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COMPORTAMENTO DEI MATERIALI

SOTTO IRRAGGIAMENTO NEUTRONICO


NEL NOCCIOLO DI UN REATTORE NUCLEARE

a cura di Lelio Luzzi

1. Classificazione dei diversi difetti prodotti per irraggiamento neutronico


1.1. Spostamenti di atomi
1.1.1 Fenomeno istantaneo
1.1.2 Evoluzione nel tempo dei difetti restanti
1.2 Reazioni nucleari. Bolle di gas ad alta temperatura

2. Conseguenze pratiche degli spostamenti di atomi


2.1 Effetto Wigner a bassissima temperatura (T < 0.1⋅Tf)
2.2 Indurimento per accumulo di difetti a bassa temperatura e sotto debole flusso neutronico
(0.1⋅Tf < T < 0.25⋅Tf)
2.3 Indurimento per formazione di anelli a bassa temperatura e sotto elevato flusso neutronico
(0.1⋅Tf < T < 0.25⋅Tf)
2.4 Precipitazione orientata degli anelli: scorrimento viscoso e crescita
2.5 Rigonfiamento da vacanze a temperatura intermedia (0.25⋅Tf < T < 0.4÷0.5⋅Tf)
2.6 Ricottura dei difetti di irraggiamento prodotti da spostamenti di atomi

3. Conseguenze pratiche delle reazioni nucleari


3.1 Rigonfiamento da gas ad alta temperatura (T > 0.4÷0.5⋅Tf )
3.2 Infragilimento intergranulare

4. Effetti di diffusione termica nei materiali in reattore


4.1 Trasformazioni metallurgiche
4.2 Densificazione dei ceramici
4.3 Reazioni chimiche

5. Comportamento di alcuni materiali di interesse


5.1 Comportamento dell’uranio metallico
5.2 Comportamento del biossido di uranio sinterizzato
5.3 Comportamento dello Zircaloy
5.4 Comportamento degli acciai
5.4.1 Acciai ferritici per recipienti in pressione
5.4.2 Acciai austenitici per incamiciature
5.5 Comportamento della grafite
5.5.1 Caratteristiche specifiche della grafite
5.5.2 Effetto Wigner
Gli effetti provocati dall’irraggiamento neutronico (di seguito abbreviato irraggiamento)
in un reattore nucleare - o come si è soliti dire "in pila" - sono molto complessi, perché
i diversi difetti che possono prodursi interagiscono gli uni con gli altri e in maniera
differente a seconda dei materiali. La trattazione seguente sarà divisa in tre parti:
- in una prima parte saranno classificati i difetti, senza occuparsi dei loro effetti (§ 1);
- in una seconda parte verranno illustrate le regole generali riguardanti le
interazioni tra i diversi difetti e gli effetti di questi ultimi sulle proprietà dei
materiali (§ 2, § 3, § 4);
- infine, le regole suddette saranno applicate al caso di alcuni materiali di
particolare interesse (§ 5).
Per una quadro sinottico si vedano la Tabella 1 e la Tabella 2. Con Tf si indicherà
la temperatura di fusione (in gradi kelvin). Le figure sono riportate in Appendice.

1. CLASSIFICAZIONE DEI DIVERSI DIFETTI PRODOTTI PER


IRRAGGIAMENTO NEUTRONICO
I neutroni veloci prodotti dalla fissione possono generare due tipi di difetti, dovuti:
- agli spostamenti di atomi (difetti che a loro volta si suddividono in più sottogruppi);
- alle reazioni nucleari.

1.1. Spostamenti di atomi

1.1.1 Fenomeno istantaneo


1.1.1.1 Cascata collisionale

Le energie messe in opera dall’agitazione termica nella materia sono dell’ordine dell’elettronvolt,
mentre quelle messe in gioco dall’urto di un neutrone veloce su un nucleo, all’interno di un
materiale, possono essere mille volte maggiori. Si distinguono due processi, a seconda che l’energia
del neutrone trasferita a un atomo sia minore o maggiore del valore di soglia Ed (~ 25÷40 eV)
necessario per spostare l’atomo dalla sua posizione nel reticolo cristallino:
- se l’energia trasferita dal neutrone incidente è minore di Ed, l’atomo urtato resta trattenuto dai
vicini, rincula e si mette a vibrare (essendo l’energia ricevuta integralmente trasformata in calore);
- se l’energia trasferita è maggiore di Ed, gli atomi vicini non possono più trattenere l’atomo
considerato, che abbandona la sua posizione nel reticolo creando una coppia di Frenkel
(simultaneamente, 1 vacanza + 1 interstiziale). Dopo il primo urto, se l’atomo scosso (PKA –
Primary Knocked Atom) possiede un’energia residua sufficiente, esso va a spostare altri atomi in
cascata finché gli atomi finali, avendo perso tutta l’energia nel reticolo, restano in posizioni
interstiziali (Fig. 1).

2
Bisogna notare che le collisioni secondarie dovute agli atomi spostati sono molto più numerose e
localizzate rispetto alle collisioni primarie dovute a un unico neutrone. Questo in effetti può
percorrere alcuni centimetri senza urti. Invece, la cascata dei difetti secondari può essere
significativa per ciascun urto di un neutrone veloce con energia superiore a 1 MeV.
La quantità di atomi spostati può dunque essere enorme: nella guaina di una barretta di combustibile
per un reattore veloce, a fine vita (2 anni di funzionamento), ciascun atomo del materiale è spostato
in media un centinaio di volte (100 dpa – displacement per atom).

1.1.1.2 Ricombinazione a corto raggio (immediata)

Questo effetto è specifico dei metalli, dove le coppie vacanza-interstiziale, separate tra loro meno di
alcune distanze interatomiche, si ricombinano immediatamente dopo il passaggio del neutrone, e ciò
avviene in misura maggiore quanto più il materiale è stato irraggiato, giacché contiene più difetti
ricombinabili. Sono i difetti restanti, minoritari nel caso dei metalli (dopo questo processo di
ricombinazione), che in seguito evolveranno (§ 1.1.2).
Nota 1: L’effetto suddetto di ricombinazione immediata dei difetti "freschi" va distinto dall’effetto
di risanamento (recovery) di difetti già presenti.

