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RECENSIONE DEL CAFFE’ FILOSOFICO SU HEGEL.

(Stoccarda, 27 agosto 1770 – Berlino, 14 novembre 1831)

Il clima culturale in cui Hegel vive è il Romanticismo tedesco che proponeva il


superamento della filosofia illuminista in cui la ragione era la facoltà suprema
dell’uomo.

Questo nuovo movimento letterario contrappone all’intelletto l’irrazionale,il


sentimento,l’ironia,la follia,l’istinto,la soggettività,l’arte,la religione, rivalutando
la specificità dei popoli fatta di miti,tradizioni e storia. Quest’ultima è un altro
campo di interesse che i Romantici riscoprono insieme all’età del Medioevo,che
gli Illuministi invece considerano l’età del buio e dell’ignoranza.

Hegel del Romanticismo approfondisce il concetto della creatività dello


spirito ,il tema dell’infinito,ma prende le distanze dall’esaltazione del
sentimento contrapponendolo al valore e alla centralità della ragione.

Per quanto riguarda il clima storico,Hegel visse in un trentennio ricco di


avvenimenti nella storia europea,che comincia con la rivoluzione
francese,l’instaurarsi dell’impero di Napoleone Bonaparte e termina con
i moti rivoluzionari degli anni 30.

Tutti questi episodi per il filosofo hanno trasformato l’intera Europa anche
grazie alla grande figura di Napoleone,il grande innovatore che ha un peso
universale sulla storia. Egli infatti ha introdotto il Codice Civile,la proprietà
privata,il divorzio,distrugge la monarchia, rinnova il mondo (anche se questo
rinnovamento sarà bloccato dalla Battaglia di Waterloo e dalla Restaurazione).

Per Hegel Napoleone,morto a Sant’Elena il 5 maggio, come canterà anche il


Manzoni,è l’eroe della sua epoca poiché ha prodotto delle trasformazioni
radicali e ha compiuto,inconsciamente, un passo verso la libertà dello spirito
“smantellando” il vecchio regime feudale e portando l’umanità in un’era
nuova,senza più un ritorno al passato. (Infatti ci sono le potenze Austria,Russia
e Prussia che tentano invano un ritorno all’ordine monarchico prevoluzionario e
preonapoleonico. Alla Restaurazione però si oppongono le forze liberali che
chiedevano una Costituzione e un Parlamento,quelle democratiche sostenitrici
della Repubblica e i movimenti patriottici che lottano per l’indipendenza
(Italia).)

Questo grande eroe per Hegel quindi ha aperto la strada della


trasformazione liberale e democratica dell’Europa.
LA FILOSOFIA DI HEGEL.

Hegel parte da una critica della filosofia Kantiana,definendola


formalismo(divisione soggetto \ oggetto) e sostenendo che sia necessario
superare i dualismi di cui egli ci parla poiché questi non ci permettono di
conoscere la totalità del mondo.

Hegel parte così attraverso un viaggio di scoperta,come una specie di


Cristoforo Colombo filosofo, che lo condurrà dall’apparenza dei fenomeni alla
verità.

Questo viaggio si articola su due punti principali:

• RISOLUZIONE DEL FINITO NELL’INFINITO : la realtà è uno spirito


assoluto e infinito. Essa non è formata da sostanze separate,ma è un
organismo unitario soggetto a divenire in termini dinamici. E’ costituita
da una serie di momenti finiti che costituiscono poi una totalità infinita.
Ecco perché il filosofo sostiene che il finito sia una manifestazione
dell’infinito.
• IDENTITA’ TRA RAGIONE E REALTA’: Hegel afferma “ciò che è
razionale è reale,ciò che è reale è razionale”. Ciò vuol dire che la ragione
non è un concetto astratto e privo di realtà,ma è riscontrabile nel mondo
concreto,è l’ordine secondo il quale è strutturato. Quindi la realtà non
sarà un insieme caotico e privo di senso,ma un sistema ordinato secondo
una razionalità necessaria.

Il metodo di indagine usato da Hegel in questo percorso è la DIALETTICA,che


mentre per Kant costituisce un’apparenza necessaria,per egli rappresenta il
divenire nella realtà,attraverso lotte,opposizioni e superamento di conflitti.

Essa è formata da 3momenti:

1. TESI: ogni elemento è considerato a se,isolato e separato dagli altri e


non intrattiene con essi nessuna relazione. L’ASSOLUTO PONE SE
STESSO COME PURE SOGGETTIVITA’. Tale momenti si fonda sui
principi della logica tradizionale: identità (ogni cosa è a se stessa) e non
contraddizione (ogni cosa è assolutamente diversa dalle altre).

2. ANTITESI: è la negazione di quanto affermato nel primo momento,cioè


che la realtà è formata da elementi isolati. Per Hegel VERO E’ SOLO
L’INTERO. L’ASSOLUTO,in questo secondo momento, SI OGGETTIVA,SI
ALIENA. L’alienazione costituisce un concetto fondamentale nella
filosofia Hegeliana poiché consiste nell’uscita fuori di se dello spirito,il
suo manifestarsi.
3. SINTESI: viene colta l’unità delle due affermazioni opposte poiché sono
entrambi elementi di una totalità a cui appartengono. L’ASSOLUTO
DIVIENE CONSAPEVOLE DI SE E DELLA SUA IDENTITA.

