Sei sulla pagina 1di 12

Batterio: anatomia generale La cellula batterica delimitata da una membrana e, esternamente a questa, da una parete rigida.

. Alcuni batteri possiedono anche un terzo strato di rivestimento, detto capsula. Molti sono dotati di uno o pi flagelli, strutture locomotorie lunghe e sottili, comuni anche a diversi organismi unicellulari e agli spermatozoi dei vertebrati. Dalla capsula esterna emergono estroflessioni citoplasmatiche che consentono l'ancoraggio alle superfici. Il patrimonio genetico dei batteri costituito da un anello principale di DNA e da filamenti di DNA anch'essi a forma di anello, detti plasmidi. Il mesosoma un'invaginazione della membrana plasmatica, e funge da sito di attacco per il cromosoma circolare batterico, al momento della divisione cellulare. I batteri non possiedono organuli, eccetto i ribosomi, liberi nel citoplasma, a livello dei quali si verifica la sintesi delle proteine.

I Batteri
I batteri sono microrganismi unicellulari, procarioti, detti anche schizomiceti, di dimensioni di solito dell'ordine di pochi micrometri, ma che possono variare da circa 0,2 dei micoplasmi fino a 30 micron di alcune spirochete. Secondo il sistema tassonomico proposto da Robert Whittaker nel 1969, insieme alle alghe azzurre (Cianoficee) costituiscono il regno delle Monere. La pi recente classificazione (1990) proposta da Carl Woese riconosce tre domini: Bacteria, Archaea ed Eukarya (comprendente tutti gli eucarioti, sia uni- che multi-cellulari). I prokaryota si distinguono in due gruppi principali: archeobatteri ed eubatteri. I primi vivono spesso in situazioni di temperatura e pH molto inospitali, ma hanno caratteristiche (metaboliche, genetiche, strutturali) simili agli eucarioti. Gli eubatteri comprendono la maggior parte dei restanti batteri; alcuni gruppi sono i micoplasmi, le rickettsie, gli attinomiceti, le spirochete, le pseudomonadi, e gli azotofissatori. Fra loro si distinguono per forma in

Batteri

Escherichia coli

Classificazione scientifica Dominio: Prokaryota Regno: Bacteria Divisioni/ phylum Actinobacteria Aquificae Bacteroidetes/Chlorobi Chlamydiae/Verrucomicrobia Chloroflexi Chrysiogenetes Cyanobacteria Deferribacteres Deinococcus-Thermus Dictyoglomi Fibrobacteres/Acidobacteria Firmicutes Fusobacteria Gemmatimonadetes Nitrospirae Omnibacteria Planctomycetes Proteobacteria Spirochaetes Thermodesulfobacteria Thermomicrobia Thermotogae

Bacilli: a bastoncino Cocchi: a sfera; se si dispongono a coppia si chiamano diplococchi, a catena si chiamano streptococchi, a grappolo si chiamano stafilococchi. Spirilli: a spirale Vibrioni: a virgola Spirochete: con pi curve

I batteri hanno in comune una struttura di base, che comprende una parete cellulare, che una strutura caratteristica della cellula procariote, e, al di sotto della parete, una membrana cellulare: su di essa si trovano quasi tutti gli enzimi che svolgono le reazioni metaboliche, poich i batteri sono privi di organuli intracellulari, tranne i ribosomi 70S. Manca una membrana nucleare, poich il "cromosoma" circolare e a contatto col citoplasma; possibile presenza di plasmidi esterni al cromosoma. Nel citoplasma sono presenti granuli di riserva. Possibile presenza di fimbrie o di uno o pi flagelli, atti al movimento. La parete cellulare pu essere rivestita esternamente da una capsula, formata di regola da polisaccaridi secreti dai batteri. Nel caso di Bacillus anthracis, la

Helicobacter pylori La forma allungata e ricurva giustifica il nome del batterio Helicobacter pylori, dotato di due flagelli e scoperto solo nel 1982 nella mucosa dello stomaco; l'ambiente acido gastrico non sembra danneggiare il microrganismo, qui osservato al microscopio elettronico a scansione (SEM). La scoperta della correlazione fra ulcera gastrica e presenza del batterio (si calcola, nel 90% dei pazienti) ha valso ai due ricercatori australiani Robin Warren e Barry Marshall il premio Nobel 2005 per la medicina o la fisiologia; ma, soprattutto, ha rappresentato una svolta importante nella cura dell'ulcera, che pu giovarsi di una terapia antibiotica volta a debellare le colonie batteriche.

