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Atomi: i costituenti della materia

La materia è costituita da atomi , un atomo è formato da un nucleo carico positivamente


contenente protoni e neutroni, circondato da elettroni che portano cariche elettriche negative. Gli
elettroni sono distribuiti in gusci formati da orbitali. Ogni orbitale può contenere un massimo di
due elettroni. Le cariche di segno opposto si attraggono Le cariche dello stesso segno si respingono
Gli atomi sono elettricamente neutri perché contengono lo stesso numero di elettroni e protoni

ISOTOPI= elementi con stesso numero di protoni ma con numero di neutroni differente. Gli isotopi
sono per la maggior parte stabili, alcuni detti radioisotopi sono instabili, radioattivi perché
decadono emettendo radiazioni. ES idrogeno 1 pro 0 neutroni, deuterio 1 pro 1 neu , trizio 1 pro 2
neu.

Caratteristiche universali della materia

Un elemento è formato da atomi dello stesso tipo. Gli atomi di un elemento possiedono
caratteristiche o proprietà che li distinguono dagli atomi di altri elementi . Negli organismi viventi
troviamo principalmente quattro elementi: ossigeno O, carbonio C, idrogeno H e azoto N. Se
aggiungiamo a questi anche fosforo P e zolfo S otteniamo circa il 98% della massa di un
organismo .

Le reazioni chimiche producono cambiamenti nella distribuzione degli elettroni e comportano


modificazioni delle sostanze. E’ impossibile determinare la posizione di un dato elettrone Si può
individuare un volume di spazio in cui è probabile che l’elettrone sia contenuto . L’orbitale è quella
porzione di spazio nella quale si individua l’elettrone per almeno il 90% del tempo, può contenere
al massimo due elettroni . Gli orbitali si riempiono secondo una successione specifica che tiene
conto dei livelli di energia detti strati o gusci elettronici. Quando tutti gli orbitali riempiono il guscio
esterno (8) l’atomo è stabile.

Gli atomi reattivi possono raggiungere la stabilità o condividendo elettroni con altri atomi oppure
perdendo o acquistando uno o più elettroni. Gli atomi si trovano legati assieme in aggregati stabili
chiamati molecole.

I LEGAMI CHIMICI

I LEGAMI COVALENTI sono legami forti che si formano quando due nuclei atomici condividono una
o più coppie di elettroni. Per romperli occorre una grande quantità di energia . Se la molecola che
si realizza è composta da atomi di elementi diversi, legati assieme da proporzioni fisse si ottiene un
composto ( ES due atomi di idrogeno formano una molecola di idrogeno, 1 carbonio e 4 idrogeni
formano il composto metano) .

Elettronegatività = è la misura delle capacità di un atomo di attrarre gli elettroni di legame.

Quando si legano due atomi con diversa elettronegatività, si forma un legame covalente polare,
poiché la distribuzione degli elettroni attorno agli atomi crea una polarità o differenza di carica
elettrica attorno alla molecola stessa, un'estremità della molecola presenta una parziale carica
positiva (δ+ ) e l'altra una parziale carica negativa (δ- ). Le molecole polari, come l'acqua, sono
costituite in larga misura da legami polari, mentre la maggior parte delle molecole non polari sono
formate prevalentemente da legami non polari.

I LEGAMI COVALENTI APOLARI si formano tra atomi di pari elettronegatività

LEGAMI COVALENTI MULTIPLI

Due atomi possono condividere più di una coppia di elettroni formando legami covalenti multipli .
Singolo H-H 2 elettroni condivisi Doppio C=C 4 elettroni condivisi Triplo N≡N 6 elettroni condivisi.

Gli ioni sono particelle dotate di carica elettrica che si formano quando un atomo acquista uno o
più elettroni e diviene carico negativamente Anione - o perde uno o più elettroni e diviene carico
positivamente Catione +. I legami ionici sono forti nei solidi, più deboli quando gli ioni si trovano
separati l'uno dall'altro in una soluzione acquosa .

I LEGAMI A IDROGENO sono deboli attrazioni elettrostatiche tra un atomo di idrogeno con parziale
carica positiva (δ+ ) un atomo di ossigeno o di azoto con parziale carica negativa (δ- ) presente su
un'altra molecola. Il legame idrogeno è debole perché la sua formazione è dovuta a cariche
parziali.

Le molecole apolari idrofobiche quando si avvicinano subiscono delle variazioni casuali nella
distribuzione dei loro elettroni, si formano dei delta di cariche opposte e si generano delle deboli
attrazioni temporanee dette Forze di van der Waals Enzima + Substrato

Riassumendo i legami:

1. legame covalente=condivisione di coppie di elettroni


2. legame ionico=attrazione tra cariche opposte
3. legame idrogeno=attrazione elettrostatica tra un atomo di idrogeno legato
covalentemente ed un atomo elettronegativo
4. interazione di van der Waals=interazione tra elettroni di sostanze apolari
5. interazione idrofobica=interazione tra sostanze apolari in presenza di sostanze polari, in
particolare acqua

L’orientazione nello spazio dei legami covalenti conferisce alla molecola una forma geometrica
tridimensionale con caratteristiche biologiche specifiche

L’ACQUA

Componente principale di quasi tutti gli organismi viventi, molecola a forma tetraedra.

Negli organismi viventi l'acqua fornisce sostegno, è utilizzata per eliminare i composti di scarto,
serve per la dissipazione del calore del corpo, agevola il movimento dei liquidi nei vasi e serve da
lubrificante. È il solvente delle reazioni chimiche; l'acqua permette infatti agli atomi e alle molecole
di reagire tra loro in un modo che sarebbe impossibile allo stato non disciolto e molte sono
facilmente reversibili. Negli organismi le molecole d'acqua partecipano a molte reazioni. L'idrolisi
rompe le molecole di grandi dimensioni in unità più piccole. Le reazioni di deidratazione/
disidratazione permettono a due molecole di legarsi tra loro formando una molecola più grande.

Sul pianeti si trova sotto 3 forme : gassosa ( no legami a idrogeno), solida (legami a idrogeno),
liquida (i legami a idrogeno si rompono e formano continuamente)

La ionizzazione delle molecole di acqua genera ioni ossidrile carichi negativamente e ioni idrogeno,
carichi positivamente.

I soluti si dissolvono nei solventi per formare le soluzioni. La concentrazione di un soluto è la


quantità di soluto disciolta in una data unità di volume di soluzione. Quando il solvente è l’acqua
parliamo di soluzione acquosa.

ACIDI, BASI E LA SCALA DEL PH

Un acido è una sostanza che può liberare dalle proprie molecole uno o più protoni (ioni idrogeno),
mentre una base è una sostanza che può legare uno o più ioni idrogeno. La concentrazione degli
ioni idrogeno viene misurata con la scala del pH, i cui valori sono compresi tra 0 e 14. Il pH di una
soluzione è il logaritmo negativo della concentrazione degli ioni idrogeno. In una soluzione acida il
pH è inferiore a 7 mentre una soluzione basica (alcalina) ha un pH superiore a 7, ph=7 soluzione
neutra.

I tamponi sono composti che hanno la funzione di minimizzare le fluttuazioni del pH nei fluidi degli
organismi viventi. I sistemi tampone possono aumentare o diminuire il pH a seconda della
necessità.

PROPRIETÀ DELLE MOLECOLE

I gruppi funzionali fanno parte di molecole più grandi e possiedono particolari proprietà chimiche.

La chimica organica è la scienza che studia le molecole contenenti carbonio, che si trovano negli
organismi viventi. Il carbonio ha la capacità di formare quattro legami covalenti con altri atomi,
può formare legami sia polari sia non polari.

Le quattro principali classi di molecole organiche sono i carboidrati, i lipidi, le proteine e gli acidi
nucleici. Le macromolecole sono molecole organiche di maggiori dimensioni composte da molte
migliaia di atomi. Le macromolecole sono molecole organiche di maggiori dimensioni composte da
molte migliaia di atomi. Alcune macromolecole sono polimeri perché sono formate dall'unione di
molecole più piccole chiamate monomeri.

