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CORSO DI CHIMICA GENERALE

ED INORGANICA
(9 CFU: 48 ore di lezione e 36
di esercitazione)
Docente: LUCIA GUIDI
Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali
Via San Michele degli Scalzi 2
Telefono: 050 2216613
Email lucia.guidi@unipi.it

LEZIONI FRONTALI
1. STRUTTURA DELLATOMO
2. SISTEMA PERIODICO DEGLI ELEMENTI
3. COMPOSTI E NOMENCLATURA CHIMICA
4. LEGAME CHIMICO
5. GEOMETRIA MOLECOLARE
6. LEGAME A IDROGENO E INTERAZIONI INTRAMOLECOLARI
7. REAZIONI CHIMICHE
8. STATI DI AGGREGAZIONE DELLA MATERIA
9. SOLUZIONI
10. CINETICA CHIMICA
11. EQUILIBRIO CHIMICO
12. EQUILIBRI CHIMICI IN SOLUZIONE ACQUOSA
13. TERMODINAMICA CHIMICA
14. ELETTROCHIMICA
15. CENNI DI CHIMICA INORGANICA

ESERCITAZIONI NUMERICHE (Dott.ssa Chiara MANZINI)


- CONVERSIONE DELLA MASSA IN NUMERO DI MOLI
- COMPOSIZIONE PERCENTUALE DEI COMPOSTI
- CALCOLO FORMULE EMPIRICHE E MOLECOLARI
- STECHIOMETRIA DELLE MISCELE
- NOMENCLATURA CHIMICA
- STECHIOMETRIA DI REAZIONE (COEFFICIENTI, REAGENTE
LIMITANTE, RESA DI REAZIONE, BILANCI DI MASSA)
- BILANCIAMENTO DI UNA REAZIONI REDOX
- CALCOLO DELLA COMPOSIZIONE DI UNA SOLUZIONE
(PERCENTUALE, MOLALITA, MOLARITA E NORMALITA)
- PREPARAZIONE DI SOLUZIONI A TITOLO E COMPOSIZIONE
NOTA
- ESERCIZI SULLE PROPRIETA COLLIGATIVE
- CALCOLI RELATIVI A EQUILIBRI ACIDO-BASE (pH)

ESAME
PER GLI STUDENTI CHE FREQUENTANO: VERIFICHE IN ITINERE
E FINALE CHE INSIEME CONCORRONO ALLA FORMAZIONE DEL
VOTO
IN ASSENZA DI VERIFICHE IN ITINERE: PROVA SCRITTA PER
LACCESSO ALLORALE
COMMISSIONE DI ESAME
Lucia GUIDI (Presidente)
Mike Frank QUARTACCI (membro)
Roberto CARDELLI (supplente)

LIBRI DI TESTO E CONSULTAZIONE


Bertini, Luchinat, Mani (2011) Chimica. Casa Editrice
Ambrosiana, Seconda edizione.
Bertani, Clemente, Depaoli, Di Bernardo, Gleria, Longato, Mazzi,
Rizzi, Sotgiu, Vidali (2006) Chimica Generale ed Inorganica.
Casa Editrice Ambrosiana, Seconda edizione.
Silberberg (2008) Chimica. McGraw &Hill, Seconda edizione.
Nobile, Mastrorilli (2005) La chimica di base. Casa Editrice
Ambrosiana.
Bruschi (2011) - Stechiometria e laboratorio di chimica generale.
Pearson.
Lausarot, Vaglio (2004) - Stechiometria per la Chimica Generale.
Piccin.
Bertini, Luchinat, Mani (2009) Stechiometria. Casa Editrice
Ambrosiana, Quinta edizione.

COSA E LA CHIMICA?
La chimica la scienza che studia la materia, definita come
tutto ci che esiste nell'universo, occupa spazio e possiede
una massa. Pi in particolare, la chimica studia il come
avviene un dato fenomeno, al contrario della fisica che studia
il perch succede uno strano fenomeno
Una simpatica citazione della Chimica stata data da Arthur
Bloch:
Se puzza chimica, se non funziona fisica, se verde o si
muove biologia

Limpatto della chimica nella vita quotidiana enorme:


Sviluppo delle materia plastiche, prodotti farmaceutici,
fertilizzanti, sfruttamento energetico del petrolio

Inoltre nelle cellule di tutti gli organismi viventi avvengono in


ogni istante reazioni che portano alla decomposizione, sintesi,
modificazione di molecole

La chimica la scienza, o, pi precisamente, quella branca


delle scienze naturali, che si occupa dello studio della
costituzione della materia e delle sue trasformazioni
E lo studio degli atomi e delle molecole quali elementi base di
costruzione della natura e di come essi si combinano per
produrre i vari stati della materia che formano noi stessi e
tutto ci che ci circonda
La conoscenza della struttura elettronica degli atomi alla
base della chimica convenzionale, mentre la conoscenza della
struttura del nucleo alla base della chimica nucleare.
La rottura e la formazione dei legami tra gli atomi e le
molecole sono responsabili della trasformazione della materia.
La chimica si occupa quindi essenzialmente dello studio della
natura e della trasformazione dei legami tra gli atomi

Ma che cosa la materia?


Semplicemente tutto ci ha una massa ed occupa un volume
I pilastri fondamentali della chimica sono 3:
- Il modello ATOMICO della materia
- Il modello ELETTRONICO dellatomo
- Il modello del LEGAME CHIMICO

MATERIA

STATO GASSOSO

STATO LIQUIDO

STATO SOLIDO

Non ha volume e forma


propria

Ha volume ma non
forma propria

Ha volume e forma
propria

pu essere compresso

incomprimibile

incomprimibile

CHIMICA: lo studio della materia (PROPRIETA, STRUTTURA,


TRASFORMAZIONE)
STATI DI AGGREGAZIONE DELLA MATERIA: cio la
disposizione delle particelle e le forze di interazione (SOLIDO,
LIQUIDO, GASSOSO)
PROPRIETA DELLA MATERIA: presenta caratteristiche FISICHE
e CHIMICHE
TRASFORMAZIONI DI STATO: scomparsa o formazione di
sostanze (FISICHE e CHIMICHE)
ENERGIA: pu essere cinetica (quando compie un LAVORO) o
potenziale (quando viene CONSERVATA). LENERGIA CHIMICA
ENERGIA POTENZIALE

PROPRIETA FISICHE E CHIMICHE

P. FISICA: sono quelle che possiamo misurare senza cambiare


lidentit di base della materia come il colore, la densit, il
punto di fusione, la durezza

P. CHIMICHE: sono propriet che descrivono il modo in cui


una sostanza pu modificarsi o reagire per formare altre
sostanza, ad esempio linfiammabilit

PROPRIETA ESTENSIVE ED INTENSIVE

P. INTENSIVA: propriet della materia che INDIPENDENTE


dalla QUANTITA di sostanza presa in esame come densit,
punto di ebollizione e di fusione ecc.

P. ESTENSIVE: DIPENDONO dalla QUANTITA della sostanza


presa in esame come massa, volume, ecc.

UNITA DI MISURA E FATTORI DI CONVERSIONE


LUNITA di misura definisce uno standard per la misura della
massa, del volume, del tempo e di qualsiasi grandezza
misurabile
Il SISTEMA METRICO DECIMALE un insieme di unit di
misura in cui le varie unit della stessa specie sono multipli o
sottomultipli dellunit fondamentale (secondo potenze di 10)
Ad esempio la lunghezza pu essere:
1 metro (m) = 10 decimetri (dm) = 100 centimetri (cm) = 1000
millimetri (mm)
Da questo si originato il SISTEMA INTERNAZIONALE (SI)
Il sistema metrico decimale prevede 3 unit di misura
fondamentali: GRAMMO per la massa, METRO per la
lunghezza e LITRO per il volume, la MOLE per la quantit di
sostanza

I multipli e sottomultipli delle unit di misura fondamentale


sono:
mega (M) = 106
chilo (k) = 103
deca (da) = 101
deci (d) = 10-1
centi (c) = 10-2
milli (m) = 10-3
micro () = 10-6
nano (n) = 10-9

QUANTITA SPERIMENTALI
MASSA: quantit di materia presente in un corpo ed
espressa in grammi (g)
In chimica le proporzioni di materia sono cos piccole che il
modo pi conveniente di rappresentare la massa di un atomo
lUNITA DI MASSA ATOMICA (u.m.a.)

