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Inni omerici

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Gli anonimi Inni omerici, che celebravano gli dei individualmente,


Inni omerici
sono una collezione di trentaquattro inni greci antichi, risalenti al
VII-VI secolo a.C. Sono stati chiamati "omerici" in quanto scritti
nello stesso dialetto dell'Iliade e dell'Odissea e ne condividono
anche il metro poetico usato, ovvero l'esametro dattilico. Furono
così attribuiti ad Omero fin dall'antichità – a partire dai primi
riferimenti fatti da Tucidide – e questa denominazione è rimasta
tale nel tempo.

Indice
Tradizione manoscritta
Tradizione indiretta
Tradizione papiracea
Composizione
Stile Omero, il presunto autore
Contenuto Autore Omero?
Elenco 1ª ed. originale VII secolo a.C.
Fortuna Genere poesia
Note Sottogenere religioso
Bibliografia Lingua originale greco antico
Edizioni critiche Protagonisti Dei olimpici
Concordanze
Studi
Traduzioni
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni

Tradizione manoscritta
Una trentina di manoscritti hanno trasmesso il testo degli Inni Omerici. Di questi, sedici sono testimoni
indipendenti. Oltre ai suddetti Inni Omerici, essi tramandano anche gli Inni di Callimaco, gli Inni orfici, gli Inni
di Proclo e le Argonautiche orfiche. Non si sa con certezza quando questa silloge sia stata composta, sebbene gli
studiosi si dividono tra due secoli: il V secolo, in cui visse ed operò Proclo ed il XIII secolo, in cui si sarebbe
formato l'archetipo. Dall'analisi delle varie copie dei manoscritti, in cui sono visibili errori e lezioni in comune,
si potrebbe ipotizzare per un capostipite in minuscola. Uno dei manoscritti più importanti è il codice M o
Leidensis 22, degli inizi del XV secolo, che segue una tradizione diversa e contiene i versi finali di hymn 1 e
l'Inno a Demetra, seguito dagli altri inni fino all'hymn 18.4. Un altro iparchetipo ricostruito è Ψ da cui
discendono tre famiglie, denominate f, x e p. Sedici manoscritti, contenenti gli Inni, giunsero in Italia nel XV
sec. I manoscritti che ci hanno conservato il testo degli Inni, secondo lo schema di Allen (Homeri Opera,
recognovit T. W. Allen, vol. V, Oxonii 1912) sono i seguenti:

1. A = Parisinus 2763 16. L5 = Laur. 32.7


2. At = Athous in monasterio Vatopedi 587 17. M = Leidensis 22
3. B = Parisinus 2765 18. Mon = Monacensis 333
4. C = Parisinus 2833 19. N = Leidensis 28
5. D = Ambrosianus 120 B 98 20. O = Ambrosianus 845 C 10
6. E = Estensis 144 21. P = Vaticanus Palat. 179.
7. G = Vaticanus Reginae Suec. 91 22. Π = Parisinus suppl. graec. 1095
8. Γ = Bruxellensis 74 (11377-11380) 23. Q = Ambrosianus 734 S 31
9. H = Harleianus 1752 24. R1 = Riccardianus 53 K ii 13
10. J = Estensis 25. R2 = Riccardianus 52 K ii 14
11. K = Laur. 31.32 26. R3 = Riccardianus 3195 (nunc 3020)
12. L1 = Laur. 32. 45 27. S = Vaticanus 1880
13. L2 = Laur. 70.35 28. T = Matritensis 4562
14. L3 = Laur. 32.4 29. V1 = Venetus 456
15. L4 = Laur. Aedil. 220 30. V2 = Marginalia editionis principis Ven.ix.

Tradizione indiretta
La tradizione indiretta si avvale principalmente della citazione presente in Tucidide, storico greco del V secolo
a.C., ed in Diodoro Siculo, storico greco del I secolo a.C.

Tucidide cita i vv. 146-150 e 165-172 dell'Inno ad Apollo:

(GRC) (IT)

