ai principi astratti e agli obiettivi che alle realt territoriali

Da questa concezione sono derivate terribili catastrofi

19.1.3 LE COLONIE

Nell'epoca dell'imperialismo e della colonizzazione anche le colonie furono vasti territori di sperimentazione Verso la fine del periodo coloniale si configuravano come regioni strutturate che presentavano una realt
complessa ed elaboravano piani di sviluppo in vista dellindipendenza.
La pianificazione del territorio si resa necessaria un po ovunque nel mondo, anche nel Sud, ma con molti fallimenti, come se questi paesi non potessero adattarsi ospitare un primo stadio di sviluppo.

La fine del periodo coniale ha avuto anche un altro vantaggio: ha aperto ampii terreni di sperimentazione a moltissimi giovani amministratori, ingegneri, agronomi e anche geografi, che si sono fatti le ossa e in paesi lontani
in cui avevano le mani libere rispetto vecchio continente.

19.2 IN EUROPA

I principi di giustizia sociale che esistono in Europa e, che da tempo tentano di tradursi in equit territoriale, si fanno s che l'Europa si collochi una posizione decisamente importante per quanto riguarda l'elaborazione e la
realizzazione della pianificazione territoriale.

un'esigenza che combina la geografia e la democrazia in uno spazio denso e complesso


Criteri su cui si basa la pianificazione sono principalmente due:

1. L importanza delle disuguaglianze e delle correzioni necessarie per superarle;


2. La ripartizione delle competenze tra Stato e amministrazioni locali

Non esiste ununica Europa per quanto riguarda la pianificazione del territorio tutti gli stati, ognuno a modo suo, cercano il consenso delle popolazioni: pratica la democrazia territoriale lavora con tre
protagonisti Lo stato, le comunit di base e la provincia o la regione.

Monica Chivino _ fraz. Viering. 82 - 11020 - Champdepraz (Ao) _ monica.chivino@me.com