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Linguistica Generale A

Sincronia e Diacronia La doppia articolazione del segno I livelli dell’analisi linguistica

È possibile studiare i fatti linguistici in Il tipo principale e quasi esclusivo segno Richiamando la nozione di doppia
relazione alla categoria temporale. linguistico è la parola. articolazione possiamo dividere in due
Questo vale innanzi tutto in senso Se un segno è un’entità costituita di diverse e fondamentali procedure le analisi
puramente cronologico: gli enunciati un’espressione e un contenuto, nulla esistenti in linguistica: la prima articolazione
linguistici hanno un inizio e una fine nel impedisce di considerare segni linguistici che analizza un segno linguistico in parti
tempo. Ma vale anche in senso storico anche una frase, un enunciato, un testo. distinte, ciascuna costituita sempre da
perché le lingue sono sistemi in equilibrio La prima distinzione è quella tra segni sul un’espressione e da un contenuto, e la
dinamico, continuamente trasformati sia piano della lingua e segni sul piano della seconda articolazione che analizza
dall’insieme dei singoli atti di parole sia dal parole. Al livello della lingua solamente l’espressione linguistica
riassestarsi del loro stesso equilibrio. l’identificazione di segno con parola ( o individuando delle unità prive di un
Questo studio dell’evoluzione delle lingue meglio ancora lessema) sembrerebbe contenuto proprio e che si combinano
nel tempo, praticato comparando lingue abbastanza giustificata: l’inventario dei insieme per costituire e unità della prima
anche molto lontane tra di loro, aveva segni deve essere fatto di entità articolazione.
ottenuto risultati eccezionali all’epoca di individuabili, memorizzabili e attivabili Grazie a questo si può distinguere tutto
Saussure, giungendo non solo a immediatamente. questo in cinque differenti livelli d’analisi
ripercorrere la storia delle lingue attraverso Al livello di parole la questione è meno che costituiscono le partizioni tradizionali
la loro documentazione, ma addirittura a netta. Lo stesso Saussure ammetteva che della linguistica:
ricostruire lingue preistoriche come si potessero considerare segni anche
l’indoeuropeo o il germanico. elementi complessi. È innegabile che a) Fonetica è il livello relativo alla
In base a questi studi si possono avere due ciascun atto linguistico concreto costituisca sostanza dell’espressione
diverse prospettive: di per se un segno, siano cioè distinguibili in b) Fonologia è il livello relativo alla forma
esso un espressione e un contenuto. dell’espressione e la sua unità minima
1. diacronica Le unità della lingua si collocano quindi su è detta fonema.
2. sincronica diversi livelli gerarchicamente organizzati. c) Morfologia è il livello d’analisi definito
Prima di capire questi livelli però va capito dalla prima articolazione e pertanto
Nella prospettiva diacronica il linguista si come un atto linguistico possa essere comprende unità di significante e di
concentra su singoli punti o elementi del analizzato e quindi introdurre una seconda significato: le sue unità minime sono
sistema, che vengono studiati nella loro distinzione, tra due differenti procedure di dette morfemi.
evoluzione astraendo dai rapporti che li analisi: d) Sintassi è definita dalla prima
collegano con il resto della lingua articolazione ma si trova su un rango
Nella prospettiva sincronica l’astrazione a) la prima articolazione che analizza gli superiore rispetto alla morfologia; la
operata dal linguista va in un’altra direzione. atti linguistici in elementi che hanno sua unità minima è costituita dalla
L’analisi sincronica consiste nell’esaminare i sempre un’espressione e un contenuto. parola.
singoli “stati di lingua” astraendo dalla storia b) la seconda articolazione che analizza e) Semantica è il livello relativo all’intero
che li ha prodotti. Si tratta di una prospettiva esclusivamente il piano piano del contenuto in tutti i suoi aspetti
indispensabile proprio alla luce della dell’espressione linguistica e individua formali e sostanziali; la sua unità
riscoperta centralità, come oggetto unità prive di contenuto proprio. minima è il nome.
dell’analisi linguistica.
È importante ribadire che sincronia e La possibilità di applicare entrambe queste Questi elementi permettono di incasellare la
diacronia non sono caratteristiche della procedure è una proprietà detta doppia maggior parte degli elementi costitutivi delle
lingua, ma della linguistica; non dell’oggetto, articolazione. lingue del mondo, che pure sono molto
bensì della sua analisi. La procedura di prima articolazione analizza diverse tra di loro quanto al peso di
un segno linguistico in più parti, ciascuna ciascuno dei componenti suscitati.
costituita sempre da un espressione e da L’analisi linguistica in generale si giova più
un contenuto e che, a sua volta, può essere di modelli che considerino i vari livelli come
riutilizzata con lo stesso significato per delle categorie di riferimento come poli di
formare altri segni. attrazione verso cui gli elementi tendono,
La seconda articolazione analizza piuttosto che di modelli che mirino a porre
esclusivamente l’espressione linguistica per confini netti tra le varie categorie.
individuare unità di significante prive di
significato, che si combinano insieme per
costituire le unità di prima articolazione.
Le stesse porzioni di significante possono a
volte essere analizzate sia come elementi di
prima articolazione sia come elementi di
seconda articolazione.
Le unità minime di prima articolazione sono
chiamate morfemi e le unità minime di
seconda articolazione sono chiamate
fonemi.

