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Oceano Atlantico

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L'oceano Atlantico, detto brevemente Atlantico, è il secondo


Oceano Atlantico
oceano della Terra per estensione, di cui ricopre circa il 20%
della superficie. Il nome dell'oceano, derivato dalla mitologia
greca, significa "mare di Atlante".

Indice
Descrizione
Fondo oceanico
Vista del Nord Atlantico dalle Azzorre
Caratteristiche dell'acqua
Stati oltre 70
Clima
Storia geologica Coordinate 0°N 30°W

Storia ed economia Dimensioni


Superficie 106 450 000 km²
Pericoli
Larghezza 4 830 km
Inquinamento e preservazione delle specie
Profondità 9 219 m
Punti critici e punti di accesso
massima
Porti
Profondità 3 332 m
Note media
Voci correlate Volume 354 700 000 km³
Altri progetti Idrografia
Insenature Mar Baltico, Mare
Caraibico, Golfo di
Descrizione Guinea, Mar
Mediterraneo, Golfo del
Questo oceano occupa un bacino a forma di "S", disposto nella
Messico, Mare del Nord
direzione nord-sud. È diviso in due sezioni principali,
l'Atlantico del Nord e l'Atlantico del Sud, da correnti
equatoriali poste a circa 8° di latitudine nord. È delimitato ad
ovest dal continente americano (sia dalla parte settentrionale
che da quella meridionale) e ad est dall'Europa e dall'Africa
(ma due dei suoi mari adiacenti, il Mediterraneo e il Mar Nero
bagnano anche l'Asia).

Comunica con l'oceano Pacifico attraverso il Mare Glaciale


Artico a nord, e il Canale di Drake (nella Terra del Fuoco) e
Capo Horn a sud attraverso l'Oceano Antartico. Inoltre esiste
una connessione artificiale tra i due oceani, il Canale di
Panama, che si trova vicino all'equatore, nell'istmo che unisce
le due Americhe. Ad est comunica con l'oceano Indiano,
attraverso il Capo Agulhas, al 20° E (e non dal Capo di Buona
Speranza come si ritiene comunemente), ma anche attraverso il
canale artificiale di Suez.

L'Atlantico copre il 20% della superficie Terrestre, ed è


secondo solo al Pacifico come ampiezza. L'oceano
propriamente detto copre un'area di circa 82 362 000 km² (pari
a 8 volte quella dell'Europa), che raggiunge i 106 450 000 km²
se si considerano anche i suoi mari adiacenti. Le terre occupate
dal bacino idrografico dell'Atlantico sono quattro volte quelle
del Pacifico o dell'Indiano. Il volume dell'oceano Atlantico è di
323 600 000 km³, e di 354 700 000 km³ considerando anche i
mari adiacenti.

La profondità media (volume/superficie) dell'Atlantico è di Mappa dell'oceano Atlantico


3 926 m, ridotta a 3 332 m se si prendono in considerazione i
mari adiacenti. La profondità maggiore è di 9 219 m, raggiunta
nell'abisso Milwaukee, che si trova nella Fossa di Porto Rico, circa
135 km a nord dell'isola di Porto Rico. La larghezza dell'Atlantico
varia tra 2 848 km nel punto più stretto, tra il Brasile e la Liberia,
fino a 4 830 km tra gli Stati Uniti e l'Africa settentrionale.

Fondo oceanico
L'Oceano Atlantico meridionale visto
La caratteristica principale della topografia del fondo oceanico dalla ISS.
dell'Atlantico è una grande catena di montagne sottomarine,
chiamata la Dorsale medio atlantica. Si estende dall'estremità nord,
accanto all'Islanda, fino all'estremo sud a 58° di latitudine,
raggiungendo una larghezza massima di circa 1 600 km. Lungo la
dorsale, nei pressi della sommità, si trova una grande fossa che
scorre per la maggior parte della catena montuosa. La profondità
delle acque sopra la dorsale è spesso inferiore a 2 700 m, e numerosi
picchi si ergono fuori dall'acqua, formando delle isole, quali ad
esempio le Azzorre. L'Atlantico del Sud presenta anche altre due
ristrette dorsali asismiche, la Catena di Walvis e la Catena di Rio
Grande.

La Dorsale medio atlantica separa l'oceano Atlantico in due grandi


sezioni, che hanno una profondità compresa tra 3 000 e 5 500 m.
Atlantico settentrionale e meridionale
Dorsali trasversali, che uniscono i continenti alla Dorsale medio
atlantica, dividono il fondo oceanico in numerosi bacini. Alcuni dei
più grandi sono i bacini della Guiana, del Nord America, di Capo
Verde e delle Canarie nell'Atlantico del Nord, mentre in quello del Sud si trovano i bacini dell'Angola,
dell'Argentina e del Brasile.

