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Chimica e Propedeutica Biochimica


Cap.1
Materia, Misure e Propriet delle sostanze.

Tutto ci che dotato di massa e occupa uno spazio definito con il termine di materia. La materia si
presenta in 3 stadi: Solido, con forma e volume determinati. Le molecole allo stato solido occupano
posizioni reticolari fisse. Distinguiamo solidi ionici (solubili in H
2
O e conduttori in soluzione), solidi atomici
(tenuti insieme da legami covalenti), solidi molecolari (con molecole che occupano gli spigoli del reticolo) e
solidi metallici (conduttori e insolubili) ;Liquido, con volume fisso ma non con forma propria. Infatti i liquidi
prendono la forma del loro contenitore. Le molecole dei liquidi sono disposte in strati che scivolano luno
sullaltro. I liquidi sono caratterizzati da una tensione superficiale e una tensione di vapore, specifiche per
ogni elemento. Il liquido per eccellenza lacqua che allo stato liquido dispone gli atomi ad angoli di 105.
Lacqua il miglior solvente poich la sua struttura dipolare le permette di circondare ed isolare gli ioni
disciolti in essa cos da neutralizzarli; Gassoso, con volume e forma del loro contenitore. Le molecole dei
gas occupano infatti tutto il volume a loro disposizione. In ogni gas si descrive la temperatura, il volume e la
pressione tramite unequazione la quale per un gas perfetto : PV= nRT.
Il grafico che indica per ogni sostanza gli equilibri delle tre fasi ed anche il punto in cui queste coesistono
(punto triplo) prende il nome di Diagramma di fase.

La materia viene classificata in due categorie: Le sostanze pure che presentano composizione fissa e precise
propriet ; e le miscele, composte da due o pi sostanze.
Sostanze Pure
Le sostanze pure a loro volta si distinguono in elementi e composti.
Un elemento un tipo di materia non suddivisibile in altre sostanze pure. Ne abbiamo di diversi tipi in
natura identificati da precisi simboli. La frazione pi piccola di un elemento definito atomo e presenta le
stesse caratteristiche dellelemento che compone.
Un composto invece una sostanza pura formata da pi elementi, e solitamente presenta propriet e
caratteristiche diverse rispetto a quelle degli elementi che lo compongono.
Miscele
La miscela materia che contiene pi sostanze combinate in maniera tale da mantenere ognuna la propria
identit chimica. Si distinguono in omogenee ed eterogenee.
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Le prime sono definite anche Soluzioni e in queste miscele la composizione uguale in ogni parte poich i
componenti si trovano in un'unica fase. Solitamente il solvente un liquido mentre il soluto pu essere un
solido, un liquido o un gas.
Due sostanze sono solubili luna nellaltra se hanno una struttura chimica simile. La solubilizzazione avviene
se si bilanciano due tipi di forze: Le forze di attrazione interne al solvente e interne al soluto e le forze di
attrazione tra il solvente ed il soluto.
Inoltre sulla solubilizzazione influiscono anche temperatura e pressione poich, generalmente, un aumento
di temperatura aumenta la solubilit di un liquido, mentre per i gas un abbassamento di temperatura
aumenta la solubilit in un liquido. Allo stesso modo anche un aumento di pressione favorisce il processo
[Nota: Legge di Henry]

Le miscele eterogenee presentano pi fasi.
Per separare i componenti di una miscela possiamo ricorrere a pi tecniche tra le quali si ricordano la
Filtrazione, la Distillazione e la Cromatografia Gas-Liquido (Approfondire)

Essendo una scienza quantitativa la chimica usa quantit misurate con valori numerici. Le misure pi
utilizzate sono la Lunghezza (l) la quale unit di misura il metro (m); il Volume (V) con u.d.m il litro (L); la
massa (m) con u.d.m il grammo (g); la Temperatura (T), che lindice dello stato termico di un corpo e che
possiamo indicare con diverse u.d.m tra le quali i gradi Celsius, Fahrenheit e Kelvin.