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Il tratto vocale parte posteriore collocata in direzione della Fonetica, trascrizione, traslitterazione
faringe, il dorso, e la corona, la parte
Con tratto vocale s’intende l’ultimo percorso anteriore mobile; la regione della corona L’IPA è stato messo a punto tra l‘800 e il
compiuto dal flusso d’aria prima di uscire comprende a sua volta l’apice e la lamina, ‘900 da due fonetisti Passy e Jones, con il
all’esterno; nella sua parte più interna ovvero la sua superficie superiore anteriore. preciso scopo di trascrivere foneticamente
troviamo la laringe, mentre il suo confine Il velo palatino è un organo che pende dal porzioni di parlato di una qualsiasi lingua. A
esterno è segnato dalle due labbra. palato duro e che divide a parte superiore questo fine offre un inventario di elementi
La trachea non è modificabile nel suo della faringe dalla cavità orale. Il velo grafici e segni diacritici aventi
volume intero; nel tratto vocale, invece, in palatino può essere mosso un’interpretazione il più possibile univoca da
modo volontario o irriflesso numerosi volontariamente. Quando la sua un punto di vista articolatorio. Mediante
diaframmi al flusso d’aria. Molte superfici muscolatura è rilassata, il velo è in l’IPA è possibile operare una trascrizione
del tratto vocale sono infatti mobili e dai loro posizione quasi verticale e le cavità orale, fonetica, ovvero una rappresentazione
movimenti dipende gran parte dalla nostra nasale e faringale sono in contatto tra loro; scritta delle caratteristiche fonetiche di una
capacità di differenziare tra di loro i suoni se invece la muscolatura del velo entra in determinata espressione linguistica orale.
del linguaggio. tensione, questo si solleva e aderisce alla Tra gli usi della trascrizione fonetica
Preliminare quindi alla classificazione dei parete posteriore della faringe, isolando la citiamo:
singoli suoni è la nomenclatura degli organi cavità nasale dal resto del tratto vocale.
responsabili della loro caratterizzazione, L’ugola è un piccolo rigonfiamento che si • rappresentazione della pronuncia di
detti articolatori. trova all’estremità inferiore del velo palatino. singole parole in dizionari
La laringe è un complesso di cartilagini e Il palato duro è la cupola superiore ossea, • la trascrizione del parlato in ricerche sul
tessuti muscolari situato alla sommità della rivestita di mucosa, della cavità orale. terreno
trachea. Gli alveoli costituiscono il rigonfiamento • la base per la scrittura di varietà che non
Si chiama glottide la parte della laringe che della parte della cavità orale, in hanno un uso scritto, comprese le varietà
è compresa tra due piccole estroflessioni corrispondenza del quale si trovano le radici substandard di lingue scritte che in genere
(dette pliche vocali) situate ai lati del dei denti. hanno un uso prevalentemente orale.
condotto dell’aria che attraversa la laringe. I soli denti coinvolti nell’articolazione • l’indicazione di valori fonetici in ricerche di
le pliche vocali possono assumere diverse linguistica sono gli incisivi. acustica o in altri settori della fonetica
posizioni: essere completamente Le labbra possono assumere diverse sperimentale.
distanziate l’una dall’altra, lasciando quindi posizioni, molte delle quali utilizzate per • l’indicazione dei suoni linguistici in scritti di
aperto il condotto faringeo; oppure entrare distinguere tra loro i suoni del linguaggio. logopedia, di fisiologia o patologie del
in tensione ed essere accostate l’una alla Le cavità nasali sono una coppia di cavità linguaggio.
all’altra dal complesso della laringe. Questo collocate al di sopra della cavità orale,
dà vita al meccanismo laringeo, detto anche all’interno delle quali può essere lasciata È importante rimarcare che una trascrizione
vibrazione, consistente in una rapidissima passare l’aria espirata mediante in IPA non è una descrizione oggettiva
sollevazione e una successiva chiusura l’abbassamento del velo palatino. dell’espressione linguistica, perché con il
provocate dalla pressione dell’aria in uscita. medesimo alfabeto fonetico possiamo
La diversa distribuzione della tensione nelle realizzare trascrizioni con un diverso livello
fasce muscolari comprese nella laringe di dettaglio: in quella che è generalmente
consente di distinguere tra diverse qualità indicata come “trascrizione fonetica larga” si
della voce realizzate dal meccanismo indicano soltanto le particolarità fonetiche
laringeo: più rilevanti, mentre un uso
progressivamente più dettagliato dei segni
a) la voce modale ovvero il tipo neutro di diacritici consente trascrizioni sempre più
meccanismo laringeo risultato di una strette cioè in grado di cogliere anche
media tensione e compressione della proprietà fonetiche più particolari.
glottide: le pliche vocali vibrano in modo La trascrizione non va confusa con una
periodico. diversa operazione che prende il nome di
b) la voce mormorata determinata da traslitterazione. Con questo termine si
un’apertura triangolare della glottide nella intende la resa in un sistema grafico
sua parte cartilaginea: come effetto, una prescelto di un’espressione linguistica
parte delle pliche vocali è in vibrazione originariamente scritta in un altro sistema
periodica, una parte è invece aperta e grafico tradizionale. La traslitterazione si
lascia passare l’aria con un certo rumore basa su convenzioni che tengono conto non
di frizione tanto del valore fonetico dei singoli elementi
c) nella voce cricchiata la distribuzione della grafici , ma si fondano piuttosto su una
tensione muscolare determina corrispondenza il più possibile rigida che
ispessimento e compressione delle associ una determinata unità grafica di un
pliche vocali, che, malgrado siano sistema con una o più unità di un diverso
interamente accostate tra loro , erano in sistema.
vibrazione solo nella parte molto rigida,
compiendo cicli lenti e fortemente
irregolari nel tempo.

