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F. Stella.

‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne

COMPLETATO
FINO A PAGINA 259

PRIMA EDIZIONE
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne

Cume éje longhe ‘a stráde pe devendà óme…


Accussì éje quèlle pe devendà nu bráve screttóre...

Come è lunga la strada per diventare uomo…


Così è quella per diventare un bravo scrittore…

Felice Stella

Un particolare riconoscimento va a tutte


le persone anziane (ottantacinquenni in su)
del mio rione (borgo croci) che hanno contribuito.
con la loro memoria storica, a riesumare questi vocaboli
altrimenti sarebbero stati dimenticati.

L’autore.
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne

Felice Stella

‘U grusse dizionarije
d’a lingua fuggeáne

Il grande dizionario
della lingua foggiana
fuggeáne - taliáne

con cenni storici e tradizionali.


15.000 lemmi in uso e in disuso…
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne

© Copyright. by Felice Stella 2010


Stampato in Italia Printed in Italy

Tutti i diritti riservati.

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L’autore potrà concedere a pagamento l’autorizzazione
a riprodurre una porzione non superiore a un decimo
del presente volume. Le richieste di produzione vanno inoltrate
all’autore Felice Stella.
Scrivere un libro senza errori è in pratica impossibile,
perciò sarò grato a chi vorrà segnalarmi eventuali disgrafie.

Felice Stella

via Occidentale n. 2 - 71100 Foggia


Cell. 3497243913
web.tiscali.it/felicestella/

Edizioni

1
2010

Questo volume è stato stampato presso


Grafiche 2000 Foggia
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne

A mia moglie
Curcetti Giuseppina

e ai miei carissimi figli


Teresa, Consiglia, Mario e Michele.
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne

PRESENTAZIONE
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne

PREFAZIONE
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne

INTRODUZIONE

Il vocabolario frutto del lavoro del lessicografo, è il libro che registra e spiega
il lessico di una lingua, un’opera lessicografica specifica e settoriale. Scrivere
un vocabolario comporta tantissima ricerca specialmente con la lessicografia,
quella branca della linguistica che si occupa della compilazione di dizionari e
lessici come questo. L’arte e tecnica della raccolta della definizione (formale,
funzionale e soprattutto semantica) dei vocaboli appartenenti al lessico di una
lingua o di un dialetto o di un gruppo di lingue o dialetti, è una vera e propria
attività che ha per oggetto la redazione di dizionari di vario tipo, rivolti sia a
descrivere una lingua o un ambito linguistico in un determinato momento o
periodo della sua storia, sia a documentarne l’evoluzione e le trasformazioni
attraverso i tempi. Questa disciplina sottopone al controllo di una continua
evoluzione del lessico di una lingua verificando quali parole cadono in disuso
(arcaismi) e quali si aggiungono e la arricchiscono (neologismi).
La lessicografia è in stretta connessione con la lessicologia e la semantica,
scienza che studia i significati delle parole e i rapporti che esistono tra loro. La
storia ci dice che in Occidente le prime raccolte ordinarie di vocaboli di cui
siamo a conoscenza risalgono all’ambiente alessandrino in cui furono compilati
elenchi di termini alla tradizione omerica e ad altri poeti antichi.
Nel periodo romano e bizantino ci sono alcune raccolte di termini arcaici, rari e
tecnici. Nel medioevo comparvero diversi glossari bilingui di cui una delle
lingue era il latino; dal VII secolo ebbero molto successo le Etymologiae
d’Isidoro di Siviglia in cui l’autore, celebre padre della chiesa, dava
spiegazioni pseudo - etimologiche, spesso piuttosto fantasiose, del significato
di moltissimi termini latini. Nel 1612 apparve a Firenze il primo grande
dizionario di una lingua europea, il Vocabolario degli Accademici della
Crusca, che fu poi preso come modello da altre nazioni. Nel Seicento e nel
settecento furono compilate opere monumentali quali il Thesaurus Linguae
Grecae di Robert Estienne, il Glossarium mediae et infimae latinitatis di Chalet
du Cange e il Totius latinitatis lexicon del veneto Egidio Forcellini (1688-
1768). Ho voluto raccogliere tutti questi vocaboli per conservare una parte
della nostra memoria lessicale, dico una parte perché sicuramente la restante è
andata persa, vocaboli che se fossero stati trascritti sicuramente non sarebbero
andati persi per il continuo passare degli anni. Il nostro vernacolo foggiano
come tutti i vernacoli hanno bisogno di continue trascrizioni lessicali, perché
da una generazione a un’altra il lessico cambia specialmente nella
terminologia.

L’autore
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne

Facile lettura

Le regole da rispettare per una buona ortoepia e ortografia del vernacolo foggiano
sono le seguenti:
1) Quando la vocale “ e ” non è accentata, è muta.
Esempio: se è scritto, “MUZZECHÈJE” si legge “muzz chèje”. Invece, quando la
vocale e è accentata, “è”, è sempre letta.
Esempio: se è scritto “ PÈRE ” si legge “ pèr ”.
2) La vocale “ a ”, se non è accentata, si legge normalmente “ a ”
Esempio: se è scritto “CAVALLE” si legge “cavall”
Se la vocale a è accentata, “ á ”, e non appartiene all’ultima sillaba della parola,
essa ha un suono gutturale, impossibile da descrivere.
Esempio: se è scritto “SCAGNÁTE” si legge “ scagn te ”
Quando la “ à ” cade sull’ultima sillaba, cioè quando l’accento è tonico e le parole
sono tronche (ossitone), si legge normalmente, come in lingua italiana.
3) La regola concernente la vocale “ a ” vale anche per la “ o ” e per la “ u ”,
quando esse non sono accentate.
Se, invece, esse sono accentate si pronunciano nel seguente modo:
“ ó ” - si scrive “MOTÓRE” e si legge “ mot re ”
“ ú ” - si scrive “SCUPATÚRE” e si legge “scupat r”.
4) La vocale “ i ” si legge normalmente “ i ”
Esempio se è scritto “NEMICO” si legge “nèmich” o “PIEDE” si legge “ pid”
A volte è sostituita dalla vocale “e”
Esempio se è scritto “VITE” si scrive “vete” è si legge “v t”
5) L’aferesi, nel vernacolo, sopprime una vocale o una sillaba iniziale.
Esempio: se è scritto “il mare” si legge “ ‘u már ”, ecc.
6) La “ j ” è una semiconsonante e va usata a fianco della “i” o al posto della “i”,
esempio: “jire”, - “mègghije” ecc…
7) La “k” si usa esclusivamente per vocaboli con fonetica “sck”, per esempio:
“sckattóne”, “frisckètte”, “sckattamurte”, “friscke”, ecc…
8) Non sempre la T, si legge T, a volte è sostituita dalla D, come la S, dalla Z, la
P, dalla B, la C, dalla G, e la F, dalla V.
Queste varianti valgono solo per una corretta ortoepia del vernacolo foggiano e
appartengono alla prima parte della grammatica, cioè: la fonologia, una vera e
propria educazione linguistica.

(nota dell’autore)
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne

Abbreviazioni

accr. accrescitivo neg. negazione


v. trans. verbo transitivo nom. nominativo
agg. aggettivo. nt. neutro
agg. indef. aggettivo indefinito part.pass. participio passato
va. verbo attivo pr. indef. pronome indefinito.
agg. num. aggettivo numerale pr. pronome
antiq. antiquato prp. art. preposizione articolata
voc. vocale prp. preposizione
art. articolo. pt. participio passato
vezz. vezzeggiativo rfl. riflessivo
avv. avverbio s.f. sostantivo femminile
cng. congiunzione s.m. sostantivo maschile
f. femminile sgf. singolare femminile
ger. gerundio sgm. singolare maschile
interiez. interiezione spr. spregiativo
loc. località sup. superlativo
m. maschile v. rifl. verbo riflessivo
mdd. modi di dire v. verbo
naz. nazione v.intr. verbo intransitivo

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a quèlla vanne. mdd. dall’altra parte:
A, a “Ciccille… mittete a quèlla vanne che fra
póche passe ‘a pustále”.
‘a poste. v. s.f. spiare: seguire di nascosto e
con attenzione azioni e comportamenti altrui
per curiosità, per informazione o per riferire
a. voc. vocale con suono aperto: “a mamma ad altri. Cercare di conoscere.
mije”. Preposizione semplice, e prima lettera ‘a púpe. s.f. polizia; attività amministrativa
dell’alfabeto italiano. diretta alla tutela dell'ordine pubblico.
á. voc. vocale con suono gutturale: Bambola.
“ ‘a cása mije”. a remóre. s.m. anche mdd. fervore; mettere
aa..! voc. comando ad un equino di fervore a un bambino o una persona. “ ‘a
camminare: “aa…! murèlle”. fenisce de mètte ‘a remóre ‘u criatúre”.
‘a. prp. art. preposizione articolata; articolo ‘a resvèglije. s.m. orologio con la suoneria:
determinativo: “ ‘A casètte mije”. “e mise ‘a resvèglije pe dumáne matine”.
a áse a áse. mdd. a stento a stento: “a áse a ‘a seconde. s.f. placenta; organo aderente
áse cia fatte ‘a pigghià ‘u trène”. alla parete dell'utero con funzione di
a cagnà ‘a pèzze. mdd. cambiare stracci nutrire il feto al quale fornisce gli
vecchi con bicchieri e piatti. elementi per l'accrescimento attraverso il
a cagnà a chè. mdd. a quale scopo. cordone ombelicale, e che viene espulsa
a ccáse diavele. mdd. all’inferno: “spèriáme dopo il parto.
chè váce a cáse diavele quanne móre”. ‘a sègge d’a vammáne. s.f. sedia; quando
a ccullì. mdd. in quel modo: “tu è fà o a cussi l’ostetrica veniva chiamata da una partoriente,
o a ccullì”. si recava accompagnata da un facchino che
a ccussì. mdd. in questo modo. portava sulle spalle una specie di cassa,
a ciammièlle. s.f. a proposito, è andato alla trasformabile in una comoda poltrona, sulla
perfezione. quale si sedeva chi doveva partorire.
a ciavaduglije. s.m. a cavalcioni sulle spalle. ‘a smìtte. mdd. la smetti, la smetti di dire o di
a cullì. mdd. in altro modo: “sì… giovinò o fare.
accussi o accullì”. ‘a statuá d’u tèsóre. s.f. statua;
‘a femmenèlle. s.f. fare i calcoli con le mani e monumento eretto nel 1651 e dedicato a
le dita: “ ha fatte ‘i cunde a femmenèlle”. Filippo IV d’Aragona nel periodo della
‘a fèste ‘i becchire. s.f. la prima notte di transumanza per segnare il punto d’incontro
nozze: “stasère migghijèra mije se sfascene ‘i dei tratturi per l’Aquila e per siponto quando
becchire”. le pecore dall’Abruzzo venivano a pascolare
a la máne. mdd. di gente affabile: “Sò propije in Capitanata. Si trova a Foggia all’inizio di
crestiáne a la máne”. via A. Manzoni. Fu costruito dai pastori
‘a levatóre. s.m. al lavatoio: “va a mamme va foggiani per ringraziare colui che aveva tolto
láve sti robbe ‘a levatóre”. le tasse sulle pecore che entravano a Foggia
a longhe d’agnúne. mdd. augurarsi che i mali durante la transumanza.
stiano lontani da noi: “a longhe d’agnúne a sanghe cavede. mdd. quando una persona
salúte a núje e no a lóre”. cade e al momento non avverte alcun dolore,
a lu. prp. art. al. poi si manifesta successivamente: “Chè vuje
‘a majèstre ‘i criatúre. mdd. l’asilo quillu povere crestiáne a sanghe cavede na
nido: “e chè criucciare stáce ‘nda quèlla sendúte ninde, po… sò arruáte ‘i delure forte”.
majèstre”. a tire. mdd. se riesco ad averlo vicino lo
a prime acchitte. mdd. a prima vista. rimprovero; “si me vène a tire ce ne diche
a pìzze. mdd. lavorare a cottimo: “uagliù sta quatte e púre de chiù”.
fatiche l’agghije pigghiáte a pìzze”. abbacáte. v. calmato, abbattuto moralmente;
riferito a persone o animale:

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“Finalmènde sé abbacáte stu ciucce”. abbastanze. avv. abbastanza: “ne tènghe
abbacchijáte. v. abbacchiare; deprimere, che abbastanza de robbe, avaste…”.
soffre di depressione, avvilito, abbattersi: abbáte. agg. stai attento: “abbáte a quillu
“Stàce abbacchijàte ‘u crestiáne”. sgalliffe chè ‘mbrogghije”.
demoralizzato. abbatte. v. buttare giù: “sadda abbatte quillu
abbadà. v. badare, custodire; stare attento múre o no?”.
a qualcuno o a qualcosa: “ l’agghià abbattere. v. abbattere; gettare giù, far cadere
abbadà o no sta cáse..!”. battendo.
abbáde. v. attento. abbattúte. v. scoraggiato: “stáce abbattúte ‘u
abbaglià. v. abbarbagliare; abbagliare crestiáne”.
fortemente per eccessiva luminosità. abbazije. s.f. abbazia; casa religiosa di
abbagnà. v. inzuppare; bagnare il pane nel monaci o monache, con possedimenti
sugo “Geruzze… e funúte d’abbagne ‘u páne territoriali: abbazia di Montecassino. Badia.
‘ndo zuche a mamme”. abbecà. v. abbicare; riunire, disporre in bighe,
abbajà. v. abbaiare; detto del cane, emettere detto di covoni e simile.
il caratteristico verso alto e ripetuto, in segno abbeffejanne. v. vedendo: “è da stammatine
di rabbia, minaccia: “quillu cáne na fenèsce chè ‘u stáche abbeffianne a quillu
d’abbajà”. mariungille”.
abbaje. s.m. abbaio; verso caratteristico del abbeffejáte. s.m. visto; l’ha visto: “l’agghije
cane. abbeffiáte búne ‘o signurine”.
abbájene. s.f. abbaiata; abbaiamento fatto da abbeffejèje. v. vedere, scorgere: “quille
più cani: “e fèsse e cume abbáje quillu cáne”. n’abbeffijèje chiù cumè na vόte”.
abballà. v. danzare, ballare; termine usato abbeffià. v. vedere, percepire con gli occhi la
per minacciare una persona: “t’agghià fà realtà concreta.
abballà cumè ‘i surge rusce”. abbeffijáte. s.m. visto, l’ha visto: “l’ha
abbalenà. v. abballinare; alzare e ripiegare i beffijáte búne”.
materassi per dare aria al letto. abbellà. antiq. v. abbellire, ornare rendere più
abbalúte. agg. stanco: si dice anche: bello con decorazioni.
“abbalite”: “Sé abbalúte ‘u ciucce”. abbellì. v. abbellire;rendere più bello
abbandunà. v. abbandonare; lasciare per mediante ornamenti.
sempre persone o cose. abbellemènde. s.m. l’abbellire; artificio usato
abbandunáte. part. pass. abbandonato: per rendere più bello qualcosa.
“l’anne fatte e abbandunáte ‘o criatúre”. abbendà. antiq. v. fasciare con bende,
abbandóne. s.m. abbandono; stato di chi o di abbondare.
ciò che è abbandonato. abbendáve. antiq. s.f. avventava, scagliava.
abbangà. antiq. bagnare: “mo … hagghije abbèrghe. s.m. albergo.
abbangá l’urte ne ce pozze venì”. abbese. s.m. abuso, uso cattivo, illecito.
abbarrucà. antiq. s.f. acciabattare, abbesogne. s.f. necessità, bisognare, occorre,
strafalciare, sproposito grossolano. si dice anche: “abbesugne”.
abbaruccáte. antiq. v. compiere una cosa con abbessinije. naz. Abissinia.
negligenza: “ ‘u cavezóne ‘a sarte l’ha tutte abbesugnà. s.m. aver di bisogno: “pόte sèmbe
abbaruccáte”. abbusegnà ‘a scále purtatille”.
abbasáte. agg. persona matura ed equilibrata: abbesugne. s.m. bisogno: “recurdete chè púje
“èje abbasáte ‘u uagliόne”. avè abbesugne de mè”.
abbasce. avv. sotto, giù: “abetene abbasce a abbetà. v. abitare, dimorare: “me ne váche
nu funachètte quilli murte de fáme”. abbetà a nata vanne”.
abbasciù. s.m. lampada da salotto con abbetáte. part. pass. abitato: “hagghije
paralume: “stúte abbasciù e jimmece a corche abbetáte ‘ndè crúce”.
Genì”. abète. s.m. abete; pianta ad alto fusto delle
Conifere, sempreverde, con rami quasi

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orizzontali digradanti verso la cima. abbozze. agg. che non parla, stai zitto: “tu…
Legno di abete. abbozze e camine”.
abbete. v. abita: “quèlle abbete lundáne da abbracà. s.f. raucedine; perdere la voce: “te
qua”. púje abbracá ‘a vόce statte citte”.
abbetine. s.m. abito piccolo, scapolare; pezzo abbracáte. agg. rauco abbassamento di voce:
di stoffa a forma di cuore contenente figurine “sé abbracáte ‘a vόce.
di santi contro il malocchio, veniva messo ai abbraccètte. s.f. andare sotto braccio: “ è
neonati, bambini e adulti che partivano per le vedè cume jèvene abbraccètte ‘i nammuráte”.
armi. abbracúte. agg. rauco, abbassamento della
abbetuà. v. abituare: “mo tè abbetuà, miche si voce: “tène ‘a vóce abbracúte ”.
pratiche a sta fatiche”. abbramanne. v. rubare, vanno a ruba: “vanne
abbetuáte. v. abituato; che ha l’abitudini o sckitte abbramanne sti mariulazze..!”.
buona educazione: “oramáje sé abbetuáte ‘u abbrazzà. v. abbracciare; cingere e chiudere
crestiáne”. tra le braccia dare abbraccio: “s’anna
abbetudene. s.f. consuetudine, abitudine: abbrazzà fráte e sóre anna fà páce”.
“mo e fà abbetudene”. abbrazzáte. s.f. abbraccio ricevere abbraccio:
abbeverà. v. abbeverare; fare bere, “po a nu cèrte punde se sò abbrazzáte padre e
specialmente agli animali: “l’agghije figghije”.
abbeveráte ‘i cavalle”. abbrevià. v. abbreviare, fare più breve,
abbeveratόre. s.m. abbeveratoio; recipiente accorciare.
o luogo in cui le bestie bevono: “purte ‘i abbreviáte. v. abbreviare; riduzione di
vacche a l’abbeveratόre o “abbeveratúre”. qualcosa, nella durata o nell’estensione.
abbezzèffe. part.pres. abbondante; che è in abbrevogne. s.f. vergogna, turbamento e
grande quantità: “chióve a bezzèffe”. timore che si provano per alcune azioni:
abbièttà. antiq. v. obiettare, cioè vile, “sé mise a vergogne ne c’è venúte ‘u
spregevole. ‘nfamóne”.
abbijà. part.pass. avviare, cominciare: “na abbrile. s.m. aprile: “aprile cacce ‘u fiόre e
rièsce abbijà sta tomobbele” magge áve l’onόre”.
abbijarse. v. avviarsi, mettersi sul cammino abbrucà. antiq. v. diventare rauco.
da percorrere. abbrucáte. antiq. s.m. rauco, che ha voce
abbijáte. part.pass. avviato: che è messo o si roca per raucedine.
è messo in via, in cammino, in moto: “èje da abbrunzà. v. abbronzare, dare il colore del
mèzzόre chè sé abbijáte Genille”. bronzo: “quèlla spallère de litte le jì abbrunzà
abbije. v. mi avvio: “quanne l’abbeje stu d’o brunzatόre”.
motomme”. abbrunzáte. s.f. coloritura bruna, abbronzata:
abbisse. s.m. abbisso; profonda voragine, “Sé abbrunzáte ‘a gagge”.
baratro. abbrurrà. antiq. v. bruciare la biancheria
abbonaneme. s.f. buonanima; persona durante la stiratura si può dire anche:
defunta degna di memoria affettuosa e “agliarà”.
rispettosa: “abbonaneme de tatarόne ère abbrusciáte. part. pass. bruciato, arso; che è
bráve…”. consumato dal fuoco: “sé abbrusciáte ‘u
abbordà. v. affrontare, andare in contro con vestite”.
audacia e risolutezza. abbrustì. antiq. arrostire, cuocere per azione
abbordáte. s.f. striscia di vario materiale diretta del calore.
usata per guarnizioni. abbrustulì. v. abbrustolire;far prender colore
abbottapezzinde. s.m. pasto misero, cibo di a un alimento sulla viva fiamma o nel forno:
cucina economica: “stu magnatorije éje “ ‘U spettà… l’agghià fà abbrustulì ‘i fáfe o
n’abbottapezzinde”. no?”.
abbotte. agg. gonfio, gonfiato: “mo t’abbotte abbucà. s.f. finire di riempire la bottiglia fino
l’ucchije”. all’orlo.

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abbucatúre. s.m. il buon sapere del vino, la me sò júte a sckaffá mizze a quilli dóje
dolcezza: “stu vine tène na bbèlle prescègne”.
abbuccatúre”. abburaccià. v. abborracciare; fare qualcosa
abbuccà. v. abboccare; riempire fino all’orlo: male, in fretta e senza attenzione.
“ ‘a vuje abbuccà sta tammiggiáne”. abburdà. v. abbordare; disputarsi incontro a
abbuccàte. s.f. credere in qualcosa che non e una persona, cogliendola alla sprovvista: “a si
vero: “abbuccáte ‘u balènghe”. o no Nenille a rièsce abburdà a Senèlle”.
abbucche. s.f. rabboccare, finire di riempire abburdáte. v. conquistare; far innamorare:
la bottiglia fino all’orlo: “abbucche ‘a “ ‘a sò riuscite abburdà a Jajètte”.
buttiglije se no ‘u vine se ne váce d’acite”. abburde. v. Abbordare.
abbuffà. v. abbuffarsi; mangiare avidamente abburrete. s.f. essere stufo della stessa cosa:
e in gran quantità. “nanninne mè abburrete che sta menèstre,
abbufacchià. agg. gonfio, gonfiato: “nu tutte ‘i sante jurne ‘a stèssa cóse”.
facènne magnà chiù se no ‘u fáje abbufacchià abburtete. s.f. abortita: “ sé abburtete
‘o criature”. Seppine ”.
abbufacchijáte. agg. gonfiato: “madonne e abburtì. v. abortire: “Miolle se vόle jì
cume sé abbufacchiáte Nenille ” si dice anche: abburti, a ditte chè su vóle tenè ‘u criatúre”.
“ bufacchiáte”. abbusà. v. abusare: “ne te púje abbusà, quèlle
abbufalanne. avv. due anni fa: “quille éje na fèmmene, sa stà”.
Geruzze e murte abbufalanne páce a l’anema abbuscáte. s.f. abboscato, fatto di frasche.
súje”. abbusckà. s.f. ricevere percosse, ottenere
abbufenáte. s.f. grano danneggiato dal vento qualcosa: “ogge hagghià vedè d’abbusckà ‘a
bufone: “ e fèsse chè bufόne chè ha menáte a jurnáte ”.
destrutte tutte ‘u gráne”. abbusckáte. s.m. guadagno; ciò che si ricava
abbuffáte. v. abboffarsi; riempirsi in denaro o altro da un’attività: “ogge
avidamente e scompostamente di cibo. hagghije abbusckáte ‘a jurnáte”, chi ha
“ sé abbuffáte ‘u purcacchiόne”. ricevuto percorse: “Geruzze s’abbusckáte nu
abbuffete. v. mangia; ordinare a qualcuno di bbèlle paliatáne”.
mangiare scompostamente, o prendere abbuscke. s.m. minaccia di botte: “ne ce
qualcosa in grandi quantità. “abbuffate jènne da quille se no abbuscke taccaráte”.
pezzènde”. abbúse. s.m. abuso, uso cattivo, illecito: “e
abbulì. v. abolire, annullare togliere del tutto: quiste éje n’abbúse chè fáje, nu puje fa ”.
“sta règule l’amma abulì ne váce bóne”. abbuttà. v. abbottare; far diventare gonfio
abbunà. v. abbonare, defalcare una parte del con un pugno; dilatare con fiato; rimpinzarsi,
debito: “sti spicciule l’amma abbunà”, fare abbuffarsi: “mo… me lè fà abbuttà stu
l’abbonamento: “sé abbunáte”. ballóne!!”.
abbunamènde. s.m. abbonamento: “hagghije abbuttaminde. s.m. gonfiamento,
fatte abbunamènde ‘o trène apposte pe tè”. imbronciarsi di persona che si trova in uno
abbunáte. s.f. tipo alla buona: “chè vuje si stato d’animo che non sopporta una data cosa.
quillu crestiáne éje abbunáte”. abbuttarse. v. gonfiarsi: “na fenèsce
abbundande. agg. abbondante;che è in d’abbuttarse ‘a vicce”.
grande quantità. abbuttáte. part.pass. gonfiato, persona che si
abbondanze. s.f. abbondanza; gran quantità vanta e ha considerazione sproporzionato al
di ogni cosa. suo valore.
abbundanzijire. s.f. abbondanziere, era un abbuttenà. v. abbottonare, chiudere un
pubblico ufficiale addetto alle approvvigioni indumento con bottoni infilandoli negli
della città. occhielli corrispondenti: “ hagghije vulúte
abbune abbune. inter. una cosa fatto con tutte abbuttenà ‘u tèle d’u camion”.
pentimento: “mannagge a mè, abbune abbune, abbuttunatúre. s.f. abbottonatura; l’atto
dell’abbottonare.

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abbuttesije. mdd. questo è il motivo. accacagghèje. s.m. balbetta, parlare con
abbuttunà. v. abbottonare; chiudere un titubanza, pronunciare in modo confuso e
indumento coi bottoni infilandoli negli spezzato.
occhielli corrispondenti: “abbuttune ‘a accacagghià. v. tartagliare, balbettare; parlare
cammise a mamme”. ripetendo più volte la lettere o la sillaba: “
abbuttune. v. abbottona; “ Abbuttune ‘a si… mo ‘a fenèsce d’accaccagghià Liline ”.
cammise a mamme”. accacagghije. s.f. tartaglia, balbetta.
abbuverà. v. dissetare, levare la sete, accacagnutte. avv. prendere in giro, spesso
appagare: “ purte abbuverà ‘i vacche, nu vide con frequenza: “ lè pigghiáte accacagnùtte ‘u
chè mo morene de sècche ”. fatte”.
abbuzzà. v. abbozzare, zittire, frenare il accacagnútte. avv. ritornare sullo stesso
proprio risentimento, pazientare, lasciar argomento: “oramáje l’anne pigghiáte
correre si dice anche: “accagghijà”. acacagnúzze ‘u fatte quilli scilleráte ”.
abbuzze a tè. mdd. non parlare stai zitto: “ accadèmije. s.f. accademia, scuola filosofica
magne e abbuzze a tè”. fondata da Platone ad Atene nel IV secolo a.
abbuzze. agg. zitto; che non parla: “ abbuzze C.: associazione permanente di studiosi.
e ne parlanne ”. accadije. v. accadde: “ quillu ‘u fatte accadije
abefanije. s.f. Epifania, festa che commemora tanta timpe fa”.
la visita dei Magi alla grotta di Betlemme (6 accaffà. antiq. v. afferrare, prendere e tenere
Gennaio). stretto con forza, scippare, afferrare.
abeletà. agg. abile, bravura, valente, esperto. accagghià. v. ascoltare, stare a sentire
abènde. s.m. riposo, amento, striscia di cuoio attentamente: “ vuje accagghià se no… ne
che gli antichi romani fissavano capisce ninde”.
all’impugnatura del giavellotto per meglio accagghije. v. stare zitto: “ uagliò accagghije
lanciarlo; riposo cessazione o interruzione di e fà ‘u duère tuje”, si dice anche: “ abbuzze ”.
attività, fisica: “ mo stáce abènde ‘u ciucce”. accagne. s.m. fare cambio: “ ‘u fa taccagne ‘i
abène. s.f. briglia; insieme dei finimenti con fegurine ck’i pallucce?.
cui si guida il cavallo (testiera, filetto, morso e accáje. antiq. zitto, che non parla.
redini): “ pigghije abène d’u cavalle ”. accalicalì. s.m. gioco di strada per ragazzi:
abete. s.m. abito, capo di abbigliamento. “ Ualiù amma jucà accalicalì”.
abetine. s.m. abito piccolo; pezzo di stoffa a accalletarà. antiq. organizzare, ordinare,
forma di cuore contenente figurine di santi disporre, preparare.
contro il malocchio. accambáte. s.f. accampato; sistemarsi in un
abièttà. agg. spregevole, che è degno di accampamento: “finalmènde ce sime
disprezzo, ignobile, vile. accambáte”.
abolle. antiq. antica veste militare o da accampamènde. s.m. accampamento,
viaggio. stanziamento di truppe sotto tenda: “ stanotte
abrencà. antiq. darsi da fare. dormine d’accampamènde”.
abripà. antiq. staccarsi dalla riva prendere accanì. v. pr. accanirsi, ostinato, tenace,
l’abbrivo. furioso: “ tu lè fenèsce ne tè accanì condre
acaffà. antiq. strappare di mano e portare via mariteme”.
con forza. accanisce. s.f. accanisce, infierire con
acagge. s.f. l’amante, chi è legata a un’altra ostinazione contro qualcuno: “ Ho..! Ma
persona da una relazione amorosa. quanne s’accanisce nu smuve de nisciúna
acalà. v. calare, far muovere lentamente manère.
dall’alto verso il basso; abbassare: “ ‘a vuje accanúte. part.pass. accanito, ostinato, tenace,
capì chè tè calà púre tu...”. furioso: “ ma vide a quille cume sé accanúte
acarúle. s.m. agoraio; astuccio per gli aghi, “ condre Marittille”.
pigghije l’acarùle chè hagghià cóse ‘a
vennèlle” agoraio.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
accanzà. antiq. mettere da parte, recuperare, accarrannanze. v. travolgere, spingendo tutto
riacquistare nel possesso e nell’uscio che era violentemente avanti: “ si l’hagghije
nostro o che ci era stato tolto. ‘ngramme a Senèlle me l’hagghià
accapannáte. s.f. cielo nuvoloso: “ ‘u cile accarrannanze”.
s’èccapannáte adda chióve”. accartucce. s.f. accartoccia; piegare:
accaparrà. v. accaparrare, fissare un acquisto “accartucce ‘i varóle Miolle”
dando o ricevendo caparra: “ chè dice accartuccià. v. accartocciare; piegare a forma
Giuanne l’amma accaparrà ‘u funachètte se no di cartoccio: “ ‘i vuje accartuccià sti sicce”.
cia frèchene l’ate”. accartucciáte. part. pass. accartocciato,
accaparráte. s.f. assicurarsi la caparra: “ me piegato a forma di cartoccio: “ ‘u scondre è
l’hagghije accaparráte appartamènde”. státe forte, ‘i tomobbele se sò accartucciáte
accápe. avv. accapo o a capo; al principio di cumè na segarètte”.
una riga, della riga seguente. accasáte. s.f. sposato che ha messo su casa: “
accapellà. s.f. accapigliarsi, pigliarsi per i finalmènde sé accasáte ‘a zetellóne”.
capelli, accapellare. accascà. antiq. accadere, succedere.
accapetulà. antiq. accapitellare; mettere alle accascètte. s.f. mettersi dietro: “ uagliò
due teste del libro rilegato due corregiuoli che mittete a cascètte chè si ‘u luteme da
si chiamano capitelli. caraváne”.
accapezzà. s.f. mettere la cavezza al cavallo: accasciáte. part.pass. accasciato, stroncato;
accapezzare ridurre con il martello una pietra caduto: “Giuanne tutt’assime sé accasciáte
di forma regolare: non trovare la soluzione. ‘ndèrre e ne sé vezáte chiù”.
accapezzatóre. s.m. abigeo, ladro di accasijóne. s.f. occasione; caso favorevole od
bestiame: “ a Nenille l’anne arrestáte chè opportuno: “ ‘o mercáte hagghije truáte bbèlli
facève l’accapezzatóre”. robbe d’occasióne”.
accapèzze. s.f. trovare il bandolo della accatarrà. s.f. darsi da fare, preparare,
matassa; si dice anche: “ accapizze ”. predisporre: “ agghije accatarrà ‘i recchitèlle
accapì. v. capire, intendere, afferrare, se no ne s’asciughene a timpe.
comprendere con la mente. accatarráte. s.f. tenere il catarro: “ stáce
accapizze. s.m. trovare il bandolo della accatarráte ‘u vècchije”.
matassa; si dice anche: “ accapèzze”. accatevà. s.f. attirare la simpatia.
accapputtáte. v. rotolare; far girare più volte accattà. v. comprare, compro, compre,
su stesso una macchina: persona andata in acquistare una merce o simile, pagandone il
rovina: “ don Mimmì sé accapputtáte tutte a prezzo; “ hagghije accattáte nu chile de mèle”,
prupijetà”, indossare il cappotto. partorire; espellere il feto al termine della
accapuzzáte. s.f. colpire col capo, dare gravidanza: “ natè dúje jurne e Senèlle
testate: “L’hagghije pigghiáte accapuzzáte”. adda accattà”.
accareggià. antiq. illudersi, credere ciò che accattáme. v. compriamo: “accattáme dóje
non è. castagna”
accarezzà. v. accarezzare, carezzare; accattáte. v.tr. comprate.
accarezzo; sfiorare con carezze in segno accatte e vènne. s.f. incettatore; colui che
d’affetto: “ ‘u vúje accarezzà a stu criatúre compra e vende la merce usata, incetta di
assemmègghije chè ne tè figghije”. merce: “ quille Larduzze… accatte e vènne
accarezzáte. v. carezzare: “a mamme prime tutte cóse” .
de murì l’hagghije accarezzáte”. accatte. v. compri; acquisto in genere: “
accarnà. antiq. s.f. fare penetrare qualcosa accatte nu chile de mèle”.
nella carne. accattevà. s.f. attirare la simpatia: “ su vóle
accarrà. s.f. trasportare i covoni di grano col accattevà chi solde ‘o criature”.
carrettone: “ ‘u vulime accarà sóp’o carrettóne accatteváte. s.f. guadagnarsi la stima di una
stu gráne”. persona: “ se l’ha accatteváte bbèlle bbèlle”.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
accavallà. s.f. allestire molti covoni: “ pisciacchije a fatte l’accèrtamènde, e secondo
specciamece chè amma angóre accavallà tutte mè ‘a cása popoláre ne l’anne sta vóte”.
quillu gráne”. accertáte. s.m. accertato; l’accertare: “ ‘i fatte
accavalláte. s.f. gambe a cavalcioni; persona sò ruère pecchè m’agghije accertáte ije”.
armata: “ stateve attinde chè quilli accèrte. v. assicurare; appurare con certezza;
delinguènde vanne sèmbe accavalláte”. idea precisa: “ quanne váche m’accèrte ije”.
accavalle. v. cavalcare; montare un cavallo o accese. s.m. ucciso; chi è stato privato della
un altro animale; termine usato quando si vita: “ francocce è státe accese”.
porta una persona a cavalcioni sulle spalle: “ accetille. s.m. sedano piccolo; pianta coltivata
purteme a cavalle chè hagghije pigghiáte na come ortaggio con foglie aromatiche: “ e mise
storte ‘o pide”. l’accettile ‘ndo bróde”.
acce. s.m. sedano: “acce, chè bbèlle vine accètte. s.f. ascia, scure, utensile per abbattere
sacce, s’avutáje ‘u fenocchije jimicinne a alberi e lavorare il legname, costituito da una
cocchije a cocchije, respunnije ‘a pastenáche lama d’acciaio in cui è inserito un manico di
quilli dúje stanne ‘mbriáche, decije ‘u legno: “ pigghijene accètte chè agghià spaccà
rafanille, ije sò ‘u chiù puverille. ‘a lègne”.
accedeminde. s.m. ammazzamento; accettúte. antiq. zittito; fatto star zitto: “
uccisione. quille cume a viste ‘o padre sé accettúte”.
accedendále. s. f. accidentale; dovuto al caso, accèόme. s.f. persona bastonata, ferita,
alla sorte: “ ‘u scondre è státe accedendále”. insanguinata: “ a sciaminghe c’ianne fatte nu
accedetorije. s.f. uccisione; privazione della paliatóne a acceóme, l’anne rumaste murte
vita: “ mizze ‘a chiazzètte se sò sparáte e cè ‘ndèrre”.
státe n’accedetorije”. acchiandà. s.f. mettere radici, acchiantare,
accedirle. s.m. ammazzarlo; dare la morte in attecchire, allignare.
modo violento: “ e mène mále chè ruáte a acchiappà. v. acchiappare, acciuffare,
pulezzije se no a Giuanne ‘u putèvene púre afferrare, abbrancare, prendere.
accedirle”. acchiappe. v. prendere, afferrare, catturare: “
accègge. antiq. beccaccia: “che bbèlle si l’acchiappe ne sa passe lisce sta vóte”
accègge chè fatte”. acchiaráte. s.m. ubriaco; detto di chi si trova
acceláne. antiq. melanzana; pianta erbacea in condizioni di etilismo acuto: “ sé acchiaráte
delle tubiflorali di origine asiatica con grossi búne búne ‘u ‘ndelenò”.
frutti a bacca violacei o bianchi: “ogge facime acchià. antiq. vedere; percepire con gli occhi
a parmiggiáne che l’acceláne”, panno misto di la realtà concreta: “l’agghià acchijà a ‘ndo
lana e cotone: “ pigghije l’acceláne chè ‘u váce”.
cummegghiáme ‘o criatúre”. acchijále. s.m. occhiali: “Marì pigghije
accènde. s.m. accento; segno che si può acchijále a tattà, chè lègge quèlla carte de
trovare sulla vocale della sillaba tonica: “ qua maccarúne”.
ce vóle l’accènde se no éje sbagliáte a paróle”. acchijandà. v. acchiantare, crescere,
accènze. antiq. soldato soprannumerario; oltre barbicare; mettere radici: “ ‘a vigne
il numero stabilito. s’accummèzze acchijandà bóne”.
acceprèvete. s.m. arciprete; titolo di parroco o acchijandáte. v. attecchire, prendere vigore: “
canonico: padre Grègorije éje acceprèvete”. a barbatèlle sé acchijandáte” .
accerà. s.f. accigliarsi; corrugare le acchijangà. v. pestare la terra con i piedi: “ ‘a
sopracciglia per sdegno, ira, meditazione: “ tèrre volèsse acchijangáte tutta quande”.
mochè váche l’agghià accerrà accussì me acchijappà. v. acciuffare; afferrare chi cerca
capisce”. di fuggire: “ ‘i guardije ne sò riuscite
accerráte. s.f. guardare con sdegno: “ cume acchiappà… ‘o mariulle”..
l’agghià accerráte sé státe citte… ‘u scème”. acchijáte. antiq. vedere; percepire con gli
accèrtamènde. s.f. accertamento; l’accertare, occhi la realtà concreta.
assicurare, appurare con certezza: “ ‘u guardia

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
acchije. antiq. vedo; “ A ‘ndo stáce ije nu acciuccáte. agg. ubriaco; detto di chi si trova
acchije”. in condizioni di etilismo acuto: “ sé acciuccáte
acchijúne. avv. nientedimeno, addirittura. ‘u gagge”.
acciacatille. s.m. di chi non sta bene in salute: acciungà. v. stare fermo come un paralitico,
“ papanonne stáce nu póche acciaccatille”. si dice anche: “acciuncà”
acciaccà. v. calpestare; schiacciare forte e acciungáte. v. azzoppato; fermo come un
ripetutamente coi piedi, pestare, schiacciare, paralizzato, si dice anche: “acciuncáte”.
si dice anche: “ ciaccà”. acciunghete. s.m. Stai seduto.
acciaccáte. part. pass. schiacciato; che ha acciunne. s.m. uomo affemminato.
perduto la forma originaria in seguito a forte accivanzà. antiq. risparmiare mettere in
compressione: “l’úve lè acciaccáte tutta serbo.
quande”. acclise. s.m. eclisse; temporanea invisibilità di
acciaccavecille. s.m. chi ha i piedi piatti; un astro per interposizione di un altro.
allodole prese con le tagliole o pestati dai accocchije. avv. insieme; in reciproca
terrazzani di notte. compagnia o unione; o quando si dice una
acciaffà. v. acciuffare, afferrare; prendere e parola fuori posto: “ mo chè c’iaccocchije stu
tenere stretto con forza: “te convine chè fatte..? ”.
l’acciaffe sti solde se no ‘i pirde”. accogghije. v. raccogliere, prendere, levare,
acciaffarene. si azzuffarono, fecero lite. sollevare da terra: “dumáne amma jì
acciaffáte. v. acciuffare; afferrare chi cerca di accogghije ‘i fafe”.
fuggire. accojatà. v. calmare; ridurre alla calma,
acciaffe. v. prendere qualcosa: “ T’agghije acchetare, chetarsi.
ditte acciaffe e camine”. accolle. s.m. rialzo, pezzo di cuoio che serve
acciaffele. s.m. prendilo, fermare una persona per ingrossare la tomaia delle scarpe.
in corsa. accomede. s.f. sistemazione, ordinamento;
acciále. antiq. acciaio: “ St’acciále éje tuste ne lavori di pulizie in genere: “ ha fatte cèrti
se búche”. accomede ‘nda cáse che ne se canosce chiù”.
acciammattà. v. lavorare svogliatamente e acconde de putèje. s.m. uomo di bottega.
male. acconde. v. raccontare, riferire: “ acconde…
acciammattόne. s.m. incompetente, acconde cumè júte ‘u fatte”.
confusionario nel lavoro. acconge. v. aggiusta, aggiustare; rimettere in
acciarine. s.m. acciarino, piccolo strumento funzione, in ordine, in regola; ornamento per
d’acciaio col quale, battendo la pietra focaia, la testa, velo della sposa: “ chè bbèlla acconge
si producono scintille per accendere l’esca. chè tenève ‘a spóse”..
acciavattá. s.f. far le cose senza prestare accorde. s.m. accordo; unione armonica di
attenzione. sentimenti, opinioni: “ se sò mise d’accorde
acciavattáte. s.f. cosa fatta male: “ lè tutte e dúje ‘i crestiáne”.
acciavattáte ‘i lastre”. accorge. v. vedere, rendersi conto a un tratto
accide. v. uccidere, ammazzare, assassinare; di qualcuno: “ vattine da qua… angóre se
far morire, privare della vita. n’accorge mamme e m’accide”.
accio. s.m. sedano, si dice anche “ acce”. accorsáte. antiq. negozio accreditato e molto
accise. part. pass. ucciso; chi è stato privato frequentato; anche “ accursáte”.
della vita: “ a Menille l’hanne accise ‘i accosissije. s.f. così sia.
carabenire”. accredendà. antiq. fidanzarsi ufficialmente:
accisma. antiq. tagliare, dividere, separare; “sè accredendáte ‘a uaglióne”.
fendere un corpo usando una lama affilata o accredendà. s.f. fidanzarsi ufficialmente.
altro strumento tagliente. accredendáte. antiq. si è fidanzato
accitte. v. accettare; ricevere di buon grado ufficialmente.
ciò che viene offerto. accredènze. s.m. credito; somma di danaro
acciuccá. antiq. v. ubriacare; rendere ubriaco. alla quale si ha diritto.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
accrejanzáte. part. pass. garbato che ha acculláte. s.f. accollarsi le proprie
garbo, gentilezza, cortesia, educato, avere responsabilità.
creanza. accullì. avv. in quel modo.
accrezijóne. s.m. richiamo verbale. acculmáte. v. colmare; riempire un recipiente
accrumite. antiq. sanghe raggrumato: “ te fino all’orlo, colmare una misura: “ tatà ‘a
convine jì ‘o spudále chè ‘u sanghe sé tammiggiáne l’hagghije acculmáte”.
accrumite”. acculmatúre. s.f. colmatura, parte di
accucce. s. m. ordine al cane di stare seduto a contenuto che supera l’orlo di un recipiente
terra. colmo; aggiunta di vino alle botti per
accucchià. v. unire, accoppiare, congiungere, integrarne la perdita avvenuta durante la
mettere insieme, accostare o mescolare due o fermentazione.
più cose o parti tra loro, così che diventino acculme. agg. colmo, pieno, rabboccante.
una cosa sola. accumandige. antiq. patto con cui un comune
accucchijáte. pt. agg. accoppiato, unito, o un signore si poneva sotto la protezione di
appiccicato riferito a due persone della stessa un altro.
natura, che agiscono all’unisono. accumbagnà. v. accompagnare, andare
accucchije. v. unire; congiungere, accostare o insieme, seguire un corteo: “ hagghije fatte
mescolare due o più cose o parti tra loro. tarde pecchè hagghije júte accumpagná nu
accuccià. v. accucciarsi; rincantucciarsi dei murte”.
cani dentro la cuccia. accumbagnaminde. s.m. accompagnamento;
accucciáte. part. pass. accucciato: “ E viste chi esegue un accompagnamento.
cume sé accucciáte ‘u cáne”. accumbagnáte. v. accompagnare; andare
accuccularse. s.f. porsi a sedere sui calcagni. insieme con qualcuno per fargli compagnia: “
accucculáte. v. accovacciato, piegato su se ‘ndo nutáje m’accumbagnáte Sasunde”.
stesso, rannicchiarsi, acquattarsi: “ quanne sò accumbagnatóre. s.m. accompagnatore; chi
rièntráte ‘a cása, ‘e criatúre l’hagghije truáte accompagna.
accucculáte che jucavene”. accumegghià. v. coprire, mettere una cosa
accuculúne. s.m. seduto sulle calcagna. sopra o attorno a un’altra per proteggere,
accugghije. v. raccogliere, raccogli, prendere, nascondere, chiudere.
levare, raccogliere da terra: “ accugghije ‘i accumegghijáte. part.pass. coperto, chiuso,
pesille chè ci jame a vènna mizza a riparato, protetto: “ ‘a robbe accumegghiáte
chiazzètte”. na cáche ‘a mosche”.
accugliènze. s.f. accoglienza; atto e modo di accumenzà. v. iniziare, incominciare,
accogliere: “ pecchè mavèssa macchià intraprendere, avviare: “ mè... dimme quanne
l’aneme a mè m’hanne fatte na bbèlla vuje accumezà a fategà..?”.
accugliènze”. accummètte. v. commettere, congiungere duo
accujatà. v. fare inquietare, zittire un o più cose, incastrarle insieme.
bambino. accummizze. v. incominciare, imprendere a
accujetáte. v. acchetare, acquietare, quando fare, dire, pensare: “ uagliò me sa chè
un neonato non piange più: “ mène mále chè accummize búne ne jáme daccorde accussì”.
sé accujetáte ‘u criatúre senò avèsseme fatte accumumaggine. s.m. accomunamento, l’atto
nata nuttáte”. anche: “accujitáte” e l’affetto dell’accumunare.
accujità. v. acquietare, calmare, si dice anche: accumumaggiόne. s.m. accomunamento,
“accujetá”. mettere in comune, far comune, l’atto e
acculále. antiq. rialzo che viene messo nelle l’affetto dell’accomunare.
scarpe. accuncià ‘i piatte. v. acconciare, aggiustare,
acculavinte. s.f. camminare col vento a riparare; riparare i piatti col filo di ferro e
favore: “ Lunarde tante è ruáte prime ck’a rifinirli col gesso.
besclètte chè pedaláve acculavinte”. accuncià ‘u stomeche. v. mangiare,
rifocillare, ristorare lo stomaco: “ mè... mo

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
m’agghije accunciáte ‘u stomeche putime accurataggene. antiq. avv. accoratamente,
fategà”. con grande tristezza.
accundà. v. raccontare, riferire parole o accurazijόne. s.m. accertamento,
avvenimenti, specialmente a voce. constatazione, verifica.
accundamènde. s.f. notizia, cognizione, accurcèvele. s.m. persona gentile che si
conoscenza, informazione. presta.
accundandà. v. accontentare, contentare, accurcià. v. accorciare, diminuire di
soddisfare, appagare. lunghezza, abbreviare.
accundassènde. s.f. vedere per filo e per accurciatόre. s.f. scorciatoia, strada
segno come sono andati i fatti. secondaria con un percorso più breve rispetto
accunde de putèje. s.m. racconti di bottega. alla strada principale: “ hagghije pigghiáte
accunde. s.m. acconto del salario; accurciatóre paruà prime”.
anticipazione di parte di una prestazione accurdà. v. accordare, mettere d’accordo, in
in denaro: “ m’agghije fatte avè l’accùnde do armonia; dare il giusto tono a uno strumento
fittuarije. musicale. “ ‘a vuje accurdà sta chitarre..?”.
accunde. s.m. racconto; esposizione, accurdaminde. s.f. conciliazione,
narrazione ciò che è raccontato: “accùnde a raggiungimento di un accordo, pacificazione.
mè, chè po ciu diche ije cume vanne ‘i fatte”. accurdanze. s.m. consenso, consentimento,
accundendà. v. accontentare, contentare, approvazione al compimento di un atto,
soddisfare, appagare. assenso, benestare.
accundinde. s.m. accontenta: “Mène accurdáte. v. anche agg. accordato; che ha
accundinde ‘o criatúre”. avuto la giusta intonazione Concordato.
accunfà. antiq. convenire, confarsi, essere accurdèje. s.m. accordo; essere, trovarsi,
adatto, addirsi, convenire. andare d'accordo con qlcu. pensare e
accunge. v. aggiusta, ripara, rimettere in sentire in modo conforme.
funzione: “ Accunge quilli quatte fiche ‘ndo accurdèvele. s.f. accordevole, accordabile.
panáre”. accurgirse. v. pr. accorgersi, vedere, rendersi
accungià. v. acconciare, preparare, disporre in conto a un tratto di qualcuno o qualcosa che
modo conveniente. prima non si era osservato o che si ignorava.
accungiáme. v. aggiusta, aggiustare; accursáte. s.m. negozio con molta clientela.
rimettere in funzione. Aggiustare i conti, accurtà. v. accorciare, diminuire di
pareggiarli. lunghezza.
accungiaminde. v. aggiusta: “chè sò tutte accurtatóre. s.f. accorciatola: “pigghije
st’accungiaminde, tu me lè dà de deritte”. accurtatóre paruà ‘a massarije”.
accungiáte. v. aggiustare, sistemate tutto: “ accurte. v. accorgersi, notare, vedere rendersi
l’hagghije accungiáte ‘i cascetèlle da frutte”. conto a un tratto di qualcuno che prima non si
accunte. antiq. bottegaio, chi gestisce una era osservato o che si ignorava: “ ne te ne si
bottega, specialmente di generi alimentari, accurte chè quille ha rubbáte ‘a ndenagghije”.
negoziante. accusà. v. accusare, accuso, incolpare,
accupelóne. agg. pieno, colmo; che contiene ritenere colpevole.
tutta la quantità di cui è capace, traboccante: “ accusatόre. s.m. colui che accusa, chi
‘u piatte di maccarúne fammille accupelóne”. denuncia o sostiene un’accusa.
accuppà. v. accoppare; uccidere in modo accussì e accullì. avv. in questo e in quel
brutale; mettere nel coppo. modo; caratteristica variabile dell’essere,
accuppáte. v.tr. accoppato; ucciso in modo dell’operatore, del sentire.
brutale, rimanere ucciso, accoppato; liquido o accussì. avv. così, in questo modo, così è.
altro che emerge dal contenitore. accustà. v. accostare, avvicinare, porre
accuppelóne. agg. pieno, colmo, stracolmo: “ accanto, accostare una persona, avvicinarla.
‘u panáre di melèlle ce l’hagghije fatte accuste. s.m. al fianco, avvicinare, vicino, al
accuppelóne”. lato: “ mittete accuste a mè”.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
accustumanze. s.f. accostumare; nei materassi: “ pigghije l’áche sagurále
comportamento abituale di una persona, chè chesime ‘u matarazze”.
abituare, assuefare. ache. s.m. ago, si dice anche: “ághe”.
accutte. part.pass. agg. raccolto, preso da achiude. v. chiudere; far combaciare due
terra, radunato, riunito, ripiegato: “ l’agghije o più parti divise di qlco. chiudere la
accute ‘i fasule”. porta, l'ombrello, il libro, la bocca.
accuvaccià. v. accovacciarsi, rannicchiarsi, acise. antiq. lacerato, ridurre in brandelli.
acquattarsi. aciúnne. s.f. vulva della donna: “si rire
accuváte. s.f. persona abbassata. ‘mbaccia a st’aciunne…”.
accuvete. s.m. accolto, ricevuto. acizze. agg. acido, inacidito: “ ‘u vine se né
acecheline. s.f. camminare senza vedere. júte d’acizze…”.
acede. agg. astioso: che è pieno di astio, aclisse. s.f. eclisse.
maligno; sapore aspro; composto che, aco. antiq. s.m. ago; piccolo strumento di
disciolto in acqua, libera ioni di idrogeno, acciaio a forma di barretta appuntita, con un
sostituibili nella molecola da metalli che si foro ovale a un'estremità, in cui si inserisce il
trasformano in sali: “ e cumèje acede quillu filo per cucire. Strumento di forma allungata,
crestiáne”. sottile e aguzza, variamente usato | Ago da
acedetà. s.f. acidità, asprezza, acredine, calza, lungo e sottile, cilindrico, usato per
malignità; acidità di stomaco, eccessiva lavori a maglia | Ago torto, uncinetto | Ago da
formazione di acidi nello stomaco e siringa, per iniezioni, internamente cavo | Ago
conseguente senso di bruciore; caratteristica della stadera, della bilancia, asticciola
di ciò che è acido: “ ogge tènghe n’acedetà de metallica atta a mostrare la posizione di
stomeche”. equilibrio.
acene. s.m. acino, chicco, piccola formazione acqua triacále. varie sostanze dolci e
sferica internamente cava. aromatiche allungate nell’acqua e spacciate
acenèlle. s.f. acini piccoli, chicchi: “ minece per medicinali.
dóje acenèlle e galline”. acquaciúnne. s.m. vino bianco allungato
acèrbe. agg. acerbo, che non è cresciuto o nell’acqua, sostanza liquida non condensata o
sviluppato sufficientemente: “ mamme… e fatta bene come: liquore, caffè ecc…
cumèje acèrbe stu prúme”, aspro; molto acquaghià. antiq. condensare, fare denso,
giovane immaturo. concentrare.
acete. s.m. aceto, liquido prodotto dalla acquaghijà. condensare, fare denso.
fermentazione acetica di vini e di altri liquidi acquaquagghià. v. riuscire, rendere concreto,
alcolici, usato come condimento: “ mitte acete concretare: “ ogge ne me rièsce
‘nda ‘nzaláte a mamme”. acquaquagghià”.
acetelene. s.m. acetilene; idrocarburo acquaquagghijáte. part.pass. concluso
gassoso, incolore, ottenuto facendo reagire dimostrato: “nagghije acquaquagghijáte
carburo di calcio con acqua; impiegato per la ninde”.
fiamma ossiacetilenica, per illuminazione e acquáre. s.f. brina; rugiada condensata e
nella produzione di solventi e materie cristallizzata che si forma d’inverno su oggetti
plastiche. con temperatura inferiore a zero gradi.
acetire. s.f. contenitore d’aceto: “ pigghije acquarèlle. s.f. acquerella.
acetire ‘ndo buffè”. acquaricce. s.f. rugiada.
acetose. s.f. acetosella, pianta erbacea dei acquarúle. s.m. acquaiolo; portatore d’acqua
gerani ali; solvente usato per togliere le a domicilio a pagamento, trasportava acqua
macchie di ruggine o di inchiostro. nelle case con una botte grande posta sopra il:
ache ‘i matarazze. s.m. ago per infilare la “carruzze” che era chiamata: “carráte” dalla
fettuccia nei materassi. quale si riempivano le botti più piccole che
ache sagurále. s.m. ago grande per cucire i erano chiamate: “mandègne da lt. 25” che a
sacchi con lo spago e per infilare la fettuccia sua volta erano svuotate in recipienti di

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terracotta poste nelle case a pianterreno che adamasse. antiq. diamante, calamita.
erano chiamate: “saróle da lt. 49/50 adáme. s.m. Adamo; nelle religioni ebraica e
addummanne all’acquarúle sì l’acque éje cristiana, nome del primo uomo, creato da Dio
frèscke”. e capostipite del genere umano.
acquasále. s.f. pane bagnato nell’acqua, adastejà. antiq. adastiare, invidiare.
condito con pomodori, olio, sale, aglio e adatte. v. adattarsi in tutti i modi: “ mo chè
origano: “èmà... famme na pezzáte váce a Meláne s’adatte púre Vittorie”,.
d’acquasále chè tènga fáme”. adda. avv. deve: “ Line adda jì a cása”.
acquasande. s.f. urina del neonato. addaccià. v. sminuzzare alimenti, tagliare con
acquasandère. s.f. pila d’acquasanta nelle la mezzaluna.
chiese. addaccialarde. s.m. tagliere; asse di cucina di
acquasante. s.f. acqua benedetta. legno duro variamente sagomato, sul quale si
acquasmacchiante. s.f. candeggina: “ ‘i trincia la carne, si affetta il salame, si trincia il
panne l’è riscarà che nu póche de sapóne e pesto ecc....
acquasmacchiande”. addacquà. v. annaffiare; aspergere di acqua
acquatruvele. s.f. acqua e crusca del grano, con un getto a pioggia.
era somministrata ai cavalli: “acqua truvele addanajáte. agg. danaroso; che ha molto
‘ngrassa cavalle”. denaro, facoltoso, ricco.
acquavete. antiq. liquore fatto in casa; con addantà. antiq. s.f. pelle di daino.
alcool, zucchero, acqua e bucce di limone; addaquáte. s.m. annacquato: “ mo l’hagghije
liquore natalizio. adaquáte l’urte”.
acquazzóne. s.f. acquazzone: “ madonne e addaquatóre. s.m. innaffiatoio per piante.
chè acquazzóne chè mène”. addatte. s.f. accostarsi il più possibile a una
acque ‘e spalle. s.f. pleura: persona malata di cosa.
pleurite: “ Geruzze tène l’acque ‘e spalle”. addavère. antiq. avv. davvero, in verità,
acque de colonije. s.f. acqua profumata. affettivamente.
acque e chiocchijere. s.m. vino annacquato: addebelisce. v. indebolire, privare in tutto o
“stu vine éje n’acque e chiocchijere, purtacille in parte della forza, rendere debole: “ a vuje
arrète”. capì chè l’acque addebbelisce ‘i rine”.
acque triacále. s.f. varie sostanze dolci e addebelúte. s.m. indebolire; privare in tutto o
aromatiche allungate nell’acqua e spacciate in parte della forza, rendere debole.
per medicinali. addecematόre. s.m. la persona dedicata
acque. s.f. acqua, il 25 aprile del 1925, all’operazione dell’decimare, cioè a registrare
l’acqua di Caposele- Acquedotto Pugliese, i beni sui libri del Comune per imporvi la
zampillò a Foggia e in Puglia. “decima” parte delle rendite, dovute alla
acquedadóre. antiq. s.m. profumo liquido. chiesa in forma di imposta.
acquedecolonije. s.f. acqua profumata. addecrejà. v. godere, essere profondamente
acquètte. s.f. acquetta, piccola pioggia. felice, divagarsi, gioire, compiacersi,
acquicce. s.f. acquolina in bocca. rallegrarsi.
acre. agg. aspro; che ha sapore aspro e addecrijáte. s.f. godere: essere
irritante per la gola, caratteristico della frutta profondamente felice.
acerba: “ madonne e cumèje agre stu addecrije. s.m. divertimento, ciò che diverte,
purtagalle”. svago, passatempo.
acullì. avv. in quel modo. addefreddà. v. raffreddare, fare diventare
adaccià. s.f. tagliare con la mezza luna il freddo o più freddo: “ falle prime addefreddà
lardo. ‘i patáne e po ti magne”.
adacquáte. s.m. innacquato. addefresckà. v. rinfrescare, rendere fresco di
adacquatóre. s.m. innaffiatoio per piante. nuovo.
adajì. avv. deve andare: “ Nenille mo adajì a addefresckarse. s.m. rinfrescarsi.
fategà”. addefrisckáte. s.f. rinfrescata.

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addefriscke. s.m. indica qualcosa andato addorme. v. addormentare, far dormire,
storto; una fregatura, un danno. indurre al sonno, dorme, dormo: “ aspitte chè
addegerì. v. digerire, trasformare i cibi nate poche s’addorme ‘u creature”.
ingeriti in elementi assimilabili: “mò… addrète. avv. indietro; nella direzione di ciò
hagghije addegerì”. che è alle spalle.
addemurà. v. ritardare, indugiare a giungere. addrezzà. v. drizzare, raddrizzare.
addemúre. s.m. ritardo, superamento del addrezzáte. s.m. drizzato far tornare dritto
termine stabilito o opportuno: “ cumèje chè qualcosa che è storto.
fradete addemúre a venì, mo se ‘ngulastre addrizzaminte. s.m. strumento di ferro con
tutte cóse” cui i falegnami torciono i denti delle seghe.
addendáte. s.f. tentare di fare del male a addrizze. v. drizzare, far tornare diritto
persone: “ ne magghije fatte a fa l’hagghije qualcosa che è storto: “ addrizze quilli
addendáte a quilli mostre de crestiáne”. spalle chè mo te sturce tutta quande”.
adderbà. s.f. aderbare, cibarsi dell’erba dei addubbà. v. addobbare, ornare parare a festa,
campi pascere. addobbo.
addermúte. agg. addormentato, che ha preso addubbáte. s.m. anestetizzato; sottoporre ad
sonno: “ po tuttassime m’agghije addermúte”. anestesia.
addestrá. v.tr. addestrare, rendere destro, addubbià. v. anestetizzare, sottoporre ad
abile. anestesia.
addestráte. s.m. addestrato. addubbièje. s.f. anestesia, abolizione della
addevendà. v. diventare, acquistare sensibilità dolorifica.
caratteristiche, stato o condizioni nuove o adducchià. v. scorgere, riuscire a vedere,
diverse dalle precedenti. discernere, riconoscere.
addezijóne. s.f. addizione,una delle adducchiáte. v. intravedere; vedere in modo
operazioni fondamentali dell’aritmetica, che incerto e confuso, scorgere. “ sì… mo
permette di calcolare la somma di due o più l’haggije adducchiáte bune”.
numeri, sommare, aggiungere, unire. addulcà. antiq. v.tr. addolcire, rendere dolce.
addeziunà. v. aggiungere, eseguire addulcete. s.m. addolcito.
un’addizione. adduluráte. s.f. Addolorata; la Madonna,
addicchije. antiq. poco poco, in piccola come madre partecipe dei dolori della
misura, scarsamente. passione di Gesù, a Foggia vi sono due
addije. inter. addio, si usa come saluto Madonne Addolorata: la prima sta nella
affettuoso o confidenziale. chiesa di San Giovanni Battista, ed è la
addo éje. avv. dove, dove si trova, in quale Madonna che lacrimò nel 1837 quando
luogo. Foggia fu devastata da un’epidemia di colera,
addò váje. v. andare, dove vai. frenata dal prodigio delle lacrime della statua
addò. avv. dove, in quale luogo: “ addo váje della Madonna Addolorata. La seconda si
sènza ‘mbrèlle ‘u vide chè chióve”. trova nella chiesa dell’Addolorata ed è la
addobbije. agg. anestetico, anestesia: “ a Madonna dei sette dolori della via matris: Nel
Ciomèje cianne fatte addobbije totále”. corso dell’anno liturgico è vestita con abiti
addóne. v. accorgersi, vedere, rendersi conto diversi nel colore e nella foggia. Il colore nero
a un tratto di qualcuno. “ attinte chè si padete è riservato al periodo quaresimale ed ha il
se n’addóne te frèche de taccaráte”. significato del lutto per la morte di suo figlio.
addoppije. agg. doppio, che è due volte Da Pasqua a Settembre veste di azzurro per
maggiore, relativamente ad altra cosa analoga. significare la resurrezione del figlio e il
addóre. s.m. odore, sensazione provocata dal trionfo dei sette dolori. Infine da Settembre
contatto di molecole di sostanze volatili con fino a Natale veste all’ebraica, con la veste
l’organo dell’olfatto: “ Felice ‘nda quillu rossa e il manto azzurro come una giovane
furne se sendève n’addóre de pastarèlle”, mamma in attesa della nascita del figlio.
fragranza.

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addulzà. antiq. rendere meno amaro una adestà. antiq. v. affrettare; aumentare la
bevanda, si può dire anche: “addulcà”. velocità, il movimento, incitare.
addumannà. v. domandare, chiedere per adiutorije. antiq. aiuto, opera prestata in
sapere: “ tu quanne váje a fategà e addumannà favore di chi si trova in stato di pericolo o di
quande te dáce ‘a settemáne”. bisogno.
addumannáte. part.pass. chiesto, domandato, aducchià. v. adocchiare; fissare con gli occhi,
preteso. guardare con compiacenza o desiderio.
addumanne. s.f. domanda; il domandare. adunà. v. adunare, raccogliere mettere
addumerà. v. ritardare; indugiare a giungere; insieme, radunare.
si dice anche: “addumurà”. adunáte. s.f. adunata riunione ordinaria dei
addunà. s.f. accorgersi, vedere, rendersi militari.
conto a un tratto di qualcuno che prima non si adundóse. agg. ingiurioso che reca ingiuria,
era osservato o che s’ignorava. offensivo.
addunanne. accorgendo. adurezzà. s.f. odorizzare avereodore delle
addunarse. v. accorgersi; vedere rendersi piante.
conto. afascenègne. antiq. un carico stracolmo.
addunáte. v. anche agg. accorto; avveduto. affabele. agg. affabile; che parla e ascolta o si
Cauto, oculato. Raccolto, preso da terra. comporta in modo amabile e cordiale, che fa
addune. v. accorgersi; vedere, rendersi conto bene al cuore, affabile.
a un tratto di qlco. che prima non si era affabète. agg. analfabeta, chi non sa leggere e
osservato o che s’ignorava: accorgersi. scrivere.
Avvedersi. affaccenarse. antiq. s.f. darsi un gran da fare.
addurà. v. fiutare; aspirare col naso per affaccennáte. part. pass. affaccendato; che ha
percepire odori, odorare. molto da fare.
addurarse. s.m. odorarsi. affaccià. v. affacciare, mostrare far vedere
addure. s.m. odora, odore, esalazione specialmente da una finestra o da una porta.
particolare: di gas, di muffa, di profumo. affacciarse a mále appène. s.m. far capolino,
addurènde. agg. odoroso, che esala gradevole sporgere il capo da un riparo cautamente,
odore. furtivamente.
addurine. s.m. boccetta di profumo. affacciarse. v. affacciare, affacciarsi;
addurmete. part.pass. addormentato; che ha mostrare, far vedere, specialmente da una
preso sonno. finestra o una porta.
addurmúte. s.m. addormentato, assopito. affacciáte. s.f. affacciata, mostrare, far
addurúse. agg. odoroso, profumato, intriso di vedere, specialmente da una finestra o da una
profumo. porta.
adduvenà. v. indovinare, conoscere e affacciatóre. s.m. davanzale, soglia della
dichiarare il futuro o l’ignoto per ispirazione. finestra su cui posano gli stipiti.
adduvènáte. part.pass. indovinato, affaluppà. s.f. prendere, mangiare tutto.
azzeccato, ben riuscito. affamáte. part.pass. affamato, chi ha fame,
adduvine ca sò cepolle. mdd. modi di dire; avido, bramoso.
per cose fatte da niente senza valore. affamelijáte. s.m. imparentato, far diventare
adejúne. s.m. digiuno, astensione dal cibo, parente.
intenzionale o per necessità. affamijáte. antiq. part.pass. affamato, persona
adèle. s.f. Adele. che patisce la fame.
adèline. s.f. diminutivo di Adele. affanne. s.m. affanno, difficoltà e irregolarità
aderbà. s.f. aderbare, cibarsi dell’erba dei di respiro.
campi, pascere. affannáte. s.f. persona con molto affanno che
adesperà. v. inasprire, rendere più aspro, più soffre di asma.
doloroso o crudele. affanúte. s.m. persona con affanno.

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affaráte. agg. indaffarato, affaccendato, che affettà. v. affittare; dare in fitto, prendere in
ha è si da molto da fare. fitto.
affáre. s.m. affare, operazione commerciale o affezziunáte. part.pass. affezionato, chi prova
finanziaria condotta a scopo di lucro. affezione.
affarzanúte. agg. gagliardo; robusto, affianghe. avv. accanto, vicino, al lato, di
vigoroso. fianco.
affascenègne. s.f. carico stracolmo. affiatà. v. affiatare, più persone che vanno
affatà. antiq. v. affascinare, attrarre col d’accordo.
proprio fascino, sedurre, ammaliare. affiatáte. s.m. mettere d’accordo, in accordo.
affatáte. antiq. s.m. fortunato, favorito dalla affiáte. antiq. s.m. affittuario; chi ha preso
sorte. qualcosa in affitto.
affavugnáte. s.f. prodotti dell’orto inariditi affigurà. antiq. v.tr. imitare; adeguare la
dal favonio, si può dire anche: “ affavugnáte”. propria personalità o il proprio.
affazzanúte. s.m. persona robusta. comportamento a un determinato modello,
affebbiá. v. rifilare a qualcuno un oggetto di paragonare.
poco valore. affisse. antiq. manifesto da affiggere ai
affebbiáte. s.f. dare qualcosa di poco valore. cantoni delle strade.
affeddà. antiq. diventare freddo. affittatόre. s.m. locatario; chi riceve una cosa
affedabele. agg. affidabile; detto di persona o in locazione.
cosa in cui si può riporre fiducia. affitte. s.m. fitto, affitto di casa.
affedarse. s.m. affidarsi. affleggènne. s.m. affliggendo.
affedà. v. affidare; consegnare alla cura, alla affligge. v. affliggere; deprimere con dolore
custodia. morale e fisico.
affedáte. s.m. affidato. afflitte. part.pass. afflitto, addolorato,
affegurà. antiq. imitare paragonare. tormentato.
affejáte. antiq. affittuario. afflusionáte. s.f. infiammata.
affelà. v. affilare; rendere tagliente una lama o affóche. part.pass. soffocato; impedito nella
un utensile. respirazione: “ mo s’affoche qiullu mostre”.
affelarà. s.f. mettere in fila. affóra affóre. s.m. a dritto a dritto: “ ‘u
affelaráte. s.f. messo in fila. criature a chiagnúte, l’ha fatte affóre affóre
affeláte. part.pass. affilato, reso tagliente. tutte a nuttáte”.
affelatrice. s.f. macchina munita di una o più affraccà. v. pestare; sottoporre alla pressione
mole per affilare utensili. del piede, acciaccare.
affelatúre. s.m. operazione dell’affilare; affrangáte. s.f. libero da impegni.
pietra con cui si fa il filo alle lame. affratelláte. s.m. rispettarsi come fratelli.
affelatόre. s.m. affilatore, chi affilano gli affreddà. s.f. raffreddare, diventare freddo.
utensili. affrède. s.m. Alfredo.
affemenáte. v. agg. anche s.m. affredúcce. vezz. vezzeggiativo di Alfredo.
effeminato o effeminato; che ha affrelà. agg. fragile; che si rompe facilmente,
atteggiamenti di tipo femminile. debole.
Infiacchito, rammollito. affrengià. v. fiaccare, spossare, togliere forza,
vigore, energia.
afferà. v. afferrare, prendere e tenere
affrundáte. v. affondare; andare incontro con
stretto con forza. audacia e risolutezza.
affèrme affèrme. s.m. dare un forte schiaffo. affucà. v. soffocare; impedire di respirare.
affèrme. agg. forte; dotato di vigore e affugà. v. affogare; far morire qualcuno
resistenza, in senso fisico e morale. immergendolo in acqua, o altro liquido,
affetendì. v. impuzzolentire, far diventare annegare.
puzzolente. affugáte. part.pass. affogato, annegato.
affuglià. s.f. procurare le foglie al bestiame.

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affullà. v. affollare; riempire di gente un aggarbáte. agg. garbato; che ha garbo,
luogo. gentilezza, cortesia: “ cumèje aggarbáte quillu
affulláte. s.f. riempito di gente. figghije mije”.
affumáte. agg. opaco; che non lascia passare aggechemènde. antiq. v. avvilimento,
la luce. accasciamento.
affumecáte. part.pass. affumicato, annerito aggemendà. v. insultare; rivolgere offesa
dal fumo. grave a qualcuno, ingiuriare: “ ‘a vite fenúte
affunà. s.f. legare con le funi. d’aggemenda ‘a gènde galiotte, dèlinguènde”.
affunnà. v. sprofondare; precipitare nel aggetà. v. agitare; muovere qua e là, scuotere
profondo, affondare. con forza.
affunne. s.m. a fondo, in basso. aggevulà. v. agevolare; rendere agevole,
affussà. v. affossare; provvedere di fosso un facilitare, aiutare, favorire.
terreno coltivato, incavare, sotterrare. agghialà. s.m. seduto; lo stare seduto,
affutà. s.f. mettere in fuga affutare. comodo.
affuzijúnáte. part.pass. agg. affezionato; che agghiaráte. agg. ubriaco, briaco.
prova affezione. agghiástà. v. devo stare: “ hagghijà stà qua!”.
aflegènne. v. affliggere, deprimere con dolore agghijà. v. devo: “ agghià vedè ‘ndò ruà”.
morale o fisico: “ ne m’affleggènne ‘u córe agghijandà. v. agghiacciare; ridurre in
Turille”. giacchio; ferire con il coltello.
afrecáne. agg. s.m. africano; dell’Africa. agghijazzà. v. giacere, mettersi a giacere,
afrecánèlle. s.m. uomo di carnagione scura. situato.
agabbetà. v. abitare; avere come dimora. agghije. v. ho.
agagge. agg. part.pres. amante; chi è legato a agghijetille. s.m. ragazzo indolente; aglio
un’altra persona da una relazione amorosa. tenero.
agangà. v. masticare con difficoltà. aggire. v. girare; muovere in giro un oggetto
agangáte. s.m. addentato, stretto con i denti. facendolo girare su sé stesso, in torno.
agarúle. s.m. agoraio, piccolo astuccio dove aggiustà. v. aggiustare; rimettere in funzione,
si tengono gli aghi. in ordine, in regola, sistemare.
agatèlle. s.m. arcolaio, strumento costituito di aggiuvà. v. appagare; rendere pago,
bacchetta di legno, intorno a cui si colloca una soddisfare: “ stu magnà me lè fa aggiuvà o
matassa e che, girando su un perno, no!”.
permette di dipanarla. aggradi. v. gradire; accogliere di buon grado,
agavezà. v. alzare; “ Ciccille… te vuje ricevere con piacere.
agavezà chè jì a fategà”. aggrancà. v. rattrappire; produrre un lieve
agaveze. v. alza: “ agaveze ‘a cápe da sóp’a irrigidimento delle membra in modo da
sègge Lunarde!. rendere faticoso o difficile il movimento.
agetà. v. agitare; muovere qua e là: “ m’ha aggrappà. v. reggersi, fissare al muro con una
fatte agetà tutta quande”. grappa.
agetáte. agg. agitato; mosso fortemente, aggrappatóre. s.m. qualcosa che regge bene,
turbato, inquieto: “ ‘u spóse stáce tutte raggrinzamento.
agetáte”. aggratisse. avv. gratis; in modo gratuito,
agevulà. v. favorire, incoraggiare, aiutare, gratuitamente.
agevolare. aggraziáte. agg. aggraziato; pieno di grazia e
aghete. s.f. Agata. garbo: “ éje aggraziáte stu vestetille”.
aggangà. v. masticare con difficoltà. aggricchià. v. aggricciare; aggrinzare,
aggangáte. v. addentare, afferrare con i denti. increspare, agghiacciare per il freddo o per la
agganghe. v. masticare, frantumare, triturare paura.
con i denti. aggrumite. v. aggrumare, sangue coagulato.
agguandatóre. s.m. chi compra cose rubate.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
agguatà. v. coprire, mettere una cosa sopra o agumènde. s.m. aumento; atto
attorno a un’altra per proteggere, nascondere, dell’aumentare, incremento, crescita,
chiudere. aggiunta.
agguattáte. v. appostare, tenere d’occhio agumine. s.f. corda di canapa.
stando nascosto per spiare i movimenti di agunà. v. adunare, raccogliere, mettere
qualcuno. insieme.
agguèfà. v. avvolgere in matassa. agurije. s.m. augurio; responso reso dagli
aggulpacchià. v. ingannare, indurre in errore. auguri: “agurije e spóse”.
ághe. s.m. ago; piccolo strumento di acciaio a aguste. s.m. agosto; ottavo mese dell’anno nel
forma di barretta appuntita, con un foro ovale calendario gregoriano, di trentuno giorni:
all’estremità, in cui si inserisce un filo per “aguste maneche e buste”.
cucire. aguste. s.m. Augusto.
aghetille. s.m. ago piccolo. 15 aguste. locuz. s.f. 15 agosto; festa di
agibele. agg, agile; che si muove con facilità e Maria Vergine sollevata al cielo. Festa
disinvoltura. dell'Assunzione. a Foggia durante questa festa
agibilità. s.f. agilità; condizione di ciò che è è tradizione mangiare il galluccio fatto col
agile. sugo: c’è un detto che dice: “chi magne
agliarà. s.f. bruciare la biancheria durante la gallúcce e chi gnotte velène”.
stiratura, si può dire anche: “abbrurrà”. agustále. s.f. moneta d’oro coniata da
agnanà. antiq. v. salire; andare verso l’alto o Federico II. (1231-1266) il loro valore
verso un luogo più alto.. corrispondeva a un quarto dell’unità
agne. antiq. s.m. agnello; il nato dalla pecora monetaria sicula(l’oncia d’oro) gli gustali
al disotto di un anno di età. ebbero una notevole diffusione e continuarono
agnele. antiq. s.f. coagulato, raggrumare. a circolare per molto tempo dopo Federico.
agnèse. s.f. Agnese. agustenèlle. s.f. triglie piccole del mese di
agnille. s.m. agnello. agosto.
agnulille. s.m. bozzolo del baco da seta. agustenille. s.m. dimin. di Agostino.
agnúne. pron.infef. ognuno, ogni persona, agustine. s.m. Agostino.
tutti. ahò. antiq. v. esci.
agocce. s.m. spavento; intenso e improvviso aire. avv. ieri.
timore dovuto alla sensazione di essere in airóne. s.m. airone, uccello palustre.
presenza di un pericolo: “ m’ha fatte pigghià aitáne. s.m. Gaetano.
‘agocce ”. aitanèlle. s.f. dimin. di Gaetana.
agrasce. s.m. abbondanza; gran quantità di aitanille. s.m. diminutivo di Gaetano.
ogni cosa: “ ‘nda cása nostre stáce sèmbe aiutà. v. aiutare, porgere ad altri la propria
agrasce”. opera.
agre. agg. agro, aspro, che ha sapore agro e áje. v. hai, avere.
irritante per la gola. ajene. s.m. agnello: “quiste ajene ciu
agrèste. s.f. uva acerba, che non è cresciuta o strafucáme a Pasque”.
sviluppata sufficientemente. ajenucce. s.m. agnellino: “chè bbèlle
agrestèzze. s.f. sapore pungente e acido degli ajenucce da latte”.
agrumi, agrezza, acredine. ajire. avv. ieri; nel giorno che precede
agrille. s.f. seme della vite. immediatamente l’oggi: “ajire e murte Nenille
agrumite. s.f. coagulato; processo per cui una e chè delóre..!.
sostanza liquida assume consistenza ajutà. v. aiutare; dare aiuto porgere ad altri la
gelatinosa o solida: “ sé agrumite ‘u sanghe”. propria opera: “ ‘u vuje aiutà a tatóne
aguanne. s.m. quest’anno. sfategáte mostre”.
aguèffà. v. avvolgere; volgere intorno, ajutante. part.pres. aiutante, operaio della
piegare attorno o su sè stesso. carovana del Piano delle fosse che

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
provvedeva al carico dei sacchi di grano sui: “ di Foggia con Felice Stella, Giuseppe
trajine, carruzze o trajinèlle”. Esposto, Gaetano Saracino e Michele
ajúte. s.m. aiuto; opera prestata in favore di dell’Anno.
chi si trova in stato di pericolo o di bisogno: “ alfonse. s.m. Alfonso I d’Aragona, XVIII re
ajute a Sasunde chè quèlle ne cia fáce da di Napoli e Sicilia dal 1442 al 1458, istituì nel
sóle”. 1447 la Dogana della mena delle pecore in
ajuterije. antiq. s.m. aiuto. Puglia, una gigantesca e complicata
alangecatúje. s.m. piccolo rimprovero: “ istituzione che durò circa 400 anni.
mannagge alangecatúje”. alfonzine. s.f. Alfonsa.
alangeche. s.m. rimprovero, espressione di alfonzine. s.f. alfonsina; monete d’oro, dal
biasimo e ammonizione: “mannagge alla nome di Alfonso I d’Aragona, che nel 1442
mesèrije”. asportò dalla celeste basilica di san Michele
alarije. s.f. all’aria: “ mo ‘a menáme alarije Arcangelo la statua d’oro per farne monete.
‘a palomme”. Nel 1461 Ferdinando I d’Aragona asportò
alavetrire. s.m. l’altro ieri, due giorni fa. dalla celeste basilica di san Michele
albáge. antiq. s.m. panno, tessuto di lana Arcangelo la statua d’argento per farne
cardata, pesante, pelosa. monete sonanti le quali, ornate dall’effige
albere de natále. s.m. albero di natale; abete dell’Arcangelo Michele, furono chiamate
che si addobba con lumi e ornamenti e al coronati dell’Arcangelo.
quale si appendono i doni. alfrède. s.m. Alfredo Ciannameo poeta
albere. s.m. albero; ogni pianta perenne con foggiano.
fusto eretto e legnoso che nella parte superiore alfrèdúcce. s.m. diminutivo d’Alfredo.
si ramifica. alice. s.f. acciuga, pesce teleosteo
albergaggióne. antiq. s.m. albergo. commestibile dal dorso azzurrognolo.
albèrghe. s.m. albergo; edificio adibito aligande. agg. elegante; di fattura
all’abitazione e al soggiorno di persone squisitamente accurata e fine: “ éje aligande
generalmente in transito. ‘u uaglióne”.
albèrte. s.m. Alberto. aliguste. antiq. s.f. aragosta, grosso crostaceo
alburuttà. antiq. s.f. liberarsi della dittatura. marino commestibile, privo di chele.
alculezzáte. s.m. etilista, chi è affetto da alimèndáre. agg. alimentare, che serve al
alcolismo. nutrimento.
aldáce. agg. audace, chi affronta il pericolo e alise. antiq. s.m. giglio; pianta erbacea
lo dimostra affrontando ogni difficoltà. bulbosa delle liliflore con foglie lanceolate e
alde. s.m. Aldo. fiori che nella specie più comune sono
aldì. antiq. v. udire, percepire con l’orecchio bianchi, odorosi a grappoli.
suoni, rumori, voci e altro. alla lambe, alla lambe. s.f. persona che sta
aldine. s.m. dimin. di Aldo. per morire, candela che sta per spegnersi,
alducce. s.m. vezz. d’Aldo. consumata.
aldúre. antiq. s.f. aridità, caratteristica di ciò alla láme. s.m. gioco a: “palummèlle”.
che è arido. allaccià. v. legare; avvolgere, cingere con una
alfonze. s.m. Alfonso. fune e simili, allacciare.
ále. antiq. s.m. alone, traccia sfumata che allalambe. s.f. riferito alla vita in genere.
resta su un tessuto, o altro materiale. allamáte. antiq. s.m. avvallato, terreno
alèfande. s.m. elefante; mammifero degli concavo e basso.
ungulati con lunga proboscide. allambanáte. antiq. agg. illuminato; che ha
alène. s.m. fiato, aria che si emette dai ricevuto o riceve luce.
polmoni attraverso naso e bocca. allambáte. antiq. s.f. arso dalla sete.
alèrge. antiq. v. stendere, allungare, allargare. allangà. antiq. s.f. ansimare, respirare con
alèssandre. s.f./m. Alessandra Leone, uno dei affanno.
cinque fondatori dell’Università del Crocese

