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L Assoluto di Schelling.

Il punto di partenza della riflessione di Schelling l Assoluto, che per il filosofo l unit indifferenziata di soggetto e oggetto, spirito e natura, ideale e reale, conscio e inconscio. Questa concezione dell Assoluto opposta a quella di Fichte, per il quale l unione di oggetto e soggetto non immediata ma mediata dalla dialettica; in Schelling invece, spirito e natura sono da sempre uniti. La concezione di Schelling dell Assoluto richiama per la Sostanza di Spinoza, la cui frase Deus, sive Natura , esprime questa fusione di Spirito (Dio) e Natura che in Schelling sono soggetto e oggetto. Alla luce di ci emerge il fatto che vi sono infatti diversi modi di intendere il rapporto tra Spirito e Natura: quello dualista di Platone, secondo cui Natura e Spirito sono due realt separate; quello monista di Spinoza, per cui Spirito e Natura sono la stessa cosa; quello dialettico degli idealisti che permette di distinguere le due entit mantenendo l unit all interno: in questo modo si supera il monismo senza scadere nel dualismo. La ricerca filosofica di Schelling, che identifica l Assoluto come indifferenza di natura e spirito, avviene perci in due direzioni, una volta a mostrare come la natura si risolve nello spirito, ed la filosofia della natura, l altra, la filosofia trascendentale, tesa a mostrare come lo spirito si risolva nella natura,. La filosofia di Schelling per il quale non possibile distinguere tra Spirito e Natura sar oggetto di critiche da parte di Hegel che la considera come la notte in cui tutte le pecore sono nere . Filosofia della natura. Nella filosofia della natura Schelling rifiuta i due tradizionali modelli esplicativi della natura (cio quello meccanicistico - scientifico e quello finalistico-teologico) per seguire un terza via che il finalismo immanentista (o organicismo finalistico e immanentistico). Il meccanicismo mostra come la natura sia regolata da leggi interne ad esse che poggiano su basi matematiche quindi su relazioni di tipo quantitativo ( il modello di Galileo). Il finalismo teologico o teleologismo assume che la natura sia regolata da leggi esterne ad esse, cio Dio, quindi su relazioni di tipo qualitativo. La posizione assunta da Schelling quella dell organicismo finalistico ed immanentistico: organicistico perch concepisce la natura come un tutto in cui le parti sono in relazione tra loro e non hanno senso se prese singolarmente), finalistico perch non crede che l universo si riduca ad una miracolosa collisione di atomi , ma crede che ci sia una finalit superiore che tuttavia non deriva da un intervento esterno (per questo immanentista). La natura risulta essere quindi un organismo che organizza se stesso, atto che un attivit spirituale, sebbene inconscia, cio non immediatamente manifesta. Come l Io fichitiano anche la Natura di Schelling per realizzarsi, deve polarizzarsi in due principi che sono l attrazione e la repulsione che si manifestano nel magnetismo, nell elettricit e nel chimismo. La Natura concepita come qualcosa di dinamico che subisce nel tempo un processo di spiritualizzazione: lo Spirito infatti da inconscio e invisibile diviene conscio e visibile. La Natura, infatti, a seguito dell intervento dello Spirito subisce una e propria evoluzione: all origine della storia della natura vi la materia inorganica (in cui lo spirito c ma non conscio) e l inorganicit a questo stadio della natura dato proprio dal fatto che lo Spirito non si manifestato; quando lo Spirito acquisisce consapevolezza di s, compare la vita e si ha il passaggio da mondo inorganico a mondo organico; in seguito, si passa da mondo

vegetale a mondo animale; la fase in cui la Natura completamente spiritualizzata quella in cui compare l uomo. Schelling in questo modo mostra come la natura sia la preistoria dello Spirito. La dialettica per un processo logico e non cronologico: non c scansione temporale ma concettuale. Ed questo ci che distingue l evoluzione della Natura di Schelling da quella di Darwin. In Schelling l evoluzione avviene sul piano logico e non c tempo, in Darwin l evoluzione presume stadi temporalmente distinti. Filosofia trascendentale. Il compito della filosofia trascendentale quello di mostrare come lo Spirito diventi Natura (di risalire dalla forma alla materia, dal soggettivo all oggettivo, dall idealismo al realismo). Il punto di partenza della filosofia trascendentale l autocoscienza dell Io che realizza attraverso un processo di intuizione intellettuale. A seguito della propria intuizione ed istituzione, l Io assume una struttura interna di tipo dialettico conseguenza di una doppia attivit: una reale in cui l Io incontra il limite ed limitabile; l altra ideale in cui l Io, nel suo infinito auto prodursi illimitato. Esistono tre fasi di sviluppo dell Io: la prima la sensazione, in cui l Io ha percezione; la seconda l intuizione, in cui l Io percepisce se stesso come essere senziente, (l Io consapevole della propria sensazione); la terza la riflessione in cui l Io si astrae dagli oggetti. La volont, a sua volta, cerniera tra conoscere ed agire per cui si passa da volont ad azione, che si concretizza in fatto, che unito ad altri fatti empirici forma la storia. La storia quindi trascendentale perch fatta di soggetti la cui azione storica oggettiva, fatta di individui che creano fatti sovra individuali. La volont si concretizza nella morale, che la sfera della libert e della spontaneit, nel diritto, che la sfera della legalit e della necessit, che sono sintetizzati nella storia, in cui necessit e libert coincidono, infatti nella storia gli uomini credono di agire liberamente anche se in realt si va attuando qualcosa che va oltre i loro progetti consapevoli. La rivelazione storica dell Assoluto avviene in tre periodi: il destino, considerato come una forza cieca che agisce in modo casuale, la natura, vista come legalit meccanica (come leggi della Fisica) e la provvidenza, considerata come una forza le cui azioni sono inconcepibili e inspiegabili dalla mente umana. La storia per, un processo continuo, non ancora concluso, non fa che rimandare al futuro l armonia tra spirito e natura che cos non possiamo conoscere completamente, al contrario, ci che come la storia sintesi di soggettivit e oggettivit, ma concluso l arte. L arte infatti sintesi di creativo e regolare, ispirazione e tecnica, libert e necessit e cos come la storia non fatta dai personaggi ma dallo spirito che agisce per mezzo degli individui, anche l arte non fatta dall artista ma dallo spirito che agisce sull artista. Cos tra storia e arte il vero organo di rivelazione dell Assoluto l arte.