Fosfato
I LIPIDI

sono composti organici largamente diffusi in natura, dove rappresentano una delle quattro
principali classi di composti organici. I lipidi, composti in modo predominante da atomi di idrogeno
e carbonio, sono molecole non polari e insolubili in acqua. Le principali classi di lipidi includono:

1.I grassi e gli oli, sono riserve di energia


2.I fosfolipidi, svolgono compiti strutturali nelle membrane cellulari

3.I carotenoidi e le clorofille servono alle piante per catturare energia

4. Gli steroidi, svolgono ruoli di regolazione ad es. ormoni e vitamine

I GRASSI E GLI OLI,

una miscela di trigliceridi, sono formati dal legame del glicerolo, un alcool, con tre acidi grassi. I
grassi sono solidi a temperatura ambiente e gli oli sono liquidi a temperatura ambiente

 Acidi grassi saturi , tutti i legami tra carbonio e carbonio sono legami singoli (catena
rettilinea)
 Acidi grassi insaturi, presenta doppi legami tra carbonio e carbonio (catena con curvature)

La presenza di doppi legami C=C e la lunghezza della catena carboniosa influenzano la temperatura
di fusione e la temperatura di cristallizzazione degli acidi grassi

Alcuni acidi grassi insaturi sono importanti per il metabolismo umano, per cui sono detti "acidi
grassi essenziali" e i più rilevanti sono:

•omega-3: quando l'ultimo doppio legame è presente sul terzo carbonio a partire dalla fine

•omega-6: quando l'ultimo doppio legame è presente sul sesto carbonio a partire dalla fine

I FOSFOLIPIDI,

svolgono compiti strutturali nelle membrane cellulari. Sono molecole dotate di due proprietà
chimiche contrastanti e pertanto dette antipatiche, formano il nucleo delle membrane cellulari. I
fosfolipidi possiedono una "coda" idrofoba (lontana dall’acqua) e una "testa" idrofila (interagisce
con l’acqua per formare il doppio strato)

La colina è una sostanza organica classificata come nutriente essenziale, viene denominata
vitamina J .È un costituente dei fosfolipidi che compongono la membrana cellulare e del
neurotrasmettitore acetilcolina

I CAROTENOIDI E LE CLOROFILLE,

sono pigmenti che servono alle piante per catturare energia luminosa durante la fotosintesi

LE VITAMINE E GLI STEROIDI,

Le vitamine sono sostanze organiche necessarie in piccola quantità per il normale funzionamento
dell'organismo, che non può sintetizzarle o le sintetizza in quantità non sufficienti, ma deve
assumerle dalla dieta. Le vitamine A, D, E, K sono lipidi.

Il colesterolo è uno steroide, viene sintetizzato dal fegato e svolge un ruolo importante nella
struttura di numerose membrane cellulari; esso partecipa anche alla digestione di altri lipidi. Il
colesterolo è la molecola di partenza per ottenere ormoni steroidei, quali il testosterone e gli
estrogeni

I CARBOIDRATI

Tutti i carboidrati hanno una composizione chimica che è approssimativamente un multiplo di


CH2O. Gli esosi sono carboidrati a sei atomi ai carbonio, ES glucosio C6H12 O6 ,fruttosio,
galattosio.

I carboidrati si distinguono in base al numero di monomeri in :

1-monosaccaridi, sono zuccheri semplici

Zuccheri a 3 atomi di carbonio Gliceraldeide, monosaccaride più piccolo.

Zuccheri a 5 atomi di carbonio, pentosi Ribosio deossiribosio

2- disaccaridi come il saccarosio (unione fruttosio e glucosio)

3- oligosaccaridi

4- polisaccaridi

Zucchero fosfato, amminozuccheri

I carboidrati sono composti da atomi di carbonio, idrogeno e ossigeno. La maggior parte delle
cellule può degradare i carboidrati, liberando energia e immagazzinandola sotto forma di ATP

LE PROTEINE

Ogni aminoacido presenta un gruppo amminico, un gruppo carbossilico, un atomo di idrogeno e


una catena laterale legati all’atomo di carbonio centrale. Vi sono diversi tipi di proteine:

 Enzimi, catalizzano le reazioni biochimiche


 Proteine strutturali, conferiscono stabilità e consentono il movimento
 Proteine di difesa, riconoscono sostanze estranee e vi rispondono
 Proteine di segnalazione, controllano processi fisiologici
 Proteine ricettori, ricevono segnali chimici e rispondono
 Trasportatori di membrana, regolano il passaggio di sostanze
 Proteine di accumulo, immagazzinano amminoacidi

Le proteine sono polimeri di 20 aminoacidi diversi

1. Amminoacidi con catene laterali idrofiliche e con carica elettrica positiva (arginina, lisina)
2. Amminoacidi con catene laterali idrofiliche e con carica elettrica negativa (acido
glutamminico)
3. Amminoacidi con catene laterali polari ma prive di carica (serina, tirosina)
4. Casi speciali ( cisteina, glicina)
5. Amminoacidi con catene laterali apolari idrofobiche (alanina,isoleucina)

Gli aminoacidi sono legati covalentemente uno all’altro attraverso legami peptidici che si formano
per reazioni di condensazione tra gruppi carbossilici e amminici.

La sequenza amminoacidica è LA STRUTTURA PRIMARIA di una proteina

I legami di idrogeno determinano la STRUTTURA SECONDARIA, le catene possono formare eliche o


foglietti

Curvature e ripiegature formano la STRUTTURA TERZIARIA

L’unione di due polipeptidi forma molecole proteiche più grandi LA STRUTTURA QUATERNARIA

Le proteine denaturate dal calore, da acidi o da reagenti chimici perdono la struttura terziaria e
secondaria e quindi la funzione biologica. Il processo inverso, la rinaturazione, non sempre è
possibile.

ACIDI NUCLEICI

Gli acidi nucleici DNA e RNA sono macromolecole informazionali, il DNA è il materiale ereditario,
cioè codifica l’informazione ereditaria e la trasferisce da una generazione all’altra. Sia il DNA che
I'RNA partecipano alla formazione delle proteine.

Gli acidi nucleici sono polimeri di nucleotidi, molecole formate da un gruppo fosfato, uno zucchero
e da una base azotata. La base può essere una PIRAMIDINA (CITOSINA, TIMINA ,URACILE) oppure
una PURINA (ADENINA, GUANINA). Nella formazione di un acido nucleico i nuovi nucleotidi si
aggiungono legandosi in direzione 5’-3’

RNA= RIBOSIO + BASE + FOSFATO (NO TIMINA)

DNA= DESOSSIRIBOSIO + BASE + FOSFATO (NO URACILE)

Gli acidi nucleici possono essere:

 Oligonucleotidi : Molecole di RNA che agiscono come inneschi, primer per dare inizio alla
replicazione del DNA . Molecole di RNA che regolano l’espressione genica. Molecole
sintetiche di DNA che servono per amplificare ed analizzare altre sequenze nucleotidiche
più lunghe
 Polinucleotidi Comprendono il DNA e gran parte dell’RNA Alcune molecole di DNA
rappresentano sicuramente i polimeri più lunghi del mondo vivente con centinaia di milioni
di nucleotidi

Una molecola di DNA consiste di due filamenti di nucleotidi avvolti l'uno sull'altro a costituire una
doppia elica, tenuti insieme dai legami idrogeno tra una base purinica su un filamento e una base
pirimidinica sul filamento opposto.
Le molecole di RNA sono coinvolte nella traduzione di questa informazione in istruzioni per
collegare una specifica sequenza di amminoacidi alla formazione di una catena polipeptidica
specifica. L'RNA consiste di un filamento singolo di nucleotidi. DNA TRASCRIZIONE RNA
TRADUZIONE POLIPEPTIDE

Durante la replicazione si producono due copie complete della molecola di dna. Watson e Crick nel
1953 proposero un nuovo modello di macromolecola costituita da 2 filamenti di DNA, orientati in
direzione opposta e arrotolati a spirale (doppia elica)

Alcuni nucleotidi svolgono la funzione di catalizzatori enzimatici, mentre altri, come ATP oppure
ADP, servono per immagazzinare riserve energetiche nella cellula. Due tipi di processi:

Reazioni esoergoniche= liberano energia per produrre ATP dall’ ADP,es respirazione cellulare
catabolismo

Reazioni endoergoniche= energia liberata dalla conversione ATP in ADP, es trasporto attivo e
anabolismo

Gli acidi nucleici (DNA e RNA) rappresentano il materiale genetico di tutti gli organismi e dei virus.

