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Capitolo 2: La cellula batterica

Cellula batterica cellula procariotica di piccole dimensioni (frazioni di micron a pochi micron) Diverse forme: - Sferica o quasi sferica: cocchi - Cilindrica: bacilli - Cilindrica, particolarmente corti: cocco-bacilli - Cilindrica, con estremit assottigliate: bacilli fusiformi - Cilindrica, con una o pi curvature lungo lasse: vibrioni e spirilli Caratteristici aggruppamenti: - Diplococco: batteri riuniti a due a due - Stafilococco: quando danno luogo ad ammassi irregolari - Streptococco: quando si dispongono a catenelle pi o meno lunghi - Diplobacillo - Streptobacillo I componenti inorganici pi importanti sono il K, Na, Mg, Ca, Fe, Zn, P, Z. Colorazioni semplici: si eseguono mettendo a contatto un unico colorante con il preparato contente i batteri da colorare. Sono il cristalvioletto, la fucsina basica e il blu di metilene. Colorazioni differenziali: si usano pi coloranti in tempi successivi Colorazione di Gram: - Il preparato viene trattato con una soluzione di cristalvioletto - Mordenza (mordenti sono quelle sostanze che formano dei composti insolubili con un colorante rendendone pi stabile lunione con il subsrato) con una soluzione di iodio e ioduro di potassio in acqua - Decolorante - Secondo colorante di colore facilmente differenziabile da quello del primo colorante I batteri colorati in violetto sono i gram-positivi, quelli che hanno il colore del secondo colorante sono gram-negativi. Causa? Diversa permeabilit degli involucri cellulari che maggiore nei gram-negativi. Il cromosoma batterico: enorme singola molecola di DNA, strettamente raggomitolata e direttamente immersa nel citoplasma. Esistono anche molecole di DNA circolare pi piccole, denominati plasmidi. Hanno relativa autonomia replicativa e sono in grado di condizionare diversi caratteri fenotipici. La membrana citoplasmatica: composizione lipidica semplice. Sono frequenti gli acidi grassi ramificati e derivati dal ciclopropano, mente gli steroli sono completamente assenti. Le proteine di membrana sono solitamente non glicosilate, quindi gli unici carboidrati presenti sono quelli che compongono i glicolipidi e glicosfingolipidi. La parete cellulare: essa condiziona la forma del batterio. - Gram-positivo: membrana citoplasmatica + grosso strato denso si elettroni apparentemente omogeneo - Gram-negativo: membrana citoplasmatica + sottile strato denso si elettroni apparentemente omogeneo + membrana esterna In entrambi i tipi di batteri allesterno c uno strato di materiale mucoso di spessore variabile che la capsula. Il componente fondamentale il peptidoglicano che un polimero. La sua unit strutturale la seguente:

Assolutamente specifico della parete cellulare batterica

tetrapeptide

Molto diffuso come costituente di diversi materiali biologici I diversi polimeri lineari sono poi collegati trasversalmente tra di loro in corrispondenza del tetrapeptide: - Legame peptidico tra D-alanina e acido meso-diaminopimelico nel tetrapeptide adiacente - Attraverso un corto peptide omopolimerico formato da 5 o 6 molecole di uno stesso aminoacido mediante legami peptidici fra gruppo carbossilico della D-alanina e aminogruppo della L-lisina del tetrapeptide adiacente. Si forma una rigida struttura che circonda la cellula batterica. Involucri esterni dei gram-positivi: la parete cellulare molto spessa ed formata da numerosi strati di peptidoglicano con intersecate minori quantit di altri polimeri, quasi tutti acidi teicoici. La struttura altamente polare e quindi si oppone al passaggio delle molecole idrofobiche mentre risulta permeabile a quelle idrofile. Entrano facilmente zuccheri ed aminoacidi. La parete lega tanti cationi che garantiscono un ambiente ionico adeguato al funzionamento degli enzimi presenti. Inoltre vengono cos tollerate concentrazioni saline dellambiente molto pi elevate di quelle tollerate dai gram-negativi. La rigidit della parete permette al batterio di vivere in ambiente ipotonico perch non si forma un flusso di acqua. Involucri esterni dei micobatteri: allesterno della membrana cellulare c uno strato di peptidoglicano che ricoperto da una struttura ricca di carboidrati che legano al peptidoglicano degli acidi grassi, gli acidi micolici. Involucri esterni dei batteri gram-negativi: la parete cellulare formata esclusivamente da peptidoglicano ed 10-25 volte pi sottile. Non in grado di contrastare il transito di molecole idrofobiche. La membrana esterna possiede una notevole capacit di resistenza ad una serie di sostanze dannose. Ha una struttura bilaminare asimmetrica. Il foglietto esterno presenta il lipopolisaccaride batterico, detto LPS. Essa consiste di tre porzioni: - Lipide A. Rappresenta lendotossina vera e propria.

