Sei sulla pagina 1di 3

1 I Promessi sposi un romanzo storico, pubblicato fra il 1840 e il 1842, nel pieno del Risorgimento italiano.

. La Storia, gli uomini che la fanno e anzitutto la subiscono, sembra essere uno dei temi di fondo dellopera, altro teme importante del romanzo la lingua usata dall'autore; il testo di Manzoni rappresenta una vera rivoluzione da un punto di vista linguistico. Nasce in pratica la lingua italiana moderna che si rivolge ad un pubblico "popolare" vasto e nazionale (unica alternativa al romanzo nella comunicazione dell'epoca era nel nostro Paese , probabilmente il Melodramma che in parte svolgeva il ruolo che in altri Paesi aveva la narrativa romanzata ).Il Romanzo venne pubblicato con annessa la Storia della colonna infame,la cosa probabilmente non casuale ma sembra indicare un preciso intento dellautore reso a non trasformare il lavoro in un semplice racconto a lieto fine. In pratica da considerare il primo romanzo moderno nella storia della letteratura italiana, un'enorme influenza ebbe infine nella definizione di una lingua unitaria .La prima idea risale al 1821, quando Manzoni comincia la stesura del Fermo e Lucia, interruppe poi la il lavoro per dedicarsi al compimento della tragedia Adelchi . Dall'aprile del 1822 il Fermo fu ripreso e portato a termine il 17 settembre 1823 ( pubblicato nel 1915 col titolo "Gli sposi promessi"). In questa prima edizione presente, in parte, la trama ben nota della storia tuttavia, Il Fermo e Lucia va considerato come opera autonoma, del tutto indipendente dalle successive elaborazioni dell'autore, essa viene oggi infatti guardata con grande interesse. Le scelte linguistiche creano un tessuto verbale ricco,variegato dove s'intrecciano e si alternano lingua letteraria, elementi dialettali, latinismi e prestiti di lingue straniere. Anche i personaggi appaiono forse, pi marcati se non pittoreschi. Sullo sfondo la Lombardia del XVII sec. uno scenario storico non pacificato o armonizzato, il cui potere politico coincide con l'arbitrio del pi forte. Una seconda edizione poi fu pubblicata da Manzoni nel 1827, con il titolo I Promessi sposi, storia milanese del sec. XVII, scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni, e riscosse notevole successo.Manzoni per, non era ancora soddisfatto del risultato, il linguaggio era troppo legato al dialetto milanese. Egli si reca, perci,(1827) a Firenze, per risciacquare i cenci in Arno, c'era bisogno di un'ulteriore e pi accurata revisione linguistica, ispirata al modello fiorentino .Tra il 1840 e il 1842, Manzoni pubblica quindi la terza ed ultima edizione de I Promessi sposi, la definitiva. L'opera comprende una introduzione con riferimento ad un presunto manoscritto del 600 contenente il resoconto della storia di Renzo e Lucia,(qualcosa di simile troviamo in Cervantes) infine, in appendice come abbiamo detto c la Storia della Colonna infame; si tratta di un processo agli untori durante la peste del 1630. Renzo e Lucia, giovani col desiderio di sposarsi -ma a causa di una scommessa tra il potente don Rodrigo e il cugino don Attilio,(importante anche il ruolo del Conte- Zio) tutto va all'aria. Don Abbondio, il curato che deve celebrare il matrimonio, minacciato dai bravi, gli sgherri di don Rodrigo, e per paura si sottrae al suo dovere, non celebra il matrimonio. Per pura fortuna, Lucia sfugge ad un rapimento ordinato da don Rodrigo e con l'aiuto di Fra Cristoforo si rifugia a Monza, in un convento. Qui , suor Gertrude, alla cui protezione affidata, la inganna, e permette che venga rapita dagli uomini di un criminale, l'Innominato, a cui si rivolto don Rodrigo. Portata al castello dell'Innominato, Lucia riesce a commuovere l'animo dell'uomo (idea del Male come fatto complesso, diversamente da Don Rodrigo molto pi banale) indurito da tante crudelt , ma anche tormentato dai rimorsi. L'Innominato si pente(il pentimento una componente importante del racconto lo avremo pure in Frate Cristoforo) e si converte alla fede davanti al cardinale Federigo Borromeo. Lucia libera e, pi avanti, viene ospitata nella casa di don Ferrante (esemplare della cultura Barocca del periodo astratta e inconsistente ) a Milano. Nel corso di questi avvenimenti Renzo, che ha raggiunto Milano, viene coinvolto in una protesta per il pane e sta per essere