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LJA EDDA

VLUSP
LA PROFEZIA DELLA VEGGENTE
Il poema
Le redazioni
L'esegesi
Genere e metrica
Edizioni italiane

La vlva [Gra ed Heir]


Illustrazione di Carl Larsson, per l'edizione svedese
dell'Edda poetica curata da Fredrik Sanders (1893).

Il poema
La Vlusp il gioiello dell'Edda poetica, il primo dei due monologhi che aprono il grande
canzoniere. Opera di un poeta islandese di vigoroso talento, ancorch pagano, vissuto
probabilmente intorno alla prima met del X secolo, la Vlusp si configura come la visione di una
sinistra profetessa [Vlva] che inn ha evocato affinch riveli per intero la sapienza nordica, i
segreti delle cose primordiali e i destini del mondo. E cos, in una sessantina di strofe, la Veggente

disegna la creazione dell'universo, racconta dell'et dell'oro e della guerra che oppose gli sir ai
Vanir, narra della morte di Baldr, vola dalle fonti del destino ai dirupi infernali, dalle radici del
frassino Yggdrasill ai confini del mondo, per concludersi col terrificante racconto della distruzione,
e quindi della rinascita, dell'universo. La Vlusp si configura insomma come una vera e propria
summa mythologi scandinava. Tra balenii epocali e schegge d'apocalisse, senza alcun dubbio
uno pi bei poemi mitologici di ogni tempo e di ogni paese.

Le redazioni
La Vlusp giunta a noi conservata in due manoscritti: il Codex Regius (XIII sec.), che il
manoscritto pi importante dell'Edda poetica, e l'Hauksbk di Hauk Erlendsson (prima met del
XIV secolo). Le due versioni divergono in alcuni dettagli e nell'organizzazione delle strofe (62
contro 59). Terza importante fonte della Vlusp l'Edda in prosa, che Snorri scrisse ispirandosi in
buona parte al poema, riportando integralmente 30 strofe e citandone indirettamente altre 16; anche
qui vi sono delle interessantissime varianti. Sembra che Snorri avesse sottomano una versione della
Vlusp pi precisa di quelle a nostra disposizione, ragion per cui le varianti del testo che egli
fornisce sono preziosissime.

L'esegesi
Detto questo, bisogna doverosamente aggiungere che la Vlusp non un testo di semplice
approccio. La comprensione resa ardua dal fatto che le varie scene non vengono narrate, ma
piuttosto evocate, e sempre con accenni rapidi ed ermetici. Se la Profezia non ci completamente
oscura soltanto grazie all'Edda in prosa di Snorri Sturluson, che col suo racconto preciso e
dettagliato ci rende chiari molti passaggi che altrimenti sarebbero stati incomprensibili. Infatti,
quelle strofe della Vlusp per cui non abbiamo riferimenti rimangono in buona parte enigmatiche.
La Vlusp presenta una lunga serie di passi problematici, su cui sono state proposte infinite
congetture e interpretazioni. Si ha l'impressione, probabilmente esatta, che la Vlusp sia in molti
passi corrotta (per usare un aggettivo caro ai filologi dell'Ottocento). Tali corruttele sono per pi
facili da individuare che da emendare, ragione per cui molte delle letture che si sono succedute in
oltre un secolo di critica filologica sono il risultato delle interpretazioni personali dei vari autori e
non sono necessariamente aderenti alle effettive intenzioni del testo. La critica moderna molto pi
cauta nell'emendare, integrare, spostare i passi pi problematici. Nella sezione antologica, abbiamo
segnato, nelle note al testo, soltanto alcuni dei punti pi delicati del lavoro filologico. D'altra parte,
dar conto puntualmente di ogni difficolt di lettura avrebbe richiesto un apparato critico molto pi
ingombrante e complicato, ben al di l delle nostre possibilit e capacit.

Genere e metrica
La Vlusp essenzialmente un poema gnomico o sapienziale, in quanto diretto all'esposizione
delle cose profonde, alla conoscenza degli eventi primordiali e del destino finale del mondo. un
genere comune a diversi altri testi eddici, tra cui la Vafrnisml e il Grmnisml. Questi tre testi,
presi insieme, costituiscono un'ideale enciclopedia della sapienza mitologica nordica.
Il metro della Vlusp il fornyrislag o metro epico, il pi comune della poesia nordica. Ogni
strofa composta da quattro versi pieni, ciascuno costituito a sua volta di due semiversi. In
questa pagina, per ragioni grafiche, i versi lunghi sono stati spezzati e i due semiversi posti su

righe differenti; in altre parole, le singole strofe, originariamente formate di quattro versi, appaiono
qui disposte su otto righe, ciascuna corrispondente a un semiverso. Ecco, per confronto, la
versificazione rigorosa della strofa [1]:
Hljs bik allar
helgar kindir,
meiri ok minni
mgu Heimdallar;
vildu at, Valfr,
vel fyr teljak
forn spjll fira,
aus fremst of man.

Edizioni italiane
Voluspa < DI LEESTHAL Olga Gogala [cura]: Canti dell'Edda. UTET, Torino 1939.
Profezia della Veggente < MASTRELLI Alberto [cura]: L'Edda: carmi norreni < Classici della religione.
Sansoni, Firenze 1951, 1982.
Profezia della Veggente < SCARDIGLI Piergiuseppe [cura]: Il canzoniere eddico. Garzanti, Milano 1982.
POLIA Mario: Vlusp: I detti di colei che vede. Il Cerchio, Rimini 1983.

LJA EDDA
VLUSP
LA PROFEZIA DELLA VEGGENTE
Richiesta di ascolto (1)
Ymir (2-3)
La creazione del mondo (4-6)
L'et dell'oro (7-8)
La creazione dei nani (9-16)
La creazione degli uomini (17-18)
Le Norne (19-20)
Gullveig (21-22)
La guerra degli di (23-26)
La fonte della sapienza (27)
inn e la Veggente (28-29)
Le Valchirie (30)
L'uccisione di Baldr (31-35)
Visione degli inferi (36-39)
La stirpe dei lupi (40-41)
Tre galli annunciano il ragnark (42-44)
Gli ultimi giorni (45)
Il richiamo del corno (46-49)
L'attacco dei giganti (50-52)
Il crepuscolo degli di (53-56)
La fine del mondo (57-58)
Rinascita del mondo: la nuova et dell'oro (59-64)
Il giudizio finale (65-66)

Note

VLUSP

LA PROFEZIA DELLA
VEGGENTE

Hljs bik allar


helgar kindir,
meiri ok minni
mgu Heimdallar;
vildu at, Valfr,
vel fyr teljak
forn spjll fira,
aus fremst of man.

Ascolto io chiedo a tutte


le sacre stirpi,
maggiori e minori
figli di Heimdallr.
Tu vuoi che io, o Valfr,
compiutamente narri
le antiche storie degli uomini
quelle che prima ricordo.

Ek man jtna
r of borna,
s forum mik
fdda hfu;
nu mank heima,
nu vii,
mjtvi mran
fyr mold nean.

Ricordo i giganti
nati in principio,
quelli che un tempo
mi generarono.
Nove mondi ricordo
nove sostegni
e l'albero misuratore, eccelso,
che penetra la terra.

r vas alda
ars Ymir byggi
vasa sandr n sr,
n svalar unnir;
jr fansk va
n upphiminn;
gap vas ginnunga,
en gras hvergi.

Al principio era il tempo:


Ymir vi dimorava;
non c'era sabbia n mare
n gelide onde;
terra non si distingueva
n cielo in alto:
il baratro era spalancato
e in nessun luogo erba.

r Bors synir
bjum of ypu,
eir es Migar
mran skpu;
sl skein sunnan
salar steina;
vas grund grin
grnum lauki.

Finch i figli di Borr


trassero su le terre,
loro che Migarr
vasta formarono.
Splendette da sud il sole
sulle pareti di pietra;
allora si ricopr il suolo
di germogli verdi.

Richiesta di
ascolto

Ymir

La
creazione
del mondo

L'et
dell'oro

La
creazione
dei nani

Sl varp sunnan,
sinni mna,
hendi enni hgri
of himinjur;
sl at n vissi,
hvar hon sali tti;
stjrnur at n vissu,
hvar r stai ttu;
mni at n vissi,
hvat hann megins tti.

Con forza da sud il sole,


compagno della luna,
stese la mano destra
verso l'orlo del cielo;
il sole non sapeva
dov'era la sua corte,
le stelle non sapevano
dov'era la loro dimora,
la luna non sapeva
qual era il suo potere.

gengu regin ll
rkstla,
ginnheilg go,
ok gttusk of at:
Ntt ok nijum
nfn of gfu,
morgin htu
ok mijan dag,
undorn ok aptan,
rum at telja.

Andarono allora gli di tutti


ai troni del giudizio,
divinit santissime
e su questo deliberarono:
alla notte e alle fasi lunari
nome imposero;
al mattino dettero un nome
e al mezzogiorno,
al pomeriggio e alla sera
per contare gli anni.

Hittusk sir
Iavelli,
eirs hrg ok hof
htimbruu;
afla lgu,
au smuu,
tangir skpu
ok tl geru.

Convennero gli sir


in Iavllr,
loro che altari e templi
alti innalzarono;
focolari accesero,
crearono ricchezze,
tenaglie fabbricarono,
ingegnarono utensili.

Teflu tni,
teitir vru,
vas eim vttergis
vant r gulli,
unz rar kmu
ursa meyjar,
mtkar mjk,
r Jtunheimum.

Nel cortile giocavano a scacchi;


erano ricchi:
non sentivano affatto
mancanza d'oro.
Fino a quando tre giunsero,
fanciulle di giganti
oltremisura possenti,
da Jtunheimr.

gengu regin ll
rkstla,
ginnheilg go,
ok gttusk of at,
hvrt skyldi dverga
drttir skepja
r Brimis bli
ok r Blins leggjum.

Andarono allora gli di tutti


ai troni del giudizio,
divinit santissime
e su questo deliberarono:
chi dovesse dei nani
le schiere foggiare
dal sangue di Brimir
e dagli ossi di Blinn.

10

ar vas Msognir
mztr af orinn
dverga allra,
en Durinn annarr;
eir manlkun
mrg of geru
dverga jru,
sem Durinn sagi.

L Msognir era
il pi eccellente
fra tutti i nani
e Durinn era secondo.
L, d'aspetto umano,
molti furono fatti,
nani dalla terra;
come Durinn diceva.

11

Ni ok Ni,
Norri, Suri,
Austri, Vestri,
Aljfr, Dvalinn,
Bvrr, Bvrr,
Bmburr, Nri,
nn ok narr,
i, Mjvitnir.

Ni e Ni,
Norri, Suri,
Austri, Vestri,
Aljfr, Dvalinn,
Bvrr, Bvrr,
Bmburr, Nri,
nn e narr,
i, Mjvitnir.

12

Veigr ok Gandlfr,
Vindlfr, rinn,
ekkr ok orinn,
rr, Vitr ok Litr,
Nr ok Nrr,
n hefk dverga,
Reginn ok Rsvir,
rtt um tala.

Veigr e Gandlfr,
Vindlfr, rinn,
ekkr e orinn,
rr, Vitr e Litr,
Nr e Nrr,
ordunque i nani,
Reginn e Rsvir,
doverosamente ho enumerato.

13

Fili, Kili,
Fundinn, Nli,
Heptivili,
Hannarr, Svurr,
[Nr ok Ninn
Npingr, Dinn,
Billingr, Brni,
Bldr ok Bri,]
Frr, Hornbori,
Frgr ok Lni,
Aurvangr, Jari,
Eikinskjaldi.

Fili, Kili,
Fundinn, Nli,
Heptivili,
Hannarr, Svurr,
[Nr e Ninn
Npingr, Dinn,
Billingr, Brni,
Bldr e Bri,]
Frr, Hornbori,
Frgr e Lni,
Aurvangr, Jari,
Eikinskjaldi.

14

Ml es dverga
Dvalins lii
ljna kindum
til Lofars telja,
eir es sttu
fr salarsteini
aurvanga sjt
til Jruvalla.

tempo che i nani


della stirpe di Dvalinn,
ai figli degli uomini,
fino a Lofarr enumeri.
Loro che arrancarono
dal suolo roccioso,
dimora di Aurvangar,
fino a Jruvellir.

La
creazione
degli
uomini

Le Norne

15

ar vas Draupnir
ok Dlgrasir,
Hr, Haugspori,
Hlvangr, Gli,
[Dri, ri,
Dfr, Andvari, ]
Skirvir, Virvir,
Skfir, i,

C'era a quel tempo Draupnir


e Dlgrasir,
Hr, Haugspori,
Hlvangr, Gli,
[Dri, ri,
Dfr, Andvari,]
Skirvir, Virvir,
Skfir, i,

16

lfr ok Yngvi,
Eikinskjaldi,
Fjalarr ok Frosti
Finnr ok Ginnarr;
at mun uppi,
mean ld lifir,
langnija-tal
til Lofars hafat.

lfr e Yngvi,
Eikinskjaldi,
Fjalarr e Frosti
Finnr e Ginnarr.
Sar ricordata a lungo
finch gli uomini vivranno
questa lista degli antenati
fino a Lofarr.

17

Unz rr kmu
r v lii
flgir ok stkir
sir at hsi,
fundu landi
ltt megandi
Ask ok Emblu
rlglausa.

Finalmente tre vennero


da quella stirpe,
potenti e belli,
sir, a casa.
Trovarono in terra,
senza forze,
Askr ed Embla,
privi di destino.

18

nd au n ttu,
au n hfu,
l n lti
n litlu ga;
nd gaf inn,
gaf Hnir,
l gaf Lurr
ok litu ga.

Non possedevano respiro


n avevano anima,
non calore vitale, non gesti
n colorito.
Il respiro dette inn,
l'anima dette Hnir,
il calore vitale dette Lurr
e il colorito.

19

Ask veitk standa,


heitir Yggdrasill
hr bamr, ausinn
hvta auri;
aan koma dggvar
rs dala falla;
stendr of grnn
Urar brunni.

So che un frassino s'erge


Yggdrasill lo chiamano,
alto tronco lambito
d'acqua bianca di argilla.
Di l vengono le rugiade
che piovono nelle valli.
Sempre s'erge verde
su Urarbrunnr.

20

aan koma meyiar


margs vitandi
rar r eim s,

Da quel luogo vengono


fanciulle
di molta saggezza,

Gullveig

La guerra
degli di

es und olli stendr;


Ur htu eina,
ara Verandi,
skru ski,
Skuld ena riju.
r lg lgu,
r lf kru,
alda brnum,
rlg seggja.

tre, da quelle acque


che sotto l'albero si stendono.
Ha nome Urr la prima,
Verandi l'altra
(sopra una tavola incidono
rune),
Skuld quella ch' terza.
Queste decidono la legge,
queste scelgono la vita
per i viventi nati,
le sorti degli uomini.

21

at man hon folkvg


fyrst haimi,
es Gullveigu
geirum studdu
ok hll Hars
hna brendu,
rysvar brendu
rysvar borna,
opt sjaldan,
hon enn lifir.

Lei ricorda lo scontro


primo nel mondo,
quando Gullveig
urtarono con lance
e nelle sale di Hr
le dettero fuoco:
tre volte l'arsero,
tre volte rinacque,
e altre tre volte,
ma ancora in vita!

22

Heii htu,
hvars til hsa kom,
vlu velspa,
vitti hon ganda;
sei, hvars kunni,
sei hug leikinn;
vas hon angan
illrar brar.

Splendente le misero nome:


dovunque venisse nelle case
indovina esperta in profezie,
dava potere alle magiche
verghe;
incant, dovunque poteva,
incant i sensi,
sempre era la delizia
di spose malvagie.

23

gengu regin ll
rkstla,
ginnheilg go,
ok gttusk of at,
hvrt skyldi sir
afr gjalda,
ea skyldi go ll
gildi eiga.

Andarono allora gli di tutti


ai troni del giudizio,
divinit santissime
e su questo deliberarono:
se avessero dovuto gli sir
un tributo pagare
o avessero gli di tutti
diritto a un compenso.

24

Fleygi inn
ok folk of skaut;
as vas enn folkvg
fyrst heimi;
brotinn vas borveggr
borgar sa,

Levava la lancia inn


e la scagliava nella mischia:
quella fu la battaglia
prima nel mondo;
infranto il riparo di legno
della citt degli sir

La fonte
della
sapienza

inn e la
Veggente

knttu vanir vsgp


vllu sporna.

minacciosi poterono i Vanir


porre il piede in campo

25

gengu regin ll
rkstla,
ginnheilg go,
ok gttusk of at,
hverr hefi lopt alt
lvi blandit
ea tt jtuns
s mey gefna.

Andarono allora gli di tutti


ai troni del giudizio
divinit santissime
e su questo deliberarono:
chi avesse l'aria
intriso di sventura
e alla stirpe dei giganti
dato la fanciulla di r.

26

rr einn ar v
runginn mi,
hann sjaldan sitr,
es slkt of fregn;
gengusk eiar,
or ok sri,
ml ll meginlig,
es meal fru.

L solo rr si lev
gonfio di furore:
non indugi un istante
quando seppe tali fatti.
Ruppero i giuramenti,
le parole e i sacri voti,
ogni possente patto
che fra loro avevano stretto.

27

Veit hon Heimdallar


hlj of folgit
und heivnum
helgum bami;
sr hon ausask
aurgum forsi
af vei Valfrs.
Vitu r enn ea hvat?

Sa lei di Heimdallr
il fragore celato
sotto il sacro albero
avvezzo all'aria tersa del cielo.
Su quello ella vede riversarsi
uno scrosciare d'acque argillose
dal pegno pagato da Valfr.
Che altro tu sai?

28

Ein sat hon ti,


s enn aldni kom
yggjungr sa
ok augu leit.
Hvers fregni mik?
hv freisti mn?
Alt veitk, inn,
hvar auga falt
enum mra
Mmis brunni
drekkr mj Mmir
morgin hverjan
af vei Valfrs.
Vitu g enn ea hvat?

Sola sedeva di fuori


quando il vecchio giunse
Yggjungr degli sir
e la fiss negli occhi.
Che cosa mi chiedete?
Perch mi mettete alla prova?
Tutto io so, inn,
dove tu nascondesti l'occhio
nella famosa
Mmisbrunnr!
Mmir beve idromele
ogni mattino
dal pegno pagato da Valfr.
Che altro tu sai?

29

Vali henni Herfr


hringa ok men;
fkk spjll spaklig

Per lei Herfr scelse


anelli e collane,
sagge parole di ricchezza

Le valchirie

L'uccisione
di Baldr

ok spganda;
s vtt ok of vtt
of verld hverja.

e la verga della profezia:


vede lontano, lei, e oltre,
in ogni mondo.

30

S hon valkyrjur
vtt of komnar,
grvar at ra
til Gojar.
Skuld helt skildi,
en Skgul nnur,
Gunnr, Hildr, Gndul
ok Geirskgul;
n eru talar
nnnur Herjans,
grvar at ra
grund valkyrjur.

Vide, lei, le Valkyrjur


venire da lontano,
pronte a cavalcare
verso il popolo dei Goti.
Skuld teneva lo scudo,
seconda era Skgul,
Gunnr, Hildr, Gndul
e Geirskgul.
Ora ho elencato
le fanciulle di Herjan,
pronte a cavalcare
la terra, le Valkyrjur.

31

Ek s Baldri,
blgum tvur,
ins barni,
rlg folgin;
st of vaxinn
vllum hri
mr ok mjk fagr
mistilteinn.

Io vidi per Baldr


un sacrificio di sangue;
per il figlio di inn
il celato destino.
Ritto cresceva
alto sui campi
esile e molto bello
un ramoscello di vischio.

32

Var af meii,
eims mr sndisk,
harmflaug httlig,
Hr nam skjta.
Baldrs brir vas
of borinn snimma,
s nam ins sonr
einnttr vega.

Venne su da quel ramo


che esile mi parve
un terribile dardo di dolore.
Hr lo scagli.
Era il fratello di Baldr
nato precocemente;
il figlio di inn
vecchio di una notte combatt.

33

hann va hendr
n hfu kembi,
r bl of bar
Baldrs andskota.
En Frigg of grt
Fenslum
v Valhallar.
Vitu r enn ea hvat?

Non lav mai le mani


n si pettin il capo
finch non trascin sul rogo
il nemico di Baldr.
Ma Frigg pianse
in Fensalir
il dolore di Valhll.
Che altro tu sai?

34

[ kn Vla
vgbnd sna
heldr vru hargr
hpt r rmum.]

[E Vli poterono legare


con ceppi di battaglia.
Molto vennero stretti
i lacci di budello.]

Visione
degli inferi

La stirpe dei
lupi

35

Hapt s hon liggja


und Hveralundi
lgjarns lki
Loka ekkjan;
ar sitr Sygyn
eygi of snum
veri vel glju.
Vitu r enn ea hvat?

Legato lei vede giacere


sotto il bosco di Hveralund
l'infausta figura
simile a Loki.
L siede Sigyn
presso il suo sposo
per nulla entusiasta.
Che altro tu sai?

36

fellr austan
of eitrdala
sxum ok sverum,
Slr heitir s.

Scroscia un fiume da oriente


per valli di gelido veleno,
con daghe e con spade,
Slr chiamato.

37

St fyr noran
Niavllum
salr r golli
Sindra ttar,
en annarr st
klni,
bjrsalr jtuns,
en s Brimir heitir.

Sta verso nord


nelle Niavellir
la corte d'oro
della stirpe di Sindri;
ma una seconda si trova
in klnir
sala da birra del gigante
che chiamato Brimir.

38

Sal s hon standa


slu fjarri
Nstrndu ,
norr horfa dyrr;
fellu eitrdropar
inn of ljra,
s 's undinn salr
orma hryggjum.

Una sala lei vide


lontana dal sole
in Nstrandir,
le porte rivolte a nord.
Gocce di veleno piovono
attraverso il buco del tetto:
questa sala un intreccio
di dorsi di serpenti.

39

S hon ar vaa
unga strauma
menn meinsvara
ok morvarga
ok anns annars glepr
eyrarnu.
ar sgr Nhggr
ni framgengna;
sltr vargr vera.
Vitu r enn ea hvat?

Vide lei in quel luogo guadare


difficili correnti
uomini spergiuri
ed assassini
e chi seduce di un altro
la consorte.
L succhia Nhggr
i corpi dei morti,
il lupo strazia gli uomini.
Che altro tu sai?

40

Austr sat en aldna


Jrnvii
ok fddi ar
Fenris kindir;
verr af eim llum

La vecchia siede ad oriente


in Jrnvir
e laggi nutre
la stirpe di Fenrir.
Di tutti quelli

Tre galli
annunciano
il ragnark

Gli ultimi
giorni

einna nkkurr
tungls tjgari
trolls hami.

uno solo si fa
divoratore della luna
in forma di troll.

41

Fylliz fjrvi
feigra manna,
ryr ragna sjt
rauum dreira;
svart var a slskin
of sumur eptir
ver ll vlynd.
Vitu r enn ea hvat?

Si nutre della vita


degli uomini destinati a morire,
arrossa le case degli di
con sangue scarlatto.
Si oscura la luce del sole
nelle prossime estati,
verranno tempi di tradimento.
Che altro tu sai?

42

Sat ar haugi
ok sl hrpu
ggjar hirir,
glar Eggr;
gl of hnum
gaglvii
fagrraur hani,
ss Fjalarr heitir.

L siede sul colle


e suona l'arpa
il custode della gigantessa
il lieto Eggr.
Canta vicino a lui
nel bosco degli uccelli
un gallo rosso splendente
che Fjalarr chiamato.

43

Gl of sum
Gollinkambi,
s vekr hla
at Herjafrs,
en annarr gl
fyr jr nean
straur hani
at slum Heljar.

Canta tra gli sir


Gullinkambi,
gli eroi ridesta
nella dimora di Herjafr.
Ma un altro ancora canta
gi sotto terra,
gallo rosso fuliggine
nelle sale di Hel.

44

Geyr Garmr mjk


fyr Gnipahelli,
festr mun slitna,
en freki rinna,
fjl veitk fra,
framm sk lengra
of ragna rk,
rmm sigtva.

Feroce latra Garmr


dinanzi a Gnipahellir:
i lacci si spezzeranno
e il lupo correr.
Molte scienze ella conosce:
da lontano scorgo
il destino degli di,
possenti divinit di vittoria.

45

Brr munu berjask


ok at bnum verask,
munu systrungar
sifjum spilla,
hart 's heimi,
hrdmr mikill,
skeggld, skalmld,
skildir klofnir,

Si colpiranno i fratelli
e l'un l'altro si daranno la morte;
i cugini spezzeranno
i legami di parentela;
crudo il mondo,
grande l'adulterio.
Tempo d'asce, tempo di spade,
gli scudi si fenderanno,

Il richiamo
del corno

L'attacco
dei giganti

vindld, vargld,
r verld steypisk
mun engi mar
rum yrma.

tempo di venti, tempo di lupi,


prima che il mondo crolli.
Neppure un uomo
un altro ne risparmier.

46

Leika Mms synir,


en mjtur kyndisk
at enu gamla
Gjallarhorni,
htt blss Heimdallr,
horn 's lopti;
mlir inn
vi Mmis hfu.

S'agitano i figli di Mmir;


si compie il destino
al suono del possente
Gjallarhorn.
Forte soffia Heimdallr
nel corno che sporge,
mormora inn
con la testa di Mmir.

47

Skelfr Yggdrasils
askr standandi,
ymr aldit tr,
en jtunn losnar;
hrask allir
helvegum
r Surtar ann
sevi of gleypir.

Trema Yggdrasill
il frassino eretto,
scricchiola l'albero antico
quando si scioglie il gigante.
Tutti temono
sulla strada degli inferi,
che la stirpe di Surtr
li inghiotta.

48

Hvat 's me sum?


hvat 's me lfum?
gnr allr Jtunheimr,
sir 'ro ingi,
stynja dvergar
fyr steindurum
veggbergs vsir.
Vitu r enn ea hvat?

Cosa incombe sugli sir?


Cosa incombe sugli elfi?
Risuona tutto Jtunheimr,
gli di sono a consiglio.
Gemono i nani
dinanzi alle porte di pietra,
esperti di rocce scoscese.
Che altro tu sai?

49

Geyr Garmr mjk


fyr Gnipahelli,
festr mun slitna,
en freki rinna,
fjl veitk fra,
framm sk lengra
of ragna rk,
rmm sigtva.

Feroce latra Garmr


dinanzi a Gnipahellir:
i lacci si spezzeranno
e il lupo correr.
Molte scienze ella conosce:
da lontano scorgo
il destino degli di,
possenti divinit di vittoria.

50

Hrymr ekr austan,


hefsk lind fyrir,
snsk Jrmungandr
jtunmi;
ormr knr unnir,
en ari hlakkar,
sltr ni niflr;

Da oriente viene Hrymr,


regge lo scudo innanzi.
Si attorce Jrmungandr
nella furia dei giganti.
Il serpente flagella le onde,
mentre l'aquila stride.
Strazia i cadaveri, livida.

Il
crepuscolo
degli di

Naglfar losnar.

Naglfar salpa.

51

Kjll ferr austan,


koma munu Mspells
um lg lyir,
en Loki styrir;
fara ffls megir
me freka allir,
eim er brir
Bleipz fr.

Una chiglia avanza da est:


verranno di Mspell
sul mare le genti,
e Loki tiene il timone.
Avanza l'armata dei mostri
e il lupo in testa.
e con loro il fratello
di Bleistr che avanza.

52

Surtr ferr sunnan


me sviga lvi,
sknn af sveri
sl valtva;
grjtbjrg gnata,
en gfr rata,
troa halir helveg,
en himinn klofnar.

Surtr viene da sud


col veleno dei rami.
Il sole splende
sulla spada degli di guerrieri.
Le rocce si fendono,
si accasciano gigantesse:
gli uomini prendono la via degli
inferi,
il cielo si schianta.

53

kmr Hlnar
harmr annarr framm,
es inn ferr
vi ulf vega,
en bani Belja
bjartr at Surti;
mun Friggjar
falla angan.

Ecco viene a Hln


un altro dolore,
quando inn viene
a combattere col lupo,
e l'uccisore di Beli
splendente contro Surtr;
allora di Frigg
la gioia cadr.

54

Geyr Garmr mjk


fyr Gnipahelli,
festr mun slitna,
en freki rinna.

Feroce latra Garmr


dinanzi a Gnipahellir:
i lacci si spezzeranno
e il lupo correr.

55

kmr enn mikli


mgr Sigfur,
Varr vega
at valdri;
ltr hann megi
Hverungs
mund of standa
hjr til hjarta;
's hefnt fur.

Ecco viene il grande


figlio di Sigfr,
Varr a combattere
quel mangiatore di cadaveri;
ed egli al figlio di Hverungr
con entrambe le mani la spada
conficca fino al cuore.
Cos il padre vendicato.

56

kmr enn mri


mgr Hlvinjar
gengr ins sonr

Ecco viene il famoso


figlio di Hlyn,
s'avanza il figlio di inn

La fine del
mondo

Rinascita
del mondo:
la nuova et
dell'oro

ormi mta.
Drepr af mi
Migars vurr;
munu halir allir
heimst ryja;
gengr fet nu
Fjrgynjar burr
neppr fr nari,
ns kvinn.

a contrastare il serpente.
Con ira lui colpisce
il difensore di Migarr.
Gli uomini tutti
sgombreranno il mondo.
Nove passi indietreggia
il figlio di Fjrgyn,
muore lontano dal serpe
che disonore non teme.

57

Sl tr sortna,
sigr fold mar,
hverfa af himni
heiar stjrnur;
geisar eimi
ok aldrnari;
leikr hr hiti
vi himin sjalfan.

Il sole si oscura
la terra sprofonda nel mare,
scompaiono dal cielo
le stelle lucenti.
Sibila il vapore
con quel che alimenta la vita,
alta gioca la vampa
col cielo stesso.

58

Geyr Garmr mjk


fyr Gnipahelli,
festr mun slitna,
en freki rinna,
fjl veitk fra,
framm sk lengra
of ragna rk,
rmm sigtva.

Feroce latra Garmr


dinanzi a Gnipahellir:
i lacci si spezzeranno
e il lupo correr.
Molte scienze ella conosce:
da lontano scorgo
il destino degli di,
possenti divinit di vittoria.

59

Sr hon upp koma


ru sinni
jr r gi
ijagrna;
falla forsar,
flgr rn yfir,
ss fjalli
fiska veiir.

Affiorare lei vede


ancora una volta
la terra dal mare
di nuovo verde.
Cadono le cascate,
vola alta l'aquila,
lei che dai monti
cattura i pesci.

60

Finnask sir
Iavelli
ok of moldinur
mtkan dma,
[ok minnask ar
megindma]
ok Fimbults
fornar rnar.

Si ritrovano gli sir


in Iavllr,
e del serpente intorno al mondo
possente, ragionano,
[e rammentano l
le grandi imprese,]
e di Fimbultr
le antiche rune.

61

ar munu eptir
undrsamligar

L di nuovo
meravigliose

Il giudizio
finale

gollnar tflur
grasi finnask,
rs rdaga
ttar hfu.

le scacchiere d'oro
si ritroveranno nell'erba.
Eran quelle che anticamente
avevano posseduto.

62

Munu snir
akrar vaxa;
bls mun alls batna
mun Baldr koma;
ba Hr ok Baldr
Hropts sigtoptir
vel valtvar,
vitu r enn ea hvat?

Cresceranno non seminati


i campi;
ogni male guarir,
far ritorno Baldr.
Abiteranno Hr e Baldr
le vittoriose rovine di Hroptr,
felici di guerrieri.
Che altro tu sai?

63

kn Hnir
hlautvi kjsa
ok burir byggva
brra tveggja
vindheim van.
Vitu r enn ea hvat?

Allora Hnir
l'aspersorio sceglier,
e i figli abiteranno
dei due fratelli
l'ampio mondo del vento.
Che altro tu sai?

64

Sal sr hon standa


slu fegra,
golli akan,
Gimli;
ar skulu dyggvar
drttir byggva
ok of aldrdaga
ynis njta.

Vede lei una corte levarsi


del sole pi bella,
d'oro ricoperta,
in Giml.
L abiteranno
schiere di valorosi
ed eternamente
gioiranno felici.

65

[ kmr enn rki


at regindmi
flugr ofan,
s 's llu rr.]

[Allora viene il potente


al suo regno,
il forte dall'alto
che tutto governa.]

66

ar kmr enn dimmi


dreki fljgandi,
nar frnn nean
fr Niafjllum;
berr sr fjrum
flgr vll yfir
Nhggr ni;
n mun hon skkvask

E viene di tenebra,
il drago che vola,
il serpe scintillante
dai monti Niafjll.
Porta tra le sue ali,
sulla pianura vola,
Nhggr, i morti.
Ora lei si inabissa.

NOTE
1 (a) Hljs bik ascolto io chiedo, esordisce la vlva, con formula solenne e imperiosa, ch
tra poco la grande profezia svolger i fili del tempo e scioglier i nodi del destino. probabilmente
la stessa formula che veniva utilizzata nel ing, nelle assemblee vichinghe, per imporre il silenzio e
richiamare l'attenzione dei presenti, e che riecheggia con forza l'antica formula omerica kklute
phr' ip ascoltate affinch io dica (Polia 1983). (d) L'espressione figli di Heimdallr per
indicare le sacre stirpi [helgar kindir] degli uomini, richiama il mito riferito nel Rgsula dove
alla discendenza di Heimdallr si riconducono i capostipiti delle tre classi sociali. (e) Valfr,
Padre dei caduti, epiteto di inn.
2 (d) Fdda hfu letteralmente mi diedero cibo, ma forse da intendere con mi
generarono. (f) Questo verso di ardua traduzione. Secondo l'interpretazione condivisa dalla
maggior parte degli studiosi, quel nu vii si riferirebbe appunto ai nove sostegni dei mondi (cfr.
vijur radici, travi < vir bosco, legna); non mancano per le voci dissenzienti: alcuni pensano
che la frase sia da leggere nu vii nove specie di creature; Sir George W. Cox riandato
all'antico svedese inviir e ha interpretato, un po' fantasiosamente, l'insieme di tutti gli esseri, del
mondo dei vivi e del mondo dei morti. In tutti i casi si tratta di una visione dell'universo riassunto
nella sua stabilit e nella sua totalit (Cox 1870). (g) La parola mjtvir una delle pi delicate
dell'intera letteratura mitologica norrena. stata qui resa con albero misuratore, da albero [vir]
delle misure [mjt]. Quest'ultima parola connessa col norreno meta misurare, da cui mjtur
giudice, governatore, dispensatore del fato (cfr. gotico mitan, antico alto tedesco mezzan, tedesco
messen, anglosassone metan misurare; ma anche latino medeor misuro e meditari meditare).
S'intende probabilmente il frassino Yggdrasill come asse e impalcatura del cosmo, i cui rami e
radici formano gli assi [vijur] che reggono i mondi e ne misurano il tempo [ SAGGIO].
3 Questa strofa della Vlusp possono essere agevolmente messa a confronto con alcuni versi
della Preghiera di Wessobrunn, un testo in antico alto tedesco proveniente dall'omonimo monastero
bavarese, composto intorno al 775. Un brano della preghiera cos suona:

Dat gafregin ih mit firahim iriuuizzo


meista.
Dat ero ni uuas noh ufhimil,
noh paum noh pereg ni uuas,
ni [sterro] nohheinig noh sunna ni scein,
noh mano ni liuhta, noh der maro seo.

Questo appresi tra gli uomini, il sommo


prodigio.
Che non era la terra, n il cielo in alto,
non era albero, n monte,
n [stella] alcuna, n il sole splendeva,
n la luna brillava, n il lucente mare.
Preghiera di Wessobrunn

Entrambi i brani descrivono lo stato precedente la creazione in termini negativi: attestando


l'originaria inesistenza degli enti e delle sostanze che compongono il nostro universo. Si precisa
dunque che in principio non esistevano n il cielo, n la terra, non vi erano alberi, monti e mari, n
splendevano il sole e la luna, e via dicendo. in questo stadio negativo che subentra quindi la
creazione: sia essa la complessa cosmogonia pagana descritta nella Vlusp, o la creatio ex nihilo
operata dal Dio cristiano nella Preghiera di Wessobrunn. La somiglianza formale tra i due brani
impressionante. Il verso di Vlusp [3c-3d], non c'era sabbia n mare | n gelide onde [vasa sandr

n sr, | n svalar unnir], richiama il n il lucente mare [noh der mareo seo] di Wessobrunn [5].
Il verso successivo [3e-3f], terra non si distingueva | n cielo in alto [jr fansk va | n
upphiminn], vicinissimo a Wessobrunn [2] che non era la terra, n il cielo in alto [ero ni uuas
noh ufhimil]. La somiglianza formale dei due brani, a volte addirittura letterale (per cielo in alto
troviamo l'identico composto ufhimil in anticoaltotedesco e uphiminn in islandese), ha indotto gli
studiosi a ipotizzare l'esistenza, in tempi remoti, di un poema germanico della creazione i cui esiti
siano confluiti, separatamente, nelle due composizioni: il poema pagano islandese, la preghiera
cristiana alto-tedesca. (a) r significa una volta (latino olim), ed una parola frequente
all'inizio dei poemi eddici (la ritroveremo in: Hymiskvia [1], Rgsula [1], Atlakvia in grnlenzka
[1], Gurnarkvia [1], Sigurarkvia [1]). r vas alda, letteralmente una volta era il tempo (ld
tempo, et, epoca), pu essere tradotto in principio (Cleasby ~ Vigfsson 1874). (a-b) I
primi due semiversi, nella versione citata da Snorri, suonano in altro modo: Al principio era il
tempo | quando nulla esisteva [r var alda | a er ekki var] (Gylfaginning [4 {5}]). Probabilmente
Snorri attinse a una versione della Vlusp diversa da quella attestata nei due manoscritti a noi
pervenuti.
4 (a) La Vlusp non fornisce i nomi dei figli di Borr. Snorri ad affermare che essi furono
inn e i suoi fratelli Vili e V (Gylfaginning [6d]).
5 (e-j) Questi semiversi possono essere messi in relazione con la Preghiera di Wessobrunn [4-5],
laddove dice: n [stella] alcuna, n il sole splendeva, n la luna brillava [ni [sterro] nohheinig
noh sunna ni scein, noh mano ni liuhta]. Addirittura, la parola sterro stella, assente nel
manoscritto della Preghiera, stata proposta dai filologi in base al confronto col poema eddico.
Analogamente, nel citare questa strofa, Snorri omette i primi due semiversi ma cita questi ultimi sei
semiversi, seppure invertendo l'ordine col quale vengono elencati gli ultimi due luminari: nella
citazione di Snorri viene prima il sole, poi la luna e poi le stelle (Gylfaginning [8 {10}]).
7 (b) Iavllr: campo del vortice, campo-torto, campo al centro di sgarr dove gli di
decisero per la prima volta l'ordinamento del loro regno e, dunque, di tutto il mondo. Qui si
riuniranno di nuovo gli sir sopravvissuti al ragnark all'inizio del ciclo che verr, per stabilire il
nuovo ordine cosmico. Il riferimento al vortice, simbolo di inizio e di fine, oltre che metafora
astronomica della rotazione del cielo, insieme al fatto che Iavllr sia l'unica parte di sgarr che
non verr distrutta, ne suggeriscono l'identificazione con il nord celeste o con una proiezione
terrestre di esso. La stella polare infatti il punto del cielo che, pur cambiando posizione a causa
della precessione degli equinozi, rappresenta in ogni epoca il centro della rotazione celeste, dunque
il vortice che emana il movimento e d ordine al cosmo.
8 (f) Non molto chiaro chi fossero le tre fanciulle di giganti [rar ursa meyjar];
sicuramente corrispondono a quelle che Snorri indica come donne venute da Jtunheimr [kmu
r Jtunheimum] (Gylfaginning [14b]). Non si pu tuttavia dir molto sulla loro identit. Karl
Mllenhoff ritiene si tratti le tre Nornir, di cui si parla nel capitolo successivo [15] del testo di
Snorri (Mllenhoff 1908), seguito in questo da Giorgio Dolfini, che commenta in tal senso la sua
traduzione (Dolfini 1975), ma senza una reale certezza. Si tratta del rimasuglio di un mito perduto,
probabilmente non chiaro allo stesso Snorri.
9 (g-h) I nomi Brimir e Blinn sembrano essere epiteti di Ymir. Questa strofa chiusa da una
doppia kenning in quanto sangue di Brimir metafora per significare il mare, e ossa di Blinn

per indicare le pietre.


10 (e-h) Questa strofa presenta qualche problema d'interpretazione. In genere viene interpretata
nel senso che gli di crearono i nani dalla terra, ma altri ritengono che siano i nani stessi il soggetto
della frase. Ad esempio Bugge interpreta: I nani fecero molti fantocci nella terra a cui gli di
avrebbero poi infuso il soffio vitale (Bugge 1881 | Polia 1883). Non ben chiaro, in questo caso,
chi fossero i fantocci creati dai nani. Tantopi che Snorri d una spiegazione molto ragionevole
del passo:

ar nst settust goin upp sti


sn ok rttu dma sna ok
minntust, hvaan dvergar hfu
kviknat moldinni ok niri
jrunni, sv sem makar holdi.
Dvergarnir hfu skipazt fyrst ok
tekit kviknun holdi Ymis ok vru
makar, en af atkvum
goanna uru eir vitandi manvits
ok hfu manns lki ok ba
jru ok steinum.

Poi gli di s'insediarono sui loro


troni, si riunirono in giudizio e
ricordarono in che modo i nani
avessero preso vita nel fango e sotto
la terra, come i vermi nella carne. I
nani furono creati per primi e
presero vita nella carne di Ymir,
dove erano come vermi, tuttavia per
decisione degli di ricevettero la
conoscenza del sapere umano e
l'aspetto degli uomini, e abitarono
nella terra e nelle rocce.

Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [14]

Non vi motivo di dubitare che questa sia la corretta interpretazione della creazione dei nani, che
qui appaiono, proprio in virt della loro origine, legati per nascita alla terra e al fango. [ SAGGIO]
11 Le strofe [11-16] costituiscono il cosiddetto catalogo dei nani, una composizione
probabilmente indipendente inclusa nella Vlusp. La versione del catalogo fornita dal Codex
Regius [R] presenta alcune differenze, nei nomi e nell'ordine dei nani, con la versione presente
nell'Hauksbk [H]; l'una e l'altra presentano a loro volta altre differenze con la redazione citata da
Snorri (Gylfaginning [14 {17-20}]). Le varie redazioni discendono probabilmente da un antigrafo il
quale dipendeva a sua volta dalle ulur, antichi elenchi in versi dove si fornivano gli heiti (i nomi,
gli epiteti o le definizioni poetiche) di cose, persone, divinit o creature mitologiche. Per un'analisi
dettagliata delle fonti rimandiamo alla pagina apposita [ MITI]. (d) Dopo Aljfr e Dvalinn, la
redazione H inserisce una serie di quattro nomi, non presenti in R [Nr e Ninn | Npingr, Dinn],
i quali appaiono per essere una duplicazione di una sequenza che H riporta alla strofa [13]. (e) I
nomi Bvrr e Bvrr compaiono in H e in Snorri nelle varianti grafiche Bfurr e Bforr. (f) Il
nome Bmburr compare in Snorri nella variante Bmbrr. (g-h) I nani nn, narr e i
appartengono a una serie che i vari manoscritti di Snorri presentano in maniera piuttosto difforme; il
confronto tra le varie redazioni e le ulur mostra che la serie originaria doveva essere formata dai
nomi: ri, rinn, inn, nn e narr [SAGGIO].
12 (b) Il nome rinn compare in Snorri nella variante rinn. (c) Il nome ekkr, presente in
R (e in Snorri), viene sostituito in H da rr (forse, una variante del rr presente in [12b]).

13 (b) In luogo del nome Nli compare in Snorri un Vli (la confusione sorta forse per qualche
legame con la coppia formata da Vli e Nari, figli di Loki). (c) Heptivili (manico di lima)
appare in H scisso in due nomi distinti: Hefti e Fili (manico e lima). Solo il secondo nome
(Fili) attestato separatamente come il nome di un nano [13a]. (d) Hannarr viene sostituito in
Snorri da Hrr. Invece, il nome Svurr compare in H nella variante Svr e in Snorri nella variante
Svarr. (e-h) Questi versi, gli unici a riportare una sequenza di otto nomi [Nr e Ninn |
Npingr, Dinn, | Billingr, Brni, | Bldr e Bri], sono riportati unicamente in H, mancando in R e
in Snorri. (i) Il nome Hornbori, attestato nella redazione R, viene sostituito da Fornbogi nella
redazione H.
14 (d) Nella parafrasi in prosa che Snorri fa di questa strofa (Gylfaginning [14f]), si parla dei
Lofarr al plurale, come nome complessivo di questa stirpe di nani.
15 (b) Al nome Dlgrasir, Snorri sostituisce Dlgvari. (c) Al nome Hr, Snorri
sostituisce Hrr. Ad Haugspori, sostituisce invece Hugstari. (d) Il primo nome viene riportato
come Hlvangr campo riparato in R, ma come Hlvargr lupo dei luoghi protetti in H. La
seconda forma sembra pi ragionevole. Snorri lo sostituisce con un nome affatto diverso: Hlejlfr
lupo protettore. Il secondo nome compare invece nella forma Gli in R, nella forma Glinn in H e
in Snorri. (e-f) Questi due versi, che riportano una breve sequenza di quattro nomi, sono presenti
soltanto nella redazione di Snorri [Dri, ri, | Dfr, Andvari], mancando nei due codici della
Vlusp.
16 (a) Snorri sostituisce Yngvi con Ingi. pi probabile sia quest'ultimo il nome originario del
nano, essendo Yngvi un epiteto di Freyr, quale progenitore della stirpe degli Ynglingar. (c-d)
Questi due semiversi, con una sequenza di quattro nomi [Fjalarr e Frosti | Finnr e Ginnarr]
attestata nel codice R, ma manca in H. Anche Snorri, tuttavia, la riporta (seppur sostituendo Fjalarr
con Falr).
17 Le strofe [17-18] alludono alla creazione della prima coppia umana a partire da due alberi, un
frassino [askr] e un olmo [embla]. Cos Snorri spiega il passo e descrive la scena:

er eir Bors synir gengu me


svarstrndu, fundu eir tr tvau,
ok tku upp trin ok skpuu af
menn. Gaf hinn fyrsti nd ok lf,
annarr vit ok hrring, rii sjnu,
mlit ok heyrn ok sjn; gfu eim
kli ok nfn. Ht karlmarinn
Askr en konan Embla, ok lusk
aan af mannkindin.

Mentre i figli di Borr andavano


lungo la riva del mare trovarono
due alberi, li raccolsero e li
mutarono in uomini. Il primo diede
loro respiro e vita, il secondo
ragione e movimento, il terzo
aspetto, parola, udito e vista. Gli
diedero poi vesti e nomi. Il maschio
si chiam Askr, la femmina Embla
e nacque allora l'umanit.

Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [9b]


(b) La Vlusp non chiarisce quale fosse la stirpe [lir] da cui i tre di sarebbero giunti, cos
come non si sa bene a quale casa faccia riferimento il testo. (d) stato qui suggerito di

emendare at hsi a casa in at hmi al mare, interpretando la scena come se si svolgesse sulla
riva del mare. La correzione giustificata dal fatto che Snorri afferma che gli di andavano lungo
la riva del mare [me svarstrndu] quando trovarono i due tronchi destinati a essere trasformati
nella prima coppia umana.
18 (e-g) Mentre la Vlusp attribuisce la creazione degli uomini alla triade inn ~ Hnir ~
Lurr, Snorri afferma che a compiere l'opera fossero stati in realt i figli di Brr (Gylfaginning
[9b]). Tuttavia lo stesso Snorri aveva precedentemente affermato che i figli di Brr fossero inn ~
Vili ~ V (Gylfaginning [6d]) e alla loro opera aveva attribuito l'uccisione di Ymir e la creazione
del mondo. Sono stati naturalmente versati i proverbiali fiumi d'inchiostro per stabilire se la triade
della Vlusp (inn ~ Hnir ~ Lurr) possa venire identificata o meno con quella fornita da
Snorri (inn ~ Vili ~ V). [SAGGIO]
20 (c) Si tradotto qui da quelle acque ma il testo originale dice s mare. Difficile capire se
si intenda la fonte Urarbrunnr o se bisogna invece immaginare uno specchio d'acqua assai pi
consistente alle radici del frassino Yggdrasill.
21 (c) L'episodio di Gullveig particolarmente enigmatico, in quanto tutto ci che sappiamo di
questo personaggio consiste in queste due strofe della Vlusp. Non vi sono altri riferimenti a
Gullveig in tutta la letteratura mitologica, e anche Snorri, nella sua opera, non ne fa alcun cenno. Si
ritiene che il tentativo di uccidere Gullveig abbia causato un dissidio tra gli sir e i Vanir, da cui
una guerra tra le due stirpi divine (a cui si accenna rapidamente nella strofa [24]); in realt i due
episodi potrebbero anche non avere nulla a che fare l'uno con l'altro. (e) Hr alto epiteto di
inn.
25-26 Stando al racconto di Snorri (Gylfaginning [42]), dopo la guerra contro i Vanir, gli sir
ingaggiarono un gigante affinch ricostruisse le mura dell'sgarr. Ma questi chiese come
pagamento il sole e la luna, e la dea Freyja, sposa di r. Era stato Loki a consigliare agli di di
accettare il patto, convinto che il gigante non fosse riuscito a finire il lavoro nel tempo stabilito. Ma
quando le mura furono completate entro i termini, gli di ruppero il contratto e rr uccise il
gigante. [MITO]
27 (b) Seguiamo qui l'interpretazione tradizionale secondo cui il fragore celato [hlj of folgit]
indichi il Gjallarhorn, il corno destinato a suonare nel giorno di ragnark e che Heimdallr, se tale
interpretazione corretta, avrebbe nascosto alle radici del frassino Yggdrasill. (g) Valfr
padre dei caduti un epiteto di inn. Per pegno di Valfr si intende qui l'occhio ceduto da
inn in cambio di un sorso alla sorgente di Mmisbrunnr, da cui sgorga l'acqua della sapienza.
Mmir appunto il guardiano di tale fonte.
28 Questa breve descrizione della vlva, che sedeva sola di fuori [ti], va forse messo in
relazione con certe descrizioni presenti negli antichi testi, dove i veggenti erano presentati desti
nella solitudine notturna intenti a scrutare i fati. Si tratta forse della scena che d l'avvio all'intera
rappresentazione del poema. Yggjungr molto spaventoso epiteto di inn, che guarda la vlva
negli occhi [ augu senza parlare, forse per provarne il potere. La vlva sostiene lo sguardo del
dio e gli rivela di conoscere il suo pi geloso segreto: egli ha dato in pegno un occhio al saggio
Mmir, custode della fonte della sapienza di Mmisbrunnr.
29 (a) Herfr padre degli eserciti epiteto di inn. E la persona a cui avrebbe dato anelli e

collane, oltre alla verga della profezia, naturalmente la stessa vlva. (b-d) Secondo questi versi,
Herfr (inn) avrebbe dato alla vlva: (1) anelli e collane, (2) sagge parole di ricchezza, (3) la
verga della profezia [spgandr]. Ma emendando spgandr in sp ganda e adottando
l'interpretazione del Neckel, la strofa diventerebbe cos: Herfr le diede anelli e collane, ottenne
[in cambio] sagge parole di ricchezza e profezie [ottenute tramite] la verga (Neckel 1908 | Polia
1983). La correzione sembra chiarire lo scopo della visita di inn alla vlva, ma si tratta
comunque di una forzatura che non aggiunge dettagli a quanto gi implicito nel resto del poema,
che tratta comunque di una profezia lanciata dalla stessa veggente.
30 (j) Herjan capo degli eserciti , ancora una volta, epiteto di inn.
32 (e) Il fratello di Baldr di cui qui si parla Vli figlio di inn, che nacque appositamente per
vendicarne la morte.
33 (d) Il nemico di Baldr invece il cieco Hr, che venne ucciso da Vli. (e) Frigg, sposa di
inn, era la madre di Baldr.
34 Questi versi vengono dal codice H, dove sostituiscono i primi quattro semiversi di quella che
nel codice R la strofa [35]. (a) Il Vli di cui qui si parla, interpretando il testo secondo quanto
afferma Snorri, non sarebbe il summenzionato Vli figlio di inn, ma Vli figlio di Loki, il quale
venne trasformato in lupo dagli di e sbran il fratello Narfi. Con gli intestini di questi, gli di
trassero i lacci con cui Loki venne legato. Sigyn, sposa di Loki, gli rimase accanto.
36 Il codice R considera la sequenza [36-37] un'unica strofa: gli studiosi sono per persuasi che
si tratti della giustapposizione di due strofe, di cui la prima [36] mutila. Tutto il gruppo di strofe
[36-39] sembra dare una vivida descrizione del mondo infero.
37 Nell'ambito della veloce visione degli inferi presentata dalla Veggente, compaiono qui queste
due localit, le Niavellir, che, secondo quanto qui detto, sembrano ospitare la corte dei nani
(Sindri infatti nome di un nano, come risulta dalle ulur), e klnir, dove si troverebbe la sala da
birra del gigante Brimir (apparentemente lo stesso citato nel verso [9g]). Snorri riporta una
riscrittura in prosa di questa strofa, con alcune varianti piuttosto interessanti:

Margar eru vistir gar ok margar


illar. Bazt er at vera Giml
himni, ok allgott er til gs drykkjar
eim er at ykkir gaman eim sal er
Brimir heitir, hann stendr ok himni
[ klni]. S er ok gr salr er
stendr Niafjllum, grr af rauu
gulli, s heitir Sindri. essum slum
skulu byggja gir menn ok siltir.

Allora vi saranno molti luoghi buoni


e molti cattivi. Il migliore per
abitarvi sar Giml, nel cielo, ottimo
per buone bevute, per coloro che l
troveranno piacere, in quella sala che
si chiama Brimir e sta in cielo [a
klnir]. Sar un buon luogo quello
che si trova nei Niafjll, fatto con
oro rosso e che si chiama Sindri. In
quella dimora vivranno gli uomini
buoni e i giusti.

Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [52]

Mentre la Vlusp presenta le regioni di Niavellir e klnir nell'ambito di una visione dei luoghi
infernali, Snorri ne d un'immagine affatto diversa: sale celesti deputate ad accogliere gli uomini
giusti nel futuro escatologico dopo il ragnark. possibile che nella versione del poema consultata
da Snorri, questa strofa fosse collocata verso la fine della composizione e si riferisse appunto ai
tempi futuri. D'altra parte, se le Niavellir sono le pianure oscure, un toponimo come klnir
mai freddo d pi l'idea di un luogo accogliente, e non di una dimora di giganti collocata in
gelide regioni infernali. Snorri comunque sembra fraintendere il poema eddico, affermando che
Brimir e Sindri siano i nomi delle due sale in questione, e non il gigante e il nano a cui esse
rispettivamente appartengono. Inoltre Snorri confonde le Niavellir con i Niafjll, che
costituiscono la regione infernale da cui emerge il serpente Nhggr nella chiusa del poema
(Vlusp [66]).
38 Le strofe [38-39] seguono la [43] nel codice H. (c) Nstrandir la spiaggia dei morti, in
Helheimr; il palazzo descritto appartiene alla regina Hel.
39 Secondo alcuni esegeti, questa strofa sarebbe pervenuta in forma corrotta, forse come
giustapposizione di due strofe mutile, di cui la prima comprenderebbe i primi semiversi [a-f], la
seconda i semiversi [g-j]. (g) Nhggr il serpente che giace alla radici del frassino Yggdrasill.
(Cfr. Grmnisml [34-35]).
40 Questa strofa e la successiva sono citate da Snorri (Gylfaginning [12 {13-14}]). (a) La
vecchia che abita in Jrnvir (la foresta dagli alberi di ferro) forse Angrboa, madre del lupo
Fenrir. I lupi sono dunque la stirpe di Fenrir. (f) Tra di essi, il lupo Skoll destinato, nel giorno
di ragnark, a ingoiare il sole. (g) Tungl significa letteralmente luminare (cfr. latino sidus),
indicando indifferentemente il sole o la luna, e i vari traduttori hanno proposto via via l'una o l'altra
delle interpretazioni. Mario Polia traduce sole segnalando in nota l'ambiguit del termine (Polia
1983); al contrario, Piergiuseppe Scardigli e Marcello Meli traducono astro segnalando in nota
che si tratta del sole (Scardigli ~ Meli 1982). Gianna Chiesa Isnardi traduce invece luna (Isnardi
1975), cos come Giorgio Dolfini (Dolfini 1975). La traduzione di tungl con sole potrebbe essere
giustificata dal fatto che alcuni versi pi sotto si parla del lupo destinato a divorare il sole, ma il
significato di luna quello maggiormente attestato nella letteratura islandese, dove il termine ha
spesso sostituito il pi poetico mni luna (Cleasby ~ Vigfsson 1874).
41 (e) L'oscurarsi del sole di cui qui si parla un annuncio del fimbulvetr, il terribile inverno,
il tempo di oscurit e malvagit che preceder il ragnark.
42 (d) Chi sia il lieto Eggr, che in questi versi si presenta come custode o pastore, non ci
dato di sapere. Si pu solo arguire che le mandrie dei giganti fossero i lupi.
44 (a-d) Questa strofa, quale cupo ritornello, si udr altre tre volte, scandendo i tempi della
catastrofe cosmica. Garmr il cane legato dinanzi alle porte di Helheimr, anch'esso destinato a
sciogliersi quando sar il giorno di ragnark.
45 Con rapidi accenni e serrate allitterazioni, la vlva ci scaglia nel fimbulvetr, il terribile
inverno, il tempo di gelo e di oscurit, di malvagit e depravazione, che culminer nella
distruzione universale del ragnark. Il mitema del crollo morale dell'umanit, nei tempi finali,
presente in molte culture diverse compresa quella cristiana. La pi antica attestazione di questo

motivo si trova nella mitologia ind, in cui il Kaliyuga, l'epoca finale dell'intero ciclo temporale,
caratterizzata dalla totale perdita di ogni senso morale e legge religiosa, perdita che, a partire dai
nostri tempi, si far sempre pi accentuata man mano che il ciclo proceder verso la sua
conclusione. anche lo stesso motivo presente nelle Opere e i giorni di Esiodo, in cui la storia
cosmica vista come una progressione di et (dell'oro, dell'argento, del bronzo, del ferro) di cui
l'ultima la nostra caratterizzata da un'umanit singolarmente priva delle virt e del valore dei
tempi precedenti.
46 (a) I figli di Mmir [Mms synir] sono i giganti. C' un lugubre senso di gioia in questo loro
agitarsi, ch sanno che la battaglia contro gli di ormai vicina.
47 (d) Il gigante che si scioglie Loki, che avevano lasciato legato nella sua caverna con le
budella di suo figlio. (g) Stirpe di Surtr una kenning per indicare le fiamme dell'incendio
universale, essendo Surtr il guardiano del Mspellsheimr.
50 (a) Hrymr il re dei giganti di ghiaccio, che guida le schiere di Jtunheimr. (c)
Jrmungandr il serpente che circonda il mondo. (g) L'aquila forse Hrsvelgr, che crea i venti
col battito delle sue ali. (h) Naglfar la nave dei morti.
51 (b) Da est (ma forse sarebbe pi logico da sud) arrivano i figli di Mspell, i giganti di
fuoco deputati alla distruzione del mondo. (d) Il lupo che li precede Fenrir. (e-f) Loki,
fratello di Bleistr, il loro timoniere.
52 (a) Surtr il re dei giganti di fuoco. (b) Il veleno dei rami [sviga lvi] una trasparente
kenning per indicare il fuoco.
53 (a) Hln Frigg, qui chiamata col nome di una delle sue ancelle (o forse si tratta di due
personaggi in origine concidenti). (c-d) Sposo di Hln/Frigg inn, che combatte contro il lupo
Fenrir e muore nello scontro. (e) L'uccisore di Beli Freyr: si getta a mani nude contro Surtr
ma non ha miglior fortuna.
55 (b) Sigfr Padre di vittoria epiteto di inn. (c) Suo figlio Varr uccide Fenrir con
la spada vendicando il padre. (e) Hverungr probabilmente un epiteto di Loki padre di Fenrir.
56 Spetta a rr, difensore di Migarr, scendere a battaglia contro Jrmungandr, il serpente che
circonda il mondo. Riesce a ucciderlo, ma subito muore intossicato dal veleno. (b | j) Hlyn e
Fjrgyn sono due epiteti di Jr, dea della terra, madre di rr.
57 (f) Quel che alimenta la vita una kenning per indicare il fuoco. Dunque la frase da
intendere sibila il vapore con il fuoco, nell'incendio che mette fine al mondo.
60 (e-f) Questi due semiversi mancano nel codice R ma sono presenti in H. (g) Fimbultr dio
terribile un epiteto di inn.
61 (a) Mentre il codice R scrive il primo semiverso: L di nuovo... [ar muno eptir], il codice
H riporta con piccola variazione: Allora gli sir... [ muno ser].

62 (f) Hroptr un epiteto di inn.


63 (d) Chi sono i figli dei due fratelli [burir [...] brra tveggja]? Difficile dirlo. Secondo
alcuni Hr e Baldr, i quali tuttavia erano fratelli tra loro e non cugini. Secondo altri sarebbero
invece Hnir e Lurr, ipotesi piuttosto fragile in quanto nulla si pu dire sulla parentela di questi
due personaggi. Bellows interpreta i figli dei fratelli di Tveggi, essendo questo uno degli epiteti
di inn (Bellows 1923). Poich i fratelli di inn sono Vili e V, ci si pu chiedere chi siano i
figli di costoro. (e) Il mondo del vento [vindheim] forse da intendere come il cielo, o come
l'atmosfera? Oppure una kenning per indicare il mondo stesso, percorso dal vento?
65 Questa breve strofa, formata da soli quattro semiversi assente nel codice R e attestata
unicamente nel codice H, senza alcuna indicazione della presenza di una lacuna. Tardi manoscritti
aggiungono altri quattro semiversi, registrati da Henry Bellows: Lui stabilisce le regole | e fissa i
diritti, | ordina le leggi | che sempre vivranno (Bellows 1923). (a) Questo potente [enn rki]
che compare nella penultima strofa, fa naturalmente pensare all'immagine del Cristo che compare
sulle nubi, nel giorno del Giudizio.
66 Tutta l'ultima strofa, che alcuni ritengono interpolata nel testo, di difficile interpretazione.
Perch il serpente Nhggr a chiudere il poema? E perch porta i morti tra le sue ali? una
visione che appartiene al futuro escatologico o va collocata al presente in cui la vlva narra la sua
profezia? (h) Si ritiene che a inabissarsi, nell'ultimissimo verso del poema, sia appunto la vlva,
anche se in molte traduzioni hon ella viene emendato con hann egli e l'inabissamento finale
viene riferito a Nhggr. Ma che possa essere la veggente (e non il serpente) a inabissarsi, forse
giustificato dal Baldrs Draumar, dove si narra di come inn fosse sceso nel regno dei morti e con
un canto magico avesse tratto fuori una morta vlva dal suo tumulo affinch interpretasse i funesti
sogni che affliggevano Baldr. Non c' naturalmente alcuna indicazione che la vlva del Baldrs
Draumar sia la stessa della Vlusp, ma non c' nemmeno motivo di escluderlo.

HVAML
IL DISCORSO DI HR
Il capitolo dell'ospite (1-79)
Detti per gli uomini (81-95)
inn e la figlia di Billingr (96-102)
inn e Gunnl (104-110)
Discorso di Loddffnir (111-137)
Dissertazione sulle rune (138-145)
Dissertazione sui canti magic (146-163)
Chiusa (164)
Note

Il capitolo
dell'ospite.

HVAML

IL DISCORSO DI HR

[Gestattr]

[Il capitolo dell'ospite]

Gttir allir
r gangi fram
um skoaz skyli
um skygnaz skyli;
vi at vist er at vita
hvar ovinir
sitja fleti fyrir.

Tutte le porte
prima di varcarle
devono esser spiate,
devono esser scrutate,
che dubbio ogni volta
dove i nemici
siedano nella sala [che ti sta]
davanti.

Gefendr heilir!
Gestr er inn kominn!
hvar skal sitja sj?
mjk er brr
s er brndom skal
sns um freista frama.

Ai generosi, salute!
L'ospite venga dentro!
Dove dovr sedere?
Va assai velocemente
accanto al focolare
chi esibisce le sue doti.

Eldz er rf
eims inn er kominn
ok kn kalinn;
matar ok va
er manne rf,
eim er hefir um fjall
farit.

Di fuoco c' bisogno


per chi venuto dentro
ed ha le ginocchia gelate.
Di cibo e vestiti
necessita l'uomo
che ha percorso la montagna.

Vatz er orf
eim er til verar kmr,
erro ok jlaar,
gs um is,
ef sr geta mtti,
orz ok endrgo.

Di acqua c' bisogno


per chi al banchetto viene,
di tovaglioli e di cortesi
inviti,
di animo ben disposto,
se riesca a ottenerlo,
di conversazione e di
silenzio.

Vitz er rf
eim er va ratar;
dlt er heima hvat;
at augabragi verr
s er ekki kann
ok me snotrom sitr.

Di intelligenza c' bisogno


per chi viaggia per lungo;
ogni cosa facile a casa.
Si ammicca [prendendosi
gioco]
di chi nulla sa
e siede tra i sapienti.

At hyggjandi sinni
skylit mar hrsinn
vera,
heldr gtinn at gei;
er horskr ok gull
kmr heimisgara til,
sjaldan verr vti vrom,
vat brigra vin
fr mar aldregi
en manvit mikit.

Del proprio intelletto


non dovrebbe l'uomo
vantarsi,
al contrario, sia misurato
nell'animo.
Sia attento e silenzioso
quando giunge a un cortile:
di rado il prudente ha danno;
perch un amico pi fidato
l'uomo non ha mai trovato
di un gran buon senso.

Enn vari gestr


er til verar kmr,
unno hlji egir,
eyrom hlir,
en augom skoar;
sv nsiz frra hverr
fyrir.

L'ospite prudente
che viene al banchetto,
tace aguzzando l'udito,
con le orecchie ascolta
e con gli occhi osserva;
cos ogni uomo prudente
scruta intorno.

Hinn er sll
er sr um getr
lof ok lknstafi;
dlla er vi at
er mar eiga skal
annars brjstum .

lieto colui
che per s ottiene
lodi e favori.
Ardua la cosa
che l'uomo deve ottenere
nel petto di un altro.

S er sll
er sjlfr um
lof ok vit mean lifir;
vat ill r

lieto colui
che in s possiede
lodi e saggezza.
Perch cattivi consigli

hefir mar opt egit


annars brjstom r.

l'uomo ha spesso ricevuto


dal petto di un altro.

10

Byri betri
berrat mar brauto at
en s manvit mikit;
aui betra
ikkir at kunnom
sta,
slkt er vlas vera.

Bagaglio migliore
non si porta l'uomo in viaggio
di un gran buon senso.
Della ricchezza, migliore
ti si rivela in un paese
sconosciuto:
tale la salvezza del
disperato.

11

Byri betri
berrat mar brauto at
en s manvit mikit;
vegnest verra
vegra hann velli at
en s ofdrykkja ls.

Bagaglio migliore
non si porta l'uomo in viaggio
di un gran buon senso.
Provvista peggiore
non ci si porta per campi
del bere smodato di birra.

12

Era sv gott,
sem gott kvea
l alda sonom;
vat fra veit
er fleira drekkr,
sns til ges gumi.

Non cos buona


come buona dicono
la birra per i figli degli
uomini.
Poich poco controllo ha
l'uomo che troppo beve
del suo intelletto.

13

minnis hegri heitir


s er yfir lrom rumir,
hann stelr gei guma;
ess fugls fjrom
ek fjtrar vark
gari Gunnlaar.

Airone dell'oblio
chiamato
chi indugia in birreria;
rapisce la ragione all'uomo.
Dalle penne di quell'uccello
io stesso venni incatenato
nella fortezza di Gunnl.

14

lr ek var,
var ofrlvi,
at ins fra Fjalars;
v er lr bazt,
at aptr uf heimtir
hverr sit ge gumi.

Ebbro io divenni
ebbro senza misura,
accanto al saggio Fjalarr.
Ch la birra ottima,
a patto che mantenga
il suo intelletto, l'uomo.

15

agalt ok hugalt
skyli jans barn
ok vgdjarft vera;
glar ok reifr
skylii gumna hverr
unz sinn br bana.

Silenziosa e accorta
sia di un capo la schiatta
e audace in battaglia.
Lieto e sorridente
sia ciascun uomo
finch non sia ucciso.

16

snjallr mar
hyggz muno ey lifa,
ef hann vi vg varaz;
en elli gefr
hnom engi fri,
tt hnom geirar gefi.

L'uomo vile
crede vivr per sempre
se evita le battaglie.
Ma la vecchiaia non porta
a lui nessuna pace,
anche se gliela portano le
armi.

17

Kpir afglapir
er til kynnis kmr,
ylsk hann um ea
rumir;
alt er senn,
ef hann sylg um getr,
uppi er ge guma

Sta immobile lo stolto


che dai conoscenti andato;
farfuglia tra s e indugia.
Ma poi gli passa
se ottiene da bere:
ecco che si rivela il carattere.

18

S einn veit
er va ratar
ok hefir fjl um farit,
hverjo gei
strir gumna hverr,
s er vitandi er vits.

Solo uno conosce,


chi molto ha vagato
e molto ha viaggiato,
che carattere
possegga ciascun uomo:
lui possiede la saggezza.

19

Haldit mar keri,


drekki at hfi mj,
mli arft ea egi;
kynnis ess
vr ik engi mar,
at gangir snemma at
sofa.

Non trattenga [a s] l'uomo il


bicchiere,
e beva con misura l'idromele,
parli sensatamente o taccia.
Di cattive maniere
nessun uomo ti far colpa
se tu vai presto a dormire.

20

Grugr halr,
nema ges viti,
etr sr aldrtrega;
opt fr hlgis,
er me horskom kmr,
manni heimskom magi.

L'ingordo
che non conosce misura
mangia e si ammala.
Spesso l'accolgono le risa,
quando tra gente accorta
arriva
la pancia di un uomo sciocco.

21

Hjarir at vito
nr r heim skolo
ok ganga af grasi;
en svir mar
kann vagi
sns um ml maga.

Le greggi ben sanno


quando devono tornare a casa
e andarsene dai pascoli.
Ma l'uomo insavio
non conosce mai
la misura della sua pancia.

22

Vesall mar
ok illa skapi

L'uomo incapace
e di cattivo gusto

hlr at hvvetna;
hitki hann veit
er hann vita yrpti,
at hann era vamma vanr.

ride per ogni cosa.


Quello che lui non sa
e che dovrebbe sapere:
che non privo di difetti.

23

svir mar
vakir um allar ntr
ok hyggr at hvvetna;
er mr
er at morni kmr;
alt er vl, sem var.

L'uomo insavio
sta sveglio tutte le notti
e si preoccupa di tutto.
Cos sfinito
quando viene il mattino;
tutte le sue miserie son
[rimaste] qual erano.

24

snotr mar
hyggr sr alla vera
vihijendr vini;
hitki hann fir,
tt eir um hann fr
lesi,
ef hann me snotrom
sitr.

L'uomo insavio
crede gli siano tutti
quelli che gli sorridono,
amici.
Non si accorge affatto
se gli tendano tranelli,
quando tra i saggi siede.

25

snotr mar
hyggr sr alla vera
vihljendr vini;
at finnr
er at ingi kmr,
at hann formlendr f.

L'uomo insavio
crede gli siano tutti
quelli che gli sorridono,
amici.
Ed ecco si accorge,
quando arriva all'assemblea,
che ha pochi sostenitori.

26

snotr mar
ikkiz alt vita,
ef hann ser i v vero;
hitki hann veit,
hvat hann skal vi
kvea,
ef hans freista firar.

L'uomo insavio
pensa di saper tutto
se sta da solo in un canto.
Ma nulla sa
quando deve parlare in
risposta,
se qualcuno lo mette alla
prova.

27

snotr mar
er me aldir kmr,
at er bazt at hann egi;
engi at veit
at hann ekki kann,
nema hann mli til
mart,
veita mar,
hinn er vtki veit,

L'uomo insavio
quando si trovi con gli
uomini
questo meglio, che taccia.
Nessuno per sa
che lui non sa nulla,
purch non parli troppo.
Ma l'uomo che non sa,
questo neppure sa:

tt hann mli til mart.

che a volte parla troppo.

28

Frr s ykkiz
er fregna kann
ok segja it sama;
eyvito leyna
mego ta snir,
v er gengr um guma.

Saggio lo stimano
chi sa fare domande
e parlare a tono.
Nulla celare
possono i figli dell'uomo
di quello che capita ai
mortali.

29

rna mlir
s er va egir
stalauso stafi;
hramlt tunga
nema haldendr eigi,
opt sr gott um gelr.

In abbondanza dice,
chi mai tace,
ciance insensate.
La lingua chiacchierona
se non trattenuta
spesso suona contro s stessa.

30

At augabragi
skala mar annan hafa,
tt til kynnis komi;
margr fro ikkiz,
ef hann freginn erat
ok ni hann urrfjallr
ruma.

Non ammiccher
[prendendosi gioco]
nessun uomo di un altro
quando viene tra congiunti.
Accorto in molti lo stimano
se non gli fanno domande,
e un posto ottiene
indisturbato.

31

Frr ikkiz
s er fltta tekr
gestr at gest hinn;
veita grla
s er um veri glissir,
tt hann me grmom
glami.

Accorto si ritiene
chi sa sfuggire,
ospite, agli scherni degli
ospiti.
Non sa con certezza
chi al banchetto lo schernisca
se chiacchiera con
malintenzionati.

32

Gumnar margir
erosk gagnhollir,
en at viri vrekaz;
aldar rg
at mun vera
rir gestr vi gest.

Molti uomini
son tra loro amichevoli
ma a banchetto si
accapigliano.
Rissa tra gli uomini
sempre vi sar;
s'azzuffa l'ospite con l'ospite.

33

rliga verar
skyli mar opt f,
nema til kynnis komi;
sitr ok snpir,
ltr sem slginn s,

Al mattino di buon'ora
deve l'uomo spesso mangiare,
quando va a trovare
congiunti.
[Altrimenti] si siede e scruta

ok kann fregna at f.

avido,
si comporta da affamato
e partecipa poco al discorso.

34

Afhvarf mikit
er til illz vinar,
tt brauto bi;
en til gs vinar
liggja gagnvegir,
tt hann s firr farinn.

Una strada assai tortuosa


porta a un cattivo amico
anche se abita lungo la via.
Ma a un buon amico
conducono strade diritte
anche se si stabilito pi
lontano.

35

Ganga skal,
skala gestr vera
ey i einom sta;
ljfr verr leir,
ef lengi sitr
annars fletjon .

Bisogna andarsene:
non deve l'ospite stare
sempre in un posto.
Chi caro diviene malvisto
se a lungo risiede
nella sala di un altro.

36

B er betra,
tt ltit s,
halr er heima hverr;
tt tvr geitr eigi
ok taugreptan sal,
at er betra en bn.

Una propria dimora meglio


anche se piccola:
ognuno libero a casa sua.
Anche se possiede due capre
e una sala dal tetto sconnesso,
meglio che chiedere la
carit.

37

B er betra,
tt ltit s,
halr er heima hverr;
blugt er hjarta
eim er bija skal
sr ml hvert matar.

Una propria dimora meglio


anche se piccola:
ognuno libero a casa sua.
Sanguina il cuore
di chi costretto a chiedere
cibo per s a ogni passo.

38

Vpnom snom
skala mar velli
feti ganga framarr;
vat vst er at vita
nr verr vegom ti
geirs um rf guma.

Dalle proprie armi


non deve l'uomo in campo
aperto
allontanarsi di un passo.
Perch non si pu sapere
quando fuori sulle strade
potr servire la lancia.

39

Fanka ek mildan mann


ea sv matar gan,
at ei vri iggja egit,
ea sns fjr
svgi [gjflan],
at lei s laun, ef egi.

Non ho trovato un uomo cos


munifico
o cos generoso di cibo
che non accettasse un dono;
o delle sue ricchezze
cos elargitore,

da sprezzare una ricompensa,


a riceverla.
40

Fjr sns,
er fengit hefr,
skylit mar rf ola;
opt sparir leiom
ats hefir ljfom hugat;
mart gengir verr en
varir.

Alle proprie ricchezze


che si siano accumulate
non deve l'uomo attaccarsi.
Spesso si risparmia per il
male
quel che era disposto per il
bene:
molte cose van peggio di
come si crede.

41

Vpnom ok vom
skolo vinir glejaz,
at er sjlfum snst;
virgefendr ok
endrgefendr
erosk lengst vinir,
ef at br at vera vel.

Con armi e vestiti


saranno gli amici lieti,
ci gi evidente su s stessi.
Chi dona e chi ricambia doni
son fra s gli amici pi intimi,
se le cose procedono bene.

42

Vin snom
skal mar vinr vera
ok gjalda gjf vi gjf;
hltr vi hltri
skyli hlar taka,
en lausung vi lygi.

Al proprio amico
deve l'uomo essere amico
e ricambiare dono con dono.
Le risa con le risa
ripagheranno gli uomini,
ma l'ipocrisia con la
menzogna.

43

Vin snom
skal mar vinr vera,
eim ok ess vin;
en vinar sns
skyli engi mar
vinar vinr vera.

Al proprio amico
deve l'uomo essere amico
a lui e al suo amico.
Ma all'amico del proprio
nemico
non deve nessun uomo
essere amico.

44

Veitztu, ef vin tt,


ann er vel trir,
ok vill af hnom gott
geta,
gei skaltu vi ann
blanda
ok gjfom skipta,
fara at finna opt.

Sappi: se hai un amico


in cui riponi buona fiducia
e vuoi da lui qualcosa di
buono,
devi accordare il tuo animo
col suo
e doni scambiare:
va' a trovarlo spesso.

45

Ef tt annan,
annz illa trir,

Se un altro ne hai
in cui riponi cattiva fiducia

vildu af hnom gott


geta,
fagrt skaltu vi ann
mla,
en fltt hyggja
ok gjalda lausung vi
lygi.

e vuoi da lui qualcosa di


buono,
gentilmente gli devi parlare
ma riflettere con astuzia
e ricambiare l'ipocrisia con la
menzogna.

46

at er enn of ann
er illa truir
ok r er grunr at hans
gei,
hlja skaltu vi eim
ok um hug mla;
glok skolo gjld
gjfom.

E questo ancora riguardo a


colui
in cui riponi cattiva fiducia
e sospetti dei suoi sentimenti:
ridere devi con lui
e parlare a dispetto del tuo
cuore:
dovrai ricambiare i doni
ricevuti.

47

Ungr var ek forom,


fr ek einn saman;
var ek villr vega;
auigr ttumz
er ek annan fann;
mar er mannz gaman.

Giovane fui un tempo,


viaggiai del tutto solo,
allora mi smarrii per le
strade.
Ricco mi parve d'essere
quando trovai un altro:
l'uomo gioia per l'uomo.

48

Mildir, frknir
menn bazt lifa,
sjaldan st ala;
en snjallr mar
uggir hotvetna,
stir glggr vi
gjfom.

Gli uomini generosi e prodi


vivono nel modo migliore,
di rado fomentano il dolore.
Ma l'uomo codardo
ha paura di tutto:
al tirchio d fastidio fare
doni.

49

Vir mnar
gaf ek velli at
tveim trmnnum;
rekkar at ttuz
er eir rift hfu:
neis er nkkvinn halur.

Le mie vesti
diedi nei campi
a due uomini di legno.
Grand'uomini si credettero
come ebbero gli abiti:
nudo, chiunque affranto.

50

Hrrnar ll,
s er stendr orpi ,
hlrat henne brk n
barr;
sv er mar,
s er manngi ann;
hvat skal hann lengi

Si dissecca l'albero
che si erge su un dirupo,
non lo protegge corteccia n
foglia.
Cos l'uomo
che da nessuno amato:
perch dovrebbe vivere a

lifa?

lungo?

51

Eldi heitari
brennr med illom vinom
frir fimm daga;
en sloknar
er inn stti kmr,
ok versnar allr vinskapr.

Pi ardente del fuoco


divampa tra cattivi amici
l'amicizia per cinque giorni.
Ma poi si spegne
quando il sesto viene
e si rovina tutta l'amicizia.

52

Mikit eitt
skala manne gefa;
opt kaupir sr litlu lof;
me hlfom hleif
ok me hllo keri
fekk ek mr flaga.

Non grandi cose


deve l'uomo donare,
spesso con poco si ottiene
una piccola lode.
Con mezzo pane
e con una coppa inclinata
mi son trovato un compagno.

53

Ltilla sanda,
ltilla sva,
ltil ero ge guma;
vat allir menn
urot jafnspakir,
hlf er ld hvar.

Piccole sabbie,
piccoli mari,
piccole sono le menti degli
uomini.
Ch tutti gli uomini
non sono ugualmente saggi,
a mezzo l'umanit dovunque
[ divisa].

54

Mealsnotr
skyli manna hverr,
va til snotr s;
eim er fyra
fegrst at lifa,
er vel mart vito.

Moderatamente saggio
dovrebbe essere ogni uomo:
mai troppo sapiente.
Sono tra gli uomini
a vivere meglio
coloro che [non] molto sanno.

55

Mealsnotr
skyli manna hverr,
va til snotr s;
vat snotrs mannz
hjarta
verr sjaldan glatt,
ef s er alsnotr er .

Moderatamente saggio
dovrebbe essere ogni uomo:
mai troppo sapiente.
Ch il cuore dell'uomo saggio
di rado felice
se chi lo possiede ha molta
sapienza.

56

Mealsnotr
skyli manna hverr,
va til snotr s;
rlg sn
viti engi fyrir;
eim er sorgalausastr
sefi.

Moderatamente saggio
dovrebbe essere ogni uomo:
mai troppo sapiente.
Il proprio destino
nessuno conosca in anticipo,
ch la mente non abbia ad
angosciarsi.

57

Brandr af brandi
brinn unz brunninn er
funi kveykisk af funa
mar af manni
verr at mli kur
en til dlskr af dul.

Torcia da torcia
divampa finch si consuma;
fiamma s'accende da fiamma.
Dall'uomo l'uomo
apprende il sagace parlare,
ma stolto se [rimane] in
silenzio.

58

r skal rsa
s er annars vill
f ea fjr hafa;
sjaldan liggjandi lfr
lr um getr,
n sofandi mar sigr.

Si lever di buon'ora
chi di un altro vuole
le ricchezze o la vita.
Difficilmente il lupo
accovacciato
si procura un coscio,
n l'uomo che dorme la
vittoria.

59

r skal rsa
s er yrkendr f,
ok ganga sns verka
vit;
mart um dvelr
ann er um morgin sefr,
hlfr er aur und
hvtom.

Si lever di buon'ora
chi dispone di pochi
braccianti
e va lui stesso a sorvegliare i
lavori.
Molto spreca
colui che dorme al mattino:
met ricchezza in mano al
solerte.

60

urra skia
ok akinna nfra,
ess kann mar mjt,
ok ess viar
er vinnaz megi
ml ok missere.

Di legna secca
e di corteccia di betulla per
tetti
di questo l'uomo sappia la
misura;
e [anche] di questo, la legna,
quanta ne basti
per l'una e l'altra stagione.

61

veginn ok mettr
ri mar ingi at,
tt hann st vddr til
vel;
ska ok brka
skammiz engi mar,
n hests in heldr
tt han hafit gan.

