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Il verbo

Il termine verbo deriva dal latino verbum1, parola e, in effetti, la parte pi importante
del discorso (una delle parti variabili del discorso) senza la quale non possibile formulare un
enunciato a senso compiuto.

1. Caratteristiche dei verbi

Ogni verbo si compone di una radice, detta anche morfema lessicale (perch contiene
informazioni sul significato del verbo) e una desinenza, detta anche morfema grammaticale
(essa contiene informazioni relative alla persona, al tempo, al modo in cui presentata lazione o
la situazione espressa dal verbo). Se il verbo allinfinito, la desinenza costituita da una parte
fissa e da una vocale tematica che permette di riconoscere le tre coniugazioni del verbo: parlare
(I), credere (II), partire (III).
Osserviamo che i tre verbi differiscono per significato, dato dalla radice (che notiamo con x-)
e per la coniugazione, data dalla desinenza in cui sono contenute la vocali tematiche. Infatti, i
verbi regolari dellitaliano si distribuiscono in tre diverse coniugazioni, come appare nelle tre
colone:
I. x-are II. x-ere III. x-ire
amare, parlare, ascoltare, correre, leggere, scrivere, aprire, dormire, partire,
cantare, lavorare, giocare, credere, scendere, vendere, servire,
cominciare, mangiare, mettere
litigare, rubare, toccare ecc finire, preferire, capire,
godere, temere, tenere, cucire, costruire, punire
rimanere, vedere

Osservazioni
1. La maggior parte dei verbi hanno laccento sulla vocale tematica: amre, parlre,
lavorre (I-a c.), godre, temre, tenre (II-a c.), dormre, partre, capre. Eccezione fanno
alcuni verbi della II-a coniugazione (v. la prima serie della seconda colona): crrere,
lggere, scrivre.
2. La prima la coniugazione pi ricca di verbi. Attenzione: Non tutti i verbi in are sono
regolari (v. andare, fare, dare, stare)
3. La seconda coniugazione comprende pochi verbi regolari ed la meno ricca delle tre
coniugazioni. La maggior parte dei verbi in ere sono irregolari (v. sapere, tenere,
rimanere, scegliere, bere ecc)
4. La terza coniugazione contiene due categorie di verbi: quelli che si coniugano
aggiungendo alla radice, la desinenza corrispondente alla persona e quelli che tra
desinenza e radice viene inserito il gruppo incoativo isc-: finisco, capisco, preferisco. La
terza coniugazione contiene un numero grande di verbi irregolari, anche se di meno
rispetto alla seconda (salire, uscire, dire ecc.).

1 in principio erat verbum, et verbum erat apud Deum, et Deus erat verbum. .....
2. Transitivit e intransitivit

Una delle caratteristiche dei verbi di organizzare il rapporto tra il soggetto e il resto della frase.
Essi possono essere suddivisi in transitivi e intransitivi. Il termine transitivo deriva dal latino
tardo transitivus, derivato da transire, passare al di l. In effetti, transitivo il verbo che fa
passare lazione dal soggetto alloggetto.

2.1. I verbi transitivi

Quando lazione espressa dal verbo passa dal soggetto su un oggetto (una persona/ un animale /
una cosa) il verbo transitivo.
Nellesempio
Carlo / mangia / un gelato /
Carlo il soggetto che compie lazione
mangia il verbo che esprime lazione
un gelato loggetto su cui passa lazione.
Altri tipi di strutture transitive:
Mario legge un libro.
Massimo scrive una lettera.
In una struttura verbale transitiva, loggetto pu essere indicato esplicitamente come nelle frasi
sopraccitate. Ma un verbo pu essere transitivo, senza che ci sia specificato loggetto:
Carlo mangia.
Mario legge.
Massimo scrive.
In tal caso il verbo viene usato in forma assoluta e, inoltre, viene messa in evidenza lazione in s
e per s. Per, un oggetto esiste sempre, anche se non esplicito, perch lazione espressa da un
verbo come scrivere, leggere, mangiare, ecc. implica, necessariamente, lesistenza di qualcosa
che sia oggetto di tale azione.

2.2. I verbi intransitivi

Al contrario dei verbi transitivi, i verbi intransitivi esprimono uno stato o unazione che si
esaurisce nel soggetto stesso che la compie o trova il suo compimento in un
complemento indiretto. Negli esempi
(1)Luomo impallid, (2) I campi biondeggiano
(3) Laura parte domani / per Londra, (4) Il direttore finalmente arrivato
I verbi impallidire, biondeggiare esprimono uno stato, partire, arrivare, indicano unazione.
Tutti questi verbi esprimono uno stato o unazione che si esauriscono nel soggetto.
Laura il soggetto che compie lazione
parte il verbo che esprime unazione che non pu passare su un oggetto. Perci, il verbo non
pu ammettere loggetto diretto, ma solo indiretto, circostanziale ecc.
Per esempio, Laura piange / ride / parla possono essere seguite da:
Laura piange per . Laura ride perch. Laura parla con .., cio altri elementi su cui passa
lazione, ma complementi indiretti introdotti da preposizioni.
Si noti la differenza tra
Teresa / dorme / tutto il pomeriggio (verbo intransitivo + complemento d tempo)
e
Teresa mangia tutto il panino (verbo transitivo + complemento oggetto)

Alcuni verbi intransitivi quali ubbidire, giocare, giovare, aderire, rinunciare ecc richiedono
quasi sempre un complemento indiretto atto a completare lazione:
Ubbidisci alla mamma
Tutti aderiscono alla sua iniziativa.
La ginnastica giova al fisico
Non rinunciare a ci che ti spetta

2.3. Funzione transitiva e funzione intransitiva


La transitivit e lintransitivit non sono delle propriet immutabili o intrinseche dei
verbi; si tratta di una funzione che pu variare a seconda del contesto in cui vengono usate.
Consideriamo le seguente serie di verbi intransitivi:
- verbi che indicano il movimento: andare, venire, correre, passeggiare.
- Verbi che indicano voci degli animali o produzioni di suoni in generale: abbaiare,
miagolare, ululare, muggire, gemere, sfrigolare
- Verbi stato o modo di essere: arrossire, impallidire, dormire.
- Altri : nascere, morire, partire, sbadigliare, invecchiare.

Esempi: Vittorio parte domani per Roma. // Il gatto miagola. // Claudio nato nel 1975.// Laura
molto invecchiata negli ultimi due anni.

Ma alcuni di questi verbi possono essere costruiti con un complemento oggetto diretto e, quindi
diventare transitivi:
La malattia ha invecchiato molto il volto di Laura.
Il comandante abbaiava delle minacce ai suoi soldati.

Altri verbi intransitivi diventano transitivi solo quando sono seguiti .:


a) Alcuni verbi possono essere sia transitivi (1), sia intransitivi (2) senza cambiare il loro
significato

SOFFRIRE (1),(2) : Patire dolori fisici e morali


(1) Soffrire gravi tormenti, affani, preoccupazioni, pene ecc.
(2) Quella donna ha molto sofferto / E un tipo chiuso, ma si vede che
soffre

PIANGERE (1),(2) : Versare lacrime per dolore, commozione


(1) Piangere lacrime dodio, dira, di rabbia
Ha ormai pianto tutte le sue lacrime / Quante lacrime ho pianto per la
sua partenza
(2) Piangere per i mali sofferti, piangere alla notizia di qualcosa, alla
morte di qualcuno
Se ci penso mi viene da piangere

Verbi transitivi- Significati differenti


transitivo intransitivo
Aspirare il fumo Aspirare a una carica
Attendere un amico Attendere a un lavoro, ai propri
affari, a un malato.

3. La forma del verbo: attiva, passiva e riflessiva

Il verbo ha la forma o la voce attiva quando il soggetto della frase corrisponde


allagente (dal latino agens, colui che fa, che agisce) che compie lazione
indicata dal verbo.
Nella frase, Il postino / consegna / la lettera,
Il postino indica lagente che compie lazione indicata dal verbo consegnare.
Il verbo ha la voce passiva quando il soggetto della frase corrisponde al paziente
che subisce lazione indicata dal verbo (passivo deriva infatti dal latino tardo
passivum che significa che patisce, che subisce).
Nella frase, La lettera consegnata dal postino,
la lettera indica il paziente soggetto passivo dellazione indicata dal verbo consegnare.

3.1. Il passaggio dalla forma attiva alla forma passiva

Con il passaggio dalla forma attiva alla forma passiva, il soggetto AGENTE della frase
diventa complemento dAGENTE, mentre il CO diventa soggetto PASSIVO. Perci, i due
elementi SOGGETTO e COMPLEMENTO devono essere espressi per trasformare una frase
attiva in passiva o viceversa:
Il medico visit il malato (A) - Il malato fu visitato dal medico (P)
La polizia insegue i ladri (A) - I ladri sono inseguiti dalla polizia (P)

Il medico visit il malato


La polizia insegue i ladri
Soggetto compie lazione Verbo forma attiva CO subisce lazione

Il malato fu visitato dal medico


I ladri sono inseguiti dalla polizia
Soggetto subisce lazione Verbo forma passiva Comp. dagente compie
lazione

Osservazioni.
1. Non possono passare dalla forma attiva alla forma passiva i verbi il cui CO non
espresso. Es: Luigi mangia / Carla legge ecc. non possono essere trasformati in
? mangiato da Luigi
? letto da Carla.
2. A maggior ragione, non pu essere costruito in forma passiva un verbo intransitivo, cio
un verbo indicante unazione che riguarda e coinvolge solo il soggetto.
3. Pu invece passare dalla forma attiva a quella passiva una frase in cui non sia espresso il
soggetto agente: Uccisero Kenedy nel 63 Kenedy fu ucciso nel 63.
4. Il passaggio passivo attivo reversibile: tutti i verbi in forma attiva possono essere
trasformati in forma attiva:
Il rapinatore fu bloccato dal poliziotto
Soggetto subisce lazione Verbo forma passiva Comp. dagente compie
lazione

Il poliziotto blocc Il rapinatore


Soggetto compie lazione Verbo forma attiva CO subisce lazione

4. La forma riflessiva

Se nella forma attiva il soggetto compie lazione (Io amo) e nella forma passiva subisce
lazione compiuta da un agente (Io sono amato), nella forma riflessiva il soggetto compie e
allo stesso tempo subisce lazione (Io mi amo). Come tutti i verbi che possono accettare
queste trasformazioni, il verbo amare un verbo transitivo.
Dal punto di vista morfologico, il verbo riflessivo un verbo attivo preceduto dai
pronomi personali atoni mi, ti, si, ci, vi che fungono da complementi diretti e corrispondono
al paziente colui che subisce lazione.

4.1. La forma riflessiva propria

Il verbo lavare un verbo transitivo e perci pu avere un CO. Nella frase Io lavo la
biancheria, lazione indicata dal verbo lavare passa da io (soggetto) a biancheria (CO).
Nella frase Io mi lavo la persona che fa lazione (Io) la stessa con quella che la subisce
(mi).