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
allangáte. antiq. agg. desideroso; che alleggerì. agg. leggero, alleggerire, liberare di
desidera, che sia pieno di desiderio. un compito gravoso.
allanúte. agg. nudo; privo di ogni vestito o allègranze. s.f. allegrezza; sentimento, stato
indumento: “ha sposáte scavezze e allanúte ‘o d’animo di gaiezza, di gioia, di buonumore.
figgghije”. allègre. agg. allegro, lieto, giocondo.
allappà. agg. l’aspro della frutta o dei limoni. allegreje. s.f. allegria; allegrezza che si
allappáte. agg. aspro; che ha sapore agro e manifesta vivamente.
irritante per la gola. allègrèzze. s.f. allegrezza; sentimento, stato
allappide. locuz. a piedi; andare a una parte d’animo di gaiezza, di gioia, di buonumore.
senza un mezzo di locomozione a piedi: allegrulille. s.m. appena brillo, che è
“fattile allappide sta cammenáte ‘Ndunètte”. leggermente inebriato dalle bevande alcoliche,
allarète. avv. dietro, alle spalle, nella parte alticcio.
posteriore. allembide. s.m. in piedi: “ e da stammatina
allargà. v. allargare; rendere più largo, che stáche allembide”.
dilatare, estendere. allenáte. s.m. allenato: “ ogge stáche allenáte,
allarmà. v. allarmare, mettere in agitazione, sò secure de vènce”.
in trepidazione. allendà. v. rilasciare; lasciare di nuovo, dare,
allarmáte. s.m. allarmato. concedere, consegnare, allentare.
allarme. s.m. allarme; grido o segnale di allendáte. v. allentare; rendere lento,
chiamata improvvisa dei militari a brandire diminuire la tensione.
armi. alleppà. v. allontanarsi frettolosamente,
allasche. antiq. agg. largo, che ha una svignarsela.
determinata larghezza, allargato. alleppáte. v. svignare; allontanarsi in fretta, di
allascià. antiq. v. allargare. nascosto.
allascianà. s.f. godere, farsi una bella allèrge. s.f. l’accumularsi della neve quando è
mangiata. fitta, innalzare.
allascke. s.f. fessure, allargato: “tène ‘i dinde allèrghe. agg. allergico, che reagisce in modo
allasche allasche”. negativo.
allatà. s.f. succhiare il latte dal seno materno. allergije. s.f. allergia; alterata reattività
allatáte. v. allattare, nutrire un neonato col dell’organismo a particolari sostanze: “
proprio latte o artificiale. Ritucce stáce maláte tène l’allergije”.
allattante. s.f. anice nell’acqua. allèrte. agg. attento; che dedica ogni facoltà
allavanáte. v. allagare, bagnare, inondare: “ dell’animo e dei sensi a quello che fa, agendo
tènghe ‘a cáse tutt’allavanáte. con cautela al fine di evitare inesattezze ed
allazerijà. s.f. dare botte alle persone. errori.
allazzà. s.f. far correre di più un cavallo. allescià. v. lisciare, rendere liscio, liberando
allazzarijáte. s.f. rovinare una persona; dare dalla scabrosità; carezzare.
percosse. allesciáte. s.m. lisciato, carezzato.
allazzáte. v. legato ben stretto. allèse. antiq. s.m. desideroso per ottenere
allazzáve. s.f. correva veloce. l’intendo.
alèssandre. s.m. Alessandro. allesijόne. s.f. collisione, urto di due o più
alleccà. s.f. leccare, passare ripetutamente la corpi solidi in movimento.
lingua su qualcosa, leccarsi le dita. allèssà. s.f. ballotta; castagne lesse con la
alleccáte. s.f. leccatura, lisciarsi per apparire buccia.
bello. alletà. antiq. s. f. condurre al lido.
allefà. s.m. lisciarsi. allete. v. litigare; venire a contrasto con
allefátte. s.m. attillato, agghindato. qualcuno, in modo aspro e ingiurioso, si dice
alleffarse. s.f. curarsi nel vestire. anche “allite”.
alleggerete. v. alleggerire; rendere leggero.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
allètterà. v. istruire; insegnare a qualcuno le allundanà. v. allontanare, mettere, collocare
nozioni di una disciplina, di un’arte, di lontano.
un’attività: “ ‘u crestiáne éje alletteráte”. allungà. v. allungare, accrescere la lunghezza.
allevà. v. crescere, allevare, far crescere un allungáte. s.m. allungato.
bambino prestandogli tutte le cure necessarie allunghe. avv. a lungo: “e nutele chè ‘i
per un completo sviluppo. uagliúne fanne ‘a mόre allunghe sanna spusà
alleváte. s.m. allevato. subbete”.
allevatóre. s.m. allevatore; chi è dedito allunnáte. agg. marezzato, venato, striato.
all’allevamento del bestiame. allupà. s.f. avere molta fame.
alleviotte. s.m. passerotto, passero giovane. alluparse. s.f. mangiare come un lupo.
allèzzà. antiq. v. olezzare, mandare piacevole allupáte. s.f. chi ha mangiato molto.
odore. allurdà. v. sporcare; rendere sporco,
allinde. v. allentare; rendere lento diminuire imbrattare con cose che macchiano.
la tensione, rendere meno rigido, lasciare. allusce. v. vedi, guarda.
allintrasatte. avv. all’insaputa; senza che si alluscià. v. vedere, guardare.
sappia, senza informare. allustrì. v. lucidare, lustrare, rendere lucido.
allisciapile. avv. dare percosse: “ lagghije allόche. v. sistemare, organizzare in sistema.
fatte nu allisciapile chè su recurdarà pe tutte almène. avv. almeno, se non altro, se non di
‘a vite”. più, a dir poco, come minimo.
alliste. v. allestire, preparare, mettere almerande. s.m. ammiraglio; comandante di
appunto. un complesso rilevante di navi da guerra.
allitte. avv. nel letto: “ quille ne móre a litte”. altanijà. s.f. litania, preghiera formata da una
allive. s.m. allievo; chi è educato, istruito serie di invocazioni a Dio, alla Vergine, ai
dall’insegnamento di un maestro; uccellino santi: “ Miolle mo accummèzze ck’a stèssa
che impara a volare. letanije”.
allóche. v. sistemare, ordinare, mettere in altáre. s.m. altare, tavola sulla quale il
assetto. sacerdote celebra la messa: “ tuttequande
allópe. avv. dar da mangiare. putime sbaglià, sbaglije púre ‘u prèvete sóp’a
allóre. avv. allora, anche. l’altáre”, ara.
allotte. antiq. avv. allora; in quell’istante, in altèzze. s.f. altezza, dimensione verticale di
quel momento. un corpo dalla base, o da un punto di
allucà. v. collocare, porre qualcosa in un dato riferimento.
luogo. altitalije. s.f. Italia settentrionale.
alluccà. v. gridare, alzare la voce per ira. altite. antiq. s.f. salita; azione del salire.
allucche. s.m. grido; suona alto di voce altóre. antiq. s.m. autore, chi da origine, chi
emesso con forza. genera: “ l’autóre da cummèdije acquasále e
allucenà. v. abbagliare, turbare o alterare mesèrije, éje Felice Stèlle”.
temporaneamente la vista per luce troppo alúse. antiq. s.f. maniera; modo particolare di
intensa. fare: “ fanne tutte ‘i cóse allúse lóre”.
allucculà. v. gridare. alúteme. avv. in ultimo; corrispondente
alluggià. v. alloggiare, accogliere e ospitare, all’elemento finale e conclusivo: “
specialmente nella propria casa. s’appresènte sèmbe aluteme e pundamènde”.
allumà. v. illuminare, rendere chiaro e alvere. s.m. albero.
luminoso diffondendo luce. alverille. s.m. alberello: “ uì… chè bbèlle
allumacannèle. s.m. accenditoio, asta recande alverecille chè tène”.
a un’estremità uno stoppino usata per alze. antiq. s.f. bure, asse o fusto centrale
accendere candele, o un tempo, lumi. dell’aratro, timone.
allumáte. s.m. ubriaco, detto di chi si trova in amà. amare, sentire e dimostrare un profondo
condizioni di etilismo acuto. affetto per qualcuno: “ amma vedè cumme
allumenáte. avv. dare luce.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
ciamma amà che sti crestiáne, secondo mè ammaccanne. s.f. inventando: “ ma… chè
vanne truanne geminde”. váje ammaccanne Senèlle che sti
amagge. antiq. s.m. amore, intenso stubbetarije”.
sentimento di affetto: “ cèrte chè tènene nu ammaccáte. s.m. ammaccato; segno che resta
bbèlle amagge sti dúje uagliune, securamènde su corpi e superfici ammaccati.
se sposene”. ammacchià. v. macchiare; sporcare con
amanze. s.f. donna amata: “l’amanza mije éje macchie. Macchiare il caffè, aggiungervi un
bbèlle”. po' di latte.
amáre. agg. amaro, che ha sapore contrario al ammagacciáte. antiq. s.f. merce malandata.
dolce: “ è cum’éje amáre stu cule de cetrule”. ammagagnáte. s.f. ammaccatura,
amarène. s.f. amarena, frutto dell’amareno: “ deformazione di una superficie, per urti.
sò bbèlle sti marène”. ammaggenáte. v. immaginare; concepire con
amaróne. s.m. molto amaro. la mente, la fantasia.
amarúte. s.m. diventato amaro. ammaggenètte. s.f. foto di un defunto
amattà. s.f. chiedere aiuto. distribuito ai presenti durante il trigesimo,
ambacce. locuz. avv. in faccia, anche “ santino di carta.
‘Mbacce”. ammajì. v. dobbiamo andare
ambarà. v. imbarare. ammajistrà. v. ammaestrare, istruire, rendere
ambriste. s.m prestito: “ Si l’ambriste sarrije esperto, abile.
búne s’ambrestarrije ‘a migghière”. ammajistráte. s.m. ammaestrato.
ambulande. agg. anche s.m. ambulante; che ammaláte. s.f. fissazione per qualcosa o
non ha sede fissa: suonatore, venditore. qualcuno.
amecizije. s.f. amicizia.: “Patte chiáre e ammancá. v. mancare, diminuire: “ ‘a robbe
amicizia longhe”. accummèzze ammancà ce vóle late”.
amèdèje. s.m. Amedeo. ammancatóre. s.f. mancanza; assenza, poco
amenazà. s.f. far correre. riguardo.
amèndà. s.f. dire bugie. ammanche. s.m. ammanco, diminuito.
amènde. agg. demente; affetto da demenza, a ammandá. s.f. ammantare, avvolgere in un
mente. manto.
amenèlle mullèsche. mandorle fresche: “ sò ammandáte. s.f. ben coperto: “ammande
tènere tènere sti amenèlle e mullèsche”. ‘u criatúre chè fáce fridde”.
amenèlle. s.f. mandorle secche. ammande. s.f. coprire con una coperta.
amenolle. s.f. mandorla; frutto del mandorlo, ammanecáte. s.m. bastone tenuto per il
contenente uno o due semi, dolci o amari manico.
secondo la varietà, commestibili. ammanettáte. s.m. detenuto con le manette.
amicciúne. s.m. di nascosto, che non si vede: ammanètte. s.m. attrezzo maneggevole.
“ sti solde ne ci facènne vedè a padete senò ti ammanezzà. s.f. costringere un cavallo a
lève”. correre.
amice. s.m. amici. ammanezzije. s.m. comando dato a una
amiche. s.m. amico; chi è legato da persona per costringere il cavallo a correre.
sentimento di amicizia. ammangà. v. diminuire, rendere minore
amije amije. mdd. sotto banco, di nascosto. ridurre.
amma. v. dobbiamo, avere l’obbligo di fare: “ ammanegliáte. part.pass. raccomandato;
amma fà subbete se no ce frèchene”. affidato alle cure, all’attenzione altrui.
ammacagnáte. s.f. ammaccato; deformato, ammáre. v. abbassare; gli occhi, il capo in
contuso. segno di vergogna modestia, abbassare la
ammaccà. v. ammaccare; deformare cresta, chinare.
leggermente una superficie mediante urti, ammáre ‘a cápe. v. abbassare la testa, andare
pressioni, o simili. via.
ammaragge. s.m. legare la barca nel porto.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
ammarcite. agg. infetto, essere presa da ammeciatúre. s.f. collegamento di due parti
infezione, ammorbare. che incastrano l’uno nell’altro.
ammartenáte. s.m. gagà, persona che fa ammedijà. v. invidiare, considerare con
l’elegantone. invidia.
ammaruccáte. agg. triste; chi è afflitto e ammeje- ammeje. mdd. subito subito, darsi
malinconico: “ stasère a Genille ‘u vede tutte da fare.
ammaruccáte, vatrò chè succisse”. ammenazzà. s.f. costringere un cavallo a
ammarúte. s.m. ematoma; raccolta correre, aumentare il ritmo del lavoro.
localizzata di sangue: “ l’ogne sé ammarúte, ammendà. v. mentire, dire bugie, dire il falso.
qua… te stocchene ‘u dite…”. ammendánne. s.m. quando uno racconta
ammarrunà. antiq. v. acciabattare, lavorare bugie.
in modo frettoloso e disordinato. ammenutà. antiq. v. sminuzzare, tritare.
ammasckaráte. v. accaldato, arrossato, ammenutà. v. tritare; tagliare o pestare,
riscaldato, sudato: “ stáje tutte ammasckaráte sminuzzare, ridurre in pezzettini.
chè succisse?”. ammenzijà. v. smaliziare, privare
ammasckáte. s.f. faccia arrossata per il caldo, d’ingenuità, rendere più scaltro.
o vergogna: “ stáce tutt’ammasckáte ‘a ammerà. v. guardare; rivolgere lo sguardo
signóre”. per vedere, ammirare, osservare, contemplare
ammasòne. antiq. v. stordire, provocare con interesse e compiacimento,
grande turbamento e confusione. ammere. v. mirare, osservare attentamente.
ammasunà. s.f. ricettare gli animali al ammesckà. v. mischiare.
giaciglio. ammesckàte. v. mescolare; mettere insieme
ammasunáte. part. pass. addormentato, sostanze diverse sì da formare una sola massa.
l’addormentarsi; che ha preso sonno: “ sé ammeserà. s.f. immiserire; rendere misero.
ammasunáte ‘u guardiáne. ammeziáte. v. ammaliziare; rendere
ammattà. s.f. chiedere aiuto. malizioso scaltro.
ammatte ‘a gocce. s.f. grande spavento, con ammezzà. antiq. v. insegnare, esporre e
infarto o trombosi. spiegare in modo progressivo una disciplina,
ammatte ‘u mále. s.f. grande paura un’arte.
all’improvviso. ammezzijà. v. suggerire, rammendare ad altri
ammatte. s.f. prendere un grande spavento. qualcosa, specialmente a bassa voce.
ammattúte. v. ammattire diventato matto. ammidije. s.f. invidia; sentimento di rancore
ammaturà. v. maturare, rendere maturo più e di astio per la fortuna, la felicità o le qualità
giudizioso, più adulto:“ ne te prèoccupanne altrui.
chè ck’u timpe sadda maturà ‘u uaglióne”. ammirche. v. parlare a indovinare.
ammazzà. s.f. fare mazzi, legare insieme ammiscke. v. mischiare, mescolare.
piccoli fasci di fiori o erba. ammizza - ammizze. mdd. in mezzo, in
ammazzarúte. agg. azzimo, poco lievitato, mezzo.
pane non lievitato che gli ebrei consumano ammolaforbece. s.m. arrotino; chi per
nella settimana pasquale e i Cattolici durante mastiere arrota lame, forbici, coltelli e simili.
il rito della messa. ammorze. antiq. s.f. resistenza prodotta dalla
ammazzuccà. v. ammazzare, dare la morte in ruvidezza del piano di scivolamento.
modo violento. ammosce. agg. floscio; privo di consistenza.
ammazzuccáte. s.m. ammazzato, uccidere a ammubbiglià. v. ammobiliare; fornire di
colpi di mazza. mobili, arredare.
ammeccià. v. incastrare; connettere due o più ammuccà. s.f. fatto cadere, rovesciare.
pezzi, introducendoli a forza uno dentro ammuccarse. s.m. non riesce a cadere.
l’altro in modo in modo da farli combaciare ammuccáte ‘ngulle. s.m. cascato addosso.
perfettamente. ammuccáte. part.pass. caduto, rovesciato; o
di persona che si è fatto convincere.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
ammucce. s.m. nascondi; metter qualcosa in ammuscià. v. ammosciare; rendere moscio.
un luogo dove non possa essere facilmente ammusciáte. part.pass. sgonfiato; che ha
trovato. perso il gonfiore, calmato.
ammuccià. v. nascondere, celare, occultare. ammusciulià. v. ammoscire, ammosciato.
ammucciacόne. s.m. nascondino; gioco ammuscilijáte. s.m. ammosciati.
infantile, in cui un ragazzo cerca i compagni ammuserà. s.m. rendere misero, immiserire.
che si sono nascosti. ammussà. v. tenere il broncio.
ammucciarse. s.m. nascondersi. ammussáte. s.f. tenere il broncio: “ sé
ammucciáte. s.m. nascosto, che non si rivela. ammussáte ‘u creature, chè lè fatte?”.
ammucedúte. part.pass. ammuffito, tanfo di ammutà. s.f. fare il muto.
muffa. ammuttà. v. smottare, franare.
ammudà. antiq. v. moderare, governare, ammuzzà. v. mozzare; recidere con un colpo
regolare, reggere. solo e preciso, tagliare.
ammufalanne. s.m. l’anno scorso. amorche. s.f. morchia, feccia dell’olio,
ammujinà. part.pass. imbronciato, di chi ha il deposito lasciato dall’olio per chiarificazione
broncio. spontanea.
ammujinarse. s.m. s’imbroncia. amore. s.m. amore; intenso sentimento di
ammujináte. s.m. tristezza; stato d’animo di affetto.
chi è triste. amóre. s.m. sapore; sensazione, gradevole e
ammujine. s.m. confusione, baccano. sgradevole, prodotta da determinate sostanze
ammulà. s.f. affilare coltelli o altro. sugli organi del gusto: “ ne tène amóre stu
ammulatóre. s.m. arrotino; chi per mestiere zuche”.
arrota lame, forbici, coltelli e simile. amunijeche. s.f. ammoniaca, gas in colore,
ammulatúre. s.f. affilatura; operazione irritante, che in acqua ha reazione alcalina.
dell’affilare. amurge. s.f. cavezza; finimento di cuoio per
ammullà. v. ammorbidire; rendere morbido. la testa degli equini e dei bovini, per condurli
ammulle. s.m. mettere la biancheria in a mano o tenerli legati alla greppia.
ammollo, baccalà da mettere nell’acqua. anappe. antiq. s.f. tazza, bicchiere, coppa.
ammullèsche. agg. morbido; che ha la anáre. antiq. s.f. narice, ciascuno dei due
consistenza soffice, cedevole e pastosa, orifizi nasali per cui l’aria penetra nelle vie
fragile. respiratorie.
ammundà. v. ammucchiare, montare, andare anarijà. v. innalzare, levare verso l’alto.
o salire su qualcosa. anchele. s.m. angolo, porzione di piano
ammundenà. v. ammassare, mettere insieme, compresa tra due semirette dette lati.
raccogliere in massa, ammucchiare, ancine. s.m. riccio di mare.
accumulare. andazze. s.f. buona o cattiva abitudine.
ammundunáte. v. ammucchiare, mettere in ande. s.f. portata di grano da mietere di un
mucchio: “ ‘a tèrre l’amma ammundunáte lavorante durante la giornata di lavoro.
tutta quande”. andecamènde. avv. anticamente; nel tempo
ammunestà. v. persuadere, indurre qualcuno antico.
a credere. andeche. agg. antico, che risale a tempi molto
ammupúte. v. ammutolire, divenire remoti.
silenzioso: “ cumme ma viste sé ammupúte ‘a andenire. s.m. il primo mietitore si chiamava
signóre”. “andenire”, i mietitori si schieravano a scala o
ammurge a tè. mdd. stai zitto tu: “ ammurge a forbice, in modo da non ostacolarsi durante
a tè quanne parle ije”. la mietitura. Soprastare, stare in capo, essere
ammurge. s.m. stai zitto. superiore.
ammurráte. antiq. s.f. di cattivo umore. andènne. s.f. antenna; palo o asta verticale.
ammurtezzèje. v. ammortizzare, attutire urti. andeporte. s.f. asse di legno messo davanti
ammurzèje. s.f. ammortizza. alle porte a pianterreno.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
andicamènde. avv. anticamente, nel tempo aneme ‘i murte. s.f. commemorazione dei
antico. defunti (2 novembre). Periodo dell’anno in cui
andicepe. s.m. anticipo, prima del tempo le anime dei defunti scendono sulla terra per
convenuto. stare coi loro cari, per poi risalire in cielo il 6
andiche. agg. anche s.m. antico; che risale a gennaio giorno dell’epifania.
tempi molto remoti. Trascorso, passato. aneme de Dije. s.m. neonati, bambini.
Abituale, consueto, di vecchia data: un'antica anema mije. s.f. anima mia: “ Anema mija
abitudine. benedètte agghije sckandáte”.
andò. avv. dove, in quale luogo. aneme. s.f. anima, principio vitale di tutti gli
andonèlle. s.f. diminutivo di Antonella. esseri viventi.
andoniètte. s.f. Antonietta. anemèlle. s.f. interiora, intestini, pancreas,
andonije. s.m. Antonio, don Antonio Silvestri timo, gh, salivari e altri visceri contenuti nelle
nato nel 1778 fu un vero santo per i foggiani, cavità del petto o del ventre degli animali.
vissuto a Foggia, fece costruire in via anesine. s.f. semi di pianta simili al finocchio
Cappuccini un palazzo dove ospitò le pentite, che odorano di anice.
giovani donne strappate alla strada dalla angarije. s.f. angheria; atto di prepotenza,
prostituzione. Successivamente fece costruire sopruso.
un altro edificio affianco alla chiesa di angele. s.f. creatura celestiale puramente
Sant’Eligio dove attualmente c’è il carcere spirituale.
vecchio, il convento del Buon Consiglio per angelètte. s.f. diminutivo di Angela.
dare asilo alle convertite, donne traviate che angelicchije. s.f. vezzeggiativo d’Angelo.
spontaneamente avevano scelto la via della angele. s.m/f. Angelo/a.
redenzione. Morì il 20 Luglio 1837, aveva angelètte. s.f. dimin. di Angela.
cinquantanove anni mentre curava nel angelille. s.f. dimin. d’Angelo.
lazzaretto di Foggia gli ammalati di colera. angèline. s.f. dimin. di Angela.
Antonio Lepore scrittore e poeta foggiano. angelóne. s.m. accr. di Angelo.
andrèje. s.m. Andrea. angenagghije. s.m. inguine, regione
andrète. avv. dietro; nella parte posteriore. compresa tra la parte inferiore dell’addome e
andrite. s.f. collane di noccioline. l’attaccatura della coscia.
andunèlle. s.f. Antonella. angene. s.f. angina, infiammazione della
anduvenà. v. indovinare, conoscere e tonsilla palatina e di una parte della faringe.
dichiarare il futuro o l’ignoto per ispirazione. anghianà. v. salire le scale e altro.
anduvine. v. indovinare; conoscere e anghianatóre. s.f. salita.
dichiarare il futuro o l'ignoto per ispirazione, anghianatúre. s.f. quella salita.
attraverso la divinazione, grazie all'intuizione anghijènne. v. riempiendo.
personale e simile. anghiúte. v. riempire.
anè. avv. espressione di meraviglia. anghjì. v. riempire, far pieno.
àne. s.m. orifizio del sedere. anghutte. s.m. visto, preso.
anele. s.m. angelo, creatura celestiale angiolètte. s.m. diminutivo d’Angelo,
puramente spirituale. angioletto.
anema aneme. mdd. darsi da fare con vigoria angise. part.pass. ucciso, chi è stato privato
di spirito e di volontà, per sostenere fatiche, della vita.
lena. angite. s.f. angoscia; stato di ansia
anemadeverzejóne. antiq. s.f. attenzione, accompagnata da viva preoccupazione o
riprovazione. paura, afflitto.
anemále. s.f. animale, ogni organismo vivente angiuline. s.f. diminutivo di Angela.
capace di vita sensitiva e di movimenti angiurije. v. insultare, rivolgere offesa grave.
spontanei. angóre. s.f. ancora, indica la continuità di
anemalonghe. s.f. persona di statura alta. un’azione, o di un fatto nel passato, nel
presente, nel futuro.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
angróje. s.f. donna brutta e vecchia. mangino: “pezzefritte e ciammaruchèlle”.
angudene. s.f. incudine, attrezzo del anno unito di misura del tempo.
fucinatore, formato da un blocco di acciaio, annècchije. s.m. vitello, il nato dalla vacca, di
con due punte (corni) su cui si batte con la età inferiore all’anno.
mazza il metallo per lavorarlo: “ ‘nda sta cáse annegghià. v. annebbiare, offuscare con
è stáche sèmbe tra ‘a ‘ngudene e ‘u martille”. nebbia.
anguille. s.f. anguilla, pesce osseo annègghije. s.m. annebbiamento,
commestibile dal corpo lungo e cilindrico, di addensamento nebbioso.
colore verdastro sul dorso e gialliccio sul annèje. s.f. annata, corso di un anno “
ventre. spèriáme chè éje bóne l’annáte auanne”.
angúle. s.m. angolo, porzione di piano annerecà. v. nereggiare, tendere al nero.
compresa fra due semirette (detti lati). annetà. v. sbucciare, levare la buccia, pelare,
angurije. s.f. incuria, negligenza, spellare.
trascuratezza; cocomero. annèttarècchije. s.m. strumento per pulire le
anellètte d’u cúle. s.m. orifizio; foro di orecchie.
entrata o di uscita di un organo annettáte. v. sbucciate.
canaliforme: orifizio anale. annètte. s.f. dimin. di Anna. Sbuccia.
anellúzze. s.f. anellino dim. di anello: “ annì. s.f. vezz. di Anna.
Mettice ‘a nell’uzze a criatúre”. annite. s.f. Anna.
anille. s.m. anello; cerchietto d'oro, d'argento annitte. v. sbucciare; levare la buccia:
o d'altro metallo, spesso arricchito da pietre sbucciare le castagne. Pelare.
preziose, che si porta alle dita delle mani, anneváte. s.f. zona nevosa.
spec. all'anulare, per ornamento o come anneverzà. v. innervosire; rendere nervoso,
simbolo di una condizione: anello di disturbato.
matrimonio, di fidanzamento. annibbele. s.m. Annibale.
anite. antiq. s.f. tavella; laterizio forato, piano annicchià. v. sentire, apprendere con l’udito.
o curvo usato in rivestimenti, annichije. s.f. nicchia, cavità praticata nello
tramezzi,soffittatura e simili. spessore di un muro.
annacquáte. s.f. mescolare acqua e vino. annite. s.f. vezz. di Anna.
annaffiáte. s.m. innaffiato. annoglije. s.m. intestino del maiale.
annafià. v. innaffiare; aspergere di acqua con annolle. antiq. s.f. diminutivo di Anna.
un getto di pioggia. annúcce. antiq. s.f. dimin. di Anna.
annamuráte. s.f. l’innamorata. annucchiáte. s.m. vino nero ad alta
annande. avv. davanti, nella parte anteriore. gradazione.
annanze. avv. avanti, antecedenza nello annunzijáte. s.f. Annunziata; titolo di Maria
spazio, procedere. Vergine che riceve l’annuncio dell’angelo;
annape. s.f. tazza, bicchiere. festa l’liturgica dell’annunciazione (25
annarèlle. s.f. diminutivo di Anna. marzo).
annarià. s.f. prendere il volo, alzare. annussà. s.m. indurimento delle gengive dei
annariarse. part.pass. arrabbiato, idrofobo, bambini prima della dentizione; maturare,
rabbioso. crescere.
annarijáte. v. innalzare, levare verso l’alto. annusulà. antiq. v. ascoltare, origliare di
annètte. s.f. dimin. di Anna. nascosto.
annarúle. s.m. contadino di masseria, annuvuláte. agg. nuvoloso, coperto di nubi;
impiegato per un anno di lavoro. appannato.
anne. s.f. Anna; sant’ Anna madre di Maria antaltáre. s.f. drappo comprende l’altare.
Vergine e nonna di Gesù Cristo; a Foggia è ante. s.f. portata di grano da mietere; terra da
festeggiata il 25 e 26 di luglio a borgo croci la zappare a mano.
tradizione vuole che in questi giorni si anteche. agg. antico; che risale a tempi molto
remoti, antiquariato.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
antenagghije. s.f. tenaglia; attrezzo costituito appaluniáte. part.pass. agg. ammuffito: “ ‘u
da due braccia incrociate intorno a un perno, páne sé tutta appaliunáte”.
usato per sconficcare chiodi, tagliare, appaluttáte. s.m. appallottato: “ emà..! ‘I
afferrare. maccarune sanne appalluttáte”.
antènde. v. capire, intendere. appandanáte. s.f. panne; arresto di
antenire. s.m. il primo mietitore o zappatore an’autoveicolo nel fango: “ M’agghije
della fila a scalare. appandanáte ne putève ascì chiù ck’a
anteporte. s.f. asse di legno che si poneva machene mizz’a quèlla pèzze”.
davanti alla porta di casa, senza: “vetrine”. appannà. v. socchiudere; “Appannàte
antonije. s.m. Antonio. l’ucchije è murte”.
anvoglije. s.m. involucro, tutto ciò che appanne. v. socchiudi.
ricopre molto qualcosa. appannáte. v. appannare, togliere la
anzaccà. v. insaccare, mettere in un sacco; lucentezza, la trasparenza; socchiusa: “ ‘a
pigiare in uno spazio ristretto. fenèstre lè rumaste appannáte”.
anze. cng. anzi, invece, all’opposto, al appapagnarse. s.f. addormentarsi, che ha
contrario. preso sonno.
anzejanateche. antiq. s.f. dignità di anziano. appapagnáte. v. assopire, indurre sopore,
anzeje. s.f. ansia, stato d’animo di rendere sonnolento: “ ‘Nzegliozze sé
preoccupazione, inquietudine, timore, appapagnáte sóp’a sègge”.
emozioni. appapulijarse. v. appisolarsi, addormentarsi
anzèlme. s.m. Anselmo. d’un sonno breve e leggero.
anzijáne. s.m. anziano, condizione di chi è apparà. v. preparare la tagliola, per topi e
anziano. uccelli, predisporre.
anzimme. avv. insieme, in reciproca apparatóre de chijise. s.m. festaiolo, chi
compagnia e unione. allestisce spesso feste e vi partecipa.
anzópe. v. galleggiare; lanciare il “curle” apparecchià. v. apparecchiare, mettere in
sopramano, detto anche: spaccacurlo. ordine, preparare.
anzótte. v. nuotare sott’acqua; lanciare il apparècchije. s.m. aeroplano; velivolo a
“curle” sottomano. motore capace di sostenersi e circolare
apaláte. antiq. v. dimostrare, mostrare nell’atmosfera; protesi in genere.
apertamente uno stato, un sentimento. apparechiáte. v. apparecchiare; mettere in
ápe. s.f. ape; insetto sociale che produce ordine, preparare.
miele e cera. apparendáte. v. imparentare, far diventare
apirte. part.pass. aperto, dischiuso, non parente.
chiuso: “ è rumaste ‘u pertóne apirte” apparì. v. apparire, presentarsi alla vista,
aple aple. agg. soffice soffice, che si piega e specialmente all’improvviso o causando
cede con facilità alla pressione. sorpresa o meraviglia.
appacchettáte. v. impachettare, involtare appartamènde. s.m. appartamento, insieme
formando un pacchetto. dei locali che costituiscono un’abitazione: “
appadrunáte. s.f. fare da padrone: “ve site st’appartamènde éje nu póche peccenunne pi
appadrunáte de tutte ‘a tèrre”. spóse”.
appalesáte. s.f. rendersi palese, che si appartáte. part.pass. agg. appartato, in
manifesta in modo chiaro ed evidente. disparte, isolato.
appaltà. s.f. prendere in appalto. appartène. v. appartenere, essere di proprietà
appaltáte. s.f. preso in appalto. o in possesso di qualcuno.
appalte. s.m. appalto; contratto con cui si apparzejóne. s.f. a società, l’unione tra esseri
assume a proprio rischio l'esecuzione di viventi con scopi comuni da raggiungere: “
un'opera o di un servizio contro un Gigì… tutte quille chè guadagnáme amma fà
corrispettivo in danaro. a parzijóne”.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
appassiunáte. part.pass. appassionato, preso appiacendì. s.m. rendersi piacente.
da passione, interesse, commozione. appicce. s.m. accendi: “ appicce sotte ‘a
appasuláte. v. appassire, divenire secco:” cavedáre”.
l’úve sé tutte appasuláte”. appiccià. v. accendere, mettere, appiccare il
appaúre. s.f. paura, intenso turbamento misto fuoco.
a preoccupazione e inquietudine per qualcosa appicciafuche. s.m. colui che mette zizzania,
di reale o immaginario che è, o sembra, atto a discordia.
produrre gravi danni o a costituire un appicciarse. v. litigare, venire a contrasto con
pericolo: “ Liline tène appaúre a fa ‘a lotte qualcuno, in modo aspro e ingiurioso.
che Tatonne”. appicciatóre. s.f. accensione.
appe. avv. dopo, in seguito, più tardi. appicciáte. v. acceso, che brucia: “ sé
appeccià. v. accendere, appiccare il fuoco appicciáte tutte a cáse de Giuannine”.
farlo divampare: “ ‘u vuje appiccià stu fuche o appicciavene. v. accendevano: “ e fèsse cume
no… nu sinde chè fáce fridde”. appicciavene ‘i cataste de lègne ‘i uagliúne”.
appecciáte. part.pass. agg. acceso, che brucia: appicciche. s.f. baruffa fra uomini, lite.
“ e viste chè l’hagghije appicciáte ‘u fuche , appide. avv. a piedi.
mo stu sta nu póche citte!!”. appilà. v. otturare, turare, chiudere, ostruire.
appedúne. avv. per ciascuno, ogni, ognuno. appinnatóre. s.m. appenditoio; appendi
appeggherejite. s.m. impigrito, rendere pigro. vestiti.
appène. avv. appena, a fatica, a stento, con appinne. v. appendi, attaccare una cosa a un
difficoltà: “ chè ije appene na père magghije sostegno: “ appinne ‘u vestite ‘nda remadije”.
fatte”. appinnetóre. s.m. appenditore.
appènnarologe. s.m. appiccagnolo appirzaluteme. agg. penultimo, chi precede
dell’orologio: “ Sesarèlle a tatà appinne stu immediatamente l’ultimo.
lorge”. appirze. avv. dietro, nella parte posteriore: “
appènnavestite. s.m. attaccapanni, mobile, ma e possibele chè ije agghià venì sèmbe
pensile o struttura di varia forma, a cui si appirze a tè”.
appendono cappotti, cappelli simili: “ mitte appise. part.pass. agg. appeso, attaccato.
‘nda l’appènnavestite ‘u cappotte”. appite. locuz. a piedi.
appenzà. v. pensare, possedere e utilizzare appizzà. antiq. v. temperare; mescolare con
precise facoltà mentali. debita proporzione specifica il vino con
appenzunà. s.m. tergo, sporgere il dorso o la l’acqua.
schiena. appizze. s.m. a pezzi, fare a pezzi.
appenzunáte. v. appuntare; fissare mediante appizzeche. s.m. attacca, attaccare.
oggetti appuntiti. applanà. v. salire, andare verso l’alto.
appese. part.pass. agg. appeso, attaccato. applause. s.m. applausi.
appeselà. s.m. appoggiarsi facendo forza. applecaminde. v. applicare mettere una cosa
appeselàte. v. sostenersi, reggersi. sopra un’altra in modo che combacino.
appesuláte. v. appisolarsi, addormentarsi apposte. avv. di proposito, fermo
d’un sonno breve e leggero, dormiveglia. proponimento di fare qualcosa, o di seguire un
appetite. s.m. appetito, tendenza istintiva dato comportamento: “ tu lè fatte apposte, da
verso ciò che soddisfa bisogni e desideri. tè ne m’aspettáve”.
appezzáte. s.f. fare a pezzi, spezzettare: “ apprepunguà. v. approssimare, mettere molto
falle ‘a pezzáte quèlla pèzze”. vicino, avvicinarsi.
appezzecà. v. appiccicare, attaccare con appresellà. v. dividere il terreno in
sostanze vischiose. appezzamenti, presellare.
appezzecáte. v. appiccicato: “ Giuanne sé appresendà. s.m. presentarsi: “ tutt’assimme
appezzecáte appirze e ne se ne vóle ji chiù”. magghije viste appresendà annanze ‘i
appezzecúse. agg. attaccaticcio, che si attacca famigliáre de Geruzze”, offrire.
facilmente. apprestà. v. apprestare, approntare, finire.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
apprestarse. v. apprestarsi. appunzunáte. s.f. sporgere il sedere, molto
apprettà. v. incitare; indurre qualcuno con curvo.
esortazioni e simili a fare qualcosa, spronare, appurà. v. indagare; ricercare con attenzione
stimolare. e diligenza, sottoporre a indagine, a inchiesta:
apprettáte. s.f. scarpe strette: “ e cume me “ negasse guande vóle ma ije.. ‘u fatte
vanne apprettáte sti scarpe”. l’hagghià appurà”.
apprezzà. v. apprezzare; stimare, gradire. appúre. v. sapere, venire a conoscenza di un
apprezzáte. s.m. stimato, gradito. fatto: “ e… moche l’appúre ce fazze fà na
apprime. avv. prima, nel tempo anteriore, in figure de mèrde”.
precedenza, per l’addietro: “ famme fèsse e apputì. v. appuzzare, empire di puzzo,
famme apprime”. ammorbare.
apprisse. avv. appresso; accanto vicino, in appuzzenite. s.f. impuzzolentire, far
seguito, più tardi. diventare puzzolente, cattivo odore.
appruà. v. approvare, giudicare buono, appuzzenúte. s.m. fetore, puzzo forte e
giusto: “ prime l’amma apruà ‘u nominative e nauseante.
po ‘u facime ‘u prióre. appuzzunáte. agg. ricurvo, curvo, curvato.
appruccià. v. avvicinare, mettere vicino o più appuzzunì. v. ammorbare, rendere malsano e
vicino. infetto, appestare l’aria.
apprufettà. v. approfittare, trarre profitto, apre. v. aprire, apri, dissertare, schiudere: “
utilità. va apre ‘a porte chè mo tráse tataróne”.
apprufettáte. s.m. approfittato: “ cume aprecà. s.f. stare in luogo aprico, cioè aperto
m’agghije destratte apprufettáte da ed esposto al sole.
setuazióne”. aprì. v. aprire: “ a vuje aprì sta porta chè
apprupugnà. antiq. v. appropinquare, agghià trasì”.
avvicinare, avvicinarsi. aprile. s.m. aprile, quarto mese dell’anno nel
appruvà. v. approvare. calendario gregoriano, di trenta giorni: “aprile
appruveccià. avv. trarre profitto, carciufèje e Magge cigliègèje”.
avvantaggiarsi. a quèlla vanne. avv. là, in quel luogo: “
appujà. v. appoggiare, accostare, sovrapporre ‘Nzegliozze abete aquèlla vanne da stráde”.
una cosa a un’altra perché la sostenga. aqquà. avv. qua, in questo luogo, in questo
appujáte. v. appoggiare;accostare, posto: “ a ‘ndò scappe sèmbe aqquà e venì”.
sovrapporre una cosa a un’altra perché la aquattáte. v. accucciarsi, accucciato: “sé
sostenga: “ ‘u tavelire l’hagghije appujáte aquattáte ‘nda cucce ‘u cáne”.
sóp’a buffètte”. aquele. s.f. aquila, uccello rapace di grande
appuje. s.m. appoggi: “ appuje qua sóp’e ‘a statura.
cavedáre”. arà. v. lavorare: “ ‘oo.. stu mostre na vóle
appulcrà. v. abbellire, rendere più bello proprije arà l’áve ‘nganne ‘a fatiche”.
mediante ornamenti. aragnà. v. accapigliarsi, pigliarsi per i capelli,
appundamènde. s.m. appuntamento, intesa, azzuffarsi, litigare a parole.
accordo tra due o più persone di trovarsi in un aragne. s.m. ragno, animale degli aracnidi
determinato luogo a un’ora determinata: “ con otto zambe.
Gennarine… mo ne te scurdanne aramatezzáte. agg. scomunicato, colpito da
d’appuntamènde”. scomunica.
appundáte. s.f. prendere appunti, rifilare una aráte. v. arare; assolcare e rivoltare la terra
multa. con l’aratro: “ ‘a tèrre l’hagghje aráte tutta
appunde. s.f. prendere appunti. quande”.
appúnde. v. abbottonare, chiudere un aratóre. agg. aratore, chi ara.
indumento coi bottoni infilandoli negli arátre. s.m. aratro, attrezzo agricolo, a traino
occhielli corrispondenti: “ appunde ‘a animale o meccanico, atto a rompere,
vrachètte se no èsce ‘u farmaciste”. frammentare, dissodare il terreno.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
arbe. antiq. agg. acerbo, che non è cresciuto o archevijáte. s.m archiviato; registrare e
sviluppato sufficientemente. collocare in archivio.
ardere. s.m. albero; ogni pianta perenne con archijètte. s.m. arcipendolo di piombo dei
fusto eretto e legnoso che nella parte superiore muratori.
si ramifica. archimijà. s.f. alchimia; scienze empirica del
arbitre. s.m. arbitro in genere. passato.
arca. v. arcuare; piegare ad arco. archivije. s.m. archivio; raccolta privata o
arcajúle. s.m. chi fa gli archi. pubblica di documenti destinati ad essere
arcáme. s.m. corpo morto specialmente di conservati
animale, carogna. arcióne. antiq. s.f. Cerniere; unione di due
arcangele. s.m. spirito celeste di grado elementi di cui una è mobile, cardine delle
superiore a quello dell’angelo. imposte.
arcáre. s.m. arco; struttura ad asse arciúle. s.m. arciolo, recipiente di terracotta
curvilineo, posta a copertura di una luce di per olio e vino.
porta, finestra, ponte. arcúve. s.f. arcata.
arcáte. s.f. luminaria; illuminazione pubblica arcuvete. s.f. alcova; luogo ove si poneva il
in occasione di feste o ricorrenze particolari. letto, separato dalla camera con arco o
arceprète. s.m. arciprete;titolo di parroco o tramezzo e chiuso da cortine.
canonico. arde. v. bruciare; consumare, distruggere per
arcère. antiq. s.f. beccaccia; uccello azione del fuoco o di altra sorgente di calore.
commestibile migratore con zampe brevi, ardeje. antiq. s.m. airone; uccello acquatico
becco lungo e diritto, piumaggio molto con gambe sottili, becco lungo e diritto e ali
mimetico col terreno larghe e molto lunghe.
arcevèscuve. s.m. arcivescovo; titolo ardènde. s.f. brucia, scotta.
onorifico che, per tradizione storico o per ardiche. s.f. erba ortica; pianta erbacea delle
decisione del pontefice, spetta a taluni urticali, rizomatosa a foglie dentellate, ricca di
vescovi. peli urticanti contenenti un liquido caustico.
arche de noè. s.m. arcobaleno; fenomeno argendáte. s.m. di argentato.
ottico dovuto alla rifrazione dei raggi solari su argendarije. s.f. argenteria.
gocce d’acqua sospese nell’aria. argendire. s.f. chi vende l’argento.
arche. s.m. arco, gli archi minori di porta argendóne. s.m. falso argento.
grande, l’arco in via Ginnetti, l’arco in via argiande. s.m. soldi.
dell’Annunziata, l’arco in via campanile, argine. s.m. argento.
l’arco dell’Addolorata, l’arco in via le áre. v.tr. arare, assolcare e rivoltare la terra
granate, l’arco in via Margiotta, e l’arco con l’aratro.
Consalvo, sono gli archi della vecchia Foggia. arecitte. s.m. raccogli, prendere, levare.
Nella zona croci in occasione della festa di S. arèfece. s.m. orefice; chi vende e compra
Anna era allestito una specie di arco trionfale oggetti di oreficeria.
che faceva da podio ai vari vincitori della arenaróje. antiq. s.f. sabbia finissima,
corsa degli asini, dei sacchi, e gara dei polverino.
maccheroni. arenáte. v. intr. arenare; sprofondare nella
archètte. s.m. dim. di arco; parte di un rena o dare in secco.
dispositivo ad arco chiamato tagliola per arène. s.f. arena; sabbia di mare, di fiume,
catturare selvaggina o animali nocivi, formato del deserto.
da due branche di metallo che si chiudono a arènghe. s.f. aringa; pesce osseo
commestibile, tipico dei mari freddi, argenteo
molla.
sul ventre e blu- verdastro sul dorso: si dice
archetráve. s.m. architrave; elemento della
anche: “aringhe”.
trabeazione che poggia sopra i capitelli delle
arequèste. s.f. di scorta; tenere qualcosa
colonne, i pilastri o gli stipiti.
conservato per le necessità.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
arèste. s.m. vezzeggiativo di Aristide. annoverava settantacinque mila. La sua
aretemèteche. s.f. aritmetica; ramo della agricoltura e il suo commercio erano tanto
matematica che studia le proprietà dei numeri fiorenti che aveva un proprio naviglio a
e le operazioni con essa. Salaria, presso le foci dell’Ofanto, oltre
aretráte. s.f. ritirarsi a casa di sera: “ quèlle ‘a all’emporio e al porto di Siponto. Un re di
figghià mije ‘a sère tène aretráte se no ‘u nome Diomede abbandonò il suo regno
padre a sguarre” l’Argolide, e approdò sulle nostre coste del
argendóne. s.m. castolin per saldatura Gargano dove più tardi sposo la figlia di
autogena. Dauno, re dei Dauni, trovato un luogo
argene. s.m. margine; parte estrema di propizio per poterci vivere fondò un villaggio
qualcosa. che si chiamò “Argyrippa dictum” dal suo
arghe. agg. acerbo; che non è cresciuto o nome “ Argos Hippium”. da cui diede vita alla
sviluppato sufficientemente riferito a frutta. città di Arpi. Questo avvenne in cui Enea con
argiande. s.m. danaro; unità monetaria i compagni Troiani approdò sulle coste del
d’argento romana, denaro. Lazio; arpa.
arginde. s.m. argento; elemento chimico, arpenóve. s.f. arpinova località di Foggia che
metallo nobile, bianco, dutile, malleabile. prende il nome da Arpi.
argite. antiq. ritornato; rientrare nel luogo in arrà. s.f. incitare gli animali da soma a
cui si era partiti o in cui si era già venuti. camminare.
argumènde. s.m. argomento; ragionamento e arracanáte. s.f. pesce cotto in bianco con
prova con cui si sostiene una tesi. olio, aglio, prezzemolo, pomodoro e origano.
arichene. s.m. origano; pianta erbacea arradecarse. v.intr. radicare; mettere radici.
perenne delle tubiflorali, mediterranea, pelosa, arraffà. v.tr. arraffare, strappare con violenza.
con infiorescenze rosee, aromatica e usata in arraganà. s.f. camminare a stento: “ quillu
culinaria. crestiáne ne se póte propije arraganà”.
aridúre. s.f. aridità; caratteristica di ciò che è arraganarse. s.m. muoversi.
arido. arraganáte. s.f. cibo cotto coperto da pane
ariènde. antiq. s.m. argento. grattugiato, si dice anche: “ arracanáte”.
arije. s.f. aria, spiazzo libero verso il cielo. arragghijà. s.m. raglio; il grido dell’asino.
aristede. s.m. Aristide. arragghije. v.intr. ragliare; emettere il
armà. v.tr. armare; fornire di armi. caratteristico verso, alto e stridulo, dell’asino.
armajúlle. s.m. armaiolo; chi fabbrica o arraggià. v.intr. arrabbiare; prendere la
vende armi. rabbia, diventare idrofobo.
armáte. part.pass. armato; fornito di armi; a arraggiarse. s.f. arrabbiarsi; stato d’ira o di
mano armato con le armi in mano. collera.
arme. s.f. arma; tutto ciò che serve all’uomo arraggiáte. part.pass. arrabbiato; affetto da
quale strumento di offesa o di difesa. rabbia.
armelline. s.m. ermellino; mammifero dei arraggióne. locuz. avere ragione.
carnivori con lungo corpo flessuoso, dalla arraggiúse. agg. rabbioso; affetto da rabbia.
pelliccia pregiata. arragiunà. v.intr. ragionare; usare la ragione
armesine. s.m. ermisino, tessuto leggero di per riflettere.
seta. arragiúne. v.intr. ragioni, ragionare.
armire. s.m. armiere; soldato addetto al arramáte. part.pass. ramato; che ha colore
materiale di armamento, armaiolo. rossiccio come il rame.
armunije. s.f. armonia; concordanza di suoni arrambecarse. v.intr. rampicare,
e di voce. arrampicarsi, aggrapparsi.
arpe. s.m. arpi città preromana a 7 km. da arrancanne. v.intr. camminare poco
foggia; quattrocento anni prima della nascita affaticato.
di Roma, contava cinquanta mila abitanti arrangáte. s.f. mettere in fila.
superata in Puglia soltanto da Taranto che ne

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
arrange. s.f. come fare per superare una arrengà. s.f. mettere le orecchiette in riga per
difficoltà. farle asciugare.
arrangià. v.tr. adattare; accettare una arrèngamúre. s.m. camminare rasento il
situazione, anche se non piacevole. muro.
arrangiáte. s.f. guadagnato poco. arrengáte. s.f. allineati, inquadrati.
arrapà. agg. grinzoso; che ha o fa le grinze. arrènne. s.f. non si rassegna; non darsi per
arraparse. s.f. eccitarsi sessualmente. vinto.
arrapáte. s.f. affamato di sesso. arrenúte. s.m. arreso, stancarsi lavorando.
arrappáte. s.f. grinzoso, non stirato. arrepezzà. v.tr. rattoppare la biancheria;
arrassà. v.tr. spostare; rimuovere qualcosa o riparare mettendo toppe.
qualcuno. arrepezzáte. s.f. rattoppato.
arrassáte. part.pass. spostato, rimosso, arrepizze. s.f. rattoppa; lavoro del rattoppare.
trasferito. arrepusà. s.m. riposo, ristoro, sollievo.
arrassete. s.f. scostati; allontanati; allontanare arrequèste. avv. in disparte, a comodo.
una persona o una cosa da un’altra cui stava arresciugnáte. s.f. persona rattrappita o
vicino. contratta.
arrassosije. s.f. non voglia Dio. arresecáte. agg. magro, scarno, sottile.
arráte. antiq. v. vendere a rate. arresedijà. s.f. portare via tutto, rassettare
arravugghià. v.tr. avvolgere; volgere in casa.
torno, piegare attorno o su se stesso. arresenáte. s.f. impiccolito magro, scarno.
arravugghiáte. s.f. pieno di debiti, coinvolto. arresine. s.f. malattia delle piante.
arravugghije. s.m. avvolgi. arrestà. v.tr. imprigionare; mettere o far
arrazzà. s.f. riuscire a convivere con le altre mettere in prigione.
persone. arrestúte. s.m. arrostito, l’arrostire.
arrebbelà. s.f. mettere in disordine. arresuscetáte. v.tr. risuscitato; richiamare in
arrebbelláte. v. disordinato; alieno vita.
dall’ordine e all’esattezza. arrète. avv. dietro, di dietro; nella parte
arreccià. v.tr. arricciare; avvolgere in forma posteriore.
di riccio. arreterà. s.f. ritirarsi, rinunciare,
arreccúte. part.pass. arricchito; diventato ripiegamento.
ricco. arretrà. s.f. rincasare.
arrecettà. v.tr. raccogliere; prendere, levare, arretráte. part.pass. arretrato; che è rimasto o
sollevare da terra. è indietro.
arrecitte ‘i firre. s.m. smettere di lavorare. arrevutà. v.tr. rivoltare, voltare nuovamente,
arrecogghije. v.tr. raccogliere, prendere, rivoltare dall’altra parte.
levare. arrevutáte. s.m. rivoltato.
arrecorre. v.intr. ricorrere; correre arrezzerià. v. rasentare, togliere via tutto.
nuovamente. arrezerijáte. v.tr. rassettare; mettere o
arrecurdà. v.tr. ricordare; avere presente rimettere in ordine.
nella memoria. arrezzà. s.m. far indurire il pene.: “ quèlle mo
arrecurdete. s.m. ricordati. me fáce arrezzà”.
arredúce. v.tr. ridurre; pervenire in una arrezzáte. s.m. quando il pene è indurito.
condizione peggiore di quella considerata arrezzenì ‘i carne. v.tr. accapponare la pelle,
normale. quando diventa ruvida e increspata.
arredútte. agg. ridotto; portato ad un arrezzenúte. s.m. arrugginito, rugginoso.
determinato stato o condizione. arrezzerijà. v.tr. mettere in ordine, pulire.
arreggestráte. s.f. pulito, messo in ordine. arrì. s.m. Errico.
arregnunáte. part.pass. ristretto, arresettato; arriccià. s.f. ricciare; fare dei ricci.
stretto dentro, racchiuso. arringhe. s.m. metti in fila: “ arringhe ‘i
ricchijetèlle a mamme”.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
arrise. s.m. arrendere; darsi in mano al artà. v.tr. costringere; obbligare qualcuno con
nemico. la forza.
arrìtte. s.f. alla dritta. artanide. antiq. s.m. ciclamino; pianta
arrive. s.m. arrivo, l’arrivare. erbacea delle primulali con foglie cuoriformi
arrivèdèrce. inter. arrivederci; la formula del e fiori di color rosa violacei.
saluto. arte de mazze. s.m. guardiano di armenti:
arrizze. s.m. quando il pene diventa duro. cavalli, buoi.
arrobbagalline. s.m. ruba galline arte. s.f. arte; attività umana regolata da
arronze. s.f. prendere tutto ciò che capita accorgimenti tecnici e fondata sullo studio e
sottomano. sull’esperienza.
arrostavaróle. s.f. teglia con i fori sul fondo arteculáte. s.f. staccionata di filo di ferro
per arrostire le castagne. appuntito.
arroste. v.tr. arrostire: “ arroste ‘a carne”. artegianáte. s.m. artigianato; attività
arruà. v.intr. arrivare; raggiungere un dato produttiva degli artigiani.
punto. artèteche. s.f. agitazione non stare fermo,
arruáte. part.pass. arrivato; giunto in un irrequieto.
luogo. artetecúse. s.m. irrequieto, fastidioso.
arrubbà. v.tr. rubare; prendere di nascosto articúle. s.m. articolo; particella premessa al
ciò che appartiene ad altri. nome per determinarlo.
arrubbáte. v.tr. derubare; privare qualcuno di artiste. s.m. artista; chi opera nel campo
ciò che gli appartiene o gli spetta. dell’arte.
arrubbicce. s.m. miscuglio di ferro, allunino artúre. Arturo Oreste Bucci, nacque a Foggia
ed altri materiali. nel 1879, educatore, giornalista e scrittore di
arruffianà. s.f. arruffianare, agire da ruffiano. vernacolo foggiano. Morì nel 1967 a Foggia.
arrugnà. v.tr. restringere, contrarre. aruchele. s.f. ruca, arucola.
arrugnáte. s.f. cosa o persona ritratta. arúsce. s.f. carbonella.
arrugnenà. s.f. ritrarre. arváre. s.f. fioriera a muro.
arrugnunáte. agg. arricchito. arve. s.m. albero; ogni pianta perenne con
arrunzà. s.f. prendere di nascosto. fusto eretto e legnoso che nella parte superiore
arrunzáte. s.f. una cosa fatta male. si ramifica.
arruscegnáte. s.f. infreddolito, ristretto. arvecille. s.m. alberello.
arruscignirsce. s.f. rattrappirsi di vecchiaia. arzanà. s.m. arsenale; luogo dove si
arrustì. v.tr. arrostire; cuocere per azione costruiscono, riparano e armano navi.
diretta del calore. arze. part.pass. bruciato; che è consumato dal
arrusulà. v.tr. rosolare; fare cuocere fuoco.
lentamente carne o altre vivande in modo che arzènde. s.f. acquavite o grappa; bevanda
prendono una crosta tendente al rosso. alcolica di alta gradazione ottenuta per
arrusuláte. s.f. rosolatura; tipo di lenta distillazione di vino, vinacce, frutti, cereali.
cottura di una crosta bruno- rossastra. arzicule. s.m. acciarini dell’asse del traino per
arruvà. v.intr. arrivare; raggiungere un dato non fare uscire la ruota.
punto. arzille. agg. arzillo; agile, vispo, vivace.
arruváte. s.m. arrivato. arzúre. s.f. arsura; secchezza, specialmente
arruvenà. v.intr. rovinare; guastare, sciupare. della gola, dovuta a sete, febbre e sim.
arruvenáte. s.m. rovinato. asca ‘nganne. s.m. cappio alla gola;
arruvine. s.f. rovina; danno gravissimo, soffocano una persona con le mani alla gola.
disastro economico o morale. ascèlle. s.f. ascella; regione del corpo
arruvutà. v. rivoltare. compresa fra la radice del braccio e il torace.
arruzzenúte. s.m. arrugginito; rugginoso. ascènne. v. scendere.
arruzzúte. s.f. arrugginita. ascènse. s.f. ascensione; salita di Gesù Cristo
al cielo, dopo la resurrezione.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
asche. s.f. corda, cappio; treccia di fili asile nide. s.m. asilo nido; istituto per
attorcigliati, usata per legare, tirare, sostenere. bambini fino a tre anni di età.
ascì. v.intr. uscire; andare e venire fuori da un asmèrze. s.f. al rovescio.
luogo chiuso, delimitato o circoscritto. asozze. agg. uguale; detto di cosa, persona o
asciarre. s.f. lite; violento contrasto con animale che per natura, forma, dimensione,
ingiurie e offese: “ e da stammatine chè qualità, quantità o valore, non differisce
stanne facènne asciarre”. sostanzialmente da altro o da altri.
ascinne. v. scendi. aspettà. v.tr. aspettare; avere l’anima o la
ascinne. v.tr. scendi. mente rivolti al verificarsi di qualcosa o
ascire. antiq. s.m. usciere; impiegato d’ordine all’arrivo di qualcuno.
con funzioni d’inserviente nei confronti asprigne. agg. aspro, agro; che ha il sapore
dell’ufficio stesso. agro e irritante per la gola.
ascise. s.m. lacerato; riduzione di qualcosa in assacrèse. antiq. s.m. all’improvviso.
brandelli. assáje. avv. assai, abbastanza, sufficiente.
asciucapanne. s.m. asciucapanni, trabiccolo; assalamènde. antiq. s.m. assalimento, assalto;
piccola struttura di legno curvate ad arco, atto atto tattico con cui le truppe più avanzate nel
a contenere uno scaldino. combattimento concludono la fase decisiva
asciugà. s.f. asciugare; privare dell’acqua o dell’attacco.
dell’umidità. assaldite. v.tr. esaudire; appagare
asciugavocche. s.m. taralli fatti in casa. benevolmente.
asciugghià. v.tr. slegare; sciogliere da un assalì. v.tr. assalire; investire con impeto.
legame. assalijáte. s.f. antipatico;persona senza
asciugghije. s.f. slega. carattere, insipido; si dice anche: “saliáte”.
asciúte. s.m. uscito. assaprà. v.tr. assaggiare; provare il sapore di
asciúte. v. uscito. un cibo, ho di una bevanda.
asciutte. agg. asciutto; che è privo di acqua o assassuláte. s.m. disseccato; rendere secco,
umidità. asciutto.
ascrezióne. s.f. iscrizione; registrazione, assavurijà. v.tr. asciugare; quando una parete
inclusione in un elenco, lista o simile. è messo l’intonaco e deve asciugarsi.
asdusse. s.f. cavalcare senza sella sul dorso di asse. s.f. asse; tavola di legno, stretta, lunga e
un animale. poco spessa.
ase. v.tr. usare; servirsi di un mezzo, uno assecà. v.tr. essiccare; prosciugare, asciugare,
strumento, una fonte di guadagno. diventare secco asciutto.
asecherdúne. s.m. di nascosto. asseccáte. s.m. dimagrito: “ e asseccáte assáje
asene. s.m. asino; mammifero degli ungulati, ‘u criatúre”.
più piccolo del cavallo e con orecchie più assecchenì. s.m. rendere secco, asciugare.
lunghe, grigio e biancastro sul ventre con assecchenite. v. essiccato.
lunghi crini all’estremità della coda. assecujà. v.tr. recare fastidio, annoiare.
asiatiche. s.f. influenza asiatica; malattia assecujánne. s.f. infastidire.
virale comparsa nel 1957 che determinò la assecujáte. s.f. annoiato, seccato.
morte di milioni di morti. Queste gravi forme assedènze. antiq. s.f. assistenza, aiuto.
influenzali sono attribuite alla periodica assèdije. s.m. assedio; complesso delle
comparsa di ceppi mutanti del virus di tipo A operazioni svolte da un esercito attorno a un
particolarmente patogeni. Le complicazioni lungo fortificato per impadronirsene con la
delle forme pandemiche possono forza.
comprendere edema dei polmoni, con asselúte. agg. assoluto; senz’altro: “ ogge
possibile blocco respiratorio o emorragia e magnete páne asselúte”.
morte, e collasso da brusca diminuzione della assembijà. assembrare, raccogliere, unire.
pressione sanguigna. assembraglije. s.f. zuffa; combattimento non
lungo ma accanito, rissa, baruffa, litigio.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
assemegghià. v.tr. assomigliare; paragonare asteciúlle. s.m. penna munita di pennino che
essere somigliante. si attingeva nel calamaio.
assemègghije. v.tr. somiglia; essere simile ad astile. antiq. s.m. virgulto; germoglio, pollone
altra persona o cosa. di pianta, arboscello.
assendà. v.intr. consentire; essere d’accordo astóre. antiq. s.m. uccello.
su un determinato punto con una o più astraggiúte. antiq. agg. astratto; che non ha
persone. rapporti con la realtà.
assendáte. s.f. legata bene, ben stretta; abito astrecáte. s.m. pavimento si può dire anche:
aderente. “astrèche”.
assennàte. agg. assennato; che ha o rivela astregnúte. part.pass. stretto; premuto, serrato
senno, giudizioso, prudente. con forza.
assentà. s.f. si dice delle vesti strette. atà. v.tr. aiutare; dare aiuto.
asserrà. v.tr. stivare; alloggiare ata. pr. indef. altra, altre, altri.
convenientemente nella stiva le merci da ata vanne. pr.prp. da un altra parte, altrove.
caricare, stipare. ate. agg. indef. altro; differente diverso, con
assettà. v.intr. sedere; posare le parti valore indeterminato.
posteriori del corpo sopra un appoggio ati. pr. indef. altri; un’altra persona.
qualsiasi. atrassáte. part.pass. arretrato.
assettáte. s.f. seduta; lo stare seduto. atrasse. v.tr. lasciare; quando una cosa non è
assettateve. s.f. sedete. ultimata.
assettatúre. antiq. agg. partigiano; durante la atrigne. s.m. frutto selvatico simile alle more.
seconda guerra mondiale, chi appartenne ai atrèzze. s.m. attrezzi; arnesi necessari allo
movimenti di resistenza contro le forze svolgimento di un’attività.
nazifascista. attróse. s.f. artrosi; malattia degenerativa
assètte. s.m. siedi. delle articolazioni.
assèttete. s.m. siediti. attabbarráte. s.m. coperto dal tabarro un
assovète. part.pass. assurto, elevato, ampio mantello che gli uomini indossavano
innalzato. sull’abito o sul cappotto.
assucuja. v.tr. seccare; rendere secco, privare attaccá. v.tr. attaccare; unire strettamente.
dell’umidità. attaccagghije. s.f. nastro per reggere le calze
assecujanne. part.pass. seccante; noioso, femminili.
fastidioso, spiacevole. attaccarse. v.tr. azzuffare; far venire a zuffa,
assugghije. s.f. lesina; ferro leggermente accapigliarsi.
ricurvo che il calzolaio adopera per bucare la attaccáte. v.tr. attaccare; unire strettamente,
pelle o il cuoio per poterli cucire. mediante adesivi, cuciture o simili.
assunde. s.f. Assunta; Maria Vergine attallanne. antiq. v.tr. organizzare; ordinare,
sollevata al cielo. disporre, preparare.
assundine. s.f. dimin. di Assunta. attandà. s.f. toccare maliziosamente, palpare:
assunnà. part.pass. addormentato; che ha “ a fenisce d’attandarme ‘u cúle”.
preso sonno, assonnato. attandarse. v.tr. toccarsi.
assunnáte. v. anche agg. che ha sonno. attáne. s.m. padre; uomo che ha generato uno
assunnuláte. s.f. sonnolenza; torpore che o più figli.
assale chi sente necessità di dormire. attanete. s.m. tuo padre.
assurbite. v.tr. assorbire; penetrare attraverso attannúte. agg. spigato, maturato; cardi
pori, meati, interstizi, detto specialmente di campestri freschi pungenti; persona inquieta.
corpi porosi. attarallà. v.tr. fare qualcosa, organizzare;
assuttegghijáte. v.tr. assottigliare; far sottile, ordinare, disporre preparare.
ridurre. attarallanne. s.m. cercare di organizzare: “ ‘u
astà. antiq. mettere in asta. fatte ‘u stáche attarallanne”.
attaralláte. agg. organizzato.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
attasà. v. rimanere di stucco. attutà. antiq. v.tr. attutire, rendere meno
attassáte. s.m. rimasto di stucco, senza violento, meno intenso.
parola. atu. agg. indef. altro; differente.
attatte. antiq. s.f. toccamento, toccare. auanne. s.f. quest’anno; l’anno in corso.
attelláte. part.pass. attillato; vestito con cura, aucchià. antiq. v.tr. adocchiare; fissare con gli
aderente, detto di abito. occhi, guardare con compiacenza e desiderio.
attembáte. s.f. persona anziana. aulènde. antiq. sollazzare.
atterà. v.tr. atterrare; gettare a terra, aulèrúse. antiq. agg. odoroso; che esala
abbattere. gradevole odore.
atterráte. s.f. atterrato. aulive. s.m. oliva; frutto dell’ulivo, a drupa
atterrenáte. antiq. v.tr. avvilire; rendere vile, ovale ricchissima di olio commestibile.
disprezzabile, deprimere, umiliare. aumendà. v.tr. aumentare; incrementare,
atterrì. v.tr. atterrire; incutere spavento, ingrandire.
terrore. aumènde. s.m. aumento; atto dell’aumento.
atterrúte. s.m. spaventato, esterrefatto. aumme aumme. s.m. agire di nascosto.
attesamènde. s.f. attentamente, aundà. antiq. svergognare, smentire.
diligentemente con attenzione. aunete. agg. unito; chi è animato da un forte
attezzatóre. s.m. attizzatoio; gancio usato dal spirito di solidarietà;compatto insieme.
fabbro per togliere le scorie che stavano nel aungenà. antiq.v.tr. torcere; avvolgere
fuoco. Attrezzo per attizzare il fuoco, si dice qualcosa su se stesso.
anche: “ attizzafuche”. aure. antiq. oro, elemento chimico, metallo
attèzze. s.f. attitudine; disposizione naturale nobile giallo, ricchezza.
verso particolari attività. aurelèje. antiq. insetto chiuso nel bozzolo.
attinde. agg. attento; che dedica ogni facoltà aurijite. antiq. agg. attento; che dedica ogni
dell’animo e dei sensi a quello che fa. facoltà dell’animo o dei sensi a quello che fa,
attόre. s.m. attore; chi recita, interpreta una agendo con cautela al fine di evitare
parte in uno spettacolo. inesattezze ed errori.
attrappande. v.tr. sorprendente; cogliere aúse. v.tr. usare, servirsi di un mezzo, uno
all’improvviso. strumento, una forma di guadagno o di
attrassáte. s.f. non essere in corrente con la energia.
pigione di casa. ause. agg. audace; che non teme il pericolo,
attraversà. v.tr. attraversare; passare ardito.
attraverso, attraversare la strada. ausille. s.m. piccolo mucchio di covoni, che si
attuccà. antiq. v.tr. cogliere; prendere allestivano durante la mietitura.
staccare dal terreno o da una pianta. ausìre. s.f. la visiera del berretto.
attunáre. antiq. s.m. chi lavora l’ottone. austine. s.m. Agostino.
attunnà. v.tr. arrotondare; dare forma rotonda aute. pr. indef. altri.
o più rotonda. avacce. antiq. avv. presto subito.
attunnáte. v.tr. arrotondato; diventato avaccevèle. part.pass. affrettato; fatto in
rotondo. fretta.
atturcenijà. v.tr. attorcigliare; attorcere su se avaccià. antiq. v.tr. anticipare; fare una cosa
stesso, avvolgere attorno. primo del tempo fissato in precedenza.
atturèje. antiq. s.f. amministrazione; attività avále. antiq. avv. adesso; ora, in questo
dell’amministrare. momento.
atturne. avv. attorno; in giro, all’intorno. avampe. s.m. fuoco di paglia lento.
attuscà. antiq. v.tr. intossicare;provocare avandà. v.tr. vantare; lodare con ostentazione,
intossicazioni esaltare come ottimo, insigne superiore o
attúse. antiq. agg. smorfioso; che ha simile.
l’abitudine di fare smorfie, lezioso, svenevole, avandarse. s.m. vantarsi.
sdolcinato.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
avanze. s.m. avanzo; ciò che rimane, avutáre. antiq. s.m. davanzale; soglia della
rimanenza. finestra su cui posano gli stipiti.
avasce. s.m. diminuire il prezzo di vendita: “ avutáte ‘u furne. s.m. alla girata del forno a
avasce chè vinne”. legno o a sansa.
avascià. v.tr. abbassare; portare qualcosa più avutáte mezzejurne. s.m. dopo mezzogiorno.
basso, calare. avutáte ‘a stráde. s.f. alla girata della strada.
avastà. v.intr. bastare; essere sufficiente, avutáte. s.f. alla girata.
durare. avúte. v. avere.
avaste. inter. basta; si usa per imporre silenzio avutine. s.m. vento fresco di levante: “ Chè
o per porre termine a qualcosa. bbèlla avutine chè mène”.
áve. v. ha; è , verbo avere, verbo essere. avuzze. s.m. asfodelo secco; pianta erbacea
avè. s.m. avere; il dare dover essere creditore. delle liliflore con lunghe foglie, scapo alto
avecille. s.m. uccello; ciascuno degli animali terminante con fiori bianchi in grappolo, e
appartenenti alla classe degli uccelli. radici a tubero: “mitte dóje avuzze sotte ‘a
avedè. v. mostrare, come si fa. cavedáre se no nenn’ésce a vúlle l’acque”. si
avedènze. s.m. ascolto; atto dell’ascoltare. dice anche: “fuffele”.
avène. s.f. avena; pianta erbacea delle avvandagge. s.m. vantaggio; ciò che mette
glumiflore con fusti alti, vuoti ed erbosi qualcuno o qualcosa in condizione più
infiorescenze a pannocchie terminali; usata favorevole rispetto ad altri.
per l’alimentazione animale e umana. avvecenáte. v.tr. avvicinare; mettere vicino o
avèramènde. avv. veramente; realmente, più vicino.
davvero. avvedè. s.f. rendere chiaro, mostrare.
averì. antiq. avverare; rendere vero, reale, avvelete. v.tr. avvilire, rendere vile,
effettivo. disprezzabile.
avèrze. s.f. verza; varietà di cavolo a foglie avvenazzáte. agg. ubriaco, detto di chi si
commestibili. trova in condizioni di etilismo acuto.
avèrte. s.f. divagare dal tema. avvènce. v.tr. non riesce, non ce la fa.
avèsse. v. avesse, avrebbe. avvergogne. s.f. vergogna; turbamento e
avete. agg. alto; che ha una determinata timore che si provano per azioni, pensieri o
altezza; altro. parole che sono o si ritengono sconvenienti.
avetià. antiq. v.tr. guardare; rivolgere lo avvèrte. v.tr. avverte; rendere consapevole
sguardo per vedere. qualcuno di una circostanza a lui ignota.
avetijete. antiq. non fidarti. avvertete. v. avvertito.
avetrejire. avv. l’altro ieri. avvertì. v. avvertire
avezà. v.tr. alzare; levare in alto, verso l’alto; avvesà. v.tr. avvisare, avvertire.
si dice anche“ gavezà”. avvesáte. v. avvertito.
avezáte. part.pass. alzato; levato in alto, in avvese. s.m. consiglio, suggerimento,
piedi. esortazione.
aveze. s.f. alza. avvezzerete. agg. irrequieto, agitato, vivace.
avezete. v.intr. alzati. avvince. locuz. non riuscire nell’intento.
avije. v. io ebbi. avvise. s.m. avviso, avvertimento.
avragghije. v. dovrei, dovrò. avvucáte. s.m. avvocato; dottore in
avrije. v. dovrebbe. giurisprudenza, abilitato ad assistere una
avucazijóne. s.f. evocazione;richiamo di parte, davanti a tutte le corti d’appello, in
spiriti dal mondo dei trapassati. processi civili e penali.
avuculà. antiq. v.tr. accecare; privare della avvulgible. agg. s.m. avvolgibile; persiana
vista. formata di listelli legno o plastica.
avulive. s.f. oliva; frutto dell’ulivo a drupa, azza. s.f. accia; filo greggio, specialmente di
ricco di olio commestibile. lino o canapa, in matassa, stoppa.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
azzarà. s.f. arrotare arnesi agricoli con azzulle. s.m. mazzuolo; tipo di martello con la
saldatura a fuoco, pezzo d’acciaio messo alle testa massiccia usato per battere sullo
punte degli attrezzi agricoli. scalpello o sulla pietra; martello di legno duro
azzardà. v.tr. azzardare, arrischiare, con manico corto usato dai falegnami.
avventurare. azzuppà. v.tr. urtare; dar contro, investire,
azzardatóre. agg. azzardoso persona che colpire col proprio corpo, col proprio mezzo
azzarda, che ama esporsi al rischio. di locomozione.
azzáre. antiq. s.f. rifare le punta d’acciaio azzuppàte. s.m. urtato.
degli attrezzi agricoli con la saldatura a fuoco azzurre. agg. azzurro; che ha un colore
e successiva bollitura: “ ogge hagghije júte variabile tra il celeste e il turchino.
d’o ferráre a azzarà ‘a zappe chè sère azzurrine. s.m. azzurro chiaro.
spundáte”
azzarene. s.m. acciarino; piccolo strumento
d’acciaio col quale, battendo la pietra focaia,
si producono scintille per accendere l’esca.
azzarete. agg. vivace; che è pieno di vita,
rigoglioso, vitale.
azzarine. s.m. strumento che affila coltelli.
azzarúte. agg. vispo; che è pronta, svelto,
brioso e vivace sia nel fisico sia nei modi,
persona vigorosa.
azzeccà. v.tr. indovinare; conoscere e
dichiarare il futuro o l’ignoto per aspirazione;
chiudere la porta o altro: “azzicche ‘a
fenèstre”.
azzeccamúre. gioco con monete e bottoni
vari vincevano chi si avvicinava di più al
muro. azzeccáte. s.f. addossato,
indovinato.
azzeccavene. s.f. si addossava.
azzecchenià. s.f. guardare le carte al gioco
lentamente.
azzeccúse. s.m. persona con comportamento
appiccicoso, melliflua.
azzenijanne. s.f. guardare qualcuno con
cattiva intenzione.
azzettà. v.tr. ammettere, accogliere, ricevere,
confermare.
azzettáte. s.f. l’ha confermato.
azzètt’azzètte. s.m. giusto in tempo.
azzètte. v.tr. approvare; giudicare buono,
giusto.
azzèttesije. s.f. quando sarà.
azzezzatille. s.m. elegante ben vestito.
azziche. s.m. chiudi: “ azzicche sta porte o
no!?”.
azzichinià. s.f. guardare attentamente le carte.
azzuarre. s.m. pantalone a tre quarti.
azzuffine. s.m. poliziotto; agente di polizia.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
badèsse. s.f. badessa; superiora di un
B, b monastero di religiose.
bafáte. s.m. affaticato, stanchezza,
spossatezza.
baffe. s.m. baffo; ciuffi di peli che crescono
sul labro superiore.
baa… avv. farsi notare. baffóne. s.m. baffone; persona con baffi folti
babbà. s.m. dolce di pasta lievitata, intriso di e lunghi.
rum, pasticcino al rum. bagagghje. antiq. s.m. bagaglio; tutto quanto
babbèje. agg. stolto; che dimostra poca si porta con sé in viaggio.
intelligenza, poco senno, insensato. bagagliόne. antiq. s.m. sacco.
babbelà. antiq. v. divagare, allontanarsi da un bagasce. s.f. prostituta; donna che si
argomento, da un proposito. prostituisce.
babbelèje. antiq. agg. babbeo; sciocco baghère. antiq. s.m. baghero, carrozzino a
semplicione. quattro ruote per tre persone; moneta di rame.
babbelià. v. distrarre. bagnà. v. bagnare; spargere liquido su
babbijóne. agg. babbeo, stupido. qualcosa o qualcuno.
babbóne. antiq. agg. babbeo. bagnaróle. s.m. tino ovale di zinco per
babbularije. mdd. cose che non esistono. mettere a mollo la biancheria.
babbulètte. mdd. favolette, stupidaggini. bagne. s.m. bagno; immersione di qualcuno o
babbulijà. v. distrarre, giocare. qualcosa in un liquido.
babbulijáte. v. giocare; distrarre un neonato bagnemarije. s.m. bagnomaria; sistema
col gioco. indiretto di riscaldamento di un recipiente
babbusce. s.f. babbuccia; calzatura di tipo mediante un liquido, in genere acqua, che è
orientale, con punta rivolta all’insù. direttamente scaldato.
babularije. s.f. cose da niente. bagnene. s.f. bagnarola; tinozza per mettere a
bacáte. v. calmato, diminuito. mollo la biancheria.
baccà. antiq. s.f. bacare, tripudiare. bagnine. s.m. bagnino che vigila sulla
baccaglià. v. discutere animatamente. spiaggia.
baccalà. s.m. baccalà; merluzzo salato ed bagno. antiq. s.f. tinozza, bagnarola.
essiccato all'aria, pesce osseo con corpo bagnulle. antiq. s.m. bagnolo; lino messo a
massiccio, squame piccole, barbiglio sotto il bagno in acqua, aceto e ghiaccio, messo sulla
mento, stoccafisso. Persona stupida. Persona fronte di chi ha la febbre, imbevendo un
magra e asciutta. fazzoletto serve a fare i: “bagnulle, curre a
baccàlà. agg. sciocco; che non ha giudizio, mamme facime ‘i bagnulle de acque e acite
criterio, intelligenza, senno. accussì cále ‘a frève ‘o criatúre”.
bacche. antiq. s.m. vino. baguglije. s.m. baule; cofano da viaggio di
bacchètte. s.f. bacchetta scudiscio. legno o cuoio, spesso rinforzato da bandelle o
bacchettóne. s.m. chi è alto di statura. borchie metalliche, munito di coperchio
báce. s.m. bacio; atto del baciare. ricurvo e di grosse maniglie.
bacene. s.m. bacino d’acqua. bajúle. antiq. s.m. portatore, esattore, balio;
bacenèlle. s.f. bacinella; recipiente concavo di marito della balia.
forma rotonda e vario materiale. bajunètte. s.f. baionetta; arma bianca, corta,
bacètte. s.m. bacetto; piccolo bacio. con lama d'acciaio di varia forma da innestare
bacile. antiq. s.m. catino. all'estremità del fucile.
baconghe. s.m. chi è basso di statura. balcóne. s.m. balcone; struttura sporgente dal
bacucche. antiq. s.m. panno che copriva la muro esterno di un edificio, contornata da
testa e il volto. balausta o ringhiera; aggetto
badà. s.f. porre attenzione, badare.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
balcunáte. s.f. balconata; lungo balcone sul balzamáte. s.m. imbalsamato; persona o
quale si aprono diverse finestre. animale preparato con sostanze speciali
balcungine. s.m. balconcino; piccolo balcone. cadaveri d’uomo o di animali per sottrarli ai
baldacchine. s.m. baldacchino; copertura naturali processi di decomposizione.
mobile a forma di padiglione retta da aste, balzáne. s.f. balzana; striscia di pelo
sotto le quali si porta in processione il SS. biancastro sopra gli zoccoli dei cavalli.
Sacramento; pulpito. bambáce. s.f. bambagia; pelosità di cui è
balènghe. agg. stupido; che ha scarsa rivestito il seme del cotone.
intelligenza, mente tarda. bambalù. s.f. altalena; gioco infantile
balice. antiq. s.f. valigia; spece di cassetta di consistente nel far oscillare avanti e indietro,
cuoio, tela, fibra o plastica, con maniglia per standovi seduti, un sedile appeso a due funi:
reggerla, in cui si ripongono abiti e oggetti “éje bbèlle stu bambalù”. Si dice anche;
vari. “dindalù”
baliciotte. s.m. valigiotto. bambalúte. part.pass. stordito; privo di sensi.
balille. s.m. studente di scuola media nell’era bambenóne. s.m. bambinone; persona adulta
fascista. che si comporta puerilmente.
balitte. antiq. s.m. balletto; componimento bambriglije. antiq. s.m. cespuglio, secco,
musicale a ritmo di danza. truciolo.
balive. antiq. s.m. balivo; nell’ordinamento bammine. antiq. s.m. bambino.
feudale, funzionario di nomina regia e capo di bancále. s.m. pancale, panno che si copriva la
una circoscrizione territoriale. panca.
ballà. v. ballare; muovere i piedi andando o bancarèlle. s.f. bancarella; carretto a banco di
saltando a tempo misurato di suono o di voce. vendita all’aperto di oggetti nuovi o usati.
ballarine de corde. s.m. funambolo; banche. s.f. banca, in viale XXIV Maggio
equilibrista che esercita il suo mestiere sulla dove ora c’è, la banca d’Italia c’era lo
corda o su un filo di metallo. stabilimento Rocco e Lacapraria, che
ballatúre. s.m. ballatoio; balcone che gira produceva la pasta confezionata; banco da
intorno a un edificio o a parte di esso, lavoro.
esternamente e internamente; pianerottolo. banchètte. s.f. pranzo con numerosi invitati.
ballà. v. ballare. bande. s.f. banda; gruppo organizzato di
balle. s.f. balla; quantità di merci messi malviventi.
insieme e avvolte per essere trasportate; bande de vardarille. s.f. banda di ragazzini.
donna mal vestita. banderozze. s.f. bandierina; piccola bandiera.
balle de pagghije. s.f. balla di paglia. bandetóre. s.m. banditore; l’uomo che faceva
balle de pèzze. s.f. balla di stracci. la pubblicità ai negozianti, gridando per le
ballètte. s.f. balletta; piccola balla. strade con un portavoce portatile a forma di
ballètte de pagghije. s.f. balletta di paglia. cono, l’antenato del nostro megafono.
ballitte. antiq. s.m. balletto. bandire. s.f. bandiera; drappo di stoffa
ballóne. s.m. ballone; grossa balla. attaccato a un’asta, di uno o più colori e
balluttáte. antiq. s.m. salto del cavallo disegni, simboleggiante uno Stato,
quando resta sollevato da terra con tutte, è un’associazione, un corpo, una città.
quattro le zampe, ballottata. bandite. agg. bandito; che è messo al bando.
baltrèsche. antiq. s.f. bertesca, baltresca, bangarèlle. s.f. bancarella; carretto o banco di
torretta guarnita di feritoie posta sulla vendita all'aperto di oggetti nuovi o usati.
sommità di antiche fortificazioni. bangarelliste. s.m. bancarellista; chi vende
balustráte. s.f. balaustrata; struttura a oggetti su bancarelle.
colonnette, collegate da un basamento e una bangarille. s.m. bischetto, deschetto; tavolino
cimasa, che serve da parapetto o divisorio. da lavoro del calzolaio.
balúte. v. stancato: “ sé abbalúte de chiande banghe. s.m. panca di venditori ambulanti.
‘u criatúre”. banghetille. s.m. panchetto di legno, scanno.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
banghine. s.m. marciapiede; parte della strada barbe. s.f. barba; insieme di peli che spuntano
riservata ai pedoni, generalmente rialzata sulle guance o sul mento dell’uomo.
rispetto al piano viabile. barbecáte. v. abbarbicare; emettere radici nel
bangόne. s.m. bancone; lungo tavolo, da un terreno detto di pianta.
lato chiuso sino a terra, che in uffici e negozi barbètte. s.m. pizzo; barbetta a punta sul solo
separa gli impiegati o i venditori dal pubblico. mento.
bannaróle. s.f. banderuola, insegna metallica barbettúne. antiq. s.m. denaro; insieme di
girevole posta su una sommità per indicare la monete metalliche o cartacee.
direzione del vento. Si dice anche: “ barbóne. s.m. vagabondo che vive di
Bannarióle”. espedienti.
banne. s.m. bando. barche. s.f. barca; imbarcazione di
banne a vecarije. antiq. s.m. bando per via e dimensione modesta, per trasporto di persone
vicoli. e cose.
banne musecále. s.f. banda musicale. barcóne. s.m. barcone; barca a fondo piatto.
bannère. antiq. s.m. ciarlatano; venditore barcullà. v. barcollare; stare malfermo,
ambulante specialmente in fiere di paese; chi piegando ora da un lato ora dall’altro.
sfrutta la buona fede e la credulità altrui. barcullanne. v. vacillare; accennare a cadere,
banniste. s.m. musicista di banda; chi barcollando.
emanava un bando. bardasce. antiq. s.m. monello, ragazzo.
bannóne. antiq. s.m. palco a forma circolare báre. s.f. bara; feretro cassa da morto.
ricoperto da una cupola preparato in piazza barène. s.m. attrezzo per eseguire la
per ospitare un’orchestra durante le feste, carenatura; barena.
bannone; grossa lastra di latta. “ ‘u uaglóne baróne. antiq. s.m. strumento a due tagli e
jève lucchelanne ck’a stagnère de bannóne due manici con le ossa per fare i pettini.
chiène de scagghjúzze”. barrèlle. s.f. barella; lettuccio per il trasporto
baraccanà. antiq. s.f. tela; tessuto di lino, di ammalati o feriti.
cotone o canapa a tessitura classica. barrètte. antiq. s.f. berretta, copricapo
baraccáre. s.m. venditore di merce in vescovile, prelatizia, di color rosso.
baracca. barrire. s.f. barriera; sbarramento che chiude
barraccárije. antiq. s.f. bidonville; quartiere un passo, segna un posto, un confine.
di baracche costruite con materiali vari, bartafoglije. s.m. portafoglio; busta di pelle
specialmente lamiere, nella periferia di una per banconote o simili.
grande città. bartalumèje. s.m. Bartolomeo.
baracche. s.f. baracca; costruzione di legno o barzullètte. s.f. barzelletta; storiella spiritosa
metallo, per ricovero provvisorio di persone, e divertente.
animali o cose. bascuglije. s.f. basculla; bilancia a braccia
baracchene. s.f. sponde laterali del carretto disuguali, per corpi di grandi dimensioni e
lunghe 2,20 m, alta 60 cm. con due sostegni peso.
affusolati. bastà. v. bastare.
baracchenille. s.f. piccole sponde che si bastáge. antiq. s.m. facchino; chi è addetto al
sovrappongono alle sponde del carretto per trasporto di carichi o bagagli nelle stazioni,
aumentare il carico. nei porti e simili.
baraccόne. s.m. baraccone; grossa baracca. bastarde. agg. bastardo; nato da genitori non
barbaggiáne. s.m. barbagianni; uccello legittimamente coniugati.
rapace notturno degli strigiformi; uomo bastáre. antiq. s.m. sellaio; chi fabbrica o
sciocco e balordo. ripara selle o oggetti di cuoio.
barbanère. s.m. almanacco; calendario con baste. inter. basta; si usa per imporre silenzio
l’indicazione delle festività e delle fasi lunari. o per porre termine qlco.
barbatèlle. s.f. talea di vite d’uva da bastemènde. s.m. bastimento; imbarcazione,
innestare barbatella. a vela o a motore, più grande di una barca.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
bastóne. s.m. bastone; ramo d’albero battèrije de fuche. s.f. batteria di fuochi,
arrotondato e lavorato, o oggetto simile anche fuochi pirotecnici.
non di legno, usato per appoggiarsi battèriste. s.m. batterista; chi suona la
camminando e come arma. batteria.
bastóne p’i ciche. s.m. batocchio; bastone per battetacche. s.m. battitacco; nastro rinforzato
ciechi. per proteggere l’orlo all’interno dei pantaloni.
bastungine. s.m. bastoncino; diminutivo di batte. s.m. vaglio; dispositivo costituito
bastone. essenzialmente da una superficie provvista di
basuláte. s.f. copertura della strada, lastricato. fori o da una rete di fili intrecciati.
basúle. s.f. lastre di pietra vulcanica. battete. antiq. v. vagliare; passare al vaglio
batassà. antiq. s.f. batassare, agitare, crollare. per separare dal materiale estraneo.
batèsse. s.f. badessa; superiora di un battescópe. s.m. battiscopa, fascia di legno o
monastero di religiose. altro materiale che corre in basso lungo le
batoste. s.f. batosta; percossa, sconfitta. pareti di una stanza a protezione del muro.
Grave disgrazia o danno. battestère. s.m. battistero; costruzione a
battaglià. s.f. battagliare, combattere; detto di pianta centrale situata un tempo vicino la
una donna che li piace fare sesso. chiesa e contenente il fonte battesimale; venne
battaglije. s.m. battaglia; scontro tra eserciti o poi incorporato alla chiesa stessa, spec. come
grandi unità nemiche. cappella.
battàglije. s.m. picchiotto; battiporta di forme battetúre. v. vagliatura, operazione di
diverse, spesso artisticamente lavorato in separare materiali col vaglio, scarto che resta
bronzo o ferro; pene dell’uomo. nel vaglio.
battaglióne. s.m. battaglione; unità tattica battezzà. v. battezzare; imporre il nome per
fondamentale della fanteria, formata da più mezzo del battezzo.
compagnie e comandata da un maggiore o da battezzáte. s.m. battezzato.
un tenente colonnello. battèzze. s.m. battesimo; primo sacramento
battaglire. agg. battagliero; che ama della chiesa Cristiana, amministrato per
combattere ed è valente in battaglia. versamento dell’acqua sulla testa o per
bàtte. v. battere; fare una serie di colpi. immersione.
battecarne. s.m. batticarne; arnese da cucina battezzόne. antiq. s.f. antica moneta
per battere e ammorbidire le fette di carne. fiorentina, con l’effige di san Giovanni
battefine. antiq. s.m. abbattifieno; apertura Battista.
praticata nel pavimento del fienile per lo battime. antiq. s.f. battima, battigia.
scarico del fieno nella stalla sottostante. battóre. antiq. s.m. battiloro; artigiano che
battelarde. s.m. battilardo; tagliere di legno batte l’oro e l’argento, riducendoli in sottili
su cui si battono carne, lardo, verdure e lamine.
simile. battuglià. v. pattugliare; sorvegliare con una
battemazze. s.m. aiutante nella fucina, pattuglia.
addetto a battere la mazza. battuglije. s.f. pattuglia; piccolo gruppo di
battènde. s.m. battente; parte dello stipite su soldati o agenti dell’ordine pubblico incaricati
cui battono l’uscio o la finestra quando si di ordini operativi particolari.
chiudono. battúte. s.f. battuta; nel dialogo teatrale, ciò
battepanne. s.m. battipanni; spatola di giunco che dice ogni volta ciascun attore.
intrecciato per battere e spolverare i panni. batúfele. s.m. batuffolo; piccolo e soffice
batteporte. s.m. battiporta; seconda porta di ammasso di bambagia, lana e simile; bambino
rinforza alla prima. o animale piccolo e grasso.
batte. v. battere; compiere una serie di colpi batόste. s.f. batosta, percossa, sconfitta; grave
su qualcosa o qualcuno. disgrazia o danno.
battèrije. s.f. insieme di pentole da cucina di bauglije. antiq. s.m. baule.
varie dimensioni.