Lavato e sazio
cavalchi l'uomo
all'assemblea,
anche se non ben vestito.
Di calzari e brache
nessun uomo deve
vergognarsi
e nemmeno del cavallo
anche se non ne ha uno
buono.

62

Snapir ok gnapir

Ghermisce e si protende

er til svar kmr


rn aldinn mar;
sv er mar
er me mrgom kmr
ok formlendr f.

quando viene al mare


l'aquila, all'antico mare.
Cos l'uomo
che nella folla avanza
e pochi lo sostengono.

63

Fregna og segja
skal frra hverr,
s er vill heitinn horskr;
einn vita,
ne annar skal,
jo veit ef rro.

Domandare e parlare
deve l'uomo accorto
se vuole essere chiamato
saggio.
Uno [soltanto] deve sapere,
non un altro deve,
tutti sanno se tre [sanno].

64

Rki sitt
skyli rsnotra hverr
hfi hafa;
hann at finnr
er me frknom kmr,
at engi er einna hvatastr.

Il suo potere
deve l'uomo prudente
con accortezza esercitare.
E questo scopre
chi viene tra valorosi:
che nessuno di tutti il pi
accorto.

65

Ora eira
er mar rom segir,
opt hann gjld um getr.

Di quelle parole
che un uomo all'altro dice,
spesso bisogna dare
riparazione.

66

Mikilsti snemma
kom ek arga stai,
en til s suma;
l var drukkit,
sumt var lagat,
sjaldan hittir leir lid.

Troppo presto
sono venuto in molti luoghi
e troppo tardi in altri.
La birra era stata bevuta,
A volte non ancora
fermentata:
chi sgradito ha raramente
fortuna.

67

Hr ok hvar
myndi mr heim uf
boit,
ef yrptak at mlungi
mat,
ea tvau lr hengi
at ins tryggva vinar,
ars ek hava eitt etit.

Qua e l
sarei stato invitato nelle case
se di cibo non avessi avuto
bisogno ai pasti
o se due prosciutti fossero
rimasti appesi
presso l'amico leale
dopo che ne avessi mangiato
uno.

68

Eldr er beztr
me ta sonom

Il fuoco ottimo
presso i figli degli uomini

ok slar sn,
heilyndi sitt
ef mar hafa nir,
n vi lst at lifa.

e la vista del sole;


la propria salute
se si pu averla,
e una vita senza vergogna.

69

Erat mar allz vesall,


tt hann s illa heill;
sumr er af sonom sll,
sumr af frndom,
sumr af f rno,
sumr af verkom vel.

Nessun uomo del tutto


infelice
anche se ha cattiva salute;
alcuni traggono dai figli
gioia,
alcuni dai congiunti,
alcuni dalle ricchezze,
alcuni dalle buone azioni.

70

Betra er lifom
ok sl lifom [en s
lifum];
ey getr kvikr k;
eld s ek upp brenna
augom manni fyrir,
en ti var daur fyr
durom.

meglio per il vivo


che per il morto:
chi vive ha sempre una vacca.
Il fuoco ho visto ardere
dapprima per l'uomo ricco;
ma morto giaceva fuori la
porta.

71

Haltr rr hrossi,
hjr rekr handarvanr,
daufr vegr ok dugir;
blindr er betri
en brendr s;
ntr mangi ns.

Lo zoppo va a cavallo,
guida il gregge il monco,
il sordo combatte ed utile.
Essere cieco meglio
che essere cremato:
non serve a niente un
cadavere.

72

Sonr er betri,
tt s s of alinn
eftir genginn guma;
sjaldan bautarsteinar
standa brautu nr,
nema reisi nir at ni.

Un figlio meglio
anche se nato postumo,
dopo che il padre andato.
Raramente le lapidi
si ergono lungo la strada
se non le innalza il congiunto
al congiunto.

73

Tveir ro eins herjar,


tunga er hfus bani;
er mr hein hvern
handar vni.

Due sono pi terribili di uno,


la lingua l'assassina della
testa.
Io sotto ogni mantello
mi aspetto le mani.

74

Ntt verr feginn


s er nesti trir,
skammar ro skips rar;

lieto la notte
chi confida nelle provviste.
Corti sono i pennoni delle

hverf er haustgrma;
fjl of virir
fimm dgum
en meira mnui.

navi;
instabili sono le notti
autunnali;
il tempo cambia
in cinque giorni
e ancor pi in un mese.

75

Veita hinn
er vettki veit,
margr verr af aurum
api;
maur er auigr,
annar auigr,
skylit ann vtka var.

Non sa
chi nulla sa,
molti impazziscono per l'oro.
Un uomo ricco,
un altro povero,
non si deve biasimare chi
indigente.

76

Deyr f,
deyja frndr,
deyr sjalfr it sama,
en orstrr
deyr aldregi
hveim er sr gan getr.

Muoiono le mandrie,
muoiono i parenti,
morirai tu stesso allo stesso
modo.
Ma la fama
non muore mai
per chi se ne fatta una
buona.

77

Deyr f,
deyja frndr,
deyr sjalfr it sama,
ek veit einn
at aldrei deyr:
dmr um dauan hvern.

Muoiono le mandrie,
muoiono i parenti,
morirai tu stesso allo stesso
modo.
Una cosa conosco
che mai muore:
la reputazione di chi morto.

78

Fullar grindr
s ek fyr Fitjungs
sonum,
n bera eir vonar vl;
sv er aur
sem augabrag,
hann er valtastr vina.

Pieni i recinti
vidi dei figli del Pancione:
ora essi portano il bastone del
mendico.
la ricchezza
un batter d'occhio,
il pi incostante degli amici.

79

snotr mar,
ef eignask getr
f ea fljs munu,
metnar hnum rask,
en mannvit aldregi:
fram gengr hann drjgt
dul.

L'uomo insavio
se riesce ad avere
la ricchezza o l'amor di
donna,
l'orgoglio in lui cresce
ma il buon senso mai:
avanza solo in arroganza.

Detti per gli


uomini.

80

at er reynt,
er a rnum spyrr
inum reginkunnum,
eim er geru ginnregin
ok fi fimbululr;
hefir hann bazt, ef
hann egir.

Questo dunque provato:


quando tu le rune consulti
di origine divina,
che crearono i supremi numi,
che dipinse il terribile vate,
questo meglio, tacere.

81

At kveldi skal dag leyfa,


konu, er brennd er,
mki, er reyndr er,
mey, er gefin er,
s, er yfir kemr,
l, er drukkit er.

A sera si deve il giorno


lodare,
la moglie, quando cremata,
la spada, quando provata,
la fanciulla, quando
sposata,
il ghiaccio, quando
attraversato,
la birra, quando bevuta.

82

vindi skal vi hggva,


veri sj ra,
myrkri vi man spjalla,
mrg eru dags augu;
skip skal skriar orka,
en skjld til hlfar,
mki hggs,
en mey til kossa.

Nel vento si deve il legno


spaccare,
col buon tempo in mare
remare,
nel buio con una fanciulla
parlare:
molti sono gli occhi del
giorno.
Una nave serve per viaggiare,
uno scudo per proteggere,
una spada per colpire,
una fanciulla per baciarla.

83

Vi eld skal l drekka,


en si skra,
magran mar kaupa,
en mki saurgan,
heima hest feita,
en hund bi.

Presso il fuoco bevi la birra,


sul ghiaccio pattina,
compra un cavallo magro
e una spada insozzata,
a casa ingrassa il cavallo
ma il cane nel cortile.

84

Meyjar orum
skyli manngi tra
n v, er kver kona,
v at hverfanda hvli
vru eim hjrtu
skpu,
brig brjst of lagi.

Alle parole di una fanciulla


non deve nessun uomo
credere,
n a ci che dice una donna.
Sulla ruota [del vasaio] che
gira
sono stati plasmati i loro
cuori,
e la mutevolezza nel loro
petto.

85

Brestanda boga,
brennanda loga,
gnanda ulfi,
galandi krku,
rtanda svni,
rtlausum vii,
vaxanda vgi,
vellanda katli,

D'un arco che cigola,


d'una fiamma che avvampa,
d'un lupo che spalanca le
fauci,
d'un corvo che stride,
d'un maiale che grugnisce,
d'un albero senza radici
del mare che si leva
del calderone che bolle.

86

Fljganda fleini,
fallandi bru,
si einnttum,
ormi hringlegnum,
brar bemlum
ea brotnu sveri,
bjarnar leiki
ea barni konungs.

D'una lancia che vola,


d'un'onda che si rovescia,
del ghiaccio di una notte,
del serpe che si attorce,
dei discorsi di donne al letto,
d'una spada che si spezza,
dei giochi di un orso,
o del figlio di un re.

87

Sjkum kalfi,
sjalfra rli,
vlu vilmli,
val nfelldum.

D'un vitello malato,


d'un servo intraprendente,
delle confidenze di una
veggente,
d'un assassinio recente.

88

Akri rsnum
tri engi mar
n til snemma syni,
ver rr akri
en vit syni;
htt er eira hvrt.

Su un campo seminato
anzitempo
nessun uomo confidi,
n troppo presto in un figlio.
Il tempo governa il campo
e la saggezza il figlio:
entrambi sono inaffidabili.

89

Brurbana snum,
tt brautu mti,
hsi hlfbrunnu,
hesti alskjtum,
er jr ntr,
ef einn ftr brotnar,
verit mar sv tryggr
at essu tri llu.

Nell'assassino del fratello,


quando lo si incontri sulla
via,
in una casa mezzo bruciata,
in un destriero che troppo
corre
( inutile un cavallo
se si rompe una zampa):
nessun uomo sia cos ingenuo
da credere in tutto questo.

90

Sv er frir kvenna,
eira er fltt hyggja,
sem aki j bryddum
si hlum,

Cos l'amore delle donne


che sono false di pensiero:
come condurre un cavallo
non ferrato

teitum, tvvetrum
ok s tamr illa,
ea byr um
beiti stjrnlausu,
ea skyli haltr henda
hrein fjalli.

sul ghiaccio scivoloso,


irruento [puledro] di due anni
e non del tutto domato;
o nel vento turbinante
una nave senza timone;
o uno zoppo che cerchi di
catturare
una renna su un monte in
disgelo.

91

Bert ek n mli,
v at ek bi veit,
brigr er karla hugr
konum;
vr fegrst mlum,
er vr flst hyggjum:
at tlir horska hugi.

Apertamente ora parlo


perch l'uno e l'altro conosco,
insidioso alle donne il cuore
degli uomini.
Quanto pi dolcemente
parliamo,
tanto pi falsamente
pensiamo:
cos s'inganna il sentimento
dell'avveduta.

92

Fagurt skal mla


ok f bja
s er vill fljs st f,
lki leyfa
ins ljsa mans:
S fr er frar.

Con dolcezza deve parlare


e donare ricchezze
chi vuole ottenere l'amore di
una donna.
Loda il sembiante
della splendida fanciulla:
la conquista chi la lusinga.

93

star firna
skyli engi mar
annan aldregi;
oft f horskan,
er heimskan n f,
lostfagrir litir.

Amore rimproverare
non deve nessun uomo
ad un altro mai.
Spesso imbrigliano il saggio
laddove lo stolto non
imbrigliano
le radiose apparenze d'amore.

94

Eyvitar firna
er mar annan skal,
ess er um margan
gengr guma;
heimska r horskum
gerir hla sonu
s inn mttki munr.

In nessun modo rimproverare


un uomo a un altro deve
di quel che accade alla gente.
Stolti da saggi
son fatti i figli degli uomini:
questo il potere del desiderio.

95

Hugr einn at veit


er br hjarta nr,
einn er hann sr um

Unica la mente sa
quel che dimora accanto al
cuore;

inn e la
figlia di
Billingr.

sefa;
ng er stt verri
hveim snotrum manni
en sr engu a una.

ognuno solo con i suoi


sentimenti.
Non c' malattia peggiore
per l'uomo saggio
di non avere nulla da amare.

96

at ek reynda
er ek reyri sat
ok vttak mns munar;
hold ok hjarta
var mr in horska mr;
eygi ek hana at heldr
hefik.

Questo ho compreso
mentre tra le canne sedevo
e aspettavo [di soddisfare] il
mio desiderio.
Carne e cuore
era per me quella splendida
fanciulla,
ma ancora non sono riuscito a
possederla.

97

Billings mey
ek fann bejum
slhvta sofa;
jarls yni
tti mr ekki vera
nema vi at lk at lifa.

La figlia di Billingr
trovai nel letto,
bianca come il sole e
addormentata.
I privilegi di un nobile
non erano nulla per me,
se non vivevo con quel bel
sembiante.

98

Auk nr aftni
skaltu, inn, koma,
ef vilt r mla man;
allt eru skp
nema einir viti
slkan lst saman.

Verso sera
dovrai, inn, venire,
se vuoi persuadere la
fanciulla.
Sarebbe assai sconveniente,
a meno che noi due soli si
sappia
di certi segreti convegni.

99

Aftr ek hvarf
ok unna ttumk
vsum vilja fr;
hitt ek huga
at ek hafa mynda
ge hennar allt ok
gaman.

Tornai indietro
e di godere credevo,
mosso da passione.
Questo io pensavo:
che avrei avuto
il suo cuore tutto e il piacere.

100

Sv kom ek nst
at in nta var
vgdrtt ll of vakin,
me brennandum
ljsum
ok bornum vii,

Quando la volta dopo arrivai,


c'era all'erta
l'intera schiera e vegliava,
con torce avvampanti
e bastoni impugnati:
cos mi fu indicata la via

inn e
Gunnl.

sv var mr vlstgr of
vitar.

dello scorno!

101

Auk nr morgni,
er ek var enn of kominn,
var saldrtt sofin;
grey eitt ek fann
innar gu konu
bundit bejum .

Sul far del mattino,


quando venni di nuovo,
la schiera dei servi dormiva.
Soltanto trovai la cagna
di quella buona femmina
legata nel letto.

102

Mrg er g mr,
ef grva kannar,
hugbrig vi hali.
ek at reynda,
er it rspaka
teyga ek flrir
flj;
hungar hverrar
leitai mr it horska
man,
ok hafa ek ess vettki
vfs.

Molto, la buona fanciulla,


se si vuol saperla tutta,
d'animo volubile con gli
uomini.
Questo ho appurato
quando quella donna saggia
provai a condurre alla
lussuria.
Ad ogni scherno
mi espose l'accorta fanciulla,
e da quella donna non ebbi un
bel niente.

103

Heima glar gumi


ok vi gesti reifr,
svir skal um sig vera,
minnigr ok mlugr,
ef hann vill margfrr
vera.
Oft skal gs geta;
fimbulfambi heitir
s er ftt kann segja,
at er snotrs aal.

A casa lieto l'uomo,


sorridente con gli ospiti,
deve saper essere,
di buona memoria e loquace,
se vuole apparire vissuto;
spesso parler di cose buone.
Pezzo d'idiota viene chiamato
chi poco sa raccontare:
questo il carattere
dell'insavio.

104

Inn aldna jtun ek stta,


n em ek aftr of
kominn:
ftt gat ek egjandi ar;
mrgum orum
mlta ek minn frama
Suttungs slum.

L'antico gigante ho visitato,


proprio ora sono di ritorno.
Poco ottenni l col silenzio:
con molte parole
ho parlato a mio vantaggio
nelle sale di Suttungr.

105

Gunnl mr of gaf
gullnum stli
drykk ins dra mjaar;
ill igjld
lt ek hana eftir hafa
sns ins heila hugar,

Gunnl mi diede
sul trono d'oro
da bere il prezioso idromele.
Un cattivo compenso
le diedi in cambio
per il suo cuore generoso,

sns ins svra sefa.

per il suo spirito dolente.

106

Rata munn
ltumk rms of f
ok um grjt gnaga,
yfir ok undir
stumk jtna vegir,
sv htta ek hfi til.

Il morso del trapano


lasciai si facesse spazio
e perfor le rocce;
sopra e sotto
avevo le vie dei giganti:
cos rischiai la testa.

107

Vel keypts litar


hefi ek vel notit,
fs er frum vant,
v at rerir
er n upp kominn
alda vs jarar.

Con l'inganno quel bel


sembiante
mi son ben goduto:
a poco rinuncia chi saggio.
Perch rrir
ora salito
al santuario delle stirpi della
terra.

108

Ifi er mr
at ek vra enn kominn
jtna grum r,
ef ek Gunnlaar n
nytak,
innar gu konu,
eirar er lgumk arm
yfir.

In me il dubbio
che sarei ritornato
dalle fortezze dei giganti,
se Gunnl non mi avesse
aiutato:
la brava donna
a cui protesi la mano.

109

Ins hindra dags


gengu hrmursar
Hva rs at fregna
Hva hllu .
At Blverki eir spuru,
ef hann vri me
bndum kominn
ea hefi hnum
Suttungr of sit.

Il giorno dopo
vennero i giganti di brina
a chiedere consiglio ad Hr
nella sala di Hr.
Di Blverkr chiedevano,
se fosse tornato tra gli di
o se Suttungr l'avesse
ammazzato.

110

Baugei inn
hygg ek, at unni hafi;
hvat skal hans tryggum
tra?
Suttung svikinn
hann lt sumbli fr
ok grtta Gunnlu.

Sul sacro anello, inn,


credo, abbia giurato;
ma chi potrebbe credergli?
Suttungr frod,
lui, del suo idromele
e pianse Gunnl.

Discorso di
Loddffnir.

[Loddffnisml]

[Discorso di Loddffnir]

111

Ml er at ylja
ular stli
Urarbrunni at,
s ek ok agak,
s ek ok hugak,
hlydda ek manna ml;
of rnar heyra ek
dma,
n of rum gu
Hva hllu at,
Hva hllu ,
heyra ek segja sv.

tempo che cominci a


parlare
dal seggio del vate
presso Urarbrunnr.
Vidi e tacqui,
vidi e meditai,
ascoltai i discorsi degli
uomini.
Udii delle rune e imparai,
n furono celati i dettagli.
Alle sale di Hr,
nelle sale di Hr,
sentii dire cos:

112

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu ef nemr,
r munu g ef getr:
ntt rsat
nema njsn sir
ea leitir r innan t
staar.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Di notte non alzarti
a meno che tu non sia di
guardia
o che non stia cercando un
posto fuori citt.

113

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu ef nemr,
r munu g ef getr:
fjlkunnigri konu
skalattu fami sofa,
sv at hon lyki ik
lium.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Di una donna affascinante
non dormir nell'abbraccio
cos che t'imprigioni tra le sue
membra.

114

Hon sv gerir
at gir eigi
ings n jans mls;
mat villat
n mannskis gaman,
ferr sorgafullr a
sofa.

Lei far in modo


che tu non ti curerai
delle assemblee n delle
parole del sovrano;
che cibo pi non vorrai
n umani piaceri,
e che tu vada a dormire
colmo di crucci.

115

Rumk r,
Loddffnir,

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,

en r nemir,
njta mundu ef nemr,
r munu g ef getr:
annars konu
teygu r aldregi
eyrarnu at.

ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
La donna di un altro
non sedurre mai
[per farne] la tua segreta
amante.

116

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu ef nemr,
r munu g ef getr:
fjalli ea firi,
ef ik fara tir,
fsktu at viri vel.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Sul monte o nel fiordo
se viaggi a lungo,
assicurati abbondanti
provviste.

117

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu ef nemr,
r munu g ef getr:
illan mann
lttu aldregi
hpp at r vita,
v at af illum manni
fr aldregi
gjld ins ga hugar.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
A un uomo malvagio
non permettere mai
di conoscere i tuoi guai:
ch da un uomo malvagio
non si otterr mai
di ricambiare un animo
amico.

118

Ofarla bta
ek s einum hal
or illrar konu;
flr tunga
var hnum at fjrlagi
ok eygi of sanna sk.

Morso a sangue
io vidi un uomo
dalle parole di una donna
malvagia.
Una lingua falsa
fu per lui la morte
e non gi per giuste ragioni.

119

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu ef nemr,
r munu g, ef
getr:
veistu, ef vin tt
ann er vel trir,
far at finna oft,

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Sappi questo, se hai un amico
nel quale riponi fiducia,
va' a trovarlo spesso:
perch coperto di sterpi

v at hrsi vex
ok hvu grasi
vegr, er vttki trer.

e di erba alta
il sentiero che nessuno
percorre.

120

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef
getr:
gan mann
teygu r at
gamanrnum
ok nem lknargaldr,
mean lifir.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Un buon compagno
scegliti per piacevoli
conversari,
e impara incantesimi
benefici, mentre hai vita.

121

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef
getr:
vin num
ver aldregi
fyrri at flaumslitum;
sorg etr hjarta,
ef segja n nir
einhverjum allan hug.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Con il tuo amico
non essere mai
il primo a rompere il vincolo.
L'angoscia ti rode il cuore
se non puoi raccontare
a qualcuno tutti i tuoi
pensieri.

122

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef
getr:
orum skipta
skalt aldregi
vi svinna apa.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Parole scambiare
tu non dovrai mai
con insavie scimmie.

123

v at af illum manni
mundu aldregi
gs laun of geta,
en gr mar
mun ik gerva mega
lknfastan at lofi.

Ch da un uomo malvagio
non otterrai mai
ricompensa per il bene.
Ma un uomo buono
potr farti sentire
apprezzato con le lodi.

124

Sifjum er blandat,
hver er segja rr
einum allan hug;
allt er betra
en s brigum at vera;
era s vinr rum,
er vilt eitt segir.

Amicizia scambiata
quando uno pu rivelare
a un altro il suo intero
pensiero.
Tutto migliore
che non essere fidti;
non amico di un altro
chi parla solo per piacergli.

125

Rumk, r
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef
getr:
rimr orum senna
skalattu r vi verra
mann
oft inn betri bilar,
er inn verri vegr.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Per tre parole non disputerai
con un uomo peggiore di te:
spesso il migliore sconfitto
quando combatte il peggiore.

126

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef
getr:
sksmir verir
n skeftismir,
nema sjlfum r
sir,
skr er skapar illa
ea skaft s rangt,
er r bls beit.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Non il calzolaio farai
o l'armaiolo
se non per te stesso.
Se la scarpa mal fatta
o storta la lancia,
la scarogna in agguato per
te.

127

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef
getr:
hvars bl kannt,
kve [r/at] blvi at
ok gefat num fjndum
fri.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Dovunque tu abbia ricevuto
offesa,
afferma che un'offesa
e non dar tregua ai tuoi
nemici.

128

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef
getr:
illu feginn
ver aldregi,
en lt r at gu getit.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Gioia del male
non avere mai,
ma trai piacere dal bene.

129

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef
getr:
upp lta
skalattu orrustu,
gjalti glkir
vera gumna synir
sr itt um heilli halir.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Guardare in alto
non devi in battaglia:
[pazzi] quali cinghiali
diventano i figli degli uomini:
cos non ti lanceranno
incantesimi.

130

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef
getr:
ef vilt r ga konu
kveja at gamanrnum
ok f fgnu af,
fgru skaltu heita
ok lta fast vera;
leiisk manngi gtt, ef
getr.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Se vuoi per te una buona
femmina
parlale con dolci sussurri
e prendi piacere con lei;
devi fare belle promesse
e subito mantenerle:
nessuno soffre il bene, a
riceverlo.

131

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef
getr:
varan bi ek ik vera
ok eigi ofvran;

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Prudente ti consiglio di essere
ma non troppo prudente.
Sii con la birra molto
prudente

ver vi l varastr
ok vi annars konu
ok vi at it rija
at jfar n leiki.

e con la donna di un altro


e questo per terzo,
che i ladri non ti freghino.

132

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef
getr:
at hi n hltri
hafu aldregi
gest n ganganda.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Con scherno e risate
non ricevere mai
ospite n viandante.

133

Oft vitu grla


eir er sitja inni fyrir
hvers eir ro kyns, er
koma;
erat mar sv gr
at galli n fylgi,
n sv illr, at einugi
dugi.

Spesso non sa bene


colui che siede dentro [casa]
di qual stirpe siano coloro che
arrivano.
Nessun uomo cos buono
da non avere difetti,
n cos cattivo da non servire
a nulla.

134

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu ef nemr,
r munu g, ef
getr:
at hrum ul
hl aldregi,
oft er gtt at er gamlir
kvea;
oft r skrpum belg
skilin or koma
eim er hangir me hm
ok skollir me skrm
ok vfir me vlmgum.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Del vate dai capelli grigi
non ridere mai;
spesso buona cosa quel che
dicono i vecchi.
Spesso da un otre sgualcito
vengono parole sensate,
uno che appeso tra i
pellami,
e penzola tra i ritagli di cuoio,
e ciondola tra stomaci coi
cagli.

135

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Non scacciare un ospite,

Dissertazione
sulle rune.

getr:
gest n geyja
n grind hrekir,
get vluum vel.

non condurlo alla porta,


tratta con garbo i poveri.

136

Rammt er at tr,
er ra skal
llum at upploki.
Baug gef,
ea at bija mun
r ls hvers liu.

Poderosa quella spranga di


legno
che deve scorrere
per aprire a tutti.
Un anello dai in dono
o ti invocheranno
qualche malanno nel corpo.

137

Rumk r,
Loddffnir,
en r nemir,
njta mundu, ef
nemr,
r munu g, ef
getr:
hvars l drekkir,
kjs r jarar megin,
v at jr tekr vi lri,
en eldr vi sttum,
eik vi abbindi,
ax vi fjlkynngi,
hll vi hrgi,
heiftum skal mna
kveja,
beiti vi bitsttum,
en vi blvi rnar,
fold skal vi fli taka.

Ti consiglio, Loddffnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se
l'accetti,
bene ti verr se l'accogli.
Dovunque tu beva birra,
invoca per te la forza della
terra!
perch la terra agisce contro
la birra,
il fuoco contro la malattia,
la quercia contro la
dissenteria,
la spiga contro la stregoneria,
il sambuco contro le liti in
famiglia,
per l'ira devi invocare la luna,
l'erica contro la rabbia,
e contro il male le rune,
il terreno agisce contro le
inondazioni.

[Rnatal]

[Dissertazione sulle rune]

Veit ek, at ek hekk


vindgameii
ntr allar nu,
geiri undar
ok gefinn ni,
sjalfur sjalfum mr,
eim meii
er manngi veit
hvers af rtum renn.

Lo so io, fui appeso


al tronco sferzato dal vento
per nove intere notti,
ferito di lancia
e consegnato a inn,
io stesso a me stesso,
su quell'albero
che nessuno sa
dove dalle radici s'innalzi.

138

139

Vi hleifi mik sldu


n vi hornigi,
nsta ek nir,
nam ek upp rnar,
pandi nam,
fell ek aftr aan.

Con pane non mi saziarono


n con corni [mi dissetarono].
Guardai in basso,
feci salire le rune,
chiamandole lo feci,
e caddi di l.

140

Fimbullj nu
nam ek af inum frgja
syni
Blorns, Bestlu fur,
ok ek drykk of gat
ins dra mjaar,
ausin reri.

Nove terribili incantesimi


ricevetti dall'illustre figlio
di Blorn, padre di Bestla,
e un sorso ottenni
del prezioso idromele
attinto da rrir.

141

nam ek frvask
ok frr vera
ok vaxa ok vel hafask,
or mr af ori
ors leitai,
verk mr af verki
verks leitai.

Ecco io presi a fiorire


e diventai saggio,
a crescere e farmi possente.
Parola per me da parola
trassi con la parola,
opera per me da opera
trassi con l'opera.

142

Rnar munt finna


ok rna stafi,
mjk stra stafi,
mjk stinna stafi,
er fi fimbululr
ok geru ginnregin
ok reist Hroftr rgna.

Rune tu troverai
lettere chiare,
lettere grandi,
lettere possenti,
che dipinse il terribile vate,
che crearono i supremi numi,
che incise Hroptr degli di.

143

inn me sum,
en fyr alfum Dinn,
Dvalinn ok dvergum
fyrir,
svir jtnum fyrir,
ek reist sjalfr sumar.

inn tra gli sir,


ma per gli elfi Dinn,
Dvalinn innanzi ai nani,
svir innanzi ai giganti,
io stesso ne ho incisa
qualcuna.

144

Veistu hv rsta skal?


Veistu hv ra skal?
Veistu hv fa skal?
Veistu hv freista skal?
Veistu hv bija skal?
Veistu hv blta skal?
Veistu hv senda skal?
Veistu hv sa skal?

Tu sai come incidere?


Tu sai come interpretare?
Tu sai come dipingere?
Tu sai come provare?
Tu sai come invocare?
Tu sai come sacrificare?
Tu sai come mandare?
Tu sai come immolare?

145

Betra er beit

meglio non essere invocato

en s ofbltit,
ey sr til gildis gjf;
betra er sent
en s ofsit.
Sv undr of reist
fyr ja rk,
ar hann upp of reis,
er hann aftr of kom.

[Ljatal]
Dissertazione
sui canti
magici.

che [ricevere] troppi sacrifici:


un dono sempre per un
compenso.
meglio essere senza offerte
che [ricevere] troppe
immolazioni.
Cos undr incise
prima della storia dei popoli;
poi egli si lev su
da dove era venuto.

[Dissertazione sui canti


magici]

146

Lj ek au kann
er kannat jans kona
ok mannskis mgr.
Hjalp heitir eitt,
en at r hjalpa mun
vi skum ok sorgum
ok stum grvllum.

Conosco incantesimi
che non conosce sposa di
sovrano
n figlio d'uomo.
Aiuto si chiama il primo
ed a te dar aiuto
contro liti e angosce
e ogni tristezza.

147

at kann ek annat
er urfu ta synir,
eir er vilja lknar lifa.

Questo conosco per secondo:


di cosa necessitano i figli
degli uomini,
se vogliono vivere da
guaritori.

148

a kann ek rija:
ef mr verr rf mikil
hafts vi mna
heiftmgu,
eggjar ek deyfi
minna andskota,
btat eim vpn n velir.

Questo conosco per terzo:


se ho grande urgenza
di incatenare i miei nemici,
io spunto le lame
dei miei avversari:
non mordono pi armi n
bastoni.

149

at kann ek it fjra:
ef mr fyrar bera
bnd a boglimum,
sv ek gel,
at ek ganga m,
sprettr mr af ftum
fjturr,
en af hndum haft.

Questo conosco per quarto:


se uomini impongono
ceppi alle mie membra,
cos io canto
che me ne possa andare:
la catena salta via dai piedi
e dalle mani il laccio.

150

at kann ek it fimmta:
ef ek s af fri skotinn
flein folki vaa,
fgra hann sv stinnt
at ek stvigak,
ef ek hann sjnum of
sk.

Questo conosco per quinto:


se io vedo scagliata dal
nemico
la lancia volare nella mischia,
non vola quella con tale
impeto
ch'io non possa fermarla
se solo la intercetti con lo
sguardo.

151

at kann ek it stta:
ef mik srir egn
vrtum hrs viar,
ok ann hal
er mik heifta kver,
ann eta mein heldr en
mik.

Questo conosco per sesto:


se un guerriero mi ferisce
con radici di un albero
verdeggiante,
quell'uomo
evoca da me furore:
ch il male divori lui e non
me.

152

at kann ek it sjaunda:
ef ek s hvan loga
sal um sessmgum,
brennrat sv breitt,
at ek hnum bjargigak;
ann kann ek galdr at
gala.

Questo conosco per settimo:


se vedo avvampare l'alta
sala intorno ai miei compagni
di panca,
non brucia [quella] con tale
ardore
ch'io non possa salvarla
con l'incantesimo che
conosco, a cantarlo.

153

at kann ek it tta,
er llum er
nytsamligt at nema:
hvars hatr vex
me hildings sonum
at m ek bta brtt.

Questo conosco per ottavo,


che per tutti
da cogliere con profitto:
dovunque sorge l'odio
tra i figli del sovrano.
questo subito io posso
acquietare.

154

at kann ek it nunda:
ef mik naur um stendr
at bjarga fari mnu
floti,
vind ek kyrri
vgi
ok svfik allan s.

Questo conosco per nono,


se mi trovo in difficolt
per salvare la mia nave sui
flutti,
il vento io calmo
sulle onde
e addormento tutto il mare.

155

at kann ek it tunda:
ef ek s tnriur
leika lofti ,

Questo conosco per decimo,


se io vedo cavalcatrici dei
recinti

ek sv vinnk
at r villar fara
sinna heimhama,
sinna heimhuga.

giocare nell'aria,
io posso fare in modo
che esse smarriscano il
ritorno
ai loro corpi a casa,
ai loro spiriti a casa.

156

at kann ek it ellifta:
ef ek skal til orrustu
leia langvini,
und randir ek gel,
en eir me rki fara
heilir hildar til,
heilir hildi fr,
koma eir heilir hvaan.

Questo conosco per


undicesimo:
se io devo in battaglia
condurre vecchi amici.
sotto gli scudi io canto
ed essi vanno vittoriosi
salvi alla mischia,
salvi dalla mischia:
dovunque salvi giungono.

157

at kann ek it tolfta:
ef ek s tr uppi
vfa virgiln,
sv ek rst
ok rnum fk
at s gengr gumi
ok mlir vi mik.

Questo conosco per


dodicesimo:
se io vedo su un albero in alto
un impiccato oscillare,
in tal modo incido
e in rune dipingo
cos che quell'uomo cammini
e parli con me.

158

at kann ek it rettnda:
ef ek skal egn ungan
verpa vatni ,
munat hann falla,
tt hann folk komi:
hngra s halr fyr
hjrum.

Questo conosco per


tredicesimo:
se io un giovane guerriero
spruzzer d'acqua,
egli non cadr,
anche se venga nelle schiere:
non morir quell'uomo di
spada.

159

at kann ek it
fjgurtnda:
ef ek skal fyra lii
telja tva fyrir,
sa ok alfa
ek kann allra skil;
fr kann snotr sv.

Questo conosco per


quattordicesimo:
se io devo alle genti umane
enumerare prima gli di,
degli sir e degli elfi,
conosco l'ordine di tutti;
gli insavi non sanno cos
tanto.

160

at kann ek it
fimmtnda
er gl jrrir
dvergr fyr Dellings

Questo conosco per


quindicesimo:
quel che cant jrrir
il nano, dinanzi alle porte di

Chiusa.

durum:
afl gl hann sum,
en alfum frama,
hyggju Hroftat.

Dellingr.
Cant potenza agli sir
e agli elfi coraggio,
saggezza a Hroptatr.

161

at kann ek it sextnda:
ef ek vil ins svinna mans
hafa ge allt ok gaman,
hugi ek hverfi
hvtarmri konu
ok sn ek hennar llum
sefa.

Questo conosco per


sedicesimo:
se io voglia d'una accorta
fanciulla
avere tutto il sentimento e il
piacere,
l'animo io piego
della donna dalle candide
braccia,
e distorco ogni suo pensiero.

162

at kann ek it sjautjnda
at mik mun seint firrask
it manunga man.
Lja essa
mun , Loddffnir,
lengi vanr vera;
s r g, ef
getr,
nt ef nemr,
rf ef iggr.

Questo conosco per


diciassettesimo:
che mai mi eviter
la giovane fanciulla.
Di questi incantesimi
potrai tu, Loddffnir,
fare a lungo a meno;
tuttavia bene verr a te se li
accogli,
beneficio se li accetti,
giovamento se li ricevi.

163

at kann ek it tjnda,
er ek va kennik
mey n manns konu,
allt er betra
er einn um kann;
at fylgir lja lokum,
nema eiri einni
er mik armi verr
ea mn systir s.

Questo conosco per


diciottesimo:
ci che io mai insegner
a fanciulla n a sposa
(tutto meglio
quando uno solo sa,
cos arrivo alla fine dei miei
detti),
se non, unica, a colei
che col braccio mi cinge
o a me sorella.

164

N eru Hva ml
kvein Hva hllu ,
allrf ta sonum,
rf jtna sonum.
Heill s, er kva,
heill s, er kann,

Ora ecco i canti di Hr


pronunciati nella sala di Hr,
molto utili ai figli degli
uomini,
inutili ai figli dei giganti.
salute sia a chi li disse!

njti s, er nam,
heilir, eirs hlddu.

salute sia a chi li conosce!


utili siano a chi li ha appresi!
salute, a coloro che li
ascoltarono!

NOTE
1 Questa prima strofa citata da Snorri (Gylfaginning [2]). Tre dei quattro manoscritti snorriani
omettono il terzo semiverso (1c); il Codex Trajectinus [T] l'unico a riportare integralmente la
citazione.
12 (a) Si segue qui il piccolo emendamento dell'edizione di Jnsson dall'originale er a era
non , che ha pi senso nel contesto della strofa (Jnnson 1926).
13 (f) Gigantessa, figlia di Suttungr. inn la sedusse per rubarle l'idromele della saggezza, v.
infra [104-110].
14 (c) Fjalarr e Galarr furono i due nani che uccisero Kvasir e dal suo sangue distillarono
l'idromele della saggezza, che poi venne rubato da inn, v. infra [104-110].
22 (f) Anche qui, come in 12a, si segue l'emendamento dell'edizione di Jnsson dall'originale er
a era non , che ha pi senso nel contesto della strofa (Jnnson 1926).
25 (a-c) Questi primi tre semiversi sono abbreviati nel manoscritto.
27 (f) L'idea ricorda irresistibilmente il detto latino prstat tacere et stultus haberi quam edicere
et omne dubium removere meglio stare zitti e sembrare stupidi che parlare e togliere ogni
dubbio.
36 (e) Taugreptan indica un tetto fatto di giunchiglia e cannicci intrecciati.
37 (a-c) Questi primi tre semiversi sono abbreviati nel manoscritto.
39 (e) Il manoscritto riporta semplicemente svgi | at lei se laun ef egi non cos | da sprezzare
una ricompensa se ne riceva. Jnsson emenda in svgi glggvan non cos avaro... (Jnsson
1926), ma questo non sembra accettabile dal contesto. Altri ritengono che la parola soppressa sia, al
contrario, gjflan liberale, munifico, generoso (Evans 1986). Su questa linea alcuni pensano che
la parola svgi non cos vada appunto scissa in sv cos pi un gi che verrebbe in questo caso
interpretato come un'abbreviazione o un errore dello scriba per gjflan. Comunque sia, il senso
della frase sicuramente che non esiste uomo cos elargitore di doni che si offenda se ne riceva uno.
51 (c) L'antica settimana norvegese era di cinque giorni; solo col Cristianesimo sarebbe stata

adottata quella di sette (Leesthal 1939).