Io / mi / lavo = Io lavo me stesso


Tu / ti / lavi = Tu lavi te stesso
Lui /si / lava = Lui lava se stesso ecc
(soggetto) (oggetto)
Nella forma riflessiva propria, il soggetto e il complemento oggetto coincidono. Si parla in
questi casi di forma riflessiva propria, oppure vera o diretta.
Se il verbo transitivo a un modo non finito (gerundio, infinito, participio), sar seguito dai
pronomi atoni come si pu notare nei seguenti esempi:
Lavandosi le mani, Anna si guardava nello specchio.
Anna voleva guardarsi nello specchio mentre si lavava le mani.

4.2. La forma riflessiva impropria


Quando queste forme personali svolgono la funzione non di complemento oggetto (C.O.) ma di
complemento di termine (C.T), non si ha forma riflessiva propria:

Io / mi / lavo / le mani
(sogg.) (C.T.) (C.O.)

Questa volta si parla di forma riflessiva apparente oppure impropria o falsa. Le strutture vengono
chiamate anche transitive pronominali perch nellaspetto esterno sono uguali ad una forma
riflessiva, ma nella sostanza equivalgono a una forma transitiva con il C.O. e con il C.T. espresso
da un pronome personale atono. Si considerino i seguenti esempi :
Io mi taglio le unghie = Io taglio le unghie a me stesso
Carlo si prepara la cena = Carla prepara la cena a se stessa

La forma riflessiva apparente specifica a tutti i verbi transitivi che sono costruiti con un CO e
indicano unazione che riguarda da vicino il soggetto:
Lavarsi/asciugarsi (le mani, i capelli, la faccia)
Pettinarsi (i capelli)
Guardarsi (le mani, il viso, le scarpe)
Prepararsi (la cena, il letto, la valigia).
Es:
Guardandosi le mani, vide una piccola macchia nera sul dito.
Non guardarti le mani quando parli con me.
Guardami in faccia quando parli con me.

4.3. La forma riflessiva reciproca

Il verbo riflessivo pu esprimere una reciprocit di azione, du due o pi soggetti tra cui si
stabilisce un rapporto scambievole; si parla in tal caso di forma riflessiva reciproca:
Maria e Paolo si baciano.
Il verbo si baciano indica unazione compiuta e subita vicendevolmente dai due soggetti
della frase la frase corrisponde ad almeno due proposizioni coordinate non riflessive e ai
rispettivi significati: Maria bacia Paolo / Paolo bacia Maria.
La forma riflessiva reciproca propria di molti verbi transitivi, quali abbracciarsi, accapigliarsi,
aiutarsi, baciarsi, insultarsi, ritrovarsi, scambiarsi ecc :
I due amici si abbracciarono. Invece di andare daccordo saccapigliano.
Si guardavano in cagnesco. Quano si sono incontrati, si sono salutati con
tenerezza. Marco e Maria si vogliono bene.
In alcuni casi le frasi possono essere ambigue: Essi si criticano o Essi si lodano (1.
Riflessiva: criticano/lodano loro stessi; 2. R. reciproca: si criticano/si lodano a vicenda, lun
laltro)
Per eliminare lambiguit opportuno unire al verbo le locuzioni: tra di loro, lun laltro, gli uni
con gli altri, a vicenda, vicendevolmente, scambievolmente, reciprocamente ecc.

4.4. La forma riflessiva enfatica


In altri casi la presenza del pronome mette in risalto lo scopo dellazione, cio il piacere o
linteresse personale e denota il gusto o la soddisfazione nel compiere una determinata cosa. In
questi casi, il pronome ha un valore intensificante e una funzione puramente espressiva. Si
osservino i seguenti esempi:
Ho mangiato un dolce (espressione neutra)
Mi son mangiato un (bel) panino (espressione marcata: lho mangiato con gusto e tutto
per me)

Ho letto quel libro (espressione neutra)


Mi son letto quel libro in una nottata (lho letto tutto dun fiato, con interesse tutto mio,
particolare
Si parla in questo caso di forme riflessive enfatiche, strutture che sono pi frequenti nella lingua
parlata e sono molto comuni nel registro informale.

5. Forma intransitiva pronominale

Alcuni verbi italiani sono costituiti dalla forma pronominale e da un verbo intransitivo.
Essi hanno solo la forma intransitiva pronominale.
Infatti se nella frase
Io mi vergogno/ mi pento di ci che ho fatto
proviamo a sostituire la particella mi prima con un C.O. (me stesso) e poi con un C.T. (a me
stesso) risultano due frasi grammaticalmente inaccettabili in italiano in quanto non esistono altre
forme verbali tipo vergognare, pentire ma solo le forme intransitive pronominali vergognarsi,
pentirsi.
La classe degli intransitivi pronominali eterogenea. Si possono individuare le seguenti classi:
1. verbi intransitivi che hanno solo la forma pronominale (non si possono adoperare senza le
particelle mi, ti, si, ci, vi, le quali costituiscono un tutto unico con il verbo: accorgersi,
imbattersi, impadronirsi, lagnarsi, pentirsi, ribellarsi, vergognarsi, fidarsi, avvedersi,
riposarsi,ecc.

Non si accorge mai dei propri errori.


Si pentito degli errori commessi.
Devo riposarmi.

2. alcuni verbi transitivi che, coniugati con le particelle pronominali, assumono valore
intransitivo: Impaurire impaurirsi / Intimorire intimorirsi /
Spaventare spaventarsi / Rallegrare rallegrarsi ecc.
Rientrano in questa classe I verbi:
abbattersi, accostarsi, addormentarsi, allontanarsi, alzarsi, fermarsi, guastarsi, invogliarsi,
irritarsi, muoversi, offendersi, rattristarsi, scoraggiarsi, stancarsi, svegliarsi, trattenersi, ecc.
Se proviamo a interpretare uno di questi verbi come se fosse un riflessivo vero e proprio
(rattristarsi= rattristare se stesso) risulterebbe una struttura grammaticale inaccettabile perch in
realt rattristarsi = diventare triste.
In realt, questi verbi sono risultati in seguito alla trasformazione causativo incoativo.
Consideriamo lesempio:
Il lupo spavent gli animali
Ci sono nella frase un soggetto attivo (il lupo) - AGENTE (A) e un soggetto paziente (gli
animali) - PAZIENTE (B). In seguito allazione dellagente A, il paziente B cambia le
disposizioni affettive, pi esattamente avviene un passaggio da uno stato allaltro: [Non Paura]
-------- [Paura]. Questa struttura verbale in cui (A) trasforma lo stato di (B) una struttura di tipo
trasformativo e la trasformazione oppure il passaggio costituisce un processo causativo. La
lingua esprime questo cambiamento con laiuto delle strutture incorporanti che sono dei verbi
transitivi oppure delle strutture non incorporanti di tipo fare (mettere, incutere) spavento.
Se dovessimo cambiare lordine degli attanti senza intervenire nel significato della frase,
notiamo prima di tutto il cambiamento dellordine della freccia:

B ---------- A + t
La frase sar quindi :

Gli animali si spaventarono dal lupo.


B A
Come si pu notare, il cambiamento degli attanti ha determinato la pronominalizzazione
del verbo: si spaventarono (struttura intransitiva pronominale).
Da una struttura causale transitiva si ottenuta una struttura incoativa. Dobbiamo precisare che
lincoativo nelle lingue romanze non ha lo stesso statuto come nel latino dove designava solo
linizio di unazione. In italiano (come anche nelle altre lingue romanze) lincoativo esprime sia
linizio che lo svolgimento del processo (oppure, appunto, il passaggio da uno stato allaltro). Il
tratto comune di questi tipi di strutture la TRASFORMAZIONE ovvero il cambiamento dello
stato. Il risultato di tali trasformazioni sono i cos chiamati verbi risultativi :

VERBO CAUSATIVO VERBO INCOATIVO VERBO RISULTATIVO

Addolorare addolorarsi essere addolorato


Rallegrare rallegrarsi essere allegro
Annoiare annoiarsi essere annoiato
Meravigliare meravigliarsi essere meravigliato
Ammalare ammalarsi essere malato
Preoccupare preoccuparsi essere preoccupato

Come si pu notare, i verbi non trasformativi non segnano il passaggio da uno stato allaltro, ma
il risultato, cio uno stato permanente, durativo.

3. alcuni verbi transitivi che si usano con o senza particelle pronominali:


approfittare/approfittarsi, imbronciare/ imbronciarsi, rabbuiare/rabbuiarsi, sedere/sedersi ecc.
Riconoscere il carattere pronominale e non riflessivo di questi verbi facile perch i verbi
transitivi non possono avere la forma riflessiva. In alcuni casi, i verbi conservano il loro
significato (1), in altri, invece, ci sono delle differenze (2,3):
(1) Claudio ha approfittato dellassenza di Paolo per andare a spasso e Quelluomo si
approfittato della tua buona fede
(2) sedere = stare seduto e sedersi = porsi a sedere.
(3) infuriare = imperversare / infuriarsi = diventare furibondo. Es:
La peste infuria nella citt assediata e Marco si infuria per un nonnulla.

6. La forma verbale impersonale

Sono chiamati impersonali, i verbi indicanti unazione o una condizione che non si pu
attribuire a persone o cose determinate. Essi vengono usati solo alla terza persona dei vari tempi:
Linverno scorso nevicava spesso. Destate albeggia presto. piovuto a dirotto stamattina.
Bisogna ritirare lo scontrino. Fa fresco stamattina.
Impersonali veri e propri sono i verbi meteorologici, come albeggiare, annottare,
balenare, diluviare, gelare, grandinare, imbrunire, lampeggiare, nevicare, piovere,
tuonare e le locuzioni fare + freddo, fresco, caldo, buio, notte, giorno:
Piove, tuona e lampeggia: che temporale!
Oggi fa freddo, ieri faceva caldo. / Dinverno fa buio presto.
Adoperati in senso figurato essi diventano personali:
La luce piove dallabbaino / Piovono telegrammi e notizie / Se non studiate di pi,
pioveranno i quattro.
Dopo tanti incidenti le multe grandineranno. / Grandinavano sassi da tutte le parti. / I
proiettili grandinavano da tutte le parti.
Mi hai tempestato di insulti e pretendi di avere ragione.

Oltre ai verbi indicanti fenomeni atmosferici, possono essere usati in forma impersonale
alcuni verbi o costrutti verbali personali che indicano:
un evento, un fatto casuale: avvenire, capitare, accadere, succedere, toccare
necessit, convenienza, apparenza: bisognare, occorrere, convenire,
sembrare, parere
Strutture verbali personali Strutture verbali impersonali
a. Mi capitata una disgrazia. a. Gli capit di vincere al gioco.
Accadono cose strane. Accadde che egli dovette partire.
Perche tocca sempre a me di chiedere scusa?

b. Occorre molto denaro. Bisogna che tu ti decida.


