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Il cammino della polifonia La scuola fiamminga e il contrappunto Scheda 10

IL CAMMINO DELLA POLIFONIA - SCHEDA 10

LA SCUOLA FIAMMINGA E IL CONTRAPPUNTO

Ai musicisti borgognoni e fiamminghi toccò in sorte il compito di attuare lo sviluppo


integrale dello stile contrappuntistico.I progressi conseguiti dai maestri fiamminghi erano lo
sviluppo logico della polifonia dell’Ars Nova. Questi nuovi orizzonti compositivi rivelarono il
contemporaneo affiorare nella coscienza degli artisti di un’esigenza nuova che
l’Umanesimo solleciterà a gran voce: l’esigenza dell’unità dell’opera d’arte, nel cui
divenire devono apparire sempre evidenti le cellule generatrici.
La forma della Messa costruita su un tema unitario nasce e si sviluppa rapidamente dalla
metà del sec. XV nella cantorie di Borgogna e delle Fiandre. Ma questa nascita e questo
sviluppo non sarebbero stati possibili senza il nuovo contrappunto e la rinnovata scrittura
mensurale.

L’imitazione canonica
Al centro dello sviluppo di questa nuova tecnica di scrittura contrappuntistica, realizzato in
successive generazioni di maestri franco-borgognoni sta il principio dell’imitazione che
essi portarono alla più estesa applicazione e che già chiamavano canone.1
Nei secoli XV e XVI il termine canone aveva un’importanza e un significato asai più ampi
di quello odierno. Esso si poteva riferire al:
1. canone quale è inteso tutt’ora;
2. canone mensurale;
3. canone enigmatico

1. Il canone nella accezione moderna del termine era anche chiamato fuga.2

2. Una specie particolare era il canone mensurale nel quale una melodia doveva essere
eseguita simultaneamente da più cantori con diversi ritmi prescritti da diversi segni
mensurali. Osserviamo la Fuga quatuor vocum ex unica di Pierre de la Rue

1Il canone è una regola che indica con qualche (voluta) oscurità la volontà del compositore (J. Tinctoris, Terminorum
musicae diffinitorium, Napoli 1475 ca.)

2Fuga significa identità di parti cantanti per quanto concerne il valore, il nome, la forma e qualche volta la collocazione
delle note e delle pause relative (J. Tinctoris, op. cit.)
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Il cammino della polifonia La scuola fiamminga e il contrappunto Scheda 10

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3. Molto è stato scritto sui canoni enigmatici nei quali assai si dilettavano i maestri del
‘4-500. Essi si possono comprendere muovendo da quella concezione intellettualistica
che, sul finire del Medioevo e con l’avvento dell’Umanesimo, portò alle estreme
conseguenze la passione e il gusto per gli artifici e per i simboli. Presentandosi come una
palestra dell’intelletto, il canone enigmatico accompagnava un soggetto musicale, dato
come antecedente (dux) con un breve indovinello, la cui soluzione avrebbe suggerito la
chiave per la soluzione del conseguente (comes).

Nel suo Esemplare ossia saggio fondamentale pratico di contrappunto (Bologna 1774-75),
Padre Giovanni Battista Martini ha pubblicato un lungo elenco con le relative spiegazioni,
di Motti ed Enigmi che egli aveva tratto dalle composizioni di molti compositori franco-
borgognoni (Josquin, Mouton, Isaac, Lobo, Cardoso) e dai trattati di Pietro Aaron, di
Hermann Finck, diPietro Cerone etc…).

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