52-52 (d-e) Mezzo pane era espressione proverbiale per indicare piccola quantit (Leesthal
1939). Coppa inclinata una coppa che, semivuota, va inclinata per potervi bere.
54 (f) L'originale ha er vel mart vito coloro che molto sanno. Ma poich la strofa non avrebbe
molto senso (all'esortazione di essere moderati in saggezza arduo far seguire un'affermazione per
cui proprio i sapienti sarebbero gli uomini che vivono meglio), stato proposto di emendare mart
vito nel suo negativo mart vitut (Evans 1986). La frase verrebbe cos ad avere un significato
perfettamente contrario, anche se coerente con il contesto: coloro che non molto sanno.
55 (a-c) Questi primi tre semiversi sono abbreviati nel manoscritto.
56 (a-c) Questi primi tre semiversi sono abbreviati nel manoscritto.
61 (e-f) Secondo Henry Adams Bellows, gli ultimi due semiversi sono stati interpolati
successivamente nella strofa (Bellows 1923).
65 Questa strofa probabilmente mutila della prima met. Alcuni curatori vi premettono tre
semiversi tratti da manoscritti pi recenti, anche se la loro autenticit dubbia. Essi suonano: Un
uomo deve essere guardingo | e prudente molto, | e con giudizio fidarsi dell'amico (Bellows 1923).
70 (b) Il manoscritto ha ok sl lifom, privo di senso. Fu lo stesso Rasmus Rask, agli esordi
degli studi germanistici, a suggerire di emendarlo in en s lifum, poi adottato in tutte le traduzioni
(Rask 1818). (d-f) Olga Gogala di Leesthal traduce: divampar vidi il fuoco presso il ricco |
mentre la Morte stava alla sua porta (Leesthal 1939). Ha indubbiamente pi senso ma non sembra
questo essere il significato della frase.
71 (e) interessante notare che all' autore del componimento era ancora familiare l'uso di
bruciare i cadaveri. Questo pu aiutarci a collocare la composizione di questa parte dell'Hvaml:
l'uso della cremazione fu infatti abbandonato con l'introduzione del Cristianesimo, quindi verso la
fine del IX secolo. (Leesthal 1939)
73 Alcuni studiosi ritengono che questa strofa, che poca attinenza ha con le precedenti o le
successive, sia il risultato di un'interpolazione posteriore (Bellows 1923).
74 (c) Corti sono i pennoni delle navi. Non ben chiaro il senso di questo semiverso
nell'ambito della strofa. Molti studiosi ritengono che qui, come in altre luoghi dell'Hvaml, il
compilatore o il copista abbia inserito dei versi isolati per cui non si trovava una collocazione
migliore (Bellows 1923). A nostro avviso, tuttavia, il non comprendere il senso di certi passaggi
non giustifica necessariamente lo smembramento delle strofe: certune associazioni di idee, o
particolari della vita pratica, che sembrano non avere senso per noi, non significa che non ne
avessero per coloro a cui il poema fosse destinato.
78 (b) Fitjungr, che qui fornito come nome proprio, vuol dire in realt grassone, pancione,
ciccione (da fita grasso). Si tratta del crapulone per antonomasia, a cui non fanno difetto le

ricchezze e l'appetito.
80 Bellows non ha dubbi sul fatto che questa strofa sia fuori posto; in particolare, il riferimento
alla magia runica suggerirebbe che originariamente la strofa dovesse essere posta in qualche lista di
canti magici come ad esempio il Ljatal [147-165]. Inoltre la struttura metrica di questa strofa
presenterebbe tali irregolarit da far pensare che siano andati perduti dei versi o che dei versi siano
stati interpolati (Bellows 1923). Il manoscritto non presenta tuttavia alcuna lacuna. A nostro parere,
il particolare metro della strofa (una variante del metro strofico [ljahttr] costituita da un verso
lungo seguito da una lunga serie di versi pieni) permette di confrontarla con le strofe [142143], costruite allo stesso modo. Poich tutt'e tre le strofe trattano di sapienza runica, ci sembra
logico asserire che possano provenire da una medesima composizione, oggi perduta.
81-90 Questa serie di strofe non segue pi il metro strofico [ljahttr] caratteristico
dell'Hvaml. Pi esattamente, nelle strofe [81-83] abbiamo il raro metro delle canzoni
[mlahttr] (che poi una variante del metro epico [fornyrislag]), la strofa [84] ritorna al
metro strofico, le strofe [85-87] che si configurano come una sorta di elenco di cose da cui
necessario diffidare sono in metro epico [fornyrislag], la strofa [88] ritorna ancora una volta al
metro strofico, le strofe [89-90] sono di nuovo nel metro delle canzoni. Dopodich il poema
ritorna al metro strofico. Tali caotici mutamenti del metro indicano senza dubbio la presenza di
strofe e componimenti in origine indipendenti, interpolati nel nostro poema. Poich alcune di queste
strofe consigliano perlopi a diffidare delle donne, presumibile che siano state inserite in questo
punto dell'Hvaml come introduzione alla susseguente vicenda della mancata seduzione della
figlia di Billingr da parte di inn [96-102].
83 (d) In norreno en mki saurgan letteralmente una spada sporca. S'intende naturalmente
una spada a lungo provata in battaglia e che stata ripetutamente insozzata di sangue (da cui la
nostra traduzione). Si tratta dunque di una buona spada, ragione per cui nel testo se ne consiglia
l'acquisto.
84 (d-f) Questi tre semiversi sono citati nella Fstbrra saga, la Saga dei fratelli adottivi.
87 Questa strofa probabilmente incompleta. Alcuni editori aggiungono questi quattro semiversi
tratti da tarde redazioni dell'Hvaml: del cielo chiaro | di una folla che ride | della ciotola di un
cane | del dolore di una sgualdrina.
96-102 Dopo aver trattato della falsit delle donne, in queste strofe la si illustra con un esempio
pratico, attraverso il racconto della mancata seduzione della figlia di Billingr da parte di inn.
100 (e) I bastoni impugnati [bornum vii] sono probabilmente quelli delle torce, da cui si
evince il senso dei fuochi di luce [brennandum ljsum] del verso precedente, da noi tradotto un
po' liberamente con torce avvampanti. (f) Vlstingr, letteralmente via della miseria, della
malora, dello scorno.
102 Rasmus Rask aggiunge all'inizio di questa strofa tre semiversi tratti da un tardo manoscritto,
che suonano: poche sono cos buone | da non essere mai false | s da ingannare la mente
dell'uomo. Questi tre semiversi e la prima parte della strofa (semiversi [102a-102c] formano,
nell'edizione di Rask, un'intera strofa; la seconda parte della strofa (semiversi [102d-102i] formano

una strofa a parte. (Rask 1818)


103 Questa strofa, che nulla ha a che fare con la vicenda della figlia di Billingr e quella di
Gunnl, interposta tra le due apparentemente senza alcuna ragione logica.
104-110 In queste strofe si allude alla storia della seduzione (questa volta condotta a buon fine)
di Gunnl da parte di inn e del furto dell'idromele della poesia. La vicenda, narrata da Snorri in
Skldskaparml [2], la seguente: dopo aver ucciso il sapiente Kvasir, i nani Fjalarr e Galarr,
scolarono il suo sangue in un vaso chiamato rrir e in due coppe, che poi dovettero consegnare
al gigante Suttungr come guidrigildo per l'uccisione del padre di questi. Suttungr port il vaso e le
coppe nella sua caverna e vi mise a guardia la figlia Gunnl. inn, che intendeva impadronirsi
del magico idromele, giunse nei pressi della casa di Suttungr, sotto il falso nome di Blverkr colui
che opera il male. Dopo aver forato la roccia con un trapano chiamato Rati, trasformatosi in
serpente, inn pass attraverso il buco e giunse presso Gunnl. Dopo essere giaciuto con lei per
tre giorni e tre notti, inn ricevette da lei il permesso di bere tre sorsi del magico idromele ma,
presi la coppa e i due vasi, in tre sorsi li vuot. Trasformatosi in aquila, inn fugg poi verso
l'sgarr ma, lungo il viaggio, scontrandosi con Suttungr, non pot fare a meno di versare sulla
terra un po' di idromele. Ed cos che l'arte poetica fu donata agli uomini.
106 (e) Vie dei giganti [jtna vegir] una kenning per indicare le rocce. Ricordiamo che
inn, trasformato in serpente, si era infilato nel foro lasciato dal trapano nella parete della roccia:
mentre scivolava nel pertugio, egli aveva roccia sopra e sotto di s.
107 (a) Vel keypts litar. Nel suo importante studio sull'Hvaml, David Evans ritiene che il
manoscritto qui sia corrotto e traduce litar (litr letteralmente colore ma, per estensione,
aspetto, sembiante) come qualcosa che abbia a che fare con l'idromele della poesia. Secondo
l'autore, il resto del verso si riferirebbe appunto ai benefici del possesso di questo vlkeypts mjr
idromele preso con l'inganno (Evans 1986). A nostro parere, non c'era tuttavia bisogno di sviare
cos tanto il senso della strofa, che cos com' si riferisce con sufficiente chiarezza alla seduzione di
Gunnl da parte di inn, che gli permise di rubare il magico idromele custodito nel vaso rrir.
(f) Il senso letterale del verso alda vs jarar al santuario delle stirpi della terra,
intendendo con ogni probabilit che il magico idromele, rubato da inn a Suttungr, cadde poi sulla
terra di modo che anche presso gli uomini oggi diffusa l'arte poetica. Questo il mito narrato da
Snorri in Skldskaparml [2]. Essendo il verso un po' lambiccato, gli studiosi hanno creduto di
individuarvi delle corruttele. Jnnson ha proposto di emendare in v alda jaars al santuario del
signore delle stirpi, intendendo con questo che il magico idromele sarebbe stato poi trasportato
nell'sgarr (Jnsson 1926). Questo santuario del signore delle stirpi sarebbe, nell'interpretazione
di Jnnson , una doppia kenning dove il signore delle stirpi appunto inn e il suo santuario
l'sgarr. A parte il fatto che sempre preferibile riferirsi al testo non emendato piuttosto che
modificarlo per adattarlo alle nostre interpretazioni, ma il mito del furto dell'idromele da parte di
inn appunto la rivelazione delle origini della poesia, dono degli di e strumento di sapienza
soprannaturale.
111-137 Questo gruppo di strofe comprende una composizione unitaria, a cui si d generalmente
il titolo di Loddffnisml, Discorso di Loddffnir, poi confluito nell'Hvaml. Si configura come
una serie di consigli che Hr (alto, eccelso, epiteto di inn) rivolge a un certo Loddffnir,
riferiti da qualcuno che afferma di averli uditi nelle sale di Hr. Il nome Loddffnir non compare
altrove, non sappiamo quindi dire chi fosse o di quali vicende fosse stato il protagonista. Alcuni

interpreti ritengono che Loddffnir sia stato uno scaldo itinerante, l'effettivo autore della
composizione, nella quale riferisce delle massime sapienziali che afferma di avere udito dallo stesso
Hr (ipse dixit). Secondo Karl Mllenhoff, infatti, il titolo Hvaml in origine era dato al solo
Loddffnisml (Mllenhoff 1908). Il contenuto delle strofe del Loddffnisml in effetti assai assai
vicino a quello delle prime strofe dell'Hvaml. La strofa [111] probabilmente corrotta ma,
nonostante gli sforzi fatti al riguardo, arduo individuare ed emendare le corruttele.
112 La lunga formula che introduce la maggior parte dei versi del Loddffnisml nei manoscritti
viene in seguito riferita in modo abbreviato.
115 (g) Eyrarna vuol dire letteralmente mormorare all'orecchio; da qui, nel linguaggio
poetico eyrarno colei che mormora in segreto all'orecchio di qualcuno, una confidente, intima
amica, amante. Questa parola compare qui e in Vlusp [39] dove ha addirittura il significato di
moglie.
114 (f) Si confronti con la scena, presente nel poema anglosassone Il lamento di Deor, dove
detto di Mhild un doloroso amore la privava di tutto il sonno [t him seo sorglufu slp ealle
binom].
119 (g) A quanto pare, nel manoscritto originale, i versi [119h-119j] si trovavano, ripetuti, in
fondo alla strofa [44]. Da qui, Barend Sijmons deduceva che l'autore del Loddffnisml era anche
quello del Gestattr (Sijmons 1906). L'ipotesi forse un po' eccessiva: nulla impedisce che, nella
rielaborazione del materiale del Hvaml, gli stessi versi siano stati erroneamente ripetuti in due
punti diversi. Nelle edizioni critiche, questi versi sono espuntati dalla strofa [44] (rimane il
semiverso [44f] simile, ma non identico, al [119g]).
120 (g) Nem liknargaldr impara incantesimi benefici la traduzione letterale (galdr infatti il
canto magico). Poich questa chiusa non molto coerente col resto della strofa, Sijmons gioca
sull'analogia tra magia e fascino e intende: impara a renderti amabile (Sijmons 1906).
L'interpretazione ha il pregio di accordarsi al significato della strofa, ma il difetto di essere
eccessivamente libera.
122 (g) svinna apa, letteralmente insavie scimmie ma, in senso traslato, idioti, folli. Il
norreno api (cfr.anglosassone apa, inglese ape scimmia) ha entrambi i significati; questo
vocabolo non si trova nella poesia scaldica, n nella prosa popolare, ma si riscontra unicamente
nella letteratura religiosa e sapienziale.
124 (a) Sifjum er blandat. Sif significa relazione, parentela, in questo caso sta per
amicizia; blanda mescolare, scambiare. Si intende qui una relazione di amicizia che quasi
un vincolo di parentela. Si potrebbe forse riferire alla fratellanza di sangue, con la quale si
mescolava il sangue in una solenne cerimonia (Leesthal 1939).
127 (f) Nel testo kveu ' blvi at. Nella sua edizione dell'Hvaml, Bugge espande la
contrazione ' in r a te nel testo (afferma sia un'offesa a te), ma in appendice propone una
lettura alternativa at questo (afferma sia questo un'offesa) (Bugge 1867). Qualunque sia la
soluzione corretta, non inficia il senso della traduzione: protesta ad alta voce per l'offesa che ricevi
e non lasciar correre per vilt o debolezza.

129 (g) Gjalti glkir letteralmente somiglianti a cinghiali. In genere viene inteso come pazzi
di terrore, nel senso dell'espressione norrena svn galinn pazzo come un porco. Si anche
pensato, con scarsa verosimiglianza, a una possibile influenza dell'episodio evangelico dei dmoni
che entrano in un branco di porci (Vangelo secondo Matteo [8]). anche possibile che questo
semiverso e il successivo siano stati interpolati da un differente poema (Bellows 1923). (i) Sr
itt of heilli halir. Jnsson suggerisce che itt qui possa avere pi senso come pronome accusativo
ik te (Jnsson 1926). Evans emenda in ik (Evans 1986). Anche se abbiamo lasciato il testo
norreno originale, in traduzione abbiamo tenuto conto dei suggerimenti.
131 (f) Ok eigi ofvran. I due semiversi suonano letteralmente prudente io ti consiglio di essere
| e non troppo prudente, ma il passo suona meglio leggendo come fosse en ma invece di ok e.
Nonostante le argomentazioni di molti studiosi, non c' tuttavia necessariamente da pensare che il
testo sia corrotto (cfr. nota 70b). (f-j) probabile che questi quattro semiversi siano stati
interpolati da un differente poema (Bellows 1923).
133 Molti editori eliminano gli ultimi tre semiversi [133d-133f] di questa strofa come spuri,
ponendo i primi tre semiversi [133a-133c] alla fine della strofa [132]. Altri, dopo aver spostato i
semiversi [133d-133f] in coda alla strofa [132], li sostituiscono inserendo tre semiversi tratti da un
tardo manoscritto e che suonano: male e bene | i figli degli uomini | portano sempre mescolati in
petto. (Bellows 1923).
134-134 (h-l) possibile che gli ultimi cinque semiversi della strofa siano stati interpolati da un
differente poema (il parallelismo tra gli ultimi tre indica la comune origine). Secondo Bellows, la
loro interpolazione in questa strofa dipende dall'associazione tra la pelle grinzosa delle persone
anziane e gli otri di cuoio appesi nelle antiche case di campagna vichinghe (Bellows 1923). (l) Il
fermento che si formava nello stomaco dei vitelli veniva adoperato per la preparazione del latte
rappreso e del formaggio, dopo essere stato lavato e appeso ad asciugare e affumicare. Vlmgr lo
stomaco che contiene appunto il vil, termine usato ancora oggi in Islanda per designare questo
speciale fermento del latte (Sijmons 1906 | Leesthal 1939).
137 Questa strofa, lista di strani rimedi magici, una delle pi ardue e di difficile
interpretazione. Secondo alcuni studiosi sarebbe stata probabilmente interpolata, ma vista le
oggettive difficolt a penetrare le antiche pratiche magiche di uso quotidiano assai pi probabile
che siano gli studiosi stessi a non riuscire a capirci molto! Diamo nelle note seguenti qualche
spiegazione riguardo ai versi pi ardui. (f-g) Invoca per te la forza della terra! | perch la terra
serve contro la birra. Secondo la spiegazione di Olga Gogala di Leesthal, questa coppia di
semiversi farebbe riferimento al fatto che la birra che veniva distillata in casa conteneva spesso dei
tossici, in quanto non si sapeva ben ripulire il grano dalle erbacce; si provvedeva dunque a
mescolare la terra alla birra per neutralizzarne le eventuali qualit nocive (Leesthal 1939). forse
una spiegazione troppo pratica per un poema di argomento magico. invece possibile, a nostro
parere, che si faccia riferimento all'uso vichingo di versare in terra il primo sorso di birra in modo
da nutrire gli spiriti del luogo [landvttir] affinch potesse esserci armonia tra le forze
soprannaturali che vigilavano sul territorio e gli uomini che vi dimoravano. (i) Tra i rimedi
rimedi erboristici, la quercia [fik] e i suoi prodotti erano consigliati per le irregolarit intestinali
(abbinde la dissenteria); fino a tempi molto recenti si dava da bere ai bambini caff di ghianda
come astringente (Leesthal 1939). (j) Reichborn-Kjennerud ricorda al riguardo che in Norvegia e
in Svezia la spiga di grano veniva utilizzata contro il mal di denti e altre malattie (ReichbornKjennerud 1923 | Leesthal 1939). (k) Hll vi hrgi. Il significato letterale la sala [agisce]
contro le liti in famiglia. Anche se vero che i litigi familiari si svolgono nel chiuso delle sale,

rimane difficile cogliere il senso della frase. Molti autori hanno proposte varie interpretazioni.
Secondo Sijmons la parola hll sala andrebbe emendata in havll, nome nordico del sambuco
[Sambucus nigra] (Sijmons 1906). Questa la soluzione comunemente accettata dai traduttori. Si
veda ad esempio la traduzione inglese di Henry Adams Bellows la segale cura i dissidi [rye cures
rupture] (Bellows 1923). In Italia, Olga Gogala di Leesthal traduce il sambuco [sana] i dissidi
familiari e sana anche, aggiunge in nota, tutti i malanni che ne possono derivare, come l'itterizia,
malattia associata alla collera e all'inquietudine (Leesthal 1939). Anche Piergiuseppe Scardigli e
Marcello Meli traducono il sambuco [si porta via] le liti familiari (Scardigli 1982). (m) Beiti
vi bitsttum. Altra frase di ardua interpretazione. La parola bta in norreno vuol dire mordere
(bit morso). Bitstt la malattia del morso, probabilmente una malattia contagiosa trasmessa
attraverso il morso di un animale. Traduciamo per brevit rabbia, ma si tratta di una licenza.
Quello che sfugge il significato della prima parola, beiti, anch'essa legata all'area semantica del
mordere. Rask. Sijmons la riferisce al lombrico [Lumbricus terrestris], in quanto in norreno beitfiskr indicava l'esca utilizzata nella pesca, tanto che sempre secondo Sijmons ancora ai primi del
Novecento in alcuni dialetti norvegesi il lombrico sarebbe stato chiamato beite o bietel (Sijmons
1906). Da qui la traduzione di Olga Gogala di Leesthal che rende questo semiverso con serve il
lombrico per ferite e morsi, ricordando in nota come il lombrico venisse adoperato in medicina fin
dai tempi remoti (Leesthal 1939). Piergiuseppe Scardigli e Marcello Meli traducono l'allume
[porta via] le malattie da morsi (Scardigli 1982). Ci sembra che tali traduzioni siano
eccessivamente cervellotiche, tanto pi che il significato principale di beiti pascolo.Gi ai primi
dell'Ottocento, la traduzione svedese di Rasmus Rask riportava il pascolo cura le malattie dei
morsi [bete mot bitsjuka] (pur conservando l'ambiguit, perch in svedese bete vuol dire anche
esca) (Rask 1818). Su questa linea la traduzione di Henry Bellows l'erba cura la scabbia [grass
cures the scab] (ma la scabbia si trasmette per contatto, non con i morsi) (Bellows 1923). Secondo
il monumentale dizionario antico islandese di Richard Cleasby e Gudbrand Vigfsson, la parola
beiti, oltre ad avere il significato generale di pascolo, indica pure l'erica [Erica vulgaris] (Cleasby
~ Vigfsson 1874). Ci sembra che sia questa la soluzione pi semplice ed elegante. (o) Fl in
norreno significa inondazione, diluvio, alluvione; in poesia la parola pu anche indicare un fiume
o un mare. Di qui le traduzioni letterali, come quella inglese di Bellows il campo assorbe gli
allagamenti [the field absorbs the flood] (Bellows 1923). Pi sottile quella italiana di Olga Gogala
di Leesthal il terreno gli umori assorbe (Leesthal 1939). Interessante la traduzione di
Piergiuseppe Scardigli e Marcello Meli che insinua la presenza dell'elemento magico: la terra porta
via il flusso maligno (Scardigli 1982).
138-145 Questa sezione intitolata Dissertazione sulle rune. Si allude al mito di come inn
sacrific s stesso per impossessarsi del potere delle rune, racconto che purtroppo non riferito da
altri documenti e del quale l'Hvaml rimane l'unica fonte. Questa la ragione per cui l'intero passo
rimane oscuro e di ardua interpretazione. Se questo non bastasse, il brano sembra essere corrotto: le
strofe [138 | 139 | 141] seguono la vicenda del sacrificio di inn, mentre la [140] sembra provenga
dalla sezione relativa alla seduzione di Gunnl e al furto dell'idromele della poesia [104-110]. Le
strofe dalla [142] alla [145] provengono da fonti diverse e sembrano essere state inserite qui
semplicemente perch trattano lo stesso argomento, la conoscenza delle rune e il potere che ne
deriva.
138 (g-i) Questi tre semiversi sono anche presenti nello Svipdagsml [30].
140 Questa strofa, come detto, sembra provenga dalla sezione relativa alla seduzione di Gunnl
[104-110], come si evince dal riferimento all'idromele della poesia contenuto nel vaso rrir.
Come sappiamo da Snorri (Gylfaginning [6]), Bestla fu la madre di inn, Blorn ne fu il nonno.

Nulla tuttavia sappiamo di questo altro figlio di Blorn che, stando a quanto qui detto, avrebbe
insegnato a inn nove terribili canti magici [fimbullj]. Alcuni interpreti ritengono si tratti di
Mmir che, in tal caso, diverrebbe zio di inn. un'ipotesi elegante ma, ahim, rimane soltanto
un'ipotesi.
142-143 Queste due strofe vengono probabilmente da un medesimo poema di argomento
magico-runico, tanto che in alcune edizioni sono accorpate insieme in una strofa unica. Alcuni
traduttori, seguendo il consiglio di Bugge, traspongono i semiversi della strofa [142] in
quest'ordine: a, e, f, b, c, d, g (Bugge 1867): ne risulta un periodare pi scorrevole, ma dubbio che
sia stata questa l'intenzione del poeta ( noto quanto la poesia scaldica fosse involuta e complessa).
Come gi detto, il metro strofico qui utilizzato, presenta le medesimi varianti della strofa [80],
anch'essa di argomento runico, cos che possibile che le tre strofe provengano da uno stesso
poema.
142 (e) Il terribile vate [fimbululr] di cui qui si parla evidentemente lo stesso inn. Si noti
che le rune, una volta incise nel legno, venivano dipinte di rosso.
143 I nomi Dinn e Dvalinn compaiono entrambi come nomi di nani in Vlusp [14]. Il fatto che
qui Dinn venga detto un elfo potrebbe essere spiegato come la possibilit di una confusione tra i
vari esseri che partecipavano alla sfera del soprannaturale: sappiamo infatti che gli elfi scuri
[Dkklfar] dimoravano sottoterra ed erano spesso confusi con i nani (cos come in molti testi nani
e troll e giganti sembrano confondersi gli uni con gli altri, nella vaga immagine di esseri primordiali
legati al mondo litico). In ogni caso, Dinn l'unico nome di elfo che conosciamo, per quanto sia
anche un nome di nano. Inoltre, i nomi Dinn e Dvalinn compaiono insieme anche nel Grmnisml
[33], anche se come nomi di due dei quattro cervi che rodono le foglie del frassino Yggdrasill. Del
gigante svir tutto saggio non si hanno altre ricorrenze nella letteratura.
144 Questa strofa, che utilizza il metro delle canzoni [mlahttr], un'interpolazione da una
fonte ancora diversa. Nel manoscritto la frase sai tu come [veistu hv] abbreviata.
145 Anche questa strofa problematica. Si ritiene che i semiversi a-e e i semiversi f-i
appartenessero in origine a due strofe diverse: Bugge pensa che questi ultimi provengano dalla fine
della strofa [143] (Bugge 1867). (f) undr, epiteto di inn.
146-163 Questa sezione intitolata Dissertazione sui canti magici. inn parla di diciotto dei
potenti canti magici che egli conosce, dei quali spiega le propriet, pur non enunciando i canti
stessi. L'enumerazione dei canti (primo, secondo, terzo, etc.) viene data nel testo in numeri romani.
147 (c) Nell'edizione tradotta da Piergiuseppe Scardigli e Marcello Meli si legge di che cosa i
figli degli uomini abbiano bisogno | se vogliono vivere da mendici (Scardigli 1982). sicuramente
una svista: la parola corretta non mendici ma medici. infatti quest'ultimo il significato del
norreno lknar. Anche se val forse la pena di sottolineare che dall'anglosassone lce guaritore
derivata, in inglese moderno, la parola leech sanguisuga (anche in senso figurato), proprio grazie
al largo impiego che la medicina antica faceva di questo animaletto per praticare salassi e simili.
149 Questa strofa riguardante la magica liberazione di un prigioniero da ceppi e catene, ricorda

una scena narrata dal Venerabile Beda e riguardante il nortumbriano Imma il quale, catturato dopo
la battaglia di Trent (679), non pot essere legato in alcun modo in quanto corde e catene si
scioglievano magicamente e cadevano a terra. La ragione di questo fatto era che suo fratello Tunna,
avendo creduto che Imma fosse morto in battaglia, aveva fatto dire molte messe per liberare la sua
anima: poich Imma era vivo, quelle messe avevano invece l'effetto di liberarlo fisicamente dai
ceppi. (Historia ecclesiastica Anglorum [IV: 22])
151 (c) rotom rs viar con radici di un albero verdeggiante. Semiverso di difficile
interpretazione: difficile dire quale sia il senso di ferire un uomo con la radice di un albero verde (si
potrebbe ad esempio pensare a quanto narrato nella Grettis saga, in cui si causa la morte del
protagonista incidendo rune su una radice che gli era stata mandata). Effettivamente all'opera
qualche tipo di arte magica, visto che inn si dice in grado di ritorcere la fattura al nemico. Alcuni
traduttori hanno proposto di emendare la problematica parola rs (qui interpretata verdeggiante)
con rams forte, ma questo non riduce le perplessit.
155 (b) Cavalcatrici dei recinti [tnriur] una kenning per streghe.
160 Secondo l'opinione di Mllenhoff, questa strofa sarebbe stata la conclusione originale
dell'Hvaml e la frase un quindicesimo sarebbe stata aggiunta soltanto quando la strofa fin per
essere inserita nella sezione dei canti magici (Mllenhoff 1908). Non molto chiaro, tuttavia, su
quali basi si possa sostenere tale ipotesi: non ci sembra che questa strofa abbia qualcosa di
particolarmente significativo da giustificare tale asserzione. (b) jrrir non menzionato
altrove: non sappiamo chi fosse. (f) Hroptatr epiteto di inn.
162 Questa strofa il risultato della giustapposizione di due strofe differenti. I primi tre
semiversi di questa strofa (a-c) sono infatti quanto resta di una strofa originariamente indipendente,
che stata poi giustapposta alla strofa successiva (qui formata dai semiversi d-i). Molte edizioni le
registrano infatti come due strofe differenti, la prima delle quali lacunosa. I tentativi di completare i
versi mancanti non hanno dato risultati convincenti. Il richiamo a Loddffnir nella seconda parte
della strofa fa capire che questa apparteneva in origine alla sezione del Discorso di Loddffnir.
163 (g-i) Cio se non, unica, a colei | che col braccio mi cinge | oppure a me sorella. Chi
questa donna che viene detta essere l'unica [einni] confidente di inn per quanto riguarda le
segrete arti magiche del dio? Alcuni interpreti intendono questo passo nel senso che, in qualche
antica versione del mito nordico, la sposa di inn fosse anche sua sorella (a volte con l'esplicito
intento di nobilitare il mito nordico tracciando un parallelo classico con Iuppiter, la cui sposa
Iuno era detta et soror et coniunx (Eneide [I: 47])). Al contrario, nell'Hvaml i due attributi sono
posti tra loro in una sorta di opposizione, in cui il secondo introdotto dalla congiunzione ea o.
Il tono della strofa sembra essere generale: non pare che inn si riferisca a qualcuno in particolare.
Il senso probabilmente: non racconterei queste cose a nessun altro, tranne forse, unica persona, a
mia moglie od a mia sorella.
164 La chiusa dell'Hvaml viene di nuovo dal Discorso di Loddffnir. evidente che slittata
alla fine del poema a causa dell'inserzione della Dissertazione sulle rune e della Dissertazione sui
canti magici. Vari traduttori tendono a rimetterla a posto, dopo la strofa [137], cos da concludere
la sezione iniziata con la strofa [111] (Mllenhoff 1908 | Bellows 1923).

VAFRNISML
IL DISCORSO DI VAFRNIR
Colloquio di inn e Frigg (1-4)
Partenza di inn (5)
inn alla dimora di Vafrnir (6-10)
Vafrnir mette alla prova la sapienza di inn (11-19)
inn enumera a Vafrnir dodici domande sulle cose primordiali (20-43)
inn pone a Vafrnir cinque domande sul futuro del mondo (44-53)
L'ultima domanda: vittoria di inn (54-55)
Note

Colloquio
di inn e
Frigg
1

VAFRNISML

IL DISCORSO DI
VAFRNIR

inn kva:

Disse inn:

Rd mr n, Frigg,
allz mik fara tiir
at vitja Vafrnis;
forvitni mikla
kve ek mr fornom
stfom
vi ann inn alsvinna
jtun.

Ora consigliami, Frigg,


di andare ho gran voglia
a trovare Vafrnir.
Confesso che son curioso
di disputare sulle cose
remote
con quel gigante
onnisciente.

Frigg kva:

Disse Frigg:

Heima letja
ek mynda Heriafr
grom goa,
vat engi jtun
ek huga jafnramman
sem Vafrni vera.

A casa volentieri
tratterrei Herjafr,
nelle dimore degli di:
nessun gigante
credo sia tanto potente
quanto Vafrnir.

inn kva:

Disse inn:

Fjl ek fr,
fjl ek freistaa,
fjl ek reynda regin;

Molto viaggiai,
molto feci esperienza,
molto misi alla prova gli

Partenza di
inn
5

inn alla
dimora di
Vafrnir
6

hitt vil ek vita,


hv Vafrnis
salakynni s.

di.
Questo io voglio sapere:
come di Vafrnir
sia la dimora.

Frigg kva:

Disse Frigg:

Heill farir,
heill aptr komir,
heill sinnom sr!
i r dugi,
hvars skalt, Aldafr,
orom mla jtun.

Salvo parti,
salvo torna indietro,
salvo tu sia nel cammino!
La sapienza ti assista
dovunque tu, Aldafr,
ti rivolgerai al gigante.

Fr inn
at freista orspeki
ess ins alsvinna jtuns;
at hllo hann kom,
ok tti ms fair;
inn gekk Yggr egar.

Part dunque inn


alla disputa di sapienza
con quel gigante
onnisciente.
Giunse lui nella sala
che fu del padre di mr.
Subito Yggr vi fece
ingresso.

inn kva:

Disse inn:

Heill n, Vafrnir!
n em ek hll kominn,
ik sjlfan sj;
hitt vil ek fyrst vita,
ef frr sr
ea alsvir, jtunn.

Salute ora a te,


Vafrnir!
Eccomi or giunto alla sala
a trovar proprio te.
Voglio per primo sapere
se tu sapiente sei
e onnisciente, o gigante.

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Hvat er at manna
er mnom sal
verpomk ori ?
t ne komir
rom hllom fr,
nema inn snotrari sr.

Chi tra gli uomini


che nella mia corte
si rivolge a me?
Non uscirai
da questa sala
se non risulterai tu il pi
sapiente.

inn kva:

Disse inn:

Gagnrr ek heiti;
n emk af gngo kominn

Gagnrr mi chiamo,
ora sono di strada giunto,

10

Vafrnir
mette alla
prova la
sapienza di
inn

11

12

yrstr til inna sala,


laar urfi
hefi ek lengi farit
ok inna andfanga,
jtunn.

assetato, alla tua corte.


Bisogno ho di ricovero
- ho a lungo viaggiato e della tua accoglienza, o
gigante.

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Hv , Gagnrr,
mliz af glfi fyrir?
Faru sess sal!
skal freista,
hvrr fleira viti,
gestr ea inn gamli ulr.

E perch allora,
Gagnrr,
ti rivolgi a me
dall'ingresso?
Vieni a sedere in sala!
E metteremo alla prova
chi pi cose conosca
se l'ospite o il vecchio
cantore.

inn kva:

Disse inn:

auigr mar,
er til auigs kmr,
mli arft ea egi;
ofrmlgi mikil
hygg ek at illa geti
hveim er vi kaldrifjaan
kmr.

L'uomo che non ricco


e che dal ricco va,
parli poco o taccia.
Credo che il parlar troppo
non sia conveniente
se sei venuto da chi
maldisposto.

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Seg mr, Gagnrr,


allz glfi vill
ns um freista frama,
hv s hestr heitir
er hverjan dregr
dag of drttmgo?

Di' tu a me, Gagnrr,


se dall'atrio vuoi
la tua sapienza provare.
Come si chiama il
destriero
che uno ad uno trascina
il giorno per le schiere
umane?

inn kva:

Disse inn:

Skinfaxi heitir,
er inn skra dregr
dag um drttmgu;
hesta beztr
ykkir hann me
reigotom,

Skinfaxi si chiama
chi il chiaro trascina
giorno per le schiere
umane.
Dei destrieri lo si stima
il migliore tra i Rei-Goti.

13

14

15

16

ey lsir mn af mari.

Di quel cavallo risplende


la criniera.

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Seg mr, Gagnrr,


allz glfi vill
ns um freista frama,
hv s jr heitir
er stan dregr
nott of nyt regin?

Di' tu a me, Gagnrr,


se dall'atrio vuoi
la tua sapienza provare.
Come si chiama il cavallo
che da oriente trascina
la notte sugli di propizi?

inn kva:

Disse inn:

Hrmfaxi heitir,
er hverja dregr
ntt of nt regin;
mldropa fellir
hann morgin hvern;
aan kemr dgg um
dala.

Hrmfaxi si chiama
chi una ad una trascina
la notte sugli di propizi.
La schiuma dai denti
gocciola al mattino,
da cui viene la rugiada
sulle valli.

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Segu at, Gagnrr,


allz glfi vill
ns um freista frama,
hv s heitir
er deilir me jtna sonom
grund ok med goom?

Di' tu a me, Gagnrr,


se dall'atrio vuoi
la tua sapienza provare.
Come quel fiume si
chiama
che divide tra i figli dei
giganti
la terra e tra gli di?

inn kva:

Disse inn:

fing heitir ,
er deilir me jtna sonom
grund ok me goom;
opin renna
hn skal um aldrdaga,
verrat ss .

fing si chiama il fiume


che divide tra i figli dei
giganti
la terra e tra gli di.
Libero scorrer
fino alla fine dei tempi:
non geler mai quel
fiume.

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Segu at, Gagnrr,

Di' tu a me, Gagnrr,

17

18

19

inn
enumera a
Vafrnir
dodici
domande
sulle cose
primordiali

20

21

allz glfi vill


ns um freista frama,
hv s vllr heitir
er finnaz vgi at
Surtr ok in svso go?

se dall'atrio vuoi
la tua sapienza provare.
Come il campo si chiama
dove scenderanno a
battaglia
Surtr e gli di soavi?

inn kva:

Disse inn:

Vgrir heitir vllr,


er finnaz vgi at
Surt ok in svso go;
hundra rasta
hann er a hverjan veg,
s er eim vllr vitar.

Vgrir si chiama il
campo
dove scenderanno a
battaglia
Surtr e gli di soavi.
Cento leghe
misura da ogni lato
il campo a loro destinato.

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Frr ertu n, gestr,


far bekk jtuns,
ok mlomk sessi saman,
hvi veja
vit skolom hllo ,
gestr, um gespeki.

Sapiente sei tu ora,


ospite,
vieni alla panca del
gigante
e converseremo seduti
insieme.
La testa noi due
ci giocheremo nella sala,
ospite, in gara di
sapienza.

inn kva:

Disse inn:

Segu at it eina,
ef itt i dugir
ok , Vafrnir, vitir,
hvaan jr um kom
ea uphiminn
fyrst, inn fri jtunn?

Di' tu questo per primo


se hai sufficiente saggezza
e tu, Vafrnir, sai.
Da dove la terra provenne
e il cielo in alto
in principio, o saggio
gigante?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

r Ymis holdi
var jr um skpu,
en r beinom bjrg,
himinn r hausi

Dalla carne di Ymir


fu la terra creata
e dalle ossa i monti;
il cielo dal cranio

ins hrmkalda jtuns,


en r sveita sjr.

del gigante freddo di brina


e dal sangue il mare.

inn kva:

Disse inn:

Segu at annat,
ef tt i dugir
ok , Vafrnir, vitir,
hvaan mni um kom,
sv at ferr menn yfir,
ea sl it sama?

Di' tu questo per secondo


se hai sufficiente saggezza
e tu, Vafrnir, sai.
Da dove la luna venuta,
lei che sugli uomini va,
e il sole ugualmente?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Mundilfri heitir,
hann er mna fair
ok sv Slar it sama;
himin hverfa
au skolo hverjan dag
ldom at rtali.

Mundilfri si chiama
colui che fu il padre della
luna
e del sole ugualmente;
il cielo percorreranno
quei due ogni giorno
per segnare agli uomini il
tempo.

inn kva:

Disse inn:

Segu at it rja,
allz ik svinnan kvea
ok , Vafrnir, vitir,
hvaan dagr um kom,
s er ferr drtt yfir,
ea ntt med niom?

Di' tu questo per terzo


se tutti ti chiamano accorto
e tu, Vafrnir, sai.
Da dove il giorno
venuto,
lui che sulla schiera degli
uomini va,
e la notte e le fasi lunari?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

25

Dellingr heitir,
hann er Dags fair,
en Ntt var Nrvi borin;
n ok ni
skpo nt regin
ldom at rtali.

Dellingr si chiama
colui che fu il padre di
Dagr,
e Ntt da Nrfi nacque;
luna piena e luna nuova
crearono gli di propizi
per segnare agli uomini il
tempo.

26

inn kva:

Disse inn:

22

23

24

27

28

29

30

Segu at it fjra,
allz ik fran kvea
ok , Vafrnir, vitir,
hvaan vetr um kom
ea varmt sumar
fyrst me fr regin?

Di' tu questo per quarto


se tutti ti chiamano
sapiente
e tu, Vafrnir, sai.
Da dove l'inverno
venuto,
e la calda estate,
in principio tra gli di
sapienti?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Vindsvalr heitir,
hann er Vetrar fair,
en Svsur sumars.

Vindsvalr si chiama,
colui che fu il padre di
Vetr,
e Svsur di Sumar.

inn kva:

Disse inn:

Segu at it fimat,
allz ik fran kvea
ok , Vafrnir, vitir,
hverr sa elztr
ea Ymis nija
yri rdaga.

Di' tu questo per quinto


se tutti ti chiamano
sapiente
e tu, Vafrnir, sai.
Chi era il pi vecchio degli
sir
e della stirpe di Ymir
al principio dei tempi?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

rfi vetra
r vri jr skpu,
var Bergelmir borinn,
rgelmir
var ess fair,
en Aurgelmir afi.

Innumerevoli inverni,
prima che fosse la terra
creata,
allora venne Bergelmir
alla luce,
rgelmir
gli fu padre
e Aurgelmir nonno.

inn kva:

Disse inn:

Segu at it stta,
allz ik svinnan kvea
ok , Vafrnir, vitir,
hvaan Aurgelmir kom
me jtna sonom
fyrst, inn fri jtunn?

Di' tu questo per sesto


se tutti ti chiamano accorto
e tu, Vafrnir, sai.
Da dove Aurgelmir venne
tra i figli dei giganti
in principio, il sapiente

gigante?

31

32

33

34

35

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

r livagom
stukkoo eitrdropar,
sv x, unz var r jtunn;
[ar rar ttir
kmu allar saman,
v er at allt til atalt].

Fuori dagli Elivgar


schizzavano gocce di
veleno,
e crebbero finch ne sort
un gigante.
[Di l le nostre stirpi
vennero tutte del pari
originate,
sono per questo progenie
perversa].

inn kva:

Disse inn:

Segu at it sjaunda,
allz ik svinnan kvea
ok , Vafrnir, vitir,
hv s brn gat,
enn baldni jtunn,
er hann hafit ggjar
gaman.

Di' tu questo per settimo


se tutti ti chiamano accorto
e tu, Vafrnir, sai.
Come gener figli
il possente gigante
se non si un ad alcuna
gigantessa?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Undir hendi vaxa


kvau hrmursi
mey ok mg saman;
ftr vi fti
gat ins fra jtuns
sexhfaan son.

Sotto il braccio crebbero,


dicono, del gigante di
brina
la figlia e il figlio del pari.
Piede con piede
gener il sapiente gigante
il figlio dalle sei teste.

inn kva:

Disse inn:

Segu at it tta,
allz ik svinnan kvea
ok , Vafrnir, vitir,
hvat fyrst mant
ea fremst um veitzt,
ert alsvir, jtunn.

Di' tu questo per ottavo


se tutti ti chiamano accorto
e tu, Vafrnir, sai.
Cosa tu per primo ricordi
o innanzi a tutto conosci?
Tu sei onnisciente, o
gigante.

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

36

37

38

39

rfi vetra
r vri jr om skpu,
var Bergelmir borinn;
at ek fyrst um man
er s inn fri jtunn
var lr um lagir.

Innumerevoli inverni,
prima che fosse la terra
creata,
allora venne Bergelmir
alla luce.
Questo per primo io
rammento:
che lo vidi, quel saggio
gigante,
che giaceva su un
mulino.

inn kva:

Disse inn:

Segu at it nunda,
allz ik svinnan kvea
ok , Vafrnir, vitir,
hvaan vindr um kmr,
sv at ferr vg yfir;
menn han sjlfan um
sj.

Di' tu questo per nono


se tutti ti chiamano accorto
e tu, Vafrnir, sai.
Da dove il vento proviene
che spira sul mare in
burrasca?
Mai gli uomini riescono a
scorgerlo.

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Hrsvelgr heitir,
er sitr himins enda,
jtunn arnar ham;
af hans vngjom
kva vind koma
alla menn yfir.

Hrsvelgr si chiama
colui che sta alla fine del
cielo,
gigante dalle sembianze
d'aquila:
dalle sue ali,
dicono, venga il vento
su tutti gli uomini.

inn kva:

Disse inn:

Segu at it tunda,
allz tva rk
ll, Vafrunir, vitir,
hvaan Njrr um kom
me sa sonom,
hofom og hrgom
hann rr hunnmrgom,
ok varat hann som
alinn.

Di' tu questo per decimo


se il destino degli di
tutto, Vafrnir, conosci.
Da dove Njrr provenne
tra i figli degli sir?
Templi e altari
regge in gran numero
ed egli non stato dagli
sir generato.

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

40

41

42

43

Vanaheimi
skpo hann vs regin
ok seldo at gslingo goum;
aldar rk
hann mun aprt koma
heim me vsom vnom.

In Vanaheimr
lo crearono i saggi numi
e lo diedero in ostaggio
agli di.
Alla fine del tempo
egli di nuovo torner
a casa, tra i saggi Vanir.

inn kva:

Disse inn:

Segu at et ellipta
hvar tar tnom
hggvaz hverjan dag?

Di' tu questo per


undicesimo
dove nelle corti gli uomini
si battono ogni giorno?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Allir einherjar
ins tnum
hggvaz hverjan dag;
val eir kjsa
ok ra vgi fr,
sitja meirr um sttir
saman.

Tutti gli Einherjar


alla corte di inn
si battono ogni giorno.
Scelgono i caduti
poi dalla mischia
cavalcano via
e riconciliati siedono
insieme.

inn kva:

Disse inn:

Segu at it tlfta,
hv tva rk
ll, Vafrnir, vitir;
fr jtna rnom
ok allra goa
segir it sannasta,
inn alsvinni jtunn.