Questa soluzione conviene anche a te. Sembra che Mario si sia licenziato dal lavoro.
Conviene partire subito.

c. le locuzioni verbali formate dai verbi essere e un aggettivo ( necessario,


bello, chiaro, vero, giusto, opportuno), un avverbio ( bene/meglio,
male/peggio), un nome ( un peccato, una fortuna), i verbi stare e
andare accompagnati da un avverbio (va bene, non sta bene, sta male) ecc.:
Non giusto che tu faccia cos, E bene che tu abbia preso
questa decisione, E meglio cambiare albergo, Non vero che ho
parlato male di te, E un peccato non poter rimanere a Pisa qualche altro
giorno.
d. verbi che indicano un divieto o un permesso costruiti alla
terza persona singolare passiva:
In treno proibito fumare, permesso farlo solo negli scompartimenti
riservati ai fumatori
e. qualunque verbo pu essere costruito impersonalmente premettendo la
particella pronominale si, in funzione di soggetto indefinito e
generico, alla terza persona singolare del verbo. Si osservi il passaggio
dalla struttura personale a quella impersonale:

Quando Michele viaggia si trova bene in qualsiasi posto.


Quando uno viaggia si trova bene in qualsiasi posto.
Quando si viaggia ci si trova bene in qualsiasi posto.

Se con la costruzione passiva si pu eliminare lindicazione dellagente con la messa il


rilevo del soggetto paziente, con i verbi intransitivi si puo eliminare anche il soggetto. Privati
del soggetto e forniti del SI questi verbi, con il loro significato esprimono un concetto riferito
non pi a qualcuno in particolare (una o pi persone) ma in generale, a chiunque.
Con la detta struttura impersonale si pu fare a meno di esprimere il soggetto perch i
concetti (consigli, ordini ecc) sono riferiti a tutte le persone. Perci la costruzione
impropriamente chiamata impersonale di grande utilit perch permette di generalizzare al
massimo cio che affermiamo. Dobbiamo quindi ritenere che la forma impersonale non elimina
idea delle persone, ma generalizza il riferimento a tutte le persone a cui si puo riferire levento.
Il fatto che lidea delluomo sia contenuta nella costruzione ce lo confermano altre lingue e
dialetti . In francese per esempio, lo stesso concetto si esprime con ON che la continuazione
(attraverso OM e HOMME) del latino HOMO e il verbo in terza persona singolare (on dit, on
parle) deriva dal lat. Homo dicit, ecc.
In pi, tutte le forme impersonali studiate si usano soltanto con i verbi che descrivono
attivit, atteggiamenti, emozioni, sensazioni ecc. degli esseri umani.

Con i verbi riflessivi e pronominali, che gi presentano normalmente la particella si, si


usa la particella ci (ci si diverte, ci si lava):
Quando si va in gita, ci si diverte tanto.

Lausiliare con i verbi impersonali


Nei tempi composti, i verbi impersonali e quelli usati impersonalmente richiedono
lausiliare essere:
E piovuto per tre giorni. Non si lavorato da una settimana. E successo un grave
incidente stamattina. Non gli era mai capitato di tornare a quellora.

7. Le variabili del verbo: modo, tempo, persona, numero


Il verbo una parte variabile del discorso, cio possiede un sistema di forme per
esprimere le categorie del modo, del tempo, della persona, del numero: tale sistema porta il nome
di coniugazione.
Coniugare il verbo significa quindi congiungere alla radice (che porta le informazioni
relative al significato del verbo -morfema lessicale), le desinenze (i suffissi) che indicano la
persona e il numero, il tempo e il modo in cui avviene lazione espressa dal verbo (morfema
grammaticale).
Nellesempio Paolo apr la finestra, il verbo apr costituito da:
la radice apr- che d il significato (in opposizione, per esempio da chiuse la
finestra oppure diverso da si affacci alla finestra o ruppe la finestra);
la desinenza - d informazioni sulla persona e il numero (III-a persona del
singolare), sul tempo (passato remoto) e sul modo (indicativo).

7.1. Il modo

Il parlante pu presentare un fatto (unazione, una situazione) espresso dal verbo in diversi modi,
rivelando cos un diverso punto di vista, un diverso atteggiamento psicologico, un diverso
rapporto comunicativo con chi ascolta:
- certezza: Oggi vedo Carlo
- possibilit: Se vedessi Carlo oggi, gli darei questa bella notizia
- desiderio: (Se/Magari) vedessi Carlo oggi!
- commando: Vedi Carlo oggi!

Il verbo esprime questi diversi modi di presentare un fatto attraverso sette modi verbali, di cui
quattro finiti (indicativo, congiuntivo, condizionale e imperativo) e tre modi indefiniti (infinito,
participio, gerundio).
I modi finiti si coniugano, cio presentano desinenze differenziate che permettono di individuare
(di definire) le varie persone che fungono da soggetto:
- indicativo: (io) parlo
- condizionale: (io) parlerei
- congiuntivo: (che io) parli
- imperativo: parla (tu)!
I modi indefiniti sono appunto non definiti o non determinati rispetto alla persona-soggetto, cio
non hanno desinenze che si modificano in base alla persona:
- infinito: parlare
- participio: parlato
- gerundio: parlando
I modi indefiniti sono anche chiamati forme nominali del verbo o nomi verbali. Infatti il loro
valore verbale molto indebolito ed hanno spesso funzione di nomi, cio di sostantivi e di
aggettivi.

7.2. Il tempo

Il tempo indica il rapporto cronologico che intercorre tra lazione o lo stato espressi dal verbo e il
momento in cui viene proferito lenunciato (ME).
Ogni evento espresso dal verbo pu essere presentato come: contemporaneo, anteriore o
posteriore rispetto al ME:
contemporaneo: io parlo, io leggo, io dormo (ora, nel presente);
anteriore: io parlavo, io leggevo, io dormivo (ieri, nel passato);
posteriore: io parler, io legger, io dormir (domani, nel futuro).

La grammatica distingue tra tempi fondamentali o assoluti e tempi relativi.


I tempi assoluti situano levento in una dimensione cronologica autonoma. Oltre
al presente, sono assoluti i verbi del passato (limperfetto, passato prossimo) e del
futuro (il futuro semplice).
I tempi relativi stabiliscono una relazione cronologica di anteriorit o di
posteriorit rispetto a tempi assoluti. Essi sono: il trapassato prossimo, il
trapassato remoto e il futuro anteriore:
Trapassato prossimo imperfetto: Dopo che aveva finito il liceo, lavorava in un bar.
Trapassato remoto passato remoto: Dopo che ebbe finito il liceo, lavor in un bar.
Futuro anteriore futuro: Dopo che avr finito il liceo, lavorer in un bar.
I tempi assoluti e relativi esprimono il rapporto tra il momento dellavvenimento (MA) e il
momento dellenunciazione (ME):
- il presente che indica contemporaneit il fatto avviene nel momento in cui si parla: Io parlo
con Luigi
- il passato che indica anteriorit il fatto avviene in un momento anteriore a quello in cui si
parla - si articola in:
Passato prossimo: io ho parlato, ho letto, ho dormito
Passato remoto: io parlai, io lessi, dormii
Imperfetto: io parlavo, io leggevo, io dormivo
Trapassato prossimo: io avevo parlato (letto, dormito)
Trapassato remoto: io ebbi parlato
- il futuro che indica posteriorit il fatto avviene in un momento posteriore a quello in cui si
parla - articola in:
Futuro semplice: io parler, legger, dormir
Futuro anteriore: io avr parlato (letto, dormito)

Per quanto riguarda la forma, i tempi verbali si distinguono in:


semplici la desinenza segnala la variazione della persona, del numero e del
tempo: amo, ami, amate, amavate;
composti sono formati dagli ausiliari essere o avere e dal participio passato del
verbo. Nei tempi composti, i diversi tempi sono indicati dalla variazione
dellausiliare:
Quando lausiliare avere, esso segnala anche la persona e il numero:
ho amato (passato prossimo + io + sing.) abbiamo amato (passato prossimo + noi + pl.)
avevi amato (trapassato prossimo + tu + sing.) avevate amato (trapassato pr. + voi + pl)
avr amato (futuro anteriore + tu + sing.) avranno amato (futuro anteriore + loro + pl)
Quando lausiliare essere, il participio pu segnalare il genere e il numero:
sono riuscito, a siamo riusciti, e
eri riuscito, a eravate riusciti, e
sar riuscito, a saranno riusciti, e
QUADRO GENERALE DEI MODI E DEI VERBI
MODI PRESENTE PASSATO FUTURO
indicativo presente imperfetto futuro semplice
passato prossimo futuro anteriore
passato remoto
trapassato prossimo
trapassato remoto
congiuntivo presente imperfetto
passato
trapassato
condizionale presente passato
imperativo presente futuro
infinito presente passato
participio presente passato
gerundio presente passato

7.3. La persona e il numero

Ciascun tempo di qualsiasi modo finito modifica le sue desinenze secondo la persona (I-
a, II-a, III-a) e il numero (singolare e plurale).
Le desinenze segnalano la persona e il numero del soggetto che compie lazione indicata dal
verbo. Esse sono differenti a seconda delle le tre coniugazioni e delle sei persone del sistema
verbale italiano:

IO parlo leggo dormo


TU parli leggi dormi
LUI, LEI parla legge dorme
NOI parliamo leggiamo dormiamo
VOI parlate leggete dormite
LORO parlano leggono dormono

x-o x-o x-o


x-i x-i x-i
x-a x-e x-e
x-iamo x-iamo x-iamo
x-ate x-ete x-ite
x-ano x-ono x-ono

Se per esempio, la voce verbale parla, la desinenza a ci d due informazioni sul soggetto del
verbo: il numero (singolare) e la persona (III-a). Nei tempi composti costituiti dal verbo essere e
dal participio passato, la desinenza indica anche il genere : Marco partito; Maria partita;
Noi siamo partiti; Le ragazze sono partite.
La desinenza oppure il morfema grammaticale distingue non solo la coniugazione, ma
anche la persona verbale. Il morfema grammaticale offre informazioni sulla persona del verbo:
Lavoro molto / -o = IO (il soggetto = chi parla)
Quando lavori? / -i = TU (il soggetto = chi ascolta)
Non lavora mai / -a = LUI / LEI (il soggetto sostituisce un nome maschile o
femminile).
Perch la distinzione tra le persone fatta dalla desinenza, non c bisogno di indicare la
persona, se non in casi speciali che saranno trattati .
Osservazioni
La disposizione delle tre coniugazioni dei verbi regolari, ci permette di fare alcune osservazioni:
2. Alla prima e seconda persona, singolare, e alla prima persona plurale, vengono usate le
stesse desinenze per i verbi di tutte e tre le coniugazioni (-o I sg., -i II sg, -iamo I
pl).
3. La vocale tematica della prima coniugazione (x-are) si ritrova alla IIIa persona sing., II-
a e III-a pl.: x-a, x-ate, x-ano.
4. La vocale tematica della seconda coniugazione (x-ere) si ritrova alla IIIa persona sing.. e
alla II-a pl.: x-e, x-ete.
5. La vocale tematica della terza coniugazione (x-ire) si ritrova solo alla II-a pl.: x-ite.
6. Oltre alle desinenze comuni che abbiamo specificato al punto 1., i verbi della II-a e III-a
coniugazione hanno le stesse desinenze per la III-a pers sing e plurale: x-e, x-ono.