1 u.m.a. = 1.661x10-24 g
LUNGHEZZA: la misura della distanza tra due punti il metro
(m). Le distanze molto piccole (come quelle interatomiche)
sono misurate in nanometri (nm) o in ngstrm ( )
1 nm = 10-9 m
1 = 10-10 m

VOLUME: spazio occupato da un oggetto ed espresso in litro


(l)
TEMPO: la dimensione nella quale si concepisce e si misura
il trascorrere degli eventi il secondo (s).
TEMPERATURA: rappresenta il grado di calore di un oggetto.
Vengono utilizzate due scale per la misura della temperatura
la Celsius (C) e la Kelvin (K)
K = C + 273,15

ENERGIA: capacit di compiere un lavoro e si suddivide in


ENERGIA CINETICA (ossia dovuta al movimento) ed ENERGIA
POTENZIALE (ossia dovuta alla posizione). Questa grandezza
pu anche venir classificata in base alla forma (luce, calore,
energia elettrica, energia meccanica e energia chimica)

Le caratteristiche comuni di tutte queste forme di energia


sono:
- lenergia non pu essere n creata n distrutta
- lenergia pu essere convertita da una forma allaltra
- la conversione avviene con unefficienza minore del 100%
in quanto una parte degradata come calore
- tutte le reazioni chimiche avvengono con un guadagno o
una perdita di energia
Lunit di misura dellenergia assorbita o liberata nelle
reazioni chimiche sottoforma di calore ed espressa come
calorie (cal) o in joules (J)
1 cal = 4,18 J
La CALORIA = la quantit di calore necessaria per far innalzare
di 1C (da 14.5C a 15.5C) la temperatura di 1 g di acqua alla
pressione di 1 atmosfera

DENSITA: esprime il rapporto della massa sul volume


Densit (d) = massa/volume = m/V
Lunit di misura g/mL o g/cm3
PRESSIONE: a grandezza fisica intensiva espressa dal rapporto
tra il modulo della forza agente ortogonalmente su una
superficie e la sua area. Lunit di misura nel SI il pascal (Pa),
che corrisponde alla forza di 1 newton su metro quadrato (1
N/m). Comunemente viene riferita alla pressione di 1
atmosfera (atm), approssimativamente pari alla pressione
esercitata dall'atmosfera terrestre al livello del mare (101325
Pa )

MATERIA
ELEMENTO: la sostanza che non pu essere suddivisa in altri
componenti mediante reazioni chimiche ordinarie
COMPOSTO: sostanza costituita da due o pi elementi
combinati tra loro in proporzioni definite e costanti. Un
composto presenta propriet diverse da quelle degli elementi
costituenti
MISCELE: sono costitute da due o pi sostanze combinate in
proporzioni non definite. La propriet dei singoli costituenti
rimangono inalterate. Le miscele possono essere OMOGENEE
= SOLUZIONI o ETEROGENEE = miscele di solidi

MATERIA

Sostanze Pure

ELEMENTI

ESEMPI: sodio,
idrogeno, azoto

Miscele

COMPOSTI

ESEMPI: sale da
cucina, acqua

OMOGENEE

ESEMPI: aria, sale


da cucina disciolto
in acqua

ETEROGENEE

ESEMPI: miscela
acqua e olio, sale e
pepe

ELEMENTI e COMPOSTI
Una sostanza pura, come lacqua ad esempio, pu
subire un fenomeno fisico come il passaggio di stato ma
non viene comunque alterata la sua natura chimica

Quando invece una sostanza subisce un fenomeno


chimico in trasforma in sostanze che non hanno le
stesse caratteristiche di quelle di partenza
Gli elementi chimica ad oggi conosciuti sono circa 100

MISCELE ETEROGENEE

LEGGI FONDAMENTALI DELLA CHIMICA


Regolano la combinazione tra gli elementi, ma pi in
generale le reazioni chimiche
Sono quelle che hanno permesso di introdurre il concetto
di atomo e molecola e la composizione ponderale ed
atomica dei vari composti

Queste leggi sono 5:


- Le prime 3 dette PONDERALI, perch relative ai pesi di
reagenti e prodotti
- Le ultime 2 dette VOLUMETRICHE, perch riguardano i
volumi di reagenti e prodotti gassosi

1) LEGGE DI LAVOISIER o DI CONSERVAZIONE DELLE


MASSE
la somma dei pesi delle sostanze che reagiscono uguale
alla somma dei pesi delle sostanze che si ottengono dalla
reazione
E la legge che evidenzia che niente si crea e niente si
distrugge ma tutto si trasforma

2) LEGGE DI PROUST o DELLE PROPORZIONI DEFINITE


in ogni composto gli elementi che lo costituiscono sono
combinati tra loro con un rapporto ponderale fisso e
costante

Nella reazione tra idrogeno ed ossigeno per dare acqua, si


sa che con 1 g di idrogeno reagiscono 7,9367 g di ossigeno
per dare 8,9367 g (Legge di Lavoisier) di acqua
Con 2 g di idrogeno reagiscono 15,8734 g di ossigeno e si
ottengono 17,8734 g di acqua

ESEMPIO:
Supponiamo di far reagire 3 g di idrogeno con 15,8734 g di
ossigeno per ottenere acqua
Tenendo conto del rapporto ponderale caratteristico
dellacqua (7,9367 g) si evince che lidrogeno in eccesso

3) LEGGE DI DALTON o DELLE PROPORZIONI MULTIPLE


quando due o pi elementi si combinano tra loro con
rapporti ponderali diversi per dare origine a composti
diversi, mantenendo costante la quantit in peso di uno di
essi, le quantit dellaltro variano secondo rapporti
semplici, ossia sono multiple della quantit minima

ESEMPIO:
Abbiamo visto che idrogeno ed ossigeno si legano tra loro
per dare acqua in un rapporto ponderale di 1 a 7,9367
Questi due elementi possono dare anche il perossido di
idrogeno H2O2 con un rapporto ponderale di 15,8734
ESEMPIO:
Azoto ed ossigeno si combinano da soli o con latri
elementi per dare diversi composti caratterizzati da un
rapporto ponderale fisso

Composto
A
B
C
D

Azoto
1,00 g
1,00 g
1,00 g
1,00 g

Ossigeno
1,142 g = 2x0,571 g
1,713 g = 3x0,571 g
2,284 g = 4x0,571 g
2,855 g = 5x0,571 g

Questa legge ha permesso di intuire la presenza


dellatomo come unit elementare
Nellesempio evidente come un grammo di azoto
contiene sempre lo stesso numero di atomi dellelemento
e che ogni quantit di ossigeno combinata con 1 g di azoto
presenta un numero intero di atomi

4) LEGGE DI GAY-LUSSAC
quando una reazione avviene tra sostanze gassose, i
volumi dei reagenti stanno tra loro e con quelli dei
prodotti in rapporti semplici cio dati da numeri interi e
piccoli
ESEMPIO:
- 1 volume di idrogeno + 1 volume di cloro = 2 volumi di
cloruro di idrogeno
- 2 volumi di idrogeno + 1 volume di ossigeno = 2 volumi
di vapore acqueo
Il rapporto tra i gas che reagiscono e tra essi e i prodotti
della reazione espresso da numeri interi e piccoli

5) LEGGE DI AVOGADRO
volumi uguali di gas diversi, nelle stesse condizioni di
temperatura e pressione, contengono lo stesso numero di
molecole
E la legge che ha permesso di introdurre il concetto di
molecola, intesa come la pi piccola particella di una
sostanza, composto o elemento capace di esistenza
indipendente

ESEMPIO dell APPLICAZIONE DELLA LEGGE DI GAY-LUSSAC


1 volume di idrogeno + 1 volume di cloro 2 volumi di
cloruro di idrogeno
Poich ogni molecola di idrogeno e di cloro si ottengono
due molecole di prodotto possiamo escludere che sia
idrogeno che cloro abbiano molecole monoatomiche
H2a + Cl2b 2H2aCl2b
Si sa inoltre che MAI da una reazione dellidrogeno (o del
cloro) si ottengono pi di 2 volumi di prodotto per ogni
volume di idrogeno ( o di cloro) che ha reagito

Ci da la certezza che a=b=1


Quindi posso scrivere le formule dei tre composti:
H2 + Cl2 2H2Cl2

CONCETTO DI ATOMO, MOLECOLA E MOLE

Latomo di un elemento lelemento stesso e si indica con


un simbolo (C, H, O, N, ecc.)
Per i pochi elementi che esistono in natura sotto forma di
molecole, questa viene rappresentata da un formula
H2, N2, P4, O2, S8, F2, Cl2, Br2, I2
I metalli e quasi tutti gli elementi solidi non presentano
molecole ma in esse gli atomi sono distribuiti con
continuit e la formula coincide con il simbolo
dellelemento
Na, K, Mg, ecc.