capsula composta da polipeptidi dell'acido D-glutammico. La presenza di capsula conferisce alle colonie batteriche un aspetto "liscio" o "mucide", mentre quelle prive di capsula manifestano un aspetto "rugoso". La funzione della capsula di proteggere la cellula procariote dalla fagocitosi e dai virus. Per procedere all'identificazione del ceppo batterico, si usano le seguenti metodologie: riconoscimento a microscopio ottico od elettronico, la colorazione di Gram, la morfologia, l'aspetto della coltura, la mobilit, la capacit a produrre spore, l'acido-resistenza e l'esigenza di condizioni aerobiche o anaerobiche per la crescita; altre prove sono di natura biochimica, quali la valutazione della capacit del microrganismo di utilizzare particolari terreni (con conseguente generazione di acidi e/o gas), di produrre particolari enzimi (p. es. catalasi, fosfatasi), oppure di ridurre od ossidare determinati componenti. La colorazione di Gram una delle metodologie pi utilizzate e si basa sulla distinzione delle caratteristiche della parete: una struttura con pi peptoglicani si colora, Gram positivo; una minor presenza di peptoglicani contraddistingue i Gram negativi. Anche per questo necessario porre particolare attenzione alla preparazione dei terreni. I Batteri esseri procarioti I procarioti sono organismi unicellulari (o, al pi, coloniali) composti da una cellula di dimensioni dell'ordine del micrometro, senza nucleo o altre suddivisioni interne. Le cellule dei procarioti (tra cui i batteri), oltre che del nucleo, mancano di molte delle strutture interne tipiche di quelle degli organismi eucarioti. Pur essendo dotate di membrana plasmatica ed eventuale parete cellulare, sono prive di membrana nucleare; la molecola di DNA circolare si trova, pertanto, libera nel citoplasma, bench fissata alla membrana cellulare da una struttura detta desmosoma.Si riproducono attraverso la scissione binaria,tale riproduzione usata anche dai protisti.

Sono pure assenti i mitocondri, il reticolo endoplasmatico, i cloroplasti e l'apparato di Golgi. Bench generalmente non vi siano strutture interne limitate da membrane, nei cianobatteri si trovano numerose strutture membranose, chiamate tilacoidi, non contenenti clorofilla e altri pigmenti fotosintetici necessari a catturare l'energia solare per la sintesi degli zuccheri: tali strutture sono per invaginazioni della membrana esterna.
Staphylococcus aureus Staphylococcus aureus una specie batterica Gram-positiva patogena per l'uomo a causa sia di alcune componenti cellulari, come la cosiddetta proteina A, sia di enzimi e tossine che i batteri riversano nell'ambiente extracellulare, quali le coagulasi e le enterotossine. responsabile di varie infezioni che colpiscono la pelle, le vie respiratorie, l'apparato digerente e il sangue. Nell'immagine al microscopio ottico, si osservano cellule di S. aureus tipicamente riunite in aggregati disordinati.

Struttura della cellula batterica


Membrana cellulare o citoplasmatica

La membrana cellulare ha una struttura a mosaico fluido come quella degli eucarioti, tuttavia priva di steroli. Fanno eccezione i micoplasmi, che incorporano gli steroli nella membrana quando si sviluppano in terreni che li contengono. Le principali funzioni della

membrana sono: barriera semipermeabile, piattaforma di supporto per enzimi della catena respiratoria e delle Batteri flagellati biosintesi di [fosfolipidi] Diversi tipi di batteri flagellati, tra cui la Salmonella che qui di membrana, di polimeri vediamo, sono responsabili di della parete e del DNA. patologie sia negli animali che Le membrane cellulari batteriche formano introflessioni o mesosomi, di cui se ne distinguono due tipi: mesosomi settali, che intervengono nella formazione del setto durante la divisione cellulare; mesosomi laterali, che costituiscono una piattaforma sulla quale si associano proteine cellulari, quali DNA ed enzimi della catena respiratoria (svolgendo una funzione analoga a quella dei mitocondri). Nei batteri fotosintetici, i pigmenti fotosintetici sono posti in lamelle, che sono formate dalle introflessioni della membrana cellulare e si trovano subito sotto di essa, talora avvolgendosi a formare particelle distinte, dette cromatofori. La membrana plasmatica di tutti i batteri contiene proteine di trasporto che utilizzano il gradiente di ioni H+ o Na+ per trasportare una variet di nutrienti nella cellula. Altre proteine di trasporto utilizzano l'energia liberata dall'idrolisi di ATP per trasportare zuccheri, aminoacidi, vitamine e piccoli peptidi. Le proteine di trasporto sono dette transporters o permeasi e sono responsabili della diffusione facilitata [tipo canale o tipo carrier (uniporto)], del trasporto attivo primario, del trasporto attivo secondario (tipo simporto o antiporto) e del trasporto con fosforilazione del substrato (fosfotransferasi). Circa la met delle proteine di trasporto dei batteri appartengono al sistema di trasporto attivo primario ABC (ATPase Binding Cassette) e al sistema di diffusione facilitata/trasporto attivo secondario MFS (major facilitator superfamily). Le permeasi batteriche sono generalmente inducibili, per cui la densit delle proteine di trasporto nella membrana regolata dalla concentrazione del soluto nel mezzo e dalle necessit metaboliche della cellula. Il trasporto dal citoplasma allo spazio extracitoplasmatico comprende due sistemi di efflusso noti, entrambi presenti nella membrana citoplasmatica: sistema antiporto H+/farmaci e proteine della famiglia ABC. Le ABC permeasi trasportano sia piccole molecole che macromolecole in risposta alla idrolisi di ATP. Questo sistema di trasporto composto da due proteine integrali di membrana con sei segmenti transmembranosi, due proteine periferiche associate sul versante citoplasmatico, che legano idrolizzano l'ATP, e un proteina o lipoproteina recettoriale periplasmica (vedi sotto) che lega il substrato. Le ABC permeasi pi
nell'uomo. La Salmonella si moltiplica rapidamente all'interno dell'intestino dell'ospite causando gravi infiammazioni. Particolarmente colpiti da questo tipo di batterio sono polli e galline, che possono trasmetterlo all'uomo attraverso la carne e le uova contaminate.

