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Esame Biologia

Cap.2
Chimica ed energia della vita
tutta la materia è composta di atomi. Ogni atomo consiste di un nucleo denso e carico
positivamente intorno al quale si muovono uno o piu elettroni carichi negativamente. Il nucleo
contiene uno o piu protoni e puo ospitare uno o piu neutroni. Gli atomi e queste particelle hanno
una massa e volume che sono proprietà di tutta la materia. La massa di un protone viene usata
come unità standard di misura ed è chiamata unità di massa atomica (uma) o dalton. Un singolo
protone o neutrone ha una massa di circa 1 dalton. La massa di un elettrone è talmente piccola che è
trascurabile. Tuttavia sono gli elettroni che determinano il modo in cui gli atomi interagiscono nelle
reazioni chimiche. Ogni protone ha una carica positiva +1 , un elettrone negativa -1, il neutrone è
neutro 0. segni opposti si attraggono (+,-). segni uguali si respingono(+,+; -,-).
un elemento è una sostanza pura che contiene un solo tipo di atomi. Gli oltre 100 elementi sono
organizzati nella tavola periodica. Un elemento differisce dagli altri per il numero di protoni
conteniti nel nucleo. Il numero atomico è unico per ogni atomo e coincide con il numero di
protoni. Il numero di massa di un atomo è dato da dalla somma di numero atomico e di neutroni. Il
numero di massa è essenzialmente la massa espressa in dalton. Ogni elemento è identificato da un
simbolo a una o due lettere.

I neutroni:il loro numero differisce tra gli isotopi.


In alcuni elementi il numero di neutroni non è costante. Gli isotopi hanno stesso numero di protoni
ma non di neutroni. Alcuni isotopi sono chiamati radioisotopi poiche instabili e cedono radiazioni.
Elettroni:il loro comportamento determina i legami chimici.
La regione dove l'elettrone si trova si chiama orbitale, i quali hanno forme e orientamenti
diversi;per ogni orbitale massimo due elettroni. Gli orbitali vengono riempiti secondo i livelli
energetici.
Orbitale s, guscio piu interno;il secondo guscio contiene 4 orbitali (1s e tre p)quindi max 8 elettroni.
In ogni atomo il guscio piu esterno è detto livello di valenza e determina il modo in cui si combina
con altri atomi. Quando un livello di valenza con 4 orbitali contiene 8 elettroni l'atomo è stabile e
non reagisce con altri. Gli atomi reattivi possiedono nel loro gusci esterni elettroni spaiati. Possono
raggiungere stabiltà condividendo o perdendo e acquistando elettroni. Gli atomi risulteranno legati
in una associazione stabile detta molecola. La tendenza degli atomi a cercare 8 elettroni nel guscio
esterno è detta regola dell'ottetto. L'idrogeno H raggiunge la stabilità quando due elettroni
occupano il suo unico guscio.
Un legame chimico è una forza attrattiva che unisce due atomi all'interno di una molecola. Legame
covalente derivano dalla condivisione di elettroni. Legami ionici deriva dalla perdita o acquisto di
eletttroni. I covalenti consistono nella condivisione di coppie di elettroni. Un composto è una
molecola formata da atomi di due o piu elementi. Ogni composto ha un peso molecolare che è la
somma dei pesi atomici di tutti gli atomi della molecola.
Per una data coppia di elementi es C e H la lunghezza , l'angolo e la direzione dei legami è sempre
la stessa cosi la struttura tridimensionale formata sia sempre la stessa.
Un legame singolo(covalente) comporta la condivisione di una singola coppia elettonica H-H.
Un doppio legame comporta la condivisione di due coppie C=C
i tripli legami sono rari , per es nel azoto gassoso.
La forza attrattiva che un nucleo esercita sugli elettroni definisce la sua elettronegatività
dipende da quante cariche positive esso possiede e dalla distanza tra un elettrone e il nucleo. Se due
atomi hanno elettronegatività simile condivideranno equamente gli elettroni di legame dando a
quello che è chiamato legame covalente non polare(es ossigeno e ossigeno). Ma quando l'idrogeno
lega con l'ossigeno per formare acqua gli elettroni non sono condivisi equamente, tendono a stare
piu vicini al nucleo dell'ossigeno perchè piu elettronegativo;il risultato è un legame covalente
polare. A causa di cio l'estremita del legame idrogeno-ossigeno occupata dall'ossigeno possiede
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una carica leggermente negativa e l'estremita del idrogeno leggermente positiva. Le cariche parziali
che risultano dai legami covalenti polari producono molecole polari o regioni polari.
I legami ionici si formano per attrazione elettrostatica.
Quando un atomo che deve interagire con un altro è molto piu elettronegativo si puo realizzare un
trasferimento completo di uno o piu elettroni. es. sodio(0,9 elettrongatività) e cloro(3,1)
dato che l'elettronegatività del cloro è tanto maggiore tutti gli elettroni coinvolti nel legame tendono
a essere piu vicini al nucleo del cloro; cosi vicini che si realizza un trasferimento completo. Questa
reazione stabilizza entrambi gli atomi che diventano due Ioni. Gli ioni sono particelle elettricamente
cariche. Il cloro rubando un elettrone diviene ione cloruro carico negativamente(Cl-)(anione); il
sodio perdono l'elettrone diviene uno ione sodio(Na+) carico positivamente(catione).
Il legami ionici quindi si formano per attrazione elettrostatica tra ioni. Gli ioni possono formare
legami che producono composti solidi stabili(sali). Nei solidi i legami ionici sono forti ma quando
vengono sono dispersi nell'acqua la forza è assai ridotta. Nella condizione delle cellule i legami
ionici hanno una forza un decimo inferiore di quella covalente non polare.
I legami a idrogeno si possono formare entro o fra molecole con legami covalenti polari.
Nell'acqua liquida l'atomo di ossigeno carico – è attratto dagli atomi di idrogeno carichi +. il legame
è chiamato a idrogeno. Si possono formar anche tra atomi fortemente elettronegativo e un atomo di
idrogeno legato covalentemente a un altro atomo elettronegativo. È piu debole della maggiorparte
dei legami ionici.
Sostanze polari e non polari:ognuna interagisce meglio con il proprio simile.
Ogni molecola polare può interagire con altre molecole polari attraverso le deboli attrazioni dei
legami a idrogeno. Se una molecola polare interagisce con l'acqua in questo modo essa è chiamata
idrofila. Le molecole non polari tendono a interagire con molecole non polari. La molecola non
polare in acqua tende ad aggregarsi con molecole non polari piuttosto che con quelle polari
dell'acqua. Tali molecole sono definite idrofobe. Le interazioni idrofobiche tra sostanze non polari
sono identificate come forze di van der waals, forze che entrano in gioco quando due atomi di una
molecola non polare sono in stretta prossimità.
Come cambiano le combinazioni di atomi durante le reazioni chimiche.
Una reazione avviene quando gli atomi si combinano o cambiano compagno di legame. Abbiamo
reagenti e prodotti. In tutte le reazioni la materia non viene ne creata ne distrutta. Le reazioni
possono liberare energia sottoforma di luce e calore. L'energia era presente nei legami sottoforma di
energia potenziale chimica. Alcune reazioni richiedono che l'energia venga fornita.
Quali proprietà rendono l'acqua cosi importante in biologia?
La molecola h2o ha caratteristiche uniche; puo forare legami idrogeno, molecola a forma di
tetraedro etc.
L'acqua è il solvente della vita.
Il corpo umano è costituita da oltre 70% d'acqua. Quando una sostanza il soluto, si scioglie in un
liquido solvente si produce una soluzione. Se il solvente è acqua si dice soluzione acquosa.
Fondamentale per il concetto quantittativo in chimica è il concetto di mole. Una mole è la massa
della sostanza (in grammi) numericamente uguale al suo peso molecolare. I chimici usano una
costante che mette in relazione il peso con il numero di molecole di tale sostanza. Questa costante è
chiamate n.di avogadro6,022 × 1023 . Permette di ragionare in termini di moli piuttosto che in
molecole(numeri troppo grandi).