- Corta catena di zuccheri che forma la parte centrale della molecola. - Lunga catena polisaccatidica con propriet antigeniche. Capsula: risulta dalla secrezione di materiale ad alta viscosit che conferisce propriet adesive a superfici particolari con la possibilit per il batterio di colonizzare. Formano biofilm. I flagelli sono caratteristici dei batteri a forma cilindrica. Possono essere batteri con flagelli polari o batteri peritrichi. Le fimbrie sono specifici organi di ancoraggio e determinano liniziale colonizzazione della superficie mucosa.

Capitolo 3: Il metabolismo batterico


Lenergia utilizzabile quella dellATP. I batteri patogeni sono tutti organismi chemiosintetici, organotrofi ed eterotrofi. Aerobiosi ed anaerobiosi: - Aerobi obbligati: possono crescere solo in presenza di aria. - Aerobi-anaerobi facoltativi: possono vivere sia in presenza sia in assenza di ossigeno libero. - Anaerobi obbligati: possono vivere solo in assenza di ossigeno. - Microaerofili: non crescono o crescono molto stintamente in presenza di aria. Da cosa dipende lanaerobiosi obbligata? - Assenza dellenzima catalasi in grado di scindere i perossidi che si producono in presenza di ossigeno. Per alcuni batteri a.o. producono catalasi. - Non viene prodotto lenzima superossido-dismutasi che protegge il batterio dalla presenza del radicale superossido libero. - Gli a.o. crescono solo con valori molto bassi di potenziale di ossido-riduzione.

Capitolo 4: La riproduzione batterica e la produzione di spore


Il materiale cromosomico ancorato alla membrana citoplasmatica. Quando la cellula si duplica, si duplica anche il punto di attacco alla membrana. I batteri in fase L sono caratterizzati dalla assenza di una parete cellulare rigida per cui essi sono molto fragili, con una forma estremamente variabile e molto sensibili a varie modificazioni ambientali. Spesso il batterio entra in fase L quando in condizioni ambientali sfavorevoli la sintesi del peptidoglicano. Produzione di spore: esclusivo di alcuni bacilli. Nel genere Bacillus il diametro della spora non eccede quello della cellula batterica (sporangio) che non appare deformata. Nel genere Clostridium il diametro della spora maggiore di quello della cellula che appare quindi ingrossata in corrispondenza della spora. Allinterno della spora c il citoplasma, circondato dalla membrana plasmatica, alla cui faccia interna addossato il materiale nucleare. C una parete cellulare rudimentale di peptidoglicano. Intorno ci sono delle membrane molto voluminose: - Cortex formata da peptidoglicani. - Due coats (interno ed esterno), composta da proteine molto stabili. - Esosporio, una membrana molto sottile di composizione fosfolipoproteica contenente acidi teicoici. Le attivit enzimatiche sono scarse ed scarso o assente il consumo di ossigeno. Non c sintesi di macromolecole. Nello stato di latenza, la spora pu sopravvivere a lungo nellambiente al riparo dei fattori ambientali nocivi. Elevata termoresistenza. Morfogenesi della spora: 1) Addensamento del materiale nucleare che si dispone a sbarra. 2) Divisione nucleare e separazione dei due nuovi nuclei. 3) Uno dei nuclei, migrato verso un polo cellulare, viene racchiuso in una porzione di citoplasma e viene separato dal resto della cellula da un setto di membrana citoplasmatica. 4) Intorno a questa formazione si depositano le diverse membrane. 5) Il materiale nucleare si dispone accollato alla faccia interna della membrana. 6) La spora viene ricoperta dallesosporio. 7) La spora liberata nellambiente e si disintegra lo sporangio. La sporificazione inizia quando si esauriscono le sostanze nutritive e si accumulano cataboliti provocando un rallentamento della moltiplicazione. La sporificazione pu essere inibita dallaggiunta di nuovi alimenti allambiente.