Fenomeno istantaneo Evoluzione nel tempo


dei difetti restanti

Interstiziali Accumulo
sotto flusso integrato
Cascate Ricombinazione immediata +
Evoluzione per diffusione
Vacanze

1.1.2 Evoluzione nel tempo dei difetti restanti

1.1.2.1 Accumulo dei difetti a temperatura molto bassa (T < 0.1⋅Tf)

Per temperatura molto bassa (vedi Tabella 1 a pag. 6) si intende il livello di temperatura che, per il
materiale considerato, corrisponde a una diffusione praticamente nulla. Per la grafite, ad esempio, la
temperatura ambiente è una temperatura assai bassa.
Lo schema precedente, in tali condizioni, si semplifica:

Fenomeno istantaneo Evoluzione nel tempo


dei difetti restanti

Interstiziali
Accumulo
Cascate Ricombinazione immediata di coppie isolate
in funzione del
Vacanze flusso integrato

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Mano a mano che aumenta la concentrazione dei difetti in funzione della fluenza (flusso neutronico
veloce integrato nel tempo), la probabilità per i nuovi difetti di subire ricombinazione a corto raggio
aumenta; questa è una situazione “ideale”, per illustrare l’effetto della sola ricombinazione
immediata, che provoca nei metalli una saturazione dei difetti dovuti all’irraggiamento (Fig. 2).
L’esistenza di una saturazione per i danni prodotti nei materiali strutturali più esposti
all’irraggiamento (ad es. la guaina della barretta di combustibile) chiarisce perché questi conservino
una struttura cristallina coerente, malgrado lo scompiglio notevole (chambardement) che si è
descritto.
A temperatura più elevata, si vedrà che la diffusione permette una restaurazione complementare,
che varia dallo stato appena descritto (a temperatura molto bassa) al risanamento quasi completo
(a temperatura molto alta).

1.1.2.2 Segregazione intermedia a bassa temperatura (0.1⋅Tf < T < 0.25÷0.3⋅Tf) e sotto debole flusso
neutronico: ammassi semi-organizzati

Appena la diffusione interviene (0.1⋅Tf < T), le vacanze e gli interstiziali si incontrano per
permettere una ricombinazione ritardata:

Fenomeno istantaneo Evoluzione per diffusione


dei difetti restanti

Interstiziali Segregazione
di interstiziali
Cascate Ricombinazione immediata Ricombinazione
ritardata
Vacanze Segregazione
di vacanze

In condizioni di debole flusso neutronico (lontano dal nocciolo del reattore) e di bassa temperatura
(T < 0.25÷0.3⋅Tf), questo fenomeno produce delle zone preferenziali di difetti dello stesso tipo,
raggruppati in prossimità della vecchia cascata sotto forma di vacanze circondate da una corona
ricca di interstiziali (Fig. 3).
Questi ammassi acquistano una certa stabilità e possono giocare un ruolo analogo a quello di un
precipitato nell’indurimento di un metallo. Questa situazione si verifica, in particolare, nei recipienti
metallici in pressione (vessel) dei reattori ad acqua leggera (LWR – Light Water Reactor).
Sotto flusso neutronico elevato, la diffusione aumenta e lo stato descritto non è che una transizione
verso due tipi di segregazioni più organizzate:
- formazione per diffusione - a partire dagli ammassi suddetti - di "anelli" di vacanze e di
interstiziali, a bassa temperatura o in condizioni anisotrope (§ 1.1.2.3);
- formazione di vuoti, a temperatura più alta (§ 1.1.2.4).

1.1.2.3 Formazione di anelli di vacanze e di interstiziali sotto flusso neutronico elevato

Quando la segregazione si organizza sottoforma piana, essa continua sottoforma di difetti piani: si
ottengono allora degli strati di atomi supplementari o di atomi mancanti (Fig. 4). La linea chiusa

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che delimita lo strato supplementare o mancante è a tutti gli effetti una linea di dislocazione: un
anello di dislocazione (dislocation loop). Data l’origine della dislocazione si parla di "anelli" di
vacanze o di interstiziali.
Questi anelli si formano per diffusione - a partire dagli ammassi precedenti - quando le due
condizioni seguenti sono verificate simultaneamente:
- flusso neutronico consistente;
- bassa temperatura (0.1⋅Tf < T < 0.25÷0.3⋅Tf) o condizioni anisotrope (anisotropia dello stato di
sforzo o anisotropia cristallina).
Essi sono dello stesso tipo delle dislocazioni ed evolvono nella stessa maniera catturando sulla
periferia interstiziali o vacanze. C’è un elemento di ricombinazione per diffusione quando:
- un interstiziale è catturato da un anello di vacanze;
- una vacanza è catturata da una dislocazione oppure da un anello di interstiziali.
Tuttavia, poiché dal punto di vista cinetico gli interstiziali diffondono più presto delle vacanze
(tendenza generale al rigetto di ciò che è un supplemento instabile), essi sono catturati
maggiormente dagli anelli e dalle dislocazioni. Ma se la concentrazione in dislocazioni aumenta
(metallo lavorato a freddo), avendo le vacanze una distanza inferiore da percorrere per incontrare
una dislocazione, la ricombinazione aumenta.

1.1.2.4 Formazione di vuoti a temperatura intermedia (0.25÷0.3⋅Tf < T < 0.4÷0.5⋅Tf)

A temperatura intermedia (0.25÷0.3⋅Tf < T < 0.4÷0.5⋅Tf) si formano vuoti per coalescenza di
vacanze. Quando si ha segregazione di alcune centinaia di vacanze, si può parlare di un vero vuoto
stabile, perché il guscio sferico della cavità è stabile (il reticolo cristallino circostante non collassa
come nel caso di un anello di vacanze). Si sottolinea che la cavità così formata (Fig. 5) è
praticamente vuota (103 Pa), contrariamente alle bolle gassose descritte nel § 1.2.
Quando il vuoto raggiunge una certa dimensione, comincia a catturare allo stesso modo vacanze e
interstiziali, il che equivale alla ricombinazione. La dimensione dei vuoti ha dunque un limite, ma
non il loro numero.
Nota 1: in un metallo lavorato a freddo, in cui la concentrazione elevata in dislocazioni permette a
quest’ultime di catturare maggiormente vacanze (meno mobili degli interstiziali - § 1.1.2.3), lo
sviluppo della formazione dei vuoti è ridotto.
Nota 2: nei materiali nucleari si possono formare per reazione nucleare - fissione o reazione (n,α) -
degli atomi di gas. A temperatura intermedia, quando la mobilità delle vacanze aumenta, queste
ultime diffondendo possono incontrare gli atomi di gas. Questi allora catalizzano la segregazione
delle vacanze isolate precedenti (essendo gli interstiziali intrappolati dagli anelli o dalle
dislocazioni). Tale fenomeno si localizza intorno al nucleo di gas iniziatore, dunque in volume.

1.1.2.5 Ricombinazione a temperatura elevata (T > 0.4÷0.5⋅Tf)

Se la temperatura è sufficiente, la diffusione degli atomi diventa tale che c’è ricombinazione prima
della segregazione. Questo effetto di risanamento è tanto più completo quanto più alta è la
temperatura.