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cap3.
Le macromolecole e l'origine della vita
quattro tipi di molecole caratterizzano gli esseri viventi:proteine carboidrati lipidi acidi nucleici.
La maggior parte sono grandi polimeri, prodotti con legami covalenti di tanti monomeri.
Gli isomeri sono molecole con stessa formula chimica, stesso tipo e numero atomi ma diversa
disposizione. Gli isomeri di struttura differiscono nel modo in cui gli atomi sono uniti. Gli
isomeri ottici caratterizzati dalla presenza di un atomo di carbonio che lega quattro diversi atomi o
gruppi di atomi (carbonio asimmetrico). I polimeri si formano dai monomeri per reazioni chimiche
chiamate reazioni di condensazione che producono legami covalenti e e liberano una molecola
d'acqua per ogni legame formato. L'inverso è la reazione di idrolisi che digerisce polimeri
liberando monomeri.
Le proteine hanno la funzione di sostenere, protezione trasporto, catalisi, difesa, movimento etc. .
Le subunità monomeriche sono 20 amminoacidi. Ogni proteina consiste in una o più catene
polipeptidica. Il carbonio di un amminoacido è asimmetrico perché lega 4 atomi diversi. Esistono
in due forme D-amminoacidi e L-amminoacidi. Negli organismi si trovano comunemente L-
amminoacidi. Le catene laterali sono importanti per determinare struttura e funzione. 5
amminoacidi con catene cariche + - sono idrofili e attraggono ioni opposti(arginina, istidina, lisina,
acido aspartico e glutammico). 5 amminoacidi con catene laterali polari formano legami a idrogeno
con acqua e sostanze polari, idrofili(serina, treonina, asparagina, glutammina tirosina). 7
amminoacidi hanno catene apolari idrocarburiche, idrofobe(alanina, isoleucine, leucina, metionina,
fenilalanina, triptofano, valina). 3 amminoacidi casi particolari(cisteina, glicina, prolina).
Il gruppo carbossilico di una amminoacido reagisce co il gruppo amminico dell'altro generando una
reazione di condensazione e formando un legame peptidico. Estremità n-terminale è il primo gruppo
amminico del primo amminoacido;c-terminale è il gruppo carbossilico dell'ultimo amminoacido.
Struttura
4 livelli di struttura proteica:primaria, secondaria, terziaria, quaternaria. La precisa sequenza
amminoacidica della catena polipeptidica costituisce la struttura primaria. La struttura
secondaria consiste in modelli strutturali regolari e ripetuti(l'elica(alfa) e foglietto(beta)a pieghe).
In molte proteine la catena è curvata e ripiegata avanti o indietro producendo la struttura
terziaria . La struttura quaternaria di una proteina è l'organizzazione in subunità.
I carboidrati sono molecole che contengono atomi di carbonio affiancati da atomi di idrogeno e da
gruppi ossidrilici. Sono fonte di energia, servono come scheletro carbonioso per formare molecole.
Monosaccaridi sono monomeri a partire dai quali vendono sintetizati carbs piu grandi; disaccarid
due monomeri uniti da legati covalenti;oligosaccaridi costituiti da pochi monosaccaridi(3-20);
polisaccaridi costituiti da piu monosaccaridi. La formula generale è CH₂O. Esosi zuccheri a 6 atomi
di carbonio (C₆H₁₂O₆)glucosio fruttosio mannosio galattosio. Contengono gruppi ossidrilici e
aldeico o chetonico. Pentosi zuccheri a 5 atomi di carbonio ribosio e deossiribosio. I monosaccaridi
sono uniti covalentemente da legami glicosidici attraverso condensazione. Un singolo legame
glicosidico tra due monosaccaridi forma un disaccaride(saccarosio maltosio lattosio cellobiosio).
Gli oligosaccaridi Questi zuccheri sono costituiti da più 3 a 20 unità monosaccaridiche
Molti oligosaccaridi presentano altri gruppi funzionali e sono spesso legati con proteine e lipidi alla
superficie esterna della membrana cellulare, dove agiscono come segnali di riconoscimento tra
cellule. Polisaccaridi Questi zuccheri sono costituiti da centinaia di migliaia di unità monomeriche
(cellulosa, amido e glicogeno) servono come depositi di energia oppure svolgono funzioni
strutturali. Il glicogeno è la forma con cui il glucosio viene immagazzinato nel fegato e nei muscoli.
Lipidi
sono idrocarburi insolubili in acqua a causa dei loro legami covalenti apolari. Sono depositi di
energia, importante ruolo strutturale(fosfolipidi), ruolo di regolazione, isolante termico e elettrico
etc.
grassi e oli sono trigliceridi o lipidi semplici. A temperatura ambiente 20c quelli solidi sono
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chiamati grassi quelli liquidi oli. Sono costituiti da acidi grassi e glicerolo. Il glicerolo è una piccola
molecola con tre gruppi ossidrilici; un acido grasso è costituito da una lunga catena di idrocarburi
apolare e da un gruppo carbossilico polare. Un trigliceride contiene tre molecole di acido grasso e
una di glicerolo. I tre acidi grassi non devono avere tutti la catena con la stessa lunghezza. Il gruppo
carbossilico di un acido grasso puo legarsi a un gruppo ossidrilico del glicerolo formando un
legame covalente chiamato legame estere e liberando acqua.
Gli acidi nucleici sono polimeri specializzati per la conservazione la trasmissione e l'uso
dell'informazione genetica. Il DNA(acido desossiribonucleico) e l' RNA( acido ribonucleico) .
Sono costituiti dai nucleotidi ognuno dei quali è uno zucchero pentoso un gruppo fosfato e una
base azotata. Possono avere due strutture chiamate piramidina o purina. Nel dna lo zucchero
pentoso è il desossiribosio. Nel rna è il ribosio. Entrambi consistono in una catena di zuccheri
pentosi alternati a gruppi fosfati. Le basi sono legate agli zuccheri e sporgono dalla catena
nucleotidica. I nucleotidi sono uniti da legami fosfodiestere. Nel dna si trovano soltanto 4 basi
azotate adenia(A), citosina(C), Guanina(G) e Timina(T). una chiave sta nell appaiamento
complementare delle basi. Si appaiono sempre A-T e sempre C-G. Si appaiano per tre fattori:i siti
per la formazione dei legami a idrogeno su ogni base,la geometria dello scheletro zucchero-fosfato,
le dimensioni delle basi appaiate . A e G sono Purine T e C piramidine quindi una grande con una
piccola. Nell rna i nucleotidi sono denominati ribonucleotidi e contengono ribosio al posto della
timina è presente l'uracile. È generalmente a singolo filamento. L'appai
,,,,,,,,,,,,,,,amento complementare puo verificarsi anche tra ribonucleotidi e desossiribonucleotiti.
L'adenian si accoppia con uracile A-U. Nel dna i due filamenti polinucleici si accoppiano e formano
una doppia elica.
I nucleotidi svolgono altre funzioni.ATP (adenosintrifosfato) agisce da trasduttore energetico in
moltissime reazioni biochmiche.
GTP (guanosintrifosfato) serve a fonte di energia specialmente nella sintesi delle proteine
cAMP (denosinmonofosfato ciclico) uno speciale nucleotide in cui è presente un legame tra lo
zucchero e il gruppo fosfato dell’adenosinmonofosfato è essenziale in molti processi tra cui il
meccanismo d’azione ormonale e la trasmissione dell’informazione da parte del sistema nervoso
centrale.

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cap4.
1. CITOLOGIA
1.1. Cellula procariotica, cellula eucariotica, virus e prioni
Le cellule sono i mattoni della vita: le cellule sono le unità fondamentali della vita, tutti gli
organismi sono composti da cellule; tutte le cellule provengono da cellule preesitenti. Le cellule di
solito sono minuscole e la piccola dimensione cellulare è un esigenza pratica che deriva dal modo in
cui varia il rapporto tra superficie e volume di ogni oggetto man mano che esso aumenta di
dimensioni. Le cellule devono mantenere un elevato rapporto tra area superficiale e volume, infatti
gli organismi grandi sono costituiti da tantissime cellule piccole e non da poche cellule enormi.
La maggior parte delle cellule è piu piccola di 200 µm e quindi invisibile a occhio nudo. Vi sono
due tipi di microscopio:
• microscopio ottico:sfrutta lenti in vetro e la luce visibile e ha risoluzione di circa 1000 volte
l'occhio umano. Le cellule vengono trattate chimicamente con tinte coloranti per rendere
piu evidenti le strutture
• microscopio elettronico:usa elettromagneti per focalizzare un fascio di elettroni e usa lenti
di vetro per focalizzare un raggio di luce. La risoluzione è di circa 1000000 volte l'occhio
umano.

Membrana citoplasmatica
ogni cellula è circondata da questa membrana che la separa dal suo ambiente creando un
compartimento chiuso ma non isolato. Tale membrana è composta da un doppio strato fosfolipidico,
con teste idrofile rivolte verso l'interno e esterno della cellula. È una barriera selettivamente
permeabile, importante per la comunicazione di cellule adiacenti.
Le cellule possono essere procariote o eucariote
i primi organismi apparsi sulla terra erano procarioti. Questi erano unicellulari e la loro struttura
consiste di dna e altre sostanze biochimiche racchiuse da una membrana. Per alimentare il
metabolismo i primi procarioti prendevano le molecole direttamente dall'ambiente
decomponendole per rilasciare energia. Un passo estremamente importante avvenne con
l'evoluzione della fotosintesi(l'energia della luce solare viene trasformata in in una forma di energia
che puo promuovere la sintesi di grandi molecole biologiche). Grazie ai procarioti fotosintetici,
nell'atmosfera lentamente si accumularono grandi quantità di ossigeno, un sottoprodotto della
fotosintesi. La presenza di ossigeno aprì grandi prospettive all'evoluzione. Infatti il metabolismo
aerobico è molto piu efficiente del metabolismo anaerobico e permise alle cellule di crescere di
dimensioni. Un'altro passaggio importante è stato l'evoluzione di cellule dotate di compartimenti
intracellulari chiamati organelli capaci di assumere funzioni specializzate. Nel nucleo è racchiuso il
materiale genetico(dna) della cellula. Il nucleo ha l'aspetto di un nocciolo dando ha queste cellule il
nome eucariote(eu vero karyon nocciolo in greco). Un altro passo importante fu quando alcuni
eucarioti non riuscirono a separarsi rimanendo attaccati. Rese cosi possibile la specializzazione
delle cellule e permise di aumentare di dimensioni. Tutti gli organismi viventi sono raggruppati in 3
domini principali:archea, bacteria ed eukaria. I primi due sono entrambi procarioti , mentre imembri
del terzo gruppo sono eucarioti. I tre gruppi di eucaria sono protisti funghi piante animali.
Caratteristiche delle cellule procariote.
possono vivere in ambienti estremi e servirsi di fonti di energia molto varie. Le cellue procariote
sono più piccole del eucariote, ogni individuo è una singola cellula, ma molti si possono vedere aa
formare raggruppamenti. Tutte le cellule procariotiche hanno la stessa struttura; la membrana
citoplasmatica racchiude la cellula, il nucleotide contiene il materiale genetico dna. Il resto del
materiale all'interno è chiamato citoplasma ed è costituito da citosol(acqua con disciolti ioni e
piccole e macromolecole solubili) e ribosomi(rna e proteine sono i siti della sintesi proteica.
Strutture specializzate:parete cellulare è localizzata all'esterno della membrana, sostiene e ne
determina la forma. Membrane interne:la membrana dei batteri fotosintetici si ripiega verso
l'interno a formare un sistema di membrane contenenti i composti necessari per la fotosintesi.
Flagelli e pili:alcuni procarioti nuotano usando appendici chiamati flagelli. I pili simili a capelli
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aiutano ad aderire gli uni agli altri. Citoscheletro: alcuni procarioti presentano una struttura
elicoidale proprio al di sotto della membrana citoplasmatica. Le proteine che costituiscono questa
struttura hanno sequenza amminocidica simile a quella dell'actina(fa parte dell citoscheletro). I
filamenti elicoidali hanno hanno un ruolo nel mantenere la forma cellulare.
Caratteristiche delle cellule eucariote
in generale più grandi di 10 volte rispetto alle procariote. Hanno una membrana citoplasmatica, il
citoplasma e i ribosomi. Il citoplasma presenta dei compartimenti separati da membrane cjhiamati
organelli.
• Il nucleo contiene il materiale genetico(dna). Qui ha luogo la replicazione del materiale
genetico. È di solito l'organello piu grande.
• Mitocondrio è una centrale elettrica dove l'energia immagazzinata nei legami dei
carboidrati e degli acidi grassi viene covertita in ATP.
• Reticolo endoplasmatico e apparato del golgi:alcune proteine sintetizzate dai ribosomi
vengono spedite nella cellula.
• I lisosomi e i vacuoli sistemi digestivi cellulari.
• Cloroplasti eseguono la fotosintesi(solo in alcune cellule)
la membrana che gli separa agisce come regolatore di traffico di prodotti.