«[4] δηλοῖ δὲ μάλιστα Ὅμηρος ὅτι τοιαῦτα ἦν «Che tutto ciò avvenisse lo dimostra
ἐν τοῖς ἔπεσι τοῖσδε, ἅ ἐστιν ἐκπροοιμίου soprattutto Omero nei versi seguenti, che
Ἀπόλλωνος: appartengono all'Inno ad Apollo:
”ἀλλὰ ὃτε Δήλῳ, Φοῖβε, μάλιστά γε Θυμὸν “ Ma quando, o Febo, per Delo soprattutto si
ἐτέρφθης, rallegra il tuo cuore,
ἔνθα τοι ἑλκεχίτωνες Ἰάονες ἠγερέθονται allora gli Ioni dai lunghi chitoni
σὺν σφοισιν τεκέεσσι γυναιξί τε σὴν ἐς coi loro figli e le mogli si radunano nella tua
αυγιάν· piazza;
ἔνθα σε πυγμαχίῃ τε καὶ ὀρχηστυι καὶ ἀοιδῇ là con pugilati e danze e canti
μνησάμενοι τέρπουσιν, ὅτ᾽ ἄν στήσωνται ricordandoti si rallegrano allorché
ἀγῶνα. ” bandiscono l'agone. ”
[5] ὅτι δὲ καὶ μουσικῆς ἀγὼν ἦν καὶ Che l'agone poi fosse anche musicale e che
ἀγωνιούμενοι ἐφοίτων ἐν τοῖσδε αὖ δηλοῖ, ἅ dei concorrenti vi partecipassero, è mostrato
ἐστιν ἐκ τοῦ αὐτοῦ προοιμίου: τὸν γὰρ da alcuni versi del medesimo inno: dopo aver
Δηλιακὸν χορὸν τῶν γυναικῶνὑμνήσας celebrato il coro femminile di Delo, il poeta
ἐτελεύτα τοῦ ἐπαίνου ἐς τάδε τὰ ἔπη, ἐν οἷς termina la lode con questi versi, nei quali fa
καὶ ἑαυτοῦ ἐπεμνήσθη: menzione anche di sè:
“ ἀλλ᾽ ἄγεθ᾽, ἱλήκοι μὲν Ἀπόλλων Ἀρτέμιδι “ Suvvia, sia a voi benigno Apollo con
ξύν, Artemide,
χαίρετε δ᾽ ὑμεῖς πᾶσαι. ἐμεῖο δὲ καὶ siate liete voi tutte. Anche in futuro
μετόπισθε ricordatevi di me,
μνήσασθ᾽, ὁππότε κέν τις ἐπιχθονίων quando qualcuno degli uomini che vivono
ἀνθρώπων sulla terra
ἐνθάδ᾽ ἀνείρηται ταλαπείριος ἄλλος qui venuto, il misero, vi interroghi:
ἐπελθών: "O fanciulle, quale è per voi il più dolce degli
‘ὦ κοῦραι, τίς δ᾽ ὔμμιν ἀνὴρ ἥδιστος ἀοιδῶν aedi
ἐνθάδε πωλεῖται, καὶ τέῳ τέρπεσθε μάλιστα;’ che qui si aggira, e che vi rallegra di più?"
ὑμεῖς δ᾽ εὖ μάλα πᾶσαι ὑποκρίνασθαι Allora voi tutte quante rispondetegli riguardo
ἀφήμως: a noi
‘τυφλὸς ἀνήρ, οἰκεῖ δὲ Χίῳ ἔνι "È un cieco che abita in Chio rocciosa". ”»
παιπαλοέσσῃ.’ ”»

(Tucidide, Guerra del Peloponneso, III, 104


(traduzione di Franco Ferrari))

Diodoro Siculo, invece, ne parla così:

«[3] καθόλου δ᾽ ἐν πολλοῖς τόποις τῆς οἰκουμένης ἀπολελοιπότος τοῦ θεοῦσημεῖα τῆς ἰδίας
εὐεργεσίας ἅμα καὶ παρουσίας, οὐδὲν παράδοξον ἑκάστουςνομίζειν οἰκειότητά τινα
γεγονέναι τῷ Διονύσῳ πρὸς τὴν ἑαυτῶν πόλιν τε καὶχώραν. μαρτυρεῖ δὲ τοῖς ὑφ᾽ ἡμῶν
λεγομένοις καὶ ὁ ποιητὴς ἐν τοῖς ὕμνοις, λέγων περὶ τῶν ἀμφισβητούντων τῆς τούτου
γενέσεως καὶ ἅμα τεκνωθῆναιπαρεισάγων αὐτὸν ἐν τῇ κατὰ τὴν Ἀραβίαν Νύσῃ,οἱ μὲν γὰρ
Δρακάνῳ δ᾽, οἱ δ᾽ Ἰκάρῳ ἠνεμοέσσῃ
φάσ᾽, οἱ δ᾽ ἐν Νάξῳ, δῖον γένος, εἰραφιῶτα,
οἱ δέ σ᾽ ἐπ᾽ Ἀλφειῷ ποταμῷ βαθυδινήεντι
κυσαμένην Σεμέλην τεκέειν Διὶ τερπικεραύνῳ,
ἄλλοι δ᾽ ἐν Θήβῃσιν, ἄναξ, σε λέγουσι γενέσθαι,
ψευδόμενοι: σὲ δ᾽ ἔτικτε πατὴρ ἀνδρῶν τε θεῶν τε
πολλὸν ἀπ᾽ ἀνθρώπων κρύπτων λευκώλενον Ἥρην.
ἔστι δέ τις Νύση, ὕπατον ὄρος, ἀνθέον ὕλῃ,
τηλοῦ Φοινίκης, σχεδὸν Αἰγύπτοιο ῥοάων.»

(Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, III, 66, 3)

Tradizione papiracea
I papiri che tramandano solo alcuni versi dell'Inno a Demetra sono due: il P. Berol. 13044 ed il P. Oxy. 2379. Il
primo riporta i vv. 8-18, 33-36, 55-56, 248-249, 256-262, 268, 418-424; invece il secondo riporta solo i vv. 402-
407. P.G

Composizione
Il più antico degli Inni omerici fu scritto nel VII secolo a.C., e segue quindi di poco le opere di Esiodo e,
secondo la datazione comunemente accettata, i due poemi omerici. Questo pone i primi inni omerici tra i testi
fondamentali della letteratura greca; tuttavia, anche se la maggior parte di essi risale al VII o al VI secolo a.C.,
alcuni potrebbero essere stati composti in epoca Ellenistica, mentre l’Inno ad Ares sembra essere ancora
posteriore, una delle ultime opere dell'epoca pagana, inserito nella raccolta quando ci si accorse che l'inno
dedicato a questa divinità mancava. Alcuni studiosi ritengono che l’Inno ad Apollo, anticamente attribuito a
Cineto di Chio (uno degli Omeridi), sia stato composto nel 522 a.C. per essere recitato all'insolita doppia
celebrazione indetta da Policrate di Samo in onore di Apollo di Delo e di Apollo di Delfi.[1]

Stile
La lunghezza degli inni è molto variabile, alcuni sono composti soltanto di tre o quattro versi mentre altri
superano i cinquecento. I più lunghi sono composti di un'invocazione al dio, di una preghiera e di una parte
narrativa in cui si narra uno dei miti che lo riguardano, mentre nei più brevi la parte narrativa è assente. La
maggior parte dei manoscritti Bizantini contenenti la raccolta giunti fino a noi li riporta a partire dal terzo inno,
ma la casuale scoperta di un manoscritto del XV secolo avvenuta a Mosca nel 1777 ha permesso il ritrovamento
anche, seppure sotto forma di frammenti, dei primi due inni, quello a Dioniso e quello a Demetra.

Contenuto
Trentatré inni sono dedicati alla maggior parte delle più importanti divinità della mitologia greca: alcuni, i più
corti, potrebbero essere serviti come preludi alla declamazione di poemi epici da parte di rapsodi durante le
celebrazioni religiose. Un trentaquattresimo inno, l’Inno agli ospiti, non è propriamente un inno, ma un canto
che ricorda come l'ospitalità (la Xenia) sia un sacro dovere imposto dagli dei.

Elenco
Questo è l'elenco degli Inni omerici:

1. A Dioniso (I) 18. A Ermes (II)


2. A Demetra (I) 19. A Pan
3. Ad Apollo (I) 20. A Efesto
4. Ad Ermes (I) 21. Ad Apollo (II)
5. Ad Afrodite (I) 22. A Poseidone
6. Ad Afrodite (II) 23. A Zeus
7. A Dioniso (II) 24. A Estia (I)
8. Ad Ares 25. Alle Muse e ad Apollo
9. Ad Artemide (I) 26. A Dioniso (III)
10. Ad Afrodite (III) 27. Ad Artemide (II)
11. Ad Atena (I) 28. Ad Atena (II)
12. A Hera 29. A Estia (II)
13. A Demetra (II) 30. A Gea
14. Alla madre degli dei 31. Ad Helios
15. A Eracle 32. A Selene
16. Ad Asclepio 33. Ai Dioscuri (II)
17. Ai Dioscuri (I) 34. All'Ospitalità

Fortuna
L'inno a Venere, conosciuto in Italia nel XV secolo, ispirò il letterato Poliziano, che gli ispirò un poema
elogiativo nei riguardi di Simonetta Vespucci e Giuliano De Medici. D'Annunzio inserì nella raccolta Primo Vere
la traduzione di quattro inni omerici, l'Inno a Selene, l'Inno ad Artemide, l'Inno ad Erme e l'Inno ad Apollo.