La faringe è il segmento del tratto vocale


che si trova immediatamente al di sopra
della laringe. Essa ha un volume interno
estremamente variabile dal momento che la
sua parte anteriore coincide per lo più con
la radice della lingua.
La lingua è un organo di grande mobilità
situato all’interno del tratto vocale. Nella
lingua si distinguono una radice, ovvero la

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Il Vocalismo [ɐ] : v o c a l e b a s s a , c e n t r a l e , n o n Il Consonantismo


arrotondata; it. casa, latte;
La prima distinzione operata dalla fonetica è [ɑ]: vocale bassa,posteriore, non I foni consonantici sono caratterizzati falla
quella tra foni vocalici e foni arrotondata. ingl. father ‘padre’; presenza di un diaframma nel tratto vocale.
consonantici: i secondi si distinguono dai [ə]: vocale centrale rispetto a tutti i La loro classificazione si basa su tre
primi in quanto sono realizzati mediante un parametri; ingl. the ‘art. det.’; parametri: modo di articolazione, luogo di
diaframma. e si distinguono tra loro per la articolazione e coefficienti laringei.
posizione che i diversi organi del tratto Un secondo gruppo di vocali si ottiene da
vocale assumono durante la loro quello già illustrato invertendo il parametro 1. modo di articolazione: tradizionalmente
produzione. Sono classificate sulla base di di arrotondamento o mutando altri si distinguono due gruppi maggiori di
quattro coefficienti: coefficienti: consonanti: le ostruenti e le sonoranti. le
ostruenti si dividono ulteriormente in
1. a n t e r i o r i t à - p o s t e r i o r i t à: q u e s t o [y]: vocale alta, anteriore, arrotondata; fr. occlusive con (sottogruppo delle affricate)
parametro è determinato, in una lune ‘luna’; e fricative. Le sonoranti invece possono
rappresentazione schematica, dalla [ʏ]: vocale alta, anteriore, arrotondata, essere ulteriormente suddivise in nasali,
posizione avanzata, centrale o arretrata centralizzata; vibranti, laterali e approssimanti.
del dorso della lingua. Il mutamento di [ø]: vocale medio-alta, anteriore, 2. luogo di articolazione: classificato in
tale posizione causa una variazione nel arrotondata; base agli organi articolatori. si
volume della cavità orale che è minore [œ]: vocale medio-bassa, anteriore, distinguono quindi: bilabiali, labiodentali,
nelle vocali anteriori e maggiore in quelle arrotondata; dentali, alveolari, retroflesse,
posteriori. Si distinguono quindi vocali postalveolari. palatali, velari, uvulari,
[ʌ]: vocale medio-bassa, posteriore, non
anteriori, vocali centrali e vocali glottidali.
arrotondata;
posteriori. 3. Coefficienti laringei: le articolazioni
2. grado d’altezza: ancora in modo [ɒ]: vocale bassa, posteriore, non consonantiche possono essere
schematico, è possibile associare questo arrotondata; accompagnate o no dal meccanismo
coefficiente alla posizione più o meno [ɐ]: vocale centrale, medio-bassa, non laringeo. Le consonanti realizzate nella
alta del dorso della lingua. Di grande arrotondata; glottide in vibrazione sono dette sonore,
rilevanza per il mutamento del grado quelle in cui la glottide è aperta sono
d’altezza è però anche la posizione della Per ultime ora prendiamo in analisi le vocali dette sorde; se il meccanismo laringeo
radice della lingua che determina il nasali: entra in funzione con ritardo dopo il
volume della cavità faringale: si rilascio di un diaframma consonantico, si
distinguono vocali alte, vocali medio- [ε]: vocale medio-bassa, anteriore, non ottiene una sorda aspirata invece per
alte, vocali medio-basse, vocali basse. arrotondata, nasale; ottenere una sonora aspirata bisogna
3. arrotondamento: durante l’articolazione [œ]: vocale medio-bassa, anteriore, fare la voce mormorata.
di una vocale le labbra possono essere arrotondata, nasale;
arrotondate ( o procheile) oppure le [ɔ]: vocale medio-alta, posteriore,
labbra possono essere non arrotondate arrotondata, nasale;
( o aprocheile) quindi vocali arrotondate [ɑ]: vocale bassa, posteriore, non
e vocali non arrotondate. arrotondata, nasale;
4. nasalizzazione: il velo palatino può
trovarsi in posizione alzata o abbassata.
Nel primo caso, l’aria, prima di uscire
all’esterno, passa esclusivamente bella
cavità orale. Nel secondo, il flusso d’aria
è diviso dal velo palatino: una parte
passa per la cavità orale e una parte
fuoriesce passando per le cavità nasali,
provocando un’alterazione del timbro
della vocale. Si distinguono pertanto
vocali orali e vocali nasali.
I dodici suoni orali sono:

[i]: vocale alta, anteriore, non arrotondata; it.


fili, vinti;
[ɪ]: vocale alta, anteriore, non arrotondata,
centralizzata; ingl. bit ‘pezzetto’, thin
‘sottile’ ;
[u]: vocale alta, posteriore, arrotondata; it.
tu, lutto;
[ʊ]: vocale alta, posteriore, arrotondata.
ingl. book ‘libro’;
[e]: vocale medio-alta, anteriore, non
arrotondata; it. mele;
[o]: vocale medio-alta, posteriore,
arrotondata; it. voce, botte ‘contenitore’;
[ɛ]: vocale medio-bassa, anteriore, non
arrotondata; it. festa, venti ’plurale di vento’;
[ɔ]: vocale medio-bassa, posteriore,
arrotondata; it. botte, lotto, corpo;
[æ]: vocale bassa, anteriore, non
arrotondata; ingl. bad ‘cattivo’;

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Le Occlusive Le Fricative Le affricate

Sono caratterizzate da un diagramma che Nella realizzazione delle fricative il Il diaframma è realizzato in modo analogo a
per una fase impedisce all’aria di uscire dal diaframma ostacola l’uscita dell’aria quanto avviene nelle occlusive anzi
tratto vocale. La loro realizzazione avviene creando una forte differenza di pressione possono essere considerate come un
in tre fasi: un’impostazione, una tenuta e all’interno del tratto vocale. Per effetto sottogruppo di queste; l’articolazione
infine una soluzione detta anche rilascio del dell’ostacolo l’aria fuoriesce creando attrito consonantica però, alla sua soluzione,
diaframma. Se si prende in esame l’attività nel suo incontro con gli organi articolatori e prova un rumore di frizione analogo a quello
laringea contemporanea all’impostazione e provocando un rumore di frizione che si verifica nelle fricative.
alla soluzione del diaframma, è possibile Le consonanti fricative sono: Le consonanti affricate sono:
distinguere tra occlusive sonore, sorde, e
sorde aspirate: nelle sonore, è attivo il Bilabiali: Labiodentali:
meccanismo laringeo con voce modale; [ɸ] fricativa bilabiale sorda; [pf] affricata labiodentale sorda; ted. Apfel
nelle sorde, il meccanismo laringeo è [β] fricativa bilabiale sonora; sp. Haber [‘apfəl]
attivato con un breve ritardo dal momento [a’βer], cavar [ka’βar]
del rilascio dell’occlusione; nelle sorde Alveolari:
aspirate tale ritardo è notevolmente Labiodentali:il diaframma è realizzato [ʦ] affricata alveolare sorda; it. Forza
prolungato e il flusso d’aria, passando dall’incontro del labbro inferiore con gli [‘fɔʦa], pezzo [‘pɛtʦo]
attraverso la laringe dopo la soluzione del incisivi superiori. [ʣ] affricata alveolare sonora; it. Zero
diaframma nel tratto vocale, provoca una [f] fricativa labiodentale sorda; it. Fifa [‘ʣɛro]
fricativa glottidale. Se si prende in esame [v] fricativa labiodentale sonora; it. Viva
invece la velocità con cui avviene la fase di
Retroflesse:
soluzione, è possibile distinguere tra Dentali: il diaframma è realizzato
occlusive momentanee ( che di solito si [ʈʂ] affricata retroflessa sorda;
dall’incontro della lamina della lingua con gli
chiamano semplicemente occlusive ) in cui incisivi superiori; [ɖʐ] affricata retroflessa sonora;
il diaframma è rilasciato molto rapidamente [θ] fricativa dentale sorda; sp. Hacer [a’θer],
e affricate, in cui la soluzione avviene più cabeza [ka’βeθa] Postalveolari:
lentamente e si verifica quindi un rumore di [ð] fricativa dentale sonora; sp. Lado [‘laðo] [ʧ] affricata postalveolare sorda; it. Ciao
turbolenza finale molto simile a quello [‘ʧao]
prodotto da una fricativa. Alveolari: [ʤ] affricata postalveolare sonora; it. Gioco
Le consonanti occlusive sono: [s] fricativa alveolare sorda; it. Sasso [‘ʤɔko], giro [‘ʤiro]
[‘sasso]
Bilabiali: il diaframma è realizzato mediante [z] fricativa alveolare sonora; it. Smettere
l’accostamento delle due labbra; [‘zmettere]
[p] occlusiva bilabiale sorda; it. Papà
[b] occlusiva bilabiale sonora; it. Babbo Postalveolari:il diaframma è realizzato
dall’incontro dell’apice della lingua con una
Alveolari: il diaframma è realizzato zona del palato molto avanzato.
dall’incontro dell’apice della lingua con gli [ʃ] fricativa postalveolari sorda; it. Scena
alveoli dentali. Consideriamo [ʃɛna]
convenzionalmente alveolari tutte le [ʒ] fricativa postalveolare sonora; fr. Joue
occlusive e le affricate realizzate dalla
[ʒu]
corona della lingua nella regione anteriore
alla cavità orale e rive di retroflessione;
Palatali:
[t] occlusiva alveolare sorda; it. Tempo
[ç] fricativa palatale sorda;
[d] occlusiva alveolare sonora; it. Dado
Velare:
Retroflesse: l’apice della lingua è spinto
[x] fricativa velare sorda; sp. Hoja [‘oxa]
indietro, in modo che la superficie inferiore
della parte anteriore della lingua aderisca [ɣ] fricativa velare sonora; sp. Fuego
alla regione postalveolare; [‘fweɣo]
[ɖ] occlusiva retroflessa sonora;
Uvulare: il diaframma è realizzato
Velari: il diaframma è realizzato dall’incontro dall’incontro del dorso della lingua con
del dorso della lingua con il velo palatino; l’ugola
[k] occlusiva velare sorda; it. Caro [ʁ] fricativa uvulare sonora;
[ɡ] occlusiva velare sonora; it. Gamba [χ] fricativa uvulare sorda;

