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Principato d'Albania (1914-1925)

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Il Principato di Albania fu il regime monarchico presente nel


Principato di Albania
Paese delle Aquile, presieduto dal principe Guglielmo
d'Albania, ed allo Stato successivo la Prima guerra mondiale,
fino all'abolizione nel 1925, quando nel paese venne dichiarata
la repubblica.

(dettagli) (dettagli)
Indice
Motto: Atdheu mbi te gjitha
Contesto
Principato
Prima guerra mondiale
Note
Bibliografia
Altri progetti

Contesto
Dopo l'indipendenza le lotte locali per il potere, le provocazioni
estere, le miserabili condizioni economiche e i modesti tentativi
di riforma sociale e religiosa alimentarono rivolte contro il Il Principato d'Albania nel 1914, alla
principe e il controllo della Commissione. La propaganda
vigilia della Prima guerra mondiale
ottomana, che ricorse alla massa dei contadini analfabeti fedeli
all'Islam ed al leader spirituale islamico, attaccò il regime Dati amministrativi
albanese, considerato come uno stato fantoccio asservito ai Nome Principato di Albania
grandi proprietari terrieri ed all'arbitrio dell'Europa cristiana. completo
La Grecia, scontenta perché le grandi potenze non le avevano Nome Principata e Shqipnisë
dato il territorio dell'Albania, incoraggiò rivolte contro il ufficiale
governo albanese, e bande armate greche compirono atrocità Lingue Albanese
contro gli abitanti dei villaggi albanesi. L'Italia trattò con Essad ufficiali
Pascià per rovesciare il nuovo principe ed instaurare un Lingue Albanese
protettorato. Montenegro e Serbia erano entrambi insoddisfatti parlate
dei tracciati dei confini settentrionali. Da parte loro, le grandi
Inno Himni i Flamurit
potenze diedero appoggio al principe Guglielmo, implicato in
controversie d'affari ed intrighi locali, con una politica Capitale Durazzo
diplomatica di sostegno. Politica
Un'insurrezione generale durante l'estate del 1914 privò il Forma di Principato
principe del controllo del paese ad eccezione di Durazzo e Stato
Valona. Principe Skanderbeg II
d'Albania
Principato
Organi Parlamento
Il Principato fu stabilito il 21 febbraio 1914. L'Albania era stata deliberativi
sotto l'Impero Ottomano da circa il 1478 fino al Trattato di Nascita 21 febbraio 1914 con
Londra del maggio 1913, quando le grandi potenze riconobbero Skanderbeg II
l'indipendenza dell'Albania. Le grandi potenze designarono
Causa Fine del governo
principe Guglielmo di Wied, nipote della regina Elisabetta di
provvisorio e
Romania, come sovrano della nuova Albania indipendente. Una
formale offerta fu presentata da 18 delegati albanesi dei 18 proclamazione del
distretti albanesi il 21 febbraio 1914, offerta da lui accettata. principato sotto
mandato delle potenze
Al di fuori dell'Albania egli fu noto come principe Guglielmo europee
d'Albania, ma in Albania fu chiamato Mbret (re), poiché il
Fine 31 gennaio 1925
titolo di principe (princ, pring o prenk, secondo i diversi dialetti
albanesi) era già detenuto da molti nobili locali. Inoltre, si Causa Abolizione della
riteneva che il sovrano d'Albania non dovesse essere insignito monarchia
di un titolo inferiore a quello del sovrano del Montenegro. Territorio e popolazione
Il principe Guglielmo arrivò il 7 marzo 1914, insieme con la Bacino Europa
famiglia reale, a Durazzo, capitale provvisoria albanese. La sua geografico
sicurezza doveva essere fornita da una gendarmeria comandata Massima 28.748 nel
da ufficiali olandesi. Il principe Guglielmo lasciò il paese il 3 estensione
settembre 1914 a seguito di una rivolta pan-islamica guidata da Popolazione 803.959 nel 1923
Essad Pascià e poi ripresa da Haji Kamil, comandante militare
dell'Emirato d'Albania localizzato attorno a Tirana, ma non Religione e società
rinunciò mai alla sua pretesa al trono. Religioni Islam sunnita
preminenti
Prima guerra mondiale Religioni Bektashi,
minoritarie Cattolicesimo,
La Prima guerra mondiale interruppe tutte le attività di governo Cristianesimo
albanese, alimentando il caos. Circondato dai ribelli a Durazzo, ortodosso
il principe Guglielmo lasciò il paese il 3 settembre 1914,
Evoluzione storica
appena sei mesi dopo il suo arrivo, e successivamente entrò
nell'esercito tedesco, servendo sul Fronte Orientale. Dopo la Preceduto Governo
sua partenza, il popolo albanese si divise a seconda delle da provvisorio albanese
religioni praticate: i musulmani chiesero che alla guida del Succeduto Repubblica
paese fosse posto un imam e si allearono con la Turchia per da albanese
conservare i privilegi di cui avevano goduto, altri si misero al
servizio di Italia e Serbia e altri ancora, tra cui molti bey e capi
clan, non riconobbero alcuna autorità superiore.

