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Musica: il cantautorato e la nascita del festival di Sanremo

La musica in Italia durante il miracolo economico era fortemente influenzata dai generi musicali
provenienti dall’estero, ma nonostante questo la tradizione melodica predominò, soprattutto grazie
al Festival di Sanremo.
In questo periodo nascono i cantautori, dei cantanti che scrivevano testo e musica delle loro
canzoni; il cantautore quindi doveva essere autore della canzone ed interprete di essa. La canzoni
d’autore venivano spesso accompagnate con una chitarra e si dava molta importanza al testo, spesso
erano dei testi colti, ricchi di citazioni letterarie e di riferimenti ai fatti sociali dell’epoca.
Molti cantautori come Fabrizio de Andrè o Lugi Tenco portavano dei temi di dibattito pubblico,
parlando di argomenti come le contraddizioni della società capitalistica, la dura vita della classe
operaia e i problemi collegati l’arretratezza del Mezzogiorno. Dopo anni di censura fascista dei testi
delle canzoni si può parlare di molti argomenti come l’emarginazione, gli squilibri sociali, la
violenza, il militarismo, la guerra. Vengono anche trattati argomenti sentimentali come la nostalgia,
l’incomunicabilità, la vita e la morte, la solitudine, il disagio esistenziale, l’amore. Le nuove
canzoni contengono delle frasi o parole inconcepibili prima, perché viste troppo concrete o
materiali, si vedono spesso parole nuove e considerate impoetiche in delle canzoni d’amore.
La canzone moderna, il prodotto dei cantautori, ha origine dai canti popolari e dalle arie del
melodramma. Ci sono varie strutture su cui sono basate varie canzoni, le più comuni sono tre:
 La struttura strofica, ha un solo tema che si ripete ogni volta anche se con testi diversi, è
tipica nelle ballate e nelle canzoni in cui viene narrata una storia
 La struttura strofica con ritornello ha due temi, uno per le strofe e un altro per il ritornello,
che è molto incisivo e rimane impresso agli ascoltatori
 La struttura basata su un ostinato, con una linea melodica ripetuta all’inizio e alla fine della
canzone, in cui vengono poi inserite delle linee melodiche libere, ricche di elementi
improvvisatori.
Il Festival di Sanremo nacque nel 1951 come un evento per incrementare il turismo durante la bassa
stagione a febbraio; la gara prese il nome dal comune ligure in cui ha luogo: Sanremo, si svolse fino
1976 nel casinò della città. La prima edizione non ebbe riscontrato molto successo ma negli anni a
venire divenne sempre più famoso. Nel 1956 il Festival venne trasmesso in diretta TV su Rai1 e lo
stesso anno in Europa nacque un’altra gara, ispirata a quella di Sanremo: l’Eurovision Song
Contest. Nel 1958 ci fu una vera e propria svolta per la musica leggera italiana, Domenico
Modugno vinse con la canzone “nel blu dipinto di blu”, che ha un lessico allegro e colloquiale.
Le innovazioni all’estero sono tante e si riflettono anche in Italia: Tony Dallara fa uscire la prima
canzone ritmica italiana: “come prima” e vengono inseriti i caratteri del rock nella musica italiana, i
cantanti si dividono in due gruppi: i melodici, legati alla tradizione e gli urlatori, sono più innovatori
e si ispirano al rock, i più famosi sono Mina, Adriano Celentano e Gianni Morandi.
Intanto al Festival di Sanremo iniziò l’era Bongiorno, che prende il nome dal conduttore che
presentò tutte le puntate dal 1963 al 1967; in quegli anni vinsero soprattutto i melodici ma anche gli
urlatori e i gruppi beat si integrarono nel Festival. Dal 1964 poterono partecipare anche i cantanti
esteri, ma poi nel 1966 questa scelta venne abbandonata.
Sul palco di Sanremo iniziarono ad apparire anche i temi sociali, come con Adriano Celentano e “il
ragazzo della via Gluck”, canzone che parla di questo ragazzo di campagna che va via di casa sua e
quando ritorna al posto della casetta sorge una città, questo brano fa notare la mancanza di rispetto
verso l’ambiente e più in generale i problemi della società moderna, che al tempo era incriticabile,
infatti la canzone è stata ignorata ed eliminata subito. Nel 1967 il cantautore genovese Luigi Tenco
si suicida e la sua canzone “Ciao amore, ciao”, che aveva cantato con Dalida e che raccontava il
disagio di un paese che, nonostante il miracolo economico, aveva dei cittadini che vivevano nella
povertà, venne eliminato in finale. Dopo la morte di Tecno il Festival iniziò a perdere visibilità, i
tempi stavano cambiando per il festival e per tutt’Italia.