Glottidali: il diaframma è realizzato dalla Glottidali: il diaframma è realizzato


due pliche vocali. La glottide è quindi mediante l’accostamento delle due pliche
impiegata nella realizzazione vocali
dell’occlusione e non può entrare in [h] fricativa glottidale sorda;
vibrazione;
[ʔ] occlusiva glottidale (sorda); in italiano
questa parola può trovarsi solamente
facoltativamente davanti a parola
cominciante per vocale: aiuto! [ʔa’juto].

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Nasali I tratti Accento e parola fonologica

Nelle consonanti nasali il diaframma situato Fin ora abbiamo considerato il fonema Per quanto riguarda la fonologia
nel tratto vocale è molto simile a quello come il costituente minimo della forma d e l l ’ a c c e n t o c i s o ff e r m i a m o s u l l a
realizzato nelle occlusive. dell’espressione linguistica. Possiamo però prominenza principale di parola. In
Le consonanti nasali sono: chiederci se tale costituente minimo sia relazione a questa, le lingue si dividono in
anche l’elemento ultimo dell’analisi o se sia due gruppi maggiori: in alcuni sistemi la
[m] nasale bilabiale; it. Mamma [‘mamma] possibile analizzare anche il fonema in posizione dell’accento è interamente
[ɱ] nasale labiodentale; it. Invece elementi più semplici che si combinano tra prescindibile. In questi sistemi, la posizione
[iɱ’veʧe], confetto [koɱ’fɛtto]; loro simultaneamente. dell’accento non è quindi distintiva, dal
[n] nasale alveolare; it. Nano [‘nano] L’opposizione di due elementi può essere momento che è interamente prevedibile, e
[ɲ] nasale palatale; it. Gnomo [‘ɲɔmo], verificata considerando alcune coppie la fonologia incorpora le regole di
legno [‘leɲɲo]; minime esempio tra i fonemi /s/ e /z/ le cui assegnazione della prominenza.
coppie minime sono presenti solamente In altre lingue, invece, la posizione
[ŋ] nasale velare; it. Tengo [‘tɛŋgo];
nella varietà toscana dell’italiano: dell’accento è solo parzialmente
Chiese /‘kjɛse/ ~ chiese /‘kjɛze/ prevedibile: la sua collocazione finale, in
L’opposizione si manifesta solo in posizione ultima analisi, è specifica nel lessico.
Vibranti
intervocalica. In posizione preconsonantica Con parola fonologica si intende una
è infatti attestato sempre il suono che ha il sequenza di sillabe organizzata attorno ad
Sono realizzate mediante un diaframma
medesimo grado di sonorità della un solo accento principale. Generalmente
intermittente, che quindi permette la
consonante seguente: così abbiamo sfiorire nelle lingue ci sono alcune distinzioni tra la
fuoriuscita del flusso d’aria. Nelle
[sfjo’rire] ma sbocciare [zbot’ʧare]. parola morfosintattica e la parola fonologica
monovibranti è presente un solo ciclo di
Il fenomeno è noto come neutralizzazione: che è invece un costituente prosodico
chiusura e riapertura
l’opposizione funzionale tra due elementi è Si possono elencare queste differenze
Le consonanti vibranti sono:
sospesa in alcuni contesti. Dobbiamo quindi prendendo come esempio l’Italiano in cui un
supporre che i due fenomeni /s/ e /z/ primo caso di mancata coincidenza è
[r] vibrante alveolare; it. Raro [‘raro];
abbiamo numerose proprietà comuni, quelle costituito dalla presenza di più lessemi in
[ɾ] monovibrante alveolare; sp. Pero [‘peɾo]; un’unica parola fonologica, eventualità che
che rimangono attive anche nei casi di
[ʀ] vibrante uvulare; si verifica in presenza di parole atone.
neutralizzazione e che consentono di
distinguere entrambi gli elementi da tutti gli Queste si distinguono tra proclitiche quando
Laterali o approssimanti laterali gravitano attorno all’accento della parola
altri fenomeni dell’inventario fonologico.
Ogni singolo fonema ci appare come un seguente, ed enclitiche quando al contrario
Il diaframma è realizzato dalla lingua nella sono organizzate attorno all’accento della
insieme simultaneo di proprietà diverse:
linea mediana della cavità orale. Il flusso parola precedente.
ciascuna di queste consente di differenziare
dell’aria pertanto fuoriesce agevolmente da a) proclitiche:
quel fonema dagli altri elementi
uno ad entrambi i lati della lingua. con me [kom ‘me]
dell’inventario. In questa prospettiva fu
Le consonanti laterali sono: gli parlo [ʎi’par.lo]
introdotta in fonologia la nozione di tratto. I
tratti non si possono presentare l’uomo [‘l wɔ.mo]
[l] laterale alveolare; it. Lato [‘lato]
isolatamente nella sequenza la finestra [la. fi’nɛs.tra]
[ɫ] laterale alveolare velarizzata; ingl. Feel dell’espressione, ma devono sempre in casa [iŋ ‘ka.sa]
[fiːɫ], cult [kʰʌɫt] combinarsi tra loro in fasci simultanei , cioè
[ʎ] laterale palatale; it. Gli [ʎi], figlio [‘fiʎʎo] in fonemi.
La nozione di tratto è stato usata nella b) enclitiche:
Approssimanti storia della fonologia con accezioni e finalità guardami [‘gwar.da. mi]
diverse. In particolare è possibile parlarci [par’lar. ʧi]
[ɥ] approssimante labiopalatale; fr. Huit distinguere tra almeno tre grandi teorie aprilo [‘a.pri. lo]
[ɥit], colloquio [kol’lɔkɥjo] fonologiche in cui questo è usato in modi diglielo [‘di .ʎ.ʎe.lo]
[w] approssimante labiovelare; uovo non esattamente coincidenti: portarcelo [por’tar. ʧe.lo]
[‘wɔwo], fuori [‘fwɔri]
[j] approssimante palatale; it. Ieri [‘jɛri], a) nella loro formulazione originaria; i tratti
fiamma [‘fjamma] sono intesi come tratti distintivi: hanno
cioè unicamente la proprietà di
distinguere tra loro i fonemi
dell’inventario fonologico. Ogni singola
lingua specificherebbe quindi un
sott’insieme di tale matrice generale per
derivare il proprio inventario fonologico
particolare.
b) nella prima fonologia generativa il
concetto di distintività fu messo da parte
a favore di una concezione classificatoria
dei tratti: questi sono intesi come
proprietà comuni a classi di suoni
coinvolti dai medesimi processi
fonologici, cioè quelle che vennero
denominate classi naturali di suoni.
c) nella fonologia autosegmentale sono
intesi come proprietà componenziali dei
suoni che vengono diffuse su segmenti
diversi in alcuni processi fonologici, in
particolare nelle assimilazioni e armonia
vocalica.

