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IMPIANTI PER LO SFRUTTAMENTO DELLA RISORSA IDRICA

INTRODUZIONE

Lo sfruttamento di una risorsa idrica di superficie, ossia la sua utilizzazione a scopo irriguo,
idroelettrico o acquedottistico, presuppone la realizzazione di un impianto a serbatoio oppure di un
impianto ad acqua fluente.
Un impianto a serbatoio si può schematizzare nel modo indicato in fig.1.

Fig. 1 – Schema di un impianto a serbatoio

In essa sono presentati tutti gli elementi che entrano in gioco nel funzionamento dell'impianto:
D = D(t) indica i deflussi naturali del corso d'acqua che, mese per mese, anno per anno, vengono
intercettati dall'opera di sbarramento. Questi valori di deflusso sono generalmente noti in seguito ad
un'indagine statistica volta alla determinazione della risorsa idrica disponibile.
E = E(t) indica i volumi d'acqua richiesti, mese per mese, anno per anno, dall'utenza da servire
(irrigua, potabile o industriale).
Ev = Ev(t) indica i volumi d'acqua che evaporano dallo specchio liquido del lago artificiale che si
viene a creare a monte della diga.
D.M.V. infine sta ad indicare il deflusso minimo vitale che si deve lasciare defluire a valle dello
sbarramento per mantenere quell'habitat necessario a garantire la vita alla flora ed alla fauna che
abitava il tratto di fiume a valle della diga prima della costruzione di questa

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Generalmente la legge D = D(t), detta legge naturale dei deflussi, è diversa dalla legge delle
erogazioni E = E(t). Nelle regioni del meridione d'Italia, ad esempio, la legge naturale dei deflussi
ha l'andamento illustrato in fig. 2 caratterizzato da un massimo nella stagione invernale ed un
minimo nella stagione estiva mentre le erogazioni variano a seconda se l'impianto a serbatoio è
finalizzato ad approvvigionare un comprensorio irriguo o un centro abitato ecc..

fig. 2 - deflussi [mm]


90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

Due possibili andamenti della legge E = E(t) sono illustrati nelle figg. 3a, b. Si precisa a questo
proposito che è possibile prevedere anche un uso misto, ad esempio irriguo e potabile, delle acque
invasate ed anzi questa è spesso la situazione che si riscontra negli invasi esistenti.

fig. 3a - erogazione potabile [mm] fig. 3b - erogazioni irrigue [mm]


25
80
20
60
15
40
10
5 20

0 0
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

Se le due leggi D = D(t) ed E = E(t) coincidessero, non sarebbe necessario costruire la diga
perché man mano che i deflussi raggiungono la sezione nella quale si prevede di effettuare i prelievi
d'acqua, questi possono essere mandati direttamente all'utilizzazione essendo nella quantità
necessaria allo scopo. Invece le suddette leggi non coincidono, anzi spesso sono complementari nel
senso che quando ci sono abbondanti deflussi l'utenza richiede poca acqua mentre quando i deflussi
sono scarsi o nulli l'utenza richiede molta acqua.

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Nasce allora la necessità di realizzare una capacità di compenso W dove conservare parte dei
deflussi in quelle stagioni in cui questi sono esuberanti rispetto alle richieste, la riserva che così si
viene a determinare sarà successivamente utilizzata in quelle stagioni in cui le richieste superano i
deflussi in arrivo.
Ovviamente la capacità W è l’incognita del problema, mentre tutti gli altri elementi che
compaiono nello schema di fig.1 sono quantità note o stabilite dal progettista.
Trascurando momentaneamente l'influenza dell'evaporazione e del deflusso minimo vitale
possiamo dire che vi saranno mesi in cui risulterà D>E ed allora nell'invaso si immagazzinerà la
differenza D-E, e mesi in cui risulterà D<E ed allora l'invaso cederà le quantità E-D. Nella prima
fase si avrà il riempimento dell'invaso mentre nella seconda fase si avrà lo svuotamento. La
funzione compiuta dall'invaso è quindi quella di regolare i deflussi in modo da renderli compatibili
con le esigenze dell'utenza irrigua, potabile o industriale. Ecco perché lo studio del funzionamento
di un invaso artificiale prende il nome di studio della regolazione dei deflussi.