La formula sintetizza la composizione quali-quantitativa


Na3PO4 indica che nella molecola vi sono 3 atomi di sodio
e 4 di ossigeno per ogni atomo di fosforo

MASSA ATOMICA RELATIVA


Si definisce massa atomica relativa di un elemento
(correntemente chiamata peso atomico) il rapporto fra la
media ponderata delle masse degli isotopi di quellelemento e
lunit di massa atomica
La massa atomica relativa di un atomo di ferro quindi
(9.2706 10-23 g ) / (1.66 10-24 g) = 55.847

PAFe = 55.847

Analogamente, il peso atomico del calcio

(6,653 10-23 g ) / (1.66 10-24g) = 40,08

PACa = 40,08

H
1,008

He
4,0026

Li
6,939

Be
9,0122

B
10,811

Na
22,9898

Mg
24,312

Al
Si
26,9815 28,086

K
39,102

Ca
40,08

Ga
69,72

Rb
85,47

Sr
87,62

Ba
Cs
132,905 137,34

C
N
F
O
12,0112 14,0067 15,9994 18,9984

Ne
20,183

P
30,974

S
32,064

Cl
35,453

Ar
39,948

Ge
72,59

As
74,922

Se
78,96

Br
79,909

Kr
83,80

In
114,82

Sn
118,69

Sb
121,75

Te
127,60

I
126,904

Xe
131,30

Tl
204,37

Pb
207,19

Bi
208,98

Po
210

At
210

Rn
222

MASSA (PESO) ATOMICO


Il peso atomico (massa atomica) di un elemento definito dal
rapporto tra la massa di un atomo dellelemento e la massa
dellunit di misura rappresentata, per convenzione, dalla
dodicesima parte della massa dellisotopo 12 del carbonio

un numero puro che indica quante volte latomo


dellelemento pesa pi dellunit di misura

MASSA MOLECOLARE RELATIVA


La massa molecolare relativa (peso molecolare) di un composto
la somma dei pesi atomici degli elementi che ne costituiscono
la molecola
La massa atomica relativa diH
un2O
atomo di ferro quindi

massa relativa di due atomi di H = 2 x 1.00797


massa relativa di un atomo di O = 1 x 15.9994

Peso molecolare dellacqua


2.01594 + 15.9994 = 18.01534

Essendo nota la massa di un atomo di ogni elemento, qualsiasi


quantit di un elemento si consideri, possibile calcolare il numero di
atomi in essa contenuti:
massa di elemento pesata (g)
massa di 1 atomo dellelemento (g)
Per esempio, il numero di atomi contenuti in 1,008 g di idrogeno :

1.008 g
(1.008 x 1.66 x 10-24) g

= 6.022 x 1023 atomi di H

massa di un atomo di idrogeno

massa di elemento pesata (g)


massa di 1 atomo dellelemento (g)
Analogamente, in 55,847 g di ferro sono contenuti:

55.847 g
(55,847 x 1.66 x 10-24) g

= 6.022 x 1023 atomi di Fe

massa di un atomo di ferro

massa di elemento pesata (g)


massa di 1 atomo dellelemento (g)
e, in 63,54 g di rame sono contenuti:

63,54 g
(63,54 x 1.66 x 10-24) g

= 6.022 x 1023 atomi di Cu

massa di un atomo di rame

Possiamo vedere come negli esempi precedenti, come anche al


variare dellelemento, il numero di atomi presenti sempre lo
stesso

6,022 x

23
10

atomi

Questo numero detto NUMERO DI AVOGADRO e la massa di


un numero di Avogadro di molecole di qualsiasi specie chimica
corrisponde numericamente al suo peso molecolare ed
equivale ad 1 MOLE DI ATOMI
La MOLE definita come la quantit di sostanza che contiene
un numero di unit chimiche elementari (atomi, molecole, ioni,
gruppi di atomi, elettroni, ecc.) ugual al numero dei nuclidi
contenuti esattamente in 12 g di 12C
Il suo valore aggiornato pari a 6,022x1023 mol-1

massa di elemento pesata (g)


massa di 1 atomo dellelemento (g)
Questo artificio utile ad introdurre semplicemente il concetto di
MOLE, definita anche come grammoatomo ed uguale alla massa
formata da 6.022 x 1023 atomi
Negli esempi precedenti si sempre presa in considerazione una
massa in grammi dellelemento numericamente uguale alla massa
relativa (o peso atomico) dellelemento

63,54 g (massa di rame pesata)

= 6.022 x 1023 atomi di Cu

(63,54 x 1.66 x 10-24) g


PA

Ogni qualvolta si consideri una quantit di un elemento la cui massa


in grammi corrisponde numericamente al PA dellelemento si ha un
numero di atomi pari a 6.022 x 1023, cio una mole di atomi (un
grammoatomo)
Esempio: il PA del Neon 20,183
20,183 g di Neon contengono quindi 6.022 x 1023 atomi di Neon (1 mole)
50,4575 g di Neon contengono 50,4575/20,183 = 2,5 moli

4,0366 g di Neon contengono 4,0366/20,183 = 0,2 moli di Neon (200


mmoli)

10 mg di Neon contengono 0,01/20,183 = 4,95 x 10-4 moli di Neon (495


mmoli)

PABa = 137,34 ; PAMg= 24,312 ; PA Na = 22,99


In 1 mg di Bario sono contenute 1 x 10-3 / 137,34 = 7,28 mmoli del metallo
In 1mg di Magnesio sono contenute 1 x 10-3 / 24,312 = 41,13 mmoli del metallo
In 1mg di Sodio sono contenute 1 x 10-3 / 22,99 = 43,49 mmoli del metallo
Una quantit di 25 mmoli di Bario ha una massa di 0,025 x 137,34 = 3,433 g

Il concetto di mole si applica anche alle molecole


Noto il peso molecolare (PM) di un composto qualsiasi, una
quantit in grammi di quel composto numericamente uguale al
PM contiene 6.022 x 1023 molecole.

PMglucosio = 180 ; PMsaccarosio= 342 ; PM urea = 60


In 5 mg di glucosio sono contenute 5 x 10-3 / 180 = 27,78 mmoli dello zucchero

In 1 mg di saccarosio sono contenute 1 x 10-3 / 342 = 2,92 mmoli dello zucchero


In 30 g di urea sono contenute 30 / 60 = 0,5 moli
Una quantit di 75 mmoli di saccarosio ha una massa di 0,075 x 342 = 25,65 g

CALCOLO DELLA MASSA (GRAMMI) DI UN NUMERO DI


AVOGADRO DI ATOMI ad esempio il SODIO (u.m.a. 22,99)
1.

22,99 u.m.a./1 atomo di Na

2.

Calcolo della massa molare in grammi. Per fare ci dobbiamo convertire


u.m.a. in grammi e gli atomi in mole

3.

1 u.m.a. = 1,66x10-24 g mentre 1 mole = 6,022x 1023 atomi di sodio

4.

massaNa = u.m.a.Nax 1,66x10-24 g

5.

QUINDI: 1 ATOMO DI Na = 22,99 uma x 1,66x10-24 g

6.

POICHE 1 mole = 6,022x1023 atomi di N

7.

(22,99 uma/1 atomo Na) x (1,66x10-24 g Na/uma) x (6,022x1023 atomi di


Na/mole Na) = 22,99 g Na/mol Na

CONVERSIONE DELLE MOLI IN ATOMI


Quanti atomi di Fe sono presenti in 3 moli di questo metallo?
1.

1 mole di Fe = = 6,022x 1023 atomi di Fe

2.

6,022x 1023 atomi di Fe : 1 mole Fe = X atomi Fe : 3 moli FE

3.

X atomi Fe = (6,022x 1023 atomi di Fe x 3 moli Fe)/ 1 mole Fe

4.

1,8 x 1024 atomi Fe

CONVERSIONE DEGLI ATOMI IN MOLI


A quante moli di S corrispondono 1.81x1024 atomi di S?
1.

1 mole di S = = 6,022x 1023 atomi di S

2.

6,022x 1023 atomi di S: 1 mole S = 1,81X 1024 atomi di S : X moli S

3.

X moli S = (1,81x 1024 atomi di S x 1 moli S)/ 6,022x 1023 atomi di S

4.

3,01 moli S

CONVERSIONE LE MOLI DI UNA SOSTANZA NELLA MASSA IN


GRAMMI
Quale la massa espressa in grammi di 3,01 moli di S?
1.

1 mole di S = = 32, 06 g

2.

1 mole S : 32,06 g S = 3,01 moli di S : X g S

3.

X g S = (32,06 g S x 3,011 moli S)/ 1 mole S

4.

96,5 g S

FORMULA CHIMICA
Una formula chimica indica la composizione della
sostanza. Una formula molecolare mostra il
numero esatto di atomi di ciascun elemento in
una molecola
La formula strutturale
non mostra solo la
composizione
elementare, ma anche
la disposizione degli
atomi allinterno della
molecola

FORMULA MINIMA (o SEMPLICE o BRUTA):


esprime il rapporto tra i diversi atomi di una
molecola, utilizzando i pi piccoli numeri interi
come pedici (per composti molecolari, covalenti e
ionici)
Esistono una serie di regole per lordine degli
elementi nella scrittura della formula

FORMULA MOLECOLARE:
esprime non solo il rapporto tra gli atomi dei vari
elementi, ma indica anche il numero reale di
atomi dei vari elementi in una singola molecola
(per composti molecolari)

ATTENZIONE AL SIGNIFICATO DEI DIVERSI


SIMBOLISMI:
O2 e 2O
O2 indica una molecola di ossigeno elementare e
quindi un aggregato di atomi di ossigeno legati tra
loro
2O indica due atomi di ossigeno separati

FORMULA STERICA
Indica come gli atomi o i gruppi atomici sono disposti nello spazio e
descrive la forma geometrica della molecola

COMPOSIZIONE PERCENTUALE DEI COMPOSTI CHIMICI


La formula C5H5N (piridina) indica che in una mole di composto sono
presenti cinque moli di C, cinque moli di H e una mole di N
La massa molare del composto quindi:
Massa molecolare = (5 12,01) + (5 1,008) + (14,01) = 79,10 g/mol
in cui:
5 mol 12,01 g/mol = 60,05 g sono i grammi di carbonio
5 mol 1,008 g/mol= 5,04 g sono i grammi di idrogeno
1 mol 14,01 g/mol = 14,01 g sono i grammi di azoto