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1.2. Reazioni nucleari. Bolle di gas ad alta temperatura
Ad alta temperatura, come si è appena visto, la mobilità dei difetti è tale da promuovere
efficacemente la ricombinazione, e quindi tale da risanare gli effetti degli spostamenti di atomi. Ma
il § 1.1.2.4, in cui una reazione nucleare catalizzava un effetto di spostamento di atomi a
temperatura intermedia, ci servirà per parlare dell’effetto delle reazioni nucleari, in quanto
fenomeno principale ad alta temperatura. Si tratta certamente sia della fissione, sia di una reazione
(n,α) - per esempio con il 10B, uno degli isotopi del boro presente come impurezza negli acciai. A
temperatura sufficiente, gli atomi di gas si incontrano per diffusione provocando la formazione di
bolle di gas e la coalescenza di queste bolle. La pressione all’interno delle bolle può essere
notevole, dell’ordine di 103 MPa (contrariamente alle cavità vuote del § 1.1.2.4).
Tutti questi difetti di irraggiamento e le loro conseguenze (§ 2, § 3) sono mostrati in Tabella 1. Si
tenga presente che non si ha mai un effetto assolutamente puro e che le conseguenze di fatto si
sovrappongono sinergicamente le une alle altre: l’esito finale è quindi quello di una “embricatura”
più o meno complessa.

Tabella 1 – Classificazione dei difetti prodotti per irraggiamento.

Fenomeno (§ 1) Condizioni richieste Conseguenze (§ 2, § 3)

Coppie isolate (§ 1.1.2.1) Temperatura molto bassa (*) Rigonfiamento da interstiziali


+ accumulo di energia (§ 2.1)
Ammassi semiorganizzati Bassa temperatura (*) Indurimento per accumulo
(§ 1.1.2.2) + flusso poco elevato di difetti (§ 2.2)
Spostamenti Indurimento per formazione
di atomi (§ 1.1) Flusso bassa temperatura (*) di anelli (§ 2.3)
Anelli (§ 1.1.2.3) elevato + Precipitazione orientata degli anelli:
condizioni anisotrope scorrimento viscoso e crescita
a tutte le temperature (§ 2.4)
Cavità vuote (§ 1.1.2.4) Temperatura intermedia (*) Rigonfiamento da vacanze (§ 2.5)
Reazioni nucleari Bolle di gas (§ 1.2) Alta temperatura (*) Rigonfiamento da gas (§ 3.1)
(§ 1.2) Infragilimento intergranulare (§ 3.2)

( )
* 0 kelvin Fusione

Temperatura

molto bassa bassa intermedia alta

0.1⋅⋅Tf 0.25÷0.3⋅⋅Tf 0.4÷0.5⋅⋅Tf Tf

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2. CONSEGUENZE PRATICHE DEGLI SPOSTAMENTI DI ATOMI

2.1 Effetto Wigner a bassa temperatura (T < 0.1⋅⋅Tf)


A temperatura molto bassa (relativamente alla temperatura di fusione Tf), c’è poca ricombinazione
immediata a corto raggio e quasi assenza di evoluzione dei difetti per diffusione; in particolare, gli
interstiziali restano isolati, dando luogo al duplice fenomeno - noto come effetto Wigner - che consiste nel:
- rigonfiamento da interstiziali (consecutivo alla distorsione del reticolo cristallino a causa degli
interstiziali);
- accumulo di energia, corrispondente all’energia dei legami rotti nel reticolo cristallino.
È proprio ciò che si vedrà nel § 5.5.2.1 per la grafite al di sotto di 200 °C. Per i metalli, invece, la
temperatura ambiente non è ancora una bassa temperatura e non valgono le considerazioni appena
fatte; di fatto i due fenomeni sopra citati sono compensati dai due processi seguenti:
- collasso del reticolo sugli anelli di vacanze e recupero quasi completo del rigonfiamento dovuto
agli interstiziali (Fig. 6);
- utilizzazione dell’energia per la formazione degli anelli di vacanze e di interstiziali.

2.2 Indurimento per accumulo di difetti a bassa temperatura e sotto debole


flusso neutronico (0.1⋅⋅Tf < T < 0.25⋅⋅Tf)
Si è visto al § 1.1.2.2 come, a bassa temperatura e debole flusso neutronico, si formano in
prossimità delle vecchie traiettorie dei neutroni ammassi disorganizzati di vacanze circondate da
una corona di interstiziali. Questi ammassi giocano lo stesso ruolo dei precipitati bloccando la
deformazione plastica: il metallo diventa duro e fragile (Fig. 7) e la temperatura di transizione
duttile-fragile (NDTT – Nil Ductility Transition Temperature) aumenta. È proprio ciò che capita nei
recipienti in pressione in acciaio ferritico dei reattori ad acqua leggera (LWR) – vedi § 5.4.1.
Questo fenomeno, come il precedente (§ 2.1), è parzialmente recuperabile con ricottura.

2.3 Indurimento per formazione di anelli a bassa temperatura e sotto elevato


flusso neutronico (0.1⋅⋅Tf < T < 0.25⋅⋅Tf)
Si è visto nel § 1.1.2.3 che, a bassa temperatura e sotto flusso neutronico elevato, i difetti
precipitano - a partire dagli ammassi precedenti - sotto forma di anelli di vacanze e di anelli di
interstiziali. Questi anelli, essendo della stessa natura delle dislocazioni (però bloccati), producono
lo stesso risultato: un indurimento e l’incrudimento corrispondente del materiale (Fig. 7). Se
sottoposto a ricottura, quest’ultimo recupererà parzialmente le sue proprietà; tale fenomeno sarà
illustrato per le guaine in Zircaloy dei reattori ad acqua (§ 5.3).

2.4 Precipitazione orientata degli anelli: scorrimento viscoso e crescita


Un’anisotropia nel reticolo cristallino, o sotto l’azione di una sollecitazione, provoca una
precipitazione preferenziale di anelli polarizzati, eventualmente nelle condizioni di temperatura in
cui niente si sarebbe prodotto, fuorché anisotropia. Ne risulta, per aumento di questi anelli (Fig. 8),
che:

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- la creazione di nuovi piani atomici, in una direzione privilegiata, conduce a un allungamento;
- la disposizione di piani atomici, perpendicolari alla suddetta direzione privilegiata, conduce a
una diminuzione di sezione.

• Scorrimento viscoso da irraggiamento

Si trova prima un effetto della stessa natura dello scorrimento viscoso di origine termica (thermal
creep), in cui lo sforzo non è direttamente responsabile dell’evoluzione dimensionale, ma catalizza
una precipitazione anisotropa degli anelli di ogni specie prodotti dall’irraggiamento. Una
sollecitazione molto debole, provocando in assenza di irraggiamento uno scorrimento trascurabile,
può dunque avviare in pila un allungamento particolare:
- precipitazione e aumento di anelli di interstiziali, perpendicolarmente allo sforzo;
- precipitazione e aumento di anelli di vacanze, parallelamente allo sforzo.
Si tratta dello scorrimento viscoso da irraggiamento (irradiation induced creep), che influenza in
particolare i tubi esagonali (wrapper) degli elementi di combustibile nei reattori veloci.