Il DNA associato a numerose proteine (istoni) e a una piccola quantità di RNA, forma una sostanza
detta CROMATINA

MODULO 2

Robert Hooke costruì nel 1665 un elementare microscopio, riuscendo per primo a osservare le
cellule. Spettò al naturalista olandese Leeuwenhoek, qualche anno più tardi (1673) , il compito di
descrivere cellule viventi. Schwann, il quale affermò che tutti gli organismi sono costituiti da
cellule. Pasteur grazie ai suoi esperimenti affermò che le cellule non derivano da materiale non
cellulare, esse hanno origine invece da altre cellule. Il processo che ha portato alla vita risalga a 4
miliardi di anni fa, dall’interazione tra molecole in grado di produrre macromolecole .

Il complesso dei processi di conversione della materia in energia viene definito metabolismo. È
possibile dunque rappresentare tutti gli organismi come dispositivi in grado di assumere, elaborare
e convertire materia ed energia nelle varie forme in cui esse si presentano. Due processi:

 anabolismo, che produce molecole complesse a partire da molecole più semplici utili alla
cellula
 catabolismo, che comporta la degradazione di molecole complesse in molecole più semplici
e produce energia

FOTOSINTESI= processo impiegato dai procarioti per catturare energia per sostenere il proprio
metabolismo. La formula chimica è: 6 CO2 + 6 H2O → C6H12O6 + 6 O2
La presenza di ossigeno nell'atmosfera aprì nuovi orizzonti all'evoluzione, come il metabolismo
aerobico.
Una forma molecolare chiamata ozono (O3), ha iniziato ad accumularsi con quella biatomica (O2),
nell'atmosfera. L'ozono ha formato lentamente una sorta di scudo, costituito da un denso strato di
molecole a livello stratosferico, capace di intercettare gran parte della pericolosa radiazione
ultravioletta dello spettro della emissione solare.

I primitivi organismi unicellulari si riproducevano per semplice divisione, in modo tale che la prole
risultava identica ai genitori. La comparsa della ricombinazione sessuale -cioè la combinazione tra
geni di due cellule in un singolo organismo ha fatto precocemente la sua comparsa nel corso
dell'evoluzione della vita. La riproduzione sessuale è correlata alla comparsa di variazioni e
rappresenta una delle principali caratteristiche della vita

1,5 miliardi di anni fa vi fu la comparsa delle prime cellule eucarioti,l’ipotesi è che alcuni procarioti
acquisirono dimensioni tali da consentire loro di predare per scopi alimentari cellule più piccole.

Le cellule eucariotiche dispongono al loro interno di numerosi compartimenti delimitati da


membrane. Il materiale genetico è contenuto all'interno di un comparto isolato e discreto, il
nucleo.

Le cellule procariotiche sono prive di nucleo, in genere non sono suddivise in compartimenti
interni, tuttavia vi si distingue un nucleoide, che contiene il DNA, e un citoplasma contenente il
citosol, ribosomi (le sedi della sintesi proteica), proteine e piccole molecole. Molti procarioti hanno
una parete cellulare all'esterno della cellula, alcuni presentano membrane ripiegate, per esempio
le membrane su cui avviene la fotosintesi; altri hanno flagelli da cui dipende la mobilità della
cellula.

Le cellule eucariotiche possiedono un nucleo e contengono molti organuli delimitati da membrana,


al cui interno risultano compartimentate le funzioni biologiche. Il nucleo contiene la maggior parte
del DNA cellulare. II sistema di endomembrane di cui fanno parte l'involucro nucleare, il reticolo
endoplasmatico, l'apparato di Golgi e i lisosomi – consiste in una serie di compartimenti
interconnessi racchiusi da membrane. Al suo interno vengono segregate e poi modificate le
proteine. I lisosomi contengono molti enzimi digestivi. I mitocondri e i cloroplasti sono organuli
semiautonomi al cui interno avvengono i processi energetici. In molte cellule vegetali gran parte
del volume è occupato da un vacuolo: un compartimento delimitato da membrana pieno di acqua
e di soluti.

Il citoscheletro è responsabile della forma e del movimento cellulare. I microfilamenti (actina) i


filamenti intermedi (proteine fibrose) e i microtubuli (strutture cilindriche composte da molecole
di tubulina) del citoscheletro sono responsabili della forma, della resistenza e del movimento della
cellula. I microfilamenti e i microtubuli sono caratterizzati da instabilità dinamica e possono
rapidamente aumentare o diminuire in lunghezza

Due tipi di cellule:

 cellule dell'organismo, destinate prima o poi a morire (il soma)


 cellule, praticamente eterne, della linea sessuale (i gameti)
Prima dell'affermazione dei meccanismi di sessualità, la semplice moltiplicazione cellulare, basata
sulla mitosi, poteva bastare a soddisfare le esigenze della maggioranza delle cellule. Nel caso delle
cellule specializzate per funzioni sessuali si afferma un nuovo metodo di divisione nucleare, la
meiosi. Questo dispositivo di ripartizione del materiale genetico offre nuove potenzialità di
ricombinazione del materiale ereditario per le cellule gametiche.

La funzione che consente di mantenere relativamente stabili le condizioni dell’organismo in


risposta a tali variazioni viene globalmente definita omeostasi.

Tutte le forme di vita : (1) sono composte da cellule; (2) utilizzano energia; (3) rispondono ai
cambiamenti ambientali; (4) regolano le loro condizioni interne (omeostasi); (5) crescono e si
sviluppano; (6) si riproducono; (7) si evolvono nel corso di molte generazioni.

Il nostro pianeta è popolato da milioni e milioni di forme di vita definite specie. SPECIAZIONE=
processo evolutivo grazie al quale si formano nuove specie da quelle preesistenti.

Per classificare le diverse specie i biologi raggruppano tra loro gli organismi sulla base dei rispettivi
rapporti filogenetici. 6 REGNI : EUBATTERI -ARCHEOBATTERI – PROTISTI - PIANTE – FUNGHI –
ANIMALI 3 DOMINI: -BATTERI – ARCHEA – EUCARIOTI.

L'ORGANIZZAZIONE CELLULARE

Tutte le cellule dei procarioti presentano una membrana plasmatica, una regione contenente il
DNA (la regione del nucleoide) e un citoplasma; questo contiene a sua volta: ribosomi, enzimi in
soluzione, acqua e piccole molecole. Taluni procarioti dispongono di strutture di protezione
aggiuntive: la parete cellulare, la membrana esterna e la capsula. Altri procarioti contengono
sistemi di membrane fotosintetiche e altri ancora dispongono di mesosomi.

L'organizzazione cellulare eucariotica è caratteristica degli altri quattro regni: protisti, piante,
funghi e animali. Le cellule degli eucarioti dispongono di vari comparti interni delimitati da sistemi
di membrane, compreso il comparto nucleare, nel quale è contenuta la quasi totalità del DNA. Una
delle funzioni cruciali della membrana è il trasporto, modello del mosaico fluido, la struttura di
base è costituita dal doppio strato fosfolipidico in cui sono presenti anche proteine e carboidrati.
Le code di acidi grassi idrofobiche perché apolari interagiscono nel doppio strato fosfolipidico. Le
teste dei fosfolipidi, idrofili che perché cariche o polari interagiscono con l’acqua.