8. Laspetto verbale verbi perfettivi e imperfettivi

Il tempo e laspetto sono due categorie che portano informazioni temporali:


a. il tempo mira sulla localizzazione temporale (cio prima del M.E.,
contemporaneamente al M.E., dopo il M.E.).
b. laspetto descrive il processo dal punto di vista dei suoi limiti (limite iniziale /
limite finale), della sua durata e del suo risultato.

Si considerino le due frasi seguenti:


(1) Quel giorno Giovanni andava in una gita
(2) Quel giorno Giovanni and in una gita
Le due frasi presentano uno stesso evento (G. va in gita) in due modi differenti:

(1) (2)
- G. colto nellatto di recarsi in gita;
- presentata una fase dello svolgimento - levento viene presentato nella sua
del processo che pu continuare o globalit: G. andato in gita e vi arrivato.
interrompersi;
- pu essere parafrasato con stava
andando in gita oppure proseguito con
quando quando ebbe un brutto incidente e
dovette ritornare a casa.
Aspetto imperfettivo Aspetto perfettivo
- processo in corso - processo concluso
- intervallo aperto - intervallo chiuso
- non visualizza il punto finale - visualizza il punto finale

In entrambe le frasi si pu aggiungere unindicazione temporale:


(1a) Quel giorno, verso le 9, Giovanni andava in gita
(2a) Quel giorno, verso le 9, Giovanni and in gita
Ma in (1), levento presentato come ancora in corso al momento dato (verso le 9). Infatti, in
assenza di un preciso contesto, non sappiamo se il processo sia concluso oppure no. La frase
potrebbe proseguire, per esempio, con:
(1b).... quando ebbe un brutto incidente e dovette ritornare a casa.
In (2a), invece, il processo concluso. Esso si riferisce ad un intervallo chiuso, coincidente con
un evento di cui viene suggerita la conclusione:

___________________________
M.A. M.E.

Lesempio (1) focalizza un singolo istante che chiameremo appunto istante di focalizzazione.
Esso appartiene ad un intervallo di tempo corrispondente ad un evento che potrebbe anche venire
interrotto nellistante immediatamente successivo a quello focalizzato. Perci, in questo caso, si
parla di un intervallo aperto.

Graficamente, la situazione pu essere raffigurata come segue:

_________________________
M.A. M.E.
(la linea tratteggiata allude al carattere aperto dellintervallo)

Possiamo concludere dicendo che limperfetto attualizza in (1) un particolare valore


dellaspetto imperfettivo e che esso considera levento in modo tale da escludere la
visulizzazione del punto finale, mentre il perfetto ascrivibile allaspetto perfettivo e include la
visualizzazione del punto finale.
I valori aspettuali possono essere riassunti nello schema seguente:

ASPETTO

IMPERFETTIVO PERFETTIVO

Abituale progressivo continuo

Attitudinalit
8.1. L aspetto imperfettivo caratterizzato da un certo stato di indeterminatezza. Che pu
riguardare la prosecuzione del processo (aspetto progressivo), il numero delle iterazioni (aspetto
abituale e/o continuo).
A. Laspetto progressivo
- indica un processo colto in un singolo istante del suo svolgimento. Questo suo valore semantico
reso evidente dalla possibilit di sostituire alla forma verbale impiegata la perifrasi < stare +
gerundio>, chiamata appunto <perifrasi progressiva>.
Esempio:
(3) (In quel momento) Massimo leggeva un giornale
(3a) (In quel momento) Massimo stava leggendo un giornale
A questo punto, possiamo isolare due caratteristiche dellaspetto progressivo:
a) lesistenza di un istante di focalizzazione (In quel momento) in cui il processo viene
osservato in pieno corso del suo svolgimento. La frase (3) potrebbe proseguire:
(3b) (In quel momento) Massimo leggeva un giornale quando allimprovviso sent
una scossa terribile.
La proposizione dipendente individua qui un singolo istante (listante di focalizzazione i.f.). Da
ci risulta che lesistenza di un i.f. implica che il processo sia gi in corso di svolgimento prima
di tale momento.
b) lo stato di indeterminatezza circa la prosecuzione del processo oltre li.f. Il fatto che il
processo prosegue o meno oltre li.f. non viene preso in considerazione dagli interlocutori.

B. Laspetto abituale
-riguarda la rappresentazione di un processo pi o meno regolare in condizioni ben definite e
ricorrenti. Esso pu essere sostituito da <solere + inf> o <avere labitudine di + inf>.
(4a) In quel periodo, Marco studiava 6 ore al giorno.
(4b) Marco studia di solito / sempre 6 ore al giorno.
Laspetto abituale non implica necessariamente uniterazione frequente del processo. Literazione
indeterminata. Non si parla tanto di una frequenza quanto di una regolarit con cui il processo
si verificato:
(5) Il mese scorso pioveva ogni domenica.
Inoltre, labitualit si pu verificare quando gli occorrimenti del processo sono stati non
necessariamente molto numerosi, ma quanto non hanno conosciuto delle eccezioni (o per lo
meno, che esse siano state cos rare da poter essere trascurate):
(6) In quei tempi Nicola veniva talvolta / raramente a trovarci durante le vacanze.

B. Lattitudinalit una sottospecie dellaspetto abituale


Quando la regolarit di un accadimento arriva ad acquistare una certa continuit nel tempo
labitualit diventa attitudinalit nel senso che tale regolarit si trasforma in un attributo costante:
(7) Giobbe sopportava ogni cosa pazientemente.
(8) Anna rispondeva sempre a tono alle domande dellinsegnante
(9) Le amazzoni combattevano a cavallo
Lattitudinalit richiede quindi una costante disponibilit ad assecondare il processo
ed ci che la distingue dallabitualit.
C. Laspetto continuo (A.C.) si presenta in due varianti: luna durativa e laltra iterativa, ma le
caratteristiche di fondo sono le stesse:
(10) Per tutta la durata dellincontro, Marco guardava davanti a s con aria desolata. (A.C.
durativo).
(11) Gianni accendeva la pipa che gli si spegneva di continuo per la pioggia. (A.C. iterativo).
LA.C. differente dallaspetto abituale perch si svolge in un quadro situazionale unico e
dallaspetto progressivo perch non individua un singolo istante di focalizzazione.
Entrambe le frasi sono parafrasabili con < non fare altro che + inf.>, <andare + ger.>,
<continuare a + inf.>.
Lo stile orale e in particolare lo stile della fiaba sono particolarmente segnati dallA.C.:
(12) La fanciulla piangeva e piangeva.
(13) Leroe cerca, cerca, cerca, ma non trova nulla.

progressivo abituale continuo


- Perifrasi: stare + gerundio Perifrasi: solere + infinito, - Perifrasi: < non fare altro
avere labitudine di + inf. che + inf.>, <andare +
- istante di focalizzazione in - processo regolare con ger.>, <continuare a +
cui il processo viene occorrimenti non numerosi inf.>.
osservato in pieno corso del ma che non hanno - Processo regolare svolto
suo svolgimento. conosciuto eccezioni; in un qudro situazionale
- indeterminatezza circa la - indeterminatezza circa il unico;
prosecuzione del processo numero delle iterazioni
oltre li.f. - indeterminatezza circa il
numero delle iterazioni

8.2. Laspetto perfettivo

A differenza dellaspetto imperfettivo, laspetto perfettivo fa sempre riferimento ad eventi


precisamente determinati sul piano temporale, dei quali viene visualizzato listante finale
(terminale) e si riferisce normalmente ad un singolo occorrimento. Per indicare un numero
maggiore sono necessarie esplicite precisazioni contestuali (indicazioni numeriche e sim.):
(14) Ottavia venne a trovarci il primo del mese. (un unico occorimento).
(15) Ottavia venne regolarmente a trovarci il primo del mese (piu occorimenti)
(16) Ottavia venne a trovarci per cinque volte di seguito (piu occorimenti).

Il senso espresso da (14) potrebbe essere espresso anche da un imperfetto:


(14a) Ottavia veniva (regolarmente) a trovarci il primo del mese
In questultimo caso lavverbio non necessario, limperfetto abituale avendo proprio la
funzione di esprimere un numero indeterminato di occorimenti. Quindi, a differenza dellaspetto
abituale, laspetto perfettivo non puo mai da solo implicare una moltiplicit di occorimenti.
Invece nel (16) non potrebbe comparire limperfetto abituale perch, a differenza dellaspetto
perfettivo, limperfettivo abituale non compatibile con le indicazioni numeriche (cf supra,
indeterminatezza circa il numero delle iterazioni).
9. Uso dei modi e dei tempi

Il modo indicativo e i suoi tempi


Lindicativo il modo della realt, della certezza o dellobiettivit. Perci si usa sia nelle
proposizioni indipendenti (1) sia in quelle dipendenti (2), per indicare ci che e vero o sicuro o,
comunque, considerato come tale:
(1) Maria molto brava. (2) So/sono certo che Maria molto brava.
Lindicativo lunico modo verbale in grado di individuare tutti e tre i rapporti rispetto al ME o
MR (v. 6.2): contemporaneit (il presente), lanteriorit (passato prossimo, passato remoto,
trapassato prossimo, trapassato remoto) e la posteriorit (futuro e futuro anteriore).