• Accelerazione dello scorrimento viscoso di origine termica sotto irraggiamento

Questa volta il materiale è sottoposto a una sollecitazione sufficiente per avviare una deformazione
misurabile. Ma lo scorrimento viscoso da irraggiamento, con la creazione di anelli polarizzati, si
sovrappone al movimento delle dislocazioni, provocando un’accelerazione dello scorrimento
viscoso di origine termica (irradiation enhanced creep); tale accelerazione è anche conseguenza del
fatto che c’è una maggiore mobilità per climb delle dislocazioni, dovuta a una presenza maggiore di
difetti di punto.

• Crescita

Nel caso del creep si ha un’anisotropia di sollecitazione nel materiale. Il fenomeno di crescita
(growth) interviene invece nei materiali anisotropi, in cui la precipitazione dei difetti da
irraggiamento si produce in maniera anisotropa, essendo gli anelli di vacanze meglio sistemati
secondo una direzione cristallina e gli anelli di interstiziali meglio sistemati secondo una direzione
perpendicolare a quella cristallina.
Il cristallo si deforma allora in maniera anisotropa, con un allungamento in una direzione
preferenziale e una contrazione nelle direzioni a questa perpendicolari:
- su scala microscopica, in un materiale a grossi grani, l’anisotropia di ciascun grano può farsi
sentire con una deformazione della superficie del pezzo; è il fenomeno di corrugamento
superficiale o "peau d’orange" (buccia di arancia) riscontrato nelle barrette di uranio puro (§ 5.1);
- su scala macroscopica, in un pezzo che possiede una struttura (ottenuta ad esempio per
estrusione), il materiale si allunga secondo una direzione e si contrae nella direzione
perpendicolare; è ciò che accade nella grafite convenzionale ad alta temperatura:

Forma Forma
iniziale finale

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2.5 Rigonfiamento da vacanze a temperatura intermedia (0.25⋅⋅Tf < T < 0.4÷
÷0.5⋅⋅Tf)
Si è descritto in precedenza il fenomeno di formazione di vuoti (§ 1.1.2.4), quando le vacanze si
raccolgono sui nuclei gassosi presenti. Gli interstiziali corrispondenti evidentemente si sono nello
stesso tempo segregati sotto forma di anelli di interstiziali. La formazione dei vuoti provoca un
rigonfiamento del materiale (void swelling): come già detto, la forma sferica della cavità rende
quest’ultima stabile, contrariamente agli anelli di vacanze in cui il reticolo cristallino adiacente
collassa, annullando il rigonfiamento.
Il rigonfiamento da vacanze avviene in generale a temperatura intermedia, mentre la precipitazione
sotto forma di anelli si produce preferibilmente a temperatura più bassa e la ricombinazione diventa
la regola generale a temperatura elevata. Questo fenomeno produce la cosiddetta “protuberanza da
rigonfiamento” nelle guaine delle barrette di combustibile in acciaio austenitico dei reattori veloci
(§ 5.4.2) al centro del canale (a temperatura intermedia).

Nota 2: l’incrudimento costituisce un rimedio parziale a questo fenomeno perché le dislocazioni,


intrappolando in modo preferenziale gli interstiziali ma anche le vacanze, sono un fattore di
ricombinazione. Aumentando la concentrazione in dislocazioni, diminuisce dunque la segregazione,
in particolare quella delle vacanze sotto forma di vuoti.

2.6 Ricottura dei difetti di irraggiamento prodotti da spostamenti di atomi


Una temperatura elevata favorisce il risanamento di certi difetti prodotti dall’irraggiamento.

• Sotto irraggiamento a temperatura elevata, la concentrazione di vacanze termiche aumenta, così


come la loro mobilità di diffusione, il che favorisce la ricombinazione immediata. Non c’è più
precipitazione isotropa di anelli o di vuoti, dunque non si registra più indurimento.

• Una ricottura dopo irraggiamento provoca una diffusione accelerata:


- gli anelli tendono a eliminarsi, come pure le dislocazioni, nella ricottura di un materiale
incrudito;
- ma essendo gli anelli molto più localizzati in zone preferenziali rispetto alle dislocazioni (al
centro di zone vergini), l’aggrovigliamento degli anelli di vacanze e di interstiziali si
consolida ugualmente e la ricottura è incompleta (a differenza dell’incrudimento
convenzionale);
- le vacanze e gli interstiziali isolati vanno sia a ricombinarsi, sia a segregarsi nel corso della
diffusione.
Ne risulta che i danni nei materiali - come indurimento, rigonfiamento da interstiziali e
accumulo di energia - si eliminano in maniera incompleta, ma in misura tanto maggiore quanto
più è alta la temperatura. Nel § 5.5.2.1 si analizzerà in particolare la ricottura nelle pile di grafite
che abbiano funzionato a bassa temperatura.
In compenso le variazioni dimensionali dovute a una precipitazione anisotropa degli anelli
(crescita e scorrimento viscoso) non sono recuperate tramite ricottura; soltanto il reticolo
cristallino è ricostituito nel suo stato originario, in un quadro di deformazioni a carattere
permanente.

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3. CONSEGUENZE PRATICHE DELLE REAZIONI NUCLEARI
La fissione costituisce un fenomeno molto importante nei combustibili nucleari; essa
comporta la frammentazione dei nuclei pesanti in nuclei più leggeri, che vengono
immediatamente espulsi con una grande energia:
- ciascun frammento percorre una distanza di parecchi micron nel combustibile;
- ad ogni fissione si accompagna la creazione di circa 105 coppie di Frenkel.
Ne risulta, dopo diffusione:
- a temperatura intermedia, il rigonfiamento da vacanze descritto nel § 2.5 (void
swelling), spesso indicato nel caso del combustibile anche con il termine francese
di "cavitation";
- ad alta temperatura, il rigonfiamento da gas (gaseous swelling) di cui si parlerà
adesso.

Si veda la Tabella 1 per una collocazione di tali fenomeni nel contesto generale.

3.1 ÷0.5⋅⋅Tf)
Rigonfiamento da gas ad alta temperatura (T > 0.4÷
Questo fenomeno interviene ad alta temperatura, quando non si ha più effetto di spostamento di
atomi. Esso è dovuto:
- sia alla fissione con produzione di prodotti di fissione gassosi, come lo xeno e il cripto;
- sia alle reazioni (n,α).
Come visto nel § 1.2, gli atomi di gas si incontrano per diffusione e formano delle bolle che
coalescono; quando due di queste bolle si incontrano, la bolla risultante ha per ragioni di tensione
superficiale (Fig. 9):
- una superficie pari alla somma delle superfici (S = S1 + S2);
- un volume superiore alla somma dei volumi (V = V1 + V2).
Questo incontro è dunque esso solo responsabile dell’aumento di volume: si tratta del rigonfiamento
da gas (gaseous swelling).