L'altro impianto che è possibile realizzare per sfruttare la risorsa idrica di superficie, è l'impianto
ad acqua fluente. Esso funziona senza regolazione dei deflussi in quanto non si realizza alcuna
capacità regolatrice.
Anche nel caso dell'impianto ad acqua fluente è necessario costruire un'opera di sbarramento che
prende il nome di traversa fluviale. Si tratta di un'opera di piccole dimensioni che ha il solo scopo
di provocare un rigurgito nella corrente fluviale di modo che aumenti il tirante idrico e si possa
agevolmente derivare la portata voluta tramite una soglia di sfioro posta in fregio all'alveo. Un
siffatto impianto è schematizzato in Fig. 4.

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E' chiaro che per adottare questa soluzione progettuale è necessario che il corso d'acqua sia
caratterizzato da una notevole regolarità nel regime dei deflussi. E' necessario infatti che sia sempre
possibile derivare il quantitativo d'acqua richiesto dall'utenza e che quindi, anche nei periodi di
magra, i volumi d'acqua che defluiscono siano sufficienti a far fronte almeno in parte alle richieste.
Pertanto un tale impianto non si presta ad essere adottato in quei corsi d'acqua a carattere
torrentizio nei quali per molti mesi la portata è praticamente nulla. Tuttavia in Sicilia è frequente
incontrare traverse fluviali nonostante il marcato carattere torrentizio dei corsi d'acqua della
regione. Questa circostanza si spiega perché oltre ai due tipi di impianti illustrati fin qui, ossia
quello a serbatoio e quello ad acqua fluente, è possibile realizzare un terzo tipo di impianto che
potremmo dire intermedio tra i due. In verità si tratta ancora una volta di un impianto a serbatoio il
quale però, oltre a sfruttare le acque provenienti dalla rete idrografica intercettata dall'opera di
sbarramento, regola anche le acque provenienti da bacini idrografici vicini ed intercettate tramite la
costruzione di impianti ad acqua fluente.
In pratica si costruisce una diga che sbarra un corso d'acqua, detto principale; si costruiscono
pure una o più traverse fluviali su corsi d'acqua limitrofi, detti allacciati, che, tramite canali,
alimentano con i loro deflussi l'invaso che si realizza a monte della diga. In tal modo si effettua la
regolazione sia dei deflussi del bacino principale sia dei deflussi del bacino allacciato.

LA REGOLAZIONE DEI DEFLUSSI

Prima di parlare specificatamente della regolazione dei deflussi e dei metodi che si possono
utilizzare per dimensionare l'invaso, è necessario dedicare ampio spazio agli elementi che
intervengono nello studio della regolazione.

1.Deflussi
La serie di valori di deflusso può essere una serie storica oppure una serie sintetica. Nel primo
caso si tratta dei deflussi del corso d'acqua misurati da una stazione idrometrica che quindi deve
trovarsi proprio nella sezione in cui si prevede di costruire l'opera di sbarramento, o molto vicina ad
essa; nel secondo caso si tratta di valori dedotti da un modello matematico di generazione di serie
sintetiche di deflusso. Senza entrare nel merito delle problematiche connesse alla taratura di siffatti
modelli, ci limitiamo in questa sede a far presente la necessità di ricorrere in ogni caso a serie
sintetiche, sia perché ciò permette di studiare la regolazione dei deflussi analizzando serie molto

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lunghe, sia perché c'è la possibilità di studiare l'impianto ipotizzando serie sintetiche diverse ma
tutte ugualmente possibili.
Indicato con Dij il valore generico del deflusso relativo al mese i ed all'anno j il deflusso
teoricamente disponibile in media ogni anno è

1 N 12
D
N
  Dij
J 1i 1

Il deflusso medio annuo misura la risorsa idrica potenzialmente disponibile infatti, come già
accennato, una parte di questa risorsa dovrà essere restituita in alveo (deflusso minimo vitale), ed
una parte si perderà a causa dell'evaporazione. Pertanto la quantità effettivamente utilizzabile sarà
un'aliquota di D che possiamo chiamare deflusso medio netto Dn .