9.1. Lindicativo presente


I principali usi del presente riconducono allidea di contemporaneit tra M.E. e M.A.
Esso indica unazione (uno stato) che si verificano o sussistono nel ME:
(3a) Luigi malato. (3b) Oggi una bella giornata. (3c) Oggi studiamo i tempi dellindicativo.
7.1.1.1. Il presente, per, pu indicare una relazione GENERICA tra il M.E. e il M.A. Nella
frase: (4) Mario parla bene il francese, si intende che Mario in grado di farlo quando vuole e
non necessariamente ora. Questa relazione generica specifica di due principali accezioni: il
presente intemporale (A) e onnitemporale (B).
9.1.1. Luso intemporale del presente si osserva particolarmente in casi come i
seguenti:
a) Definizioni e asserzioni di carattere scientifico (il massimo di intemporalit):
(5a) 2 piu 2 fa 4 (impossibile dire prima 2+2 faceva 4). (5b) La somma degli angoli interni di
un triangolo 180. (5c) Il gatto un felino.
b) Proverbi e affermazioni di carattere sentenzioso,precetti morali ecc.; si tratta del
cosiddetto presente <gnomico> (gnome vuol dire appunto sentenza, motto,
proverbio):
(6a) Gli scozzesi sono molto attaccati al denaro (6b) Il pesce grosso mangia il piccolo
c) Sommari di una narrazione, didascalie e avvertenze di scena, commenti a un testo,
istruzioni per luso ecc.:
(7a) Genaro incontra Luisa alluscita della scuola. Nasce fra i due un travolgente amore, che
termina col matrimonio. (riassunto)
(7b) Lo zio Brasi rientra un momento nello stallatico. Comare Camilla savvia a casa sua. La
zia Filomena mette la chiave nella toppa... (didascalia)
(G. Verga, Cavalleria Rusticana)
d) Affermazioni cui viene attribuita validit universale da parte di un parlante o di
una comunit (in questi casi, il presente pu ricorrere in dipendenza di qualsiasi
Tempo): (8) ... sapeva che egli lamava come a venticinque anni si ama una
donna di quaranta (B. Cicognani)

9.1.2. . Presente onnitemporale. Indica eventi o stati di cose che persistono


indefinitamente nel tempo. Esso pu avere due accezioni:
a) Affermazioni di carattere geografico, descrizioni di un ambiente, ecc.:
(9a) Parigi si trova in Francia //
(9b) Dalle colle della Maddalena si vede una vasta corona di Alpi.
b) Nelle citazioni letterarie: (10)Giacomo Leopardi dice che il dolore lunica realt per
luomo

9.1.3. Il presente con valore temporale pu indicare un rapporto di simultaneit (A),


anteriorit (B) e posteriorit (C) rispetto al ME:
A. Simultaneit MA ME
a) Il presente di <attualit> riguarda un evento durativo che si prottrae fino al M.E.:
(11a) Clara malata. (11b) Maria prepara un esame.
In questi casi lenunciato potrebbe essere completato da avverbiali quali: attualmente, al
momento presente, in questo periodo, ecc.
a Il presente <immediato> (o <riportivo>) che riguarda unazione istantanea, descritta
simultaneamente al suo svolgersi (le cronache in diretta (12a), trasmissioni sportive (12b) o
sim):
(12a)In questo preciso istante vedo un tizio con la faccia mascherata che sbatte un crick
contro la vetrina del gioielliere di fronte; ... adesso si riempie la borsa di cose varie; ... ora
fugge verso una moto che lo aspetta poco lontano.
(12b) Brambilla dribbla sulla destra, crossa al centro, irrompe Sornioni, palla che si perde
sul fondo.
c) Il presente dei verbi performativi che indicano eventi consumati in piena coincidenza col
M.E.: (13a) Accetto /Accettiamo di cuore // (13b) Ti ringrazio //
(13c) Dichiaro di non aver mai visto prima dora limputato
Questi verbi richiedono necessariamente luso della I-a persona singolare o plurale.
B. Anteriorit rispetto al M.E.
a) Gli usi che indicano anteriorit rispetto al M.E. costituiscono il presente <storico>. Tale uso
tipico delle narrazioni e di alcuni generi letterari come le fiabe (14), le biografie, gli aneddoti e le
barzellette, ed usato anche nel parlato spontaneo (15) al posto di un tempo passato per dare
immediatezza e vivacit ai fatti narrati o descritti:
(14) (Il babbo) va di notte, arriva fin quasi sotto lalbero secco e si nasconde; e un altro
suo figlio si nasconde dallaltra parte del monte, e con delle tavolette di legno batte
facendo il rumore di due montoni che cozzano(Fiabe italiane, raccolte da I. Calvino)
(15) Ieri vado al cinema, e chi ti trovo? Cinzia e Mario, naturalmente. (uso colloquiale)
b) Oltre ai due usi, esiste anche il presente di <passato recente> Con un impiego abbastanza
ristretto: (16) Ugo dice che mi sono comportato male; devi pero tener conto del mio stato
danima del momento. (nellesempio, dice non si riferisce ad unaffermazione che persiste nel
tempo, pu equivalere ad un ha detto poco fa).
(17) Sii paziente con Teresina: esce da un collegio di suore. (detto di una persona che ha
lasciato il collegio molto tempo prima).
C. Posteriorit rispetto al M.E.
Il presente <per il futuro> particolarmente diffuso nello stile colloquiale. Soprattutto nellItalia
centro-meridionale, manca una forma specifica per il futuro.
(18a) Vengo stasera (18b) Domani dormo da mia zia.
In circostanze implicanti limminenza di un evento che si vuol evitare, il presente pi
appropriato del futuro semplice: (19) Ancora un passo e sei/sarai morto.
Per questo motivo il presente frequentemente adoperato nei testi che enunciano programmi
dazione e piani esecutivi. Nellesempio seguente si tratta della descrizione preventiva di un
itinerario di viaggio: (20) Prima vai a Vienna e ti fermi ad aspettare Andrea; poi proseguite per
Praga e visitate la citt;...
Anche il presente <ipotetico> possiede, per lo pi, un senso futurale implicito:
(21) Se Giovanni viene, ci divertiamo.
(22) Se ti fermi qui a cena, possiamo discutere con calma delle nostre cose.
Anche in questo caso il coinvolgimento del locutore risulta particolarmente forte, come si vede
dal confronto con il futuro nellesempio seguente:
(23) Se non smetti di giocare con quel bastone, te lo rompo / romper.

9.2. LIMPERFETTO

9.2.1. LIMPerfetto tempo della simultaneit nel passato

La maggior parte dei linguisti sono daccordo ad affermare che lIMP il tempo della
<simultaneit nel passato> e questa sua caratteristica peculiare fa si che esso si possa interpretare
anche come <presente nel passato>, nel senso che con lIMP vengono trasferite nel passato le
informazioni che sarebbero trasmesse, al M.E. attraverso luso del presente. Tra questi due Tempi
sussistono infatti delle analogie:
- lIMP si usa nel Discorso Indiretto (D.I.), dipendente da un Tempo passato al posto del
presente nel corrispondente Discorso Diretto (D.D.):

(1) a. Gigi mi ha detto ieri: <Adriana malata> (presente durativo di attualit)


b. Gigi mi ha detto ieri che Adriana era malata.
(2) a. Patrizia mi ha detto ieri: <Vengo subito> (presente <per il futuro>)
b. . Patrizia mi ha detto ieri che veniva subito.
(3) a. Luciana mi ha detto: <Esco proprio ora dallospedale> (presente <di passato
recente>)
b. . Luciana mi ha detto che usciva proprio allora dallospedale.

Come si puo notare dagli esempi suddetti, lIMP copre tutti gli usi del presente. Inoltre, lIMP
compare non solo nel D.I. propriamente detto, come in (2)-(4), ma anche nel Discorso Indiretto
Libero (D.I.L.):
(4) Ella esito: aveva da dirgli la verit? Ma fu salvata da quella mano, che come per
caso ora le palpava la nuca. (A. Moravia, Gli indifferenti)

9.2.2. LIMP /vs/ i perfetti

Tra i tempi del passato, solo lIMP pu svolgere la funzione di Tempo della simultaneit
perch solo esso pu suggerire scene statiche, in cui tutti gli elementi della situazione stiano su
un unico piano temporale. Perci, lIMP il tempo usato per le descrizioni, quando n linizio,
n la fine dellazione hanno importanza:
(5) ... la moltitudine precedeva, circondava, seguiva le carrozze (Manzoni)

I perfetti, contrariamente agli imperfetti non si prestano ad esprimere simultaneit come


risulta anche dagli esempi seguenti:
(6) ?? Fuori piovve. Gina indoss un abito grigio. La stanza fu in disordine.
(7) Fuori pioveva. Gina indossava un abito grigio. La stanza era in disordine.

Les. (6) contenente dei perfetti fa pensare ad un insieme incoerente di frasi, piuttosto che a una
descrizione di sfondo, com invece il caso di (7) che contiene degli imperfetti. I perfetti fissano
spesso lattenzione sul punto iniziale o terminale del processo, piuttosto che sul periodo di tempo
occupato dal suo svolgimento come fanno gli imperfetti.
Si osservino gli esempi seguenti:
(8) a. Quando Luca caduto, Marco faceva le scale assieme a lui.
b. Quando Luca caduto, Marco ha fatto le scale assieme a lui
(ad esempio, per aiutarlo a salire dopo che si era fatto male).
Si puo notare la sovrapposizione temporale dovuta allIMP nel caso a), mentre nel caso b) pi
probabile che il primo evento abbia dato linizio del secondo. Con i verbi stativi diviene
addirittura impossibile limpiego dei perfetti (che concentrano lattenzione sullistante iniziale o
terminale del processo):
(9) Quando scoppio la guerra avevo / *ebbi / * ho avuto tre anni.
(10) Quando arrivai, Franco era / *fu / * stato malato.

Cio non significa che i perfetti non possono essere impiegati per indicare eventi simultanei. Per
ottenere tale effetto, sufficiente creare un contesto appropriato:
(11) a. Quel giorno, mentre Anna studiava linglese, nella stanza accanto Marina si esercitava al
pianoforte.
b. Quel giorno, mentre Anna ha studiato linglese, nella stanza accanto Marina si
esercitata al pianoforte.

E possibile un impiego del genere, perch la congiunzione stessa segnala la contemporaneit


degli eventi. Ma anche qui le frasi a. e b. non sono pienamente sinonime. La versione a)
suggerisce la possibilit che almeno uno dei due processi si interrompa da un momento allaltro,
mentre la versione b. (di cui viene visualizzato listante terminale) implica che i due eventi si
siano svolti integralmente.
Daltra parte, anche lIMP pu indicare a sua volta una successione ordinata di eventi.
Questo avviene in particolare quando la frase esprime laspetto abituale:
(11) a. Tutte le mattine, il professore si alzava alle sette e un quarto, si vestiva e
scendeva al bar per fare colazione.
b. Quella mattina, il professore si alz alle sette e un quarto, si vest e scese al bar
per fare colazione

9.2.3. Altre propriet temporali dellIMP

Gli usi che abbiamo considerato finora si riferiscono tutti alla designazione di un M.A. che
precede il M.E. Quanto alla distanza che separa il M.A del M.E., lIMP pu designare situazioni
molto lontane come in :
(12) Nellantichit, gli uomini adoravano il fuoco come una divinit

oppure situazioni recentissime, come in:


(13) Meno male che sei arrivato. Temevo gi che te ne fossi scordato.

LIMP <prospettivo>
LIMP si puo usare come alternativa al condizionale composto, avendo quindi la
funzione di futuro nel passato:
(14) a. Ha promesso che tornava / sarebbe tornata il giorno dopo.
b. Non sapevo che Gianni veniva / sarebbe venuto a trovarci domani.