Note
1. ^ Walter Burkert, Kynaithos, Polycrates and the Homeric Hymn to Apollo, in Glen Warren
Bowersock, W. Burkert (a cura di), Arktouros: Hellenic studies presented to B. M. W. Knox, M. C.
J. Putnam, Berlino, De Gruyter, 1979, pp. 53-62.
Bibliografia

Edizioni critiche
Homeri Opera, recognovit T. W. Allen, vol. V, Oxonii 1912.
Hesiod, The Omeric Hymns and Homerica, with an English Translation by H. G. Evelyn-White,
London-Cambridge (Mass.) 1914, 1936 (2ª edizione)
The Homeric Hymns, edited by T. W. Allen - W. R. Halliday - E. E. Sikes, Oxford 1936.
Homère, Hymnes, texte établi et traduit par J. Humbert, Paris 1936,
Homerus, Homerische Hymnen, herausgegeben von A. Weiher, München 1951, 1989 (6ª
edizione).
Inni Omerici, a cura di F. Cassola, Milano, 1975, 1994 (2ª edizione)
Homerische Hymnen, griechisch-deutsch, übertr. von K. Schwenk (et. al.), Zürich 1983

Concordanze
J. R. Tebben, Concordantia Homerica, Hildsheim, 1978.

Studi
A. Aloni, Prooimia, Hymnoi, Elio Aristide e i cugini bastardi, «QUCC», N.S. 4, 1980, pp. 23-40.
A. L. T. Bergren, Sacred apostrophe. Re-presentation and imitation in the Homeric Hymns,
«Arethusa», 15, 1982, pp. 83-108.
G. Bona, Inni omerici e poesia greca arcaica, «RFIC», 106, 1978, pp. 221-248.
P. St. Breuning, De hymnorum homericorum memoria, «Aevum», 1931, pp. 373-75.
C. Brillante-M. Cantilena-C.O. Pavese (edd.), I poemi epici rapsodici non omerici e la tradizione
orale (Atti del convegno di Venezia, 28-30 settembre 1977), Padova, 1981
C. Calame, Variations ènonciatives, relations avec les dieux et fonctions poètiques dans les
Hymnes Homériques, «MH», 52 (1995), pp. 2-19.
M. Cantilena, Ricerche sulla dizione epica. Iː Per uno studio sulla formularità degli Inni Omerici,
Roma, 1982.
M. Cantilena, Lo sviluppo della dizione epica, <<RFIC>>, 114, 1986, pp. 92-124.
Andrew Faulkner (ed), The homeric hymns: interpretative essays, Oxford 2011.
Luigi Ferreri, La questione omerica dal Cinquecento al Settecento, Pleiadi, n. 10, Roma, 2007,
ISBN 978-88-8498-460-9. URL consultato l'8 febbraio 2016.
D. Fröhder, Die dichterische Form der Homerischen Hymnen untersucht am Typus der
mittelgrossen Preislieder, Hildesheim-Zürich-New York, 1994.
Th Gelzer, Zum Codex Mosquiensis und zur Sammlung der Homerischen Hymnen,
<<Hyperboreus>> 1, 1994, pp. 113-137.
B. Grazioni, The Gods of Olympus. A History (Traduzione italiana: Gli dei dell'Olimpo. Una storia,
Torino, 2013).
A. Hoekstra, The sub-epic stage of the formulaic tradition. Studies in the Homeric Hymns to
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R. Janko, The structure of the Homeric Hymns. A study in genre, <<Hermes>>, 109, 1981, pp. 9-
24.
R. Janko, Homer, Hesiod and the Hymns. Diachronic development in epic diction, Cambridge,
1982
H. Koller, Das kitharodische Prooimion: eine formgeschichtliche Untersuchung, <<Philologus>>,
100, 1956, pp. 159-206.
A. C. Cassio - G. Cerri (edd.), L'inno tra rituale e letteratura nel mondo antico, Atti di un colloquio,
Napoli, 21-24 ottobre 1991, Roma 1991.
C. Penglase, Greek myths and Mesopotamia. Parallels and influence in the Homeric Hymns and
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C. A. Sowa, Traditional themes and the Homeric Hymns, Chigago, 1984.
J. Strauss-Clay, The politcs of Olympus. Form and meaning of the major Homeric Hymns,
Princeton, 1989.
S. D. Sullivan, A multi-faceted term. Psyche in Homer, the Homeric Hymns and Hesiod,
<<SIFC>>, 6, 1988, pp. 151-180.
S. D. Sullivan, The psychic term νόος in Homer and in the Homeric Hymnos, Zürich, 1995.

Traduzioni
I poeti greci tradotti da Ettore Romagnoli, vol. Omero minore (Inni, Batrachiomachia, Epigrammi,
Margite), Bologna 1925.
Inni omerici e Batrachiomachia, traduzione di E. Cetrangolo, Firenze 1990.

Voci correlate
Inno
Omero
Questione omerica
Epiteto omerico
Teoria dell'oralità

Altri progetti
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Collegamenti esterni
Sunel web mitologia (http://www.sunelweb.net/modules/freecontent/index.php?id=105) Riassunto
degli Inni Omerici.
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I testi omerici] Inni Omerici in lingua greca antica.
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