Leptospira La forma a spirillo, cio elicoidale, si ritrova in alcuni generi di batteri indicati genericamente come spirochete. Questi microrganismi per la loro forma lunga e sottile possono essere visualizzati soltanto con particolari tecniche di microscopia, come il contrasto di fase che permette di osservarli in rilievo. Nell'immagine, una spirocheta Leptospira, genere che comprende batteri aerobi capaci di muoversi grazie a due flagelli intracellulari, adattati alle acque dolci neutre o leggermente alcaline, saprofiti oppure patogeni per l'uomo.

studiate comprendono il sistema di trasporto del maltosio di Escherichia coli e quello dell'istidina di Salmonella typhimurium. Dal momento che i batteri gram-positivi sono privi della membrana esterna, il recettore, una volta secreto, si perderebbe nell'ambiente extracellulare. Di conseguenza, questi recettori risultano legati alla superficie esterna della membrana citoplasmatica mediante ancore lipidiche. Poich di frequente i batteri vivono in mezzi dove la concentrazione di nutrienti bassa, le proteine ABC permettono alla cellula di concentrare i nutrienti nel citoplasma contro il gradiente di concentrazione. La superfamiglia MFS (detta anche famiglia uniporto-simporto-antiporto) comprende proteine di trasporto composte da una sola catena polipeptidica che possiede 12 o 14 potenziali segmenti transmembranosi ad alfa elica. interessata alla diffusione facilitata e al trasporto attivo secondario (simporto o antiporto) di piccoli soluti in risposta a gradienti ionici chemiostitici (principalmente gradienti di H+ o Na+): zuccheri semplici, oligosaccaridi, inositoli, aminoacidi, nucleosidi, esteri organici del fosfato, metaboliti del ciclo di Krebs, farmaci e una gran variet di
Colonia di streptococchi Nel gruppo degli streptococchi, batteri Gram-positivi, sono comprese numerose specie patogene per l'uomo, quali S. pneumoniae (pneumococco), responsabile della polmonite e di alcune forme di meningite, e S. pyogenes, agente di alcuni tipi di tonsillite, dell'endocardite, della febbre reumatica, della piodermite e della scarlattina. A seconda della specie, l'azione patogena scaturisce da componenti della capsula che riveste la cellula, oppure da composti che vengono riversati all'esterno (esotossine). Alcuni streptococchi trovano impiego nell'industria delle preparazioni alimentari, come nel caso della produzione dello yogurt e del kefir, in cui si sfrutta il metabolismo fermentativo di S. bulgaricus e S. termophilus. Nell'immagine, ottenuta al microscopio elettronico a scansione, visibile una colonia di S. pyogenes le cui cellule, di forma tondeggiante (cocchi) appaiono disposte in fila, caratteristica tipica della gran parte degli streptococchi.

anioni e cationi organici. Parete cellulare La parete cellulare presenta una struttura notevolmente diversa a seconda che si tratti di batteri gram-positivi o gram-negativi, anche se il peptidoglicano costituisce la sostanza universalmente presente nella parete cellulare dei batteri. Nei batteri gram-negativi lo strato di peptidoglicano piuttosto sottile, con uno spessore di circa 50-100 . La maggioranza dei batteri gram-positivi ha invece una parete cellulare relativamente spessa (circa 200-800 ), in cui al peptidoglicano sono covalentemente legati altri polimeri, quali acidi teicoici, polisaccaridi e peptidoglicolipidi. Esternamente al peptidoglicano i batteri gram-negativi hanno una membrana esterna di spessore di circa 75-100 . Il peptidoglicano, detto anche mucopeptide o mureina, composto da un peptide complesso formato da un polimero di aminoglucidi e peptidi. Nei batteri gram-positivi, disposto in molteplici strati, tanto da rappresentare dal 50% al 90% del materiale della parete cellulare, mentre nei gram-negativi vi sono uno o al massimo due strati di peptidoglicano, che costituiscono il 5%20% della parete. Il peptidoglicano un polimero composto da: una catena principale, identica in tutte le specie batteriche, formata da subunit disaccaridiche di N-acetilglucosamina e da acido Nacetilmuramico, unite da legami Beta, 1-4; catene laterali di un identico tetrapeptide, legato all'acido N-acetilmuramico; di solito, una serie di ponti peptidici trasversali, che uniscono i

