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Esopo

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Esòpo (in greco antico: Αἴσωπος, Áisōpos; 620 a.C.circa – Delfi,


564 a.C.) è stato uno scrittore greco antico, contemporaneo di Creso
e Pisistrato (VI secolo a.C.), noto per le sue favole.

Le sue opere ebbero una grandissima influenza sulla cultura


occidentale: le sue favole sono tutt'oggi estremamente popolari e
note. Della sua vita si conosce pochissimo, e alcuni studiosi hanno
persino messo in dubbio che il corpus di favole che gli viene
attribuito sia opera di un unico autore. I primi racconti in forma di
favola che ci sono stati tramandati sono i suoi.

Indice
Biografia
La tradizione
Le favole
La funzione educativa delle favole
Edizioni delle favole
Note
Voci correlate
Altri progetti Esopo, dipinto di Diego Velázquez,
Collegamenti esterni 1639-1640, conservato nel Museo
del Prado di Madrid

Biografia
Della sua vita si ha una conoscenza soltanto episodica, basata su
pochi riferimenti presenti nell'opera di scrittori di epoca successiva
come Aristofane, Platone, Senofonte, Erodoto[1], Aristotele e
Plutarco. Un riferimento alla figura di Esopo si trova anche nella
fiaba egizia della schiava Rhodopis, o Rodopi, un antico prototipo di
Cenerentola e altri racconti di favole e fiabe. Una fonte decisamente
successiva è una Vita di Esopo che raccoglie gran parte dei racconti
popolari su Esopo. La Vita circolò nel Medioevo almeno dal XIII
secolo; il monaco trecentesco Massimo Planude la trascrisse come
prefazione a una raccolta delle favole dello scrittore greco. La
mancanza di fonti certe e riferimenti coevi ha portato alcuni studiosi
a mettere in dubbio la maggior parte della tradizione sulla vita di
Esopo in una stampa del 1493
Esopo.
La tradizione

Secondo la tradizione, Esopo giunse in Grecia come schiavo. Sulle sue origini sono state formulate diverse
ipotesi: Tracia, Frigia, Egitto, Etiopia, Samo, Atene, Sardi e Amorium. L'ipotesi di una sua origine africana
oggi è piuttosto accreditata: lo stesso nome "Esopo" potrebbe essere una contrazione della parola greca per
"etiope", termine con cui i Greci si riferivano a tutti gli africani subsahariani. Inoltre, alcuni degli animali
che compaiono nelle favole di Esopo erano comuni in Africa, ma non in Europa (si deve tener presente la
diversa distribuzione all'epoca di animali come il leone berbero, oggi quasi estinto).[2] Si deve anche
osservare che la tradizione orale di moltissimi popoli africani (ma anche dei popoli del Vicino Oriente e dei
Persiani) include favole con animali personificati, il cui stile spesso ricorda molto da vicino quello di Esopo.

Esopo sarebbe stato schiavo di un certo Xanthos (Ξάνθος), dell'isola di Samo. Si ritiene che abbia ottenuto
la libertà, perché Aristotele, nel secondo volume della Retorica, fa riferimento a un discorso pubblico tenuto
da Esopo in difesa di un demagogo di Samo. In seguito visse alla corte di Creso, dove conobbe Solone, e a
Corinto ebbe occasione di conoscere i sette saggi. Visitò Atene durante il regno di Pisistrato, occasione in
cui avrebbe raccontato la favola Le rane chiedono un re per dissuadere la cittadinanza dall'intento di deporre
Pisistrato a favore di un altro regnante. Delle fonti supponevano che Esopo si espresse apertamente contro la
tirannia, guadagnandosi l'ostilità di Pisistrato, contrario alla libertà di parola.

Secondo Erodoto, Esopo morì di morte violenta, ucciso dalla popolazione di Delfi, dopo essere stato assalito
durante una delle sue orazioni pubbliche. Erodoto non fornisce alcun indizio circa le cause di questa
uccisione, che nel tempo è stata spiegata da altri autori in vari modi : si è sostenuto che Esopo fosse rimasto
vittima della giustizia, condannato a morte e decapitato, probabilmente a causa del suo sarcasmo, con il
quale avrebbe offeso in più occasioni la popolazione di Delfi, o che fosse stato messo a morte con una
pesante accusa di sacrilegio (secondo alcuni, le accuse che vennero mosse contro di lui, sarebbero state
false). Sempre secondo Erodoto, alla morte di Esopo seguì una pestilenza che il popolo di Delfi interpretò
come punizione divina per l'omicidio commesso.