Capitolo 6: Genetica batterica


Plasmidi: molecola di DNA bicatenario a struttura circolare di dimensioni inferiori rispetto al cromosoma batterico. Molti plasmidi possiedono informazioni genetiche in grado di codificare prodotti utili a garantire la sopravvivenza del batterio in particolari situazioni. Sia il cromosoma che i plasmidi hanno elementi che possono traslocare da una zona allaltra del genoma. Possono causare variazioni di fase nella composizione antigenica dei flagelli. - Sequenze di inserzioni: piccoli tratti di DNA i cui estremi sono caratterizzati dalla presenza di corte sequenze nucleotidiche ripetute. - Trasposoni: elementi genetici di maggiori dimensioni. - Elementi invertibili: simili ai trasposoni ma hanno in pi un enzima peculiare, la DNAinvertasi che capace di invertire lorientamento dellelemento che lo possiede, nella sua collocazione nel cromosoma. Il trasferimento intercellulare del materiale genetico: - Trasformazione: i batteri assumono DNA presente in forma solubile nellambiente. - Trasduzione: alcuni batteriofagi possono trasferire occasionalmente geni batterici da una cellula ad unaltra. - Coniugazione: trasferimento diretto di materiale genetico attraverso un contatto fisico. Solo la trasformazione evoluta per portare al trasferimento di materiale genetico. Le altre due possono portare al trasferimento di materiale genetico ma solo come conseguenza di errori.