tetrapeptidi di polimeri adiacenti. I tetrapeptidi dei polimeri adiacenti possono essere legati, invece che da ponti peptidici, da legami diretti tra la D-alanina di un tetrapeptide e la L-lisina o l'acido diaminopimelico del tetrapeptide adiacente. Le catene tetrapeptidiche laterali e i ponti trasversali variano a seconda della specie batterica. Il peptidoglicano dei batteri gram-positivi legato a molecole accessorie, come acidi teicoici, acidi teucuronici, polifosfati o carboidrati. La maggior parte dei batteri gram-positivi contiene considerevoli quantit di acidi teicoici, fino al 50% del peso umido della parete. Si tratta di polimeri idrosolubili, formati da ribitolo o glicerolo, uniti da legami fosfodiesterici. Il ribitolo e il glicerolo possono legare residui glucidici, come glucosio, galattosio o N-acetilglucosamina, e di solito D-alanina, in genere legata in posizione 2 o 3 del glicerolo oppure 3 o 4 del ribitolo. Gli acidi teicoici rappresentano i principali antigeni di superficie dei batteri gram-positivi che li contengono. La parete dei batteri gram-negativi notevolmente pi complessa, in quanto esternamente allo strato di peptidoglicano presente la membrana esterna; le due strutture sono legate dalla lipoproteina. La componente proteica della lipoproteina unita con legame peptidico ai residui di DAPA (acido diaminopimelico) delle catene laterali tetrapeptidiche del peptoglicano, mentre la componente lipidica fissata con legame covalente alla membrana esterna, del cui foglietto interno una componente importante. La membrana esterna ha la struttura tipica delle membrane biologiche. Gran parte del foglietto fosfolipidico esterno composto da molecole di lipopolisaccaride (LPS), o endotossina dei batteri gram-negativi, formato da un lipide complesso, chiamato lipide A, a cui unito un polisaccaride composto da una parte centrale e da una serie terminale di unit ripetute. Il lipide A formato da una catena di disaccaridi della glucosamina, uniti da ponti di pirofosfato, a cui sono legati numerosi acidi grassi a catena lunga, fra cui l'acido beta-idrossimiristico (C14), sempre presente caratteristico di questo lipide. La parte centrale del polisaccaride costante in tutte le specie batteriche gram-negative, mentre le unit ripetute sono specie-specifiche e sono costituite di solito da trisaccaridi lineari oppure da tetrasaccaridi o pentasaccaridi ramificati. Il polisaccaride costituisce l'antigene O di superficie e la specificit antigenica dovuta alle unit ripetute terminali. La tossicit del LPS invece dovuta al lipide A. Fra le principali proteine della membrana esterna, le pi abbondanti sono le porine. Le porine sono proteine transmembranose, organizzate in triplette, ciascuna subunit formata beta a disposizione antiparallela che dannoda 16 domini in conformazione origine ad una struttura cilindrica cava. Il canale consente la diffusione di molecole idrofiliche di p.m. < 600-700 Da (fosfati, disaccaridi,ecc.), mentre le molecole idrofobiche (compresi alcuni antibiotici beta-lattamici, come ampicillina e cefalosporine) possono attraversare la componente lipidica della membrana esterna.

Batterio della febbre tifoide Il batterio Salmonella typhi responsabile della febbre tifoide (o intestinale), una malattia infettiva acuta che si trasmette attraverso acqua, latte o cibi solidi contaminati.