9.2.4. Valori modali

Con valori modali dellIMP si intende una serie di manifestazioni che non dipendono
esclusivamente da parametri temporali o aspettuali. In tali casi si opera una sorta di traslazione
dal mondo reale in un altro, frutto di immaginazione o di supposizione.
9.2.5. IMP di irrealt prende le seguenti forme:
i) IMP <fantastico>, utilizzato quando una vicenda viene filtrata attraverso la fantasia.
Lesempio che segue la presentazione della trama di un romanzo, rivissuto nella
fantasia di un lettore:

(15) Severino si perse nella lettura. Il mondo scomparve ai suoi occhi. La Primula
Rossa penetrava arditamente in Parigi, si aggirava per le strade della capitale,
combatteva arditamente i rivoltosi, e portava in salvo la ducchessa.

ii) Un altro tipo di IMP <fantastico>, tipico del parlato spontaneo, quello che si ritrova
nelle frasi seguenti:

(16) - Peccato che non ci siamo portati via quella bella insegna.
- Gi, e poi magari passava un vigile e ci conciava per le feste.

Si puo notare luso retorico che viene fatto in questa frase, pi esattamente lammonimento.

iii) Nel linguaggio infantile, abbiamo lIMP detto <ludico>. E adoperato dai bambini nelle
fasi preparatorie dei loro giochi ed detto anche <stipulativo>:

(Facciamo che) io ero il re e tu la principessa.


(16) Adesso volavo e cadevo. Tu mi aiutavi e mi soccorrevi.

LIMP <attenuativo>

LIMP ha anche unaccezione <attenuativa> o di <cortesia>, adoperata nel dialogo, soprattutto


col verbo volere e simili:
(17) - Cosa desiderava, signore?
- Volevo dirLe che ho avuto finalmente quel posto di cui Le ho parlato.

(18) Venivo a dirti che me ne vado.

9.2.6. LIMP epistemico compare per lo pi con i verbi modali come dovere, volere,
bastare, potere, esser sufficiente, esser possibile, ecc. Per esprimere una
supposizione del parlante.

Si vedano gli esempi seguenti:

a) Vincenzo doveva essere qui; non capisco cosa gli sia successo.
b) Bastava fare un piccolo sforzo; ormai troppo tardi.
c) Poteva succedere di tutto in quel momento; un miracolo come sia aandata
liscia.
In tutti questi casi, sarebbe possibile sostituire lIMP con il COND. COMP.e in qualche caso (a)
anche con il COND. SEMPLICE; il perfetto, invece, non potrebbe essere impiegato in simili
contesti.
Il senso epistemico latente in qualsiasi verbo, anche non modale, coniugato allIMP:
sufficiente un contesto appropriato, per fare emergere una tale possibilit:
a) Ieri mi stato riferito che Veronica veniva, ed allora mi sono affrettato a
predisporre ogni cosa; ma si trattato di un falso allarme.

Veniva in questes. puo essere interpretato come poteva / doveva venire avvicinandosi al COND.
Lo stesso vale per i verbi contenuti nei seguenti esempi di parlato spontaneo, in cui sempre
possibile avere uninterpretazione epistemica:
Come veniva, se non aveva la macchina? Ragiona, su!
A. Cosa potevo fare a quel punto?
B. - Te ne andavi e lo lasciavi li a rodersi il fegato (potevi / dovevi andartene)

9.2.5. Propriet aspettuali

Poich lIMP un tempo di natura fondamentalmente imperfettiva, gli eventi espressi


allIMP sono normalmente caratterizzati nel senso di indeterminatezza, valutabile rispetto ad uno
dei seguenti fattori:
a) possibile prosecuzione del processo oltre listante o lintervallo considerato;
b) numero imprecisato delle eventuali iterazioni del processo.

LIMP dunque compatibile soprattutto con i contesti implicanti indeterminatezza, accezione


che caraterizzata dalla <non-attualit> o <virtualit> (propria degli usi modali dellIMP.
Non hanno invece valore imperfettivo:
- lIMP <ipotetico>, che infatti puo alternare con il cond. composto e con il piuccheperfetto
del congiuntivo. Soprattutto in Toscana, nelle frasi ipotetiche, lIMP molto usato.(Se
potevo, facevo invece di Se avessi potuto, avrei fatto). Anche nei testi letterari, lIMP
<ipotetico> viene spessissimo usato al posto dei tempi suddetti:
ES.:
Se io non vi conoscevo, vi davo questo stocco. (Machiavelli)
Se non vi vedeva, veniva a ritrovarvi (Goldono)
Ella non disse niente, ma cadeva se non la sorreggevano le mani di lui

(Fogazzaro)
- LIMP <narrativo> (<pittoresco>) usato in contesti che richiederebbero normalmente un
tempo di natura perfettiva. E tipico dello stile della narrativa e del giornalismo, specie quello
sportivo:

Quella stessa sera, alle dieci in punto, lingegnere Ribera batteva due colpi discreti alla porta

del signor Giacomo Puttini in Albogasio Superiore. Poco dopo si apriva una finestra sopra il
suo capo e vi compariva al chiaro di luna il vecchio visetto imberbe del Sior Zacomo (A.

Fogazzaro, Piccolo mondo antico)

Il difensore, su una lunga rimessa laterale, mancava nettamente il rinvio, sfiorava


appena la sfera che terminava invece sui piedi del liberissimo Berggren (Corriere dello
sport)

Gli IMP adoperati nei suddetti esempi occupano il posto normalmente riservato a dei perfetti
perch gli eventi costituiscono una sequenza cronologicamente ordinata, mentre una successione
di IMP tende solitamente a designare eventi almeno in parte sovrapposti dal punto di vista
temporale.
La guerra, scoppiata nel 1914, durava cinque anni e si concludeva con il trattato di
Versailles.
Il drapello marciava per due ore.
Quellestate, la nonna ci veniva a trovare tre volte.

Al termine della lezione, Gisella tirava un sospiro di sollievo.


Allinizio della riunione, Giacomo leggeva un documento che lasciava tutti
perplessi.
Altri usi dellIMP narrativo si hanno in testi biografici, o in testi, in genere brevi, di carattere
stereotipato, di stile burocratoco o celebrativo:
Due secoli fa nasceva, a Bonn, Ludwig van Beethoven.
Incurante del pericolo, il Nostro si gettava nelle acque e dopo aspra lotta riusciva a
trarre in salvo il giovane.

9.3. I PERFETTI

I due perfetti (P. Semplice- P.S. e P. Composto P.C.) si contrappongono sul piano
aspettuale allIMP. Un indizio di questa loro solidariet dato dal fatto per molti verbi difettivi
mancanti di P.S. manca anche il Participio Passato e quindi tutte le forme composte compreso il
P.C. Questo avviene, per es. con i verbi divergere, esigere, esimere, solere, urgere, vertere,
vigere, delinquere, discernere, suggere.
A dispetto di questa loro solidariet, i due perfetti mostrano anche delle divergenze, anche
dal punto di vista delluso regionale: al Nord si usa ddi preferenza il P.C. mentre in una parte del
Centro e nel Sud si usa quasi esclusivamente il P.S.
9.3.1. IL PERFETTO COMPOSTO

Si preferisce evitare la denominazione tradizionale di <passato prossimo> perch questo


Tempo verbale non esprime sempre la prossimit tra il M.A. e il M.E. Tuttavia accade spesso che
il P.C. sia preferito al P.S. nellesprimere eventi vicini. Tra gli usi del PC, prevalenti sono quelli
esprimenti la <persistenza del risultato>. In tali casi il P.C. nettamente favorito al P.S.

a. Giorgio arrivato: conviene parlargli subito dei nostri progetti.


b. Dove ha trovato questa roba?(il locutore sta mostrando loggetto in questione)
c. Sono nato il 18 gennaio 1987 (il locutore tuttora in vita)

Non esiste come si detto, alcuna restrizione per cio che riguarda la lontananza del M.A.
rispetto al M.E. Tuttavia il P.C. favorito rispetto rispetto al P.S. quando si allude ad un evento
recente o recentissimo .
Il P.C. sar quindi preferito quando si comunica una notizia fresca:
Sai cos successo? caduto il governo.
Proprio per questa ragione nei notiziari radiotelevisivi, nei titoli dei quotidiani viene usata quasi
exclusivamente questa forma verbale (Si dimesso X o, elitticamente, Dimesso X)
Sempre la forma elittica verr usata nello stile telegrafico:
Superato esame. Stop. Filippo. (si intende ho superato lesame ...)
Lo stesso avviene nello stile diaristico e nel parlato colloquiale:
Partito alle tre, arrivato alle nove. Mangiato, parlato con il capo. Deciso che domani si va
insieme dal Baffo.
Tu studiato a Ferrara, dai salesiani, nel 1958? Non possibile, cero anche io!

Un altro impiego caratteristico del P.C. quello <esperienziale> che riguarda


unesperienza propria o altrui e che si sia verificata almeno una volta nel passato. Lambito
temporale in questi casi necessariamente ampio, in quanto ricopre un periodo generalmente
lungo, precedente il M.E.:

a. Sei mai stato in Francia?


b. Claudio ha letto la Divina Commedia almeno cinque volte.

In molti dei contesti in cui appare il P.C. <esperienziale> possibile avere anche il P.S., ma le
implicazioni risultano diverse. In una frase come:
a. Luca fu tre volte in Francia
Si d per scontato che lintervallo di tempo cui si fa riferimento sia da considerarsi ormai
concluso. Cio potrebbe essere esplicitato mediante avverbiali come: tra il 1968 e il 1976,
durante la sua vita ecc., o simili. Ci non vale per
b. Luca stato tre volte in Francia
che lascia aperta la possibilit di unulteriore prosecuzione dellesperienza.

I tempi composti possono acquisire, in particolari circostanze, valore imperfettivo. Ci


accade quando levento viene visto come non necessariamente concluso al M.R. Poich il M.R.
negli usi deittici del P.C. coincide con il M.E., vuol dire che il M.A. suscettibile di prolungarsi
oltre il M.E. Si pu considerare questo fenomeno come un caso estremo di rilevanza attuale , in
cui non solo il risultato, ma levento stesso perdura al M.E. In questi casi luso del P.S. escluso:

a. Negli ultimi due mesi Bernardo ha vissuto / *visse in condizioni molto


disagevoli.
b. Finora il fabbisogno energetico stato garantito / *fu garantito dallesistenza
di scorte di petrolio.

9.3.2. IL PERFETTO SEMPLICE

Il P.S. designa un avvenimento avvenuto nel passato, privo di legami con il M.E. Il MA.
Non deve collocarsi necessariamente in un istante lontano dal presente.
Venendo qui, vidi Gennaro che andava alla stazione: sar stato cinque minutii fa.
Il P.S. designa infatti un processo interamente concluso, di cui viene visualizzato listante
terminale. Se un processo espresso dal P.C. puo, a certe condizioni, essere situato in diversi
punti dellasse cronologico, i processi espressi del P.S. precedono sempre il M.E. Inoltre, il P.S.
esprime unazione / interpretazione determinata, mentre con la forma composta prevale il senso
indeterminato:
Per consolarmi, cercai di pensare ad una donna che perse / ha perso il proprio figlio.

La prima variante (perse... ) fa riferimento ad una donna perfettamente identificabile in un tempo


e in uno spazio reali, mentre la seconda (ha perso ...) si riferisce ad una donna ipotetica situata in
un tempo immaginario.