arrestato, ma la folla lo aiuta a fuggire. Riesce poi ad arrivare a Bergamo e a trovare ospitalit e lavoro presso un cugino. Intanto agli orrori della guerra si aggiungono quelli della peste: i Lanzichenecchi, le truppe mercenarie dell'esercito imperiale (calate in Lombardia dalla Germania per dare man forte alla Spagna contro il Ducato di Savoia e la Francia), diffondono il contagio. A causa della peste Milano perde la maggior parte dei suoi abitanti. Anche Renzo e Lucia si ammalano ma riescono a guarire. Finalmente dopo tante tragiche vicende, i due promessi sposi si incontrano nel Lazzaretto di Milano, il luogo dove vengono portati i malati e dove Renzo, disperato, andato a cercare Lucia. Con l'aiuto di frate Cristoforo riescono a superare gli ostacoli che ancora si frappongono al loro matrimonio e si sposano. Si stabiliscono in un paese del Bergamasco e la loro vita diviene ci dice quasi ironicamente l'autore :"da quel punto in poi, una delle vite pi tranquille, delle pi felici e delle pi invidiabili". Renzo acquista con il cugino una piccola azienda tessile e Lucia, aiutata dalla madre, si occupa dei figli. Altri momenti della Storia con all'interno altre storie... Ripetiamo.... Renzo,parlando con Perpetua,una specie di badante di Don Abbondio, capisce che qualcosa non quadra e costringe il curato a rivelare la verit . Si consulta cos con Lucia e con la madre di lei, Agnese, e insieme decidono di chiedere consiglio a un avvocato, tale Azzecca-garbugli, personaggio che parla "il Latinorum" per fregare i popolani ,prototipo dell'imbroglione .Poi si rivolgono a padre Cristoforo, espressione di un modo diverso di vivere la religione rispetto al curato, cappuccino di un convento poco distante.Fra Cristoforo decide di affrontare direttamente don Rodrigo, e si reca al suo palazzo, il signorotto accoglie con malumore il frate, intuendo il carattere della visita; il frate tenta di convincerlo, ma viene cacciato via. La figura del frate viene descritta ricostruendo tutta la sua vicenda,dietro il suo voto vi una triste faccenda di omicidio a seguito di una rissa e un successivo pentimento .

2 Agnese arriva poi a proporre ai due giovani dall'alto della sua saggezza popolare,un matrimonio diciamo col trucco , pronunciando davanti al curato le frasi rituali con i due testimoni. Molte le riserve da parte di Lucia, determinata di fronte agli accadimenti ma limpida nella sua innocenza, il piano per viene accettato, specie quando fra Cristoforo annuncia il fallimento del suo tentativo. Intanto don Rodrigo organizza il sequestro di Lucia; una sera dei bravi irrompono in casa della sposa, che per trovano deserta: Lucia, Agnese e Renzo sono infatti a casa di don Abbondio per tentare di sorprenderlo, ma falliscono, e devono riparare al convento di fra Cristoforo, perch frattanto vengono a sapere del tentato rapimento.I giovani giungono al convento di padre Cristoforo, il quale espone loro i suoi progetti. Egli ha gia deciso di far fuggire Renzo e Lucia, rispettivamente a Milano e a Monza e ha gi scritto due lettere, una al padre Bonaventura del convento dei cappuccini di Milano e l'altra alla monaca di Monza per fare in modo che questi ospitino i due fuggitivi. Quindi, dopo aver pregato anche per il cattivo don Rodrigo, i due si incamminano per poi separarsi il giorno dopo. Secondo il piano di frate Cristoforo , Renzo, Lucia e Agnese scendono alle rive dell'Adda e salgono su una piccola barca. Qua i pensieri di Lucia sono descritti dal Manzoni in pochi paragrafi, tuttavia riassumono perfettamente lo stato d'animo dei personaggi. Si ha un intreccio di sentimenti, la malinconia prevale suscitando nel lettore un moto di compassione verso i personaggi. Renzo,a Milano, non potendo ricoverarsi nel convento indicatogli dal padre Cristoforo, dato che padre Bonaventura in quel momento assente, rimane coinvolto nei tumulti scoppiati per il rincaro del pane. Il giovane si fa trascinare dalla folla e pronuncia persino un discorso dove critica la giustizia, che stava sempre dalla parte dei potenti. Tra i suoi ascoltatori c' un sbirro in borghese, che cerca di condurlo in carcere Renzo, stanco, si ferma in un'osteria, dove lo sbirro viene a conoscenza, con uno stratagemma, del suo nome. Ingenuo, si ubriaca e fa nuovi appelli alla giustizia .L'oste lo mette a