2.Erogazioni
Ej  E
L'erogazione si considera costante da un anno all'altro, . A sua volta E deve,
evidentemente, essere un'aliquota del deflusso medio netto: si parla di regolazione totale dei

deflussi quando E  D , si parla di regolazione parziale dei deflussi quando E < D .


E

Si definisce grado di utilizzazione del corso d'acqua il rapporto D . Nel caso di regolazione
totale è  = 1, invece nel caso di regolazione parziale è  < 1. Evidentemente misura la
percentuale di risorsa disponibile che si intende sfruttare.
In genere si stabilisce il valore da attribuire al grado di utilizzazione  e di conseguenza si ricava
il valore dell’erogazione annua

E   *D
L'erogazione mensile si ottiene moltiplicando l'erogazione annua per i coefficienti di ripartizione
mensile ci i cui valori dipendono dalle esigenze dell'utenza.
Nel caso di utenza potabile, coerentemente a quanto illustrato in fig. 3a, i coefficienti ci saranno
1
tutti uguali ci  . Nel caso di utenza irrigua sarà richiesta la consulenza di un agronomo per
12
stabilire, in base al tipo di colture presenti nel comprensorio da servire ed al tipo di pratica irrigua
12
ivi adottato, quali devono essere i valori dei coefficienti ci; naturalmente deve risultare  ci  1.
i 1

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3.Evaporazione
La quantità d'acqua che si perde per evaporazione dallo specchio liquido dell'invaso dipende sia
da fattori climatici, quali soprattutto la temperatura dell'aria e la presenza o meno di vento, sia dalle
dimensioni dello specchio liquido, ossia dal livello d’invaso del lago.
Il fenomeno è assai complesso ma in questa sede ci si limita ad affrontarlo un po’
semplicisticamente tenendo conto solo della temperatura mensile che si assume pari alla
temperatura media storica deducibile dalle misure effettuate dalle stazioni termometriche ricadenti
nella zona in studio.
Per quanto riguarda le dimensioni dello specchio liquido, è chiaro che queste non sono note a
priori, esse saranno note solo dopo che si sarà stabilita la capacità da assegnare all'invaso secondo
dei criteri che si vedranno in seguito. Solo allora infatti si potrà effettuare quella che viene
denominata simulazione di gestione, ossia la ricostruzione dei successivi livelli di invaso e svaso
del lago e di conseguenza si potrà conoscere in ogni mese qual è la superficie liquida dalla quale si
perdono i volumi evaporati. Note che siano queste superfici le perdite per evaporazione si possono
valutare attraverso formule empiriche proposte in letteratura da diversi autori. In particolare per la
Sicilia è stata proposta la formula di Indelicato
Pe = 0.38 t1.93 con Pe in mm/mese e t in °C
In essa Pe indica i mm di acqua evaporati dallo specchio liquido e t è la temperatura media del
mese espressa in gradi centigradi. Naturalmente il termine Ev, dovendo essere dimensionalmente
omogeneo ai deflussi, deve misurare il volume evaporato riferito alla superficie del bacino
imbrifero e pertanto esso si deduce dal valore Pe nel seguente modo
Ss
E v  Pe
Sb
avendo indicato con Ss la superficie dello specchio liquido e con Sb la superficie del bacino.
Per la valutazione dei volumi perduti per evaporazione, quando ancora non si conosce l'effettivo
andamento dei livelli di invaso e di conseguenza le dimensioni dello specchio liquido nei vari mesi,
è prassi fare riferimento ai valori mensili proposti da Viparelli per i bacini dell'Italia meridionale:

mese gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic
Ev [mm] 0.4 0.4 1.2 1.2 1.2 1.5 1.5 1.5 0.7 0.7 0.7 0.4

4.Deflusso minimo vitale


La valutazione del deflusso minimo vitale è un problema sul quale si discute ancora parecchio.