Si dice che fosse di aspetto orribile, un uomo gobbo e deforme, ma non tutte le fonti sono concordi in
merito. Sul mito della bruttezza di Esopo si basa l'attribuzione del nome "ritratto di Esopo" a una statua di
marmo grottesca che si trova a Villa Albani, a Roma.

Le favole
Esopo è considerato l'iniziatore della favola come forma letteraria scritta. Per "Favole di Esopo" (in lingua
greca: Aἰσώπου μῦθοι) si intende la raccolta di 358 favole contenute nell'edizione critica curata da Émile
Chambry[3] costituite probabilmente da un nucleo primario di favole a cui, nel corso dei secoli, se ne sono
aggiunte altre di varia origine. Le favole di Esopo si possono descrivere come archetipiche; la stessa
definizione corrente di "favola" è basata principalmente sulla favola esopica. Si tratta di componimenti
brevi, in genere con personaggi che sono animali personificati, con lo scopo esplicito di comunicare una
morale.

Molte di queste favole sono talmente celebri da aver acquisito nella cultura moderna il ruolo di proverbio;
alcuni esempi sono La volpe e l'uva, La cicala e la formica, Al lupo! Al lupo! e La gallina dalle uova d'oro.
Molte furono anche riadattate da grandi scrittori di fiabe (per esempio Fedro o Jean de La Fontaine). Le
favole di Esopo divennero proverbiali anche in epoca medievale[4], quando non si conoscevano più gli
originali, con le volgarizzazioni in lingua francese dette Isopet (il cui nome deriva chiaramente da Esopo)[5]
o con l’Esopo volgare in lingua italiana[6].

La funzione educativa delle favole


Le favole di Esopo hanno principalmente uno scopo didascalico ed
educativo. Ciò significa che, nelle narrazioni, assistiamo di continuo
a situazioni ispirate a un insegnamento pratico soprattutto con uno
sfondo di deterrente morale che si riflette sull'emotività dei
personaggi. Gli exempla di Esopo sono magistrali nella loro
piccolezza, riflettono infatti, in situazioni elementari, tutte le
caratteristiche della vita reale. L'inganno, la verità, l'apparenza, la
stoltezza e l'astuzia: esse sono emozioni esposte di frequente in
Esopo, ma tutte in correlazione con la morale finale, con un fine
educativo. Il valore educativo delle favole di Esopo spinse sul finire
del XVII secolo il re di Francia Luigi XIV a far realizzare un
labirinto alla Reggia di Versailles all'interno del quale si trovavano
39 fontane con statue a rappresentare alcune delle favole.