Di' tu questo per


dodicesimo
come mai il destino degli
di
tutto, Vafrnir, conosci?
Delle rune dei giganti
e di tutti gli di,
dici tu quel che vero,
onnisciente gigante.

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Fr jtna rnom
ok allra goa
ek kann segja satt,
vat hvern hefi ek heim
um komit;
no kom ek heima
fyr Nflhel nean,

Delle rune dei giganti


e di tutti gli di,
posso dire il vero,
poich in ogni mondo son
giunto:
giunsi nei nove mondi
fino al Niflhel in basso,

inn pone
a
Vafrnir
cinque
domande
sul futuro
del mondo

44

45

46

47

48

hinig deyja r heljo halir.

presso Hel, dove vanno i


morti.

inn kva:

Disse inn:

Fjl ek fr,
fjl ek freistaak,
fjl ek reynda regin;
hvat lifir manna,
er inn mra lr
fimbulvetr me firom?

Molto viaggiai,
molto feci esperienza,
molto misi alla prova gli
di.
Chi vivr degli uomini
quando sar trascorso quel
famoso
Fimbulvetr tra i mortali?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Lf ok Lifrasir,
en au leynaz muno
holti Hoddmmis;
morgindggvar
au sr at mat hafa;
aan af aldir alaz.

Lf e Lifrasir,
devono nascondersi
nel bosco di Hoddmmir.
Le rugiade del mattino
avranno per nutrimento;
da qui torneranno a
sorgere le stirpi.

inn kva:

Disse inn:

Fjl ek fr,
fjl ek freistaak,
fjl ek reynda regin;
hvaan kmr sl
inn sltta himin,
er essa hefir Fenrir
farit?

Molto viaggiai,
molto feci esperienza,
molto misi alla prova gli
di.
Da dove verr un sole
nel liscio cielo
quando questo Fenrir
l'avr divorato?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Eina dttur
berr lfrull,
r hana Fenrir fari;
s skal ra,
er regin deyja,
mur brautir, mr.

Una figlia
genera lfrull,
prima che Fenrir la divori;
cavalcher
quando gli di moriranno,
i sentieri della madre, la
fanciulla.

inn kva:

Disse inn:

49

50

51

52

Fjl ek fr,
fjl ek freistaak,
fjl ek reynda regin;
hverjar ro r meyjar
er la mar yfir,
frgejaar fara?

Molto viaggiai,
molto feci esperienza,
molto misi alla prova gli
di.
Quali sono le fanciulle
che scivolano sul mare,
viaggiando con animo
saggio?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

rjr jr
falla orp yfir
meyja Mgrasis,
hamingjor einar
eira heimi ero
r me jtnom alaz.

Tre stirpi
giungono in campo
delle fanciulle di
Mgrasir.
Sole protettrici
sono esse nel mondo
anche se tra i giganti
nutrite.

inn kva:

Disse inn:

Fjl ek fr
fjl ek freistaak,
fjl ek reyna regin;
hverir ra sir
eignom goa,
er sloknar Surtalogi?

Molto viaggiai,
molto feci esperienza,
molto misi alla prova gli
di.
Quali sir reggono
le propriet degli di,
una volta spenta la fiamma
di Surtr?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Varr ok Vli
byggja v goa,
er sloknar Surtalogi,
Mi ok Magni
skolo Mjllni hafa
Vingnis at vgroti.

Varr e Vli
abitano i santuari degli di
quando si spegner la
fiamma di Surtr.
Mi e Magni
possederanno Mjllnir
di Vingnir, alla fine delle
battaglie.

inn kva:

Disse inn:

Fjl ek fr
fjl ek freistaak,
fjl ek reyna regin;

Molto viaggiai,
molto feci esperienza,
molto misi alla prova gli

53

L'ultima
domanda:
vittoria di
inn
54

55

hvat verr ni
at aldrlagi,
er rjfaz regin?

di.
Che ne sar di inn,
alla fine dei tempi
quando gli di
mancheranno?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

lfr gleypa
mun Aldafr,
ess mun Varr reka;
kalda kjapta
hann klyfja mun
vitnis vgi at.

Il lupo sbraner
con le fauci Aldafr.
Varr lo vendicher.
Le fredde mascelle
egli far a pezzi
combattendo col lupo.

inn kva:

Disse inn:

Fjl ek fr
fjl ek freistaak,
fjl ek reyna regin;
hvat mlti inn,
r bl stigi,
sjlfr eyra syni?

Molto viaggiai,
molto feci esperienza,
molto misi alla prova gli
di.
Che cosa disse inn,
a chi saliva sul rogo
lui stesso nell'orecchio del
figlio?

Vafrnir kva:

Disse Vafrnir:

Ey manne at veit,
hvat ardaga
sagir eyra syni;
feigom munni
mlta ek mna forna stafi
ok um ragna rk;
n ek vi Oin deildak
mna orspeki;
ert vsastr vera!

Nessun uomo sa
quel che tu in principio
dicesti nell'orecchio del
figlio.
Con la bocca di chi sta per
morire
ho parlato sulle cose
antiche
e sul destino degli di.
Adesso con inn ho
provato
la mia conoscenza.
Sei tu il pi sapiente.

NOTE
1 inn kva, Vafrnir kva. Tutte le strofe sono introdotte da una frase che informa a chi
vada attribuito il dialogo seguente (disse inn, disse Vafrnir), In entrambi i manoscritti
del Vafrnisml, tuttavia, la frase appare in forma abbreviata.
2 (b) Herjafr Padre dell'esercito, epiteto di inn.
4 (e) Aldafr Padre degli uomini, epiteto di inn.
5 l'unica strofa narrativa (non dialogica) del poemetto, che alcuni presumono essere
un'interpolazione pi tarda rispetto al resto del testo (Bellows 1936). (e) mr Scuro,
presumibilmente il nome del figlio di Vafrnir. (f) Yggr Terribile, epiteto di inn.
8 (a) Gagnrr (nelle ulur, Gangrr) Che conosce la via. Nei suoi viaggi, inn si dissimula
sempre sotto diversi epiteti.
10 Questa sentenza, L'uomo che non ricco e che dal ricco va..., ricorda molto da vicino il
genere di consigli che inn dispensa nella prima parte dell'Hvaml. probabile che questa strofa
sia stata introdotta qui da qualche fonte di quel genere.
12 e 14 Skinfaxi e Hrmfaxi, i cavalli che trascinano rispettivamente il giorno e la notte, sono
citati da Snorri (Gylfaginning [10]). [MITO]
13 Nel manoscritto originale, in questo e in altri passi del poemetto, la formula che introduce la
strofa - e che viene ripetuta per molte strofe successive - sovente abbreviata.
16 (a) Il fiume fing non attestato in altre fonti.
18 Strofa citata da Snorri (Gylfaginning [51 {54}]). (d) Cento leghe si tradotto
letteralmente ma bisogna ricordare che il norreno classico utilizzava una numerazione duodecimale
e hundra significava centoventi (solo in epoca tarda venne a indicare cento ma per lungo
tempo i due sistemi di numerazione convissero l'uno accanto all'altro). In ogni caso il numero qui
una cifra simbolica.
19 Vafrnir, impressionato dalla sapienza del suo ospite, lo invita ad accedere in sala. Egli
propone di rendere interessante la gara giocando la testa su chi dei due sia il pi sapiente.
20 La versione del Vafrnisml tramandata dal Codex Arnamagnanus inizia dal secondo
semiverso del primo verso di questa strofa.
21 Il dettaglio della creazione del mondo a partire dal sacrificio di Ymir ripreso nel
Grmnisml [21], in una strofa talmente simile da far pensare a un'interpolazione. Queste sono le
fonti citate da Snorri (Gylfaginning [10]). [MITO]
23 Il mito della nascita del sole e della luna (Sl e Mni) narrato da Snorri (Gylfaginning [1011]) [SAGGIO]. Tuttavia in Snorri, Mundilfri non fu padre tanto del sole e della luna, quanto di due
ragazzi che vennero chiamati Sl e Mni poich erano talmente belli e splendenti da essere

paragonabili al sole e alla luna. Per questo inn li rap e li pose in cielo a guidare rispettivamente
il carro solare e il carro lunare. [MITO]
27 Questa strofa formata soltanto di due versi (uno lungo e uno pieno), e cos la troviamo sia
nel Codex Regius che nel Codex Arnamagnanus. Vi probabilmente una lacuna, come
testimoniata dall'esempio della strofa [31], formata anch'essa di soli due versi ma a cui Snorri
aggiunge i due mancanti. In alcuni manoscritti recenti, la strofa completata con questi due versi:
e questi due rimarranno per sempre | finch gli di andranno alla distruzione. Ingegnosamente,
ma con scarsa verosimiglianza, Sophus Bugge propone di integrare la parte difettiva della strofa con
una presunta parafrasi tratta da Snorri (Gylfaginning [19]), e scrive: Vsar si chiamava il padre di
Vindsvalr | gelida nell'intimo la loro schiatta (Bugge 1867).
29 (d) Si ritiene comunemente - pur senza prove esplicite - che questo rgelmir sia il gigante
dalle sei teste generato da Ymir piede con piede di cui si parla qui (Vafrnisml [33]) e in
Snorri (Gylfaginning [6]). (f) Secondo Snorri, Aurgelmir il nome con cui i giganti di brina
chiamavano Ymir (Gylfaginning [5]).
30-31 La seconda met della strofa [30] e tutta la [31] vengono citate da Snorri (Gylfaginning [5
{8}]). Si noti chenei due manoscritti del Vafrnisml, la strofa [31] conteneva soltanto la prima
met: Fuori dagli Elivgar | schizzavano gocce di veleno | e crebbero finch ne sort un gigante.
Snorri a citare la strofa completa, aggiungendo: la seconda met del verso: Di l le nostre stirpi |
vennero tutte del pari originate, | sono per questo progenie perversa.. Che noi abbiamo integrato.
35 Questa strofa citata da Snorri (Gylfaginning [7 {9}]). L'interpretazione del passo su
Bergelmir molto discussa e la spiegazione di Snorri sembra allontanarsi dalle intenzioni del passo
originale [MITO]. Si veda qui per un'interpretazione pi dettagliata del testo [ SAGGIO].
37 Strofa citata da Snorri (Gylfaginning [18 {28}]).
38 Con questa strofa la formula introduttiva cambia leggermente: ma molto interessante notare
il gioco di variazioni nelle varie formule, che preludono al finale.
41 Strofa citata da Snorri (Gylfaginning [41 {48}]).
42 (d) Si preferito letteralmente con rune la parola originale rnar. Naturalmente si pu
anche intendere questo rnar, come fanno molti commentatori, in senso traslato. Piergiuseppe
Scardigli traduce ad esempio dei misteri dei giganti e degli di tutti tu dici quel ch' senz'ombra
vero (Scardigli 1982). Ma in questa parola rnar compresa, in pi, la conoscenza delle cose
occulte e profonde. Pi etimologicamente, ma un po' forzando il significato, si pu ancora intendere
rnar con quelle parole di conoscenza e di potere di cui si pu soltanto sussurrare a bassa voce.
Riguardo a cosa mormorano tra loro gli di e i giganti tu, Vafrnir, dici il vero. La parola
rnar comprende insieme tutto questo: quindi la nostra decisione di tradurre con rune. Stessa
traduzione al verso [43a].
45 Strofa citata da Snorri (Gylfaginning [53]).
47 Strofa citata da Snorri (Gylfaginning [53]). (b) Alfrull Splendore degli elfi, gloria degli

elfi una kenning, o forse un epiteto, di Sl. Il sostantivo rull indica l'aureola o la gloria regale.
Si tratta di un concetto-chiave del pensiero indoeuropeo col quale viene intesa l'aura di maest che
ammantava i legittimi sovrani; ne troviamo un perfetto parallelo in antico persiano, dove questo
concetto veniva indicata col termine xvarnh, a cui corrispondeva il termine xvar- sole. Anche
in norreno, come nel nostro caso, il termine viene utilizzato nei costrutti poetici col significato di
sole.
49 (c) Chi sono le fanciulle di Mgrasir? Quest'ultimo nome, il cui significato desideroso
di figli, non citato in nessun'altra fonte. Si tratta di un riferimento a un mito sconosciuto, su cui
non si pu dir nulla.
51 Strofa citata da Snorri (Gylfaginning [53]). (f) Vingnir epiteto di rr.
53 (b) Qui, come in precedenza al verso [4e], Aldafr Padre degli uomini epiteto di inn.
54 (f) Il figlio di inn Baldr, di cui Snorri narra diffusamente il funerale (Gylfaginning [49]),
anche se il dettaglio delle parole misteriose che inn avrebbe sussurrato all'orecchio del figlio
morto, presente soltanto in questa fonte.
55 Solo inn pu sapere cosa ha egli sussurrato alle orecchie di Baldr: da questo dettaglio,
Vafrnir comprende che la persona che ha di fronte altri non che inn stesso. Naturalmente il
gigante non pu rispondere alla domanda che il dio gli ha posto, diciamo pure, un po' slealmente.
Ma quale fosse quella domanda, i testi hanno mantenuto il segreto.

GRMNISML
IL DISCORSO DI GRMNIR
Prologo
Grmnir inizia a parlare (1-3)
Descrizione delle dimore divine (4-17)
La Valhll (9-10)
La cucina della Valhll (18)
Lupi e corvi (19-20)
Ancora sulla Valhll (21-26)
I fiumi dell'universo (27-29)
I destrieri degli di (30)
Il frassino Yggdrasill (31-35)
Le valchirie (36)
Il sole e la luna (37-39)
Il sacrificio di Ymir (40-42)
Le cose migliori (43-44)
I nomi di inn (45-50)
Si rivela inn (51-54)
Epilogo
Note

Prologo

GRMNISML

IL DISCORSO DI
GRMNIR

Hrauungr konungr tti tv


sono; ht annarr Agnarr, en
annarr Geirrr. Agnarr var
x. vetra, en Geirrr viii.
vetra. eir rero tveir bti
me dorgar snar at
smfiski. Vindr rak haf
t. nttmyrkri bruto eir
vi land ok gengo upp,
fundo kotbnda einn. ar
vro eir um vetrinn.
Kerling fstrai Agnar, en
karl Geirr. At vri fekk
karl eim skip. En er au
kerling leiddo til

Re Hrauungr aveva due


figli: l'uno si chiamava
Agnarr, l'altro Geirrr.
Agnarr era di dieci inverni,
Geirrr di otto inverni. I
due remavano in una barca,
con lenze per piccoli pesci.
Il vento li spinse al largo.
Nell'oscurit della notte
toccarono terra; scesero e
trovarono una masseria. L
trascorsero l'inverno. La
padrona della masseria si
prese cura di Agnarr, il
padrone di Geirrr.

strandar, mlti karl


einmli vi Geirr.

Giunta la primavera,
l'uomo procur loro un
battello. Mentre la donna li
guidava alle spiagge,
l'uomo si ferm a parlare
da solo con Geirrr.

eir fengo byr ok kvmo til


stva furs sns.
Geirrr var fram skipi;
hann hljp upp land, en
hratt t skipino ok mlti:
Faru ar er smyl hafi
ik! Skipit rak t, en
Geirrr gekk upp til
bjar. Hnom var vel
fagnat; var fair hans
andar. Var Geirrr til
konungs tekinn ok var
mar gtr.

[I due fratelli] ebbero un


vento favorevole e
raggiunsero la casa del
padre loro. Geirrr stava a
prua; balz sulla riva e
spinse via la barca dicendo:
Vattene dove ti piglino gli
spiriti maligni! Il battello
fu trascinato al largo
mentre Geirrr saliva
verso le case. Vi venne ben
accolto, ch suo padre era
morto. Geirrr venne fatto
re e si fece gran fama tra
gli uomini.

inn ok Frigg sto


Hliskjlfo ok s um heim
alla. inn mlti: Sr u
Agnar fstra inn, hvar
hann elr brn vi ggi
hellinom? En Geirrr
fstri minn er konungr ok
sitr n at landi.

inn e Frigg sedevano in


Hliskjlfr e da l
scrutavano tutto il mondo.
inn disse: Guarda
Agnarr, il tuo figliastro,
che genera mostri con una
gigantessa in quella
caverna. Invece il mio
figliastro Geirrr ora un
sovrano e regna sulla
terra.

Frigg segir: Hann er


matningr s, at hann
kvelr gesti sna ef hnom
ikkja of margir koma.
inn segir at at er in
mesta lygi. au veja um
etta ml.

Frigg disse: [Geirrr]


cos avaro che al banchetto
maltratta gli ospiti, se gli
sembra che vengano in
troppi. inn disse che
questa era una menzogna e
i due di fecero una
scommessa.

Frigg sendi eskismey sna,


Fullo, til Geirrar. Hn
ba konung varaz at eigi
fyrirgeri hnom

Frigg invi la sua


damigella Fulla da
Geirrr. Ella invit il re a
diffidare di un uomo

fjllkunnigr mar, s er ar
var kominn land, og sagi
at mark , at engi hundr
var sv lmr at hann
myndi hlaupa.

Grmnir
inizia a
parlare

esperto in incantesimi,
giunto nelle sue terre. E
aggiunse che aveva un
segno riconoscimento:
nessun cane, per quanto
aggressivo, gli si sarebbe
avventato.

En at var inn mesti


hgmi at Geirrr vri
eigi matgr. Ok ltr
hann handtaka ann mann
er eigi vildo hundar ra.
S var feldi blm ok
nefndiz Grmnir, ok sagi
ekki fleira fr sr, tt hann
vri at spurr. Konungr lt
hann pna til sagna ok setja
milli elda tveggja, ok sat
hann ar viii. ntr.

La calunnia pi grande era


che Geirrr non fosse
ospitale. Il re fece dunque
catturare l'uomo che i cani
non vollero aggredire.
Avvolto in un mantello
azzurro, questi disse di
chiamarsi Grmnir e non
disse altro, sebbene venisse
duramente interrogato. Il re
lo fece torturare affinch
parlasse, facendolo sedere
tra due fuochi e l egli
rimase seduto per otto
notti.

Geirrr konungr tti son


x. vetra gamlan, ok ht
Agnarr eptir brur hans.
Agnarr gekk at Grmni ok
gaf hnom horn fult at
drekka, sagi at konungr
gri illa er hann lt pna
hann saklausan. Grmnir
drakk af. var eldrinn sv
kominn at feldrdinn brann
af Grmni.

Re Geirrr aveva un figlio


di dieci inverni, che si
chiamava Agnarr, come
suo fratello. Agnarr and
da Grmnir e gli porse un
corno ricolmo da bere.
Disse che il re sbagliava a
torturare un innocente.
Grmnir bevve. Le fiamme
si erano avvicinate cos
tanto che il mantello di
Grmnir prese fuoco.

Hann kva:

Egli disse:

Heitr ertu, hripur,


ok heldr til mikill;
gngomk firr, funi!
loi svinar,
tt ek lopt berak,
brennomk feldr fyrir.

Sei caldo, o tu che


m'incalzi,
e davvero troppo grande!
Vattene da me, o fuoco!
La stoffa si incendiata
nonostante io la scosti,
mi si brucia il mantello!

tta ntr

Otto notti

Descrizione
delle dimore
divine

sat ek milli elda hr,


sv at mr mangi mat ne
bau,
nema einn gnarr
er einn skal ra,
Geirrar sonr,
gotna lande.

seduto tra i fuochi,


e nessuno mi ha portato
cibo.
Tranne uno, Agnarr,
che unico regner,
il figlio di Geirrr,
sulla terra dei Goti.

Heill skaltu, Agnarr,


allz ik heilan bir
Veratr vera;
eins drykkjar
skalt aldregi
betri gjld geta.

Salute a te, Agnarr!


Ch per te salute
Veratr invoca.
Per una sola bevuta
mai riceverai
miglior ricompensa!

Land er heilagt
er ek liggja s
som ok lfom nr;
en rheimi
skal rr vera,
unz um rjfaz regin.

Sacra la terra
ch'io stendersi vedo
agli sir e agli elfi vicina.
In rheimr
vi sar rr
finch non crolleranno gli
di.

dalir heita,
ar er Ullr hefir
sr um grva sali.
lfheim Frey
gfo i rdaga
tvar at tannf.

dalir si chiama
il luogo dove Ullr ha
costruito per s una corte.
lfheimr a Freyr
donarono in principio
gli di per il suo primo
dente.

Br er s inn rii,
er bli regin
silfri ko sali;
Valaskjlfr heitir,
er vlti ser
ss i rdaga.

Altra dimora la terza


che gli di soavi
con argento ricoprirono a
farne una corte.
Valaskjlf si chiama
quel [palazzo] che costru
per s
l'ss al principio dei tempi.

Skkvabekr heitir enn


fjri,
en ar svalar knego
unnir yfir glymja;
ar au inn ok Sga
drekka um alla daga
gl or gullnom kerom.

Skkvabekkr si chiama la
quarta,
l dove possono gelide
onde sopra scrosciare.
L inn e Sga
bevono tutti i giorni,
lieti, in coppe d'oro.

La Valhll

Glasheimr heitir enn


fimti,
ars en gullbjarta
Valhll vi of rumir;
en ar Hroptr
kss hverjan dag
vpndaua vera.

Glasheimr si chiama la
quinta
in cui splendente d'oro
la vasta Valhll si trova;
e l Hroptr
sceglie ogni giorno
gli uomini caduti nella
mischia.

Mjk er aukent
eim er til ins koma
salkynni at sj:
skptom er rann rept,
skjldom er salr akir,
brynjom un bekki strt.

assai riconoscibile
per quelli che vengono a
inn,
l'aspetto del salone:
da lance il tetto sorretto,
da scudi il salone coperto,
da corazze le panche son
tratte.

10

Mjk er aukent
eim er til ins koma
salkynni at sj:
vargr hangir
fyr vestan dyrr
ok drpir rn yfir.

assai riconoscibile
per quelli che vengono a
inn,
l'aspetto del salone:
un lupo appeso
dinanzi all'ingresso
occidentale
e si leva l'aquila sopra.

11

rymheimr heitir enn stti,


er jazi bj,
s inn mtki jtunn;
en n Skai byggvir,
skr brr goa,
fornar tptir fur.

rymheimr si chiama la
sesta
dove jazi viveva,
quel detestabile gigante.
Ora Skai risiede,
pura sposa degli di,
nell'antica dimora del
padre.

12

Breiablik ero in sjundo,


en ar Baldr hefir
sr um gerva sali,
v landi
er ek liggja veit
fsta feiknstafi.

Breiablik la settima
l dove Baldr ha
per s innalzato una corte.
In quella terra
dove io so che si trovano
pochissime rune malvagie.

13

Himinbjrg ero en tto,


en ar Heimdall
kvea valda vom;
ar vrr goa
drekkr vro ranni

Himinbjrg l'ottava
l dove Heimdallr
dicono governi i templi.
L la sentinella degli di
beve nella comoda dimora,

La cucina
della
Valhll

Lupi e corvi

glar inn ga mj.

lieto, il divino mjr.

14

Flkvangr er inn nundi,


en ar Freyja rr
sessa kostom i sal;
halfan val
hon kss hverjan dag
en hlfan inn .

Flkvangr la nona,
l dove Freyja stabilisce
i posti al banchetto.
La met dei caduti
ella sceglie ogni giorno;
l'altra met spetta a inn.

15

Glitnir er inn tundi,


hann er gulli studdr
ok silfri akr it sama;
en ar Forseti
byggir flestan dag
ok svfer allar sakir.

Glitnir la decima,
sorretta da pilastri d'oro
e d'argento ancora
ricoperta.
L Forseti
abita la maggior parte del
giorno
e appiana tutte le contese.

16

Natn ero en ellipto,


en ar Njrr hefir
sr um grva sali,
manna engill
enn meins vani
htimbroonm hrgi rr.

Natn l'undicesima
l dove Njrr ha
per s innalzato una corte.
Degli uomini sovrano
il vanr immacolato
su imponenti templi regna.

17

Hrsi vex ok h grasi


Vars land vii;
en ar mgr of lzk
af mars baki
frkn at hefna fur.

Cespugli crescono ed erba


alta
nella boscosa terra di
Varr.
L si far il ragazzo
in groppa ai destrieri
abile a vendicare il padre.

18

Andhrmnir
ltri Eldhrmne
Shrmne soinn,
fleska bezt;
en at fir vito
vi hvat einherjar alaz.

Andhrmnir
fa in Eldhrmnir
Shrmnir bollire,
la carne migliore.
E questo in pochi lo sanno,
di che cosa gli Einherjar si
nutrano.

19

Gera ok Freka
ser gunntamir,
hrigr Herjafr;
en vi vn eitt
vpngfugr
inn lifir.

Geri e Freki
nutre, avvezzo alla guerra,
Herjafr glorioso.
Ma soltanto col vino
fiero nell'armatura,
inn vive per sempre.

Ancora sulla
Valhll

20

Huginn ok Muninn
fljga hverjan dag
jrmungrund yfir;
umk ek of Hugin
at hann aptr ne komit,
sjmk meirr um Munin.

Huginn e Muninn
volano ogni giorno
alti intorno alla terra.
Io ho timore per Huginn
che non ritorni;
ma ho ancora pi timore
per Muninn.

21

tr und,
unir jvitnis
fiskr fli ;
rstraumr
ikkir ofmikill
valglaui at vaa.

Il und rumoreggia,
nuota di jvitnir
il pesce nell'onda.
Il vortice
si mostra periglioso
al guado della Valhll.

22

Valgrind heitir,
er stendr velli
heilg fyr helgom durom;
forn er s grind,
en at fir vito,
hv hn er i ls lokin.

Valgrind si chiama
quel che s'erge sul campo,
sacro dinanzi alle sacre
porte;
antico quel cancello:
e in pochi sanno
come funzioni il
chiavistello.

23

Fimm hundru glfa


ok um fjrom tgom,
sv hgg ek Bilskirnni me
bugom;
ranna eira
er ek rept vita
mns veit ek mest magar.

Cinquecento stanze
e ancora quaranta
credo vi siano in Bilskrnir,
ricca d'archi;
di tutti gli edifici
che io sappia abbiano un
tetto,
so che il pi grande di
mio figlio.

24

Fimm hndru dura


ok um fjrom tgom,
sv hygg ek at Vallhllo
vera;
tta hundru einherja
ganga senn r einom
durom,
er eir fara at vitni at
vega.

Cinquecento porte
e ancora quaranta
credo vi siano nella
Valhll;
ottocento Einherjar
usciranno insieme da
ciascuna porta
quando andranno a battersi
col lupo.

25

Heirn heitir geit,


er stendr hllo
[Herjafrs]
ok btr af lras limom;

Heirn si chiama la capra


che si erge sulla sala [di
Herjafr]
e bruca le fronde del

skapker fylla
hn skal ins skra mjaar,
knat s veig vanaz.

I fiumi
dell'universo

Lrar.
Il calderone riempir
lei di quel chiaro idromele,
un liquore che non pu
mancare.

26

Eikyrnir heitir hjrtr,


er stendr hllo Herjafrs
ok btr af Lras limom;
en af hans hornom
drpr i Hvergelmi,
aan eigo vtn ll vega.

Eikyrnir si chiama il
cervo
che si erge sulla sala di
Herjafr
e bruca le fronde del
Lrar.
Dalle sue corna
cadono gocce in
Hvergelmir,
da cui prendono le acque
ogni via.

27

S ok V,
Skin ok kin,
Svl ok Gunnr,
Fjrm ok Fimbulul,
Rn ok Rennandi,
Gipul ok Gpul,
Gmul ok Geirvimul,
r hverfa um hodd goa,
yn ok Vin,
ll ok Hll,
Gr ok Gunnorin.

S e V,
Sekin ed Ekin,
Svl e Gunnr,
Fjrm e Fimbulul,
Rn e Rennandi,
Gipul e Gpul,
Gmul e Geirvimul,
questi scorrono accanto ai
tesori divini.
yn e Vin,
ll e Hll,
Gr e Gunnrin.

28

Vna heitir enn,


nnor Vegsvinn,
rija jnuma,
Nyt ok Nt,
Nnn ok Hrnn,
Sl ok Hri,
Sylgr ok Ylgr,
V ok Vn,
Vnd ok Strnd,
Gjll ok Leiptr,
r falla gumnom nr,
en falla til heilar hean.

Vna si chiama l'uno,


il secondo Vegsvinn,
il terzo jnuma,
Nt e Nt,
Nnn e Hrnn,
Slr e Hr,
Sylgr e Ylgr,
V e Vn,
Vnd e Strnd,
Gjll e Leiptr,
questi scendono presso gli
uomini
e precipitano poi nel regno
dei morti.

29

Krmt ok rmt
ok Kerlaugar tvr,

Krmt e rmt
e i due Kerlaugar,

r skal rr vaa
hverjan dag
er hann dma ferr
at aski Yggdrasils,
vat sbr
brenn ll loga,
heilg vtn hla.

I destrieri
degli di

Il frassino
Yggdrasill

questi deve rr guadare


ogni giorno
quando si reca al consiglio
presso il frassino
Yggdrasill,
altrimenti l'sbr
brucerebbe tutto in fiamme,
le acque sacre
ribollirebbero.

Glar ok Gyllir,
Gler ok Skeibrimir,
Silfrintoppr ok Sinir,
Gsl ok Falhfnir,
Gulltoppr ok Lttfeti,
eim ra sir jm
dag hvernn,
er eir dma fara
at aski Yggdrasils.

Glar e Gyllir,
Gler e Skeibrimir,
Silfrintoppr e Sinir,
Gsl e Falhfnir,
Gulltoppr e Lttfeti,
su questi destrieri
cavalcano gli sir
ogni giorno
quando si recano al
consiglio
presso il frassino
Yggdrasill.

31

rjr rtr
standa rj vega
undan aski Yggdrasils;
Hel br undir einni,
annarri hrmursar,
rijo mennzkir menn.

Tre radici
si estendono in tre direzioni
sotto il frassino Yggdrasill;
Hel sotto l'una dimora,
sotto l'altra i giganti di
brina,
sotto la terza gli esseri
umani.

32

Ratatoskr heitir korni,


er renna skal
at aski Yggrdrasils;
arnar or
hann skal ofan bera
ok segja Nhggvi nir.

Ratatoskr si chiama lo
scoiattolo
che correr
sul frassino Yggdrasill;
dell'aquila le parole
dall'alto porter
e le riferir a Nhggr in
basso.

33

Hirtir ero ok fjrir,


eirs af hfingar
gaghlsir gnaga:
Dinn ok Dvalinn,
Dneyrr ok Durarr.

Ci sono poi i cervi, quattro


che i pi alti ramoscelli (?)
tendendo il collo brucano.
Dinn e Dvalinn,
Dneyrr e Durarr.

34

Ormar fleiri

Serpenti numerosi

30

liggja under aski


Yggdrasils
en at uf hyggi hverr
svira apa:
Ginn ok Minn,
eir ero Grafvitnis synir,
Grbakr ok Grafvllur,
Ofnir ok Svafnir
hygg ek at skyli
meis kvisto m.

stanno sotto il frassino


Yggdrasill,
pi di quanti credino gli
insavi;
Ginn e Minn,
(sono di Grafvitnir i figli)
Grbakr e Grafvllur,
Ofnir e Svafnir
sempre dovranno, io credo,
rodere i rami dell'albero.

Askr Yggdrasils
drgir erfii
meira enn menn viti:
hjrtr bitr ofan,
en hlio fnar,
skerer Nhggr nean.

Il frassino Yggdrasill
sopporta pene
pi grandi di quanto gli
uomini sappiano:
il cervo lo bruca in alto,
da un parte marcisce
lo rode Nhggr da sotto.

36

Hrist ok Mist
vil ek at mr horn beri,
Skeggjld ok Skgul,
Hildi ok ri,
Hlkk ok Herfjtur,
Gll ok Geirlul,
Randgr ok Rgr
ok Reginleif;
r bera einherjom l.

Hrist e Mist
voglio che mi portino il
corno,
Skeggjld e Skgul,
Hildi e ri,
Hlkk e Herfjtur,
Gll e Geirlul,
Randgr e Rgr
e Reginleif;
queste portano birra agli
Einherjar.

37

rvakr ok Alsvir,
eir skolo upp hean
svangir sl draga;
en und eira bgm
flo bl regin
sir, sarnkol.

rvakr e Alsvir,
da qui devono trascinare
faticosamente il sole;
ma sotto i loro petti
nascosero gli di
sir, un riparo di ferro.

38

Svalinn heitir,
hann stendr slo fyrir,
skjldr, sknanda goi;
bjrg ok brim
ek veit at brenna skolo
ef hann fellr fr.

Svalinn si chiama
quel che si leva davanti al
sole,
scudo, dinanzi alla divinit
splendente;
monti e mari
lo so che brucerebbero
se da l cadesse.

39

Skll heitir lfr,

Skoll si chiama il lupo

35

Le valchirie

Il sole e la
luna

Il sacrificio
di Ymir

Le cose
migliori

er fylgir eno skirleita goi


til varna viar;
en annarr Hati,
hann er Hrvitnis sonr,
s skal fyr heia bri
himins.

che insegue la divinit


splendente
al riparo tra i boschi;
ma un secondo, Hati;
(lui di Hrvitnir il figlio)
preceder la chiara sposa
del cielo.

40

r Ymis holdi
var jr um skpu,
en r sveita sr,
bjrg r beinom,
hamr r hri,
en r hausi himinn.

Dalla carne di Ymir


fu la terra creata
dal sangue il mare,
le montagne dalle ossa,
gli alberi dai capelli,
dal cranio il cielo.

41

En r hans brm
gero bli regin
migar manna sonom;
en r hans heila
vro au in harmgo
sk ll um skpu.

Dalle sue sopracciglia


fecero gli di benedetti
Migarr per i figli degli
uomini;
dal suo cervello
vennero le tempestose
nuvole tutte create.

42

Ullar hylli hefr


ok allra goa
hverr er tekr fyrstr funa;
vat opnir heimar
vera um sa sonum,
er hefja af hvera.

Di Ullr ha il favore
e di tutti gli di
chi tocca per primo il
fuoco;
poich visibili si fanno le
case
dei figli degli sir,
una volta tolti i calderoni.

43

valda synir
gengo rdaga
skblani at skapa,
skipa bezt,
skrom Frey,
ntom Njarar bur.

I figli di valdi
andarono al principio
a forgiare Skblanir,
nave propizia
per il luminoso Freyr,
il benedetto figlio di
Njrr.

44

Askr Yggdrasils,
hann er ztr via,
en Skblanir skipa,
inn sa,
en ja Sleipnir,
Bilrst bra,
en Bragi sklda,
Hbrk hauka,

Il frassino Yggdrasill
il migliore tra gli alberi,
Skblanir tra le navi,
inn tra gli sir,
e tra i cavalli Sleipnir,
Bilrst tra i ponti
e Bragi tra gli scaldi,
Hbrk tra i falchi

I nomi di
inn

en hunda Garmr.

e tra i cani Garmr.

45

Svipom hefi ek n ypt


fyr sigtva sonom,
vi at skal vilbjrg vaka;
llom som
at skal inn koma
gis bekki ,
gis drekko at.

Il volto ho innalzato
dinanzi ai figli degli di
vittoriosi,
con ci si dester la
sospirata salvezza;
per tutti gli sir,
e questo verr
sulla panca di gir,
nella taverna di gir.

46

Htomk Grmr,
htomk Gangleri,
Herjan ok Hjlmberi,
ekkr ok rii,
ur ok Ur,
Helblindi ok Hr;

Mi chiamo Grmr,
mi chiamo Gangleri,
Herjan e Hjlmberi,
ekkr e rii,
ur e Ur,
Helblindi e Hr;

47

Sar ok Svipall
ok Sanngetall,
Herteitr ok Hnikarr,
Bileygr, Bleygr
Blverkr, Fjlnir,
Grmr ok Grmnir,
Glapsvir ok Fjlsvir;

Sar e Svipall
e Sanngetall,
Herteitr e Hnikarr,
Bileygr, Bleygr
Blverkr, Fjlnir,
Grmr e Grmnir,
Glapsvir e Fjlsvir;

48

Shttr, Sskeggr,
Sigfr, Hnikur,
Alfr, Valfr,
Atrr ok Farmatr;
eino nafni
htomk aldregi,
sz ek me flkom fr.

Shttr, Sskeggr,
Sigfr, Hnikur,
Allfr, Valfr,
Atrr e Farmatr;
con un nome soltanto
non mi chiamo mai
quando io tra le genti
viaggio.

49

Grmne mik hto


at Geirrar,
en Jlk at smundar,
enn Kjalar,
er ek kjlka dr;
rr ingom at,
Viurr at vgom,
ski ok mi,
Jafnhr ok Biflindi,
Gndlir ok Hrbarr me
goom;

Grmnir son chiamato


presso le genti di Geirrr,
e Jlkr presso le genti di
smundr,
e poi Kjalarr,
perch tirai una slitta,
rr nelle assemblee
Viurr nelle battaglie,
ski e mi,
Jafnhr e Biflindi,
Gndlir e Hrbarr tra gli
di;

Si rivela
inn

50

Sviurr ok Svirir
er ek ht at Skkmmis,
ok dula ek ann inn alda
jtun,
er ek Mivinis vark
ins mra burar
orinn einbani.

Sviurr e Svirir
sono chiamato presso
Skkmmir,
e ingannai quell'antico
gigante
quando io stesso divenni
del prode figlio di
Mivinir
il solo uccisore.

51

lr ertu, Geirrr!
hefr ofdrukkit;
miklo ertu hnugginn,
er ert mno gengi,
llom einherjom
ok ins hylli.

Ubriaco tu sei, Geirrr!


Troppo tu hai bevuto.
Di una gran cosa ti sei
privato
se lo sei del mio aiuto;
e del favore di inn
di tutti gli Einherjar!

52

Fjl ek r saga,
en ftt um mant;
of ik vla vinir;
mki liggja
ek s mns vinar
alklan dreyra drifinn.

Molto io ti ho detto
e tu poco ricordi;
ti ingannano gli amici;
la spada giacere
io vedo del mio amico
tutta sporca di sangue.

Eggman val
n mun Yggr hafa;
itt veit ek lf um liit;
far ro dsir,
n knttu in sj,
nlgaztu mik ef megir!

Un cadavere ucciso di
spada
ora questo avr Yggr.
So che la tua vita
trascorsa.
Avverse ti sono le dsir:
Ora puoi tu inn vedere,
avvicnati a me, se ne hai
forza!

inn ek n heiti,
Yggr ek an ht,
htomk undr fyrir at,
Vakr ok Skilfingr,
Vfur ok Hroptatr,
Gautr ok Jlkr me goom,
Ofnir ok Svafnir,
er ek hygg at ornir s
allir af einom mr.

inn ora io chiamo,


Yggr un tempo avevo
nome;
chiamato undr ancor
prima,
Vakr e Skilfingr,
Vfur e Hroptatr,
Gautr e Jlkr tra gli di,
fnir e Svfnir,
i cui pensieri vengono
tutti da me soltanto!

Geirrr konungr sat ok

Re Geirrr sedeva con la

53

54

Epilogo

hafi sver um kn sr, ok


brugit til mis. En er hann
heyri at inn var ar
kominn, st hann upp ok
vildi taka in fr eldinom.
Sverit slapp r hendi
hnom, visso hjltin nir.
Konungr drap fti ok
steyptiz fram, en sverit
st ggnom hann, ok
fekk hann bana. inn
hvarf . En Agnarr var ar
konungr lengi san.

spada sulle sue ginocchia,


sguainata a met. Quando
egli ud che era venuto
inn, si alz con
l'intenzione di togliere
inn dal centro dei
fuochi. La spada gli cadde
di mano, l'elsa verso il
basso. Il re mise un piede
in fallo e cadde in avanti, la
spada lo trafisse ed egli
mor. inn allora
scomparve. E Agnarr fu re
per lungo tempo.

NOTE
Prologo Mentre il testo del Grmnisml - che consiste nel monologo di inn - in poesia, il
prologo e l'epilogo sono in prosa (si tratta di interpolazioni pi tarde di due o tre secoli rispetto alla
datazione del testo, il quale risale al X secolo). Il padrone e la padrona della masseria nel testo
originale sono indicati con le parole karl e kerling: i termini indicano due appartenenti alla classe
degli uomini liberi, per quanto non di stirpe nobile (cfr. medio inglese carle persona comune).
2 (g) Difficile localizzare questa terra dei Goti [Gotna lande]. Il Gtland principalmente
una regione della Svezia occidentale, toponimo che presuppone la forma antica Gautar come
designazione del popolo che la abitava. Da essi si sarebbero mossi, intorno al I secolo, genti
destinate a formare il popolo germanico orientale dei Goti, distinto in Ostrogoti e Visigoti
(Manganella 1979), a cui il testo potrebbe ancora riferirsi. Senza dimenticare che con Goti si
intendeva spesso, in maniera generica, il complesso meridionale dei popoli germanici.
3 (c) Veratr Dio degli uomini epiteto di inn.
4 (d) rheimr casa della forza il nome del territorio celeste posseduto da rr. Nell'Edda
in prosa, il suo nome, tuttavia, rvangar campi della forza (Gylfaginning [21 | 47] |
Skldskaparml [25]). Vi sorge la dimora del dio, Bilskrnir, descritta alla strofa [24].
5 (d-f) Era usanza degli antichi Scandinavi di fare un dono al bambino quando metteva il suo
primo dente, usanza che sembra si sia conservata in Islanda fino a tempi molto recenti. Per il suo
primo dente, Freyr avrebbe ricevuto in dono l'intero mondo degli elfi [lfheimr], dettaglio che non
ha riferimenti in altri testi.
6 (d-f) Valaskjlfr la reggia di inn. L' ss che la costru per s all'inizio dei tempi

dunque lo stesso inn.