Il fondo marino è considerato in genere abbastanza piatto, anche se non mancano montagne, fosse e altre
caratteristiche. Due fosse superano gli 8 000 m di profondità. Le piattaforme continentali, vicino alle terre
emerse, costituiscono circa l'11% del fondo oceanico. Inoltre, molte formazioni simili a canali scavati
tagliano queste piattaforme.

I sedimenti depositati sul fondo hanno origini disparate.


I depositi terrigeni sono composti da particelle di sabbia, fango e
roccia, formate dall'erosione dell'acqua, del vento e dall'attività
vulcanica della terraferma, e poi trasportate da fiumi e piogge verso
il mare. Questi materiali si trovano principalmente:

sulle piattaforme continentali, dove sono più spessi presso


la foce dei grandi fiumi (come il delta del Niger);
ai piedi delle scarpate continentali, dove si accumulano in
grandi conoidi torbiditiche per opera delle correnti torbide
prodotte da grandi frane sottomarine o convogliate
direttamente dalle foci dei fiumi attraverso canyon
sottomarini (è il caso del Congo).

I deposti pelagici sono formati dai resti di organismi che vanno a


fondo quando muoiono (possono essere silicei, come i radiolari e le Batimetria dell'Atlantico
diatomee, o calcarei, come i foraminiferi). Coprono la maggior parte
del fondo marino, con spessori che vanno da 120 a più di 3 000 m,
con lo spessore minimo in corrispondenza della Dorsale. I depositi
autogenici o autigeni sono assembramenti di minerali, come i noduli
di manganese, prodottisi per precipitazione dalle acque oceaniche in
particolari condizioni di chimismo e temperatura. Sono comuni dove
le altre tipologie di sedimentazione sono assenti.

Caratteristiche dell'acqua

La salinità delle acque di superficie nell'oceano aperto va da 33 a 37


Atlantico settentrionale
parti per mille, e varia con la latitudine e le stagioni. Anche se i
valori minimi di salinità si trovano appena a nord dell'equatore, in
genere i valori più bassi si trovano alle alte latitudini, e vicino alle
foci di grandi fiumi che immettono le loro acque dolci nell'oceano. I
massimi valori di salinità si trovano attorno alla latitudine 25° nord.
I valori di salinità superficiale sono influenzati dall'evaporazione,
dalle precipitazioni, dall'apporto di acqua dolce dei fiumi e, nelle
zone più fredde, dallo scioglimento dei ghiacci.

La temperatura delle acque superficiali varia con la latitudine, con le


correnti, le stagioni e la distribuzione di energia solare. Lungo
l'Oceano, varia da meno di 2 °C nelle regioni polari fino a 29 °C
all'equatore. Nelle medie latitudini, la temperatura è intermedia, ma
soggetta a grandi variazioni (fino a 7 o 8 °C). A causa delle basse
temperature, la superficie è normalmente coperta di ghiaccio nel
Atlantico meridionale
mare del Labrador, nello Stretto di Danimarca e nel mar Baltico da
ottobre a giugno.

L'oceano Atlantico consiste di quattro principali masse d'acqua. Le acque centrali dell'Atlantico del Nord e
del Sud costituiscono le acque superficiali. L'acqua intermedia sub-antartica si estende alle profondità di
1 000 m. L'acqua profonda del Nord Atlantico raggiunge la profondità di 4 000 m. L'acqua antartica di
fondo occupa i bacini oceanici a profondità maggiori di 4 000 m.

A causa della forza di Coriolis, l'acqua del Nord Atlantico circola in senso orario, mentre l'acqua del Sud
Atlantico circola in senso antiorario. Le maree dell'Oceano sono semidiurne, cioè comprendono due alte
maree nell'arco delle 24 ore. Le maree sono un'onda che si muove da sud a nord. A latitudini superiori a 40°,
è presente anche un'oscillazione est-ovest.

Clima

Il clima Atlantico e delle terre adiacenti allo stesso Oceano ed è


influenzato dalla temperatura delle acque superficiali, dalle correnti
oceaniche e dai venti che soffiano sopra le acque. A causa della
grande capacità dei mari di trattenere il calore, i climi marittimi sono
temperati, e non presentano variazioni stagionali estreme. Le
Islanda
precipitazioni risentono enormemente dell'Oceano, perché
l'evaporazione dell'acqua oceanica è una delle fonti principali di
vapore acqueo.