Le propriet delle sostanze possono dipendere dalla quantit oppure no. Nel primo caso parliamo di
propriet estensive ed un esempio la massa; nel secondo caso parliamo di propriet intensive tra le quali
ricordiamo la temperatura.
Le propriet delle sostanze possono essere chimiche o fisiche. Alle propriet chimiche corrisponde la
capacit di una sostanza di reagire con altre sostanze, mentre alle propriet fisiche corrispondono
caratteristiche come il colore, la densit, il punto di fusione , il punto di ebollizione etc
Una trasformazione fisica non comporta alterazioni della composizione chimica di una sostanza ma soltanto
una variazione delle sue propriet fisiche. Una trasformazione chimica invece comporta una variazione
della composizione chimica di una sostanza.
Cap.2
Atomi, Molecole e Ioni

La scoperta dellatomo, cio la pi piccola parte di un elemento che ne conserva le propriet
chimiche, risale ai primi anni dell800 quando Dalton svilupp il tanto famoso modello atomico
sulla base di tre postulati:
1. Un elemento composto da particelle minuscole che prendono il nome di Atomi. Tutti gli atomi
dello stesso elemento hanno le stesse propriet chimiche;
2. In una reazione chimica, nessun atomo di nessun elemento scompare o si trasforma in un atomo di
un altro elemento;
3. I composti si formano per via della combinazione di atomi di due o pi elementi.
Latomo costituito da particelle subatomiche che sono gli elettroni e i nucleoni.
I primi furono scoperti da Thomson e non sono altro che particelle elementari cariche negativamente che
ruotano intorno al nucleo dellatomo. Bohr sostenne che lelettrone una radiazione elettromagnetica e
secondo la teoria di Plank si sposta allinterno dellatomo con quantit fisse di energia denominate quanti.
Bohr offr una spiegazione atomica dellatomo di idrogeno che consiste in un protone centrale intorno al
3

quale si muove un elettrone in orbita circolare. Bohr mise in relazione la forza di attrazione elettrostatica
del protone per lelettrone e la forza centrifuga dovuta al moto circolare dellelettrone. Cos facendo
descrisse lenergia dellatomo in termini di raggio dellorbita elettronica basandosi su due leggi
importantissime: La legge elettrostatica di Coulomb e la legge di Newton del moto. Il risultato ottenuto fu
unequazione per lenergia di un elettrone dellidrogeno: En= -RH/n
2
dove En lenergia dellelettrone, RH
la costante di Rydberg e n il numero quantico principale.
Gli atomi di idrogeno sono allo stato fondamentale in cui si ha una situazione di minima energia (n=1).
Quando un elettrone assorbe abbastanza energia, passa ad uno stato eccitato, energicamente pi alto
(n=2, n=3 etc..). Quando un elettrone eccitato emette energia sotto forma di un fotone di luce, scende ad
uno stato energetico pi basso e quindi pu ritornare allo stato fondamentale.
La struttura che conosciamo dellatomo fu ipotizzata da Rutherford che bombard una lamina doro con
delle particelle alfa (atomi di elio privati dei loro elettroni). I risultati dellesperimento portarono allipotesi
della struttura atomica che prevede un nucleo piccolo con protoni e neutroni (nucleoni) circondato da
elettroni.
Fu introdotto poi il modello quanto-meccanico che aggiungeva alle scoperte di Bohr delle nuove
informazioni: Lenergia di un elettrone inversamente correlata allo spazio in cui esso si pu spostare; non
possibile indicare lesatta posizione di un elettrone nello spazio; il punto di massima probabilit di trovare
un elettrone una regione che prende il nome di orbitale.
Lequazione di Schrodinger definisce le propriet dellorbitale e dellelettrone tramite i numeri quantici, che
sono:
Numero quantico principale (n): esso determina lenergia di un elettrone. Al crescere di n cresce
lenergia dellelettrone e la sua distanza da nucleo (n =1,2,3,4,5,6,7) ;
Numero quantico secondario (l): esso definisce i sottolivelli s,p,d ed f e la loro forma (l=0..n-1)
Numero quantico magnetico (m): esso indica il numero di orbitali in ogni sottolivello e il loro
orientamento nello spazio. Infatti ogni sottolivello contiene uno o pi orbitali che differiscono tra
loro proprio per il valore assegnato al 3 numero quantico (m=-l,0,+l);
Numero quantico di Spin (ms): esso indica se lelettrone gira in senso orario o antiorario (ms=-1/2 o
+1/2).
Per il principio di esclusione di Pauli in un atomo non possono esistere due elettroni con tutti e 4 i
numeri quantici uguali. Gli elettroni tendono a occupare tutto lo spazio possibile in ogni livello e
non seguono un ordine di riempimento lineare.

