51
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
bavaglije. s.m. bavaglio; panno o fazzoletto bèbene. antiq. s.f. felicità; stato di chi è felice.
che, strettamente avvolto attorno alla bocca, beccacce. s.f. beccaccia; uccello commestibile
impedisce di parlare. migratore con zampe brevi, becco lungo e
bavagline. s.m. bavaglino; tovagliolino che si diritto piumaggio molto mimetico col terreno.
allaccia al collo di bambini piccoli. beccaccine. s.m. beccaccino; uccello
bavejire. antiq. s.f. baviera, parte dell’elmo commestibile, migratore, più piccolo della
che copriva la bocca e le guance. baccaccia, con zampe più lunghe e ventre
bavelische. antiq. s.m. grosso cannone; rettile. quasi bianco.
bavere. s.m. bavero; sciarpa per coprire il beccarije. s.f. macelleria; rivendita di carne
mento. Colletto della giacca, del soprabito, macellata, bottega del macellaio.
cappotto e simile. bècche. s.m. mento parte inferiore, sporgente
bavètte. s.f. bavaglino; di varia forma e del volto, sotto la bocca; becco caratteristica
tessuto assorbente, che si lega al collo dei formazione cornea formata da due pezzi che
bambini quando mangiano. rivestono la mascella o la mandibola degli
bazzariotte. antiq. s.m. vagabondo, ozioso. uccelli;
bazzarre. antiq. s.m. baratto; scambio diretto bècchelunghe. s.m. persona che ha il becco
di un bene o un servizio con un altro. lungo.
bazzecà. s.m. gioco al bigliardo, bazzica. becchenotte. part.pass. gelato, o cannoli
bazzechèje. s.f. frequentare lo stesso luogo mignon.
abituale. beccherine. s.m. bicchierino.
bèáte. agg. beato. beccheruzze. s.m. bicchiere medio.
bbèll’óme. s.m. bell’uomo: “Senèlle a bècchesturte. s.m. persona con il becco
mamme quille éje propije nu bbèll’óme ne tu deforme.
facènne scappà”. bècchetotò. s.m. persona con il mento storto.
bbèlla fammene. s.f. bella donna: “chè becchire. s.m. bicchiere; piccolo recipiente,
bbèlla fammene éje ‘a mamme de Giuanne”. specialmente di vetro, di varie forme e misure,
bbèlla giovene. s.f. prostituta; donna che si in cui si versa il liquido da bere.
prostituisce, donna di malaffare, donna di becchire d’a canále. s.f. mezzo imbuto di
strada, donna perduta, meretrice, mondana: stagno o plastica messo sopra il canale a
“Mamèje sé mise affà propije a bbèlla giovene sezione cilindrica per lo scolo delle acque
chè sckifèzze lè…lè…”. posto vicino i muri delle abitazioni a schiera
bbèlle bbèlle. mdd. piano piano; “a Fogge se che raccolgono le acque dei tetti e la
dice: chè bbèlle bbèlle s’abusckáje quaranta defluiscono in strada.
curtelláte pecchè ne se vulève móve”. beccucce. s.m. beccuccio; piccolo
bbèlle. s.f. bella; donna avvenente, donna prolungamento sporgente di ampolle, anfore,
amata; in vari giochi e sport, l’ultima partita storte e simile da cui si versa il liquido.
decisiva tra avversari alla pari. beccúse. s.m. chi ha il mento grande, chi si
belline. s.f. donna di facile costume. cresce il pizzo.
bebbóne. s.m. bozzo; bernoccolo, bececlètte. s.f. bicicletta; veicolo leggero a
protuberanza. due ruote, mosso per mezzo di pedali.
bebbulche. antiq. s.m. bifolco; salariato che bedè. s.m. bidè; vaschetta bassa di forma
accudisce al bestiame e lo impiega nei lavori allungata, per lavaggi intimi del corpo.
agricoli; uomo villano. bedèlle. s.m. bidello; chi è addetto alle pulizie
bebbuzze. s.m. bernoccolo; piccola e alla custodia di una scuola.
protuberanza cranica naturale e dovuta a bedètte. antiq. s.m. cavallino, ronzino.
contusione. bedóne. s.m. bidone, truffa, imbroglio,
bèbè. s.m. neonato; che è appena nato, o che è prendere una fregatura; recipiente metallico o
nato da poco; bambino neonato. in materia plastica, di media capacità, di
bebedeche. antiq. mdd. auguri di buona forma cilindrica, atto al trasporto di prodotti
salute. spec. liquidi.

52
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
bedóne d’a mennèzze. s.m. cassonetto; bellecóne. antiq. s.m. grosso bicchiere.
contenitore mobile di grande capienza, bèllefatte. agg. bello; che, per le sue qualità
collocato nelle strade per la raccolta dei estetiche, provoca impressioni gradevoli.
rifiuti; bidone casalingo per l’immondizia. bèllegènije. avv. di proposito. Di punto in
beduine. s.m. beduino; persona che si fa bianco.
raggirare facilmente; nomade arabo dei deserti bèllegiovene. s.m. giovane bello.
del medio oriente. bellèzze. s.f. bellezza; qualità di bello.
bedunà. v. bidonare; imbrogliare, truffare. bèllinbúste. s.m. bell’imbusto; uomo
bedunáte. s.f. bidonata; imbroglio, truffa. ricercato nel vestire, fauto e galante.
beduniste. s.m. bidonista, truffatore. belline. s.f. donna sfacciata.
bedunóne. s.m. grossa truffa. bèllóme. s.m. uomo bello e simpatico; “éje
bèfáne. s.f. befana, personaggio fantastico propije nu bbèlle bèllóme”.
raffigurato come una vecchia che scende per bellulle. antiq. s.f. donnola.
la cappa del camino e porta doni ai bambini bènbarte. antiq. mdd. Ben ti sta.
nella notte dell’Epifania. bène. avv. bene; in modo buono, giusto.
befanije. s.f. Epifania; festa che commemora benedètte. v. benedetto; che ha ricevuto la
la visita dei magi alla grotta di Betlemme il 6 benedizione.
gennaio. benedeziόne. s.f. benedizione; nella teologia
beffóne. s.m. buffone; chi volge in ridicolo le cattolica, uno dei sacramenti che, compiuti
cose serie; e intrattiene gli altri divertendoli; ritualmente, attribuisce santità e attrae grazie.
chi nel medioevo e nel rinascimento benedice. v. benedire; invocare la benedirne
esercitava il mestiere di divertire gli altri. su qualcuno o su qualcosa.
beffenazze. S.m. chi usa fare il buffone. benediche. s.m. augurio di buona salute.
befolche. s.m. bifolco, persona rozza beneditte. s.f. pietanza preparata come
ignorante, villano; salariato che accudisce al antipasto nel periodo di Pasqua, con insaccati,
bestiame e lo impiega nei lavori agricoli. uova sode, fette di limone, arance.
beglittine. s.m. manifestino; foglietto volante benefecènze. s.f. beneficenza; opera d’aiuto
distribuito al pubblico, specialmente per fini agli indigenti.
propagandistici. benenanze. antiq. avv. bene, felicità,
begliarde. s.m. biliardo; gioco in cui le bilie prosperità.
d’avorio sono mosse con le mani o la stecca bèngále. s.m. bengala; fuoco d’artificio
ha secondo del gioco. variamente colorato.
begliardine. s.m. biliardino; piccolo bèngunde. avv. insomma, infine, in
bigliardo; flipper. conclusione.
begurdà. antiq. v. festeggiare; celebrare una benisseme. dispr. benissimo.
festa: “stasère hamma bergurdà assáje”. bènite. s.m. Benito Matteo Faleo docente
bejáse. s.m. Biagio; festa di san Biagio, nella dell’università del Crocese, scrittore, poeta e
chiesa di san Tommaso, il prete benediva con lessicografo foggiano.
l’olio la gola ai bambini e, dava i tarallini benzenáje. s.m. benzinaio, persona addetta a
azzimi. un distributore di benzina, pompista.
bejáte. part.pass. avviato, che è messo o si è bènzine. s.f. benzina; liquido volatile e
messo in via, in moto, in cammino. infiammabile ottenuto dal petrolio.
bèlla fèlice. antiq. s.m. martin pescatore, bepènne. antiq. s.f. bipenne o bipenne; scure
uccello con grossa testa, lungo becco forte e a due tagli.
diritto, piccolo corpo con colori bellissimi e berbande. s.m. birbante; persona astuta e
grande abilità nel catturare pesci. disonesta.
bellà. antiq. v. combattere; prendere parte a bèrbece. antiq. s.m. berbice, agnello che
uno scontro, specialmente armato, a una diventa pecora.
battaglia.
bèllafèmmene. s.f. bella donna. Donnaccia.

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bèrgere. antiq. s.f. bergere; poltrona alla graticola o nel tegame. Bistecca al
imbottita, ampia e profonda, munita di sangue, poco cotta.
poggiatesta laterali. bèstije. s.f. bestia; animale in senso generico.
bergulà. antiq. v. cianciare dire ciance, besugne. s.m. bisogno, necessità.
ciarlare, blaterare. bettemazze. s.m. aiutante nella fucina,
bèrgule. antiq. agg. sciocco; che non ha addetto a battere la mazza.
giudizio, senno, criterio, intelligenza. bettóne. s.m. bottone; piccolo disco di
berlèffe. antiq. s.m. taglio o sfregio sul viso. materiale vario, talvolta ricoperto di tessuto
berlengà. antiq. v. berlingare, balbettare a serve per allacciare le parti di un indumento.
pancia piena. bettorije. s.m. Vittorio.
berlengozze. antiq. s.m. ballo che si faceva bettunáje. s.m. bottonaio; chi fabbrica e
dopo la mietitura. vende bottoni.
berlocche. s.m. organo genitale maschile si bettúne. s.m. bottoni ve ne sono di diversi tipi
chiama anche: “nudeche, cille, pinghe, e sono chiamati: “ cangele. maciuppe,
pengóne, suatte, cugghije, cazze, furmèlle, buttegnacche, conghe”.
cemececcuzze, zavezicchije, cellóne, betuà. part.pass. abituato; che ha l’abitudine.
crèapopele”. Oggetto vistoso, oro. betuáte. v. abituare; dare un’abitudine.
bernèje. antiq. s.f. bernia mantella da donna. bevarije. antiq. s.f. ubriacatura, l’ubriacarsi,
berráje. s.m. birraio; chi fabbrica o vende sbornia.
birra. bèvere. antiq. s.m. castoro.
berrejóle. antiq. s.f. papalina; piccolo beverijèje. antiq. s.m. bere molto,
copricapo ornato spesso da una nappa, un ubriacatura.
tempo usato da uomini anziani specialmente beveróne. s.m. bevanda per le bestie,
in casa. composta d’acqua e farina o crusca.
berrozze. s.f. peroncino; birra in bottiglia da bevommere. s.m. aratro con due vomeri.
¼ da 25 cl. bezzèffe. avv. assai, abbastanza, in
bersaglije. s.m. bersaglio; luogo, oggetto da abbondanza: “ l’acque a mène a bezzèffe”.
colpire specialmente in competizioni sportive. bezzóche. s.f. bigotta; che ostenta una grande
bersaglire. s.m. bersagliere; persona molto religiosità.
energica e decisa; soldato dello speciale corpo bezzuche. s.m. bigotto.
di fanteria leggera. biadà. v. abbiadà; nutrire di biada.
bertulle. antiq. s.m. bertuello; rete a imbuto biage. s.f./m. Biagia. Biagio.
per la cattura di uccelli. biagine. s.m./f. dimin. di Biagio. Biagia.
bèrze. antiq. s.m. calcagno; parte posteriore biancà. v. imbiancare; far divenire bianco.
del piede. biancarije. s.f. biancheria; complesso degli
bescarije. s.f. bisca. indumenti intimi o dei panni di uso
bescazzire. s.m. biscazziere; chi segna i punti domestico.
fatti dai giocatori al biliardo. biancecà. v. albeggiare; farsi giorno, spuntare
beschelètte de candine. s.f. bicicletta di l’alba.
cantina, composta da un bicchiere di vino bianche d’uve. s.m. albume; nell’uovo degli
mischiato con l’aranciata. uccelli o dei rettili, membrana protettiva e
beschelètte. s.f. bicicletta. nutritiva secreta delle pareti dell’ovidotto.
bescotte. s.m. biscotto; pasta dolce, di varia bianche. agg. bianco; detto di tutto ciò ha
forma, a base di farina, zucchero e grassa colore chiaro.
cotta a lungo nel forno; pane cotto due volte bianchètte. s.m. grano tenero si usa per fare
per renderlo più conservabile. “ ‘U gráne cutte ‘u jurne di murte”.
bèsse. antiq. agg. sciocco. bianchì. v. bianchire;far diventare bianco.
bestècche. s.f. bistecca; fetta di carne di biáse. s.m. Biagio; festa di san Biagio, nella
manzo o di vitello tagliata sulla costola, cotta chiesa di san Tommaso il prete benediva le
gole con l’olio ai bambini, e dava i tarallini.

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biasèlle. dimin. di Biagia. birre da trè quarte. s.f. birra in bottiglia da
biasine. s.m./f. dimin. di Biagio e Biagia. ¾ da 66 cl.
biastème. antiq. s.m. bestemmia; parola biribarà. antiq. s.f. antico gioco.
oltraggiosa contro la divinità e i santi. birocce. antiq. s.m. calesse; vettura leggera a
biatóre. s.m. avvio, inizio. due ruote, con o senza mantice, trainata da un
bibbije. s.f. bibbia; collezione delle sacre solo cavallo.
scritture antico e nuovo testamento. birolde. antiq. s.m. sanguinaccio; vivanda a
bidè. s.m. bidè; vaschetta bassa di forma base di sangue di maiale, fatto friggere con
allungata, per lavaggi intimi del corpo. sale e farina.
bidètte. s.m. bidetto, ronzino, cavallo di razza bischizzà. antiq. v. fantasticare; abbandonarsi
inferiore o scarto. a congetture fantastiche, almanaccare,
biff. s.m. formaggio americano di colore arzigogolare.
arancione che era distribuito a pranzo nei bisciottèrije. s.m. bazar; emporio di merce di
refettori comunali tra gli anni 50/60. ogni genere.
biffe. s.f. biffa; piastra in legno o di gesso a X bisce. s.f. serpente d’acqua; rettile non
posta alle fenditure di un muro per verificare velenoso, con corpo coperto di grandi squame
se si allargano. lucide di color verde grigiastro con macchie
bigliarde. s.m. bigliardo. nere; vive presso i corsi d’acqua.
bignè. s.m. bignè; specie di pasta dolce, cotta bisciù. avv. cosa bella.
in forno e farcita con crema;pasticcino. bisciuttire. antiq. s.m. orefice; chi compra e
bigurdà. v. festeggiare; celebrare una festa. vende oggetti di oreficeria; artigiano che
bigurde. s.f. orgia, nel mondo greco – romano lavora i metalli preziosi traendone speciali
festa in onore del dio Dionisio o Bacco, di gioielli.
Orfeo, Cibele, e di altre divinità misteriche. bistundà. antiq. s.f. rendere bistondo, cioè
bijáte. part.pass. agg. beato; che è tondo.
completamente felice. bitule. s.f. bieta o bietola; varietà di
bijatóre. s.m. inizio, avviamento, principio. barbabietola da orto, le cui foglie hanno coste
bijulle. antiq. s.m. bugliolo; vaso di terracotta fogliari bianche larghe e carnose,
usata come tazza del gabinetto si dice anche: commestibili.
ze pèppe, prise, candere. blasfèmà. s.f. bestemmiare.
bile. antiq. s.m. sacco di juta per mettere il blè. agg. blu; che ha un colore azzurro cupo,
grano. Bile. in varie sfumature.
binà. antiq. v. raddoppiare; fare diventare bochesèlle. s.m. pugile; atleta che pratica il
doppio, accrescere, aumentare. pugilato.
binde. s.f. binda; macchina per il bocconcine. s.m. provolina; boccone molto
sollevamento di carichi a piccola altezza, saporito.
azionata a manovella. bocconcine de bufele. s.f. provolina;
biocchije. antiq. s.m. binocolo; strumento formaggio di forma sferica od oblunga, per lo
costituito da cannocchiali gemelli, usato per più di latte di bufala, tipico dell’Italia
osservare con ambedue gli occhi oggetti meridionale; latticino,dette anche: “όve de
lontani, o per vederli ingranditi. bufele”.
bionde. agg. biondo; che ha un colore boème. antiq. s.f. miseria, stato di estrema e
intermedio tra il giallo e il castano chiaro, con totale infelicità.
gradazioni diverse. bóle. s.m. bolo; piccola massa di cibo
birre. s.f. birra; bevanda ottenuta per masticato e insalivato pronto per la
fermentazione di malto, orzo e altri cerali, deglutizione.
mescolati al luppolo e contenente anidride bolle. s.f. bolla papale; lettera papale o
carbonica. episcopale munita di sigillo pendente; raccolta
birre. da nu tèrze, s.f. birra; in bottiglia da 33 di liquido sieroso negli strati superficiali della
cl. cute;.

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bollite. s.f. carne lessa. e carrettieri dove vi sono “ ‘i fuggianazze”,
bolilatte. sm. bollilatte; bollitore per latte con provenienti sicuramente dagli Arpani. Nel
coperchio fornito di fori per impedire l’uscita tratto di via Lucera, si ebbe il borgo di:
della schiuma al momento dell’ebollizione. “Mania porci o mangia porci” detto di:
bombele. s.f. bombola; recipiente di metallo a “crapáre”, che prende il nome dagli abitanti
forma cilindrica, trasportabile, destinato a genti dedite all’allevamento e commercio di
contenere gas compressi o liquidi. capre, mucche e pecore, che va da via P.
bombèsce. antiq. s.f. raccoglie cera formato Fuiani, parte di via Vittime Civili, e fino alla
da un disco di carta con foro centrale infilato chiesa di San Michele, di questi si ha da dire,
nelle candele. perché non sappiamo da dove provenivano, si
bombise. s.m. peso di poco superiore a quello pensa al periodo della transumanza con
richiesto: “ è chè tine ‘a velanze e máne lè l’insediamento di pastori. Poi vi è quello di:
fatte bombise ‘a murtatèlle”. “Maste Carrire”, gente abile a costruire “
bombò. s.m. cosa piccola e dolce. carrozze e trajine”, occorrenti per i lavori di
bombolètte. s.f. dimin. di bombola; campagna, insediatosi verso la chiesa del
bomboletta spray, piccolo recipiente cilindrico Carmine, oltre l’urto di san Pasquale, veri e
il cui contenuto è proiettato all’esterno sotto propri artigiani. Mentre al di fuori di porta
forma di nebbiolina o di schiuma da un reale e precisamente alle spalle della chiesa di
erogatore spray. san Francesco Saverio (chiesa delle Colonne)
bommine. antiq. s.m. Gesù bambino. si affermarono i: “ ferráre, stagnáre e
bóna bóne. mdd. calma, calma. fèrracavalle”, fabbri, stagnini e maniscalchi.
bónafède. s.f. buona fede; convinzione di Continuando a raggiera e spostandosi nel
pensare o agire onestamente, giustamente e dintorno dell’attuale via Dante, si formo
senza arrecar danno a nessuno. “borghe scopáre”, scopari popolato da gente
bonaffecejáte. antiq. s.m. gioco del lotto. che dalle marane e canneti, raccoglieva:
bonamáne. s.f. buonuscita, indennità data dal “lunge” giunchi, per confezionare cesti di
datore al prestatore di lavoro alla cessazione tutte le misure utili a contenere pane fatto in
del rapporto; somma di denaro dato dal casa, verdure selvatiche, ricotte e formaggi, e
locatore all’inquilino perche lasci libero ancora scope, ventagli con piume di tacchino,
l’appartamento prima dello scadere del mentre altri si dedicavano a intrecciare paglie
contratto. per i fondi delle sedie.
bonaneme. s.m. quando una persona è morta bornèje. antiq. s.f. bugia; asserzione
e si nomina: “quille ‘a bonaneme de Tatonne coscientemente contraria alla verità.
ère nu bráve crestiáne”. borra cartelláre. antiq. s.m. scartafaccio;
bonbróde. antiq. locuz. buon pro. quaderno di più fogli, anche non legati
bóne. agg. buona, bella. insieme, usato per minute, per prendere
bonèficiáte. s.f. beneficiata; rappresentazione appunti o simile; libro malridotto.
teatrale il cui introito va a profitto di uno o più borracce. s.f. borragine; pianta erbacea
attori. annuale delle tubiflorali con grosso fusto
bonì. inter. buongiorno; si usa come saluto succoso, grande foglie rugose e fiori turchini.
augurale specialmente il mattino o durante la borsèlle. s.m. borsello; borsa per uomo,
mattinata. generalmente non grande, atto a contenere
borghe. s.m. borgo; piccolo centro abitato che documenti e denaro.
si trova, o si trovava originariamente in borze. s.f. borsa; contenitore di belle, stoffa,
periferia a Foggia ve ne sono diversi vi è plastica o simile, di varia forma e dimensione
quello: “ di Crúce ” che prende il nome dalla per tenervi denaro, documenti e oggetti vari si
Reale Chiesa del Calvario “sotto il titolo della dice anche: “vorze”.
Santa Croce”, da via Manzoni lato sud, e borzèlline. s.m. borsellino, portamonete;
finisce a viale Candelaro lato nord, il fulcro oggetto di pelle o altro materiale, a forma di
della nostra demologia, la zona dei terrazzani

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piccolo sacchetto, per riporvi monete brecatire. s.m. brigadiere; sottufficiale
spicciole e simile. dell’arma dei carabinieri e della guardia di
borzètte. s.f. borsa da signora. finanza che ha grado corrispondente a quello
bosche. s.m. bosco; estensione di terreno di sergente maggiore.
coperta di alberi, specialmente di alto fusto. brècce. s.f. breccia, insieme di sassi spezzati,
botta. s.f. piaga esteriore di animale da soma. usati un tempo per pavimentare la strade.
bottammáne. s.m. petardo; rudimentale bregande e suldáte. s.m. cavatelli e fagioli;
bombetta di carta che si esplodere durante piatto povero composto di cavatelli e fagioli:
feste e simile. “bregande e suldáte”.
bottandèrre. antiq. s.m. involtino di cavallo; bregande. s.m. brigante, malvivente che vive
fettina di carne arrotolata, variamente farcita e di rapine stando alla macchia.
cotta solitamente in umido, si chiama anche: brellà. antiq. s.f. il girare della trottola.
“i quille” ; piccola bomba di carta, castagnola. brellandine. s.f. brillantina; cosmetico a base
bottangúle. s.m. nomignolo di persona che le di olio, alcol e sostanze aromatiche, per
stato sparato, un botto sul di dietro. ungere i capelli e renderli lucenti.
botte. s.f. botta; percossa data da un corpo brendà. v. brindare; fare brindisi.
contundente, percorsa. brènna. antiq. s.f. crusca; bucce di semi di
boú. antiq. s.m. boa; galleggiante stagno, grano o di biada macinata separata da quasi
generalmente metallico, solidamente ancorato, tutta la farina.
per l’ormeggio delle navi; grosso rettile brèdèlle. s.f. bretella; ciascuna delle due
strisciante, con tronco poderoso, dorso bruno strisce di vario materiale che passano
chiaro con macchie sui fianchi e ventre giallo sopra le spalle e si allacciano ai calzoni per
punteggiato di nero. sostenerli. Ciascuna delle due liste di tessuto
bovattijine. antiq. s.m. mercante o custode di
che, passando sopra le spalle, sostiene
buoi.
boxs. s.m. boxs; piccolo garage, situato a sottovesti e altri indumenti femminili.
piano terreno o seminterrato di edifici di bredelláre. s.m. chi usa le bretella.
abitazione. brètte. antiq. agg. povero; chi dispone di
bracciajúlle. antiq. s.m. bracciante agricolo; scarsi mezzi di sussistenza, che non ha
lavorante agricolo non specializzato, sufficienti risorse economiche.
solitamente a giornata o stagionale. brevogne. antiq. s.f. vergogna; turbamento e
bracciále. s.m. bracciale. timore che proviamo per azioni, pensieri o
braccialètte. s.m. dim. di bracciale . parole che sono o si ritengono sconvenienti.
bracciande. s.m. bracciante agricolo. Si dice anche: “ bregogne”.
bracire. s.m. braciere; recipiente di rame o bricche. antiq. s.f. briccia, luogo scoscese
altro metallo, da tenervi le braci per dirupo.
riscaldarsi, detto anche: “Vrascère”. bricculà. antiq. s.f. briccolare; lanciare le
brancà. antiq. s.m. spingere, brancare. pietre con la briccola macchina da guerra.
branije. antiq. s.m. piccolo terreno brillantine. s.f. brillantina; cosmetico a base
pianeggiante, brania. di olio, alcol e sostanze aromatiche, per
brascióle. s.m. involtino; fettina di carne ungere i capelli e renderli lucenti.
arrotolata, variamente farcita e cotta brindesà. s.f. fare il brindisi.
solidamente in umido. brindese. s.m. brindisi; saluto, augurio per
bratte. antiq. s.f. morchia; deposito lasciato onorare o festeggiare qualcuno o qualcosa.
dall’olio per chiarificazione spontanea o a brivede. s.m. brivido; tremore involontario,
seguito del lavaggio; fondo o sedimento convulsivo con sensazione di freddo; forte
ondoso e sudicio. emozione.
bráve. agg. bravo. brivedúre. antiq. s.m. brividore, convulsione.
bravèzze. s.f. bravura; qualità di chi è bravo,
abilità, valentia.

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brizzoláte. agg. brizzolato; macchiato di bruzze. antiq. s.m. bitorzolo; piccola
colore differente da quello di fondo, che sporgenza irregolare sulla pelle o su altre
comincia a incanutire. superficie, bernoccolo.
brocche. s.f. brocca; vaso di terracotta, buatte. s.m. barattolo di stagno grande.
metallo o vetro, fornito di manico e buattille. s.m. barattolino.
beccuccio, per contenere liquidi. buattóne. s.m. persona grande e obesa.
bróde cunzáte. s.m. sugo privo di carne e bubbazze. s.f. mazzetta; somma di denaro
molto brodoso. data a qualcuno per corromperlo o ottenerne
bróde. s.m. brodo; alimento liquido ottenuto favori.
facendo bollire in acqua salata carni, verdure bubbazzire. s.m. chi riceve le mazzette.
o altro. bubbazzóne. s.m. cibo in grande quantità
bruccáme. s.m. broccame; tipo di piccoli avuto gratis.
chiodi per tappezzeria e calzoleria. bubbene. s.f. bobina; conduttore elettrico
bruciacchiáte. v. abbruciacchiare; bruciare isolato, avvolto in spire su un isolante o su un
leggermente, alla superficie. nucleo di ferro.
brucce. antiq. s.m. broccio, spiedo, stocco. bubbóne. s.m. bernoccolo; piccola
brudacche. antiq. s.m. borzacchino, stivale protuberanza cranica naturale dovuta a
che arriva a mezza gamba. contusione, bubbone, gonfiore.
brudaglije. s.f. minestra brodosa, senza bubolche. s.m. contadino villano.
sapore. bubù. s.f. la bua.
brudètte. s.f. uova con brodo e carboncelli, è bucarille. s.m. foro piccolo.
di tradizione a Pasqua. buccacce. s.m. vaso di vetro.
brulle. antiq. agg. nudo; privo di ogni vestito buccaccètte. s.m. vasetto di vetro.
o indumento. buccále. s.m. boccale; recipiente panciuto
brumà. antiq. s.f. quando un bambino vuole con manico e,talvolta, con beccuccio.
bere. buccatúre. part.pass. abboccato, di vino il cui
brúne. s.m. Bruno Giuva docente gusto tende al dolce.
dell’università del Crocese, storico foggiano, buccètte. s.f. bottiglietta, vasetto di vetro;
docente presso I.P.S.I.A. A. Pacinotti di piccola boccia da biliardo.
Foggia. bucchele. s.f. boccoli; riccioli di capelli.
bruscià. v. bruciare; consumare, distruggere, bucchenáre. s.f. donna che ha i rapporti
per azione del fuoco o di altra sorgente di sessuali con la bocca.
calore. bucchene. s.m. scodellino in cui gocciola la
brusche. antiq. s.f. prostituta; donna che si cera del candelotto, bocchino per sigarette.
prostituisce. Rapporto sessuale con la bocca.
brusckóne. s.f. spazzola per strigliare i bucchenotte. s.m. piccola pasta dolce; cono
cavalli. gelato.
brutta. s.f. brutta. bucchire. s.m. bicchiere; piccolo recipiente,
brutte. agg. brutto; che per aspetto esteriore o specialmente di vetro, di varie forme e misure,
per caratteristiche intrinseche suscita in cui si versa il liquido da bere.
impressioni sgradevoli. bucciúlle. s.m. bocciolo; fiore non ancora
bruttefatte. s.m. non bello riferito a una sbocciato.
persona, fatto brutto. buccolóne. s.m. boccoli grandi.
bruttolóne. s.m./f. uomo o donna buccolotte. s.m. boccolo; ciocca di capelli
bruttissimo/a. avvolta a spirale.
bruvì. antiq. v. bruire, frusciare emettere búche. s.m. piccolo vano abitato. Buco.
leggeri rumori detto di pioggia o vento; búche d’u cúle. s.m. ano; orifizio
gorgogliare. all'estremità terminale dell'intestino retto. Ano
del sedere.

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bucheráme. antiq. s.f. tela trasparente alla buglijele. antiq. s.m. bugliolo; vaso per
luce molto pregiata. escrementi, in uso, specialmente in passato,
buchètte. s.m. buca della pressatrice; una specialmente nelle carceri.
volta raccolta la paglia da terra era bugliènde. v. bollente; che bolle, rovente,
convogliata nella buca per essere pressata. caldissimo.
Piccola buca. buglije. s.f. prostituta; danna di male affare,
buchille. s.m. piccolo foro. donna di strada, donna perduta: “ éje propije
bucine. s.m. bucine; rete per pescare o per na buglije si ‘u sápe ‘u marite accide, povere
uccellare. bon’óme”. meritrice, mondana.
bufacchiáte. v. agg. gonfiato, dilatato. buglióne. s.f. prostituta di vecchia data.
bufalanne. antiq. s.f. riferito a due anni fa: “ bujecuttáte. v. boicottare; danneggiare
éje da bufalanne chè ne ce vedime”. economicamente qualcuno sottraendogli
bufelarije. s.f. scemenza; caratteristica di chi elementi indispensabili alla produzione o
è scemo. impedendo la vendita di merci prodotte.
bufele. s.m. uomo goffo e grossolano; bufalo; bulèje. antiq. s.f. palla da giocare.
mammifero ruminante degli ungulati con arti bulgèje. antiq. s.f. bolsaggine; malattia
robusti, pelame duro e setoloso. polmonare specialmente nei cavalli, con tosse
buffe. s.m. buffo; soffio impetuoso e e difficoltà al respiro; fiacchezza, mancanza di
improvviso, Sbuffo d’acqua, di fumo e simile. vigoria.
buffè. s.f. credenza; mobile da cucina o da bullà. v. bollare; applicare un bollo su un
sala da pranzo, con alzata, dove si ripongono i documento, un atto e simile per comprovarne
cibi, le stoviglie, gli arredi da tavola: “ apre ‘u la validità o attestare l’avvenuto pagamento di
buffè e pigghije ‘a paste chè l’acque volle…”. un tributo.
buffele. s.m. buffo; sorso d’acqua trattenuto bulláte. v. bollato; contrassegnato con un
in bocca. bollo.
buffètte. antiq. s.m. tavolo: “ apparicchije ‘a bulle. s.m. bollo; impronta su atti, bestiame,
buffètte chè fra póche arrive tatà quille tèna ‘a documenti, contenitori, generi alimentari,
lópe éje allangáte”, Desco. apposta per autentificare, tassa di
buffettine. s.m. tavolino. registrazione o garanzia.
buffettóne. s.m. schiaffo pesante. bulleziόne. s.f. bollitura; operazione
bufóne. s.f. malattia del grano. fenomeno del bollire, durata del bollire,
buffóne. s.m. buffone; colui che nel ebollizione.
Medioevo e nel Rinascimento esercitava il bullite. s.m. bollito; vivanda di carne,
mestiere di divertire gli altri. Giullare. Chi specialmente bovina, bollita, carne lessa,
volge in ridicolo le cose serie e intrattengono lesso.
gli altri divertendoli. Burlone. Persona priva bulze. antiq. s.m. cavallo malato da
di serietà e dignità. bolsaggine.
buffunarije. s.f. buffoneria; Azione, discorso bumbà. antiq. s.f. bere vino con molta
da buffone. Buffonata. Atteggiamento, avidità.
comportamento da buffone. Buffonaggine. bumbardáje. s.m. fabbricante di bombarde,
buffunáte. s.f. buffonata; azione, discorso bocche da fuoco.
privi di serietà, dignità e simile. Azione, bumbardà. v. bombardare; colpire
discorso di nessuna importanza. Carnevalata. sistematicamente con bombe.
Pagliacciata. bumbardamènde. s.m. bombardamento;
buge. s.f. buco; cavità o apertura profonda e lancio sistematico di bombe.
stretta, forato. bumbardáte. s.m. bombardato.
buggije. s.f. bugia; sorta di basso candeliere bumbardire. s.m. addetto alla carica di
la cui base è un spiattellino con manico. bombole di G.P.L.; aereo bombardiere.

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bumberále. s.f. bomberale, vomerale, (la burzóne. s.m. borsone.
parte estrema dell’aratro che finisce in punta e busbacà. antiq. s.f. imbrogliare.
alla quale si adatta il vomere). buscijarde. s.m. bugiardo; che racconta
bumbere. antiq. s.m. uomo buono a nulla e bugie.
goffo. buscije. s.f. bugia; asserzione coscientemente
bumbunire. s.f. bomboniera; vaschetta o alla verità; frottola, fandonia, menzogna.
scatoletta contenente dolciumi, specialmente bossele. s.m. bossolo; involucro cilindrico
confetti nuziali, di prima comunione e simile. contenente la carica di lancio dei proiettili
bummáce. s.f. bambagia; pelosità di cui è delle armi da fuoco.
rivestito il seme del cotone. bùssele. s.f. bussola; strumento per
bunaccióne. agg. bonaccione; detto di chi ha individuare il nord.
indole semplice, buona e affabile; pacioccone. bussètte. s.m. bussetto; arnese di bosso o
buncerèlle. s.f. boncerella, frittella dolce di acciaio usato dal calzolaio per lucidare suole e
farina e miele. tacchi.
bundáte. antiq. part. pass. agg. fermato; detto bussola. s.f. cassetta per raccogliere voti o
di chi è sottoposto a fermo. elemosina.
bune a ninde. mdd. buono a nulla. bussolà. s.f. inserire i nomi di più persone in
bune. agg. buono; che si considera conforme una borsa.
ai principi morali, alla buona, quieto, bustarèlle. s.f. bustarella; compenso illecito
tranquillo, calmo. dato sottomano per ottenere favori, come
bunóme. s.m. uomo tradito, cornuto. raccomandazioni.
burchije. antiq. burchio; barca a fondo piatto buste. s.f. busta; involucro formato da un
a remi, a vela, o ad alzaia per navigare sui foglio di carta piegato in quattro e chiuso su
fiumi. tre lati, per spedire lettere e simile.
burejáte. s.f. boriata, bravata, spavalderia. busteche. s.m. pezzo di manico di scopa
burghegnotte. antiq. s.f. borgognotta, lungo 15 cm, affusolato all’estremità per
armatura senza cimiero. giocare al gioco della lippa: “mazz’e
burlire. s.m. uomo burlesco. busteche”.
burò. s.m. cassettone; comò. buttà. s.f. gonfiare; dilatare con fiato, gas o
burracce. s.f. borraccia; recipiente di aria una cavità delle pareti elastiche.
alluminio o altro materiale atto a contenere buttaminde. s.f. tenere il broncio, si dice
acqua o altre bevande usata specialmente da anche: “ abbuttaminde”.
militari e ciclisti. buttáte. s.f. anche v. Infastidire; recare
burraccèlle. s.f. borragine; pianta erbacea fastidio. Gonfiore per malattia, aver mangiato
annuale delle tubiflorali con grosso fusto assai.
succoso, grandi foglie rugose e fiori turchini, buttazze. antiq. s.m. vaso di legno a doghe
verdura commestibile. cerchiato per riporvi salumi.
burráte. s.f. burrata; mozzarella ripiena di butte de sanghe. mdd. emorragia, sangue
panna e mozzarella stracciata. dalla bocca, sbrigati fai presto.
burre. s.m. burro; alimento costituito dalla butte de velène. mdd. rimprovero,
materia grassa del latte di vacca. minaccioso.
burre cacà. s.m. burro di cacao; grasso butte. s.m. colpo; movimento rapido e
bianco che si ricava dai semi del cacao, usato violento per cui un corpo viene a contatto con
in medicina e cosmesi. un altro.
burrete. s.m. essere stufo della stessa cosa. buttecèlle. s.m. spintarella, piccoli petardi.
burróne. s.m. burrone; profondo butteglióne. s.m. bottiglione; grossa bottiglia
scoscendimento nel terreno fra pareti dirupate. della capacità di circa due litri; persona di
burzáje. s.m. borsaio; chi fa o vende le borze. grande statura.
burzelline. antiq. s.m. borsellino, buttegliozze. s.f. piccolo bottiglia.
portamonete.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
buttegnacche. s.m. bottone grande usato per i
capotti, al gioco valeva quattro bottoni C, c
normali : “ quatte furmèlle”.
buttezzà. antiq. s.f. motteggiare, dire parole
irriverenti.
buttiglije. s.f. bottiglia; recipiente,
specialmente cilindrico, generalmente di cabbalà. antiq. v. cabalare, imbrogliare.
vetro, col collo di diametro più ridotto del cabèsse. antiq. s.f. seta fine proveniente
corpo, atto a contenere liquidi vari. dall’India.
buttóne s.m. bottone metallico per manici di cacà. v. cacare; defecare, andare di corpo: “
coltello. purte a cacà ‘u criatúre prime chè sckatte
buttonère. s.f. quantità di bottoni per un ‘ngurpe”; cagare.
vestito. càcafuche. antiq. s.f. arma da fuoco.
buvatte. s.f. scatola di metallo. cácafurnèlle. s.f. persona poco affidabile.
buverà. v. abbeverare gli animali. cacagghijà. v. balbettare; parlare con
buveráte. v. beverare; fare bere specialmente titubanza, ripetizione di sillabe o arresti di
il bestiame. parole per malformazione anatomica o per
buvere. s.m. bovaro; salariato addetto alla cause psicologiche.
custodia del bestiame bovino. cacagghije. s.f. balbuziente, chi balbetta per
buzzarráte. s.f. carne arrostita, inganno, difetto naturale di lingua.
cattiveria. cacagnútte. s.m. abusare a fare la stessa cosa.
buzzerà. v. raggirare imbrogliare. cacarèlle. s.f. diarrea; emissioni frequente di
buzzuláre. antiq. s.m. bozzolare, venditore di feci liquide o semiliquide; paura.
ciambelle fatte con: pasta di farina con lievito, cacarijà. antiq. s.f. definisce la voce della
zucchero, burro, latte, ricotta, a forma gallina dopo avere fatto l’uovo.
circolare e cotta nel forno. cacarille. s.m. oggetto di poco valore.
cacaróne. agg. persona paurosa che non si
fida: “ éfèsse e chè áte cacaróne chè sinde”.
cácasaccóne. antiq. s.m. grosso verme che si
formava nei pagliericci di foglie di granturco.
cacasotte. s.m. pauroso che se la fa sotto per
il timore.
cacáte. s.f. bisogno fisiologico, escremento.
cacatóne. s.m. grande escremento.
cacatúre. antiq. s.m. vaso da notte. Luogo
dove va molta gente a fare i bisogni
fisiologici; latrina.
cacavere. antiq. s.m. cacao; sostanza
alimentare aromatica che si ottiene dai semi di
cacao.
caccamannine. antiq. s.f. decalcomania;
procedimento che consente di trasportare
immagini colorate da un foglio di carta ad
altro supporto; vetrofania.
caccavèlle. s.f. cappello da donna.
caccaville. s.m. tegame molto fondo.
caccavóne. s.f. lumaca grande con il guscio di
colore verde. Persona grande molto lenta.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
caccavúne. s.f. lumache grandi con il guscio cáde. v. cadere specialmente all’improvviso;
di colore verde. cascare.
cacce ‘u diavele. mdd. antica credenza di cafè. s.m. caffè; sostanza aromatica ottenuta
scacciare il demonio durante il giorno di per torrefazione e macinazione dei semi
Pasqua. contenuti nei frutti della pianta del caffè.
cacce. s.f. buca per il gioco con le biglie “ ‘a cafeggiáje. antiq. s.m. cafeggiaio, custode dei
pallúcce ‘ndò cacce”: metti fuori. boschi.
caccèmmitte. s.m. ottimo vino di Lucera. cafettère. s.f. caffettiera; macchinetta per
cacche. s.f. cacca; escrementi specialmente fare il caffè; locomotiva lenta e vecchia.
umani; cosa sudicia. cafettire. s.m. barista; chi, in un bar, serve al
cacchèlle. s.f. cacca piccola. banco.
cacchije. mdd. cosa dici. caffè ‘a monachine. antiq. s.f. si mette il
cacchióle. s.f. Asola; piccolo taglio nel caffè macinato con acqua in una pentola o in
tessuto di un abito, destinato ad accogliere il un barattolo e si mette a bollire.
bottone, Occhiello, Foro. Si dice anche: cafigge. s.m. cafaggio, recinto per animali.
“pertóse”. La vulva della donna; si dice cafisse. antiq. s.f. antica misura di capacità,
anche: (cianne, ciunne, frègne, precchiacche, cafisso.
nanacche, ciaccanèlle, fiche, fèsse, piccióne, cafóne. s.m. cafone; contadino; possidente
pelóse, spaccazze, mulagnáne, terriero; persona rozza, villana e maleducata;
ciaccamannazze). nel 1863 i cafoni percepivano dalle 130 ai 140
caccià. v. scacciare; mandare via lire l’anno; zotico, villano.
bruscamente; allontanare. cafonèrije. antiq. s.m. dormitorio per
cacciacarne. antiq. s.f. forchetta; posata braccianti di campagna.
solidamente in metallo formata da un manico cafunigghije. s.f. cafonata; azione frase da
e da più denti. cafone, comportarsi da zotico.
cacciacupertúne. s.m. utensili per tirare fuori cafurche. s.f. ambiente piccolo e sudicio.
il copertone dalla ruota. cafurchije. s.m. persona senza maniere.
cacciamánille. antiq. s.f. lini, corpetto per caggianille. s.m. corriere; piccolo uccello.
bambini lattanti; camiciola. caggióle. s.f. gabbia per uccelli.
cacciambiáme. antiq. s.m. calunniatore; chi caggiulèlle. s.f. piccola gabbia per uccelli.
sparge calunnie; diffamatore, maldicente. caglièse. v. agg. balbuziente; chi è affetto da
cacciamelóne. agg. calvo; privo di capellute, balbuzie.
chi è affetto da calvizie; pelato. caglióse. antiq. s.f. forte percossa.
cacciamosche. s.m. scacciamosche detto cagnà. s.m. baratto; scambio diretto di un
anche: “sciusciamosche”. bene o di un servizio con un altro.
cacciavite. s.m. cacciavite. cagnacavalle. s.f. posta per il cambio dei
cacciúne. s.m. cane appena nato; ubriachezza. cavalli.
cacciunèlle. s.f. cagnetta. cagnalujeje. antiq. s.m. chi deperisce giorno
cacciunille. s.m. cagnolino. per giorno.
caccúse. s.m. caccoloso persona che ha il cagnamunète. s.f. cambiavalute; persona o
muco al naso. ente che esercita l’attività di compera e
cacecenáre. antiq. s.m. calcinaio; vasca per vendita delle monete estere; cambiamonete.
spegnervi con acqua la calce viva. cagnatóre. s.m. ricambio di biancheria
cáchè spisse. s.f. pena da scontare al gioco intima.
della lippa: “ mazz’è bustiche”. cagnatúre. s.m. cambio delle monete.
caciotte. s.f. grassa; donna obesa. cagnazze. s.f. persona brutta.
cacóne. antiq. s.m. chi ha paura. cagne. s.m. cambio merce, baratto.
cacaróne. antiq. s.m. persona che non si fida. cajènde. antiq. v. cercare; adoperarsi,
cacúme. antiq. s.m. cima del monte, volta. impegnarsi a trovare qualcosa o qualcuno.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cajináte. s.m/f. cognato; marito della sorella, calce. s.m. calcio delle ossa; impugnatura
fratello della moglie o del marito; cognata. della pistola; parte del fucile che si appoggia
cajóle. s.f. stia, gabbia per polli. alla spalla.
calà. v. calare; far muovere lentamente calcèje. antiq. s.f. scarpa, calceo.
dall’alto verso il basso; abbassare. calcenáre. s.f. buca in cui si spegne la calce
calamáje. s.m. calamaio; vasetto di varia viva, calcinaio.
forma e materia in cui si tiene l’inchiostro e si calcule. s.f. calcoli; concrezione anomala di
intinge la penna per scrivere. sali inorganici presenti lungo le vie di
calamáre. s.m. calamaro; mollusco marino eliminazione degli escreti e dei secreti;
dei cefalopodi, commestibile, con corpo calcolo.
bianco roseo punteggiato di scuro e caldetà. antiq. s.m. calore; energia.
prolungato in dieci tentacoli;totano; occhiaie cále ascènne. s.f. discesa e salita; direzione,
livide. movimento verso l’alto e verso il basso.
calamarille. s.m. calamaretti; calamari cále. v. scendere; muoversi dall’alto verso il
piccoli. basso.
calamite. s.f. calamita, magnete. calebre. s.m. calibro; nelle armi da fuoco
calamóne. s.m. persona alta e magra; persona moderne, diametro interno della bocca
alla buona. misurato tra i pieni della rigatura, espresso in
calandre marine. s.m. piviere tortolino; mm. o centesimi di pollice.
uccello di piccole dimensioni, becco corto e calece. s.m. bicchiere a forma di calice.
lunghe ali a punta. caledetà. antiq. s.m. calore, caldezza.
calandre. s.m. calandro; piccolo uccello di calèffà. antiq. s.f. callefare, burlare.
aspetto slanciato e piumaggio grigio con calèsse. s.m. calesse; vettura leggera a due
macchie scure superiormente è bianco- giallo ruote, con o senza mantice, trainata da un solo
inferiormente. cavallo.
calandrèlle. s.f. caligine atmosferica; calibe. antiq. s.m. acciaio; lega formata da
sospensione nell’aria di particelle materiali ferro e da carbonio.
secche microscopiche. caligge. s.f. canicola; periodo più caldo
calandróne. s.m. calandra grande; uomo dell'estate. Grande caldo. Calura, caldura.
grosso e babbeo. caligine, afa.
calannarije. s.m. elencare o rimproverare calime. s.f. mancanza di forza, vigore; calore;
delle cose brutte a qualcuno; calendario. riscaldarsi.
calapine. antiq. s.m. vocabolario italiano- calle. s.m. callo; ispessimento superficiale e
latino. circoscritto della cute, specialmente delle
cálascinne da cucine. s.m. saliscendi da mani e dei piedi; passaggio, via.
cucina; dispositivo per regolare l’altezza delle calle d’u cavalle. s.m. callo del
lampade dal soffitto. cavallo;protuberanza callosa delle gambe del
cálascinne. s.m. saliscendi; chiusura per cavallo, presso le articolazioni.
porte e finestre; alternanze di salita e di callètte. dim. s.m. callo piccolo.
discese. calligrafije. s.f. calligrafia; esercizio, arte
calascióne. s.m. persona alla buona. della calligrafia.
caláte d’u sóle. s.m. tramonto; il tramontare callóse. s.f. carne piuttosto dura; scheggia
del sole. procurata alla trottola di legno dell’avversario
calcagnà. v. fuggire; allontanarsi rapidamente al gioco della lippa: “mazz’e bustiche”.
da un luogo o situazione per timore, per calme. agg. calmo; che si trova in uno stato di
salvarsi e simile. calma.
calcagne. s.m. calcagno; parte posteriore del calmerije. s.f. bonaccia; stato del mare in
piede. calma e privo di vento; calma.
calcáre. s.f. calcara; fornace da calce. calorifere. s.m. termosifone; sistema di
calcasse. s.m. fuoco pirotecnico. riscaldamento degli ambienti in un edificio.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
calosce. s.f. caloscia; calzatura impermeabile corpo di fabbrica esso, di stile romanico su
indossata sopra le scarpe, specialmente per disegno dell’architetto Nicola bassi, venne
proteggerle dalla pioggia; soprascarpa; tenero. costruito nel 1110; nel corso degli anni subì
calotte. s.f. calotta della macchina. varie modifiche nella parte superiore.
calúcce. s.m. Pasquale; contadino terrazzano Federico II di Svevia l’ornò di merli ghibellini
sudicio e povero. e nel 1250 le truppe pontificie li sostituirono
calunije. s.f. calunnia; l’incolpare di un reato con quelli guelfi; ma l’anno seguente
taluno che si sa innocente. Manfredi fece abbattere la parte superiore e
calúre. s.f. calura; caldo intenso e afoso. rifatta su disegno di Giordano da
Caldura Montesantagelo: Rovinato dalle truppe di
calvalcà. v. cavalcare; montare un cavallo o Carlo D’Angiò il campanile venne rifatto nel
un altro animale. 1282 in stilo gotico – lombardo; Carlo V nel
calzamaglije. s.f. calzamaglia; indumento di 1515 fece piantare in cima una croce alla
maglia che fascia tutta la persona dal collo cuspide con la scritta: “ In hoc signo vinces”.
fino ai piedi, o dalla vita in giù. Caduto il vecchio campanile nel 1534, fu
calzatúre. s.m. calzatoio; piccolo oggetto di riedificato (ma assai più basso del primo)
corno o metallo o di materiale plastico, che sullo stesso sito nel 1646. Nel 1700 su
aiuta a calzare le scarpe; calzante; disegno di Garofano da Pisa venne eretto
calzascarpe. l’attuale sul lato destro della fabbrica. Il detto
calzerotte. s.m. calzerotto; calza corta pesante campanile e di stile barocco, e a quattro piani,
chi si mette all’interno di stivali da caccia per alto circa 50 m; nel 1926 a seguito di terribile
tenere il piede caldo. temporale, un fulmine si abbatte sulla cuspide;
calzèttúne. s.m. calzettone; calze spesse, per 1965 il comune di Foggia fece istallare un
lo più di lana, lunghe fin sotto il ginocchio. orologio elettrico; vi sono sei campane; la più
camange. s.m. companatico; ciò che si antica e comunemente conosciuta “campana
mangia col pane. della Madonna”.
camaráte. s.f. camerata, stanza di vaste cambanille. s.m. campanello; oggetto a forma
dimensioni che funge da dormitorio, in di piccola campana, che si suona agitandolo
collegi, caserme, ospedali e simile. per il manico.
camarère. s.f. cameriera; serva. cambe d’aviazijóne amèndola. s.m. campo
camarire. s.m. cameriere; nelle case con più d’aviazione militare nel foggiano.
persone di servizio, domestico che serve in cambe d’aviazijóne Gino Lisa. s.m. campo
tavola; servo. d’aviazione civile Gino Lisa in questo campo
camarrà. antiq. s.f. mangiare carne nei giorni conseguì il brevetto da pilota il nostro
proibiti dalla religione. concittadino Fiorello La guardia che a
cambà. v. campare; vivere sia pure con quell’epoca ebbe l’onore di diventare sindaco
difficoltà. di New York.
cambanáre. s.m. campanaro;chi ha il compito cambe fire. s.m. campo fiera; a Foggia si
di suonare le campane. svolgevano due fiere principali: la fiera di
cambáne de sapóne. s.f. bolle di sapone. Maggio e la fiera di Novembre detta di santa
cambáne. s.f. campana; strumento di Caterina. Dal 1937 le fiere si svolgono in via
metallo, generalmente in bronzo, a forma di Bari su una superficie di trenta ettari.
grande bicchiere rovesciato. cambesande. s.m. camposanto, nel 1820 si
cambanèlle. s.f. giubbetto da donna; completò la costruzione del cimitero
campanella. monumentale posto sulla strada per
campanále. s.m. costruzione a torre, attigua Manfredonia.
alla chiesa o facente corpo con essa, destinata cambe sportive. s.m. stadio, campo sportivo
a contenere le campane nella sua parte Littorio, oggi Pino Zaccheria.
terminale. Il campanile della nostra cattedrale cambe. v. vivere; essere in vite, vivere.
venne eretto inizialmente sul lato sinistro del

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cambiále. s.f. cambiale; titolo di credito cammese. s.m. camice; lunga casacca
contenente la promessa di una persona di speciale bianca usata dal personale sanitario e
pagare o far pagare una determinata somma di da alcune categorie come: tecnici, sarti,
denaro. Si dice anche: “farfalle”. personale di genere alimentare, macellai ecc...
cambumille. s.f. camomilla; pianta erbacea camesóle. s.f. camiciola;maglia intima felpata
medicinale delle sinandrali con foglie confezionata a mano.
finemente lobate e fiori a capolino gialli e cammise. s.f. camicia; indumento di stoffa
bianchi. generalmente leggera, con maniche lunghe o
cambumillóne. s.f. le margherite di corte e abbottonatura sul davanti.
campagna. cammuccà. antiq. s.f. panno usato
cáme. antiq. s.f. pula, rivestimento dei semi di anticamente.
cereali o di altre piante che si stacca con la cammuffáte. v. camuffare, camuffato; vestire
trebbiatura. in maniera da assumere un aspetto diverso;
camèje. s.m. cammeo; pietra dura con travestirsi, mascherarsi.
intagliate a bassorilievo una o più figure a uno cammuriste. s.m. camorrista; chi fa parte
o più strati di colore. della camorra; prepotente.
camele. antiq. s.m. cammello. cammusuline. s.m. panciotto, gilè.
camèlle. s.m. cammello, si diceva anche: camorre. s.f. camorra; associazione della
“camele”. malavita napoletana, nata sotto gli spagnoli,
cameluparde. s.f. giraffa mammifero molto potente e organizzata secondo rigorose
ruminante africano degli ungulati. leggi e gerarchie, camarilla, cricca; mancia
camene. s.m. cammino; il cammino. pretesa per forza.
camere d’u lavóre. s.f. camera del lavoro, la camozze. antiq. s.m. pugno in testa.
prima camera del lavoro sorse subito dopo il campagne. s.f. campagna; ampia distesa di
1898 ad iniziativa dei Socialisti, per difendere terreno aperto pianeggiante, coltivato o
i diritti dei lavoratori. Si stabilì nei locali a coltivabile, lontano dai centri abitati.
pianterreno di proprietà di Achille Mongelli in campagnulle. s.m. campagnolo; chi vive in
via Pescheria. Sopra la Camera abitava la campagna, o lavora la terra; contadino.
famiglia di Umberto Giordano. Il palazzo fu campanále. s.m. campanile fu eretto nel 1110
distrutto dai bombardamenti del 1943. La sul lato sinistro del corpo di fabbrica di stile
camera del lavoro si trasferì da via Pescheria a romanico, su disegno dell’architetto Nicola
via Campanile, e successivamente in via Bassi, nel corso degli anni subì varie
Felice Cavallotti. trasformazioni di stile, poi nel 1515, Carlo V
camere. s.f. camera; locale d’abitazione in un fece piantare in cima la cuspide una croce con
edificio. una scritta “ in hoc signo vinces”. Caduto il
camesèlle. s.m. camiciola; indumento di vecchio campanile nel 1534, fu riedificato
maglia che si porta sulla pelle; camicetta assai più basso del primo sullo stesso sito nel
estiva con maniche corte che si porta d’estate. 1646, dopo le scosse telluriche del 1731
camesille. s.m. camice piccolo. venne demolito e rifatto, nel 1740 fu edificato
camisciotte. s.f. tuta; indumento costituito da dall’architetto napoletano Garofano da Pisa
pantaloni e casacca uniti in un solo pezzo, sul lato destro della fabbrica di stile barocco è
indossato da operai. alto cinquanta mt. Nel 1926 a seguito di un
cammainalte. s.m. gioco con le mani in alto terribile temporale un fulmine si abbatté sulla
western. cuspide; nel 1926 l’amministrazione
cammarà. s.f. mangiare carne nei giorni comunale fece istallare un orologio elettrico;
proibiti dalla religione. vi sono sei campane.
cammenà. v. camminare; spostarsi a piedi. campanáre. s.m. campanaro; chi ha il
cammenáte. s.f. camminata; passeggiata, compito di suonare le campane.
specialmente prolungata.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
campáne de sapóne. s.f. bolle di sapone. canasce. s.f. l’insieme di guancia e mascella.
campanèlle. s.f. campanella dimin. di cancarià. antiq. s.f. rimproverare.
campana; anello di ottone o di ferro appeso al cancelláte. s.f. grata di ferro.
portone per bussare, o infisso nei muri di canchere. s.m. cancro; proliferazione di
palazzi antichi, rimesse, stalle e simile per cellule anormali e irregolari, che risulta letale
attaccarvi i cavalli. se non curata.
campanille. s.m. campanello; taglio di carne candatόre arraganáte. s.f. rane a brodetto; si
interno ed esterno nel quarto del bovino prendono le rane, si puliscono e si lavano per
macellato. Oggetto, a forma di piccola bene, si mettono in un tegame basso. Si
campana, che si suona agitandolo per il condiscono col pomodoro fresco, l’aglio,
manico o, se sospeso, tirando un cordone. l’olio, il prezzemolo, ‘i capperi, il pepe, il
Campanello della bicicletta. sale, l’origano e un po’ d’acqua. Si mette il
campe. s.m. campo; terreno agricolo. coperchio e si fa cucinare il tutto. Il brodo è
camúse. antiq. agg. camuso; di persona che ottimo per la vescica.
ha il naso schiacciato. candatόre. s.f. rana; animale degli anfibi,
canacche. antiq. s.m. bargiglio; escrescenza senza coda, a pelle liscia, denti nella mascella
carnosa che pende sotto il becco di alcuni superiore e zampe posteriori atto al salto.
uccelli, specialmente gallinacei; barbiglio. candene. s.f. cantina; locale, interrato o
canagghióne. s.m. grosso cane specialmente seminterrato, fresco adibito alla conservazione
da guardia. del vino o di derrate alimentari.
canále. s.m. canale; manufatto destinato a candèline. s.f. candelina.
convogliare un corso l’acqua a superficie candenire. cantiniere.
libera. candere. antiq. s.m. bugliolo; vaso di
canále da stráde. s.f. canale composto di terracotta usata come tazza del gabinetto si
lastre di pietra semiconcave poste o a centro dice anche: ze pèppe, prise, bijulle.
di una strada o sotto il marciapiede. candóne. s.m. angolo del muro.
canále de campagne. s.f. canale lungo il cáne jiláte. s.m. persona pallida, macilenta.
margini delle strade di campagna. cáne. s.m. cane; mammifero domestico dei
canále d’u múre. s.f. canale a sezione carnivori, onnivoro con odorato eccellente.
cilindrica per lo scolo delle acque posto vicino canècce. s.m./f. persona avida, indifferente.
i muri delle abitazioni a schiera che canegghióle. s.f. forfora; prodotto di
raccolgono le acque dei tetti e la defluiscono desquamazione dello strato corneo del cuoio
in strada. capelluto.
canále d’u titte. s.f. grondaia; canale a canelicchije. s.m. cannolicchio; specie di
sezione semicircolare sospeso all’orlo del mollusco lamellibranchi con conchiglia a
tetto, per raccogliere l’acqua piovana e forma di tubetto allungato; hanno carni
portarla ai pluviali. saporiti e si mangiano anche crudi;
canalètte. s.f. canaletta; piccola canale. cappalunga, cannello, manicaio.
canalóne. s.m. profondo solco di erosione in canelline. s.m. confetto ripieno di liquore;
una parete rocciosa di montagna. fagioli bianchi e piccoli.
canarije. s.m. canarino; uccello con canèllóne. s.m. accr. di cannello; involto
piumaggio giallo chiaro. cilindrico di pasta farcito con un ripieno e
camarille. s.m. canarino. cotto al forno.
canarúte. agg. goloso; che ha il vizio della canepe feláte. s.f. canapa in matassa, fibra
gola. tessile.
canaruzze. s.m. esofago; organo tubolare canepe. s.f. canapa; pianta erbacea delle
dell’apparato digerente compreso tra la urticali con radice a fittone, fusto diritto ne
faringe e lo stomaco. ricoperto di peli, foglie strette lunghe e
canaruzzètte. s.m. maccheroni fatti in casa dentate.
tipo zitoni.

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canestráje. s.m. canestraio; chi vende alla cima, serviva per togliere le ragnatele alle
canestre, ceste, panieri, sporte, ecc... pareti della casa.
canestrèlle. s.f. canestre piccole. canne. s.f. gola.
canestrille. s.m. canestro piccolo. cannèle. s.f. candela.
canestrire. s.m. colui che confeziona le cannelècchije p’i rècchije. antiq. s.f.
canestre. candelina per togliere il cerume dalle orecchie
canestróne. s.m. canestro grande. usato dalle nonne: si preparano delle fettucce
cange. s.m. cambio, dare il cambio, di cotone bianco di circa 2 cm. di larghezza e
sostituirlo. 30 cm. di altezza, poi si prende un tappo
cangele. s.m. bottone di ferro. medio di un vaso di vetro, si mette all’interno
cangèle. s.m. quaderno a quadretti. del tappo dieci centimetri di cera di una
cangellà. v. cancellare; fare segni su ciò che è candela, (bisogna sminuzzarla) con dieci
scritto o disegnato per renderlo illeggibile. gocce di olio d’oliva, poi si mette il tappo sul
cangèlle. s.m. scaldatello a forma di cancelle; fuoco e si fa sciogliere la cera che si
grata di ferro. mescolerà con l’olio, sciolta la cera si toglie il
cangille. s.m. cancello. tappo dal fuoco con una pinza si posiziona il
cangrène. s.f. cancrena; necrosi di un organo tappo bollente su un piano di legno o
o di un tessuto, causata da traumi, malattie o metallico, si passa la fettuccia di cotone nella
simile. cera calda tenendola ben tesa e immergendola
canigghiáre. s.f. crusca grossa di farina che sì un poco alla volta, imbevuta la fettuccia si
agli animali. avvolge vicino ad un astuccio di penna bic
canigghijère. s.f. forfora. creando un cilindretto, (la fettuccia è ben
canigghje. s.f. crusca di farina per fare le calda o la prendete con le pinzette o con le
pizze o orecchiette. mani) dopo mezzo minuto si sfila e viene
canijà. s.f. dare fastidio. fuori un cilindretto indurito, lo stesso
canijáte. antiq. s.m. maccheroni cavi, con procedimento si fa con tutte le fettucce di
tagli longitudinali. cotone creando tanti cilindretti, a questo punto
canistre. s.m. canestro di vimini. sono pronte le candeline. La persona che deve
canna canna. s.f. golosa di dolciumi. sturarsi le orecchie si siede davanti ad un
cannále de cáne. s.m. collare del cane. tavolo, posiziona la testa da un lato sul
cannalonghe. s.f. donna alta e magra. cuscino, una seconda persona posiziona sulla
cannále. s.m. schiaffo pesante: “ mo te testa un asciugamano coprendo per bene i
mènghe nu cannále a si na fenisce de sfotte”. capelli e tutto l’orecchio lasciando il solo foro
cannarille. s.m. canarino. dell’orecchio scoperto dove viene infilata la
cannarine. s.f. tonsilla; organo linfatico della candelina, fatto questo procedimento con le
cavità boccale. Tonsilla palatina, situata nel mani si regge la candelina e l’asciugamano
retrobocca, tra i pilastri faringei. per bene, si accende all’estremità la candelina
cannaróne. s.m. canale della laringe, esofago. e la si lascia consumare sino a quando arriva a
cannaruminde. s.f. cose dolci. due centimetri dall’orecchio, mentre la
cannarúte. s.m. goloso di dolci. candelina si consuma si avverte un leggero
cannarutizije. s.f. golosità. calore che va aumentando sino ad arrivare ad
cannaruzze. s.m. parte del collo. un calore medio sopportabilissimo o si sente
cannaruzzètte. s.m. maccheroni fatti in casa, aspirare il cerume che va a finire all’interno
zitoni. della candelina. Quando la candelina è
cannavacande. s.f. donna stupida, alta e arrivata a due centimetri dall’orecchio la si
magra. toglie ancora accesa, si mette in un piatto e la
canne de bambù. s.f. canna di bambù. si spegne, poi si svolge la parte non
canne e frusce. s.f. canna di bambù lunga tre consumata dove all’interno troverete il
metri con spolverino di erba selvatica legata cerume se è assai ripetete il procedimento
dopo quindici giorni, se è poco dopo un anno

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a secondo della necessità, (è efficace). Si usa canosce. v. conoscere; acquisire la nozione di
una candelina ad orecchio, le restanti ogni aspetto della realtà.
candeline le potete conservare e usarle in caso cantà. v. cantare; modulare musicalmente la
di necessità, le stesse candeline già voce; cantare vittoria, canto.
confezionate le potete acquistare in farmacia. cantaro. antiq. s.m. antica misura, peso, un
cannelècchije. s.f. candelina. cantaro equivaleva a q. 1,3.
cannelicchije. s.m. cannolicchio cannello, cantatόre. antiq. s.f. rana; animale degli
cappalunga. anfibi senza coda, a pelle liscia, denti nella
cannelire. s.m. candeliere; fusto di metallico, mascella superiore e zampe posteriori atto al
legno, ceramica o vetro. salto.
cannelonghe. s.m. uccello codone. cantèdine. s.f. candeggina; soluzione diluita
cannelóre. s.f. candelora festa della di ipoclorito sodico.
purificazione della Madonna (2 febbraio), cantelène. s.f. cantilena; filastrocca, ninna
nella quale si benedicono le candele. nanna; discorso noioso, lamentoso.
cannètte. s.f. dimin. di canna; parte finale di cantenire. s.m. cantiniere; chi ha cura della
una conduttura d'acqua a cui spesso è cantina.
collegato un rubinetto. Corto tubo di legno canteplóre. s.m. recipiente per tenere il vino
che si innesta nel foro della botte per spillare o acqua a raffreddarsi nel ghiaccio.
il vino. cantóne. s.m. angolo della strada o della casa.
cannone. s.m. cannone; pezzo di artiglieria cantonije. s.m. Francescantonio.
con canna di lunghezza superiore ai ventitre cantunáte. s.f. cantonata; prendere un
calibri, grande velocità del proietto e lunga abbaglio, errore, equivoco.
gittata. canusce. v. conosci.
cannucce. s.f. cannuccia; piccolo tubo in canuttiglije. s.f. canutiglia, ricamo di filo
paglia, legno, plastica o vetro. d’oro e d’argento, usato per i paramenti.
cannucce p’a pippe. s.f. cannuccia per la canuttire. s.f. canottiera; maglietta di lana,
pipa. cotone o altre fibre, scollata e senza maniche.
cannucchiále. s.m. cannocchiale; strumento canzille. s.m. uccello con piumaggio verde
ottico, composto essenzialmente da un screziato di grigio e giallo chiaro, nato da un
obiettivo e da un oculare, che serve per canarino e un cardellino.
osservare oggetti lontani. canzire. antiq. s.m. usuraio; chi dà denaro ad
cannule a siciliáne. s.m. cannolo; pasta dolce usura.
a forma cilindrica cotta al forno e farcita con canzóne. s.f. canzone a ballo, ballata.
un composto di ricotta, zucchero, canditi e canzunáte. s.f. quando una persona viene
cioccolato; pasta di forma analoga farcita con presa in giro.
crema. cápa glorióse. s.f. vana glorioso; testa calda.
cannulle. s.m. cannolo; finte pieghe che capà. v. scegliere.
schiacciate che vanno fatte su camice o cápabbasce. s.f. cadere in disgrazia.
gonne. Collare per cani. capacce. antiq. s.m. fastidio; senso di
cannunáte. s.f. cannonata; colpo di cannone. molestia, disagio, disturbo, noia, capoccia.
Rimbombo dello sparo di cannone. capacchióne ck’a códe. s.f. moretta codone.
Fandonia, vanteria. capacchiόne. s.m. chi ha la testa grande, a
cannuncine. s.m. cannoncino; cannone Foggia in piazza Federico II c’èra il busto di
leggero, di piccolo calibro. bronzo dedicato al famoso pittore foggiano
cannutte apirte. s.m. gridare a squarciagola: Saverio Altamura, la tasta era molto grande e i
“ èffèsse e chè cannutte apirte tenève Miolle foggiani li diedero il soprannome di “
quanne a fatte allite”. capacchiόne”. Nel 1928 il busto fu trasferito
cannutte. s.m. gola, collo. grossa portata nella villa comunale dove è stato distrutto. Il
d’acqua. 28 ottobre 1929, fu eretta una fontana a
ricordo del grande imperatore Federico II.

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capáce. s.f. capace; che può contenere molte cápefuche. s.m. alare; ciascuno dei due arnesi
persone o cose; idoneo. di ferro per sostenere la legna nei caminetti.
capacetà. s.f. rassegnazione; disposizione cápelisce. s.m. testa liscia.
d’animo di chi è pronto ad accettare ciò che si cápelunghe. s.m. testa lunga.
ritiene ineluttabile. cáperióne. s.m. capo banda.
cápeculle. s.m/f. coppa; parte posteriore del cáperusce. s.m. capirosso o caporosso
capo. In macelleria, taglio di carne costituito cardellino.
dalla parte posteriore del collo. Salume fatto cápesturte. s.f. testa storta.
con la parte dorsale del collo di maiale, salato, cápetuste. s.m. ostinato, caparbio.
aromatizzato e avvolto con budello. Coppa di cápevèrde. s.m. germano reale.
testa, salume fatto con carne, cartilagini e cápèvinde. s.m. disordinato sventato.
cotiche ricavate dalla testa del maiale, bollite, cápe. s.f. testa; negli uomini e negli animali,
tritate e insaccate. cápaddozije. s.m. estremità del corpo contenente l'encefalo, il
comandante capo di una combriccola. tratto iniziale dell'apparato digerente e
capallirte. s.m. persona vigile. respiratorio e diversi organi di senso. Capo.
cápannanze. v. andare avanti. cápecifre. s.m. capo di una combriccola.
capanne. s.f. capanna; piccolo ricovero o cápeculle. s.m/ f. coppa o coppa; parte
costruzione, specialmente di paglia, frasche o posteriore del capo. In macelleria, taglio di
legno. carne costituito dalla parte posteriore del
caparre. s.f. caparra; somma di denaro data collo. Salume fatto con la parte dorsale del
da una parte all’altra in occasione della
collo di maiale, salato, aromatizzato e avvolto
conclusione di un contratto.
cáparrète. s.f. capo rivolto; andare indietro. con budello. Coppa di testa, salume fatto con
caparróne. s.m. murice; mollusco marino dei carne, cartilagini e cotiche ricavate dalla testa
Gasteropodi con conchiglia robusta, rugosa, del maiale, bollite, tritate e insaccate.
fornita di spine. cápecuscine. s.f. federa del guanciale.
capáte. s.f. capata; dare, fare una capata in un cápedanne. s.m. capodanno; primo giorno
luogo; scelta atto dello scegliere. dell’anno.
cápeallèrte. s.f. sentinella; soldato armato che cápe de magghije. s.m. testardo.
vigila. cápe de nucèlle. s.f. testa liscia affusolata.
cápecanále. s.m. pranzo offerto alla fine di un cápe e cróce. s.f. fare a testa e croce; gettare
lavoro programmato. una moneta in aria, tentando di indovinare
cápecandire. s.m. capo mastro muratore. quale delle due facce, una volta ricaduta la
cápeculle. s.m. collo; parte del corpo che moneta, resterà visibile. cápefuche. s.m.
nell'uomo e in alcuni altri Vertebrati unisce il attizzatoio; attrezzo per attizzare il fuoco.
capo al torace. Collo del bovino. cápeguatte. antiq. s.m. orecchioni; parotite
cápe de cazze. s.m. persona inopportuna. epidemica.
cápe de chiuve. s.f. testa del chiodo. cápelitte. s.f. capezzale; stretto guanciale
cápe de file. s.f. gugliata, pezzo di filo che si della larghezza del materasso che viene posto
passa nella cruna dell’ago per cucire; sotto il lenzuolo inferiore a capo del letto per
agugliata. rialzare il cuscino; malato moribondo.
cápe de l’áge. s.f. cruna dell’ago. capelláre. s.f. macchinetta per tagliare i
cápe de magghije. agg. testardo; detto di chi capelli a mano usata dai barbieri.
si rifiuta di ascoltare il parere altrui; cocciuto, capellère. s.f. pettinatrice; donna che pettina e
ostinato. acconcia i capelli femminili.
cápe de matasse. s.m. il bandolo della capelline. s.m. capellino: pasta alimentare
matassa. lunga e sottile.
cápe de pinghe. s.m. prepuzio, glande. capellóne. s.m. capellone; chi ha molti o
cápe de zavezicchije. s.m. capo grosso della lunghi capelli.
salsiccia.

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cápemazze. s.m. grongo; capitone maschio capetà. v. capitare; arrivare, giungere
grande con pancia bianca, pesce osseo degli casualmente, improvvisamente.
Anguilliformi con corpo cilindrico a pelle capetále. s.m. capitale; somma di cui frutta un
nuda. La lunghezza media di questi animali è reddito; città principale di uno stato.
compresa fra i novanta e i 180 cm. I congridi capete. v. capita: “ stu fatte capete ognè vóte
vivono negli anfratti delle rocce, a profondità chè vine tu”.
di circa 30 m, ma si riproducono in acque capetijà. antiq. v. capovolgere; voltare di
temperate la cui profondità è compresa fra i sotto in su.
1800 e i 2700 m. Le uova galleggiano capetille. s.m. spago unto con cera dai
liberamente, tra il fondale e la superficie, fino calzolai per cucire le scarpe; parte superiore di
alla schiusa e alla comparsa delle forme una colonna, o del pilastro, su cui posa
larvali. La specie più nota di questa famiglia è l’architrave o l’arco.
il grongo (Conger conger), che vive capetóne. s.m. anguilla; femmina con muso
nell'oceano Atlantico e si spinge anche nel affusolato e pancia verdastra che non torna in
Mediterraneo e nei mari italiani; si tratta di un mare per riprodursi, ma rimane in acque
vorace predatore che può raggiungere la internei ingrassando. l’anguilla europea
lunghezza massima di 2,5 m e il peso di 70 o anguilla comune è presente anche nelle
kg. acque dolci italiane.
cápenère. s.f. chi ha i capelli neri. Le femmine sono generalmente più lunghe dei
cápericce. s.m. testa coperta da capelli maschi: dopo il raggiungimento della maturità
arricciati. sessuale, possono toccare i 150 cm di
càperozzele. s.m. zolfanello; fiammifero di lunghezza e i 4 kg di peso; i maschi adulti non
legno con capocchia di zolfo o fosforo. superano invece i 50 cm di lunghezza e il
cáperusce. s.m. chi ha i capelli rossi. mezzo chilogrammo di peso. Le femmine di
capescióle santa Moneche. s.f. catalogne; lunghezza superiore ai 50 cm vengono
varietà di cicoria dalle foglie molto comunemente chiamate capitoni.
sviluppate; cicorie dolci. capetonne. s.f. capriola; salto che si fa
capescióle. s.f. fettuccia di cotone larga un appoggiando le mani o il capo a terra e
centimetro usata per vari scopi. lanciando le gambe in aria per voltarsi sul
cápesotte. s.m. capovolto;voltare di sotto in dorso; si dice anche: “capetogne”.
su. capevutà. v. capovolgere: “ na vóte mise ‘i
cápe sturte. s.m. chi ha la testa storta. scorze de lemóne ‘ndo spirete ‘a buttiglije lè
capetále. s.f. estremità di un terreno; quando capevutà tutte ‘i jurne”.
il contadino preparava le (porche) la “porca” capevutáte. s.f. rivoltata; rapida girata dalla
era una misura di circa 2000 mq. si contavano parte opposta.
dodici passi d’uomo ad una estremità della cápevuttere. s.m. responsabile di masseria.
terra “o capetále” e si piantava un bastone capezavezicchije. s.m. capo di salsiccia; testa
incappucciato (cioè si metteva sulla testa del sottile.
bastone uno straccio o un fascetto di erba) “ ‘u capèzze de ‘mbise. s.m. cappio; nodo fatto in
sbagnóne”, dall’altra estremità contava altri modo che tirato per uno dei capi si scioglie;
dodici passi e con l’aratro si tirava il soldo capestro.
dritto, avendo come riferimento il bastone capèzze. s.f. cavezza; finimento per la testa
piantato a terra. I contadini aravano i degli equini e dei bovini, per condurli a mano
rettangoli ricavati. La versura era di 12.345 o tenerli legati alla greppia.
mq: si divideva in 7 “porche” rettangolari. capezzère d’u litte. s.f. testiera; spalliera del
cápetavele. s.m. capotavola; chi siede a letto, dalla parte della testa.
mensa al posto d’onore, chi siede all’estremità capezzóne. s.f. testiera; parte dei finimenti del
del tavolo. cavallo che s’infila sulla testa; persona di una
cápe tuste. s.m. testardo. certa importanza: “ quille éje nu capezzóne”.

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capì. v. capire; intendere, afferrare, riunirono dove sta attualmente la chiesa delle
comprendere con la mente. Croci, era una giornata calda e afosa, il sole
capicchije. s.m. capezzolo; parte centrale, batteva a martello, mentre il cielo era di un
pigmentata, a forma di sferula, della azzurro immenso. Durante la preghiera il cielo
mammella. incominciò ad oscurarsi con nuvole nere e
capille ‘a spazzule. s.m. capelli alla spazzola. piene di pioggia, scoppiò un nubifragio. Il
capille ‘a tèdesche. s.m. capelli alla tedesco. raccolto del grano e altre colture si salvarono.
capille a Umbèrte. s.m. capelli rasati alla Per ringraziamento i contadini costruirono
tedesca. sette cappellette una per ogni rione che aveva
capille lisce. s.m. capelli lisci. partecipato all’invocazione della Vergine
capille ricce. s.m. capelli ricci. Santissima. Poi per far posto alla chiese ne
capille. s.m. capello; annesso cutaneo sacrificarono due. Il monumento è sito nella
filiforme del cuoio capelluto. zona croci, composto da un arco trionfale,
capitanáte. s.f. capitanata, regione storica cinque cappellette e una chiesa detto: “ ‘u
della Puglia, che corrisponde all'odierna cappellόne ‘i crúce”.
provincia di Foggia. Il nome cominciò a cappellόne. s.m. grande cappello.
imporsi in epoca medievale; si ritiene che capperúcce. s.m. cappuccio, attaccato alla
derivi, leggermente modificato, da quello di cappa.
catapano, una istituzione amministrativa cappille. s.m. cappello; copricapo maschile o
bizantina che risale al X secolo. Il catapano femminile di materia varia e foggia diversa
era il rappresentante civile e militare del secondo la moda.
governo bizantino delle varie zone soggette cappotte. s.m. cappotto; pesante soprabito
all'impero; il nome di Capitanata per indicare invernale da uomo e da donna.
il foggiano fu in vigore sino al primo cappucce. s.m. cavolo cappuccio, cavolo
censimento seguito alla unità d'Italia, nel rapa.
1861. cappuccenèlle. s.m. istituto per giovani e
capite. v. capito: “ è capite che a quillu ne mu ragazzi svogliati allo studio.
vogghije spusà”. cappuccine. s.m. frati cappuccini; latte e
capocche. s.m. cotone morbidissimo per caffè.
cuscini, bambagia. capputtáte. s.m. veicolo ribaltato.
capocchije. s.f. capocchia estremità capráre. s.m. capraio, verso la fine dell’800 si
arrotondata dei fiammiferi; il glande del pene trasferirono a Foggia da Salerno, dalla
maschile, coperto dal prepuzio. Campania e dall’Abruzzo alcuni caprai che si
capóne. s.m. castrato; animale o persona stabilirono nella zona mania porci
incapace di riprodursi perché privo di costruendosi abitazioni e stalle che ospitavano
ghiandole genitali; agnello castrato. il gruppo, inizialmente allevarono capre e
cappe. s.m. cappa, mantello corto con il pecore, ma quando le campagne limitrofe
cappuccio usata dai vecchi. furono trasformate a coltivazioni di cereali,
cappelláre. s.m. cappellaio; chi fabbrica o per mancanza di pascolo dovettero allevare le
vende cappelli da uomo. mucche, in quel periodo nasce un’altra figura
cappellόne ‘i crúce. s.m. ufficialmente di lavoratore quella del lattaio che girava per
chiamata chiesa del Monte Calvario. Costruita le strade e vendevano latte appena munto
nel seicento a causa di un miracolo, la storia dalla mucca, quando nacque la centrale del
narra che non pioveva da molti mesi a Foggia, latte per la pastorizzazione i caprai furono
con conseguenza sulle colture, il padre penalizzati e si dettero al contrabbando del
cappuccino Antonio da Olivadi consigliò ai latte con poco guadagno, non potendo
presenti di riunire la gente per recitare il santo sostenere le famiglie dovettero cambiare
rosario, la gente così fece si riunirono tutti e lavoro facendo i netturbini e vetturini.
setti i rioni di Foggia, ogni rione portava una caprecciúse. agg. capriccioso; pieno di
croce in segno di devozione alla Vergine, si capricci, che fa capricci; bizzoso, estroso.