Capitolo 7: Lazione patogena dei batteri


Batteri a circolazione esclusivamente umana: - Infezione esogena: trasmissione di un microrganismo patogeno da un individuo inetto a un individuo sano. Le malattie a lungo decorso garantiscono la diffusione dellinfezione e quindi la sopravvivenza della specie batterica. - Infezione endogena: passaggio di un microrganismo gi presente come commensale in qualche distretto dellospite in altre sedi dello stesso. La sopravvivenza della specie batterica garantita dalla trasmissione da individuo a individuo al di fuori di situazioni morbose. Linfezione lesito della dislocazione accidentale di un batterio commensale da una zona dellorganismo, dove ospite abituale, in unaltra dove in grado di dare un processo morboso oppure di una diminuita difesa antimicrobica nella zona dove i batteri sono di norma presenti come innocui commensali. Zoonosi: trasmissione accidentale dellinfezione dallanimale alluomo. In alcune circostanze, anche batteri ambientali possono infettare accidentalmente luomo. Patogeno capace di invadere i tessuti di un organismo e di moltiplicarvisi, danneggiando in modo pi o meno grave il normale funzionamento dellorganismo ospite con la produzione di una o pi sostanze tossiche specifiche. Esistono segmenti di DNA che formano le isole di patogenicit, e sono responsabili della patogenicit batterica. I batteri patogeni si moltiplicano negli spazi intercellulari o allinterno di elementi cellulari. Colonizzazione delle mucose: le adesine sono strutture superficiali in grado di legarsi alla membrana di cellule eucaristiche o a proteine della matrice intercellulare. I materiali capsulari possono favorire ladesione batterica a superfici lisce (biofilm). I batteri che colonizzano mucose dotate di epiteli con cilia vibratili, sintetizzano sostanze con azione ciliostatica. Ancorati allepitelio mucoso, i batteri iniziano a moltiplicarsi. Si producono tossine. Penetrazione nei tessuti profondi dellospite: dopo aver distrutto localmente lepitelio, i batteri, attraverso un varco cos costruito, giungono alla sottomucosa. In alcune circostanze, possibile che i batteri penetrino direttamente nelle cellule dellepitelio mucoso. In particolari situazioni, il batterio rimane localizzato nella sottomucosa e linfezione localizzata a meno che non produca una tossina che diffonde per via ematica e porta a infezione sistemica (tossiemia). In altre situazioni i batteri possono raggiungere il torrente circolatorio e diffondere nellorganismo (batteriemia). Alcuni batteri sono in grado di presentare un certo mimetismo molecolare e antigenico, cio possiedono componenti strutturali che presentano analogie di composizione con materiali gi presenti nei tessuti dellorganismo ospite che vengono quindi difficilmente identificati come non-self dal sistema immunitario. La tossigenicit dei batteri: si considerano le tossine batteriche sensu stricto: - Esotossine: veleni batterici di natura proteica che vengono eliminati allesterno della cellula batterica e che sono dotati di una specifica azione tossica sovente legata ad una particolare attivit enzimatica. Vengono distrutte dai succhi gastrici (tranne le enterotossine stafilococciche e la tossina botulinica) . gli effetti tossici sono tipici di ciascuna esotossina. o Esotossine che agiscono a livello delle strutture della superficie cellulare: Tossina esfoliativa: tossina monomerica prodotta da Staohylococcus aureus. Porta alla sindrome della cute ustionata da stafilococco o malattia di Lyell o necrolisi epidermica acuta. rappresentata dallo scollamento di pi o meno ampie zone di epidermide in seguito a stimoli meccanici di assoluta modestia. Provoca la rottura delle proteine della matrice intercellulare dello strato granuloso dellepidermide. Tossine emolitiche: prodotte da batteri gram-positivi, il cui prototipo la emolisina alfa di Staohylococcus aureus.

o Esotossine che agiscono alterando il contenuto intracellulare di AMP-ciclico: Tossina colerica di Vibrio colera. LT di Escherichia coli. Tossina pertossica di Bordetella pertussis. Essa diffonde dalla mucosa trcheobronchiale nellorganismo e pu interagire con vari tipi di cellule provocando diverse manifestazioni in base alle modificazioni delle differenti prestazioni fisiologiche delle cellule bersaglio. o Esotossine che agiscono inibendo la sintesi proteica celluare: Tossina difterica: prodotta da Corynebacterium diphteriae. Linfezione si localizza al livello del faringe e delle primissime vie respiratorie e il batterio non mostra alcuna tendenza alla diffusione. Tossina A di Pseudomonas aeruginosa. Tossina di Shiga: prodotta da Shigella dysenteriae. o Esotossine citotossiche per azione sul citoscheletro: sono tutte tossine binarie, formate da due distinti componenti, A, active e B, binding. o Tossine neurotrope: Tossina tetanica: prodotta da Clostridium tetani, un batterio sporigeno anaerobio obbligato. La diffusione circoscritta, ma la tossina molto potente tale da diffondere nellorganismo per via ematica e tale da risalire centripetamente il sistema nervoso centrale dove blocca gli impulsi inibitori della contrazione muscolare riflessa provocando spasmi generalizzati: paralisi spastica. Tossina botulinica: prodotta da Clostridium botulinum, un batterio sporigeno anaerobio obbligato. La tossina prodotta resistente ai succhi gastrici e diffonde nellorganismo avendo come bersaglio il sistema nervoso periferico impedendo il rilascio di acetilcolina a livello della sinapsi colinergica delle giunzioni neuromuscolari. Consegue paralisi flaccida, con morte per paralisi della muscolatura respiratoria. o Esotossine che agiscono come superantigeni: Enterotossine stafilococciche. Tutte prodotte da Streptococcus pyogenes. Tossina dello shock tossico. Interagiscono con i linfociti T stimolando Tossine pirogene streptococciche. lattivazione e la conseguente moltiplicazione Superantigene streptococcico. della relativa popolazione cellulare, in una percentuale enormemente amplificata rispetto a quella che viene usualmente interessata nel corso della risposta a una normale stimolazione antigenica. Endotossine: si indica la componente tossica legata alla porzione lipidica del lipopolisaccaride che costituisce lo strato periferico della membrana esterna dei batteri gram-negativi. Il lipide A costituisce la vera porzione tossica del LPS.