USI PECULIARI DEL P.S.

(i) Il P.S. puo essere collocato anteriormente ad un altro processo situato sempre nel
passato.In tal caso, il P.S. viene a svolgere, in parte, la funzione di un piuccheperfetto, da
cui potrebbe essere spesso sostituito:
Ritornando dal viaggio che feci / avevo fatto, trovai una montagna di posta.
(ii) Luso <gnomico> di valore onnitemporale, del P.S. anchesso di stile letterario e
arcaicizzante, sincontra in espressioni proverbiali del tipo seguente:

a. Un bel tacer non fu mai scritto.


b. Spesso i figli scontrarono le colpe dei padri.

Come si vede, il contesto mostra in genere degli avverbiali di tempo che alludono ad un quadro
temporale ampio, tendenzialmente illimitato.

9.3.3. I DUE PERFETTI A CONFRONTO


Nella lingua moderna, il P.C. estende sempre di pi il proprio ambito dimpiego. A
differenza del P.S che visualizza la conclusione del processo anteriormente al M.E., il P.C. con il
suo valore aspettuale di compiutezza, viene considerato attuale nel M.E.
Le divergenze tra il P.S. e il P.C. si verificano alla luce della in / compatibilit di questi due
Tempi con certi avverbiali di tempo: tutti gli avverbiali che si riferiscono deitticamente al M.E.,
come per es. adesso, ora, in questo momento / istante, finora, <X Tempo fa> ecc., escludono il
P.S., tranne che in usi fortemente connotati sul piano regionale:
a. Adesso finalmente ho appagato / *appagai ogni mio desiderio.
b. Finora si vista / *vide una partecipazione massiccia, che nessuno si aspettava.

Il P.S. anche se in regresso, molto vitale nella lingua scritta, dove assolve precise funzioni
testuali. Specialmente quella di segnalare che il piano temporale su cui si dispongono gli eventi
viene creato un universo del tutto fittizio. Un esempio ci viene proposto dal seguente passo:

Fuori era ancora oscuro, ma una notte lunare, estiva, appena ventilata. (...) I suoi passi
risuonavano sulla pietra. Strofino lo zolfino a un muro e accese un mozzicone di
sigaro..
(V. Pratolini, Metello)

Se invece del P.S. avessimo il P.C., si avrebbe un mutamento di prospettiva: il piano temporale
cui levento si aggancia, cesserebbe di essere quello della narrazione.sganciato dalla M.E. Cio
assicura la perdurante vitalit del P.S. nei testi narrativi in cui assolve precise funzioni testuali.

9.4. I PIUCCHEPERFETTI

Il PCP esprime anteriorit nei confronti di: P.S., IMP., P.C., un PRES. storico o un altro PCP.
Questa sua caratteristica fa si che esso venga impiegato in proposizioni temporali, ma anche
in altri tipi di proposizioni subordinate (dalle relative alle completive) o in prop.
indipendenti:
(17) Mi ero appena addormentato quando bussarono alla porta.
Tra il P.C.P. e il P.C. esiste una parentella pi stretta che tra il P.C.P. e il P.S, perch come il
PCD anche il P.C.P. esprime compiutezza nel passato. Cos, anche il PCP ha degli usi
<esperienziali>:
(18) Tristano non aveva mai visto nulla di simile fino a quel momento.
Dal punto di vista aspettuale, il P.C.P. un Tempo di natura fondamentalmente perfettiva, che
visualizza il processo nella sua globalit. Pertanto esso compatibile sia con le espressioni che
indicano durata determinata, sia con quelle che indicano iterazione numericamente determinata:
(19) Gli ospiti erano rimasti ad aspettare per due ore di fila (Per X Tempo)
(20) Maria era tornata a trovarci altre tre volte quellestate.
IL P.C.P. II un Tempo di impiego limitato nella lingua contemporanea. Esso appartiene
esclusivamente alla lingua letteraria di stile alto.
Il suo uso segue le regole della concordanza dei tempi, in quanto compare ormai, per lo
pi, solo in dipendenza di un P.S. rispetto al quale si colloca in rapporto di anteriorit:
(21) Quando il professore se ne fu andato, tutti tirarono un sospiro di sollievo.

9.5. I FUTURI
9.5.1. IL FUTURO SEMPLICE (F.S.)
Se son rose fioriranno, se son spine pungeranno
Questo proverbio italiano si usa per esprimere il dubbio oppure linsicurezza di chi si trova
di fronte a delle situazioni ancora incerte. Il senso di insicurezza/incertezza viene dal fatto che il
futuro, esprimendo un avvenimento posteriore al ME, non si pu verificare nel momento in cui si
compie latto della parola.
Il F.S. designa un M.A. posteriore al M.E. ossia un evento che deve ancora verificarsi o
giungere a compimento, come si nota anche negli esempi:
a. Torner domani. // b. Faremo lesame il 2 giugno.
Descrivendo un M.A. posteriore al M.E., laccadimento avr un carattere puramente eventuale,
in quanto non verificato al momento in cui il locutore pronuncia lenunciato. Allinterno di
questa categoria, distinguiamo gli usi modali e non modali.

9.5.1.1. GLI USI MODALI DEL FUTURO SEMPLICE


Legato per natura al virtuale, al possibile o potenziale, il futuro, modale o no, si dirige verso
una certezza pi o meno soggettiva. Grazie al suo forte contenuto potenziale, sia il futuro
semplice che il futuro composto possono direttamente sostituire il congiuntivo. Ci succede sia
nello stile letterario (1a-b) che nel linguaggio colloquiale (1c) :
(1a) Speriamo che il Signore avr usato misericordia (Manzoni)
(1b) Credete che la chiameranno ? (Serao, Fantasia )
(1c) Temo che non verr pi/ Spero che lo trover.
In genere, sono modali (I) gli usi che trasmettono una certa attitudine del soggetto
parlante nei confronti del processo e (II) gli usi che realizzano atti di linguaggio quali lordine,
la promessa, la minaccia, ecc.
I. Tra le accezioni modali esprimenti una certa attitudine del soggetto parlante nei confronti del
processo rientrano:
i) Il F.S. <dubitativo> sostituisce il congiuntivo dubitativo latino (quid faciam ?). In
italiano : (2) Che far ?/Dove andremo ?/A chi mi rivolger ?/ Sar bello domani?
ii) Il F.S. <concessivo> : (3a) Faranno quello che vorranno/ Verr chi vorr venire
oppure(3b) Tu riuscirai anche a batterlo, non lo nego; ma lui gioca meglio di te.
iii) Il F.S. <attenuativo> in espressioni come non vi nasconder/ vi confesser che...ecc (con
dei verbi performativi) e negli esempi: (4a) Sar sincero con voi.// (4b) Non dir che
fossi soddisfatto, per non protestai.
iv) Il FS <epistemico> di natura strettamente <modale>, implica una deduzione soggettiva
del parlante circa la situazione presente. Lesempio (5a) Ora come ora, saranno le 5,
potrebbe essere parafrasato con ...devono essere le 5, o ... possono essere le 5.
16 (5b) Sar come dici tu. // Sar (forse) un bravo ragazzo (ma finora non lo ha
dimostrato)
v) Il F.S <ipotetico> : a differenza del francese, litaliano pemette luso del futuro per
esprimere lipotesi : (6) Se verrai, ci farai piacere.
II. Tra gli usi che realizzano atti di linguaggio rientrano :
vi) Il F.S. <volitivo> indica lintenzione del locutore di eseguire lazione indicata dal verbo;
si usa in prima persona e indica un processo che pu essere favorevole (7) o sfavorevole
(8) allinterlocutore :
(7) Domani verr a portarti i soldi che mi hai prestato il mese scorso.
(atto di promessa)
(8) Domani verr a chiederti i soldi che ti ho prestato un anno fa. (atto di
minaccia)
vii) Il F.S.< ingiuntivo> contiene uningiunzione rivolta allinterlocutore:
(9) Domani gli andrai/andrete a chiedere scusa; siamo intesi?
Il FS <ingiuntivo > parte del FS volitivo, ma si usa solo in II-a pers sing o pl (a differenza del
FS volitivo che si usa solo in I-a persona). Come nota anche Rohlfs, argomentando con una serie
di esempi, luso del futuro con significato imperativo assai frequente. La forma futura pi
gentile dellimperativo, ma pu anche usarsi a esprimere un comando rigoroso :
(10) Non avrai altro Dio fuori di me.
viii) Il F.S. <deontico>, frequentemente usato nei precetti morali, nelle ordinanze e sim.:
(11) Dora innanzi i trasgressori pagheranno il doppio della penale fissata in
precedenza.
III. Di natura strettamente pragmatica, ma non nella categoria degli atti di linguaggio rientrano
i due seguenti futuri :
ix) Il FS <profetico> - proprio allo stile biblico, ai testi escatologici o semplicemente- ai
chiaroveggenti, questo futuro indeterminato temporalmente :
(12) Ecco, verranno giorni dice il Signore / nei quali susciter a Davide un
germoglio giusto,/ che regner davvero re e sar saggio / ed eserciter il diritto e la giustizia
sulla terra.
x) Il FS <gnomico> - corrisponde alla formula sar sempre vero che p , cio a delle
conclusioni avute in seguito alle esperienze condivise da un buon numero di persone :
(13a) Le buone azioni non saranno mai dimenticate.
(13b) I figli scontreranno sempre le colpe dei padri.

9.5.1.2. GLI USI TEMPORALI DEL FUTURO SEMPLICE


Come limperfetto, il futuro indica delle azioni vicine o lontane nel tempo :
(14) Non torner n oggi, n domani n fra dieci anni. (per dire Non torner pi)
Il futuro funziona nel discorso in opposizione allPC (due anni fa andato in Africa, questanno
andr negli Stati Uniti), allIMP (lanno scorso abitava a Parigi, lanno prossimo si sposter a
Roma) oppure al PRES (adesso vanno daccordo ma sicuramente fra due giorni litigheranno di
nuovo).
Inoltre, il futuro ha gli stessi indicatori modali con i tempi del passato :
(15a) Sicuramente Paolo ha cercato/ cercava/ cercher di fare del suo meglio.
(15b) Naturalmente Luigi venuto/ veniva/ verr con noi.
In alcuni casi, il futuro potr esprimere eventi per i quali la certezza fuori discussione:
(16a) Venerd prossimo sar il 13 maggio, il compleanno di mia madre.
(16b) Gioved prossimo festeggeremo il Natale.
Quindi il futuro, anche se legato per natura al possibile, al virtuale, allincertezza in quanto non
verificato al ME, si orienta verso la certezza. Questa certezza pu essere oggettiva come in (16) o
soggettiva come si visto con gli usi modali.

9.5.2. IL FUTURO COMPOSTO (F.C.)


Il F.C., detto tradizionalmente <F. Anteriore>, si usa quando levento localizzato anteriormente
ad un M.R. situato nel futuro:

__________________________________
M.E. M.A. M.R.
Es.
(23) a. Ti prometto che quando verrai, avro fatto i compiti.
c. Quando avro visto come stanno le cose, ti diro il mio parere.