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capucchije. s.m. gioco per ragazzi, si giocava carapegnà. antiq. s.f. carapignare, lusingare
con i noccioli d’albicocca i: “cresomele”. una persona per cavarne qualche utilità.
capurále. s.m. responsabile degli operai che carastije. s.f. carestia; grande scarsezza di
facevano parte della carovana delle fosse cose necessarie alla vita.
granaie, incaricato per vigilare il lavoro, ed caratille. s.f. piccola botte in cui si
aveva la facoltà di licenziare gli operai. conservano le arringhe.
caputáte. s.m. capovolto; voltare di sotto in caratúre. s.f. scanalatura delle doghe in cui si
su. inserisce il fondo delle botti.
caputte. s.m. morto. caraváne. s.f. cooperativa di lavoratori;
capuzzáte. s.f. capata; colpo dato con la testa; carovana.
testata. caravóne. s.m. carbone; sostanza solida, nera,
capuzzèlle. s.f. piccola testa. costituita principalmente di carbonio, prodotta
capuzzèlle d’agnille. s.f. testina; testa di per riscaldamento, fuori del contatto con
animale piccolo macellato, testina d’agnello, l'aria, di sostanze organiche o vegetali.
si cucina con le patate al forno: “ogge se Carbone di legna, che è ottenuto nelle
magne capuzzèlle e patáne”. carbonaie; usato come combustibile. Carbone
capuzzille. s.m. piccolo capo che si da arie. fossile, che si è originato per trasformazioni di
carabozze. antiq. s.m. prigione: “ mo l’anne resti vegetali nel sottosuolo; usato come
mise ‘nda carabbozze a quillu scillèráte”. combustibile e materia prima nell'industria
caracò. antiq. s.f. scala a chiocciola. chimica e siderurgica.
caraffe. s.f. brocca di vetro per mettere acqua caravóne de lègne. s.m. carbone di legna ;
e vino. che è ottenuto nelle carbonaie usato come
caraffόne. s.f. brocca di vetro grande. combustibile.
caramèlle. s.f. caramella; piccolo dolce di caravóne fossile. s.m. carbone fossile; che si
zucchero cotto di varie dimensioni e gusto; è originato per trasformazioni di resti vegetali
monocolo. nel sottosuolo.
caramèlle lustráte. s.f. caramelle nostrane; li caravúne. s.m. carboni.
faceva un certo: “Giuseppe ‘a caramèlle” un caravunèlle. s.f. carbone di legna minuta. Si
venditore ambulante che durante le feste dice anche. “rúsce”.
fabbricava caramelle. Si portava appresso un caravunire. s.m. chi vende carbone.
tavolino dove allineava alcune bottiglie di caravunère. s.f. chi vende carbone.
essenze di vari colori, barattoli e una lastra di caravugne. s.m. patereccio; processo
marmo. Ultimati i preparativi versava in una infiammatorio acuto circoscritto delle dita,
pentola di rame una certa quantità di specialmente della regione circostante le dita;
zucchero, acqua ed essenza. Metteva la giradito; pustoletta, foruncolo.
pentola sul fornello e con la schiumarola “ ‘a caravunèlle. s.f. carbonella; carbone di legna
sckumaróle” o “ ‘a vótapèsce ” agitava minuta detta anche : “ ‘a rusce”.
continuamente il contenuto del tegame, senza caravunère. s.f. carbonaia; venditrice di
fermarsi mai altrimenti lo zucchero si carbone.
attaccava al fondo della pentola, fino a caravunire. s.m. venditore di carboni.
quando lo zucchero fondeva diventando una carbonáte. s.m. bicarbonato; sale dell’acido
pasta amalgamata. Versava il contenuto sulla carbonico.
lastra di marmo e col matterello (“u carbunáte. s.f. carne di maiale salata,
laghenatùre”) spianava formando una sfoglia arrostita sui carboni.
spessa un centimetro, il tempo di raffreddarsi, carcagne. s.m. calcagno; parte posteriore del
tagliava delle strisce di caramella lunghi piede.
cinque cm e li metteva ben in vista sul carcere. s.m. carcere; colonia penale in cui
marmo. In casa venivano fatte solo con acqua vengono scontate le pene detentive. A Foggia
e zucchero senza essenze. vi era un antico edificio adibito a prigioni
mandamentali, attualmente sullo stesso sito

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sorge la casa della madre e del bambino e carejóle ‘ngápe. s.m. pensieroso; quando una
verde pubblico, oggi di fronte al vecchio persona e afflitta da preoccupazioni.
distretto militare in via Fuiano. carejuline. s.m. motocarro con tre ruote con
cardatrece. s.f. cardatrice colei che carda la vano di carico a cassone.
lana, lino o canapa. carestije. s.f. carestia; grande scarsezza di
carde. s.f. macchina per la cardatura, formata cose necessarie alla vita; a Foggia nel 1648-
da un insieme di cilindri rotanti coperti da 1649 ci fu una grande carestia seguita
punte metalliche. all’epidemia del tifo che decimò la
cardille. s.m. cardellino; piccolo uccello popolazione.
canoro, dal piumaggio variante colorato di carestúse. s.m. persona venale; che agisce
nero, rosso, rosso e bianco, si ciba di semi di solo per avidità di denaro.
cardo. caretà. s.f. elemosina; soccorso che si da al
cardóne. s.m. cardo; pianta erbacea prossimo bisognoso, beneficenza che si fa ai
appartenente alla famiglia delle composite con poveri.
fusto eretto e grandi foglie spinose, ve ne sono carèzze. s.f. carezza; dimostrazione di affetto,
di vario tipo: quello comune, alato, e triste. amicizia, benevolenza, fatta specialmente
cardóne attannúte. s.m. cardo alato; con i lisciando il volto e i capelli con la mano.
torsoli lunghi si trova comunemente nelle cariagge. s.m. carro con quattro ruote senza
zone umide ed erbose lungo i corsi dei fiumi e stanghe, con le ruote anteriori smontabili.
dei torrenti. Si chiama anche “ohhh!”. Perché carijà. v. trasportare; portare da un luogo a
quando la gente lo tocca si punge. Si mangia l’altro.
crudo dopo aver tolto gli aculei con olio e carijibe. antiq. s.m. caribo, canzone ballabile.
sale, o cotto con orecchiette e olio crudo. carijáte. v. trasportare; portare oltre,
cardungille. s.m. cardi campestri, si trovano trascinare, spingere a forza.
normalmente dove il terreno e pietroso adibito carijóle. s.f. carriola; mezzo di trasporto fatto
a pascolo dei bovini, per tradizione si fanno a artigianalmente dai ragazzi per giocare
Pasqua lessati con uova e agnello. durante gli anni cinquanta e sessanta, era
carecà. v. caricare; porre qualcuno o qualcosa composta da una base di legno rettangolare
sopra un sostegno o un mezzo di trasporto; larga 50 cm. e lunga 90 cm. dove veniva
caricare un’arma. poggiato il ginocchio del guidatore, alla parte
carecaminde. s.m. caricamento; operazione anteriore della base sotto, veniva messo il
del caricare specialmente armi; avere più manubrio fatto da un’asta di legno di circa
rapporti sessuali. cm. 60 di lunghezza e 8 cm. di larghezza a
carecáte. v. caricare; anche di chi avuto centro dell’asta veniva messo un cuscinetto a
rapporto sessuale: “ m’hagghije fatte na sfera sostenuto da un’asse di legno e fissato su
carecáte stanotte…” due pezzi di legno detti: “ pezzotte” fissati
carecatóre. s.m. caricatore; chi carica e sotto la tavola con un perno a snodo per girare
scarica merci; serbatoio, nastro, piastrina, di a destra o sinistra, mentre nella parte
metallo, contenenti un certo numero di posteriore sempre sotto la tavola veniva
cartucce per alimentare il fuoco delle armi. fissata una striscia di legno di circa 60 cm. di
carecatúre. s.f. caricatura; presa in giro; lunghezza e 6 cm di larghezza con i due
ritratto o scritto che, con intenti comici o estremi affusolati dove venivano infilati altri
satirici, accentua fino alla deformazione i due cuscinetti sferici, un mezzo di trasporto
tratti caratteristici del modello. divertente, una volta poggiato il ginocchio
careche. s.f. carica; mansione; fiaschetto destro sulla tavola la gamba sinistra spingeva
metallico a corno contenente la polvere da a terra; piccola carretta a mano, con una ruota
sparo; carico. e due stanghe.
caregnóne. agg. malvagio, maligno, perfido, carijóle ‘ngápe. s.f. essere preoccupato per
cattivo. qualcosa o qualcuno.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
carijulino. s.m. motocarro; motofurgone con carmene. s.m. Carmine.
vano di carico a cassone. carmenèlle. s.f. dim. di Carmela.
carijulóne. s.f. carriola grande usata dai carmenille. s.m. dim. di Carmine.
terrazzani per il trasporto di sporte piene di carmenucce. s.m. vezz. di Carmelo.
verdure. carna jonde. s.f. carne aggiunta; detto a una
carite. s.m. persona prediletta verso chi nutre persona che fa parte della famiglia ma non è
un grande affetto. discendente diretta tipo “la nuora”, “Jajètte ‘u
carizije. s.f. privazione; il privare, rimozione, vuje capì chè tu si sèmbe na carna jonde e ne
perdita. si ‘a figghije”.
carle. s.m/f. Carla e Carlo I d’Angiò, conte di carna macenáte. s.f. carne tritata.
Provenza e fratello di S. Luigi re di Francia, carnascióne. s.m. stare bene con la
amò Foggia come Federico II, con lui la città corporatura in carne.
ebbe un nuovo periodo di splendore; in carnatúre. s.m. carnagione degli uomini e
occasione delle nozze della figlia Beatrice la delle donne.
città venne divisa in rioni chiamati con il carne guascotte. s.f. carne mezza cruda e
nome di Pittaggium Palagii. (Pittagia), il mezza cotta.
vocabolo che in ostrogoto significa tavola, carnètte. s.m. furbo, cattivo; persona
registro, indicava i quartieri della città i cui prepotente, arrogante.
abitanti erano tenuti a pagare tributi registrati carnevále. s.m. carnevale; periodo festivo
su apposita tavoletta. Carlo morì a Foggia nel tradizionale, a Foggia inizia con i preparativi
1284, dove parte dei suoi resti egli volle che il 17 gennaio a sant’Antonio Abate
fossero seppelliti nella nostra cattedrale. A “sant’Antúne masckere e sune”. Secondo il
Foggia venne Carlo III di Borbone. calendario liturgico, il carnevale
Nell’Archivio del nostro Comune esistono inizia il giorno dell’Epifania e termina il
tante Concessioni Sovrane di Carlo III, il mercoledì delle Ceneri, nel rito ambrosiano,
quale, anche se non venne mai a soggiornare poiché la Quaresima comincia più tardi,
nella nostra Città, spesso voleva godere della dura fin di sabato precedente alla prima
caccia a Torre Gueguara (Guevara?), non domenica di Quaresima: questo periodo
molto lontana da noi. Invece, Ferdinando IV, supplementare è chiamato Carnevale che
suo Augusto figlio, asceso al trono di Napoli, significa togliere la carne. La sfilata dei carri
onorò la nostra Città nel 1797, trattenendosi allegorici inizia la settimana prima della
circa tre mesi e mezzo. Lo splendore della quaresima e finisce il martedì grasso giorno
Corte, che seguiva in tale circostanza il precedente il mercoledì delle ceneri,
Sovrano, si manifestò mediante tanto lusso e consiste in un rovesciamento buffonesco
tante feste, per cui si può dire che, in quella della realtà, spesso celebrato con balli, sfilate e
occasione, la vita nella città di Foggia sia stata cortei di carri allegorici, situazioni di incontro e
simile a quella della Capitale del Regno. festa collettiva, caratterizzate tutte dalla
carlèntine. s.m. colui che mediava il grano al presenza di maschere. La parola
piano delle fosse. “carnevale” significa "togliere la carne" dalla
carlètte. s.m. dim. di Carlo. dieta (in osservanza al divieto cattolico di
carlene. s.f. moneta in corso nell’anno 1274, mangiare carne durante la quaresima). La
equivaleva a dieci grani, Carlo d’Angiò I fece maschera foggiana femminile è la pacchianella:
abolite le monete d’oro agustale li fece in testa un fazzoletto nero, guance con molto
sostituire con i carlini. rossetto, labbra arrossate, camiciola di raso
carline. s.f. dim. di Carla. Carlo. bianco con polsi alla sciabbò, gonna lunga nera
carlóne. avv. carlona; alla buona, in fretta. alla zingara con due nastrini circolari alla fine
carlótte. s.f. vezz. di Carolina. di colore verde e rosso. La maschera maschile
carlúcce. s.m. dim. di Carlo. tipica del carnevale foggiano è il monaco
carmèle. s.f./m. Carmela. Carmelo questuante: “ ‘u monaco cercande” un
carmèline. dimin. di Carmela. personaggio nato nel quartiere delle croci con il

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
primo carnevale foggiano, un uomo vestito da carosèlle. s.m. finocchio forte.
monaco con una bisaccia sulle spalle il caróte. s.f. carota; pianta erbacea delle
cappuccio in testa e la barba finta andava Umbellali con fiori composti bianchi e
facendo la questua per le case di borgo Croci, la violetti e grossa radice a fittone, carnosa e
gente donava pane, salsicce, lardo, verdura, commestibile. Radice di tale pianta, di
lampascioni, ecc… questo personaggio veniva colore rosso-aranciato.
fatto da più persone e dal ricavato la sera carpecáte. antiq. s.m. volto butterato dal
cenavano tutti gli organizzatori del quartiere, vaiolo.
però quando la maschera veniva fatto da un carpejite. s.m. panno peloso usato come
terrazzano ladro difficilmente riconoscibile, coperta.
questo durante la questua casalinga mentre il carpendèrije. s.f. arte di preparare e
padrone di casa si allontanava in un’altra stanza congiungere elementi di legname o ferro, e
per dargli qualcosa lui ne approfittava per formare le varie membrature di una
rubare. Un’altro personaggio tipico era “ursino costruzione.
stagnarello” un tipo strano che aveva cucito carpendire. s.m. carpentiere, operaio esperto
sui pantaloni e sulla giacca i coperchietti di latta nell’arte della carpenteria.
del lucido delle scarpe alcuni coperchietti erano carráre. s.m. maestro d’ascia.
appesi a cordicelle, altri erano fissi. Ursino carráte. s.f. botte grande da lt. 2000 posta su
saltellando provocava un frastuono che carretto per fornire l’acqua nelle abitazioni
richiamava l’attenzione dei passanti, privi d’acquedotto; quantità di materiale che
scatenando l’ilarità dei presenti in modo si può portare in un carro.
contagioso si chiamava: “Ciro Zizzo”, suonava carre. s.m. carro agricolo con una stanga a
una specie di violino: “un violino ritmico” croce al centro, trainato da due buoi.
usava una mazza come violino, sulla quale carrèaprète. s.f. portare via merce che
strofinava come un archetto, un’altra mazza comperano di continuo.
dentellata, sulla quale erano fissati con chiodi, carrère. antiq. s.f. corsa; movimento veloce
con mucchi di tappi metallici schiacciati questo compiuto usando il proprio corpo o un mezzo
personaggio vestiva a quella maniera tutto di locomozione: “ ha fatte ‘a carrère d’u
l’anno. Il figlio che chiamavano “accetille”, ciucce”.
imitava il domatore, muovendo la frusta, il carrètte. s.m. carretto a due ruote trainato da
padre imitava l’orso, da cui il soprannome cavalli, muli o asini.
“Ursino”. Negli anni 40/50/60 il carnevale carrettèlle. s.f. carriola.
foggiano erano rappresentate da quattro carrettene. s.m. triciclo; velocipede a tre
maschere: “ ‘u moneche cercante” ruote per trasporto del pane e pasticceria.
rappresentava “la religiosità”. “sciammi carrettine. s.m. rapimento di una ragazza da
sciamme” rappresentava il lavoro perché parte di un ragazzo respinto al corteggiamento
vendeva i cardi: “ ‘a fatiche” e si chiamava della stessa, una volta rapita veniva violentata
Giuseppe Tannoia”. “Ursine stagnarille” con la forza.
rappresentava la musica perché suonava: “ ‘a carrettiere. s.m. carrettiere; chi guida la
musiche” e si chiamava Ciro Zizzo”. carretta o il carro.
“zechille da zechèle” cioè zio Michele carrettóne. s.m. carro per il trasporto paglia e
rappresentava la libertà perché era un covoni trainato da cavalli.
accattone: “ ‘a libèrtà” e si chiamava carriagge. s.m. carriaggio, carro con quattro
Michele de Tinno”, mentre il personaggio ruote senza stanghe, con le ruote anteriori
immaginario che veniva fatto il funerale snodabili trainato con motore agricolo.
l’ultimo giorno di carnevale si chiamava: carrijà. v. trasportare; portare da un luogo
“peppuzze”. all’altro.
carócchije. s.m. pugno in testa. carrine. s.f. moneta carlino, da Carlo d’Angiò
carogne. s.m. persona malvagia. coniata a Napoli nel 1728 sotto la
caróse. s.f. cavalla di un anno. dominazione borbonica.

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carrozze. s. f. carrozza; vettura per persone, a cartapatenáte. s.f. carta patinata; con la
quattro ruote con o senza mantice, superficie ricoperta da una patina che ne
trainata da cavalli; veicolo ferroviario aumenta la stampabilità.
destinato al trasporto di persone. cartapèste. s.f. cartapeste; mistura di carta
carrubèje. s.m. crocicchio; luogo in cui macerata, argilla e altro per statuire fantocci,
s’incrociano più strade. bambole e simile.
cartáre. s.m. cartaio; chi distribuisce le carte
carruchele. s.f. carrucola; macchina
giocondo.
semplice, adoperata per sollevare pesi, cartasciugande. s.f. carta assorbente.
costituita da un disco con gola di guida della cartaspogne. antiq, s.f. la carta assorbente.
fune, girevole intorno al suo asse, sorretto da cartassorbènde. s.f. carta sorbente; carta per
una staffa. assorbire l’inchiostro.
carruzze. s.m. carretto che viene tirato da un cartastrazze. s.f. cartastraccia; carta già
cavallo, mezzo di trasporto più piccolo: “ d’u usata; carta scadente per pacchi.
trajine e chiù grusse d’a trajinèlle”, può cartaveline. s.f. carta velina, usata dai
trasportare dai dieci a dodici ql. di grano. salumieri.
carruzzèlle. s.f. carrozzella; vettura pubblica cartavètre. s.f. carta vetrata; con superficie
a cavalli; piccolo veicolo per invalidi, mosso a ruvida per granuli e polvere di vetro, usata per
mano o da un motore. levigare.
carruzzètte. s.m. carrettino a due ruote e due cartazúche. antiq. s.f. carta assorbente; per
stanghe spinto a mano. asciugare l'inchiostro subito dopo avere
carruzzine. s.f. carrozzina; specie di lettino, scritto.
montato su ruote e spinto a mano, per neonati. carte da juche. s.f. carte da gioco; carte
cartabulláte. s.f. carta bollata, da bollo, italiane, aventi per semi spade, bastoni, denari
legale, foglio richiesto per il compimento di e coppe. carte francesi, aventi per semi cuori,
alcuni atti, gravato da bollo ordinario. quadri, fiori, picche.
cartacupiative. s.f. cartacarbone; carta carte. s.f. carta; prodotto ottenuto per
leggera con potina colorata o nera a base di feltrazione di fibre cellulosiche e ridotto, per
cera. disidratazione ed essiccamento, a falde sottili:
cartacupiative. s.f. cartecarbone; carta carta di legno, di seta; carta da lettere, da
leggera con patina colorata o nera a base di pacchi.
cera, oli vegetali e colori all'anilina, che si cartegineche. s.f. carta igienica; sottile, per
interpone tra fogli per ottenere più copie di l'igiene intima del corpo.
uno scritto.
cartagiografeche. s.f. carta geografica, cartelláte. s.f. cartellate; manicaretti, dolci
rappresentazione grafica piana, simbolica, natalizi tradizionali fatti con farina, olio, sale,
ridotta e approssimata di una parte o di tutta la vino passito, garofano e cannella, ripieni di
superficie terrestre. mostarda e bagnati nella sapa: “vinecutte”,
cartáje. s.m. cartaio; chi fabbrica o vende ancora in uso.
carta. cartèlle. s.f. cartella; custodia di vario
cartamodèlle. s.m. cartamodello; modello materiale per fogli, libri, fascicoli e simile.
tagliato in carta, per l’esecuzione di un Cartella della lotteria, biglietto numerato di
indumento.
una lotteria; cartella della tombola,
cartamonète. s.f. cartamoneta; moneta
sostituita dai biglietti di banca emessi dalla cartoncino recante una serie di numeri per il
banca centrale o dal tesoro. gioco della tombola; cartella clinica,
cartadidendità. s.f. carta d’identità. contenente dati clinici, diagnosi e terapia di
cartaolèáte. s.f. carta oleata; carta impregnata un ricoverato durante la sua degenza in
di sostanze tali da garantire l’impermeabilità, ospedale o in clinica; cartella fondiaria,
usata da macellai. esattoriale.

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cartellóne. s. m. accr. di cartello; grande e carusille. s.m. salvadanaio; recipiente di
vistoso manifesto pubblicitario;tabella coi metallo, terracotta e sim., munito di una
novanta numeri del gioco della tombola, per fessura attraverso la quale si introducono i
riscontro dei numeri usciti; programma degli denari da conservare. Cetriolo con buccia
spettacoli rappresentati da una compagnia
verde chiaro all’interno ha un seme bianco e
teatrale.
cartene. s.f. cartina per fare lo spinello. vuoto tipico di zapponata.
cartère. antiq. s.f. cartella per la scuola. carvunáte. s.f. carne di maiale salata,
cartijille. antiq. s.f. locandina. arrostita sui carboni.
cartille. s.m. cartello; avviso, scritto o carόte. s.f. pastinaca; pianta erbacea delle
stampato su vari materiali, spec. per Umbellali, spontanea nelle zone umide, con
comunicazioni pubbliche; cartello stradale; ombrelle composte di fiori gialli e radice
insegna posta sulle botteghe. carnosa commestibile.
cása d’uglije. antiq. s.m. negozio alimentare.
cartoláre. antiq. s.m. quaderno.
casále de Fogge. antiq. s.f. casale di Foggia
cartóne. s.m. cartone carta di forte spessore e nome che nel 1069 appare per la prima volta
consistenza rigida, ottenibile in una bolla del Papa Alessandro II.
sovrapponendo più fogli di carta allo stato cásamatte. s.m. piano di casa a livello del
umido; grossa scatola di cartone per suolo stradale; pianoterra.
imballaggio; contenitore per latte, panna, casarèlle. s.f. casetta.
aranciata, di cartone esternamente casaróle. s.f. artigiana addetta alla confezione
rivestito di paraffina e internamente di di maccheroni fatti in casa.
polietilene. casartine. antiq. s.m. domestico.
cartucce. s.f. cartucce; boccola d’acciaio casáte. s.f. casata; tutta la famiglia
lunga cm. 10 che si mette all’estremità della discendente dallo stesso stipite, lignaggio,
stanca del carretto per evitare screpolature. stirpe.
cartúcce du trajine. s.f. cartuccia; casce. s.f. cassa; contenitore, realizzato in
vario materiale, impiegato per il trasporto o la
all’estremità delle stanghe del carretto, nella
spedizione di merce.
parte anteriore, si calettava una boccola di cascetèlle. s.f. cassa piccola di legno.
acciaio lunga 10 cm per evitare cascetèlle p’i cènere. s.f. urna cineraria, in
screpolature alle stanghe. cui si raccolgono i resti della cremazione di
cartuccire. s.f. cartucciera; cintura con un cadavere.
piccole tasche cilindriche per portarvi cascètta d’a carrozze. s.f. cassetta; sedile per
cartucce da caccia; giberna. il cocchiere, nella parte anteriore della
cartulà. s.f. numerare le pagine di un carrozza.
manoscritto. cascettáre. s.m. colui che costruisce le casse.
cartuline. s.f. cartolina cartoncino di forma cascètte d’u negozije. s.f. cassetta; nei banchi
rettangolare su cui si scrive, che si invia dei negozi, ripostiglio per gli incassi
per posta non chiuso in busta; cartolina
giornalieri.
postale, posta in vendita già affrancata |
cartolina illustrata, che reca su una faccia cascètte d’u tèatre. s.f. cassetta; nel gergo
disegni o fotografie. teatrale e cinematografico, incasso
cartulina róse. s.f. cartolina rosa; cartolina complessivo di un opera.
precetto, contenente l'ordine di chiamata alle cascètte de l’ápe. s.f. cassetta per le api,
armi delle reclute o di richiamo dei militari in arnia.
congedo. cascètte p’a lesosene. s.f. cassetta delle
caruline. s.f. dimin. Carolina. elemosine, recipiente chiuso munito di
carúse. s.m. capelli tagliati a zero. fessura che, nelle chiese, serve per raccogliere
le offerte.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cascètte p’i lèttere. s.f. cassetta per le lettere, Cinquecento ci fu una lotta tra spagnoli e
sistemata lungo le strade e fornita di una francesi, durante la quale avvenne la celebre
fessura in cui si introducono le lettere da "disfida di Barletta" (1503), causata
impostare, o nell'ingresso di case, per ricevere dall'accusa di viltà rivolta agli italiani dal
capitano francese Guy de La Motte. Sotto la
le lettere in arrivo.
guida di quest'ultimo, tredici cavalieri francesi
cascètte pe cacà. s.f. casetta; seggiola a forma sfidarono altrettanti cavalieri italiani,
di cassa per le necessità corporali. capeggiati da Ettore Fieramosca, che li portò
cascettóne. s.m. cassettone; mobile a cassetti alla vittoria. La nuova caserma venne
di forma abitualmente quadrangolare; comò; costruita sulle basi di una vecchia caserma di
canterano; spia. fanteria verso il 1870/80; nel 1908 una ditta
casche. s.m. casco; copricapo difensivo o appaltatrice si aggiudicò i lavori, che vennero
protettivo di metallo o altro materiale successivamente sospesi, solo nel 1913
resistente, usato da militari, sportivi, vennero conclusi in occasione della visita del
motociclisti e simile. re d’Italia Vittorio Emanuele III.
casciabanche. s.f. cassapanca; mobile casille. s.m. piccolo cacio.
rinascimentale italiano costituito da un casine. s.m. casa di prostituzione, bordello:
cassone munito di un dorsale e talvolta di baccano, confusione, pasticcio.
braccioli; donna grossa e obesa. casotte. s.f. cabina balneare; adibita a
casciaferráte. s.f. cassaforte; cassa o armadio spogliatoio.
metallico, specialmente in acciaio, chiuso con cassáte. s.f. s.f. cassata di gelato; feritoie della
serrature di sicurezza per salvaguardare testa del carretto dove s’incastravano i dodici
denaro, preziosi o altro. raggi della ruota. Torta siciliana a base di
casciaforte. s.f. cassaforte. ricotta e guarnita di dadini di cioccolato e di
cascigne. s.f. erba di campagna commestibile. frutta candita; gelato di panna con frutta
cascióne. s.m. cassone; vano aperto candita.
dell’autocarro, destinato al carico cassire. s.m. cassiere; chi è addetto alla cassa.
cáse. s.f. casa; costruzione adibita ad cassunètte. s.m. cassonetto; scatola
abitazione per una o più famiglie. parallelepipedi, sotto l’architrave delle
case. s.m. formaggio; alimento che si ottiene finestre, per contenere le persiane avvolgibili.
facendo coagulare il latte con caglio: cacio. castagnacce. s.m. castagnaccio; schiacciata di
cásecavalle. s.m. caciocavallo. farina di castagne al forno, spesso con uva
caseláre. s.m. casolare, deposito, magazzino passa, pinoli ecc…
per formaggi. castagnáre. s.m. castagnaio; colui che
caseme. antiq. locuz. a casa mia: “mo váche a durante le feste vende castagne, noccioline,
caseme e po vènghe”. arachidi, pistacchi, noci, torrone ecc...
casellande. s.m. casellante; sorvegliante di castagne. s.f. castagna; frutto del castagno.
ferrovia o strada, che abita nel casello; addetto castagnije. s.m. ferro per arricciare i capelli.
a un casello autostradale; cantoniere. castagnóle. s.f. castagnetta; schiocco prodotto
casèlle. s.m. casello ferroviario. stropicciando il medio con il pollice;
casèrme. s.f. caserma; complesso di edifici, nacchere.
terreni, servizi e infrastrutture dove castaldúte. antiq. v. custodire; conservare con
alloggiano i militari o gli appartenenti a cura.
organizzazioni analoghe, come i vigili del caste. s.f. purezza; proprietà di ciò che è puro.
fuoco. castegà. v. punire: sottoporre a una pena.
casèrma miále de tróje. s.f. dedicata a Miale castegaminde. v. castigamento; infliggere
da Troia era così soprannominato dal nome una punizione a scopo disciplinare; punire.
della sua patria: Ettore De Pazzis nacque a casteghe. s.m. castigo; punizione inflitta a
Troia a pochi chilometri da Foggia, uno dei scopo correttivo; pena.
tredici cavalieri della disfida di Barletta. Nel

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castegghióne. antiq. s.f. masseria; vasto magistrato, la figura del Catapano fu presente
podere con fabbricati e servizi. fino alla venuta dei Normanni, che
casteglióne. s.m. piccolo castello. scacciarono i Bizantini dalla Puglia ed
castelláne. antiq. s.m. catafalco; palco di imposero un nuovo governo con sistema
legno ornato con drappi, sul quale si pone la feudale.
bara nelle funzioni funebri. catapècchije. s.f. casa malandata.
castellètte. s.m. dim. di castello;torre, spec. cataplasme. s.m. cataplasma; medicamento
in traliccio metallico, eretta alla bocca dei pastoso da applicarsi su una parte del corpo,
pozzi di miniera per sorreggere i rinvii delle con azione emolliente e revulsiva; impiastro
funi di estrazione; impalcatura di legno o persona noiosa e molesta: “ quille éje propije
metallo usata dai muratori per lavorare a una nu cataplasme ne se ne fide manghe a
certa altezza. squagghià l’acque ‘nda saróle”.
castete. antiq. locuz. a casa tua: “và a castete catarátte. s.f. cataratta, cateratta; perdita di
e n’ascènne, senò quille ogge te frèchene de trasparenza del cristallino dell’occhio; botola,
taccaráte”. apertura del pavimento; saracinesca in canali
castille. s. m. castello; costruzione medievale e serbatoi per regolare il decorso delle acque.
adibita a residenza del signore, munita di torri catarene. antiq. s. f. saracinesca; chiusura
e mura a scopo difensivo; castelli in aria, metallica per porte e finestre formata di
progetti fantastici e irrealizzabili; letto a - c, a elementi avvolgibili su rullo e scorrenti
due o più posti uno sopra all'altro; impalcatura verticalmente su guide laterali; apparecchio
di tubi metallici, posta spec. nei parchi, su cui per aprire e chiudere il deflusso di un liquido;
i bambini possono arrampicarsi. anticamente, cancellata di ferro o di travi
castóre. avv. parola giusta, “ mo e truáte calata con catene o funi per sbarrare l'accesso
propije ‘u pile a castóre”. al castello o alla città.
castrà. v.tr. castrare; rendere un animale o un catarine. s.f. Caterina.
essere umano incapace di riprodursi catarre ‘i maccarúne. s.f. chitarra per
asportando le ghiandole genitali. maccheroni.
castrà ‘i castagne. v. castrare le castagne; catarre. s.m. catarro; prodotto di secrezione
inciderle prima di arrostirle perché non di una mucosa infiammata o congestionata;
scoppino. chitarra.
castráte. part.pass. s.m. castrato; sottoporre a catarróne. s.m. punto di riferimento al gioco
castrazione. Animale o persona incapace della lippa: “ mazz’e rustiche”; contrabbasso.
di riprodursi perché privo di ghiandole cataste. s.f. catasta; mucchio di oggetti messi
genitali. Agnello castrato, spec. macellato. uno su l’altro alla rinfusa; ufficio catastale.
castre. antiq. s.m. accampamento; cáte. s.m. secchio di legno per attingere
stanziamento di truppe sotto tenda. l’acqua al pozzo; recipiente usato dai muratori
castróne. s.m. castrone; agnello o puledro per trasportare la malta; furbacchione.
castrato. cate. antiq s.f. secchia.
casuccèlle. s.f. dim. di casa; “quilli crestiáne catellóne. s.m. piano piano.
abetene ‘nda na casuccèlle”. catenazze. s.m. catenaccio, lucchetto,
catafalche. s.m. catafalco; baldacchino chiavistello.
funebre. catène. s.f. catena; serie di elementi, spec.
catalogne. s.f. catalogna; varietà di cicoria anulari e metallici, connessi l'uno
dalle foglie molto sviluppate; cicoria d’orto. nell'altro e mobili. Sul carretto serviva per
cataluffe. antiq. s.f. stoffa per tappezzieri. ancorare i pesi eccessivi.
catapáne. s.m. catapano; nel x secolo i catenèlle. s.f. catena di piccole dimensioni.
bizantini nominarono una specie di catenille ‘o múre. s.m. anello di ferro grande
governatore che detto catalano (da cui deriva infisso sulle mura delle case a pianterreno o
il nome capitanata) aveva il compito di dei bassi per legare il cavallo.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
catenille d’u pertóne. s.m. batacchio; anello chiesa di santa Caterina Vergine, chiamata san
di ferro infisso sulle antiche porte per bussare Giovanni di Dio in via Arpi.
o per ornamento, battente, battiporta, catille. antiq. s.m. catino; recipiente rotondo e
picchiotto. concavo per uso domestico; bacile, bacinella.
catenille. s.f. campanello; anello di ottone o catocchije. s.m. pugno in testa.
di ferro appeso al portone per bussare, o catolle. antiq. avv. pezzo piuttosto grosso di
infisso sui muri di palazzi antichi, rimesse, chicchessia.
stalle e simile per attaccare i cavalli. catozze. s.m. cazzotto dato in testa con le
catenine. s.f. collanina: “ tè mise ‘a catenine a nocche delle dita, con le nocche dell’indice e
mamme”. del medio.
catèrine. s.f. Caterina da Siena (Siena 1347 - catramme. s.m. catrame sostanza nera,
Roma 1380), religiosa domenicana, mistica e vischiosa, prodotta nella distillazione
dottore della Chiesa, patrona d'Italia assieme a secca dei carboni fossili o del legno, atta a
san Francesco d'Assisi, ebbe un ruolo vari usi, quali la catramatura stradale e
importante nella vita politica del suo tempo.
simile.
Caterina Benincasa, di estrazione sociale
cattà. v. comprare; acquistare una merce o
modesta, fin da bambina dichiarò di avere
simile e pagandone il prezzo.
visioni e visse in modo austero. All'età di
catte. antiq. s.m. caucciù; gomma elastica
sedici anni si unì al terzo ordine di san
naturale.
Domenico a Siena, divenendo famosa per la
cattèdrále. s.f. cattedrale; a Foggia si narra
vita contemplativa e la dedizione verso i
che dopo il ritrovamento del sacro tavolo
poveri. Presto, non sapendo scrivere, dettò
dell’Iconavetere Roberto il Guiscardo mosso
lettere di argomento spirituale guadagnandosi
da vivo sentimento di fede, fece prosciugare il
la considerazione dei concittadini. Nel 1374
laghetto e sullo stesso luogo, fece costruire il
Raimondo da Capua, poi generale dell'ordine
primo tempio l’attuale succorpo. Nel 1089
domenicano, divenne il suo padre spirituale,
quel tempio fu donato dal figlio Ruggiero alla
seguendone l'attività. Nel 1376 Caterina si
Basilica san Nicola di Bari e fu elevato a
recò ad Avignone per negoziare con papa
chiesa palatina. nel 1137 durante l’invasione
Gregorio XI la fine del conflitto tra Firenze e
delle truppe di Lotario, la chiesa subì gravi
il papato. Nonostante il fallimento della
danni. 1179 il re normanno Guglielmo II di
missione, convinse il pontefice a tornare a
Sicilia detto il Buono, diede l’ordine di
Roma ponendo fine alla cosiddetta cattività
costruire al capomastro di una scuola di
avignonese. Caterina tornò alla vita
maestri di scalpellini un certo Bartolomeo da
contemplativa e alle opere di misericordia a
Foggia la cattedrale con stile romanico –
Siena, tentando contemporaneamente di
Pugliese sullo stesso sito, ma di dimensioni
promuovere la pace in Italia e una crociata per
più grandi. Nel corso dei secoli la chiesa ha
riconquistare la Terrasanta, per lungo tempo
subito diverse trasformazioni sino ad arrivare
uno dei suoi più importanti progetti.
all’attuale stile barocco. Nel 1806, per volere
Profondamente afflitta per lo scisma avvenuto
di Pio VII, la chiesa fu illustrata col titolo di
nel 1378, si recò a Roma per raccogliere
basilica minore.
consensi per papa Urbano VI, impegnandosi
cattevagge. s.f. prigionia; condizione di chi è
per la riunificazione. Dopo aver rifiutato di
prigioniero.
sposare l’imperatore, fu condannata. Fu legata
cattevaggene. avv. modo di essere cattivo.
alla ruota, ma tale supplizio non fu possibile
catteváte. avv. attirare la simpatia.
perché la ruota si ruppe. Infine fu decapitata
cattevèrije. s.f. cattiveria; disposizione al
Venne sepolta nella chiesa di Santa Maria
male.
sopra Minerva; canonizzata da papa Pio II nel
cattive. agg. cattivo; che si considera
1461, fu proclamata dottore della Chiesa nel
contrario a principi morali; malvagio.
1970. A Foggia, nel 1597 fu costruita la

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cattoleche. agg. cattolico; che si ispira ai da ricordare anche la benedizione dell’olio
principi religiosi, morali e sociali propugnati che ogni pellegrino riceve.
dalla chiesa cattolica. cavalcavije. s.m. cavalcavia; ponte che passa
cattóre. s.m. ospizio con oltre trecento al di sopra di una via attraversandola. vie.
anziani dedicato a Maria Grazia Barone, un cavalire. s.m. cavaliere; chi va a cavallo;
edificio progettato dall’ing. Carlo Celentano soldato dell'arma di cavalleria; l'uomo che
Ungano, fu innamorato il 15-08-1934. accompagna una donna, specialmente a
Nell’atrio si eleva il busto di bronzo di Maria manifestazioni mondane o balli; l'uomo che si
Grazia Barone, opera dello scultore Enzo
comporta abitualmente con raffinata cortesia,
Pucchetti.
catùbbe. s.m. cilindro; copricapo da spec. verso le donne.
cerimonia. cavalláre. s.m. cavallaio; chi commercia in
caturze. s.m. uomo goffo poco civile. cavalli, guardiano di un branco di cavalli.
catuzze. s.m. montanaro, chi vive, o è nato, in cavalle a dondele. s.m. cavallo a dondolo;
montagna. giocattolo di legno, cartapesta e simile,
cauzatúre. antiq. s.m. calzatoio; piccolo riproducete un piccolo cavallo montato su due
oggetto che aiuta a calzare le scarpe. assicelle ricurve che gli permettono di
cauzettáre. antiq. s.m. calzolaio. dondolare.
cavalcande. s.m. cavallerizzo. cavalle balzáne. s.m. detto di cavallo che ha
cavalcà. v. cavalcare; montare un cavalo o un le balzane in uno o più arti.
altro animale. cavalle d’i carte. s.m. figura delle carte da
cavalcáte. s.f. cavalcata; percorso che si fa a
gioco italiane.
cavallo. Tradizione legate al particolare culto
della Madonna dell’Incoronata di Foggia da cavalle d’u cavezóne. s.m. inforcatura dei
ricordare: la vestizione che avviene il pantaloni o delle mutande.
mercoledì precedente l’ultimo sabato di cavalle de san Franciscke. s.m. le proprie
Aprile. La cavalcata degli Angeli che si gambe. Andare col cavallo di S.
svolge il venerdì successivo alla vestizione Francesco, a piedi.
della statua, vuole riproporre il tripudio che cavalle de solde. s.f. moneta in corso
aveva riempito la selva di canti e luci nella nell’anno 1789.
lontana notte di aprile del 1001 quando la cavalle lunghe. s.m. cavallo lungo; gioco dei
vergine apparve al conte di Ariano e all’umile ragazzi con più elementi, si fa la conta chi
e privilegiato contadino Strazzacappa. Cavalli
perde va sotto gioco; il primo si mette come
superbamente bardati, ornati di lustrini e
sonagliere, insieme a centinaia di fanciulli un cavallo tenendo la schiena abbassata con le
vestiti da angeli, santi e da fraticelli che mani sulle ginocchia per reggere il peso
girano tre volte intorno al santuario in mezzo dell’avversario mentre tutti gli altri saltano a
a centinaia di fedeli che accompagnano il gambe larghe poggiando le mani sulla
corteo col canto di antiche laudi. L’altra schiena, si può saltare all’infinito.
usanza era quella di togliersi i calzari: quando cavalle sfacciáte. agg. anche s.m. detto di
i pellegrini, arrivavano al ponte cervaro o, per cavallo che presenta una macchia bianca sulla
quelli che arrivavano da Potenza, usavano fronte.
togliersi i calzari e percorrere gli ultimi due cavalle. s.m. cavallo; mammifero domestico
chilometri a piedi. Oggi come tradizione è
degli Ungulati, erbivoro, con collo eretto
rimasta la cavalcata che consiste in: le
compagnie di fedeli che partono da Foggia per ornato di criniera, piede fornito di un solo dito
tutto il tratto di strada fino al Santuario protetto dallo zoccolo, variamente denominato
camminano a piedi, una volta arrivati fanno i secondo il colore del mantello: cavallo baio,
tre giri in segno di devozione prima di entrare bianco, morello, sauro.
nel santuario. L’altra usanza sopravvissuta è cavallèrije. s.f. cavalleria: milizia a cavallo.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cavallerizze. s.m. fantino; chi monta o guida cavedarèlle. s.f. calderina; piccolo recipiente
per professione i cavalli nelle corse al galoppo di metallo concavo usata dai muratori per
o al trotto. mettere la malta. Recipiente in metallo per
cavallètte de firre. s.m. cavalletto di ferro farvi bollire qualcosa.
supporto di metallo, con tre o quattro gambe, cavedarille. s.m. recipiente basso, come
adoperato per sostenere pesi o apparecchi. grosso secchio.
cavallètte de lègne. s.m. cavalletto di legno; cavedaróne. s.m. gavettone; grosso recipiente
supporto di legno, con tre o quattro gambe, per distribuire il cibo alla truppa.
adoperato per sostenere pesi o apparecchi. cavede. agg. caldo; che produce una
Supporto per reggere lo strofinatoio sulla sensazione di calore.
bagnarola. cavedijáte. s.f. saldatura a fuoco; la moietta
cavallètte. s.f. cavalletta; denominazione di della ruota del carretto si arrotondava affinché
varie specie di insetti ortotteri. Cavalletta. si formasse il cerchio e veniva saldato a
Persona molesta, dannosa e avida. fuoco: “ ‘a cavedijáte”, la bollitura.
cavallóne. s.m. cavallone; grande ondata cavedille. s.f. bruschetta; durante i periodi
marina; donna alta e robusta. invernali degli anni 50 e sessanta si accendeva
cavallucce. s.m. dim. di cavallo. il carbone nel braciere per riscaldarsi,
cavamonde. s.m. operaio addetto alla raccolta nell’occasione le nonne o le mamme
della breccia. prendevano del pane raffermo lo tagliavano a
cáve de vricce. s.f. cava di ciottoli. fette e lo facevano abbrustolire sui carboni
cáve. s.f. cava; scavo da cui si estraggono ardenti, una volta cotta si strofina sopra
minerali o torba. dell’aglio e si condiva con olio e sale; oggi la
cavece d’anemále s.m. calcio di animale, gente mette anche i pomodori.
percossa data con la zampa da animali che cavele. s.m. cavolo; cazzo: “ ma… chè cavele
hanno gli zoccoli. stáje decènne!”.
cavece da costruzióne. s.f. calcina; malta cavelfióre. s.m. cavolfiore; varietà coltivata
ottenuta mescolando a sabbia e pietrisco la di cavolo a fusto eretto, foglie con grossa
calce spenta. nervatura mediana e infiorescenze giallicce.
cavece. s.m. calcio; colpo che si dà col piede; cavelóne. agg. sciocco; che non ha giudizio,
calce bianca. criterio, intelligenza, senno detto di persona.
cavecèstruzze. s.m. calcestruzzo; materiale da cavese. s.f. causa; ciò che è origine, motivo,
costruzione costituito da un impasto di sabbia, ragione determinante di qualcosa.
ghiaia e pietrisco con cemento e acqua. cavete. agg. caldo; che produce una
cavecia janche. s.f. calce bianca. sensazione di calore.
cavecia stutáte. s.f. calce spenta; idrossido di cavètte. s.f. gavetta, recipiente di alluminio
calcio, ottenuto trattando con acqua la calce per il rancio del soldato in campagna.
viva. cavettine. s.m. scherzo tra soldati.
cavecia vive. s.f. calce viva, ossido di calcio cavettóne. s.m. gavettone; scherzo in uso
puro, senz’acqua. specialmente tra i soldati, consiste in una
caveciajulle. s.m. addetto a fare la calce, doccia ottenuta col lancio di un secchio
malta. d’acqua.
caveciatáre. s.f. persona controversia. cavezarijille. s.m. piccolo vestito.
caveciatóre. s.m. calciatore; giocatore di una cavezarille. s.m. calzino; calza corta,
squadra di calcio. specialmente da uomo o da bambino, di lana o
cavedaráre. s.m. calderaio, operaio che di cotone; calzerotto.
fabbrica e ripara caldaie, casseruole, paioli e cavezascarpe. s.m. calzascarpe; piccolo
simile. oggetto di corno, metallo o plastica che aiuta a
cavedáre. s.m. calderone; grosso recipiente calzare le scarpe; calzante, calzatoio.
per farvi bollire qualcosa. cavezáte. s.m. vestirsi dalla testa ai piedi.
cavezeficije. s.m. calzificio; fabbrica di calze.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cavezettáre. s.f. calzettaia; negli anni 40/50 cavrejulle. antiq. s.m. capriolo; mammifero
era la donna che riparava e confezionava le ruminante degli Ungulati di statura breve, con
calze con i ferri, la riparazione consisteva nel zampe lunghe e portamento elegante, pelame
tagliare la parte rotta o consumata, e rifarla, bruno-rossiccio, corna corte e poco ramificate
veniva chiamata a: “ spezzatóre ”, si facevano
presenti nel maschio.
con la lana o il cotone. Lo stesso personaggio
cavutà. v. forare; bucare.
confezionava anche le maglie intime di lana
cazzarille. s.m. bambino piccolo e vivace.
dette i: “cammesóle”, faceva anche i:
cazzaróle. s.f. cazzarola; donna che li piace il
“copraspalle” uno scialle di lana che serviva a
pene.
coprire le spalle durante il periodo invernale, i
cazze. s.m. cazzo; organo genitale maschile,
pedalini: “ pedaline” calzini di lana da uomo e
si chiama anche: “nudeche, cille, pinghe,
da donna per la notte.
pengóne, suatte, cugghije, berlocche,
cavezettarije. s.f. calzetteria; negozio in cui si
cemececcuzze, zavezicchije, vecille, cellóne,
vendono le calze.
crèapopele”. Persona stupida.
cavezètte. s.f. calza; indumento a maglia che
cazzejatóne. avv. grosso rimprovero: “
riveste il piede o parte della gamba.
ciagghije fatte nu cazzijatóne chè se l’adda
cavezètte d’i murte. s.f. calza dei morti; A
recurdà pe tutte ‘a vita súje”.
Foggia la tradizione vuole che durante la notte
cazzinpèrne. s.m. sedano; pianta delle
tra l’1 e il 2 novembre i bambini che sono
umbellati, coltivata come ortaggio con foglie
stati bravi durante l’anno hanno dai propri
aromatiche.
defunti la calza piena di caramelle e
cioccolate, mentre per i bambini che hanno cazzele. s. m. cozza; mollusco dei Bivalvi con
fatto i cattivi i defunti portano una calza piena conchiglia oblunga, nera, che si rissa
di carboni. mediante il bisso a corpi sommersi ed è
cavezettèlle. s.f. fettuccia che brucia nel lume allevato per le sue carni; muscolo, peocio.
a petrolio. cazzemarre e patáne. s.m. lampredotti con le
cavezettúne. s.m. calzettoni; calze spesse, per patate; si prendono i lampredotti e s’infila la
lo più di lana, lunghe fin sotto il ginocchio. punta della forbice nel foro, si tagliano a
cavezóne a zombafusse. s.m. pantalone lungo metà, si lavano per bene con l’acqua calda
al di sopra della caviglia. fino a quando sono puliti, si fanno scolare
cavezóne a zuarre. s.m. calzone a tre quarti bene. Si prende un pezzo d’omento del maiale
di gambe. e sì stende, si mette il fegato, l’animella e si
cavezóne. s.m. calzone; indumento condisce col formaggio, l’aglio, il pepe, il sale
specialmente maschile che veste la persona e il prezzemolo, si avvolge come un involtino,
dalla cintola in giù e copre ogni gamba poi si prende il lampredotto e si avvolge la
separatamente; pantalone. grandezza che si desidera. Si sbucciano le
cavezunètte. s.m. mutande lunga da uomo di patate, si lavano, si tagliano a tocchetti e si
fustagno, si legavano alle caviglie con le: “ condiscono con: sale, formaggio, prezzemolo,
capescióle”. olio, aglio, e pepe. Si prende una teglia si
cavezungille. s.m. calzoncelli; manicaretti, mettono poche patate, il lampredotto in mezzo
dolci natalizi fatti in casa con lo stesso e si copre il tutto con il resto delle patate, si
impasto delle: “cartelláte” fatti con due riempie la teglia a metà d’acqua si condisce in
sfoglie di pasta sovrapposta ripieni di superficie con un po’ di formaggio e un po’
mostarda e bagnati nella sapa: “vinecutte”. a d’olio, s’inforna a duecento gradi per circa
forma di mezza luna, rettangolari, di nove o un’ora e mezza.
dieci centimetri di lunghezza e quattro cazzemarre. s.m. lampredotto; involtino fatto
centimetri di larghezza. con le budella d’agnello variamente farcito
cavezόne. s.m. pantalone: “ nenn’éje sèmbe con omento del maiale, animelle, fegato,
óme quille chè porte ‘u cavezóne”. prezzemolo, formaggio, pepe, olio, aglio,
cavóne. s.f. discarica d’immondizia. sale, e cucinato al forno con le patate.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cazzemarróne. s.m. involtino grande fatto ceccellúzze. s.m. organo genitale maschile del
con le budella d’agnello variamente bambino.
farcito con omento del maiale, animelle, cècche cècche. avv. chiamare il maiale.
fegato, prezzemolo,formaggio, pepe, olio, cecchètte. s.m. rimprovero; espressione di
aglio, sale e cucinato al forno con le patate. biasimo e ammonizione; ammonimento,
cazzemusce. s.m. cazzo moscio; persona lenta rimbrotto.
e apatica; pene floscio. cecchètte ‘a machene. s.m. fare arrivare
cazzesture. s.m. cazzo storto; persona benzina al motore manualmente.
nervosa che ha tanti pensieri per la testa. cecchille. dim. di Francesco.
cazzetuste. s.m. cazzoduro; pene indurito. cècchine. vezz. di Francesco.
cazzimpèrne. s.m. basilico; pianta erbacea cecciotte. s.f. tettarella capezzolo di gomma
delle Tubiflorali con foglie ovali molto del poppatoio. Oggettino simile che si dà da
aromatiche e fiori chiari raccolti in spighe, si succhiare al bambino per tenerlo buono.
dice anche “ozzijime”. cecellúzze. vezz. di Francesco; organo
cazzotte. s.m. cazzotto; forte pugno. genitale maschile del bambino.
cazzόne. s.m. cazzone; persona stupida, poco cecèrchije. s.f. cicerchia; pianta erbacea
inteliggente: “ quille éje propije nu cazzóne rampicante delle Rosali simile al pisello
joche chi criatúre”. con fiori rosei o rossi, coltivata spec. come
cazzuttáte. s.f. cazzottata; scambio violento foraggio, sgusciate e cucinate alla stessa
di cazzotti.
maniera dei legumi con molta cipolla sono
ccide. v. uccidere; far morire, privare della
vita. una specialità: “ ogge hagghije mise a fa dóje
ccise. v. ucciso; chi è stato privato della vita. cecèrchije c’iamma addecriáte tenèvene nu
ce l’ha menáte a musse. avv. rinfacciare sapóre”.
tutto ciò ch’è stato fatto. cecerille. s.f. grandine; precipitazione violenta
ce l’háve. avv. prendere di mira una persona. di chicchi sferoidali o pezzetti irregolari di
cebbelláte. antiq. avv. perdere soldi al gioco. ghiaccio.
cebbèrne. s,f, giberna; astuccio a tasca, di cecheline. avv. camminare alla cieca.
cuoio o tela, per custodirvi cartucce; ceciutte. s.m. granturco o granoturco; pianta
cartucciera del soldato. erbacea delle Glumiflore, con fusto
cecagghióne. agg. miope; chi è affetto da robusto, infiorescenze maschili in pannocchie
miopia.
terminali e femminili a spiga avviluppate da
cecále. s.f. cicala; grosso insetto nero-
giallastro, con capo grosso e largo, antenne brattee: i suoi frutti gialli sono commestibili e
brevissime, ali grandi e trasparenti, maschi le foglie utili come foraggio; la cariosside di
dotati di uno speciale apparato sonoro grazie tale pianta, dalla quale per macinazione si
al quale friniscono. ottiene una farina gialla usata
cecále de máre. s.f. cicala di mare; piccolo nell'alimentazione, frumentone, granone,
crostaceo marino commestibile, di forma mais, si dice anche: “ciciutte”.
allungata e un po appiattita con due arti cecliste. s.m. ciclista; chi va in bicicletta.
terminanti in una chela spinosa; canocchia; cecogna janghe. s.f. cicogna bianca; uccello
scillaro. migratore con lunghe zampe rosse e becco
cecáte. agg. cieco; chi è privo della vista, rosso, con penne bianche e grandi ali dalle
accecato.
estremità nere.
cecatijelle. avv. le masse all’opera dei
cecogna nère. s.f. cicogna nera; uccello
burattini.
cecatille. s.f. pasta fatta in casa con semola e migratore con lunghe zampe rosse e
acqua. becco rosso, con penne nere verdastre sul
cècce. s.f. pane non lievitato bene o non molto dorso e bianche sul ventre.
cotto.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cecogna róse. s.f. cicogna rosa; uccello solleticare l'appetito, la vanità di qlcu.
migratore con lunghe zampe rosse e celecúse. antiq. agg. anche s.m. permaloso;
becco rosso, con penne rosa sul dorso e che (o Chi) s'impermalisce anche per
bianche sul ventre. parole o atti insignificanti. Suscettibile.
cecogne. s.f. cicogna. celizije. antiq. s.m. cilicio o cilizio; cintura
cecorije. s.m. radicchio, cicoria, verdura molto ruvida, annodata, portata sulla
commestibile di campagna o orto. pelle nuda per penitenza. Tormento fisico.
cecurijáre. s.m. colui che raccoglie le cicorie celláre. antiq. s.f. cantina; locale, interrato o
per venderle.
seminterrato, fresco, adibito alla
cecurijèlle. dim. di cicoria;piccole cicorie.
cecúte. s.f. cicuta; pianta erbacea delle conservazione del vino o di derrate alimentari.
umbellati, con infiorescenza a ombrella, il cui Ripostiglio o stanza interrata o
rizoma contiene un lattice giallo, da dove si seminterrato, di un edificio. Luogo umido e
estrae un veleno. oscuro, insieme dei locali per la
cedamosche. s.f. picchietto; utensile per preparazione e conservazione industriale del
uccidere le mosche. vino: “ va pigghije nu litre de vine
cède. v. cedere; arretrare, non resistere, non annucchiáte e na gazzóse ‘a celláre”.
opporsi, riassegnarsi, darsi per vinto. celláte. s.m. colpo di pene. “a quèlle ciagghije
cedróne. s. m. gallo cedrone; grosso uccello menáte na celláte”.
commestibile selvatico delle regioni
cellètte. s.f. piccolo loculo per tumulare i
montuose, dal piumaggio nerastro; urogallo.
bambini.
cèfele. s.m. cefalo; pesce osseo commestibile,
cellóne. s.m. organo genitale maschile, si
con grosso corpo rivestito da grandi squame chiama anche: “ nudeche, cille, pinghe,
argentee, si dice anche: “cifele”. pengóne, suatte, cugghije, berlocche,
ceffà. antiq. v. prendere, acciuffare. cemececcuzze, zavezicchije, cazze, vecille,
cefragne. s.f. testa, capo. crèapopele”.
cefrόne. s.m. persona molto inteliggente. cellurije. s.m. intelletto; complesso delle
cegghijà. v. germinare, germogliare.
facoltà mentali che consentono di
cègghije accucchiáte. s.m. sopraciglio quasi
unite; rilievo arcuato unito, ricoperto di peli, intendere, pensare, giudicare. Capacità di
sul margine superiore della cavità orbitaria. intendere, di ragionare: intelletto vigoroso .
cègghije. s.m. ciglia dell’occhio; peli delle Intelligenza. Cervello.
palpebre. cellúzze. s.m. vezz. di Francesco.
cegnàte. agg. cornuto; detto di chi è tradito cèlme d’u titte. s.m. comignolo; parte della
dal proprio coniuge: “ quille éje propije nu canna fumaria che esce dallo spiovente del
‘ndelenò sà fatte cignà”, fornito di corna. tetto.
cègne. antiq. s.f. cinghia; striscia o fascia celóne. s.m. torrente celone; corso d’acqua
lunga e sottile di pelle, corda o tessuto, per breve a forte pendenza e con accentuate
variazioni di portata, sito a cinque chilometri
cingere, legare, sostenere e simile.
da Foggia.
celecà. v. solleticare; “ ‘a fenisce de
celúne. s.m. vomito persistente “ ‘U creature
celecarme”.
a vumecáte ‘i celúne”
celecaminde. s. m. solletico; sensazione
celsetudene. s.f. altezza, nobiltà.
piacevole e fastidiosa da sfregamento lieve
cemamarèlle. s.f. verdura campestre
della cute.
commestibile.
celechèje. v. solleticare; stuzzicare
cembelà. v. suonare il cembalo.
provocando il solletico.
cèmece. s.f. cimice; insetto terrestre o
celecà. antiq. v. solleticare; stuzzicare
acquatico che emette un odore sgradevole.
provocando il solletico: solleticare i piedi
Cimice dei letti, con piccolo corpo depresso di
a qlcu. Eccitare, stimolare piacevolmente:

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
colore rossastro, parassita anche quella consumata da Gesù con gli Apostoli,
dell'uomo. Piccolo chiodo dalla capocchia durante la quale Egli istituì l'Eucaristia.
larga e piatta: “fète pègge de nu cène da vigiglije. s.f. cena della vigilia di
cèmece”. Natale; il 24 Dicembre è tradizione a Foggia,
cemènde. s.m. cemento; polvere grigia si fa la vigilia che consiste pranzare nelle ore
ottenuta per cottura, in speciali forni, di del pomeriggio verso le 18,00 o 19,00. cioè
quando si ritira il capo famiglia dal lavoro, si
miscele naturali o artificiali di calcare e
pranza con i famigliari tutti insieme.
argille; bagnato, fa presa sia all'aria che in cenejáte. antiq. s.m. delicato, molle.
acqua. Cemento idraulico, che fa presa e cenerále. antiq. s.m. panno che copre i panni
indurisce anche sott'acqua. del bucato, cui si versa la cenere quando si fa
cemène armáte. s.m. cemento armato, la: “ luscive”, liscivia.
struttura mista costituita di calcestruzzo cènère. s. f. cenere; residuo polveroso,
di cemento e barre di ferro in esso grigio, della combustione di legna e
incorporate, disposte in modo da resistere agli carbone.
sforzi di trazione. cènere rèligióse. s.f. ceneri religiose; festa
cemedúlce. s.f. verdura di campagna liturgica mercoledì precedente la prima
commestibile. domenica di quaresima, quando il sacerdote,
emenère. s.m. fumaiolo; parte sporgente del per invito alla penitenza, impone sul capo del
camino. fedele un pizzico di cenere ottenuta dalla
cemenire. s.f. ciminiera; alto fumaiolo, spec. combustione dell’ulivo benedetto dell’anno
di fabbriche, locomotive e navi. precedente. Resti mortali.
cemire. s.m. intaglio ornamentale dei mobili. ceneriglije. antiq. s.f. cenere calda.
cemóse. s.m. orlo di stoffa; ripiegatura del cenerine. s.m. color cenere.
tessuto prima di essere cucito. cenète. s.f. morbida: “ ‘a scarpe éje cenète”
cemúse. s.m. cornuto; Ciccille éje nu cemúse cenijáte. s.f. delicato, molle.
de prima catègorije”. cenite. s.m. morbido: “ stu páne éje cenite ”.
cenà. v. cenare; consumare la cena. cennà. v. accennare, avvisare.
cenáte. s.f. cenato; di chi ha consumato la cennamèlle. s.f. ciaramella, piva.
cena. cenolèlla. antiq. s.f. cenetta: “sta cenètte a
cènce. s.f. roba, abito, indumento facime o no”.
cènce amèricáne. s.f. roba americana; abito,
cenóne. s.m. cenone; ricca cena, specialmente
indumento: “ hamma jì mizz’o vènèrdì a cattà
‘i cènce amèricáne”. quella di Natale o della notte di
cendóne. s.f. accr. di cinghia; triscia o fascia Capodanno.
cèntre. s.m. centro.
lunga e sottile di pelle, corda o tessuto, per
centrille. s.f. clitoride; organo erettile
cingere, legare, sostenere e simile. dell’apparato genitale esterno femminile.
cendráte. v. centrare; colpire nel segno. centróne. s.m. grosso chiodo quadrangolare
cendrèlle. s.f. bulletta; chiodi corti con testa messo sulle pareti delle case a schiera per
larga per scarpe da lavoro: “ maste Emilije reggere le corde e sciorinare la biancheria.
mitte dóje centrèlle a sti scarpe”. cenzèlle. s.f. vezz. di Vincenza.
cendróne. s.m. persona invadente che s’infila cenzenèlle. s.f. dim. di Vincenza.
nei discorsi senza che se ne chiede il parere: “ cenzenille. s.m. dim. di Vincenzo.
sé sckaffáte mizze cumè nu cendróne sènze cènzine. s.m.Vincenzo.
chè nisciune a ditte ninde”.
cenzúlle. s. m. pagliaccio, burlone; persona
cène. s.f. cena; pasto che si fa la sera o la
priva di serietà e dignità.
notte, ultimo pasto della giornata. Ultima cena cepaúle. s.m. nom. Francesco Paolo.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cepolle. s.f. cipolla; pianta erbacea delle comprendente i due emisferi del telencefalo e,
Liliflore con bulbo a squame carnose, secondo alcuni, il diencefalo.
concentriche, dall'odore acuto di colore rosse cèrelline. s.m. basco; copricapo di panno
e bianche. Bulbo di alcune piante, simile a senza tesa e aderente, con puntina di stoffa al
quello della cipolla. Orologio da tasca, grosso centro.
e antiquato. ceremonije. s.f. cerimonia; dimostrazione
cepolle di pide. s.m. durone; ispessimento eccessiva di rispetto. Senza cerimonie,
superficiale e circoscritto della cute, con semplicità. “ madonne e quanta
specialmente dei piedi. ceremonije chè fáje tráse…”. Azione rituale
cepavele. s.m. nom. Francesco Paolo. o solenne dei culti religiosi. Complesso di atti
ceppóne. ceppo; grosso pezzo di legna da che si compiono per celebrare
ardere. Ciocco che si brucia la notte di Natale. avvenimenti e ricorrenze. Rito. Funzione.
Capostipite di una famiglia o di una cèrije. s.m. cero pasquale, benedetto il Sabato
popolazione. Santo e collocato accanto all'altare, si accende
ceprèsse. s.m. cipresso; albero delle Conifere nelle funzioni fino all'Ascensione.
con foglie squamiformi sempreverde, rami cerine s.m. fiammifero di cera. Stoppino
eretti e chioma disposta a piramide. incerato per accendere candele.
cepulláre. s.m. cipollaio; chi vende cipolle, cèrnere. v. cernere; separare, la farina dalla
luogo ove si piantano le cipolle. crusca con lo staccio. Scegliere.
cepullatúre. s.m. cipollatura; difetto del cernetúre. s.f. cernitura;l’arte di cernere il
legname consistente nel distacco degli grano con lo staccio.
anelli di accrescimento. cernúte. locuz. quantità di farina inserita
ceranzotte. s.f. persona che guarda con le nello staccio.
sopracciglia corrugate. cerogene. s.m. ceri stearici, di stearina.
ceráse. s.f. ciliegia; frutto del ciliegio. cerratúre. v. guardare con sdegno: “ mamme
cerasulle. s. m. girasole; pianta annua delle e chè cerratúre la fatte ‘u padre”.
Sinandrali con grandi capolini a fiori cerrúte. s.m. persona con molti capelli: “
periferici gialli, che si volgono verso il sole e èfèsse e cumèje rerrúte quèlla uaglióne”.
dai cui semi si estrae un olio certà. v. disputare; discutere di qlco.
commestibile. contrapponendo la propria opinione a quella
cercà. v. cercare; adoperarsi a trovare altrui. Competere. Gareggiare. Combattere.
qualcuno o qualcosa. certetudene. s.f.certezza; condizione di ciò
cercaminde. v. chiedere; il modo di chiedere. che è certo, sicuro. Persuasione ferma e
cerchióne. s.m. accr. di cerchio; cerchio sicura. Sicurezza. Verità.
metallico su cui si adatta lo pneumatico in ceruseche. antiq. s.m. cerusico, chirurgo,
biciclette, autoveicoli e motocicli. Cerchio in medico, nell’anno 1900 due giovani medici -
metallo che copre la ruota del carretto. chirurghi: Francesco Paolo Bucci di Foggia e
cerculáre. s.m. autobus; grande autoveicolo Francesco Lastaria di Lucera aprirono nella
pubblico per trasporto specialmente urbano di nostra città la prima casa di cure mediche in
persone. vico Troiano nei pressi del vecchio ospedale
cère de spagne. s.f. ceralacca; miscuglio di di via Arpi.
resine, di sostanze minerali e coloranti, usato ceruzze. s.m. dim. di Ciro: “quille ceruzze éje
spec. per sigillare. bráve”.
cère. s.f. cera; sostanza di origine vegetale o cèrve. s.m. mammifero ruminante degli
animale, simile ai grassi. Cero. Ungulati con coda corta, pelame bruno
cerèbre. antiq. s.m. cervello; parte principale rossiccio e nel maschio corna ossee caduche,
dell'encefalo, posta nella cavità cranica e

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
che ricrescono in primavera con un palco in cestugne. s.f. tartaruga, testuggine.
più. ceterà. s.f. sonare la cetra.
cèrve volande. s.m. cervo volante, insetto di cetofene. s.m. citofono; apparecchio
color nero lucido con testa quadrata e larga, telefonico.
munita nel maschio di grandi mandibole cetráte. s.m. citrato di magnesia
ramificate simili alle corna di un cervo. effervescente, miscela purgativa formata da
cervelláte. s.f. salsiccia molto doppia di carne carbonato di magnesio, acido citrico e
e cervello di maiale. tartarico, saccarosio e oli essenziali.
cetratèle. s.f. cedrina (erba odorosa delle
cervèlle. s.m. cervello; parte principale
labiate).
dell'encefalo, posta nella cavità cranica e
cetrúle. s.m. pianta erbacea delle Cucurbitali
comprendente i due emisferi del telencefalo e,
con fusto sdraiato, peloso, foglie
secondo alcuni, il diencefalo.
cuoriformi e ruvide e frutti commestibili
cervóne. grossa lumaca verdastra;mollusco
oblunghi, gialli a maturità. Persona
dei Gasteropodi polmonato, onnivoro, con
sciocca.
corpo allungato e viscido, conchiglia ridotta e cèttine. s.f. vezz. di Concetta.
nascosta sotto il mantello. Persona lenta e cevà. v. cibare; alimentare, nutrire,
pigra nei movimenti. imboccare.
cesarine. s.m. dim. di Cesare. ceveliste. s.m/f. . avvocato; che si occupa
cesarotte. s.m. vezz. di Cesare. delle cause civili.
cèsere. s.m. Cesare. cevetèlle. s.f. vecchia scuola elementare di
cespecà. antiq. v. urtare col piede in un Foggia.
ostacolo mentre si cammina; incespicare. cevètte. s.f. civetta; detto di donna che si
Imbattersi all'improvviso in qlcu. che si mette in mostra per attrarre l'attenzione degli
sarebbe preferito non incontrare o in qlco. di uomini. Uccello rapace notturno.
spiacevole. cevettèje. v. civettare; attirare gli uomini
cestarèlle. s.f. dim. di cesta; tipo di canestro facendo la civetta.
in tessuto di vimini, canne, salici e sim. usato cèveze. s.m. persona inservibile.
dai carrettieri per caricare la sabbia di fiume cevile. agg. civile; pertinente al cittadino
sui carretti, dai muratori per mettere la malta. perché membro di uno Stato o di una
ce sì. avv. ci sei. comunità politica: istituzioni civile.
ce stáce. avv. ci sta. Convivenza civile, complesso dei rapporti fra
ce stanne. avv. ci sono cittadini, e delle norme che li regolano.
ce trasene. avv. ci entrano. chè cazze. compl. che cosa: “ma… se póte
ce váje. avv. anche s.f. ci vai. Ogni specie di sapè chè cazze váje tranne..?”.
legume secco commestibile. chè ciaprizze. mdd. che ci rimetti: “chè
ce váje. avv. anche s.f. ci vai. Ogni specie di ciaprizze a darme na máne muvete…”.
legume secco commestibile. chè vuje. avv. cosa vuoi: “ chè vuje da mè si
ce vanne. avv. ci vanno. mammete mène ‘i botte…”.
ce vanne. avv. ci vanno. che. preposizione.
cèste. s.f. cesta; tipo di canestro o paniere a chè. s.f. cosa; nome generico usato per
sponde alte, in tessuto di vimini, canne, salici indicare un'entità materiale o ideale,
e sim. concreta o astratta. Pronome relativo.
cestine da fatiche. s.m. cestino da lavoro, checasotte. s.m. chi si è cagato addosso se le
contenente tutto ciò che occorre per cucire o fatta nei pantaloni.
ricamare.
cestine. s.m. cestino per mettere la colazione
ai bambini che vanno alla silo; cestini vari.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
checciúte. agg. anche s.m. detto di chi si chemò. s.m comò; cassettone a due o
ostina nell'agire, pensare, esprimersi a modo trecassetti sovrapposti.
suo. Caparbio, ostinato, testardo. chenocchije. conocchia, la rocca che si
checozze. s.f. zucca: “tine ‘a checozza toste avvolgeva la lana da filare col fuso a mano.
na vuje capì ‘a setuazióne”. Testa. chenzóle. s.m. console; tavolo da parete retto
checuzze. s.m. cocomero non maturo; pianta prima da gambe generalmente. lavorate.
erbacea delle Cucurbitali con fusto sdraiato, chenzulà. s.m. alleviare un dolore.
foglie grandi e frutti a peponide commestibili, chenzúme. s.m. consumo; uso, utilizzo,
a polpa rossa con semi neri. impiego di qlco., spec. con riferimento ai
checuzzèlle. s.f. zucca piccola; pianta delle bisogni ordinari della vita.
cheparrète. v. andare in dietro.
Cucurbitali con fusto strisciante, foglie pelose,
cheppúte. s.m. fondo: “ pigghije dúje piatte a
grande frutto di forma variabile. Testa umana. cheppúte”.
checuzzille. s.m. dim. di zucca; frutto di una chèrche. s.m. chierico; giovane che, avviato
varietà di zucca consumato verde e al sacerdozio, non ha ancora ricevuto gli
immaturo. Zucchetta, zucchino. ordini. Chi serve la messa e fa da sagrestano.
chèdèje. mdd. che cos’è: “ chèdèje chè ne me
cherdóne. s.m. cordiglio; cordone con nodi
guarde chiù ‘mbacce..?”.
che i frati e le monache portano sopra l’abito.
chegghijúne. s. m. testicolo; ciascuna delle
Corda di media grossezza e di materiale vario,
due ghiandole sessuali maschili che
destinata a usi diversi.
producono gli spermatozoi.
chernuglije. s.m. panno; involto a forma di
chegghijόne. s.m. persona sciocca.
foggia di cerchio messo in testa per sopportare
chèghèje. compl. che cosa; “ chèghèje chè
carichi notevoli, cercine.
váje tranne da mè”.
chernúte. s.m. cornuto; fornito di corna.
chegnóme. s.m. cognome; nome di famiglia.
chelenèlle. s.f. dim. di Michela “chelenèlle a cheróne. s.f. corona; ornamento del capo a
mamme va ‘o puteghine e accatte ‘u sále”. forma di cerchio, costituito spec. di fiori,
cheline. s.f. Michela. fronde e sim., portato anticamente in segno di
chelonne. s.f. colonna; elemento portante letizia, onore o come premio per vincitori di
verticale a sezione circolare, atto a sostenere gare.
il peso delle strutture sovrastanti o usate in cherubbe. s.m. cherubino; nella teologia
funzione decorativa: la nostra villa comunale cristiana, angelo del secondo ordine o
né ha ventotto realizzate da Luigi Oberty nel coro della prima gerarchia. Immagine dipinta
1820. o scolpita raffigurante un angelo.
chelóre. s. m. colore;impressione che la luce, Bambino o ragazzo di delicata bellezza.
variamente riflessa dalla superficie dei corpi, Cherubo.
produce sull'occhio, dipendente dalla cherurghe. s.m. chirurgo; medico che pratica
lunghezza d'onda della luce riflessa. la chirurgia.
chelostre. s.m. colostro: liquido secreto della chescavalle. s.m. caciocavallo; formaggio
mammella subito dopo il parto, il primo latte duro dell’Italia meridionale, a forma allungata
della donna dopo il parto di colore giallo. e strozzata in alto, preparato con latte intero di
chelúcce. s.f. dim. di Michela. vacca; provolone meno piccante.
chelùmere. s.m. fichi grandi. chesetóre. antiq. s.m. sarto; chi esegue abiti
chemmúne. s.m. pozzo nero; cella sotterranea su misura per un cliente.
in cui si raccolgono le materie provenienti chesetúre. s.f. cucitura; operazione del cucire.
dalle latrine e dagli scarichi quando non c'è Serie di punti usati per congiungere due
fognatura: “quille fète pègge d’u chemmúne”. pezzi di tessuto.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
chesetrece. s.f. sarta; donna che taglia e chianghettèlle. s.f. orecchiette schiacciate;
confeziona abiti, spec. Femminili. maccheroni fatti in casa come le orecchiette,
chèssedice. mdd. cosa si dice in giro: “ma… la differenza è che l’orechietta e conca mentre
chèssedice cia danne sta fatiche o no”. a “chianghettèlle” è schiacciata.
chesúte. v. cucito; unito mediante il filo e chiagnamalanne. s.m. uccello di cattivo
l’ago. augurio.
chiagnamaláte. s.m. persona che si lamenta
chetogne. s. m. cotogno; albero delle Rosali,
sempre: “ si... a stu chiagnamaláte nu
con fusto contorto e nodoso e frutto purtanne chiù qua”.
commestibile aspro e profumato, anche: chiagne. v. piangere: versare lacrime per
“chetugne” dolore, commozione o altri sentimenti.
chetugnáte. s.f. cotognata; marmellata di chiagnelúse. s.m. picchioso: “ Madonne e
cotogne. quande éje chiagnelúse quillu criatúre”.
chettóne. s.m. cotone; filo di cotone usato per chiagnestère. s.m. pianto continuo: “ amma
cucire, ricamare, rammendare. fenèsce che stu chiagnestère o no”.
chettúre. s.f. cottura; preparazione chiamà. v. chiamare; rivolgersi a un essere
specialmente. di generi alimentari per mezzo animato mediante la parola o altri segnali per
di una fonte di calore. attirarne l'attenzione, o ricevere una risposta,
chi t’ha tagnáte. s.f. locuz. chi ti ha fatto?: o portarlo a compiere una data azione.
“chi t’ha tagnáte stu bebbóne”. chiaminde. s.m. interstizio; spazio minimo
chiácà. v. piegare; rendere curvo, arcuato, che separa due corpi o due parti dello
spigoloso. stesso corpo. Lo spazio tra due mattoni.
chiacchiaróne. s.m. chiacchierone;detto di chianchètte. s.f. pizzarelle grandi,
chi chiacchiera molto e volentieri. detto di chi maccheroni simili alle orecchiette,
non sa tenere un segreto. Ciarliero, loquace, “schiacciate” fatti in casa con farina oscura.
pettegolo. maccheroni simili alle orecchiette
chiachiarille. s.m. dim. di chiacchierone: “ “schiacciate” fatti in casa con farina oscura.
tène na lènghe stu criatúre éje proprije nu chianchettèlle. s.f. pizzarelle piccole,
chiacchiarille”. maccheroni simile alle orecchiette,
chiachijere. s.f. frittelle dolci tipiche del “schiacciate” fatti in casa con farina oscura.
carnevale fatte con farina, zucchero, uova, chiandà. v. piantare; mettere nel terreno semi,
vino bianco, burro, zucchero a velo e pane germogli e altri organi vegetali atti a
degli angeli, ancora in uso. Dicerie. svilupparsi in pianta.
chiachille. s.m. persona che non ha fede alla chiandáte. v. anche agg. piantato; di persona
parola data. che sta immobile, impettita.
chiacóne. s.m. chiacchierone; ubriacone. chiandatúre. s.m. cavicchio per forare la
chiacúne. s.m. nota banda musicale locale terra, foraterra.
formata da quattro o cinque elementi non chiande d’u pède. s.f. pianta del piede.
diplomati ma autodidatti, suonavano per le vie chiande. s.f. pianta; ogni vegetale, erbaceo,
della città durante le feste dove ricavano arbustivo o arboreo. Parte inferiore del piede.
qualche soldo, suonavano anche sotto i Parte inferiore della scarpa.
portoni delle abitazioni in occasioni di chiandèlle. s.f. rapporto sessuale. Si può dire
compleanni e ricorrenze varie. Fichi secchi anche: scupáte, frecáte, chiaváte,
farciti con mandorle. Ubriaconi. sciammèrghe, ‘nzapunáte, ‘nzapunà,”.
chiághe. s.f. piaga; lesione del tessuto con Sottopiede, soletta per scarpe.
perdita di sostanza e scarsa tendenza alla chiandóne. s.m. tutore; palo cui sono
guarigione: essere coperto di piaghe. Persona assicurate le giovani piante dopo il trapianto.
noiosa e insopportabile. chiandulle. s.m. piagnisteo; lungo pianto
noioso, lamentoso, specialmente di