8 Hroptr, epiteto di inn.
10 Perch la formula d'apertura di questa strofa identica a quella della strofa precedente,
entrambi i manoscritti (sia il Codex Regius che il Codex Arnamagnanus) la scrivono qui in forma
abbreviata.
11 Questa strofa citata da Snorri (Gylfaginning [23 {33}]).
12 Questa strofa citata da Snorri (Gylfaginning [22 {32}]).
13 Questa strofa citata da Snorri (Gylfaginning [27 {37}]).
15 Questa strofa citata da Snorri (Gylfaginning [32 {39}]).
17 (b) Seguendo la lezione dei migliori interpreti del testo, abbiamo tradotto Vars land vii
con nella boscosa terra di Varr, dal norreno vir bosco (cfr. inglese wood). Alcuni studiosi
ritengono tuttavia che la parola vii vada intesa come nome proprio: in Vii, terra di Varr
(Bellows 1936). La difficolt di tale interpretazione sta nel fatto che questo toponimo non compare
in altre fonti mitologiche.
18 Questa strofa citata da Snorri (Gylfaginning [38 {44}]).
19 Questa strofa citata da Snorri (Gylfaginning [38 {45}]). (c) Herjafr Padre degli
eserciti, epiteto di inn.
20 Questa strofa citata da Snorri (Gylfaginning [38 {46}]).
21 Questa strofa tra le pi difficili da interpretare di tutto il poema, sulla quale sono stati
versati i proverbiali fiumi d'inchiostro. Letta in progressione con le strofe successive (essendo la
[23] un'interpolazione), sembra narrare la difficile ascesa in cielo degli Einherjar [21], che quindi
attraversano i cancelli di Valgrind [22] e quindi accedono nella Valhll [24]. (c) Il und
tonante probabilmente un fiume che rende difficoltoso l'accesso alla Valhll. (b-c) Il nome
jvitnir lupo del popolo un hpax legmen, non comparendo in nessun altro testo conosciuto;
gli studiosi tendono a interpretarlo come un appellativo di Fenrir, ma questo non spiega la kenning
pesce di jvitnir, della quale non si comprende il significato. Secondo l'elegante ipotesi di
Eysteinn Bjrnsson, il nome jvitnir sarebbe invece un epiteto di Heimdallr. Il termine vitnir,
infatti, prima di specializzarsi nel senso di lupo, significava letteralmente [colui che ha] i sensi
aguzzi (da vit sensi). Analogamente j-, come prefisso nei nomi maschili, pu fungere da
accrescitivo. Interpretato in questo modo, il nome jvitnir pu adattarsi perfettamente a
Heimdallr, del quale appunto si diceva fosse in grado di scorgere qualsiasi cosa fino a cento leghe di
distanza, e di percepire il rumore dell'erba che cresce sulla terra o quello della lana sul dorso delle
pecore. In quanto al pesce di jvitnir, secondo Eysteinn, sarebbe appunto il ponte Bifrst, alla
cui estremit Heimdallr sta eternamente di vedetta. Per giustificare la sua asserzione, lo studioso
nota che in norreno (ma anche in islandese moderno) la coda del pesce e la testa del ponte sono
indicate con la medesima parola, sporr (cfr. brar spori l'estremit del ponte, in Sigrdrfuml
[16]). L'intera strofa descriverebbe l'ascesa degli Einherjar lungo il ponte arcobaleno, il quale

permette loro di scavalcare i fiumi cosmici che scorrono in cielo, di cui il und forse ipostasi
dell'atmosfera percorsa dai venti e vibrante del rombo del tuoni evidentemente uno dei pi
difficili da guadare. [SAGGIO] (Bjrnsson 2000)
23 La presenza di questa strofa [23] sulla sala Blskirnir di rheimr, nel bel mezzo di una
sezione di strofe incentrate sulla Valhll [21-26], fa pensare a un'interpolazione. N basta a
giustificarla il parallelismo nel numero delle porte e delle stanze tra la sala di Blskirnir (23) e la
sala di Valhll descritta nella strofa successiva [24]. interessante che Snorri, pur citando entrambe
le strofe, lo fa in contesti diversi: cita la [23] nel capitolo in cui tratta di rr (Gylfaginning [21]) ma
la [24] molto pi avanti, quando racconta del Ragnarkr (Gylfaginning [40]).
24 La difficolt del calcolo che hndru in norreno significava originariamente centoventi e
solo in seguito questa parola venne usata per cento. Dunque, se si intende l'hndru di
centoventi, seicentoquaranta sono le porte della Valhll e novecentosessanta gli Einherjar che
usciranno da ciascuna di esse (640 x 960 = 614.400); se si intende l'hndru di cento,
cinquecentoquaranta sono le porte di Valhll e ottocento gli Einherjar che usciranno da ciascuna di
esse (540 x 800 = 432.000). Considerazioni legate alla durata del ciclo della precessione degli
equinozi indicherebbero nel secondo calcolo le cifre corrette (De Santillana ~ Von Dechend 1969),
anche se i filologi preferiscono in genere attenersi al valore tradizionale di hndru come
centoventi.
25 e 26 (b) Casa di Herjafr presumibilmente una kenning per indicare la Valhll.
27-28 Il novero dei fiumi cosmici abbastanza confuso, l'ortografia dei nomi varia nei
manoscritti del Grmnisml. Oltretutto nella sua opera Snorri riprende alcuni di questi nomi di
fiumi, dandone due elenchi tra loro assai differenti (Gylfaginning [4 | 39]). Per un approfondimento
sui fiumi cosmici, si veda il capitolo apposito [MITI]. Secondo Sophus Bugge, le strofe [27-30]
sarebbero in blocco un'interpolazione (Bugge 1867); altri editori che pure hanno accettato il
passaggio, hanno invece espunto dei versi.
29 (g) L'sbr Ponte degli sir ovviamente il ponte Bilrst (secondo Snorri, Bifrst),
l'arcobaleno che unisce la terra al cielo. Questa strofa citata da Snorri (Gylfaginning [15 {22}]).
(h) Non si capisce perch il ponte vada a fuoco se vi transiti rr: forse vi un riferimento a un
mito che non conosciamo [MITI].
33 Alcuni studiosi, tra cui Sophus Bugge, pensano che questa strofa possa essere interpolata.
Snorri, che pure riporta integralmente le due strofe successive [34-35], di questa fa soltanto una
parafrasi (Gylfaginning [16]) ma senza aggiungere nulla di nuovo. (b) I pi alti ramoscelli,
che i cervi brucherebbero, sono soltanto una traduzione ipotetica (Bellows 1936): nel manoscritto
originale il testo non molto chiaro.
34-35 Queste strofe sono citate da Snorri (Gylfaginning [16 {15-16}]), anche se in senso inverso
rispetto al loro ordine nel Grmnisml. L'ordine Snorri appare essere pi logico, rispetto a quello
tramandato dal poema.
36 Questa strofa citata da Snorri (Gylfaginning [36 {42}]).
37-41 Secondo Mllenhoff queste strofe sarebbero state interpolate ed Edzardi sospetta che esse

possano venire addirittura da una versione pi antica del Vafrnisml (si confronti Grmnisml
[40] con Vafrnisml [21]). Snorri parafrasa le strofe 37-39 (Gylfaginning [11]) e cita
direttamente le strofe 40-41 (Gylfaginning [8 {11-12}]).
39 (e) Hrvitnir un appellativo di Fenrir. (c) In alcune traduzione il semiverso til varna
viar al riparo tra i boschi viene emendato in til Jarnviar al bosco di ferro, con riferimento
alla localit mitica di Jarnvir, il bosco dagli alberi di ferro dove dimorano le streghe. (f) Chiara
sposa del cielo [heia bri himins] una kenning per indicare il sole. In norreno, sl femminile.
40-41 Come detto, queste due strofe sono citate da Snorri (Gylfaginning [8 {11-12}]).
42 Il senso di questa strofa non affatto chiaro.
44 Questa strofa citata da Snorri (Gylfaginning [41 {49}]).
45 Ora Grmnir cessa la sua esibizione di sapienza e torna, d'un tratto, alla realt immediata.
Legato tra i fuochi, egli alza il capo a rivelare chi sia. La sequela di nomi che enumera, oltre a
continuare in qualche modo il contenuto gnomico-sapienziale del poema, prelude alla rivelazione
finale, chi sia davvero il viandante che Geirrr, in spregio alle sacre regole dell'ospitalit, sta
torturando. I nomi che egli elenca in una serie di fittissime strofe sono infatti gli heiti di inn.
46-49 Il canone degli heiti di inn viene citato da Snorri in una lunga sequenza (Gylfaginning
[20 {30}]), privata delle parti discorsive che nel poema interrompono l'enumerazione dei nomi. La
maggior parte di questi epiteti si riferiscono evidentemente a miti che non conosciamo, di cui anzi
qua e l si fa qualche oscuro accenno (ad esempio deve essere esistito un mito dove inn, sotto il
nome di Jlkr, si rec presso le genti di un certo smundr; oppure di quando, sotto il nome di
Kjalarr, fu costretto a tirare una slitta). Per approfondire gli epiteti di inn, si veda [SAGGIO].
Epilogo Dopo che inn ha cessato di parlare e il suo lungo discorso si chiuso, una piccola,
tragica chiusa in prosa, conclude il poema.

SKRNISML
IL DISCORSO DI SKRNIS
Prologo
I genitori di Freyr sono preoccupati (1-2)
Skrnir si rivolge a Freyr (3-7)
Skrnir si offre di andare in Jtunheimr per conquistare la fanciulla (8-10)
Skrnir in Jtunheimr (11-13)
Cambio di scena: in casa di Gerr (14-17)
I doni di Skrnir (18-22)
Skrnir passa alle minacce (23-36)
Gerr acconsente a incontrare Freyr (37-39)
Freyr riceve la notizia (40-42)
Note

SKRNISML
(FOR SKRNIS)

Prologo

I genitori di
Freyr sono
preoccupati.

IL DISCORSO DI SKRNIR
(IL VIAGGIO DI SKRNIR)

Freyr, sonr Njarar,


hafi setzk Hliskjlf
ok s um heima alla.
Hann s Jtunheima,
ok s ar mey fagra,
er hn gekk fr skla
fur sns til skemmo.
ar af fekk hann
hugsttir miklar.

Freyr, figlio di Njrr,


sedeva in Hliskjlf e
guardava in tutti i mondi.
Lanci uno sguardo in
Jtunheimr e vide l una
meravigliosa fanciulla: ella
usciva dalle stanze del padre
suo per andare alla dispensa.
Subito egli fu preso da pena
d'amore.

Skrnir ht sksveinn
Freys. Njrr ba hann
kveja Frey mls.

Skrnir si chiamava il
servitore di Freyr. Njrr lo
preg di interrogare Freyr.

mlti Skai:

Allora parl Skai:

Rstu n, Skrnir,
ok gakk at beia
okkarn mla mg
ok ess at fregna,
hveim enn fri s

lzati, Skrnir,
e veloce va' a chiedere
un colloquio a nostro figlio,
e fatti dire
contro chi quel sapiente

Skrnir si
rivolge a
Freyr.

ofreii afi.

sia adirato.

Skrnir kva:

Skrnir disse:

Illra ora
er mr n at ykrom syni,
ef ek geng at mla vi
mg
ok ess at fregna,
hveim enn fri s
ofreii afi.

Cattive parole
mi aspetto di avere da vostro
figlio
se vado parlare col giovane
per farmi dire
contro chi quel sapiente
sia adirato.

Skrnir:

Skrnir disse:

Segu at, Freyr,


flkvaldi goa,
ok ek vilja vita,
hv einn sitr
ennlanga sali,
minn drttinn, um daga.

Dimmi questo, Freyr,


condottiero fra gli di,
e che io vorrei sapere,
perch tu siedi solo
nella vasta sala,
mio signore, tutti i giorni?

Freyr

Freyr disse:

Hv um segjak r,
seggr enn ungi,
mikinn mtrega?
vat lfrull
lsir um alla daga
ok eygi at mnom
munom.

Come posso dirti,


giovane uomo,
la mia pesante pena?
La gloria degli lfar
d luce a tutti i giorni
ma non ai miei sentimenti.

Skrnir:

Skrnir disse:

Muni na
hykka ek sv mikla vera
at mr, seggr, ne segir,
vat ungir saman
vrom i rdaga;
vel mttim tveir trask.

I tuoi sentimenti
non credo siano cos grandi
che tu, signore, non possa
parlarne.
Poich giovani insieme
fummo al principio del
tempo;
c' fiducia tra noi due.

Freyr:

Freyr disse:

Gymis grom
ek s ganga
mr ta mey;

Nella fortezza di Gymir


ho visto andare
una fanciulla che mi ispir

Skrnir si
offre di
andare in
Jtunheimr
per parlare
con la
fanciulla.

10

Skrnir in
Jtunheimr.

armar lsto
en af aan
alt lopt ok lgr.

amore.
Le sue braccia lucevano
e da questa
l'aria tutta e il mare.

Mr er mr tari
en manni hveim
ungom rdaga;
sa ok lfa
at vill engi mar
at vit samt sm.

Fanciulla a me pi cara
che a qualunque
giovane uomo, al principio
del tempo.
Tra gli sir e gli lfar
non vuole nessuno
che noi si stia insieme.

Skrnir:

Skrnir disse:

Mar gefu mr ,
ann er mik um myrkvan
beri
vsan vafrloga,
ok at sver
er sjlft vegiz
vi jtna tt.

Il cavallo consegnami
allora
che per l'oscura mi porti
guizzante fiamma famosa
e quella spada
che da s combatte
contro la stirpe dei giganti.

Freyr:

Freyr disse:

Mar ek r ann gef


er ik um myrkvan berr
visan vafrloga,
ok at sver
er sjlft mun vegaz,
ef s er horskr er hefir.

Il cavallo ti consegno
che per l'oscura ti porti
guizzante fiamma famosa,
e questa spada
che da s combatter
se chi la tiene accorto.

Skrnir mlti vi hestinn:

Skrnir disse al cavallo:

Myrkt er ti,
ml kve ek okr fara
rig fjll yfir,
yrja j yfir;
br vit komumk,
ea okr ba tekr
s inn mtki jtunn.

Buio l fuori,
tempo, dico, di metterci in
viaggio
attraverso montagne
brumose,
attraverso paesi di giganti.
o entrambi passeremo
O ci prender entrambi
quel gigante oltremodo
possente.

Skrnir rei Jtunheima


til Gymis gara. ar vro

Skrnir cavalc in
Jtunheimr verso la fortezza

11

12

13

Cambio di
scena; in
casa di
Gerr.

14

hundar lmir, ok bundnir


fyrir skgars hlii, ess
er um sal Gerar var.
Hann rei at ar er
fhirir sat haugi ok
kvaddi hann:

di Gymir. C'erano l cani


feroci, legati davanti alle
porte del recinto che
circondavano la dimora di
Gerr. [Skrnir] cavalc l
dove un pastore sedeva su un
tumulo e gli disse:

Segu at, hirir,


er haugi sitr
ok varar alla vega,
hv ek at anspilli
komumk ens unga mans
fyr greyjom Gymis.

Di' questo, pastore,


tu che su quel tumulo siedi
e sorvegli tutte le strade:
come posso a colloquio
venire con la giovane donna
oltrepassando i cani di
Gymir?

Hirir kva:

Il pastore disse:

Hvrt ertu feigr


ea ertu framgenginn?
[...]
anspillis vanr
skalt vera
grar meyar Gymis.

Moribondo sei tu
o sei gi trapassato
[tu che cavalcasti fin qui]?
Del colloquio privo
sempre sarai
con la buona figlia di
Gymir.

Skrnir kva:

Skrnir disse:

Kostir ro betri
heldr en at klkkva s,
hveim er fss er fara;
eino dgri
mr var aldr um skapar
ok alt lf um lagit.

C' meglio da scegliere


che lamentarsi
per chi pronto a partire.
Fino alla morte
la durata della mia vita
fissata,
e stabilita la mia esistenza.

Gerr kva:

Gerr disse:

Hvat er at hlym hlymja


er ek heyri n til
ossom rnnom ?
jr bifaz,
en allir fyrir
skjlfa garar Gymis.

Cos' questo frastuono


che sento ora rimbombare
nelle nostre dimore?
La terra trema
e tutta rintrona
la reggia di Gymir.

Ambtt kva:

La serva disse:

15

16

17

I doni di
Skrnir.

18

19

20

Mar er hr ti
stiginn af mars baki,
j ltr til jarar taka.

Un uomo qui fuori


smontato gi dal cavallo,
che fa pascolare il suo
destriero.

Gerr kva:

Gerr disse:

Inn bi hann ganga


okkarn sal
ok drekka inn mra mjd;
ek hitt umk
at hr ti s
minn brurbani.

Pregalo di venir dentro


la nostra dimora
e di bere il miglior idromele.
Anche se questo io temo:
che qui fuori vi sia
l'assassino di mio fratello.

Hvat er at lfa
n sa sona
n vssa vana?
hv einn um komt
eikinn fr yfir
r salkynni at sj?

Chi tra gli lfar,


tra i figli degli sir
o tra i sapienti Vanir?
Come da solo sei venuto
attraverso la tremenda
vampa
a vedere la nostra dimora?

Skrnir kva:

Skrnir disse:

at ek lfa
n sa sona
n vssa vana;
ek einn um komk
eikinn fr yfir
yor salkynni at sj.

Non sono io degli lfar,


n dei figli degli sir
n dei sapienti Vanir,
anche sa da solo son venuto
attraverso la tremenda
vampa
a vedere la vostra dimora.

Epli ellifo
hr hefi ek algullin,
au mun ek r, Gerr,
gefa,
fri at kaupa,
at r Frey kveir
leiastan lifa.

Undici mele
ho qui, tutte d'oro,
e le dar a te, Gerr, in dono,
per mercato d'amore,
se tu dici che per te Freyr
il pi caro dei viventi.

Gerr kva:

Gerr disse:

Epli ellifo
ek igg aldregi
at mannzkis munom,
n vit freyr
mean okkart fjr lifir,

Undici mele
non accetter mai
per la passione di alcuno.
Freyr e io
per il tempo della nostra vita

21

22

Skrnir
passa alle
minacce.

23

24

25

byggjom bi saman.

non vivremo mai, noi due,


assieme.

Skrnir kvad:

Skrnir disse:

Baug ek r gef,
ann er brendr var
me ungom ins syni;
tta ero jafnhfgir,
er af drjpa
ena nundo hverja ntt.

Un bracciale dono a te,


che fu arso sul rogo
col giovane figlio di inn.
Otto dello stesso peso
gocciolano da esso
ogni nona notte.

Gerr kva:

Gerr disse:

Baug ek ikkak,
tt brendr s
me ungom ins syni;
era mr gullz vant
grom Gymis,
at deila f fur.

Un bracciale non accetter,


anche se fu arso sul rogo
col giovane figlio di inn.
Oro non mi manca
nella fortezza di Gymir,
mi bastano le ricchezze del
padre.

Skrnir kva:

Skrnir disse:

Sr enna mki, mr,


mjvan, mlfn,
er ek hefi hendi hr?
hfu hggva
ek mun r hlsi af,
nema mr stt segir.

Vedi questa spada,


fanciulla,
sottile, cesellata,
che in pugno brandisco?
La tua testa via
ti mozzer dal collo
se a me non dirai un s.

Gerr kva:

Gerr disse:

nau ola
ek vil aldregi
at mannzkis munom;
ek hins get
ef it Gymir finniz,
vigs trauir,
at ykr vega ti.

Violenze
io non tollero
per la passione di alcuno.
Io per sento
che se Gymir ti trova,
voi, impetuosi,
avrete modo di battervi!

Skrnir kva:

Skrnir disse:

Sr enna mki, mr,


mjvan, mlfn,
er ek hefi hendi hr?

Vedi questa spada,


fanciulla,
sottile, cesellata,

26

27

28

29

30

fyr essom eggjom


hngr s inn aldni jtunn,
verr inn feigr fair.

che in pugno brandisco?


Sul morso di questa lama
croller l'antico gigante,
trover la morte tuo padre.

Tamsvendi ek ik drep,
en ek ik temja mun,
mr, at mnom munom;
ar skaltu ganga
er ik gumna synir
san va s.

Con la verga di potere ti


colpisco
e cos ti piegher,
fanciulla, al mio volere.
Tu andrai l
dove i figli degli uomini
non ti vedranno pi.

Ara fo
skaltu r sitja,
horfa heimi r,
snugga heljar til;
matr s r meirr leir
en manna hveim
enn frni orm me firom.

Sul poggio dell'aquila


sarai tu seduta:
dal mondo guarderai gi
protesa verso gli inferi.
Il cibo ti sar pi disgustoso
che per gli uomini
il viscido serpente.

At undrsjnom verir,
er t kmr;
ik Hrmnir hari,
ik hotvetna stari;
vkunnari verir
en vrr me goom,
gapi grindom fr.

Spettacolo orrendo darai


se riuscirai a venirne fuori:
ti guardi Hrmnir
sogghignando,
ti schernisca la gente!
Sarai pi osservata
del guardiano degli di,
a bocca aperta tra i cancelli
rimarrai.

Tpi ok pi,
tjsull ok oli,
vaxi r tr me trega!
Seztu nir,
en ek mun segja r
svran ssbreka
ok tvennan trega:

Pazzia e lamento,
malocchio e tormento,
con angoscia per te saranno
lacrime!
Rimani a sedere,
ch io voglio narrarti
il triste frantumarsi della tua
gioia
e un raddoppiato dolore.

Tramar gneypa
ik skolo gerstan dag
jtna grom ;
til hrmursa hallar
skalt hverjan dag
kranga kosta laus,
kranga kosta vn;

Ti strazieranno dmoni
quanto lungo il giorno
nei recinti dei giganti.
Nelle sale dei giganti di
brina
tu dovrai, ogni giorno,
strisciare senza letizia,

grt at gamni
skaltu ggn hafa
ok leia me trom trega.

strisciare senza gioia.


Lacrime per risa
avrai tu in cambio
e dolore in mezzo al pianto!

31

Me ursi rhfuom
skalt nara
ea verlaus vera!
itt ge grpi,
ik morn morni!
Ver sem istill,
s er var runginn
nn ofanvera!

Col gigante a tre teste


passerai il tuo tempo
e non partorirai un maschio!
Il tuo senno s'infranga,
la debolezza ti consumi!
Sarai tu come il cardo
preso nell'ultimo
tempo della mietitura!

32

Til holtz ek gekk


ok til hrs viar,
gambantein at geta;
gambantein ek gat.

Al bosco sono andato


nell'umida foresta
la magica verga a prendere;
la magica verga ho preso.

Reir er r inn,
reir er er sabragr,
ik skal Freyr fjsk,
en fyrinilla mr,
en fengit hefir
gambanreii goa.

Ira ti viene da inn,


ira ti viene dal migliore degli
sir,
ti sar Freyr eterno nemico.
Perfida fanciulla,
ti sei imbattuta
nell'ira tremenda degli di.

Heyri jtnar,
heyri hrmursar,
synir Suttunga,
sjlfir sliar,
hv ek fyrirb,
hv ek fyrirbanna
manna glaum mani,
manna nyt mani!

Udite, giganti,
udite, giganti di brina,
figli di Suttungr,
e voi stessi, campioni degli
sir!
Come io qui vieto
come io qui precludo
a costei la gioia dell'uomo,
a costei il piacere dell'uomo!

Hrmgrmnir heitir urs,


er ik hafa skal
fyr ngrindr nean;
ar r vlmegir
viar rtom
geita hland gefi;
ri drykkjo
f aldregi,
mr, at nom munom,
mr, at mnom munom!

Hrmgrmnir si chiama il
gigante
che ti possieder
oltre il cancello dei morti.
L schiavi cenciosi
tra le radici dell'albero
ti daranno piscio di capra.
Bevanda migliore
tu non avrai mai,
fanciulla, per mio volere,
fanciulla, per tuo volere!

33

34

35

36

Gerr
acconsente
a incontrare
Freyr.

37

38

39

Freyr riceve
la notizia.

40

urs rst ek r
ok rj stafi,
ergi ok i
ok ola;
sv ek at af rst
sem ek at reist,
ef graz arfar ess.

La runa urs incido per te


e tre caratteri:
lussuria e follia
e tormento.
Come io li incido
cos io, se mi conviene,
li posso cancellare.

Gerr kva:

Gerr disse:

Heill ver n heldr,


sveinn,
ok tak vi hrmklki,
fullom forns mjaar;
hafa ek at tlat,
at myndak aldregi
unna vaningja vel.

Salute sia allora a te, o


giovane,
e prendi il calice di brina
colmo dell'antico idromele!
Pur se io avevo pensato
che mai avrei potuto
voler bene a stirpe di Vanir.

Skrnir kva:

Skrnir disse:

rindi mn
vill ek ll vita,
r ek ra heim hean,
nr ingi
munt enom roska
nenna Njarar syni.

La mia ambasciata
voglio tutta conoscere
prima che cavalchi verso
casa.
Quando un incontro tu
gradirai col forte
figlio di Njrr.

Gerr kva:

Gerr disse:

Barri heitir,
er vit bi vitom,
lundr lognfara;
en ept ntr no
ar mun Njarar syni
Gerr unna gamans.

Barrey si chiama
quel che entrambi
conosciamo,
bosco di silenti sentieri.
E fra nove notti
l col figlio di Njrr,
Gerr scambier passione
d'amore.

a rei Skrnir heim.


Freyr st ti ok kvaddi
hann ok spuri tinda:

Allora cavalc Skrnir a


casa. Freyr stava fuori e a lui
si rivolse e gli chiese notizie:

Segu mr at, Skrnir,


r verpir sli af mar
ok stigir feti framarr,
hvat rnair

Dimmi questo, Skrnir,


prima che tu tolga la sella al
destriero
e muova i tuoi passi:

41

42

jtunheima
ns ea mns munar.

che cosa hai concluso


in Jtunheimr
per tuo e mio volere?

Skrnir kva:

Skrnir disse:

Barri heitir,
er vit bir vitom,
lundr lognfara;
en ept ntr no
ar mun Njarar syni
gerr unna gamans.

Barrey si chiama
quel che entrambi
conosciamo,
bosco di silenti sentieri.
E fra nove notti
l col figlio di Njrr,
Gerr scambier passione
d'amore.

Freyr kva:

Freyr disse:

Lng er ntt,
langar ro tvr,
hv um reyjak rjr?
opt mr mnar
minni tti
en sj hlf hnott.

Lunga una notte,


pi lunghe sono due,
come potr reggerne tre?
Spesso un mese
mi parso pi breve
di met di questa notte
d'attesa.

NOTE
Titolo Il titolo Skrnisml (Discorso di Skrnir) appartiene al Codex Arnamagnanus. Nel
Codex Regius il poema intitolato For Skrnis (Viaggio di Skrnir).
Prologo Hliskjlf il trono di inn, sito nel palazzo di Valaskjlf, dal quale possibile
osservare tutto quanto accade nei nove mondi (Gylfaginning [9 | 17]).
1 Nel prologo Njrr a chiedere a Skrnir di indagare riguardo alla melanconia di suo figlio
Freyr: nel poema a rivolgersi a Skrnir invece Skai, sposa di Njrr e madre adottiva di Freyr.
Nella richiesta di Skai, alcuni editori emendano il pronome possessivo accusativo duale okkarn
nostro con il singolare vrn mio; dunque mio figlio invece di nostro figlio, in quanto il
bisillabo duale comporterebbe un errore metrico. Stessa correzione viene fatta nella strofa
successiva [2], dove la replica di Skrnir viene emendata in tuo figlio invece del duale originale
vostro figlio. Cos traduce ad esempio Henry Adams Bellows [my son / thy son] (Bellows 1936).
Noi abbiamo lasciato la forma originale.
4 (d) lfrull gloria degli elfi, kenning per sole, forse cos chiamato perch la sua luce

sarebbe fatale a nani ed elfi. (Alvssml [35])


6 Ci informa Snorri, nella parafrasi che ci d della vicenda: Un uomo si chiamava Gymir e sua
moglie Aurboa: ella era della stirpe dei giganti delle montagne. Loro figlia era Gerr, la pi bella
di tutte le fanciulle (Gylfaginning [37]). Gymir sembra essere un gigante legato al mare (il suo
nome citato come uno degli heiti per mare). A una natura marina del personaggio si riferisce
anche jlfr r Hvni che chiama lo scroscio delle onde del mare canzoni di Gymir [Gymis
lj] (Ynglingatal [25]). L'incipit del Lokasenna, inoltre, sembra identificare Gymir con il dio del
mare gir.
7 Nella parafrasi prosastica di Snorri presente, a questo punto, l'esplicita richiesta di Freyr che
Skrnir vada a corteggiare Gerr in suo nome: E tu devi andare a corteggiarla per me, e devi
portarmela qui, che suo padre lo voglia o no: di ci sapr bene ricompensarti, a cui segue la
risposta di Skrnir che lo avrebbe fatto a patto che Freyr gli avesse ceduto il cavallo e la spada.
Poich il testo di Snorri molto vicino a quello del poema, alcuni studiosi ritengono possibile che il
testo originale dello Skrnisml avesse riportato le parole di Freyr, poi riprese da Snorri; dunque
possibile che una strofa sia stata omessa tra la [7] e la [8].
8 e 9 (d) Il dono, da parte di Freyr, della propria spada a Skrnir, spiega perch egli nel ragnark,
mancandogli una spada, sia destinato a soccombere nella battaglia contro Surtr (Vlusp [53]).
Snorri aggiunge che, essendo Freyr senza spada, abbia ucciso un certo Beli con un corno di cervo
(Gylfaginning [37]), ma di questo mito non abbiamo altri dettagli.
10 (d) yrja j yfir attraverso paesi di giganti. Secondo alcuni studiosi, questo semiverso
sarebbe spurio.
12 (c) Il terzo semiverso di questa strofa assente in tutti i manoscritti e non sembra esservi
alcuna lacuna. Nella nostra traduzione abbiamo riportato l'emendamento congetturale di Nikolai
Grundtvig (Grundtvig 1806).
13 Questa strofa ricorda irresistibilmente i proverbi e le sentenze presenti nella prima parte del
Hvaml.
15 Questa strofa formata soltanto da un verso lungo e uno pieno e nei manoscritti non c'
alcuna indicazione di una lacuna. Sophus Bugge ha suggerito di emendarla dal testo (Bugge 1806);
Karl von Hildebrand ha suggerito invece di emendare, come spuri, gli ultimi tre semiversi della
strofa [14] e di raccogliere insieme le strofe [14-15] come se formassero una singola strofa
(Hildebrand 1876), ma si tratta di una soluzione poco convincente.
16 (f) Non sappiamo chi sia il fratello di Gerr n tantomeno chi fosse stato a ucciderlo. Una
possibile soluzione che Gerr si riferisca all'enigmatico mito dell'uccisione di Beli da parte di
Freyr, di cui tratta rapidamente Snorri quando parla della spada che Freyr avrebbe ceduto a Skrnir:
Questa la causa per cui Freyr era senza armi quando combatt contro Beli e lo uccise con un
corno di cervo (Gylfaginning [37]). Si pu obiettare che, a questo punto del racconto, Freyr si
appena privato della sua spada cedendola a Skrnir e difficilmente avrebbe avuto il tempo di
combattere contro Beli; in tal caso le parole di Gerr potrebbero essere interpretate come un
presagio. Ma rimane il fatto che l'uomo fuori della porta non Freyr ma Skrnir, del quale non sono
stati tramandati combattimenti od omicidi.

18 Il Codex Arnamagnanus omette questa strofa.


19 (a-b) Skrnir si riferisce probabilmente alle mele d'oro coltivate dalla dea Iunn, che dnno
agli di l'eterna giovinezza; ma perch vengano donate in numero di undici non lo sappiamo.
21 (a) Si tratta del bracciale Draupnir, che fu deposto sulla pira funebre di Baldr e che, in
seguito, lo stesso Baldr rimand a inn dagli inferi (Gylfaginning [49]). Come il bracciale sia
finito nelle mani di Freyr e Skrnir non lo sappiamo. (d-f) Gli ultimi tre semiversi sono omessi
nel Codex Arnamagnanus.
22 (a-b) I primi due semiversi di questa strofa sono omessi nel Codex Arnamagnanus.
25 (a-c) I primi tre semiversi, ripetuti poi dalla strofa [23], sono abbreviati sia nel Codex Regius
che nel Codex Arnamagnanus.
27 (a) Il poggio dell'aquila forse la montagna ai confini del mondo dove si trova Hrsvelgr,
il gigante in forma di aquila che col battito delle sue ali crea i venti che soffiano sul mondo
(Vaftrnisml [37]). (c-d) Questi semiversi sono mutili in entrambi i manoscritti, la traduzione
congetturale. Hildebrand propone di emendare i due versi, ma cos facendo il testo non appare
completo (Hildebrand 1876). (f-g) Nel Codex Arnamagnanus la strofa manca degli ultimi due
semiversi.
28 (c) Hrmnir: evidentemente il nome di un gigante, oltre qui citato soltanto nel Hyndlulj [33]
(a meno che non sia da identificare con Hrmr, re dei giganti di brina). Il guardiano degli di
[vrr me goom] chiaramente Heimdallr, ma il senso della maledizione ci sfugge. Secondo
alcuni il quarto semiverso sarebbe spurio.
29 (a-b) Pazzia e lamento | malocchio e tormento: rendiamo cos quattro parole [Tpi ok pi |
tjsull ok oli], sapientemente allitterate, il cui significato non chiaro, anche se le si ritiene
relative a forme di squilibrio mentale. Il dizionario antico islandese di Cleasby e Vigfsson
suggerisce le seguenti traduzioni: tpi follia (cfr. danese tbe matto); pi < p grido,
lamento (cfr. gotico wpjan gridare, anglosassone wp, inglese whoop gridare e weep
piangere); tjsull forse incantamento (cfr. anglosassone tsel, inglese teasle, nome di un tipo
di cardo [Dispacus fullonum], erba anticamente usata per gli incatesimi; cfr. svedese tjusa/fortjusa
incantesimo, formula magica e tjusning fascino); oli non contemplato dal dizionario
(Cleasby ~ Vigfsson 1874). Nella traduzione inglese, Bellows rende questi versi con Furia e
brama | schiavit e ira [Rage and longin | fetters and wrath] (Bellows 1936). Tra i traduttori
italiani, Giacomo Prampolini scrive pazzia e perfidia | febbre e ferocia (Prampolini 1949);
Piergiuseppe Scardigli e Marcello Meli traducono Frenesia e gemito | pena e tormento (Scardigli
1982). Niedner e Barend Sijmons considerano l'intera strofa come interpolata (Sijmons 1906),
Finnur Jnsson emenda l'ultimo semiverso (Jnsson 1926).
30 Questa strofa e alcune delle successive appaiono un po' confuse. Seguiamo qui la lezione del
Codex Regius, che quella seguita dalla maggior parte degli editori del poema; il Codex
Arnamagnanus distribuisce i versi in maniera diversa, riportando i quattro semiversi centrali di
questa strofa nella strofa [35]. Alcuni studiosi, tra cui Niedner, Sijmons e Gering, si sono attenuti
alla seconda lezione, a cui peraltro fa riferimento la traduzione inglese (Bellows 1936). (a) La
parola tramar, qui tradotta con dmoni, non ha un'etimologia non molto chiara; probabilmente

connessa con lo svedese tromm e il danese tremmind maligno; la traduzione fornita dal
dizionario antico islandese spirito maligno, demonio (Cleasby ~ Vigfsson 1874). Hugo
Gering, nella versione tedesca, traduceva con Kobolde (Gering 1892). Nella traduzione inglese,
Bellows rende con un generico vile things (Bellows 1936), Piergiuseppe Scardigli e Marcello
Meli traducono invece esseri malvagi (Scardigli 1982).
31 (d-e) Anche questa strofa appare non del tutto chiara e ha subto da parte degli studiosi vari
arrangiamenti ed emendamenti. Il verso formato dal quarto e dal quinto semiverso [itt ge grpi |
ik morn morni] presenta delle imperfezioni metriche che hanno fatto pensare a un'interpolazione.
32 Strofa difettiva formata soltanto da un verso lungo e due versi pieni, ma non vi alcuna
lacuna nei manoscritti. In effetti l'intera strofa appare interpolata o fuori posto: probabile che in
origine andasse posta prima della strofa [25]. Infatti, mentre nella strofa [32] Skrnir afferma di
recarsi nel bosco a prendere una verga magica per colpire la fanciulla riottosa, nella strofa [25]
che aveva gi affermato di colpirla con la verga.
33 (d) La parola fyrinilla, qui tradotta con perfida, oscura. Scardigli e Meli la rendono con
turpe (Scardigli 1982), ma si tratta anche qui di una traduzione ipotetica. Secondo Jnsson l'intera
strofa sarebbe interpolata (Jnsson 1926).
34 Diversi studiosi ritengono che il quarto semiverso sia un'interpolazione; altri ancora
espungono l'ultimo semiverso. Altri, al contrario, traducono il terzo e quarto semiverso come se
appartenessero a un verso lungo che suonerebbe all'incirca voi, di e figli di Suttungr. Suttungr
il gigante di cui tratta l'Hvaml [104].
35 (a) Hrmgrmnir ammantato di gelo: evidentemente anche qui il nome di un gigante, non
conosciuto in altre fonti. I versi di questa strofa appaiono combinati in maniera diversa a seconda
dei manoscritti.
36 (a) urs gigante, era la quarta runa del fuark, all'origine dell'attuale lettera
islandese (conosciuta come orn). Anche questa strofa presenta nel testo delle difficolt
(ad esempio nei manoscritti inizia con la lettera minuscola) che fanno pensare a eventuali
manipolazioni.
41 Nei manoscritti questa strofa abbreviata, ridotta alle sole iniziali.
42 Questa strofa citata da Snorri con una lieve variante. Mentre il testo del Codex Regius dice
lunga una notte | pi lunghe sono due [Lng er ntt | langar ro tvr], Snorri riporta: lunga
una notte | lunga una seconda [Lng er ntt | lng er nnur] (Gylfaginning [37]). evidente che
Snorri disponeva di un testo diverso di quello che ci stato tramandato.

BALDRS DRAUMAR
I SOGNI DI BALDR
Discesa di inn agli inferi
Le domande di inn e le risposte della veggente
La veggente riconosce inn
Note

BALDRS
DRAUMAR
[VEGTAMSKVIA]

I SOGNI DI BALDR
[CARME DEL VIANDANTE]

Senn vru sir


allir ingi
ok synjur
allar mli,
ok um at ru
rkir tvar,
hv vri Baldri
ballir draumar.

Radunati erano tutti


gli sir in assemblea,
e le synjur
tutte a discutere,
e si consultarono,
gli di potenti,
perch facesse Baldr
sogni premonitori di rovina.

Upp reis inn,


alda gautr,
ok hann Sleipni
sul of lagi;
rei hann nir aan
niflheljar til;
mtti hann hvelpi,
eim er r helju kom.

Si alz inn,
gautr dell'umanit,
e mise la sella
a Sleipnir.
Cavalc gi
fino a Niflhel
e incontr il cane,
che veniva da Hel.

S var blugr
um brjst framan
ok galdrs fur
gl of lengi;
fram rei inn,
foldvegr duni;
hann kom at hvu
Heljar ranni.

Era macchiato di sangue


davanti sul petto
e al padre degli incantesimi
abbai a lungo.
Continu a cavalcare inn,
il solido suolo rimbombava;
e all'alta dimora
di Hel arriv.

rei inn

Allora cavalc inn

Discesa di
inn agli
inferi

fyrir austan dyrr,


ar er hann vissi
vlu leii;
nam hann vittugri
valgaldr kvea,
unz nauig reis,
ns or of kva:

verso la porta orientale


dove sapeva che era
sepolta una veggente.
Per la strega
inton l'incantesimo,
finch ella costretta, risorse.
Subito parl la morta:

Hvat er manna at
mr kunnra,
er mr hefir aukit
erfitt sinni?
Var ek snivin snvi
ok slegin regni
ok drifin dggu,
dau var ek lengi.

Chi colui,
a me sconosciuto,
che al duro viaggio
mi costringe?
Sono ricoperta di neve,
sferzata dalla pioggia,
e intrisa di rugiada:
da tempo sono morta.

inn kva:

Disse inn:

Vegtamr ek heiti,
sonr em ek Valtams;
segu mr r helju,
ek mun r heimi:
Hveim eru bekkir
baugum snir,
flet fagrlig
flu gulli?

Mi chiamo Vegtamr,
e sono figlio di Valtamr.
Parlami di Hel:
dal mondo io te lo chiedo.
Per chi sono le panche
giuncate d'anelli
e le belle pareti
ricoperte d'oro?

Vlva kva:

Disse la vlva:

Hr stendr Baldri
of brugginn mjr,
skrar veigar,
liggr skjldr yfir,
en smegir
ofvni;
nauug sagak,
n mun ek egja.

Qui sta l'idromele


preparato per Baldr,
la chiara bevanda
coperta da uno scudo.
I figli degli sir
sono angosciati.
Costretta ho parlato,
ora voglio tacere.

inn kva:

Disse inn:

egj-at-tu, vlva,
ik vil ek fregna,
unz alkunna,
vil ek enn vita:
Hverr mun Baldri
at bana vera

Non zittirti, veggente!


Io chieder
finch non sapr tutto.
Questo voglio ancora sapere:
chi sar di Baldr
l'assassino

Le domande
di inn e
le risposte
della
veggente

10

11

12

ok ins son
aldri rna?

e priver della vita


il figlio di inn?

Vlva kva:

Disse la vlva:

Hr berr hvan
hrrbam inig,
hann mun Baldri
at bana vera
ok ins son
aldri rna;
nauug sagak,
n mun ek egja.

Hr porter quaggi
il grande eroe;
lui sar di Baldr
l'assassino
e priver della vita
il figlio di inn.
Costretta ho parlato,
ora voglio tacere.

inn kva:

Disse inn:

egj-at-tu, vlva,
ik vil ek fregna,
unz alkunna,
vil ek enn vita:
Hverr mun heift Hei
hefnt of vinna
ea Baldrs bana
bl vega?