È nella “Fenomenologia dello Spirito”,una delle sue opere


principali,pubblicata dopo l’ingresso delle truppe napoleoniche nella città di
Jena , che Hegel mostra questo viaggio di scoperta che porta dal vecchio
mondo,fatto di costrizioni,oppressioni,ignoranza a un mondo nuovo,il quale si
prefigge di ripercorrere il passato attraverso “figure”che porteranno a rendere
gli uomini consapevoli di sé stessi. Hegel qui si rifà a un filosofo francese
Condorsè ,il quale ha scritto un opera proprio sul progresso della storia
umana,che si divide in dieci epoche: dalla prima segnata dall’agricoltura,alla
decima segnata dall’inizio della Rivoluzione Francese.

Secondo il Filosofo inoltre si acquista l’autocoscienza piena solo nel rapporto


tra le altre autocoscienze in quanto solo queste sono in grado di dargli la
certezza di essere tale (riconoscimento). Questo riconoscimento reciproco
passa necessariamente attraverso un momento di lotta e sfida,determinato dal
fatto che ciascuna autocoscienza tende ad appropriarsi in modo esclusivo degli
oggetti per soddisfare i propri appetiti continui. Tale conflitto,con il quale si
avverte realmente il sè,come distinzione dagli altri,serve all’autocoscienza per
affermare la propria indipendenza: essendo pronti a tutto,anche a rischiare la
propria vita,questo processo si conclude con il subordinarsi dell’uno
all’altro,come nel esempio della figura SERVO – SIGNORE.

Il signore è colui che pur di affermare la propria indipendenza ha messo a


repentaglio la propria vita,sino alla vittoria;il servo invece è colui che ad un
certo punto,ha preferito la perdita della propria indipendenza pur di avere salva
la vita. Questo rapporto però è destinato ad un inversione di ruoli. Infatti il
signore che inizialmente appariva indipendente,godendo passivamente del
lavoro altrui,finisce per rendersi dipendente dal servo. Invece quest’ultimo,che
inizialmente appariva dipendente,padroneggiando e trasformando le cose,da
cui il signore riceve il sostentamento,finisce per rendersi indipendente.
Costretto a compiere il lavoro che il padrone non compie,il servo non solo
diviene la figura dominante,essendo il solo a saper fare ciò di cui l’altro ha
bisogno,ma con questo lavoro si rende anche conto di saper dominare la
natura e trasformarla in suo prodotto,attraverso le proprie capacità.

E’ qui che si inserisce il concetto di “astuzia della natura”. Mentre per Kant
era difficile provare il finalismo,ossia che la natura avesse uno scopo, per Hegel
la risposta sta proprio nel lavoro umano. Quest’ultimo introduce la finalità dove
non c’è. Il lavoro diventa quindi una “cerniera” tra la mancanza di finalità
naturale e la finalità che introduce l’uomo facendo servire la natura a se stesso.
Questo modello starà poi alla base “Nella filosofia della storia” ,dell’astuzia
della ragione,per indicare il cammino proprio dello spirito nella storia nel
mondo,un cammino che procede secondo un fine,ossia la realizzazione e la
libertà dello spirito. I mezzi per raggiungere questo grande fine sono gli
individui (come Napoleone,Cesare,Carlo magno) con le loro passioni e
ambizioni, che cosi facendo contribuiscono al dispiegarsi della ragione e della
libertà nella storia.

La filosofia di Hegel è detta PANSTORICISMO,proprio perché è nella storia che


si manifesta lo spirito.

Questo spirito si sviluppa dialetticamente in SOGGETTIVO,OGGETTIVO E


ASSOLUTO.

Lo Spirito Soggettivo è lo spirito individuale nell’insieme delle sue facoltà che


cerca di emergere nella natura e di divide in 3 parti:

 Antropologia,che studia l’anima con tutte le sue inclinazioni naturali


(carattere);
 Fenomenologia,che studia i 3 momenti della coscienza
(coscienza,autocoscienza e ragione)
 Psicologia,che studia il soggetto nelle attività pratiche e nella
conoscenza.

Lo Spirito Oggettivo è invece lo spirito sociale che non si realizza nell’individuo


ma nelle strutture esterne: è la creazione di quelle istituzioni che passano dalle
azioni,dai pensieri,dai sentimenti dei singoli individui, a una realtà esterna.

NOI VIVIAMO QUINDI IN UN MONDO OGGETTIVATO,attraverso DIRITTO


ASTRATTO,MORALITA’ E ETICITA’.

Il diritto astratto riguarda la libertà della persona che vive nella società e si
realizza nella proprietà che diviene tale attraverso un contratto. Esistono
inoltre torti e furti che vanno contro la proprietà e si arriva così al diritto contro
il torto che viene abolito grazie alla pena,la quale fa ritornare tutto alla
razionalità; infatti i beni ritornano al proprietario e colui che commette il torto
sconta la pena. Ma affinchè questa pena sia efficacemente punitiva occorre che
vi sia la conversione interiore del colpevole.