Edizioni delle favole


Biblioteca digitale BEIC: Aesopus, Fabulae, Cosenza,
Ottaviano Salomoni, 1478 (ca.). (https://gutenberg.beic.it/
webclient/DeliveryManager?pid=1530403&custom_att_2= Esopo con i suoi ascoltatori dipinto
simple_viewer&search_terms=DTL2&pds_handle=) da Francis Barlow nell'edizione del
1687 di Aesop's Fables with His Life
Biblioteca digitale BEIC: Aesopus, Aesopus Moralisatus,
Roma, Eucarius Silber, 1483. (https://gutenberg.beic.it/we
bclient/DeliveryManager?pid=1531145&custom_att_2=sim
ple_viewer&search_terms=DTL2&pds_handle=)
Biblioteca digitale BEIC: Aesopus, Aesopus Moralisatus,
Venezia, Manfredo Bonelli, 1491. (https://gutenberg.beic.it/
webclient/DeliveryManager?pid=1531840&custom_att_2=
simple_viewer&search_terms=DTL2&pds_handle=)
Biblioteca digitale BEIC: Vita Aesopi, Venezia, Manfredo
Bonelli, 1492. (https://gutenberg.beic.it/webclient/Delivery
Manager?pid=1530762&custom_att_2=simple_viewer&se
arch_terms=DTL2&pds_handle=)
Biblioteca digitale BEIC: Aesopus, Aesopus Moralisatus,
in: Libistici fabulatoris Esopi vita feliciter incipit, L'Aquila,
Eusanio Stella, 1493. (https://gutenberg.beic.it/webclient/D
eliveryManager?pid=1974317&custom_att_2=simple_view
er&search_terms=DTL2&pds_handle=)
Biblioteca digitale BEIC: Aesopus, Aesopus Moralisatus,
Venezia, Manfredo Bonelli, 1493. (https://gutenberg.beic.it/
webclient/DeliveryManager?pid=421321&custom_att_2=si
mple_viewer&search_terms=DTL2&pds_handle=) Aesopus moralisatus, 1485
Biblioteca digitale BEIC: Aesopus, Aesopus Moralisatus,
Bologna, Ercole Nani, 1494. (https://gutenberg.beic.it/web
client/DeliveryManager?pid=2332552&custom_att_2=simple_viewer&search_terms=DTL2&pd
s_handle=)
Biblioteca digitale BEIC: Aesopus, Aesopus Moralisatus, in: Libistici fabulatoris Esopi vita
feliciter incipit, Milano, Ulderico Scinzenzeler, 1497. (https://gutenberg.beic.it/webclient/Deliver
yManager?pid=2467158&custom_att_2=simple_viewer&search_terms=DTL2&pds_handle=)
Karl Halm (a cura di), Fabulae aesopicae collectae (https://archive.org/details/fabulaeaesopica
00aesogoog), Lipsiae in aedibus B. G. Teubneri, 1889.
Aesopi fabulae, recensuit Aemilius Chambry, Paris, Société d'édition <Les belles lettres>,
1925-26, vol. 1 (http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6227695z.r=.langEN), vol. 2 (http://gallica.
bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6227337g.r=.langEN).

Note
1. ^ Erodoto, Storie, II, 134
2. ^ Richard Lobban, Aesop. In Historical dictionary of Ancient and Medieval Nubia, Scarecrow
Press 2004
3. ^ Aesopi fabulae, recensuit Aemilius Chambry. Vol. 1: Pars prior; Vol. 2: Pars altera. Paris :
Les Belles Lettres, 1925-1927
4. ^ Più discutibili sono i rapporti della tradizione esopica con il grande genere epico animalistico
delle storie sulla volpe, il cosiddetto Roman de Renart: vedi Tradizione esopica e Roman de
Renart (https://www.academia.edu/11989988).
5. ^ Léopold Hervieux, Les fabulistes latins depuis le siècle d'Auguste jusqu'à la fin du moyen
âge. Paris : Firmin-Didot, 1899
6. ^ Vittore Branca, "Esopo volgare". In: Vittore Branca (a cura di), Dizionario critico della
letteratura italiana, Torino: UTET, 1973, vol. 2, p. 47-48

Voci correlate
Favole (Esopo)
Romanzo di Esopo
Lingua esopica

Altri progetti
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Wikisource contiene una pagina in lingua greca dedicata a Esopo
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o altri file su Esopo (https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Aesop?uselang=it)

Collegamenti esterni
(EN) Aesopica (include indici con la numerazione di Perry), su mythfolklore.net. URL consultato il
4 febbraio 2019.
VIAF (EN) 64013451 (https://viaf.org/viaf/64013451) · ISNI (EN) 0000 0001 2031 7310
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BNF (FR) cb11929800n (https://catalogue.bnf.fr/ark:/12148/cb11929800n) (data) (http
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Controllo di
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autorità
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(EN) 35141121 (https://nla.gov.au/anbd.aut-an35141121) · BAV ADV12253320 ·
CERL cnp01259619 (https://thesaurus.cerl.org/record/cnp01259619) · NDL
(EN, JA) 00431035 (https://id.ndl.go.jp/auth/ndlna/00431035) · WorldCat Identities
(EN) lccn-n81066350 (https://www.worldcat.org/identities/lccn-n81066350)

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