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Capitolo 20

Tempo : Novembre 1628

Spazio : Monza, Castello Innominato

Personaggi : Lucia, Gertrude, Egidio, Nibbio, Bravi, L'innominato, Don Rodrigo

EPITETI INNOMINATO: tale, questo, codesto, tiranno, straordinario, selvaggio


signore

In questo capitolo Don Rodrigo arriva al castello dell'Innominato e chiede il suo


aiuto per rapire Lucia. L'innominato accetta l'incarico e, congedato Don Rodrigo,
inizia a essere pensieroso per via delle tante nefandezze compiute in vita. Negli
ultimi tempi infatti è spesso tormentato da dubbi e rimorsi.

Il bandito, messe a tacere queste voci della coscienza, cerca la complicità di Egidio,
che abita accanto al monastero di Gertrude. Egidio accetta anche perché sa di poter
confidare sull'aiuto della sua amante Gertrude. La monaca, inizialmente riluttante, si
persuade a collaborare e convince Lucia a uscire dal convento con l'inganno.

Il Nibbio e altri bravi rapiscono la giovane e la portano al castello su una carrozza.


Durante il viaggio Lucia è in preda al terrore e i bravi la rassicurano dicendole che
non vogliono farle del male, ché se avessero voluto ucciderla, affermano, lo
avrebbero fatto già da un bel pezzo. L'innominato ordina a una vecchia - vedova di
un bravo e che vive in quel castello da sempre - di prendersi cura di lei e di farle
coraggio.

Capitolo 21

Tempo: novembre 1628

Spazio: castello innominato

Personaggi: Lucia, Innominato, Nibbio, Vecchia del castello


La vecchia ubbidisce all'ordine dell'innominato e si reca all'osteria della Malanotte
ad attendere l'arrivo di Lucia. La conduce nella sua stanza, al castello
dell'innominato.

Il Nibbio confessa all'Innominato che Lucia gli ha ispirato compassione. L'innominato


va a visitare Lucia e questa lo implora in ginocchio di liberarla.

La giovane, disperata, trova consolazione nella preghiera e fa voto di castità alla


Madonna in cambio della salvezza, poi si addormenta “d'un sonno perfetto e
continuo”.

Al contrario l’innominato trascorre la più drammatica delle veglie, dilaniato dalla


furiosa ansia di sentirsi pentito e insieme dall’iraconda riluttanza a professarsi tale.

All'alba sente uno scampanio e vede dalla sua finestra i paesani vestiti a festa
accorrere in massa in un luogo a lui ignoto.

Capitolo 22
Tempo: Novembre 1628

Spazio: Castello innominato

Personaggi: L'innominato, Lucia, La vecchia del castello, Marta, I bravi, Il cappellano


crocifero, Il cardinal Borromeo

Il capitolo 22 dei promessi sposi è il capitolo che racconta per la prima volta la figura
del Cardinal Federigo Borromeo, figura positiva nel romanzo e chiave di volta per le
vicende di Renzo e Lucia.

Il bravo riferisce all'innominato che la folla di gente è diretta al “paese vicino” a far
visita al cardinal Federigo Borromeo, vescovo di Milano, arrivato il giorno prima.

L'innominato tormentato dai pensieri della notte appena trascorsa decide di fare
visita al cardinal Borromeo, sperando che questi possa dargli consolazione.

Dopo essere stato nella stanza della vecchia dove la giovane prigioniera sta ancora
dormendo, dice alla vecchia di riferirle che una volta tornato egli “farà tutto ciò che
lei vorrà”, e lascia il castello. Il bandito raggiunge il “paese vicino” e chiede al
cappellano crocifero del cardinale. Questi spaventato obbedisce e sia avvia ad
annunciare la visita del noto bandito. A questo punto inizia la digressione dell'autore
sulla biografia del Borromeo.

Capitolo 23
Tempo: Dicembre 1628, mattina dopo il rapimento di Lucia

Spazio : Il paese vicino, La taverna della Malanotte, Il castello dell'innominato

Personaggi: Il cardinal Borromeo, Il cappellano crocifero, L'innominato, Don


Abbondio, La moglie del sarto

Il capitolo 23 de I promessi sposi è quello che presenta la conversione


dell'Innominato, uno dei passi più importanti del romanzo di Manzoni, in grado di
cambiare per sempre più o meno le sorti di tutti i personaggi.

Dopo la lunga digressione sulla vita del cardinal Federigo Borromeo del capitolo 22
la narrazione riprende.

Mentre il cardinal Borromeo sta studiando in attesa di andare in chiesa, viene


interrotto dal cappellano crocifero che, molto preoccupato, gli riferisce della visita
dell'innominato.