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Gli orbitali di tipo s hanno forma sferica e differiscono tra loro per le dimensioni. Al crescere di n il raggio
dellorbitale aumenta ed pi probabile trovare lelettrone lontano dal nucleo.
Gli orbitali di tipo p sono indicati come due lobi lungo gli assi (x,y e z). I 3 orbitali p sono orientati
perpendicolarmente tra di loro ed infatti prendono il nome di px, py e pz.
Cos la configurazione elettronica? una configurazione che mostra il numero degli elettroni, indicati da
un esponente, in ciascun sottolivello.
NB: Gli atomi degli elementi di un gruppo della tavola periodica hanno la stessa distribuzione degli elettroni
nel livello energetico principale pi esterno.
Gli elementi dei gruppi 1 e 2 riempiono il sottolivello s;
I metalli di transizione riempiono il sottolivello d;
Gli elementi dei gruppi che vanno dal 3 all8 riempiono il sottolivello p;
14 elementi separati in fondo alla tavola periodica riempiono il sottolivello f.



Hund diede un grande contributo alle teorie quantistiche con la definizione di alcune regole che portano il
suo nome. In generale si parla di regola della massima molteplicit di spin. Infatti Hund sostenne che
quando sono disponibili diversi orbitali di eguale energia, come in un preciso sottolivello, gli elettroni
entrano singolarmente con spin paralleli. In tutti gli orbitali pieni, i due elettroni hanno spin opposto e il
numero di orbitali semipieni il massimo possibile.
possibile determinare il numero di elettroni spaiati in un atomo. In un solido per esempio basta studiare il
loro comportamento in campo magnetico: se ci sono elettroni spaiati il solido verr attratto nel campo e la
forza con la quale verr attratto sar definita paramagnetica; se gli atomi di un solido contengono solo
elettroni appaiati esso verr respinto dal campo magnetico e in questo caso il solido sar definito
diamagnetico.

I protoni ed i neutroni furono scoperti da Rutherford. Entrambi sono concentrati nella porzione dellatomo
che prende il nome di nucleo: i protoni sono delle particelle subatomiche con carica positiva mentre i
neutroni sono particelle di massa pressoch simile a quella dei protoni ma aventi carica neutra. I neutroni
svolgono una funzione di cuscinetto.
Quando si parla di atomi di un elemento si introducono le definizioni di Numero Atomico (Z) e Numero di
Massa (A). Il numero Z indica il numero dei protoni ed in un atomo neutro il numero dei protoni del nucleo
esattamente uguale al numero degli elettroni esterni al nucleo. Il numero A si trova sommando il numero
dei protoni con il numero dei neutroni.
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Lunit di misura della massa atomica lu.m.a che corrisponde alla dodicesima parte della massa atomica
del carbonio 12 ed equivale a 1,662 x 10
-24
g.
Parliamo di isotopi riferendoci a quegli atomi con stesso numero atomico ma che differiscono per il numero
di massa, quindi per il numero di neutroni. La stabilit di un nucleo dipende dal rapporto tra i suoi neutroni
e protoni. Il rapporto infatti deve essere vicino ad 1. Se il nucleo non stabile si parla di isotopi instabili che
decadono con un processo radioattivo e conseguente trasmutazione degli elementi. La radiazione emessa
pu essere sotto forma di particelle: , e .

Quando due o pi atomi si uniscono tra loro da forze che prendono il nome di legami chimici parliamo di
molecole. Le sostanze molecolari sono rappresentate da formule dette molecolari. Abbiamo formule
strutturali che mostrano i vari legami interni alla molecola e le formule strutturali condensate che
evidenziano un gruppo di atomi reattivo allinterno della molecola.
Parliamo invece di ione quando un atomo perde o acquista elettroni. Gli atomi di metallo tendono a
perdere elettroni e a formare ioni carichi positivamente. I non metalli tendono ad acquistare elettroni e a
formare ioni carichi negativamente. Quando si forma uno ione il numero dei protoni rimane immutato
poich cambia solo il numero degli elettroni.
[Info: Composti Ionici- Presentano legami ionici e varie caratteristiche tra le quali un alto punto di fusione,
lo stato solido a temperatura ambiente e il fatto di essere forti elettroliti (es: NaCl)]
Regole dei composti ionici:
Principio dellelettroneutralit: Sostiene che la carica positiva totale dei cationi uguale alla carica
negativa totale degli anioni;
Gli atomi di elementi adiacenti ad un gas nobile nella tavola periodica (perdendo o acquistando
elettroni) formano ioni che contengono lo stesso numero di elettroni del vicino atomo di gas
nobile;
Molti metalli di transizione e post-transizione formano pi di un catione;
I cationi monoatomici prendono il nome dei metalli da quali derivano ;
Se un metallo forma pi di un catione si usano dei suffissi: -oso per lo ione con la carica pi bassa; -
ico per quello con la carica pi alta;
Per quanto riguarda invece gli anioni dei non metalli i suffissi da usare sono :
Anione monoatomico -uro;
Anione poliatomico -ito (anione con carica pi bassa) , -ato (anione con carica pi alta);
Nei composti ionici il nome del composto consiste di due termini. Il primo termine indica lanione
mentre il secondo indica il catione.