3.2 Infragilimento intergranulare


I fenomeni precedenti intervengono all’interno del grano. Ma molto spesso - specialmente nel caso
delle reazioni (n,α) negli acciai austenitici a struttura fcc (cubica a faccia centrata) impiegati nelle
guaine delle barrette di combustibile dei reattori veloci - le bolle di elio precipitano nelle giunzioni
tra i grani, provocando un infragilimento intergranulare (inter-granular helium embrittlement) – vedi
§ 5.4.2.1.

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4. EFFETTI DI DIFFUSIONE TERMICA NEI MATERIALI IN REATTORE
L‘azione del bombardamento neutronico, scotendo il reticolo cristallino, è quella di
accelerare i fenomeni di diffusione termica.

4.1 Trasformazioni metallurgiche


Favorendo la diffusione, l’irraggiamento può causare il ritorno degli stati metastabili allo stato di
stabilità. Si osservano reazioni di precipitazione o trasformazioni allotropiche.

• Esempio: durante il processo di produzione dell’acciaio austenitico 18-8 (18 % Cr, 8 % Ni), nel
raffreddamento a partire dalla fase γ, la trasformazione γ →

non avviene e la lega resta nella


α

fase γ (pseudo-metastabile) a temperatura ambiente. Ma sotto irraggiamento (Fig. 10) la


trasformazione ridiventa possibile e la lega ridiventa parzialmente ferritica (γ + ). Per evitare
α

questa evoluzione non desiderabile, bisogna aumentare il contenuto in Nichel e passare alle
leghe 18-10 (ad es. acciaio AISI 304).

4.2 Densificazione dei ceramici


Il biossido di uranio e la grafite non sono mai ottenuti alla densità teorica, ad esempio perché le
condizioni di fabbricazione non permettono di farlo su scala industriale (ma non è l’unico motivo).
Quando un siffatto materiale viene sottoposto a temperatura elevata in reattore (al di sopra di 600
°C per la grafite e al di sopra di 1000 °C per il biossido di uranio), la diffusione accelerata dal flusso
neutronico provoca un complemento di sinterizzazione con conseguente densificazione del
materiale. La variazione di volume corrispondente, espressa in percentuale, viene a sovrapporsi agli
effetti da irraggiamento propriamente detti: per tale motivo si è incluso questo fenomeno nella
presente trattazione.
La densificazione è specifica dei materiali sinterizzati ed è retta dal parametro “temperatura”.
Questo fenomeno può essere seguito da un rigonfiamento o da una crescita governati dal parametro
“fluenza neutronica” (§ 2.4, § 2.5): in questo caso, la densificazione interviene prima e il
rigonfiamento, generalmente più lento, dopo (Fig. 11).

4.3 Reazioni chimiche


Per completezza bisognerebbe descrivere anche le numerose reazioni fisico-chimiche, più o meno
complesse, cui sono (o possono essere) soggetti i diversi componenti di un reattore nucleare.
Nella presente trattazione ci si limita a riportare alcuni esempi in Tabella 2, che riassume in modo
sintetico i fenomeni principali che riguardano alcuni materiali di particolare interesse, sul cui
comportamento in reattore ci si soffermerà nel prossimo paragrafo (§ 5).

5. COMPORTAMENTO DI ALCUNI MATERIALI DI INTERESSE


I materiali presenti nel nocciolo di un reattore nucleare si dividono in diverse
categorie. Tra queste, particolare rilevanza hanno:

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- il combustibile (ad es. uranio metallico e sue leghe, biossido di uranio);
- i materiali strutturali (ad es. Zircaloy, acciai);
- il moderatore (ad es. grafite).

Tabella 2 – Esempi di fenomeni cui sono soggetti i materiali di un reattore.

Effetti Espansione Accumulo


Densificazione Corrosione Infragilimento Rigonfiamento di
Cause Crescita energia

- Densificazione
Precipitazione dei Crescita
Temperatura degli ossidi fissili
carburi negli dell’uranio per
- Densificazione
acciai austenitici ciclaggio termico
della grafite
- Corrosione radiolitica
della grafite in CO2 Infraglimento dello
Reazioni - Corrosione Zircaloy in H20 Zircaloy in H2 o O2
fisico-chimiche - Corrosione del combustibile
in caso di rottura della guaina
- Corrosione della guaina a
causa dei prodotti di fissione
- Infraglimento dello - Espansione Energia
Spostamento Zircaloy a bassa T della grafite Wigner
di atomi - Aumento della NDTT - Rigonfiamento e della grafite
negli acciai ferritici crescita dell’U a
Effetti di 450 °C
irraggiamento - Rigonfiamento
delle leghe
austenitiche
Infragilimento inter- - Rigonfiamento
Reazioni
granulare nelle leghe dell’uranio
nucleari
austenitiche sotto 600 °C

5.1 Comportamento dell’uranio metallico


L’uranio e le sue leghe a debole tenore di elementi additivi sono utilizzati nella filiera UNGG
(Uranium Naturel Graphite Gaz). Le reazioni nucleari (fissione dell’235U e cattura neutronica da
parte dell’238U) causano i tre effetti seguenti:
- rigonfiamento da vacanze, a temperatura intermedia;
- rigonfiamento gassoso, ad alta temperatura;
- crescita, a tutte e temperature.
La Figura 12 mostra per una lega a grani fini i due primi fenomeni.
Il rigonfiamento da vacanze (void swelling o, meglio, cavitation) è dovuto alla coalescenza delle
vacanze sotto forma di vuoti tridimensionali, tra 450 e 650 °C. A temperatura più elevata, interviene
la ricombinazione (vacanza + interstiziale) e il fenomeno non si verifica più.
Il rigonfiamento gassoso (gaseous swelling) è dovuto alla coalescenza dei nuclei leggeri, e
specialmente dei gas di fissione sotto forma di bolle gassose.
Quale che sia il fenomeno, si osserva un rigonfiamento dell’uranio che può raggiungere il 10% in
volume per le leghe di qualità peggiore. Questo rigonfiamento corrisponde evidentemente a una
diminuzione di densità del metallo che diventa poroso (pori vuoti nel caso del rigonfiamento da
vacanze oppure bolle di gas nel caso del rigonfiamento gassoso).