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Infatti, se già da parecchi anni è stata decretata la necessità di rilasciare in alveo quantità d'acqua
sufficienti alla salvaguardia dell'ambiente, non sono stati indicati i criteri per la valutazione di dette
quantità. Sono in corso diverse ricerche, svolte in varie parti d'Italia, e finalizzate alla definizione di
criteri generalizzabili ma, al momento, non è stato raggiunto alcun risultato definitivo.
Nei nostri regimi appare consigliabile rilasciare il deflusso minimo vitale solo nei mesi umidi, in
tale periodo la portata di rilascio potrebbe essere valutata come la portata fornita dalla curva delle
durate del corso d'acqua in corrispondenza della durata valutata arretrandosi di 23 mesi dall'inizio
del periodo asciutto. In pratica, se il fiume rimane asciutto per n giorni l'anno, la durata
corrispondente all'inizio del periodo asciutto è 365-n. La portata da rilasciare sarà un valore fornito
dalla curva delle durate in corrispondenza dell'intervallo di durata 275-n 305-n (v.Fig. 5).
Nel periodo estivo, invece, si potrebbe rilasciare l'intera portata in arrivo all'invaso, naturalmente
quando questa è diversa da zero.

5. Determinazione della capacità da assegnare ad un serbatoio


Risolvere il problema della regolazione dei deflussi vuol dire dimensionare un invaso, ossia
determinarne la capacità W. Per fare ciò bisogna innanzitutto considerare un lungo periodo di
tempo, 5060 anni, ed immaginare inizialmente di possedere un serbatoio di capacità indefinita nel
quale arrivano, mese per mese, certi deflussi, dal quale vengono prelevati, mese per mese, certi
volumi (erogazione più deflusso minimo vitale) e dal quale si perdono altri volumi d'acqua per
effetto dell'evaporazione. Quindi bisogna studiare questa situazione costruendo una tabella di
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calcolo come quella riportata in Tab.1; nell'esempio numerico qui riportato, per semplicità, si è
trascurato il ruolo dell'evaporazione e del deflusso minimo vitale tenendo conto solamente dei
deflussi in arrivo e delle erogazioni in partenza. Nella 5a e 6a colonna sono riportate le differenze,
rispettivamente positive e negative, tra i volumi in arrivo e quelli prelevati. Questi valori, se positivi
misurano volumi d'acqua che si accumulano nell'invaso, se negativi misurano volumi d'acqua che si
prelevano dall'invaso. Nell'ultima colonna, infine, deve essere effettuata la somma progressiva dei
valori delle due colonne precedenti partendo però dal primo valore negativo (aprile '56) ed
arrestando la sommatoria quando essa stessa cambia segno (marzo '58), quindi si riprende la
sommatoria partendo dal primo valore negativo che si incontra (maggio '58) e ci si ferma
nuovamente non appena la sommatoria cambia segno.
Nell'ultima colonna si vengono così ad individuare dei periodi di autosufficienza, ossia dei
periodi durante i quali i volumi in arrivo al serbatoio compensano perfettamente i volumi prelevati.
Perché ciascuno di questi periodi si possa attuare, è necessario che il serbatoio possegga una
capacità corrispondente al massimo valore negativo assunto dalla somma progressiva. Nel caso
riportato in tabella, ad esempio, per il primo periodo di autosufficienza il massimo valore negativo
della sommatoria è 291.7 mm e si verifica nel mese di ottobre del '57, ciò vuol dire che dall'inizio
del periodo di autosufficienza, aprile '56 fino all'ottobre del '57 il volume massimo
complessivamente prelevato dall'invaso è pari a 291.7 mm, nel periodo che va da ottobre '57 fino a
marzo '58, quando termina il periodo di autosufficienza perché la sommatoria cambia segno, deve,
evidentemente accumularsi nell'invaso la stessa quantità, pertanto la capacità del serbatoio
necessaria per far fronte a questo periodo di autosufficienza è proprio 291.7 mm.
Questo calcolo deve essere fatto per tutti i 5060 anni scelti; molto probabilmente giunti
all'ultimo mese dell'ultimo anno la somma progressiva dell'ultima colonna non avrà cambiato segno
ed allora una parte del periodo studiato rientra in un periodo di autosufficienza non completamente
individuato. Per risolvere il problema si fa una ipotesi, si immagina che il ciclo di deflussi
considerato, ossia la serie sintetica, si ripeta identicamente alla fine degli N anni considerati. Gli
anni aggiunti alla fine del periodo sono tanti quanti ne servono per individuare l'ultimo periodo di
autosufficienza, devono quindi aggiungersi tutti gli anni necessari perché la somma progressiva
cambi segno.
Si è detto che per ciascun periodo di autosufficienza si individua un valore di capacità necessario
alla sua attuazione, tra tutti i valori di capacità così trovati il massimo valore è la capacità W
ricercata.