Nucleo e nucleolo
Il Nucleolo al suo interno avvia l'assemblaggio dei ribosomi a partire da RNA e proteine. Il nucleo
è circondato da due membrane che formano l'involucro nucleare e sono perforate da pori nucleari
che collegano l'interno col citoplasma e sono formati da 100 proteine che interagiscono con
interazioni idrofobiche. Questi pori funzionano come dei tornelli. Le proteine per passare devono
avere una breve sequenza di amminoacidi detta anche segnale di localizzazione cellulare. Questa
sequenza segnale è necessaria per entrare nel nucleo, altrimenti le proteine rimangono nel
citoplasma. Se si aggiunge questa sequenza la proteina puo passare. Anche alcuni virus non hanno
questa sequenza e non entrano come particelle virali. Questa sequenza sembr avere una struttura
tridimensionale e si lega con una proteina del poro che funge da recettore. Il legame stira il poro e
lascia passare la proteina nel nucleo. Dentro il nucleo il dna si combina con delle proteine per
formare un complesso fibroso chiamato cromatina con aspetto di fili sottili e lunghi prima della
divisione essa si aggrega a formare i cromosomi. La cromatina è circondata da nucleoplasma
(acqua e sostanze disciolte). Al suo interno una rete strutturale chiamata matrice nucleare organizza
la cromatina. Alla periferia del nucleo la cromatina è attaccata a un reticolo di proteine, la lamina
nucleare . La lamina mantiene la forma del nucleo. Quando la cellula si riproduce l'involucro
cellulare si decompone in frammenti e si ricompone al termine della distribuzione del dna replicato.
Ribosomi
nelle cellule eucariote si trovano o liberi nel citoplasma o all'interno dei mitocondri e dei
cloroplasti. Sono i siti dove vengono sintetizzati le proteine sotto direzione degli acidi nucleici.
Consistono in due sub-unità di dimensioni diverse. Chimicamente consistono in un tipo speciale di
rna chiamato ribosomiale(rRNA).
Sistema endomembranoso
questo comprende apparato del Golgi e reticolo endoplasmatico. Quest'ultimo ER è formato da una
rete di membrane interconnesse che si ramificano per il citoplasma;il compartimento interno è
chiamato lume. Il reticolo endoplasmatico rugoso RER è una parte di ER costellata di ribosomi. Il
RER sgrega alcune proteine le quali possono essere modificate chimicamente. I Ribosomi rer
sintetizzano proteine che agiscono all'esterno del citosol. Queste proteine entrano nel lume e come
per la localizzazione nucleare devono avere una sequenza amminoacidica. Una volta nel lume le
proteine vanno incontro a cambiamenti divenendo glicoproteine.
Il reticolo endoplasmatico liscio SER è piu tubulare , manca di ribosomi ed all'interno del lume del
SER alcune proteine sintetizzate nel RER vengono modificate. Inoltre è responsabile delle
modificazioni chimiche di molecole assunte come farmaci e pesticidi, è capace di compiere l'idrolisi

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del glicogeno e il sito della sintesi dei lipidi e degli steroidi.
L'apparato di golgi consiste di sacchi membranosi appiattiti chiamati cisterne impilati come piatti e
da piccole vescicole. Svolge riceve proteine da ER e può modificarle ulteriormente concentra e fa
cernita di proteine prima che vengano inviate. Vengono sintetizzati alcuni polisaccaridi della parete
cellulare vegetale. Le cisterne alla base “cis” sono più vicine al nucleo. Le cisterne apicali trans
sono piu vicine alla superfice della cellula. Le cisterne nel mezzo sono nella regione mediale.
Queste tre regioni contegnon enzimi diveri e svolgono funzioni differenti. Le proteine compiono il
passaggio dall'ER al Golgi racchiuse all'interno di una vescicola. Giunta a destinazione la vescicola
si fonde con la membrana del golgi.
lisosomi
sono organelli che hanno origine nell'apparato del golgi contengono enzimi digestivi e sono i siti
dove le macromolecole sono idrolzzate nei loro monomeri. Sono circondati da una membrana.
Demoliscono molecole e sostanze estranee assunte. Questi materiali entrano nella cellula mediante
fogocitosi, si forma una tasca nella membrana, si separa divenendo una vescicola che si separa
come fagosoma. Questo si fonde con un lisosoma all'interno del quale avviene la digestione.
Dopodiche il lisosoma con il materiale non digerito si dirige verso la membrna citoplasmatica si
fonde con essa e rilascia il contenuto. I lisosomi sono il sito dove la cellula digerisce i propri
materiali. L'autofagia è un processo in cui organelli come mitocondri sono inglobati dai lisosomi e
idrolizzati in monomeri.
Mitocondri
la demolizione delle molecole energeticge inizia nel citosol. Le molecole che derivano da questa
degradazione parziale entrano nei mitocondri, la cui funzione è primaria è quella di convertire
chimica in energia in forma utilizzabile dalla cellula, atp(adenosino trifosfato). La produzione di
atpa partire da molecole e ossigeno è detta respirazione cellulare. Hanno due membrane , esterna
liscia e protettiva offre poca resistenza al passaggio di sostanze e interna che si ripiega verso interno
cosi da avere maggiore superfice creando pieghe o strutture chiamate creste. Lospazio racchiusi
dalla membrana interna è detta matrice mitocondriale e contiene alcuni ribosomi e del dna.
Plastidi
prodotti soltanto nelle piante. Cloroplasti contengono pigmento verde clorofilla dove avviene
fotosintesi. L'energia luminosa viene convertita in energia chimica dei legami tra atomi. Come il
mitocondrio il cloroplasta è circondato da due membrane . La loro struttura interna è simile a pile.
L'insieme di pile dette grana(granum) consistono in una serie di compartimenti circolari piatti
chiamati tilacoidi i quali contengono clorofilla e altri pigmenti che raccolgono la luce. I tilacoidi di
un granum sono collegati a quelli di un altro granum similmente alla membrana del reticolo
endoplasmatico. Il fluidi nel quale galleggiano i grana è detto stroma. I cromoplasti contengono
pgmenti rosso arancione gialli e danno colore ai fiori. I leucoplasti sono depositi di stoccaggio di
amido e grasso.

Perossisomi
organelli che raccolgono i perossidi tossici(sottoprodotti). Sono piccoli rivestiti da una sola
membrana contenenti enzimi specifici. Il gliossisoma si trova solo nelle piante(convertono lipidi i
carbs).
Vacuoli
molte cellule contengono vacuoli racchiusi da membrane e pieni di soluzioni acquose. Nelle piante i
sottoprodotti tossici e velenosi sono stoccati nei vacuoli ed usati come deterrente per gli animali.
Nelle piante ha anche funzione strutturale. Possono stivare cibo(vacuolo alimentare). Nei protisti
liberano l'organismo da eccesso acqua espandendosi e contraendosi(vacuolo contrattile).
Citoscheletro
insieme di filamenti lunghi e sottili. Sostiene la forma della cellula, posiziona gli organelli,
provvede al movimento cellulare, alcune sue fibre fungono da binario per le proteine motrici.
I microfilamenti aiutano la cellula a muoversi, determinano la forma. Si assemblano a partire
dall'actina. Quest'ultima presenta due distinte estremita “piu e meno”, che si associano con altri
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monomeri di actina formando lunghe catene a doppia elica. Negli animali i filamenti di actina sono
associati con miosina;la loro interazione è responsabile della contrazione muscolare. I filamenti
intermedi sono composti da proteine fibrose organizzate in fasci robusti a forma di fune. Hanno la
funzione di stabilizzare la struttura della cellula;resistono alla tensione.
Microtuboli
tubi lunghi cilindrici cavi non ramificati, formano un rigido scheletro interno, agiscono come
impalcatura lungo la quale le proteine possono spostare delle strutture all'interno della cellula.
Assemblati a partire dalla tubolina, che è un dimero ovvero una una molecola costituita da due
monomeri. Le due estremità dei microtuboli sono indicate con segno + o - . servono da binari per le
proteine motrici. Necessari per la distribuzione dei cromosomi tra cellule figlie. Sono associati con
le appendici cellulari mobili:
ciglia e flagelli
molte cellule le posseggono. Organelli simile a fruste spingono trainano. Le ciglia sono più corte e
più numerose. I flagelli piu lunghi e sono soli a coppie.
Proteine motrici
il movimento delle ciglia e flagelli è guidato da una proteina dineina. Un altra proteina la chinesina
sposta le vescicole da un aparte all'altra della cellula.
Strutture extracellulari
Molte cellule animali mancano della parte cellulare semirigida come le piante ma sono circondate
da una matrice extra cellulari costituita da proteine fibrose come il collagene. Tiene insieme le
cellule nei tessuti;contribuisce alle proprietà fisiche della cartilagine pelle ossa etc.