[Concetti di orbitali ibridi e molecolari: Gli orbitali ibridi sono quegli orbitali che si formano quando un
atomo per raggiungere l'ottetto mescola gli orbitali di uno stesso livello. Gli orbitali si formano dopo che
l'atomo passato allo stato eccitato e hanno tutti forma ed energia intermedia agli orbitali di partenza. I
pi comuni tipi di ibridazione sono:
sp
3
: presenta un angolo di 10938' con legami semplici;
sp
2
: presenta un angolo di 120 con legami doppi;
sp: presenta un angolo di 180 con legami tripli.

Esistono anche le ibridazioni sp
3
d e sp
3
d
2
.

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Per quanto riguarda gli orbitali molecolari sono quegli orbitali in cui pi probabili trovare due elettroni di
legame. Abbiamo orbitali sigma e pi-greco. I primi hanno forma cilindrica con asse congiungente i due
nuclei e pu essere tra due orbitali uguali o diversi. I secondi si formano tra orbitali disposti parallelamente
tra loro e perpendicolari alla congiungente i due nuclei. Si formano sempre tra due orbitali p in un doppio
legame. ]

Cap.3
Tavola periodica

Mendeler fu il creatore di quella che conosciamo come tavola periodica. La tavola periodica una tavola
divisa in linee orizzontali che prendono il nome di periodi (che dipendono dal numero quantico principale)
e da linee verticali che si chiamano invece gruppi. Essa suddivisa in pi blocchi che distinguiamo in:
Blocco 1A: Questo comprende gli elementi che riempiono il sottolivello s e che prendono il nome di
metalli:
Blocco 2A: In questo gruppo troviamo gli elementi che riempiono il sottolivello p e sono detti non
metalli;
Blocco B: Questo blocco presenta elementi di transizione che riempiono il sottolivello d;
Blocco dei lantanidi e attinidi che riempiono il 4f e il 5f.

Nella tavola periodica moderna, gli elementi sono posti progressivamente in ciascun periodo da sinistra a
destra secondo la sequenza dei loro numeri atomici, iniziando una nuova riga dopo un gas nobile. Il primo
elemento nella riga successiva sempre un metallo alcalino con un numero atomico pi grande di un'unit
rispetto a quello del gas nobile.
I gruppi raggruppano gli elementi che si trovano sulla stessa colonna della tavola periodica.
Ogni gruppo comprende gli elementi che hanno la stessa configurazione elettronica esterna; siccome le
propriet chimiche degli elementi dipendono fortemente dalla loro configurazione elettronica, all'interno di
ogni gruppo si trovano elementi con caratteristiche chimiche simili (cio che si comportano in maniera
simile durante lo svolgimento delle reazioni chimiche) e mostrano un chiaro andamento delle propriet
lungo il gruppo (che associato all'aumentare del peso atomico).I gruppi sono indicati numericamente da 1
a 18 dalla colonna pi a sinistra (i metalli alcalini) alla colonna pi a destra (i gas nobili).
I periodi raggruppano gli elementi che si trovano sulla stessa riga della tavola periodica.
Ogni periodo inizia con un elemento il cui atomo ha come configurazione elettronica esterna un elettrone
di tipo ns dove n il numero quantico principale, e procedendo verso gli atomi successivi (pi a destra sulla
stessa riga), il numero atomico Z aumenta di un'unit ad ogni passaggio; dunque gli elementi dello stesso
periodo hanno lo stesso numero di orbitali atomici.