12
A questo rigonfiamento si accompagna spesso il fenomeno di crescita (growth), consistente
nell’allungamento del materiale in una direzione privilegiata, ogni volta che questo possiede anche
una leggera anisotropia di struttura (Fig. 13).
Nel caso delle vecchie barre di uranio puro, il grano era molto grossolano (dell’ordine del
millimetro) e la crescita in ciascun grano produceva un corrugamento superficiale considerevole
(buccia di arancia e rientranze – vedi Figura 14).
Le conclusioni da trarre da questo comportamento, che diventa rapidamente inaccettabile, sono le
seguenti:
- impossibilità di utilizzare uranio puro a grossi grani in un reattore; occorre realizzare leghe di
uranio a grani fini (ad es. SICRAL, con aggiunta di Silicio, Cromo e Alluminio);
- impossibilità di utilizzare uranio che possiede una struttura da lavorazione; le barrette della
filiera UNGG sono ad esempio direttamente fuse sotto vuoto;
- per elevati tassi di bruciamento (superiori a 10 MWg/kg), abbandono delle leghe metalliche a
vantaggio del biossido di uranio sinterizzato.

5.2 Comportamento del biossido di uranio sinterizzato


Il biossido di uranio sinterizzato e gli ossidi misti UO2-PuO2 (MOX – Mixed OXides) sono utilizzati
nei reattori ad acqua e nei reattori autofertilizzanti veloci per la buona stabilità dimensionale e la
loro inerzia chimica nei confronti del termovettore (in caso di rottura della guaina).
Il biossido di uranio è un pessimo conduttore di calore. È in effetti, come la maggior parte dei
materiali ceramici, un isolante termico. Ne derivano dei gradienti di temperatura assai elevati, che
limitano il formato delle pastiglie di combustibile a piccoli diametri.

• Esempio: in una pastiglia di biossido di uranio di 7 mm di raggio si può avere a piena potenza
una differenza di temperatura di 1700 °C tra il centro e la superficie esterna.

Durante l’irraggiamento in reattore, c’è formazione di prodotti di fissione, di cui una parte gassosa
(Xe, Kr). Quando questi gas si sprigionano, c’è una creazione di una pressione all’interno delle
guaine che può raggiungere valori di 14 MPa. Tuttavia, per tassi di bruciamento inferiori a 15
MWg/kg, ci può essere una certa ritenzione dei prodotti di fissione nei pori chiusi dell’UO2. Invece,
nei reattori a uranio arricchito, il cui tasso di bruciamento supera il valore critico corrispondente alla
saturazione (20 MWg/kg), si può constatare che una quantità consistente dei gas formati viene
rilasciata dal combustibile (fission gas release) qualunque sia la temperatura: circa 3 cm3 per cm3 di
UO2 e per 10 MWg/kg. Si noti che questo rilascio generalmente si produce a sbalzi, in
corrispondenza alle variazioni di potenza del reattore, e aumenta all’aumentare della temperatura.
Si è temuto per molto tempo che il biossido di uranio si gonfiasse in pila. In effetti questo
rigonfiamento (swelling), se interviene per dei tassi di bruciamento molto alti, come nei reattori
autofertilizzanti veloci (100 MWg/kg), sembra essere sempre debole (0.7% in volume per 10
MWg/kg): è questa una grande differenza rispetto alle leghe di uranio, in cui la ritenzione dei
prodotti di fissione è uno dei parametri del rigonfiamento.
Per potenze specifiche elevate, corrispondenti ad alti gradienti di temperatura nell’ossido, questo si
fessura (cracking) e si ristruttura (restructuring) con la formazione di un foro centrale (central void).
Le cricche sono il semplice risultato degli sforzi termici. Esse sono prevalentemente di tipo radiale
(Fig. 15). Cricche circonferenziali si formano in misura molto minore e danno luogo a un aumento
locale di temperatura (cattiva trasmissione del calore) permettendo ai lembi di riscaldarsi.
La formazione del foro centrale è tanto più importante quanto più bassa è la densità del biossido ed
elevata la sua temperatura. In effetti, l’ossido densifica (densification) all’inizio dell’irraggiamento

13
e i pori diffondono verso il centro della pastiglia (restructuring), dove essi si raccolgono formando
il foro.
Tutti i fenomeni suddetti (cracking, densification, restructuring, swelling, fission gas release)
hanno conseguenze pratiche assai importanti sulla performance del combustibile in reattore, con
effetti differenti sulla trasmissione del calore e, in ultima analisi, sul profilo radiale di temperatura
nella barretta di combustibile.

5.3 Comportamento dello Zircaloy


Lo Zircaloy, lega a base di zirconio, è utilizzato come materiale di guaina nei reattori raffreddati ad
acqua. Esso si infragilisce per effetto delle radiazioni alla temperatura di funzionamento (circa 300
°C). Si tratta di infragilimento a basse temperature (formazione di anelli di vacanze e di interstiziali
con un risultato analogo all’incrudimento), al quale si aggiunge l’infragilimento da idrogeno (a
seguito della radiolisi dell’acqua).
Si constata globalmente, sotto irraggiamento, un aumento del limite elastico e una diminuzione
dell’allungamento a rottura della lega (Fig. 16). La radiazione ha anche l’effetto di accelerare la
corrosione e lo scorrimento viscoso dello Zircaloy. A questi fenomeni si aggiunge una crescita
indotta dai neutroni (growth), dovuta all’anisotropia cristallina dello zirconio e alla struttura
derivante dalle operazioni di laminazione nel corso della fabbricazione delle guaine.
A temperatura più elevata, c’è ricottura dei difetti fisici e il fenomeno non si produce più.

5.4 Comportamento degli acciai


Gli acciai sono tra i materiali più comuni dell’industria nucleare; essi sono utilizzati
per:
- i recipienti in pressione;
- le tubazioni;
- le strutture del nocciolo (ad es. per le guaine delle barrette di combustibile nei
reattori veloci).

5.4.1 Acciai ferritici per recipienti in pressione


I grossi vessel impiegati nei reattori del tipo LWR confinano il nocciolo sotto una elevata pressione
- 15.5 MPa nei PWR (Pressurised Water Reactor), 7.3 MPa nei BWR (Boiling Water Reactor) - e
hanno un diametro interno di circa 4 m (PWR) o 6.5 m (BWR). Le lamiere utilizzate, con spessore
di circa 20 cm (PWR) o 15 cm (BWR), sono realizzate in acciaio al Mn-Ni-Mo, per il quale la
temperatura di transizione duttile-fragile (NDTT) è inferiore alla temperatura ambiente: dunque non
c’è pericolo di rottura a inizio vita.
Sotto irraggiamento neutronico, al fenomeno di indurimento, si aggiunge un fenomeno di
infragilimento per aumento della suddetta temperatura di transizione e diminuzione del livello di
resilienza. Il processo è quello dell’infragilimento dovuto all’accumulo di difetti descritto nel § 2.2
(Fig. 17). Durante la vita in reattore, la temperatura di transizione può aumentare di 100-200 °C e
venirsi quindi a trovare nella zona di utilizzo del vessel quando si riavvia il reattore dopo un arresto.

