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Giambattista Basile

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Giambattista Basile o Giovan Battista Basile[1][2][3]


Giambattista Basile
(pseudonimo anagrammatico: Gian Alesio Abbattutis;
Giugliano in Campania, 15 febbraio 1566 – Giugliano in
Campania, 23 febbraio 1632) è stato un letterato, scrittore e
funzionario pubblico italiano di epoca barocca, primo a
utilizzare la fiaba come forma di espressione popolare.

Indice
Biografia
Opera
Note
Bibliografia
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni
Governatore di Avellino
Durata mandato 1619 –
Biografia 1621

Fu battezzato nella parrocchia di San Nicola, dove è riportata la Governatore di Lagolibero


sua data di nascita. Dei suoi primi anni di vita non si hanno Durata mandato 1621 –
notizie; raggiunta la giovinezza, si spostò dal suo paese natale e
1622
vagò per l'Italia un numero imprecisato di anni. Si arruolò come
soldato mercenario al servizio della Repubblica di Venezia,
spostandosi tra Venezia e Candia (l'odierna Creta). In questo Signore di Montemarano
periodo, l'ambiente della colonia veneta dell'isola gli permise di Durata mandato 1615 –
frequentare una società letteraria, l'Accademia degli 1617
Stravaganti, fondata da Andrea Cornaro.

I primi documenti della sua produzione letteraria risalgono al 1604, anno in cui scrisse alcune lettere, come
prefazione alla Vaiasseide, all'amico e letterato napoletano Giulio Cesare Cortese. L'anno seguente venne
messa in musica la sua villanella Smorza crudel amore. Rientrato a Napoli nel 1608, pubblica il poemetto Il
pianto della Vergine. Nel 1611 prese servizio alla corte di Luigi Carafa, principe di Stigliano, al quale dedicò
un testo teatrale, Le avventurose disavventure e, successivamente, seguì la sorella Adriana, celebre cantante
dell'epoca, alla corte di Vincenzo Gonzaga a Mantova, entrando a far parte della Accademia degli Oziosi.
Inoltre curò la prima edizione delle rime di Galeazzo di Tarsia[4]. Nella città lombarda fece stampare
madrigali dedicati alla sorella, odi, le Egloghe amorose e lugubri, la seconda edizione riveduta e ampliata de
Il pianto della Vergine e il dramma in cinque atti La Venere addolorata.
Tornato a Napoli, fu governatore di vari feudi per conto di alcuni signori meridionali, tra cui Avellino,
Montemarano e Lagolibero. Nel 1618 uscì L'Aretusa, un idillio dedicato al principe Caracciolo di Avellino e
l'anno seguente un testo teatrale in cinque atti Il guerriero amante. Fu fratello di Adriana, celebre cantante
che raggiunse il primato del canto nella penisola, ai tempi in cui si impose la figura della virtuosa. Morì a
Giugliano in Campania il 23 febbraio 1632, dopo aver compiuto 66 anni; venne sepolto nella chiesa di Santa
Sofia[5].

Opera

Al Basile si deve l'ideazione di un modello narrativo e del genere fiaba nell'opera Lo cunto de li cunti, overo
lo trattenemiento de peccerille (La fiaba delle fiabe, o l'intrattenimento per i più piccoli) Napoli 1634-1636,
redatto in lingua napoletana e pubblicato postumo per interessamento della sorella dell'autore, la celebre
cantante Adriana Basile.

Questa opera della letteratura barocca compone, in una raffinata architettura, alcune persone e intrecci -
come Cenerentola, La bella addormentata, Il gatto sapiente[6] e altre - che ebbero in seguito larga diffusione
nella cultura europea dell'epoca tanto da costituire, nelle varie elaborazioni successive, un patrimonio
comune a tutta la cultura mondiale.

Lo Cunto è un'opera preparata per il divertimento delle corti. Per la sua complessa struttura e il suo
linguaggio teatrale si ispira alle tradizioni del racconto e a vari generi letterari e allestisce un prototipo della
letteratura seriale muovendosi tra le regole della commedia dell'arte, del racconto rituale e del formulario
alchemico.

L'opera mette in scena alcune parole d'ordine della Tradizione – la necessaria fuga simbolica e iniziatica dei
giovani dai vincoli della famiglia patriarcale, il viaggio e i pericoli che comporta fino al confine con la
morte, il cambiamento di status visibile anche sulla superficie del corpo - e i loro capricciosi regolatori - il
Caso e la Fortuna, la Corte e il Principe, le Fate e gli Orchi, metafore filosofiche e metafisiche. È un'opera
scritta nel periodo più folgorante del barocco e dell'invenzione della letteratura come strumento di
conoscenza, di piacere e di dominio. I percorsi di questo libro sono una delle chiavi per osservare la cultura
barocca e la sua letteratura, il momento della storia europea in cui si scoprono i mondi delle tecniche della
comunicazione letteraria e i repertori remoti delle tradizioni marginali, le ferree regole dell'etichetta
cortigiana e la furiosa vita della città e della piazza, i grandi viaggi e le culture della diversità.