Le zone climatiche cambiano con la latitudine: le zone più calde


attraversano l'Atlantico a nord dell'equatore. Le zone più fredde si
trovano a grandi latitudini, e specialmente nelle zone coperte di
ghiaccio. Le correnti oceaniche contribuiscono al clima,
trasportando acqua calda e fredda in diverse regioni. I venti che
soffiano su queste acque contribuiranno poi a riscaldare o
raffreddare le terre adiacenti.
Isole Canarie
La corrente del Golfo, per esempio, riscalda l'atmosfera delle isole
Britanniche e dell'Europa del Nord (che altrimenti
sperimenterebbero temperature ben più basse), mentre le correnti
fredde contribuiscono alla formazione di nebbia al largo delle coste
nord-est del Canada, e delle coste nord-ovest dell'Africa. Dona alle
zone un clima più caldo rispetto alle altre aree situate alla stessa
latitudine

I cicloni tropicali (uragani) si sviluppano al largo della costa africana


vicino a Capo Verde, e si muovono verso ovest nel mare Caraibico.
Gli uragani possono formarsi da maggio a dicembre, ma sono più Antille (Caraibi)
frequenti tra agosto e novembre. Le tempeste sono comuni
nell'Atlantico del Nord durante l'inverno, rendendo pericolosa la
traversata.

Storia geologica

I geofisici sono riusciti a inserire i vari tasselli della storia


dell'oceano grazie ai modelli termici, alla teoria della tettonica a
zolle, e alle misurazioni compiute in profondità. Unitamente a
questo, gli esperti hanno realizzato una carta topografica del fondo
dell'oceano, grazie all'impiego di strumenti atti a generare e a Napoleone a Sant'Elena
propagare onde acustiche riflesse dal fondo, oltre allo studio di
frammenti di campioni prelevati dal fondale e delle anomalie
magnetiche presenti nelle rocce magmatiche che spuntano sul fondo.|

L'oceano Atlantico sembra essere il più giovane degli oceani: l'Atlantico si è formato infatti 150 milioni di
anni fa, con lo spezzarsi del supercontinente Pangea a causa del fenomeno del magma fuso risalente dal
mantello che formò una nuova crosta intercorrente fra Africa e America del nord e che ebbe l'effetto di
dividere le terre dell'emisfero settentrionale dall'Africa e dall'America del sud. Da allora è andato
espandendosi, un movimento che dura ancora oggi: le Americhe si
separano da Europa e Africa a un ritmo di alcuni centimetri all'anno.

In un periodo databile 125 milioni di anni fa, nella zona centrale


dell'Atlantico settentrionale si formò una attiva Dorsale medio
oceanica e proprio in questo periodo l'America del sud iniziò a
staccarsi dall'Africa. Il movimento fra le due Americhe fece sorgere
una compressione nella zona caraibica che provocò la subduzione
della zolla venezuelana.[1]
Oceano Atlantico al largo del Brasile
La Dorsale medio atlantica alimenta questa espansione: attraversa
tutto l'Atlantico da nord a sud, e da essa emergono nuove sezioni del
fondo marino che spingono verso l'esterno quelle già esistenti. In
prossimità dei continenti, il fondo marino viene spinto verso il basso,
rientra nel mantello terrestre e favorisce la formazione di isole
vulcaniche.

Una delle conseguenze di questo movimento è che il fondo marino


dell'atlantico è una zona geologicamente giovane, con un'età spesso
inferiore al centinaio di milioni di anni.
Isole Falkland
All'incirca 80 milioni di anni fa l'Atlantico settentrionale assunse le
sembianze, per davvero, di un oceano, e in alcune zone la profondità
raggiunse i 5000 metri e finalmente una circolazione di acqua che
consentiva uno scambio fra i vari oceani; in questo periodo si
staccarono la Groenlandia e l'America settentrionale. Circa 65
milioni di anni fa la Groenlandia si allontanò dall'Europa e fino a 20
milioni di anni fa, una dorsale asismica vicino all'Islanda aveva
protetto l'Atlantico dal fluire di acque fredde artiche. Una buona
parte della topografia dell'oceano è stata impostata 36 milioni di anni
fa, solamente la penisola iberica e l'Europa erano ancora lontani
dall'Africa.

La storia batimetrica dell'oceano consente di chiarire alcune


Depressione d'Islanda
anomalie, quali ad esempio il rilevamento di sedimenti carbonatici in
uno strato inferiore a quello del carbonato di calcio; questo
fenomeno accade perché la crosta oceanica quando si forma si
colloca al di sopra della profondità di compensazione dei carbonati e
perciò viene inevitabilmente coperta da sedimenti carbonatici; ma in
una seconda fase il fondo allontanandosi dal centro, subisce una
subsidenza che lo trascina al di sotto della profondità di
compensazione e ai sedimenti carbonatici a questo punto si
sovrappongono argille e fanghi silicei oltre a sedimenti terrigeni.[1]

Storia ed economia Tempesta con alto mare nel Nord


Atlantico.
L'Atlantico è stato esplorato estensivamente. I Vichinghi, i
Portoghesi e Cristoforo Colombo sono tra i più famosi primi
esploratori. I Vichinghi colonizzarono la Groenlandia prima dell'anno Mille, ma la colonia fu spazzata via da
un peggioramento del clima.
Dopo Colombo, l'esplorazione europea accelerò rapidamente, e furono stabilite molte nuove rotte
commerciali. Il risultato è che l'Atlantico era e rimane la sede del maggior traffico commerciale tra Europa e
America. Sono state intraprese numerose esplorazioni scientifiche per studiare l'Oceano e il suo ambiente.

