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Il Novecento

Avanguardie storiche
Georges Braque
Juan Gris
Georges Braque 1882-1963
Nasce ad Argenteuil, Francia, dopo aver frequentato senza
molto successo gli studi liceali, si trasferisce a Parigi dove lavora
come decoratore, seguendo dei corsi serali di pittura, per poi
frequentare l’Accademia.
Nel 1907 conosce Picasso, mentre questi lavora alle
Demoiselles d’Avignon e riscopre Cézanne grazie alla mostra
retrospettiva dedicata a lui al Salon d’Automne di Parigi.

La lezione di Cézanne e l’osservazione delle maschere


africane, indirizzano l’artista verso i primi tentativi di pittura che fa
affermare al critico Louis Vauxcelles che Braque dipinge uomini
deformi, metallici, semplificati, che disprezza la forma e riduce
ogni cosa a schemi geometrici, a cubi.
Negli anni del Cubismo analitico,1909-1911, Braque e Picasso
lavorano come un solo uomo, frammentando gli oggetti della
realtà quotidiana secondo i principali piani che li compongono.

Nel 1912 Braque inizia a dedicarsi anche alla sperimentazione


del papiers collés, in cui anziché imitare la realtà attraverso le
regole prospettiche e le tecniche del chiaroscuro, impiega
frammenti di materia reale non più per illudere ma per alludere.
È nel periodo del Cubismo sintetico, 1912-1913, che il sodalizio
artistico fra Braque e Picasso produce i risultati migliori e più
rivoluzionari.
In Picasso prevale l’aspetto intuitivo e immaginativo, in Braque
prevale la riflessione e la misura.
Negli anni Venti inizia il periodo del successo, l’artista non
abbandona la sperimentazione cubista, anche se la sua
produzione artistica diventa più serena e riscopre l’uso dei colori
e le composizioni semplici e chiare.
Paesaggio dell’Estaque, Georges Braque, 1906, olio su tela, 60,2x73,2 cm, Musée de
l’Annonciade, Saint-Tropez
Paesaggio dell’Estaque
In questo dipinto è evidente
quanto il giovane artista sia
colpito dalla pittura fauve.
Egli stesso dichiarerà infatti
che la pittura fauves è una
pittura entusiasta che si
confà alla sua giovane età.
L’opera realizzata durante
Paesaggio dell’Estaque, Georges Braque, 1906, un soggiorno estivo nella
olio su tela, 60,2x73,2 cm, Musée de l’Annonciade, cittadina provenzale di
Saint-Tropez
Estaque, rappresenta un
paesaggio di forte
caratterizzazione fauve.
I marcati contorni blu di alberi
e case, i colori fortemente
antinaturalistici costituiscono
elementi di rottura con la
tradizione impressionista.
Braque è attratto dalle
contemporanee esperienze in
ambito espressionista, ed è
alla ricerca di una pittura che
egli stesso definisce “fisica”,
capace cioè di accendere
Paesaggio dell’Estaque, Georges Braque, 1906, passioni e coinvolgere
olio su tela, 60,2x73,2 cm, Musée de l’Annonciade,
Saint-Tropez sentimenti.
L’infatuazione avrà durata
breve.
Case all’Estaque, Georges Braque,
1908, olio su tela, 73x59,5 cm,
Kunstmuseum, Berna
Case all’Estaque
È uno dei primi dipinti nei quali
l’artista inizia la propria
sperimentazione cubista,
cubismo formativo.
L’opera realizzata a l’Estaque,
luogo che gli fu particolarmente
caro, come anche a Cézanne,
rappresenta un gruppo di case tra
gli alberi.
Rispetto al paesaggio di due anni
prima è tutto cambiato, il soggetto
si ispira alla pittura di Cézanne.
Case all’Estaque, Georges Braque, 1908, Le case sono rappresentate come
olio su tela, 73x59,5 cm, Kunstmuseum,
Berna
volumi squadrati.
La mancanza di prospettiva e
l’assenza di ombre coerenti
costringono i nostri occhi a
muoversi alla ricerca di un punto
di vista dal quale osservare la
scena.
Punto di vista che non esiste in
quanto ogni casa è vista secondo
un proprio autonomo punto di
vista: alcune dall’alto altre da un
lato, altre dal basso.
La mancanza di un punto di
riferimento annulla il senso delle
proporzioni e della profondità,
Case all’Estaque, Georges Braque, 1908, così tutte le case appaiono
olio su tela, 73x59,5 cm, Kunstmuseum,
Berna contemporaneamente in primo
piano.
I volumi sono messi in risalto dalla
diversa luminosità delle varie
facce che li compongono e si
accavallano uno su l’altro, senza
lasciare spazi vuoti,
assomigliando ad alcuni minerali
a struttura cristallina.
Gli alberi dai volumi semplificati,
pur essendo intercalati alle case
non contribuiscono a determinare
la percezione della profondità ma,
al contrario aumentano la
sensazione di massa muraria
unitaria.
Case all’Estaque, Georges Braque, 1908, Uso di soli due colori, il grigio-
olio su tela, 73x59,5 cm, Kunstmuseum,
Berna
verde delle piante e l’ocra
bruciato delle case.
La stessa logica compositiva
si trova anche in altri
paesaggi del periodo, tutti
improntati ad una
frammentazione della realtà
percepibile attraverso volumi
netti e fra loro autonomi.