cap5
struttura della membrana cellulare
In particolare i lipidi determinano l'integrità fisica della membrana. I lipidi sono rappresentati dai
fosfolipidi i quali hanno due regioni:
• teste idrofile corrispondenti alle porzioni di fosfato sono cariche elettricamente e tendono a
legarsi con acqua
• regioni idrofobe, lunghe catene di acidi grassi non polari rappresentano le code non si
dissolvono in acqua.
A causa di queste proprietà i fosfolipidi formano un doppio strato(bilayer) con le teste polari rivolte
verso l'ambiente acquoso interno e esterno e le code che si fronteggiano.
I fosfolipidi possono differire in termini di lunghezza delle catene, per grado di insaturazione e
presenza di gruppi polari. Oltre il 25% dei lipidi di una membrana è rappresentato da colesterolo.
proteine
Le membrane biologiche contengono proteine variano da una per 25 molecole di fosfolipidi a una a
15 a una a 70 a seconda della funzione. Anche le proteine hanno regioni idrofile e idrofobe.
Idrofile:sequenze di amminoacidi con catene laterali idrofile conferendo una caratteristica polare.
Interagiscono con ambiente acquoso extracellulare o citoplasma.
Idrofobe: sequenze di amminoacidi con catene laterali idofobe conferendo ad alcune regione
caratteristica di non polarità. Interagiscono con acidi grassi nel bilayer.
Proteine integrali:domini idrofobi, caratterizzate da lunghe catene ad elica , penetrano nel doppio
strato fosfolipidico. Definite transmembrana poiche sporgono da entrambi i lati
Proteine periferiche: possiedono regioni polari cariche elettricamente interagiscono con parti
esposte di proteine integrali o con teste polari dei fosfolipidi. Sono localizzate solo su uno dei due
lati della membrana.
Le proteine sono distribuite asimmetricamente. Alcune sono libere di muoversi liberamente nel
bilayer altre risultano ancorate a regioni specifiche(intrappolate da lipidi semisolidi o collegate
direttamente dal citoscheletro).
I carboidrati di membrana
molte membrane contengono carboidrati e sono localizzati sul versante esterno e funzionano come
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siti di riconoscimento verso altre molecole o cellule. Possono essere uniti con lipidi e proteine con
legami covalenti.
I glicolipidi sono carboidrati uniti covalentemente con i lipidi.
Le glicoproteine consistono in una porzione glucidica unita a una proteina.
Riconoscimento cellulare
il riconoscimento e l'adesione fra cellule dipendono da glicoproteine. I legami possono essere
omeotipici quando le molecole sono simili e si legano, o eterotipici quando le molecole sono
differenti presentano affinità.
Le giunzioni occludenti sigillano i tessuti e uniscono cellule epiteliali vicine costituite da legami
reciproche. Si trovano nel rivestimento interno di organi.
I desmosomi mantengono le cellule unite, formato da una struttura densa chiamata placca.
Le giunzioni serrate sono meccanismi di comunicazione, facilitano la comunicazione fra cellule,
costituita da proteine canale;piccole molecole e ioni possono passare .
Trasporto attraverso la membrana
permeabilità selettiva permette di stabilire quale molecola esce o entra. Trasporto attivo richiede
apporto energetico da una fonte esterna.Trasporto passivo ce non richiede spesa energetica. Il
trasporto passivo comprende diffusione semplice(attraverso strato fosfolipidico) e diffusione
facilitata che si avvale di proteine canale. La velocita con cui una sostanza diffonde dipende da:
diametro delle molecole, la temperatura della soluzione(piu alta piu veloce), carica elettrica del
materiale che diffonde, gradiente di concentrazione del sistema.
La diffusione all'interno delle cellule e dei tessuti è efficace solo per brevi distanze. Le molecole per
le quali la membrana è permeabile diffondono da un comparto all'altro fino a quando la
concentrazione risulti uguale. Le molecole per le quali la membrana è impermeabile restano in un
compartimento.
Nella diffusione semplice piu una molecola è solubile nei grassi piu facilmente passa(eccetto acqua
e molecole piccole passano velocemente di quanto previsto). Amminoacidi zuccheri e ioni non
transitano velocemente perché: le cellule sono costituite in gran parte d'acqua e le sostanze polari
formano numerosi legami, l'interno della membrana è idrofobo e le sostanze idrofile tendono ad
evitarlo.
L'osmosi consiste nella diffusone di acqua attraverso la membrana. Questo processo passivo
dipende dal numero di particelle di soluto presenti. La differenza della concentrazione dei soluti tra
le cellule e il suo ambiente determina se l'acqua si sposta dall'esterno verso interno o viceversa.
L'acqua diffonderà dalla regione a maggiore concentrazione(meno soluti) verso quella a
concentrazione minore(più soluti).
Soluzione è isotonica rispetto ad un altra quando ha uguale concentrazione di soluto, una soluzione
è ipertonica quando ha una concentrazione superiore rispetto ad un altra.
È ipotonica quando ha una concentrazione minore rispetto ad un altra. Quindi l'acqua da ipo a
ipertonica.
Le cellule delle piante archea e batteri possiedono pareti esterne, assumono quantità limitata e in
seguito si stabilisce una pressione interne(di turgore) che impedisce ulteriori ingressi.
La diffusione puo essere facilitata da canali proteici. Proteine integrali formano canali di per il
passaggio di sostanze(amminoacidi zuccheri ioni). Il legame con una proteina di membrana detta di
trasporto accelera la diffusione. Entrambi i processi si chiamano diffusione facilitata.
I canali proteici meglio studiati sono i canali ionici. La maggior parte sono regolati cioè chiusi
oppure aperti per certi ioni. Lo stimolo puo essere dato dal legame di un certo segnale
chimico(ligando dipendente) o da una carica elettrica(voltaggio dipendente). In un canale voltaggio
dipendente la velocità e direzione del flusso di ioni dipende: gradiente di concentrazione tra interno
e esterno, gradiente elettrochimico cioè uno squilibrio di sostanze cariche elettricamente fra esterno
e interno(potenziale di membrana).
Acquaporine: proteine canali specifici per l'acqua.
Proteine carrier(di trasporto) vi è un legame tra la sostanza(molecole polari come carbs ammino) e
la proteina di membrana.
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Il movimento di una sostanza attraverso una membrana biologica contro il gradiente di
concentrazione, trasporto attivo, richiede consumo di energia chimica. Tre tipi di proteine di
membrane coinvolte.
Mediante processo di uniporto si sposta una singola sostanze in una direzione
nel simporto si spostano due sostanze.
Nel processo di antiporto si spostano due sostanze in direzione opposta(pompa sodio potassio).
Due tipi di trasporto attivo,
primario richiede la presenza diretta di molecole di ATP
secondario il contributo energetico viene fornito da un gradiente di concentrazione ionica
instauratosi mediante trasporto attivo primario. La pompa sodio potassio costituita da una
glicoproteine che utilizza la rottura di una molecola di ATP per introdurre due ioni potassio e
esportarne tre di sodio(antiporto).
Grosse molecole attraverso la membrana
endocitosi piccole e grandi molecole possono etc possono entrare nelle cellule eucariotiche. Tre
tipi:
Fagocitosi:ingestione di particelle solide da parte di una cellula. Poco specifica.
Pinocitosi:ingestione di liquido da parte di una cellula. Poco specifica
Endocitosi mediata da recettori:specifiche reazioni sulla superficie cellulare provocano
l'assunzione. Caratterizzata da elevata specificità.
Esocitosi trasferisce materiali fuori dalla cellula.
Si attua allorché la membrana si fonde con quella plasmatica
altre funzioni della membrana
mantenere separate le varie sostanze, alcune membrane di alcuni organellli contribuiscono a
trasformare energia, alcune proteine di membrana organizzano reazioni chimiche e elaborano
informazioni.
Cap.6
energia enzimi e metabolismo.
I fisici definiscono energia come la capacità di compiere lavoro, il lavoro è qualcosa che si verifica
quando una forza agisce su un oggetto per una certa distanza. In biochimica l'energia è la capacità di
produrre un cambiamento. Gli esseri viventi devono ottenere energia dall'ambiente. L'energia non
puo essere ne creata ne distrutta, puo essere trasformata.
Energia potenziale: energia di posizione, ovvero energia immagazzinata(legami chimici, gradiente
di concentrazione etc.).
energia cnetica: energia legata al movimento, energia che compie lavoro. Ogni tipo di energia puo
essere convertito l'uno nell'altra. Esempio: l'energia potenziale è contenuta nei muscoli sottoforma
di legami covalenti(energia chimica), mentre l'energia cinetica del salto è di tipo meccanico. Due
tipi di reazioni si realizzano in tutti gli organismi:
reazioni anaboliche:formano molecole complesse a partire da molecole semplici;necessitano di una
fonte di energia e la immagazzinano nei legami chimici.
Le reazioni cataboliche demoliscono molelole più complesse in molecole semplici e liberano
l'energia immagazzinata nei legami chimici.
La prima legge della termodinamica:energia non puo essere ne distrutta ne creata.
La seconda legge della termodinamica:il disordine tende ad aumentare. quando l'energia viene
convertita da una forma all'altra, una parte diventa indisponibile per compiere lavoro. Nessun
processo è efficiente al 100%. una parte di energia viene persa in una forma associata al disordine.
Nei sistemi biologici l'energia totale viene definita entalpia(H), mentre l'energia utilizzabile è detta
libera(G) , l'energia inutilizzabile è detta entropia(S) che costituisce il disordine del sistema
moltiplicata per la temperatura assoluta(T). H=G+TS.
Le reazioni cataboliche che liberano energia vengono dette esoergoniche; le reazioni anaboliche che
richiedono energia vengono dette endoergoniche. L'equilibrio chimico corrisponde a una condizione
statica, in assenza di cambiamento netto. Le reazioni chimiche procedono verso l'equilibrio.
10
Ruolo dell'Atp nei processi biochimici.
Una molecola di ATP è formata dalla base azotata adenina legata a uno zucchero ribosio a sua volta
legato a una catena di tre gruppi fosfato. L'drolisi dell ATP rilascia energia libera e genera ADP e
uno ione di fosfato inorganico. Questa reazione fortemente esoergonica rilascia una notevole
quantità di energia libera.(energia liberata dal legame P-O).
l'ATP accoppia reazioni esoergoniche ed endoergoniche.
La reazione inverso da adp e ione inorganico in atp è endoergonica e consuma la stessa quantita di
energia libera rilasciata. L'accoppiamento delle reazioni eso ed endoergoniche costituisce un
fenomeno molto comune del metabolismo.
Che cosa sono gli enzimi.
Le reazioni che si svolgono nelle cellule sono troppo lente per poter sostenere i processi vitali.
Quindi necessitano di acceleratori chiamati catalizzatori. La maggior parte dei catalizzatori
biologici sono proteine definite enzimi. Alcune reazioni sono lente a causa di una barriera
energetica tra i reagenti e i prodotti. La barriera rappresenta dunque la quantità di energia necessaria
per dare inizio alla reazione(energia di attivazione). In chimica l'energia di attivazione è
quell'energia necessaria affinché le molecole dei reagenti passino a forme molecolari instabili. Dette
stati di transizione. Per accelerare una reazione in un sistema vivente è quello di abbassare la
barriera energetica, portando a stretto contatto i singoli reagenti. I catalizzatori biologici sono
altamente specifici. In una reazione catalizzata da un enzima i reagenti sono detti substrato; le
molecole di substrato si legano in un particolare sito di legame detto sito attivo dove avverrà la
catalisi. Il legame di un substrato e un enzima produce un complesso (ES) mantenuto insieme da
legami a idrogeno, covalenti o attrazioni elettrostatiche. E+S---> ES---> E(libero) + P(prodotto).
L'enzima libero si trova nella stessa forma chimica prima e dopo la reazione.
Gli enzimi abbassano la barriera ma non influiscono sull'equilibrio.
Quando i reagenti fanno parte del complesso ES necessitano di meno energia di attivazione.
L'enzima per tanto abbassa la barriera , tuttavia l'equilibrio finale è lo stesso.
Come funzionano gli enzimi?
Orientano le molecole di substrato:il sito attivo possiede proprio la forma giusta per legare le
molecole in modo tale che gli atomi si trovino in posizioni adiacenti.
Gli enzimi inducono tensione nelle molecole di substrato:il substrato una volta nel sito attivo,
l'enzima puo provocare lo stiramento di alcuni legami nella molecola di substrato facendolo passare
in uno stato di transizione instabile.
Gli enzimi aggiungono temporaneamente gruppi chimici alle molecole di substrato. Le catene
laterali(R) degli amminoacidi di un enzima cedono o acquistano ioni H+ permettendo di rompersi,
formano legami covalenti, cedono o acquistano elettroni.
Alcuni enzimi cambiano forma in seguito al legame del substrato(adattamento indotto).
Alcuni enzimi necessitano di altre molecole per poter svolgere la loro funzione. I gruppi
prostetici:raggruppamenti molecolari o atomi legati sempre al proprio enzima. Cofattori:ioni
inorganici. Coenzimi: molecole contenenti carbonio.
Come vengono regolati gli enzimi?
Una caratteristica principale degli organismi è l'omeostasi, ossia mantenimento di condizioni interne
stabili. Gli enzimi possono essere regolati da inibitori. Inibizione irreversibile:inibitori formano
legami covalenti inattivando permanente l'enzima. Inibizione reversibile: inibitori competitivi
essendo simile per forma al substrato bloccano l'accesso al sito attivo. Riducendo la concentrazione
dell'inibitore competitivo esso si stacca. Gli inibitori non competitivi si legano all'enzima in punti
diversi dal sito attivo e puo produrre cambiamenti di forma(allosterismo) nel enzima
compromettendo il sito attivo. Possono staccarsi e il loro effetto è reversibile. Forma attiva
dell'enzima senza inibitore non competitivo. Forma passiva non lega con il sunbstrato ma puo
legare con un inibitore che stabilizza la forma inattiva. La forma attiva puo essere stabilizzata da un
legame di un attivatore a un terzo sito dell'enzima.