Altre proteine della membrana esterna permettono la diffusione facilitata di numerose sostanze, quali maltosio, vitamina B12, nucleosidi e complessi ferro-carboniosi, mentre non sembra siano presenti sistemi di trasporto attivo. Oltre alle proteine di trasporto,sono presenti recettori per la coniugazione batterica, per i fagi e le colicine (il recettore per il fago T6 e la colicina k anche implicato nel trasporto dei nucleosidi). Tra la membrane interna e quella esterna compreso lo spazio periplasmico, parzialmente occupato dal peptoglicano con la sua porosit. In questo spazio sono presenti le proteine periplasmiche: binding-proteins, che specificamente legano zuccheri, aminoacidi e ioni, coinvolte nell'attivit recettoriale e di trasporto; enzimi, come le betalattamasi , codificate dai plasmidi. Metabolismo batterico Nei batteri non fotosintetici, l'ATP viene prodotto da reazioni di ossido-riduzione. Vi sono due meccanismi generali per la formazione di ATP negli organismi non fotosintetici: la respirazione, in cui il substrato organico o inorganico ossidato completamente (nel caso di composti del carbonio, es.glucosio, l'ossidazione completa produce CO2 e H2O) e gli elettroni sono trasportati attraverso una catena di trasporto di elettroni (catena respiratoria) fino all'accettore finale, che ossigeno, nella respirazione aerobia, o un substrato diverso (NO3-, SO4-2, CO2, fumarato), in caso di respirazione anaerobia; la fermentazione, in cui il substrato organico ossidato parzialmente e l'accettore finale di elettroni un composto organico, senza che vi sia l'intervento di una catena di trasporto di elettroni. I processi di fermentazione prendono il nome dal prodotto finale (f. lattica, alcolica, butirrica, propionica, ecc.). Nella catena respiratoria, i portatori di elettroni sono ancorati nella membrana cellulare, in modo tale che il passaggio di elettroni sia seguito dal trasferimento di protoni (H+) dal citoplasma all'esterno. Poich la membrana impermeabile ai protoni, questo fenomeno determina un gradiente di protoni. L'energia del gradiente di protoni pu essere utilizzata in diversi processi, quali la generazione di ATP (modello chemioosmotico di formazione dell'ATP) o il trasporto di soluti. L'ATP si forma quando gli H+ diffondono nella cellula attraverso le ATP sintasi, il passaggio dei protoni attraverso queste proteine determina la conversione enzimatica di ADP e Pi in ATP. L' E. coli uno dei batteri pi studiati. Gli studi hanno dimostrato che E. coli pu utilizzare diversi enzimi nella catena respiratoria, a seconda delle condizioni ambientali, in particolare della presenza o meno di ossigeno, e del tipo di substrato presente in caso di condizioni anaerobie. In condizioni aerobie, E. coli sintetizza due distinte citocromo-ossidasi (citocromossidasi o e

Neisseria meningitidis Al genere Neisseria appartengono batteri Gram-negativi di forma tondeggiante (cocchi) e riuniti a due a due. Alcune specie vivono normalmente nelle mucose dell'uomo e di altri animali; N. gonorrhoeae e N. meningitidis sono invece patogene e responsabili di gravi affezioni, rispettivamente la gonorrea, malattia venerea, e la meningite meningococcica. Nell'immagine sottoposta a colorazione artificiale, N. meningitidis al microscopio elettronico; sono riconoscibili le caratteristiche coppie di cellule.

d), mentre in condizioni anaerobie pu utilizzare nella catena respiratoria almeno cinque ossidoriduttasi terminali, che impiegano come accettori terminali di elettroni nitrato, dimetilsulfossido (DMSO), trimetilamina-N-ossido (TMAO), o fumarato. Nella catena respiratoria, un pool di chinoni (ubichinone o menachinone) accoppia l'ossidazione di NADH ad opera della NADH-deidrogenasi alla riduzione dell'accettore terminale di elettroni da parte delle ossidoreduttasi terminali. La citocromossidasi o l'enzima prevalente in condizioni ricche di ossigeno, ma con il diminuire della concentrazione di O2 i livelli della della citocromossidasi o si riducono, mentre quelli della citocromossiadasi d aumentano. In condizioni povere di ossigeno, la sintesi degli enzimi della respirazione anaerobia permette di utilizzare accettori di elettroni diversi da O2, consentendo alla cellula procariota di mantenere il pi efficiente metabolismo respiratorio in luogo del metabolismo fermentativo. sintesi delle ossidoreduttasi anaerobie nitratodipendente, nel senso che il nitrato l'accettore di elettroni preferenziale, per cui quando, in condizioni anaerobiotiche, la sua concentrazione elevata, la sintesi della nitrato-reduttasi elevata mentre quella rilascia la tossina; questa si lega a recettori presenti sulle cellule intestinali, modificandone degli altri enzimi la capacit di assorbimento dell'acqua. Tale fenomeno provoca il sintomo tipico del colera, (DMSO/TMAOla diarrea detta "ad acqua di riso", di colore biancastro. reduttasi e fumaratoreduttasi) rimane bassa. Soltanto quando il nitrato deficitario, la sintesi delle altre ossidoreduttasi aumenta. Questo tipo di regolazione degli enzimi della catena respiratoria permette di utilizzare al meglio lo spazio disponibile sulla membrana cellulare. In assenza dei substrati alternativi delle ossidoreduttasi, la cellula utilizza la fermentazione. In presenza di nitrato e in condizioni di anaerobiosi, la nitrato-reduttasi respiratoria (Nar) costituisce circa il 50% delle proteine della membrana cellulare di E. coli, mentre la formatodeidrogenasi ne rappresenta il 10% circa. Quindi, sebbene diversi donatori possano fornire elettroni alla Nar (es., NADH-deidrogenasi, succinato-deidrogenasi, lattato-deidrogenasi) il sistema formato-nitrato reduttasi riveste una grande importanza fisiologica nelle suddette condizioni ambientali. Nar composta da tre subunit proteiche: subunit catalitica NarG, che riduce il nitrato; subunit NarH, che contiene un centro [3Fe-4S] e tre centri [4Fe-4S] e trasferisce gli elettroni tra le altre due subunit; subunit NarI, che grazie ai suoi cinque domini transmembranosi ancora le altre due subunit alla membrana, inoltre contiene un citocromo b ed ossida i chinoni (ubichinone o menachinone), liberando due protoni nello spazio periplasmico. Gli elettroni sono trasferiti dai chinoni a NarI, quindi attraverso i centri Fe-S di NarH a NarG. In E. coli sono presenti due isoenzimi Nar, NarA e NarZ. Il primo isoenzima inducibile ed espresso in condizioni di anaerobiosi e in presenza di nitrato; si ritiene che sia responsabile del 90% dell'attivit nitrato-reduttasica. Il secondo isoenzima presente costitutivamente e mostra una
Vibrione del colera Il genere Vibrio, cui appartiene l'agente responsabile del colera, comprende batteri Gram-negativi, di forma ricurva, dotati di un flagello che ne permette il movimento. I vibrioni sono estremamente diffusi sulla superficie delle acque dolci e marine, che si ritengono essere il principale serbatoio anche del Vibrio cholerae. L'azione patogena di questo microrganismo si basa sulla produzione di una esotossina proteica. Dopo essere stato ingerito insieme all'acqua contaminata, il vibrione colonizza l'intestino tenue nel quale

