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Chimica e alimentazione

Radicali liberi e antiossidanti. In chimica, si definisce radicale un atomo, o un gruppo di atomi legati, che presenta un elettrone spaiato. Tale elettrone spaiato rende il radicale una particella estremamente reattiva, in grado di legarsi ad altri radicali o di sottrarre un elettrone ad altre molecole vicine. Sono prodotti dal nostro organismo come difesa dai batteri ma anche durante lesercizio fisico da neutrofili per rimuovere i tessuti danneggiati. Essi sono causa di danni cellulari di varia natura: ad esempio sui globuli rossi arrivano a causare emolisi, ovvero rottura delle cellule) agendo principalmente sugli acidi grassi che formano i lipidi di membrana. Dall'azione degradante dei radicali liberi possono essere colpite anche le proteine cellulari, dando origine ad aminoacidi modificati (diidrossifenilalanina, ditirosina...), come anche gli acidi nucleici -soprattutto nei mitocondri-, formando basi azotate alternative (8-ossiguanina, 5-idrossimetiluracile...). Contrastano la loro azione gli antiossidanti, che prevengono lazione ossidante dei radicali liberi: licopene, polifenoli, vitamine A, C, E.. Omega 3 e 6. Gli Omega-3 sono una categoria di acidi grassi essenziali (ai quali appartengono anche gli Omega 6), indispensabili per il corretto funzionamento dell'organismo. Sono noti soprattutto per la loro presenza ed il mantenimento dell'integrit delle membrane cellulari. Talvolta sono raggruppati come vitamina F (dall'inglese fatty acids). Il nome di questi composti deriva dalla posizione del primo doppio legame iniziando il conteggio dal carbonio terminale (Carbonio ). Contando dal carbonio , il primo doppio legame che si incontra occupa il terzo rango, da cui il termine Omega-3 (vedi figura). Si trovano soprattutto nel pesce, ma anche negli oli vegetali, nelle noci e nei legumi.