Capitolo 8: I farmaci antibatterici


Esistono sostanze chimiche in grado di danneggiare selettivamente i batteri senza ledere le cellule dellorganismo parassitario. tossicit selettiva. I farmaci antibatterici agiscono inibendo una determinata via metabolica essenziale per il batterio, per cui sono attivi solo nei confronti dei batteri attivamente metabolizzanti. Due categorie: - Batteriostatici: agiscono primitivamente arrestando la moltiplicazione batterica. A concentrazioni elevate o dopo un tempo di contatto molto lungo, uccidono il batterio. - Battericidi: agiscono uccidendo i batteri. Chemioterapici prodotti per sintesi: - Sulfamidici: di tipo batteriostatico. Essi contrastano efficacemente la sintesi degli acidi folici, competendo con lacido p-amino-benzoico nei confronti dellenzima che ne catalizza linserimento nella molecola. si pens che la sintesi di chemioterapici potesse essere basata razionalmente sulla sintesi di analoghi strutturali di vari metaboliti essenziali conosciuti, gli antimetaboliti. La maggior parte di essi, per, non sono abbastanza selettivi. - Isoniazide e altri chemioterapici antimicobatterici: lisoniazide ha unazione micobattericida che dovuta alla sua analogia strutturale con la nicotinammide e la piridossamina. Viene ostacolata la sintesi di NAD e si inibiscono alcuni enzimi coinvolti nella sintesi di acidi micolici e nel conseguente aumento della fragilit della parete cellulare dei micobatteri. - Nitrofurani e nitroimidazoli: sono attivi su quasi tutti gli agenti di malattie da infezione, ad eccezione dei virus. La nitrofurantoina indicata nelle terapie delle infezioni alle vie urinarie. I nitroimidazoli agiscono interferendo con la sintesi di DNA e RNA provocando la degradazione del DNA preesistente. - Chinoloni: interazione con la girasi e con la topoisomerasi IV. Gli antibiotici: sostanze naturali prodotte da microrganismi di basso peso molecolare e caratterizzate dal fatto di possedere, a basse concentrazioni, tossicit antibatterica selettiva e di esplicare la loro azione interferendo nei processi di crescita e di moltiplicazione degli microrganismi. Possono portare ad effetti batteriostatici reversibili o battericidi. - Beta-lattamici: o Penicilline: la molecola caratterizzata da un nucleo fondamentale di acido 6aminopenicillanico (L-cisteina + D-valina in una struttura biciclica beta-lattamicodiidrotiazinica). Differiscono per il radicale acilico condensato nel gruppo aminico. Lanello beta-lattamico il punto debole e il legame CO-N spezzato dalle betalatamasi. Le penicilline ad ampio spettro sono rappresentate essenzialmente dalle aminopenicilline, dalle carbossipenicilline, dalle ureidopenicilline e dalle sulfossipenicilline. Esse sono attive anche sui gram-negativi. Ogni penicillina ha una affinit selettiva per una o pi PBP e quindi il blocco della sintesi del peptidoglicano pu interessare prevalentemente la sintesi dei setti intercellulari o i vari punti di crescita alla periferia del batterio. Levento finale la lisi della cellula batterica.