La

modesta induzione da parte del nitrato. Il ruolo fisiologico della NarZ quello di assicurare un rapido adattamento agli improvvisi passaggi dall'aerobiosi alla anaerobiosi, in attesa che la sintesi di NarA raggiunga livelli sufficienti. La Nar dei batteri intestinali responsabile della nitrosazione delle amine alchiliche ed aromatiche a causa della sua debole capacit di generare NO. La formazione dei nitroso-composti una delle possibili cause del cancro gastrico. Sintesi del peptidoglicano La sintesi della parete cellulare nei batteri gram positive si sviluppa in 3 stadi, che si svolgono in distinti compartimenti cellulari: citoplasma, membrane cellulare e parete cellulare. La sintesi dei precursori della parete cellulare inizia nel citoplasma e porta alla formazione dell'UDP-AM-pentapeptide nucleotide di Park (UDP-MurNAc-L-Ala-D-iGlu-L-Lys-D-Ala-D-Ala). Inizialmente si verifica l'attacco dell'acetil-glucosamina all'UDP e quindi la conversione ad acido UDP-muramico per condensazione con fosfoenolpiruvato e riduzione. Gli aminoacidi del pentapeptide vengono aggiunti singolarmente, con l'intervento di uno specifico enzima per ciascun amminoacido. Il nucleotide di Parker trasferito su di un lipide della membrana cellulare, in seguito al legame fosfodiestere con un undecaprenil-pirofosfato a spese dell'UDP, cos da formare il lipide I (C55-PPMurNAc-L-Ala-D-isoGlu-L-Lys-D-Ala-D-Ala). Dopo un'ulteriore modificazione che comporta l'aggiunta di un disaccaride per interazione con UDP-GlcNAc, cos da generare il lipide II [C55-PPMurNAc(-L-Ala-D-isoGlu-L-Lys(Gly5)-D-Ala-D-Ala)- 1-4-GlcNAc], il precursore del peptoglicano, ancorato al lipide, traslocato alla superficie extracitoplasmatica della membrana cellulare. Quindi il precursore del peptoglicano incorporato nella parete cellulare, attraverso reazioni di transpeptidazione e transglicosilazione, con il contemporaneo distacco dal carrier lipidico. L'assemblaggio della parete cellulare catalizzato dagli enzimi PBP (penicillin binding proteins), localizzati nella membrana citoplasmatica. Si distinguono due gruppi di PBP, a basso e ad alto peso molecolare (HMW), enzimi bifunzionali comprendenti la classe A e quella B, che differiscono per i domini N-terminali. Le PBP HMW di classe A promuovono sia la polimerizzazione del glicano dai precursori disaccaridici (successive addizioni delle unit glicopeptidiche MurNAc(-L-Ala-D-isoGlu-L-Lys-DAla-D-Ala)-GlcNAc a C55-PP-MurNAc(-L-Ala-D-isoGlu-L-Lys-D-Ala-D-Ala)-GlcNAc) sia la transpeptidazione (cross-linking) dei peptici della parete. Questultima reazione consiste nella rimozione proteolitica della D-Ala alla estremit C-terminale del pentapeptide e nella formazione di un nuovo legame ammidico tra l'aminogruppo del peptide trasversale (crossbridge) e il gruppo carbonilico della D-Ala in posizione 4. Questa reazione il bersaglio degli antibiotici beta-lattamici che mimano la struttura della D-alanil-D-alanina. Dopo la reazione proteolitica, gli antibiotici betalattamici continuano ad occupare il residuo serinico del sito attivo delle PBP, inibendole.