Al pari delle cellule dei procarioti, quelle degli eucarioti dispongono di una membrana plasmatica,
di un citoplasma, e di ribosomi. A parte ciò, le cellule eucariotiche presentano dimensioni maggiori
e contengono una serie di organuli citoplasmatici delimitati da sistemi di membrane: il nucleo, i
mitocondri, il reticolo endoplasmatico, l’apparato di Golgi. Le cellule delle piante presentano
cloroplasti e una parete cellulare a base di cellulosa, gli uni e l’altra assenti nelle cellule degli
animali. In tutti gli eucarioti il nucleo rappresenta l’organulo cellulare caratterizzato da maggiori
dimensioni ed è sempre delimitato da un duplice sistema di membrane. Questa struttura è in
realtà una cisterna modificata del reticolo endoplasmatico che viene definita involucro nucleare ed
è destinata a disaggregarsi nel corso della mitosi. All'interno del nucleo si descrivono i nucleoli, che
rappresentano i siti di origine dei ribosomi, definitivamente assemblati nel citoplasma. I ribosomi
prendono parte alla sintesi delle proteine e possono trovarsi liberi o inseriti nelle membrane del
reticolo endoplasmatico. La lamina nucleare è un reticolo proteico formato da proteine con la
funzione di sostenere l’involucro al quale è collegata. La comunicazione tra il comparto endo- e
quello esonucleare è garantita dai pori nucleari; essi assicurano il traffico delle sostanze nei due
sensi. Nei lisosomi avviene la digestione di macromolecole, i polimeri, in monomeri per idrolisi, la
distruzione programmata di elementi della cellula è detta autofagia.

Il sistema delle membrane interne consiste di un complesso di membrane reciprocamente


correlate e dei comparti da esse delimitati.

 Il reticolo endoplasmatico rugoso (RER) presenta ribosomi associati alle sue membrane, ed
è pertanto coinvolto nella sintesi di proteine (proteine da esportare, proteine da destinare
ai lisosomi ed alla membrana plasmatica). Queste molecole entrano nel lume del reticolo
endoplasmatico, dove vengono modificate dal punto di vista chimico, vengono etichettate
e segregate all'interno di vescicole.
 Il reticolo endoplasmatico liscio (SER) è privo di ribosomi ed è impegnato nella sintesi dei
lipidi e steroidi, immagazzina ioni calcio, degrada il glicogeno, modifica chimicamente le
piccole molecole assunte dalla cellula che potrebbero essere tossiche rendendole polari,
solubili in acqua ed eliminabili.

L'apparato di Golgi, costituito dai dittiosomi, riceve prodotti dal reticolo endoplasmatico rugoso,
contenuti all'interno di vescicole la cui membrana si fonde con la prima regione cis del dittiosoma.
Nella regione intermedia- dell'apparato di Golgi, determinate molecole, per esempio carboidrati,
segnale vengono aggiunte alle proteine al fine di indirizzarle verso la loro specifica destinazione.
Dalla regione trans del dittiosoma -terza regione- si distaccano vescicole contenenti proteine
destinate a svolgere diverse funzioni nell'ambito e al di fuori della cellula.

CRIODECAPPAGGIO=  Si basa sulla possibilità di ottenere repliche fedeli delle superfici di materiali
biologici (cellule o tessuti) dopo averli congelati sotto vuoto a bassissime temperature

I mitocondri sono delimitati da un duplice sistema di membrane, una interna e una esterna come
nel caso del nucleo. La membrana interna si introflette formando delle creste. I mitocondri
contengono un corredo enzimatico che catalizza le tappe finali della respirazione cellulare e la
sintesi di ATP. Convertono l’energia assunta tramite l’alimentazione in Atp. La scissione del
glucosio inizia nel citosol, la produzione di ATP nei mitocondri impiega molecole combustibili ed
ossigeno molecolare, è detta respirazione cellulare Praticamente tutte le cellule eucariotiche
dispongono di mitocondri.

Oltre ai mitocondri, le cellule delle piante verdi contengono anche i cloroplasti, contengono un
sistema interno di tilacoidi, organizzati a dare i grana. I tilacoidi contenuti nei cloroplasti
contengono la clorofilla e le proteine che captano l'energia luminosa, utilizzata per la sintesi degli
idrati di carbonio a partire dal biossido di carbonio.

LA REPLICAZIONE DEL DNA


3 ipotesi: replicazione SEMICONSERVATIVA, conservativa, dispersiva .

DNAPOLIMERASI Quando la replicazione di DNA è ultimata il primer viene degradato e al suo


posto nuovo DNA viene aggiunto e i frammenti vengono poi attaccati. Le DNA polimerasi sono
enzimi costituiti da grosse molecole. Nell’uomo se ne conoscono diverse finalizzate a replicazione
DNA cromosomico, rimozione del primer, riparazione del DNA . La replicazione del DNA non è
perfetta! Slide 13

Prima che una cellula si divida e formi due nuove cellule, il suo DNA viene duplicato in modo che
ogni nuova cellula riceva una copia completa dell’informazione genetica della cellula originaria. La
struttura a doppia elica offre un sistema intrinseco per copiare correttamente l’informazione
genetica.

La duplicazione del DNA coinvolge un elevato numero di enzimi e altre proteine che agiscono in
maniera coordinata. La doppia elica deve essere svolta e i due filamenti devono essere separati
attraverso la rottura dei legami idrogeno delle basi appaiate. Ciascuna catena vecchia funziona
come stampo per la sintesi di una nuova. I nuovi nucleotidi vengono assemblati in una nuova
catena, complementare di quella vecchia

La riparazione del DNA è possibile perché è una molecola costituita da due filamenti
complementari. Finché una delle due catene resta illesa, potrà essere usata come stampo dagli
enzimi di riparazione per sostituire una regione alterata nella catena complementare. Se invece
sono alterati entrambi i filamenti la lesione non è riparabile. In questo caso avremo delle
mutazioni nel corredo genetico dell’individuo.

Alcune mutazioni sono causate da agenti mutageni, come le radiazioni o certe sostanze chimiche.
Le mutazioni sono ereditabili quando vengono copiate durante la duplicazione e trasmesse alle
cellule discendenti. Si possono distinguere mutazioni somatiche e mutazioni delle cellule
germinali. Solo le seconde possono essere trasmesse alla progenie. Una piccola quantità di
mutazioni è vantaggiosa perché produce una certa variazione del materiale genetico, e perché le
variazioni genetiche sono la base dell’evoluzione . Le mutazioni forniscono quindi il potenziale
strumento per l’innovazione e sono soggette a selezione naturale.

LA TRASCRIZIONE in RNA

Il DNA serve da stampo per la sintesi di un filamento complementare di RNA, con un processo
simile alla replicazione. La sintesi di RNA è detta trascrizione perché il messaggio genetico
codificato dal DNA viene riscritto sotto forma di RNA. Infine, la conversione dell’informazione
genetica contenuta nelle molecole di RNA in sequenze aminoacidiche delle proteine è nota come
traduzione.

La trascrizione avviene in 3 fasi: la rna polimerasi si lega al promotore e incomincia a svolgere i


due filamenti. La rna polimerasi si sposta verso il filamento stampo del dna in direzione 3-5,
quando raggiunge il sito di terminazione, il trascritto viene rilasciato dallo stampo.

Esempi di rna: ribosomiali rrna (legano mrna e trna, sede citoplasma),messaggeri mrna
( trasportatori della sequenza) , trasfer trna ( adattatori tra mrna e sequenze proteiche)

L’inizio della trascrizione è dato dal legame di un enzima, la RNApolimerasi, e da una sequenza di
nucleotidi di DNA che viene detta promotore. I due filamenti di DNA vengono separati, e uno di
essi servirà da stampo per la sintesi del filamento di RNA complementare. L’RNApolimerasi si
muove lungo il filamento di DNA legando i nucleotidi complementari. Quando la RNApolimerasi
incontra un segnale di terminazione sul filamento di DNA, l’enzima e il filamento sintetizzato si
staccano.