COMPOSIZIONE PERCENTUALE DEI COMPOSTI CHIMICI


Per determinare la percentuale di carbonio nel composto bisogna
considerare che in 79,10 g di composto sono presenti 60,05 g di
carbonio. Semplicemente impostando una proporzione possibile
determinare la percentuale di carbonio:
60,05 (g di C): 79,10 (g di C5H5N)= X : 100
da cui:
X = 75,9 %
Allo stesso modo possiamo determinare la percentuale di H nel
composto:
5,04 (g di H): 79,10 (g di C5H5N) = X : 100

da cui: X = 6,4 %

COMPOSIZIONE PERCENTUALE DEI COMPOSTI CHIMICI


Infine determiniamo la percentuale di N nel composto:
14,01 (g di N) : 79,10 (g di C5H5N) = X : 100

da cui X = 17,7 %
La composizione percentuale di C5H5N quindi:

75,9% di carbonio; 6,4% di idrogeno; 17,7% di azoto

COMPOSIZIONE PERCENTUALE DEI COMPOSTI CHIMICI


Un elemento X si combina con il cloro in un composto di formula
XCl3 n
La % in peso del cloro nel composto pari a 79,76. Calcolare il peso
atomico dellelemento X

79,76% (Cloro): 100% = 3x35,45 (g/mol di Cl) : (3x35,45 + x) (g/mol


di XCl3
Dove x il peso atomico dellelemento x cio 26,99 (= alluminio)

CALCOLO DELLE FORMULE MOLECOLARI ED EMPIRICHE


Un composto puro costituito dal 5.9% di H e dal 94% di O. il suo
peso molecolare 34,10. Trovare la formula del composto
1) Calcolo delle oli di ogni elemento
5,9g/1,008 g/mol (PA dellidrogeno) = 5,85 mol di H
94 g/16,00 g/mol XCl3 = 5,87 mol di O
Il numero relativo di atomi di H rispetto allO pari a:
5,85/5,87 1
Quindi la formula minima HO

CALCOLO DELLE FORMULE MOLECOLARI ED EMPIRICHE


La formula molecolare sar n(HO) dove
n = 34,1/ 17 = 2
Quindi la formula molecolare sar H2O2
In alternativa possiamo calcolare come segue:
(0,059x34,10 g)/1,008 g/mol = 2 moli di H per moli di composto
(0,94x34,10g)/16,00 g/mol = 2 moli di O per moli di composto

STECHIOMETRIA DELLE MISCELE


1 g di una miscela di AgCl e AgBr contengono 0,6457 g di Ag
Trovare la composizione percentuale della miscela
x = massa in g di AgCl
y = massa in g di AgBr
moli di AgCl = x (g)/143,3 (g/mol)
moli di AgBr = y (g)/ 187,8 (g/mol)
moli totali di Ag = 0,6457 g/107,87 (g/mol) = 5,986x10-3 mol

STECHIOMETRIA DELLE MISCELE


Imposto un sistema:
x/143,3 g/mol + y/187,8 g/mol = 5,986x10-3 mol
x +y =1,00 g
Risolvendo x = 0,40 g di AgCl e y = 0,600 g di AgBr
Quindi il 40% ed il 60% in peso

Tutta la materia costituita da ATOMI e nello specifico da


90 specie atomiche (definite NATURALI) diverse anche se
solo una decina rappresentano circa il 98% in peso
NellUniverso il 97% della massa totale rappresentata
dallidrogeno (H) e dallelio (He) che sono gli elementi pi
semplici fra tutti e, in assoluto, lH pu essere considerato
alla base di tutti gli altri elementi

Esistono inoltre altri elementi che non esistono in natura


ma che sono preparati artificialmente
MA IN COSA DIFFERISCONO QUESTI ELEMENTI?

Per rispondere occorre riferirsi al modello dellATOMO


ATOMO: la particella pi piccola di un elemento che non
pu essere modificata se non attraverso reazioni nucleari
In natura sono noti 112 tipi di atomi che vengono nominati
con una/due lettere di cui al prima maiuscola
Ogni atomo costituito da particelle subatomiche: NUCLEO e
ELETTRONI, le cui propriet differiscono e vengono quindi
trattate separatamente

NUCLEO
la pi piccola porzione dellatomo in cui concentrata gran
parte della sua massa

ELETTRONE
Si muove attorno al nucleo occupando uno spazio che circa
1015 volte maggiore del nucleo stesso
Indicato come e- ed una piccola particella che (a riposo) ha
una massa di 9,1094x10-31 kg ed una carica di -1,6022x10-19 C

Il NUCLEO a sua volta costituito da particelle subatomiche:

PROTONI (p+): carica uguale allelettrone ma di segno opposto e

massa di circa di 1,673x10-27 kg


NEUTRONI (n0): carica neutra e massa (relativa) pari a massa di
circa di 1,675x10-27 kg

Per avere unidea di quanto sia vuoto lo spazio atomico


attorno al nucleo basti pensare che il diametro atomico varia
da 1 a 5 Angstrom mentre il diametro del nucleo dellordine
di 10-4 Angstrom
In proporzione se il nucleo fosse una pianeta del diametro di
2 cm ci sarebbe attorno uno spazio pari ad un diametro di 200
m (2x10+4 cm)

Poich gli atomi di tutti gli elementi sono costituiti da queste


particelle, cosa diversifica un elemento da un altro?
La risposta : il numero dei protoni contenuti nel nucleo,
cio ogni atomo di un certo elemento ha lo stesso numero di
protoni detto CARICA ATOMICA
In particolare il numero dei PROTONI a diversificare un
atomo da un altro e che viene definito NUMERO ATOMICO (Z)
Questo numero viene generalmente scritto in basso a sinistra
del simbolo dellelemento

ESISTE UNA CORRISPONDENZA BIUNIVOCA TRA IL SIMBOLO


DELLELEMENTO ED IL SUO NUMERO ATOMICO Z

Ogni atomo caratteristicamente identificato in modo


inequivocabile da due parametri
IL NUMERO ATOMICO (Z): corrisponde al numero dei protoni

presenti nellatomo di un dato elemento. Si indica con la lettera Z


MASSA ATOMICA (A): somma dei protoni e dei neutroni presenti
in un atomo ed indicato dalla lettera A

Gli atomi si differenziano luno dallaltro quindi per il


NUMERO di particelle che li compongono. Si definiscono cos
gli ELEMENTI con nomi e simboli propri

Il numero di MASSA ATOMICA serve ad identificare i vari


ISOTOPI di un elemento
Infatti se negli atomi di un dato elemento il numero dei
protoni sempre lo stesso (= NUMERO ATOMICO), il numero
dei neutroni nellatomo dellelemento pu variare

Ad esempio nei nuclei dellIDROGENO possibile trovare 0, 1


o 2 neutroni. Questo comporta che gli atomi di uno stesso
elemento, differendo per il numero di neutroni, hanno una
MASSA diversa. Hanno quindi stessa Z ma A diversa. Il
numero dei neutroni facilmente calcolabile sottraendo dal
numero di massa A il numero atomico Z

Un
elemento
pu
presentare pi isotopi che
differiscono per il numero
di neutroni, hanno quindi
stesso numero atomico Z
ma massa atomica diversa
I vari isotopi di un
elemento non sono diffusi
in natura in egual misura
LABBONDANZA NATURALE
di un isotopo ne riflette la
diffusione percentuale

quanto pesa un atomo?


La massa atomica di una particella sub-atomi molto piccola
Un protone ha una massa pari a 1,673x10-24 g
Per convenzione si adotta come riferimento la massa di un
isotopo stabile ed abbondante come lisotopo 12 del
carbonio (12C)
UNITA DI MASSA ATOMICA (u.m.a.) 1/12 della massa di
questo isotopo
1 u.m.a. = 1.6605402x10-27 kg

Quindi alla massa dellisotopo 12 del C stata attribuita una


massa di 12 uma
NON CONFONDERE u.m.a. CON PESO ATOMICO

TEORIA ATOMICA
Vista la struttura fondamentale dellatomo ripercorriamo le
tappe principali che portarono alla moderna teoria atomica
TEORIA DI DALTON
La prima teoria atomica dellinglese Dalton che allinizio
dell80 propose i seguenti enunciati:
1) La materia costituita da particelle piccolissime definite
ATOMI
2) Un ATOMO non pu essere creato, diviso, distrutto o
trasformato in una atomo diverso (contraddetto da
processi come radioattivit, fusione e fissione nucleare)
3) Tutti gli ATOMI di uno stesso elemento hanno le stesse
propriet (confutato dalla scoperta degli isotopi)

4) ATOMI di elementi diversi hanno propriet differenti


5) ATOMI di elementi diversi si combinano secondo rapporti
espressi da numeri interi per formare i composti
6) Una trasformazione chimica consiste nel legare, separare e
riarrangiare gli atomi