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Lenizione e fortizione Le categorie grammaticali accordo e non i nomi. In italiano sono target
di accordo di genere gli articoli e gli
I processi di lenizione e fortizione sono Le categorie grammaticali sono aggettivi.
molto comuni tra le consonanti: una prima l’espressione linguistica di alcune Dunque, mentre in italiano un nome ha
scala di forza consonantica è data dal modo dimensioni cognitive fondamentali tipicamente due forme flesse, che si
di articolazione, per cui le occlusive, dell’esperienza umana, quali la nozione di oppongono solo per la categoria numero,
precedono le fricative e le approssimanti; numerosità o quella di tempo. Queste un aggettivo ne ha quattro che si
una seconda dimensione è data dalla nozioni stanno alla basa di una oppongono per numero e genere. È
sonorità per cui le sorde sono generalmente concettualizzazione astratta che può importante però notare che non
più forti delle sonore corrispondenti. esprimersi in maniera parzialmente diversa necessariamente la dimensione cognitiva
Si distinguono così posizioni forti in cui da una lingua all’altra. Partiamo dalle sulla quale le lingue basano
tendono a verificarsi fenomeni di fortizione, categorie che troviamo in numerose lingue l’organizzazione della categoria di genere è
e posizioni deboli in cui si hanno spesso realizzate sul nome. quella del sesso: in molti casi la dimensione
fenomeni di lenizione. Sono posizioni forti Una prima categoria è il numero. Questa è quella dell’animatezza (e si distinguono
quella immediatamente successiva ad una categoria non è presente in tutte le lingue; quindi i due generi animato e inanimato,
pausa, quella che segue una consonante e nelle lingue in cui è utilizzata i nomi non maschile e femminile) in altri casi
sono per lo più trattate come forti le presentano diverse forme flesse a seconda entrano in gioco altre dimensioni, quali la
consonanti lunghe; anche nella sillaba è del numero di entità che indicano. La forma dei referenti o la loro funzione. Va
possibile distinguere tra una posizione più distinzione più comune è quella tra un osservato anche che i criteri semantici in
forte (l’attacco) e una più debole (la coda). numero singolare e un numero plurale. Ma base ai quali i nomi sono attribuiti a un
Fortizione e lenizione si prestano poco a alcune lingue nell’ambito di questa genere sono interni alle singole lingue, e
una rappresentazione autosegmentale, che categoria fanno un maggior numero di non sono riducibili a proprietà oggettive dei
tende a vedervi forme di assimilazione. distinzioni: in alcune lingue per esempio si referenti. L’altra cosa importante da
ha un duale, usato per due entità. In diverse ricordare in relazione alla categoria del
Lenizione: lingue oceaniche troviamo anche un genere è che spesso, la natura del
si tratta di un fenomeno molto noto, per cui i paucale. I valori della categoria di numero referente non è l’unico criterio utilizzato per
fonemi /b, d, ɡ/ sono realizzati ciascuno non si limitano però a una meccanica determinare il genere di un nome. Se per i
mediante due diversi allofoni con riproduzione del numero reale di entità cui referenti umani o animati per lo più vale la
distribuzione complementare. Nella varietà una forma flessa di nome si riferisce. regola per cui i nomi che designano maschi
standard la descrizione di tali contesti è la Questo mostra che una categoria sono maschili e quelli che designano
seguente: dopo pausa o consonante nasale grammaticale anche se ha come base una femmine sono femminili, per i nomi che
si hanno realizzazioni occlusive [b e ɡ], dimensione di realtà, è sempre indicano oggetti asessuati spesso il genere
mentre [d] si trova dopo pausa, nasale o un’elaborazione in parte arbitraria della è assegnato in base a caratteristiche
laterale. In tutti gli altri contesti i fonemi dimensione su cui si basa. fonologiche del nome. Vengono quindi