L'Oceano ha anche contribuito significativamente allo sviluppo economico delle nazioni che si affacciano su
di esso. Oltre ad ospitare le maggiori rotte commerciali, l'Atlantico offre abbondanti giacimenti di petrolio
nelle rocce sedimentarie delle piattaforme continentali, e le maggiori riserve di pesca del mondo. Per
preservare queste riserve e l'ambiente oceanico, esistono numerosi trattati che cercano di ridurre
l'inquinamento causato da versamenti di petrolio e rifiuti plastici.

Dopo aver remato per 81 giorni e 4 766 km, il 3 dicembre 1999 Tori Murden divenne la prima donna ad aver
attraversato l'oceano Atlantico da sola, quando raggiunse Guadalupa dalle isole Canarie.

Pericoli
Gli iceberg sono molto comuni nello stretto di Davis, nello stretto di Danimarca, e nell'Atlantico nord-
occidentale da febbraio ad agosto. A volte sono stati visti anche molto a sud, vicino alle Bermude e alle isole
Madeira. Le navi svilupperanno ghiaccio sulla loro struttura nell'Atlantico più a nord da ottobre a maggio. Il
caso più famoso di incidente dovuto a un iceberg nel Nord Atlantico è l'affondamento dell'RMS Titanic il 15
aprile 1912. La nebbia persistente può essere un pericolo da maggio a settembre. Uragani da maggio a
dicembre. Nell'Ottocento si verificarono casi di affondamento di navi a vapore con scafo in legno, quindi più
fragile nell'impatto con le onde durante le tempeste.

Inquinamento e preservazione delle specie


Ci sono molte specie marine in pericolo, tra cui le mante, i leoni marini, le tartarughe, le balene, le foche ed
anche specie ittiche che per riprodursi migrano risalendo i fiumi che sfociano nell'Oceano come la cheppia
(Alosa fallax). Le reti a strascico hanno accelerato il declino delle riserve di pesca e sono soggetto di aspre
dispute internazionali. Inquinamento da fogne al largo degli Stati Uniti, del sud del Brasile e dell'Argentina.
Inquinamento da petrolio nel mare Caraibico, nel Golfo del Messico, e nel mare del Nord. Inquinamento da
fogne e industrie nel mar Baltico e mare del Nord.

Punti critici e punti di accesso


Punti critici sono lo Stretto di Gibilterra e l'accesso al Canale di Panama. Gli stretti strategici includono lo
Stretto di Dover, gli Stretti della Florida, il Canale della Mona e il Canale Sopravento. Durante la guerra
fredda, il cosiddetto GIUK gap (dall'inglese: Greenland, Iceland, United Kingdom) era un problema
strategico di grande importanza, e il fondale fu riempito di idrofoni per rilevare il movimento dei
sottomarini sovietici.

Porti
Cork
Anversa
Dakar
Amburgo
Danzica
Brest
Gdynia
Casablanca
Kołobrzeg
Colón
Stettino
Copenaghen
Świnoujście
Dublino
Ustka New Orleans
Halifax New York
Helsinki Newport News
Las Palmas Oslo
Le Havre Punta Arenas[2]
Lagos Puerto Williams[2]
Lisbona Rio de Janeiro
Liverpool Rotterdam
Londra San Pietroburgo
Montevideo Southampton
Montréal Stoccolma
Murmansk

Note
1. "La storia dell'oceano Atlantico", di John G.Sclater, pubbl. su "Le Scienze (Scientific
American)", num.132, ago.1979, pag.80-93
2. Non riconosciuto dall'organizzazione idrografica internazionale (PDF), su www.iho-ohi.net. URL
consultato l'11 giugno 2015 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2011).

Voci correlate
Atlantico centrale
Atlantico meridionale

Altri progetti
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ean?uselang=it)
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I quattro oceani della Terra

Pacifico Atlantico Indiano Artico

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Controllo di autorità 4003388-0) · NDL (EN, JA) 00572558 (https://id.ndl.go.jp/auth/ndlna/00572558) ·
WorldCat Identities (EN) viaf-152295726 (https://www.worldcat.org/identities/viaf-152295
726)

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