Il codice genetico è basato sui codoni Codone = successione di tre basi azotate, è universale ,
degenerato e a triplette .

La maggior parte delle cellule produce una gran varietà di m-RNA, ciascuno dei quali codifica una
proteina specifica. Il codon è una serie di tre nucleotidi successivi presente sulla molecola di m-
RNA. modificare le due estremità eliminare gli introni ( sequenze non codificanti, esoni = sequenze
codificanti). I t-RNA portano ad un’estremità uno dei 20 aminoacidi. In uno degli anelli, 3 basi
formano un anticodon, che si appaia con il codon complementare che si trova sulla molecola di m-
RNA.

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LA TRADUZIONE, 3 fasi:

1. La subunità più piccola del ribosoma si lega alla sequenza di riconoscimento dell’ mrna, il
trna si lega sul codone d’inizio AUG la subunità grande si unisce al complesso d’inizio
mentre il trna occupa il sito p.
2. ALLUNGAMENTO, l’anticodone del trna si lega al suo codone rispettivo nel sito a. il trna
non più carico si sposta nel sito, la catena polipeptidica si trova quindi nel sito p, infine il
processo si ripete.
3. TERMINAZIONE, UAA UAG UGA

Il polisoma o il poliribosoma consente di velocizzare la sintesi proteica. La maggior parte dei


polipeptidi neosintetizzati deve essere modificata per poter essere funzionale, proteolisi,
glicosilazione, fosforilazione

I GENI
L’informazione genetica comprende tutte le istruzioni ereditate per costruire proteine e altre
molecole che costituiscono le cellule di un organismo e le fanno funzionare. Le unità fondamentali
dell’informazione genetica sono dette GENI, questi determinano tutte le caratteristiche ereditarie.

DOGMA CENTRALE DELLA BIOLOGIA--- Duplicazione Trascrizione Traduzione---Dna Mrna Proteine

MODULO 5 LA DIVISIONE CELLULARE

NEI PROCARIOTI il DNA è costituito da una singola molecola o cromosoma. I procarioti si dividono
mediante scissione cellulare. Il cromosoma batterico è associato al plasma lemma, il dna
cromosomico si duplica e i punti di attacco del dna si separano, la cellula inizia a dividersi, avviene
la scissione.

NEGLI EUCARIOTI le cellule possono dividersi per mitosi o per meiosi. Il ciclo cellulare mitotico è
caratterizzato da due fasi principali: l'interfase (durante la quale le cellule non si dividono) e la
mitosi (ovvero il processo di divisione). Per la maggior parte del ciclo cellulare la cellula si trova in
interfase; a sua volta questa fase si suddivide nelle tre sottofasi: S, G1 e G2. Le cellule che non si
dividono restano nella fase g1, il passaggio alla fase s è regolato dal punto di restrizione, il dna si
replica durante la fase s , la divisione del nucleo avviene durante la mitosi.

I segnali specifici interni che regolano il ciclo cellulare sono detti Chinasi ciclinadipendenti, la
proteina chinasi è un enzima che catalizza il trasferimento di un gruppo fosfato dall’ATP ad una
proteina bersaglio.

L’apoptosi è la morte cellulare programmata Numerose cellule sono geneticamente programmate


per l’”autodistruzione” nel momento in cui non servono più all’organismo, oppure quando hanno
vissuto per un periodo così lungo da aver accumulato un carico elevato di danni che possono
compromettere la sopravvivenza dell’organismo.

fattori di crescita : le interleuchine e l’eritropoietina (doping) stimolano la divisione e la


specializzazione dei precursori dei globuli rossi e bianchi presenti nel midollo osseo.
l’eritropoietina viene sintetizzata principalmente dal rene e in minima parte dal fegato

LA MITOSI provvede alla distribuzione di copie esatte del materiale genetico. Le cellule figlie, in
effetti, presentano la stessa quantità di DNA (grazie alla reduplicazione del DNA della fase S che
precede la mitosi) e lo stesso numero di cromosomi.

La mitosi si suddivide in profase, prometafase, metafase, anafase e telofase:

Durante la profase i singoli cromosomi subiscono un processo di condensazione, alla fine del quale
risultano costituiti da due cromatidi appaiati

I cromosomi cominciano a orientarsi verso il centro del fuso

Nel corso della metafase i cromosomi si dispongono al centro della cellula con i centromeri
allineati sulla piastra equatoriale, viene rimossa la coesina rimanente che tiene attaccati i
cromatidi fratelli
Al termine della metafase i centromeri, che uniscono reciprocamente i cromatidi fratelli, si
separano, e durante l'anafase ogni membro della coppia, ora definito cromosoma figlio, migra
verso uno dei due poli della cellula lungo i microtubuli.

Durante la telofase i cromosomi iniziano a decondensarsi, l'involucro nucleare e i nucleoli si


riformano, e si originano i due nuclei figli contenenti cromosomi identici fra loro e a quelli di
partenza

LA CITODIERESI: LA DIVISIONE DEL CITOPLASMA

La divisione nucleare è generalmente seguita dalla citodieresi. Il citoplasma delle cellule animali si
divide di regola in corrispondenza di un solco del plasmalemma, causato dalla contrazione di
microfilamenti citoplasmatici. Nelle cellule vegetali la citodieresi è accompagnata dalla fusione di
vescicole e dalla sintesi di nuovo materiale della parete cellulare

LA MITOSI: RIPRODUZIONE ASESSUATA E CONTINUITÀ GENETICA

Il ciclo cellulare può ripetersi numerose volte, dando origine a un clone di cellule geneticamente
identiche fra loro. Fasi: g1 periodo di crescita cellulare prima della replicazione, S il dna si replica e
le proteine cromosomiche si duplicano, g2 la cellula si prepara alla divisione, mitosi

La riproduzione asessuata produce un nuovo organismo che risulta geneticamente identico a


quello parentale. La variabilità interindividuale si basa esclusivamente su cambiamenti genetici, o
mutazioni, che intervengono rispetto alle cellule parentali.

LA MEIOSI: RIPRODUZIONE SESSUATA E DIVERSITÀ GENETICA

Nella riproduzione sessuata, due gameti aploidi, ognuno derivante da ciascun genitore, si uniscono
in un processo definito fecondazione, per dare origine a uno zigote diploide del tutto nuovo da un
punto di vista genetico. Il numero, la forma e le dimensioni dei singoli cromosomi costituiscono
complessivamente il cariotipo di un organismo. Le cellule umane sono provviste di 46 cromosomi,
23 coppie di cui una sessuale, per i maschi xy per le femmine xx.

La meiosi provvede alla riduzione del numero di cromosomi da diploide ad aploide e al tempo
stesso assicura a ogni cellula figlia aploide un corredo completo di cromosomi. Si tratta di un
processo che coinvolge due divisioni successive.

Il DNA viene replicato durante l'interfase, prima che inizi la meiosi I . Nel corso della profase I i
cromosomi omologhi si appaiano e fra cromatidi non fratelli delle due coppie di cromosomi
omologhi può verificarsi lo scambio di materiale genetico mediante il crossing over. Durante la
metafase I gli omologhi appaiati migrano verso la piastra equatoriale, durante l'anafase I i
cromosomi, ancora costituiti da due cromatidi, migrano verso i poli opposti della cellula. Al termine
della meiosi I si sono formate due cellule, ognuna contenente un numero aploide di cromosomi,
ma ognuno di questi risulta formato da due cromatidi
Nel corso della meiosi II, i due elementi di ciascun cromosoma si separano. Non si verifica alcuna
duplicazione di materiale genetico prima della seconda divisione, che risulta peraltro simile a una
mitosi. Al termine della meiosi ogni cellula figlia contiene un numero aploide di cromosomi.