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
bambini: “ stáce sèmbe che nu chiandúlle”. passavano per il; “ mesuratóre” che passava
Piagnucolio. Discorso lamentevole. sull’orlo del; “mezzètte” ( circa 24/25 kg. )
chiáne ‘i fusse. s.f. terreno pianeggiante; una; “rasele” di legno per poi versare il
piana delle fosse, delle buche scavate nel contenuto nei sacchi dove vi era un’altra
suolo, si presume che furono scavate nel figura quella degli; “aiutante” che
1700. I primordiali silos sotterranei, nacquero provvedevano al carico dei sacchi di grano
per evitare che il grano dopo la raccolta, in sui; “ trajine, carruzze o trajinèlle”, e poi vi
attesa di essere venduto marcisse in magazzini erano gli “scagne” in aiuto agli aiutanti. La
umidi. Il piano iniziava da piazza sant’Eligio vendita, curata sempre dall’Istituto si
e finiva sino infondo a via della Repubblica, distingueva: a mezzetto piantato: il
vi si trovavano n.1000 fosse granaie di diversa depositante incassava l’importo della quantità
capacità. La capacità complessiva di tutte le del prodotto venduto volta per volta; a fossa
fosse oltrepassavano i 400.000 girata: la vendita comprendeva tutto il
(quattrocentomila) quintali di grano, pari a contenuto della fossa per cui il pagamento
circa un milione di (tomoli) ogni tomolo avveniva in una sola soluzione. Ogni “trajine”
equivaleva alla capacità di circa 45 litri, pari a pieno equivaleva a trentasei tomoli pari
46/48 kg. secondo la grandezza dei chicchi di settantadue mezzetti.
grano. Ogni anno nel mese di Maggio i chiáne d’a cróce. s.f. terreno pianeggiante;
Massari di campo presieduti dal sindaco piana della croce, collocata davanti alla chiesa
eleggevano i deputati del piano. Il canone di san Giovanni Battista, una croce collocata
annuo di ogni fossa era di quattro ducati (L. alla sommità di una colonna, in pietra calcare
17). il 19 Marzo del 1725 venne costituito bianca sostenuta da quattro scalini circolari.
l’Istituto del piano delle fosse. Sorse la Su una facciata della croce è scolpita la
camera degli sfossatori del piano che Vergine Maria SS. col bambino Gesù e
comprendeva due compagnie: di san Rocco e sull’altra Gesù crocefisso tra san Giovanni
santo Stefano. Ogni compagnia prevedeva Evangelista e santa Maria Maddalena.
uno scrivano con l’incarico di segretario – Secondo alcuni storici venne eretta per
cassiere, due caporali per l’ordine e la ricordare la vittoria dell’imperatore Carlo V
disciplina; quattro sotto caporali addetti alla d’Asburgo riportata sui Francesi l’8 marzo
sorveglianza della manutenzione delle fosse 1528.
ed un numero illimitato di sfossatori. Poi vi chiáne. agg. adagio; piano, con lentezza,
erano i deputati del piano eletti ogni anno, in senza fretta: andare, parlare, leggere
maggio dai proprietari e dai negozianti adagio. Adagio, piano piano, a poco a poco: “
presieduti dal sindaco della città. Questi me raccumanne va angóre chiáne chiáne ne te
avevano il compito di sorvegliare su tutto
muènne”. Grossa pialla. Terra.
l’andamento delle compagnie e controllare il
chianètte. s.m. maccheroni fatti in casa con
funzionamento di ogni servizio. Tra gli
farina di grano arso, “ pezzarèlle”. Ceffone.
sfossatori si distingueva: “ ‘u vasciajulle” che
chianghe. antiq. s.f. macelleria; rivendita di
aveva il compito di riempire i panieri nelle
carne macellata, bottega del macellaio.
buche, prima di scendere nella buca si faceva
chianghetèlle. s.f. panchetta a tre piedi.
aerare la fossa per paura di inalazione di
chianghètte. s.f. lastra di pietra vesuviana per
monossido di carbonio, con successivo
pavimentazione stradale.
controllo di sicurezza immergendo nella buca
chianghettóne. s.m. pietra grande e
una lampada accesa, se la lampada rimaneva
pesantissima.
accesa vi era ossigeno e il; “vasciajulle”
chianghià. locuz. fare a pezzi la carne.
scendeva, se si spegneva non scendeva
bisognava aspettare che il monossido di chianghire. s.m. macellaio; chi macella bestie
carbonio aerava, poi c’èra: “ ‘u teratóre”, in destinate all'alimentazione. Venditore di carne
numero di due o quattro, avevano il compito macellata. Chirurgo maldestro.
di tirare su i panieri colmi, i panieri tirati chianille. s.f. pianella; senza tacco, pantofola.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
chiante. s.m. pianto; versamento di lacrime chiavarille. s.m. era un chiodo: “ ‘u
per sfogo di dolore o altri sentimenti. chiavarìlle ”, lungo cm. 12 e di diametro 6
chianuzze. s.f. utensile del falegname per cm. per fissare il cerchione sulla ruota, per
spianare, assottigliare, lisciare: è formato di creare una situazione di maggiore sicurezza.
Chiavistello.
un ceppo di legno dalla cui feritoia centrale
chiavà. s.f. rapporto sessuale.
sporge il ferro a scalpello che vi sta incassato chiavarille. s.m. strumento girevole per aprire
obliquamente. e chiudere condotti di acqua, gas e simile.
chiappà. v. acciuffare; afferrare chi cerca di chiaváte. v. chiavare; possedere carnalmente,
fuggire. Acchiappare, agguantare. avere rapporti sessuali. Si può dire anche:
chiapparine. s.m. cappero; pianta arbustiva scupáte, frecáte, ‘nzapunà, chiandèlle,
delle papaverali con foglie ovali alterne a fiori sciammèrghe, ‘nzapunáte”.
grandi di color bianco e rosa. chiáve inglèse. s.f. chiave inglese.
chiappe. s.m. cappio; nodo fatto in modo che chiáve. s.f. chiave; strumento metallico per
tirato per uno dei capi si scioglie. aprire e chiudere serrature e lucchetti.
Capestro. chiavecarije. s.f. sporcizia; caratteristica di
chiappine. s.m. manigoldo, furfante, sporco.
briccone: “stu criatúre éje proprije nu chiaveche. s.f. fogna; uomo sporco sudicio.
chiappine”. chiavecóne. s.m. persona poco
chiappullà. s.f. frivolezza; futile raccomandabile.
superficialità, dire cose frivole. chiavètte. s.f. chiavetta dimin. di chiave;
chiappúne. s.m. persona capace di strumento simile a una chiave, per
commettere di tutto per i propri interessi. caricare orologi, giocattoli, e simile.
chiarapille. s.m. persona di poco valore. chiavettire. s.m. fabbro di ferri minuti.
chiarènze. s.m. vino; bevanda alcolica chiavine. s.m. chiavino dimin. di chiave;
ottenuta dalla fermentazione del mosto strumento metallico di ferro massiccio per
d'uva, per lo più in presenza di vinacce. chiudere cancelli e portoni.
chiarfe. s.m. muco; prodotto di secrezione chiavuzzèlle. s.f. piccola chiave.
filante delle ghiandole mucose, talvolta in chiazzáte. s.f. rumori e grida di donne per
seguito a infiammazione: “ tène angóre ‘u strada.
chiarfe ‘o náse e váce appirze e uaglióne”. chiazze. s.f. piazza; luogo in cui si svolgono
Catarro. operazioni commerciali, affari e simile.
chiarfúse. s.m. mucoso; chi ha il muco chiazzère. s.f. donna di poco conta, pettegola.
nasale, ( bambini sporchi). chiazzètte. s.m. piccola piazza; luogo ove si
chiarfusille. s.m. bambino sporco e persona adunano venditori con la merce, per
poco matura. contrattare e negoziare. Riunione periodica di
chiaseme. s.m. persona noiosa e parassita. venditori con la loro merce, per fare
chiátráte. v. ghiacciato; molto ghiacciato. contrattazioni. Mercato ortofrutticolo.
chiátratόne. s.m. brinata, rugiada congelata. chiazzìre. s.m. erbivendolo, venditore
chiattaforme. s.f. piattaforma; superficie ambulante.
piana di varia estensione, formata da chièghe. s.f. basta; piega in dentro, fatta ad
terreno spianato e battuto. una veste per accorciarla o per poterla poi
chiatte. s.m. grasso e basso: “fèmmena chiatte allungare.
e óme vasce e fa trè vóte ‘u patte”. chiène d’u fiúme. s.f. piena; fase di massima
chiattille. s.f. piattola, insetto del pube portata di un corso di acqua.
appartenente agli ortotteri; persona grassoccia. chiène. agg. pieno; che contiene tutta la
chiattóne. s.m. persona obesa: “ èfèsse e chè quantità di cui è capace.
chiattóne éje quillu ciaciutte”.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
chifèlle. antiq. s.m. panino a forma di mezza chijitratúre. s.f. Gelata notturna.
luna, fatto con farina e burro, chifel. chijocchiò. s.m. uccello fringuello.
chijanchettóne. s.m. basola di pietra di grosse chingaglire. s.m. merciaio; chi vende
dimensioni. merceria.
chijandelle. s.f. rapporto sessuale, si può dire chioppe. s.f. ciocca di capelli.
anche: “sciammèrche, scupáte, frecáte, chióve a zeffúnne. v. piovere a dirotto.
chiaváte. ‘nzapunáte”. chiόve. v. piovere; cadere, venire giù detto di
chijangà. s.f. pressare la terra con i piedi. pioggia: “ madonne e cume chióve”.
chijanghètte. s.f. basola di pietra per manto chipucchije. s.m. capo nocciolo, termine
stradale. usato dai ragazzi al gioco della: “vóche
chijaváte. s.f. rapporto sessuale. ”, per indicare il nocciolo capo fila
chijegà. v. piegare; rendere curvo, arcuato, d’albicocca, chi lo colpiva aveva diritto a
spigoloso e simile. ritirare tutti i noccioli messi in palio in quella
chijegáte. s.f. piegata; rapida piegatura. giocata, compreso il castelletto messo alla fine
chijetratúre. s.f. brinata; formazione e della fila, con gli stessi si faceva: “ ‘u
deposito di brina. lattamènde”.
chijine. agg. pieno: “le fatte troppe chijine chireche. s.m. taglio circolare dei capelli
quillu stáre d’uglje”. usato dagli ecclesiastici in segno di
chijisa granne. s.f. chiesa grande; chiesa rinuncia al mondo, chierica, tonsura.
principale di una diocesi, in cui ha sede la chirsche. s.f. acquavite ricavata dalle ciliegie.
cattedra vescovile e dove il vescovo chisacce. locuz. chissà: “ chisacce si mu póte
solitamente presiede le celebrazioni dice a mè ‘u fatte”.
liturgiche. Cattedrale, duomo. chitratóne. s.m. gelo: “ stammatine stève nu
chijise. s.f. chiesa, nel 1600 fu aperta al culto chitratóne magghije congèláte máne e pide”.
la chiesa di san Francesco Saverio, chiamata chiù o mène. locuz. circa: “ più o mène sò ‘u
la chiesa delle colonne in piazza XX stèsse pèse”.
Settembre. Tra il 1643 e 1645 venne edificata chiù. avv. più; in maggiore quantità, in
la chiesa di Santa Maria della Misericordia maggiore misura o grado.: “ sò de chiù di
detta chiesa dei morti, stimata molto piccola, mije”.
nel 1650 venne eretta l’attuale. Nel 1693 chiúde. v. chiudere.
iniziò la costruzione della chiesa delle Croci, chiugulèlle. s.f. dim. di piega.
a seguito del miracolo della pioggia, dopo un chiumme. s.m. piombo; elemento chimico,
ciclo di preghiere del padre Antonio da metallo, molle, di colore grigio, diffuso in
Olivati. Nel 1695 fu costruita la chiesa di natura spec. come solfuro dal quale si ricava;
Maria SS. del Carmelo, ricostruita nel 1858. usato per accumulatori, per antidetonanti e per
Nel 1714 fu aperta al culto la chiesa della leghe speciali.
Madonna della Cintura, chiamata
chiummele. s.m. liquore ad alta gradazione
Sant’Agostino in via Arpi. Nel 1721 fu
costruita la chiesa di san Pasquale e ampliata ottenuto dalla distillazione del comino.
nel 1724. L’1 gennaio 1725 fu aperta al culto chiuppete. s.m. piovuto.
la chiesa di S. Giovanni Battista. Nel 1741 fu chiúse. v. chiuso, serrato, non aperto.
costruita la chiesa dell’Addolorata. Nel 1742 chiutte. v. piovuto; pioggia che è caduta.
fu aperta al culto la chiesa di santa Chiara. chiuve grusse. s.m. chiodo grande: “ e chè
Nel 1766 fu ricostruita sullo stesso luogo della sorte de chiuve ca sckaffáte ‘nda lègne”.
taverna del Gufo la chiesa di san Tommaso. chiuve. s.m. chi ha preso una fregatura: “
Nel 1891 il 20 novembre fu aperta al culto la èfèsse e chè chiuve cianne fatte a Miolle”.
chiesa di sant’Anna in via sant’Antonio. chiuviále. s.m. piviale;paramento sacro
chijità. v. lasciare, abbandonare. cattolico costituito da un lungo mantello,
chijitráte. s.f. ghiacciato, infreddolito. aperto davanti e unito da un fermaglio, usato
chijitratóne. s.f. freddo come gelo. Gelido. specialmente nelle benedizioni.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
chumugghià. v. coprire; mettere una cosa ciacúne. locuz. perdere tempo: “ tu ‘u fa sóle
sopra o attorno a un'altra per proteggere, ‘u ciacúne”.
nascondere, chiudere, ornare, riparare e sim. ciafagne. s.f. dormire; persona che dorme
ciabbotte. s.f. pietanza composta da olio, esageratamente anche fuori dal letto.
cipolla, pomodori, zucchina uova, patate e ciafagnelle. s.f. schiacciare un pisolino: “ tè
sale. fatte ‘a ciafagnèlle”.
ciaccà. v. calpestare; schiacciare forte e ciafragne. s.m. cervello: “ quille tène na
ripetutamente coi piedi, pestare, si dice anche: ciafragne chè éje quande na cáse”.
“acciaccà”. cial’è ciarle. s.f. donna ciarliera: “ Fenolle éje
ciaccafirre. s.m. studenti delle scuole na cial’è ciarle de prime ordene”.
superiori industriali. cialanghe. s.f. fame da lupo, avidità chi è
ciaccalóne. s.m. persona giovale grossa. affetto da tenia i nostri: “tatúne” accorciavano
ciaccamannazze. s.f. la vulva della donna; si la coda dei gattini nei primi giorni di nascita
dice anche: (cianne, ciunne, fiche, per impedire che la: “ cialanghe ” li rendesse
precchiacche, frègne, cacchióle, fèsse, famelici.
ciaccanèlle, piccióne, pelóse, spaccazze, ciamarúche. s.f. lumache lessate e fatte con
nanacche, mulagnáne). cipolla, pomodoro, olio e sale.
ciaccanèlle. s.f. la vulva della donna; si dice ciamaruchèlle. s.f. lumachine lessate a fuoco
anche: (cianne, ciunne, frègne, precchiacche, lentissimo e condite con olio, aglio, alloro e
nanacche, cacchióle, fiche, fèsse, piccióne, sale e chi vuole può metterci anche la menta,
pelóse, spaccazze, mulagnáne, si mangiano a iosa durante la festa di
ciaccamannazze). Ragazza bella. sant’Anna il 26 luglio con: “pizzefritte e
ciaccanille. s.f. la vulva della bambina. ciamaruchèlle”, a borgo Croci.
Persona piccola e giovale. ciamattóne. s.m. incompetente, confusionario
ciaccavricce. s.m. rullo compressore; che nel lavoro: “si dice anche: acciammattóne”
comprime l’asfalto che si mette sulle strade in ciambáte. s.f. una manata di cose.
genere, da non confondere con: ciambatèlle. s.f. piccola manciata.
“ ‘nzaccavricce”. ciambe. s.f. gamba; parte dell'arto inferiore
ciacce. s.f. carne in genere. dell'uomo dal ginocchio al piede.
ciacchijà. v. sguazzare con l’acqua. ciambecà. v. inciampare; urtare col piede in
ciaccocchije o no. locuz. senza alcun motivo un ostacolo mentre si cammina.
ragionamento insensato. Incespicare.
ciacènche. antiq. s.m. soldi: “ quille tène ‘i ciambelúse. s.m. chi inciampa, chi incede in
ciacènche nu fáje ninde..!”. modo impastoiato.
ciacerià. v. parlare; comunicare per mezzo ciambotte. s.m. minestra fatta da ortaggi misti
delle parole: “ a tè te piáce sóle a ciacerià”. e altro: patata, pomodorini, prezzemolo,
ciacerijèjene. v. parlano: “ e cume cipolla, sale, pepe, olio, e in fine le uova.
cicerijèjene quilli dóje”. Pesce in casseruola.
ciaciacce. s.f. pietanza di carne; “èje bbèlle e ciambracóne. s.m. persona che indossa gli
tènere sta ciaciacce”. abiti più grandi della sua taglia, persona che
ciaciacche. s.m. donnaiolo: “ limine éje veste in maniera disordinata.
proprie nu ciciacche”. ciambrene. s.m. cianfrino; scalpello senza
ciaciaccóne. s.m. donnaiolo: “vattine… chè taglio per ricalcare i bordi di lamiere
maridete éje nu ciaciaccóne”. chiodate, per migliorare la tenuta.
ciacille. s.m. Luigi; nomignolo di ragazzo. ciamièlle. locuz. proposito, perfetto: “ ‘u
ciaciutte. s.m. grasso, a Foggia c’è una tiritera cavezóne e júte aciamièlle”.
che dice: “ ciaciutte e páne cutte damme na ciamille. locoz. per dire a proposito: “ a
fèlle de páne cutte si ne ma vuje dà puzza… ciamille mè purtáte ‘i solde”.
sckattà…”.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
ciamurrije. s.m. raffreddore; infiammazione cice cutte. s.m. ceci lessati poi abbrustoliti nel
acuta delle mucose del naso e della forno.
faringe. cice de carne. s.f. piccola escrescenza
ciance. s.f. carezza di donna al bambino: “ a carnosa.
quistu criatúre li piacene ‘i ciance”. cicce. s.m. Francesco.
cianciuliáte. v. coccolare; usare modi teneri e ciccele. s.f. ciccioli; pezzetti di carne di
dolci. maiale rimasti nello strutto, si dice anche: “
cianfe. s.f. zampa; ciascuno degli arti degli sfringele”.
ciccille. s.m. Francesco.
animali, che servono per camminare.
cicene. s.m. orcivolo recipiente in terracotta a
cianghele. s.f. chiacchiera, ciarla.
forma di fiasco, per conservare l’acqua
ciangiúse. locuz. chi fa moine.
sempre fresca.
cianguliaminde. s.m. dolci in genere.
cicèrchije. s.f. cicerchia; pianta erbacea
cianne. s.f. la vulva della donna; si dice
rampicante delle Rosali simile al pisello
anche: (ciunne, cacchiòle, frègne,
con fiori rosei o rossi, coltivata specialmente.
precchiacche, nanacche, ciaccanèlle, fiche,
come foraggio. Legume di Spagna.
fèsse, piccióne, pelóse, spaccazze, mulagnáne,
Ingrassa bue.
ciaccamannazze).
cicere. s.m. cece.
ciappe. s.f. il primo segno dell’alfabeto,
cicerene. s.m. pollo di colore grigio.
donna istruita, ( fèmmene de ciappe).
ciche e ciache. locuz. sbattere i piedi in una
ciappète. s.f. gancetti per spillatici a mano.
pozzanghera.
ciaramelláre. s.m. zampognaro; suonatore di
cicliste. s.m. ciclista; chi pratica lo sport della
zampogna.
bicicletta.
ciaramèlle. s.f. cennamella o ciaramella; cicurijà. antiq. v. addomesticare; rendere
antico strumento con due cannelle di domestico, togliendo da uno stato di
bosso, una per suonare, l'altra per gonfiare un selvatichezza.
otre, piva. ciètte. s.f. Lucia.
ciarlatáne. s.m. anche agg. imbroglione;detto cigghijáte. locuz. far del male a qualcuno.
di chi abitualmente imbroglia gli altri. Nascita di prodotti agricoli: “ ‘u gráne ha
Impostore, truffatore. cigghijáte”.
ciavarre. s.m. anche agg. cornuto; fornito di cigghije ‘ngurpe. locuz. dolori di pancia.
corna. Detto di chi è tradito dal proprio cigghije. s.m. dolore; sensazione spiacevole
coniuge. per effetto di un male corporeo.
ciaveduglije. s.m. a cavalcioni sulle spalle. cigghijúte. agg. cigliato; fornito di ciglia
ciavele. s.f. cornacchia; uccello dei grandi.
Passeriformi simile al corvo ma con becco cignáte. agg. cornuto; chi è fornito di corna.
cignatóne. accr. di cornuto.
più grosso e più incurvato, coda arrotondata e
cile. s.m. cielo; spazio sopra la superficie
piumaggio completamente nero.
della terra con apparente forma di cupola,
Cornacchia grigia, con piumaggio in parte
che appare turchino quando non è ingombro
grigio. Persona pettegola e importuna.
di vapori e di nuvole.
cibbachele. antiq. s.f. bazzecola; cosa di poco
cille. s.m. organo genitale maschile, si chiama
conto. bagattella, inezia. anche: “nudeche, cugghije, pinghe, pengóne,
ciccara. antiq. s.f. ciocca di legna da ardere. suatte, berlocche, cazze, cemececcuzze,
cice. s.m. cece; pianta erbacea leguminosa zavezicchije, cellóne, crèapopele, vecille”.
delle Rosali con fusto peloso, foglie cime. s.f. cima; parte più alta, vertice,
composte da foglioline dentate e semi sommità di qlco.
commestibili racchiusi in baccelli. cime de rápe. s.f. cime di rapa, broccoli di
rapa.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cimececcuzze. s.m. pene genitale maschile. cinghia dei pantaloni. Parte pendente di un
cimice. s.f. cimice; insetto terrestre o gioiello.
acquatico che emette un odore sgradevole. cioppe. s.m. piccoli grappoli d’uva rimasti
Cimice dei letti, con piccolo corpo depresso di dopo la vendemmia.
colore rossastro, parassita anche ciotte. s.f. grassa: “ Ciètte éje grassa grasse”.
ciprije. s.f. cipria; polvere finissima di riso e
dell'uomo. Cimice delle piante, parassita di
amido, usata per la cosmesi della pelle.
vegetali. Piccolo chiodo dalla capocchia larga cirche. s.m. circo; arena viaggiante,
e piatta. smontabile, ove si danno spettacoli con
cinde. s.f. cintura; striscia specialmente di animali ammaestrati e giochi vari.
cuoio o di tessuto che si porta per circhije. s.m. cerchio; figura geometrica
stringere gli abiti alla vita. Parte in cui un costituita da una porzione di piano
abito si stringe alla vita. racchiusa da una circonferenza.
cindelire. s.m. cento lire: “mammaróne circule. s.m. circolo; cerchio, circonferenza.
damme cindelire chè hagghià jì ‘o cineme”. cire. s.m. Ciro; Ciro Noia, assessore alla
cindelire d’óre. antiq. s.m. cento lire d’oro; Sanità. Era severo e giusto, tantevvero che la
nel 1864 era in corso la cento lire d’oro con suo onestà era conosciuta da tutti,
l’effige di Vittorio Emanuele II. accompagnato da due Vigili urbani entrava
cinghe. agg. num. cinque; indica una quantità nei negozi e faceva multare coloro che non
composta di cinque unità. Quatrini. erano in regola con le norme vigenti. Non
cingúle. s.m. biscotto a forma di ciambella, aveva un buon grado d’istruzione, quando
tipico dell'Italia meridionale. Cerchio in entrava nelle macellerie faceva sequestrare la
genere. carne non buona, è rimasto famoso per una
sua celebre frase, ogni volta che entrava nelle
cinquine. antiq. s.f. moneta in corso nell’anno
macellerie e si accorgeva che i polmoni non
1789, equivaleva a cinque grani. Ruota nel erano freschi gridava: Sequestrate questi
lotto, sulla stessa fila nella tombola. Giocata polemoni”.
di cinque numeri al lotto. Un tempo, forma di cirre de cápe. s.m. dolore di testa: “ tènghe
pagamento dei soldati e di compagnie teatrali, nu cirre de cápe chè mo me móre”.
ogni cinque giorni. cirre de capille. s.m. ciocca di capelli.
cinse. antiq. nell’antica Roma, elenco dei cirre. s.m. tentacoli. Capelli arricciati.
cittadini e dei loro averi, censo. ciste. s.m. cistite; infiammazione della vescica
cinte. agg. num. cento; indica una quantità urinaria. Cesta, paniere.
composta da dieci decine. citte. agg. zitto; che non parla, che non si fa
ciocce. antiq. s.f. testa; negli uomini e negli sentire, non fa valere le sue ragioni.
animali, estremità del corpo contenente ciuccarèlle. agg. anche s.f. ubriaca; detta di
l'encefalo, il tratto iniziale dell'apparato chi si trova in condizioni di etilismo acuto.
digerente e respiratorio e diversi organi di Vite d’uva essiccata da ardere.
ciuccarille. agg. ubriaco; detto di chi si trova
senso. Capo.
in condizioni di etilismo acuto.
ciocche. s.f. ciocca; ciuffo di capelli. Ciuffo di
ciuccarrà. s.f. spiantare la vigna.
foglie, fiori o frutti, attaccati allo stesso ramo. ciucce d’u trajìne. s.m. ciucce; applicazione
ciocchere. s.m. carboni vegetali da ardere. di un sostegno di legno l’asse delle ruote e
ciofèche. s.f. bevanda non buona: “Stu caffè alle stanghe, con due staffe e relativi bulloni,
éje na ciofèche”. alto m 1,05, di un diametro di 8 cm. serviva
ciolle. s.f. deturpazione di Lucia. durante il carico e scarico del carretto, per non
ciomèje. s.f. Filomena. far gravare il peso sul cavallo “timone”,
ciondele. s.m. ciondolo; piccolo oggetto bilanciando il carretto.
ornamentale da appendersi al passante della ciucce de pagghije. s.m. pressatori addetti al
trasporto delle balle di paglia.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
ciucce. s.m. asino; mammifero degli Ungulati, ciupellene. s.f. ciocca di capelli legati.
più piccolo del cavallo e con orecchie più ciurline. s.f. piovanello, uccello.
lunghe, grigio e biancastro sul ventre con ciurmà. antiq. v. ingannare; indurre in errore.
lunghi crini all'estremità della coda. Persona Frodare, truffare, tradire.
ignorante, zotica. ciurme. s.f. ciurma; insieme dei rematori
ciucciá. aggettivo riferito al mulo. delle antiche galee. Basso personale di una
ciucciáre. s.m. asinaio; chi guida l’asino. nave. Marmaglia, gentaglia.
ciuccigne. s.m. testa dura. Aggettivi riferito al ciutte. agg. anche s.m. grasso; che presenta
mulo. abbondante sviluppo del tessuto adiposo
ciucciotte. s.m. succhiotto; tettarella di Cicciuto, pingue. Che contiene grassi. Tessuto
gomma non bucata, che viene posta nella adiposo dell'uomo o dell'animale. Untuoso,
bocca del lattante per calmarlo, per farlo oleoso.
addormentare e sim. Ciuccio. civeze. s.m. gelso; pianta arborea delle
ciucculáte. s.f. cioccolato; bevanda preparata Urticali. Gelso bianco, con foglie
con cacao bollito in acqua o latte. cuoriformi usate per l'alimentazione dei bachi
ciucculattère. s.f. cioccolatiera; bricco in cui
da seta, e con infruttescenze biancastre. Gelso
si prepara la cioccolata.
ciucculatèrije. s.f. cioccolateria, dove si nero, con infruttescenze rossastre o nere,
confeziona e vende la cioccolata. carnose e succulente, chiamate more.
ciucculatine. s.m. cioccolatino; piccolo dolce clange. antiq. v. chiamare, gridare.
di cioccolato, anche ripieno. clecerene. s.f. glicerina; alcol trivalente
ciucculatire. s.m. cioccolatiere; chi fabbrica e ottenuto dalla saponificazione dei grassi,
vende cioccolato. usato dall'industria chimica, in preparati
ciuccutèlle. s.f. piccola ciocca in genere. farmaceutici e cosmetici.
ciuffe. s.m. ciuffo; ciocca di capelli, ciocca di clostije. s.m. colostro; liquido secreto dalla
peli o penne che crescono sul capo di vari mammella subito dopo il parto.
animali. cnodele. antiq. s.m. grosso gnocco di farina e
ciuffe d'èrbe. s.m. ciuffo d’erba: “ fa nu patate, infarcito di carne di maiale.
ciuffe d’èrbe che cia menáme e pècure”. cò. s.m. capo; persona investita di specifiche
ciuffellotte. s.m. codirosso maggiore, uccello. funzioni di comando.
ciuffètte. s.f. ciuffetto, dimin di ciuffo, cocce de morte. s.m. teschio; scheletro della
piccola ciocca di capelli che scende sulla testa, cranio.
fronte del bambino, anche: “ ciuffetille ”. cocce. s.f. testa; cranio.
ciufunire. s.m. armadio con specchio grande. coccele. antiq. s.f. conchiglia; guscio
ciungà. avv. stare fermo: “ quillu mostre ne se protettivo che avvolge il corpo di alcuni
páre manghe a ciungà”. molluschi.
ciunghe. agg; anche s. m. storpio; detto di chi cocchè úne. v. qualcuno; alcuni non molti
è deforme nelle braccia e nelle gambe. (riferito a cose o a persone indica una
ciungiuliaminde. s.f. moina; carezza quantità indefinita ma non grande). Persona di
insistente, affettuosità. Gesti o una certa importanza, di un certo valore.
atteggiamenti leziosi, affettati. Smanceria. cocche. s.m. cocco;pianta tropicale delle
ciunne. s.f. la vulva della donna; si dice Spadiciflore, molto alta, con grosso ciuffo di
anche: (cianne, cacchiòle, frègne, foglie pennate all'apice. Noce di cocco, frutto
precchiacche, nanacche, ciaccanèlle, fiche, del cocco.
cocche de mamme. s.m. cocco di mamma;
fèsse, piccióne, pelóse, spaccazze, mulagnáne,
persona prediletta, spec. bambino.
ciaccamannazze). Coccolo.
ciunnille. s.m. uomo affeminato: “quille
Osvalde éje proprije nu ciunnille”.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cocchije. s.f. coppia due elementi della stessa bottiglia, berne tutto il contenuto. Scorrere
specie considerati nel loro complesso: una verso il basso, detto di liquidi.
coppia di fratelli, di sposi; una coppia di colle. s.f. colla; ogni sostanza a forte potere
cavalli, a due a due, insieme; Due persone adesivo. Colla forte, da falegname,
unite fra loro da un rapporto matrimoniale o ottenuta da ossa di animali. Colla di pesce,
gener. Amoroso. Paio. gelatina di pesce ricavata spec. dalla
cocciamelóne. s.f. testa senza capelli. vescica natatoria degli storioni.
cocciatoste. agg. anche s.m. testardo;detto di colombacce. s.m. colombaccio; grosso
chi si rifiuta di ascoltare il parere altrui e non uccello commestibile affine al colombo, ma
si lascia persuadere. Cocciuto, ostinato. più grosso.
coccò. s.m. uovo di gallina sbattuto.
combatte. v. combattere; prendere parte a uno
cóce. v. cuoce; sottoporre all'azione del fuoco
scontro, spec. armato, a una battaglia.
o del calore. Essere sottoposto a cottura.
Battersi, guerreggiare.
Scottarsi.
cóme. s.m. coma; condizione morbosa
cocle de l’ucchije. s.m. globo oculare, bulbo
comune a gravi malattie, caratterizzata da
oculare: “ ‘i cocle de l’ucchije ”.
perdita della coscienza. Stato di grande
cocle. s.f. bocce; balle. Sfera di materiale
stanchezza. Stato di profonda crisi. Cosa
vario.
hai detto. Che cosa.
códe de scigne. s.m. merlo acquaiolo.
codè. s.f. godet; svasatura della gonna comede. agg. comodo; che dà agio, benessere.
realizzata tagliando la stoffa di sbieco: abito a Che si trova a suo agio, indisturbato. State
godet. comodi, restate seduti. Che non ama le
codeche. s.f. cotenna; pelle grossa e dura del fatiche: gente comoda. Agevole.
maiale, del cinghiale e sim. si può dire anche: cometáte. s.m. comitato; gruppo ristretto di
“coteche”. Pelle dell'uomo. persone organizzato per la tutela di
codele. s.f. colonna vertebrale, asse dello determinati interessi.
scheletro costituito dall'insieme delle concètte. s.f. di Concetta.
vertebre. concèttine. s.f. dimin. di Concetta.
codètte. s.f. codetta; fili di zucchero colorati, concorse. s.m. concorso; selezione indetta per
sminuzzati per guarnire le torte. scegliere, fra più aspiranti, i più idonei a
cóla morre. s.m. Nicola Morra, fuorilegge vincere un premio, ricoprire un ruolo e sim.
Lucano che operò nel foggiano. Nel 1956/57 a Foggia ci fu il concorso della
colacóle. s.f. gazza uccello con aspetto simile bellezza dei bambini e delle bambine, per i
al corvo, dal piumaggio bianco, grigio e nero maschietti vinse Felice Stella autore di questo
a riflessi verdi o violetti, che usa
vocabolario.
impossessarsi degli oggetti luccicanti. Persona
ciarliera. condanne. s.f. condanna; provvedimento con
colche. v. coricare; mettere a giacere nel letto: il quale il giudice infligge una pena o un
coricare i bambini. Adagiare, distendere. obbligo.
conge. s.m. velo da sposa: “ ‘a spóse tenève
Andare a letto, mettersi a dormire nel letto.
na bbèlla conge”.
cóle v. scolare;. estrarre da un recipiente il conghe. s.m. bottone di ferro; al gioco valeva
liquido, o il residuo di liquido, in esso quattro “furmèlle”. Recipiente di terra cotta.
contenuto: scolare le bottiglie prima di cungètte. s.f. di Concetta.
riempirle. Far sgocciolare da verdure, cibi connole. antiq. s.f. culla di vimini si dice
o sim. l'acqua in cui sono stati cotti o lavati: anche: “ náche”.
scolare la pasta, l'insalata. Scolarsi una consèrte. agg. conserto; braccia conserte,
incrociate sul petto, congiunto, intrecciato.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
consèrvatorije. s.m. conservatorio; pubblico provincia di Foggia. Subito dopo la seconda
istituto dove si insegna la musica, guerra mondiale scomparve dalla città
l'arte di suonare gli strumenti e il canto. miseramente; a quei tempi, nell’Italia
Collegio femminile. Nel 1914 a Foggia meridionale era di casa la miseria. Di questi
sorse per iniziativa privata, il Conservatorio artigiani alcuni erano foggiani, gli altri
Musicale, diventato statale nel 1969. venivano dal resto della Puglia.
conze e rusce. locuz. occorrente per il trucco.
consorzije. s.m. consorzio; accordo fra
coplarosce. s.m. coplarosce; folletto che
imprenditori per la ordinamento della viveva dentro la chiesa delle croci “ ‘u
medesima attività economica mediante cappelló d’i crúce” aveva un berretto rosso,
un'apposita organizzazione. con due corna fosforescenti sulla fronte, nel
consorzije de bunifeche. s.m. consorzio di secolo scorso un modo per fare stare buoni i
bonifica; venne istituito nel 1930 e con la bambini si diceva: stai zitto se no adesso
legge sulla bonifica Integrale, concepita nel arriva: “ coplarosce”. Fuorilegge della
1933. Basilicata che operava nel foggiano.
contrabannire. s.m. contrabbandiere; chi coppe trè migghije. mdd. di cose inesistenti,
esercita il contrabbando. dove lo vado a prendere.
contravirme. s.m. vermifugo; medicamento coppe. s.f. coppa; bicchiere a forma
per allontanare i vermi parassiti emisferica con stelo. Oggetto, spec.
dall'intestino. Antielmintico. recipiente, di forma circa concava e
contrè. s.m. ballo; movimento ordinato del tondeggiante. Le coppe della bilancia,
corpo e specialmente dei piedi, secondo il i due piattelli. Trofeo costituito da un vaso
tempo musicale segnato dal canto o dagli spec. di metallo, dato come premio ai
strumenti. Girare su se stesso. vincitori di competizioni sportive.
controfelètte. s.m. controfiletto; taglio di Nell'abbigliamento, ognuna delle due parti
carne bovina tra il filetto e il girello. concave del reggiseno. Uno dei quattro semi
contrόre. locuz. periodo del pomeriggio delle carte da gioco.
estivo. coppele a tagghière. s.f. coppola in testa
convèrse. antiq. s.f. domestica di monastero. sulle ventitre.
conzacavedáre. s.m. ramaio, l’artigiano che coppele. s.f. coppola; berretto di panno con
riparava le pentole e caldaie di rame. visiera usato specialmente in Sicilia.
conzapiatte. s.m. sprangai; era un artigiano coprapinghe. agg. anche s.m. preservativo;
simile allo : “ schijù” che a causa
atto a preservare. Sottile guaina di
dell’improduttività del suo lavoro lo svolgeva
per le strade della città. Eseguiva la gomma usata come profilattico e come
riparazione di piatti di terracotta, tegami e anticoncezionale maschile.
recipienti d’argilla mettendo a “nuovo” i piatti copraspalle. antiq. s.f. piccolo scialle di lana
rotti, unendo i pezzi d’accoppiare facendo dei per tenere le spalle calde, scialle.
fori con il trapano a mano al margine dei coprilètte. s.m. copriletto; coperta
pezzi rotti, per poi applicare dei gancetti di superficiale del letto, usata spec. a scopo
filo di ferro “punti” che attorcigliava con le ornamentale.
pinze o con le tenaglie, formando proprio una corche. v. coricare; mettere a giacere nel
cucitura metallica veniva pagato in base ai letto: coricare i bambini. Andare a letto,
punti applicati, aggiustava pure gli ombrelli. mettersi a dormire nel letto. Adagiare,
conzascarpe. s.m. ciabattino girovago distendere.
chiamato anche: “ schijù”. Non aveva la cordele. s.m. cordolo; lieve rialzo del piano
bottega e il suo lavoro si svolgeva per le stradale che delimita i sensi di marcia, le
strade della città, eseguiva le riparazioni di corsie di favore o, nei circuiti automobilistici,
scarpe, stivali, borse, ed altro, veniva dalla il bordo delle curve.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
Ciascuno strato di materiale terroso pressato dell'Eucaristia, proclamata nel 1264 da papa
che costituisce gli argini. Urbano IV. In Italia, dal 1969 la festa del
core. antiq. s.m. vento di ponente. Maestro. Corpus Domini (in latino, 'Corpo del Signore')
Coro. è celebrata di domenica, sessanta giorni dopo
córe. s.m. cuore; muscolo cavo, contrattile, Pasqua, mentre in altri paesi è celebrata il
posto nel torace, centro della circolazione giovedì precedente. Fino al XVI secolo in
sanguinea. tutta Europa la festa era caratterizzata da
corèje. s.m. ballo di san Vito. Gruppo di sontuose processioni all'aperto con la
partecipazione di associazioni professionali,
malattie del sistema nervoso.
mercanti, magistrati, nobili e clero. Terminata
coriandele. s.m. coriandolo; dischetto di carta la processione, i membri delle associazioni
variamente colorato, che i partecipanti alle allestivano drammi sacri. Dopo la Riforma
feste carnevalesche si gettano addosso per protestante nei paesi non cattolici scomparve
gioco. l'usanza delle processioni.
corije tuste. locuz. persona irriducibile. corse ‘i maccarúne. s.m. palio, a Foggia
corije. s.f. pelle umana o di animale. durante la festa di sant’Anna il 25\26 luglio si
cormoráne. s.m. cormorano; grosso uccello faceva il palio dei maccheroni: “ ‘a corse ‘i
acquatico che si nutre di pesci, con corpo maccarúne”, chi mangiava più maccheroni, a
allungato, zampe brevi e palmate, collo lungo volte i concorrenti riuscivano a mangiarne
e becco robusto. Marangone. anche due chili di spaghetti senza bere,
corne. s.f. corna; fare le corna, compiere un vinceva il premio chi finiva prima.
gesto di scherno o di scongiuro, corse. s.f. corsa; movimento veloce compiuto
drizzando l'indice e il mignolo della mano usando il proprio corpo o un mezzo di
chiusa. Fare le corna al proprio coniuge, locomozione.
cosc’e quaglie. s.f. persona con le gambe alla
tradirlo. Portare le corna, subire l'infedeltà del
cavallerizza.
coniuge. coscia longhe. s.f. gamba lunga; persona che
cornètte. s.m. cornetto, dimin di corno; piace camminare.
brioche di pasticceria. coscia storte. s.f. persona che ha le gambe
cornuglije. antiq. s.m. cercine; involto di ricurve.
panno a foggia di cerchio, usato da chi porta cóse. v. cucire; congiungere pezzi di tessuto,
pesi sul capo. pelle e sim. passando per essi un filo con
coronáte de l’Arcangele. antiq. s.f. moneta l'ago.
d’argento, nel 1461 Ferdinando I di Aragona coseme. s.m. Cosimo.
asportò dalla celeste basilica di san Michele costanze. s.f. Costanza d’Altavilla ultima
Arcangelo la statua d’argento per farne erede Normanna, sposò Enrico VI di Svevia
monete sonanti le quali, ornate dall’effige ed ebbe un figlio: Federico II, nipote di
dell’Arcangelo Michele, furono chiamate Federico Barbarossa.
coronati dell’Arcangelo. Alfonso I di cotele. s.f. schiena; ragione dorsale del corpo.
Aragona, nel 1442 asportò dalla celeste Groppa di animale. Dorso.
basilica di san Michele Arcangelo la statua cotolètte. s.f. cotoletta; fetta di carne, con o
d’oro per farne monete chiamate alfonsine. senza osso, passata nell'uovo, impanata e
corre. v. correre; andare, muoversi fritta.
velocemente, usando il proprio corpo o un cotte de panne. locuz. quantità di panni che si
mezzo di locomozione, riferito a esseri cuoce in una volta.
animati. cozze. s.f. cozza; mollusco dei Bivalvi con
corpus domini. locuz. s.m. Corpus Domini; conchiglia oblunga, nera, che si fissa
festa della Chiesa cattolica che celebra la mediante il bisso a corpi sommersi ed è
presenza di Cristo nel sacramento

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
allevato per le sue carni. Muscolo, crecchenete. s.m. corpo contorto, storto,
peocio. attorcigliato.
cozzeche. s.f. crosta che si fa sulla pelle crède. v. credere, credo, crede; ritenere vero
ulcerata. quanto affermato da altri.
cráje. s.f. domani; secondo giorno: “ mochè credènze. s.f. credenza; mobile da cucina o da
cráje ce vedime”. sala da pranzo, con alzata, dove si
crapáre. s.m. capraio, verso la fine dell’800 si
ripongono i cibi, le stoviglie, gli arredi da
trasferirono a Foggia da Salerno, dalla
Campania e dall’Abruzzo alcuni caprai che si tavola. Anche vendere o comprare a
stabilirono nella zona maniaporci credito: “ né capite chè solde ne ce ne
costruendosi abitazioni e stalle che ospitavano stanne… ‘a spèse l’hagghije fatte a
il gruppo, inizialmente allevarono capre e credènze”.
pecore, ma quando le campagne limitrofe credetórije. s.m. credito; somma di denaro al
furono trasformate a coltivazioni di cereali, quale si ha diritto incassare.
per mancanza di pascolo dovettero allevare le crejanzáte. s.f. creanza; buone maniere,
mucche, in quel periodo nasce un’altra figura educato.
di lavoratore quella del lattaio che girava per crejanze. s.f. educazione; formazione
le strade e vendevano latte appena munto intellettuale e morale in conformità a
dalla mucca, quando nacque la centrale del determinati principi. Comportamento corretto
latte per la pastorizzazione i caprai furono e urbano nei rapporti sociali. Creanza,
penalizzati e si dettero al contrabbando del urbanità.
latte con poco guadagno, non potendo
crejatúre. s.f. creatura; ogni essere creato.
sostenere le famiglie dovettero cambiare
lavoro facendo i netturbini e vetturini. Bambino
crejúlle. s.m. laccio per scarpe preparato con
crápe. s.f. capra; mammifero ruminante
pelle di cane.
domestico degli Ungulati, con gambe crejúse. agg. curioso; che vuole sapere,
brevi e robuste, testa corta e larga alla fronte indagare, conoscere. Che si dimostra
con barba sul mento, corna curvate interessato ai fatti altrui. Ficcanaso,
all'indietro e pelo liscio e lungo. A foggia c’è indiscreto. Che suscita curiosità per la sua
un detto che dice: “ fèmmene, ciucce e crápe stranezza: un tipo curioso. Strano, inconsueto:
tènene tutte ‘a stèssa cápe”. è curioso che...; Chi si dimostra
crapelláre. s.f. borgata zingaresca si dice interessato ai fatti altrui. Insolito.
anche: “ crapelluzze”. crèmese. antiq. locuz. aggiunta di colore.
craticule. s.f. rete bucherellata dei cremóne. agg. cretino; che manifesta o rivela
confessionali. stupidità. Imbecille, stupido.
cravasce. antiq. s.f. frusta con manico corto crepàngurpe. s.m. stento; patimento,
usata dai cavalieri e dai pastori durante il sofferenza.
periodo di carnevale. crepáte ‘ngurpe. agg. indolente; incurante,
cravattene. s.m. colletto; particolare della trascurato nell'agire. Accidioso, apatico,
camicia o dell'abito, che sta attorno al pigro: “ éje propije nu crepáte ‘ngurpe”.
collo. Schiaffo. Colletto bianco, impiegato. crepáte. v. lesionato;fenditura crepa, divenire
Colletto rosa, impiegata. Colletto blu, pericolante in seguito a lesioni, detto di
operaio. costruzioni. Morto.
crèapopele. s.m. organo genitale maschile, si crepazze. s.f. crepatura; spaccatura di muro.
chiama anche: “ nudeche, cille, pinghe, Fessura.
pengóne, suatte, cugghije, berlocche, crepejedene. s.m. sporto; sporgenza della
cemececcuzze, zavezicchije, cazze, cellóne, verticale del muro. Dirupo. Ciglio.
vecille”.

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crèsce. v. crescere; accrescere, aumentare di formato da sedimenti di minutissimi
massa, volume, livello, forza, intensità, prezzo organismi marini. Oggetto di creta.
e sim. Progredire. criáte. v. creato; insieme di cose create da
crescènde. s.f. pezzo di pasta lievitata, Dio.
serviva per fare il pane fatto in casa, da ogni criatóre. agg. creatore Gesù, Dio. Andare,
impasto si conservava un pezzo che veniva andarsene al Creatore, morire. Artefice,
messo in una ciotola con un poco d’olio, autore. Utensile, fresa a vite per il taglio di
serviva per il prossimo impasto. lievito.
ruote dentate.
cresendijene. antiq. s.f. pane arrostito e
condito, cavedile, panzanella. criccà. s.m. puntiglio;ostinazione di chi
cresomele. antiq. s.m. albicocca; frutto a sostiene qlco. solo per orgoglio o per
drupa dell'albicocco. partito preso. Grande volontà, impegno
crespille. s.m. stoccafisso; merluzzo salato e tenace. Picca.
cricche cricche. locuz. messo bene in
disseccato all'aria, pesce osseo con corpo
evidenza.
massiccio, squame piccole, barbiglio sotto il
cride. nt. credi: “ ma tu cride chè ije ne sènde
mento.
delóre”.
crestalle. s.m. cristallo; corpo solido
crijanze. s.f. educazione; formazione
omogeneo e anisotropo, di origine naturale,
intellettuale e morale in conformità a
delimitato, almeno in parte, da superfici o
determinati principi. Buone maniere.
facce piane. Vetro trasparente, incolore, a crijatóre. s.m. Dio Creatore.
elevata rifrangenza, usato nella vetreria di crijatúre. s.f. creatura; ogni essere creato.
lusso e in applicazioni tecnico- scientifiche: Bambino, figlio. Essere umano che
preparato con silice, ossido di piombo e suscita compassione o ammirazione, si dice
carbonato potassico. Lastra di vetro di anche: “vrice”.
dimensioni varie. crijóle. antiq. s.m. soldi: “ quille éje chijine
crestallire. s.f. cristalliera; mobile a ripiani, de crijóle”.
con parte delle pareti in vetro o cristallo. crijucce. s.m. bambini o bambine.
crestarèlle. s.m. uccello grillaio; falconidi crijucciáre. s.f. insieme di bambini e bambine
famiglia di uccelli rapaci affini al falco, a cui crijulle. s.m. lacci per scarponi fatti con pelle
appartengono, tra gli altri anche, il gheppio, il di cane; stringa.
lodolaio. crijose. agg. curioso; persona ridicola, goffa:
crèste. s.f. cesta; escrescenza carnosa rossa e “ quèlle éje proprie crijose”; pure.
dentellata sul capo di polli e di altri crine. s.m. crine; pelo della criniera e della
uccelli. Ciuffo di piume sul capo degli uccelli. coda di vari animali, spec. del cavallo.
Formazione laminare sul capo e sul dorso di Chioma, capigliatura.
rettili e pesci. Antica cuffia femminile con crisce sante. mdd. detto foggiano: quando
guarnizioni di trine e nastri. Rilievo sul casco starnutisce un bambino o un ragazzo si dice:
medievale per rinforzo e ornamento. Linea di “crisce sante chè diavele già lu sì ”.
congiungimento di due versanti montuosi crisse. antiq. s.m. pugnale a due tagli.
criste. s.m. sostegni a forma di croci usati in
opposti che si uniscono a tetto. Sommità,
muratura per sostenere l’intradosso. Gesù
cima. Cristo.
crestiáne. s.f. persona; ogni essere umano. crìste. s.m. quando una persona non si lava e
Corpo e figura umana. Persona fisica, ha la pelle impregnata di sporco.
singolo individuo. criulle. s.m. intestino a treccia fatto essiccare
crète. s.f. creta; minerale varietà di calcare del maiale si usa per picchiare gli animali.
farinoso, di color bianco, non cementato,

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crocche. s.m. gancio; uncino circa grande di e il transetto. Volta risultante dall'intersezione
metallo per afferrare, appendere. l’animale di due intradossi a botte.
macellato. crúde. agg. crudo; non sottoposto all'azione
cróce. s.f. croce; antico strumento di tortura, del fuoco o del calore: carne cruda. Non cotto
composto da due tronchi fissati a sufficienza: minestra cruda.
trasversalmente, cui veniva inchiodato il crudivele. v. anche agg. incrudito, duro da
condannato e lasciato morire. Mettere in cuocere, non cotto: “ stu gallúcce éje
croce, tormentare. Patibolo di Gesù: Cristo in crudivele ne se páre a cóce”.
croce. Riproduzione della croce, come crúje. agg. duro; che non si lascia intaccare,
scalfire e sim.: duro come l'acciaio.
simbolo del cristianesimo. Segno della croce,
crumatine. s.m. cera per dare il lucido alle
gesto rituale che santifica il fedele, e scarpe: “Sisine pigghije a crumatine a
consistente nel portare la mano destra mamme chè pulezzáme ‘i scarpe”.
successivamente alla fronte, al petto, alla crusche. antiq. s.m. capriccio; fare i capricci,
spalla sinistra e alla spalla destra. La croce detto specialmente di bambini, lamentarsi,
degli analfabeti, segno sostitutivo della firma. comportarsi in modo bizzarro. Bizza,
Punto di ricamo con passate di filo disposte a ghiribizzo, grillo. Infatuazione amorosa,
croce obliqua ed altro. superficiale e passeggera.
crocefisse. v. anche agg. crocifisso o cruschèlle. agg. vivace; che è pieno di vita,
crocefisso; crocifiggere. Messo in croce. rigoglioso, vitale. Che è dotato di grande
Rappresentazione, specialmente. scultoria, di vitalità fisica ed è sempre in attività, in
Gesù in croce. movimento: vivace e irrequieto.
crócia nère. s.f. quando non si vuol vedere Esuberante.
più una persona: “ tu ‘nda sta cáse e fa crócia crustalatte. s.f. crosta lattea; crosta eczema
nère, ne cè venì chiù”. sul capo e sul viso del lattante.
crosche. s.f. pianta selvatica affine al crustarèlle. s.f. terra a crosta ottima per
finocchio: ottimo pasto per l’asino. vigneti a spalliera.
croscke. s.m. riunione di più persone in un crustáte. s.f. crostata; dolce di pasta frolla
luogo. Raduno di ragazzi. cotta al forno e ricoperta di marmellata.
cruste. s.f. crosta; strato esterno indurito che
crosta latte. s.m. lattime; eczema squamoso
ricopre la superficie di alcuni corpi, cibi e
che colpisce la cute della testa dei lattanti. sim.: una crosta di ghiaccio; la crosta del
crúce. s.m. croci il borgo più antico di pane. Sangue e siero disseccato sopra una
Foggia, nato la metà del settecento subito ferita. Guscio dei crostacei. Crosta di un
dopo il terremoto del 1731. dipinto, squama di colore che si stacca da un
crucèse. agg. abitante del rione Croci, alcuni dipinto antico. Pelle sporca. Zolla di terra:
esercitano il mestiere di terrazzano, “sta tèrre éje chiène de cruste”.
carrettiere, verduraio, pastore, contadino, cruvattine. s.m. collo della camicia, di
calzolaio, muratore, barbiere ed altri ceti giacca, prendere per la gola: “ si ne te ne váje
sociali. te fazze ‘u cruvattine taffoghe”.
crucire d’u trajine. s.f. crociere del carretto; cubbatrice. s.f. incubatrice; apparecchio che
erano formate da traverse di legno di acero di effettua l'incubazione artificiale di uova.
dimensioni 6x6 cm. messe sotto la lettiera. Particolare culla per neonati prematuri, a
crucire. s.f. crociera; disposizione di linee, temperatura e umidità costanti. Persona priva
liste, barre e sim. che si intersecano a di forza e di vigore: “ nu vide chè quille ne sa
forma di croce. Nelle chiese a pianta fide éje fatte de cubbatrice”.
cruciforme, incrocio fra la navata principale cubbètte. s.m. tubetto; astuccio rigido o
deformabile, di piccole dimensioni e di

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
forma cilindrica, per la confezione di prodotti macchiato di bianco: si ammaestra e si usa
farmaceutici, cosmetici e alimentari. come richiamo per attirare uccelli.
cuccà. v. cuccare; ingannare, abbindolare. cuccuajúzze. s.m. gufo; uccello rapace
cuccagne. s.f. albero della cuccagna; nelle notturno con capo grande, occhi frontali,
feste paesane, palo unto di sego o becco breve e adunco, piume morbide e due
insaponato, alla cui sommità sono appesi ciuffi di penne erettili sul capo. Persona poco
premi vari come: provolone, salsiccia, socievole.
galletto, prosciutto e altro, destinati a chi, cuccujáje ck’a cápa grosse. s.m allocco;
arrampicandosi, riesce a impadronirsene. uccello rapace notturno, affine al gufo ma
cucce. s.m. barattolo; piccolo contenitore in privo di ciuffi sul capo, di colore grigio bruno
banda stagnata, di forma cilindrica, con macchiato di bianco. Persona goffa e
coperchio. Gioco da strada. sciocca.
cucce cucce. agg. mogio mogio; avvilito, cuccujáje piccule. s.f. civetta nana.
abbattuto. cucculáte. v. accovacciarsi; rannicchiarsi,
cuccetille. s.m. barattolino in banda stagnata. acquattarsi.
cucchiaráte. s.f. cucchiaiata; quantità di cibo cucculijáte. v. coccolare; usare modi teneri e
o di liquido contenuta in un cucchiaio. dolci verso qualcuno.
cucchiáre. s.m. cucchiaio; utensile da tavola cucculóne. avv. coccoloni o coccolone;
formato da una paletta ovale e concava seduto sulle calcagna: “sé assettáte a
con manico, con cui si porta alla bocca il cibo cucculóne”.
circa liquido. cuccuveggià. v. civettare; donna che attira
cucchiáre da fabbrecatóre. s.f. cazzuola; uomini.
arnese del muratore, di forma triangolare, per cucenà. v. cucinare; preparare, cuocere le
distendere e costipare la calcina. vivande: cucinare le uova; cucinare il
cucchiárèlle. s.m. cucchiaio di legno per pranzo. Fare da mangiare: cucinare bene,
cucina. male.
cucchiarille. s.m. secondo cocchiere delle cucènde. v. cocente; che scotta, molto caldo:
case signorile. “mamme… e cumèje cucènde sta
cucchiarine. s.m. dim. di cucchiaio. semelavattúte”.
cucchiaróne. s.m. accr. di cucchiaio; grande cucenille che óve e recotte. s.m. uova
cucchiaio usato per versare la minestra nei cucinate con la ricotta, si prende una padella e
piatti. Mestolone uccello degli Anseriformi, si fa soffrigge l’olio con la cipolla a fettine, si
affine all'anatra, con lungo e largo becco mettono i pomodori il sale e il prezzemolo.
appiattito. Appena la cipolla si ammorbidisce si mette la
ricotta tagliata a fette e si fa dare un bollore,
cucchijire. s.m. cocchiere; chi esercita il
subito dopo si mettono le uova intere con un
mestiere di guidatore di cocchio o di carrozze po’ di sale, si mette il coperchio e si fa
a cavalli. condensare il tutto poi si spegne e si
cuccù. s.m. cuculo; uccello con coda lunga e mangiano. Si dice anche: “ óve ck’a recotte”.
morbido piumaggio grigio sulle parti cuche. s.m. cuoco; chi cucina, chi per
superiori e bianco striato di grigio su quelle mestiere è addetto a preparare e cuocere i
inferiori, la cui femmina depone le uova cibi in alberghi, ristoranti e sim.
nel nido di uccelli di altre specie. cucina canoneche. s.f. mensa per i poveri
cuccuáje. antiq. s.f. civetta; uccello rapace allestita normalmente adiacente le chiese.
notturno, con capo grosso, becco adunco, cucine. s.f. cucina; locale attrezzato per la
occhi gialli, piumaggio bruno-grigio preparazione e la cottura delle vivande.

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cucivele. avv. di facile cottura: “sti cicere sò cugetà. v. pensare; possedere e utilizzare
proprije cucivele se sò squagghiáte”. precise facoltà mentali. Meditare, riflettere.
cucuccine. s.f. cucciarda; uccello simile cugghije. s.m. organo genitale maschile, si
all’allodola. chiama anche: “nudeche, cille, pinghe,
cucuiglije. s.f. tellina, mollusco mediterraneo pengóne, suatte, berlocche, cazze,
dei Bivalvi a conchiglia rosea e carni cemececcuzze, zavezicchije, cellóne,
pregiate. crèapopele, vecille”.
cucumà. antiq. avv. vaso in cui versare il cugghinià. locuz. prendere in giro: “ quanne
caffè. ‘a fenisce de cugghinià ‘a gènde”.
cucumazze. s.f. zucchina grande. cugghinijáte. v. insultare; rivolgere offesa
cucuzzèlle. s.f. zucca; pianta delle Cucurbitali grave a qlcu. o qlco. Ingiuriare,
con fusto strisciante, foglie pelose,
insolentire.
grande frutto di forma variabile. Frutto della
cugne. s.m. pezzo di legno duro usato per
pianta omonima.
rinforzare le serrature della porta.
cucuzzille. s.f. dimin. di zucca. Frutto di una cugnètte. s.m. persona di bassa statura: “
varietà di zucca consumato verde e avèramènde tè pigghià a quillu cugnètte?”.
immaturo. Zucchetta, zucchetto, zucchino. cuirchije. s.m. coperchio; arnese, spec. di
cudde. v. colpire; assestare uno o più colpi: forma circolare, che serve per chiudere o
colpire qlcu. con un pugno. Colpire il coprire vasi, pentole, casse e simili.
bersaglio, centrarlo. Danneggiare o ferire con cujetáte. v. quietare; rendere calmo e
arma da lancio o da fuoco: la freccia lo tranquillo, ricondurre alla quiete.
colpì alla gamba. Colpire nel segno, essere nel Pacificare, sedare.
giusto. Colpire nel vivo, toccare nella cujète. agg. fermo; che non si muove: “
suscettibilità. tagghije ditte chè sta cujète ne tè móve”.
cudecóne. agg. anche s.m. sfaticato; detto di Saldo, zitto.
chi non ha voglia di lavorare. Fannullone, culà. v. colare; far passare un liquido
scioperato. attraverso un filtro perché ne esca chiaro e
cuderuzze. s.m. osso sacro della schiena: privo di materie eterogenee: colare il brodo,
“tènghe tutte ‘u cuderuzze adduluráte”.
l'olio, il caffè. Filtrare.
cudine. s.m. codino; dimin. di coda; treccia di culacchiόne. s.m. sedere grande: “vide chè
capelli stretta da un nastro dietro la nuca, culacchióne tène Ninète”.
usata dai gentiluomini europei nel XVIII cularotte. locuz. donna sfacciata: Seppolle éje
secolo e dai cinesi fino agli inizi del XIX proprije na cularotte”.
secolo. cularúle. locuz. pezzo interno dell’ano: “
cudre. s.f. coltre; coperta imbottita da letto, Geruzze tène ‘u cularúle da fóre”.
anche: “cutre”. culasciόne. s.m. colascione, antico violino.
cuèrte. s.f. coperta; tessuto rettangolare che si culáte. antiq. s.f. colpa: “ ‘u fatte ‘a fatte
pone sul letto sopra le lenzuola. Sotto le quille… e mine ‘a culáte a mè”
coperte, a letto. panno, drappo per coprire: culazze. s.f. lini; pezzo di stoffa quadrato che
coperta da cavallo. Fodera con cui si copre un si metteva sotto il pannolino dei neonati: “
mitte ‘a culazze ‘o criatúre”. Parte della base
oggetto per preservarlo dalla polvere, dalla
posteriore del carretto.
luce, dall'umidità e simile. Taglio interno del culcà. avv. andare a dormire: “ tu jì a culcà o
bovino (copertina). no!”.
cuèrtèlle. s.f. piccola coperta: “ pigghije ‘a cúle rútte e pèna pagáte. mdd. chi, dopo
cuèrtèlle chè accumegghijáme ‘u criatúre”. essere stato vilipeso e costretto a pagare o
cufanóne. locuz. donna obesa. avere torto.
cufene. avv. vaso di terra cotta. Donna grassa.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cúle spennáte. s.m. grifone; grande uccello cultevà. v. coltivare.
rapace diurno affine all'avvoltoio, con cultevatóre. s.m. coltivatore; chi coltiva.
piumaggio cinerino e capo coperto di piumino Coltivatore diretto, chi coltiva un fondo di
bianco; si nutre di carogne. Grifo. Cane da sua proprietà.
caccia da ferma simile allo spinone ma più cultevatrice. s.f. coltivatrice; chi coltiva.
piccolo. culúmere. s.m. fichi grandi. Fioroni.
cúle. s.m. culo, sedere, deretano, ano. Fondo culunnètte. s.m. comodino; mobiletto a
cassettini e talora munito di sportello che sta
di un recipiente o di un oggetto: il culo di una
accanto al letto.
bottiglia, di una candela. Sinonimo di fortuna.
culurà. v. colorare; coprire, cospargere, di
culère. s.m. colera; grave infezione intestinale
colore. Tingere.
epidemica, causata da un vibrione
cumandamènde. s.m. comandamento;
presente nell'acqua e negli alimenti:
comando. Precetto imposto da Dio nella
caratterizzato da diarrea, vomiti, crampi,
rivelazione e divenuto legge per i fedeli.
collasso terminale. Nel 1837 Foggia fu
cumandande. s.m. anche agg. comandante;
devastata da un’epidemia di colera, frenata dal
che comanda. Chi comanda. Chi regge un
prodigio delle lacrime della statua della
comando militare. Capo.
Madonna Addolorata, che si trova nella chiesa
cumandijige. s.f. raccomandazione;
di San Giovanni Battista.
affidamento alla altrui sollecitudine,
culláre. s.m. collare; striscia di cuoio o d'altro
che si mette attorno al collo delle bestie, protezione e sim. Segnalazione di qlcu.
collare del cavallo, timone. Anello di peli, all'attenzione altrui perché venga favorito in
piume o squame di colore diverso da quello un esame, concorso e sim. Comandigia.
del corpo, che si trova attorno al collo di comande. s.m. comando; imposizione
alcuni animali. Ornamento femminile da autorevole, intimazione che esige
portarsi intorno al collo. Striscia di stoffa, con obbedienza: ubbidire a un comando.
ricami, per le funzioni. Striscia di cartoncino Ingiunzione, ordine. Organo che esercita
coperta di tela bianca inamidata che i preti azione direttiva su unità militari: comando di
portano come colletto. corpo d'armata.
cullate. locuz. quell’altro: “ cullate proprije
cumannà. v. comandare; imporre
mo avèva venì”.
culle. s.m. collo; parte del corpo che autorevolmente la propria volontà. Chiedere
nell'uomo e in alcuni altri Vertebrati unisce con autorità esigendo obbedienza. Comandare
il capo al torace. Tirare il collo ai polli, un esercito, una nave e sim., reggerne il
ucciderli. Parte dell'abito che sta attorno comando.
al collo. Parte superiore assottigliata di cumannáte. v. anche agg. comandato; che ha
bottiglie, anfore e sim. Collo del piede, ricevuto un comando.
parte superiore del piede, presso il malleolo. cumbagne. s.m. compagno; chi sta
culleppelà. antiq. v. dimenare, agitare in qua abitualmente insieme con altri, svolgendo
e in là: dimenare le braccia, le gambe. un'attività comune, partecipando a
cullètte. s.f. cesti grandi dei fruttivendoli,
divertimenti e sim. Chi ha familiarità, pratica
colletta.
cullettine. s.f. ghigliottina; macchina per di convivenza con qlcu.: il compagno della
decapitare. vita.
culpabele. antiq. agg. anche s.m. colpevole; cumbagnije. s.f. compagnia; lo stare
che è in colpa. Che costituisce una colpa. Chi abitualmente insieme con altri. Complesso
ha commesso una colpa. di persone riunite insieme per divertimento o
cultà. antiq. v. coltivare; lavorare il terreno altre attività comuni: una compagnia
affinché produca piante e frutti. affiatata. Combriccola, comitiva. Reparto

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
organico di truppa, suddiviso in plotoni. cumbedènze. s.f. confidenza;familiarità,
Società di attori teatrali legata da contratto di dimestichezza: essere in confidenza con
scrittura per eseguire spettacoli. qualcuno. Prendere confidenza, acquistare
cumbanagge. s.m. companatico; ciò che si familiarità con qualcuno. o qualcosa. Agire
mangia col pane riferito al panino pieno; con con un'esagerata familiarità.
mortadella provolone, salsiccia, ed altro. cumbenà. v. combinare; mettere insieme più
cumbáre. s.m. compare; colui che tiene a cose: combinare i colori di un vestito.
battesimo o a cresima un bambino. Mettere d'accordo. Non combinare nulla,
Padrino. Il padre del battezzato o del perdere inutilmente il proprio tempo.
cresimato rispetto al padrino o alla madrina, e cumbenáte. avv. combinato: “ ‘u
il padrino rispetto ai genitori del battezzato o matremonije l’anne cumbenáte búne”.
del cresimato. Compare d'anello, chi fa da cumbenazióne. s.f. combinazione; unione di
testimone alle nozze. Compagno, amico. Chi è cose diverse. Serie di numeri che,
complice di qlcu. in azioni illecite. Amante: “ composta nel giusto ordine, comanda
Cunziglije tène ‘u cumbáre”. Anche: “cumpà” l'apertura di una serratura di sicurezza o di
cumbareme. locuz. il mio compare: una cassaforte.
“cumpareme éje proprije nu fetènde”. cumbessà. v. confessare; dichiarare
cumbarete. locuz. il tuo compare: apertamente azioni considerate moralmente
“cumbarete rombe troppe ‘a cápe”. negative: confessare i propri errori; confessare
cumbarse. s.f. comparsa; l'apparire, il una colpa. Rendere noti i propri peccati, nel
comparire. Apparizione. Persona che sacramento della confessione.
compare sulla scena teatrale o in un film cumbettáre. s.m. colui che fabbrica e vende
senza pronunciare battute. confetti.
cumbarúte. v. anche agg. comparso; apparso. cumbettúzze. s.m. confetti piccoli.
cumbassà. locuz. misurare il terreno col cumbiáte. v. compatire; sentire o manifestare
compasso. compassione. Commiserare, compassionare,
cumbasse. s.m. compasso; strumento compiangere.
costituito da due aste collegate da uno cumbiglije. s.f. arnia struttura in legno a
snodo, una delle quali porta una punta mentre forma di casetta, destinata a costituire
l'altra porta uno strumento tracciante: usato l'alveare di una colonia di api domestiche.
specialmente per tracciare circonferenze. cumbitte. s.m. confetto; piccolo dolce di
cumbassióne. s.f. compassione; sentimento o zucchero cotto contenente mandorle,
atteggiamento di sofferta partecipazione ai pistacchi e sim., tradizionalmente offerto in
mali e dolori altrui: avere compassione di, per, occasione di battesimi, cresime e
verso, qlcu. o qlco. Commiserazione, matrimoni.
compatimento, pietà. cumblemènde. s.m. complimento; atto,
cumbassiunáte. v. compassionare; sentire o parola, di ammirazione, rispetto,
manifestare compassione. Commiserare, congratulazione, cortesia e simile: fare un
compatire, compiangere. complimento a qualcuno. Fare
cumbatì. v. compatire; sentire o manifestare complimenti, fare cerimonie, ostentare
compassione. Commiserare, compassionare, ritegno, timidezza. Senza complimenti, senza
compiangere. Provare compassione: tanti complimenti, in modo sbrigativo. Elogio.
compatire al dolore. cumboste. locuz. ortaggi sottaceto.
cumbattemènde. s.m. compatimento; cumbrine. s.m. solco nel terreno.
compassione, commiserazione. Indulgenza cumbrundà. v. confrontare; considerare due
quasi benevola. o più cose insieme, valutando le

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
somiglianze e le differenze che esistono fra di cummarèlle. s.f. dimin. di comara; ragazza
esse. Comparare, paragonare. tenuta a battesimo o cresima.
cumedetà. s.f. comodità; caratteristica di ciò cummatte. locuz. fare qualcosa di utile o
che è comodo: la comodità di meno.
un'abitazione, di un'automobile. Agio. cumme. avv. come; alla maniera di, nel modo
cumegghià. v. coprire: mettere una cosa sopra che: come un leone; rosso come il
o attorno a un'altra per proteggere, fuoco; dorme come un ghiro, come lui; come
nascondere, chiudere, ornare, riparare e sim. me; come loro, come stai?; non so proprio
Coprire una pentola, mettervi sopra un come fare. Come mai?, perché. Come no?,
coperchio. Coprire una casa, costruire il tetto. certamente.
Riparare il proprio corpo con indumenti: cummèdijà. locuz. mettere in commedia.
cummèdije. locuz. chiasso dei ragazzi,
coprirsi con abiti di lana.
commedia.
cumèje. avv. come; alla maniera dì, nel modo
cummènde. s.m. convento; edificio in cui
che.
convive una famiglia di religiosi. Insieme di
cumenenn’éje. avv. come non è.
religiosi soggetti alla medesima regola e
cumenzà. v. incominciare; imprendere a fare,
viventi nello stesso edificio. Monastero.
dire, pensare e simile: incominciare un cummendine. s.m. dim. di convento,
viaggio. Cominciare, iniziare. conventino; conservatorio femminile
cumere. antiq. conto: il contare. Operazione dell’Addolorata.
aritmetica. Il conto torna, i conti tornano, il cummeniènze. s.f. convenienza;
calcolo è privo di errori; Calcolo, computo, corrispondenza di elementi, simmetria:
conteggio. convenienza delle parti col tutto. Utilità,
cumère. locuz. come era: “cumère bráve vantaggio. Interesse, tornaconto.
Genille...”. cummèsse. s.m. commesso addetto alla
cumetáte. s.m. comitato; gruppo ristretto di vendita al pubblico, in un negozio. Commesso
persone organizzato per la tutela di viaggiatore, chi porta a domicilio del cliente
determinati interessi. campioni o cataloghi di merci e provvede alle
cumète. s.f. cometa; corpo del sistema solare, vendite. Impiegato subalterno di
con traiettoria ellittica allungata intorno al amministrazione pubblica o privata, spec.
Sole, in vicinanza del quale manifesta una avente mansioni di fiducia: commesso di
vasta atmosfera fluorescente spesso banca.
prolungata in una o più code in direzione cummijissà. antiq. s.f. gozzoviglia; baldoria
opposta al Sole stesso. Aquilone. di persone che bevono e mangiano
cumetive. s.f. comitiva; gruppo di persone smodatamente e chiassosamente. Baccanale,
che si riuniscono per una festa, una gita e bagordo.
simile. Carovana, compagnia. cummúne. s.m. pozzo nero, cella sotterranea
cumizije. s.m. comizio; riunione pubblica in cui si raccolgono le materie provenienti
spec. all'aperto, in cui uno o più oratori dalle latrine e dagli scarichi quando non c'è
espongono i programmi di un partito, fognatura.
sindacato e simile. cumò. s.m. comò; cassettone a due o tre
cummáre. s.f. comare. donna che tiene a cassetti sovrapposti.
battesimo o a cresima un bambino. Madre cumpagnije de sande Rocche. s.f.
del battezzato o del cresimato rispetto al compagnia di san Rocco. Una delle due
padrino o alla madrina. Vecchia amica, compagnie istituite dall’istituto del piano delle
specialmente vicina di casa. Donna pettegola. Fosse 03/03/1725, così composta: uno
scrivano che aveva il compito di segretario e

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cassiere, due caporali, quattro sottocaporali ( televisive. Complesso delle notizie pubblicate
uomini di fiducia incaricati per le assunzioni, su un giornale.
per vigilare il lavoro e avevano la facoltà di cumunióne. s.f. comunione; comunanza:
multare i lavoratori e anche di licenziarli per comunione di interessi, di sentimenti.
gravi mancanze). I lavoratori erano gli
Sacramento dell'Eucaristia: fare, ricevere la
sfossatori numerosi in ogni compagnia, Tra
gli sfossatori si distingueva: “ ‘u vasciajulle” comunione. Il dividere con altri il diritto di
che aveva il compito di riempire i panieri proprietà su un medesimo bene: comunione di
nelle buche, prima di scendere nella buca si beni.
faceva aerare la fossa per paura di inalazione cunbesà. v. confessare; dichiarare
di monossido di carbonio, con successivo apertamente azioni considerate moralmente
controllo di sicurezza immergendo nella buca negative: confessare i propri errori; confessare
un batuffolo di straccio legato ad una canna e una colpa. Ascoltare i peccati del
acceso, se il batuffolo rimaneva acceso vi era penitente e amministrare il sacramento della
ossigeno altrimenti non scendeva ‘u confessione.
vasciajulle; “ ‘u teratóre”, in numero di due o
cunceme. s.m. concime; qualsiasi prodotto
quattro avevano il compito di tirare su i
panieri colmi, i panieri tirati sopra passavano che, somministrato al terreno, ne aumenta
per il; “ mesuratóre” che passava sull’orlo del; la fertilità: concime organico, chimico.
“mezzètte” ( circa 24/25 kg. ) una; “rasele” di Fertilizzante.
legno per poi versare il contenuto nei sacchi cuncertáte. v. predisporre; preparare e
dove vi era un’altra figura quella degli; sistemare ciò che serve a qualcosa.
“aiutante” che provvedevano al carico dei Preordinare.
sacchi sui; “ trajine, carruzze o trajinèlle”, e cuncètte. s.f. Concetta.
poi vi erano gli “scagne” in aiuto agli aiutanti. cuncettine. dimin. di Concetta.
La vendita, curata sempre dall’Istituto si cunciarije. s.f. laboratorio di pelli.
distingueva: a mezzetto piantato: il cuncirte. locuz. servizio di piatti o bicchieri.
depositante incassava l’importo della quantità cundále. s.m. quintale; unità di peso
del prodotto venduto volta per volta; a fossa equivalente a 100 kg. C’è un detto chè dice:
girata: la vendita comprendeva tutto il “ mègghije nu cundále ‘ngápe che nonza
contenuto della fossa per cui il pagamento ‘ngule = 30 g.”.
avveniva in una sola soluzione. cundandèzze. s.f. contentezza; stato d'animo
cumpagnije sande Stèfene. s.f. compagnia di di chi è contento. Ciò che rende contento.
santo Stefano. Una delle due compagnie Allegria, felicità, letizia, gioia.
istituite dal Piano delle fosse.
cundannà. v. condannare; comminare una
cumpagnóne. s.m. compagnone; persona
pena all'imputato riconosciuto
gioviale, che sta volentieri in compagnia.
cumparì. v. comparire; mostrarsi, presentarsi, responsabile.
divenire visibile. cundannáte. v. agg. anche s.m. condannato;
cumpiáte. v. compatire; sentire o manifestare detto di chi ha subito una condanna.
compassione. Commiserare, compassionare, cundassènde. antiq. s.f. discussione; attento
compiangere. esame di un argomento sulla base di
cumplemènde. s.f. fregatura; atto del fregare diverse opinioni. Dialogo, colloquio: aprire,
qualcuno. Danno, inganno, imbroglio. chiudere una discussione. Dibattito,
Regalo. battibecco, contrasto, litigio.
cumunále. agg. comunale; del comune. cundatóre. s.m. contatore; Chi conta.
Civico. Apparecchio atto a calcolare movimenti,
cumunecáte. s.m. comunicato; rubrica di operazioni, quantità e simile: contatore
notizie su giornali o in trasmissioni radio- dell’acqua, ENEL ed altri.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cunde. s.m. conteggio; computo, calcolo, cungreje. s.f. congrega; gruppo di persone
conto, spec. per un fine determinato. riunite, associazione di laici che si dedicano
cundegnúse. agg. anche s.m. schizzinoso; ad opere religiose. A Foggia ve ne sono
detto di chi è difficile a contentarsi, ad diciassette una volta erano composte da
persone di un certo ceto sociale come quella
adattarsi e simile. Schifiltoso, sofistico. Al
di: S. Giuseppe riuniva i falegnami. Il
femminile: “ cundegnóse ” Carmine i muratori. Sant’Eligio i sarti,
cundemènde. s.m. condimento; atto del carrettieri e maniscalchi. Quella delle Croci i
condire. Ciò che migliora il sapore delle commercianti. l’Addolorata gli avvocati ecc…
vivande. cunicule. s.m. cunicolo; stretta galleria
cunètte. s.f. cunetta; dimin. di cuna; canaletto sotterranea, variamente utilizzata in
di scolo per acque specialmente piovane, fortificazioni, scavi di gallerie, collocazione di
posto ai lati delle strade. Avvallamento, tubi, cavi e sim.
specialmente del fondo stradale. cunigghije. s.m. coniglio mammifero dei
cunfedènze. s.f. confidenza; familiarità, Roditori, con pelame di vario colore,
dimestichezza: essere in confidenza con lunghe orecchie, occhi grandi e sporgenti e
qlcu. incisivi ben sviluppati. Persona vile e
cunflà. antiq. v. liquefare; far passare un gas paurosa.
allo stato liquido mediante cunigghiuzze. s.m. dim. di coniglio: “ stu
raffreddamento o compressione, o entrambi i criatúre tène ‘a facce de cunigghiuzze”.
mezzi: liquefare l'ossigeno | Fondere: cunije. s.m. cuneo; pezzo di legno o di ferro a
liquefare i metalli. Sciogliersi, fondere. forma di prisma triangolare con un angolo
cunge cunge. agg. calmo calmo; che si trova molto acuto che ne permette la penetrazione
in uno stato di calma. in un corpo da spaccare o tra due da
cunge. agg. tranquillo; che è quieto, sereno. distaccare.
cunnèsse. antiq. locuz. botto rumoroso.
Che gode di quiete e di pace morale:
cunocchije. s.f. rocca; arnese per filare a
animo tranquillo. Sereno, senza turbamenti.
mano, costituito da un'asta alla cui
Pacifico. Placido.
estremità rigonfia si assicura la lana che si fa
cungedáte. v. congedato; anche agg. e s.m.
poi scorrere, ritorcendola a mano, sul
Che (o Chi) è stato collocato in congedo.
fuso. Tubo intorno al quale si avvolge il filato,
cungertine. s.m. piccolo complesso musicale
destinato all'ordito.
formato da cinque elementi che andavano
cunsebrijine. antiq. s.m. cugino; figlio di uno
suonando davanti ai portoni delle abitazioni
zio o di una zia. Cugino materno.
portando serenate con canzoni alle
cuntà. v. contare; disporre secondo un
innamorate. sistema di numerazione.
cungestorije. locuz. assembramento di
cunte. s.m. conto; il contare. Operazione
persone.
aritmetica. Calcolo, computo, conteggio.
cungime. s.m. concime; qualsiasi prodotto
cuntegnúse. agg. ritroso; che è timido,
che, somministrato al terreno, ne
riservato, poco socievole: carattere. Donna
aumenta la fertilità: concime organico,
ritrosa: “ cuntegnóse”
chimico. Fertilizzante.
cuntenuà. v. continuare; seguitare, proseguire
cungirte. s.m. concerto; trattenimento
qlco., senza interruzioni o dopo
consistente nell'esecuzione di brani musicali.
un'interruzione: continuare il viaggio. Durare,
Concerto in genere. Servizio di piatti, tè,
perseverare.
bicchieri, forchette, ecc… “ Fenolle pe riále
cuntrarije. agg. contrario; che è in
havúte nu cungirte de piatte”.
opposizione, in contrasto: incarico contrario

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
alle aspirazioni. Che non è d'accordo: sono sacerdote, attraverso una grata, ascolta la
contrario a incontrarlo. Contrapposto, confessione.
opposto. cunzà. v. condire; rendere più saporito un
cuntraste. locuz. controversia di vedute. cibo con l'aggiunta di varie sostanze
cuntratte. s.m. contratto; accordo fra due o alimentari: condire l'insalata con olio ecc…
più persone per costituire, modificare o cunzaminde. s.m. condimento; atto del
estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. condire. Ciò che migliora il sapore delle
Documento su cui è scritto tale accordo: vivande.
firmare il contratto. Patto, accordo. cunzarije. locuz. luogo dove si conciano le
cuntrijiste. antiq. v. stritolare; ridurre in pezzi pelli.
minuti: quella macchina stritola i sassi. cunzáte. s.m. condito: “ a magnà chè hagghije
Annientare, schiacciare, con le proprie cunzáte ‘a paste”.
argomentazioni: stritolare l'avversario. cunzatóre. s.m. colui che concia le pelli.
cunze. s.m. pranzo che fanno parenti e amici
cunvendà. antiq. v. contentare; soddisfare,
ai famigliari di un defunto dopo che è stato
appagare. portato al camposanto; consolo.
cunvènde cappuccine. s.m. convento; cunzerusce. antiq. s.m. rossetto; cosmetico
edificio in cui convive una famiglia di pastoso per colorare guance o labbra .
religiosi. Il convento dei cappuccini a Foggia cunzèrve. s.f. conserva; alimento vegetale
in via san Severo la cui costruzione ebbe preparato per essere conservato a lungo
inizio nel 1579 a spesa dei coniugi mantenendo le proprie caratteristiche:
Colazzuccharo e Rosa Del Vento. Molti conserva di pomodoro. salsa essiccata al sole.
avvenimenti tennero legati il popolo foggiano cunziglià. v. consigliare; dare suggerimenti,
a questo convento, e agli stessi frati come la avvertimenti e sim.: vi consiglio di non
peste bubbonica 1656, il terremoto del 1731, partire; gli consigliò un negozio molto fornito.
l’apparizione della Madonna dei sette veli, il Avvertire, suggerire.
colera 1837, dove i frati si distinsero per la cunziglije. s.f. Consiglia: “Cunziglije accatte
loro opera di soccorso e ospitalità per i ‘u sále a mamme”.
foggiani, dando viveri di sostentamento ai più cunziglire. s.m. consigliere; chi dà
poveri. suggerimenti, consigli. Membro di un
cunvendijige. antiq. s.f. convenzione; consiglio. Consigliere d'amministrazione,
incontro di volontà tra più soggetti su membro del consiglio d'amministrazione di
questioni di comune interesse. Patto, trattato. una società.
cunvèrse. antiq. s.f. domestica di monastero. cunzignà. v. consegnare; dare in custodia o in
cunvertà. v. confortare; consolare e sollevare possesso, temporaneamente o
qlcu. da un dolore fisico o psicologico: stabilmente. Affidare. Punire i militari con la
confortare gli afflitti Colmare di speranza: la consegna.
notizia lo confortò. Incoraggiare, rincuorare. cunzire. s.m. vaso che contiene profumi.
cunvertazijóne. antiq. s.f. convulsione; cunzulà. v. consolare; sollevare
contrazione violenta, involontaria, dei psicologicamente da uno stato di afflizione.
muscoli scheletrici: convulsione epilettica. Confortare, incoraggiare.
cunvessà. v. confessare; rendere noti i propri cunzumà. v. consumare; ridurre in cattivo
peccati, nel sacramento della stato con l'uso continuo: consumare gli
confessione. abiti. Sprecare, sciupare. Adoperare, usare:
cunvessiunále. s.m. confessionale; piccola consumare l'acqua, la luce. Mangiare o
costruzione in legno nella quale il bere: consumare la colazione.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
cupaggiáte. v. equipaggiare; fornire di schiumare o versare cibi liquidi e acqua.
materiale, uomini e mezzi. Ramaiolo.
cupère. s.f. arnia; struttura in legno a forma di cuppuline. s.m. lini; copricapo che si mette al
casetta, destinata a costituire l'alveare di una neonato; berrettino che si mette ai bambini, a
colonia di api domestiche. gli anziani durante la notte.
cupertáre. s.m. chi confezionava coperte. cuprasummènde. s.f. copra sementi, attrezzo
cupertene. s.f. copertina, dim. di coperta; agricolo.
involucro di cartone o cartoncino che ricopre cuprative. s.f. cooperativa; impresa collettiva
libri, opuscoli e simili. che svolge attività economica senza fine
cupertóne. s.m. copertone; ampio telo lucrativo.
impermeabile che si stende su automezzi, curà. v. curare; sottoporre un malato ai
baracche e sim. per ripararli dalle intemperie. trattamenti necessari per guarirlo. Trattare
Involucro di gomma montato sul cerchio delle una malattia, una ferita e sim. per guarirla.
ruote degli autoveicoli, che racchiude la curagge. s.m. coraggio; forza morale che
camera d'aria. Pneumatico. Copertone in mette in grado di affrontare difficoltà,
genere. sacrifici e pericoli. Animo, ardimento,
cupète. s.m. torrone; dolce di mandorle audacia.
tostate tenuto insieme da un impasto di curaggiúse. agg. coraggioso; che ha coraggio:
miele, zucchero, bianco d'uovo. In forma gente coraggiosa. Ardimentoso, audace.
grande con noccioline e cioccolato, curalle. s.m. corallo; denominazione di varie
quando non si trovavano le noccioline erano specie di Celenterati, di piccolissime
sostituite con le fave, si diceva: “éje de fàfe ‘a dimensioni, a forma di polipo, che vivono in
cupète”. colonie ancorate alle rocce sottomarine.
cupià. v. copiare; trascrivere fedelmente. Scheletro ramificato di questi animali, duro,
cuppe. s.m. cono di carta; sorta di imbuto di compatto e variamente colorato, dal rosso al
carta dove negli anni cinquanta si rosa pallido; usato per farne ornamenti.
mettevano i maccheroni sfusi. curatele. s.m. massaro; capo operaio e
cuppe pi dolce. s.m. tasca; sorta di imbuto in persona di fiducia dei proprietari terrieri.
tela per decorare con crema o altro i curatèlle. s.f. coratella; corata di agnello,
dolci. lepre o coniglio. Cuore, fegato, polmoni e
cuppetille. s.m. dim. di coppo; cono di carta; milza di animali macellati.
sorta di imbuto di carta dove si mettono curative. antiq. s.f. cooperativa.
caldarroste, lupini, ecc… curcà. v. coricare; mettere a giacere nel letto:
cuppelèlle. s.f. dimin. di coppola. coricare i bambini.
cuppenuzze. s.m. piccolo mestolo. curcáte. v. addormentato; che ha preso sonno:
cuppètte. s.f. coppetta, dimin. di coppa; “ sé curcáte Mimine”.
Piccolo recipiente a fondo tondeggiante, curche. v. coricare; mettere a giacere nel
per macedonie, gelati e simile: Piccolo vaso di letto: coricare i bambini. Andare a letto,
vetro per salasso. mettersi a dormire nel letto.
cuppetille. s.m. piccolo coppo; cono. curchete. v. dormire; riposarsi per mezzo del
cuppiglije. s.f. copiglia o coppiglia; asticciola sonno.
metallica che si conficca in un foro curdáre. s.m. cordaio; operaio addetto alla
trasversale di una vite, situato dietro il dado, fabbricazione di corde. Chi vende corde e
per impedire lo svitamento. simili.
cuppine. s.m. mestolo; utensile da tavola e da curdarije. s.f. corderia; fabbrica di corde.
cucina in metallo o legno a forma di curdèlle. s.f. cordicella, dimin. di corda.
cucchiaio emisferico, usato per rimestare,

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
curdine. s.m. cordino; corda sottile. raccoglitore di liquami che girava per le strade
Segmento di corda di cui gli alpinisti si con una grande botte.
servono nella manovra su roccia o per formare curnicchije. s.m. corna delle capre. Denti
anelli a cui fissare la corda nella discesa. della forca di legno.
Cordino da valanga, di colore rosso, curnice. s.f. cornice; telaio di legno o altro
agganciato alla vita di uno sciatore o alpinista, materiale, variamente sagomato e
che, affiorando in superficie, ne facilita il decorato, dove s'incastrano quadri, specchi e
ritrovamento in caso di valanga. simile.
curdóne. s.m. cordone; corda di media curnutille. s.m. ragazzo furbo e impertinente:
grossezza e di materiale vario, destinata a “ ma vide chè curnutille éje quillu uaglione”.
usi diversi. Cordone del sacerdote, cordiglio. curpe. s.m. corpo; complesso degli organi che
Cordone ombelicale. costituiscono la parte materiale e organica
cúre. cura, terapia. dell'uomo e degli animali.
curerà. antiq. v. coricare; mettere a giacere curpètte. s.m. corpetto; camiciola per neonati
nel letto: coricare i bambini. Andare a e bimbi piccoli. Panciotto, gilè. Corpino.
letto, mettersi a dormire nel letto. curra curre. s.m. fuggifuggi o fuggi fuggi;
curije de nutáre. antiq. s.m. studio notarile. fuga disordinata e precipitosa di persone,
curije. s.f. esattoria; ufficio dell'esattore; veicoli e simile.
edificio in cui tale ufficio ha sede. currède. s.m. corredo; insieme dei capi di
curióle. s.m. striscia di cuoio per reggere i vestiario e della biancheria personale e
pantaloni. domestica che portano con sé una sposa.
cúrle. s.m. trottola di legno curredóje. s.m. corridoio; nelle abitazioni,
curnacchije. s.f. gazza; uccello con aspetto ambiente di forma allungata che permette
simile al corvo, dal piumaggio bianco, l'accesso indipendente alle varie camere.
grigio e nero a riflessi verdi o violetti, che usa Passaggio centrale o laterale di una carrozza
impossessarsi degli oggetti luccicanti. Persona ferroviaria sul quale si affacciano i
ciarliera. compartimenti.
curne. s.m. corno; caratteristica appendice del currègge. v. correggere; eliminare difetti ed
capo di molti mammiferi, ossea, cornea o errori da qlco. in modo da migliorarla:
tegumentale: le corna del bove, del cervo; il correggere un compito, uno scritto. Curare,
corno del rinoceronte. Ognuna delle guarire: correggere un difetto fisico.
escrescenze rigide situate sul capo di alcuni Cambiare, emendare, rettificare.
tipi di animali. Sostanza costituente le corna currèje. antiq. s.f. ciascuna delle due strisce
dei Mammiferi, usata per fabbricare oggetti di vario materiale che passano sopra le
vari: pettine di corno. spalle e si allacciano ai calzoni per sostenerli.
curnecille. s.m. cornetto, dimin. di corno; Ciascuna delle due liste di tessuto che,
amuleto a forma di piccolo corno contro il passando sopra le spalle, sostengono
malocchio. sottovesti e altri indumenti femminili.
curnecióne. s.m. aggetto murario; elemento currènde èlètreche. s.f. energia elettrica, nel
architettonico sporgente dal corpo della 1900 a Foggia si completava
costruzione, come cornice, balcone, mensola e l’illuminazione nelle strade della città.
simile. currènne. v. correre; andare, muoversi
curnètte. s.f. cornetta; strumento d'ottone a velocemente, usando il proprio corpo o un
fiato, di suono acuto da soprano, a Foggia mezzo di locomozione, riferito a esseri
la usata per richiamare l’attenzione il animati.
currènte. s.f. corrente in genere; movimento
di masse liquide o aeriformi in una data

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
direzione: corrente del fiume. Correnti a getto, curtèlle. s.m. coltello grande per tagliare il
masse d'aria, ad altissime quote, che si pane ed altro.
muovono velocissime a guisa di correnti ecc... curtellúzze. s.m. coltellino, dimin. di coltello.
curretóre. s.m fantino; chi monta o guida per curtille da scarpáre. s.m. trincetto; coltello a
professione i cavalli nelle corse al lama ricurva e appuntita, proprio del
galoppo o al trotto. calzolaio, usato per tagliare il cuoio.
currettème. antiq. s.f. colica; dolore acuto, curtille. s.m. coltello; strumento per tagliare,
accompagnato da crampi, per contrazione di con lama d'acciaio immanicata, tagliente da
organi dotati di muscolatura liscia: colica una parte sola, gener. con la punta acuminata.
epatica, intestinale. Coltello a serramanico, a lama mobile, che
curretúre. s.m. corridori. può, cioè, rientrare nel manico. Coltello
curreve. s.m. risentimento; sentimento di dell'aratro, coltro. Coltello chirurgico,
rancore e di irritazione provocato da operatorio, bisturi. In edilizia dicesi di
un'ingiuria, un'offesa e simile. mattone messo di taglio, e di muro fatto con
curriáme. locuz. tutto il cuoio che serve per
mattoni posti in tale modo.
ornare una carrozza; finimenti per cavalli.
curungine. s.f. coroncina del rosario.
currijánne. antiq. v. scorazzare.
curve. s.f. curva; linea generata da un punto
currire. s.f. corriera; autocorriera, autobus di
che si muove nello spazio. Rotondità
linea.
accentuata del seno e dei fianchi, nel corpo
currive. s.f. collera; ira, sdegno, rabbia,
femminile. Punto, tratto in cui una cosa è
furore.
cursèje. antiq. s.f. stanza grande. curva o viene curvata: le curve stradali.
cursine. s.m. personaggio tipico, foggiano, cusarèlle. locuz. cosa di poco valore. Donna
era un personaggio simpatico e allegro, il suo bassa.
vestito era formato da coperchi di stagno cusarille. s.m. persona minuta; cosino.
quelli del lucido da scarpe, aveva una chitarra cuscelià. locuz. andarsene in giro a piedi.
e cantava continuamente, i foggiani dopo aver cuscenère. antiq. s.m. guanciale; cuscino
ascoltato la sua musica gli regalavano rettangolare imbottito di lana, piuma o
qualcosa, ha vissuto la sua vita in allegria altri materiali, su cui si appoggia la testa
accompagnato dalla povertà. Tra gli anni quando ci si corica. Lardo della guancia
45/50 nel carnevale foggiano rappresentava del maiale.
una delle tre maschere: “ Cursine la musica” cuscenètte. s.m. cuscinetto, dimin. di cuscino;
“Sciammi sciamme la fatica”, oggetto simile a un piccolo cuscino, o
curte e mále caváte. mdd. piccolo e malfatto: imbottito a un'estremità, adibito a vari usi.
“ éje curte e mále caváte”.
Arnese di legno per riporvi fili e aghi.
curte. agg. corto; che ha scarsa lunghezza, o
Organo meccanico sul quale trova appoggio
lunghezza inferiore al normale o al
ed entro il quale ruota un albero.
necessario: strada corta; gambe corte. Calzoni
cuscènze. s.f. coscienza; consapevolezza che
corti, sino al ginocchio o a mezza gamba.
l'uomo ha di sé, del proprio corpo e delle
Basso di statura. Corto di vista, miope. Corto
proprie sensazioni, delle proprie idee e dei fini
di mente, ottuso.
delle proprie azioni: hanno la piena coscienza
curteggejà. v. corteggiare; fare la corte.
di ciò che fanno.
Cercare di suscitare i sentimenti affettuosi, cuscine. s.m. guanciale: “Ginètte pigghije ‘u
l'amore di qualcuno. cuscine a tatà”.
curtelláre. s.m. colui che vende i coltelli. cusemene. s.m. Cosimo.
curtelláte. s.f. coltellata; colpo, ferita di custanze. s.f. Costanza.
coltello. Impressione che provoca dolore custanzèlle. dimin. di Costanza.
e sofferenza.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
custáte. s.f. costata; taglio di carne bovina o cuturne. antiq. s.m. stivaletti con apertura
suina prelevata fra le costole o le vertebre laterale.
dorsali. cuvà. v. covare; detto di uccelli, stare sulle
custatine. s.f. costoletta; dimin. di costola. uova per riscaldarle, e permettere così lo
Fetta di carne di vitello, maiale, agnello, sviluppo dell'embrione.
comprendente la rosetta e l'osso. cuvarúle. s.m. serie di cerchi fissati sotto le
custe. s.m. lato; da un lato o da un altro, da gonne delle donne.
una parte o dall'altra. cuvertine. s.f. coperta piccola.
custodije. s.m. ciborio; Edicola di marmo, cuville. antiq. agg. sciocco, che non ha
sostenuta da quattro colonne, contenente giudizio, senno, criterio, intelligenza, detto di
l'altare nelle antiche chiese cristiane. persona. Credulone, gonzo, grullo, scemo.
Tabernacolo contenente la pisside con le ostie. cuvirchije. s.m. coperchio; arnese, speciale di
custruì. v. costruire; edificare, fabbricare. forma circolare, che serve per chiudere o
cutechine. s.m. cotechino; specie di salame da coprire vasi, pentole, casse e simile.
cuocere composto di cotenne e di carne di cuzze. locuz. parte opposta al taglio di una
maiale pestate insieme. lama.
cutecóne. s.m. persona con carattere ostinato. cuzzelècchije. s.f. tellina; mollusco
cutelijà. locuz. dimenarsi di qua e di là. mediterraneo dei Bivalvi a conchiglia rosea e
cuteruzze. s.m. coccige o coccige; piccolo carni pregiate.
osso che forma la parte terminale della cuzzetille. locuz. estremità del panino.
colonna vertebrale. Osso sacro. cuzzètte. s.f. nuca; regione cervicale
cutidije. antiq. locuz. ogni giorno. posteriore | (est.) Parte posteriore del collo.
cutráre. s.f. coltraia; ha esercitato il mestiere C’è un detto che dice; “ ‘A favètte fáce mètte
fino a gli anni cinquanta, anche questo era un ‘u cuzzètte”.
mestiere fatto da una casalinga la quale cόla cόle. s.f. gazza; uccello con aspetto
confezionava la trapunta, la coltrice: “ ‘a simile al corvo, dal piumaggio bianco, grigio
cutre”. Per preparare la coltrice si usavano e nero a riflessi verdi o violetti, che usa
tessuti come seta o cotone, a volte le persone impossessarsi degli oggetti luccicanti. Persona
che avevano la possibilità economica se li ciarliera.
facevano confezionare di seta, per
confezionarla si preparava prima il cotone
cardato a mano che serviva come imbottitura,
poi si stendeva un tessuto lucido di raso o
cotone, lungo 3 x 2,80 m, si metteva sopra la
bambagia cotone cardato, si copriva con un
altro tessuto delle stesse dimensioni di quello
messo sotto, ma di colore diverso, poi si
cuciva il tessuto di sotto con quello di sopra,
le cuciture formavano delle figure
geometriche seguendo la fantasia e il piacere
della donna che la cuciva, poi
successivamente viniva rifinita lungo il
perimetro con del cotone.
cutrille. s.f. coperta per lettini.
cutte. v. anche agg. cotto; che è stato
sottoposto a cottura.
cutugnáte. s.f. cotognata; marmellata di
cotogna.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne

D, d dameggiáne. s.f. damigiana; recipiente di


vetro, di forma circa sferica, con collo corto e
largo, rivestito generalmente di fibre vegetali.
damijáne. s.m. Damiano.
damijire. s.m. damiere, la scacchiera che
serve per il gioco della dama.
d’a ‘ndrète. locuz. dai indietro. dammagge. avv. rompere qualcosa, danno: “
da a magnà. locuz. dar da mangiare: “d’a da fáce sckitte dammagge ne cia fazze chiù”.
magnè ‘e vacche”. dande. antiq. locuz. le due strisce di lana che
da rasse. locuz. da lontano. sorreggeva il bambino nei primi passi.
dà. v. dare. dannarse. v. pron. adirarsi farsi prendere
dacápe. locuz. rifare di nuovo. dall'ira, montare in collera. Arrabbiarsi.
dacce. v. dacci, verbo dare. dannáte. v. anche agg. dannato; condannato
dacchè. locuz. da quando: “ dachè stáje qua
alle pene dell'inferno. Anima dannata.
né parláte pe ninde”.
daccià. locuz. amalgamare il lardo con il Chi è condannato alle pene dell'inferno.
coltello. danne. s.m. danno; ogni fatto, circostanza,
daccialarde. s.m. coltello curvo a due manici, azione, che nuoce a persone o cose sia
mezzaluna. materialmente sia immaterialmente: i danni
dáce. v. dà, dal verbo dare. del maltempo; procurare, subire, un danno.
dáche. v. do, dal verbo dare. Chiedere i danni, esigerne il risarcimento.
dacizze. locuz. cibo inacidito. dannèvele. agg. dannoso; che apporta danno:
daddolone. locuz. chi fa molte carezze. la grandine è dannosa per i raccolti.
daddulijine. s.m. daddolino; bambino Controproducente, nocivo, pernicioso,
smorfioso.
dannevole.
dadduvere. avv. davvero; in verità,
dápe. antiq. locuz. vivanda.
effettivamente: decise di mettersi davvero a
darète. avv. didietro; dietro, la parte
studiare.
posteriore: “ È venúte da rète a secherdúne”.
dáde. s.m. dado; piccolo cubo d'avorio, legno darrasse. locuz. da parte, stare lontano.
e sim. che reca impressi sulle sei facce i punti dassáje. antiq. locuz. uomo valoroso e
da uno a sei; usato fin dall'antichità per giochi capace.
spec. d'azzardo. dassèzze. antiq. locuz. da ultimo.
dafóre. avv. di fuori; all’esterno, della parte dáte. v. dato: giacché, poiché, poiché. Dato e
esterna. non concesso, ammesso come ipotesi ma non
dainde. avv. didentro; nell'interno, dalla parte verificato. Dedito, votato: dato al vizio.
interna.
datte. avv. datti: “ datte da fa senò ‘u pirde a
dalo. antiq. s.m. dado.
maritete”.
damà. locuz. damare; nel gioco della dama
mettere una pedina sopra l’altra quando si fa dattele. antiq. s.m. dattero; frutto a bacca
dama. riunito a grappoli della palma da datteri,
damarine. s.m. damerino; chi fa il commestibile, con polpa zuccherina. Dattero
bellimbusto con le donne. Vagheggino. Chi è di mare, mollusco commestibile con
lezioso e ricercato nel vestire. Zerbinotto. conchiglia oblunga di color bruno e carni
dáme. s.f. dama; gioco che si fa su una molto pregiate. Litofaga.
scacchiera con dodici pedine per parte. La datúre. antiq. locuz. genere di piante delle
tubiflorali, con fiori grandi, usata in farmacia.
pedina giunta all'ultima fila dello
daune. locuz. abitante della daunia, dauno
schieramento opposto, che, sovrapposta a
figlio di Licaone re della daunia fu aiutato da
un'altra, si sposta in entrambe le direzioni. Diomede nella guerra contro i Messapi; in

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
compenso gli dette la figlia Enippe (Eurippe), sopporta la fatica. Essere debole di vista, non
ed il regno. vederci bene. Essere debole di stomaco, non
daunije. locuz. daunia, ossia Puglia piana, la digerire bene. Essere debole di memoria,
regione trae il nome dall’antico popolo italico dimenticare facilmente. Fragile, gracile.
dei dauni, di probabile origine greca: secondo decáce. antiq. agg. dicace, mordace,
la mitologia, l’eroe greco Diomede sposò la maldicenze.
figlia del re dauno, il progenitore dei dauni,
decastre. antiq. s.m. castello; costruzione
fondando poi nella regione di Apulia molte
città e promuovendo l’insediamento di questo medievale adibita a residenza del signore,
popolo nella regione. munita di torri e mura a scopo difensivo.
davasce. locuz. che sta sotto. Maniero.
davedille. dim. di Davide. decèmbre. s.m. dicembre; dodicesimo e
davedúcce. vezz. di Davide. ultimo mese dell'anno, nel calendario
davite. locuz. dalla parte. gregoriano, di trentuno giorni.
dazije. s.m. dazio; somma dovuta allo Stato e, decènne. v. dicendo, verbo dire.
in passato, al comune per l'entrata o l'uscita di decènze. s.f. diceria; voce priva di
merce dal suo territorio. Luogo dove si paga il fondamento, spesso maligna, ingiuriosa o
dazio. Ufficio daziario. calunniosa. Chiacchiera, pettegolezzo.
dazijire. s.m. daziere; guardia incaricata del dècere. antiq. agg. anche s.m. docente;detto di
controllo e della riscossione dei dazi. chi insegna. Insegnante.
dazijóne. antiq. s.f. dedizione; completa decernúte. antiq. v. anche agg. scelto;
consacrazione di sé a un'attività, un ideale, indicato, preso e simile, in conformità a una
una persona. Abnegazione. scelta. Di ottima qualità.
de botte. antiq. s.m. botto; all’improvviso, in decise. v. anche agg. deciso; definito,
un attimo. deliberato. Risoluto, energico. Essere deciso a
de bútte. antiq. locuz. di colpo, tutto, pronto a ogni evento pur di raggiungere
improvvisamente. uno scopo.
de rènze. antiq. agg. obliquo; detto di tutto decesióne. s.f. decisione; deliberazione,
ciò che è inclinato rispetto alla superficie su risoluzione, scelta. Determinazione di volontà
cui poggia o a ciò cui si fa riferimento: muro. giudiziaria che definisce la materia oggetto di
Sghembo. un processo: decisione del Tribunale.
de returne. antiq. s.m. rimbalzo; balzo in Risolutezza.
direzione contraria di un corpo che urta contro decèvele. antiq. agg. adatto; che risponde a un
un ostacolo. dato scopo: un luogo adatto per parlare; lo
de sguince. antiq. agg. obliquo. studio non è adatto a lui. Adeguato,
debarbà. antiq. v. sbarbare; radersi, farsi la conveniente, opportuno.
barba. decezijóne. antiq. s.m. inganno; insidia che
dèbbià. antiq. v. debbiare; trattare un terreno serve a ingannare. Imbroglio, frode.
mediante il debbio. dechiarà. v. dichiarare; rendere chiaro,
dèbbije. antiq. s.m. debbio; pratica agricola spiegare. Confessare il proprio amore alla
consistente nel bruciare le stoppie dei cereali persona che ne è oggetto. Manifestare,
dopo la mietitura, per migliorare un terreno. svelare.
debbusciáte. antiq. agg. debosciato; dechiaráte. v. anche agg. dichiarato;
dissoluto, depravato a causa di una vita manifesto, evidente.
sregolata. dechiarazióne. s.f. dichiarazione;
dèbele. agg. debole; che manca di forza fisica: affermazione generalmente solenne e in forma
è molto debole per la febbre. Che non

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
ufficiale. Fare la dichiarazione, confessare il defalche. antiq. s.f. tara; peso del recipiente o
proprio amore alla persona amata. del veicolo di una merce, da detrarre dal peso
deciarrà. v. dirà: “ chissà chè deciarrà complessivo per avere quello netto.
Felumène chè ne ce sáme júte”. defènse. antiq. s.f. vendetta; offesa, danno più
deciarrije. v. direi: “Ije deciarrije chè o meno grave inflitto a qlcu. per fargli
avèssema fa stu fatte”. scontare un torto o un'ingiustizia subita:
decide. v. decidere: “ quanne hamma decide giurare vendetta.
‘u fatte?”. defermáte. v. deformare; alterare nella forma.
decije. v. disse: “ Ije ciu decije, ma èsse na
Rendere deforme, brutto. Deturpare.
vulije capì”.
defèsse. antiq. agg. stanco; che, specialmente
deciottanne. agg.; anche s.m. e f. diciottenne;
a causa di una fatica sostenuta, si sente
detto di chi ha diciotto anni di età.
spossato, svigorito, indebolito nelle forze
deciotte. agg. anche s.m. diciotto; diciotto
fisiche e psichiche, e desidera tranquillità e
nella numerazione araba, XVIII in quella
riposo: essere stanco per la corsa; essere
romana. Indica una quantità composta di
stanco nella mente. Fiacco, spossato.
dieci unità più otto. Voto equivalente alla
defettáte. avv. difettato.
sufficienza nella valutazione universitaria.
defètte. s.m. difetto; mancanza, insufficienza:
declarà. antiq. v. dichiarare; rendere chiaro.
difetto di memoria | Essere in difetto di qlco.,
Spiegare, dichiarare un brano. Rendere
mancare di qlco.
manifesto: dichiarare le proprie intenzioni.
defettúse. agg. difettoso; che non sente più
Manifestare, svelare.
desiderio di continuare a fare una data cosa:
decline. s.f. decadenza; declino, scadimento
essere stanco di parlare. Che non può più
materiale o morale. Estinzione di un diritto
sopportare oltre.
per mancato esercizio dello stesso entro il
deficije. antiq. s.m. edificio; costruzione di
termine stabilito dalla legge.
pietra, mattoni, cemento armato, acciaio e
decotte. s.m decotto; preparato
simile.
medicamentoso ottenuto facendo bollire per
defriscke. s.m. refrigerio; sensazione
un certo tempo determinate sostanze
piacevole di fresco. Piacevole sollievo fisico o
nell'acqua e filtrandole dopo il
morale.
raffreddamento. Può essere fatto: di
defurmáte. s.m. deformato; deforme, brutto.
camomilla, malva, tiglio, orzo. Infuso.
Deturpare.
Significa anche scottatura bollitura, uomo
degagne. antiq. s.f. rete da pesca a strascico.
fallito.
deggerì. v. digerire; trasformare i cibi ingeriti
decrije. locuz. piacere; o senso opposto.
in elementi assimilabili.
decumbre. antiq. v. cadere; andare senza
dègne. agg. degno; che per le sue qualità è
sostegni dall'alto verso il basso. Cascare.
meritevole di onore, stima e sim. ovvero di
decussáte. antiq. v. incrociare; mettere una
biasimo, critica e simile.
cosa di traverso a un'altra: incrociare le mani,
deja. antiq. s.m. giorno; spazio di ventiquattro
le gambe.
ore che intercorre tra una mezzanotte e quella
dedutte. antiq. v. anche agg. dedotto; desunto,
successiva. Dea.
derivato, detratto.
dejabète. s.m. diabete; malattia del ricambio
defalcà. antiq. v. defalcare; detrarre una
causata da insufficiente secrezione d’insulina
somma da un'altra maggiore: gli defalcarono
da parte del pancreas, con conseguente
cinquanta euro dalla spesa. Dedurre, sottrarre.
aumento di glucosio nel sangue e presenza di
glucosio nelle urine.
dejità. s.f. deità; divinità natura divina.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
dejittáte. s.f. donna volgare: “ quèlle éje delúvije. s.m. diluvio; pioggia dirotta e
proprije na dejettáte”. torrenziale. Diluvio universale, quello
dejúne. s.m. digiuno; astensione dal cibo, descritto nell'Antico Testamento, secondo il
intenzionale o per necessità: “ogge stáche a quale le acque sommersero tutte le terre.
dijúne n’agghije magnáte”. demandà. antiq. locuz. fare impazzire.
dejúne d’obbleghe. locuz. digiuno demáne. locuz. dimano; nel gioco delle carte
comandato. è il giocatore che viene successivo a chi fa
delasciáte. v. indebolire; privare in tutto o in carte.
parte della forza, rendere debole. Fiaccare, dematrece. antiq. s.f. calesse pesante per
illanguidire, svigorire, infiacchirsi. Anche domare i puledri.
dilatata. demène. locuz. si muove: “ è cume se demène
delataminde. s.m. il dilatare. ‘ndo litte ‘a notte lè lè”.
delatatóre. agg. dilatatorio; che serve a demonije. s.m. demonio; nelle religioni
dilatare. ebraiche e cristiane, spirito maligno che incita
delatazióne. s.f. dilatazione; dilatare, l'uomo al male, il diavolo. Ragazzo molto
aumento della superficie o del volume di un vivace. Persona attiva e infaticabile.
corpo. denáje. antiq. s.m. soldo; antica moneta
delecáte. agg. delicato; che procura gradevoli europea derivata dal solido del tardo Impero
sensazioni perché morbido, liscio, lieve, tenue romano. Ventesima parte della lira sino
e simile: tessuto delicato; sapore, odore, all'inizio della seconda guerra mondiale.
profumo delicato. Fine, gentile. Quantità minima di denaro, scarso valore.
delecatèzze. s.f. delicatezza; caratteristica di denanzà. locuz. passare davanti ad una
persona.
delicato. Gentilezza di sentimenti, di maniere:
denáre. s.m. denaro o danaro; unità monetaria
delicatezza d'animo.
d'argento romana. Moneta d'argento
delerijà. v. delirare; essere soggetto a delirio.
medievale. Insieme di monete metalliche o
Dire o fare cose assurde, insensate.
cartacee: denaro contante. Soldi, ricchezza.
Farneticare, vaneggiare. Delirio.
dendà. antiq. locuz. mettere i denti.
delige. antiq. locuz. amare teneramente.
dendáme. antiq. s.f. dentatura; insieme dei
dèlinguènde. v. agg. anche s.m. delinquente;
denti di persone o animali. Complesso delle
chi ha commesso azioni illecite o malvagie.
sporgenze di uno strumento dentato: la
Persona capace di disonestà, abiezione e
dentatura di un pettine, di un ingranaggio.
simile. Criminale.
dènde cariáte. locuz. dente cariato.
delirije. s.m. delirio; stato di confusione
dènde. s.m. dente; ognuno degli organi duri e
mentale dovuto ad accessi febbrili acuti,
biancastri sporgenti nel cavo orale che,
alcolismo, malattia mentale e simile. Stato di
nell'uomo e in alcuni Vertebrati, sono
profondo turbamento che induce a cose
destinati alla masticazione.
assurde e insensate: il delirio della passione.
dènte amáre. v. anche agg. arrabbiato; affetto
Esaltazione della fantasia.
da rabbia. Idrofobo, rabbioso. Incollerito,
delizije. s.f. delizia; intenso piacere fisico o
infuriato.
spirituale. Gioia, godimento.
dènte da latte. s.m. dente da latte; denti da
delóre. s.m. dolore; sensazione spiacevole per
latte, che compaiono dal sesto al trentesimo
effetto di un male corporeo: dolore di testa;
mese e vengono sostituiti fra il sesto e il
dolore a una gamba. Male.
dodicesimo anno di vita.
deluènde. locuz. diluente per vernici.
delúre. s.f. doglie; dolori, sofferenza. dènte d’u giudizije. s.m. dente del giudizio;
denti del giudizio; terzi molari che si
sviluppano a volte e solo negli adulti.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
dentire. s.f. dentiera; dentatura artificiale. derrútte. antiq. s.m. rutti; aria proveniente
Cremagliera. dallo stomaco che viene fatta uscire
dentiste. s.m. cavadenti; chi un tempo rumorosamente dalla bocca.
esercitava il mestiere di estrarre e curare i derupaminde. antiq. v. anche agg. dirupato;
denti. Dentista di scarso valore. pieno di dirupi scoscesi.
denúcchije. s.m. ginocchio; regione dell'arto desartóre. antiq. s.m. disertore; militare che
inferiore in cui la gamba si articola con la abbandona il reparto di appartenenza.
coscia. desastre. s.m. disastro; disgrazia di notevoli
denucchijire. s.m. ginocchiello; fascia di proporzioni. Persona inadatta, incapace.
cuoio atta a proteggere il ginocchio del Persona, specialmente. bambino,
cavallo nelle cadute. eccessivamente vivace. Calamità, cataclisma,
denunzije. s.f. denuncia o denunzia; il catastrofe, sciagura.
denunciare. Notizia di reato fornita all'autorità descendènze. s.f. discendenza; rapporto di
giudiziaria: sporgere denuncia contro qlcu. parentela in linea discendente. Complesso di
depigne. antiq. v. dipingere; rappresentare coloro che provengono da un capostipite
qlco. per mezzo della pittura: dipingere un comune. Nascita, origine.
soggetto dal vero; dipingere a olio, a tempera. descènze. s.f. convulsione; contrazione
Dedicarsi alla pittura. Ornare con pitture: violenta, involontaria, dei muscoli scheletrici:
dipingere una sala. Truccare, imbellettare: convulsione epilettica.
dipingersi le labbra. Descrivere qlco. in modo descepline. s.f. disciplina; insegnamento,
convincente e realistico, spec. scrivendo o ammaestramento. Complesso di norme che
parlando. regolano il comportamento di un individuo, di
deplóme. s.m. diploma; attestazione del un gruppo. Mazzo di funicelle con nodi,
conseguimento di un titolo di studio: diploma usato, in alcuni ordini religiosi, per la
di scuola superiore. Attestazione ufficiale flagellazione penitenziale.
rilasciata da un'accademia, un ente e sim. che descèse. s.f. discesa; direzione, movimento
conferisce un grado, un diritto o un privilegio: verso il basso o verso un luogo più basso.
diploma di socio. descetà. v. destare; scuotere dal sonno.
deplumáte. v. diplomato; chi ha ottenuto un Svegliare.
diploma scolastico. descetáte. s.m. destato, svegliato: “ sé
deputáte. s.m. deputato; chi è stato eletto dai descetáte ‘u criatúre”.
cittadini a rappresentarli nel Parlamento. Chi è desconce. antiq. agg. anche s.m. sconcio;
stato destinato allo svolgimento di particolari brutto, deforme, schifoso.
compiti. desdètte. s.f. disdetta; sfortuna: avere disdetta
deredà. antiq. v. diseredare; privare nel giuoco. In un contratto,
dell’eredità. dichiarazione unilaterale, comunicata all'altra
derembètte. locuz. di fronte; “ Nannine abete parte, dell'intenzione di sciogliersi da un
proprije derembètte a mè”. contratto concluso.
derènze. antiq. agg. obliquo; detto di tutto ciò desdóre. antiq. s.m. disonore; persona che
che è inclinato rispetto alla superficie su cui disonora. Infamia, vergogna.
poggia o a ciò cui si fa riferimento. desègne. s.m. disegno; rappresentazione con
derepáte. antiq. s.m. dirupo; luogo roccioso o linee e segni di figure immaginate o di oggetti
scosceso. Precipizio. Burrone. reali: un disegno a matita, a pastello; disegno
derettà. antiq. v. eruttare; ruttare. geometrico.
desepejènze. antiq. s.f. sciocchezza;
condizione di sciocco. Azione, parola, fatta o

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
detta senza riflettere. Scemenza, parte del proprio patrimonio per il tempo
scempiaggine. successivo alla propria morte.
desfamà. antiq. v. screditare; danneggiare destanze. s.f. distanza; intervallo di spazio
nella reputazione e nella stima. Diffamare. che intercorre tra due cose, luoghi o persone.
designà. v. disegnare: rappresentare per destenteve. agg. anche s.m. distintivo; che
mezzo di segni, linee e simile. distingue: contrassegno indicante il grado
designe. antiq. s.m. desiderio; aspirazione militare, l'appartenenza a un partito e simile.
verso ciò di cui si ha bisogno, si sente la desteretà. antiq. s.f. destrezza; Agilità,
mancanza, e simile. prontezza nell'operare.
desijanze. antiq. s.m. desiderio; si dice anche: desuccupáte. v. anche agg. disoccupato; che è
“Desijire”. senza lavoro, senza occupazione. Chi non ha o
desperáte. v. anche agg. disperato; che ha non trova lavoro.
perso ogni speranza. desurtazijóne. antiq. locuz. esortazione a non
despettúse. agg. dispettoso; che si compiace fare.
di fare dispetti. desutele. antiq. locuz. uomo inutile.
despezijóne. antiq. s.m. disprezzo; totale desutille. antiq. agg. povero; che dispone di
mancanza di stima, considerazione e simile, scarsi mezzi di sussistenza, che non ha
spesso unita a una valutazione negativa di sufficienti risorse economiche. Disagiato.
qualcosa. o di qualcuno. dètà. agg. anziano; che è piuttosto avanti
despiacère. v. dispiacere; costituire motivo di negli anni, anche in confronto ad altri.
dolore, rammarico, noia e simile. detále. s.m. ditale. Piccolo cappuccio spec. di
despitte. s.m. dispetto; azione compiuta con metallo a protezione del dito che sospinge
la ferma intenzione di molestare, irritare, l'ago mentre si cuce. Analogo cappuccio spec.
dispiacere e simile. in gomma, per vari usi.
desperáte. v. anche agg. disperato; che ha dete. s.m. dito; ciascuna delle parti terminali
perso ogni speranza. Che è provocato dalla della mano e del piede, mobili e articolate in
disperazione: gesto disperato. piccole ossa.
desprezzà. v. disprezzare; ritenere qualcuno detille. s.m. dito mignolo: “ ‘u criatúre sé
o qualcosa indegno della propria stima. acciaccáte ‘a máne e sé rutte ‘u detille”.
Disdegnare. detóne. s.m. pollice; primo dito della mano o
desprezzáte. s.m. disprezzato: “ ‘a robbe comunque dell'arto anteriore dei mammiferi.
m’ha desprezzáte tutta quande”. Alluce; dito grosso del piede.
desprèzze. s.m. disprezzo; totale mancanza di detrúte. antiq. locuz. mandare giù: “s’ha
stima, considerazione e simile, spesso unita a detrúte ‘u fatte e sé státe citte”.
una valutazione negativa di qualcosa o di dettà. v. dettare; dire parola per parola quello
qualcuno. Noncuranza. Disistima. che un altro deve scrivere. Dettare legge,
dessennáte. antiq. agg. dissennato; privo di sentenze, imporre la propria volontà.
senno, insensato. Suggerire, consigliare.
dessulúte. antiq. agg. ozioso; che ama dettatóre. s.m. dittatore; chi è a capo di una
starsene in ozio, sfaccendato. Fannullone. dittatura. Persona autoritaria e dispotica.
Poltrone. Inoperoso. Inattivo. Vizioso. dètte. v. agg. anche s.m. detto; motto,
dessutele. antiq. agg. vagabondo; che non ha sentenza. Facezia, i detti di: Felice Stella.
sede stabile e vive errando qua e là. dettóre. antiq. s.m. dottore; chi, per vastità di
destamènde. antiq. s.m. testamento; atto cultura, è in grado di insegnare una disciplina.
revocabile con cui taluno dispone di tutto o di Medico. Laureato.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
devagazióne. s.m. svago; piacevole diavelarije. s.f. diavoleria; azione diabolica,
distrazione dalla normale routine, dalle perfida. Stranezza, stravaganza.
preoccupazioni e simile. Divertimento, diavele. s.m. diavolo; nelle religioni cristiane
Passatempo. Divagazione. ed ebraiche, spirito del male e causa del
devalle. antiq. passaggio di proprietà. disordine morale e cosmico: le tentazioni del
deváne. s.m. divano; un tempo, sofà basso e diavolo Persona vivace, irrequieta.
lungo, senza spalliera, con cuscini, appoggiato Demonio.
a una parete. Oggi, tipo di sedile basso diavelille. s.m. peperoncino piccante; varietà
imbottito a due o più posti con schienale e
di peperone piccante i cui frutti vengono usati
braccioli. Sofà.
come spezie: peperoncino rosso.
devarijà. antiq. v. distrarre; sottrarre e
dibarbà. antiq. v. sbarbare; radere la barba.
utilizzare qualcosa per scopi diversi dal
Radersi, farsi la barba.
previsto. Distogliere. Sviare. Svagare.
dibete. agg. debito; che è dovuto, richiesto, da
Divertire. Divagare.
particolari obblighi, dalle circostanze, dalle
deverziáte. antiq. s.m. anche agg. divorziato;
convenienze. Doveroso.
che (o chi) ha sciolto il precedente
dice. v. dice; comunicare, esprimere per
matrimonio mediante divorzio.
mezzo di parole: “isse dice chè áve
devetalezzáte. s.m. dente devitalizzato.
devizije. antiq. s.f. dovizia; grande raggióne”.
abbondanza. Ricchezza. diche. v. dico, verbo dire: “ ije diche chè
quille éje pacce”.
devorzije. s.m. divorzio; scioglimento legale
dichiarà. v. dichiarare; rendere chiaro.
del matrimonio durante la vita dei coniugi.
dì. v. dimmi; “ dimme chè vúje truanne”. Manifestare, svelare.
di. s.m. il giorno; spazio di ventiquattro ore dichinà. antiq. v. abbassare; portare qualcosa
che intercorre tra una mezzanotte e quella più in basso. Calare.
successiva: giorno feriale, festivo. diciannóve. agg. anche s.m. diciannove;
diabète. s.m. diabete; malattia del ricambio diciannove nella numerazione araba, XIX in
causata da insufficiente secrezione d’insulina quella romana. Indica una quantità composta
da parte del pancreas, con conseguente di dieci unità più nove.
aumento di glucosio nel sangue e presenza di diciassètte. agg. anche s.m. diciassette;
glucosio nelle urine. diciassette nella numerazione araba, XVII in
diadème. antiq. s.f. aureola; nell'iconografia quella romana. Indica una quantità composta
cattolica, corona splendente attorno al capo di dieci unità più sette.
dei Santi. diciotte. agg. anche s.m. diciotto;diciotto
diafanà. antiq. locuz. essere trasparente. nella numerazione araba, XVIII in quella
dialelle. antiq. s.m. agg. circolo improduttivo; romana. Indica una quantità composta di dieci
che mostra corruzione, depravazione. unità più otto. Voto equivalente alla
dialètte. s.m. dialetto; sistema linguistico sufficienza nella valutazione universitaria.
particolare, usato in una zona difalte. antiq. s.f. colpa; imprudenza,
geograficamente limitata. Vernacolo. negligenza, imperizia o inosservanza di leggi,
dialtèje. antiq. s.m. unguento; medicamento da cui discende la violazione di un dovere
molle preparato con eccipienti grassi Pomata. giuridico. Azione che contravviene alla norma
Impasto molle di sostanze odorose, usato un etica e religiosa.
tempo come profumo. Balsamo. differì. antiq. locuz. veste di pelle di decora.
diamene. locuz. e che cosa: “ e chè diamene dificije. antiq. s.m. ordigno; oggetto
‘e fatte cadè l’uglije”. esplosivo. Strumento o congegno piuttosto
complesso.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
diforáne. antiq. s.m. diforano; vento che ha perso un organo o un arto del proprio corpo
viene dal mare. nel corso d’incidenti, guerre e simile.
difrère. antiq. s.f. veste di pelle di ovini. dinande. avv. anche agg. dinanzi; di fronte.
digete. antiq. s.m. dito; ciascuna delle parti Che si trova nella parte anteriore.
terminali della mano e del piede, mobili e dindalù. s.f. altalena; gioco infantile
articolate in piccole ossa. consistente nel far oscillare avanti e indietro,
dije. s.m. Dio; nelle religioni monoteistiche, standovi seduti, un sedile appeso a due funi:
essere supremo concepito come creatore, “éje bbèlle stu bambalù”. Si dice anche;
ordinatore e conservatore di tutta la realtà: “bambalù”
credere, non credere in Dio. Figlio di Dio, dinde d’a furchètte. s.m. rebbi della
Gesù Cristo. Dio padre, la prima persona della forchetta.
Trinità. La Sposa di Dio, la Chiesa Cattolica. dinde. s.m. denti; ognuno degli organi duri e
dijètà. antiq. locuz. vecchio uomo carico di biancastri sporgenti nel cavo orale che,
anni. nell'uomo e in alcuni Vertebrati, sono
dijinde. antiq. s.m. dente; ognuno degli destinati alla masticazione.
organi duri e biancastri sporgenti nel cavo dineme. s.f. dinamo; macchina elettrica
orale che, nell'uomo e in alcuni Vertebrati, rotante che trasforma in energia elettrica a
sono destinati alla masticazione. Denti da
tensione continua l'energia meccanica.
latte, che compaiono dal sesto al trentesimo
mese e vengono sostituiti fra il sesto e il dinturnà. antiq. v. contornare;circondare,
dodicesimo anno di vita. Denti del giudizio, cingere, specialmente con ornamenti: una
terzi molari che si sviluppano a volte e solo siepe contorna lo stagno. Stare attorno: è
negli adulti contornato da amici.
dijinte de vrocche. antiq. s.m. rebbi, denti di diomède. s.m. leggendario eroe greco, re di
forchetta. Argo e figlio di Tideo e Deipile, uno dei
dijittáte. locuz. donna volgare: “ Senèlle e guerrieri conosciuti come Epigoni, i figli dei
devendáte proprije na dejettáte”. sette contro Tebe, che distrussero la città.
dilaccà. antiq. v. squartare; dividere in quarti, Diomede fu uno dei principali eroi greci della
tagliare in grossi pezzi: squartare un vitello guerra di Troia: uccise numerosi guerrieri
macellato. troiani e, con l’assistenza della dea Atena, ferì
Afrodite, dea dell’amore, e Ares, dio della
dilaccià. antiq. v. slacciare; sciogliere dal
guerra, entrambi sostenuti dai troiani. Quando
laccio, da ciò che allaccia: slacciare i bottoni Diomede tornò dalla guerra e scoprì che la sua
della giacca. Sciogliersi da ciò che allaccia, sposa Egialia gli era stata infedele, abbandonò
detto di cosa. il suo regno e l’Argolide, e approdò sulle
dilèteche. antiq. s.m. solletico; sensazione nostre coste del Gargano, dove più tardi sposo
piacevole o fastidiosa da sfregamento lieve Enippe figlia di Dauno, re dei Dauni, trovato
della cute. Eccitamento, stimolo piacevole. un luogo propizio per poterci vivere fondò un
dimandà. antiq. v. domandare; chiedere per villaggio che si chiamò Argyripa dal suo
sapere: domandare a qualcuno l'ora; bisogna nome “ Argos Hippium”. da cui diede vita alla
domandare quanto costa. città di Arpi. Questo avvenne in cui Enea con
i compagni Troiani approdò sulle coste del
dimáne. antiq. avv. domani o dimane; nel
Lazio.
giorno che segue immediatamente l'oggi.
dire. antiq. agg. empio; che reca grave offesa
dimèrgulà. antiq. locuz. agitare da una parte
all’altra. al sentimento religioso. Irriverente.
dimino. antiq. s.m. dominio; autorità, potere. direjète. antiq. avv. dietro; nella parte
diminúte. antiq. v. agg. anche s.m. mutilato; posteriore: mettiti dietro; non stare di dietro.
mancante, privo, spec. di parte del corpo. Chi

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
dirèzijóne. s.f. direzione; senso in cui persone disonèste. agg. anche s.m. disonesto; che è
o cose si muovono, punto verso il quale si privo di onestà, rettitudine. Losco, corrotto.
dirigono. dispáre. agg. dispari; detto di numero intero
diruccià. antiq. locuz. cadere a valle. che non è divisibile per due.
disalmà. antiq. v. uccidere; far morire, privare dispenzà. antiq. s.f. dispensa; locale o mobile
della vita: uccidere un uomo con la spada; in cui si conservano le provviste alimentari.
uccidere qualcuno in duello. Ammazzare. dispettà. antiq. v. disprezzare; ritenere
discènze. s.f. convulsione; serie di contrazioni qualcuno o qualcosa indegno della propria
involontarie dei muscoli volontari. stima. Disdegnare.
Segni frequenti delle convulsioni sono la displicènza. antiq. v. dispiacere; costituire
rotazione degli occhi verso l'alto o motivo di dolore, rammarico, noia e simile.
lateralmente, la respirazione apparentemente dissugà. antiq. v. prosciugare; rendere
difficoltosa, la fuoriuscita della saliva dalla asciutto, liberando dall'acqua.
bocca e il digrignamento dei denti che talvolta dissutille. antiq. agg. vagabondo; che non ha
causa gravi morsi alla lingua e all'interno delle sede stabile e vive errando qua e là.
guance. Le convulsioni sono un sintomo distegne. antiq. v. estinguere; spegnere:
comune dell'epilessia. Si possono, inoltre, estinguere l'incendio. Annullare, far svanire.
verificare nei bambini piccoli, come reazione disunèstà. locuz. rendere disonesto.
dell'organismo alla febbre alta; in questi casi disurrà. antiq. v. disonorare; privare
sono dette convulsioni febbrili, durano di dell'onore, macchiare l'onore: disonorare il
solito pochi minuti e non sono pericolose. proprio nome. Infamare, screditare.
Altre cause di convulsioni sono: infezioni ditále. s.m. ditale; piccolo cappuccio
virali; tumori o emorragie cerebrali ecc… specialmente di metallo a protezione del dito
dische. s.m. disco; corpo piatto di forma che sospinge l'ago mentre si cuce. analogo
circolare. Terreno fangoso e scivoloso. cappuccio spec. in gomma, per vari usi. spec.
dischiavà. antiq. v. schiodare; privare dei delle mani e dei piedi.
chiodi, aprire togliendo i chiodi. ditèlle. antiq. s.f. ascella; regione del corpo
discurde. s.f. discordia; mancanza di compresa fra la radice del braccio e il torace.
concordia, armonia, accordo. Dissidio. dittagge. antiq. s.f. diceria; voce priva di
disdètte. s.f. sventura; sorte avversa, fondamento, spesso maligna, ingiuriosa o
malasorte. Infelicità. Disgrazia, sciagura. calunniosa. Chiacchiera, pettegolezzo.
disdútte. antiq. piacere; andare a genio, dittèrije. antiq. s.m. cattedra; antico sedile
riuscire gradito. Garbare. destinato a personaggi importanti.
diseccà. antiq. locuz. rendere secco: “ ‘a diúne d’obbleghe. antiq. locuz. digiuno
zavezicchije sé disseccáte”. comandato.
diseggradà. antiq. locuz. riuscire sgradito. diurnále. antiq. locuz. cronaca del giorno.
disfamà. antiq. v. infamare; rendere infame. divarià. antiq. v. variare; mutare, cambiare,
Disonorare, infangare. variare. Abbellire con la varietà per togliere
disgruppà. antiq. locuz. sciogliere il nodo. monotonia, uniformità e simile.
dismagà. antiq. v. indebolire; privare in tutto divèrsurèje. antiq. s.f. locanda; trattoria con
o in parte della forza, Fiaccare. alloggio. Pensione, albergo di bassa categoria.
dismalà. antiq. locuz. guarire, togliere il male. Specialmente. in passato, albergo, anche di
dismendà. antiq. v. dimenticare; perdere la
lusso.
memoria delle cose, togliersi di mente
dóje óre de notte. antiq. locuz. due ore dopo
qualcosa o qualcuni. Scordare.
l’Ave Maria.

124
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
dóje rèdene. locuz. due coppie di cavalli dubbete. agg. dubbio; che è privo di certezza,
formavano; “ ‘i dóje rèdene”. che non si può definire o affermare con
doláte. antiq. avv. vicino, al lato, di fianco. esattezza. Incerto.
dolce. s.m. anche agg. orgasmo, Stato di dublóne. locuz. antica moneta spagnola.
massima eccitazione nel coito. Che ha il ducande. antiq. locuz. giovinetta che studia in
sapore proprio dello zucchero. convitto.
dolcètte. locuz. paste mignon. ducáte. s.f. moneta d’oro e d’argento in corso
dóle. s.m. duolo; dolore: “ ‘a veretà le dóle”. nell’anno 1789, equivaleva a cinque tari.
dolece. agg. dolce; che ha il sapore proprio ducazióne. s.f. educazione; comportamento
dello zucchero, del miele e simile.
corretto e urbano nei rapporti sociali. Creanza,
domèneche. vezz. di Domenico.
donόre. locuz. corredo, doni dati alla sposa. urbanità.
ddóre. s.m. odore; sensazione provocata dal ducibele. antiq. agg. docile; che si piega con
contatto di molecole di sostanze volatili con facilità alla volontà altrui: essere docile ai
l’olfatto. comandi. Acquiescente, arrendevole,
dorme. avv. dorme; riposarsi per mezzo del remissivo.
sonno. dugáne. s.f. dogana; ufficio fiscale che ha
dossèlle. antiq. s.m. baldacchino; copertura l'incarico di esigere e riscuotere i tributi
mobile a forma di padiglione retta da aste, d'entrata e d'uscita cui sono sottoposte le
sotto la quale si porta in processione il SS. merci che entrano o escono dal territorio dello
Sacramento. Ricco drappo sorretto da aste che Stato. Nel 1447 venne istituita la “ dogana
sta a coronamento di altari, troni, seggi, letti della mena delle pecore ”, con sede prima a
signorili. Ciborio. Lucera e poi nel 1468 a Foggia. Il compito
dossijire. antiq. locuz. spalliera del letto dell’istituzione era di governare, controllare, e
imbottita. riscuotere le tasse dai pastori Abruzzesi che
doráte. v. anche agg. dorato; che ha il colore frequentavano i nostri pascoli. Tale attività
dell'oro. spopolò in parte le nostre campagne dalla
drappejire. antiq. locuz. venditore di drappi. semina di cereali. Fu in quel periodo che
drettecille. antiq. locuz. ragazzo in gamba. vennero tracciati i primi tre grandi tratturi: da
dringulà. antiq. v. tentennare; stare malfermo L’Aquila, Celano, Pescasseroli, attraversati da
sulle fondamenta, muoversi in qua e in là: greggi di pecore per compiere il loro viaggio.
dente che tentenna. Pencolare, traballare, duganire. s.m. doganiere; agente dello Stato
vacillare. che sta nei porti e negli aeroporti o negli uffici
dritta. antiq. locuz. mano destra. doganali per il controllo delle operazioni
dritte. agg. anche s.m. dritto; astuto, scaltro. inerenti la dogana.
Chi, agendo con astuzia e a volte anche con dugliènze. antiq. s.m. dolore; sensazione
prepotenza e poco riguardo per gli altri, riesce spiacevole per effetto di un male corporeo:
a raggiungere lo scopo prefissosi. drusce. dolore di testa; dolore a una gamba. Male.
antiq. s.f. moina; carezza insistente, Sentimento o stato di profonda sofferenza
affettuosità. Gesti o atteggiamenti leziosi, morale.
affettati. Smanceria. dúje addanghe. antiq. locuz. due tocchi di
drúte. antiq. v. agg. anche s.m. e f. amante; campana, si dice anche: “ dúje ‘ndanghe” .
chi è legato a un'altra persona da una dúje addinghe. antiq. locuz. due colpi di
relazione amorosa, specialmente considerata campanello, si dice anche: “ dúje ‘ndinghe”.
illecita. dúje quarte de gráne. antiq. locuz. due
duage. antiq. locuz. tipo di stoffa. quarti; un quarto equivaleva a sei misure, una
misura a quattro quartarole.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
dúje solde. antiq. locuz. due soldi, dieci della settimana, dedicato dai Cristiani alle
centesimi della lira. pratiche religiose e al riposo festivo.
dúje. agg. anche s.m. due; due nella dumetà. antiq. v. domare; rendere mansueto
numerazione araba, II in quella romana, domestico. Addomesticare.
indica una quantità composta di un'unità più dumetόre. antiq. s.m. domatore; domatore di
uno. bestie feroci.
dujecinde. agg. anche s.m. duecento o dumineche. s.m. Domenico.
duecento; 200 nella numerazione araba, CC in duminije. s.m. dominio; autorità, potere.
quella romana, indica una quantità composta duná. v. donare; dare qualcosa con un libero
di due centinaia di unità. atto di volontà e senza aspettarsi ricompense.
dujine. antiq. locuz. duino, gioco dei dadi, dunáte. s.m. Donato.
vinceva chi faceva due. dunatóre. locuz. donatore di sangue.
dulà. antiq. v. piallare; lavorare con la pialla. dunatucce. dimin. di Donato.
dulcáte. antiq. locuz. calmato riferito ad una dunne. antiq. s.m. padrone; chi è padrone di
persona. qualcosa: “ è ruáte ‘u dunne muvete”.
dulciastre. agg. dolciastro; che ha sapore duppejètte. locuz. doppietta, fucile.
dolce ma stucchevole o disgustoso. durme. v. dormi.
dulciáte. locuz. dolciato. durmecchià. v. dormicchiare; dormire un
sonno leggero svegliandosi di tanto in tanto.
dulciazze. v. addolcire; rendere dolce:
Sonnecchiare. Essere disattento, fiacco.
addolcire il caffè. Rendere meno aspro e duro. durmegghijóne. s.m. dormiglione; che ama
Attenuare, lenire, mitigare. dormire e dorme molto.
dulcètte. s.m. dolcetto vino rosso piemontese durmetorije. s.m. dormitorio; grande stanza
asciutto.
dove possono dormire molte persone, in
dulece. locuz. paste dolci.
dulènde. v. anche agg. dolente; che duole che collegi, caserme e sim. Parte del convento ove
manifesta dolore. sono le celle.
dulènze. avv. dolenza. durmì. v. dormire; riposare per mezzo del
dulóre. antiq. dolore in genere. sonno.
duluráte. s.f. nome di donna Addolorata. duróne di pide. s.m. durone; ispessimento
dulúre. s.f. doglie; dolori che precedono il superficiale e circoscritto della cute.
parto, dolore, sofferenza. duróne. s.f. durona; varietà coltivata di
dulzúre. antiq. s.f. dolcezza; sapore di ciò che ciliegia duracina.
è dolce. duscetà. v. svegliare; destare dal sonno, fare
dumà. v. domare; rendere mansueto, interrompere il sonno.
domestico. Addomesticare. Rendere docile e duscetáte. avv. svegliato.
ubbidiente. dusciteme. avv. svegliami.
dumagge. antiq. s.m. danno; ogni fatto, duscke. locuz. quando brucia una ferita.
circostanza, azione, che nuoce a persone o dusckóre. locuz. bruciore dovuto a scottatura.
dusunuráte. s.m. disonorato; perdita
cose sia materialmente sia immaterialmente.
dell’onore.
dumáne. avv. domani; nel giorno che segue
duttrene. s.f. dottrina; insieme delle
immediatamente l'oggi.
cognizioni apprese mediante studio
dumáte. v. domare; rendere mansueto
approfondito.
domestico. Addomesticare.
duzzine. s.f. dozzina; complesso, serie di
dumatóre. s.m. domatore di bestie feroci.
dumatrece. s.f. calesse pesante per domare i dodici, o circa dodici, unità: una dozzina di
puledri. caramelle.
dume. s.m. duomo; chiesa cattedrale.
dumèneche. s.f. domenica; settimo giorno

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
èchèje. antiq. s.f. echeo; vaso di rame che i
E, e Greci e i Romani mettevano nei teatri per
rendere migliore l’acustica.
èchine. antiq. s.m. echino; riccio di mare.
èclughe. antiq. s.f. ecloga, (componimento
poetico pastorale).
‘e. preposizione articolata. èculaleje. antiq. locuz. ecolalia; malattia
è fatte n’acqua laváte. mdd. fare auguri o mentale di una persona che ripete le parole
visita non sincera. pronunciate in sua presenza da altri.
è fenúte a taralluzze e vine. locuz. èderèlle. antiq. s.f. pianta erbacea perenne
conclusione senza nessun fine. delle Tubiflorali, con fusti gracili e
è fèsse. locuz. esclamazione di meraviglia. èducáte. v. anche agg. educato; che ricevuto
è júte. v. è andato. educazione.
è luère. v. è vero. èducazióne. s.f. educazione; formazione
è sciaque. s.m. uovo guasto. intellettuale e morale in conformità a
è sciúte da cunde. locuz. donna prossima a determinati principi: ricevere una buona
partorire. educazione.
è. v. verbo. èfèsse. antiq. locuz. esclamazione di
e. congiunzione è sempre muta. meraviglia.
èbbèje. s.f. ebbio, pianta selvatica detta anche èffèbe. antiq. agg. adolescente; che ha i
sambuco. caratteri dell’adolescenza, giovanetto,
èbbre. antiq. agg. ebbro; ubriaco che è fuori ragazzo.
di se: “ sé acciaccáte éje èbbre stáce nazza èffèble. agg. affabile; che parla o ascolta o si
nazze”. comporta in modo amabile e cordiale.
èbbrèje. s.m. anche agg. ebreo; chi (o Che) Cortese, gentile, dicibile; che si può dire.
appartiene a, o discende da, un gruppo di èffètte. s.m. effetto; inclinazione, moto
tribù semitiche stanziatesi, durante il secondo dell’animo.
millennio a.C., nella Palestina e èffipeje. antiq. s.m. effigio, bardella sella
costituitosi poi in unità nazionale e religiosa. rozza usata anticamente dai contadini
èbefrenije. antiq. s.f. ebefrenia; forma di foggiani, era formato da un pezzo di stoffa
schizofrenia che compare. piegato più volte.
èbre. s.m. ubriaco, ebbro: “ sé acciaccáte éje ègènde. antiq. agg. povero; bisognoso che ha
èbre stáce nazza nazze”. scarsi mezzi di sussistenza, che non ha
èbure. antiq. agg. ebureo: avorio. sufficienti risorse economiche. Disagiato.
èccètere. vc. eccetera; si usa, anche ègnescì. antiq. avv. signorsì; sì, signore
abbreviato in ecc. o etc., con il sign. di ‘e tutto (come forma rispettosa di risposta
il rimanente’, è così via’, per troncare ègoiarche. antiq. s.m. egoista; chi pecca di
un'elencazione, un discorso e sim. che si egoismo.
ritiene superfluo continuare. ègolalije. antiq. s.f. ecolalia; tendenza a
ècco. avv. ecco; si usa per indicare, parlare continuamente di sé.
annunciare, presentare qlcu. o qlco., per ègrèsse. antiq. s.f. uscita; atta circostanza
rilevare un dato di fatto o per introdurre un nell’uscire.
èja èje. antiq. locuz. verso dei foggiani veraci
discorso: ecco Felice!
per richiamare una persona.
èccità. v. eccitare; risvegliare, stimolare,
éje sciaque. antiq. locuz. l’uovo è guasto.
suscitare.
éje. v. è, verbo essere.
èccóme. antiq. avv. eccome; certamente, èjulà. antiq. v. piangere, gemere forte.
senza dubbio. èjuláte. v. piangere; pianto clamoroso versare
lacrime per dolore, commozione o altri

127
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
èjulazijόne. antiq. s.f. lamentazione; èmiplegeje. antiq. s.f. emiplegia; paralisi dei
espressione insistente di dolore. muscoli di tutta una metà del corpo.
èláte. antiq. v. sollevato; levato più in alto. èmozióne. s.f. emozione; impressione o
Rianimato, confortato, innalzato. sentimento vivo e intenso di paura, gioia, ira e
èlatèreje. antiq. s.m. elaterio, organo che nei simile. Turbamento intenso. Commozione,
vegetali servi a proiettare lontano le spore o i impressione.
semi generati in cavità interne. èmuraggije. antiq. s.f. emorragia; fuoriuscita
èleche. s.f. elica; propulsore idrodinamico a di sangue dai vasi sanguiferi a causa ferita.
due o più pale disposte angolarmente intorno èmuziunáte. v. anche agg. emozionato; che è
a un asse, generalmente posto a poppa dei in preda a un’emozione. Turbato.
natanti. (aeron.) Sistema rotante di pale che ènarrà. v. narrare; raccontare un fatto
agisce da propulsore o da organo sostentatore. seguendo un determinato ordine nella
èlègande. agg. elegante; di fattura rievocazione.
squisitamente accurata e fine. èndiche. antiq. s.f. incetta, magazzino di cose
èlèganze. s.f. eleganza; modo di vestire con da rivendere. Accaparramento.
gusto e raffinatezza. èneje. agg. bronzeo; che è fatto di bronzo.
èlègèje. s.f. elegia; componimento poetico di Che ha il colore del bronzo.
carattere morale o sentimentale. ènije. s.m. Ennio.
èlèjomele. antiq. locuz. un balsamo che i èniúcce. s.m. dim. Di Ennio.
foggiani ricavano dalla corteccia di un albero. èniúcce. s.m. dim. di Ennio.
èlene. s.f. Elena. èntragne. antiq. locuz. interiora di animali,
èlènghe. s.m. elenco; lista compilata con interno.
opportuno ordine. èntráte. antiq. s.m. antipasto; assortimento di
èlice. antiq. v. spremere; premere, stringere, vivande stuzzicanti servite all'inizio.
schiacciare e sim., qlco. per trarne il liquido in èntúme. antiq. s.m. insetto; ogni animale
essa contenuto. appartenente alla famiglia degli insetti.
èlisabètte. s.f. Elisabetta. èpe. antiq. s.f. epa; pancia, ventre.
èlitropeje. s.f. eliotropia o elitropia; èpenicèje. antiq. s.m. epinicio; canto corale in
calcedonio quarzo verde picchiettato di rosso, onore di un vincitore, tipico antico canto
che si credeva rendesse invisibile chi la dei terrazzani quando superavano un ostacolo.
portava. èpettijime. s.f. pittima; impiastro cataplasma
èllère. antiq. s.f. edera; pianta sempreverde, formato da erbe aromatiche per eccitare le
facoltà del cuore bagnate nel vino. Persona
rampicante, delle Umbellali, che si attacca
importuna, lagnosa, insistente.
per mezzo di piccole radici avventizie ai
èpicèndeje. antiq. s.f. nenia; canto lugubre
tronchi degli alberi e ai muri.
che si faceva nel seppellire un morto.
èlmètte. s.m. dimin. di elmo, copricapo
èppúre. antiq. cong. eppure; tuttavia,
difensivo metallico usato da soldati, minatori
nondimeno.
e simile.
èpusse. antiq. s.m. poema; composizione
èlze. antiq. locuz. impugnatura della spada.
poetica di ampie dimensioni e di carattere
èmà. locuz. chiamare la mamma.
narrativo o didascalico. Epico greco.
èmabobbeje. antiq. s.f. emalopia ( sangue nel
èquà. antiq. locuz. eguagliare mettere del
globo dell’occhio).
pari.
èmazzeje. antiq. s.f. emazia; globulo rosso del
èquilibrije. s.m. equilibrio; stato che assume
sangue.
un corpo quando tutte le forze applicate
èmigrande. v. emigrante; di emigrare; anche
danno risultante e momento nulli.
agg. e s. m. detto di chi emigra,
èquità. antiq. v. cavalcare; montare un cavallo
specialmente. per trovare lavoro.
o un altro animale.
èmilije. s.m./f. Emilio o Emilia.

128
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
èrède. s.m. erede; Chi acquista a causa di condizione fisica caratterizzata da stanchezza,
morte di un'altra persona la totalità o parte irritabilità e sim.
del patrimonio di questa. èsaurite. part. pass. di esaurire ; anche agg.
èrèdità. s.f. eredità; complesso dei beni e dei esaurito; consumato. Interamente venduto.
rapporti appartenuti al defunto e oggetto Detto di chi mostra sintomi di esaurimento
della successione. nervoso.
èrme. antiq. s.m. eremo; luogo solitario dove èsce ‘a mèsse. antiq. locuz. entra la messa.
si ritirano gli eremiti. Luogo tranquillo e èscettà. antiq. locuz. eccettuare non
isolato. comprendere nel numero e nella regola.
èrmece nère. antiq. s.f. pecora nera, chi èsclúse. v. anche agg. Escluso; chi non è
spicca negativamente in un gruppo. ammesso a partecipare o ad avere qualcosa.
èrmece. antiq. s.f. pecora; mammifero èscubeje. antiq. s.m. buco laterale delle
ruminante degli Ungulati diffuso con molte. imbarcazioni, dove passa la catena
razze in tutto il mondo e allevato specialità dell’ancora.
per la lana, la carne, la pelle, il latte. èsèrcizije. s.m. esercizio; assidua ripetizione
di atti per addestrarsi in qlco. o imparare
Persona docile, sottomessa e priva di volontà.
qlco.: tenere in esercizio il corpo, la mente.
èrnèste. s.m. Ernesto.
èsiggènze. antiq. locuz. riscossione di denaro.
èrnèstine. s.m. dimin. di Ernesto.
èsiste. v. esistere; essere nel tempo e
èrpece. antiq. s.m. erpice; attrezzo di ferro per
nell’attuale realtà.
lavori agricolo, costituito da un telaio
èsito. antiq. s.f. uscita; atto circostanza
provvisto di denti, lame o dischi che
nell’uscire.
sminuzzano il terreno.
èsse. antiq. s.f. erba di capra buona in
èrpèsse. antiq. s.m. herpes o erpete; affezione
primavera. Lei.
cutanea di origine virale con vescichette
èssènziále. s.f. essenza; ciò che una cosa non
sulle labbra.
può non essere | Ciò senza di cui una cosa non
èrriche. s.m. Errico.
può essere né compiuta né pensata.
èrrichètte. s.m. dimin. di Errico.
èrsilije. s.m. Ersilio. èstande. antiq. s.m. istante; momento
èrumme. antiq. s.f. tristezza; stato d'animo di brevissimo di tempo, attimo fuggevole.
chi è triste. Afflizione, mestizia. èstáte. s.f. estate; stagione dell'anno che dura
èrvagge. antiq. s.m. erbaggio; erba dal 22 giugno al 23 settembre.
commestibile. èstèr. s.f. Ester Loiodice, direttrice della
èrvamèdeche. antiq. s.f. erba medica. sezione “tradizioni popolari” presso il museo
èrvarèje. antiq. s.m. erbario; volume in cui civico ha pubblicato alcuni libri sul vernacolo
sono descritte le piante medicinali e le loro foggiano.
èstèrine. s.f. dimin. di Ester.
proprietà. Raccolta di piante fatte essiccare
èstèrsire. antiq. v. agg. anche s.m. detergere;
con opportuni accorgimenti. sostanza detergente.
èrve. s.f. erba; pianta di altezza generalmente èstranije. agg. straniero; di persona che ha la
limitata con fusto verde e mai legnoso. cittadinanza di uno stato.
èrve de crápe. antiq. s.f. erba da prato, èstrude. antiq. locuz. cacciare via.
commestibile. èstruvà. antiq. v. innalzare. levare verso l’alto
èrva frèscke. s.f. erba fresca; appena nata. costruire.
èrva sècche. s.f. erba essiccata. èstuvà. antiq. locuz. ardere nell’anima
èsaldì. antiq. v. esaudire; appagare ribollire.
benevolmente. èsunuráte. s.m. esonero; dispensa, esenzione.
èsaurimende. s.m. esaurimento; fine, èsurì. v. bramare; desiderare intensamente,
cessazione, completo consumo di qlco.: avere fame bramare.
esaurimento delle provviste. Indebolimento, ètà. s.f. età; gli anni della vita, il tempo che si
spossatezza. Esaurimento nervoso, ha.

129
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
ètèrne. agg. eterno; che non ebbe principio e
non avrà fine, che è durato e durerà sempre: F, f
Dio è.
èttere. s.m. Ettore, Ettore Valentino fu un
grande penalista, e onesto parlamentare con
compiti di pubblico Amministratore. Con gli
avvocati Giuseppe Mandara e Giacomo
Cavallucci, formò un trio famoso di bravura fa ‘a mosse. mdd. non appena ti muovi.
forense. Nel tribunale di Foggia fu messo un fà ‘i cunde. v. conteggiare; mettere nel conto.
busto a ricordo del grande Ettore Valentino. fà da curpe. v. defecare; espellere le feci.
èttèrizije. s.f. itterizia; abnorme colorazione fà finde. mdd. fare finta; dissimulare.
giallo-brunastra diffusa della cute e delle fà fóre. v. eliminare, escludere, togliere,
mucose per accumulo di pigmenti biliari nel rimuovere.
sangue. fà vedè. v. mostrare, far vedere, sottoporre
èttèrúcce. s.m. dimin. di Ettore. alla vista, all’attenzione.
ètticce. antiq. s.f. tubercolosi; infezione da fa. v. fare; produrre un effetto, creare. Nota
Cobacterium tubercolosis che colpisce musicale.
molteplici organi, spec. il polmone, e che si fà. v. va, fare, fai, faccio.
manifesta principalmente con la fabbesugne. v. anche agg. occorrente; che
formazione di particolari tubercoli. Tisi. soccorre, necessario.
èttiche. antiq. s.m. tisico, chi è malato di tisi fabbrecà. v. edificare, fabbricare, costruire.
tubercolosi. fabbrecáte. agg. anche s.m. fabbricato;
èttiseje. antiq. locuz. malattia tubercolotica. edificato, costruito. Edificio.
èttore. s.m. Ettore, Ettore Valentino fu un fabbrecatόre. s.m. fabbricatore; muratore chi
grande penalista, e onesto parlamentare con fabbrica.
compiti di pubblico Amministratore. Con gli fabbreche. s.f. fabbrica; luogo
avvocati Giuseppe Mandara e Giacomo opportunamente attrezzato per lo svolgimento
Cavallucci, formò un trio famoso di bravura di un'attività industriale.
forense. Nel tribunale di Foggia fu messo un facce a facce. locuz. faccia a faccia; detto
busto a ricordo del grande Ettore Valentino. d’incontro in cui si confrontano due o più
èttorine. dimin. di Ettore. persone.
èvangèlèje. s.f. evangelia, scrittura del nuovo facce appróve. locuz. confrontare due
testamento. persone,per sentire chi dei due ha dichiarato la
èvèline. dimin di Ester. verità.
èvogghje. locuz. affermazione superlativa. facce de cazze. s.m. agg. persona
èxbrutte. agg. improvviso; che avviene o menefreghista; chi agisce o si comporta con
viene d’un tratto. indifferenza.
facce de curne. antiq. agg. anche s.m.
sfacciato; che (o Chi) non ha modestia,
ritegno.
facce de matarazze. s.f. federe per materassi;
involucro a forma di sacco, entro cui si
metteva la lana.
facce sturte. s.m. persona che fa due versioni.
facce tagghijáte. s.m. persona con il viso
fregiato, malandrino.
facce tinde. s.m. persona falsa.
facce tuste. s.m. sfacciato; chi non ha
modestia, pudore, ritegno.
facce vèrde. s.m. persona cattiva e falsa.

130
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
facce. s.f. faccia; parte anteriore del cranio facele. agg. facile; che si fa senza fatica o
umano nella quale si trovano le orbite, le difficoltà. Agevole. Che si comprende senza
fosse nasali e la bocca. fatica. Chiaro semplice.
faccecuscine. s.f. federa del cuscino; faceletà. s.f. facilità; caratteristica di ciò che è
involucro a forma di sacco, entro cui si pone il facile. Attitudine naturale a fare qlco.
guanciale. facelόne. s.m. facilone; Persona che crede
faccefronde. avv. dirimpetto; di contro, di tutto facile da realizzare e non si impegna
seriamente nelle cose.
faccia, di fronte.
faciarrije. v. io farei.
faccelettóne. s.m. fazzoletto grande detto faciarrisse. v. faresti.
anche: “scolle”. facije. v. feci, farei.
faccertóne. s.m. scialle grande; riquadro o fáfa chiène. s.f. fave fresche mangiate a fine
triangolo di tessuto, seta o lana, spesso pranzo.
frangiato, che si indossa per proteggere le fafacchiúne. s.f. fave fresche grandi.
spalle. fáfachiène. s.f. fave fresche col baccello, fave
faccesturte. locuz. persona che fa due novelle, si dice anche: “sapatavúle”.
versioni. fafanèse. locuz. persona poco seria.
faccetagghjáte. locuz. persona con il viso fafarazze. s.f. fave seccate sulla pianta.
fregiato, malandrino. fafarèlle. s.f. fave fresche piccole.
faccetuste. agg. anche s.m. sfacciato; che (o fáfe arracciáte. s.f. fave con la buccia lessate,
con alloro e sale.
Chi) non ha modestia, ritegno, pudore.
fáfe arrestúte. s.f. fave abbrustolite.
facchene. s.m. facchino; chi è addetto al
fáfe frèsche. s.f. fave fresche.
trasporto di carichi o bagagli nelle stazioni,
fáfe jánghe e laghene. s.m. macco; purè di
faccia strazzáte. s.f. faccia butterata; coperta
fave con fettuccine fatte in casa.
di cicatrici lasciate dal vaiolo.
fáfe janghe. s.f. fave a purè.
facciarrisse. v. faresti: “ si ‘u servizije ‘u
fáfe spundecáte. s.f. fave senza corteccia
facciarrisse búne vide chè nu repite”.
della parte superiore e lessate.
facciáte. s.f. facciata; esterno di un edificio
fáfe toste. s.f. fave fresche dure.
dove è l'ingresso principale e di maggior
fáfe. s.f. fava; pianta erbacea leguminosa delle
importanza architettonica. Ciascuna delle due
Rosali con foglie composte paripennate,
superfici di una pagina.
fiori di color bianco e violaceo in racemi e
faccine. antiq. s.f. feci; prodotti di rifiuto legumi scuri contenenti semi verdastri.
dell'organismo di origine alimentare, Seme commestibile di tale pianta.
eliminati per via rettale. faffóne. s.m. persona incompetente.
facciulètte de cannò. antiq. s.m. fazzoletto da fafonze. s.m/f. Alfonsa, Alfonso.
collo. fagge. s.m. faggio; grande albero delle Fagali
facciulètte de tèrre. s.m. fazzoletto di terra; con corteccia liscia e biancastra, foglie
campo molto piccolo. ovate e frutti a capsula aprentisi per quattro
facciulètte. s.m. fazzoletto; quadrato, spec. di valve. Legno di tale albero.
lino o di cotone, per soffiarsi il naso, faggiáne. s.m. fagiano; uccello dei Galliformi
asciugare il sudore e simile. Grande quadrato, con lunga coda, piumaggio dai vivaci colori
di seta o altri tessuti, per coprire la testa. nel maschio, volo pesante, carni molto
facciulettine. s.m. fazzolettino di cotone che pregiate.
si mette nel taschino del vestito. faggiuline. s.m. faggiolino; dimin. di fagiolo.
facciόne. antiq. s.m. gufo; uccello rapace Baccello di una varietà di fagiolo nano
notturno con capo grande, occhi frontali, commestibile non ancora maturo.
becco breve e adunco, piume morbide e due fajènze. s.f. maiolica; prodotto ceramico con
ciuffi di penne erettili sul capo. uno smalto impermeabile.
fáce. v. fa, voce verbale.

131
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
fajille. s.f. favilla; parte minutissima di commerciale insolvente e alla ripartizione del
materia incandescente. Scintilla. ricavato fra tutti i suoi creditori.
fajinèlle. s.f. carruba; frutto del carrubo, a fallì. v. fallire; non raggiungere il fine
baccello, con semi da cui si ricavano farine. prefisso.
fajinzáre. s.f. stoviglieria; quantità di fallite. v. anche agg. fallire; mancato, non
stoviglie. Fabbrica di stoviglie. riuscito. Che ha subito fallimento.
fajóle. locuz. calcio forte: “èfèsse chè fajóle a falóppe. locuz. paglia macerata.
menáte a quillu pallóne”, gamba. falseggià. locuz. dire il falso.
falance. s.f. falange; ciascuno dei segmenti falte. s.f. mancanza; assenza in mancanza di
delle dita delle mani e dei piedi. meglio, non disponendo di cose.
falbalà. antiq. locuz. guarnizione dei vestiti falutechèreje. s.f. stravaganza; caratteristica
da donna fatto con una striscia della stessa di stravagante. Atto, discorso,
stoffa. comportamento e sim. stravagante Bizzarria,
falcáte. s.f. falcata; proiezione in avanti originalità, stramberia, stranezza.
dell'arto anteriore nel trotto del cavallo. falzètte. antiq. locuz. farsa dello spettacolo.
falche janghe. s.m. girifalco. fáme. s.f. fame; sensazione causata
falche. s.m. falco; uccello predatore diurno dall'impellente bisogno di cibo.
con robusto becco ricurvo e possenti artigli. famigliáre. agg. familiare; della famiglia:
falchètte. s.m. dim. di falco; gheppio. patrimonio familiare.
falciόne. s.m. falcione; accr. di falce; grosso famiglie. s.m. famiglio; usciere del comune.
Lavoratore domestico, servo.
coltello a tagliante ricurvo del
famiglije. s.f. famiglia; nucleo fondamentale
trinciaforaggi. Arma in asta con lungo ferro a
della società umana costituito da genitori e
foggia di coltellaccio. figli.
falcóne. s.m. falcone; falco di grosse familije. s.m. mozzo di stalla delle case
dimensioni usato per la caccia. signorili.
falcunètte. s.m. falcone; falco, spec. quello di famúle. antiq. s.m. famulo; servo; chi è in
grosse dimensioni usato per la caccia. stato di servitù. Chi presta la propria opera.
falcunire. s.m. falconiere; chi è addetto famόse. agg. famoso; che ha fama rilevante.
all’ammaestramento e alla custodia dei falconi Celebre, illustre, rinomato.
da caccia. fanále. s.m. fanale; apparecchio che illumina
falde capille. s.f. tesa del capello, parte o segnala con la sua luce la presenza e la
sporgente del capello attaccato alla cupola. posizione di un oggetto.
falignáme. s.m. falegname; artigiano che fanaline. s.m. fanalino; dimin. di fanale.
lavora il legno. Fanalino di coda, luce rossa di segnalazione,
falignámèrije. s.f. falegnameria; tecnica,
collocata nella parte posteriore di un veicolo.
mestiere del falegname. Laboratorio del
fanatecarije. antiq. s.m. fanatismo; adesione
falegname.
incondizionata ed entusiastica a un'idea, una
fallanze. antiq. s.m. errore; allontanamento
fede e simile.
dal vero, dal giusto, dalla norma e simile.
fanateche. agg.; anche s.m. fanatico; detto di
falle. s.m. fallo; fai. infrazione al regolamento
chi, mosso da esagerato entusiasmo per
di gara, per cui è comminata una
un’idea, una fede e simile.
punizione.
fancèlle. antiq. s.m. garzone; lavoratore
fallemènde. s.m. fallimento; insuccesso, esito
subordinato addetto ai servizi più semplici.
negativo. Complesso di attività giuridiche
fanfalècche. s.f. fanfaluca; frammento
processuali tendenti alla liquidazione del
leggerissimo di paglia o di carta bruciata che
patrimonio dell'imprenditore
si leva in aria.

132
F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
fanfaróne. s.m. fanfarone; chi ingrandisce a per valorizzare determinati elementi di un
dismisura la portata delle sue vere o più arredamento.
spesso presunte qualità. Millantatore, farfalle. s.f. farfalla; correntemente, insetto
smargiasso, spaccone. dei Lepidotteri, spec. nello stato adulto.
fangáje. s.f. fangaia; tratto di strada o luogo Farfalla diurna, attiva nelle ore di luce.
con molto fango. Farfalla notturna, attiva solo durante la notte.
fanghe tèrmále. s.m. fango termale, impasto Farfalla crepuscolare, attiva al calar della sera.
di argilla e acque termali, con particolari Cambiale.
proprietà medicamentose. farfalline. s.f. farfallina; dimin. di farfalla;
fanghe. s.m. fango; terra trasformata pube della bambina. Tipo di pasta da brodo
di piccola pezzatura.
dall'acqua in poltiglia circa consistente.
farfarille. s.m. ragazzo magrolino: “stu
fangotte. s.m. fagotto; involto fatto alla aglióne éje proprije nu farfarille éje sicche
meglio. Fardello. Persona che si comporta e si sicche”.
fanguttille. dim. di fagotto; indumenti farfècchije. s.f. barba e baffi.
avvolti. farina gialle. s.f. farina gialla, di granoturco.
fantasije. s.f. fantasia; facoltà della mente farina latte. s.f. farina lattea, latte in polvere
umana di interpretare liberamente i dati con farina di cereali e zucchero, usato
fantasme. s.m. fantasma; immagine creata nell'alimentazione dei bambini.
dalla fantasia che non ha alcuna farine de patáne. s.f. farina di patate, fecola.
fanόje. s.m. falò; fuoco intenso acceso farine. s.f. farina; prodotto della macinazione
all'aperto per distruggere qualcosa, per fare dei semi di un cereale, specialmente del
segnalazioni o anche come manifestazione di grano.
allegria. farmacúpe. s.f. farmacia; locale dove si
farcettóne. s.f. scialle grande: “Senèlle preparano e si vendono medicamenti e
pigghijeme ‘u farcettóne chè agghià scì, fáce farmaci.
fridde”. farmacupele. s.m. farmacista; laureato in
fardà. v. imbellettare; ornare di belletto: farmacia che vende medicinali e, talvolta, lì
imbellettare il viso. Ornare in modo da prepara.
fáre. s.m. faro; costruzione elevata recante farnáre. s.m. setaccio o staccio; per la farina,
alla sommità una sorgente luminosa di attrezzo costituito da una rete di seta,
grande intensità che serve di riferimento per la tela, crine o fili metallici, usato per separare i
prodotti della macinazione dei cereali o di
navigazione marittima o aerea.
altro, secondo la grossezza: “farènáre”.
Riflettore, fanale. Nei veicoli, proiettore: faro
farrecille. s.f. crusca; bucce di semi di grano
antinebbia; faro di retromarcia.
o di biada macinata separate da quasi
farabutte. s.m. farabutto; persona sleale e
tutta la farina.
senza scrupoli. Canaglia, mascalzone.
fasce de spighe. s.m. covone; fascio di piante
fareje. antiq. s.m. serpente; ogni animale dei
rettili avente corpo allungato, cilindrico, di cereali mietute e legate insieme.
senza arti, rivestito di squame e, in alcune fasce. s.f. fascia; fasce del neonato, fascia
specie, ghiandole secernenti liquidi velenosi, d’erba.
situate nella testa. Serpente a sonagli, crotalo. fascèlle. s.m. cestino di giunchi per ricotta o
Serpente dagli occhiali, cobra. Serpente formaggio.
di mare, serpente che vive in mare e sulla fascene. s.m. fasci di rami secchi d’olivo si
terra ferma, vivacemente colorato. usavano come combustibile.
farètte. s.m. faretto; dimin. di faro. fascetèlle. s.f. piccola fascia.
Dispositivo per illuminazione usato fascèttanère. s.f. canzone fascista.
specialmente

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
faschètte. s.f. fascetta; busto, corpetto per fattúre. s.f. malia, fattura, stregoneria.
donna confezionato all’interno con stecche fatturije. s.f. azienda agricola. Insieme dei
leggere per modellare la vita e i fianchi. fabbricati necessari a un'azienda agricola.
faschètte. s.m. busto corpetto da donna con le fatuále. antiq. s.m. babbione, scioccone.
stecche. faugnètte. s.m. venticello di favonio caldo.
fasciatóre. s.f. pezza da casa o da camera. fauzo. agg. falso; che non corrisponde alla
fasciatúre. s.f. fasciatura; applicazione di realtà e alla verità.
fasce o bende su parti malate del corpo. faváre. locuz. persona di poco conto.
Insieme di fasce che avvolgono o stringono. favece. s.f. falce, attrezzo per tagliare a mano
pannolino per neonati. cereali ed erba, fornito di un manico ed una
fascicule. s.m. fascicolo; insieme di carte e lama di acciaio arcuata con costola di
documenti relativi a una pratica, una causa rinforzo.
e simile. favecióne. s.m. falcione per falciare l’erba.
fasciste. s.m. fascista; seguace del fascismo. faveciulle. s.m. falcetto dimin. di falce; tipo di
Partito fascista. falce con lama molto curvata e corto
fasine. s.f. grossa anfora di terracotta per manico di legno. Coltello di diverse
conservare olio e olive salate. dimensioni per potare rami.
fastediúse. agg. fastidioso; noioso, seccante, favètte. s.f. macco; fave sgusciate, cotte
molesto: conversazione fastidiosa. nell’acqua e ridotte in purea, si fanno con le
fastidije. s m. fastidio; senso di molestia, bietole lessate, a Foggia si dice: “ ‘a favètte
disagio, disturbo. Causa di affanno, fáce mètte ‘u cuzzètte”.
fasúle. s.m. fagioli; pianta erbacea delle faveze. agg. falso; che non corrisponde alla
Rosali, con fusto rampicante, foglie pelose, realtà e alla verità. Sleale.
fiori in grappoli di color bianco, giallo o favezetà. s.f. falsità; caratteristica di ciò che è
purpureo e legume lineare. falso.
fasulle. agg. fasullo; privo di autenticità. favezόne. s.m. detto di chi e falso, persona
fasullille. s.m. dimin. di fagiolo; baccello di menzognere e bugiardo.
una varietà di fagiolo nano commestibile favugne. s.m. favonio vento di ponente:
fategà. v. faticare; lavorare con fatica: faticare “faugne”.
per qualcosa. Operare con difficoltà o favulatόre. s.m. novellatore; chi racconta
fategáte. s.f. faticata; grande sforzo o fatica, novelle.
stanco per il lavoro. favulètte. s.f. favola; breve narrazione in
fategatóre. s.m. faticatore; chi lavora molto e prosa o in versi, d’intento morale, avente per
resiste allo sforzo. oggetto un fatto immaginato.
fategúse. agg. faticoso; che richiede e favulle. s.f. fave di forma piccola.
procura fatica. Gravoso, pesante. favurisce. v. favorire; invito a mangiare.
fatiche. s.f. fatica; sforzo che si sostiene per Invito ad entrare.
compiere qualcosa di particolarmente fazióne. locuz. soldato che fa la sentinella.
impegnativo sul piano fisico e morale. faziunáte. v. agg. anche s.m. disposto;
fatte. s.m. fatto; azione o atto concreto. Fatti; collocato, deciso, stabilito. Fazionato.
cotto. fazzanúte. agg. robusto; che possiede forza,
fattebbèlle. locuz. fatti bello. energia, detto di persona.
fattèje. antiq. s.f. malia; pratica magica con la fazzatóre. s.f. madia; mobile rustico
quale, nelle credenze medievali, si consistente in una cassa rettangolare di legno
pretendeva di recare danni a persone o a cose. munita superiormente da un coperchio
Fattura, incantesimo. sollevabile a cerniera, usato tradizionalmente
fattizze. locuz. pezzo di legno molto spesso. nelle case di campagna per conservare farina e
fattóre. s.m. fattore; chi coadiuva lievito per confezionare il pane, usata anche
l'imprenditore nell'esercizio dell'impresa nei: “quaratine” per depositarvi il pane della
agricola. vendita.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
fazze. v. faccio, fare. federiche. s.m. Federico; quattro anni dopo la
fazzulle de tèrre. s.m. fazzoletto di terra, morte di Federico I detto Barbarossa della
campo molto piccolo. famiglia di Hohenstaufen, nasce il nipote
fazzulle. antiq. s.m. fazzuolo; fazzoletto; Federico II di Svevia, figlio di Enrico VI e
quadrato, specialmente di lino o di cotone, per Costanza d’Altavilla ultima erede normanna.
soffiarsi il naso. Masseria. Federico II erede del regno Normanno nasce
fèbbráje. s.m. febbraio. secondo mese nel 1194 a Jesi, Ancona nelle nostre Marche,
dell'anno nel calendario gregoriano, di e quando morì il padre Enrico VI, Federico
ventotto giorni (29 negli anni bisestili). aveva 4 anni, ma i feudali Germanici si
fecatille. s.m. fegatino di animale. rifiutarono di riconoscere il piccolo re come
feccà. v. conficcare; ficcare, far entrare con imperatore del Sacro Romano Impero
forza, spec. chiodi. Imprimere, in senso Germanico. Re di Germania (1212-1250),
psicologico: conficcare qlco. nella mente. imperatore del Sacro Romano Impero, re di
Penetrare con forza. introdurre. Gerusalemme ecc. (1220-1250) Fu posti sotto
feccáje. v. infilai; introdurre una gugliata di la tutela di papa Innocenzo III, alla morte
filo nella cruna di un ago. Ordinare su di un della mamma assunse la reggenza del regno
filo che le attraversa, perle e sim. Introdussi. Normanno, il 9 agosto del 1209 Federico
feccanáse. s.m. ficcanaso; persona indiscreta sposò a Palermo Costanza d’Aragona di dieci
che si intromette in cose che non la anni più grande di lui. Nel 1215 fu
riguardano: Ficcanaso. riconosciuto, come già suo padre, re di
feccáte. v. infilato. Germania, d’Italia e di Sicilia, Federico fu
feche. s.m. fico; albero delle Urticali con incoronato re ad Aix-la-Chapelle (ora
corteccia grigia, foglie palmato - lobate e Aachen) nel 1212, e nel 1220 a soli ventisei
frutti a siconio dolci e carnosi. anni, fu a sua volta incoronato imperatore di
fechedignáre. s.m. colui che vendeva il fico Roma da papa Innocenzo III. Per la nostra
d’india. storia scelse la Capitanata, la scelse come
fechedigne. s.m. ficodindia o fico d'India; sede del regno, perché rappresentava il luogo
pianta grassa delle Centrospermali, con foglie ideale per controllare Roma del Papa e il resto
trasformate in spine e fusti appiattiti, verdi, d’Italia. Nel 1223 Federico II ordinò che
simili a foglie successive. Frutto commestibile Foggia divenisse sede Regale e Imperiale ove
di tale pianta. acquistò splendore. Federico fu guerriero,
fecóne. s.m. fico grande. poeta, filosofo, morì il 13 dicembre del 1250
fecúne. s.m. fichi grandi. nel Castel Fiorentino tra Lucera e, (FG) ad
fedà. v. sporcare, lordare: rendere sporco, appena cinquanta anni. Prima di morire
imbrattare con cose che macchiano, dispose che il suo cuore fosse donato alla città
insudiciano: sporcare la tovaglia di vino; di Foggia dove rimase racchiuso in un’urna
sporcarsi la camicia di sugo. Imbrattare, nella cattedrale, a testimonianza dell’amore
insozzare, insudiciare. per Foggia fino al 1731 dove l’urna andò
fède. s.f. vera; anello matrimoniale, parapetto distrutta a causa del terremoto. Mentre il suo
posto attorno alla bocca del pozzo. corpo fu trasportato a Palermo, ove si trova
fèdeche. antiq. s.m. fegato; grossa ghiandola tuttora nel sarcofago della cattedrale accanto
dell'apparato digerente dei Vertebrati, posta agli altri famigliari. Alla sua morte il Regno di
nella parte superiore destra dell'addome, che Sicilia passò al figlio Corrado IV.
produce la bile e interviene nel metabolismo. fedite. v. agg. anche s.m. ferito; che (o Chi)
fedeline. antiq. s.m. capellini, maccheroni ha subito una o più ferite, anche: “fejède”.
lunghi e sottili. fedóre. s.f. fedora opera di Umberto Giordano
fedeltà. s.f. fedeltà; caratteristica di chi è musicista foggiano.
fedele. fegatille. s.m. fegatino; fegato di pollo,
federechille. s.m. dimin. di Federico. piccione o altro volatile.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
fèghete. s.m. fegato; grossa ghiandola felettatúre. s.f. filettatura filettare; insieme
dell'apparato digerente dei Vertebrati, posta dei filetti che ornano qlco. Operazione
nella parte superiore destra dell'addome, che meccanica atta a fornire dei filetti viti, dadi e
produce la bile e interviene nel metabolismo. simile. Parte filettata di tali pezzi.
fegúre. s.f. immagine; forma esteriore di un felètte de purche. s.m. filetto di maiale.
corpo percepita con i sensi, specialmente con felètte. s.m. filetto di carne, lombo.
la vista. felice. s.m. Felice Stella, nasce a Foggia il
fegurine. s.f. figurina. piccola immagine di (03.03.1951). Capo Reparto operativo dei
vario soggetto stampata su cartoncino, acclusa Vigili del Fuoco, docente presso I.P.S.I.A.
a prodotti commerciali o venduta in buste A. Pacinotti di Foggia, docente
chiuse. dell’Università del Crocese, dialettologo,
feja feje. mdd. scappare da tutte le parti. scrittore, poeta e lessicografo foggiano, autore
feje. v. fuggi: “fúje fúje tande t’acchiappe a di questo vocabolario. Uno dei cinque
‘ndò scappà”. fondatori dell’Università del Crocese di
fejède. v. agg. s.m. ferito; che (o Chi) ha Foggia con Giuseppe Esposto, Gaetano
subito una o più ferite. Saracino, Michele dell’Anno e Alessandra
fejúte. v. fuggito; chi fugge: “se né fujúte ‘u Leone. C’è un detto foggiano che dice:
cacarόne”. “Felice si saláte cumè na lice”.
felà. locuz. filare; filarsela, svignarsela. felijà. v. affettare; minacciare di fregiare con
felabustire. s.m. filibustiere, avventuriere il coltello.
senza scrupoli. felinije. s.f. fuliggine; deposito nerastro che
felacce. s.m. sfilaccio; cotone sfilacciato. aderisce specialmente ai camini e alle caldaie,
felacciáte. v. anche agg. s.m. sfilacciato; costituito da particelle di carbone che si
ridotto in filacce. Cotone o altro ricavato dalla formano nella combustione incompleta delle
sfilacciatura degli stracci. sostanze bruciate.
felagnóne. s.m. trave di legno squadrato. Felippe Corridoni. s.m. Filippo Corridoni,
felarce. locuz. piccolo filo di cotone o di lana. sindacalista decorato con medaglia d’oro al
felarce. s.m. piccolo filo di cotone o di lana. valor militare caduto il 23 ottobre del 1915
feláre. locuz. dolore lombare. Solchi di durante un combattimento sul carso, alla
piante. trincea delle frasche. I foggiani gli hanno
felarècce. s.f. ferramenta; negozio in cui si dedicato un monumento che si erge in piazza
vendono oggetti di ferro e simili. Sant’Eligio nella zona Croci della nostra cara
felatille. s.f. pasta, spaghetti. maccherone e vecchia Foggia.
sottile. felire. s.m. girafiliera; attrezzo da officina per
fèle e dinde. locuz. parlare con sdegno, avere far ruotare manualmente una filiera e filettare
l’amaro in bocca: “ ne ce jènne chè tène ‘u esternamente tubi, bulloni e simili.
fèle e dinde”. felìtte. s.f. gambe; parte dell'arto inferiore
fèle. s.f. bile; liquido giallo-verdastro, secreto dell'uomo dal ginocchio al piede. L'arto
dal fegato, che si raccoglie nella cistifellea. inferiore.
Fiele. Collera, stizza. felitte. s.m. anche agg. insetticida; sostanza o
felebbete. s.f. flebite; infiammazione delle
miscuglio di sostanze impiegate per
parti venose.
felebèrte. s.m. Filiberto. combattere gli insetti dannosi.
felece. s.m. Felice. fèlle fèlle. mdd. a fette.
felecille. s.m. dimin. di Felice. fèlle. s.f. fetta; parte di cibo larga e di vario
felèlle. s.f. faldelle; strisce di stoffa uso garza spessore separata con un taglio: una fetta di
per medicazioni. pane, di melone.
feleppáte. s.f. maglia intima felpata. fellóne. agg. scellerato; che si è macchiato di
feleppìne. s.f. corrente d'aria fredda. atroci delitti. Infame, sciagurato.
felluzze. s.f. fetta piccola.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
fellόne. agg. anche s.m. scellerato; che si è fenestróne. s.m. sopralluce posto sulla porta
macchiato di atroci delitti. Infame. della casa a pianterreno nelle abitazioni a
felóne. s.m. filone di pane. schiera. Persona che gli mancano i denti
felosce. s.m. velo; tessuto finissimo e incisivi.
trasparente, di cotone, seta o altra fibra Pezzo fenèzze. antiq. s.m. favore; benevolenza,
di tale tessuto, usato per scopi particolari preferenza, simpatia.
nell'abbigliamento femminile. fenije. v. finì.
felotte. s.m. i tre birilli in asse sul bigliardo. feniscele. v. smettila; interrompere
felúcce. s.m/f. Raffaele o Raffaella. momentaneamente o definitivamente.
felungine. s.m. dim. di filone; forma bislunga fenocchije. s.m. finocchio; pianta erbacea
di pane di media pezzatura (100- 200 g). perenne delle Umbellali con foglie divise in
felúnne. locuz. cose che vanno per le lunghe. lobi filiformi, fiori gialli e semi aromatici e
felusce. s.f. balza; striscia di stoffa posta per piccanti. Finocchio dolce, varietà coltivata per
ornamento in fondo a vesti femminili, tende e le guaine fogliari carnose e bianche
simile. commestibili. Omosessuale maschile.
felόne. s.m. filone; pezzatura di pane comune fenólle. antiq. s.f. vezz. di Serafina.
di forma allungata (500-1000 g). fenόre. s.f. usura; eccessivo interesse
femmenajúlle. s.m. donnaiolo; chi corteggia richiesto per una somma data in prestito.
assiduamente e con successo le donne. Lucro. Guadagno.
femmenazze. s.f. donna o ragazza formosa e fenucchije. s.m. finocchi.
bella. fenucchille. s.m. finocchietti d’orto o di
fèmmene. s.f. femmina; chi è di sesso campagna.
femminile. fenúte. v. finito voce verbale.
femmenèlle. s.f. connetta, donna di poco fenzijóne. s.f. finzione. simulazione,
conto. doppiezza.
femmenine. s.m. v. effeminato, o effeminato; fenzine vine. mdd. fino a quando vieni.
che ha atteggiamenti di tipo femminile. fenzine. locuz. fino a quando vieni.
fenόre. s.f. usura; eccessivo interesse
femmenire. s.m. donnaiolo; chi corteggia
richiesto per una somma data in prestito.
assiduamente e con successo le donne. lucro.
femmenόne. s.f. donna bellissima, ottima ferarècce. s.f. ferramenta; negozio in cui si
massaia. vendono oggetti di ferro, arnesi e simili.
fenariglije. s.m. sedimento; strato di sostanza ferdenande. s.m. Ferdinando; nel 1767
solida che si deposita per gravità sul fondo di Ferdinando IV di Borbone figlio di Carlo III
un recipiente contenente un liquido torbido: di Borbone sposò Maria Carolina. asceso al
“fenerigghije”. trono di Napoli, onorò la nostra Città nel
fenènne. v. finendo. 1797, trattenendosi circa tre mesi e mezzo. Lo
fenèsce. v. finire: portare a termine a splendore della Corte, che seguiva in tale
compimento. Terminare. circostanza il Sovrano, si manifestò mediante
fenèstre. s.f. finestra; apertura nelle pareti tanto lusso e tante feste, per cui si può dire
degli edifici per aerazione e illuminazione, e i che, in quell’occasione, la vita nella città di
battenti che servono per aprire e chiudere. Foggia sia stata simile a quella della Capitale
fenestrèle. s.f. finestrella dimin. di finestra; del Regno. Questa lunga permanenza della
piccola. Corte del Re a Foggia offrì la fausta
fenestrille s.m. finestrino dimin. di finestra; circostanza delle nozze del Principe
apertura, analoga a una piccola finestra. Ereditario, Francesco Gennaro, con Maria
fenestrine. s.f. una delle due finestre facente Clementina, Arciduchessa d’Austria, figlia di
parte della porta nella casa a pianterreno, Leopoldo I II, Imperatore di Germania.
abitazione a schiera costruite nella maggior A tal proposito vennero da Napoli dei
parte verso la metà dell’ottocento. paratori (coloro che hanno il compito di