Il ragionamento che port Dalton alla formulazione della sua


teoria fu il seguente
Lacqua, ad esempio, si forma facendo reagire esattamente 8
parti (in peso) di ossigeno e 1 parte (in peso) di idrogeno e
mai si ottiene acqua facendo reagire quantit qualsiasi di
quegli stessi elementi (ad esempio 8,1 o 7,9 parti di ossigeno
per una di idrogeno)
Se la materia fosse continua, questultima possibilit
dovrebbe verificarsi, mentre solo se la materia fosse di
natura atomistica, la legge delle proporzioni definite e
costanti troverebbe giustificazione coerente

Dalton inoltre scopr che due elementi erano in grado di


combinarsi secondo pi proporzioni
Ad esempio, ossigeno e idrogeno, oltre allacqua, formano
anche acqua ossigenata; nel primo caso lo fanno
combinandosi secondo un rapporto in peso di 8 a 1, nel
secondo di 16 a 1

Se quindi si immaginava che la molecola di acqua (cio il


frammento pi piccolo di questo composto) era formata
dallunione di un atomo di ossigeno con uno di idrogeno, il
peso dellatomo di ossigeno doveva essere 8 volte quello
dellatomo di idrogeno e quindi nella molecola di acqua
ossigenata vi dovevano essere due atomi di ossigeno legati
ad uno di idrogeno

In realt latomo di ossigeno pesa non 8, bens 16 volte di pi


dellatomo di idrogeno, ma il ragionamento che porta alla
visione corpuscolare della materia conserva il suo rigore
logico
Alla fine dell800 due studiosi (W. Crookes e E. Goldstein)
evidenziarono come gli atomi non fossero indivisibili (come
enunciato da Dalton) ma costituiti da particelle cariche (+ e -)

ESISTENZA DELLE PARTICELLE SUBATOMICHE


Crookes colleg due elettrodi metallici alle estremit opposti
di un tubo di vetro contenente un gas rarefatto
Al passaggio delle corrente egli osserv dei raggi luminosi
che attraversavano il tubo da un elettrodo ad un altro e
definiti RAGGI CATODICI, in quanto erano diretti dal catodo
(elettrodo negativo) allanodo (elettrodo positivo)

ESISTENZA DELLE PARTICELLE SUBATOMICHE


In seguito J.J. Thomson dimostr che i raggi catodici erano
fasci di particelle negative di energia definite ELETTRONI
Esperimenti simili condotti da Golstein evidenziarono anche
lesistenza di particelle dotate di carica uguale a quella
dellelettrone, ma di segno opposto. Queste particelle molto
pi pesanti degli elettroni furono chiamate PROTONI

MODELLO ATOMICO DI THOMSON (A PANETTONE)


Il modello di Thomson prevedeva unomogenea distribuzione
di particelle negative, sparse come le uvette e i canditi nel
panettone (o plum pudding model) costituito dall apsta
carica positivamente

EVIDENZA DELLESISTENZA DEL NUCLEO


Nel 1911 H. Geiger e E. Rutherford evidenziarono che la
maggior parte della massa e della carica positiva dellatomo
localizzata in una piccola e densa regione definita NUCLEO
e gli elettroni (pi piccoli e carichi negativamente) occupano
un volume molto maggiore allesterno del nucleo
Lesperimento consisteva nel bombardare una sottile lamina
doro con particelle alfa (costituite da 2 protoni e due
neutroni e quindi cariche 2+) prodotte da materiale
radioattivo

Le particelle alfa erano dotate di unenergia cinetica tale da


superare ed attraversare la lamina

Tuttavia alcune particelle venivano deviate o respinte dalla


lamina doro

Rutherford intu che latomo era uno spazio quasi del tutto
vuoto
Infatti, la maggior parte delle particelle alfa attraversava la
lamina doro perch gli atomi che la costituivano dovevano
presentare una parte molto densa (il NUCLEO) e pi piccola
dellatomo stesso
La maggior parte delle particelle alfa che attraversava non
colpiva questa parte e quelle poche che lo facevano venivano
deviate o respinte

Rutherford propose perci il MODELLO ATOMICO


PLANETARIO simile al sistema solare: nucleo molto denso e
carico positivamente attorno al quale ruotano gli elettroni
carichi negativamente . Il modello non prevedeva la presenza
dei NEUTRONE la cui esistenza fu dimostrata dagli
esperimenti di Chadwick (1932)

LIMITI DEL MODELLO DI RUTHERFORD


Il modello presentava una netta contraddizione rispetto alla
fisica classica: la teoria elettromagnetica prevede, infatti, che
quando una carica subisce unaccelerazione emette energia
sotto forma di onde elettromagnetiche
Per tale ragione gli elettroni, essendo cariche elettriche in
movimento, avrebbero dovuto emettere una radiazione
elettromagnetica, perdere progressivamente energia e
collassare sul nucleo
Il modello atomico di Rutherford se da un lato giustificava la
struttura dellatomo dallaltro ne decretava linstabilit
La contraddizione fu risolta nel 1913 dal fisico N. Bohr che
riprese le teorie proposte in quegli anni da Plank ed Einstein
sulla quantizzazione dellenergia

Infatti, Max Planck ed Albert Einstein avevano chiarito la


doppia natura della luce:
- ondulatoria: che interpreta la luce coma unonda
elettromagnetica
- Corpuscolare: che vede la luce come un insieme di
pacchetti di energia elettromagnetica (quanti di luce) che
vennero chiamati FOTONI
La radiazione elettromagnetica come la luce viaggia sotto
forma di onde a partire dalla sorgente
Esempio immediato di sorgente
rappresentato dal Sole
La luce bianca del sole separata in
molteplici caratteristiche bande di colori
diversi cos come la luce bianca visibile
separata da un prisma

La luce si propaga quindi come un insieme di onde


sinusoidali e la lunghezza donda la distanza tra due punti
uguali su due onde successive

Le radiazioni magnetiche viaggiano alla velocit della luce =


3,0x108 m/secondo
Ogni lunghezza donda anche se viaggia alla stessa velocit
delle altre caratterizzata da una certa quantit di energia
Linsieme di tutte le radiazioni elettromagnetiche definito
SPETTRO ELETTROMAGNETICO

Per convenienza viene suddivisa lo spettro elettromagnetico


in diverse regioni spettrali

Bohr vide un collegamento tra lemissione di luce da parte


degli atomi e gli elettroni che ruotavano attorno al nucleo
Se facciamo passare la luce bianca attraverso un prisma
abbiamo un spettro continuo
Se invece si analizza la luce emessa da un gas rarefatto
sottoposto a scarica elettrica si
ottiene uno spettro a righe
quindi discontinuo

Per lidrogeno nel visibile si ottengono 4 righe (con lunghezza


donda diversa):
- 657 nm ROSSA
- 486 nm VERDE
- 434 nm BLU
- 410 nm VIOLA

Gli atomi assorbono radiazioni di una determinata frequenza


ed emettono uno spettro caratteristico
Quando la luce colpisce un atomo, questultimo assorbe
fotoni di una precisa lunghezza donda ed ogni fotone
assorbito cede la sua energia ad un elettrone che pu quindi
acquisire energia e spostarsi ad unorbita pi esterna
Quando lelettrone eccitato torna al
livello energetico pi basso emette
energia sotto forma di un fotone
ad una particolare lunghezza donda
Nel modello di Bohr lelettrone non
collassa sul nucleo, ma ruota senza
emettere energia lungo orbite circolari

Bohr propose quindi un nuovo modello planetario come


quello di Rutherford ma ad orbite quantizzate e che si basa
sui seguenti punti:
- lelettrone percorre solo determinate orbite circolari
quantizzate nelle quali ruota senza assorbire n emettere
energia (ORBITE STAZIONARIE)
- Lelettrone assorbe energia solo se salta da unorbita ad
unaltra di livello energetico maggiore
- Se lelettrone torna ad un livello di energia minore,
latomo emette energia sotto forma di fotoni
- Lenergia della luce (emessa o assorbita) uguale alla
differenza di energia delle due orbite
- Ogni salto rivelato da una riga nello spettro

Lipotesi di Bohr spiega perch gli spettri di emissione degli


atomi sono spettri discontinui: ogni riga corrisponde ad un
ben determinato valore di energia che a sua volta
corrisponde alla differenza di energia fra due orbite

MODELLO ATOMICO DI BOHR


Latomo di Bohr pu quindi essere rappresentato come una
serie di orbite concentriche che circondano il nucleo
Le orbite sono identificate da un numero (n = 1, 2, 3,.ecc.)
definito NUMERO QUANTICO quantico

MODELLO DELLATOMO DI IDROGENO DI BOHR (Z=1 e A=1)


- lelettrone si muove intorno al protone centrale secondo
orbite circolari
- Sono premesse solo orbite di un determinato raggio
correlato al numero intero detto NUMERO QUANTICO
PRINCIPALE n. Alle orbite corrispondono altrettante
energie (E)
- Lelettrone di trova nellorbita il cui raggio correlato con
il pi basso n quantico ed il minore contenuto energetico
- A seguito dellassorbimento di energia lelettrone passa da
uno stato energetico permesso ad un altro. Lenergia
assorbita corrisponde esattamente alla differenza di
energia tra i due stati energetici permessici sono le
particelle che comunque determinano le propriet
chimiche e la reattivit di un elemento