Non zittirti, veggente!


Io chieder
finch non sapr tutto.
Questo voglio ancora sapere:
chi il misfatto di Hr
vendicher
o l'assassino di Baldr
porter sul rogo?

Vlva kva:

Disse la vlva:

Rindr berr Vla


vestrslum,
s mun ins sonr
einnttr vega:
hnd of vr
n hfu kembir,
r bl of berr
Baldrs andskota;
nauug sagak,
n mun ek egja.

Rindr partorir Vli


in Vestrsalir.
Il figlio di inn combatter
nato da una sola notte:
non si laver le mani
n si pettiner la testa,
prima che abbia portato sul rogo
l'uccisore di Baldr.
Costretta ho parlato,
ora voglio tacere.

inn kva:

Disse inn:

egj-at-tu, vlva,
ik vil ek fregna,
unz alkunna,
vil ek enn vita:
Hverjar ro r meyjar,
er at muni grta
ok himin verpa

Non zittirti, veggente!


Io chieder
finch non sapr tutto.
Questo voglio ancora sapere:
chi sono le fanciulle,
che canteranno il lamento
funebre

13
La veggente
riconosce
inn

14

halsa skautum?

gettando al cielo
i loro veli?

Vlva kva:

Disse la vlva:

Ert-at-tu Vegtamr,
sem ek huga,
heldr ertu inn,
aldinn gautr.

Tu non sei Vegtamr,


come mi hai fatto credere,
piuttosto inn,
gautr dell'umanit.

inn kva:

Disse inn:

Ert-at-tu vlva
n vs kona,
heldr ertu riggja
ursa mir.

Tu non sei una veggente,


n una donna sapiente!
Piuttosto sei di tre
giganti la madre.

Vlva kva:

Disse la vlva:

Heim r , inn,
ok ver hrigr,
sv komir manna
meir aftr vit,
er lauss Loki
lr r bndum
ok ragna rk
rjfendr koma.

Tornatene a casa, inn,


a vantare il tuo orgoglio.
Cos che nessun altro
mi rivedr pi
fino al giorno in cui Loki
si liberer dalle sue catene
e quelli che distruggeranno
tutto,
verranno per il ragnark.

NOTE
1 I primi sei semiversi di questa strofa li ritroviamo, formalmente identici, in una scena della
rymskvia, dove gli di e le dee si riuniscono per discutere sul come recuperare il martello di rr,
rubato dal gigante rymr.

Senn vru sir


allir ingi
ok synjur
allar mli,
ok um at ru
rkir tvar

Radunati erano tutti


gli sir in assemblea,
e le synjur
tutte a discutere.
E si consultarono,
gli di potenti,

hv eir Hlrria
hamar of stti.

come di Hlrrii
il martello riprendersi.

Edda poetica > rymskvia [14]

Nel Baldrs Draumar, il ing divino ovviamente finalizzato a un altro scopo: stabilire se gli
inquietanti sogni che Baldr ha riferito loro, siano premonitori di una qualche sciagura. E, nel caso,
quali provvedimenti prendere per salvaguardare la vita del dio. Questa scena era stata gi narrata
nell'Edda in prosa di Snorri.

En at er upphaf essar sgu at


Baldr inn ga dreymi drauma
stra ok httliga um lf sitt. En er
hann sagi sunum draumana,
bru eir saman r sn, ok var at
gert at beia gria Baldri fyrir alls
konar hska.

Questa storia ebbe inizio quando Baldr


il buono fece sogni grandiosi e terribili
che riguardavano la sua vita. Egli
raccont questi sogni agli sir, ed essi
si radunarono allora in consiglio e fu
deciso di proteggere Baldr da ogni tipo
di pericolo.

Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [49]

Nel racconto di Snorri, gli di sembrano subito consci della terribile premonizione contenuta nei
sogni fatti da Baldr e subito stabiliscono di proteggere il dio da ogni tipo di pericolo. Al contrario,
in questo poema, il senso dei sogni sembra rimanere ostico agli di e, prima di prendere qualunque
decisione, inn stabilisce di recarsi negli inferi per interrogare una defunta vlva, affinch gli sveli
il significato di quei sogni e gli riveli il destino che attende Baldr.
2 (a) Gautr: epiteto di inn, compare due volte in questo poema: in [2a] e in [13d], nella forma
alda/aldinn gautr gautr dell'umanit (o antico gautr, come prediligevano le vecchie
traduzioni). Di non facile interpretazione, probabilmente inerente a una qualificazione di inn
come dio o antenato dei Goti. L'epiteto si connette infatti con la regione del Gtland (Svezia
occidentale), toponimo che presuppone la forma antica Gautar come designazione del popolo che la
abitava (cfr anglosassone Getes). Da essi si sarebbero mossi, intorno al I secolo, genti destinate a
formare il popolo germanico orientale dei Goti (Ostrogoti e Visigoti). Questo farebbe pensare a un
possibile collegamento con Gapt, il progenitore degli Amali (famiglia reale degli Ostrogoti)
secondo Giordane (De origine actibusque Getarum [XIV: 79]). Nel testo, abbiamo preferito non
tradurlo. (2g-3b) il cane che si erge di guardia sulla strada che conduce negli inferi, secondo
un motivo ben conosciuto alla tradizione di tutto il mondo. Vi corrisponde ovviamente, quale
archetipo classico, il cane a tre teste Krberos, che nel mito greco incatenato alle porte dell'Ade.
Questi animali hanno il compito di impedire il passaggio, nei due sensi, tra il mondo dei vivi e
quello dei morti. L'animale che qui compare viene in genere identificato con Garmr, il cane
incatenato davanti a Gnipahellir, di cui la Vlusp [44 | 49 | 58] prevede lo scioglimento alla vigilia
del ragnark. Tale identificazione tuttavia priva di elementi probanti, tantopi che il cane citato
nei Baldrs Draumar non risulta incatenato. Affatto nuovo, invece, il motivo del petto insanguinato
di questo cane, a indicarne l'assoluta ferocia e malvagit.

3 (c) Padre degli incantesimi [galdrs fur], splendida kenning a indicare inn, in virt della
sua sapienza e della sua capacit di dominare gli elementi e le creature con canti magici [galdrar].
Si veda in proposito l'impressionante quadro dei poteri magici del dio in Ynglingasaga [7]. (e) Il
manoscritto marca il quinto semiverso come inizio di una nuova strofa. Di conseguenza, alcune
edizioni moderne combinano in maniera differente le strofe successive. probabile che il testo, cos
come ci pervenuto, sia piuttosto lacunoso. (g-h) La dimora di Hel aveva nome ljnir: era un
palazzo dalla pareti e dal tetto fatti di serpenti intrecciati, protetto da un'alta quanto impenetrabile
palizzata. Nel suo salone principale, gelido e triste, sedevano le anime di tutti coloro che, non
essendo stati in vita dei guerrieri, non potevano accedere alla Valhll.
4 Questa strofa presenta un interessante quadro delle tecniche necromantiche e del linguaggio
inerente. Che inn fosse in grado di far parlare i morti attestato nell'Hvaml, dove si dice
conoscesse un incantesimo che gli permettesse di discorrere con gli impiccati:

Ef ek s tr uppi
vfa virgiln,
sv ek rst
ok rnum fk
at s gengr gumi
ok mlir vi mik.

Se io vedo su un albero in alto


un impiccato oscillare,
in tal modo incido
e in rune dipingo
cos che quell'uomo cammini
e parli con me.
Edda poetica > Hvaml [157]

Anche Snorri ricorda che inn a volte resuscitava dalla terra i morti o si sedeva sotto i corpi
penzolanti dalle forche; perci era detto signore degli spiriti dei morti o degli impiccati [en
stundum vakti hann upp daua menn or jru, ea settist undir hanga; fyrir v var hann kallar
drauga drttinn ea hanga drttinn] (Ynglingasaga [7]). (g) Valgaldr, letteralmente
incantesimo dei caduti, il termine qui attribuito al canto magico in grado di resuscitare i morti.
(h) Letteralmente: pronunci parole di cadavere. Ns or sono le parole pronunciate da un
defunto.
6 (a-b) inn si presenta alla vlva con due epiteti piuttosto trasparenti. Vegtamr aduso alle
vie, dunque viandante, con riferimento al carattere pellegrino e vagabondo del dio. Valtamr, che
nella presentazione fatta dal dio sarebbe il presunto padre di Vegtamr, anch'esso epiteto inerente
alla natura del dio: aduso [alla scelta] dei caduti. Il fatto che inn debba nascondere la sua
identit , in questo caso, abbastanza logico, visto che a quanto pare la vlva appartiene alla razza
dei giganti [13] e potrebbe non volere rispondere alle domande di un dio. (e-h) Per chi sono le
panche giuncate d'anelli e le belle pareti ricoperte d'oro? la prima domanda che inn pone alla
vlva. Il dio si riferisce al salone del palazzo di Hel, nel quale egli ha avuto evidentemente modo di
gettare un'occhiata mentre vi cavalcava accanto. Il salone stato addobbato per una festa di
benvenuto, segno evidente che in ljnir fervono i preparativi per accogliere un ospite di rango.
inn teme possa trattarsi di Baldr, e la risposta della vlva conferma i suoi timori.
7 (d) Uno scudo qui usato come coperchio del calderone dell'idromele, forse per proteggerlo
dal malocchio? (Gering 1927-1931). (g-h) Costretta ho parlato, | ora voglio tacere [nauug
sagak, | n mun ek egja]: la formula conclusiva nelle risposte della vlva esprime l'estrema

riluttanza dei morti a essere risvegliati e obbligati a rivelare i segreti a loro accessibili. Nel
manoscritto, tale formula indicata con un acrostico nelle strofe [9] e [11].
8 (a-c) Non zittirti, veggente! | Io chieder | finch non sapr tutto [egj-at-tu, vlva, | ik vil
ek fregna, | unz alkunna]: all'accorata preghiera della vlva di tornare al suo sonno di morte,
corrisponde la formula imperiosa con la quale inn la obbliga a parlare. Nel manoscritto, tale
formula indicata con un acrostico nelle strofe [10] e [12].
9 (a-f). Cfr. Edda in prosa > Gylfaginning [49]. Per i dettagli, vedi l'introduzione [SUPRA].
11 (a-f). Del dio Vli, Snorri dice semplicemente: li o Vli si chiama un ss figlio di inn e
di Rindr. Egli coraggioso in battaglia e un esperto tiratore [li ea Vli heitir einn, sonr ins ok
Rindar. Hann er djarfr orrostum ok mjk happskeytr]. Detto questo, Snorri ignora del tutto il ruolo
di questo dio quale vendicatore di Baldr, nonostante il motivo sia citato in un passo della Vlusp:

Baldrs brir vas


of borinn snimma,
s nam ins sonr
einnttr vega.

Era il fratello di Baldr


nato precocemente;
il figlio di inn
vecchio di una notte combatt.

hann va hendr
n hfu kembi,
r bl of bar
Baldrs andskota.

Non lav mai le mani


n si pettin il capo
finch non trascin sul rogo
il nemico di Baldr.
Edda poetica > Vlusp [32-33]

La somiglianza tra Vlusp [32e-33d] e Baldrs Draumar [11c-11j] mostra che entrambi i passi
dipendono da una fonte comune.
Baldrs brir vas Rindr berr Vla
of borinn snimma, vestrslum,
s nam ins sonr s mun ins sonr
einnttr vega.
einnttr vega:
hann va hendr hnd of vr
n hfu kembi, n hfu kembir,
r bl of bar
r bl of berr
Baldrs andskota. Baldrs andskota...
Tra l'altro, proprio dal confronto tra i due poemi che si evince che sia proprio Vli l'anonimo
personaggio a cui il sopracitato passo della Vlusp attribuisce la vendetta dell'assassinio di Baldr.
possibile che, in qualche fase di interpolazione del passo nella Vlusp, sia caduto il verso in cui
il vendicatore veniva presentato come Vli. Tale verso stato invece conservato nel Baldrs
Draumar; se non disponessimo di quest'ultimo testo, dunque, avremmo serie difficolt a
comprendere a chi si riferisca la Vlusp. Forse Snorri non conosceva il Baldrs Draumar, ragione
per cui evit di citare la presenza di un vendicatore di cui non comprendeva l'identit. Sembra

comunque evidente che il brano originale sia pervenuto mutilo in entrambi i testi. Nel caso del
Baldrs Draumar, si nota che l'aggiunta della formula di chiusura Costretta ho parlato, | ora voglio
tacere porta la strofa a dieci semiversi, in luogo dei canonici otto. Questo suggerisce ancora una
volta che il testo originale sia stato oggetto di pesanti manomissioni. (b) Vestrsalir sale
d'occidente: questo toponimo, dimora di Rindr, non citato in nessun'altra fonte.
12 Chi sono queste misteriose fanciulle che intonano il canto funebre e gettano al cielo i loro
veli? Sophus Bugge rimanda alla scena del funerale di Baldr narrata da Snorri:

En sirnir tku lk Baldrs ok


fluttu til svar. Hringhorni ht
skip Baldrs. Hann var allra skipa
mestr [...]. var borit t skipit
lk Baldrs, ok er at s kona hans,
Nanna Nepsdttir, sprakk hon
af harmi ok d. Var hon borin
blit ok slegit eldi.

Gli sir in seguito presero il corpo di


Baldr e lo condussero al mare.
Hringhorni si chiamava la nave di Baldr
e di tutte era la pi grande [...]. Venne
allora posto sulla nave il corpo di Baldr e
quando lo vide sua moglie, Nanna figlia
di Nepr, per il dolore il cuore le cedette e
mor. Fu posta anche ella sulla pira e
venne appiccato il fuoco.

Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [49]

Sulla scolta di questo brano, Bugge identifica le fanciulle citate da inn come le nove figlie di
gir e Rn, personificazioni delle onde del mare, che sollevano la nave Hringhorni in modo che la
vela arrivi a toccare il cielo, e vi vede un parallelo con Teti e le figlie di Nereo che piangono Achille
(Bugge 1881-1889). Skaut, in norreno, un lenzuolo, un velo, un mantello, o la vela di una nave; e
secondo Gustav Neckel, per, l'espressione halsa skaut indicherebbe tanto il fazzoletto da collo
che la scotta della vela (Neckel 1962). H.A. Bellows traduce in quest'ultimo senso: Chi sono le
fanciulle | che leveranno lamenti | e getteranno al cielo | i pennoni delle vele? [What maidens are
they | who then shall weep, | and toss to the sky | the yards of the sails?] (Bellows 1923). Pi
attendibile ancora, il suggerimento di Finnur Jnnson, tuttavia, il quale spiega halsa skaut come
kenning per la schiuma del mare proiettata in alto dalle onde (Jnsson 1913-1916). (Rnar skaut
velo di Rn infatti una nota kenning per onde. (Cleasby ~ Vigfsson 1874))
13 Che cosa ha permesso alla vlva di riconoscere inn? La domanda che questi le aveva posto
in [12] chi siano le fanciulle che avrebbero intonato per Baldr il canto funebre non sembra
infatti cos significativa da suscitare lo smascheramento del dio. Il parallelo va al certamen di
sapienza tra inn e il gigante Vafrnir; anche qui inn si presentato sotto mentite spoglie,
ma quando chiede al gigante: Che cosa disse inn, | a chi saliva sul rogo | lui stesso nell'orecchio
del figlio? (Vafrnisml [54]), viene immediatamente riconosciuto. evidente che solo inn
pu rispondere a un simile indovinello: Vafrnir scopre l'identit del suo sfidante, ma intanto ha
perduto la gara. Ma se nel Vafrnisml le domande scambiate tra inn e il gigante hanno lo
scopo di mettersi la prova l'un l'altro, nel Baldrs Draumar hanno una ragione informativa: inn
chiede alla vlva quanto desidera sapere sul destino di suo figlio. Ma non chiaro che cosa, nella
banale domanda sull'identit delle prefiche di Baldr, permetta alla vlva di smascherare il dio.
Sembra ragionevole presumere che la domanda giusta, quella destinata a suscitare il riconoscimento
del dio, fosse in realt la stessa gi posta da inn e Vafrnir. La mecesima domanda ottiene il

medesimo effetto in una scena nella Hervarar saga ok Heireks, dove inn, qui anche qui
dissimulato sotto una falsa identit, intrattiene re Heirekr con un gioco di indovinelli; e quand'egli
chiede: Che cosa disse inn | all'orecchio di Baldr | prima che fosse issato sul rogo?, il re
riconosce il dio e tenta di colpirlo (Hervarar saga ok Heireks [10]). evidente che tale motivo che
doveva essere ben noto alla poesia sapienziale norrena. dunque possibile che, in un ipotetico
antigrafo del Baldrs Draumar, Vegtamr chiedesse alla vlva, alla fine di una lunga serie di
domande riguardo al destino di Baldr, che cosa avrebbe mormorato inn all'orecchio del figlio
morto, e da questa domanda la veggente avrebbe riconosciuto il dio; in seguito, quando il poema
venne redatto nella sua forma a noi nota, possibile che questa parte sia andata perduta e la
domanda di inn sull'identit delle prefiche di Baldr e l'immediato riconoscimento da parte della
vlva siano stati disposti l'una di seguito all'altro per semplice giustapposizione dei due tronconi.
Infine, il manoscritto del Codex Arnamagnanus contrassegna il quinto semiverso [12e] come
incipit di una nuova strofa, evidenziando la possibile presenza di una lacuna. (d) Aldinn gautr
antico gautr: v. nota 2 [SUPRA]. (g-h) Piuttosto sei di tre giganti la madre: inn risponde al
riconoscimento da parte della vlva identificandola a sua volta come un essere appartenente alla
stirpe dei giganti. Alberto Mastrelli suggerisce si tratti forse di Angrboa, madre di Fenrir, Hel e
Jrmungandr (Mastrelli 1951).

GROTTASNGR
LA CANZONE DEL [MULINO] GROTTI
Prologo
La schiavit di Fenja e Menja (1-3)
Canto delle gigantesse e discorso di Menja (4-6)
Sprezzante risposta del re (7)
Il canto del mulino Grotti (8-22)
Distruzione del mulino (23-24)
Versi di Einar Sklason
Versi di Egill Skallagrmsson
Note

Prologo

GROTTASNGR

LA CANZONE DEL
GROTTI

(a)

Hv er gull kallat mjl


Fra? Til ess er saga sj
at Skjldr ht sonr ins er
Skjldungar eru fr komnir.
Hann hafi atsetu ok r
lndum, ar sem n er
kllu Danmrk, en var
kallat Gotland.

Perch l'oro detto la


farina di Fri? A
proposito di questo
narra una saga che un
figlio di inn era
chiamato Skjldr, dal
quale sono discesi gli
Skjldungar. Egli aveva
dimora e governava
quelle terre che ora si
chiamano Danmrk, ma
allora si chiamavano
Gotland.

(b)

Skjldr tti ann son, er


Frileifr ht, er lndum r
eftir hann. Sonr Frileifs ht
Fri.

Skjldr aveva quel


figlio che si chiamava
Frileifr, il quale regn
dopo di lui.

(c)

Mann tk konungdm eftir


fur sinn ann t, er
gstus keisari lagi fri of
heim allan. var Kristr
borinn. E

Il figlio di Frileifr si
chiam Fri. Questi
eredit il regno dal
padre all'epoca in cui
l'imperatore Augusto

impose la pace a tutto il


mondo e in cui nacque
Cristo.

(d)

En fyrir v at Fri var


allra konunga rkastr
Norlndum, var honum
kenndr fririnn um alla
danska tungu, ok kalla
menn a Frafri. Engi
mar grandai rum, tt
hann hitti fyrir sr
furbana ea brurbana
lausan ea bundinn. var
ok engi jfr ea rnsmar,
sv at gullhringr einn l
Jalangrsheii lengi.

Ma poich Fri era il


re pi potente di tutte le
terre del nord, la pace
venne chiamata con il
suo nome in tutte le
lingue danesi e gli
uomini la chiamarono
dunque la Pace di Fri.
Nessun uomo noceva
all'altro, anche se avesse
incontrato l'assassino
del proprio padre o
fratello, sia libero che
imprigionato. Non
c'erano ladri o briganti,
tanto che un anello
d'oro da tempo giaceva,
intatto, sulla piana di
Jalangr.

(e)

Fri konungr stti


heimbo Svj til ess
konungs, er Fjlnir er
nefndr. keypti hann
ambttir tvr, er htu Fenja
ok Menja. r vru miklar
ok sterkar.

Re Fri si rec ad una


festa in Svezia presso
quel re che era chiamato
Fjlnir. L egli acquist
due serve che si
chiamavano Fenja e
Menja, le quali erano
grandi e forti.

ann tma fundust


Danmrku kvernsteinar
tveir sv miklir, at engi var
sv sterkr, at dregit gti. En
s nttra fylgi
kvernunum, at at mlst
kverninni, sem s mlti
fyrir, er ml. S kvern ht
Grotti. Hengikjptr er s
nefndr, er Fra konungi
gaf kvernina.

A quel tempo si
trovavano in Danimarca
due pietre da macina
talmente grandi che
nessuno era abbastanza
forte da riuscire a
muoverle. Tale era la
natura di questo mulino,
che esso produceva
qualunque cosa che
fosse prima stata
richiesta da chi lo
azionasse. Quel mulino
si chiamava Grotti ed
Hengikjptr era il nome

(f)

di colui che lo don a re


Fri.

(g)

La schiavit di

Fri konungr lt leia


ambttirnar til kvernarinnar
ok ba r mala gull, ok
sv geru r, mlu fyrst
gull ok fri ok slu Fra.
gaf hann eim eigi lengri
hvl ea svefn en gaukrinn
agi ea hlj mtti kvea.
at er sagt, at r kvi
lj au, er kallat er
Grottasngr. Ok r ltti
kvinu, mlu r her at
Fra, sv at eiri ntt
kom ar s skonungr, er
Msingr ht, ok drap Fra,
tk ar herfang mikit.
lagist Frafrir. Msingr
hafi me sr Grotta ok sv
Fenju ok Menju ok ba r
mala salt. Ok at miri ntt
spuru r, ef eigi leiddist
Msingi salt. Hann ba r
mala lengr. r mlu litla
hr, r nir skk skipit, ok
var ar eftir svelgr hafinu,
er srinn fellr
kvernaraugat. var sr
saltr.

Re Fri fece condurre


le serve al mulino e
ordin loro di macinare
oro e cos esse fecero:
macinarono l'oro per
primo e in seguito pace
e gioia per Fri. Allora
egli non concesse loro
riposo o sonno pi
lungo del silenzio del
cuculo o del canto di
una canzone. Si narra
che esse poi intonarono
quel canto che si intitola
Grottasngr e che,
prima di terminarlo,
esse macinarono un
esercito contro Fri,
cosicch quella notte
giunse quel re del mare
che si chiamava
Msingr, il quale uccise
Fri ed ivi trov un
grande bottino. Fu
allora che ebbe fine la
pace di Fri. Msingr
prese con s il Grotti ed
anche Fenja e Menja, e
ordin loro di macinare
del sale. Quando fu
mezzanotte esse
chiesero a Msingr se il
sale fosse abbastanza.
Egli ordin di macinare
ancora. Avevano
macinato giusto un altro
poco, quand'ecco che la
nave sprofond e da
allora vi fu un gorgo nel
mare, ove le acque
cadono nell'occhio della
macina. Per questo il
mare divenuto salato.

N erum komnar

Or siamo qui giunte

Fenja e Menja

Canto delle
gigantesse e
discorso di
Menja.

til konungs hsa


framvsar tvr,
Fenja ok Menja.
r eru at Fra
Frileifs sonar
mttkar meyjar
at mani hafar.

del re nella casa


entrambe veggenti,
noi due, Fenja e Menja.
Son esse da Fri,
figliuol di Frileifr,
possenti fanciulle
qual serve tenute.

r at lri
leiddar vru
ok grjts grj
gangs of beiddu.
Ht hann hvrigri
hvld n yni,
r hann heyri
hljm ambtta.

Le donne al mulino
in ceppi fr messe,
i grigi macigni
a fare girare.
Il re non concesse
n agio o riposo
se pria non udisse
il canto servile.

r yt ulu
gnhorfinnar.
Leggjum lra,
lttum steinum.
Ba hann enn meyjar,
at r mala skyldu.

Mossero il gemito
del fugasilenzio.
Le casse posiamo,
lasciamo le pietre.
Diss'egli alle dame
ancor di molire.

Sungu ok slungu
sngasteini
sv at Fra man
flest sofnai.
kva at Menja,
var til meldrs komin:

Cantaron tirando
la pietra girante
ch i bravi di Fri
dormirono, in molti.
Allor disse Menja,
raggiunta la mola:

Au mlum Fra,
mlum alslan,
mlum fjl fjr
feginslri.
Siti hann aui,
sofi hann dni,
vaki hann at vilja,
er vel malit.

Tesori per Fri


moliamo fastosi,
moliamo fortune
dal gaio mulino.
Sian seggio i tesori,
giaciglio al suo sonno,
si desti a piacere,
qualor sia ben volto.

Hr skyli engi
rum granda,
til bls ba
n til bana orka,
n hggva v
hvssu sveri,
at bana brur
bundinn finni.

Nessun qui potrebbe


alcuno ferire,
dolore arrecare
n morte causare,
n a filo passare
di spada fendente,
chi uccise il fratello
foss'anco legato.

Sprezzante
risposta del re

Il canto del
mulino Grotti

En hann kva ekki


or it fyrra:
Sofi eigi it
n of sal gaukar
ea lengr en sv
lj eitt kveak.

Parola non disse


lui, salvo che questo:
Non pi dormirete
che i cculi sopra
la sala, o pi a lungo
d'un carme cantato.

Vatattu, Fri,
fullspakr of ik,
mlvinr manna,
er man keyptir.
Kaustu at afli
ok at litum,
en at tterni
ekki spurir.

Non fosti tu, Fri,


di vasta saggezza,
degli uomini amico,
le serve acquirendo.
La forza scegliesti
ed il lor aspetto,
ma della lor stirpe
tu non domandasti.

Harr var Hrungnir


ok hans fair,
var jazi
eim flgari,
Ii ok rnir,
okkrir nijar,
brr bergrisa:
eim erum bornar.

Possente era Hrungnir


ed anche suo padre,
per jzi era
di loro maggiore,
Ii ed Aurnir
ci furon parenti,
giganti fratelli:
da lor noi nascemmo.

10

Kmia Grotti
r gra fjalli
n s inn hari
hallr r jru
n mli sv
mr bergrisa,
ef vissi vit
vtr til hennar.

Non Grotti sarebbe


da grigia alpe giunto,
n qui il duro masso
dal cuor della terra,
n dama gigante
l'avrebbe girato,
se fossimo ignare
di questa sua sorte.

11

Vr vetr nu
vrum leikur
flgar, alnar
fyr jr nean.
Stu meyjar
at meginverkum,
frum sjalfar
setberg r sta.

Per nov'anni fummo


compagne di giochi,
cresciute, possenti,
gi sotto la terra.
Compiron fanciulle
imprese grandiose,
da sole togliemmo
macigni ai lor siti.

12

Veltum grjti
of gar risa,
sv at fold fyrir
fr skjalfandi.
Sv slngum vit

Un masso spingemmo
sul suol dei giganti,
ch'avanti la terra
fendeva tremante.
Cos noi volgemmo

sngasteini,
hfgahalli,
at halir tku.

la pietra girante,
la roccia possente
perch uom prendesse.

13

En vit san
Svju
framvsar tvr
flk stigum.
Beiddum bjrnu,
en brutum skjldu,
gengum gegnum
grserkjat li.

E dunque noi due


in terra di Svezia,
entrambe veggenti
fra armate passammo.
Gli orsi sfidammo,
gli scudi frangemmo,
incontro alle schiere
di grigio bardate.

14

Steyptum stilli,
studdum annan,
veittum gum
Gothormi li.
Vara kyrrseta,
r Kni felli.

Un re rovesciammo,
un altro insediammo,
al fianco di Gothormr
il buono noi fummo.
Non ebbesi tregua
finch Kni croll.

15

Fram heldum v
au misseri,
at vit at kppum
kenndar vrum.
ar skoru vit
skrpum geirum
bl r benjum
ok brand ruum.

Cos procedemmo,
in quelle stagioni,
al par di campioni
noi fummo famose.
Noi due ferivamo
con lance affilate,
a sangue ferendo
e rosse le spade.

16

N erum komnar
til konungs hsa
miskunnlausar
ok at mani hafar.
Aurr etr iljar,
en ofan kuli,
drgum dolgs sjtul.
Daprt er at Fra.

Or siamo qui giunte,


del re nella casa,
di grazia private
e qual serve tenute.
Argilla i pi rode,
il gelo ci assale
al chetabattaglie.
grama da Fri!

17

Hendr skulu hvlask,


hallr standa mun,
malit hefi ek fyr mik,
mitt of ltti.
N muna hndum
hvld vel gefa
r fullmalit
Fra ykki.

Riposo alle mani,


la pietra si fermi,
io ho macinato,
la parte mia basti.
Per le mani ora
non vi sar sosta
finch sfarinato
ben Fri ritenga.

18

Hendr skulu hndla

Avremo alle mani

Distruzione del
mulino

harar trjnur,
vpn valdreyrug.
Vaki , Fri!
Vaki , Fri
ef hla vill
sngum okkrum
ok sgnum fornum.

pi dure le lance,
e l'armi cruente.
Or destati, Fri!
Or destati, Fri
se udire vorrai
i nostri cantari
e i canti degli avi.

19

Eld s ek brenna
fyr austan borg,
vgspjll vaka,
at mun viti kallar.
Mun herr koma
hinig af bragi
ok brenna b
fyrir bulungi.

Un rogo gi vedo
ad est del maniero:
un vento di guerra
che monito desta.
Da lungi verr
la schiera veloce,
ardendo la casa
dinanzi al sovrano.

20

Munat halda
Hleirar stli,
rauum hringum
n regingrjti.
Tkum mndli
mr, skarpara,
eruma varmar
valdreyra.

Non tu manterrai
il trono di Hleir,
gli anelli scarlatti,
n i sacri altari.
La presa stringiamo,
fanciulla, pi salda;
calor non avremo
dal sangue dei morti.

21

Ml mns fur
mr ramliga
vat hon feig fira
fjlmargra s.
Stukku strar
ster fr lri,
jrni varar.
Mlum enn framar!

Alacre la figlia
del padre mio volge,
poich ella ha veduto
di molti la fine.
Ceduto ha il mulino
nei grandi sostegni,
di ferro coperti.
Ancor maciniamo!

22

Mlum enn framar!


Mun Yrsu sonr,
nir Halfdana
hefna Fra.
S mun hennar
heitinn vera
burr ok brir.
Vitum bar at.

Ancor maciniamo!
Il figlio di Yrsa
nipote di Hlfdanr,
giustizier Fri.
Cos della donna
sar egli chiamato
figlio e fratello.
Entrambe sappiamo.

23

Mlu meyjar,
megins kostuu,
vru ungar
jtunmi.

Molivan, fanciulle,
con s sforzo immane,
le giovani cadder
in furia gigante.

24

Versi di Einarr
Sklason

Versi di Egill
Skallagrmsson

Skulfu skaptr,
skauzk lr ofan,
hraut inn hfgi
hallr sundr tvau.

Il perno trem,
si ruppe la cassa,
schiant in frantumi
il grande palmento.

En bergrisa
brr or of kva:
Malit hfum, Fri,
sem munum htta,
hafa fullstait
flj at meldri.

La donna gigante
offr la parola:
Molimmo noi, Fri,
finch non finimmo,
a lungo restaron
le dame alla mola.

Einarr Sklason kva sv:

Einarr Sklason disse cos:

Fr ek at Fra meyjar
fullgliga mlu
ltr stillir gri gulli
Grafvitnis be slitna.
Mjks bera minnar xar
meldr ann vi hlyn feldrar
konungs drkar f Fenju
fgr hlr bragar stri.

Sepp'io che le dame di


Fri
forti giravan la mola
lasci il re pace per oro
giaciglio di Grafvitnir.
Le gote, a tal acero atte,
dell'ascia mia recan del
re
la farina, esalta il timon
dello scaldo l'opra di
Fenja.

Sv kva Egill:

Cos disse Egill:

Glaar flotna fjl


vi Fra mjl.

Eserciti duomini lui


desta
con la farina di Fri, in
festa.

NOTE
a Skjldr: scudo. Mitico capostipite dei re dei Dani. Trattava di lui una Skjldunga saga,
andata perduta, di cui rimasto un riassunto in latino di Arngrmur Jnsson (1568-1648). Snorri
afferma che Skjldr sia figlio di inn (Edda > Prologo [4c]); costui spos Gefjun dopo l'inganno
da lei perpetrato ai danni di re Gylfi, e i due vissero insieme a Hleir (odierna Lejre, Danimarca)

(Ynglinga saga [5]). Tra i primi storici danesi, anche Svend Aggesen e Sassone Grammatico citano
Skyoldus come un'antico re dei Dani, eponimo della dinastia degli Skjldungar (Gesta Danorum [I:
iii-iv]). Il personaggio compare come Scyld Scfing nel prologo del Bowulf, dove si narra la
curiosa leggenda del suo arrivo dal mare su una barca priva di nocchiero. Il nome di Skjldr
invece sconosciuto al Chronicon Lethrense, che pone Danr come capostipite della dinastia.
b Frileifr: [colui che] vive in pace. Mitico sovrano danese. Snorri afferma fosse figlio di un
certo Fri inn mikillti (il magnifico) o inn frisami (il fecondo di pace), successore a sua
volta dell'eroe eponimo Danr. Frileifr sale al trono alla morte del fratello Hlfdan, e gli succede a
sua volta Fri inn frkni (il prode) (Ynglinga saga [25-26]). Sassone Grammatico parla di un
Fridlevus II, figlio di Frotho III e padre di Frotho IV (Gesta Danorum [VI: i-iv]), rispecchiando in
qualche modo la successione genealogica gi descritta da Snorri. I dati forniti sulle biografie dei
personaggi non sono per confrontabili.
c Fri: saggio, avveduto. Il sovrano del Grottasngr, ampiamente conosciuto nelle fonti ma
si presenta a noi in molte versioni contrastanti. Nel prologo che Snorri fa a questa composizione,
viene detto figlio di Frileifr e nipote di Dan, oltre che artefice della pax danica. Tuttavia, in nella
Ynglinga saga, Snorri sembra dividere il personaggio in pi figure distinte: dapprima afferma che
fosse Freyr, re degli Svei (e non dei Dani), il sovrano che impose la pace nelle terre del nord,
svelando cos chi fosse la divinit alla base della figura di Fri. Dopo la sua morte, Freyr fu
sepolto ma per tre anni fu fatto credere agli Svei che fosse ancora in vita, e gli continuarono a venire
versati tributi attraverso una feritoia nel tumulo: in questo modo poterono mantenersi la prosperit e
la pace (Ynglinga saga [10]). Snorri cita poi un re dei Dani chiamato Fr-Fri (Fri della
pace), potente, fecondo e benedetto dalla pace, vissuto al tempo di Fjlnir figlio di Freyr, che
sembra potersi in parte identificare col Fri della Grottasngr, ma del quale non racconta quasi
nulla (Ynglinga saga [11]). Solo molto pi tardi, Snorri cita un Fri inn mikillti o inn frisami,
padre di re Frileifr, a cui succede un Fri inn frkni (Ynglinga saga [25-26]). Seppure a rigore
costoro non abbiano nulla a che vedere nel racconto di Snorri con la Pax Danica, i loro titoli o
nomi rimandano a significati inerenti (inn frisami fecondo di pace, Frileifr [colui che] vive
in pace). Sembra ovvio che, nella rielaborazione fatta da Snorri delle genealogie reali danesi, un
medesimo personaggio sia stato moltiplicato in pi figure distinte. Questo ancor pi vero nella
cronaca di Sassone Grammatico, dove i personaggi a nome Frotho sono ben sei, ripartendosi tra
loro gli elementi che gi avevamo trovato tra i vari Freyr/Fri del testo di Snorri. In particolare, il
secondo dei re con questo nome, Frotho II vegetus vigoroso (Gesta Danorum [IV: viii]), sembra
assimilabile nell'epiteto al Fri inn frkni di Snorri. Di Frotho III, figlio di Fridlevus I, si narra
fosse contemporaneo di Cristo e stabil la pace nelle terre del nord: alla sua morte, il suo corpo fu
imbalsamato e fu fatto credere al popolo che fosse ancora vivo al fine di mantenere la pace (Gesta
Danorum [V-VI]). A questi, succedette un figlio, Fridlevus II, il cui figlio Frotho IV.
Confrontando le varie successioni nelle due fonti snorriane e in Sassone, si notano non soltanto le
incoerenze, ma anche come la Pax Danica venga attribuita a personaggi di nome Fri/Frotho
collocati via via in punti diversi della genealogia.
SNORRI (1)
Freyr - re degli Svei
(Pax Danica)

Fjlnir

SNORRI (2)

Fr-Fri
(Pax Danica)
[...]

Skjld

Frileifr

Fri

SASSONE GRAMMATICO
Dan

Fridlevus I

Frotho III

Danr

Fri inn mikillti o inn frisami

Hlfdanr

Frileifr

Fri inn frkni


Ynglinga saga [11 | 25-26]

(Pax Danica)

Skldskaparml

(Pax Danica)

Fridlevus II

Frotho IV

Gesta Danorum [V-VI]

d L'espressione in tutte le lingue danesi [um alla danska tungu] significa qui in tutte le lingue
dei popoli scandinavi; dansk tunga altri non che l'antica denominazione della lingua norrena.
e Del re svedese Fjlnir e della sua amicizia con Fri, trattano varie fonti. Secondo una
leggenda, riferita da jlfr r Hvnir e ripresa anche da Snorri, Fjlnir mor proprio mentre si
trovava nel Danmrk quale ospite di Fri: una notte, ubriaco fradico, precipit da un ballatoio al
piano rialzato del palazzo di Hleir, fin in una botte colma di idromele e anneg. (Ynglingatal [1] |
Ynglinga saga [11])
f Hengikjptr, mascella o guancia cadente, uno dei nomi di inn riportato anche nelle
ulur. Re del mare [skonungr]: re il cui regno il mare, probabilmente un condottiero
vichingo.
3 (b) Fugasilenzio [gnhorfinn]: si tratta di una parola composta di dubbio significato che
letteralmente significa silenzio scomparso, abbandonato dal silenzio o privo di silenzio dal
verbo hverfa girare, andarsene, abbandonare, da cui il participio passato horfinn scomparso,
abbandonato, e da gn silenzio. gnhorfinn generalmente accettata come kenning per il
mulino col valore di qualcosa di rumoroso, che cessa il silenzio per effetto del suo movimento. Il
dizionario di Cleasby e Vigfsson, alla voce gnhorfinn: an epithet of a mill [] the passage is
not quite clear, and an alliteration seems to be wanting (Cleasby ~ Vigfsson 1874). Si veda
anche il Lexicon di Sveinbjrn e Jnsson, alla voce gnhorfinn: adj, forsvunden med hensyn til
tavshed, hvis tavshed er borte, om den surrende kvrn (hvis ordet er rigtigt), ytr gnhorfinnar
(Egilsson ~ Jnsson 1966).
5 (d) Gaio mulino: kenning per il mulino di Fri, dispensatore di pace e ricchezza. Si veda
Cleasby-Vigfusson, alla voce Feginn: fegins-lri, on the mill of joy (pot.) (Cleasby ~
Vigfsson 1874).
13 (e) Orsi sfidammo: espressione che non si riferisce ai veri orsi, ma ai guerrieri vestiti di
pelle d'orso [berserkir]. (g-h) Le schiere di grigio bardate: schiere vestite di grigio, ovvero
rivestite con armature di ferro.
14 (c) Gothormr: personaggio leggendario, forse da identificare col Guthormus citato da Sassone
Grammatico (Gesta Danorum [I: v: 7]), reggente del Danmrk e padre del famoso re Hadingus. Da
non confondere col personaggio omonimo della Vlsungasaga (Faulkes ***).

16 (g) Chetaguerra [dolgs sjtul]: altra kenning per il mulino di Fri.


20 (b) Hleir(a): si tratta dell'attuale Lejre nella regione dello Sjlland, in Danimarca. Hleir era
l'antica sede del cosiddetto Regno di Lejre, sviluppatosi durante l'et del ferro, che secondo le saghe
e le leggende era dominato dalla dinastia degli Skjldungar. probabile che la Danimarca
medievale abbia avuto origine proprio da questo regno. Si pensa inoltre che Hleir fosse la sede ove
sorgeva anche Heorot, il Cervo, ovvero la sala di re Hrogar nel Bowulf. Effettivamente in
questo luogo sono stati trovati molti resti archeologici di antiche sale reali. Le leggende dei re di
Hleir sono raccolte nel Chronicon Lethrense, raccolta composta nel XII secolo, che racconta degli
antichi re danesi di epoca pre-cristiana e delle loro avventure. Fra questi re figura anche il famoso re
Hrlfr Kraki.
22 Ci si riferisce qui, con qualche variazione, a una truce leggenda narrata nella Hrlfs saga
Kraka. In questa versione, Fri uccise suo fratello Hlfdanr e divenne re al suo posto. Tempo
dopo, tuttavia, Fri cadde a sua volta, ucciso dai figli di Hlfdanr, Helgi e Hrarr, i quali
vendicarono cos loro padre. In seguito, Helgi, si spost in Sassonia e qui violent la regina Oluf,
dalla quale era stato respinto e umiliato. In seguito la regina diede alla luce una figlia, a cui, per
disprezzo, diede il nome della sua cagna: Yrsa. Tempo dopo, Helgi torn alla corte di Oluf e si
innamor di Yrsa, non sapendo che si trattasse di sua figlia. Piena di rancore per lo stupro subito, la
regina Oluf non gli rivel la parentela, cos Helgi spos Yrsa e dall'incesto nacque un figlio, il
futuro sovrano Hrlfr Kraki (il quale perci chiamato figlio e fratello di Yrsa). Si noti che nella
versione della leggenda a cui accenna questa strofa del Grottasngr, l'assassino di Fri
(identificato col re del mulino) sembra essere lo stesso Hrlfr Kraki.
23 (d) Furia mostruosa: jtunmr, la furia del gigante.
Versi di Einarr Sklason (c) Lasci il re pace per oro: nel senso che re Fri si fece prendere
dalla bramosa di ricchezze e trascur di mantenere la pace. (d) Giaciglio di Grafvitnir
[Grafvitnis be]: da intendersi come giaciglio del serpente, tipica kenning per oro. (e-g) Le
gote, a tal acero atte, | dell'ascia mia recan del re | la farina; una possibile parafrasi sarebbe: le
gote [le lame] della mia ascia, adatte ad abbattere un tale acero [cio lo stesso Fri], mi permettono
di prendere il bottino del re. (g-h) Timon dello scaldo [bragar stri]: kenning per poesia.
Versi di Egill Skallagrmsson Come si narra nella saga a lui dedicata, lo scaldo vichingo Egill
Skallagrmsson (ca 900-992) compose il poemetto encomiastico-propiziatorio Hfulausn, il
riscatto della testa, in una sola notte, per scongiurare l'ira di re Eirkr Blx asciadisangue
contro di lui. Si tratta tra l'altro della prima composizione islandese in rima. I versi citati da Snorri
appartengono a una strofa che cos recita:

Brtr bgvita
bjr hrammvita,
muna hodd-dofa
hringbrjtr lofa;
mjk's hnum fl
haukstrandar ml;
glaar flotna fjl
vi Fra mjl.