I fenomeni di crossing over danno origine a cromosomi geneticamente diversi rispetto a quelli
d’origine. Lo scambio di materiale genetico mediante il processo di crossing over da origine a un
nuovo assortimento del materiale genetico nei cromosomi ricombinanti.

La meiosi si distingue dalla mitosi per la formazione delle sinapsi e per la mancata separazione dei
cromatidi al termine della metafase I.

ISTOLOGIA

Disciplina che studia i tessuti= è un insieme di cellule che nel corso dello sviluppo ha subito lo
stesso tipo di differenziazione e che costituisce un aggregato di cellule omogenee, nato a fine’700.
Il tessuto comprende le cellule differenziate e la sostanza da esse elaborata, definita sostanza
fondamentale

La fecondazione è l'unione di uno spermatozoo aploide con una cellula uovo aploide, evento da cui
prende origine lo zigote diploide. L'ingresso di uno spermatozoo in una cellula uovo l’ attiva
metabolicamente dà inizio a una serie di rapide divisioni cellulari che producono un embrione
pluricellulare. Tutto il citoplasma dello zigote deriva dalla cellula uovo, che è ricca di sostanze
nutritive di ribosomi e di molecole, fra cui mRNA, tutti i mitocondri dello zigote derivano dal
gamete femminile dato che i maschili degenerano.

La cellula uovo dopo 24 ore dalla fecondazione si trasforma in zigote, cioè la prima cellula del
nuovo individuo, le cellule che si formano dalla divisione dello zigote sono chiamate BLASTOMERI,
successivamente passa allo stato di MORA, infine prenderà la forma di BLASTOCITI. Le cellule si
separano in due gruppi , la massa cellulare interna si trasformerà in EMBRIONE, mentre le cellule
periferiche daranno origine a uno strato cellulare che avvolge le cellule interne, definito
TROFOBLASTO

L'embrione forma tre foglietti germinativi(strati tessutali) :

 ENDODERMA, formerà il rivestimento del canale alimentare, delle vie respiratorie e del
sistema circolatorio, oltre a formare alcuni organi interni, come pancreas e fegato.
 ECTODERMA, origine al sistema nervoso, alla cute, ai peli, alle unghie, alle ghiandole
sudoripare, alle ghiandole sebacee e ai dotti galattofori
 MESODERMA, contribuisce alla formazione di molti organi, compresi vasi sanguigni,
muscoli, tessuto osseo e cuore

4 tipologie tissutali: 1-Tessuto epiteliale 2-Tessuto connettivo 3-Tessuto muscolare 4-Tessuto


nervoso

1 TESSUTO EPITELIALE
I tessuti epiteliali non sono vascolarizzati, derivano dall’ectoendoderma, si possono classificare in:

 EPITELI DI RIVESTIMENTO, formano le lamine cellulari, cioè si trovano superficialmente e


ricoprono le cavità comunicanti con l’esterno e tutta la superficie esterna dell’organismo.
Conferiscono protezione meccanica e impediscono la disidratazione ,consentono il
trasporto e l’assorbimento.
Possono essere classificati in base agli strati : monostratificati (semplici) o pluristratificati
(composti) oppure in base alla forma : pavimentosi, cubici ,cilindrici.

 EPITELI GHIANDOLARI, si dividono in ghiandole esocrine e endocrine

ESOCRINE: possono essere unicellulari,pluricellulari, possono essere classificate in base alla


forma dell’adenomero (porzione cellulare secernente) tubulari, acinose, alveolari. In base
alla complessità dell’organizzazione, semplici, ramificate e composte. Infine a seconda della
modalità di secrezione: merocrine , apocrine, olocrine.
Diverse tipi di secrezioni: - secrezione SIEROSA, secreto fluido contenente enzimi
- secrezione MUCOSA, secreto vischioso contenente
mucopolissacaridi
- secrezione MISTA
Le ghiandole sierose sono presenti lungo l’apparato digerente Le ghiandole mucose sono
presenti lungo l’apparato digerente, lungo le vie respiratorie e in molti tratti dell’apparato
genito-urinario
In alcune ghiandole l’uscita del secreto accumulato viene permessa da cellule muscolari
lisce che possono avere forma fusata o stellata.

ENDOCRINE: il messaggero chimico, destinato ad agire sulle cellule bersaglio distanti dal
luogo della sua sintesi, viene immesso nel torrente circolatorio. Sono sempre localizzate nei
pressi dei capillari sanguigni

 EPITELI SENSORIALI , Specializzati per la recezione di stimoli e per la trasmissione degli


eccitamenti alle terminazioni nervose con cui sono in contatto funzionale,es bottoncini
gustativi a livello di lingua e epitelio sensoriale nell’orecchio interno

 EPITELI MODIFICATI, cristallino o lente dell’occhio ,cellule del reticolo del timo smalto dei
denti

TESSUTO CONNETTIVO

il tessuto connettivo forma un continuum con i tessuti epiteliale, muscolare e nervoso, è


caratterizzato da abbondante sostanza intercellulare, detta sostanza fondamentale, che viene
prodotta dalle cellule connettivali, intersecata da fibre. È composto da cellule , sostanza
fondamentale amorfa e fibre
Funzioni: - supporto e connessione tra gli organi - mezzo di scambio di nutrienti e cataboliti -
protezione - riparazione dei tessuti danneggiati - accumulo di grasso – trasporto

La sostanza fondamentale è un gel in cui sono immerse le altre componenti del connettivo,
costituito da: acqua, proteine , glicoproteine, glicosaminoglicani, proteoglicani, Sali, vitamine

Le glicoproteine sono catene proteiche legate a polissacaridi ramificati, hanno funzione di


collegare le varie molecole della matrice extracellulare alla cellula in essa accolta.

I glicosaminoglicani sono lunghe catene non ramificate formate da unità disaccaridiche che
continuano a ripetersi in ordine, essendo idrofili possono legarsi molto facilmente con molecole
d'acqua, creando molecole idratate.

I proteoglicani sono macromolecole composta da un asse proteico a cui sono unite


covalentemente lunghe catene di disaccaridi

Le fibre possono essere : o inestensibili: fibre collagene e fibre reticolari

o estensibili: fibre elastiche

Il collagene è la principale proteina del tessuto connettivo negli animali. Le cellule del tessuto
connettivo sintetizzano almeno 20 tipi di collagene, le principali sono: tipo 1 ( tendini , ossa,
dentiana) tipo 2 (cartilagine) tipo 3 (pelle, polmoni)

Il tropocollagene è una macromolecola costituita da 3 catene di aminoacidi avvolte a elica,


sintetizzata dai ribosomi dei fibroblasti.

Fibre reticolare: più sottili di quelle collagene,anziché essere disposte parallelamente sono
disposte a plesso Hanno funzione di supporto dei capillari,fibre e nervi, formano la capsula di
rivestimento degli organi

Fibre elastiche: conferiscono elasticità al tessuto, sono molto sottili e resistenti . Composte da:

 ELASTINA, componente amorfa, conferisce elasticità


 FIBRILLINA, componente micro fibrillare, conferisce stabilità

Le cellule che compongono il connettivo sono diverse e si distinguono in FISSE (fibroblasti


condroblasti, osteoblasti, ad ipoblasti) e MOBILI (cellule del sangue, eritrociti, leucociti)

I fibroblasti si trovano in tutto il connettivo, sintetizzano la matrice extracellulare, possono essere


in stato di quiescenza (fibrocita) o di attività (fibroblasto), producono collagene, elastina e altre
fibre. Possono muoversi, si dividono per mitosi

TESSUTO CONNETTIVO LASSO, prevale la componente cellulare, due tipi di tessuto adiposo: bianco
e bruno.
Gli adipociti sono cellule che sintetizzano e accumulano trigliceridi. Adipociti uniloculari, formano
tessuto bianco (più diffuso) , multiloculari, formano tessuto adiposo bruno. (presente nei neonati
con funzione di produrre calore)

TESSUTO CONNETTIVO DENSO, prevale la componente fibrillare, si divide :

 REGOLARE, le fibre sono impacchettate e allineate, la sua resistenza lo rende adatto a


formare tendini (unisce muscolo a osso ) e legamenti (unione tra ossa)
 IRREGOLARE,le fibre sono intrecciate tra loro. Si riscontra in derma, capsula fibrosa

LIQUIDI, IL SANGUE

Funzioni: trofica, connessione a distanza, difesa, termoregolazione.