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
addobbare chiese e palazzi pubblici) e il sacro esteso ai giorni precedenti e seguenti tale
Tempio si poté ammirare tutto adorno di festa.
broccati d’oro. Sull’Altare Maggiore, ferrajulle. s.m. operaio carpentiere.
dominato dall’alto dall’Augusta Padrona della ferráre. agg. ferraio; che lavora il ferro.
Città MARIA SANTISSIMA Fabbro.
dell’ICONAVETERE, fu innalzata una ferrarècce. s.m. negozio di ferramenta.
complessa e imponente struttura. ferráte. agg. s.m. ferrato; rinforzato e armato
Altro personaggio Ferdinando Rosati, odiava di ferro.
molti i borboni, fu arrestato a seguito di una ferratúre. s.f. ferratura; operazione del
spiata del brigadiere Fuiano. Ma il 17 gennaio ferrare, le parti di ferro di un manufatto di
del 1815 lasciò il carcere di Foggia e fu legno.
trasferito a Lucera per motivi di sicurezza ferrètte. s.m. fermacapelli; ferretto per
insieme a tanti altri compagni. Il Rosati fu fermare i capelli.
liberato appena proclamata l’Unità d’Italia e ferriáte. s.f. inferriata.
fu nominato direttore didattico della scuola ferrire. s.m. stabilimento siderurgico per la
elementare di Foggia. lavorazione dei lingotti di ferro.
ferfeláte. s.m. fildiferro. o fil di ferro; trafilato fèrrovije. s.f. ferrovia; il 5 agosto 1863 fu
di acciaio dolce, a sezione circolare, del inaugurata la linea Ferroviaria Foggia-
diametro di qualche millimetro, con vari usi Pescara. La locomotiva n. 271 R.A. (Rete
ad applicazioni. Adriatica) del peso di 260 cantari, pari a q.
ferì. v. ferire; colpire causando una ferita. 210, giunse a Manfredonia via mare, venne
fèrije. s.f. ferie; nel calendario liturgico trasportata a Foggia trainata da quaranta buoi
cattolico, ogni giorno della settimana non messi a disposizione dal sindaco di Foggia
festivo. Periodo di riposa a cui diritto il Raffaele Cannarono.
lavoratore. ferrovire. s.m/f. addetto al servizio nelle
ferijúse. agg. furioso; preso da furore, ira o ferrovie.
furia. Furente, furibondo. ferrumenà. locuz. saldare a fuoco.
ferlizze. s.m. sgabello d’arbusto selvatico, fèrruvire. s.m. ferroviere; dipendente di
fatto di frutice, pianta legnosa si chiama anche azienda ferroviaria.
“frevele”, a Foggia c’è un detto che dice: “ ‘i fèrse. antiq. s.f. frusta; lunga striscia di cuoio
ferlizze annanze e ‘i sègge arrète ”. o corda intrecciata, fissata all'estremità di un
fermà. v. firmare, fermare. bastone, usata per incitare gli animali da tiro
fèrme a fèrme. locuz. ben sistemata. Dare e, un tempo, per percuotere le persone.
uno schiaffo forte. Sferza.
fèrme. locuz. non muoverti. fervegghiazze. locuz. sentire freddo, principio
fernecà. v. formicolare, fissato a pensare su di di febbre.
un dato argomento. fèrze. s.f. striscia di tela perimetrale che
fernèje. v. finire; portare a termine, a unisce il sopra e sotto del materasso, strisce di
compimento. Terminare, ultimare. teli che formavano un lenzuolo.
fernève. v. finiva, terminava. ferzóle. s.f. padella; utensile da cucina
fernije. v. terminai, finì. costituito da un recipiente di forma circolare,
fernúte. v. finito, terminato. poco profondo e munito di un lungo manico,
ferrà. v. ferrare; applicare i ferri agli zoccoli usato spec. per friggere.
del cavallo. ferόce. agg. feroce; crudele, inumano,
fèrracavalle. s.m. maniscalco; chi costruisce spietato.
e applica i ferri agli zoccoli dei cavalli. fesarmoneche. s.f. fisarmonica; strumento
ferracce. s.m. ferraccio; pegg. di ferro. Ghisa. musicale a tasti e a mantice, con un registro
ferraglije. s.f. Quantità di rottami di ferro. solo.
fèrraguste. s.m. ferragosto; festa del 15
agosto in onore dell'Assunta e periodo festivo

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
fescèlle. s.f. cesta; tipo di canestro o paniere a fèvráre. s.m. febbraio; secondo mese
sponde alte, intessuto di vimini, cestino di dell'anno nel calendario gregoriano, di
giunchi per ricotta o formaggio. ventotto giorni, ventinove negli anni bisestili.
fessacchiόne. s.m. fessacchiotte; detto di chi è fèzze. s.f. feccia; deposito melmoso che si
sciocco, balordo, tonto. forma nei vasi vinari per sedimentazione,
fessarije. s.f. fandonia; notizia inventata per posatura, deposito melmoso di olio, vino ed
burla o per vanteria. Bugia, frottola. altro.
fèsse. agg. anche s.m./f. fesso; detto di chi è fiacche. agg. fiacco; che non ha forza, vigore
sciocco, balordo, tonto. Fare fesso qualcuno. fisico o morale. Stanco, svogliato.
La vulva della donna. fiammèlle. s.f. piccola fiamma.
fessetudene. s.f. fessitudine; condizione di fiammifere. s.m. fiammifero; bastoncino di
fesso. legno, con una capocchia rivestita di una
fèsta strasse. s.f. festa senza risparmio con miscela fosforica che si accende per
tante luci. fregamento.
festacchije. s.f. festa da ballo, trattenimenti fianche. s.m. fianco; parte del corpo compresa
famigliari di popolani durante il carnevale. tra l’ultima costa e l’anca: lato.
fèste ‘i becchire. s.f. 1^ notte di nozze. fianchètte. locuz. quando si ha fame, Persona
“stasère ‘i spóse fanne ‘a fèste ‘i becchire”. che ha fame.
fèste. s.f. festa; giorno di solennità per lieta fiasche. s.f. bottiglia panciuta impagliata da 1
ricorrenza. litro, fallire in una impresa.
festeccióle. s.f. piccola feste. fiaschètte p’u viagge. s.f. borraccia;
festenà. v. affrettare; aumentare la velocità, il recipiente di vetro, alluminio atto a contenere
movimento e simile. affrettato; fatto in fretta. bevande in genere.
festiccióle. s.m. tabernacoli a forma di piccole fiáte ‘o vinde. s.m. buttar via, sprecare,
cappelle. consumare il fiato, parlare inutilmente.
festine. s.m. pranzo di nozze offerto agli fiáte. s.m. fiato; aria che si emette dai
invitati. Festa, trattenimento specialmente polmoni attraverso naso e bocca, durante il
notturno e con balli. movimento di espirazione.
fète. s.m. fetore; puzzo forte e nauseante. fiatúse. agg. malinconico. o melanconico; che
fetècchije. s.f. cilecca azione che non riesce. sente o è propenso a sentire malinconia.
Fallire. fibbije. s.f. fibbia; fermaglio di varia materia
feteche. s.m. fegato; grossa ghiandola e forma usato per tener chiuse cinture,
dell'apparato digerente dei Vertebrati, posta bracciali e simili.
nella parte superiore destra dell'addome, che ficcanáse. s.m. ficcanaso; persona indiscreta
produce la bile e interviene nel metabolismo. che si intromette in cose che non la
fetènde. s.m. mascalzone; persona spregevole riguardano. Curioso.
che compie azioni disoneste. Farabutto. ficche. v. infilare; introdurre una gugliata di
fetenzije. s.f. sporcizia; caratteristica di filo nella cruna di un ago. Introdurre qlco.
sporco. fiche. s.f. vulva della donna. fico; albero delle
fetì. s.m. fetore, puzza. Urticali con corteccia grigia, foglie palmato -
fetì. s.m. fetore; puzzo forte e nauseante. lobate e frutti a siconio dolci e carnosi.
fettà. s.m. fitto; affitto. fide. s.f. fida, canone d’affitto dei terreni a
fettene. s.f. fettina dim. di fetta; pezzo di pascolo ai tempi di Alfonso I d’Aragona.
carne di vitello o maiale. figghiastre. s.m. figliastro; figlio che il marito
fettucce. s.m. dimin. di nastro, parte del ebbe da altra moglie o la moglie da altro
nastro di una decorazione di tela di varie
marito, nei confronti del nuovo coniuge. Il
lunghezze.
figlio di un solo genitore.
figghiáte. v. figliata; partorito, avere un figlio.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
figghijà. v. partorire; espellere il feto al finamunne. s.f. catastrofe; parte della
termine di una gravidanza. tragedia classica in cui avviene lo
figghije. s.m. figlio; individuo di sesso scioglimento dell’intreccio. Sciagura
maschile rispetto a chi l'ha generato, tanto gravissima calamità.
nella specie umana che in quella animale. finariglije. antiq. s.m. sedimento dei liquidi.
figghijeme. s.m. mio figlio. fìne. s.m. fieno; erba di prato pascolo ed
figghijesdèje. agg. anche s.m. filisteo; erbaio, tagliata, essiccata e conservata per
appartenente a un'antica popolazione l'alimentazione del bestiame.
stanziatasi sulle coste della Palestina. fineminde. s.m. finimenti; che bardano i
figghijóle. s.f. signorina; donna giovane non cavalli o altri equini.
ancora sposata. Zitella. finge. v. simulare; far parere che ci sia
figghiulèlle. s.m. signorinella; giovane qualcosa che in realtà non c'è: simulare un
ragazza in età puberale. sentimento. Fingere.
figuráre. s.m. calcografo, colui che stampa finocchiètte. s.m. tarallo d’uova con semi di
per mezzo di matrici in rame incise in incavo. finocchio.
fijacchèzze. s.f. fiacchezza; sentirsi fiacco. fiocche. s.f. fiocco; fiocchi grandi che
Svogliatezza, spossatezza, debolezza. formano la falda di neve.
fijatà. v. respirare. Parlare. “né fiatà tè sta fionde. s.f. fionda. antica arma da getto
citte!!”. formata da due strisce di cuoio e da una tasca
fijáte. s.m. fiato; aria che si emette dai in cui era riposto il proiettile da lanciare.
polmoni attraverso naso e bocca, durante il Arnese con cui spec. i ragazzi lanciano sassi,
movimento di espirazione. Alito, respiro. costituito da un legno o ferro biforcuto cui è
Soffio di vento. assicurato un robusto elastico.
fije. antiq. s.m. fetore; puzzo forte e fióre de cavede. s.m. pomeriggio estivo:
nauseante. “condróre”.
fijède. antiq. v. offendere; Ferire gravemente fióre de latte. s.f. crema di latte.
la dignità di qualcuno. Insultare, oltraggiare. fire de Fogge. s.f. fiera; mercato locale
Ferire; colpire causando una ferita: ferire qlcu. periodico con vendita dei più svariati prodotti,
di coltello. tenuto per lo più in occasione di festività
fijóre de cavede. s.m. pomeriggio estivo; religiose. La tradizione attribuisce a Federico
parte del giorno compresa tra il mezzogiorno II di Svevia (1194- 1250) l’istituto della fiera
e la sera. “contrόre”. di Foggia che si svolgeva annualmente al
fijóre de cavele. s.m. cavolfiore; varietà di
Piano delle Fosse; oggi piano della Croce
cavolo a fusto eretto con foglie grosse
davanti alla chiesa di san Giovanni Battista;
nervatura mediana e infiorescenze giallicce.
fijóre. s.m. fiore; organo della riproduzione successivamente il campo fiera si spostò a
delle piante Angiosperme costituito da foglie largo Pila e Croce tra l’attualmente l’Istit.
trasformate in sepali e petali e contenente Industriale Saverio Altamura, Palazzo degli
stami e pistilli. Fiori d'arancio, simbolo delle Studi e Caserma Miale da Troia. Nel 1938
nozze. Ragazza bella. L’istituto divenne Ente Naz. Fiera di Foggia e
fijuráje. s.m. fioraio; venditore di fiori. venne ubicata dove sta attualmente, in
fijúre. s.m. fiori in genere. via Bari. A Foggia si svolgevano anticamente
fijurille. s.m. fichi freschi settembrini. due fiere principali: la fiera di maggio e la
fila file. v. rasentare, sfiorare. fiera di novembre chiamata di santa Caterina,
filafante. s.f. sequela, serie di fatti sgradevoli
quest’ultima si svolgeva nella zona croci
che accadono uno di seguito all’altro.
file. s.m. filo; manufatto per tessere, cucire e a fianco alla chiesa delle Croci dove è ubicato
simile, allungato e sottile, che si trae attualmente il parco S. Anna.
mediante filatura da fibre tessili. fire. s.f. fiera; mercato locale periodico con
vendita dei più svariati prodotti, tenuto per lo

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più in occasione di festività religiose: la fiera che dapprima assunse il nome di nuova Arpi e
di S. Caterina. dopo di quello di Fogia. Nel 1700 Foggia era
firre. s.m. ferro; metallo generalmente grigio la seconda città del regno di Napoli ed era in
diffuso in natura impiegato per la stretto rapporto con la capitale. Modo,
lavorazione di acciaio, ghisa ed altro. maniera: foggia di parlare. Aspetto esteriore
firrevècchije. s.m. ferrovecchio; chi compera di qlco.: abito di foggia strana. Moda, maniera
e rivende ferro o oggetti vecchi. di vestire.
fisciù. s.m. fazzoletto del collo. fogghije. s.f. foglie; organo delle piante
fiste. locuz. capelli posticci. superiori, generalmente di forma laminare e di
fistuche. s.f. festuca; fuscello di paglia. Pianta color verde, in cui si compie la funzione
erbacea rizomatosa delle Graminacee clorofilliana e la respirazione.
coltivate per ortaggi. fogghjemisckáte. s.f. verdure selvatiche
fite. s.m. puzzo, lezzo; persona cattiva. commestibili, ve ne sono diciotto qualità.
fitte. s.f. fitte dolorose; sensazione dolorosa fogliamolle. s.f. bietola o bieta; varietà di
che si manifesta d'improvviso. Trafittura. barbabietola da orto, le cui foglie hanno
fiúme. s.m. fiume; corso perenne di acque coste fogliari bianche larghe e carnose,
adunate da corsi minori nati da sorgenti, commestibili. Barbabietola.
laghi o ghiacciai, che scorre verso il mare, un fogliamorte. s.f. foglia morta, secca.
lago o verso un fiume più grande nel fóje. s.f. cupidigia. sfrenato e intenso
desiderio di beni e piaceri materiali: cupidigia
quale s'immette.
di denaro. Avidità.
fiuráje. s.m. fioraio; venditore di fiori.
folaghe. s.f. folaga; uccello palustre nero con
fiúre. s.m. fiori.
una macchiolina bianca sulla fronte.
flanèlle. s.f. flanella; stoffa di lana o cotone a
fondèrije. s.f. fonderia; stabilimento
trama piuttosto rada, non rasata dal metallurgico per la fusione dei metalli.
diritto. fonfóne. locuz. vivanda bocconcino buono.
flavizije. agg. anche s.m. biondo; che ha un fonze. s.m. Alfonso.
colore intermedio fra il giallo e il castano forbuttà. v. ingiuriare; offendere con ingiurie.
chiaro, con gradazioni diverse: detto Insultare, oltraggiare. Fare torto, danno.
specialmente di capelli, barba e simili. Scambiarsi ingiurie.
flosce. s.m. fili per fare le calze con i ferri a forche d’u carruzze. s.f. forca del carretto a
mano. due denti per fissare le redini e per appendere
focanganne. v. soffocare; impedire di la bisaccia.
respirare, strozzare la gola con le mani. forche. s.f. forca; attrezzo per rimuovere
fóche. s.f. foca; muoversi goffamente.
foraggi, paglia, letame e simile costituito da
focόne. s.m. camino; impianto domestico ove
tre o quattro denti di ferro collegati a un
si accende il fuoco, per cucinare o
riscaldare, ricavato nello spessore del muro o manico di legno. Patibolo per l'impiccagione
posto a ridosso del muro stesso. formato da uno o due legni fissi in terra alla
fogge. s.f. da Fovea (luogo acquoso o cui sommità è posto un altro legno
pantano) città della puglia, alt. 76 m. dal trasversale da cui pende la corda con il
livello del mare, Foggia; nasce attorno cappio.
all’anno mille con la caduta dell’impero fóre. v.tr. eliminare; togliere, rimuovere.
Romano d’Occidente la città di Arpi viene Ammazzare. Fuori.
saccheggiata e rapinata prima dai Goti e poi fóremáne. s.m. lato sinistro del carretto,
dai Longobardi che contribuirono alla sua piccolo cavallo che viene attaccato al carretto
distruzione. Così gli arpani, abbandonarono la fuori dalle stanghe per abituarlo a tirare, si
primitiva città, cominciando ad emigrare in un dice anche; “valanzine”.
luogo più basso distante sette miglia rispetto forèste. s.f. foresta; grande estensione di
alle rovine di Arpi in nuove terre paludose, terreno coperta da alberi. Selva.

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forfere. s.f. forfora; prodotto di fracchije. s.f. erba da foraggio. A san Marco
desquamazione dello strato corneo del cuoio in lamis (FG) il giorno del venerdì santo esce
capelluto. la processione della madonna dell’addolorata,
forge. s.f. fucina; focolare a carbone, con aria i sammarchesi fanno le “fracchije” per poi
insufflata, su cui i fabbri arroventano il ferro bruciarle durante la processione, sono dei coni
per batterlo all'incudine. fatti con pali di legno messi su due ruote che
forme de cáse. s.f. girella di cacio, oggetto a possono pesare anche centocinquanta quintali
forma di piccolo cerchio di compensato dove con lunghezza di 25 metri, e alte tre o quattro
si mette a stagionare il formaggio. metri, tenute da anelli di ferro e tirate con funi
formedáte. v.tr. temere, temuto; provare una dai sammarchesi, uno spettacolo da non
sensazione di timore o turbamento perdersi.
aspettando che avvenga qlco. di spiacevole o fraccomede. agg. pigro; di persona restia ad
che si vorrebbe evitare. agire, a prendere iniziative, a muoversi.
formiche. s.m. Negli anni 50 e sessanta era fraccuráde. s.m. fantoccio di legno o di cenci
l’unico venditore e addetto alle pompe funebri privo di piedi, manichino fatto a imitazione
forniti dall'esperienza, o di rappresentare della figura umana con cenci, legno ed altri
invenzioni sue proprie in immagini sensibili. materiali. Pupazzo.
foss’a madonne. locuz. pronuncia di un fracete. agg. fracido; andato a male. Marcio,
desiderio. putrefatto. Molto bagnato: abito fradicio.
fossa granáje. s.f. fossa; a Foggia vi erano Ubriaco completamente ubriaco.
1000 fosse di diversa capacità. La più grande fradete. s.m. tuo fratello.
era la santa Barbara con oltre quattromila fragagghije. s.f. cose alla rinfusa.
tomoli di grano; la Cinciarella, la Puzzolente, fraganze. s.m. odore. sensazione provocata
la Caracciolo, la santo Stefano ed altre. Ogni dal contatto di molecole di sostanze volatili
fossa era così composta: diametro con l'organo dell'olfatto: un delizioso odore di
dell’imboccatura era più di un metro (da m. viole.
1,20 a m. 1,30), tale larghezza era uguale fino fraglije. antiq. s.f. confraternita; associazione
a due metri di profondità. Poi si allargava fino di laici avente per fine pratiche di carità e
a raggiungere il diametro di 6 o 7 metri e la culto.
profondità pure di 7 metri. La capacità fraguláre. s.m. venditore di fragole.
complessiva di tutte le fosse oltrepassavano i fragule. s.f. fragola; pianta erbacea delle
400.000 (quattrocentomila) quintali di grano, Rosali con foglie composte seghettate con peli
pari a circa un milione di (tomoli) ogni lucenti e infruttescenze rosse commestibili.
tomolo equivaleva alla capacità di circa 45 frajóne. s.m. neonato sottopeso: “ ‘U figghije
litri, pari a 46\48 kg. a secondo la grandezza de ‘ngurnatèlle e náte frajóne”.
del grano. Attualmente di fosse c’è né ancora frále. agg. frale; fragile, debole.
una davanti alla chiesa di san Giovanni france. s.f. stato Europeo.
Battista sul lato sinistro guardando la chiesa. francescáne. agg. francescano; proprio di S.
fotte. v. sfottere; ingannare, imbrogliare. Francesco d'Assisi e dei suoi seguaci. Che si
Possedere sessualmente. Avere rapporti fonda sull'amore per ogni essere del creato,
sessuali. sulla povertà e semplicità di vita.
futtúte. s.m. fottuto. Appartenente a uno degli ordini che si
frabbecatόre. s.m. muratore; operaio addetto ispirano alle regole di S. Francesco.
alla costruzione di opere in muratura. francèse. agg. o s.m. francese; della Francia.
frabbeche. s.f. fabbrica; cantiere edile. franche. agg. buono; che si considera
fracasse. s.f. fricassea; vivanda fatta di carne, conforme ai principi morali.
verdura o altro, sminuzzata e cotta in franchebulle. s.m. francobollo; piccolo
stufato con salsa a base d'uovo e succo di rettangolo di carta filigranata o no, recante su
limone. una faccia una vignetta con dicitura e sull'altra
fracchiaccόne. s.m. uomo alto e obeso.

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uno strato gommato, da applicare sulla frátecucine. antiq. s.m. cugino di primo
corrispondenza postale. grado.
franchine. s.m. dimin. di Francesco. frateme. locuz. mio fratello.
franciscke Paule. s.m. Francesco Paolo fratete. s.m. tuo fratello.
Iacuzio, nasce a Foggia (1787-1853) fratille. s.m. confratello di una stessa
Presidente della suprema magistratura della confraternita. Fratello.
Capitanata, fu acceso nemico del regime frattaglije. s.f. frattaglie, interiore degli
borbonico, gran maestro dell’ordine dei animali macellati, cuore, fegato, rognoni,
carbonari che avevano come simbolo la cervello.
bandiera rossa, turchina e nera, il tricolore dei frattáme. s.f. scarti di provolone, salame,
carbonari italiani. Nel 1799, nacque a Foggia salsiccia.
la prima società segreta chiamata” L’amor frattande. locuz. nel frattempo.
nascente”, che poi si diramò in altre fravele. antiq. agg. friabile; di tutto ciò che,
quattordici sezioni, con nomi diversi: “I per scarsa coesione, può ridursi in briciole.
militi”. “ I figli di Orazio al ponte”, “L’amore fravelóne. s.m. persona non in gamba e di alta
della virtù”, “Virtù perseguitata”, “Virtù statura.
premiata”, “I figli della patria”, ecc… frecà. v. tr. rubare; prendere con la violenza o
franciscke. s.m. Francesco, nel giugno del di nascosto ciò che appartiene ad altri.
1797 ci fu il matrimonio tra Francesco I e Rapporto sessuale.
Maria Clementina d’Austria. Altro frecàte. s.m. rapporto sessuale si può dire
personaggio Francesco Manolla era un anche: “chiaváte, scupáte, chiandèlle,
bravissimo medico chirurgo specializzato in ‘nzapunà, sciammèrghe, ‘nzapunáte”. Rubato.
ginecologia, curava la gente con molta frecatúre. s.f. fregatura; atto del fregare
umanità, le persone che non potevano pagare qualcosa. Danno, inganno, imbroglio.
li visitava e curava gratuitamente. Fu freddelúse. agg. freddoloso; che soffre il
Assessore ed ufficiale sanitario, fece emanare freddo.
un ordine per proibire alle lavandaie di lavare frèdúcce. vezz. di Alfredo.
e sciorinare la biancheria in città. fregedè. s.m. frigorifero; mobile o locale per
Personalmente controllava tale divieto e la conservazione degli alimenti, nel cui
spesso fuggiva dei panni stesi in città. Nel interno, mediante una macchina frigorifera, si
1884, durante il colera si prodigò a curare i mantiene una temperatura inferiore a quella
malati, insegnando ai foggiani i modi per ambiente.
prevenire le malattie. Quando si accorse che frenà. s.f. colpo di freno.
la malattia andava sempre più prodigandosi frenáte. s.f. frenata Azionamento dei freni di
fece istituire delle cucine pubbliche per la un veicolo.
distribuzione gratuita delle razioni per una frène. s.m. freno; finimento al quale si
maggiore igiene alimentare. Dopo l’epidemia attaccano le redini per guidare gli animali.
colerica, il prefetto di Foggia li voleva Morso. Mordere il, rodere il freno.
consegnare la Croce di Cavaliere della corona frenechià. v. intr. pensare; possedere e
d’Italia. La rifiutò dicendo: Sono medico e utilizzare precise facoltà mentali.
ritengo di aver fatto soltanto il mio dovere”. frenesije. s.f. frenesia; capriccio smanioso o
francucce. antiq. s.m. vezz. di Francesco. irragionevole.
frappa. s.f. grossa cialda. fresà. v. tr. fresare; lavorare con la fresatrice.
fratande. locuz. nel frattempo. freschètte. s.m. freschetto; un poco di aria
fráte de latte. s.m. fratello di latte, allattato fresca.
dalla medesima balia. freschettόne. s.m. persona grossa e alta.
fráte. s.m. frate; religioso di un ordine freschulille. s.m. freddino.
monastico cattolico. Monaco. Fratello fresckà. v. intr. fischiare; emettere o produrre
Ciascuna delle persone di sesso maschile nate un suono acuto e sibilante: fischiare con le
dallo stesso padre e dalla stessa madre. labbra. Fischio.

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fresckále. s.m. aggeggi del collare del frezzecà. locuz. muoversi agevolmente:
cavallo, s’infilano nelle stanghe del carretto e “ogge ne rièsce a frezzecarme”.
vengono bloccati dalle: “lozze”. frezzecarόle. s.f. lappa, nome di alcune piante
fresckóne. s.m. fischione; uccello affine con foglie grandi, fiori in capolini sferici con
all'anatra, con abitudini notturne, diffuso brattee uncinate che si attaccano al vello degli
persona alta e ignorante. animali, grosse radici carnose con proprietà
fresculèlle. s.f. ragazza sfacciata. diuretiche e depurative. Lappola. Donna
fresèlle. s.m. tarallini con semi di anice o pimpante si dice anche: “frezzecarèlle”.
finocchio che vendono per strada i: frezzóle. s.f. padella; utensile da cucina
“taralláre”. costituito da un recipiente di forma circolare,
fresijìlle. s.m. nastrino dimin. di nastro. Parte poco profondo e munito di un lungo manico,
del nastro di una decorazione od onorificenza, usato spec. per friggere.
che si porta per distintivo sul petto o fridde. agg. freddo; che comunica una
all'occhiello. sensazione contraria a quella del caldo a causa
frettáte de spaghètte s.f. frittata di spaghetti; della temperatura inferiore a quella normale o
primo piatto tipicamente foggiano si prende ambientale.
una pentola e si fa bollire l’acqua per cuocere frigidè. s.m. frigorifero; mobile o locale per la
gli spaghetti, si mette il sale quando basta e si conservazione degli alimenti, nel cui
tolgono un po’ al dente, nel frattempo si interno, mediante una macchina frigorifera, si
prende una zuppiera si sbattono le uova, si mantiene una temperatura inferiore a
mette il formaggio e la mozzarella tagliata a quella ambiente.
dadini. Si mangiano gli spaghetti e si frignóne. s.m. uomo babbeo.
mescolano nel composto. Poi in una bella frijaóve. s.m. tegamino; piccolo tegame con
padella media si mette la basta dell’olio, si fa sponda, usato specialmente per cuocere le
riscaldare per bene e si fa la frittata. Si fa uova.
dorare prima un lato e poi l’altro. frijarille. s.m. piccoli peperoncini verdi.
frettáte. s.f. frittata; pietanza a base di uova frije. v.tr. friggere; cuocere in padella o
sbattute, spesso arricchita con verdure o tegame, immergendo in olio o grasso bollente.
altri ingredienti, cotta in padella con olio o fringuèlle s.m. fringuello; piccolo uccello dal
burro, di forma tondeggiante. Combinare un canto melodioso con dorso bruno e petto
guaio. rossiccio.
frettatèlle. s.f. piccola frittata. frischètte. s.m. fischietto; dimin. di fischio.
frettene. s.f. ferrettino che si mette nei oggettino metallico, di legno o plastica per
capelli delle donne. fischiare.
frèva magnarèlle. s.f. febbre giovanile che frischijà. s.f. frescheggiare; godersi il fresco.
sviluppa l’appetito. frisckà. v. intr. fischiare; emettere o produrre
frève da cavalle. s.f. febbre da cavallo, molto un suono acuto e sibilante.
alta. frisckále. s.m. listello sottile striscia di cuoio
frève. s.f. febbre; aumento della temperatura del cavallo.
corporea dovuto a malattia. frisckáte. s.f. fischiata; fischio, spec. di
frevegghiazze. s.f. tremito che precede la richiamo o di riconoscimento.
febbre. friscke de rècchije. s.m. fischio d’orecchie;
frèvele. s.f. feola; è la spiga della “Croscke” suono lungo è sottile prodotto dall’uomo.
frutice, piccolo arbusto si dice anche Nella credenza popolare foggiana quando si
“Ferlizze”. ha il fischio d’orecchio significa che qualcuno
frèvelóne. antiq. s.m. frullane in uso nei sta parlando bene di te. Mentre quando una
mulini. persona ha un singhiozzo significa che
frevozze. s.f. decimi di febbre. qualcuno sta parlando male di te,
friscke. agg. anche s.m. fresco; di ciò che ha
una temperatura gradevole, tra caldo e freddo.

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Fischio suono lungo e sottile prodotto da frunzì. v. fronteggiare; combattere,
persone, animali o cose. Prendere fischi per contrastare: fronteggiare il nemico. Star di
fiaschi, fare una grossa svista. Strumento per fronte.
fischiare. Stare in galera. frusce d’acque. s.m. scroscio; violenta e
frisckule. s.m. filtri di giunchi usati negli rumorosa caduta d'acqua: uno scroscio di
oleifici. pioggia.
frisckúre. s.f. frescura; aria o brezza fresca. frusce de rècchije. s.m. sibilo; fischio
frisculèlle. s.f. donna di facile costume. all’orecchio acuto, sottile e continuo.
fritte ‘nduráte. locuz. cotoletta indorata negli frusce de scópe. s.f. fruscolo; erba campestre
uova sbattute prima di friggerla. fatta di cannucce con la gli scopari
fritte. v. anche agg. fritto; cotto in padella in confezionano le scope.
olio o grasso bollente. frúsce. s.m. fruscio; ronzio; gioco a carte con
frivele. s.f. scheggia; frammento di legno, quattro carte dello stesso colore ecc… Anche
pietra o sim. che si stacca da un corpo. indossare un vestito nuovo: “chè bbèlle frusce
fróce chè assemmègghjene dúje tubbe”. che tè fatte”.
fróce. s.f. frogia; narice umana, specialmente fruscke. s.f. erba campestre con la quale i
dilatata. narice degli equini: “ tène dóje fróce crocesi confezionavano le scope.
chè assemmègghjene dúje tubbe”. fruschele. s.f. bestia; animale in senso
frondizze. s.f. bandella, piastra metallica generico, asino, cavallo ecc...
infissa su imposte, recante all’estremità un fruscià. locuz. spendere senza nessuna
anello che si fissa sui cardini. importanza.
fronn’e limóne. mdd. vecchia canzone della frusciaminde. s.m. il modo di spendere.
malavita foggiana. frusciáte. s.f. chi ha speso o sperperato tutto.
fronne. s.f. fronda; ramoscello con foglie. fruscióne. locuz. chi spende molto: “ne ce
Tutte le foglie e i rami di un albero. jènne appirze a quille chè éje nu fruscióne”.
fruffrù. s.m. biscotto di pasta frolla con strato fruscke. s.f. cavalla; femmina del cavallo.
di cioccolato. frusckèlle. locuz. ragazza poco seria.
frufrè. locuz. contratto della luce, che l’Enel. fruscóle. antiq. locuz. giunti in uso presso gli
forniva negli anni 40/50/60 senza limite di olifici: “drappiti”.
consumo da £ 70/80 il mese. Alla spicciolata frustà. v. tr. frustare; percuotere con la frusta:
frugulagghje. s.f. briciola; minuto frustare un animale. Sferzare.
frammento di cibo, spec. di pane. Quantità frustáne. antiq. s.m. fustagno; panno di poco
minima di materiale. pregio, stoffa grossa di cotone con faccia
frugulóne. s.m. arnese di metallo per cernere vellutata e l’altra no.
la crusca dalla farina. frustáte. s.f. frustata; colpo di frusta.
frundále. s.f. frontale; parte della briglia che fruste da cucine. s.f. frusta utensile da cucina
è sotto gli orecchi del cavallo e passa per la per far montare la panna, l'albume delle uova
fronte. e sim., costituito da fili di ottone ripiegati e
frundine. s.f. frontino; ornamento femminile fermati al manico.
di osso o plastica rivestito di crogrè, che si fruste. s.f. frusta; lunga striscia di cuoio o
porta sui capelli. corda intrecciata, fissata all'estremità di un
frundire. s.f. frontiera; linea di confine che bastone, usata per incitare gli animali da tiro,
delimita il territorio di uno Stato. un tempo, per percuotere le persone.
frungille. antiq. s.m. fringuello; piccolo Sferza.
uccello dal canto melodioso con dorso bruno e frustère. agg. ; anche s.m. forestiera; che (o
petto rossiccio. Chi) proviene da un paese diverso da
fruntijizze. antiq. s.f. spranga; sbarra di ferro quello in cui attualmente si trova.
o legno, traversa per chiudere o tener frustene. s.m. frustino; bacchetta flessibile
sprangato usci e simile. ricoperta di pelle, usata per incitare il cavallo.

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frustire. agg. anche s.m. forestiero; che (o dolore e intorpidimento o ipersensibilità.
Chi) proviene da un paese diverso da quello in Successivamente le vescicole formano croste
cui attualmente si trova. che si asciugano dopo 5-10 giorni.
fruttajulle. s.m. fruttivendolo; venditore di fuche de pagghije. s.m. fuoco di paglia, che
frutta e ortaggi. dura poco; sentimento molto intenso ma non
fruttajόle. s.f. fruttaiola; venditrice di frutta e duraturo. |
ortaggi. fuche. s.m. fuoco o foco; complesso degli
frutte de l’ucchije. s.m. bulbo; bulbo oculare, effetti calorici e luminosi prodotti dalla
nella cavità orbitale, sfera in cui è posta la combustione.
cornea. fuchijèje. locuz. sentire caldo, andare in
frútte de máre. s.m. frutti di mare, molluschi calore.
commestibili, ricci di mare e certi tipi di fuchiste. s.m. fuochista o fochista; chi
gamberi. alimenta una caldaia a vapore.
frutte. s.m. frutto/a. prodotto della terra. Parte fuchúse. agg. focoso; pieno di fuoco, facile ad
di talune piante contenente gli ovuli accendersi. Caldo impetuoso, veemente.
trasformati in semi: frutto deiscente, fucile subbaque. s.m. fucile subacqueo, arma
indeiscente. Prodotto commestibile di talune subacquea a molla, per lanciare piccole
piante: la polpa, il nocciolo del frutto. fiocine.
Profitto, rendita. fucile. s.m. fucile; arma da fuoco portatile di
fruttire. s.f. fruttiera; grande piatto o vassoi piccolo calibro e canna lunga d'acciaio.
per portare la frutta in tavola. fucóre. s.m. irritazione cutanea.
fruvulóne. s.m. buratto, arnese usato fucόne. s.m. camino che si usava nel rione
anticamente dai foggiani per dividere la croci di forma quadrato e composto di mattoni
crusca dalla farina. alto un metro messo al centro della casa per
fucáce. agg. focoso; pieno di fuoco, facile ad riscaldarsi.
accendersi. Caldo, impetuoso, veemente. fuffele. s.m. asfodeli secchi, arbusto selvatico
fucagne. s.m. camino sito nel padiglione. detti anche: “Avuzze”.
fucarille. s.m. fuocherello; piccolo fuoco. fugarine. s.f. focolare, vecchio tipo di cucina
fucarine. s.m. focolare; nelle case rustiche, realizzato in muratura a ridosso di una parete
piano di pietre o di mattoni per accendervi a forma di bancone.
il fuoco. fuggeáne. s.m. foggiano, da fogetani, fogitani,
fucarúle. s.m. focolare domestico, una fogienses, abitante di Foggia, ci sono due detti
nicchia scavata nella parete dove si cucinava. foggiani: “fuggeáne magna patáne, accide
fuceláre. s.m. armaiolo; chi fabbrica o vende peducchije e sóna cambáne”, e “fugge da
armi. Fogge, no pe Fogge, ma p’i fuggeáne”.
fucètele. s.m. beccafico, uccello che si nutre fuggianazze. s.m. nome dato agli abitanti del
di fico. rione “Croci”.
fuche d’arteficie. s.m. fuoco d'artificio, fuggianèlle. s.f. ragazza foggiana.
artificiale, fuochi, fatti con polvere pirica e fuggianille. s.m. cetrioli foggiani di misura
variamente colorati per feste e simile. media
fuche de sant’Antonije; s.m. fuoco di fuggiasche. locuz. nome dato agli arpani dopo
Sant’Antonio; noto anche come, herpes zoster la distruzione di Arpi da parte dell’Impero
è causato dallo stesso virus della varicella, che Romano, da fuggiaschi deriva “Fogge”.
resta nell'organismo dopo la guarigione fuglià. locuz. mettere il numero a ciascun
della malattia infantile e, in genere quando il foglio di un libro.
soggetto raggiunge l'età adulta, attacca fugliètte. s.f. foglietta di carta.
una fibra nervosa sensoriale. Sulla pelle che si fúje. v. fuggire; allontanarsi rapidamente da
trova al di sopra del percorso del nervo, un luogo o situazione per timore, per salvarsi
qualche giorno dopo l'inizio dei disturbi si e simile. Scappare.
formano delle vescicole, accompagnate da

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
fúja fúje. antiq. locuz. fuggi fuggi. Scarpe piano stabile di appoggio: fondazione a platea,
ginniche. su pali.
fujènne. v. scappare; sottrarsi con la fuga a un fundanáre. s.m. fontaniere; chi è addetto alle
pericolo, un rischio, un danno e simile. fontane d'una città. Operaio che lavora ai tubi
fujúte. locuz. donna che perde la verginità delle fontane. Idraulico.
prima di sposarsi. Fuggito. fundáne. s.f. fontana. Il 21 marzo 1924 fu
fulmenáte. v. anche agg. fulminato; colpito inaugurata la prima fontana a Foggia, venne
da fulmine o scarica elettrica. Abbattuto a chiamata la fontana del sele in piazza Cavour,
morte. l’artefice dell’acquedotto Pugliese fu l’on.
fulmene. s.m. fulmine; violenta scarica Gaetano Postiglione. Il 28 ottobre del 1928 fu
elettrica tra una nube temporalesca e la terra o inaugurata la fontana delle tre fiammelle, la
tra nube e nube, accompagnata da tuono e fontana reca inciso lo scritto: SUPER
luce intensa. AQUAS FLAMMAE, progetto
fultúre. s.m. sostegno; ciò che sostiene, serve dell’Architetto Pietro Lombardi. Il 28 ottobre
di appoggio, supporto e simile. del 1929 fu inaugurata la fontana di pozzo
fuluncine. s.m. filoncino di pane. rotondo a ricordo del grande imperatore
fumà. v. fumare; aspirare il fumo del tabacco Federico II. Nel 1953 fu inaugurata la Fontana
o di altre sostanze ed emetterlo dalla bocca e davanti al piazzale della Stazione.
dal naso: fumare sigari, fumare la pipa. Avere fundanèlle. s.f. piccola fontana; per lo più
il vizio del fumo. quella a foggia di colonnina, situata in un
fumatúre. s.m. fumatori; chi fumano luogo pubblico, tenue zampillo d’acqua
tabacchi. sorgiva. Punto di riunione di più ossa della
fumé. s.f. fumé; di color fumo, grigio scuro. volta cranica, che nel neonato non è ancora
fúme. s.m. fumo; complesso dei prodotti ossificato. Fontanella della gola, piccolo
gassosi di una combustione che trascinano in incavo del collo, corrispondente all'estremità
sospensione particelle solide, quali ceneri, superiore dell'esofago.
carbone incombusto e simile. Sapere di fumo fundanine. s.f. dimin. di fontana.
detto specialmente di cibo, avere uno fundanire. s.m. fontaniere; chi è addetto alle
sgradevole sapore per cottura su un fornello fontane della città, operario che lavora ai tubi
fumoso. Fumo negli occhi, ciò che appare e delle fontane.
non è, e serve spec. per ingannare. fundeche. antiq. s.m. deposito atto del
fumechúse. agg. borioso; pieno di boria, depositare: deposito della merce in
vanaglorioso. Altezzoso, burbanzoso. magazzino. Contratto col quale una parte
fumelizzije. s.m. fumacchio, fumo che si leva riceve dall'altra una cosa con l'obbligo di
custodirla e di restituirla a richiesta o nel
da cose che bruciano lentamente e senza
termine convenuto. Quantità di oggetti o
fiamma.
materiali dello stesso genere riuniti insieme.
fumettère. s.f. erba medicinale delle Luogo adibito alla raccolta di oggetti, merci e
campagne foggiane. sim.: un deposito di vini. Ricovero per
fumire. s.m. letame; lettiera ed escrementi del locomotive, autobus, tram e simile.
bestiame circa decomposti, usati come fundiarije. agg. fondiario; attinente a fondi,
concime. poderi, case. Proprietà fondiaria, di
funachètte. s.f. casa seminterrato, piccola terreni, case e simile. Ufficio dove si pagano
abitazione. le tasse.
funaminde. s.m. ano; orifizio all'estremità funebre. agg. funebre; relativo ai morti: rito
terminale dell'intestino retto. Ano funebre. Ufficio funebre.
funáre. s.m. funaiolo; colui che lavora le funi. funèrále. s.m. funerale; complesso di atti e
fundamènde. s.f. fondazione; costruzione, cerimonie civili o religiose per rendere a un
erezione. Istituzione. Parti delle costruzioni defunto gli estremi onori: andare al funerale di
che penetrano nel terreno per raggiungere un

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qualcuno; funerali di Stato. Faccia da funerale intermedio, fornite a una estremità di anelli in
tristissima. cui infilare le dita per adoperarle.
funge. s.m. fungo; organismo vegetale privo furcèlle. s.f. forcella della bicicletta, della
di clorofilla, saprofita o parassita, di motocicletta, parte del telaio in cui è inserito
fungo edule, velenoso. Fungo il mozzo della ruota.
dell'annaffiatoio, capocchia bucherellata. furcenèlle. s.f. fionda, detta anche “jónne”
Fungo atomico, fatta con due strisce di gomma dette: “i
funne. s.m. fondo; parte inferiore di qualcosa: molle”, ricavate dalla camera d’aria della
il fondo di un pozzo, di una botte. bicicletta, da una parte estrema legate ad un
funneche. antiq. s.m. fondaco; bottega in cui pezzo di tomaia per mettervi la pietra, e
si vendevano, un tempo, tessuti il minuto. Nel dall’altra parte estrema legate ad un pezzo di
Medioevo, edificio adibito a magazzino, e legno fatto a forca a due denti.
spesso ad alloggio, tenuto dai mercanti in furchettáte. s.f. forchettata; quantità di cibo
Paesi stranieri. che si può prendere in una volta con la
funnille. s.m. fondello; fondello dei pantaloni. forchetta.
funtanèlle. s.f. fontanella dimin. di fontana; furchètte. s.f. forchetta; posata solitamente in
funucchiètte. s.m. battipanni; spatola di metallo formata da un manico e da più denti
giunco intrecciato per battere e spolverare i (o rebbi), con la quale si prendono le vivande.
panni. furchèttine. s.f. forchettina, dimin. di
funucchille. s.m. piccolo finocchio, forchetta.
finocchietti. furchettόne. s.m. accr. di forchetta . Forchetta
funucchiόne. s.f. finocchiona; specie di grande a due rebbi.
salame aromatizzato con semi di finocchio. furcille. s.f. forca; attrezzo di legno per
funzijóne. s.f. funziona; attività determinata rimuovere foraggi, paglia, letame e simile
da mansioni specifiche connesse a una carica, costituito due denti di legno.
a un ufficio e simile. furcine d’u carruzze. antiq. s.f. forca di
funzine. s.m./f. dimin. di Alfonso e Alfonsa. legno del carretto a due denti per fissare le
furà. v. rubare;rendere con la violenza o di redini del cavallo.
nascosto ciò che appartiene ad altri. furcine di panne. s.f. forca di legno con due
furagge. s.m. foraggio, prodotto vegetale che denti alta 3 m. che si fissava con la corda al
serva da pastura al bestiame; bleffare al gioco muro delle case a schiera per sciorinare la
delle carte. biancheria.
furbarije. s.f. furberia; furbizia; caratteristica furcine. s.m. forchettone, accr. di forchetta;
di chi è furbo. Astuzia, scaltrezza. forchetta grande a due rebbi.
furbe. agg. furbo; che sa mettere in pratica furcóne. s.m. accr. di forca forcone; grossa
accorgimenti sottili e abili, atti a procurargli forca con tre o quattro rebbi di ferro su
vantaggi. Scaltro. un'asta di legno, usata per lavori agricoli.
furbecètte. s.f. forbicina; piccola forbice, furèste. locuz. persona poco socievole.
spec. per manicure o ricamo. furficúle. antiq. s.f. forficula: forbicina.
furbecià. v. criticare; sottoporre a esame furfurúse. agg. forforoso; pieno di forfora.
furge. s.f. fucina; focolare a carbone, con aria
critico. Giudicare Biasimare, disapprovare.
insufflata, su cui i fabbri arroventano il ferro
furbeciáte. s.f. critica cattiva nei confronti di
per batterlo all'incudine.
qualcuno. Taglio netto fatto con le forbici.
furgulóne. s.m. razzo pirotecnico.
furce e garzètte. s.f. forbici grandi per
furline. antiq. s.m. ladruncolo; ladro da poco,
tagliare la criniera del cavallo.
ragazzo che ruba.
furce. s.f. forbici; strumento da taglio,
furmà. v. formare; plasmare, modellare
composto di due coltelli o lame d'acciaio
qualcosa per farle assumere la forma voluta.
incrociate e imperniate in un punto

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
furmagge. s.m. formaggi; alimento che si fuschije. agg. foschia. o fosco; di colore
ottiene facendo coagulare il latte con caglio. scuro.
furmecáje. s.m. formicaio; nido di formiche. fúse. s.m. buco; cavità o apertura profonda e
furmeche. s.f. formica; insetto sociale, che stretta, tondeggiante, nel terreno o in altra
vive in comunità costituite da varie superficie.
categorie di individui: ha capo grande e fuseragnóle. s.m. uomo alto e magro.
antenne ripiegate ad angolo, torace medio e fusille. s.m. fusilli, maccheroni fatti in casa.
addome formato da tre segmenti di cui il fusine. s.f. piccola scheggia fatta al: “curle”
primo e il secondo tanto piccoli da formare un dell’avversario.
peduncolo di unione con il terzo più grosso. fusse. s.m. fosso; grande fossa naturale o
furmèlle. s.m. bottoni della patta dei artificiale per lo scolo dell'acqua.
pantaloni. Gelato con cialde rettangolari. fussetille. s.m. piccolo fosso.
furmiche furmiche. s.m. formicolio; fussètte. s.f. piccola depressione che si nota
sensazione cutanea simile al contatto di sotto il mento.
formiche. fussine. s.f. piccola buca per il gioco delle
furnáce. s.f. fornace; opera in muratura per la biglie.
cottura di calcari, argille, gesso e simile. fustagne. s.m. fustagno, stoffa grossa di
furnacèlle. s.m. fornello, fornetto di carboni cotone o di lana morbida e pelosa,
vegetali costituito da una griglia di ferro con particolarmente adatta a vestaglie, indumenti
orli rialzati, tenuta sollevata da appositi invernali (maglie e mutande in passato), e
sostegni in modo che attraverso i vani della fodere di giacconi e cappotti.
griglia stessa, l’aria arrivi al combustibile fusuláre. antiq. s.m. sostegni affusolati del
sovrastante e la cenere prodotta dalla carretto alti 80x10cm. che regge: cm. che
combustione cada al disotto. regge: “ ‘a strettóre” dove si siede il
furnaciáje. s.m. fornaciaio; addetto alla carrettiere.
fornace dei mattoni.
furnáre. s.m. fornaio, chi fa o vende il pane.
furne. s.m. forno, costruzione in muratura a
volta in cui si produce un’alta temperatura per
cuocervi il pane o altri cibi.
furnille. s.m. piccolo forno.
furruvije. s.f. ferrovia; strada fornita di guide
d'acciaio o rotaie destinata esclusivamente ai
treni.
furtenáte. agg. fortunato; favorito dalla sorte.
Che riesce bene o che determina positivi
sviluppi. Fausto, felice.
furtèzze. s.f. fortezza;fortificazione
generalmente a cinta continua.
furtigne. locuz. odore agro di stallatico;
piccante di peperoncino.
furuire. s.m. ferroviere; dipendente di
azienda ferroviaria.
furunchele. s.m. foruncolo, infezione
suppurativa del follicolo pilifero con intensa
infiammazione e necrosi dei tessuti.
furzúte. agg. robusto, molto forte.
fuscèlle. s.m. rametto secco. Cestino di
giunchi per mettere ricotta e formaggio.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
Consorzio di Bonifica del Tavoliere,
Presidente del R.A.C.I. Ente Nazionale della
Cellulosa e della Carta, a lui si deve la cartiera
G, g a Foggia. Morì a Roma il 25 dicembre 1935.
gaitanèlle. s.f. dimin. di Gaetana.
gajètte. v. chiazzare; spargere di chiazze,
macchiato.
gálà. v. sbadigliare; fare sbadigli.
gabba. v. ingannare; indurre in errore. galandarijáre. s.m. venditore di merci nobili.
Frodare, truffare: ingannare il fisco. Tradire: galandarije. s.f. galanteria; finezza di modi:
ingannare il marito. Imbrogliare. Atto, discorso galante.
gabbadèje. antiq. s.m. gabbadeo, chi vive galandóme. s.m. anche agg. galantuomo;
gabbando il mondo. persona onesta e dabbene. Probo.
gabbasande. locuz. persona ipocrita. galatèje. s.m. galateo; buona educazione, dal
gabbáte. s.f. prendere per stupido una titolo del trattato sul comportamento Il
persona. Galateo scritto da monsignor Giovanni della
gabbèlle. s.m. dazio comunale sui consumi. Casa tra il 1550 e il 1555 su suggerimento di
gabbijáne. s.m. gabbiano; uccello acquatico Galeazzo Florimonte.
con becco lungo e robusto, testa grande, ali galde. v. godere; essere profondamente felice,
molto lunghe, piedi palmati e piumaggio godere.
bianco con ali e dorso grigi. gále. s.m. sbadiglio; atto respiratorio
gabbiotte. s.m. chiosco; piccola costruzione accessorio che consiste in una lenta
in muratura o altro materiale, adibita a vari inspirazione a bocca aperta seguita da una
usi, vendita di giornali, gelati, caramelle e breve espirazione, cui si accompagnano
altro. Edicola. Casotto. caratteristici rumori e stiramenti delle braccia
gabellotte. antiq. s.m. gabelliere; anticamente, e del tronco.
chi era addetto alla riscossione delle tasse. galefà. v. burlare; beffare, canzonare.
gabine. s.f. cabina in genere. Scherzare.
gagge. s.f. donna che tradisce. Caparra; galegà. v. appannare; togliere la lucentezza o
somma di denaro data da una parte all'altra in la trasparenza: appannare un vetro.
occasione della conclusione di un contratto, a galegaje. locuz. cacciatore di pelli.
garanzia dell’esecuzione dello stesso. galejà. v. ingannare; indurre in errore.
gagióle. s.f. gabbia; contenitore formato da un Frodare, truffare. Tradire: ingannare il marito.
telaio e da sottili sbarre o fili di ferro, in cui Imbrogliare.
sono rinchiusi piccoli animali, spec. uccelli. galejotte. s.m. galeotto; rematore di galea.
Luogo chiuso con sbarre, per grossi animali. Forzato che remava nelle galee perché
gaitáne. s.m. Gaetano Saracino docente schiavo condannato. Carcerato. Briccone,
dell’università del Crocese, scrittore e poeta furfante. “galiotte”
foggiano. Uno dei cinque fondatori galèsse. s.m. cocchio a due ruote. Calesse.
dell’Università del Crocese di Foggia con galessire. s.m. cocchiere di piazza.
Felice Stella, Giuseppe Esposto, Michele galètte. s.m. secchio; recipiente simile alla
dell’Anno e Alessandra Leone. secchia di metallo, legno e simile, di forma di
Gaitano Postiglione, nato A Foggia il 20 cono tronco, e di dimensioni generalmente più
ottobre 1892, da nobile famiglia, si laureò in grandi.
ingegneria. Fu nominato Presidente galià. v. sbadigliare; fare sbadigli.
dell’E.A.A.P. nel 1923, riuscì il 21 marzo galijanne. locuz. godersi la vita. “galejanne”.
1924 a far giungere a Foggia l’acqua del Sele galitte. s.f. garitta; cabina davanti alle
sul versante occidentale dell’Appennino, in caserme per la sentinella.
provincia di Avellino. Fu presidente del

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
gallarije. s.m. salotto; stanza, generalmente gallina turchèse. s.f. faraona; uccello dal
non molto grande e arredata con cura, per piumaggio scuro con macchie biancastre
ricevimenti e conversazioni. oppure grigie orlate di nero nelle specie
galláte. s.m. uovo fecondato dal gallo; domestiche, in grado di alzarsi in volo in caso
sbadigliare. di pericolo.
galle ciambulúse. s.m. gallo impastoiato, con gallucce. s.m. dimin. di gallo; a Foggia la
le zampe legate. festa del galluccio si fa il 15 di Agosto in
galle d’acque grusse. s.m. airone cenerino. occasione della festa della madonna Maria
galle d’acque rusce. s.m. airone rosso. Assunta, c’è un detto che dice: “chi magne
galle d’acque. s.m. airone bianco. gallúcce e chi gnotte velène”.
galle. s.m. gallo; uccello domestico di media galluppe. s.m. uomo vile, misero meschino,
taglia, con cresta rossa e carnosa, bargigli codardo.
rossi, coda lunga e falcata e piumaggio spesso galosce. s.f. caloscia o galoscia; soprascarpa
vivacemente colorato. Gallo cedrone, grosso calzatura impermeabile indossata
uccello commestibile selvatico delle regioni galotte. s.f. femmina del tacchino.
montuose, dal piumaggio nerastro. Urogallo. galuppà. v. galoppare; andare di galoppo.
galledinije. s.m. tacchino; grosso uccello di Correre affannosamente.
origine americana con capo e collo lungo, galuppene. s.m. galoppino, persona che si dà
uccello domestico di media taglia, con cresta da fare.
rossa e carnosa, bargigli rossi, coda lunga e gambále. s.m. gambale parte dello stivale che
falcata e piumaggio spesso vivacemente fascia le gambe senza scarpe chiudibili con
colorato. fibbie.
gallegià. v. galleggiare; essere parzialmente gambèttome. s.m. cavalier d’Italia; uccello
immerso in un liquido. dalle gambe lunghe. “gamme longhe”.
gallena selvagge. s.f. gallina prataiola; dei gambugge. s.m. cavolo; pianta erbacea
prati. spontanea delle Papaverali con fusto eretto,
gallena turchèse. s.f. gallina faraona. foglie glauche lobate e fiori gialli riuniti in
gallenáre. s.m. pollaio; edificio o recinto per grappoli; se ne coltivano per uso alimentare
polli. Luogo sporco, disordinato e chiassoso. diverse varietà: cavolo cappuccio; cavolo
gallinaio. rapa. Cavolo di Bruxelles, varietà a fusto alto
gallene. s.f. gallina; femmina adulta del gallo, su cui si sviluppano germogli commestibili
più piccola del maschio, con livrea a colori simili a piccole palle.
meno vivaci e coda più breve, allevata per le gamme de la porte. s.m. stipite; elemento
uova e l’andare a letto con le galline, molto architettonico verticale che limita lateralmente
presto. porte o finestra.
gallene da litte. s.f. gallina da letto; andare a gamme. s.f. gamba; parte dell'arto inferiore
letto con le galline, molto presto. dell'uomo dal ginocchio al piede. L'arto
gallenèlle. s.f. gallina giovane. inferiore.
gallèrije. s.f. galleria; passaggio sotterraneo gamurre. s.m. veste antica di donna.
di strada, ferrovia o canale, scavato attraverso ganasce. s.f. mandibola; nei Vertebrati, osso
una montagna o altri ostacoli. Passaggio impari della faccia, detto anche mascella
sotterraneo nelle miniere. Nei teatri, ordine di inferiore, costituito da due branche orizzontali
posti sopra i palchi. Nei cinematografi, ordine e da due branche verticali che si articolano
di posti a gradinata sovrastante la platea. con l'osso temporale del cranio permettendo
Traforo. l'apertura della bocca. Ganascia.
gallètte. s.f. galletta; biscotto di pasta di pane gance. s.m. gancio: uncino circa grande di
a forma schiacciata, biscotto gallette militare. metallo per afferrare, appendere o collegare
Biscotto marino. vari oggetti: mettere un gancio al muro; i
gallià. v. sbadigliare; fare sbadigli. ganci di un abito; il gancio della gru. Gancio

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
di traino, quello interposto fra trattore, garráte. v. anche agg. indovinato; azzeccato,
autocarro e sim. e rimorchio. Nel ben riuscito.
pugilato, colpo portato a mezza distanza col garrúse. agg. litigioso; che litiga facilmente e
braccio piegato ad angolo retto e gomito frequentemente. Che è oggetto di una lite.
alzato. garse. v. anche agg. bruciato che è consumato
gáne. antiq. s.f. voglia; stato d'animo di chi è dal fuoco.
intenzionato, disposto o propenso a fare garufele. s.f. pannocchia; infiorescenza a
qualcosa. grappolo in cui ciascuno dei rami laterali
gangále. s.m. denti del giudizio, terzi molari forma a sua volta grappoli. Spiga di mais,
miglio, panico e altre graminacee.
che si sviluppano a volte e solo negli adulti.
garzáje. locuz. luogo di difficile accesso.
gangalì. locuz. distrarre mentre si fa qualcosa,
garzále. s.m. schiaffo forte; colpo dato sulla
dando fastidio.
guancia a mano aperta: prendere qualcuno a
gangarille. s.m. denti; ognuno degli organi
duri e biancastri sporgenti nel cavo orale.“ a schiaffi.
quille ciagghià fa zumbà ‘i gangarille da garzaville. s.f. allegria; allegrezza che si
mocche”. manifesta vivamente. Contentezza, gaiezza,
gangáve. s.f. rete usata per rastrellare il fondo gioia, letizia.
marino e pescare le spugne. garze. s.f. garza; tessuto rado e leggero di
ganze. v. agg. anche s.m. amante in senso cotone, usato specialmente. per bende e
spregiativo. Guancia.
garabullà. v. trastullare; fare divertire con garzóne. s.m. garzone: lavoratore subordinato
giochi, trastulli: trastullare un bambino. addetto ai servizi più semplici. Giovinetto di
garáfe. s.f. caraffa; recipiente per liquidi, di età inferiore ai quindici anni.
vetro o altro materiale, panciuto, con collo di gasáte. v. anche agg. gasato o gassato: detto
diametro più ridotto del corpo, atto a di chi si è montato la testa. Esaltato.
contenere liquidi vari. gastegáte. v. anche agg. castigato: privo di
garaffáre. antiq. s.m. chi vendeva vetreria. ciò che può offendere il senso morale, il
garaffine. s.f. bottiglia; recipiente, pudore. Morigerato.
specialmente cilindrico, generalmente di gastemà. v. bestemmiare: offendere la
vetro. divinità con espressioni ingiuriose
garaffóne. s.m. caraffa grande. pronunciando bestemmie.
garande. s.m. mallevadore: chi garantisce, gastematόre. s.m. bestemmiatore: chi
obbligandosi l'adempimento altrui. bestemmia abitualmente.
garbugliáte. v. ingarbugliare. confondere, gattamorte. s.f. gattamorta; chi nasconde il
imbrogliare più cose. suo vero carattere sotto un'apparenza
gargarille. s.m. persona agile: “ vide e chè gattarille. s.m. gattino dim. di gatto.
gargarille éje quille”. gattarúle. s.m. gattaiola; buco che si fa nella
gargarizze. s.m. gargarismo; soluzione parte inferiore delle porte per farvi
medicamentosa per la cura delle affezioni passare i gatti. Gattaiola.
“gargarisme”. gatte. s.m. gatto: mammifero domestico dei
gargavijille. s.f. allegria; allegrezza che si Carnivori, esistente in un gran numero di
manifesta vivamente. Contentezza, razze, con corpo flessuoso, capo tondeggiante,
garghe. agg. malizioso, pieno di malizia. Che occhi fosforescenti e unghie retrattili.
denota malizia. gattejà. s.m. uomo che va in cerca di donne.
garofene. s.m. garofano: pianta erbacea delle gattemajemóne. agg. anche s.m. sornione;
Centrospermali con fiori doppi nelle varietà che non lascia trapelare quel che sente o
coltivate, di vario colore, profumati, e foglie pensa, tenendo un atteggiamento
sottili e allungate, anche: “garofele” apparentemente tranquillo e indifferente.

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gattemammóne. locuz. uomo attaccato alla gèle. s.m. gelo; temperatura pari o inferiore a
mamma. zero gradi.
gattemúpe. s.m. taciturno, persone di poche gelè. s.m. gilet; corpetto aderente, senza
parole. maniche e abbottonato davanti, da portarsi
gattijà. locuz. uomo che va in cerca di donne sotto la giacca, tipico dell'abbigliamento
come fa il gatto. maschile. Panciotto.
gattóne. s.f. mensola; supporto per lo più di gelorme. s.m. Gerolamo.
rettangolo, infisso a una parete, usato come gelόne. s.m. gelone; infiammazione della
piano d’appoggio per oggetti. Gatto grande. pelle, processo infiammatorio delle parti
gaveggine. s.m. uomo galante con le donne.
scoperte, spec. delle dita “gelúne”.
Galante, bellimbusto.
gelúse. agg. geloso; che sente e manifesta
gavegià. v. vagheggiare; guardare con diletto
gelosia in amore.
e compiacimento. gelusije. s.f. stato d’animo proprio di chi
gavetà. v. guardare; rivolgere lo sguardo per dubita dell’amore e della fedeltà della persona
vedere. amata, o teme che essa ami altra persona.
gavete. agg. alto; che ha una determinata gèmèlle. agg. gemelle; nato dallo stesso parto,
altezza. spec. detto di persona: sorelle gemelle.
gavignà. locuz. agguantare sotto le ascelle o geminde. s.m. fastidio; senso di molestia,
dietro le orecchie. disagio, disturbo. Disgusto, avversione, noia:
gazzètte. s.m. uccello tirrabbusino. dispiacere. Incomodo, seccatura,
gazzóse. s.f. gasosa o gazzosa: bibita provocazione.
dissetante preparata con acqua, anidride
genagghije. s.m. inguine; regione compresa
carbonica e zucchero.
gècchite. v. umiliare; sottomettere, reprimere: tra la parte inferiore dell'addome e
umiliare la superbia di qlcu.; umiliare il l’attaccatura della coscia.
proprio orgoglio. Indurre qlcu. in uno stato gendarme. s.m. gendarme; soldato di
d'animo di profondo avvilimento, vergogna, gendarmeria addetto alla tutela dell'ordine
imbarazzo e sim., con offese o altro. pubblico.
Mortificare. gènde alla sdusse. locuz. gente di poco conto.
giudizije. agg. giudizio; che mostra gènde. s.f. gente; le genti umane, il genere
accortezza, prudenza, riflessività. umano. Tutte le genti, tutti gli uomini.
gigante. s.m. gigante; persona molto alta. Popolazione: gente di Presso i greci e i romani
Persona che eccelle per forza, virtù, ingegno e antichi, gruppi di famiglie appartenenti
simile. Nella mitologia greco-romana, allo stesso ceppo.
ciascuno dei figli della Terra, di smisurata gène. antiq. s.f. guancia; parte laterale della
statura, che lottarono contro Giove. faccia, tra lo zigomo e il mento.
giggine. s.m. dim. di Luigi. generà. v. tr. procreare un essere della
gègne. s.f. macchiolina bianca sul bordo medesima specie.
dell’uovo prossimo per covare il pulcino. gerazióne. s. f. generazione; procreazione di
gelà. v. anche agg. gelare; molto freddo, un essere della stessa specie. Discendenza da
gelido. “jelà”. padre in figlio.
gelarde. s.m. Gerardo. genetále. s.m. genitali; organi maschili e
gelardine. s.f. dim. di Gerarda. femminili che partecipano alla riproduzione.
geláte. s.m. gelato; cono gelato cialda conica gèngère. s.m. zenzero; pianta erbacea delle
riempita di gelato. Dolce a base di frutta, latte, Scitaminee dell'Asia tropicale il cui
zucchero, solidificato per congelamento. rizoma è usato come eupeptico e aromatico.
gelatire. s.m. gelatiere; chi fa o vende gelati. gengille. s.m. monile; ornamento prezioso che
Gelataio. si porta al collo. Collana, vezzo.
gèldre. s.f. canaglia; persona malvagia, gèngiúve. locuz. aroma piccante.
spregevole.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
gengive. s.f. gengiva; parte della mucosa gessatúre. s.f. gessatura; trattamento, con
boccale che riveste le arcate dentarie e gesso, di un terreno o del mosto.
circonda i colletti dei denti. gèsse. s.m. gesso; solfato di calcio idrato,
genille. s.m. dimin. di Luigi. incolore o bianco. Pezzo di gesso, spec.
gènnáje. s.m. gennaio; primo mese dell’anno bianco, per scrivere sulla lavagna, stoffa e
nel calendario gregoriano, di trentuno giorni. simile. Gessetto.
gennáre. s.m. Gennaro. geuanne. s.m. Giovanni.
gennarine. s.m. dimin di Generoso. gevendù. s.f. gioventù; età della vita umana
gennasteche. s.f. ginnastica; disciplina che si che si estende dalla fine dell'adolescenza alle
occupa del rinvigorimento del corpo soglie della maturità.
umano mediante la pratica di particolari gevenotte. s.m. giovanotto; uomo giovane.
esercizi. gègne. s.f. macchiolina bianca sul bordo
gèntaglije. s.f. gentaglia; gente spregevole. dell’uovo prossimo per covare il pulcino.
Canaglia, ciurmaglia. ghèje. v. è.
gènuine. agg. genuino; non sofisticato, non ghèrene. v. era.
contraffatto. Naturale. Schietto, puro. gherofene. s.m. garofano; pianta erbacea
gerà. v.tr. girare; muovere in giro un oggetto delle Centrospermali con fiori doppi nelle
facendolo ruotare su se stesso: girare la ruota. varietà coltivate, di vario colore, profumati, e
gerande. v. anche agg. s.f. girante; che gira. foglie sottili e allungate.
Nelle turbine, pompe e compressori a palette, ghèrte. locuz. alta.
rotore munito di palette che è messo in ghètte. s.f. soprascarpa di panno.
rotazione dal fluido o che, attivato da un ghiaccatorije. s.f. sporcizia; caratteristica di
motore, mette in moto il fluido. sporco. Cosa sporca.
geranije. s.m. geranio; pianta erbacea o ghiacce. s.m. ghiaccio; forma solida
fruticosa delle geraniali a foglie palminervie e cristallina che l'acqua assume a temperature
fiori variamente colorati. inferiori a zero gradi centigradi.
gerarde. s.m. Gerardo. ghiacciarije. s.f. ghiacceria; luogo dove si
gerasulle. s.m. girasole; pianta annua delle fabbrica il ghiaccio.
Sinandrali con grandi capolini a fiori ghiáde. s.m. coltello; strumento per tagliare,
periferici gialli, che si volgono verso il sole e con lama d'acciaio immanicata, freddo,
dai cui semi si estrae un olio commestibile. ghiaccio.
geráte. s.f. girata; rotazione, giro. ghianne. s.f. ghianda; frutto secco indeiscente
geravόte. s.f. giravolta; movimento repentino rivestito alla base di un involucro a forma di
ottenuto ruotando il corpo su se stesso. scodella.
gerèlle. s.m. girello; sggetto a forma di ghijematóre. antiq. s.m. chiodini del
piccolo cerchio. Sostegno di forma circolare calzolaio.
più largo in basso e più stretto in alto, montato ghijimáte. v. allagare; inondare, coprire
su rotelle, entro cui si mette il bambino che d’acqua. Coprire d’acqua a chiusa di lago.
sta imparando a camminare. ghinde. avv. dentro anche: “ ‘ndò” “inde”.
geremije. s.m. Geremia ghiommere. s.m. gomitolo di lana o di
gerèstèrne. antiq. avv. circumvalazione della cotone.
città. ghiúte. s.f. andata; atto dell’andare.
geretille. s.m. dimin. di Ciro. giacche. s.f. giacca; indumento che copre la
germatò. antiq. s.m. cinematografo. parte superiore del corpo e costituisce un
gèrse. locuz. bianchetto in polvere. capo essenziale dell'abbigliamento maschile.
gerúzze. s.m. Ciro. già. avv. già; indica che un'azione o un fatto si
gesecriste. s.m. Gesù Cristo. sta compiendo, o si è ormai compiuto in
gesèppe. s.m. Giuseppe. passato: è già tutto stabilito; se ne sono già
andati.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
giacché. cong. giacché; poiché, dal momento giargianèse. s.m. persona che parla una
che. lingua diversa della nostra.
giacchètte. s.f. giacchetta; giacca corta e giarre. s.f. anfora di terra cotta per conservare
leggera. acqua.
giacchine. s.m. dimin. di giacca. giacchetto; giarrettire. s.f. giarrettiera; elastico che ferma
giacca corta e attillata, spec. da donna. la calza da donna alla coscia e quella da
giaccóne. s.m. giaccone; giacca lunga e uomo al polpaccio.
piuttosto pesante. giarróne. s.f. grande giara; contenitore per
giáche. s.f. armatura; protezione per la difesa sorbetti.
individuale fatta di materiale resistente, giarruzze. s.m. vezz. di Ciro.
adattabile alla persona senza impedirne i gibbe. s.f. gobba; gibbo. Prominenza,
movimenti. corazza. rigonfiamento, curvatura: la gobba del naso.
giacumene. s.m. vezz. di Giacomo. gibbètte. s.f. forca; patibolo per
giagande. s.m. gigante; persona molto alta, l’impiccagione formato da uno o due legni
Nella mitologia greco-romana, ciascuno fissi in terra alla sommità è posto un altro
dei figli della Terra, di smisurata statura, che legno trasversale da cui pende la corda con
lottarono contro Giove. cappio.
giaggiólle. s.f. vezz. di Luigia.
gialde. s.f. lancia; arma da urto o da getto gibbusse. s.m. cappello teso su molle perché
costituita da un lungo fusto con ferro a si può ripiegare.
punta, impugnatura a calcio col puntale. giggine. s.m. Luigi: “Giggine éje nu bbèlle
gialdunire. s.m. persona armata di lancia. uaglióne”.
giale. s.f. ernia; fuoriuscita di un viscere o di gigginille. s.m. dimin. di Luigi.
una sua parte dalla cavità dove normalmente giggióne. s.m. accr. di Luigi.
risiede. gighe. s.m. strumento simile al violino.
gialle. agg. giallo; di colore fra l’arancio e il gilèppe. s.m. liquore; bevanda alcolica
verde. dolcificata e aromatizzata con essenze
giallètte. s.m. melone giallo. Popone. vegetali.
ginèrále. s.m. generale; grado della gerarchia
giallóre. s.m. giallume; colore giallo brutto o
militare al quale corrisponde il comando
sfacciato.
di una grande unità.
giambà. v. burlare; beffare, canzonare,
ginètte. s.m. dimin. di Luigi.
scherzare. ginotte. s.m. vezz. di Luigi.
giambèvule. s.m. anche agg. burlone; chi fa ginze. s.m. incenso; gommoresina raccolta da
spesso burle. Mattacchione. incisioni praticate su alberi spontanei in Asia
giancalasse. s.m. uomo senza voglia di e Africa, e che si brucia nelle cerimonie di
lavorare. molte religioni.
giangive. s.f. gengiva; parte della mucosa giostre. s.f. giostra; carosello di fiera, con
boccale che riveste le arcate dentarie e cavalli a dondolo, navicelle, automobiline e
circonda i colletti dei denti. simile. Gara spettacolare di abilità fra
giannètte. s.f. giannetta; ragazza agilissima: cavalieri in epoca medievale e rinascimentale.
“quèlla uaglióne éje proprie na giannètte”. Gioco popolare consistente nel cercare di
giannizze. s.m. uomo di fiducia: “ vattine chè colpire un bersaglio. Carosello di fiera, con
quille éje nu giannizze”. cavalli a dondolo, navicelle, automobiline e
giarde. s.f. beffa; burla, gesto o parola di simile.
scherno. Farsi beffe di qualcuno. giovanotte. s.m. giovanotto; uomo giovane.
giardenètte. s.m. misto di formaggi e salami; giovedì grasse. s.m. Giovedì grasso, l'ultimo
piccolo giardino. giovedì di Carnevale.
giardine. s.m. giardino; terreno con colture
giovedì sante. s.m. Giovedì santo, della
erbacee e arboree di tipo ornamentale.
settimana santa.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
giovene. agg. giovane o giovine; di persona distingue per le sue qualità di chirurgo,
che è tra l'adolescenza e la maturità. ostetrico e ginecologo di professionalità, di
gire. s.m. giro; cerchia, circuito, circolo. amore, di umanità e di carità verso i pazienti,
girèlle. s.m. taglio di carne costituito dalla tanto che fu definito “il medico dei poveri”.
parte posteriore della coscia del bue o del Morì l’1 gennaio 1951, subito dopo aver
vitello macellati. ultimato un lungo e difficile intervento
gisù bommene. s.m. Gesù bambino. chirurgico. Al funerale parteciparono migliaia
giuà. v. giovare; essere utile, vantaggioso. di persone di tutte le classi sociali, ma
giuacchine. s.m. Gioacchino. specialmente poveri che don Giulio aveva
giuannille. s.m. dimin. di Giovanni. offerto la sua opera gratuita e dandogli anche
giubbe. s.f. giubba; giacca da uomo, giacca dei soldi per comprare le medicine.
militare. giurà. v. giurare, giuro; affermare o
giubbèje. antiq. s.m. giovedì; quarto giorno promettere a qualcuno solennemente,
invocando a testimone la divinità o ciò che
della settimana civile.
più si venera o si ha caro.
giubbine. s.m. dim. di giubba giubbino.
giuramènde. s.m. giuramento; atto del
giubbόne. s.m. accr. di giubba giubbone;
giurare. Impegno solenne assunto da chi
giubba pesante, spec. quella usata dai
giura.
motociclisti.
giurlande. s.f. ghirlanda; corona di fiori,
giubbótte. giubbotto. s.m. dimin. di giubba;
fronde, erbe che si pongono in capo per
corta giacca sportiva, spec. di pelle.
ornamento.
giúde. s.m. giuda; traditore, come giuda
giurnaláje. s.m. giornalaio; chi vende
iscariota, l’apostolo che tradì Gesù.
giornali.
giudece. s.m. giudice. incarico giudica
giurnále. agg. s.m. giornale; foglio stampato
persone o cose. Pubblico ufficiale investito
che si pubblica quotidianamente per la
della funzione di giudicare in un giudizio.
diffusione di notizie politiche, economiche, di
Presso gli antichi Ebrei, magistrati che
attualità.
governarono il popolo ebraico dalla morte di
giurnaline. s.m. giornalino dimin. di giornale;
Giosuè a quella di Sansone.
pubblicazione periodica a fumetti per
giudèje. s.m. giudaico dal giudaismo o dei
ragazzi. Giornaletto.
giudei ebreo; persona falsa.
giornaliste. s.m./f. giornalista; chi scrive per i
giugne. s.m. giugno; sesto mese dell'anno nel
giornali o è redattore di un'agenzia
calendario gregoriano, di trenta giorni.
d'informazione o presso emittenti
giugnemènde. s.m. congiungimento; unione,
radiotelevisive.
collegamento.
giuse. avv. giù; a basso, verso il basso.
giuièlle. s.m. gioiello; ornamento di metallo
Andare su e giù, salire e scendere; andare giù.
prezioso spesso ornato di pietre dure o
giusèppe. s.m. Giuseppe Esposto docente
preziose.
dell’università del Crocese, poeta foggiano
giulè. s.m. gilet; corpetto aderente, senza uno dei cinque fondatori dell’Università del
maniche e abbottonato davanti, da portarsi Crocese di Foggia con Felice Stella, Gaetano
sotto la giacca, tipico dell’abbigliamento Saracino, Michele dell’Anno e Alessandra
maschile. Panciotto. Leone.
giulebbà. locuz. cuocere nello zucchero, giuste. avv. durante la tumulazione di un
caramelle di zucchero. defunto nel loculo, dopo aver messo la fila di
giulijáne. agg. e s.m. Giuliano; di Giulio si dice: “hamme fatte ‘u giuste".
Cesare. Calendario g, riformato da G. Cesare, giuvà. v. intr. giovare; essere utile,
che stabiliva la durata dell'anno in 365 giorni, vantaggioso.
con un anno bisestile ogni quattro anni. giuváme. antiq. s.m. giovamento.
giulije. s.m. Giulio De Petra nacque a Foggia giuvaminde. s.m. giovamento; utilità,
nel 1899. La figura del dott. De Petra si vantaggio.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
giuvedì. s.m. giovedì; quarto giorno della gnumme. s.m. gomitolo; palla formata da filo
settimana civile. avvolto ordinatamente su se stesso:
giuvenaglije. locuz. moltitudine di giovani. “gnommere”.
giuvenastre. s.m. giovinastro; giovane gnurande. part. pres. di ignorare anche agg.
scapestrato, dal comportamento riprovevole. ignorante; che non conosce, Che ignora o
giuvene. s.f. Giovina. conosce male quello che dovrebbe sapere.
giuvenèzze. s.f. giovinezza; età di chi è Incompetente.
giovane. gnútte de segarètte. s.f. boccata di fumo di
glannole. antiq. s.f. glandola o ghiandola; sigaretta.
organo che elabora determinate sostanze, gnútte de vine. s.m. sorso di vino.
prelevando gli elementi del sangue. gnutte. v. ingoiare; mandar giù o inghiottire,
specialmente con avidità, sorso d’acqua.
gloriapadre. s.m. aloe o aloè; pianta grassa
Sopportare, tollerare. Ingollare, trangugiare.
delle Liliflore con foglie carnose con spine gnuttije. v. ingoiò.
sui margini, che circondano l’infiorescenza a gnuveláte. locuz. bloccato senza parola.
pannocchia rossa, giallo o striata, usata in gocce. s.f. trombosi; formazione di trombi
medicina per il succo amaro estratto dalle nelle cavità cardiache o nei vasi. Paralisi.
foglie. Goccia.
glόme. antiq. s.m. gomitolo; palla formata da góde. v. intr. godere; essere profondamente
filo avvolto ordinatamente su se stesso. felice. Gioire, compiacersi, rallegrarsi.
gmaffe. locuz. in fede mia. godendarde. s.m. bastone armato di ferro.
gmagnère. antiq. s.m. capriccio; desiderio, gonfrèdarije. s.f. camera d'aria per ruote.
idea, progetto, improvvisi, spec. bizzarri. Fare gongozze. avv. andare in carrozza.
i capricci, detto spec. di bambini, lamentarsi, gonne. s.f. gonna; indumento femminile che
comportarsi in modo bizzarro. Bizza, copre la parte inferiore del corpo dalla vita in
ghiribizzo, grillo. Voglia, prurito. giù: “ vennèlle”.
gnacchete. avv. disgusto per qualcosa. gorghe. s.m. canna alla gola, mulinello
gnastre. locuz. cosa da nulla. d’acqua.
gnèrnò. locuz. signor no, si dice anche: governáte. locuz. razione di biada data ai
“gnornò”. cavalli.
gnèrsì. locuz. signor sì, si dice anche; grabbáte. s.m. giaciglio di povera gente.
“gnorsì”. gracchije. s.f. cornacchia; uccello dei
gnèzióne. s.f. siringa; cilindro di vetro o Passeriformi simile al corvo ma con becco più
plastica con stantuffo per iniezioni. grosso e più incurvato, coda arrotondata e
gniff’e gniaffe. locuz. chi parla dal naso. piumaggio completamente nero. Cornacchia
gnò. locuz. cosa hai detto, è qui; dimmi, grigia, con piumaggio in parte grigio. Persona
risposta di presenza a una chiamata, sono qui, pettegola e importuna.
dimmi. gradasse. s.m. gradasso; fanfarone,
gnocche. s.m. gnocchi, maccheroni fatti in millantatore, smargiasso. Che si comporta da
casa. spaccone.
gnorre. gnorre, avv. fingere di non capire o gradijáte. s.f. gradinata; ordine di gradini
di ignorare. spec. molto ampi. Scalinata. Negli anfiteatri
gnostre. s.m. inchiostro; sostanza di varia e negli stadi, ordine di posti costituiti da alti
natura, nera o colorata, usata per scrivere. gradini, spec. in pietra, su cui siedono gli
Vino nero. spettatori.
gnotte. v. tr. ingoiare; mandar giù o graffe. s.m. krapfen; frittella di pasta molto
inghiottire, spec. con avidità. Inghiottire. lievitata, ripiena di crema, spolverata di
gnummà. s.f. mettere a piombo. zucchero. Bombolone.
gnummáte. s.m. impiombato; pesante. graffijátúre. s.f. graffiatura; segno lasciato da
un graffio. Ferita leggera e superficiale.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
graffije. s.m. graffio; lacerazione lieve della bianchi o giallognoli e semi bruni triangolari,
pelle prodotta dalle unghie o strumenti utilizzati come foraggio per animali
appuntiti. d'allevamento, o macinati e ridotti in farina
gramà. v. rattristare; gramare far diventare per uso alimentare.
triste. Addolorare, affliggere. gráne. s.m. grano; pianta erbacea delle
grambèstije. s.f. grosso cervo, alce. Glumiflore presente in varie forme coltivate.
gramègne. s.f. gramigna; erba perenne delle Frumento.
Graminacee che produce gravi danni alle gránecutte. s.m. dolce tipico foggiano, fatto
colture. Pasta alimentare simile a corti con grano tenero lessato e condito con sapa,
spaghetti arricciati. noci, melograno e cioccolato, si mangia in
grammateche. s.f. grammatica; l’insieme e la ricorrenza dei defunti il 2 novembre.
descrizione sistematica delle regole gránedinije. antiq. s.m. granturco o
riguardanti gli elementi costitutivi di una granoturco; pianta erbacea delle Glumiflore,
lingua. con fusto robusto, infiorescenze maschili in
grammofene. s.m. grammofono; apparecchio pannocchie terminali e femminili a spiga
usato specialmente un tempo per la avviluppate da brattee: i suoi frutti gialli sono
riproduzione di suoni incisi su dischi commestibili e le foglie utili come foraggio.
fonografici, Fonografo. Frumentone, granone, mais. La cariosside di
gramuffe. antiq. s.f. grammatica. tale pianta, dalla quale per macinazione si
granáte. s.f. granata, scopa formata da ottiene una farina gialla usata
mazzetti di saggina essiccata e legata attorno nell'alimentazione.
ad un bastone circolare di legno. graneláte. antiq. s.f. grandinata; scroscio di
granáte. s.m. melograno o melagrano; albero grandine. Gragnola. Grandine caduta.
delle Mirtali con foglie lanceolate granele. antiq. s.f. grandine; precipitazione
opposte, fiori rossi e frutti commestibili; la violenta di chicchi sferoidali o pezzetti
sua corteccia ha azione vermifuga. irregolari di ghiaccio.
granatire. s.m. granatiere. soldato che nei granelèje. antiq. s.m. grandinio: un
reggimenti del XVII e XVIII sec. aveva il grandinare violento e insistente.
compito di portare e lanciare granate, Negli granezzúse. antiq. s.m. persona boriosa.
eserciti moderni, soldato di un corpo scelto di granfáte. locuz. colpo di zappa.
fanteria, di statura superiore alla media. granfe. s.m. artiglio; unghia adunca e
granavuttele. s.m. rospo; animale anfibio, pungente d'animali rapaci, volatili o terrestri.
senza coda, dal corpo tozzo e dalla pelle grannenáte. s.f. grandinata; scroscio di
spessa e verrucosa, ricca di ghiandole che grandine. Gragnola. Grandine caduta.
secernono un liquido acre e irritante. grannόne. antiq. s.f. grandine.
grancasse. s.m. tamburo grande; cassa grano. s.f. moneta di rame napoletana in
cilindrica in legno o metallo, coperta ai corso nell’anno 1789, equivaleva a due tornesi
due lati da membrane, di cui la superiore uguale a dodici cavalli.
viene percossa da apposite bacchette. granóne. s.m. granturco, mais.
grancede. agg. rancido; detto di sostanze grappe. s.f. grappa; pezzo di ferro, di svariate
fogge, per collegare fra loro elementi di
grasse che, per un processo di ossidazione,
lavori o di muratura, parti di costruzione,
assumono un sapore sgradevole di stantio. legnami. Acquavite ad alta gradazione
grancedúme. agg. rancidito; sapore alcolica, ottenuta per distillazione delle
sgradevole.
vinacce.
granciafellóne. locuz. grosso errore.
grappele. s.m. grappolo; infiorescenza o
gráne saracène. s.m. grano saraceno, erba
infruttescenza formata da fiori o frutti
delle Poligonacee, ha un fusto eretto e
peduncolati sopra un asse centrale allungato.
ramificato che può raggiungere un'altezza di
90 cm, foglie a forma di freccia, fiori

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
grattaghiacce. s.m. arnese in metallo per provocato da un uso improprio del cambio di
grattare il ghiaccio per fare le granite. velocità.
grattamarianne. mdd. Donna foggiana che gratte. v. grattare; stropicciare la pelle con le
vendeva le granite durante la festa di unghie per far cessare il prurito.
sant’Anna. “gratte Marianne chiù gratte e gravajúlle. s.f. piccola pasta imbottita di
chiù guadagne”. ricotta e uova e altro.
grasce. s.f. grascia; abbondanza, “e mègghije gravande. agg. anche s.m. obeso; affetto da
tenè ‘a grasce nande pe nande”. obesità.
grascè. locuz. è l’ordine che si da a chi gravecèmbele. s.m. clavicembalo; strumento
comanda la quadriglia, ballo foggiano. a corde pizzicate con plettri azionati da una
grascite. locuz. zona di terreno delle poste di tastiera.
pecore reso grasso dagli escrementi degli gravede. agg. incinta; di donna nel periodo
equini. della gravidanza.
grasciúse. agg. generoso; che mostra grazie a Dije. mdd. ringraziando il Signore.
altruismo, grandezza d'animo, alti sentimenti. grazièlle. s.f. vezz. nome di donna Grazia.
Magnanimo. “ce stáce nu dètte chè dice Grazije, grazièlle e
grasciόne. agg. s.m. prodigo; generoso, graziocazze”.
liberale. Chi dona con eccessiva larghezza. grazije. s.f. grazie; fascino derivante da
grasse. agg. grasso; che presenta abbondante caratteristiche di armonia, delicatezza,
sviluppo del tessuto adiposo. Sostanza bellezza, eleganza.
untuosa, oleosa, viscosa. gregarije. s.m. gregario; soldato semplice.
grastáte. antiq. s.m. castrato; animale o gregáte. part. pass. unito, aggiunto.
persona incapace di riprodursi perché privo di grègge. s.m. gregge; gruppo di pecore o capre
ghiandole genitali. Agnello castrato, adunate sotto la custodia di un pastore.
specialmente macellato. grèghele. s.f. pecora dello stesso gregge
graste. s.f. vaso; recipiente di terracotta. segnata con il bollo a fuoco.
gráte. s.f. grata; chiusura di finestre o altri grègne. s.f. canocchie; covoni, fascio di grano
vani costituita da elementi di metallo o di mietuto.
legno incrociati. gremaldille. s.m. grimaldello; ferro uncinato
graticule. s.f. graticola; utensile da cucina che serve per aprire serrature senza la chiave.
formato da spranghette di ferro su un grès. s.m. gres; tipo di ceramica colorata cotta
telaietto, o da una lastra metallica scanalata, ad alta temperatura, caratterizzata da
per arrostire vivande. Griglia. grande durezza e resistenza, usata spec.
gratta marianne. s.f. granita di ghiaccio: nell'industria chimica e nell'edilizia.
“Marianne” tipico personaggio foggiano era gresaglije. s.f. grisaglia o grisaille; qualsiasi
grattacápe. s.m. grattacapo; fastidio, tessuto, specialmente di lana, di filati
preoccupazione. grigi, o bianchi e neri con effetto di grigio.
grattacáse. s.f. grattugia; utensile da cucina, grezzarije. agg. detto di grezzo, una cosa che
in lamiera bucata e lievemente curva, non piace.
cosparsa di buchi con orli rialzati, su cui si grèzze. agg. grezzo; grossolano, rozzo,
grattano formaggio, pane secco e simili. ruvido.
grattacúle. s.m. mdd. impiccio. gricce. s.m. capriccio; fare i capricci, detto
grattascióne. s.m. forte prurito; sensazione specialmente di bambini, lamentarsi,
cutanea sgradevole che induce a grattarsi. comportarsi in modo bizzarro. Bizza,
Pizzicore. ghiribizzo, grillo.
grattá. v. tr. grattugiare; sminuzzare qualcosa griffà. v. stropicciare; strofinare, sfregare
passandola su e giù per la grattugia. forte qualcosa. con la mano, o una cosa
grattáte. s.f. grattata; atto del grattare o del contro un’altra.
grattarsi. Nel linguaggio degli
automobilisti, rumore secco e raschiante,