14
Allora non si deve più portare in pressione il recipiente a freddo: bisogna sincronizzare l’aumento di
pressione nel reattore con l’aumento di temperatura, perché l’acciaio tollera le sollecitazioni di
pressione esclusivamente a caldo, al di sopra della temperatura di transizione.
Si conosce l’influenza dei parametri di infragilimento, che sono:
- la dose neutronica;
- la temperatura di irraggiamento;
- la struttura metallurgica dell’acciaio;
- la composizione chimica dell’acciaio.
D’altronde, un programma di sorveglianza è messo in atto per ciascun recipiente in pressione di un
reattore in modo da determinarne sperimentalmente gli effetti di infragilimento.

5.4.2 Acciai austenitici per incamiciature


Nei reattori veloci i tubi di incamiciatura (cladding) contenenti il combustibile sono realizzati in
acciaio austenitico del tipo 18-10, a basso contenuto di carbonio. Questo materiale è direttamente
attraversato dai neutroni di fissione più energetici. Si osservano, nel corso del funzionamento in
pila, fenomeni di infragilimento e di rigonfiamento.

5.4.2.1 Infragilimento sotto irraggiamento

Due tipi di infragilimento sono da registrare:


- a bassa temperatura, indurimento intergranulare per formazione di anelli di vacanze e di
interstiziali, analogo a un incrudimento;
- ad alta temperatura, infragilimento intergranulare per coalescenza e formazione di vuoti ai bordi
di grano:
• la coalescenza delle bolle di elio - formate per reazione (n, α), ai bordi di grano - è favorita
dalla struttura austenitica. Queste reazioni (n,α) sono dovute prevalentemente al 10B per
effetto dei neutroni termici e al nichel per effetto dei neutroni veloci;
• la formazione di vuoti ai bordi di grano, in regime di scorrimento viscoso, ad alta
temperatura.

5.4.2.2 Rigonfiamento sotto irraggiamento

Il rigonfiamento avviene a bassa temperatura (< 500 °C), in cui il fenomeno di cambiamento di fase
dovuto all’irraggiamento è trascurabile, e ad alte temperature (> 500 °C), in cui l’evoluzione
strutturale è importante.
Le vacanze coalescono sotto forma di vuoti tridimensionali: ne risulta un aumento di volume che
può essere significativo in un reattore veloce (Fig. 18).
Questo fenomeno è responsabile delle protuberanze che si formano a 500 °C sulle barrette degli
elementi di combustibile nei reattori veloci e che sono suscettibili di otturare parzialmente il canale
e di diminuire in maniera pericolosa la portata del sodio termovettore.
Occorre sottolineare che gran parte delle difficoltà legate all’impiego degli acciai austenitici
potrebbe essere risolta ricorrendo agli acciai ferritici. Questi ultimi in effetti si infragiliscono molto
meno e praticamente non subiscono rigonfiamento. Malauguratamente, essi si deformano per

15
scorrimento viscoso molto di più (per una identica deformazione, bisognerebbe abbassare la
temperatura di 50 °C). Nonostante le ricerche in corso sui ferritici, le guaine e le strutture dei
reattori veloci sono tuttora realizzate in acciai austenitici.

5.5 Comportamento della grafite


La grafite manifesta un comportamento diverso rispetto ai metalli.

5.5.1 Caratteristiche specifiche della grafite


• Difetti classici del reticolo cristallino: la concentrazione di dislocazioni (dell’ordine di
108/cm3) è intermedia tra quella di un metallo ricotto e quella di un metallo incrudito, ma il suo
effetto è molto più importante nella grafite.
• Densificazione: il processo di grafitazione, che permette di produrre la grafite artificiale,
costituisce una pseudo-sinterizzazione a temperatura insufficiente, che si cerca di compensare
con una durata di una quindicina di giorni; durante tale periodo gli atomi di carbonio si
organizzano per diffusione lasciando delle porosità tra grani ben grafitati. La densificazione
ulteriore in funzionamento costituisce la continuazione del processo, con eliminazione di queste
porosità su tempi molto lunghi (si contano in mesi di funzionamento ad alta temperatura).
• Effetti degli spostamenti di atomi: in seguito all’interazione di repulsione tra vacanze e
interstiziali, ci sono poche ricombinazioni a corto raggio, il che aumenta gli effetti degli
interstiziali in rapporto ai metalli. Inoltre le vacanze restano isolate senza raggrupparsi fino a
600 °C.
Si osserva, seguendo la temperatura T:
- T < Ta (temperatura ambiente): isolamento dei difetti, senza raggruppamento;
- Ta < T < 200 °C: segregazione degli interstiziali in ammassi disorganizzati tra due piani
cristallini;
- 200 °C < T < 400 °C: ricombinazione tra vacanze immobili e ammassi di interstiziali che si
muovono per diffusione;
- T > 400 °C: formazione di anelli di interstiziali;
- T > 600 °C: formazione di anelli di vacanze.

5.5.2 Effetto Wigner


Si descrivono ora i due effetti principali prodotti dall’irraggiamento nella grafite, conosciuti
generalmente sotto il nome di effetto Wigner.

5.5.2.1 Energia immagazzinata

Questo fenomeno si produce essenzialmente al di sotto di 200 °C. Esso era particolarmente evidente
nei primi reattori a grafite, in cui una parte del moderatore funzionava a bassa temperatura.
L’espulsione di atomi fuori dalla loro posizione di equilibrio nel reticolo cristallino si accomp-agna
a un accumulo di energia interna (aumento di entalpia) sotto forma di energia potenziale, dovuta
alle forze che tendono a richiamare gli atomi verso la loro posizione di stabilità. L’energia
immagazzinata può raggiungere 2100 J/g, un valore enorme, il cui rilascio (per ritorno degli atomi