Subito dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, l'Albania fu occupata da diverse potenze straniere per
quasi tutta la durata del conflitto. Alla fine del 1914, la Grecia occupò la parte meridionale dell'Albania, tra
cui Coriza e Argirocastro, l'Italia prese Valona e Serbia e Montenegro occuparono la parte nord del paese,
fino a quando un'offensiva austriaca non costrinse alla ritirata l'esercito serbo, evacuato dai francesi a
Salonicco, poi a Corfù, a Tunisi ed in Corsica; in seguito, gli austro-ungarici, seguiti dalle forze bulgare,
occuparono circa due terzi del paese.

Con il Patto di Londra, firmato nell'aprile del 1915, la Triplice intesa promise all'Italia che avrebbe ottenuto
Valona, il territorio limitrofo e un protettorato sull'Albania in cambio dell'entrata in guerra contro l'Austria-
Ungheria; alla Serbia e al Montenegro fu garantita gran parte del nord del paese, mentre alla Grecia gran
parte del sud; si prevedeva solo un piccolo stato
albanese, che sarebbe stato rappresentato dall'Italia nelle
relazioni con le altre potenze.

Il 3 giugno 1917, in occasione dell'anniversario dello


Statuto albertino, fu pubblicato ad Argirocastro un
proclama del generale italiano Ferrero, autorizzato dal
ministro degli Esteri Sidney Sonnino, con cui si
assicurava l'indipendenza albanese sotto protettorato
italiano.[1]

"A tutte le popolazioni albanesi. Oggi, 3 giugno 1917, Arrivo a Durazzo del principe Guglielmo d'Albania
fausta ricorrenza delle libertà statutarie italiane, noi, e della moglie, la principessa Sofia, 7 marzo 1914
tenente generale Giacinto Ferrero, comandante del
Corpo italiano di occupazione in Albania per ordine del
Governo del Re Vittorio Emanuele III, proclamiamo solennemente l'unità e l'indipendenza di tutta l'Albania,
sotto l'egida e la protezione del Regno d'Italia. Per questo atto, albanesi! avrete libere istituzioni, milizie,
tribunali, scuole rette da cittadini albanesi, potrete amministrare le vostre proprietà, il frutto del vostro
lavoro a beneficio vostro e per il beneficio sempre maggiore del vostro paese. Albanesi! Dovunque siate, o
già liberi nelle terre vostre o esuli nel mondo o ancora soggetti a dominazioni straniere, larghe di promesse
ma di fatto violente e predatrici; voi che di antichissima e nobile stirpe avete memorie e tradizioni secolari
che si ricongiungono alla civiltà romana e veneziana; voi che sapete la comunanza degli interessi italo
albanesi sul mare che ci separa e ad un tempo ci congiunge, unitevi tutti quanti e siate uomini di buona
volontà e di fede nei destini della vostra patria diletta; tutti accorrete all'ombra dei vessilli italiani e
albanesi per giurare fede perenne a quanto viene oggi proclamato in nome del Governo italiano per
un'Albania indipendente con l'amicizia e la protezione dell'Italia".[1]

Era evidente l'intenzione del governo italiano di dare attuazione alle clausole del Patto di Londra
prescindendo dagli esiti della Guerra mondiale. Il proclama di Argirocastro, infatti, fu seguito, a distanza di
poche settimane, dall'occupazione italiana di Giannina, capitale dell'Epiro, che era già presidiata dai Greci.

Nel settembre 1918 le forze dell'Intesa ruppero la resistenza degli Imperi Centrali a nord di Salonicco e nel
giro di pochi giorni le forze austro-ungheresi cominciarono a ritirarsi dall'Albania. Quando la guerra si
concluse, l'11 novembre 1918, l'esercito italiano occupò la maggior parte dell'Albania, la Serbia prese gran
parte del nord del paese e la Grecia occupò un frammento di terra entro le frontiere dell'Albania del 1913;
inoltre, le forze francesi occuparino Coriza e Scutari, nonché altre regioni con considerevole presenza
albanese, come il Kosovo, che successivamente furono consegnate alla Serbia.

Con il Trattato di Tirana (20 luglio 1920) e il successivo trattato di amicizia con gli albanesi (2 agosto 1920),
l'Italia riconobbe l'indipendenza e la piena sovranità dello Stato albanese e le truppe italiane lasciarono il
Paese. Inoltre il trattato sancì il ritiro italiano da Valona, con il mantenimento dell'isolotto di Saseno, a
garanzia del controllo militare italiano sul canale di Otranto[2]

Nel caos che seguì la fine del conflitto, alcuni dei numerosi governi spontanei in lotta per il riconoscimento
del potere ufficiale si attribuirono la reggenza di Guglielmo, ma nessuno riuscì a spuntarla sugli altri.

La prima monarchia albanese ebbe fine nel 1925, quando un restaurato governo centrale dichiarò la nascita
della repubblica.

Note
1. Prima Guerra Mondiale - La Storia Con I Bollettini Ufficiali (http://www.storiologia.it/mondiale2/b
ollettino17.htm)
2. ^ Carlo Sforza, L'Italia dal 1914 al 1944 quale io la vidi, Mondadori, Roma, 1945, pagg. 91-92

Bibliografia
Ferdinando Salleo, Albania. Un regno per sei mesi, Sellerio Editore, Palermo, 2000

Altri progetti
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ality_of_Albania?uselang=it)

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