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Tab. 1 – regolazione dei deflussi
Mese deflussi [mm] Erogazioni [mm] + - 
Gennaio 30.70 48.23 0.00 17.53 -17.5
febbraio 109.32 48.23 61.09 0.00 0.0
marzo 113.46 48.23 65.23 0.00 0.0
aprile 33.46 48.23 0.00 14.77 -14.8
maggio 13.87 48.23 0.00 34.36 -49.1
giugno 1.19 48.23 0.00 47.04 -96.2
1956

luglio 0.00 48.23 0.00 48.23 -144.4


agosto 0.00 48.23 0.00 48.23 -192.6
settembre 0.78 48.23 0.00 47.45 -240.1
ottobre 5.70 48.23 0.00 42.53 -282.6
novembre 135.70 48.23 87.47 0.00 -195.1
dicembre 147.20 48.23 98.97 0.00 -96.2
gennaio 80.81 48.23 32.58 0.00 -63.6
febbraio 52.54 48.23 4.31 0.00 -59.3
marzo 56.97 48.23 8.74 0.00 -50.5
aprile 31.77 48.23 0.00 16.46 -67.0
maggio 13.54 48.23 0.00 34.69 -101.7
giugno 4.74 48.23 0.00 43.49 -145.2
1957

luglio 1.87 48.23 0.00 46.36 -191.5


agosto 1.03 48.23 0.00 47.20 -238.7
settembre 6.52 48.23 0.00 41.71 -280.4
ottobre 36.98 48.23 0.00 11.25 -291.7
novembre 77.36 48.23 29.13 0.00 -262.6
dicembre 186.02 48.23 137.8 0.00 -124.8
gennaio 124.27 48.23 76.04 0.00 -48.7
febbraio 49.27 48.23 1.04 0.00 -47.7
marzo 139.56 48.23 91.33 0.00 0.0
aprile 74.41 48.23 26.18 0.00 0.0
maggio 35.01 48.23 0.00 13.22 -13.2
giugno 7.69 48.23 0.00 40.54 -53.8
1958

luglio 5.15 48.23 0.00 43.08 -96.8


agosto 1.62 48.23 0.00 46.61 -143.4
settembre 2.06 48.23 0.00 46.17 -189.6
ottobre 6.62 48.23 0.00 41.61 -231.2
novembre 162.19 48.23 113.9 0.00 -117.3
dicembre 95.57 48.23 47.34 0.00 -69.9
gennaio 103.06 48.23 54.83 0.00 -15.1
febbraio 73.63 48.23 25.40 0.00 0.0
marzo 125.41 48.23 77.18 0.00 0.0
aprile 145.57 48.23 97.34 0.00 0.0
maggio 63.01 48.23 14.78 0.00 0.0
giugno 17.13 48.23 0.00 31.10 -31.1
1959

luglio 14.25 48.23 0.00 33.98 -65.1


agosto 3.28 48.23 0.00 44.95 -110.0
settembre 2.78 48.23 0.00 45.45 -155.5
ottobre 11.13 48.23 0.00 37.10 -192.6
novembre 77.14 48.23 28.91 0.00 -163.7
dicembre 75.26 48.23 27.03 0.00 -136.6

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Un altro modo per risolvere il problema consiste nell’effettuare la sommatoria dei valori D-E a
partire dal primo valore, sia esso positivo o negativo, fino all’ultimo. L’andamento di questa somma
progressiva sarà del tipo indicato in Fig. 6, per =1 e in Fig. 7 per <1.

Nel primo caso (=1) la capacità da assegnare al serbatoio sarà data dalla distanza tra il punto più
alto P’ ed il punto più basso V’ del grafico. Traslando il sistema di riferimento in modo da iniziare
dal mese corrispondente al punto di minimo, il grafico ricade tutto nel quadrante positivo e può
essere letto come l’andamento dei volumi invasati nel lago (v. Fig. 6a). Allora il punto V’
rappresenta la condizione di serbatoio vuoto mentre il punto P’ rappresenta la condizione di
serbatoio pieno.