La lettura e la valutazione dell'opera di Basile è completamente cambiata negli anni settanta-ottanta del
Novecento con gli studi di Michele Rak che ha prima ricostruito la tradizione della letteratura in lingua
napoletana[7] poi le opere di Basile come letterato di corte[8] fino alla traduzione in lingua italiana con testo a
fronte del 1983-1986[9] realizzata grazie a un lavoro sulle fonti nelle biblioteche storiche – dalla Biblioteca
Apostolica Vaticana alla Biblioteca Nazionale di Napoli – che è servita di base per le traduzioni di Nancy
Canepa (New York) e Rudolph Scheda (Zurigo) e infine completata con lo scenario dei primi trent'anni del
Seicento napoletano nel volume[10]. Giambattista Basile trascorse molto tempo nelle corti dei nobili del
Regno di Napoli; i racconti del Pentamerone sono ambientati nei boschi e nei castelli della Basilicata, e in
particolare nella città di Acerenza.

Note
1. ^ Il pentamerone del cavalier Giovan Battista Basile, overo Lo cunto de li cunte trattenemiento
de li peccerille, Napoli, 1674.
2. ^ Il Pentamerone del cavalier Giovan Battista Basile, overo lo Cunto de li cunte Trattenimento
de li peccerille di Gian Alesio Abbattutis, Napoli, 1728.
3. ^ Michelangelo Picone, Giovan Battista Basile e l'invenzione della fiaba, 2004.
4. ^ Le rime di Galeazzo di Tarsia, raccolte dal Cavalier Giovambattista Basile, nell'Accademia
degli Oziosi detto il Pigro, Napoli, C. Vitali, 1617, SBN IT\ICCU\NAPE\015952.
5. ^ Fabio Sebastiano Santoro, Scola di canto fermo, Napoli, 1715, p. 92.
6. ^ Parole d'Autore - Fiabe Classiche - G. Basile - Cagliuso, su paroledautore.net, 22 settembre
2011. URL consultato il 3 maggio 2015.
7. ^ AA.VV., 1973.
8. ^ M. Rak, 1975.
9. ^ G. Basile, 2007.
10. ^ M. Rak, 1994.

Bibliografia
Alberto Asor Rosa, BASILE, Giambattista, in Dizionario biografico degli italiani, VII volume,
Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970. URL consultato l'11 gennaio 2014.
AA.VV., La tradizione letteraria in lingua napoletana, in Storia di Napoli, vol. 4, 1973.
Michele Rak, La maschera della fortuna. Letture del Basile ‘toscano', Napoli, Liguori, 1975,
SBN IT\ICCU\SBL\0578387.
Giambattista Basile, Lo cunto de li cunti, a cura di Michele Rak, 6ª ed., Milano, Garzanti, 2007
[1986], ISBN 978-88-11-36757-4.
Michele Rak, Napoli gentile: la letteratura in "lingua napoletana" nella cultura barocca, 1596-
1632, Bologna, Il Mulino, 1994, ISBN 88-15-04338-1.
Giambattista Basile, Cunto de li cunti, vol. 1, Napoli, [s. n.], 1891.
Giambattista Basile, Cunto de li cunti, vol. 2, Bari, Gius. Laterza & Figli, 1925.
Emmanuele Coppola, Giovan Battista Basile nacque a Giugliano nel 1566, Giugliano in
Campania, 1998.

Voci correlate
Fiaba
Lo cunto de li cunti
La gatta Cenerentola
Il gatto con gli stivali
La bella addormentata nel bosco

Altri progetti
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Collegamenti esterni

Giambattista Basile, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.


Fausto Nicolini, Giambattista Basile, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Giambattista Basile, su sapere.it, De Agostini.
(EN) Giambattista Basile, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
Opere di Giambattista Basile / Giambattista Basile (altra versione), su openMLOL, Horizons
Unlimited srl.
(EN) Opere di Giambattista Basile, su Open Library, Internet Archive.
(EN) Opere di Giambattista Basile, su Progetto Gutenberg.
(EN) Audiolibri di Giambattista Basile, su LibriVox.
(EN) Bibliografia di Giambattista Basile, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
Premio letterario Giambattistia Basile (https://web.archive.org/web/20101211025400/http://ww
w.giuglianocittadellafiaba.it/).
Approfondimento Giovan Battista Basile su Vesuviolive.it (http://www.vesuviolive.it/cultura/737
02-giambattista-basile-il-napoletano-copiato-da-perrault-e-i-fratelli-grimm/).
Lo cunto de li cunti, overo Lo trattenemiento de peccerille; Le muse napolitane e le lettere (http
s://web.archive.org/web/20060927170626/http://www.bibliotecaitaliana.it/ScrittoriItalia/catalog
o/showMetaForm.xq?doc=mets.si034.xml), testi integrali dalla collana digitalizzata "Scrittori
d'Italia" Laterza.
VIAF (EN) 54166800 (https://viaf.org/viaf/54166800) · ISNI (EN) 0000 0001 0902 041X
(http://isni.org/isni/000000010902041X) · SBN IT\ICCU\CFIV\031810 (https://opac.sb
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