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
grigge. agg. s.m. grigio; di colore formato da guáde. antiq. s.m. bosco; estensione di terreno
una mescolanza di bianco e nero. Capelli coperta di alberi, spec. di alto fusto, e di
grigi, di chi comincia a incanutire. arbusti selvatici.
grijime. antiq. agg. grinzoso; che fa le grinze. guaffe. antiq. agg. rozzo; non raffinato
Rugoso. dall'educazione, dalle buone maniere.
grille. s.m. grillo; piccolo insetto nero, con guagnóne. antiq. s.m. fattorino; chi presso
zampe posteriori atte al salto il cui maschio, un'azienda pubblica o privata è incaricato
fregando le elitre, produce un caratteristico dei piccoli servizi, spec. di consegna e
suono. recapito.
grippe ‘nganne. s.m. malattia alle tonsille; guáje. interiez. guai; si usa in escl. per
differite: “ ‘u criatúre e murte ck’u grippe esprimere minaccia o, talvolta, un
‘nganne”. ammonimento: guai a te!; guai a voi!
grò. s.m. tipo di drappo a grana grossa. guajità. v. insidiare; tendere insidie, tendere
gróje. s.m. gru; grosso uccello che vive nelle un agguato.
zone ricche d'acqua, con zampe e collo guajite. s.f. guardia notturna; chi svolge
lunghi, becco dritto e appuntito. azioni di vigilanza.
groppe. s.f. groppa; regione dei quadrupedi gualáne. s.m. garzone della masseria addetto
compresa tra i lombi, i fianchi, le cosce, la alle pulizie della stalla e animali in genere.
coda e le natiche. guálde. s.m. bosco; estensione di terreno
grotte. s.f. grotta; cavità naturale di solito in coperta di alberi, spec. di alto fusto, e di
rocce calcaree dovuta all'azione delle arbusti selvatici.
acque. Caverna, spelonca. Stanza sotterranea gualècce. agg. sudicio; non lavato né pulito;
usata come deposito di cibi e adibita a imbrattato, sporco. Lercio, lurido. “gualèrce”
osteria. Si dice anche “grutte”. gualive. agg. uguale o eguale; detto di cosa,
gruffeláre. locuz. collo del maiale. persona o animale che per natura,
grugnalètte. agg. anche s.m. bianchetto; gualláre. s.m. ernioso, uomo prepotente.
sardine e acciughe neonate, trasparenti, gualle. s.f. ernia; fuoriuscita di un viscere o di
incolori, che lessate diventano bianche. una sua parte dalla cavità dove
grugne. locuz. cattiva espressione del viso. guallúlle. s.m. uomo prepotente.
grullà. v. crollare; muovere dimenando in qua
guallúse. s.m. uomo ernioso.
e là. Lasciarsi cadere di schianto, per
gualme. agg. sporco; che non è pulito. Sozzo,
improvviso dolore e simile.
grumele. s.m. grumo; piccola quantità di sudicio.
liquido rappreso, specialmente di sangue. guande. s.m. guanto; accessorio
Pallottola che si forma negli impasti male dell'abbigliamento maschile e femminile che
amalgamati. riveste e protegge la mano.
grumelèje. v. russare; fare rumore, dormendo, guandire. s.m. vassoio; grande piatto in vario
con il respiro. materiale, con bordo rilevato,
grumulà. antiq. russare. “granfulà”. guantáre. s.m. guantaio; che fa o vende
grunghe. s.m. grongo; pesce osseo degli guanti.
Anguilliformi con corpo cilindrico a pelle guanterèlle de lu micce. s.m. stoppino o
gruppère. s.f. cordone di cuoio che va dalla lucignolo delle candele, porta smoccolatoio.
sella e s’infila la coda del cavallo; posolino. guanterèlle. s.f. piccolo vassoio.
grusse. agg. grande; che oltrepassa la misura guappe. s.m. guappo; spaccone; chi è di solito
ordinaria per massa, volume e simile. attribuirsi virtù, meriti, capacità, eccezionali.
guadagnà. v.tr. guadagnare. Trarre da un Ammazzasette, fanfarone, smargiasso.
impiego, professione, arte, industria e simile, guappóne. s.m. guappo; grande camorrista,
un compenso o un profitto. persona violenta e priva di scrupoli.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
guaratèlle. s.f. bagattella; cosa frivola, senza carrozze e sim., o per sellare i cavalli.
troppa importanza. Bardatura.
guardà. v. tr. guardare; rivolgere lo sguardo guarnezijóne. s.f. guarnizione; tutto ciò che
per vedere. serve a guarnire. Contorno di una pietanza.
guardacacce. s.m. guardacaccia o Elemento di gomma, cuoio, fibra o altro,
guardiacaccia; guardia giurata addetta al interposto fra le superfici metalliche di un
guardapertóne. s.m. guardaportone; portiere recipiente, condotto e sim. per assicurarne la
in livrea di palazzi signorili, tenuta.
guascarijine. s.m. uccello di nido,
guardapèsche. s.m. guardapesca o
mascherino.
guardapesca; guardia giurata addetta al guascotte. locuz. semi cotto.
controllo della caccia. guastà. v.tr. guastare; ridurre in cattivo stato,
guardaporte. s.m. anche agg. portinaio; chi mandare in rovina.
esercita mansioni di custode e sorvegliante guastáde. s.f. caraffa; recipiente per liquidi,
alla porta di abitazioni. di vetro o altro materiale, panciuto, con collo
guardaspalle. s.m. guardaspalle; chi è addetto stretto e una larga bocca, provvisto di manico.
alla protezione di una persona. guastafèste. s.m. guastafeste; chi guasta
guardáte. s.f. guardata; sguardo, l'atmosfera allegra di un ambiente o interviene
specialmente rapido. Occhiata. a sproposito a sconvolgere l’attuazione di un
guardatúre. agg. bieco; obliquo, torvo di piano.
specialmente dello sguardo. Losco, guastáte. part. pass. Anche agg. avariato; che
minaccioso. ha patito avaria, detto di cibo guasto.
guardia carcerarije. antiq. s.m. agente di guattáte. v. anche agg. assestato; ordinato.
custodia penitenziaria. Sistemato. Assennato, avveduto.
guardia fuche. antiq. s.m. guardia fuochi, guattóne. agg. guardingo; di chi procede o si
vigile del fuoco cui è affidata la prevenzione e comporta in modo cauto e circospetto
l’estinzione degli incendi. Pompiere. preoccupandosi di non essere sorpreso o colto
guardia pisciacchije. antiq. s.m. vigile in fallo.
urbano; di cui è affidata la vigilanza gubbije. s.f. sgorbia; scalpello a mezza luna a
dell’applicazione dei regolamenti di polizia taglio incavato che serve al falegname e
urbana. all’intagliatore per fare sgusci e canali.
guardije. s.m. celerino; agente della celere, guèffe. s.f. gabbia; contenitore formato da un
nome dei reparti celeri autotrasportati. telaio e da sottili sbarre o fili di ferro, in cui
guarduncille. locuz. striscia di cuoio che vengono rinchiusi piccoli animali,
congiunge la tomaia alla suola della scarpa. specialmente uccelli. Prigione.
guarènde. s.f. guarentigia; garanzia assicurata gueja guè guè. locuz. verso che a Foggia si fa
dalla legge. Legge delle guarentigie, quella per burlare.
guèncià. v. sfuggire; schivare, evitare,
con cui, nel 1871, lo Stato italiano garantì
sgusciare.
l'immunità personale, l'indipendenza politica e guèrne. s.m. governo; direzione, guida,
altre prerogative al Papa, dopo la presa di comando: prendere il governo della nave.
Roma. Organismo statale complesso che determina
guarnamendáje. s.m. sellaio; chi fabbrica o l'indirizzo politico dello Stato. Si dice
ripara selle e oggetti di cuoio. anche: “guvèrne”.
guarnèlle. antiq. s.m. nome di tessuto di guèrre. s.f. guerra; situazione di conflitto
cotone e di lino. armato fra stati. Triste e doloroso fu il
guarneminde. s.m. finimento; insieme degli bilancio della guerra a Foggia nel 1943, la
oggetti per attaccare gli animali da tiro a carri, nostra città subì dal maggio al settembre
tredici bombardamenti da parte degli alleati,

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
case distrutte e rese pericolanti circa l’80%; gunfijà. v. gonfiare; dilatare con fiato, gas o
morti 20.298 su 79.000 abitanti; feriti gravi o aria una cavità dalle pareti elastiche.
lievi oltre 2.000; dispersi oltre 1.000. I giorni gunge. v. tran. ungere; Spalmare di olio o di
di bombardamento furono: 28 maggio; 31 altre sostanze grasse. Lubrificare.
maggio; 20 giugno; 23 giugno; 15 luglio; 22 gungόne. s.m. pugno dato sul viso, spesso i
luglio; 16 agosto; 19 agosto; 20 agosto; 21 bambini gonfiano le gote con il fiato e con un
agosto; 25 agosto; 31 agosto; 6 settembre. L’8 colpo cercano di sgonfiarle vince chi fa più
settembre viene firmato l’armistizio. Il 23 rumore.
settembre alle ore quindici la VIII^ armata gurgozze. s.m. organo tubulare dell'apparato
americana entra a Foggia con carri armati e digerente compreso fra la faringe e lo
mezzi militari, i foggiani li accolgono con stomaco.
fiori di campo e fasce tricolori, accolgono a gurgulizije. s.f. liquirizia; pianta erbacea o
festa i distruttori della nostra città, coloro che suffruticosa delle Rosali con rami fiori
hanno portato morte e uccisi i nostri cari, una azzurrognoli e frutto a legume. Sostanza
grande vergogna. vegetale estratta dalle radici di tale pianta,
guèrrire. s.m. guerriero; uomo d'arme, spec. usata come emolliente, espettorante, diuretico.
dell'antichità o della leggenda. gusce de gráne. s.f. pula; rivestimento dei
gúfe. s.m. gufo; uccello rapace notturno con semi di cereali o altre piante che si stacca
capo grande, occhi frontali, becco breve e con la trebbiatura. Lolla.
adunco, piume morbide e due ciuffi de penne gusce de rise. s.f. pula; Sottoprodotto della
erettili sul capo. sbiancatura del riso, costituito dagli strati
guglièlme. s.m. Guglielmo II di Sicilia detto il corticali del seme. Loppa.
Buono nel 1179 fece ampliare la cappella e gustáte. v. gustare; distinguere il sapore di
fece erigere una fastosa Cattedrale in stile qlco. mediante il senso del gusto.
Romanico- Pugliese, morì nel 1189.”
gutte. s.f. goccia; particella di liquido che si
Guglièrme”.
guglierme. s.m. Guglielmo. separa da una massa.
guglièrmine. s.m. dimin. di Guglielmo. gutteniáte. v. insinuare; suscitare in qlcu. un
guidà. v. guidare; precedere o accompagnare sospetto con discorsi poco chiari, ma
qualcuno fungendo da guida. pieni di allusioni.
guide. s.m. Guido Macelli Foggia (1889- guvernále. s.m. timoniere; chi è addetto al
1974) autore di varie macchiette in vernacolo maneggio della ruota o della barra del
foggiano. timone.
guidúcce. s.m. vezz. di Guido. guvete. s.m. gomito; regione dell'arto
gulejúte. agg. anche s.m. goloso; che ha il superiore in cui il braccio si articola con
vizio della gola: goloso di dolciumi. l'avambraccio. Parte della manica che copre il
gulije. antiq. s.m. desiderio; aspirazione verso gomito.
ciò di cui si ha bisogno, si sente la mancanza. guzle. antiq. s.m. antico violino usato anche a
gulijúse. agg. anche s.m. goloso; che ha il Foggia aveva una sola corda.
vizio della gola: goloso di dolciumi.
Ghiotto.
gulle. antiq. s.m. desiderio;aspirazione verso
ciò di cui si ha bisogno, si sente la
mancanza.
gumì. antiq. v. vomitare; espellere attraverso
la bocca, il contenuto gastrico: vomitare
sangue.
gumitele. s.m. gomitolo; palla formata da filo
avvolto ordinatamente su se stesso.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne

H, h I, i

ha ‘ngudde. locuz. l’ha sorpreso. ‘i. articolo.


ha cudde fáme. locuz. ha fame. ì. voc. con suono aperto.
ha cudde. locuz. l’ha visto; l’ha sorpreso. i. vocale.
ha lusciáte. locuz. l’ha visto. iacuvèlle. s.m. lezzi amorosi.
ha scuèrte. locuz. l’ha scoperto. iághe. s.m. lago; massa d'acqua che riempie
hagghija avúte. v. ho avuto. una cavità della superficie terrestre, senza
hagghije. v. ho (verbo avere). comunicazione diretta col mare. Traditore.
háje. v. hai. iajále. s.f. Raffaella, Raffaele.
hamme. v. abbiamo, dobbiamo. iajèlle. s.f. Raffaella. “iaèlle”
hanne. v. hanno. iajètte. s.f. Lucia.
harmattáne. s.m. vento freddo molto secco iajolle. s.f. Filomena.
del levante. ialèje. s.m. mollusco simile a una farfalla vive
hidalche. agg. nobile; della nobiltà, che in alto mare.
appartiene alla nobiltà. Chi appartiene a una ianáre. s.m. fattucchiere; chi fa fattucchierie,
categoria di persone in possesso di titoli stregonerie.
particolari, discendenti da una classe che negli iande d’a róte. s.m. quarti di ruota pezzi di
antichi ordinamenti monarchici fruiva di legno curvi, che, uniti, formano la ruota dei
particolari privilegi. Blasonato. Uomo gentile. carri.
iande. s.m. settori circolari di legno che
formano la ruota del carretto.
iannatúre. s.m. caprugginatoio, pialletto con
lama convessa utilizzato per dare forma alle
doghe.
iappecca iappeche. locuz. piano piano.
iappecche. locuz. piano.
iazze. s.m. giaciglio; misero lettuccio o
mucchio di stracci o paglia.
ibbece. s.m. stambecco; mammifero
ruminante alpino degli Ungulati, affine alla
capra, grigio rossastro con corna massicce
inanellate curvate a scimitarra.
ibijische. s.m. decotto; preparato
medicamentoso ottenuto facendo bollire per
un certo tempo determinate sostanze
nell'acqua e filtrandole dopo il
raffreddamento. Infuso.
iblèje. s.m. miele siciliano; sostanza dolce,
sciropposa o solida, di color cereo, ambrato o
brunastro, che le api producono elaborando il
nettare tratto dai fiori e da altri succhi dolci
delle piante.
iconavètere. s.f. Icona Vetere; Il sacro tavolo,
come vuole la tradizione, venne donato,
proveniente da Costantinopoli, alla città di

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
Arpi, da San Lorenzo Maiorano vescovo di iève. v. andava.
Siponto. (icona antica) o Madonna dei sette iffe. locuz. tanto tempo fa.
veli, nel 1066 o 1073 il 13 Agosto fu trovato ììì… locuz. ordine al cavallo di fermarsi.
in un pantano l’Icona Vetere, un quadro di ije. pron. pers. anche s.m. io; indica la persona
legno con la figura della Vergine Assunta in che parla e si usa (solo come sogg.) quando
sette veli, “quadro bizantino che raffigura la chi parla, si riferisce a se stesso: io non lo so;
vergine di carnagione nera con un bambino in io ho ecc...
braccio”. Il quadro misura m. 1,84 per m. ijèjele. s.m. giuggiolo: alberetto delle
0,80. Nigra sum, sed formosa, filiae Ramnali coltivato e pregiato per il legno duro
Hyerusalem, percui così è dipinta la Vergine e per i frutti a drupa commestibili.
su quella tavola. Per conservare memoria di illaquà. locuz. cogliere nel laccio.
questo avvenimento, ogni anno si rinnova la illècebrà. v. incitare; indurre qualcuno con
festività, mediante processione, il 20 Marzo, esortazioni e simile a fare qualcosa.
si porta la Sacra ICONA nella Chiesa di S. imbigne. s.f. tomaia; parte superiore della
Giovanni Battista, accompagnata da quasi scarpa.
tutte le Congreghe. E così, com’è costume ad imbrunetúre. s.m. brunitoio; arnese per
ogni 13 Agosto, Il Sacro Tavolo è portato lucidare i metalli mediante sfregamento.
nella Chiesa di S. Tommaso, in memoria del Ruota di legno usata dagli arrotini per lucidare
suo ritrovamento, come si dirà. La Città volle le lame dopo averle affilate.
stabilire che il giorno ventidue del detto mese imbucatáre. v. imbiancare; far divenire
(marzo) fosse dichiarato Festivo, per cui bianco.
inoltrò domanda a Monsignor Giampietro imbulà. v. rubare; prendere con la violenza o
Faccolli e questo prelato, dopo giuridico
di nascosto ciò che appartiene ad altri.
esame ingiunto sulla portentosa apparizione,
imbustatúre. locuz. chi spera nelle altrui
confermò le premure degli agenti Municipali
disgrazie.
della nostra Città.
imforme. s.f. informazione; trasmissione o
ictusse. s.m. ictus; qualsiasi malattia insorta in
acquisizione di dati, elementi, notizie e simile.
modo improvviso. Emorragia cerebrale:
impagliáte. s.f. damigiana; recipiente di
ictus apoplettico.
vetro, di forma circa sferica, con collo e largo,
idarèlle. s.f. dim. d’Ida.
rivestito gener. di fibre vegetali.
idrèje. s.f. secchia per attingere l’acqua.
idrobbeseje. s.f. travaso dell’umore serioso e impaliunì. v. ammuffire; fare la muffa.
acqueo in una parte del corpo spesso nella Invecchiare o sciuparsi tenendosi appartato
pancia. dalla vita attiva.
idrolitine. s.f. bustina con contenuto di impecchè. locuz. perché, ragione, motivo.
polvere idrogenata che si metteva nell’acqua imperià. v. imperare; dominare, regnare,
per farla effervescente, si vendeva negli anni avere il comando assoluto.
sessanta, oggi di nuovo riproposta sul impèrtenènze. s.f. arroganza; modo di
mercato. comportarsi presuntuoso e insolente.
idrufurèje. s.f. feste propiziatorie durante la imprèndà. v. sollecitare; far fretta a
vendemmia. qualcuno.
idrurrèje. locuz. scolo di liquido sieroso. imprènde. s.f. impronta; traccia che rimane
idúcce. s.f. vezz. d’Ida. su un corpo su cui si sia esercitata una
iènca. s.f. giovenca;il piccolo della mucca. pressione. Impronta digitale, disegno lasciato
iène. s.f. iena; mammifero dei Carnivori con dalle creste papillari dei polpastrelli delle dita
testa massiccia, tronco più sviluppato caratteristico per ciascuna persona, atto quindi
anteriormente, odore sgradevolissimo. a stabilirne il riconoscimento.
Persona crudele e vile. imprèssarije. s.m. impresario; chi dirige o
ièrme. s.f. mannella di grano. gestisce un’impresa.
iètico. agg. tisico; che è malato di tisi. inamáte. locuz. preso con l’amo.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
incarcho. s.m. incomodo; disagio, disturbo: incutecúte. locuz. indurito come una cotenna.
recare incomodo a qualcuno Fastidio, inda inde. locuz. molto dentro.
imbarazzo. inde. avv. dentro; nell'interno, nella parte
incartamènde. s.m. documento; qualsiasi interna: entrare, spingere dentro.
cosa che costituisca materiale indellètte. s.m. intelletto; complesso delle
d’informazione. facoltà mentali che consentono di intendere,
incenzà. v. incensare; spargere fumi pensare, giudicare.
d'incenso, in cerimonie religiose. indragà. locuz. diventare cattivo.
inchiède. v. chiedere; avanzare una pretesa, indunnà. locuz. farsi donna.
industriále. agg. anche s.m. industriale;
prospettare o esprimere un desiderio,
imprenditore o proprietario di un’impresa
incitare il popolo alla rivolta. Spronare, industriale.
stimolare. inemáte. v. agg. anche s.m. innamorato; che è
incoronáte. s.f. Incoronata, uno dei tre preso da amore per qualcuno o da
santuari nella provincia di Foggia. La sua entusiasmo per qlco. Chi prova un sentimento
storia risale al 1001, col contadino di amore per qlcu.
Strazzacappa e il conte d’Ariano che fece infandà. v. generare; procreare un essere
costruire una cappella che in seguito divenne della medesima specie. Prodursi.
un santuario, che erge solitario nell’antico infènze. agg. ostile; del nemico in guerra:
bosco di querce. Il santuario conserva l’esercito ostile. Irato.
gelosamente tutto il patrimonio di tradizioni infonnere. v. intingere; immergere o bagnare
legate al particolare culto della Madonna da leggermente in un liquido. Bagnare.
ricordare: la vestizione che avviene il
infrangènde. s.m. accidente; evento, caso.
mercoledì precedente l’ultimo sabato di
Fatto fortuito, inaspettato.
Aprile. La cavalcata degli Angeli che si
svolge il venerdì successivo alla vestizione infrèvoláte. agg. incauto; privo di cautela,
della statua, vuole riproporre il tripudio che avvedutezza. Imprudente.
aveva riempito la selva di canti e luci nella infurzà. v. fortificare; munire di opere di
lontana notte di aprile del 1001 quando la fortificazione. Rendere forte. Irrobustire,
vergine apparve al conte di Ariano e all’umile rafforzare.
e privilegiato contadino Strazzacappa. Cavalli inguaggije. s.f. scommessa; patto fra due o
superbamente bardati, ornati di lustrini e più persone, in base al quale chi fa
sonagliere, insieme a centinaia di fanciulli un'affermazione errata, sbaglia una
vestiti da angeli, santi e da fraticelli che previsione, o sim., si impegna a pagare una
girano tre volte intorno al santuario in mezzo data somma o a soddisfare un dato impegno.
a centinaia di fedeli che accompagnano il inguffe. s.m. ingolfo, boccone che si da per
corteo col canto di antiche laudi. L’altra stare zitto. Tangente.
usanza era di togliersi i calzari: quando i inguistáre. s.f. brocca; vaso di terracotta,
pellegrini, arrivavano al ponte cervaro o, per metallo o vetro, fornito di manico e
quelli che arrivavano da Potenza, usavano beccuccio per contenere liquidi.
togliersi i calzari e percorrere gli ultimi due
innere. s.m. genero; il marito della figlia
chilometri a piedi. Oggi come tradizione è
rimasta la cavalcata che consiste in: le rispetto ai suoi genitori.
compagnie di fedeli che partono da Foggia per innustrà. locuz. ornare con un drappo tinto di
tutto il tratto di strada fino al Santuario, vanno porpora.
a piedi, una volta arrivati fanno i tre giri in inquiline. s.m./f. pigionante; chi abita in una
segno di devozione prima di entrare nel casa presa in affitto, oppure sta a pigione
santuario. L’altra usanza sopravvissuta è da presso qualcuno. Affittuario.
ricordare anche la benedizione dell’olio che
ogni pellegrino riceve.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
insculde. v. anche agg. scolpito; inciso in nel 1864 con un laboratorio meccanico a
pietra, marmo e simile. Adorno di sculture, Scuola Tecnica. L’istituto Autonomo Case
di fregi. Popolari sorse nel 1933 con sede provvisoria
inscurto. v. scolpito, sopra. presso l’Ufficio Tecnico de Comune; popola
inteme. agg. intimo; biancheria intima, quella 2^ guerra Mondiale ebbe la sede in via A. da
che si indossa direttamente sull’epidermide. Zara e dal 1959 l’attuale via R. Maggese.
intirizzúte. v. tr. intirizzire; perdere istruvite. agg. istruito; fornito di una
parzialmente movimento e sensibilità per il preparazione o cultura superiora alla madia.
freddo. italijáne. agg. anche s.m. italiano; dell'Italia.
intrigule. s.f. vivanda idonea ad intingere. Lingua neolatina parlata in Italia.
intrucche. avv. frattanto; in quel mentre, nel italije. s.f. Italia; nazione dell’Europa.
medesimo tempo. ittatille. s.m. ragazzo di genitori ignoti.
intrude. locuz. chiuso in sé. ittejucolle. s.f. colla di pèsce usata dai
invertedujà. agg. valoroso; coraggioso, falegnami.
animoso, prode .Che dimostra valore, iumèlle. s.f. giumella, quanto è contenuto nel
ardimento. cavo delle due mani tenute insieme come la
inzullì. locuz. diventare soffice, morbido. farina ed altro.
iochele. s.f. chiocciola; mollusco gasteropode iunghe. s.m. giungo; pianta erbacea delle
terrestre con conchiglia a forma di globo Liliflore che cresce nei luoghi acquitrinosi,
per la cui presenza si distingue dalla lumaca. con foglie cilindriche e infiorescenza
ióie. s.f. ciancia; discorso futile o verdastra. Il fusto di tale pianta impiegato
sconclusionato, o non rispondente a verità. in oggetti, mobili e sim. intrecciati.
Chiacchiera, ciarla. iusce iusce. locuz. per invogliare il cavallo ad
ionte. s.f. giunta; punto in cui due parti si urinare.
uniscono. Piccola quantità di merce aggiunta iussejόne. s.m. comando; imposizione
come sovrappiù a quella acquistata. Pezzetto. autorevole, intimazione che esige obbedienza.
irche. s.m. maschio della capra. iúte e venúte. v. andato e venuto.
ire de Dije. locuz. per dire baccano, chiasso. iúte. v. andato.
ire. s.f. iride; arcobaleno insieme di colori ixs. s.m. segno dell’incognita, consonante.
disposti come quelli dell'arcobaleno, sfumati
l'uno nell'altro.
irre e orre. locuz. dice e disdice.
irte. agg. alto; che ha una determinata altezza.
isce. v. esci, uscire andare fuori.
isciarrije. v. uscirebbe.
issa ora, avv. adesso; ora, in questo momento,
presentemente.
isse. pron. egli; indica la persona di cui si
parla e si usa come soggetto.
istègghije. s.f. lanterna e campana per
catturare le allodole di notte.
istitúte. s.m. istituto, organismo costituito per
il perseguimento di un dato fine. Nel 1894 il
10 giugno fu inaugurato l’Istituto Lorenzo
Scilitani. L’istituto Tec. Indust. Saverio
Altamura sorse con la ristrutturazione e gli
opportuni adattamenti dell’antichissimo
Molino a vapore “Whitmore” Grimaldi & C.”

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
jazze. s.m. misero giaciglio.
J, j jelà. v. gelare; agghiacciare, congelare: il
freddo mi gela i piedi. Divenire di ghiaccio.
jeláte. s.f. gelata; diminuzione della
temperatura a un valore uguale o inferiore a
zero gradi.
jacce. s.m. anche agg. ghiaccio; forma solida jèle. s.m. gelo; temperatura pari o inferiore a
cristallina che l'acqua assume a zero gradi. Freddo pungente.
temperature inferiore a zero gradi centigradi. jènne jèmme. locuz. andando andando.
jacceáte. v. anche agg. ghiacciato; coperto di jète selvatica. s.f. bietola o bieta; selvatica;
ghiaccio: strada ghiacciata. varietà di bietola di campagna.
jacche. mdd. che schifo. jète. s.f. bietola o bieta; varietà di
jacciarije. s.f. ghiacceria; luogo dove si barbabietola da orto, le cui foglie hanno coste
fabbrica e vende il ghiaccio. fogliari bianche larghe e carnose,
jacènde. s.f. ricovero notturno delle greggi si commestibili. Barbabietola.
dice anche: “scariazze”. jettà. v. gettare; lanciare vicino o lontano
jacuvèlle. s.m. chiasso; manifestazione di Buttare fuori qlcu., cacciarlo via. Buttare giù
allegria rumorosa, spec. di ragazzi. il cibo, un boccone, un sorso d'acqua,
Schiamazzi. inghiottirlo in fretta. Buttare giù la pasta, la
jajine. s.f. dimin. Caterina. verdura, metterla nell'acqua che bolle.
jáme. v. andiamo.
Buttare giù una carta, giocarla.
jammemije. s.f. farfalla da seta.
jètte. v. gettare; buttare all’aria, mettere
janare. s.f. donna brutta, vecchia, strega.
sottosopra.
janáre. s.f. piana delle fosse, iniziava da
jève. v. andava.
piazza sant’Eligio e finiva sino infondo a via
della Repubblica, ex caserma di cavalleria di jì e venì. s.m. andirivieni; movimento
Federico II. dell'andare e venire di gente nello luogo.
jancatúre. s.f. imbiancatura; tinteggiatura di jì. v. anche s.m. andare; andare a gambe
una parete. levate, fare una rovinosa caduta.
jande. s.m. settori; I sei settori circolari che jinere. s.m. genero; il marito della figlia
compongono la ruota del carretto lunghi rispetto ai suoi genitori.
cm. 80 in ogni settore si incastrano due raggi, jinnáre. s.m. gennaio; primo mese dell'anno
la sezione del settore circolare era cm. nel calendario gregoriano, di trentuno giorni.
12x12. jire. avv. ieri; nel giorno che precede
janghe. agg. bianco; detto di tutto ciò che ha immediatamente l’oggi.
colore chiaro in antitesi a un equivalente jittà. v.tr. gettare; scagliare un oggetto
scuro. “janche”. lontano da sé.
janghiatόre. s.m. imbianchino; chi per jittatille. antiq. s.m. trovatello; bambino
iscritto allo stato civile come figlio d’ignoti, o
mestiere imbianca o tinteggia i muri.
lasciato in un istituto di pubblica assistenza
janghijà. v. imbiancare; far divenire bianco:
senza essere stato denunciato allo stato civile.
un muro. Biancheggiare.
jittatóre. s.m. iettatore; persona che si ritiene
janghijáte. s.f. dipintura, rimproverare una
eserciti influssi malefici.
persona elencando i fatti.
jittatúre. s.f. iettatura; influsso malefico che
japige. s.m. vento di maestrale che viene dal
alcuni ritengono possa venire esercitato
gargano.
járe. s.f. erba velenosa, detta pane di serpa. da talune persone o cose. Malocchio.
jazze banne. s.f. batteria del concerto Sfortuna.
musicale.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
jocche. v. nevicare; cadere, venir giù, detto verdastra. fusto di tale pianta impiegato in
della neve: “e cume jocche”. oggetti, mobili e sim. intrecciati.
jocchele. s.f. gallina chiocciola. jurnáte. s.f. giornata; periodo di tempo
jojò. s.m. pallina di stoffa legata all’elastico; compreso tra l'alba e il tramonto, considerato
gioco per grandi e piccoli. rispetto alle condizioni in cui trascorre e agli
jolande. s.f. Iolanda. avvenimenti che in esso si verificano
jonde. avv. poco; che è in piccola quantità o Giornata lavorativa, complesso delle ore di
misura o in numero scarso. lavoro di una persona in un giorno.
jόnne. antiq. s.f. fionda, detta anche jurnatire. s.m. contadino che lavora a
“furcenèlle” fatta con due strisce di gomma giornata; saltuario.
dette: “i molle”, ricavate dalla camera d’aria jurne. s.m. giorno; spazio di ventiquattro ore
della bicicletta, da una parte estrema legate ad che intercorre tra una mezzanotte e quella
un pezzo di tomaia per mettervi la pietra, e successiva: giorno feriale, festivo. Giorno
dall’altra parte estrema legate ad un pezzo di solare, tempo fra due passaggi successivi del
legno fatto a forca a due denti. sole al meridiano del luogo, variabile con le
jotte. s.f. acqua di cottura di riso o stagioni.
maccheroni. jurne da settemáne. s.m. giorni della
jucà. v. giocare o giuocare; applicarsi ad settimana; i nomi italiani dei giorni della
attività piacevoli per divertimento, per trarne settimana sono di origine pagana, e derivano
guadagni. dai nomi dei pianeti, e di origine cristiana.
Domenica deriva dal latino dies domenica,
jucatóre. s.m. giocatore; chi pratica un gioco
'giorno del Signore'; lunedì è giorno dedicato
per divertimento. Chi ha il vizio del gioco. alla Luna, martedì a Marte, mercoledì a
juccà. v. intr. nevicare; cadere, venir giù, Mercurio, giovedì a Giove, venerdì a Venere;
detto della neve. sabato deriva dall'ebraico e significa 'riposo'.
juche. s.m. gioco o giuoco; ogni esercizio júste. agg. giusto; quando si tumula una
compiuto da bambini o adulti per persona dopo aver messo i mattoni, si dice:
jughe. s.m. giogo, arnese di legno duro con “hamme fatte ‘u júste”.
un foro a centro, che si infila la stanga del júte. v. andare, andato; muoversi, a piedi o
carro, si colloca sui colli dei buoi per lavorare con altri mezzi di locomozione, senza meta
a coppia. o senza che la meta sia indicata: andare svelto,
jumáre. s.f. piccola corrente d’acqua dove i lentamente, di corsa, a piedi, a cavallo.
“tarrazzáne” pescavano alcune qualità di jόse. s.f. abbondanza; gran quantità di ogni
pesce. cosa. Vivere nell'abbondanza.
jummènde. s.f. giumenta; cavalla da sella. jόte. s.f. bietola.
Donna bella e prosperosa.
jumminde. s.m. giumento; bestia da soma.
juncáte. s.f. giuncata; latte coagulato senza
sale, che si lascia scolare tra giunchi o
foglie di felce.
juncatèlle frèscke. s.f. latte cagliato;
coagularsi del latte a causa della massa
gelatinosa ottenuta per coagulazione della
caseina del latte.
junce. s.m. giunchi.
junghe. s.m. giunco; pianta erbacea delle
Liliflore che cresce nei luoghi acquitrinosi,
con foglie cilindriche e infiorescenza

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
resta molto lunga, utile per biada, per
L, l panificazione, per fabbricare la birra.
l’urije. s.f. protettrice della casa.
l’usene. s.m. intuito; conoscenza immediata
di qualcosa senza intervento della riflessione.
l’utre sturte. s.m. utero storto; stato di
l’abbije. s.m. labbro; piega cutanea, nervosismo.
muscolare e mucosa, che delimita l’apertura l’utre. s.m. utero; organo cavo mediano
dell'apparato genitale femminile, posto nel
della bocca.
l’abbile. s.f. faccia; parte anteriore del cranio piccolo bacino, destinato ad accogliere l'uovo
umano nella quale si trovano le orbite, le fecondato. Ventre materno.
fosse nasali e la bocca. là. art. la, in quel luogo.
l’abbúne. s.f. opera; attività posta in essere labbeje. s.m. labbro; piega cutanea,
con un preciso intento: l'opera creatrice di muscolare e mucosa, che delimita l'apertura
Dio; l'opera educatrice della scuola. della bocca.
labbóre. s.m. lavoro; attività per la
l’acce. s.f. alosa; grosso pesce di mare, pesce
produzione di beni o di servizi, esplicata
osseo commestibile, argenteo, con dorso nell'esercizio di un mestiere, una professione e
verde- azzurro. Cheppia, laccia. simile.
l’accejire. s.m. lacciero, persona che tende laccáte. v. tr. laccare; verniciare con lacca.
lacci o trappole. laccatúre. s.f. laccatura; operazione del
l’acche. s.m. lacchè; valletto in livrea che per laccare.
strada accompagnava il padrone o la carrozza laccatóre. s.m. laccatore; artigiano che
padronale. esegue lavori con lacca.
l’aneme ‘i murte. locuz. la commemorazione lacce ck’u puntále. s.m. ago; piccolo
dei defunti. Il 2 novembre a Foggia nella strumento di acciaio a forma di barretta
tradizione è il periodo che si parla dell’arrivo appuntita, con un foro ovale a un'estremità, in
dei morti sulla terra per stare un po’ con i vivi, cui si inserisce il filo per cucire.
è portano la calza ai bambini, per poi ritornare
lacce. s.f. stringa; nastro, terminato spesso da
nel loro mondo il 6 gennaio.
l’angeca túje. locuz. guai a te. puntali metallici, usato per allacciare scarpe
l’ápe. s.f. ape; insetto sociale che produce esimili.
miele e cera, con corpo bruno, peloso e di lacche. s.f. lacca; sostanza colorata di origine
dimensioni diverse all'interno delle caste vegetale, animale o artificiale, usata come
sociali, addome fornito di pungiglione, rivestimento protettivo od ornamentale di vari
apparato boccale atto a lambire e antenne oggetti. Fissatore per capelli.
brevi. lacchè. s.m. lacchè; servo in livrea che per
l’ate. agg. indef. gli altri. strada accompagnava il padrone o la carrozza
l’avete. locuz. gli altri. padronale. Persona servile.
l’indiáne. mdd. fingere di non capire. laccire. s.m. lacciere; lusinghiero, chi tende
l’ottománe. s.f. ottomana; divano alla turca lacci o trappole.
lacèrte. s.f. lucertola; rettile eurasiatico e
con materasso o cuscini per spalliera
africano che ha il corpo coperto di scagliette
trasformabili in letto. minutissime, il capo di placche ossee, la coda
l’urce. s.f. ulcera; lesione della cute o delle sottile facilmente rigenerabile e la lingua
mucose, con scarsa tendenza alla bifida.
guarigione. lacigne. s.f. escrescenze che pendono sotto la
l’urge. s.m. orzo; pianta erbacea delle gola delle capre.
Glumiflore a foglie ruvide e spiga con
spighette disposte in quattro file verticali a

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
lacirte. s.m. girello; taglio interno di carne consistente in un suono secco e potente o in
bovina ricavato nella parte posteriore della un brontolio sordo, che accompagna e segue
coscia. la scarica elettrica atmosferica.
lacreme. s.f. lacrima o lagrima; liquido lambe. s.m. lampo ; fenomeno luminoso che
acquoso prodotto dalle ghiandole lacrimali accompagna la scarica elettrica nei
dell'occhio. temporali.
lacremedolce. s.f. lacrima di gioia o felicità. lambèdine. s.f. lampadina; bulbo di vetro
lacremeamáre. s.f. lacrime di lutto o contenente un filamento metallico che viene
dispiacere. reso incandescente dal passaggio della
lacremóne. s. m. luccicone; grossa lacrima corrente elettrica.
lambià. v. intr. lampeggiare; emettere,
tremolante fra le palpebre di chi sta per
mandare lampi, gli lampeggiano gli occhi.
piangere: avere i lucciconi agli occhi.
lambijóne. s.m. lampione; fanale, lanterna: i
láde. agg. sudicio; non lavato né pulito;
lampioni della strada.
imbrattato, sporco: biancheria sudicia.
lambine. s.m. lumino; basso cilindro di cera
laganèlle. s.f. fettuccine; tipo di pasta con stoppino, che si accende su tombe o
alimentare tagliata a strisce lunghe e sottili. dinanzi a immagini sacre, specialmente entro
lagge. locuz. agio sul cambio di valuta. un bicchierino.
lághe. s.m. lago; massa d'acqua che riempie lambiunáre. s.m. l’uomo che accendeva i
una cavità della superficie terrestre, senza lampioni a gas in città.
comunicazione diretta col mare. Lago lambiuncille. s.m. dim. lampioncino di carta
craterico o vulcanico, che occupa il cratere di colorata, i lampioncini venivano usati dai
un vulcano spento. Lago glaciale, che occupa foggiani quando c’èra la festa da ballo
una cavità modellata da un ghiacciaio. Lago specialmente al: “festacchije” di carnevale.
artificiale, creato da una diga di sbarramento. lambúse. s.m. persona mal vestita.
laghenatúre. s.m. matterello o matterello; lambόne. s.f. pianta delle rosacee che da un
legno liscio cilindrico con cui in frutto simile alla mora.
laghene ck’a vetrióle. s.f. fettuccine condite lamè. s.m. lamé; tessuto per abiti femminile
con salsa di pomodori al filetto. con sottili fili o lamine dorati o argentati.
laghene. s.f. fettuccine larghe di pasta con e Laminato.
senza uova. lamère. antiq. s.f. lamiera; lastra di metallo,
laghètte. s.m. laghetto; dim. di lago, piccolo circa sottile, con cui si fanno tettoie.
lago. lamije. s.f. soffitto; vano a tetto, solaio, volta.
lagne. s.m. lamento; voce o grido esprimente laminte. s.f. lamentazione; espressione
dolore o pianto. Gemito. insistente di dolore.
laldà. v. lodare; esaltare con parole di lode, di lammáre. s.f. barca usata di notte con reti a
approvazione e simile. Applaudire. strascico e una grossa lampada detta
laline. antiq. s.m. dimin. di Pasquale. “lambáre”.
lallà. mdd. portare il bambino a spasso. lamparúle. s.m. pezzetti di sughero tenuti
lalúcce. antiq. s.m. vezz. di Paolo e Raffaella. fermi dal filo di ferro per tenere a galla con
lamandejine. s.m. mammifero che vive nel l’olio il lucignolo.
mare e nel fiume commestibile. lampèdarije. s.m. lampadario; arnese per
lambarèlle. s.f. piccola lampada. sostenere più lampade, pendente dal soffitto.
lambasciúlle. s.m. cipolaccio col fiocco lampede. s.f. lampada; apparecchio per
piccolo, lambascioni; muscari. l'illuminazione artificiale: lampada a cera, a
lambazze. s.m. cipollaccio campestre grande. gas, a petrolio, elettrica.
lambe e trúne. s.m. lampi e tuoni; fenomeno lampióne. s.m. fanale; apparecchio che
luminoso che accompagna la scarica illumina o segnala con la sua luce la presenza
elettrica nei temporali. Manifestazione sonora, o posizione di un oggetto.
lampire. s.f. lumiera; lampadario da soffitto a

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
più luci. Candelabro infisso sulla facciata di un'epigrafe commemorativa, posta su pubblici
palazzi. edifici, monumenti e simile.
lampiunáre. s.m. lampionaio; chi era addetto lapede d’u cemetère. s.f. lapide; pietra
all’accensione e allo spegnimento di lampioni sepolcrale.
in città. lapelà. md. immediatamente.
lampiuncille. lampioncino di carta colorata, i lappe. s.f. piante delle composite, i cui frutti
lampioncini venivano usati dai foggiani si attaccano agli abiti perché armati di piccoli
quando c’èra la festa da ballo “ festacchije” uncini.
di carnevale. lappóse. s.m. lapposo.
lance. s.f. piatto della bilancia, ponderatezza; lappúse. s.m. maccheroni scotti, affine al latte
arnese usato nelle fosse granaie per il prelievo cagliato.
di un campione di grano. lapse. s.f. matita; oggetto costituito da una
lancèlle. s.f. brocca di terra cotta. mina racchiusa in un involucro di legno.
lancètte. s.f. lancetta; dimin. di lancia indice lapsuse. locuz. quando la memoria ti bleffa.
di vari strumenti di misura, spec. degli larde. s.m. lardo; grasso sottocutaneo del
orologi, a forma di freccia che, spostandosi dorso e delle pareti addominali del maiale,
sul quadrante, indica il valore della conservato salato o affumicato.
grandezza in quel momento. Strumento usato lardellà. v. lardellare; introdurre pezzetti di
dai chirurghi per praticare salassi, lardo nei tagli fatti alle carni da cuocere.
incisioni e sim. Tipo di pastina da brodo Riempire, infiorare.
appuntita e schiacciata al centro. lardille. s.m. lardello; pezzetto di lardo.
landèrne. s.f. lanterna, veniva usata nelle lardiatóne. s.m. bastonatura più tosto forte.
fosse granaie per vedere se vi era ossigeno lardúse. s.m. sporco di grasso.
all’interno della fossa prima che scendeva “ larghe. s.m. largo spazio esteso.
‘U sfussatόre”. larghúne. agg. largo; che ha una determinata
landò. s.f. carrozza a quattro ruote, tirata da larghezza, piazza o strada con molto
due cavalli. “largherúre”.
lanèijà. v. dilaniare; fare a pezzi, smembrare: lasagne. s.m. coltello da tasca a serramanico.
la belva dilaniò la preda. Sbranare. lasagne de maccarúne. s.f. lasagna, pasta
langáte. v. anche agg. affamato; che ha fame. all’ovo a strisce larghe, che si mangia
Avido, bramoso. Chi ha fame. asciutta o al forno.
langèlle. s.f. recipiente di terra cotta basso e lasca ‘nganne. locuz. prendere una persona
piatto per contenere olive salate ed altro, si per la gola.
può dire anche: “quartáre”. lascete. s.m. lascito, legato fatto per
lanna lanne. mdd. camminare o gironzolare testamento.
indolentemente, andare in giro per perdere lasche. s.m. lasche, allentato, vile, pigro.
tempo; piano piano. laschetà. s.f. pigrizia; carattere o natura di
lanzatúre. s.f. fiocina; attrezzo con tre o più pigro. Indolenza, infingardaggine,
denti fissi muniti di ardiglione impiegato neghittosità.
per la cattura di pesci di medie e grosse lassà. v. lasciare; cessare di tenere, stringere.
dimensioni. lassáte. v. lasciato.
lanze. s.f. lancia da combattimento. lasse. v. lascia.
lanzèttáte. s.f. fitta; sensazione dolorosa che lasseme. v. lasciami.
si manifesta d'improvviso dovute a lastre. s.m. vetro; fusione di sabbia silicea
reumatismi ed altri dolori. Trafittura. con ossidi e carbonati; largamente usato, sia
lanzètte s.m. cuscinètti di acciaio utilizzati per la proprietà di essere facilmente modellato
come ruote per i monopattini e carriole che i nelle forme più varie, sia per la
ragazzi costruivano negli anni 50 e sessanta. trasparenza. Vetro comune, formato di
lapede. s.f. lapide; pietra con iscrizione, silicato di calcio e di sodio, usato per lastre,
tavola di marmo o altro materiale con bicchieri e simile.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
latavanne. s.f. dall’altra parte. sinandrali, con foglie dentellate che si
latejità. v. nascondere; mettere qlco. in un mangiano in insalata e capolini giallo pallido,
luogo dove non possa essere trovata. coltivate in molte varietà.
latibele. s.m. nascondiglio; luogo che serve a lattuchèlle. antiq. s.f. insalata; cibo di erbe
nascondere o a nascondersi. specialmente crude condite con sale, olio,
lattamènde. s.m. s.m. mandorle schiacciate e aceto o limone. Insieme di verdure che si
bollite condite con zucchero, latte di mandorle mangiano in insalata. e aceto.
che si preparava in occasione delle feste latúne. antiq. s.m. lamento; voce o grido
Natalizie, il frutto dei noccioli delle esprimente dolore o pianto, Pianto per la
albicocche: “cresomele” una volta si giocava morte di qualcuno. Gemito, lagnanza,
a: “chipucchije” dove chi era fortunato, rimostranza, lagno.
vinceva molti noccioli d’albicocca, una volta laturne. agg. noioso; che procura noia: vita
conservati e aver accumulato un buon numero noiosa; è noioso trovarsi soli.
si schiacciavano liberando il frutto, che a sua laure. s.m. alloro; pianta arborea sempreverde
volta veniva messo in un vasetto con dentro delle policarpali, con foglie coriacee,
l’acqua per addolcire il frutto, questa lanceolate e aromatiche.
operazione del cambio dell’acqua veniva fatta laurijáte. s.m. laureato; chi ha conseguito il
ogni giorno sino a quando il frutto dei titolo di dottore.
noccioli diventava dolce, per poi essere lavà. v. lavare; pulire con acqua, sapone o
mangiato, un altro tempo, dove la faceva da altri detergenti, fare il bucato.
padrone la miseria. lavannáre. s.f. lavandaia; donna che fa il
lattáre. s.m. lattaio, faceva parte della bucato per mestiere. Donna rozza e volgare.
famiglia dei caprai, il lattaio girava per le lavandine. s.m. lavandino; vaschetta di
strade e vendevano latte appena munto dalla maiolica gener. fissata al muro, con uno o due
mucca, quando nacque la centrale del latte per rubinetti d'acqua corrente, usata per la pulizia
la pastorizzazione, i lattai furono penalizzati e personale. Acquaio, lavello.
si dettero al contrabbando del latte con poco lavamáne. s.f. catino; mobile costituito con
guadagno, non potendo sostenere le famiglie un treppiedi in ferro che sorregge un catino e
dovettero cambiare lavoro facendo i netturbini una brocca d’acqua per lavarsi mano e viso,
e vetturini. alcuni arredato da specchio.
latte d’a scenzióne. s.f. latte dell’Ascensione, lávapiatte. s.m./f. lavapiatti; chi in alberghi,
tra il 25 e 30 maggio a Foggia durante la festa ristoranti e sim. è addetto alla lavatura delle
l’ascensione del Signore si faceva la fiera del stoviglie. Chi fa lavori umili. Lavastoviglie.
bestiame nel piano delle fosse. Le mucche e le lavaróne. s.f. pozzanghera; pozza fangosa
pecore avevano bisogno di essere munte, il d'acqua, specialmente piovana.
latte non poteva essere lavorato sul posto e laváte. v. lavata; atto del lavare pulire con
per antica usanza veniva distribuito ai acqua, sapone o altri detersivi.
foggiani. Le farmacie in quel periodo lavatine. s.m. clistere; introduzione di liquidi
vendevano molta caglio, perché serviva a fare medicamentosi nel retto mediante apposito
la “cagliata”. apparecchio.
latte de ciucce. s.f. latte d’asina; a Foggia lavative. s.m. lavativo; persona pigra, che ha
quando le mamme non avevano più latte per poca voglia di lavorare. Clistere.
i neonati, si ricorreva al latte delle asine (le lavatóne. s.m. clistere per cavallo.
balie della povera gente) mentre le lavatóre. s.m. lavatore; chi lava o esegue
benestanti, ricorrevano alle balie che avevano operazioni di lavaggio. Apparecchio usato per
perso un figlio e avevano latte in la depurazione di un gas.
abbondanza. lavatúre. s.m. lavatoio; luogo attrezzato per la
lattèrije. s.f. latteria; dove si vende il latte. lavatura dei panni. Lastra o tavola sulla
lattúche ‘ngappucciáte. lattuga cappuccina. quale si lavano i panni. Recipiente in cui si
lattúche. s.f. lattuga, pianta erbacea delle immerge il bucato da lavare.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
lávedejonne. s.f. brodaglia senza nessun leccà. v. leccare; passare ripetutamente la
sapore. lingua su qualcosa.
lavèlle. s.m. acquaio. lèccamusse. s.m. schiaffo forte; colpo dato
lavete. v. lavarsi. sulla guancia a mano aperta.
lavetrire. locuz. l’altro ieri. lèccapide. s.m. leccapiedi; adulatore servile.
lavine. s.m. rigagnoli di pioggia. leccarde. s.m. utensile che si mette sotto
lavrinze. s.m. Lorenzo. l’arrosto per raccogliere il grasso.
lavuratorije. s.m. laboratorio; locale fornito leccardine. s.m. persona golosa e ghiotta.
di attrezzature per ricerche ed esperienze lèccacúle. s.m. leccaculo; persona servile.
scientifiche. lèccapiatte. s.m. leccapiatti; persona
lazzà. v. correre. eccessivamente ghiotta.
lazzarètte. s.m. ospedale per malattie lèccasapóne. s.m. rasoio; coltello
contagiose; lebbrosi. affilatissimo d'acciaio fino, senza punta, con
lazzaróle. s.m. lazzeruolo o lazzeruolo; albero grossa costola e manico mobile d'osso o
delle Rosali con rami spinosi, fiori metallo, per radere barba e capelli.
bianchi e frutti simili a piccole mele. leccáte. s.f. leccata; atto del leccare in una
lazzaróne. s.m. lazzarone o lazzerone; volta.
ragazzo irrequieto, mascalzone. leccatèlle. s.f. leccata; piccola leccata, atto del
lazzáte. s.m. corso; movimento di persone, leccare in una volta.
veicoli, animali lungo le strade di un centro lècchine. s.m. persona senza contegno morale.
urbano, in certe ricorrenze. lècca lècche. locuz. lecca lecca; specie di
lazze. s.f. corda del pozzo; fune doppia. caramella piatta sostenuta da una stecca.
lazzere. agg. plebeo; della plebe o del popolo. lecènze. s.f. licenza; permesso, ottenere, dare,
lazzerejule. s.m. lazzeruolo; arboscello delle accordare licenza.
rosacee che da frutti rossi e acidulo, simile a lecenzijà. v. licenziare; accomiatare,
piccole mele. congedare. Porre fine a un rapporto di lavoro
lazzerijáte. s.f. strafacciato, tumefatto dalle da parte del datore di lavoro
botte. lecenzijáte. agg. anche s.m. licenziato; chi ha
lazzètte. s.f. laccetto. subito o voluto la recessione del proprio
lè da quà. locuz. allontanare una persona. contratto di lavoro.
lebbidene. s.f. libidine; voglia di piaceri legacce. s.f. nastro con un fermo.
sessuali. Lascivia, lussuria. legande. s.m. mietitore addetto a legare il
lèbbre. s.f. lebbra; malattia infettiva cronica grano in covoni mietendo a mano con la falce:
che si manifesta con nodosità dure alla cute e persona vestita bene.
ulcere a carattere distruttivo o con lesioni legatóre. s.m. legatore; uno degli sei addetti a
nervose e conseguenti insensibilità locali, pressare la paglia per fare le balle, colui che
distruzioni di ossa, dolori acuti. Morbo di legava le balle con il filo di ferro.
Hansen. lègge. s.f. legge; Norma, espressa dagli organi
lèbbre maráne. s.m. tarabuso; uccello simile legislativi dello Stato, che stabilisce diritti e
all'airone con becco puntuto e fortissimo, doveri dei cittadini.
morbido piumaggio rossastro che forma ciuffo leggèje. s.m. leggio; mobile fornito di
sul capo. sostegno a piano inclinato, per sostenere il
lebbróne. s.m. libro mastro. messale, lo spartito musicale e simile.
lèbbróse. agg. anche s.m. lebbroso affetto da leggire. agg. leggero. o leggiero; che ha poco
lebbre. peso. Che non dà sensazione di
lebènde. agg. volenteroso o volonteroso; che pesantezza.
è pieno di buona volontà. leggitteme. agg. legittimo; che è conforme
lècca lècche. locuz. lecca lecca; specie di alla legge o da essa consentito.
caramella piatta sostenuta da una stecca. legnajulle. s.m. legnaiolo; artigiano che fa
lavori grossolani di falegnameria.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
legnáme. s.m. legname; insieme di pezzi di lènghe. s.f. lingua; organo muscolare
legno. ricoperto di mucosa, mobile, posto nella
lègne. s.f. legna; legname da ardere. cavità boccale, che partecipa alle funzioni
legure. s.m. liquore; bevanda alcolica della suzione, della masticazione, della
dolcificata e aromatizzata con essenze deglutizione e della fonazione.
vegetali. lengotte. s.m. lingotto; blocco di metallo
legurarije. s.f. liquoreria; mescita e vendita di ottenuto per fusione o colatura in apposito
liquori. Fabbrica di liquori. stampo.
legurúse. agg. liquoroso, simile al liquore, per lengúte. agg. linguacciuto; che ha la lingua
alcolicità, dolcezza, aroma e simile. lunga, in senso figurativo. Pettegolo.
lejènze. s.f. cimosa o cimossa; bordura lènte d’i cchiále. s.f. lente degli occhiali.
laterale delle pezze di stoffa, di tessuto più lènte. s.f. lente; vetro, cristallo o altro
fitto e resistente. Vivagno. Girella di tessuto materiale trasparente limitato da due superfici
per cancellare sulla lavagna. Cancellino. curve.
lelene. s.f. Michelina. lènte de ‘ngrandemène. s.f. lente
leline. s.m. Michelino. d'ingrandimento; lente convergente usata per
lèllucce. s.m. vezz. Raffaele. osservare oggetti molto piccoli.
lema sorde. s.m./f. persona criticante che non lentinije. antiq. s.f. lentiggine; piccola
si fa sentire. macchia bruna o nera, piana, della cute.
lemà. v. limare, io limo. lènucce. dimin. di Elena.
leme. s.f. lima; utensile a mano formato da lènze. s.f. lenza; cordicina per muratore.
una sbarretta d'acciaio dentata e rigata di Persona furba e intelligente.
solchi che s'incrociano, per assottigliare, lenzóle. s.m. lenzuolo; ciascuno dei due
lisciare, sagomare ferro, legno, pietra. grandi teli che si stendono sul letto e fra i
lemètte. s.f. dimin. di lima; lima sottile, in quali si giace. Si dice anche: “ lunzule”.
metallo o carta vetrata, per limare le unghie. lèóne. s.m. leone; grosso mammifero dei
lemóne. s.m. limone; alberetto sempreverde Carnivori, con criniera sul collo e sulle spalle
delle Terebintali, spinoso allo stato del maschio, coda nuda terminata da un
selvatico con foglie coriacee e seghettate, fiori fiocco, unghie retrattili; è un agile
bianchi, frutti a esperidio giallo pallido. arrampicatore e vive nelle foreste dell'Africa e
Frutto del limone utilizzato per le essenze dell'Asia.
estratte dalla buccia e per il succo acidulo. lèonesse. s.f. leonessa; femmina del leone.
lemosene. s.f. elemosina. o limosina; soccorso leppà. v. svignare; allontanarsi in fretta, di
che si dà al prossimo bisognoso. Beneficenza nascosto.
fatta ai poveri, a una chiesa o a un convento. lèppe. s.m. puzzo; odore corrotto, cattivo
Compenso o regalo irrisorio, quasi offensivo. odore, cosa che puzza. Lezzo.
lemunáte. s.f. limonata; bibita o bevanda a leppúse. locuz. pasta o riso cotto in poca
base d'acqua zuccherata e succo di limone. acqua.
lemusenà. v. mendicare; elemosinare, lèpre. s.f. lepre; mammifero dei Roditori con
questuare, accattare: mendicare il pane, lunghe orecchie, pelliccia in genere grigio
chiedere l'elemosina. scura, corta coda e zampe posteriori atte al
lendiggene. s.f. lentiggine; piccola macchia salto.
bruna o nera, piana, della cute. lèse. s.f. ferita; taglio o lacerazione della cute
lène. agg. debole; che manca di forza fisica. e dei tessuti sottostanti prodotta da un
lènghe de vóve. s.f. lunga lista. corpo contundente o penetrante.
lènghe strascenúne. s.f. anticamente i lesiunáte. v. lesionata; rendere instabile,
pellegrini che si recavano al santuario pericolante e sim., provocando lesioni.
dell’Incoronata strisciavano con la lingua sul lesosene. s.f. elemosina o limosina; soccorso
pavimento in segno di devozione e per che si dà al prossimo bisognoso.
chiedere una grazia. lèsse. s.f. castagne lessate con il guscio.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
letanije. s.f. litania; preghiera formata da una Genzianali con foglie lanceolate e fiori rosei,
serie d’invocazioni a Dio, alla Vergine, ai bianchi o gialli, ricco di un succo amaro e
Santi. velenoso.
letegà. v. litigare o leticare; Venire a libbènde. locuz. persona volenterosa.
contrasto con qlcu. in modo aspro e libbre. antiq. s.f. messa; nella teologia
ingiurioso: litigare per motivi di denaro e cattolica e ortodossa, sacrificio del corpo e del
altro. Bisticciare. e del sangue di Gesù Cristo che, sotto le
letegante. v. anche agg. e s.m/f. litigante; Che apparenze del pane e del vino, viene rinnovato
(o Chi) litiga. dal sacerdote sull'altare.
letegatóre. s.f. persona facile a litigare. libre. s.m. libro; insieme di fogli contenenti
lètte. v. letto; che è stato letto. Mobile usato un testo stampato o manoscritto, rilegati e
per dormire. previsti di copertina. Libro sacro, testo che
lèttere. s.f. lettera; ognuno degli elementi costituisce il fondamento di alcune grandi
grafici di cui è costituito un alfabeto: le religioni; in particolare ciascuna delle parti
lettere dell'alfabeto italiano sono ventisei. che compongono la Bibbia. Libro di
lettère. antiq. s.f. base del carretto larga 85 devozione, raccolta di preghiere e di esercizi
cm. e lunga 2 m. Si fissava con i chiodi alla pii. Libro dei morti, testo sacro degli
sottosdanga e con i perni a quartultima si antichi Egizi. Libro di testo, quello adottato
issava alla traversa posteriore, la base era dall'insegnante per lo studio di una certa
formata di tavole di olmo alte 3 cm.; strage materia. Libro bianco, raccolta di documenti
tutti stesi per terra. spec. a scopo di denuncia. Libro d'oro,
letturine. s.m. leggio; mobile fornito di anticamente, registro sul quale erano scritti, in
sostegno a piano inclinato, per sostenere il oro, i nomi delle famiglie nobili. Libro
messale, spartito musicale e altro. nero, durante la Rivoluzione francese, lista dei
levà. v. levare. condannati alla ghigliottina.
levacicere. s.m. uomo non maturo, cioè da licchesalèmme. s.f. moina; carezza insistente,
poco, lavaceci. affettuosità. Gesti o atteggiamenti leziosi,
levèlle. s.f. livella a bolla d'aria, tubo di vetro affettati. Smanceria.
pieno di liquido, in cui una bolla si licchètte. antiq. s.m. lucchetto; serratura
dispone in posizione centrale quando la livella metallica mobile, con gambo ricurvo, da
è orizzontale. infilare in occhielli, che si applica a bauli,
levene. s.f. legna; legname da ardere. valigie, usci e altro.
Aggiungere legna al fuoco. licìtà. v. incantare; recitare formule o
levenèlle. s.f. pezzo di legno per alimentare il compiere atti che producano effetti
fuoco; oppure mettere a mal vedere. soprannaturali.
lèvere. s.f. leggerezza; caratteristica di ciò che liè. avv. levati.
è leggero. Agilità. Lepre. liènze. s.f. cimosa o cimossa; bordura laterale
levetà. v. lievitare; gonfiarsi della pasta per delle pezze di stoffa, di tessuto più fitto e
effetto del fermento che la rende morbida e resistente. Vivagno.
atta a essere trasformata in pane. ligatorije. s.m. legaccio; striscia di stoffa,
lèvete. locuz. togliersi di mezzo. pelle e simile per legare o stringere.
lezióne. s.f. lezione; insegnamento che si dà ligge. agg. leggero; che ha poco peso. Leggi.
in una volta a una o più persone, insieme ligghije. s.m. lombaggine; dolore muscolare
di nozioni insegnate o date da imparare in una specialmente nella regione lombare.
volta. ligià. agg. ligio; che è strettamente legato a
leziúne. s.m. lezioni; esercizio scolastico, una persona, a interessi, sentimenti e simile.
specialmente scritto. ligia. v. lisciare; rendere liscio, liberando da
lia. s.f. vezz. di Consiglia. scabrosità: lisciare il marmo.
liandre. s.m. oleandro o Leandro; arbusto o lignáme. s.m. legname; tavole e travi di legno
alberello ornamentale sempreverde delle grezzo.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
liguste. s.f. anche agg. aragosta o aragosta; come l'olio, di ciò che si svolge in modo
grosso crostaceo marino commestibile, privo tranquillo e regolare. Liscio ballo non
di chele, con lunghe antenne e corazza sincopato, che si esegue senza alzare troppo i
spinosa di color bruno violaceo. piedi da terra.
lijandre. s.m. oleandro o leandro; arbusto o lisce lisce. agg. liscio liscio, senza intoppi,
alberello ornamentale sempreverde delle qualcosa che è andato bene.
Genzianali con foglie lanceolate e fiori rosei, liste. s.f. lista; striscia lunga e stretta di carta,
bianchi o gialli, ricco di un succo amaro e stoffa o anche di materiale rigido e
velenoso. pieghevole. Elenco.
lijofande. antiq. s.m. elefante; mammifero lite. s.f. lite; violento contrasto con ingiurie e
degli Ungulati con lunga proboscide e offese. Alterco, contesa rissa.
caratteristiche zanne, considerato il più grosso litecatáre. agg. litigioso; che litiga facilmente
animale terrestre vivente Elefante e frequentemente. Che è oggetto di una lite.
africano, con grandi orecchie e zanne molto litre. s.m. litro; unità di capacità equivalente a
sviluppate. Elefante indiano, con orecchie 1 dm 3. Bottiglia bollata della capacità di
e zanne più piccole dell'elefante africano. un litro usata nelle cantine.
lijόne. s.m. leone; grosso mammifero dei litte. s.m. letto; mobile usato per dormire,
Carnivori, con criniera sul collo e sulle spalle composto da un'intelaiatura e da reti o
del maschio, coda nuda terminata da un assicelle che sostengono un materasso, con
fiocco, unghie retrattili; è un agile sopra lenzuola, coperte, guanciale: letto a un
arrampicatore e vive nelle foreste dell'Africa e posto, a una piazza; letto matrimoniale.
dell'Asia. littorine. s.f. littorina; nelle ferrovie italiane
liline. s.m. Michele. automotrice con motore Diesel, a elevata
lilotte. vezz. di Michela. velocità.
lillà. s.m. lilla; frutice delle Ligustrali livede sott’a l’ucchije. s.f. occhiaia; macchie
originario della Persia e coltivato per le belle livide sotto gli occhi. Cavità del cranio in cui
pannocchie di fiori profumati bianchi o lilla.
sono accolti i globi oculari.
Serenella.
livede. agg. anche s.m. livido; detto della
lille. agg. lillà; detto di colore tra il rosa e il
colorazione bluastra della pelle umana per
viola.
contusioni o percosse: Macchia bluastra che si
lima sorde. locuz. persona criticante che non
forma sulla pelle per contusioni o percosse.
si fa sentire.
livete. s.m. lievito; complesso di funghi
limete. s.m. limite; confine, barriera.
unicellulari che sono in grado di provocare,
lincì. locuz. di lì, da lì.
mediante gli enzimi da essi prodotti, una
linde e pinde. locuz. pulito e ordinato, ben
fermentazione.
vestito.
livete de birre. s.m. lievito di birra; lievito di
linde. s.m. lento; privo di sollecitudine,
birra, sostanza ricca di saccaromiceti usata per
prontezza, velocità e simile.
la fermentazione del malto e la lievitazione
liniamènde. s.m. lineamento; fattezze del
della pasta.
volto umano.
livete da nanze. locuz. togliersi di mezzo.
linije. s.m. uovo di pidocchi.
livrèa. s.f. divisa; uniforme: la divisa degli
lippe. s.m. viscidume; insieme di cose o
alpini, degli aviatori. Uniforme portata un
sostanze viscide prodotta da alimenti grassi
tempo dai dipendenti delle grandi case
lessati e non quali polipo, capitone e altro.
signorili. Assisa.
lippúse. agg. viscido; che è denso, gelatinoso
e scivoloso: sostanza viscida. Che, al tatto, è lizze. s.f. lizza; palizzata, steccato. Spazio
sgradevolmente molle e scivoloso: una viscida recintato entro cui si svolgevano le giostre
anguilla. all'epoca della cavalleria.
lisce. agg. anche s.m. liscio; privo di locazióne. s.f. locazioni, detto delle terre del
ruvidezze e scabrosità alla superficie. Liscio Tavoliere destinate a pascolo della

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
transumanza vennero divise in ventitre lucanne. antiq. s.f. locanda; trattoria con
locazioni ordinarie o generale e venti alloggio. Pensione, albergo di bassa categoria.
locazioni particolari o aggiunte. lucannire. s.m. Locandiere; chi conduce o
locca locca. locuz. piano piano. tiene una locanda.
locomobbele. s.f. caldaia fissa con il volano lucarille. s.m. dimin. di Luca.
per azionare la trebbiatrice o pressatrice. lucateve. antiq. locuz. tassa locativa.
loffe. s.f. flatulenza; eccessiva produzione di lucchele. s.m. grido; suono alto di voce
gas nello stomaco e nell'intestino, emissione emesso con forza: le grida dei bambini che
di gas dal retto. giocano.
loffije. agg. debole; che manca di forza fisica. lucculà. v. gridare; alzare la voce per ira e
logge. s.m. terrazzo o terrazza; superficie sim. o per richiamare l'attenzione degli altri.
praticabile pavimentata all'aperto a livello di lucculèje. v. intr. gridare; alzare la voce per
terra o ricavata su una parte dell'edificio, ira e sim. o per richiamare l'attenzione degli
adatta al soggiorno e munita di parapetto. altri. Sbraitare, strillare, urlare.
longadagnúne. locuz. lontano sia. lúce. s.f. luce; radiazione elettromagnetica la
lonne. s.f. onda; oscillazione dell'acqua nel cui velocità è nel vuoto di 299.792 km al
mare, lago e sim., prodotta da forza esterna. secondo. Luce elettrica, ottenuta mediante
lonne a lonne. s.f. capelli ondulati. lampade elettriche. Qualsiasi sorgente
lópe. v. affamato; che ha fame, anche “ lópe”. luminosa.
Avido. Bramoso. lúceche. v. luccicare; mandare, riflettere luce
lopre ‘i cavallucci. s.f. giostra con cavalli a attraverso brevi e intermittenti bagliori.
dondolo. lucernále. s.m. abbaino; sovrastruttura
lopre ‘i strazzulle. s.m. teatrino con applicata ai tetti a falde inclinate con finestra
marionette. a chiusura, per dar luce a stanze o soffitte e
lorènze. s.m. Lorenzo, nel 1687 lo scultore permettere l’accesso al tetto.
Lorenzo Vaccaio realizzò per la chiesa dei lucernèlle. s.f. piccola lucerna di creta a
morti, quattro statue. olio.“lucernille”
lorge. s.m. orologio; apparecchio misuratore lucettèlle. s.f. vezz. di Lucia.
del tempo capace di segnare le ore. lucce. s.m. luccio; grosso pesce osseo con
lóte. s.m. fango, melma; terra trasformata muso allungato e depresso e forti denti,
dall'acqua in poltiglia circa consistente. voracissimo predone delle acque dolci
lotte. s.m. lotto; gioco d'azzardo che consiste europee. Luccio di mare, sfirena.
nell'estrarre, per ciascuna delle dieci Lotta, luche. s.m. luogo; insieme dei punti d'uno
lottare. spazio che soddisfano a condizioni date.
lottománe. s.f. ottomana; divano alla turca Costruzione o parte di essa adibita a
con materasso o cuscini per spalliera, particolari usi.
trasformabile in letto. luchètte. s.m. dimin. di Luca.
lozze. antiq. s.m. birilli di legno duro del luciètte. s.f. dimin. di Lucia.
carretto per non far sfilare le stanghe. lucigne. s.m. lucignolo; treccia di fili che si
luà. v.tr. levare; alzare, sollevare, togliere, mette nell’olio della lucerna o nella cera della
rimuovere, portar via. candela per far lume, o nei fornelli a spirito
lubrifeche. v. tr. lubrificare; interporre un olio per ardere. Stoppino. Si dice anche: “ lucine”.
o un grasso adatto tra gli elementi mobili a lucije. s.f. Lucia. Il 13 dicembre a Foggia
contatto di una macchina o di un congegno, c’èra la festa di santa Lucia, quando per
per diminuire l'attrito. tradizione si cucinavano le fave “arracciáte”,
lucà. locuz. dare in locazione. chi aveva fatto il voto alla santa, chiedeva un
lucále. s.m. locale; parte di un edificio po’ di fave al vicinato e una volta cucinate li
destinata a un uso determinato. Luogo distribuiva agli stessi vicini di casa che
pubblico di ritrovo e di divertimento.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
ognuno ne doveva mangiare tredici in segno lumine. s.m. lumicino dimin. di lume;
di devozione. piccola lampada a olio con lucignolo
lucijettèlle. s.f. vezz. di Lucia. galleggiante. Lumicino.
lucurizije. s.f. liquirizia; pianta erbacea o lumiere. s.f. lampadario da soffitto a più luci.
suffruticosa delle Rosali con rami flessibili, Candelabro infisso sulla facciata di palazzi.
fiori azzurrognoli e frutto a legume. Sostanza lunarde. s.m. Leonardo.
vegetale estratta dalle radici di tale pianta, lundáne. agg. lontano; che dista, che è
usata come emolliente, espettorante, diuretico. separato da un lungo spazio rispetto a un
lucόre. s.m. lucore; luce vivida e intensa. punto di riferimento.
Lucentezza, luminosità. lúne. s.f. luna; unico satellite naturale della
ludreche. agg. beffardo; che si compiace di Terra, intorno alla quale compie una
deridere e beffare. rivoluzione in 29d 12h 44m 3s.
luffe. s.f. anca del corpo umano. lúne de mile. s.f. luna di miele; primo periodo
lúffe. s.m. batuffolo di stoffa. di matrimonio, periodo di tempo
luffià. s.f. peto; far uscire aria per via anale. particolarmente felice.
luffijèje. mdd. persona che non ha forza, non lungà. v. allungare; accrescere la lunghezza o
riesce. la durata di qualcosa.
lughe comúne. s.f. latrina; locale fornito di lunge. antiq. s.m. giunchi raccolti dagli
impianti igienici, per lo più di uso pubblico. scopari nelle marane e canneti per
Cesso. confezionare cesti di tutte le misure utili a
lughe d’acque. locuz. luoghi acquitrini. contenere pane fatto in casa, verdure
luige. antiq. s.m. Luigi Oberty; Regio selvatiche, ricotte e formaggi, mentre altri si
ingegnere di Capitanata dal 1818 al 1828/30 a dedicavano ad intrecciare paglie per i fondi
cui si deve la progettazione del teatro delle sedie, mentre altri si dedicavano ad
Ferdinando, oggi U. Giordano, intrecciare paglie per i fondi delle sedie.
dell’orfanatrofio M. Cristina di Savoia lungià. locuz. tenere lontano.
(demolito nel 1935/36, il pronao della villa lunzulle. s.m. lenzuolo; ciascuno dei due
comunale e la ristrutturazione di Porta grandi teli che si stendono sul letto e fra i
Grande, della chiesa di S. Francesco Saverio e quali si giace. Si dice anche: “lenzule”.
quella della Madonna della Neve o della lupacchiótte. s.m. lupacchiotto; cane lupetto.
Croce. lúpe. s.m. lupo; mammifero dei Carnivori,
luiggiólle. antiq. s.f. vezz. di Luigia. eccezionalmente vorace, con tronco robusto
lulizije. s.f. liquirizia; pianta erbacea o e pelo corto che varia di colore con le
suffruticosa delle Rosali con rami flessibili, stagioni, passando dal bruno scuro al grigio
fiori azzurrognoli e frutto a legume. chiaro.
lumáje. s.m. lumaio; chi fa, vende o ripara lupunáre. s.m. licantropo; chi è affetto da
lumi. asma, e spauracchio dei bambini per le sue
lúme. s.m. lume, apparecchio per illuminare. grida di notte.
lúme a petrolije. s.m. lume a petrolio. lurce. antiq. s.f. ulcera duodenale; lesione
lumenarije. s.f. luminaria; illuminazione della cute o delle mucose, con scarsa
pubblica in occasione di feste o ricorrenze tendenza alla guarigione.
particolari. Grande quantità di lumi accesi. lurde. agg. che non è molto pulito.
lumenille. s.m. luminello; scherzo di ragazzi lurdizije. s.f. sporcizia; caratteristica di
con un pezzo di specchio verso il sole, si sporco.
proiettava in faccia a persona dando fastidio lusciachiáre. s.f. risciacquatura della
alla vista. biancheria dopo il bucato.
lumenórije. v. lumeggiare; illuminare. lusciapinte. s.f. risciacquatura della
biancheria colorata.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
luscije. s.f. liscivia; detergente di sostanze
solubili nelle ceneri di legno o carbone M, m
vegetale, panni messi a mollo per fare il
bucato, cui si versa la cenere quando si fa la
liscivia, ranno.
lusene. s.m. intuito; conoscenza immediata di
qlco. senza intervento della riflessione.
lusse. s.m. lusso; sfoggio di ricchezza. Fasto, ‘mbacce. locuz. in faccia: “ ‘u fatte lè dice
pompa. ‘mbacce a mè”.
lustre p’i scarpe. s.m. lucido da scarpe. ‘mbacche. s.m. impacco; applicazione di
lustre. agg. lucido; di corpo che per la sua panni intrisi di acqua calda o fredda o di
estrema levigatezza riflette la luce. Luce, sostanze medicamentose su parti del corpo.
splendore, lucido, chiaro. ‘mbaccia a mezzejurne. mdd. locuz. verso
lustróre. s.m. splendore; luce vivida e mezzogiorno.
intensa. Lucentezza, luminosità. ‘mbacciúte. v. anche agg. impazzito; che è
lustrόne. agg. lucido; di corpo che per la sua diventato pazzo o ha perso la testa.
estrema levigatezza riflette la luce. ‘mbacuccà. v. imbacuccare; coprire la testa e
luteme. agg. ultimo; corrispondente il corpo avvolgendoli in abiti pesanti.
all’elemento finale o conclusivo, sia in senso ‘mbagliatèlle. s.f. bottiglia con involucro di
spaziale sia temporale. paglia; “pigghije ‘a ‘mbagliatèlle e
luttà. v. lottare; essere impegnato in una lotta. v’accatte ‘u gnostre”.
Combattere. ‘mbaláte. s.m. uomo fermo e ritto, impalato.
lútte. s.m. lutto; cordoglio per la morte di ‘mbalenúte. v. ammuffito; vecchio, superato
qualcuno. retrivo.
luttèrije. s.f. lotteria; gioco a premi, ‘mbaliunáte. discrepito, ha fatto la muffa.
consistente nel sorteggio di numeri ‘mballà. v. imballare; confezionare in balle:
corrispondenti a biglietti venduti. imballare la lana. Sistemare le merci
Meccanismo basato sulla fortuna, sul caso. entro contenitori adatti per il trasporto, il
lutulènte. locuz. sporco di fango. magazzinaggio e la vendita: imballare libri.
luvà ‘a polvere. v. togliere la polvere. ‘mballáte. agg. imballato; detto di atleta che
luvà. v. levare, alzare, sollevare. non è più agile e sciolto nei movimenti.
luveggine. s.m. dimin. di Luigi. ‘mbalomme. s.m. gioco di strada, equilibrio.
luzzetèlle. s.m. pioli d’acciaio conficcati nelle ‘mbaloppe. s.f. busta per lettera.
stanghe del carretto per agganciare vrachi e ‘mbalsamà. v. imbalsamare; preparare con
vardelle del cavallo timone. sostanze speciali cadaveri d'uomo o di
lόde. locuz. impresa gloriosa. animali per sottrarli ai naturali processi di
lόtte. s.m. lotto; gioco d’azzardo che consiste decomposizione.
nell’estrarre per ciascuna delle dieci ruote, ‘mbalzamáte. v. tr. imbalsamare; Preparare
cinque dei novanta numeri posti in un'urna e con sostanze speciali cadaveri d'uomo o di
nell'assegnare un premio in denaro a chi ne animali per sottrarli ai naturali processi di
indovina uno o più. decomposizione.
‘mbalzamatóre. s.m. imbalsamatore;
chi è addetto all’imbalsamazione.
‘mbalzamazióne. s.f. imbalsamazione;
operazione dell'imbalsamare:
l'imbalsamazione dei cadaveri. Arte di
preparare naturalissimamente animali.
Tassidermia.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
‘mbambalúte. agg. imbambolato; che mostra ‘mbastúte. v. imbastire; unire a punti lunghi
un'espressione fissa e attonita: imbarazzato; due lembi di tessuto, prima della cucitura
“ne lè viste chè stáce cum’è nu ‘mbambalúte”. definitiva.
‘mbambuláte. locuz. rimanere estatico per ‘mbatanáte. agg. ozioso; colui che non fa
niente. Fannullone, poltrone.
meraviglia o per distrazione.
‘mbattà. v. pareggiare; rendere pari,
‘mbanáte. v. tr. impanare; passare nel
togliendo dislivelli, sporgenze e simile.
pangrattato prima di friggere: impanare una
“hamme ‘mbattáte n’avanze chiù ninde”.
cotoletta.
‘mbattáte. v. pareggiare; limitare i danni.
‘mbannáte. agg. appannato; offuscato, velato,
Livellare.
opaco.
‘mbaurì. v. impaurire; riempire di paura.
‘mbaperacchiáte. v. tr. agghindare; vestire,
Intimorire.
ornare, con particolare cura e ricercatezza.
‘mbaurúte. s.m. impaurito.
Ornarsi con eleganza leziosa. Abbigliarsi.‘
‘mbavaglià. v. tr. imbavagliare; mettere il
‘mbapucchià. s.m. inganno; insidia che serve
bavaglio. Impedire a qlcu. di parlare,
a ingannare. Convincere con le
pensare o scrivere liberamente.
chiacchiere, imbrogliare.
‘mbavagliáte. s.m. l’imbavagliare; porre il
‘mbapucchiáte. v. ingannare; indurre in bavaglio.
errore: l'apparenza inganna. ‘mbecatáte. locuz. alterarsi nel ragionamento.
‘mbarà. v. tr. imparare; acquisire una serie di ‘mbeccà. v. impiccare; Sospendere qlcu. con
conoscenze mediante lo studio, un laccio intorno alla gola, dandogli così la
l'esercizio, l'osservazione: imparare morte.
l'educazione; imparare a leggere. ‘mbeccáte. v. agg. e s.m. impiccato; detto di
‘mbaráte. s.m. imparato. chi ha ricevuto la morte con
‘mbarazze. s.m. imbarazzo; senso di l'impiccagione.
impaccio e ingombro nei movimenti. ‘mbicce. s.m. impiccio; ingombro, intralcio,
‘mbarcà. v. imbarcare; mettere sulla barca o ostacolo.
sulla nave. ‘mbecciajulle. s.m. impiccione; chi si
‘mbarcáte. s.f. imbarcarsi; perdere il interessa di tutto, chi s'impiccia abitualmente
controllo della situazione. delle faccende altrui.
‘mbascià. v. tr. asciare; avvolgere in una o ‘mbecciarse. locuz. ficcare il naso, intrigarsi.
più fasce. Bendare. ‘mbecille. agg. imbecille; affetto da
‘mbascianne. s.f. tutti i lini per fasciare i imbecillità. Detto di persona che si rivela
neonati; fasce, culazze, pedarúle, pannulline, poco intelligente. Scemo, stupido.
cacciamanille ecc… “pigghije tutte ‘a ‘mbedemènde s.m. impedimento; l'impedire.
‘mbascianne chè hamma cagnà ‘u criatúre”. Opposizione, divieto. Ostacolo, difficoltà,
‘mbasciáte. s.f. ambasciata; domanda di contrarietà, contrattempo.
fidanzamento. Fasciato, bambino in fasce. ‘mbedì. v. tr. impedire; proibire o rendere
‘mbastà. v. impastare; amalgamare una o più impossibile. Vietare.
sostanze fino a formare una pasta omogenea. ‘mbegatáte. mdd. sfegatato; persona adirata.
‘mbastardete. v. imbastardire; rendere ‘mbegnà. s.f. dare in pegno oggetti di valore.
bastardo. Alterare, corrompere. ‘mbegnarse. v. impegnarsi; mettere impegno
‘mbaste. s.m. impasto; Amalgama di una o e decisione.
più sostanze variamente manipolate. ‘mbegnáte. v. impegnato; dato in pegno.
‘mbastì. v. imbastire; unire a punti lunghi due ‘mbelà. v. infilare; introdurre una gugliata di
lembi di tessuto, prima della cucitura filo nella cruna di un ago : “ ‘mbileme l’ache
definitiva. a mamme chè ne ce vède”.
‘mbasturáte. s.m. cavallo impastoiato. ‘mbelazzáte. s.f. salita ripida: “éje
‘mbelazzáte a salite”.
‘mbelleccià. s.f. mettere la pelliccia.

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F. Stella. ‘U grusse dizionarije d’a lingua fuggeáne
‘mbellicciáte. v. impiallacciare, rivestire la ‘mbicciajulle. s.m. impiccione; chi s'impiccia
pelliccia, indossare una pelliccia. abitualmente delle faccende altrui.
‘mbennáte. locuz. adolescenti all’età della ‘mbicciáte. v. intrigato.
pubertà. ‘mbicciuse. v. anche s.m. intrigante; che
‘mbènne. v. tr. impiccare; sospendere intriga, chi si impiccia dei fatti altrui o cerca
qualcuno con un laccio intorno alla gola, di danneggiare qualcuno con intrighi.
dandogli così la morte: impiccare qlcu. a un ‘mbide. locuz. in piedi.
albero. “chè t’anna ‘mbènne”. ‘mbiègáte. s.m. impiegato; dipendente che
‘mberlèffe. s.m. sberleffo; gesto, espressione svolge il proprio lavoro in uffici pubblici o
di scherno: fare uno sberleffo a qualcuno. privati.
‘mberlènghe. v. cianciare; dire ciance. ‘mbighe. s.m. impiego; posto di lavoro stabile
Blaterare, chiacchierare, ciarlare. in un ufficio.
‘mbernacchiáte. agg; vistoso; che dà ‘mbigna. s.f. tomaia; parte superiore della
nell'occhio, che è molto appariscente, “ vide a scarpa.
quiste cum’e s’èmbernacchiáte”. ‘mbignáte. v. anche agg. impegno; dato in
‘mberrarse. v. incollerire; montare in collera, pegno. Detto di intellettuale o movimento
infuriarsi. culturale che prende netta posizione sui
‘mbèrte. s.f. regalia mancia; “ dacce ‘a problemi politici e sociali del momento.
‘mbèrte ‘o uaglióne”. ‘mbigne. s.f. taccagneria; caratteristica di chi
‘mbèsele. s.f. sollevare in alto in pieno. è taccagno. Avarizia, pitoccheria, “e
‘mbestarse. s.f. essere preso dalla collera. fèsse chè ‘mbigne chè tène”.
‘mbestáte. v. agg. appestato, impestato, ‘mbignúse. agg. anche s.m. taccagno; chi è
affetto da malattia venerea. affetto da taccagneria. Detto di chi è tirato
‘mbestialúte. v. imbestialire; fare arrabbiare nello spendere. Avaro, spilorcio, tirchio.
come una bestia. Imbufalire, ‘mbila ághe automateche. s.m. infila ago
‘mbezzarrete. v. imbizzarrito; diventare automatico; macchinetta per infilare l’ago
bizzarro, detto specialmente di cavallo. da cucito.
‘mbezzarrúte. v. intr. Incollerire o diventare ‘mbise. v. agg. anche s.m. impiccato; detto di
all'improvviso irrequieto, detto di chi ha ricevuto la morte con “sé ‘mbise ‘u
persona. Rendere irrequieto. stubbete”.
‘mbezzarse. v. tr. infiltrare; penetrare ‘mbiste. locuz. in prestito.
ottilmente, a poco a poco, in qualcosa. ‘mbitte. locuz. proprietà intestata, mettere
‘mbiancheggià. v. biancheggiare; apparire qualcosa nei seni.
bianco. ‘mbizza ‘mbizze. locuz. punta, punta;
‘mbiangà. v. imbiancare; far diventare “L’hanne mise ‘mbizza ‘mbizze”.
bianco. ‘mbizze. locuz. conficcare un chiodo o altro.
‘mbiangúne. s.m. biancone. ‘mblecáte. s.f. implicata; “Púre èsse stáce
‘mbiascecà. v. biascicare; mangiare ‘mblecáte ‘ndo rubbatorije”.
lentamente masticando male e facendo ‘mbluènze. s.f. influenza; malattia infettiva
rumore. Parlare lentamente, pronunciando acuta, contagiosa, specialmente delle vie
male le parole. aeree superiori, di origine virale.
‘mbiastre. agg. inservibile; che non serve più ‘mbócalitte a pastèlle. s.m. lambascioni; si
o non è più utilizzabile: “ vide chè ate prendono i lambascioni si tagliano i torsoli, si
ìmbiastre”.