o Cefalosporine e cefamicine: hanno uno spettro dazione simile alle penicilline con laggiunta dei batteri gram-negativi e una certa resistenza ad alcune beta-lattamasi. Le cefamicine sono prodotte da streptomiceti. o Tienamicina: prodotto da Streptomyces cattleya o Imipenem: comprende i gram-negativi e i gram-positivi, aerobi e anaerobi, con specifica attivit su Pseudomonas. Resistente allattivit delle beta-lattamasi. o Acido clavulanico: modesta azione antibatterica con notevole potere inibente su numerose beta-lattamasi con le quali si combina in modo stabile e pu essere usato in associazione con penicilline ad ampio spettro che esso protegge dallazione delle betalattamasi. o Moxalactam: spettro dazione particolarmente ampio, spiccata resistenza alle betalattamasi. o Monobattamici: monociclici. o Aztreonam: notevole attivit nei confronti dei gram-negativi. Antibiotici che inibiscono la sintesi di peptidoglicano: o Fosfomicina: agisce bloccando una fase molto precoce del processo di sintesi del peptidoglicano. o Cicloserina: analogo strutturale della D-alanina. Impedisce la isomerizzazione da Lalanina a D-alanina e la formazione del dimero della D-alanina necessario al completamento del pentapeptide nellunit basale del peptidoglicano. o Vancomicina e ristocetina: glicopeptidi prodotti da actinomiceti che si complessano al dimero D-alanina-D-alanina terminale del pentapeptide dellunit basale del peptidoglicano impedendo le operazioni terminali che portano allinserimento dellunit basali nella zona di accrescimento del peptidoglicano, provocando un accumulo di molecole dellunit basale del peptidoglicano legate al vettore lipidico dal quale ne viene impedito il rilascio. o Bacitracina: inibisce la de fosforilazione del vettore lipidico dellunit basale del peptidoglicano, impedendone il rientro nel ciclo biosintetico. Inibizione della sintesi si DNA: o Novobicina: antibiotico prodotto da Streptomyces niveus e spheroides. Ha una certa tossicit. battericida perch inattiva la girasi o la topoisomerasi II del batterio. Inibizione della sintesi di RNA: o Rifamicine: attivi nei confronti dei gram-positivi e gram-negativi. Si lega alla subunit beta della RNA-polimerasi batterica. abbastanza selettiva. Inibizione della sintesi proteica: o Tetracicline: inibiscono la subunit 30S. Viene impedito lattacco dellaminoacil-RNA-t a livello del codone iniziatore. o Aminoglicosidi: inibiscono la subunit 30S. prodotti da Streptomyces o Micromonospora. Spettro dazione esteso a gram-positivi e gram-negativi. I principali sono streptomicina, gentamicina

o Macrolidi: inibiscono la subunit 50S. Portano a disaccoppiamento del processo di formazione del legame peptidico con lattacco di nuovi ribosomi allo RNA-messaggero. I principali sono eritromicina, oleandomicina, spiramicina, azitromicina, claritromicina. Lo spettro di azione come quello delle penicilline a cui si aggiungono i gram-negativi. Hanno azione batteriostatica. o Cloramfenicolo: inibiscono la subunit 50S bloccando la peptidil-transferasi. Ampio spettro di attivit che comprende i gram-negativi e positivi. o Lincosamidi: inibiscono la subunit 50S. Batteriostatici, con spettro di attivit simile ai macrolidi.

Capitolo 9: Disinfezione e sterilizzazione


Disinfezione: qualsiasi procedimento che si prefigga la uccisione di microrganismi patogeni presenti nellambiente. Si ottiene mediante limpiego di adatte concentrazioni di particolari sostanze chimiche. Portano a molteplici meccanismi: - Denaturazione delle proteine; - Ossidazione di gruppi sulfidrilici liberi o di altri gruppi funzionali di enzimi; - Alterazione delle membrane per solubilizzazione dei lipidi, per il processo di propriet tensioattive. Sterilizzazione: qualsiasi procedimento che si prefigga la distruzione di tutti i microrganismi presenti in un determinato materiale. Possono essere impiegati mezzi chimici come la esposizione a vapori di formaldeide o allossido di etilene in forma gassosa, ma pi spesso si utilizzano mezzi fisici come il calore e la filtrazione. - 2 ore a 180 C - 3 ore a 140 C