Il castello di La Roche-Guyon, Georges


Braque, 1909, olio su tela, 81x60 cm,
Moderna Museet, Stoccolma
Porto in Normandia,
Georges Braque, 1909,
olio su tela 81,1x80,5
cm, The Art Institute,
Chicago
Violino e brocca
È una delle opere del Cubismo
analitico.
In essa è evidente lo sforzo che
Braque e Picasso stanno compiendo
al fine di superare sia la pittura
impressionista che quella Fauves.
All’inizio si ha difficoltà a distinguere
nel dipinto forme conosciute, ma non
appena l’occhio si sarà abituato alla
forte frammentazione delle immagini
e alla monocromia, gli oggetti
cominceranno a prendere corpo.

Violino e brocca, Georges Braque,1910, olio su tela,


116,8x73,2 cm, Kunstumuseum Öffentiliche
Kunstsammlung, Basilea
Al centro della composizione,
leggermente spostata a sinistra,
si distingue una brocca…
appoggiata su un tavolo quadrato il cui
piano è però rappresentato
verticalmente, in una posizione
impossibile
In basso, leggermente spostato verso
destra, riconosciamo
un violino.
Al centro, in alto, un chiodo conficcato
nella parete regge alcuni fogli di carta.
Sotto al chiodo è visibile un altro foglio
con l’angolo superiore destro piegato.
Sulla destra è possibile riconoscere
una cornice orizzontale, forse uno
zoccolo della parete stessa.
I vari oggetti non hanno tra loro
rapporti spaziali.
•  Il piano del tavolo sembra
attraversare la brocca,
intersecandone la pancia,
•  Il violino è sopra e dentro al tavolo,
•  Il foglio di carta con l’angolo piegato
si stacca nettamente dal muro sul
quale è conficcato il chiodo finendo a
sovrapporsi in parte al piano del
tavolo,
•  lo spazio sembra solidificarsi e
confondersi con i vari oggetti, con i
quali interagisce e si mescola, come
se fosse costituito della stessa
materia
Violino e brocca, Georges Braque,1910, olio su tela,
116,8x73,2 cm, Kunstumuseum Öffentiliche
Kunstsammlung, Basilea
Natura morta con uva e clarinetto,
Georges Braque, 1927, olio su tela,
53,9x74 cm, The Phillips Collection,
Washinghton

Natura morta con uva e clarinetto


Al centro di un tavolo composto da larghe campiture parallele di
diversi colori è posta una fruttiera con uva e pere.
Sulla sinistra un calice e due carte da gioco, un clarinetto
attraversa diagonalmente la composizione. Il clarinetto appare
spezzato dalla fruttiera, attraverso la quale penetra.
Natura morta con uva e clarinetto,
Georges Braque, 1927, olio su tela,
53,9x74 cm, The Phillips Collection,
Washinghton

La fruttiera è vista contemporaneamente di profilo e dall’alto,


prendendo così rilievo dal piano del tavolo, le cui diverse fasce
colorate si incastrano sia con lo spazio circostante sia con gli altri
oggetti che vi si appoggiano.
Il calice è visto di fianco, mentre le due carte fluttuano nello
spazio ciascuna con una propria prospettiva.
Natura morta con uva e clarinetto,
Georges Braque, 1927, olio su tela,
53,9x74 cm, The Phillips Collection,
Washinghton