Gli archibatteri
Le Archaea ( Archaebacteria ) sono una delle maggiori divisioni degli esseri viventi. Nonostante non sia ancora sicura la filogenia del gruppo, le Archaea, Eukaryota e Bacteria sono i fondamentali domini degli esseri viventi. Le archaea sono, come i bacteria, singole cellule mancanti di nucleo e assieme ai bacteria sono state in passato classificate come prokaryota o monere. Originariamente

sono state classificate esaminando gli ambienti pi estremi di vita, ma successivamente sono state trovate in tutti gli habitat. Storia Nel 1977, Carl Woese e George Fox dell'universit dell'Illinois ha condotto un'analisi filogenetica comparativa, basata sulle sequenze del DNA e dell'RNA della piccola subunit ribosomiale (subunit 16S), che ha permesso la distinzione dei procarioti in due diversi regni: Eubacteria e Archeabacteria, modificati poi nel 1990 in Bacteria e Archea. Evoluzione e classificazione In base all'analisi del DNA, gli Archaea sono raggruppati in tre ordini: Crenarchaeota, Euryarchaeota e Korarchaeota. Gli Euryarcheota sono i meglio conosciuti ed includono i metanoproduttori e gli alofili. I Crenarcheota comprendono microrganismi termofili, mentre i Korarchaeota sono ancora poco noti, poich di loro si conosce soltanto il DNA, ma nessun microrganismo stato finora isolato. Il phylum Nanoarchaeota stato creato come tentativo per descrivere alcune specie peculiari come la Nanoarchea equitans. Habitat Sebbene siano presenti in ambienti pi ospitali, come il Archaea plancton, gli Archeobatteri sono gli abitatori degli ambienti pi estremi ed inospitali della terra. I Classificazione scientifica termofili possono svilupparsi a temperature ben Regno: Archea superiori ai 100C, gli psicrofili a quelle inferiori a 10C, mentre gli acidofili e gli alcalofili crescono Phylum e Classi rispettivamente in ambienti estremamente acidi o Crenarchaeota alcalini, infine gli alofili prediligono ambienti ad Euryarchaeota elevatissima salinit, anche del 9% (l'acqua di mare ha o Halobacteria una salinit di 3,5%). Caratteristiche delle Archaea Pur mantenendo le caratteristiche dei procarioti (assenza di un nucleo distinto e di organuli citoplasmatici rivestiti da membrane, presenza di un unico filamento di DNA, strutture di rivestimento pi complesse rispetto alla cellula eucariote), date le condizioni estreme in cui
o o o o o o

Methanobacteria Methanococci Methanopyri Archaeoglobi Thermoplasmata Thermococci Korarchaeota Nanoarchaeota

possono svilupparsi, gli Archeobatteri presentano una composizione biochimica unica delle loro strutture di rivestimento, che conferisce loro una notevole impermeabilit e che li differenzia sia dai batteri che dagli eucarioti. La parete cellulare degli Archeobatteri composta da proteine, polisaccaridi o molecole peptidoglicano-simili, che al posto dell'acido muramico contengono acido talosaminouronico, mentre mancano i D-aminoacidi caratteristici dei batteri. Gli archeobatteri sono caratterizzati da una membrana citoplasmatica, in cui i diacil-fosfogliceridi (che rappresentano l'impalcatura fondamentale delle membrane degli eucarioti e dei batteri) sono sostituiti da lipidi contenenti glicerolo e isoprenoidi. A differenza dei diacil-fosfogliceridi, nei quali il glicerolo unito con legami estere a due acidi grassi, negli archeobatteri il glicerolo unito con legame etere a due isoprenoidi. Gli isoprenoidi sono lipidi costituiti da unit ripetute di 5 atomi di