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Si noti che in entrambe le figure 6 e 6a, l’ordinata del punto iniziale della curva è uguale
all’ordinata del punto finale. Ciò è dovuto al fatto che i volumi entrati nell’invaso coincidono con i
volumi usciti e quindi la sommatoria delle differenze mensili D-E, alla fine degli N anni ritorna alle
condizioni di partenza.

Invece, nel caso di <1, ogni anno una quantità pari a (1   ) * D , non viene erogata e quindi va

ad accumularsi nella sommatoria. Ne segue che, alla fine del periodo, l’ordinata dell’ultimo punto
risulterà pari a N * (1   ) * D . In questo caso la determinazione della capacità da assegnare al
serbatoio per via grafica si effettua misurando la più grande distanza in verticale tra un punto di
picco ed il minimo successivo, come illustrato in Fig. 7.

Una volta determinate tutti i valori di capacità che risolvono il problema di regolare la risorsa per
diversi valori del grado di utilizzazione , essi vengono disposti in un diagramma cartesiano del tipo
riportato in Fig. 8. La curva che si ottiene unendo i punti si chiama curva di possibilità di
regolazione a fallanza 0. Si noti che l’ascissa riporta la capacità espressa in milioni di m3, questa è
infatti l’unità di misura con cui usualmente si esprime la capacità di un invaso artificiale.
Si noti ancora che oltre alla curva a fallanza nulla (f=0), in fig. 8 sono riportate altre curve a
parametro f>0. Si tratta di curve costruite assumendo che l’impianto a serbatoio possa servire
l’utenza anche in modo non completamente efficiente, in pratica si prevede la possibilità che alcune
volte l’utente non riceva il servizio promesso.

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Per costruire queste curve si procede come nell’esempio illustrato nelle Tabb. 2a e 2b e dalle figure
9 e 9a. Queste fanno riferimento al caso in cui la capacità necessaria per effettuare la regolazione
totale dei deflussi (=1) a fallanza 0 è pari a 1600 mm. Volendo realizzare una capacità W’ più
piccola, ad esempio 800 mm, è necessario valutarne le conseguenze in termini di numero di volte in
cui l’utenza non sarà servita (deficit), l’ammontare di questo mancato servizio in termini di volumi
non erogati, il numero di volte in cui entreranno in funzione gli sfioratori di superficie e quanta
acqua sfioreranno, ecc… Per fare ciò bisogna eseguire una simulazione di gestione come quella
illustrata attraverso l’esempio riportato nelle Tabb. 2a e 2b che sono due stralci presi da un’unica
tabella di calcolo.
In entrambe le Tabb. 2a e 2b, le ultime due colonne sono intitolate “sfiori [mm] e “deficit [mm]. In
esse saranno trascritti rispettivamente i volumi sfiorati Vsfioro e i volumi non erogati Vdeficit. quando la
sommatoria trascritta nella terz’ultima colonna (D-E) supera il valore della massima capacità, 800
mm, o scende al di sotto dello zero. In tab. 2a sono evidenziate le situazioni di sfioro, nella tab. 2b
sono evidenziate le situazioni di deficit.

La fig. 9 mostra il confronto tra l’andamento dei volumi invasati nel lago nel caso in cui esso
venisse realizzato di capacità W=1600 mm e nel caso in cui esso venisse realizzato con una capacità
ridotta W’ pari a 800 mm. La fig. 9a evidenzia, per questo secondo caso, i periodi di sfioro e i
periodi di deficit.

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Tab. 2a - simulazione di gestione =1 W’= 800 mm
D-E
anno mese D [mm] E [mm] (D-E) sfiori [mm] deficit [mm]