indicati sono realizzati mediante un allofono trattati come maschili i nomi in -o e
fricativo sonoro, rispettivamente una La categoria di caso dà informazioni sulla femminili i nomi in -a.
fricativa bilabiale sonora [β], una fricativa funzione sintattica che un nome ricopre Le lingue che presentano la categoria del
dentale sonora [ð] e una fricativa velare nella frase o sulla funzione che l’entità genere si dividono in due tipi: in alcune i
sonora [ɣ]. denominata dal nome svolge nella criteri semantici sono gli unici utilizzati per
L’allofono occlusivo compra sempre in situazione descritta da una frase. I due dividere i nomi dei diversi generi; in altre
posizione forte, che si ha dopo pausa, dopo sistemi principali sono detti sistema oltre ai criteri semantici, si usano anche
consonante specifica come [- continuo] o nominativo-accusativo e sistema ergativo- criteri fonologici e morfologici.
dopo una sonorante che abbia lo stesso assolutivo. Nel primo sistema i nomi che In una lingua del primo tipo, conoscere il
luogo diaframmatico; l’allofono fricativo hanno la funzione di soggetto, sia di verbi significato di un nome basta per capirne il
compare invece in posizione debole, caso transitivi che di verbi intransitivi ricevono il genere, in una lingua del secondo tipo no.
ulteriormente specificabile come valore nominativo mentre i nomi che
immediatamente seguente una vocale, una svolgono la funzione di oggetto dei verbi Una categoria che è presente in modo
consonante fricativa o una sonorante non transitivi ricevono il valore accusativo. inerente nei nomi e nei pronomi ed è
avente le stesse specificazioni di luogo Nel secondo sistema, invece, il caso determinata contestualmente per accordo
diaframmatico. assolutivo è assegnato a soggetto dei verbi nei verbi è la categoria della persona. La
intransitivi e all’oggetto dei verbi transitivi, dimensione cognitiva su cui questa
Fortizione: mentre il soggetto dei verbi transitivi riceve categoria è basata è quella dei partecipanti
Il fenomeno di fortizione avviene in molte il caso ergativo. Il valore di caso assegnato all’atto comunicativo. Ogni atto
varietà di italiano: il mutamento di /s/ ai nomi che hanno la funzione di oggetto comunicativo prevede un emittente, o
nell’affricata [ʧ] dopo consonante. Si ha indiretto è detto dativo e il valore assegnato parlante, concettualizzato come prima
quindi una crescita della forza consonantica a nomi che modificano altri nomi è detto persona e un ricevente/destinatario,
dovuta alla posizione forte. Il fenomeno è genitivo. Tra i valori di caso che segnalano concettualizzato come seconda persona;
testimoniato solo dopo sonorante, dal non il ruolo sintattico di certi nomi, ma il loro inoltre il messaggio contiene riferimenti ad
momento che questa è l’unica posizione ruolo semantico, si hanno lo strumentale e i altri individui, concettualizzati come terza
postconsonantica in cui compare diversi casi che esprimono valori locativi. persona. La categoria della persona si
lessicalmente /s/ combina normalmente con quella del
Una terza categoria da citare in relazione ai numero. Alcune lingue distinguono con
nomi è la categoria del parole diverse una prima persona plurale
/‘pɛnso/ ➔ [‘pɛnʧo]
genere.L’informazione di genere è inclusiva del destinatario da una prima
/pen’sjone/ ➔ [pen’ʧjone] informazione inerente nei lessemi di persona plurale esclusiva del destinatario.
/‘borsa/ ➔ [‘borʧa] categoria nome, ma è contestualmente Le principali categorie grammaticali verbali
/‘korso/ ➔ [‘korʧo] determinata, per accordo su lessemi di sono tempo, aspetto e modo.
/‘falso/ ➔ [‘falʧo] diverse categorie che entrano in accordo
/’salsa/ ➔ [‘salʧa] con i nomi quali gli aggettivi. Quindi, nelle La categoria di tempo si organizza
lingue che presentano accordo di genere, i comunemente intorno a tre valori cognitivi,
lessemi che hanno diverse forme flesse per passato, presente e futuro.
diversi generi sono quelli che sono target di