IL MODELLO DI BOHR-SOMMERFELD
Il modello prima descritto si presta bene allinterpretazione
della struttura dellidrogeno, ma risulta inadeguato per
spiegare la struttura di atomi con pi elettroni
Infatti, negli spettri di questi atomi si evidenziano
raggruppamenti di righe vicinissime tra loro che non riescono
ad interpretare in base al modello

Sommerfeld nel 1915 ipotizzo che lelettrone si muovesse


descrivendo orbite ellittiche in cui il nucleo occupava uno dei
due fuochi

DALLORBITA ALLORBITALE

Il concetto di orbita lascia il posto a quello di ORBITALE


Infatti, la meccanica quantistica dimostra he non possibile
definire la traiettoria di un elettrone che ha un movimento
delocalizzato
Il PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE DI HEISENBERG afferma
che di una particella come lelettrone Non si possono
conoscere contemporaneamente la posizione e la velocit in
un preciso istante
Gli ORBITALI vengono definiti dalle funzioni che si ottengono
come soluzione dalla equazione di Schrodinger

1) Gli elettroni sono considerati sia come particelle sia come


onde elettromagnetiche e solo in questo modo si
possono spiegare alcuni degli aspetti del comportamento
degli elettroni
2) Non possibile determinare con precisione la posizione e
la velocit dellelettrone e, quindi, non possibile
definire la posizione occupata in ogni istante
dellelettrone attorno al nucleo. Si pu invece valutare in
termini di PROBABILITA la presenza dellelettrone in una
certa regione di spazio attorno al nucleo
3) I livelli energetici che possono essere assunti da un
elettrone sono definiti attraverso regole dettate dalla
fisica quantistica cio lENERGIA E QUANTIZZATA

Il FOTONE = natura ondulatoria (radiazione


elettromagnetica) e corpuscolare della materia
Allelettrone in moto nella propria orbita attorno al nucleo
deve essere associata una lunghezza donda ( ) che dipende
dalla massa della particella (m) e dalla velocit (v)
= h/mv EQUAZIONE di DE BROGLIE
dove h la
costante di Plank

DESCRIZIONE QUANTOMECCANICA DELLATOMO

Si tratta di una descrizione matematica della propriet


ondulatoria dellelettrone e la descrizione quantomeccanica
di un atomo consiste di un insieme di funzioni donda
La funzione donda descrive gli stati energetici accessibili
allelettrone

ORBITALE
Ciascuna funzione donda che descrive il moto di un
elettrone corrispondente ad un dato livello energetico
prende il nome di ORBITALE ATOMICO = cio una funzione
matematica che descrive la distribuzione della PROBABILITA
di trovare lelettrone nello spazio attorno al nucleo

NUMERI QUANTICI ED ORBITALI


Gli elettroni di uno stesso atomo non sono equivalenti da un
punto di vista energetico, ma possono distinti in LIVELLI ad
energia crescente
Il NUMERO QUANTICO PRINCIPALE (n) definisce il LENERGIA
dellelettrone ed correlato alla distanza media
dellelettrone dal nucleo
n pu assumere solo valori interi positivi
Lenergia del livello aumenta allaumentare di n
Il livello massimo di elettroni che un livello pi ospitare
uguale a 2(n)2
Per cui se:
n = 1 capienza massima 2 en = 2 capienza massima 8 en = 3 capienza massima 18 e-

SOTTOLIVELLI
Il sottolivello un set di orbitali di uguale energia (e detti
DEGENERI) allinterno di un livello energetico principale
I sottolivelli (detti anche gusci) sono indicati dalle lettere s, p,
d, f, ecc.

l NUMERO QUANTICO SECONDARIO (o AZIMUTALE, l)


determina il sottolivello energetico e la geometria
dellorbitale. Esso pu assumere valori interi compresi tra 0 e
n-1. Questo correlato con la forma dellorbitale

Un TERZO NUMERO QUANTICO detto m


E definito anche numero quantico magnetico perch
stabilisce il valore del campo magnetico dovuto al moto
dellelettrone
Stabilisce unulteriore distinzione allinterno di ogni
sottolivello (anche se non ci sono differenze di energia) e pu
assumere valori tra l e +l
E correlato con lorientamento dellorbitale nello spazio

Quindi gli orbitali di un atomo sono INEQUIVOCABILMENTE


identificati dai numeri quantici ed ogni orbitale pu contenere al
massimo 2 elettroni
Gli orbitali caratterizzati da l=0 vengono chiamati ORBITALI DI TIPO s
Quelli con l=1 ORBITALI DI TIPO p

Quelli con l=2 ORBITALI DI TIPO d


Quelli con l=3 ORBITALI DI TIPO f..

Nel livello n=1 esiste un solo orbitale con l=0 ed m=0


Si tratta di un orbitale di tipo 1s che corrisponde ad una regione
dello spazio di forma sferica. Pu contenere al massimo 2
elettroni
Nel livello n=2 possono esistere due valori di l: 0 e 1
Se l=0 esiste solo un valore di m=0 e si ha un solo orbitale 2s
simile allorbitale 1s ma di volume maggiore

Nel livello n=2 possono esistere due valori di l: 0 e 1


Se l=1 sono possibili 3 valori di m: -1, 0 e 1
Ci significa che esistono 3 orbitali di tipo p (l=1) che hanno forma
allungata e si proiettano nelle tre dimensioni nello spazio

Questi orbitali possono contenere complessivamente sino a 6


elettroni che si aggiungono ai due dellorbitale 2s per un totale di
8 elettroni

Al terzo livello n=3 troviamo lorbitale 3s (l=0), i tre orbitali 3p


(l=1) ed un nuovo tipo di orbitale, il d (l = 2). Esistono di
conseguenza 5 valori di m e quindi 5 orbitali di tipo p che possono
contenere 10 elettroni

SCHEMA DEI LIVELLI ENERGETICI ORBITALI DI UNA ATOMO


MONOELETTRONICO (IDROGENO)
l terzo livello n=3 troviamo lorbitale 3s (l=0), i tre orbitali 3p (l=1)
ed un nuovo tipo di orbitale, il d (l = 2). Esistono di conseguenza 5
valori di m e quindi 5 orbitali di tipo p che possono contenere 10
elettroni

MA COSA IMPONE AD UN ELETTRONE DI RISIEDERE IN UN


PARTICOLARE ORBITALE?

E necessario introdurre unulteriore propriet dellelettrone: lo


SPIN ELETTRONICO
Studiando gli spettri degli atomi costituiti da pi elettroni, ci si
rese conto che le righe di emissione non erano single, ma
costituite da 2 linee molto vicine tra loro e quindi con energie
simili ma diverse
Gli elettroni presentano unaltra
propriet intrinseca, anchessa
quantizzata, chiamata SPIN o
meglio il senso di rotazione
dellelettrone attorno al suo asse

QUARTO NUMERO QUANTICO: lo SPIN ELETTRONICO


il numero quantico correlato al moto di spin dellelettrone pu
assumere valori +1/2 e -1/2
Ciascun valore corrisponde a una rotazione in senso orario o in
senso antiorario dell'elettrone attorno al proprio asse.
Se l'elettrone ruota in senso orario, esso viene rappresentato da
una freccia rivolta verso l'alto, se invece l'elettrone ruota in
senso antiorario, la freccia
sar rivolta verso il basso.
In senso arbitrario, si
considera +1/2
la rotazione oraria
e -1/2 la rotazione
antioraria

Lo spin elettronico un punto chiave per la comprensione delle


strutture elettroniche degli atomi
Con il Principio di esclusione di Pauli si compreso che ciascun
elettrone in un atomo individuato da un solo set di valori di n, l
ml ed ms e che non possono esserci due elettroni aventi lo stesso
set di numeri quantici
Dato che m pu assumere solo 2 valori significa che e che ciascun
orbitale elettronico non pu contenere pi di due elettroni e
questi elettroni debbono avere spin opposti

CONFIGURAZIONE ELETTRONICA
Lewis dette una nuova chiave di lettura della Tavola Periodica
secondo cui le propriet degli elementi si ripetono non solo
quando gli elementi sono organizzati in numero crescente di
numero atomico, ma anche in NUMERO CRESCENTE DI
ELETTRONI
Le periodicit delle propriet fisiche e chimiche degli elementi
devono essere quindi connesse in qualche modo al ripetersi della
dello stesso tipo di configurazione elettronica

Lewis sugger che gli elettroni sono organizzati in GUSCI


ELETTRONICI e che quando si riempie un guscio, gli elettroni
aggiuntivi devono sistemarsi in un nuovo guscio

In aggiunta, Lewis not che i gas nobili sono un gruppo di


elementi chimicamente molto poco reattivi e quindi
corrispondono al riempimento totale di un guscio elettronico
IL COMPORTAMENTO CHIMICO PUO ESSERE VISTO IN TERMINI DI
TENDENZA DI UN ATOMO AD ASSUMERE LA CONFIGURAZIONE
ELETTRONICA RELATIVA AD UN GUSCIO ELETTRONICO CHIUSO,
PERDENDO, ACQUISENDO O METTENDO IN COMPARTECIPAZIONE
ELETTRONI CON ALTRI ATOMI

La configurazione elettronica pi stabile o CONFIGURAZIONE


FONDAMENTALE di un atomo quella in cui gli elettroni sono
negli stati energetici di minor energia possibile