 Trasporta l’ossigeno dai polmoni a tutte le cellule dell’organismo


 Rimuove i rifiuti del metabolismo cellulare dai tessuti e li trasporta agli organi deputati alla
loro escrezione
 Trasporta sostanze nutritizie dall’intestino e dagli organi di deposito a tutte le cellule
dell’organismo
 Diffonde a tutte le cellule gli ormoni prodotti dalle ghiandole endocrine
 Interviene nel mantenimento dell’equilibrio idrico dell’organismo
 Interviene nei meccanismi che mantengono costante il ph dell’organismo
 Contribuisce alla distribuzione del calore prodotto dal metabolismo cellulare all’interno
dell’organismo, intervenendo perciò nei meccanismi di termoregolazione
 Contribuisce ai meccanismi di difesa dai microrganismi ed in generale ai processi
immunitari

CARATTERISTICHE, il sangue è composto principalmente dal plasma, successivamente dai globuli


rossi (eritrociti) e infine dai globuli bianchi (leucociti, difendono organismo) e piastrine (trombociti,
permettono coagulazione) . occupa l’8% del peso corporeo di un individuo, all’incirca una media di
5 l. le cellule originano nel tessuto emopoietico e terminano in organi emocateretici. Il plasma è
una soluzione acquosa complessa composta da acqua, sali, gas disciolti, ormoni, glucosio,
aminoacidi, prodotti di rifiuto, proteine del plasma. Le proteine del plasma sono: albumine,
globuline, fibrinogeno.

SISTEMA LINFATICO, è una complessa rete composta dai vasi linfatici (il più importante dei quali è
il dotto toracico), e dal tessuto linfatico. . Il tessuto linfatico si ritrova in molte strutture, quali i
linfonodi, e le parti anatomiche dedicate alla produzione e alla messa in circolo dei linfociti, come
la milza, il midollo osseo, il timo. La linfa è un tessuto che deriva dal sangue composta da proteine
grassi e cellule, ma è privo di globuli rossi, e da altri tessuti e si accumula negli spazi intercellulari di
tutto il corpo, permette di rimettere in circolo oltre 1 l di liquido al giorno a livello venoso.

capillari linfatici raccolgono la linfa e la convogliano verso dotti di calibro maggiore che sboccano in
un grande vaso, il dotto toracico, che riversa il suo contenuto nella vene succlavia sinistra. Grazie
a questo sistema di vasi la linfa viene restituita al sangue e ritorna dunque nel sistema circolatorio.
Il sistema linfatico si occupa di trasporto e difesa, sorveglianza immunologica, purificazione della
linfa, produzione e circolazione dei linfociti

CARTILAGINE , tessuto molto elastico, dotato di rigidità,in grado di supportare peso. La cartilagine
forma l'abbozzo per la maggior parte delle ossa dello scheletro umano che successivamente
verranno mineralizzate e sostituite da tessuto osseo, è costituito da cellule dette condrociti,
immerse in un'abbondante sostanza amorfa intercellulare, da essi stessi sintetizzata, formata da
fibre collagene e da una matrice amorfa gelatinosa. Non è innervato ne vascolarizzato . Due tipi di
accrescimento:

 Interstiziale, la cartilagine si espande dall’interno attraverso la divisione dei condrociti


 Per apposizione, aggiunta di cartilagine sulla superficie esterna

LA CARTILAGINE IALINA è la varietà più diffusa di cartilagine, le sue cellule sono i condroblasti, i
condrociti e i condroclasti, che sono collocati in cavità della sostanza amorfa dette lacune

LA CARTILAGINE FIBROSA si tratta di una forma intermedia tra un tessuto connettivo denso e la
cartilagine ialina

LA CARTILAGINE ELASTICA si tratta della cartilagine più elastica e flessibile

Tessuto osseo, tessuto connettivo con funzione di sostegno e protezione ma anche metabolica
(riserva calcio). Caratterizzato da leggerezza, vascolarizzato,innervato. È rivestito da uno strato
connettivo fibroso detto periostio. È costituito da cellule, disperse da una matrice extracellulare
costituita da :

 componente organica è composta da collagene I, osseina e una glicoproteina


 componente mineralizzata, che nell'adulto costituisce il 60-70% dell'intero osso, è
composta da fosfato di calcio, carbonato di calcio , fosfato di magnesio

Due tipologia di ossa:

 Ossa non lamellari: si tratta della tipologia ossea riscontrabile nell'embrione e nel feto,
oppure quella che si forma temporaneamente in seguito ad una frattura. Nelle ossa non
lamellari le fibre collagene non si organizzano in lamelle stratificate, ma decorrono in spessi
fasci intrecciati
 Ossa lamellari: questa varietà di osso è il risultato del rimaneggiamento dell'osso non
lamellare ed è quella che si riscontra nell'adulto

A seconda della disposizione delle lamelle, si distinguono:

- Il tessuto osseo lamellare semplice o spugnoso, caratterizzato da un numero limitato di


lamelle con andamento parallelo tra sé

- Il tessuto osseo lamellare osteonico o compatto, caratterizzato da un numero variabile di


lamelle disposte concentricamente attorno ad un canale centrale che accoglie un vaso
sanguigno, detto canale di Havers, costituisce l’osteone, unità fondamentale del tessuto
lamellare osteonico

TESSUTO MUSCOLARE

Il tessuto muscolare deriva dal mesoderma ed è responsabile dei movimenti volontari ed


involontari del corpo. Il tessuto muscolare è costituito da cellule specializzate, le fibrocellule, che si
contraggono sotto stimoli appropriati e contengono proteine filamentose disposte secondo un
ordine ben preciso. Tali filamenti proteici, detti miofilamenti, costituiti principalmente da actina e
miosina, hanno un orientamento parallelo alla direzione del movimento e rappresentano la
struttura contrattile della cellula. La membrana plasmatica viene indicata come sarcolemma, il
citoplasma come sarcoplasma e Il reticolo endoplasmatico come reticolo sarcoplasmatico che
avvolge a rete le miofibrille.

Nei vertebrati è il tessuto più abbondante dell’organismo, si distinguono tre tipi di tessuto
muscolare:

 TESSUTO MUSCOLARE LISCIO, è costituito da cellule sottili, dette fibrocellule muscolari


lisce, ciascuna con un unico nucleo, il citoplasma risulta omogeneo. Il meccanismo di
contrazione del muscolo liscio coinvolge l’interazione tra filamenti di actina e miosina.
Questo tessuto muscolare si trova nella parete dei vasi e dei visceri da cui il nome di
muscolatura viscerale od involontaria.