carbonio (isoprene), che formano lunghe catene sature. I pi frequenti isoprenoidi negli archeobatteri sono il fitanolo (C20)e il bifitanolo (C40). Si riconoscono due tipi fondamentali di lipidi: i glicerol-di-eteri o di-fitanil-glicerol-dieteri (detti archeolipidi), che formano tipiche membrane a doppio strato, con un foglietto lipidico esterno ed un foglietto interno, simili a quelle degli altri due regni; i glicerol-tetra-eteri o di-bifitanil-diglicerol-tetraeteri, (caldarcheolipidi) in cui entrambe le estremit delle molecole degli isoprenoidi sono legate ad una molecola di glicerolo. I glicerol-tetra-eteri formano, caso unico tra gli esseri viventi, membrane monostrato, costituite da un unico foglietto, composto da una parte idrofobica interna, rappresentata dalle catane idrocarboniose degli isoprenoidi, e da una parte idrofila, a contatto con gli ambienti acquosi intra- ed extracellulare, rappresentata dalle molecole di glicerolo. Poich gli isoprenoidi dei glicerol-tetra-eteri sono costituiti da bifitanolo, lo spessore delle membrane monostrato si mantiene simile a quello delle membrane a doppio strato. La maggioranza dei glicerol-tetra-eteri contengono ad una estremit uno o pi residui glucidici legati al glicerolo (di solito l'estremit extracellulare) e all'altra estremit un gruppo fosfato esterificato all'altra molecola di glicerolo (di solito l'estremit citoplasmatica). Due specie di archeobatteri (M. jannaschii e Methanococcus igneus) contengono nella loro membrana archeoli macrociclici o glicerol-di-eteri ciclici, in cui un'unica catena isoprenoide (C40) eterificata con entrambe le estremit al glicerolo, formando una struttura ciclica. La maggioranza degli Archeobatteri che vivono in condizioni di stress ambientale moderato hanno membrane cellulari formate da glicerol-di-eteri (Archeobatteri metanogeni e alofili), mentre gli Archeobatteri che sono esposti alle pi estreme presentano di preferenza glicerol-tetra-eteri (termofili e acidofili). Negli Archeobatteri termofili, una o pi subunit isoprenoidi dei gliceroltetra-eteri Archeobatterio in fase di scissione possono formare Gli archeobatteri costituiscono un strutture cicliche gruppo di batteri adattati a vivere in condizioni ambientali estreme. sature a cinque Methanospirillum hungatii un atomi di carbonio archeobatterio metanogeno Gram(ciclopentano). negativo, presente in ambienti privi di A differenza dei diacilfosfogliceridi, che alle alte temperature divengono notevolmente permeabili all'acqua e ai protoni, i lipidi degli Archeobatteri formano una impalcatura rigida che mantiene una notevole impermeabilit anche alle alte temperature. L'aumento di permeabilit con la temperatura causato dalla maggiore mobilit delle catene idrocarboniose, in particolare dalla maggior frequenza delle isomerizzazioni trans-gauche (vedi voce fosfolipidi), che provocano momentanee soluzioni di continuit nella membrana cellulare, sufficienti per il passaggio di piccole molecole, come acqua e ioni. La rigidit della membrana degli Archeobatteri dovuta ad un minor grado di movimento delle catene idrocarboniose dei lipidi, che conseguenza della saturazione delle catene isoprenoidi e della presenza di legami etere invece che estere (= minor volume delle teste, vedi voci fosfolipidi e membrana cellulare-fluidit) e della eventuale formazione di anelli ciclopentanici. Dal momento che la massima mobilit delle catene idrocarboniose si ha al centro dei doppi strati lipidici (ovvero in corrispondenza delle estremit terminali delle catene idrocarboniose), le membrane costituite da un solo monostrato di glicerol-tetra-eteri sono in assoluto le pi rigide, in
ossigeno di paludi e stagni; esso trasforma l'anidride carbonica in metano. Nella foto, il microrganismo osservato mediante microscopio elettronico a trasmissione, e appare in fase di scissione, ovvero mentre si sta dividendo per dare luogo a due cellule figlie.

quanto entrambe le estremit delle catene idrocarboniose degli isoprenoidi sono fissate al glicerolo, che ne limita i movimenti. Anche la presenza di anelli ciclopentanici, a causa del loro notevole ingombro sterico, riduce notevolmente la mobilit delle catene isoprenoidi, con un effetto simile a quello prodotto dal colesterolo nelle membrane eucariote (vedi voce fosfolipidi). Per questo alcuni termofili possono controllare la fluidit della propria membrana, variando il numero degli anelli ciclopentanici da 1 a 8 nelle catene lipidiche. Per le stesse ragioni di stabilit, la membrana cellulare degli eubatteri termofili, che come gli Archeobatteri possono popolare ambienti ad alte temperature (>60C), quali le acque nelle vicinanze dei vulcani, contiene dialchil-di-eteri-gliceroli.

Riproduzione di un batterio Una volta raggiunta una dimensione opportuna, ogni batterio si divide in due cellule identiche, di massa pari a circa la met di quella originaria. A loro volta, le due cellule figlie si accrescono fino a dividersi ulteriormente. Un batterio si pu riprodurre ogni venti minuti circa, proliferando in colonie abbastanza grandi da essere visibili a occhio nudo.