Il cardinale lo riceve con calma e gioia. Avviene il colloquio tra i due: l'innominato
che ormai ha accolto il suo stesso pentimento si copre il viso con le mani e scoppia
in un “dirotto pianto”, racconta al cardinale del rapimento di Lucia.

Il cardinale fa chiamare don Abbondio e gli affida il compito di andare a liberare la


giovane, in compagnia della moglie del sarto del paese e dell'innominato.

Durante il tragitto verso il castello don Abbondio è molto spaventato, non si fida del
bandito e teme che la sua conversione sia in realtà una trappola. I tre arrivano alla
Malanotte e da lì al castello, dove entrano in silenzio.

Capitolo 24
Tempo: Dicembre 1628, giorno dopo del rapimento di lucia
Spazio: Il castello dell'innominato, Il paese vicino

Personaggi: Lucia, Agnese, Don Abbondio, L'Innominato, I bravi, La vecchia del


castello, Il sarto, La moglie del sarto, Il Cardinal Borromeo

Lucia si risveglia, la vecchia la invita a mangiare, arrivano don Abbondio e la moglie


del sarto. Segue l'incontro con l'Innominato che chiede perdono.

La giovane è condotta in casa del sarto, dove è ospitata dalla famigliola. Lucia, che
ha pronunciato un voto di castità, si rammarica di averlo fatto, ma memore della
sofferenza patita durante il rapimento e della fede provata al momento della
pronuncia, lo rinnova, pregando la Madonna di darle la forza di rispettarlo. Nelle
scene successive, Agnese giunge dal paese e riabbraccia la figlia.

Il cardinal Borromeo decide di «rendere onore alla sventura» quindi si reca in visita
alla casa del sarto.

Agnese gli rivela le mancanze di don Abbondio e Lucia confessa il matrimonio a


sorpresa attuato con Renzo alle spalle del curato, ma il cardinale la invita ad essere
indulgente con stessa, in quanto si tratta di una colpa lieve. Il capitolo si chiude con
l'innominato che comunica ai bravi la propria conversione.

Capitolo 25
Tempo: Dicembre 1628

Spazio: Il palazzotto di don Rodrigo, Il paese vicino al castello, Il paese di Renzo e


Lucia

Personaggi: Don Rodrigo, Griso, I bravi, Don Abbondio, Lucia, Agnese, Cardinal
Borromeo, Sarto e moglie, Donna Prassede, Don Ferrante, Cappellano Crocifero

La notizia della liberazione di Lucia si sparge nel territorio di Lecco. Don Rodrigo
resta chiuso nel suo palazzotto per due giorni e il terzo giorno lascia il paese per
andare a Milano accompagnato dal Griso e altri suoi bravi.

Il cardinal Borromeo si reca in visita al paese dei due promessi e chiede a don
Abbondio notizie di Renzo. Don Abbondio è preoccupato che Agnese possa aver
riferito al cardinale delle sue mancanze.

Lucia e Agnese stringono amicizia con i membri della famiglia del sarto. In quegli
stessi giorni una coppia di nobili milanesi, donna Prassede e don Ferrante, sono in
villeggiatura vicino al paese. La gentildonna sente parlare della vicenda di Lucia e
decide di mandarla a prendere perché la vuole aiutare proponendole di accoglierla
in casa sua.

Le due donne allora tornano al loro paese e parlano col cardinale il quale conviene
che l'invito di donna Prassede è benevolo e che in questo modo Lucia sarà al sicuro.
Borromeo parla con don Abbondio e gli chiede conto del mancato matrimonio,
rimproverandolo aspramente per essersi sottratto ai suoi doveri.

lanzichenecchi. Il passaggio dei soldati tedeschi spaventa per le ruberie e i saccheggi


ma anche perché la peste cova tra le file di quelle armate. Il medico Alessandro
Tadino comunica al governatore di Milano don Gonzalo il pericolo imminente ma
questo risponde che il passaggio dell'esercito imperiale avviene per ragioni di alta
politica, dunque non si può impedire.

Don Gonzalo viene rimosso dall'incarico di governatore da parte del re di Spagna per
via del cattivo esito della guerra di Mantova e del Monferrato. Nel settembre del
1629 i lanzichenecchi avanzano nel Ducato di Milano, fino ad arrivare nel territorio
di Lecco.

I lanzichenecchi erano i soldati mercenari arruolati da Legioni tedesche del Sacro


Romano Impero Germanico che nella guerra di Mantova e del Monferrato si schiera
con la Spagna.

Il capitolo è interamente occupato da una digressione storica e per la prima volta


non compare nessuno dei personaggi principali del romanzo. Si divide in due parti:

La prima descrive l'infuriare della carestia nel Milanese dopo il tumulto di S.