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Linguistica Generale A

La categoria di aspetto distingue almeno tra La realizzazione delle forme flesse raddoppiamento può dar luogo anche alla
eventi o azioni in corso di svolgimento, creazione di dupli-suffissi. In alcune lingue
considerati in modo da escludere la Per la realizzazione di una forma flessa è le basi sono costituite da solo materiale
visualizzazione del loro momento finale necessario innanzi tutto verificare se il consonantico e le diverse forme flesse si
(aspetto imperfettivo) ed eventi o azioni lessema ha un paradigma che presenta una realizzano aggiungendo a questo materiale
temporalmente determinati, con partizione oppure no. Se il paradigma non consonantico vocali che vanno a collocarsi
visualizzazione del loro momento terminale presenta partizioni, per realizzare una forma tra le consonanti della base. Un’altro modo
(aspetto perfettivo). La categoria del modo flessa si seleziona l’unico morfo che di realizzare le forme flesse è la
distingue almeno tra eventi o azioni reali presenta il lessema; se invece il paradigma sostituzione di materiale esistente.
(modo indicativo) ed eventi o azioni non presenta una partizione, per realizzare una L’alternanza delle basi è l’unico correlato
reali, ma possibili o auspicate o giudicate forma flessa, sarà necessario selezionare formale dell’espressione della categoria di
necessarie. Nella terminologia tradizionale, un elemento che rappresenti il lessema numero. In passato si è ipotizzato che la
sono detti tempi verbali degli insiemi di nella classe di partizione cui appartiene la realizzazione delle forme plurali avvenisse
forme flesse che realizzano determinate cella corrispondente alla forma flessa che per sostituzione della vocale tonica che
combinazioni di queste tre categorie. vogliamo realizzare. appare nelle forme singolari. Và osservato
Alcune combinazioni di valori delle tre Chiameremo base, l’elemento che che il rapporto tra le due vocali, (es.2.3) è
categorie di tempo, aspetto e modo non si rappresenta un lessema in una delle sue descrivibile tramite semplici processi
realizzano in quanto semanticamente forme flesse. Un lessema può realizzare le fonologici: anteriorizzazione e
implausibili. sue forme flesse attraverso un’unica base. delabializzazione (es.1) innalzamento (es.
Un’altra categoria realizzata sui verbi è la Un lessema ha tipicamente una base 2.1 e 2.2) dittongamento (2.3) ma
diatesi, che nella grammatica tradizionale è principale che appare nella partizione più sincronicamente nel contesto fonologico
detta anche voce. Questa categoria segnala ampia del suo paradigma: come abbiamo non è presente nessun elemento che
il tipo di ruolo semantico che gli argomenti detto, per alcuni lessemi questa è l’unica inneschi questi processi; va quindi
del verbo hanno nella frase. base e appare in tutte le forme del ipotizzato che la motivazione
paradigma. dell’applicazione di questi processi sia di
Per altri lessemi esistono anche altre basi natura non fonologica ma morfologica.
che possono essere formate secondo
processi regolari alla base principale o Es.1 Singolare e plurale di alcuni nomi in
possono invece essere arbitrariamente inglese:
specificate. Singolare Plurale
In qualche caso estremo è specificata ‘piede’ ‘foot’ ‘feet’
arbitrariamente non solo una base da ‘dente’ ‘tooth‘ ‘teeth’
utilizzare nella realizzazione di una forma ‘oca’ ‘goose‘ ‘geese’
flessa, ma l’intera forma. Dopo aver
determinato la base da utilizzare per la Es.2 Singolare e Plurale di alcuni nomi in
formazione di una certa forma flessa, si napoletano antico:
applica ad essa un qualche processo. Il
caso più banale è quello che prevede 2.1.
l’identità tra una certa base e una certa Singolare Plurale
forma flessa: ed esempio nei nomi ‘mese’ /‘mesə/ /‘misə/
dell’inglese la base principale coincide ‘pesce’ /‘peʃʃə/ /‘piʃʃə/
fonologicamente con la fonologicamente
con la forma flessa del singolare. In 2.2
moltissimi casi però i processi che si Singolare Plurale
applicano ad una base per la realizzazione ‘fiore’ /‘ʃorə/ /‘ʃurə/
di forme flesse risultano in una modifica ‘monte’ /‘montə/ /‘muntə/
della base. Un caso di modifica piuttosto
raro è la riduzione della base, attraverso la 2.3
sottrazione di materiale segmentale. Molto Singolare Plurale
più comune è la realizzazione di forme
‘dente’ /‘dentə/ /‘djentə/
flesse attraverso l’aggiunta di materiale ad
un base. Il materiale aggiuntivo può essere ‘piede’ /‘pɛdə/ /‘pjedə/
di natura segmentale o soprasegmentale,
l’aggiunta di materiale segmentale può
consistere nell’aggiunta di un prefisso o di
un suffisso ( che ne è il caso più noto). Si
può operare l’aggiunta non solo di materiale
segmentale ma anche soprasegmentale.
Un caso particolare di processo d’aggiunta
è il cosiddetto raddoppiamento. Si tratta
dell’aggiunta di materiale segmentale, che
può essere prefissato, suffissato o inserito
all’interno di un base. Il raddoppiamento
può essere totale o parziale. Quando il
raddoppiamento è parziale, si vengono a
creare degli affissi (detti duplifissi) che sono
costituiti utilizzando materiale copiato dalla
base. Si hanno due tipi di duplifissi: quelli
interamente costituiti da materiale copiato
dalla base e quelli costituiti in parte da
materiale segmentale fisso, in parte da
materiale copiato dalla base. Il