Infrange della spalla il segno


ed offre della mano il pegno,
non dovr sull'oblio del tesoro
larmillifrago comporre un lodo;
molto il suo nevischio di sassi
che alla riva del falco s'arresta;
eserciti duomini lui desta
con la farina di Fri, in festa.

Saga di Egill Skallagrmsson [2] > Hfulausn [17]


Fittissimo, il gioco delle kenningar: (a) della spalla il segno il bracciale, l'armilla; (b) della
mano il pegno l'oro; (c) l'oblio del tesoro ugualmente l'oro; (d) armillifrago il sovrano,
che spezza le armille per donarne i frammenti agli uomini a lui fedeli e agli scaldi che lo hanno
immortalato nei loro versi; (e-f) nevischio di sassi che alla riva del falco s'arresta sono le armille
(nevischio di sassi) che stanno sul braccio (la riva del falco); (h) infine, farina di Fri
l'oro. Parafrasi: [Eirkr blx] spezza bracciali ed offre oro: il sovrano non deve essere avaro di
oro (non deve indugiare sulle proprie ricchezze), poich ha molti bracciali (conquista molto oro) e
pu cos rendere felici i molti uomini al suo seguito.

SVIPDAGSML
IL DISCORSO DI SVIPDAGR
L'INCANTESIMO DI GRA
Invocazione della madre morta (1-5)
Gli incantesimi di Gra (6-16)
IL DISCORSO DI FJLSVIR
Arrivo alla fortezza (1-3)
Presentazione degli interlocutori (4-8)
Domande sul bastione che protegge la fortezza (9-12)
Domande sull'albero Mmameir (19-24)
Domande su come superare i guardiani (13-18 | 25-30)
Domande sulla sala interna e sulla signora che la governa (31-42)
Agnizione finale: incontro di Svipdagr e Mengl (43-50)
Note

Invocazione
della madre
morta
1

GRGALDR
er hn gl syni snum
dau.

L'INCANTESIMO DI GRA,
che ella, morta, cant a suo
figlio.

Sonr kva:

Disse il figlio:

Vaki , Gra,
vaki , g kona,
vek ek ik daura
dura,
ef at mant,
at inn mg bir
til kumbldysjar
koma.

Svgliati, Gra!
svgliati, brava donna!
io ti invoco innanzi alla porta
dei morti.
Se ti ricordi,
hai esortato tuo figlio a venire
al tumulo vicino alla tua
tomba.

Gra kva:

Disse Gra:

Hvat er n annt
mnum eingasyni,
hverju ertu n blvi
borinn,
er mur kallar,

Cosa preoccupa
il mio unico figlio?
Che male ti affligge,
tanto da chiamare tua madre
che giunta sotterra

Gli
incantesimi
di Gra
6

er til moldar er komin


ok r ljheimum
liin?

e vaga lontano dal mondo dei


mortali?

Sonr kva:

Disse il figlio:

Ljtu leikbori
skaut fyr mik in
lvsa kona,
s er famai minn
fur;
ar ba hon mik
koma,
er kvmtki veit,
mti Menglu.

Un compito pericoloso
mi impone la donna perfida
che ha sposato mio padre.
Mi ordina di recarmi,
l dove sa che impossibile
andare,
per incontrarmi con Mengl.

Gra kva:

Disse Gra:

Lng er fr,
langir ro farvegar,
langir ro manna
munir,
ef at verr,
at inn vilja br,
ok skeikar Skuld at
skpum.

Lungo il viaggio,
lungo il cammino,
lungo il desiderio degli uomini.
Se cos accadr,
che si esaudir il tuo volere,
allora il decreto di Skuld
incerto.

Sonr kva:

Disse il figlio:

Galdra mr gal,
er gir eru,
bjarg , mir, megi;
vegum allr
hygg ek, at ek vera
muna,
ykkjumk ek til ungr
afi.

Canta per me incantesimi,


che siano buoni.
Salva, madre, tuo figlio!
Ho paura, per strada,
di incappare nella sfortuna;
sono ancora troppo giovane.

Gra kva:

Disse Gra:

ann gel ek r
fyrstan,
ann kvea fjlntan,
ann gl Rindi Rani,

at of xl skjtir,
v er r atalt ykkir;
sjalfr lei sjalfan

Ti canter il primo,
che molti considerano
vantaggioso
lo cant Rindr per Rani
e dalle spalle ti scuoterai
ci che riterrai fastidioso.
Ti lascerai guidare solo da te
stesso.

ik.

ann gel ek r annan,


ef rna skalt
viljalauss vegum,
Urar lokur
haldi r llum
megum,
er sinnum sr.

Il secondo ti canter,
se dovessi percorrere
la strada senza gioia.
La protezione di Urr
ti assista da ogni lato
ovunque tu veda turpitudine.

ann gel ek r inn


rija,
ef r jar
falla at fjrlotum,
Horn ok Rur
snisk til heljar
mean,
en verri fyr r.

Il terzo ti canter,
se fiumi impetuosi
scrosciando, mettessero in
pericolo la tua vita.
Horn e Rur
scorrano verso Hel
ma si acquietino sempre
dinanzi a te.

ann gel ek r inn


fjra,
ef ik fjndr standa
grvir galgvegi,
hugr eim hverfi
til handa r,
ok snisk eim til
stta sefi.

Il quarto ti canter,
se i nemici stessero
in agguato sulla via del
capestro.
Il loro cuore si muti
in tuo favore,
la loro mente volga all'amicizia.

10

ann gel ek r inn


fimmta,
ef r fjturr verr
borinn at boglimum,
leysigaldr lt ek
r fyr legg of
kveinn,
ok stkkr lss af
limum,
en af ftum fjturr.

Il quinto ti canter,
se ti legassero con catene
braccia e gambe.
Farei cantare incantesimi
di liberazione su di te:
i ceppi ti cadrebbero dalle
braccia,
e dai piedi i vincoli.

11

ann gel ek r inn


stta,
ef sj kemr
meira en menn viti,
logn ok lgr
gangi r lr saman
ok li r
fridrjgrar farar.

Il sesto ti canter,
se sulla via del mare incontrassi
una tempesta, mai vista da
nessuno.
L'aria sospesa sul mare
si stiper nella tua nave
permettendoti un viaggio
tranquillo.

12

ann gel ek r inn


sjaunda,
ef ik skja kemr
frost fjalli hu,
hrva kuli
megi-t nu holdi fara,
ok haldisk lk at
lium.

Il settimo ti canter,
se tagliente ti pungesse
il gelo in alta montagna.
Il freddo fatale
non morder le tue carni
n il corpo si raggrinzir.

13

ann gel ek r inn


tta,
ef ik ti nemr
ntt niflvegi,
at v firr megi
r til meins gera
kristin dau kona.

L'ottavo ti canter,
se sul sentiero nebbioso
fossi sorpreso dalla notte.
Non potrebbe farti
del male nemmeno
lo spettro di una donna cristiana
morta.

14

ann gel ek r inn


nunda,
ef vi inn
naddgfga
orum skiptir jtun,
mls ok mannvits
s r minni ok
hjarta
gnga of gefit.

Il nono ti canter,
se venissi a parole
con un gigante armato.
Misura e saggezza
nel cuore e nella mente
ti daranno molto aiuto.

15

Far n va,
ar er fora ykkir,
ok standi-t r mein
fyr munum;
jarfstum steini
st ek innan dura,
mean ek r galdra
gl.

Va' ora
dove non ci sar mai pericolo,
e nessun maleficio ostacoler il
tuo amore.
Su una pietra fissa nel terreno
sono stata in piedi tra le porte,
mentre ti cantavo gli
incantesimi.

Mur or
ber , mgr, hean
ok lt r brjsti ba;
ignga heill
skaltu of aldr hafa,
mean mn or of
mant.

Porta con te
le parole di tua madre, figlio
mio,
e lascia che si fissino nel tuo
petto,
poich piena fortuna
avrai in vita,
finch ricorderai le mie parole.

16

FJLSVINNSML

Arrivo alla
fortezza

IL DISCORSO DI
FJLSVIR

Utan gara
hann s upp um koma
ursa jar sjt:

Fuori dalla fortezza


[Fjlsvir] vide uno
giungere
alla tana dei giganti.

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

rgar brautir
rnau aftur han;
tt-at-tu hr, verndar
vanur, veru!

Per le umide vie


ritornatene a casa!
Qui non c' asilo per te,
miserabile!

Kmumar kva:

Disse il sopraggiunto:

Hva er a flaga,
er stendur fyr forgrum,
og hvarflar um httan
loga?

Che mostro sei,


che stai fuori della
propriet
e vai e vieni attorno alle
fiamme pericolose?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Hvers leitar,
ea hvers leitum ert,
ea hva viltu, vinlaus,
vita?

Chi stai cercando?


che cosa vuoi?
cosa desideri, tu, privo di
amici?

Kmumar kva:

Disse il sopraggiunto:

Hvat er at flaga,
er stendr fyr forgari
ok brat lndum l?

Che mostro sei


che stai fuori della
propriet
e non offri ospitalit al
viandante?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Smar ora lauss


hefir seggr of lifat,
ok haltu heim han.

Neanche una parola


d'onore
stata spesa per te:
vattene a casa subito!

Presentazione
degli
interlocutori
4

Fjlsvir ek heiti,
en ek fran sefa,
eygi em ek mns mildr
matar;
innan gara
kemr hr aldregi,
ok drf n vargr at
vegi.

Fjlsvir mi chiamo,
e sono molto saggio
anche se non sono prodigo
del mio cibo.
Entro questo bastione
non entrerai mai,
quindi vattene, lupo!

Kmumar kva:

Disse il sopraggiunto:

Augna gamans
fsir aptr fn,
hvars hann getr svst at
sj;
garar gla mr ykkja
of gullna sali,
hr munda ek eli una.

Il piacere dell'occhio
desidera ancora,
colui che ha visto la
bellezza.
Mi sembra che risplenda
questo bastione
intorno a sale dorate.
Qui ho voglia di vivere.

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Segu mr hverjum
ertu, sveinn! of borinn
ea hverra ertu manna
mgr?

Dimmi allora di chi,


o giovane, sei figlio,
da quale stirpe di uomini
discendi?

Kmumar kva:

Disse il sopraggiunto:

Vindkaldr ek heiti,
Vrkaldr ht minn fair,
ess var Fjrkaldr fair.

Mi chiamo Vindkald,
Vrkaldr si chiamava mio
padre,
Fjrkaldr era suo padre.

Segu mr at, Fjlsvir!


er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hverr hr rr
ok rki hefir
eign ok auslum?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
chi comanda
e ha pieni poteri
su queste terre e su queste
lussuose sale?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Domande sul
bastione che
protegge la
fortezza

10

11

12

Mengl of heitir,
en hana mir of gat
vi Svafrorins syni;
hon hr rr
ok rki hefir
eign ok auslum.

Mengl si chiama
sua madre l'ha generata
col figlio di Svafrorinn.
Lei comanda
e ha pieni poteri
su queste terre e su queste
lussuose sale.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvat s grind heitir,
er me goum sat
menn it meira fora?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
come si chiama questo
cancello,
che tra gli di, nessun
uomo
ne ha mai visto uno pi
temibile?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

rymgjll hon heitir,


en hana rr geru
Slblinda synir;
fjturr fastr verr
vi faranda hvern,
er hana hefr fr hlii.

rymgjll si chiama;
in tre l'hanno fabbricato,
i figli di Slblindi.
Una catena si stringe
su chiunque osi
oltrepassarlo,
su chiunque osi aprirlo.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr :

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvat s garr heitir,
er me goum sat
menn it meira fora?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
come si chiama questo
bastione,
che tra gli di, nessun
uomo
ne ha mai visto uno pi
temibile?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Domande
sull'albero
Mmameir

19

20

21

22

Gastrpnir heitir,
en ek hann grfan hefk
r Leirbrimis limum;
sv hefik studdan,
at hann standa mun
mean ld lifir.

Gastrpnir si chiama
e io stesso l'ho costruito
dalle membra di
Leirbrimir.
L'ho cos rinforzato
che rester saldo
fino alla fine dei tempi.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvat at barr heitir,
er breiask um
lnd ll limar?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
come si chiama il pino
che stende i suoi rami
su tutti i mondi?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Mmameir hann heitir,


en at mangi veit,
af hverjum rtum renn;
vi at hann fellr,
er fstan varir;
fellirat hann eldr n jrn.

Si chiama Mmameir,
ma molti non sanno
da quali radici nasca.
Pochi sanno
come abbatterlo;
n fiamma n ferro lo
attaccano.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvat af mi verr
ess ins mra viar,
er hann fellirat eldr n
jrn?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
quale frutto dona
quell'albero possente,
che non attaccato da n
fiamma n ferro?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

t af hans aldni
skal eld bera
fyr kelisjkar konur;
utar hverfa
az r innar skyli,
s er hann me mnnum

Il suo frutto sar


posto sul fuoco
per le donne in travaglio.
Fuori sar cacciato
ci che rimarrebbe dentro,
tra gli uomini questo il

23

24

Domande su
come
superare i
guardiani
della fortezza

13

14

mjtur.

suo uso.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvat s hani heitir,
er sitr enum hva vii,
allr hann vi gull glir?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
come si chiama quel gallo,
che sta appollaiato
sull'alto albero
e risplende tutto d'oro?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Vifnir hann heitir,


en hann stendr verglasi
meis kvistum Mma;
einn um ekka
ryngr hann orfsaman
Svartrar Sinmru.

Si chiama Vifnir,
e nel vento, splendente,
sta,
sui rami dell'albero di
Mmir.
Un tormento
infligge inesorabile,
di Surtr, a Sinmara.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvat eir garmar heita,
er gfrir rata
ok vara fyr lundi lim?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
come si chiamano questi
cani affamati,
che vanno avanti e
indietro
e fanno la guardia al
fogliame dell'albero?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Gfr heitir annarr,


en Geri annarr,
ef u vilt at vita;
varir elli lyf
eir vara,
unz rjfask regin.

Uno si chiama Gfr,


l'altro Geri,
se ci tieni a saperlo.
All'antico rimedio del
guardiano
faranno la guardia,

fino alla caduta degli dei.

15

16

17

18

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvrt s manna nkkut,
at er megi inn koma,
mean skndjarfir sofa?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
possibile che qualcuno
trovi
il modo per entrare
quando quei rapidi
predatori dormono?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Missvefni mikit
var eim mjk of lagit,
san eim var varzla
vitu;
annarr of ntr sefr,
en annarr of daga,
ok kemsk vtr, ef
kom.

Sonno alterno
gli fu imposto
da quando furono
assegnati alla guardia.
Uno dorme di notte,
l'altro di giorno,
cosicch nessuno pu
entrare.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvrt s matar nkkut,
at er menn hafi,
ok hlaupi inn, mean eir
eta?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
non c' un qualche cibo
che l'uomo possieda
cos da gettarglielo mentre
mangiano?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Vegnbrir tvr
liggja Vfnis lium,
ef vilt at vita:
at eitt er sv matar,
at eim menn of gefi,
ok hlaupi inn, mean eir

Due ali arrostite


possiede Vfnir,
se ci tieni a saperlo.
Sono l'unico cibo
che si potrebbe dare ai
cani

25

26

27

28

eta.

e gettarglielo mentre
mangiano.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvrt s vpna nkkut,
at er knegi Vifnir fyr
hnga Heljar sjt?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
se c' un'arma
con cui Vifnir
possa essere precipitato in
Hel?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Lvateinn hann heitir,


en hann geri Loptr
rninn
fyr ngrindr nean;
seigjrn keri
liggr hann hj Sinmru,
ok halda njarlsar nu.

Lvateinn si chiama,
e l'ha creata Loptr con le
rune
gi dinanzi al cancello dei
morti.
In uno scrigno di ferro
si trova vicino a Sinmara,
ed chiuso da nove
serrature.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvrt aptr kemr,
s er eptir ferr
ok vill ann tein taka?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
se ritorna
colui il quale va in cerca
e riesce a prendere la
verga?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Aptr mun koma,


s er eptir ferr
ok vill ann tein taka,
ef at frir,
er fir eigu,
eiri rglasis.

Ritorner
colui il quale va in cerca
e riesce a prendere la
verga,
se porta con s
ci che pochi posseggono,
per la dea dall'oro

splendente.

29

30

Domande
sulla sala
interna e
sulla signora
che la
governa

31

32

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvrt s mta nkkut,
at er menn hafi,
ok verr v hin flva
ggr fegin?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
se c' qualcosa di
particolare
che gli uomini posseggono
e che pu rallegrare la
pallida gigantessa?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Ljsan lj
skaltu lr bera,
ann er Viofnis vlum,
Sinmru at selja,
r hon sm telisk
vpn til vgs at lj.

La falce lucente,
porterai nella bisaccia,
che sta nella coda di
Viofnir.
Dlla a Sinmara;
cos diverr servizievole
e ti doner l'arma da
battaglia.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvat s salr heitir,
er slunginn er
vsum vafrloga?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
come si chiama la sala
circondata
da magiche fiamme
guizzanti?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Lr hann heitir,
en hann lengi mun
brodds oddi bifask;
auranns ess
munu um aldr hafa
frtt eina frar.

Si chiama Lr
e per sempre
tremer come punta di
spada.
Di questa sala sontuosa,
in tutte le epoche,
le persone hanno saputo

poco.

33

34

35

36

37

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hverr at gri,
er ek fyr gar sk
innan, smaga?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
chi l'ha costruita,
tra coloro i quali vedo
nella corte dei figli degli
sir?"

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Uni ok ri,
Bari ok ri,
Varr ok Vegdrasill;
Dri ok ri,
Dellingr, Atvarr,
Liskjlfr, Loki.

Uni e ri,
Bari e ri,
Var e Vegdrasill,
Dri e ri,
Dellingr, Atvarr,
Liskjlfr, Loki.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvat at bjarg heitir,
ver ek s bri
jmra ruma?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
come si chiama la
montagna
su cui vedo la fanciulla
in alto seduta, splendida?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Lyfjaberg at heitir,
en at hefir lengi verit
sjkum ok srum gaman;
heil verr hver,
tt hafi rs stt,
ef at klfr, kona.

Si chiama Lyfjaberg
e da tempo esiste
per curare i feriti e i
malati.
Risana la donna,
anche se da lungo malata,
che vi sale sopra.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

38

39

40

41

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
vat r meyjar heita,
er fyr Menglaar knjm
sitja sttar saman?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
come si chiamano le
fanciulle
che dinanzi alle ginocchia
di Mengl
siedono in armonia
insieme?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Hlf heitir,
nnur Hlfrasa,
rija jvarta,
Bjrt ok Bl,
Blr, Fr,
Eir ok rboa.

Una si chiama Hlf,


la seconda Hlfrasa,
la terza conosciuta come
jvarta,
Bjrt e Bleik,
Bl, Fr,
Eir e Aurboa.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvart r bjarga
eim er blta r,
ef grask arfar ess?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
se aiutano
coloro che danno
profferte,
coloro che hanno bisogno
di aiuto?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

[Bjarga] svinnar,
hvar er menn blta r
stallhelgum sta;
eigi sv htt fora
kemr at hla sonum,
hvern r r nauum
nema.

Danno aiuto le sagge,


se le si fanno sacrifici
nei luoghi dove si trovano
gli altari.
Nessun male cos grande
minaccia i figli degli
uomini,
che non riescano a
curare.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

42

Agnizione
finale:
incontro di
Svipdagr e
Mengl

43

44

45

Segu mr at,
Fjlsvir!
er ek ik fregna mun
ok ek vilja vita:
hvrt s manna nkkut,
at er knegi Menglaar
svsum armi sofa?

Dimmi questo, Fjlsvir!


Questo ti chiedo
e questo voglio sapere:
se c' uomo
che nelle braccia di
Mengl
possa dormire in
serenit?

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Vtr er at manna,
er knegi Menglaar
svsum armi sofa:
nema Svipdagr einn,
hnum var s in slbjarta
brr at kvn of kvein.

Non c' uomo


che nelle braccia di
Mengl
possa dormire in serenit,
tranne Svipdagr solo;
la fanciulla bella come il
sole
a lui promessa in sposa.

Vindkaldr kva:

Disse Vindkaldr:

Hrittu hurir,
lttu hli rm,
hr mttu Svipdag sj;
en vita far,
ef vilja muni
Mengl mitt gaman.

Aprite le porte!
Spalancate i cancelli!
Qui potete vedere
Svipdagr.
Va' a chiederle
se accetta volentieri,
Mengl, il mio amore.

Fjlsvir kva:

Disse Fjlsvir:

Heyru, Mengl!
hr er mar kominn,
gakk gest sj!
hundar fagna,
hs hefir upp lokizk,
hygg ek, at Svipdagr s.

Ascolta Mengl!
Un uomo giunto qua;
va' a dare un'occhiata
all'ospite!
I cani gli scodinzolano
la casa si aperta da sola
sembra che sia Svipdagr.

Mengl kva:

Disse Mengl:

Horskir hrafnar
skulu r hm glga
slta sjnir r,
ef at lgr,
at hr s langt kominn

Saggi corvi
ti strappino gli occhi
sull'alta forca,
se non dici il vero:
che un giovane giunto

46

47

48

49

mgr til minna sala.

da lontano alle mie stanze.

Hvaan frt,
hvaan fr grir,
hv ik htu hj?
at tt ok nafni
skal ek jartegn vita,
ef ek var r kvn of
kvein.

Da dove vieni?
Come sei arrivato qui?
Come si chiamano le tue
genti?
Il tuo nome e la tua
parentela
devo conoscere,
se sono stata promessa in
sposa a te.

Svipdagr kva:

Disse Svipdagr:

Svipdagr ek heiti,
Slbjart ht minn fair,
aan rumk vindar kalda
vegu;
Urar ori
kver engi mar,
tt at s vi lst lagit.

Svipdagr mi chiamo,
Slbjart si chiama mio
padre;
il vento mi ha guidato
lontano su vie fredde.
Al decreto del destino
nessuno si pu opporre,
anche se non incline alla
fortuna.

Mengl kva:

Disse Mengl:

Vel n kominn!
hefik minn vilja beit,
fylgja skal kveju koss;
forkunnar sn
mun flestan glaa,
hvars hefir vi annan st.

Fortunatamente sei
arrivato!
Ho sopportato il mio
desiderio:
come saluto un bacio
affettuoso.
In alcuni la vista
fa felice in modo
eccessivo
quando si ama l'altro.

Lengi ek sat
Lyfjabergi ,
bei ek n dgr ok daga;
n at var,
er ek vtt hefi,
at ert kominn, mgr, til

Per molto tempo sono


stata seduta
sul Lyfjaberg
e ti ho atteso giorno dopo
giorno.
Ora si realizzato

50

minna sala.

ci che ho desiderato,
vederti arrivare a casa mia.

rr hafar
er ek hefi til ns gamans,
en til mns munar;
n er at satt,
er vit slta skulum
vi ok aldr saman.

La sofferenza finita,
io ti ho pensato
ardentemente
e tu desideravi possedere
il mio amore.
Ora certo,
che insieme vivremo
fino al nostro ultimo
giorno.

NOTE
Gli incantesimi di Gra
1 Gra evidentemente la vecchia vlva citata da Snorri nello Skldskaparml, a cui rr si
rivolge per farsi estrarre dalla fronte il frammento della cote di Hrungnir che vi si conficcato. Il
nome potrebbe essere connesso al gallese groach strega.
4 (d-f) Il senso di questa helming non molto chiaro. Il significato sembra essere che, quali che
siano le possibilit di un uomo, o quale che sia l'aiuto che possa ricevere, si riesce nei propri sforzi
solo se si destinati al successo.
6 (c) Rindr per Rani: a seconda dei manoscritti, questi nomi possono trovarsi in relazione
inversa Rindr probabilmente la madre di Vli, nominata in Baldrs Draumar [11]. In quanto al
nome Rani, non nominato altrove in letteratura, non possiamo aggiungere nulla. Si tratterebbe,
forse, dello stesso Vli (Gering 1892), oppure di inn, che ne fu il padre (Bellows 1936).
8 (c) Dei fiumi Horn e Rur non vi traccia nelle lunghe e dettagliate descrizioni che i testi
eddici dnno del sistema fluviale dell'universo [MITO]. Sophus Bugge emenda i due nomi in Hrnn
onda e Hr tempestoso, citati in Grmnisml [28] come due dei fiumi che scorrono nel regno
dei morti (Bugge 1867).
10 Questa strofa simile nel senso a una contenuta nella Dissertazione sui canti magici,
nell'Hvaml:

Eef mr fyrar bera


bnd a boglimum,
sv ek gel,
at ek ganga m,
sprettr mr af ftum fjturr,
en af hndum haft.

Se uomini impongono
ceppi alle mie membra,
cos io canto
che me ne possa andare:
la catena salta via dai piedi
e dalle mani il laccio.

Edda poetica > Hvaml [149]

Anche se le due strofe non sono derivative, esse segnalano un'esigenza evidentemente avvertita dai
popoli germanici, a cui si richiedeva una soluzione magica: quella di potersi liberare da corde e
catene e sfuggire dai nemici. Ha questa funzione anche il primo dei due Incantesimi di Merseburgo,
nel quale si invocano le Idisi pregandole di spezzare i ceppi dei prigionieri e liberarli dai nemici.
11 Questo incantesimo simile nel senso a un altro contenuto nella Dissertazione sui canti
magici, nell'Hvaml:

Ef mik naur um stendr


at bjarga fari mnu floti,
vind ek kyrri
vgi
ok svfik allan s.

Se mi trovo in difficolt
per salvare la mia nave sui flutti,
il vento io calmo
sulle onde
e addormento tutto il mare.
Edda poetica > Hvaml [154]

13 Una donna cristiana morta [kristin dau kona]: questo passaggio stato eliminato da alcuni
curatori, ed emendato con una strega morta o simili (Bellows 1923). Questo motivo,
probabilmente pi antico del poema in cui stato incluso, testimonia un periodo in cui il
cristianesimo cominciava a diffondersi nei paesi nordici e i pagani guardavano ai cristiani con
sospetto. Si erano evidentemente diffuse strane superstizioni, come quella che i fantasmi delle
donne cristiane fossero estremamente pericolosi.
14 Trovarsi a un certamen di sapienza con un gigante era una situazione topica di un certo tipo
di letteratura mitico-sapienziale. Questo in effetti l'argomento del Vafrnisml.
15 Si riferisce qui all'amore di Svipdagr per Mengl, di cui si tratta nel Fjlsvinnsml, seconda
composizione della sequenza dello Svipdagsml.

Il Fjlsvinnsml
1 Sophus Bugge ha proposto una diversa disposizione dei primi quattro helmingar che rendano il
dialogo pi naturale. La sua ripartizione, seguita da alcuni editori, la seguente: [1a-1c | 2a-2c];

[2d-2f | 1d-1f].
2 (c) Le fiamme pericolose [httan loga] sembrano essere un elemento ricorrente al motivo
della conquista di una sposa. In Skrnisml [8], l'eroe attraversa una guizzante fiamma famosa
[vsan vafrloga] prima di giungere alla dimora di Gerr. Nell'introduzione al Sigrdrfuml, si dice
che Sigurdr dovette attraversare un muro di fiamme per raggiungere il luogo ove riposava la
valchiria Sigrdrfa.
4 Fjlsvir molto saggio un epiteto di inn (Grmnisml [47]).
6 (d-f) Pur nascondendo la sua identit, l'eroe fornisce una falsa genealogia che sembra
dissimulare la sua autentica natura. Vindkaldr vento freddo, Vrkaldr primavera fredda, e
Fjrkaldr molto freddo. Hugo Gering suggerisce che, fornendo questi nomi, Svipdagr voglia
convincere Fjlsvir che egli abbia natura di un gigante di brina.
8 (c) Svafrorinn un nome oscuro, interpretato come audace nell'addormentare (nel senso di
uccidere), dove la prima parte della parola un derivato di svapnir > svafnir [colui che]
addormenta (cfr. latino sopitor) e la seconda connesso con il verbo ora osare. Gianna Chiesa
Isnardi propone di emendare orinn in orn spina e interpreta il nome come spina che
addormenta. Per quanto linguisticamente un po' forzata, questa lettura potrebbe per accordarsi al
contesto del mito: Mengl, che attende l'amato in una dimora circondata da un muro di fiamme,
ricorda la figura di Brynhildr, che, in un luogo assai simile, attende l'arrivo di Sigurr, sprofondata
in un sonno magico provocato da inn con una spina. (Isnardi 1991)
10 (a) rymgjll che risuona con fragore, nome evidentemente adatto a un cancello lento e
pesante che cigola nell'aprirsi. (c) Slblindi accecato dal sole; a giudicare dal nome, il padre
dei tre operai che hanno innalzato il cancello della fortezza, sembrerebbe essere un nano, che la luce
del sole pu uccidere e trasformare in pietra, o un gigante come Vafrnir.
12 (a) Gastrpnir, forse che soffoca gli intrusi. (a) Leirbrimir Brimir d'argilla. L'aver
costruito un bastione con le membra di un gigante fa ovviamente pensare al sacrificio di Ymir. In
questo caso il bastione potrebbe anche avere un significato cosmologico: forse quello che divide
Migarr da Jtunheimr?
19 Seguendo la lezione di alcuni editori, anticipiamo la sezione [19-24] che introduce l'albero
Mmameir e il gallo Vfnir, in modo da giustificare la loro presenza, data per scontata nelle
strofe [14-18].
20 (a) Mmameir albero di Mmi(r) (cfr. meis Mma [24]). Sicuramente, un nome o
un'ipostasi del frassino Yggdrasill. Il motivo delle radici che nessuno sa dove si trovano, appartiene
anche all'albero su cui inn pratic il suo autosacrificio:

... eim meii


er manngi veit
hvers af rtum renn.

...Su quell'albero
che nessuno sa
dove dalle radici s'innalzi.

Edda poetica > Hvaml [138]


24 (a) Questo gallo Vfnir dal vasto canto, che compare soltanto in questo testo e nelle
ulur, appartiene allo stesso mitologema di altri galli della mitologia scandinava, come
Gullinkambi, che dimora presso gli sir e con il quale va forse identificato. Le sue strane
caratteristiche sono descritte nelle strofe successive. (b) L'aggettivo verglasir di incerto
significato. Henry Adams Bellows traduce Vfnir si chiama | e ora brilla [Vithofnir his name |
and now he shines] (Bellows 1923), e su questa linea Gianna Chiesa Isnardi rende il verso con
Vfnir si chiama | e sta luminoso nell'aria (Isnardi 1991). Eysteinn Bjrnsson emenda il
secondo semiverso in en hann stendur Veurglasi e traduce come toponimo: Vfnir si
chiama | e sta sopra Verglasir [Vithofnir his name | and he stands upon Vedurglasir] (Eysteinn
2005). (f) Riguardo a Sinmara incubo [che opprime con] crampi, sembra essere una gigantessa
[ggr]. Pu darsi sia la sposa di Surtr.
13 (d) Nel testo norreno i due cani affamati sono definiti garmar, plurale del nome di Garmr,
il ferocissimo cane legato sulla via per Hel. (e-f) Gli ultimi due semiversi, che in originale
suonano er gfrari hefik | nga fyrr lndum litit sembrano non avere un senso. Henry Bellows
traduce ipoteticamente con che davanti alla casa | sono cos aggressivi e affamati [that before the
house | so fierce and angry are]. In genere per i due semiversi vengono emendati in: er gfrir rata
| ok vara fyr lundi lim che vanno avanti e indietro | e fanno la guardia al fogliame dell'albero.
L'albero in questione, se la correzione al testo giustificata, forse il Mmameir di cui si parla alla
strofa [20].
14 (a-b) Gfr e Geri sono i nomi dei due cani che fanno la guardia al bastione di Fjlsvir e
all'albero Mmameir. Sono probabilmente una variante di Freki e Geri, i due lupi di inn. (d)
Questo semiverso, che in originale varir ellifu, sembra non avere un senso. La parola ellifu, che
vuol dire undici, viene in genere emendata in elli lyf antica cura, con evidente riferimento alle
strofe successive. Cos ad esempio Eysteinn Bjrnsson traduce l'intera helming: l'antica cura del
guardiano | sempre terranno al sicuro | finch gli di non moriranno [the guardians' old-age
remedy | they will ever keep safe | until the gods perish] (Eysteinn 2005), lasciandoci tuttavia
perplessi sia riguardo l'identit del guardiano [vara], sia la natura della sua cura, che
comunque sembra riferirsi alle propriet curative evidentemente attribuite al fogliame dell'albero
Mmameir, oltre che ai suoi frutti. Altri traduttori rendono il semiverso in maniera diametralmente
opposta. Ad esempio. cos Henry Bellows traduce la stessa helming: essi sono grossi | e la loro
potenza crescer | finch gli di non saranno destinati alla morte [great they are | and their might
will grow | till the gods to death are doomed] (Bellows 1923). Gianna Chiesa Isnardi la rende
invece: essi qui sempre | faranno la guardia | fino a che crollino gli di (Isnardi 1991).
18 (a) La parola vegnbrir un hpax legmenon, comparendo soltanto in questo testo. Di
difficile interpretazione, il termine viene generalmente interpretato come ali arrostite.
26 (a-b) Lvateinn ramo di male, unica arma in grado di uccidere il gallo Vfnir,
probabilmente una verga magica, come risulta anche dalle strofe [27-28], dove l'arma chiamata
teinn ramo, verga, bacchetta (cfr. gotico tains, anglosassone tn, inglese tiny, danese teen). Non
stupisce che questo malefico strumento sia stato creato da Loptr (cio Loki) utilizzando rune e
incantesimi, e si pu senz'altro pensare al ramoscello di vischio col quale fu ucciso Baldr. (d)
Questo verso stato variamente interpretato, anche a causa delle difficolt legate alla lettura dei

manoscritti. La parola ker pu indicare, a seconda dei contesti, uno scrigno, un calice, un secchio,
un recipiente di qualsiasi tipo, o addirittura il petto di una persona. L'altra parola, seigjrn, invece
piuttosto enigmatica e viene in genere interpretata come un composto di jrn ferro. Le traduzioni
in questo senso variano dunque da uno scrigno di ferro (Isnardi 1991) a un petto di ferro
(Eysteinn 2005), in questo caso attribuito a Sinmara. Altri hanno inteso la parola come nome
proprio: Hjalmar Falk ritiene che il brano parli dello scrigno di Sgjarn, nome interpretabile come
amante del mare, ma privo di riscontri nella letteratura (Falk 1893). Henry Bellows emenda il
termine in Lgjarn amante dei mali (Bellows 1923), epiteto applicato a Loki in Vlusp [35].
28 (f) L'espressione eiri rglasis, evidentemente una kenning per Sinmara, di difficile
interpretazione e gli studiosi hanno cercato di penetrarla con lambiccate traduzioni. Viktor Rydberg
traduce dea dall'armilla splendente [dis of the shining arm-ring] (Rydberg 1886), emendando la
prima parola eiri nel nome della dea Eir e quindi intendendo quest'ultimo come metafora per
indicare una dea in generale, in base a un noto procedimento della poesia scaldica (esemplificato
da Snorri in Skldskaparml [7e-7f]). Henry Bellows riprende la lettura di eiri come dea e
traduce l'espressione eiri rglasis con dea dell'oro splendente, che lo studioso considera una
kenning per donna (Bellows 1923). Tuttavia la traduzione di r con oro per una grave
forzatura, che presuppone un prestito dal latino aurus o da una forma da esso derivata. Ora, vero
che in norreno attestata una parola aurar monete (che per al singolare eyrir e nei composti
assume la forma aura-), ma la parola per oro piuttosto gull, radice che appartiene al pi antico
registro delle lingue germaniche (cfr. gotico gul, inglese gold, danese guld). Al contrario, in
norreno r significa innanzitutto freccia (cfr. anglosassone aruwe, inglese arrow), da cui una
traduzione pi attinente della kenning potrebbe essere dea dalla freccia splendente. Un'altra
possibilit intendere il secondo termine come *aurglsis. Poich aurr l'argilla umida,
l'espressione significherebbe a questo punto dea dell'argilla splendente, che non ha maggior
senso. Eysteinn Bjrnsson intende il secondo termine come toponimo, traduce il verso con dea di
Aurglasir (Eysteinn 2005).
29 (f) Sinmara detta flva ggr pallida gigantessa perch probabilmente vive in caverne o
tumuli, al riparo della luce del sole, che potrebbe esserle fatale. rr, in Alvssml [2], investe il
nano dicendogli: perch sei cos pallido sul naso? | sei stato di notte tra i cadaveri? [hv ertu sv
flr um nasar? | vartu ntt me n?]. La parola flr < flvir pallido appartiene al registro
indoeuropeo, essendo corradicale col latino flavus.
30 (a-c) Versi di difficile interpretazione. Cos' la falce lucente [...] che sta nella coda di
Viofnir? Non convince l'ipotesi di Gianna Chiesa Isnardi, secondo la quale la falce
corrisponderebbe alla coda stessa del gallo (Isnardi 1991). D'altra parte nulla vieta di ipotizzare che
lo stesso Viofnir possa effettivamente portare una vera e propria falce nella coda (nelle fiabe e
nelle leggende si trovano animali che portano oggetti o strumenti nel loro corpo). Si tratta in ogni
caso di un oggetto particolare, visto che deve essere portato in una speciale bisaccia. Ma perch
questa falce fa gola a Sinmara, la quale disposta a dare in cambio la verga Lvateinn? Non
conosciamo il mito che sta alla base di questi versi, e qualsiasi interpretazione rimane altamente
ipotetica.
32 (a) il verso stesso ad avvertirci che di questa sala escatologica ne sappiamo poco, a partire
dal suo stesso nome. Lr infatti il pesce merlano [Gadus pollachius], ragione per cui il nome della
sala viene a volte emendato in Hr(r) luminosa, inteso a causa del fuoco che la circonda
(Eysteinn 2005).

34 I nomi dei costruttori della sala sembrano appartenere a dei nani. ri e Dri sono citati nella
versione di Snorri (Gylfaginning [14e {19}]) del catalogo dei nani in Vlusp. Degli altri non c'
notizia nelle fonti, anche se ri e ri sembrano posti nel novero semplicemente per allitterare con
ri. Dellingr invece un personaggio delle cosmogonie primordiali, citato in Vafrnisml [25]
come padre di Dagr (e ripreso da Snorri in Gylfaginning [10]), e fa stupore trovarlo qui. Un
collegamento di questo personaggio col mondo dei nani per attestato in Hvaml [150], dove si
dice che il nano jrrir avrebbe cantato dinanzi alle porte di Dellingr [Dellings durum]. Anche
Loki compare curiosamente in questo catalogo di nani.
36 Lyfjaberg montagna della salute (da lyfja curare). Molte immagini e metafore legate alla
fortezza di Mengl sembrano legati a motivi salutiferi, compreso il rimedio che sarebbe possibile
ricavare dai frutti dell'albero Mmameir.
38 Assai poco si pu dire sui nomi delle nove fanciulle che sono accanto a Mengl. I nomi sono
qui dati secondo l'edizione di Adams Bellows, che emenda le forme Bl e Blr, presenti
nell'edizione di Sophus Bugge (Bugge 1867 | Jnnson 1926), in Bleik e Bl, seguto in questo da
altri interpreti (Bellows 1923 | Neckel 1962 | Isnardi 1991). Hlf vuol dire protettrice e Hlfrasa
[colei che] aspira alla protezione (si confrontino con Lf e Lfrasir, i due giovani che
ripopoleranno il mondo dopo il ragnark); jvarta un nome oscuro, forse [colei che]
custodisce il popolo; Bjrt splendente; Bleik pallida; Bl amichevole; Fr
graziosa, Eir [colei che d] aiuto (ed la dea guaritrice degli sir, citata da Snorri in
Gylfaginning [35d]); Aurboa [colei che] offre l'oro (nome della gigantessa madre di Gerr),
ma, se letto rboa, [colei che] offre la freccia (Bellows 1923 | Isnardi 1991). Per gli altri nomi
non rimangono che le possibili etimologie, indicanti attivit salutifere.
39-40 Queste due strofe mancano in uno dei manoscritti.
47 Chi questo Slbjart? Il suo nome vuol dire splendore del sole e potrebbe assimilarsi allo
stesso nome di Svipdagr giorno veloce. Ma si tratta del nome proprio di un personaggio che non
conosciamo, o di un epiteto?