 TESSUTO MUSCOLARE STRIATO, è costituito da elementi plurinucleati, detti fibrocellule


muscolari striate o fibre muscolari, di forma cilindrica e di notevoli dimensioni che,
associandosi tra loro -costituiscono i muscoli striati. È caratterizzata da una striatura
trasversale dovuta all’alternanza regolare di bande. È costituito da : acqua, proteine ,
glucidi, grassi neutri , sali e enzimi. Il sarcoplasma è prevalente occupato da: MIOFIBRILLE
( strutture contrattili) , MITOCONDRI, GLICOGENO , GOCCIE LIPIDICHE (riserve di energia),
MIOGLOBINA ( riserva di ossigeno) RETICOLO SARCOPLASMATICO (accumulo di ioni calcio).
Epimisio , fascia connettivale che avvolge il muscolo , perimisio, tessuto connettivale
interstiziale che avvolge gruppi di fibre, endomisio setti di connettivo che avvolgono le
singole fibre. Le miofibrille presentano tratti chiari e tratti scuri chiamati, rispettivamente,
banda I e banda A. Ciascuna banda I presenta al suo interno una sottile stria, detta stria Z. Il
tratto compreso tra due successive strie Z è detto sarcomero e costituisce l’unità
fondamentale del muscolo. I filamenti di actina e miosina scorrendo gli uni sugli altri sono
responsabili della contrazione muscolare. I miofilamenti sono suddivisibili, in base a
dimensioni e composizione proteica, in due sottotipi: spessi (più miosina) e sottili (più
attivi)

La muscolatura scheletrica volontaria si contrae in seguito alla stimolazione nervosa. In


particolare attraverso il contatto dell’assone della cellula nervosa. Per la contrazione i
sarcomeri ricevono l’impulso dal cervello tramite i NERVI MOTORI. Il singolo impulso,
raggiunge la giunzione neuro-muscolare che libera un neurotrasmettitore che è l’ acetilcolina
che rende permeabile la membrana della miofibrilla agli ioni Na+ e il rapido arrivo di questi
ioni si traduce in una corrente elettrica. La zona di contatto tra neurone motore e cellula
muscolare si definisce SINAPSI NEUROMUSCOLARE o PLACCA MOTRICE

 TESSUTO MUSCOLARE CARDIACO, è una forma altamente specializzata di muscolo striato


involontario che si trova solamente nel cuore. Le cellule contengono un solo nucleo
centrale come nel muscolo liscio, e sono tra loro connesse mediante i dischi intercalari. Il
tessuto muscolare cardiaco costituisce la parete del cuore, è un tessuto muscolare striato
che ha la caratteristica non solo di contrarsi indipendentemente dalla volontà, ma anche in
modo autonomo, indipendentemente da stimoli nervosi, generando cioè al proprio interno
l’impulso alla contrazione. I nervi che giungono al cuore, rappresentati da fibre del sistema
nervoso autonomo parasimpatico (nervo vago) ed ortosimpatico, hanno solo la funzione di
accelerare o di rallentare i ritmici stimoli alla contrazione che il tessuto cardiaco genera al
proprio interno

LA MIOGLOBINA è una proteina globulare la cui funzione specifica è quella di legare


reversibilmente l'ossigeno, studiata da Kendrew , premio nobel . La mioglobina è costituita da
aminoacidici ed è costituita da una singola catena polipeptidica avvolta su sé stessa, a differenza
dell'emoglobina, che è tetramerica, da ciò deriva il fatto che la mioglobina è capace di legare solo
una molecola di ossigeno per volta. La sua funzione fisiologica è il trasporto intra-cellulare di
ossigeno in cellule specializzate (muscolari) che per espletare al meglio la loro funzione contrattile
in condizioni aerobiche richiedono che grosse quantità di ossigeno siano convogliate verso i
mitocondri per le necessità della catena respiratoria, favorisce una rapida diffusione dell'ossigeno
nelle cellule muscolari ed il suo meccanismo di azione è alquanto diverso da quello della
emoglobina. Fonti energetiche della contrazione:

 l’ATP fornisce l’energia per la contrazione muscolare nel momento in cui si scinde in ADP +
P
 Il muscolo si rifornisce dell’energia necessaria attraverso il processo della glicolisi (la
degradazione del glucosio)
 Se il muscolo si contrae in un mezzo privo di ossigeno avviene glicolisi anaerobia con
formazione di acido lattico
 Se il muscolo si contrae in presenza di ossigeno la glicolisi ( aerobia) procede oltre fino alla
formazione di 38 molecole di ATP (molta energia)
 Il muscolo scheletrico (oltre al fegato) possiede la capacità di sintetizzare glicogeno a
partire da glucosio ematico e di trattenere il glicogeno nelle sue fibre.
 Il glicogeno rappresenta quindi una forma di energia che il muscolo accumula e che gli
permette di lavorare (di contrarsi) anche quando non è disponibile immediatamente il
glucosio ematico

L’ATP deriva dunque o da un processo aerobico (o2 presente) ovvero la respirazione cellulare,
ossidazione completa, prodotti di scarto h20 e co2, produzione di energia per molecola 32
oppure tramite un processo anaerobico (o2 assente) come la Fermentazione, ossidazione
incompleta, sostanze di scarto acido lattico e co2, energia catturata per molecola 2.

IL TESSUTO NERVOSO

il tessuto nervoso costituisce il sistema nervoso che e’ organizzato anatomicamente in


CENTRALE (cervello e midollo spinale) e PERIFERICO (nervi cranici e spinali) . Svolge una
funzione assolutamente fondamentale nell’integrazione tra le funzioni e le attività dei diversi
apparati dell’organismo e nella risposta dell’organismo alle variazioni dell’ambiente che lo
circonda. È costituito da : -Cellule (Neuroni) - Fibre nervose e nervi -Sinapsi e giunzioni –
Nevroglia.

I NEURONI, unità funzionali del tessuto nervoso, cellule responsabili di ricezione e trasmissione
degli impulsi nervosi da e verso il SNC. Sono divisi in 3 zone : un corpo cellulare detto
SOMA/PIRENOFORO, dei prolungamenti detti DENTRITI, un unico prolungamento detto
ASSONE/NEURITI . I dentriti rispetto ai neuriti sono generalmente più ramificati , numerosi e
conservano le caratteristiche del corpo cellulare.

I dendriti ricevono l’informazione da altri neuroni, il corpo cellulare ospita il nucleo, il cono
d’emergenza integra l’azione d’emergenza e avvia i potenziali d’azione , l’ assone conduce i
potenziali lontano dal corpo, i bottoni sinaptici formano sinapsi con cellula bersaglio.

LE FIBRE NERVOSE, le fibre nervose sono costituite dall’assone (neurite) avvolto da varie
guaine e si uniscono a formare i nervi. La guaina mielinica è costituita dal plasmalemma di
cellule particolari che si avvolgono più volte intorno all’assone: le cellule di Schwann. Queste
cellulle si avvolgono intorno agli assoni nel SNP , formando il rivestimento mielinico, nucleo
piatto, pochi mitocondri e un piccolo apparato do golgi . (gli assoni formano la sostanza bianca,
i pirenofori la grigia)

Le fasi della mielinizzazione, la guiana ad intervallli si interrompe e queste regioni si indicano


con il nome di NODI DI RANVIER, il segmento di fibra tra i nodi di ranvier è detto internodo.

Nervo, insieme di assoni tenuti assieme da tessuto connettivo. È costituito da assoni , cellule di
schwann, fibroblasti e vasi. Il nervo presenta tessuto di sostegno che costituisce:

 ENDONERVIO,circonda i singoli assoni


 PERINERVIO,circonda gruppi di assoni
 EPINERVIO, corrisponde alla guaina.

I NEURONI, tranne quelli che muoiono nel corso della vita, hanno dunque una durata di vita che
coincide con quella dell’organismo. Si deduce che in caso di lesioni gravi che interessino i corpi
cellulari dei neuroni, le cellule nervose circostanti sono incapaci di proliferare e di riparare la
perdita di sostanza. Se, invece, la lesione è limitata all’assone, il corpo cellulare è in grado di
rigenerare il moncone periferico.
LE SINAPSI sono siti in cui gli impulsi nervosi passano da una cellula presinaptica a una
postsinaptica, situate all’estremità delle ramificazioni degli assoni. Se la cellula postsinaptica non è
nervosa, il termine più specifico è quello di giunzione

NEVROGLIA O CELLULLE GLIALI, funzione metabolica e di supporto dei neuroni, hanno la capacità
di dividersi per tutta la vita

BARRIERA EMATO-ENCEFALICA è una unità anatomico-funzionale realizzata dalle particolari


caratteristiche delle cellule endoteliali che compongono i vasi del sistema nervoso centrale e ha
principalmente una funzione di protezione del tessuto cerebrale dagli elementi nocivi presenti nel
sangue, pur tuttavia permettendo il passaggio di sostanze necessarie alle funzioni metaboliche.

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