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CAP 7: LE VIE METABOLICHE
I combustibili sono molecole la cui energia immagazzinata può essere liberata per venire utilizzata.
Nelle cellule, i combustibili chimici rilasciano energia chimica utilizzabile per produrre ATP che, a
sua volta, può essere usato per dare inizio a reazione endoergoniche. Gli organismi fotosintetici usano
l'energia del sole per sintetizzare i proprio combustibili. Negli organismi non fotosintetizzanti il più
comune combustibile chimico è lo zucchero glucosio (C6H12O6) . Anche altre molecole, come i
grassi e le proteine, possono fornire energia, ma per rilasciarla, esse devono essere convertite in
glucosio.
Le cellule ottengono energia dal glucosio attraverso il processo chimico dell'ossidazione che si svolge
grazie a una serie di vie metaboliche. Le vie metaboliche sono governate dagli stessi prinicipi:
1) le trasformazioni chimiche complesse avvengono nelle cellule attraverso una serie di reazioni
distinte che nell'insieme costituiscono una via metabolica;
2) in una via metabolica, ogni reazione è catalizzata da un enzima specifico;
3) le vie metaboliche sono simili a tutti gli organismi, dai batteri all'uomo;
4) negli eucarioti, molte vie metaboliche sono compartimentate e alcune reazioni avvengono
all'interno di specifici organelli;
5) ogni via metabolica è regolata da enzimi chiave che possono essere inibiti o attivati,
determinando la velocità delle reazioni.

LE CELLULE INTRAPPOLANO L'ENERGIA LIBERA MENTRE METABOLIZZANO IL GLUCOSIO.


Se il glucosio viene bruciato su una fiamma, esso reagisce con l''ossigeno (O2) formando biossido di
carbonio (CO2) e acqua rilasciando energia sotto forma di calore.
C6H12O6 + 6 O2 → 6 CO2 + 6 H2O + energia libera
La stessa reazione si applica al metabolismo del glucosio nelle cellule. Il metabolismo del glucosio è
un processo costituito da molte tappe, ognuna catalizzata da un enzima. Il processo è compartimentato
e la via è sottoposta a controllo enzimatico.
La via metabolica intrappola l'energia contenuta nel glucosio nelle molecole di ATP attravero la
reazione: ADP + Pi + energia libera → ATP. L'energia immagazzinata nell' ATP può essere utilizzata
per compiere lavoro cellulare.
Il glucosio si ossida divenendo monossido di carbonio CO2 e l'ossigeno si riduce divenendo H2O.
Questa reazione di conversione complessiva ha energia libera pari a -686 kcal/mol ed è altamente
esoergonica, tanto da alimentare la sintesi di ATP da ADP e Pi, reazione endoergonica. Le numerosa
tappe del metabolismo del glucosio consentono la cattura di energia sotto forma di ATP.
Tre processi metabolici hanno un ruolo importante nel ricavare energia dal glucosio: la glicolisi, la
respirazione cellulare e la fermentazione.
• La glicolisi: avvia il metabolismo del glucosio in tutte le cellule e produce due molecole di
piruvato, molecole a tre atomi di carbonio. Una piccola quantità di energia viene catturata e
usata in forme utilizzabili. La glicolisi non richiede O2(ossigeno).
• La respirazione cellulare utilizza l'O2 dell'ambiente (è aerobica) e converte completamente
ogni molecola di piruvato in tre molecole di CO2, attraverso una serie di vie metaboliche.
Durante il processo, una grande quantità di energia immagazzinata nei legami covalenti del piruvato
viene rilasciata e trasferita all' ADP e al fosfato per formare ATP.
• La fermentazione non richiede O2 ( è anaerobica), essa converte il piruvato in acido lattico
o alcol etilico, molecole ricche di energia. Dato che la demolizione del glucosio è incompleta,
la fermentazione libera molta meno energia della respirazione cellulare.
Gli organismi viventi ottengono la loro energia dai composti nutritivi prodotti mediante fotosintesi.
Gli organismi convertono poi questi composti nutritivi in glucosio.
Il glucosio viene metabolizzato tramite glicolisi e vengono prodotte due molecole di piruvato a tre
atomi di carbonio.
Le molecole di piruvato vengono metabolizzate attraverso la fermentazione anaerobica o la
respirazione cellulare. In entrambi i casi il risultato è energia immagazzinata sotto forma di molecole
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di ATP che alimentano le attività delle cellule viventi.

Respirazione cellulare (aerobica) → ossidazione completa del glucosio, prodotti di rifiuto: H2O e
CO2, energia netta ricavata : 32 ATP
Fermentazione (anaerobica) → ossidazione incompleta del glucosio, prodotti di rifiuto : composti
organici (acido lattico o etanolo) e CO2, energia netta ricavata : 2 ATP.

Quando è disponibile l'O2 come accettore finale di elettroni, sono attive quattro vie. Per prima
avviene la glicolisi, che è seguita dalle tre vie della respirazione cellulare: l'ossidazione del piruvato,
il ciclo dell'acido citrico (ciclo di Krebs) e la catena di trasporto degli elettroni (catena respiratoria).
Quando l'O2 non è disponibile, l'ossidazione del piruvato, il ciclo di Krebs e la catena di trasporto
degli elettroni non funzionano e il piruvato prodotto dalla glicolisi viene metabolizzato attraverso la
fermentazione. Tutte queste vie avvengono in zone diverse nella cellula.
Cellule eucariotiche Cellule procariotiche
Esterna al mitocondrio Nel citoplasma
– glicolisi - glicolisi
– fermentazione - fermentazione
- ciclo dell'acido citrico
Interna al mitocondrio Sulla membrana plasmatica
Membrana interna
– catena di trasporto - ossidazione del piruvato
Matrice - catena di trasporto degli
– ciclo dell'acido citrico elettroni
– ossidazione del piruvato

LE OSSIDORIDUZIONI
Ci sono due modi per trasferire energia:
1) l'aggiunta di un gruppo fosfato all'ADP per produrre ATP è una reazione endoergonica che
può immagazzinare l'energia ricavata attraverso le reazioni esoergoniche.
2) Trasferimento di elettroni.

Una reazione in cui una sostanza trasferisce uno o più elettroni a un'altra sostanza è chiamata
ossidazione-riduzione, o ossiduriduzione.
La riduzione è l'acquisto di uno o pi elettroni da parte di un atomo, ione o molecola.
L'ossidazione è la perdita di uno o più elettroni.
NB: ossidazione e riduzione avvengono sempre insieme! Se una molecola si ossida, gli elettroni che
perde vengono trasferiti a un'altra molecola, che si riduce.
Il reagente che si riduce si chiama reagente ossidante (acquista elettroni)
Il reagente che si ossida si chiama reagente riducente (perde elettroni)
Nel metabolismo del glucosio, il glucosio è l'agente riducente (donatore di elettroni), l'O2 è l'agente
ossidante.
IL COENZIMA NAD
Il coenzima NAD è un trasportatore di elettroni nelle reazioni di ossiduriduzione. L'ADP agisce come
un coenzima quando cattura l'energia rilasciata durante una reazione esoergonica e la usa per formare
ATP. In modo simile, il coenzima NAD (nicotinammide adenindinucleotide) agisce da trasportatore
di elettroni durante le reazioni di ossiduriduzione.
Il NAD esiste in due forme chimicamente distinte, una ossidata (NAD+) e un'altra ridotta
(NADH+H+)
Riduzione NAD Ossidazione NAD
NAD+ + 2H → NADH + H+ NADH+ H+ + ½ O2 → NAD+ + H2O
Esiste anche un altro trasportatore di elettroni, il FAD (flavin adenindinuclotide), che trasferisce
elettroni durante il metabolismo del glucosio.
13
Cap 9. Mitosi e meiosi
I cromosomi il ciclo cellulare e la
divisione cellulare
Negli organismi cellulari la divisione cellulare serve per riprodursi mentre negli organismi pluricellulari
svolge un ruolo nella crescita dell’organismo. I procarioti si dividono per scissione cioè la divisione equi-
vale all’intera riproduzione dell’intero organismo. La cellula aumenta di dimensioni duplica il proprio DNA
e si divide in due. Nei procarioti i fattori esterni (cibo, condizioni ambiente) rappresentano segnali per l’ini-
zio della riproduzione. Un cromosoma è una molecola di DNA contenente info genetiche, si duplica e cia-
scuna delle copie vengono chiamate cromatidi. Nei procarioti due regioni del cromosoma svolgono un
ruolo importante:

• Ori è il sito di inizio della replicazione

• Ter è il sito di arresto


La duplicazione del cromosoma avviene quando il Dna passa attraverso un complesso di replicazione for-
mato da proteine che comprendono la Dna polimerasi.
Segregazione del Dna: le due molecole di Dna vengono replicate al centro della cellula e contemporanea-
mente sotto il controllo delle regioni ori si muovono verso i poli opposti della cellula.
Citodieresi: il primo evento della divisione citoplasmatica è una strozzatura della membrana plasmatica a
opera di una proteina simile alla tubolina. Infine la cellula si separa.
Le cellule eucariotiche si dividono per mitosi o per meiosi
Le cellule eucariotiche non si dividono continuamente neppure quando le condizioni ambientali sono buone.
I segnali per la divisione sono correlati con il fabbisogno dell’intero organismo. Gli eucarioti possiedono di
regola numerosi cromosomi(i procarioti uno). I cromosomi appena duplicati sono formati da due elementi
associati fra loro(cromatidi fratelli) e un meccanismo chiamato mitosi serve per segregare ciascun cromatido
all’interno dei due nuclei. Quindi nelle cellule eucariotiche, provviste di nucleo, la citodieresi è una fase se-
parata e avviene solo dopo che si è conclusa la duplicazione dell’intero nucleo.
Una cellula eucariotica quando non si divide(citodieresi) si trova in una condizione detta interfase. L’inter-
fase viene suddivisa in 3 sottofasi: G1, S, e G2.
G1: durante il gap1 la cellula si prepara per la fase S. Quando viene programmata una una divisione cellulare
si passa alla fase S.
S: durante la fase di Sintesi avviene il processo di duplicazione del Dna. Vi sono quindi due cromatidi fra-
telli.
G2: la cellula completa i preparativi per la mitosi sintetizzando i componenti dei microtuboli che muove-
ranno i cromosomi verso i poli opposti.
La mitosi e la citodieresi vengono indicati complessivamente come fase M.
Le fasi di transizione da G1 a S e da G2 a M dipendono dall’attivazione di un complesso proteico chiamato
chinasi ciclina-dipendente o Cdk. Chinasi è un enzima che catalizza la reazione di trasferimento di un gruppo
fosfato dall’atp a un'altra molecola(fosforilazione). I Cdk non sono attivi è necessitano di un legame con un
secondo tipo di proteina definita ciclina che altera la forma esponendo il suo sito attivo(legame allosterico).
La forma attiva Cdk(quindi con ciclina) va a fosforilare la proteina RB(retinoblastoma) consentendo la
transizione da una fase all’altra del ciclo cellulare. La proteina RB non fosforilata è un inibitore che blocca il
ciclo cellulare.

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Mitosi
Prima nella fase S quindi in G1, ogni cromosoma è formato di una sola molecola di Dna. Durante la fase S si
formano due molecole di Dna a doppio filamento che vengono ora definite cromatidi fratelli uniti dalla pro-
teina coesina. Il cromosoma eucariotico in g2 è formato da due grandi macromolecole di Dna a doppio fila-
mento, che associato a numerose proteine forma la cromatina. La coesina durante la mitosi si dissolve
tranne in una regione detta centromero. I cromosomi contengono grandi quantità di proteine note come istoni
che interagiscono con i gruppi fosfato del Dna dando origine a unità simile a perline definite nucleosomi in
cui si avvolge il Dna. Una volta che il dna ha iniziato a duplicarsi durante la fase S il centrosoma un organulo
nel citoplasma in prossimità del nucleo si duplica a sua volta. Il centrosoma è formato da una coppia di cen-
trioli. Nel passaggio tra g2 e la rima fase di M(profase) i centrosomi si separano e raggiungono i poli opposti.
I centrioli che a loro volta sono formati di microtuboli iniziano a formare una struttura fusiforme indispensa-
bile per la segregazione ordinata dei cromosomi.
La fase M viene distinta come una serie di episodi distinti: profase, prometafase, metafase, anafase e telo-
fase.
Profase:i cromatidi diventano visibili poiche la coesina si dissolve eccetto nei centromeri. Alla fine della pro-
fase da i centromeri si sviluppano strutture chiamate cinetocori una per ciascun cromatide. Continua la for-
mazione del fuso mitotico gia iniziata dai centrosomi(microtuboli polari). Si formano i microtuboli del cine-
tocore che si attaccano ai cinetocori affinche un cromatide della coppia vada verso un polo opposto all’altro.
Prometafaese: scomparsa dell’involucro nucleare e dei nucleoli. I cromatidi sono ancora uniti al centromero
dalla coesina e di conseguenza non possono raggiungere i poli opposti.
Metafase: quando tutti i centromeri sono disposti sulla piastra equatoriale e i cromatidi sono collegati ai mi-
crotuboli.
Anafase : completa separazione dei cromatidi(la securina viene idrolizzata permettendo alla separasi di dis-
solvere la coesina(controllo del fuso)) dai centromeri e inizio della migrazione verso poli opposti. Ogni cro-
matide ora viene definito cromosoma figlio.
Telofase: alla fine dell anafase i due corredi cromosomici sono disposti nei due poli e il fuso inizia a disgre-
garsi. I materiali che costituiscono l’involucro nucleare e i nucleoli disgregati in profase si riaggregano. i nu-
clei si formano.
Citodieresi: il laccio invisibile che separa le due cellule è formato da microfilamenti di actina e miosina.
Meiosi
Consiste in due divisioni fino a rendere la cellula aploide(da una cellula 4 cellule)
Divisa in meiosi I e Meiosi II.
La meiosi I è preceduta da un interfase dove nella fase S ogni cromosoma si duplica. Ogni cromosoma risulta
formato da due cromatidi fratelli.
Profase: è assai lunga e caratterizzata dall’appaiamento dei cromosomi(sinapsi). I 4 cromatidi di ogni coppia
di cromosomi omologhi costituiscono una tetrade , due appartenenti a ciascun cromosoma omologo.
Nell’uomo 46 coppie cromsomi all’inizio della meiosi cioe 23 coppie di omologhi.
Prometafase:i cromsomi continunano a subire un processo di spiralizzazione e condensazione. Nella regione
del centromero i cromosomi assumono una forma a X chiasma che corrisponde a uno scambio di materiale
genetico fra i due cromatidi non fratelli(crossing over). Questo fenomeno incrementa la variabilità genetica.
Scompaiono l’involucro nucleare e i nucleoli. nel frattempo si forma il fuso meiotico e i microtuboli pren-
dono contatto con i cinetocori .

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All’inizio della Metafase I tutti i cromosomi hanno raggiunto la piastra equatoriale. Durante l’anafase I un
cromosoma opposto di ogni coppia si separano e migrano verso poli opposti.
La seconda divisione meiotica
Sostanzialmente simile alla mitosi i cromosomi si allineano alla piastra equatoriale, i centromeri si separano,
e i cromosomi figli migrano verso i poli. Differenze: il dna non viene duplcato, i cromatidi possono differire
a casusa del crossing over, il numero di cromosomi che si allineano è dimezzato.Il risultato è la produzione
di di 4 nuclei aploidi.