In questo dipinto sono contenuti e risolti entrambi i momenti della


ricerca cubista. C’è la scomposizione degli oggetti secondo i
piani e le facce principali che li compongono, tipica del periodo
analitico, c’è la separazione tra forme e colori del periodo
sintetico.
Il risultato finale è di grande equilibrio.
Juan Gris (1887-1927)
Josè Victoriano Gonzàlez-Pérez, noto come Juan Gris, nasce a
Madrid, ultimo di tredici figli di una famiglia di commercianti.
A quindici anni si iscrive alla Scuola d’Arte e Industria di Madrid,
ma l’abbandona per studiare pittura, è attratto dalla violenza
cromatica dei Fauves.
Si trasferisce a Parigi dove conosce il più anziano Picasso e il
poeta Guillaume Apollinaire, sostenitore delle nuove ricerche
cubiste.
Per vivere pubblica disegni umoristici e caricature su varie riviste.
Nel 1911 si avvicina alle tematiche del Cubismo, diventandone
uno degli esponenti più impegnati e rimanendogli fedele anche
quando Picasso e Braque lo abbandoneranno.
Pur non riuscendo mai a primeggiare nel panorama artistico
europeo, come avrebbe meritato, egli si impone per il contributo
di chiarezza ed inventiva che darà alla ricerca del Cubismo
sintetico.
Mette a punto un Cubismo più misurato e razionale, attraverso
il quale reinventa la realtà attraverso una forte
geometrizzazione delle forme.
Affetto da un male incurabile, si spegne a 48 anni nell’Ile-de-
France.
Ritratto di Pablo Picasso
o
Omaggio a Pablo Picasso
Un olio per il quale il destinatario
non ebbe mai una grande
ammirazione.
Forte impianto geometrico che
caratterizzerà da tutta la
produzione pittorica di Gris.
La frammentazione cubista dello
spazio, non avviene in modo
casuale, ma attraverso piani
inclinati secondo una delle
diagonali del dipinto, cosicché la
Ritratto di Picasso, o Omaggio a Pablo composizione risulta più chiara.
Picasso, Juan Gris, 1912, olio su tela,
93,3x74,4 cm, The Art Institute, Chicago
Anche la testa, proposta nella
tipica visione cubista,
contemporaneamente frontale e in
parte laterale, è scomposta con la
stessa logica diagonale, gli effetti
di luce garantiscono il rilievo.
La terrosità dei colori che Picasso
e Braque impiegano proprio in
quegli stessi anni nei loro studi
analitici, appare qui attutita dalle
tenui gradazioni azzurrine della
figura, oltre che dalle notazioni di
rosso, blu, giallo e verde della
tavolozza triangolare che viene
Ritratto di Picasso, o Omaggio a Pablo
Picasso, Juan Gris, 1912, olio su tela, retta dalla mano sinistra.
93,3x74,4 cm, The Art Institute, Chicago
Bicchiere e violino,
Juan Gris, 1913, olio su
tela, 46x73 cm, Musée
National d’Art Moderne,
Centre Georges
Pompidou, Parigi

Bicchiere e violino
Nella composizione risaltano gli allineamenti geometrici,
soprattutto orizzontali e diagonali, lungo i quali tutto il dipinto è
costruito.
Lo spazio si annulla e tutti gli oggetti, bicchiere, tovaglia, spartito,
tavolo, violino, pavimento, tendono alla monumentalità
nonostante la loro piattezza.
Fruttiera e bottiglia d’acqua
Nel papiers collés l’artista struttura le
immagini, rivestendo le forme
geometriche essenziali attraverso
carte di diverso tipo.
La composizione è costituita da
pittura a olio, carta incollata, gessetto
e matite su tela.
La chiarezza delle forme
geometriche è evidenziata dalla
tecnica degli incollaggi, che ritagliano
superfici nette e perfettamente
definite da giornali e carte da parati.
Fruttiera e bottiglia d’acqua, Juan Gris,
1913, olio, carta incollata, gessetto e
matite su tela, 92x65 cm, Rjksmuseum
Kröller-Mϋller, Otterlo
La fruttiera emerge con il
lunghissimo stelo, come anche il
cerchio del piatto posto sulla tovaglia
a scacchi.
Attenzione per l’equilibrio e per la
leggibilità delle forme, conferma che
Gris ha sempre cercato di restituire
leggibilità agli oggetti delle sue
composizioni.

Fruttiera e bottiglia d’acqua, Juan Gris,


1913, olio, carta incollata, gessetto e
matite su tela, 92x65 cm, Rjksmuseum
Kröller-Mϋller, Otterlo