Se non fosse vero il principio di esclusione di Pauli allora tutti gli


elettroni sarebbero posizionati sullorbitale 1s

Tuttavia non possono esistere due elettroni con gli stessi numeri
quantici e quindi per ogni orbitale possono esserci al massimo 2
elettroni
Gli elettroni andranno a posizionarsi su orbitali elettronici di
energia via via crescente, non pi di 2 per orbitale

COSTRUZIONE DELLA CONFIGURAZIONE ELETTRONICA DEGLI


ATOMI (AUFBAU)
Si attua disponendo attorno al nucleo contenente un numero Z di
protoni un ugual numero di elettroni
PRINCIPIO DI MINIMA ENERGIA: ogni elettrone occupa lorbitale
disponibile a energia pi bassa
PRINCIPIO DI PAULI: in un atomo non possono esistere 2
elettroni con i 4 numeri quantici eguali. Nello stesso orbitale
possono esserci solo2 elettroni purch con spin diverso
REGOLA DI HUND: se due o pi elettroni occupano orbitali
degeneri (= ad eguale energia) gli elettroni occupano il maggior
numero possibile di questi orbitali e a spin paralleli

1. L'elettrone occupa l'orbitale a pi bassa energia disponibile


Il riempimento degli orbitali
procede con la sequenza indicata
a lato (seguendo dal basso le
frecce).

8s
7s

7p

6s

6p

6d

5s

5p

5d

5f

4s

4p

4d

4f

3s

3p

3d

2s

2p

1s

Z=1

simbolo:

idrogeno

Configurazione elettronica : 1s
n
1

2
3
4
5

l
0

Z=2
elemento:

simbolo:

elio

Configurazione elettronica : 1s2


n
1

2
3
4
5

l
0

He

Nel Litio (Z = 3) il terzo


elettrone va ad occupare
lorbitale libero a minore
energia

8s
7s

7p

6s

6p

6d

5s

5p

5d

5f

4s

4p

4d

4f

3s

3p

3d

2s

2p

1s

Z=3

simbolo:
elemento:

litio

Configurazione elettronica : 1s2,


n
1

2
3
4
5

2s

l
0

Li

Z=4

simbolo:
elemento: berillio

Configurazione elettronica : 1s2,


n
1

2
3
4
5

2s2

l
0

Be

Nel Boro, il quinto elettrone


va ad occupare lorbitale
libero a minore energia

8s
7s

7p

6s

6p

6d

5s

5p

5d

5f

4s

4p

4d

4f

3s

3p

3d

2s

2p

1s

Z=5

simbolo:
elemento: boro

Configurazione elettronica : 1s2,


n
1

2
3
4
5

2s2px

l
0

AUFBAU
Si costruiscono idealmente gli atomi disponendo nel nucleo i
protoni e disponendo negli orbitali un ugual numero di elettroni.
Regole:

1. L'elettrone occupa l'orbitale a pi bassa energia disponibile


2. Principio di Pauli: un orbitale pu essere vuoto oppure abitato
da uno o, al massimo, da due elettroni. Due elettroni che occupano
lo stesso orbitale hanno spin antiparallelo.
3. Principio di Hund: il riempimento di un orbitale degenere si ha
soltanto se gli altri orbitali degeneri sono gi occupati da un
elettrone.

Z=6

simbolo:
elemento: carbonio

Configurazione elettronica : 1s2,


n
1

2
3
4
5

2s2pxpy

l
0

Z=7

simbolo:
elemento: azoto

Configurazione elettronica : 1s2,


n
1

2
3
4
5

2s2pxpypz

l
0

Z=8

simbolo:
elemento: ossigeno

Configurazione elettronica : 1s2,


n
1

2
3
4
5

2s2px2pypz

l
0

Z=9

simbolo:
elemento: fluoro

Configurazione elettronica : 1s2,


n
1

2
3
4
5

2s2px2py2pz

l
0

Z = 10

simbolo:
elemento: neon

Configurazione elettronica : 1s2,


n
1

2
3
4
5

2s2px2py2pz2

l
0

Ne

Nellatomo di sodio (Na)


il settimo elettrone
occupa lorbitale 3s

8s
7s

7p

6s

6p

6d

5s

5p

5d

5f

4s

4p

4d

4f

3s

3p

3d

2s

2p

1s

Li
Na
n
1

2
3
4
5

1s2, 2s
1s2, 2s2px2py2pz2, 3s

l
0

1s2, 2s2

Be
Mg
n
1

2
3
4
5

1s2, 2s2px2py2pz2, 3s2

l
0

Nellatomo di alluminio (Al)


il nono elettrone
occupa un orbitale 3p

8s
7s

7p

6s

6p

6d

5s

5p

5d

5f

4s

4p

4d

4f

3s

3p

3d

2s

2p

1s

B
Al
n
1

2
3
4
5

1s2, 2s2px
1s2, 2s2px2py2pz2, 3s2px

l
0

C
Si
n
1

2
3
4
5

1s2, 2s2pxpy
1s2, 2s2px2py2pz2, 3s2pxpy

l
0

N
P
n
1

2
3
4
5

1s2, 2s2pxpypz
1s2, 2s2px2py2pz2, 3s2pxpypz

l
0

O
S
n
1

2
3
4
5

1s2, 2s2px2pypz
1s2, 2s2px2py2pz2, 3s2px2pypz

l
0

F
Cl
n
1

2
3
4
5

1s2, 2s2px2py2pz
1s2, 2s2px2py2pz2, 3s2px2py2pz

l
0

Ne
Ar
n
1

2
3
4
5

1s2, 2s2px2py2pz2
1s2, 2s2px2py2pz2, 3s2px2py2pz2

l
0

La configurazione elettronica degli elementi si ripresenta nella


tavola periodica
Infatti se prendiamo in considerazione gli elementi a partire
dallidrogeno in ordine di numero atomico crescente si osserva
che al crescere di una unit del valore del numero atomico viene
aggiunto un elettrone alla configurazione elettronica
Ogni volta che una serie di elementi ha sistemato abbastanza
elettroni da riempire un livello energetico, gli elementi
successivi, che iniziano a riempire il successivo livello energetico,
vengono disposti in una riga sottostante, detta PERIODO, in
modo che sono incolonnati con gli elementi che presentano la
STESSA CONFIGURAZIONE ELETTRONICA

Per il gruppo IA questa = ns1


Per il gruppo IIA questa = ns2 ecc.
Il suffisso n coincide con il numero della riga (PERIODO)
contenente lelemento e corrisponde anche al numero quantico
principale che si sta riempendo
Si vengono cos a formare 7 PERIODI, corrispondenti ai 7 livelli
energetici riempibili e quindi al valore del numero quantico
principale n

Gli elementi che si incolonnano verticalmente formano i


cosiddetti GRUPPI, composti da elementi che presentano un
eguale numero di elettroni disposti sullo stesso tipo di orbitali,
ma naturalmente su di un diverso livello energetico

La prima regione (blocco s) formata dai gruppi IA e IIA dove si


riempie lorbitale s
La regione allestrema destra (blocco p) composta dai rimanenti
6 gruppi A (lottavo gruppo A spesso indicato come gruppo 0 ed
costituito dagli elementi che distribuiscono i sei elettroni nei tre
orbitali p

La regione centrale (blocco d) costituita da 10 file verticali a


formare 8 gruppi formata dai cosiddetti METALLI DI
TRANSIZIONE, elementi che dispongono 10 elettroni nei 5 orbitali
d

Infine la regione in basso (blocco f) formata da due serie chiamate


rispettivamente serie dei LANTANIDI e degli ATTINIDI, costuituita
da elementi che stanno distribuendo i 14 elettroni nei 7 orbitali f
(4f e 5f)

Elementi non-metallici
alti valori di PJ e AE

1 2

3 4 5 6 7 8

Elementi anfoteri
Valori intermedi di PJ e AE

1
H

2
He
1s2

1s

3
Li

4
Be

2s

2s2

5
B

Elementi metallici

6
C

7
N

8
O

9
F

10
Ne

2s2p 2s2p2 2s2p3 2s2p4 2s2p5 2s2p6

Bassi valori di PJ e AE

11 12
Na Mg
3s

3s2

19
K

20
Ca

4s

4s2

37
Rb

38
Sr

5s

5s2

13
Al

14
Si

15
P

16
S

17
Cl

18
Ar

3s2p 3s2p2 3s2p3 3s2p4 3s2p5 3s2p6

21
Sc

22
Ti

23
V

24 25 26
Cr Mn Fe

27
Co

28
Ni

29
Cu

30
Zn

3d,4s2 3d2,4s2 3d3,4s2 3d5,4s 3d5,4s2 3d6,4s2 3d7,4s2 3d8,4s2 3d10,4s 3d10,4s2

39
Y

40
Zr

41 42
Nb Mo

43
Tc

44 45
Ru Rh

46
Pd

47
Ag

48
Cd

4d,5s2 4d2,5s2 4d3,5s2 4d5,5s 4d5,5s2 4d6,5s2 4d7,5s2 4d8,5s2 4d10,5s 4d10,5s2

31 32
Ga Ge

33
As

34
Se

35 36
Br Kr

4s2p 4s2p2 4s2p3 4s2p4 4s2p5 4s2p6

49
In

50
Sn

51
Sb

52
Te

53
I

54
Xe

5s2p 5s2p2 5s2p3 5s2p4 5s2p5 5s2p6

ELETTRONI DI VALENZA
Nelle interazioni tra gli atomi giocano un ruolo prioritario gli
elettroni del livello energetico pi esterno, comunemente definiti
ELETTRONI DI VALENZA o ELETTRONI SUPERFICIALI, che sono
collocati sugli ORBITALI DI VALENZA
Per questo motivo la configurazione elettronica superficiale o
dello strato di valenza forniscono informazioni sulla reattivit di
ogni singolo atomo
Il numero degli elettroni di valenza dellatomo coincide con il
numero del gruppo o della famiglia in cui si trova collocato
latomo
Ad esempio, elementi con idrogeno e sodio (gruppo IA) hanno un
solo elettrone di valenza
Spostandosi da sinistra verso destra nel periodo 2, il berillio, ad
esempio (gruppo IIA), ha due elettroni di valenza, il boro (gruppo
IIIA) 3, il carbonio (gruppo IVA) 4 e cos via