Mendel e ereditarietà
cap10.
Ciascun genitore contribuisce in egual misura alle caratteristiche della prole.
George mendel era un monaco austriaco e per i suoi esperimenti scelse le comuni piante di pisello
per la loro facilità di coltivazione. Egli trasferiva manualmente il polline da una pianta all'altra.
Iniziò i suoi studi esaminando le diverse varietà di piante alla ricerca di caratteri , tratti ereditari che
dovevano derivare da linee pure. Raccolse il polline e lo strasferi sullo stigma di fiori appartenenti a
una linea pura alternativa e privati delle antere . Le donatrici e le piante riceventi il polline indicate
con P. I semi prodotti vengono messi nel terreno formando la nuova generazione F1. Con l'auto
impollinazione formava F2.
Primo esperimento incroci monoibridi.
Incrocio due P di linee pure con caratteri diversi(semi lisci e rugosi) ottenedo individui monoibridi
F1 con seme liscio . Pianta i semi di F1 e permise di autoimpollinarsi per produrre F2 che avevano
semi lisci e rugosi con rapporto 3:1. Concluse che il tratto liscio era dominante ripetto al recessivo
rugoso. Questi esperimenti dimostrano che l'eredita non è un fenomeno di mescolamento. Mendel
ipotizzo che le unità responsabili della trasmissione ereditaria fossero presenti come particelle
ditinte che compaiono in coppie e si separano(segregazione). Ogni pianta era provvista di due unità
distinte ereditarie per ogni carattere. Di conseguenza ciascun gamete contiene un unita ereditaria
mentre lo zigote due. Oggi l'unità ereditaria viene chiamata gene.
I genitori(linea pura) dal seme liscio avevano due geni identici S(quindi SS) i genitori dal seme
rugoso s(ss). I genitori SS producono gameti con gene S quelli ss con gene s. Ogni incrocio che
porta a F1 sarà Ss.
Gli alleli sono forme alternative di un gene.
Le forme alternative di un gene S e s sono definiti alleli. Individui di linea pura possiedono due
coppie uguali dello stesso allele.
PRIMA LEGGE DI MENDEL: PRINCIPIO DELLA SEGREGAZIONE Ogni pianta di pisello è
provvista di due unità ereditarie per ogni carattere, durante la formazione dei gameti, soltanto una
delle due unità passa a un gamete
- Oggi l’unità ereditaria di Mendel viene definita gene: un gene è quindi un tratto di DNA
responsabile di un carattere e può presentarsi in forme alternative
- Le forme alternative di un gene vengono definite alleli
- Viene detto genotipo la costituzione genica dell’individuo mentre il fenotipo è l’aspetto esteriore
dell’individuo
- Gli individui appartenenti a linee pure per un dato carattere possiedono due copie uguali dello
stesso allele e sono definiti omozigoti SS
- Gli individui che possiedono due diversi alleli del gene in questione sono detti eterozigoti Ss
i geni corrispondono a porzioni delle molecole di dna che costituiscono i cromosomi. Un gene
rappresenta uno specifico tratto di dna presente in un certo punto del cromosoma definito locus.
per ciascun gene, responsabile di un determinato carattere, nel nucleo di tutte le cellule somatiche di
un individuo sono presenti due copie (alleli), una di origine paterna e una materna
- ciascuna copia si trova nella stessa posizione, detto locus (al plurale loci), sui cromosomi
omologhi.
SECONDA LEGGE MENDEL assortimento indipendente dei caratteri -prese in considerazione
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contemporaneamente due caratteri dei semi: il colore e la forma.
Prima ipotesi: gli alleli mantengono la combinazione che avevano nei genitori
Seconda ipotesi: assortimento indipendente degli alleli
alleli appartenenti a geni diversi si assortiscono indipendentemente l’uno dall’altro durante la
formazione dei gameti.
I cromosomi segregano indipendentemente durante la formazione dei gameti e lo stesso fanno due
geni collocati su coppie differenti di cromosomi omologhi.
Come interagiscono gli alleli?
Un allele puo mutare in un allele diverso tramite un processo casuale. La dominanza non è sempre
completa: molti geni possiedono alleli che non manifestano dominanza o recessività, in questo caso
si manufesta un fenotipo intermedio. In alcuni casi i due alleli di un locus producono effetti
differenti che si manifestano entrambi negli eterozigoti un fenomeno chiamato codominanza. Alcuni
alleli producono effetti fenotipici multipli. L'allele definito pleiotropico.
Cap 11.
dopo aver compreso che il dna era il materiale genetico di batteri si chiesero se potesse esserlo
anche di cellule eucariote piu complesse. L'architettura molecolare del dna può essere riassunta nei
seguenti quattro punti principali:
-si tratta di un elica a doppio filamento dal diametro uniforme
-è destrorsa
-è antiparallela (i due filamentei hanno stessa direzione ma senso opposto)
-i margini esterni delle basi azotate sono esposti e si trovano in solchi maggiori e minori.
L'adeina A si appaia con la timina T formando due legami a idrogeno.
La guanina G si appaia con la citosina C instaurando tre legami a idrogeno.
Nel materiale genetico è depositata l'informazione genetica di un organismo;il materiale genetico è
suscettibile a mutazioni;il materiale si replica in maniera precisa in occasione della divisione
cellulare;il materiale genetico si esprime come fenotipo.
Il dina si replica per replicazione semiconservativa in cui ogni filamento parentale funge da stampo
per la sintesi di un nuovo filamento quindi le due nuove molecole sono formate da un filamento
nuovo e uno vecchio.
La doppia elica del dna viene svolta in modo da separare tra loro i filamenti stampo.
Nuovi nucleotidi vengono aggiunti mediante legami fosfodiesterico a ogni nuovo filamento.
La replicazione è un processo semi-conservativo Ognuna delle due catene parentali funge da
stampo per la formazione di una catena complementare Processo di sintesi del DNA (duplicazione
o replicazione del DNA
1. Rottura dei legami idrogeno che tengono unita la doppia elica ed il progressivo svolgimento delle
catene polinucleotidiche ad opera dell’enzima elicasi.
2. L’enzima DNA polimerasi catalizza la sintesi dei nuovi filamenti di DNA utilizzando
come precursori nucleotidici i quattro deossinucleosiditrifosfato (dATP, dCTP, dGTP, dTTP)
3. .Deve essere disponibile una fonte di energia chimica per permettere questa reazione di
sintesi altamente endoergonica.
I nucleotidi vengono sempre aggiunti alla medesima estremità della catena polinucleotidica in via di
sintesi : l’estremità 3’ – OH del deossiribosio terminale.
Il gruppo -OH reagisce con un gruppo fosfato al 5’ di un – dNTP (deossiribonucloeside trifosfato)
causando l’allungamento della catena.
Il legame dei due gruppi fosfato si rompe liberando energia necessaria per la reazione così come lo
ione pirofosfato.
La replicazione del DNA inizia in punti specifici detti origine di replicazione in gli enzimi elicasi
catalizzano lo svolgimento della doppia elica a spese di ATP.
Le proteine SSB (single strand binding proteins) si legano ai singoli filamenti del DNA
stabilizzando lo svolgimento e prevenendola riassociazione della doppia elica originaria.
Nei batteri la replicazione ha un’unica origine di replicazione e procede in entrambe le direzioni.
I cromosomi degli eucarioti hanno origini multiple di replicazione ed i nuovi filamenti vengono
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siintetizzati a livello delle forcelle di replicazione .
La DNA polimerasi catalizza l
’ allungamento di un filamento polinucleotidico a due condizioni : 1. Presenza di un filamento di
DNA stampo 2. Presenza di un filamento di DNA o RNA breve (primer) che funga da innesco su
cui aggiungere i nucleotidi .
I due filamenti del DNA parentale sono antiparalleli ma agiscono individualmente come stampi per
la sintesi di un filamento complementare, ne consegue che i due filamenti figli crescano in direzioni
opposte.
Sul filamento 3’-5’ si forma un filamento continuo detto leader. L’altro filamento si forma perché i
singoli frammenti di Okazaki si uniscono covalentemente a formare molecole di DNA più grandi.
La DNA polimerasi richiede brevi segmenti di RNA che funzionino da primer. In seguito, i primer
di RNA sono sostituiti da DNA.
Asimmetria della sintesi dei filamenti DNA
La direzione del 5’ – 3’ della sintesi del filamento guida è la stessa con cui si muove la forca di
replicazione per cui la sintesi del filamento guida è continua.
La sintesi 5’ – 3’ dell’altro filamento va in direzione opposta rispetto allo spostamento della forca di
replicazione, viene quindi sintetizzato in ritardo rispetto al filamento guida.
La sintesi avviene a partire da una serie di brevi inneschi a RNA formati dal enzima primasi in vari
siti della seconda catena stampo a pezzi (frammenti di Okazaki).
I frammenti saranno successivamente saldati dall ’ enzima DNA ligasi formando un filamento
continuo.
Le Topoisomerasi sono enzimi che modificano l’estensione ed il tipo di superavvolgimento del
DNA, promuovono la separazione o la creazione di DNA circolari intrecciati o concatenati e la
rimozione di nodi e grovigli dalle lunghe catene di DNA lineare.
Le Girasi sono delle Topoisomerasi di tipo II in grado creare superavvolgimenti negativi dell’elica
in DNA circolari con meccanismi di rottura e successiva riunione dei filamenti duplici.
Cap 12.
l'espressione di un gene per formare un polipeptide avviene in due tappe fondamentali.
Durante la trascrizione l'informazione contenuta in una sequenza di dna viene copiata
nell'informazione corrispondente di una sequenza di rna.
Durante la traduzione questa sequenza di rna viene tradotta nella sequenza amminoacidica di un
polipeptide.
L'rna è formato da un singolo polinucleotidico; lo zuchero dell'rna è il ribosio;la quarta base è
l'uracile.
DOGMA CENTRALE DELLA BIOLOGIA
Secondo il dogma centrale della biologia, il DNA dirige la sintesi del RNA che a sua volta guida la
sintesi delle
proteine. Tuttavia il flusso unidirezionale di informazioni
ipotizzato da questo dogma ( DNA RNA Proteine )
non riflette il ruolo che svolgono le proteine stesse nel
facilitare il flusso di informazioni.
Un modo più esatto di rappresentare la relazione che nelle
cellule lega la sintesi del DNA dell’RNA e delle proteine è il seguente:
DNA RNA proteine
La diversità cellulare dipende dalla diversa espressione dei geni.
Gene : unità di trascrizione che contengono l’informazione genetica per la sintesi finale di una
proteina o di un RNA (transfer o ribosomiale).
Un gene è costituito da una regione codificante ed anche da sequenze di DNA necessarie per un
particolare trascritto di RNA (promotori, introni, intensificatori …)
Cellule diverse di uno stesso individuo hanno lo stesso patrimonio genetico, ma attivano e
disattivano i geni in modi differenti.
A seconda delle loro necessità e dei segnali molecolari, le diverse cellule trascrivono segmenti
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differenti del DNA definiti unità di trascrizione : i geni
Nel corso della fase G1 le unità di trascrizione del DNA nucleare trascrivono vari tipi di RNA,
alcuni dei quali, dopo specifiche modificazioni, passeranno nel citoplasma per la sintesi proteica.
TRASCRIZIONE dell’RNA ed ESPRESSIONE GENICA
La sintesi dell’RNA si effettua utilizzando 1. L’ enzima RNA polimerasi, 2. Il DNA come stampo,
3. ATP, CTP, GTP e UTP come precursori del RNA. L ’ RNA viene viene sintetizzato come
filamento singolo e la trascrizione segue la direzione 5 ’ 3 ’.
Il processo della trascrizione produce diversi tipi di RNA : 1. L’RNA mesaggero mRNA : porta
l’informazione genetica per la sintesi proteica nel citoplasma. 2. L’RNA transfer o tRNA :
decodifica l’informazione trasferendo ogni singolo aminoacido alla catena polipeptidica crescente
durante la sintesi proteica 3. L’RNA ribosomiale o rRNA : costituisce una parte del ribosoma, la
struttura molecolare dove avviene la sintesi proteica.
TRASCRIZIONE dell’RNA ed ESPRESSIONE GENICA La trascrizione può essere suddivisa
in tre distinti processi : 1. Inizio : le RNA polimerasi si legano in punti specifici della doppia elica
del DNA riconoscibili per la presenza di sequenze AT ripetute (sequenza promoter) e iniziano la
“lettura “ di uno solo dei due filamenti in direzione 5’-3’. 2. Allungamento : utilizzando nucleosidi
trifosfati presenti nel nucleo, le RNA polimerasi costruiscono catene di nucleotidi a sequenza
complementare a quelli sul DNA (U al posto di T). 3. Terminazione : particolari sequenze, sempre
sul DNA danno il segnale di terminazione della lettura con il conseguente distacco della polimerasi
dallo stampo.
STRUTTURA DEI GENI NEI PROCARIOTI Nei procarioti v’è un’unica RNA polimerasi che
trascrive tutti i geni della cellula batterica. La trascrizione ha inizio con la formazione di un
complesso stabile tra RNA polimerasi e specifiche regioni chiamate siti promotori.
Le unità di trascrizione possono essere monocistroniche quando contengono un’unica sequenza
codificante che può specificare una proteina o un RNA .
Nella maggior parte dei casi le unità di trascrizione dei procarioti sono policistroniche cioè
contengono le sequenze codificanti per più di un tipo di proteina o di RNA.
STRUTTURA DEI GENI NEGLI EUCARIOTI
Negli eucarioti esistono tre distinti sistemi di trascrizione :
1. I geni di classe I codificano per rRNA 5.8, 18S, 28S e sono trascritti dalla RNA
polimerasi I 2. I geni di classe II codificano per mRNA e snRNA sono sono
trascritti dalla RNA polimerasi II 3. I geni di classe III codificano per i tRNA, rRNA 5S
e cRNA (citoplasmatici) sono trascritti dalla RNA polimerasi III.