USI DEL F.C.

Il F.C. epistemico serve ad esprimere unipotesi attuale circa un evento passato, come negli
esempi seguenti:
(24) a. Gianni sar uscito, credo.
d. Mario avr finito di lagnarsi, spero.

Col F.C. di senso epistemico, il M.R. viene localizzato automaticamente in coincidenza con il
M.E. e il M.A. precede quello dellEnunciazione.

9.5.2.1. Accezioni non futurali

i) Bench piu raramente del F.S., anche il F.C. puo avere senso <retrospettivo>, come
nellesempio segunte , che riproduce lo stile di una ricostruzione di eventi storici:

(25) Questa era dunque la situazione dei nostri montanari sul finire del secolo scorso. Ma in
breve tempo, anche gli ultimi rapporti di quella generazione saranno dispersi: gente felice, che
tuttavia prima di morire avr ancora assistito con sgomento al diffondersi
dell'industrializzazione."
Luso <retrospettivo> del F.C., di carattere letterario, non risulta chiaramente distinguibile
dalluso <epistemico>, visto che entrambi designano eventi passati.

ii) Gli usi <intemporali> del F.C. sono propri dei testi giuridici, dei ricettari, delle istruzioni
per luso, ecc. Per es.:

(26) a. Se questa terapia avr dato i suoi frutti, si potr passare alla seconda fase.
e. Chiunque avr trasgredito questobbligo, sar punito con con unammenda fino ad un
milione.

In tutti questi casi si puo avere anche il F.S.

9.5.2.2. Accezioni futurali

Diversamente dal F.S., il F.C. non ha usi propriamente deittici, in quanto la designazione
del M.A. sempre mediata dal M.R. Non si puo neppure parlare di usi futurali in quanto, il
M.A. non si colloca necessariamente dopo il M.E. Conserveremo tuttavia questa denominazione,
per mantenere il parallellismo col F.S.
Per il F.C. come per il F.S. si possono avere marginalmente accezioni di tipo <volitivo> e
<ingiuntivo>, come mostrano le frasi seguenti:
27 (27) a. Domani avro finito, te lo prometto.
b. Fra unora avrai consegnato il compito, chiaro?

Si possono avere anche F.C. con valore <ipotetico>:


(28) Se avrai studiato con profito, ti promuoveranno.

9.5.3. IL FUTURO NEL PASSATO

Per esprimere il Futuro nel passato, si puo adoperare:


i) il condizionale composto: (29) Il giovane fu costretto a lasciare il paese. Sarebbe tornato
solo dopo ventanni.
ii) limperfetto: (30) Mi ha giurato che partiva il giorno dopo.
iii) La perifrasi prodpettiva (lIMP di dovere + inf.): (31) Le cose che dovevano verificarsi di
li a poco ci lasciarono col fiato sospeso.

Il condizionale composto ha un impiego pi ampio dellIMP. Pu, ad es, comparire senza

restrizioni in frase principale e subordinata, mentre lIMP con il valore di Futuro nel passato non

puo comparire in una frase principale:

(32) Fido si allontano. Non lo avrei rivisto mai pi./ * Non lo rivedevo mai pi.

Luso del cond. semplice invece del condizionale composto oggi arcaico. Era lunica

forma usata in italiano antico, nellOttocento si usava ancora e si trova ancora qualche volta nella

narrativa del Novecento.

9.6 IL CONDIZIONALE E I SUOI TEMPI

Il condizionale presenta levento espresso dal verbo come possibile o realizzabile solo a certe
condizioni:
a. Andrei in Italia, se avessi pi soldi.
b. Sarei andato in Italia, se avessi avuto pi soldi.
Nelle due frasi, il condizionale appare con i suoi tempi: presente (a) e passato (b). I due tempi
del condizionale possono assumere diversi valori.
9.6.1. Il condizionale presente si usa in proposizioni indipendenti o dipendenti per
esprimere:
- Una richiesta in forma cortese / attenuata: 1.a. Vorrei chiederti un favore. // 1.b. Mi passeresti
lacqua, per favore?
- Una supposizione: 2.a. Il vero responsabile sarebbe un noto uomo politico. // 2.b. Secondo le
ultime indagini, le vittime sarebbero pi di cento.
- Unopinione personale presentata in forma attenuata: 3.a. Secondo me, gli dovresti parlare
subito. // 3.b. Sarebbe meglio andar via subito.
- Un dubbio in forma diretta (a) o indiretta (b): 4.a. Carla offesa con me. Che dovrei (potrei)
fare per scusarmi?// 4.b. Carla offesa con me e non so che dovrei (potrei) fare per scusarmi.
Rientrano in questa tipologia alcune espressioni che hanno una certa carica polemica: 4.c.
(Come) sarebbe a dire? (con il senso Che significa? o Come pu essere?, Che vuol dire?),
e
4.d. E costui chi sarebbe?
- Un desiderio o un augurio: 5. Come sarebbe bello incontrarlo!
In quasi tutti i casi presentati, il condizionale sembra indicare la conseguenza di una condizione
non espressa, ma sottintesa:
1.a. Vorrei chiederti un favore (se tu non avessi nulla in contrario)
2.a. Il vero responsabile sarebbe un noto uomo politico (se le nostre informazioni sono giuste)
5. Come sarebbe bello se lo incontrassi (potessi incontrare).
Infatti, luso pi frequente del condizionale appare nel periodo ipotetico, per esprimere una
conseguenza: 6. Se Marco mi aiutasse, finirei entro il pomeriggio.
9.6.2. Il condizionale passato si usa in proposizioni indipendenti o dipendenti con gli
stessi valori del condizionale presente:
2.a. Il vero responsabile sarebbe stato un noto uomo politico (supposizione)
3.a. Gli avresti dovuto parlare subito (forma attenuata)
4.a Carla era offesa con me. Che avrei dovuto (potuto) fare per scusarmi? (dubbio in forma
diretta)
4.b. Carla era offesa con me e non so che avrei dovuto (potuto) fare per scusarmi (dubbio in
forma indiretta)
Anche il condizionale passato viene adoperato nel periodo ipotetico per indicare un evento che si
sarebbe potuto verificare nel passato, ma per diversi motivi non si verificato:
7. Se fossi stata pi gentile con me, ti avrei risposto subito. (= Tu non sei stata gentile con me e
io non ti ho risposto subito).
Come si visto in 7.1.4.2., il condizionale composto si adopera per esprimere lidea di futuro nel
passato ossia per indicare unazione avvenuta dopo un tempo passato:
8. Carlo mi aveva detto che sarebbe venuto a trovarmi in campagna.

9.7. IL CONGIUNTIVO

IL CONGIUNTIVO il modo dellincerto, del dubbio, del possibile (Rohlfs), in opposizione


allindicativo come modo di rappresentazione della realt oggettiva, delle azioni certe. In base ad
unaltra definizione classica, il congiuntivo viene considerato come il modo della soggettivit.

Il congiuntivo il modo caratteristico delle frasi subordinate ed vincolato o largamente


condizionato dal tempo della reggente (Serianni). Se la reggente presenta una componente
volitiva (verbi di comando, volont, necessit) dubitativa ( verbi di dubbio, supposizione,
opinione) o potenziale (verbi di possibilit, probabilit), la frase subordinata richiede il verbo al
modo congiuntivo.
Il congiuntivo presenta tre tempi: presente, passato, imperfetto, trapassato. A seconda del tempo
usato nella reggente, i quadri della concordanza temporale in cui rientrano i tempi del
congiuntivo sono i seguenti:
a) quando il verbo della frase principale espresso al presente:

Penso/ credo Carlo arriver domani (Futuro) POSTERIORIT


che Carlo arrivi domani (Congiuntivo presente) POSTERIORIT
Speriamo che Carlo arrivi oggi (Congiuntivo presente) CONTEMPORANEIT
Carlo sia gi arrivato. (Congiuntivo passato) ANTERIORIT

b) quando il verbo della frase principale espresso al passato (passato prossimo o remoto,
imperfetto):

Abbiamo Carlo sarebbe arrivato il giorno dopo (Condizionale passato)


temuto POSTERIORIT
Sperai Carlo arrivasse il giorno dopo (Congiuntivo imperfetto) POSTERIORIT
Credevo che Carlo arrivasse quel giorno (Congiuntivo imperfetto)
CONTEMPORANEIT
Carlo fosse gi arrivato. (Congiuntivo trapassato) ANTERIORIT

c) quando nella principale ci sono i verbi di comando, volont, necessit, nella subordinata si usa
il congiuntivo che esprime contemporaneit rispetto alla principale:

Voglio che tu te ne vada Volevo che tu te ne


Bisogna che Bisognava che andassi
necessario che Era necessario che

9.7.1. Il congiuntivo nelle frasi dipendenti

Nelle frasi dipendenti, il congiuntivo obbligatorio, quando il verbo della reggente lo richiede.
Le subordinate in cui si adopera il congiuntivo sono:

- concessive
Bench sia molto stanco lavorer ancora
Sebbene ___ ___________________ ____ _____ ___________
Nonostante sia stato malato esco lo stesso
Quantunque

Ho comprato quel libro bench costasse molto


sebbene
Ho preso quel bel voto nonostante Non avessi studiato molto
quantunque
- finali:
Il professore parla perch gli studenti possano capire
lentamente affinch

Gli ho scritto quella lettera perch sapesse tutto


affinch fosse informato

- temporali
Voglio salutarli prima che partano
Volevo salutarli prima che partissero

- condizionali
Uscir purch non piova
a patto che
a condizione che

Te lho raccontato purch non lo dicessi a nessuno


a patto che
a condizione che

9.7.2. IL CONGIUNTIVO nelle frasi indipendenti viene usato per esprimere:

- un dubbio, o una supposizione per lo pi in forma interrogativa:


Che sia arrabbiato con noi? Che stia per piovere? (c. presente)
Che fosse sincero? (c. imperfetto usato per esprimere un evento oppure un dubbio riferito a un
fatto anteriore)

- un augurio o un desiderio: La fortuna ti assista! (c. presente)


Magari vincessimo la partita! Oh, se Paolo mi invitasse a uscire con lui! Se George Cluney
fosse il mio fidanzato! Fossi promosso! Fossimo almeno felici! Venisse presto quel momento! (c.
imperfetto il desiderio/ l augurio impossibile che si realizzi o solo ipotizzabile nel futuro).
Ah! Se fossi stato pi prudente! (desiderio/possibilit riferiti al passato e che non si sono
realizzati)

- alla III-a pers singolare e plurale solo il cong presente pu esprimere esortazione, invito,
ordine:
Si accomodi, signora! Si fermi qui! Entrino prima coloro che hanno il biglietto!

Sia gentile: mi spieghi come si compie questo modulo; Esca immediatamente.

- una concessione: Sia anche veramente colpevole, ma sempre un amico.