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Propriet periodiche degli elementi
Le propriet chimiche e fisiche degli elementi sono funzione periodica del loro numero atomico. Le
caratteristiche principali sono quattro: Il raggio atomico, il potenziale di ionizzazione, l'affinit elettronica e
infine l'elettronegativit.
1. Raggio atomico: Parlando di raggio atomico dobbiamo dire che la nuvola elettronica che circonda il
nucleo non ha dei confini netti. Tuttavia se supponiamo un atomo sferico possiamo definire e
misurare una quantit che detta raggio atomico e che definito come la met della distanza
minima di avvicinamento tra gli atomi di una sostanza elementare. Esso diminuisce lungo il periodo
della tavola periodica andando da sinistra verso destra poich "la carica nucleare efficace" attrae gli
elettroni verso il nucleo e il raggio atomico diminuisce. Scendendo lungo un gruppo, invece, il raggio
atomico aumenta perch gli elettroni vanno a collocarsi in orbitali pi esterni, quindi pi lontani dal
nucleo; la carica elettrica del nucleo schermata dagli elettroni pi interni. Il nucleo pertanto attrae
con minor forza gli elettroni pi esterni;

2. Energia o potenziale di ionizzazione: Indica l'energia utile a strappare un elettrone. Gli atomi che
perdono facilmente elettroni come ad esempio i metalli alcalini hanno un basso potenziale di
ionizzazione, mentre quelli che li perdono meno facilmente e hanno una configurazione pi stabile
come i gas nobili hanno un alto potenziale di ionizzazione. L'energia di ionizzazione aumenta dal
basso verso l'alto nei gruppi e da sinistra a destra nei periodi e gli andamenti descritti possono essere
messi in relazione con le dimensioni atomiche e quindi con il valore del raggio atomico. Infatti pi
lontani dal nucleo sono gli elettroni, meno energia sar necessaria per distaccarli.
Bisogna anche ricordarsi che il potenziale di ionizzazione da anche una misura del carattere metallico
di un elemento, infatti quanto minore il potenziale tanto maggiore il carattere metallico;

3. Affinit elettronica: L'affinit elettronica indica l'energia ceduta da un atomo quando acquista un
elettrone. L'elettrone acquistato dall'atomo neutro, conferisce una carica negativa all'atomo, che
diviene cos uno ione negativo o anione. L'affinit elettronica associabile alle dimensioni dell'atomo:
tanto maggiore quanto pi piccolo il volume atomico. Infatti pi piccolo un atomo, tanto pi
vicino al nucleo si collocher l'elettrone acquistato, liberando maggiori quantit di energia.
Pertanto: l'affinit elettronica aumenta dal basso verso l'alto in un gruppo e da sinistra a destra in
un periodo;

4. Elettronegativit: L'elettronegativit una misura relativa della capacit di un atomo di
attrarre elettroni quando prende parte a un legame chimico. Maggiore la vicinanza all'ottetto
maggiore sar l'elettronegativit, cio la tendenza ad attrarre elettroni di legame. Segue lo stesso
andamento del potenziale di ionizzazione e dell'affinit elettronica, poich l'elettronegativit
aumenta dal basso verso l'alto nei gruppi e da sinistra a destra in un periodo. Per questo motivo gli
elementi pi elettronegativi si trovano a destra in alto e quelli meno elettronegativi in basso a
sinistra. Essa ha valori compresi tra 1 e 4 e aumenta lungo un periodo di 0,5.


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Cap.4
Stechiometria

Gli atomi dei vari elementi presentano determinate masse che si esprimono tramite le loro masse
atomiche. La massa atomica indica quanto pesa mediamente un atomo di un elemento confrontato con un
atomo di un altro elemento. La scala di masse atomiche basata sullisotopo del carbonio
12
C che equivale
a 12 unit di massa atomica (u.m.a) [Ricorda: 1 u.m.a equivale proprio a 1/12 della massa atomica del
carbonio 12!!]
Per individuare la massa atomica degli isotopi necessario conoscere le masse dei singoli isotopi e la loro
percentuale in natura.
In chimica per misurare la quantit di sostanza si fa uso di ununit di misura particolare che prende il nome
di mole. In base al S.I la mole la quantit di sostanza che contiene un numero di particelle uguali al
numero di atomi contenuti in 12 g di Carbonio-12. Per determinare la massa di una mole di un elemento,
basta convertire il valore della sua massa atomica da Dalton in grammi. La massa atomica espressa in
grammi definita massa molare (MM)
Poich una mole contiene tanti atomi quanti ce ne sono in 12 grammi di Carbonio-12 dobbiamo definire
quanti questi siano realmente. Il numero di queste particelle chiamato Numero di Avogadro e
corrisponde a 6,022 x 10
23
. Una mole contiene sempre un Numero di Avogadro di particelle e occupa allo
stato gassoso un volume di 22,4 L.
Conversione mole-grammi
m= MM x n dove n il numero di moli
ES: Quante moli di rame sono contenute in 10,0 grammi di rame?
MM Cu= 63,54 g/mol
m Cu= 10,0 g
n Cu= 10,0 g / 63, 54 g/mol = 0,1573 mol