La maggior parte degli mRNA degli eucarioti sono monocistronici e contengono introni.
STRUTTURA
TRASCRIZIONE dell’RNA ed ESPRESSIONE GENICA
Maturazione post-trascrizionale dell’RNA
Il trascritto primario delle unità trascrizionali che codificano per delle proteine è soggetto agli
eventi di maturazione dell’RNA.
Modificazioni delle estremità dell’mRNA eucariotico:
1. Cappuccio : al 5’ viene legato un nucleotide metilato la 7-metilguanosina (m7G) 2. Coda di poli
AAA … avvenuto il taglio a valle dell’elemento terminatore AAUAAA l’enzima poli(A) polimerasi
aggiunge all’mRNA una sequenza di ca. 200 residui di acido adenilico (AMP) formando una coda
di poli A.
Funzioni delle modificazioni: •Proteggere il trascritto dalle esonucleasi 5’ - 3’ (le molecole di
mRNA prive di cappuccio oppure con catene di poli A accorciate sono rapidamente degradate),
•Facilitare il trasporto dal nucleo al citoplasma •Facilitare lo splicing dell’RNA

TRASCRIZIONE dell’RNA ed ESPRESSIONE GENICA Maturazione post-trascrizionale


dell’RNA : Splicing
Lo splicing dell’RNA assicura la rimozione delle sequenze di RNA intronico dal trascritto primario
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e la fusione delle sequenze di RNA esonico
Splicing Il trascritto primario viene rapidamente legato da particelle ribonucleoproteiche
nucleari piccole “snRNP” formando un complesso RNA proteine: lo slpiceosoma capace di
eliminare gli introni e riassemblare gli esoni producendo la molecola di RNA maturo .
CONTROLLO DELLA TRASCRIZIONE
L’espressione dei geni deve essere regolata in modo tale che ogni cellula acquisti e mantenga la
propria corretta funzione.
I modi con cui si ottiene la regolazione dell’espressione genica posono essere di diverso tipo.
I fattori di trascrizione sono delle proteine regolatrici che si legano ad una specifica regione del
DNA.
Per es. la proteina TFIID si lega al TATA box cambiando la conformazione spaziale sia della
proteina che del DNA, cambiamento strutturale che facilita il legame di altri fattori di trascrizione i
quali consentono il legame della RNA polimerasi II

• Una sequenza di 3 basi (tripletta o codone) codifica un aminoacido.


• Tre codoni (TAA, TAG, TGA) codificano lo "STOP", ovvero la fine della proteina.
• ATG codifica la metionina ma indica anche l'inizio della regione codificante della proteina.
La sequenza aminoacidica di una proteina è definita da una sequenza lineare di triplette
codificanti contigue.
IL CODICE GENETICO
L’RNA messaggero trasferisce le informazioni dal DNA utilizzando un codice genetico a tre lettere
Codice a triplette in cui gruppi di tre nucleotidi vengono letti A partire da uno specifico punto
d’inizio.
Ogni tripletta forma un codone ( 43 = 64 combinazioni) • Dei 64 possibili codoni del codice
genetico , • 61 specificano aminoacidi e tre sono codoni di arresto.

il codice genetico e’ degenerato :


ad un singolo aa può corrispondere più di un codone
Metionina e Triptofano hanno un solo codone
aa con codoni multipli:
La differenza tra i vari codoni generalmente riguarda la terza base (estremità 3’).
Le prime 2 lettere sono le principali determinanti della specificità
Crick postulò che la 3a base della maggior parte dei codoni si appaia in modo piuttosto “libero” e
per questo si dice che le terze basi di tali codoni oscillano
La base oscillante del codone appaiandosi debolmente permette la rapida dissociazione del tRNA
dal suo codone durante la sintesi proteica.
Per ciascuno dei 20 aa esiste almeno una specifica molecola di tRNA.
Le molecole di tRNA sono costituite da ca. 75-80 nt Estremità 3’ CCA costituisce il sito di legame
dell’aa
La parte centrale della molecola contiene l’anticodone, punto di contatto con l’mRNA (sequenza
complementare).
In che modo una molecola di t RNA può combinarsi con il corretto aa?
Grazie all’azione di enzimi attivanti detti aminoacil-tRNA sintetasi
Ogni aminoacil-tRNA sintetasi è specifico per un determinato aa e per il corrispondente t RNA.
L’enzima reagisce con una molecola di ATP catalizzando il trasferimento dell’aa dall’AMP al nt 3’
del t RNA .
I ribosomi sono indispensabili per la traduzione dell’informazione genetica in una catena
polipeptidica
Il ribosoma si lega alla molecola di mRNA che deve tradurre e contiene due siti di legame per i
tRNA : sito P e sito A .
La sintesi proteica o traduzione si realizza attraverso tre fasi in cui le reazioni sono catalizzate da
proteine ribosomiche : inizio, allungamento e terminazione .
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INIZIO :
1. Formazione di un complesso di inizio costituito da una subunità ribosomiale minore legata al
codone d’inizio (AUG) sulla catena dell’mRNA e ad una molecola di tRNA portante il primo aa
( Met = metionina).
2. La subunità ribosomica maggiore si unisce al complesso di inizio ed il sito P del ribosoma
ospita la prima molecola di t RNA + Met mentre il sito A si trova in corrispondenza del
secondo codone dell’mRNA .
Un gruppo di proteine dette fattori di inizio (eIF-n, eIF-2 che lega il cappuccio dell’mRNA)
partecipano alla direzione del processo utilizzando l’energia fornita dal GTP.
ALLUNGAMENTO
La sintesi proteica procede dall’estremità N-terminale verso l’estremità C-terminale. Il ribosoma si
sposta lungo l’mRNA in direzione 5’-3’ Il tRNA carico dell’aa corrispondente al secondo codone
dell’mRNA entra nel sito A libero. La subunità maggiore catalizza il legame peptidico tra l’aa nel
sito P e quello nel sito A. L’allungamento della catena avviene legando il polipeptide nascente al
residuo amminoacido presente sul tRNA entrante.
TERMINAZIONE La traduzione si arresta con il codone di STOP – UAA, UAG o UGA. Questi
codoni legano il fattore di rilascio eRF che riconosce tutte tre le triplette e promuove il legame di
una molecola di acqua piuttosto che di un aa comportando la separazione dal ribosoma della
proteina.
Una sequenza segnale indirizza il polipeptide nel reticolo endoplasmatico rugoso
La proteina contenente gli aa segnale penetra nel ER dove viene completato l’allungamento
Quando completata, la proteina viene liberata nel citosol.
LE MUTAZIONI GENETICHE
Una mutazione è un’alterazione irreversibile ed ereditabile della sequenza nucleotidica del DNA
quindi dell’informazione genetica.
Errori non corretti che si verificano nella replicazione del DNA associata la produzione dei gameti
hanno un importanza fondamentale per l’evoluzione.
L’evoluzione si basa sulle mutazioni genetiche favorevoli a cambiamenti adattativi delle specie.
In base all’entità dell’alterazione possiamo dividere le mutazioni in due categorie :
Le mutazioni puntiformi : mutazioni che causano la trasformazione di un gene a causa della
sostituzione di singoli nucleotidi
Le mutazioni cromosomiche : cambiamento della posizione o della direzione di un segmento di
DNA.
LE MUTAZIONI PUNTIFORMI
1. Mutazioni silenti : sostituzione di paia di basi che permettono di codificare per lo stesso
aminoacido (es. AGU -> AGC comunque codifica l’aminoacido serina)
Queste mutazioni sono importanti per spiegare la diversità genetica non espressa in caratteri
fenotipici.
2. Mutazioni di senso : sostituzione di basi che possono modificare il messaggio genetico e
nella proteina codificata un aminoacido viene a sostiturne un altro
Es. allele per la globina umana causa dell’anemia faciforme. In condizioni di omozigosi recessiva
causa malformazioni agli eritrociti che in presenza di basse pressioni di ossigeno collassano
assumendo la caratteristica forma a falce.
3. Mutazioni non senso : crea un codone di STOP dove non c’era. Hanno effetti distruttivi
molto piu frequenti delle mutazioni di senso.
4. Mutazioni per spostamento della griglia di lettura inserimento/cancellazione può causare
uno spostamento (shift) di tutta la sequenza.
MUTAZIONI CROMOSOMICHE
I cromosomi possono subire delle rotture durante il processo di replicazione e riunione non corrette
di parti di cromosomi. I filamenti di DNA possono quindi contenere delle
mutazioni macroscopiche :
(a) Delezione : cancellazione di un tratto di DNA. (b) Duplicazione : cromosomi omologhi si
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rompono in punti diversi e si riuniscono ognuno con il partner dell’altro (un segmento avrà una
delezione mentre l’altro una duplicazione). (c) Inversione : inversione di un tratto di DNA rispetto
al resto. (d)Translocazione : scambio di grandi tratti di DNA .
Cap13 I virus
I virus sono acellulari la maggiorparte formata da acido nucleico e da alcune proteine non assumono
nutrienti e non espellono rifiuti ma possono riprodursi all’interno di cellule(parassiti intracellulari
obbbligati. Utilizzano il macchinario di sintesi dell ospite. Fuori dalla cellula i virus si chiamono
virioni e sono formati da dna o rna avvolti da un capside l’acido nucleico puo essere a singolo o
doppio filamento. Due cicli litico e lisogeno. Litico poiche il batterio infettato viene
lisato(scoppia)liberando la progenie di fagi. Lisogeno il batterio ospita l’acido nucleico virale nel
prorpio genoma e lo trasmette alla cellule figlie.

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