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I Promessi Sposi – Riassunto

La vicenda si svolge fra i dintorni di Lecco, Milano e Bergamo fra il 7 novembre 1628 e
l'autunno del 1630.
Tutto ha inizio quando il curato don Abbondio, fifone di nascita, viene minacciato di non
celebrare il matrimonio fra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella dai bravi di don Rodrigo
(pp. 262-265 L), un signorotto locale molto potente, il quale si era invaghito della
poveretta. I due promessi chiedono aiuto a fra Cristoforo, un cappuccino sempre pronto ad
aiutare la povera gente, il quale cerca di convincere Rodrigo a rinunciare alla ragazza; egli
non acconsente e decide di rapire Lucia. I ragazzi (fotocopia) decidono così di organizzare
un matrimonio a sorpresa, la stessa notte prestabilita per il rapimento. Entrambi i piani
falliscono miseramente (“notte degli imbrogli e dei sotterfugi”) e Renzo, Lucia e Agnese, la
madre della fanciulla, sono costretti ad andarsene dal loro paesino (pp. 271-272 L).
Renzo fugge a Milano, dove è in corso una rivolta per il pane e viene scambiato per un
rivoltoso. Riuscito a fuggire, si rifugia in quel di Bergamo (allora Repubblica di Venezia)
dal cugino Bortolo sotto falso nome.
Lucia e Agnese, intanto, vengono accolte nel monastero di Monza, sotto la protezione della
"Signora" Gertrude, una monaca obbligata, figlia di un principe (fotocopia). Don Rodrigo,
però, prega l'Innominato, un ricco potente temuto e rispettato da tutti per i suoi atti
scellerati, di rapire Lucia. Questi acconsente, riuscendo nell'impresa. Parlando con la
ragazza, però, incomincia ad avere dei ripensamenti, dei sensi di colpa, che lo torturano
tutta la notte, fino al totale pentimento grazie al cardinale Federigo Borromeo, arcivescovo
di Milano, uomo di polso e di grande bontà. Il signorotto decide di liberare Lucia, che però
per disperazione, durante la notte, fa voto alla Madonna di rimaner vergine.
Liberata, la giovane rivela il voto alla madre e viene accolta da una coppia di signori
milanesi, donna Prassede e don Ferrante. Agnese rimane al paese e contatta Renzo, a cui, a
causa del voto, consiglia di mettersi il cuore in pace e di dimenticare la figlia.
Intanto a Milano incomincia a dilagare la peste, portata dai Lanzichenecchi, ma attribuita
all'opera degli untori (pp. 34-35 A). Don Rodrigo stesso morirà per questo morbo e anche i
due promessi sposi lo contraggono, ma riescono a salvarsi. Renzo comunque non si
arrende: nel tentativo di ritrovare Lucia, passa per il suo paese dove scopre la morte di
molti suoi amici e che la giovane è a Milano. Dopo aver saputo da Donna Prassede che la
promessa sposa ha contratto la peste e aver temuto per la sua morte, si precipita al
lazzaretto: lì incontra padre Cristoforo e, su suo suggerimento, perdona un Don Rodrigo in
fin di vita.
Tra le capanne delle malate ritrova infine Lucia che, però, gli ricorda il voto di castità fatto
durante la notte di prigionia presso l’Innominato (pp. 278-280 L); Renzo allora chiama
padre Cristoforo, il quale scioglie il voto rendendo, dopo quasi due anni, possibile il
matrimonio (pp. 281-283 L).
I due tornano al paesello natio, accompagnati da un forte acquazzone che lava ogni traccia
della malattia. Renzo e Lucia, finalmente, si uniscono in matrimonio, vanno ad abitare in
un paesino vicino Bergamo e vivono “per sempre felici, contenti” e con molti figli
(fotocopia).

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