Martino,

La seconda narra le successive vicende della guerra di Mantova e del Monferrato,


che porteranno alla calata dei lanzichenecchi in Lombardia e al diffondersi
dell'epidemia di peste.

Capitolo 26
Tempo: Dicembre 1628

Spazio: Il paese di Lucia, Milano


Personaggi: Il cardinal Borromeo, Don Abbondio, L'innominato, Agnese, Lucia,
Donna Prassede, Renzo, Bortolo

In questo capitolo del I promessi sposi continuano gli aspri rimproveri del cardinal
Borromeo a don Abbondio il quale comincia a riflettere sulla propria condotta e a
provare qualche rimorso

Il giorno dopo Lucia si trasferisce nella casa di villeggiatura di donna Prassede, dove
rimarrà per qualche giorno per poi trasferirsi a Milano. L'innominato, tramite il
curato del paese e il cardinal Borromeo, fa avere cento scudi d'oro ad Agnese, come
risarcimento per il male provocato alla giovane. L'indomani Agnese va a trovare
Lucia che le rivela di aver fatto voto di verginità e chiede di informare Renzo.

Agnese cerca invano notizie di Renzo, nel frattempo anche il cardinale cerca
informazioni riuscendo a scoprire non molto: il giovane è stato ospite per un po' nel
paese del cugino Bortolo, nel Bergamasco ma ora non se ne hanno più notizie. A
questo punto l'autore interviene nella narrazione dicendo come stanno in realtà le
cose: poiché il governatore di Milano, don Gonzalo, protesta con le autorità
veneziane per l'asilo offerto a un ricercato, il giovane, grazie all'aiuto del cugino
Bortolo, ha trovato impiego in un altro filatoio sotto il falso nome di Antonio Rivolta.

Non si creda però che don Gonzalo, un signore di quella sorte, l’avesse proprio
davvero col povero filatore di montagna; [...] o che lo credesse un soggetto tanto
pericoloso, da perseguitarlo anche fuggitivo, da non lasciarlo vivere anche lontano,
come il senato romano con Annibale.

Capitolo 27
Tempo: prime 4 sequenze = dicembre 1628, ultima sequenza = autunno 1629
Spazio: Paese di Renzo e Lucia, Milano, Pescarenico

Personaggi: Renzo, Agnese, Bortolo, Lucia, Donna Prassede, Don Ferrante

In questo capitolo inizia anche la corrispondenza tra Renzo e Agnese ma la


condizione di latitanza di Renzo e l'analfabetismo dei due, rendono complicato lo
scambio epistolare. Manzoni fa una digressione sulla corrispondenza dei contadini
nel Seicento e ai suoi giorni.

Agnese riesce a mandare i cinquanta scudi donati dall'innominato, informandolo per


lettera del voto di Lucia. Renzo, alterato, risponde che non si metterà mai l'animo in
pace. Agnese riesce a informare Lucia, ormai ospite di donna Prassede a Milano, che
Renzo è in salvo. La nobildonna milanese, convinta che Renzo sia un delinquente,
vuole convincere Lucia a dimenticarlo, ma la giovane continua a pensare a lui.
Manzoni descrive, in chiave decisamente satirica, la biblioteca di don Ferrante.

Alla fine del capitolo l'autore ci informa che da lì sino all'autunno del 1629 i
personaggi principali non si muoveranno da dove si trovano (Agnese al paese, Lucia
a Milano e Renzo nel Bergamasco) e verranno poi coinvolti in due eventi drammatici
sul piano storico, la calata dei lanzichenecchi in Lombardia e l'epidemia di peste.