ELETTRONI DI VALENZA
Il numero di ordine di ciascun gruppo indica quindi quanti
elettroni sono nel livello energetico superficiale
Gli elementi del gruppo IA presentano configurazione superficiale
ns1
Possiamo quindi scrivere uno schema che ci permette di correlare
ciascun gruppo A con la configurazione elettronica degli elementi
appartenenti al gruppo stesso

ELETTRONI DI VALENZA
Un atomo polielettronico pu essere visto come costituito da un
nucleo attorno al quale gli elettroni sono delocalizzati in
successive nubi di elettricit di varia forma e dimensione
(orbitali) sempre pi lontani dal nucleo allaumentare del numero
quantico principale n
Gli elettroni pi lontani dal nucleo sono quelli meno fortemente
legati ad esso, in quanto aumenta la distanza e la schermatura
dalla carica nucleare
Sono proprio questi elettroni di valenza quelli coinvolti nelle
reazioni chimiche

REGOLA DELLOTTETTO
Gli elementi dellultimo gruppo (gas nobili) hanno due (elio) e
otto elettroni di valenza (hanno CONFIGURAZIONEL OTTEZZIALE)
Questi elementi sono estremamente stabili e definiti GAS INERTI,
perch non si legano facilmente ad altri elementi
La loro stabilit dovuta al fatto che gli orbitali dei vari livelli
energetici sono pieni
Gli atomi degli altri elementi sono pi reattivi dei gas nobili in
quanto mediante le reazioni chimiche cercano di raggiungere la
configurazione stabile del gas nobile, acquistando o cedendo
elettroni = REGOLA DELLOTTETTO

CONFIGURAZIONE ELETTRONICA ABBREVIATE


La configurazione del sodio (Z=11) .
1s22s22p63s1
La configurazione del gas nobile che lo precede, il neon, :
1s22s22p6
Per cui possiamo scrivere la configurazione elettronica del sodio
come:
[Ne]3s1
Analogamente:
Magnesio (Z=12) [Ne]3s2

IONI
Gli ioni sono particelle cariche positivamente o negativamente
CATIONI = particelle che si formano quando latomo perde uno o
pi elettroni
ANIONI = particelle che si formano quando latomo acquista uno
o pi elettroni
I metalli e non-metalli differiscono nel modo in cui formano ioni
I metalli (a sinistra nella tavola periodica) tendono a formare
CATIONI in seguito alla perdita di uno o pi elettroni
SODIO (Z=11) Na Na+ + e MAGNESIO (Z=12) Mg Mg2+ + 2e ALLUMINIO (Z=13) Al Al3+ + 3e
lo ione prodotto ha la stessa configurazione del gas nobile pi
vicino e quindi STABILI

Il sodio ha un comportamento tipico degli elementi del suo


gruppo (IA) e quindi anche gli atomi dello stesso gruppo (H, Li, K,
Cs e Fr) presumibilmente formeranno uno ione con carica positiva
(1+)
Anche il magnesio (Gruppo IIA) ha un comportamento simile agli
altri del suo gruppo (Be, Ca, Sr.) = formazione di ioni con carica
2+
I non-metalli posti alla destra della tavola periodica tendono
invece ad acquistare elettroni e formano ANIONI
FLUORO (Z=9) F + e - FOSSIGENO (Z=8) O + 2e - O2AZOTO (Z=7) N + 3e - N3lo ione prodotto ha la stessa configurazione del gas nobile pi
vicino e quindi STABILI

Il fluoro ha un comportamento tipico degli elementi del suo


gruppo (VII) e quindi anche gli atomi dello stesso gruppo (Cl, Br e
I) presumibilmente formeranno uno ione con carica negativa (1-)
Anche lossigeno ha un comportamento simile agli altri del suo
gruppo e former ioni con carica 2I metalli di transizione tendono a formare ioni positivi perdendo
elettroni proprio come i metalli rappresentativi ma sono
caratterizzati da una valenza variabile a
A seconda della sostanza con cui reagiscono possono formare pi
di uno ione stabile
Ad esempio il ferro ha due ioni stabili Fe2+ e Fe3+
Il rame pu esistere come Cu+ e Cu2+

CONFIGURAZIONE ELETTRONICA E CLASSIFICAZIONE DEGLI


ELEMENTI

Nel XIX secolo si tento di classificare gli elementi conosciuti


Mendeleev (chimico russo) dispose tutti gli elementi conosciuti in
ordine di numero atomico Z crescente e si rese conto della
periodicit delle loro caratteristiche chimiche e fisiche = TAVOLA
PERODICA
GRUPPI (colonne della Tavola) = elementi che hanno la stesa
configurazione elettronica esterna
PERIODI (righe della Tavola) = inizia con un elemento che ha come
configurazione elettronica esterna un elettrone di tipo s e
procede di una unit il numero atomico Z ad ogni passaggio. Gli
elettroni pi esterni hanno lo stesso numero quantico n

PERIODO 1: due soli elementi, IDROGENO ed ELIO per i quali


riempito solo lorbitale 1s
PERIODO 2: vengono riempiti progressivamente gli orbitali 2s
e 2p fino ad un massimo di 8 elettroni. Lelemento con un solo
elettrone nellorbitale 2s (LITIO) viene incolonnato sotto
lIDROGENO, quello che ha tutto il secondo livello pieno
(NEON) viene posto sotto lELIO

Tra il gruppo dellidrogeno, chiamato GRUPPO 1A e quello


dellelio, chiamato VIIIA sono compresi altri gruppi (dal IIA al
VIIA) in cui vengono via via riempiti gli orbitali del secondo
periodo

Il III periodo comprende 8 elementi che vengono incolonnati


nei rispettivi gruppi a seconda della configurazione elettronica
esterna;
Ad esempio il SODIO (Na) con configurazione 3s1 al gruppo IA,
lALLUMINIO (Al) 3s2 3p1 al gruppo IIIA
DA NOTARE CHE IL NUMERO DEL GRUPPO INDICA IL NUMERO
COMPLESSIVO DI ELETTRONI NELLO STRATO DI VALENZA

Con il III periodo si rendono disponibili gli orbitali 3d che sono


riempiti solo dopo lorbitale 4s
Il IV periodo inizia con gli elementi che hanno elettroni solo
nellorbitale 4s (gruppi IA e IIA) e prima di procedere con il
riempimento degli orbitali 4p, si procede al riempimento degli
orbitali 3d

Tutti gli elementi in cui si stanno riempendo gli orbitali d


appartengono ai gruppi da IB a VIIIIB e sono detti ELEMENTI DI
TRANSIZIONE

E evidente coma la tavola possa essere suddivisa da una linea


obliqua che va dal gruppo IIIA sino al gruppo VIA
METALLI: solidi duri, lucenti, buoni conduttori di calore ed
elettricit. Unica eccezione lIDROGENO che non un metallo
NON-METALLI: solidi, liquidi o gassosi ed i solidi sono friabili e
cattivi conduttori di calore ed elettricit

Gli elementi sulla linea hanno caratteristiche intermedie e sono


detti SEMI-METALLI
Gli elementi di transizione hanno propriet metalliche e sono
quindi detti METALLI DI TRANSIZIONE

Gli elementi del gruppo IA sono detti METALLI ALCALINI e T e


pressione ambiente sono solidi. Eccezione lIDROGENO che
un gas con particolari propriet fisico-chimiche
I metalli alcalini hanno un solo elettrone nello strato di valenza
e reattivit simile

Gli elementi del gruppo II A sono detti METALLI ALCALINOTERROSI e T e pressione ambiente sono solidi ed hanno 2
elettroni nello strato di valenza
Gli elementi dei gruppi dal III A al VI A sono in parte metalli ed
in parte non-metalli mentre quelli del gruppo VII A sono tutti
non metalli detti ALOGENI
Di questi N, O F e Cl sono gassosi, il Br liquido e tutti gli altri
solidi

Infine gli elementi del gruppo VIII A sono detti GAS NOBILI e
avendo lo strato di valenza completo sono chimicamente inerti