Hegel critica qui sia la dottrina del diritto naturale che l’invenzione dello Stato
di natura,per i quali sosteneva che l’individuo entrando un società andava
incontro a una limitazione della libertà e quindi a una rinuncia dei suoi diritti.
Per il filosofo quindi lo stato di natura è quello della prepotenza e del resto;da
esso bisogna uscire,disciplinando i rapporti umani con la legge.

Si passa così dal diritto astratto alla moralità,ossia dai rapporti giuridici verso
l’interiorità della coscienza morale. LO STATO ADEGUA LE LEGGI A CIO’
CHE E’ GIUSTO PER I CITTADINI. È qui che l’individuo riconosce le leggi
come proprie e diventano così interiori,come un dovere da compiere.

Hegel polemizza quindi contro il moralismo formale kantiano: agire per puro
dovere,come voleva Kant,appare per il filosofo tedesco impossibile in quanto
fondare la morale sulla ragione dell’individuo non affronta il problema della
determinazione concreta dei doveri (cosa fare). Ciò porta a un conflitto tra
dover essere ideale e realtà concreta dell’individuo. In tal modo il dovere
kantiano è vuoto,senza contenuto,staccato dalle condizioni reali dell’esistenza.

Una vera determinazione del bene per Hegel la si ha solo in rapporto al


contesto sociale. È questo il momento dell’eticità,dove il bene si riconosce
nelle concrete istituzioni di FAMIGLIA,SOCIETA’ CIVILE e STATO.

La famiglia è quel momento fondato sull’amore e la fiducia e si articola in


matrimonio,patrimonio e educazione del figli che destinati a diventare
persone adulte e autonome,abbandonano la famiglia,dando origine ad altre
famiglie,formando così la società civile. Quest’ultima rappresenta il campo di
battaglia dell’interesse privato e individuale. Esso si articola a sua volta in
3momenti: il sistema dei bisogni,che nasce dal fatto che gli
individui,dovendo soddisfare i propri bisogni,svolgono dei lavori che vanno a
dividere la società in classi (agricoltura,industria,burocrazia). Per garantire la
sicurezza della persone e la sua tutela abbiamo gli ordinamenti di polizia e
di giustizia,mentre per garantire il benessere e la sussistenza del singolo
abbiamo le corporazioni.

Lo stato invece è il momento supremo dell’eticità,l’unità fra individuo e società.

Hegel non accetta la concezione contrattualistica dello stato,perché non vuole


far dipendere quest’ultimo dalla volontà degli individui. Esso è autonomo,in
quanto ricava il proprio potere da sé stesso e non dal popolo,che senza lo stato
sarebbe privo di determinazione e personalità. E’ quindi lo stato a fondare
gli individui.

Ideale per Hegel è la monarchia costituzionale con tra tripartizione dei poteri,la
libertà e l’uguaglianza degli individui.

Lo Spirito Assoluto infine è lo spirito che acquista piena coscienza di sé,è


quella specie di specchio in cui ciascuno di noi si specchia per comprendere la
realtà. Esso ha tre “gradini”,che corrispondono a tre forme mentali:
ARTE,RELIGIONE e FILOSOFIA.

Nell’arte lo spirito comprende se stesso mediante un’intuizione,una conoscenza


immediata della realtà.

✔ ARTE SIMBOLICA: i popoli fanno ricorso ai simboli;


✔ ARTE CLASSICA: i popoli raffigurano le figure umane;
✔ ARTE ROMANTICA: i popoli attraverso l’arte esprimono la propria
interiorità.

Nella religione lo spirito coglie sé stesso con rappresentazioni mitico- narrative.


La religione più adeguata per Hegel è il cristianesimo luterano poiché
rappresenta l’identità tra umano e divino.

Infine nella filosofia lo spirito apprende sé stesso concettualmente,nella forma


più perfetta. L’ASSOLUTO PUO’ FINALMENTE CONOSCERSI ARRIVATI
ALLA FINE DEL PROCESSO : “vero e’ solo l’intero”.

La filosofia è stata presentata da Hegel come la civetta di Minerva: come


questo simbolo della sapienza greca, ha grandi occhi capaci di vedere nella
notte,così la filosofia,in un’epoca di crisi,di passaggio dal vecchio al nuovo
mondo,ha la stessa capacità di osservare tutti i fenomeni.

Accanto alla civetta vi è anche un altro animale: la talpa,espressione della


storia,che lavora, “scava” e produce effetti. MENTRE LA CIVETTA
OSSERVA,LA TALPA LAVORA.

Queste due figure per Hegel hanno anche un equivalente nei popoli: i tedeschi
sono la civetta,un popolo che pensa parecchio,ma agisce ben poco;mente i
francesi sono la talpa poiché agiscono molto,ma pensano poco.

( Il filosofo idealista,come Marx,è a favore di quest’unione tra intelligenza


tedesca e capacità francese.)

LUCIA GESUELE. Vas