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Il contrappunto è la tecnica della composizione polifonica: i termini scrittura

polifonica e scrittura contrappuntistica "L’esempio di una disposizione


contrappuntistica di voci è a pag. 209 del 7° volume." sono infatti sinonimi e
alludono a una concezione prevalentemente orizzontale del discorso musicale, svolto
per linee parallele e aventi ciascuna un suo senso compiuto (mentre, al contrario,
l'armonia implica una concezione verticale, accordale del discorso). Armonia e
contrappunto rappresentano i due aspetti fondamentali della struttura musicale:
essi si condizionano a vicenda, ma assumono diverso peso, si integrano in vario
modo nel corso della storia della musica. All'origine (sec. XIII), il termine
contrappunto indicava un tipo di scrittura “nota contro nota” (punctum contra
punctum). La storia del contrappunto coincide con la storia della polifonia: dalle
prime forme elaborate dell'Ars antiqua e dell'Ars novasi passò alle creazioni della
scuola franco-fiamminga, in cui la varietà e la complessità delle tecniche
contrappuntistiche giunsero al culmine e formarono la base del linguaggio
polifonico rinascimentale. Il progressivo affermarsi di una sensibilità armonica e
l'avvento del basso continuo, della monodia accompagnata, non implicarono una
decadenza del contrappunto, che conobbe una nuova sistemazione in rapporto alla
tonalità e all'armonia: l'opera di J. S. Bach rappresenta il vertice di una
ricchissima elaborazione contrappuntistica inserita in un piano armonico-tonale. Il
contrappunto passò in secondo piano nella seconda metà del sec. XVIII e durante il
XIX per assumere poi una importanza fondamentale nel linguaggio del Novecento, in
seguito all'esaurimento dei valori armonico-tonali. Su artifici contrappuntistici
classici sono basati alcuni dei principi che regolano la dodecafonia. La pratica
del contrappunto si basa sul modello storico di Palestrina (rifacendosi a una
tradizione teorica che ha in un trattato di J. J. Fux, 1725, uno dei testi
fondamentali): ha cioè un carattere vocale e si inserisce in un contesto ancora
parzialmente modale. Si distinguono scolasticamente 5 specie di contrappunto. Su un
canto dato, si scrive una melodia in cui a ogni nota del canto dato corrispondono
una nota (prima specie), oppure due note (seconda specie), quattro note (terza
specie), una nota in sincope (quarta specie), un libero disegno, combinato con le
quattro possibilità ora descritte (quinta specie o contrappunto fiorito). Uno dei
più tipici procedimenti contrappuntistici è l'imitazione, che può essere praticata
nei modi più diversi: essa trova nel canone e nella fuga le forme in cui viene
esaltata in tutta la sua complessità. Ricordiamo che al metodo “palestriniano” è
stata preferita, da un'altra corrente didattica, una pratica pedagogica esemplata
su Bach, della quale fu primo assertore, nel 1771, il teorico J. Ph. Kirnberger.
Anche questo indirizzo si integra tuttavia al precedente nella prassi scolastica
odierna, riferendosi soprattutto all'elaborazione contrappuntistica dei corali.