PERSONAGGI PROMESSI SPOSI


La vecchia del castello È un'anziana donna che vive nel castello
dell'innominato e svolge le mansioni più
umili, ricevendo per lo più improperi e
beffe da parte dei bravi ai quali lei
ribatte con altrettanta malignità. È
espressione di un'umanità dolente e
stravolta dalle brutture vissute.
Don Rodrigo È il signorotto del paese di Renzo e Lucia,
un aristocratico che vive di rendita.
Personaggio malvagio del romanzo, si
incapriccia di Lucia e decide di sedurla in
seguito a una scommessa fatta col
cugino Attilio. Per ragioni di puntiglio
cavalleresco si intestardisce in questo
infame proposito al fine di non sfigurare
di fronte agli amici nobili. A questo
scopo manda due bravi a minacciare il
curato don Abbondio perché non celebri
il matrimonio fra i due promessi, nell'VIII
capitolo tenta invano di rapire Lucia. È il
rappresentante di quella aristocrazia
oziosa e improduttiva che Manzoni
critica spesso e che esercita soprusi sui
deboli.
Griso È il capo dei bravi di don Rodrigo, al
quale il signorotto affida incarichi delicati
e commissiona imprese rischiose. Di lui
non c'è una precisa descrizione fisica e
del suo passato ci viene spiegato che,
dopo aver assassinato un uomo in pieno
giorno, si era messo sotto la protezione
di don Rodrigo guadagnando l'impunità
grazie alle amicizie del nobile.
L’innominato figura ispirata a Francesco Bernardino
Visconti
Il Nibbio È uno dei bravi al servizio
dell'innominato, al quale il bandito affida
l'incarico di rapire Lucia che si trova al
convento di Monza.
I Bravi Persone al serivizzio dei Signorotti del
paese
Lucia È la protagonista femminile, promessa
sposa di Renzo. Ha una solida fede nella
provvidenza divina, incapace di serbare
rancore, è dunque un personaggio
statico
Gertrude È la monaca del convento di Monza dove
si rifugiano Agnese e Lucia in seguito alla
fuga dal paese e al fallito tentativo di
rapire la giovane da parte di don
Rodrigo. È figlia di un ricco e influente
principe di Milano, e grazie alle sue
nobili origini gode di grande prestigio e
di una certa libertà all'interno del
convento. Il personaggio è ispirato alla
figura storica di Marianna de Leyva
Egidio È il giovane scapestrato che vive a
Monza in una casa attigua al convento di
Gertrude, dedito a varie azioni criminali
grazie anche all'appoggio di amici
potenti e che intreccia con la monaca
una relazione clandestina.
Marta È una donna che vive nel castello
dell'innominato, addetta probabilmente
ai servizi più umili come la vecchia: porta
da mangiare a Lucia prigioniera nella
camera della vecchia, su ordine
dell'innominato.
Il Cardinal Borromeo È il cardinale arcivescovo di Milano che
raccoglie la confessione dell'innominato
e ne favorisce la clamorosa conversione,
consentendo in tal modo la liberazione
di Lucia e una positiva svolta nella
vicenda dei due promessi. La sua figura
è ispirata al personaggio storico di
Federigo Borromeo (1564-1631).
Nel 1607 Borromeo fondò a Milano la
Biblioteca Ambrosiana. Aperta al
pubblico dal 1609, fu tra le prime
biblioteche a consentire l'accesso a
chiunque fosse in grado di leggere e
scrivere.
Il Cappellano crocifero È il sacerdote che svolge le funzioni di
segretario particolare del cardinal
Borromeo, solitamente addetto a
portare la croce nelle funzioni solenni. È
presentato come un personaggio
comico, goffo nel suo zelo esagerato e
nei suoi timori riguardo al cardinale,
facendo una sorta di contrappunto
umoristico ai modi solenni e pieni di
carità del suo superiore.
Don Abbondio È il curato del paesino di Renzo e Lucia,
colui che all'inizio della vicenda
dovrebbe celebrare il matrimonio dei
due promessi. L'ultima volta era apparso
nel capitolo VIII. Non è un uomo molto
coraggioso e dimostra in numerose
occasioni la sua viltà e la sua codardia,
che sono all'origine anche della scelta di
farsi prete: non dettata da una sincera
vocazione, ma dal desiderio di sfuggire i
pericoli della vita ed entrare in una
classe agiata.
Moglie del sarto È la “buona donna” incaricata dal
cardinal Borromeo di andare su una
portantina al castello dell'innominato in
compagnia di quest'ultimo e di don
Abbondio, e ha il compito di confortare
Lucia nel momento in cui verrà liberata.
Agnese È la madre di Lucia, un'anziana vedova
che vive con l'unica figlia. Donna sveglia
ma incline al pettegolezzo, di lei non c'è
una descrizione fisica, è presentata
come una donna avanti negli anni.
Il sarto Uomo che ospita Lucia e Agnese
Donna Prassede È una nobildonna milanese moglie di
don Ferrante. Persona estremamente
bigotta, convinta di dover fare del bene
al prossimo ma più per puntiglio
personale che per un'autentica
inclinazione caritatevole.
Don Ferrante In questo capitolo è incaricato dalla
moglie di scrivere una lettera al cardinal
Borromeo per informarlo della decisione
di ospitare Lucia.
Renzo Protagonista maschile della vicenda, il
suo nome completo è Lorenzo ed è un
filatore di seta assai abile. È descritto
come un giovane di circa vent'anni,
orfano di entrambi i genitori
dall'adolescenza, onesto e di buona
indole, ma piuttosto facile alla collera e
impulsivo.
Bortolo È il cugino di Renzo che vive e lavora in
un paese vicino a Bergamo e che offre
rifugio e lavoro al protagonista dopo la
sua fuga da Milano in seguito al tumulto
di S. Martino, quando è braccato dalla
giustizia.