dicembre 95,57 48,23 47,34 0,00 291,6 0,00 0,00


gennaio 103,06 48,23 54,83 0,00 346,4 0,00 0,00
febbraio 73,63 48,23 25,40 0,00 371,8 0,00 0,00
marzo 125,41 48,23 77,18 0,00 449,0 0,00 0,00
aprile 145,57 48,23 97,34 0,00 546,3 0,00 0,00
maggio 63,01 48,23 14,78 0,00 561,1 0,00 0,00
1959 giugno 17,13 48,23 0,00 -31,10 530,0 0,00 0,00
luglio 14,25 48,23 0,00 -33,98 496,0 0,00 0,00
agosto 3,28 48,23 0,00 -44,95 451,1 0,00 0,00
settembre 2,78 48,23 0,00 -45,45 405,7 0,00 0,00
ottobre 11,13 48,23 0,00 -37,10 368,6 0,00 0,00
novembre 77,14 48,23 28,91 0,00 397,5 0,00 0,00
dicembre 75,26 48,23 27,03 0,00 424,5 0,00 0,00
gennaio 233,73 48,23 185,50 0,00 610,0 0,00 0,00
febbraio 136,10 48,23 87,87 0,00 697,9 0,00 0,00
marzo 175,34 48,23 127,11 0,00 800,0 24,98 0,00
aprile 105,26 48,23 57,03 0,00 800,0 57,03 0,00
maggio 61,39 48,23 13,16 0,00 800,0 13,16 0,00
1960 giugno 16,47 48,23 0,00 -31,76 768,2 0,00 0,00
luglio 0,00 48,23 0,00 -48,23 720,0 0,00 0,00
agosto 0,00 48,23 0,00 -48,23 671,8 0,00 0,00
settembre 0,00 48,23 0,00 -48,23 623,6 0,00 0,00
ottobre 0,00 48,23 0,00 -48,23 575,3 0,00 0,00
novembre 0,80 48,23 0,00 -47,43 527,9 0,00 0,00
dicembre 43,25 48,23 0,00 -4,98 522,9 0,00 0,00
gennaio 194,45 48,23 146,22 0,00 669,1 0,00 0,00
febbraio 116,61 48,23 68,38 0,00 737,5 0,00 0,00
marzo 62,12 48,23 13,89 0,00 751,4 0,00 0,00
aprile 108,90 48,23 60,67 0,00 800,0 12,08 0,00
maggio 0,00 48,23 0,00 -48,23 751,8 0,00 0,00
1961 giugno 2,39 48,23 0,00 -45,84 705,9 0,00 0,00
luglio 0,00 48,23 0,00 -48,23 657,7 0,00 0,00
agosto 0,00 48,23 0,00 -48,23 609,5 0,00 0,00
settembre 0,00 48,23 0,00 -48,23 561,2 0,00 0,00
ottobre 0,58 48,23 0,00 -47,65 513,6 0,00 0,00