letto e lo denuncia. Il mattino dopo il promesso sposo viene arrestato ma riesce a fuggire e ripara a Bergamo, nella Repubblica di Venezia, da suo cugino Bortolo, che lo ospita e gli procura un lavoro. Intanto la sua casa viene perquisita e viene fatto credere che sia uno dei capi della rivolta. Nel frattempo il conte Attilio, cugino di don Rodrigo, chiede a suo zio(il Conte zio), membro del Consiglio Segreto, di far allontanare fra Cristoforo, cosa che il conte ottiene dal padre provinciale dei cappuccini. Arriviamo cos alla figura complessa dell'Innominato, Don Rodrigo si rivolge a lui, potente e sanguinario signore, che per da qualche tempo sta maturando una crisi di coscienza. Costui fa rapire Lucia da Egidio, con la complicit di Gertrude(La Monaca di Monza -altro personaggio importante nell'analisi morale del Manzoni,) sua amante e Lucia viene portata al castello dell'Innominato. A seguito di un colloquio con Lucia l'Innominato passa una notte orribile, piena di rimorsi, sta per uccidersi quando scopre, quasi per volere divino, che il cardinale Federigo Borromeo(figura storica del tempo) si trova in quel paese. Cos il giorno dopo si presenta in Chiesa per parlare con il cardinale. Il colloquio sconvolge l'uomo che si impegna a cambiare vita e per prima cosa libera Lucia, che viene ospitata da signori milanesi amici del Borromeo. Intanto il cardinale rimprovera duramente don Abbondio per non aver celebrato il matrimonio. Poco dopo scendono in Italia i lanzichenecchi, mercenari tedeschi che combattono nella guerra di successione al Ducato di Mantova, che mettono a sacco il paese di Renzo e Lucia e diffondono il morbo della Peste. Molti, tra cui don Abbondio, Perpetua e Agnese, trovano rifugio nel castello dell'Innominato, che si fatto fervido campione di carit .La peste (fatto storico e allegoria del male?)Con i lanzichenecchi entra in Italia la peste: se ne ammalano Renzo, che guarisce, e don Rodrigo, che viene tradito e derubato dal Griso, il capo dei suoi bravi - che non godr dei frutti del suo tradimento, contagiato anch'egli dal morbo. Renzo, guarito, torna al paese per cercare Lucia, preoccupato dagli accenni fatti da lei per lettera a un suo voto di castit fatto quando era stata sequestrata, ma non la trova, e viene indirizzato a Milano, dove apprende che si trova nel lazzaretto, il luogo degli appestati. Qui trova anche padre Cristoforo, che scioglie il voto di Lucia e invita Renzo a perdonare don Rodrigo, ormai morente. La peste,nell'immaginario dell'epoca (sino all'800) era una della maggiori piaghe dell'umanit,viene descritta in maniera scrupolosa e nei minimi particolari nelle sue prima manifestazioni, nelle reazioni suscitate, negli interventi positivi e negativi degli uomini chiamati ad occuparsene (dai medici, ai politici, alla chiesa). Agli errori delle autorit , alla voluta disinformazione si somma l'ignoranza superstiziosa della popolazione. Ne deriva uno sconvolgimento drammatico della societ intera, attraversata da Renzo, ormai guarito, come un luogo infernale pieno di pericoli e di insidie mortali. La parte pi drammatica di questa descrizione avviene nel capitolo 34, con una delle pi celebri frasi della letteratura italiana: Come il fiore gi rigoglioso sullo stelo cade insieme col fiorellino ancora in boccio, al passar della falce che pareggia tutte l'erbe del prato. In tale capitolo si parla della piccola Cecilia, "di forse nov'anni", che, ormai morta, posta sul carro dei monatti dalla madre, che li implora di non toccare il piccolo corpo composto con tanto amore, e chiede poi di tornare dopo a riprendere lei ....". Da notare il fatto che questo breve passo, dedicato alla madre di Cecilia, pura lirica. Nel romanzo infatti non una novit, essendo un genere letterario che pu contenere altri generi, quali la lirica, la commedia o la tragedia. Il tema della Peste sar poi ripreso nella "Colonna infame",come abbiamo detto, quasi un contro altare al lieto fine,da intendere ripetiamo come "vero storico" che bilancia il "vero poetico" che in questo modo viene circoscritto ai drammi e alle passioni degli uomini di cui l'autore ci descrive verit , interrogativi e senso senza eccedere in impostazioni fantastiche. Parliamo con Manzoni infatti di "Realismo Romantico" applicato al romanzo storico, molto in voga all'epoca