16
all’equilibrio) basterebbe ad aumentare la temperatura della grafite dalla temperatura ambiente a
1200 °C. Una parte di questa energia è liberata spontaneamente a partire da una certa temperatura
che conferisce agli atomi la mobilità sufficiente. Se l’energia così liberata non è asportata dal
refrigerante, si produce un aumento di temperatura del materiale: quindi si avrà un ulteriore rilascio
di energia, seguito da un ulteriore aumento di temperatura, e così via. Questo processo instabile può
sfociare nella combustione spontanea del materiale, inizialmente a una temperatura molto inferiore
a quella di combustione (è ciò che si è verificato in una pila di grafite a Windscale durante
un’operazione di ricottura).
L’energia immagazzinata si determina facilmente misurando l’aumento del calore di combustione
(∆C) della grafite irraggiata. Si è potuto così mostrare (Fig. 19) che l’energia di Wigner:
- è funzione crescente della fluenza neutronica;
- è tanto maggiore quanto più bassa è la temperatura d’irraggiamento.
Si verifica ciò che si è indicato al § 2.1, cioè che l’energia è immagazzinata in notevole misura al di
sotto di 200 °C e molto poco al di sopra.
Un tale accumulo di energia costituisce evidentemente un pericolo potenziale di incendio spontaneo
nelle pile di grafite funzionanti in aria a bassa temperatura. Il rimedio consiste in una ricottura che
permette la ricombinazione. Questa operazione si praticava nei primi reattori a grafite, alzando
periodicamente la temperatura, durante il funzionamento, mediante un raffreddamento ridotto ma
sufficiente per asportare l’energia rilasciata.
Il meccanismo microscopico di risanamento di una grafite che abbia funzionato a bassa temperatura
è complesso. In effetti, al movimento per diffusione dei difetti creati si accompagnano altri
fenomeni, quali la segregazione degli interstiziali sotto forma di ammassi, che a loro volta
diffondono ma in modo incompleto: resta allora dell’energia immagazzinata dopo la ricottura e il
risanamento è incompleto. La Figura 20 mostra l’effetto della temperatura di ricottura sulla
frazione di energia rilasciata.
Dal punto di vista quantitativo, si vede nella Figura 21 che, per tutti gli irraggiamenti effettuati a
temperature inferiori a 200 °C, è importante superare il picco di 200 °C (per la temperatura di
ricottura) e che solo quando la temperatura d’irraggiamento supera la soglia di 200 °C non c’è più
bisogno di ricottura: la grafite, ricuocendosi da sola in maniera permanente, non immagazzina più
energia. Ciò spiega perché, da quando nei reattori UNGG la temperatura d’ingresso è dell’ordine di
200 °C, il problema della ricottura non si pone più.

5.5.2.1 Variazioni dimensionali

La fenomenologia delle variazioni dimensionali per effetto Wigner è assai complessa, giacché si
traduce ora in allungamenti ora in contrazioni. Inoltre, interviene a tutte le temperature ed è
particolarmente evidente nei reattori in cui la grafite deve incassare fluenze neutroniche consistenti.
Occorre distinguere tre tipi di fenomeni: il rigonfiamento, la crescita e la densificazione.

• Il rigonfiamento è legato all’accumulo di energia. Nella grafite non interviene il rigonfiamento


da vacanze, che si produce nei metalli per effetto della loro coalescenza in cavità. Nella grafite,
infatti, le vacanze restano isolate a bassa temperatura, senza alcuna segregazione. Il fenomeno
del rigonfiamento è pertanto di natura diversa: esso è dovuto alla deformazione del reticolo a
causa degli interstiziali e interviene a bassa temperatura, come l’accumulo di energia. Insieme a
quest’ultimo, il rigonfiamento è risanabile tramite ricottura.

• La crescita è invece il classico fenomeno che interviene sotto irraggiamento in tutti i materiali
anisotropi.

17
• La densificazione è un fenomeno prettamente termico, indipendente da ogni effetto
dell’irraggiamento. Essa interviene a temperatura alta e ammette una saturazione (la densità
teorica del cristallo perfetto).

I tre fenomeni suddetti vanno più o meno a sovrapporsi nel comportamento della grafite in reattore.
La Figura 22 mostra la loro “embricatura” per una tipica grafite:
- il comportamento, essendo differente seguendo l’asse di estrusione oppure una direzione ad esso
ortogonale, esprime bene l’anisotropia;
- a basse temperature, si ritrovano perpendicolarmente all’asse di estrusione gli stessi andamenti
riguardanti l’immagazzinamento di energia (fenomeno sanabile mediante ricottura);
- all’inizio dell’irraggiamento, ad alta temperatura, si osserva la densificazione;
- a partire da una certa dose, si osserva la crescita, con allungamento perpendicolare all’asse di
estrusione e contrazione nel senso parallelo.
Con ciò si vuole indicare che non ci sono due grafiti identiche e che i fenomeni possono essere
molto più complessi di quanto descritto.
L’entità delle variazioni dimensionali e la loro anisotropia sono evidentemente scomode per le
applicazioni nei reattori funzionanti ad alta temperatura (reattori raffreddati a elio e reattori a sali
fusi). Si utilizzano in questo caso grafiti fabbricate a partire da coke isotropi ad alta densità, come
mostra la Figura 23.
Si sono messe a punto in tempi recenti grafiti dense con ottime caratteristiche meccaniche, ottenute
generalmente per pressatura isostatica, a partire da coke più o meno anisotropi, ma di granulometria
molto fine (< 0.1 mm, invece di 0.4÷2 mm come nelle grafiti convenzionali), il cui comportamento
è quasi isotropo sotto irraggiamento. Le deformazioni volumiche sono generalmente più deboli di
quelle delle grafiti precedenti; tuttavia, ad elevati valori di fluenza (> 1022 n/cm2), si dilatano con
una velocità talvolta superiore a quella delle grafiti isotrope classiche. Ciò potrebbe essere una
conseguenza della rottura dei legami intergranulari e del rigonfiamento rapido del costituente
parzialmente grafitato, rappresentato dal legante, che qui svolge un ruolo più importante rispetto
alle grafiti classiche.

18
APPENDICE

Fig. 1 – Cascate relative a due urti primari.

Fig. 2 – Evoluzione della concentrazione dei difetti a temperatura molto bassa.

19
Fig. 3 – Accumulo di interstiziali sotto debole flusso neutronico.

Fig. 4 – Anelli di interstiziali e di vacanze.

Fig. 5 – Vuoto nel reticolo cristallino.

20
Fig. 6 – Collasso del reticolo cristallino sugli anelli di vacanze.

Fig. 7 – Influenza dell’irraggiamento sulle proprietà meccaniche dei materiali.

21
Fig. 8 – Allungamento di un materiale per aumento degli anelli.

Fig. 9 – Coalescenza di due bolle di gas.

Fig. 10 – Diagramma di equilibrio Fe-Ni sotto irraggiamento.

22
Fig. 11 – Effetti successivi della temperatura e dell’irraggiamento su un materiale.

Fig. 12 – Comportamento di una lega di uranio a differenti temperature.

23
Fig. 13 – Allungamento di una barretta di uranio estrusa.

Fig. 14 – Deformazione di una barretta di uranio puro.

Fig. 15 – Formazione del foro centrale in una pastiglia di biossido di uranio


sinterizzato ad alta temperatura.

24
Fig. 16 – Effetto dell’irraggiamento sulle proprietà meccaniche
dello Zircaloy 4 a 350 °C.

Fig. 17 – Effetto dell’irraggiamento su un acciaio ferritico.

25
Fig. 18 – Rigonfiamento dovuto all’irraggiamento di un acciaio AISI 316.

Fig. 19 – Variazione dell’energia immagazzinata a differenti temperature


d’irraggiamento.

26
Fig. 20 – Rilascio di energia tramite ricottura.

Fig. 21 – Influenza della temperatura d’irraggiamento sulle caratteristiche di ricottura.

27
Fig. 22 – Esempio di deformazione di una tipica grafite sotto
irraggiamento.

Fig. 23 – Esempio di deformazione di una grafite isotropa sotto


irraggiamento.

28