Equazione Bilanciata
Ogni calcolo che riguarda una reazione deve essere basato su unequazione bilanciata. Per scrivere una
reazione in modo bilanciato bisogna:
1. Scrivere uno scheletro della reazione, con le formule dei reagenti a sinistra e quelle dei prodotti a
destra.;
2. Indicare lo stato fisico di ogni reagente e di ogni prodotto (g,l,s,aq);
3. Bilanciare lequazione modificando i coefficienti davanti alle formule. I coefficienti di unequazione
bilanciata rappresentano i numeri di moli dei reagenti e dei prodotti.





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Cap.5
Reazioni in soluzione acquosa

La maggior parte delle reazioni che avvengono in natura coinvolgono ioni o molecole in acqua. Le pi
importanti reazioni in sostanza acquosa sono: le reazioni di precipitazione, le reazioni acido-base e le
reazioni di ossido-riduzione.
Per introdurre questo tipi di reazioni bisogna conoscere il concetto di molarit che esprime il rapporto tra
la quantit di chimica di soluto (espressa in moli) e il volume della soluzione (espresso in litri) e che quindi
in sostanza ci indica quante moli di una certa specie sono presenti in un dato volume di soluzione.
M= Molarit
M= n
soluto
/ V
soluzione
La molarit di una soluzione pu servire per calcolare: il numero di moli di un soluto in un dato volume di
soluzione oppure il volume di una soluzione che contenga un dato numero di moli di soluto.
Reazioni di precipitazione
Pu succedere che mescolando due soluzioni elettrolitiche abbia luogo una reazione chimica ed infatti
versando una soluzione nellaltra si osserva immediatamente la formazione di un solido. Il composto solido,
poco solubile in acqua, che si forma a seguito del mescolamento di due soluzioni, viene indicato con il
nome di precipitato che anchesso un solido ionico. Il catione proviene da una soluzione, mentre lanione
proviene dallaltra.
L'espressione per la costante di equilibrio di questa reazione : K
ps
= [Anione][Catione] dove K
ps
detta
costante del prodotto di solubilit. Alcuni sali di questo genere possono essere sciolti in acqua. In questo
caso la solubilit proporzionale al K
ps
. Ad esempio per il solfato di bario:
BaSO
4
Ba
2+
+ SO
4
2-

K
ps
: [Ba
2+
][ SO
4
2-
] = s
2

Esercizio svolto:
La reazione di dissoluzione del sale la seguente:
BaF2(s) <==> Ba
2+
(aq)+ 2 F
-
(aq)
L'espressione del prodotto di solubilit la seguente:
K
ps
= [Ba
2+
] [F
-
]
2

Dall'equazione di dissoluzione del sale notiamo che per una mole di BaF2 che si dissocia, si formano una
mole di ioni Ba
2+
e due moli di ioni F-.
Se indichiamo con s la solubilit di BaF2, si avr che s rappresenta anche la concentrazione degli ioni Ba
2+
in
soluzione, mentre la concentrazione degli ioni F
-
pari a 2s.
[Ba
2+
(aq)] = S
[F
-
(aq)] = 2S
Sostituendo questi dati nell'espressione della K
ps
, si ha che:
K
ps
= [Ba
2+
] [F
-
]
2
= s (2S)
2
= s 4 S
2
= 4 S
3

Quindi:
K
ps
= 4 S
3

Determiniamo la massa molare del BaF2:
Mm = 137,34 + (2 18,998) = 175,34 g/mol
Determiniamo la solubilit in mol/L del BaF2:
s = 1,30 (g dm
-3
) / 175,34 (g mol
-1
) = 7,41 10
-3
mol/L
Sostituendo si ha che:
K
ps
= 4 S
3
= 4 (7,41 10
-3
)
3
= 1,63 10
-6

Il valore del prodotto di solubilit quindi K
ps
= 1,63 10
-6

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Ossificazione