13
Tab. 2b - simulazione di gestione =1 W’= 800 mm
D-E
anno mese D [mm] E [mm] (D-E) sfiori [mm] deficit [mm]

gennaio 78,03 48,23 29,80 0,00 69,6 0,00 0,00


febbraio 132,90 48,23 84,67 0,00 154,2 0,00 0,00
marzo 232,19 48,23 183,96 0,00 338,2 0,00 0,00
aprile 62,19 48,23 13,96 0,00 352,1 0,00 0,00
maggio 5,24 48,23 0,00 -42,99 309,2 0,00 0,00
1981 giugno 0,32 48,23 0,00 -47,91 261,2 0,00 0,00
luglio 0,00 48,23 0,00 -48,23 213,0 0,00 0,00
agosto 0,00 48,23 0,00 -48,23 164,8 0,00 0,00
settembre 0,00 48,23 0,00 -48,23 116,6 0,00 0,00
ottobre 4,49 48,23 0,00 -43,74 72,8 0,00 0,00
novembre 2,33 48,23 0,00 -45,90 26,9 0,00 0,00
dicembre 33,22 48,23 0,00 -15,01 11,9 0,00 0,00
gennaio 12,33 48,23 0,00 -35,90 0,0 0,00 -23,99
febbraio 61,70 48,23 13,47 0,00 13,5 0,00 0,00
marzo 195,07 48,23 146,84 0,00 160,3 0,00 0,00
aprile 116,82 48,23 68,59 0,00 228,9 0,00 0,00
maggio 40,58 48,23 0,00 -7,65 221,3 0,00 0,00
1982 giugno 9,44 48,23 0,00 -38,79 182,5 0,00 0,00
luglio 5,51 48,23 0,00 -42,72 139,7 0,00 0,00
agosto 0,11 48,23 0,00 -48,12 91,6 0,00 0,00
settembre 0,00 48,23 0,00 -48,23 43,4 0,00 0,00
ottobre 4,65 48,23 0,00 -43,58 0,0 0,00 -0,18
novembre 32,57 48,23 0,00 -15,66 0,0 0,00 -15,66
dicembre 85,19 48,23 36,96 0,00 37,0 0,00 0,00
gennaio 82,43 48,23 34,20 0,00 71,2 0,00 0,00
febbraio 89,27 48,23 41,04 0,00 112,2 0,00 0,00
marzo 116,91 48,23 68,68 0,00 180,9 0,00 0,00
aprile 40,60 48,23 0,00 -7,63 173,3 0,00 0,00
maggio 4,94 48,23 0,00 -43,29 130,0 0,00 0,00
1983 giugno 0,66 48,23 0,00 -47,57 82,4 0,00 0,00
luglio 0,28 48,23 0,00 -47,95 34,4 0,00 0,00
agosto 0,00 48,23 0,00 -48,23 0,0 0,00 -13,78
settembre 0,42 48,23 0,00 -47,81 0,0 0,00 -47,81
ottobre 0,44 48,23 0,00 -47,79 0,0 0,00 -47,79
novembre 29,22 48,23 0,00 -19,01 0,0 0,00 -19,01
dicembre 180,48 48,23 132,25 0,00 132,3 0,00 0,00
gennaio 74,41 48,23 26,18 0,00 158,4 0,00 0,00
febbraio 135,21 48,23 86,98 0,00 245,4 0,00 0,00
marzo 96,57 48,23 48,34 0,00 293,8 0,00 0,00
aprile 121,22 48,23 72,99 0,00 366,7 0,00 0,00
maggio 13,39 48,23 0,00 -34,84 331,9 0,00 0,00
1984 giugno 3,82 48,23 0,00 -44,41 287,5 0,00 0,00
luglio 0,00 48,23 0,00 -48,23 239,3 0,00 0,00
agosto 0,00 48,23 0,00 -48,23 191,0 0,00 0,00
settembre 0,00 48,23 0,00 -48,23 142,8 0,00 0,00
ottobre 0,55 48,23 0,00 -47,68 95,1 0,00 0,00
novembre 5,19 48,23 0,00 -43,04 52,1 0,00 0,00
dicembre 36,90 48,23 0,00 -11,33 40,8 0,00 0,00

14
Alla fine di tutta l’elaborazione è possibile calcolare qual è la fallanza del sistema corrispondente
alla capacità 800 mm. Essa infatti è data dall’espressione:
∑𝑉
𝑓=
𝑁∗𝐸
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In cui ∑ 𝑉 è la somma dei valori riportati nella colonna “deficit [mm]” mentre il denominatore
è il target ossia il volume che si intendeva erogane negli N anni.
Assumendo un nuovo valore di capacità, W’’, minore di quella necessaria affinché si realizzi
fallanza nulla, si otterrà un nuovo valore di fallanza.

Con semplici implementazioni è possibile trovare qual è la capacità a cui compete, sempre per =1,
una fallanza pari a 0.1, 0.2, ecc…
Ripetendo lo stesso procedimento anche per =0.9 , 0.8 e 0.7 si possono ottenere i punti che portano
al tracciamento delle curve a fallanza 0.1, 0.2 ecc…

Una volta che si è in possesso delle curve di possibilità di regolazione è possibile scegliere la
capacità da assegnare al serbatoio facendo delle valutazioni economiche ossia confrontando il costo
dell’opera, che dipende dall’altezza della diga, funzione della capacità del serbatoio, con i benefici
che da essa si ricavano, ossia i volumi effettivamente erogati.
In genere la soluzione più conveniente sta nell’intorno del ginocchio delle curve, ossia laddove
queste passano da un andamento sub orizzontale ad un andamento sub verticale; infatti nei tratti sub
orizzontali a grandi riduzioni della capacità (costo) corrispondono piccole variazioni del beneficio
, grado di utilizzazione del corso d’acqua; viceversa nel tratto sub verticale a piccole variazioni
della capacità corrispondono grandi variazioni di .

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