Sei sulla pagina 1di 38

Docente: Anna Rita Graziani

Corso di psicologia sociale


Capitolo 9
L’influenza sociale: maggioranza vs minoranza

1
L’influenza sociale
Conformismo e forza della maggioranza
Lo studio scientifico del conformismo risale ai contributi di Sherif
(1935) e Asch (1952).

Sherif (1935):
• Nei momenti di transizione sociale, in cui i valori già condivisi sono
messi in discussione e sembrano mancare punti di riferimento 
come si formano nuove norme per orientare il comportamento
delle persone?
Esperimento sull’effetto autocinetico
Un individuo in una sala oscura senza alcun punto di riferimento deve
valutare il movimento apparente di un punto luminoso proiettato su
uno schermo bianco.

2
L’influenza sociale

L’esperimento dell’ «effetto autocinetico»


Allport (1924): i giudizi espressi dalle persone sono meno estremi
quando vengono espressi in presenza degli altri membri del gruppo
di appartenenza anziché da soli.
Sherif: il fenomeno della tendenza alla uniformità dei giudizi si
origina dallo sviluppo spontaneo delle norme sociali che avviene:
• quando un gruppo si forma ex-novo;
• quando i membri di un gruppo esistente si trovano in una nuova
situazione non prevista dalle norme di gruppo.
Funzione delle norme del gruppo: indicare ai membri quali sono le
credenze, le emozioni e i comportamenti appropriati nelle diverse
situazione in cui possono venire a trovarsi.

•3
L’influenza sociale
Obiettivo di verificare 2 ipotesi concorrenti:
• i membri del gruppo, tramite i loro contatti, si influenzano a
vicenda e finiscono per comportarsi tutti nello stesso modo;
• i membri del gruppo, nonostante i loro contatti, mantengono
ciascuno le proprie posizioni indipendenti e finiscono per
comportarsi in modo diverso l’uno dall’altro.
Metodo
Soggetti: studenti universitari maschi
Misure: situazione del mondo reale percettivamente ambigua e
riproducibile in laboratorio  Effetto autocinetico: illusione ottica che
si produce osservando una piccola sorgente luminosa nella
completa oscurità (lo stimolo viene percepito senza che nel campo
visivo ne appaia almeno un altro, in rapporto al quale localizzare il
primo) => falsa impressione che la luce si sposti in diverse direzioni.
•4
L’influenza sociale

Procedura:
• soggetti in una stanza buia, seduti a un tavolo con un pulsante
• presentazione dello stimolo: luce proiettata su uno schermo
proveniente da un foro su una scatola
• consegne: il soggetto deve avvertire lo sperimentatore, premendo
il pulsante, quando vede muoversi il punto luminoso e
successivamente valutare di quanti centimetri si è spostato.

Disegno sperimentale:
analisi dell’ampiezza del movimento “autocinetico” percepito dai
soggetti in 2 diverse condizioni sperimentali:

•5
L’influenza sociale
1) Da soli:
Scopo: comprendere la tendenza comportamentale di base
dell’individuo in situazioni nuove e ambigue. L’ampiezza del
movimento è giudicata in modo casuale o costruendo e
seguendo una norma di giudizio personale?
Soggetti: (N=20) da soli
100 ripetizioni del compito sperimentale per 3 giorni contigui.
2) In gruppi da 3:
Quesiti: nella condizione di gruppo i giudizi dei membri sono
indipendenti o viene stabilita una norma di giudizio di gruppo?
E quale norma (individuale o di gruppo) influenza maggiormente
il giudizio quando la situazione cambia?
(riproduzione in laboratorio del processo di formazione di una
norma sociale nella realtà).
soggetti (N=40): 20 prima da soli poi in gruppo / 20 prima in
gruppo poi da soli.
100 ripetizioni del compito sperimentale per 4 giorni contigui
(3+1). •6
L’influenza sociale
Risultati
1) Gli effetti della condizione sperimentale “individuale”:
Non disponendo di altri punti di riferimento o norme sociali
preesistenti, ogni soggetto nel primo giorno di sperimentazione
elabora un proprio punto di riferimento valutativo (“norma
individuale”), che utilizza per le valutazioni nei giorni successivi.
2) Gli effetti della condizione sperimentale “di gruppo”:
a. i soggetti della sequenza individuale → di gruppo
abbandonano la propria norma di valutazione individuale
quando effettuano le valutazioni in gruppo, convergendo
verso la media delle valutazioni di ciascuno.
b. i soggetti della sequenza di gruppo → individuale
costruiscono una norma “di gruppo” che ciascuno
interiorizza come propria senza rendersene conto. Tale
norma viene utilizzata anche successivamente nelle
valutazioni individuali. •7
L’influenza sociale
Discussione dei risultati
La convergenza delle valutazioni dei soggetti nella sessione di
gruppo è l’effetto della spiacevole sensazione di percepirsi come
membri devianti del proprio gruppo sperimentale.
Questo effetto è genuinamente sociale poiché:
• la convergenza verso la norma di gruppo si è generata col
tempo (non istantaneamente);
• la convergenza verso la norma di gruppo non è stata
determinata dall’influenza individuale di alcuni membri del
gruppo (status più elevato): i soggetti non si conoscevano e tutti
convergono allo stesso modo;
• nessun membro del gruppo si è accorto della convergenza
valutativa prodotta (intervista finale).
L’effetto di convergenza o normalizzazione è una risposta logica
nella situazione ambigua.
•8
L’influenza sociale
Sherif concettualizza i risultati ottenuti come l’effetto di schemi di
riferimento.
Norme di un gruppo sociale:
• schemi cognitivi condivisi da tutti i membri del gruppo
• svolgono una funzione adattiva: orientano nella stessa direzione
opinioni, emozioni, comportamenti dei membri del gruppo nelle
diverse situazioni
• la loro formazione coincide con l’elaborazione collettiva di uno
schema di riferimento normativo utilizzabile da tutti i membri
Sherif per primo individua la natura dei processi di controllo sociale
che ogni gruppo, attraverso le norme, mette in atto nei confronti dei
propri membri.
Le norme di un gruppo sono infatti in grado di determinare la
percezione del mondo fisico e sociale da parte dei membri <=
meccanismi psicologici sottili ma potentemente costrittivi.
•9
L’influenza sociale
Asch (1952): ipotesi iniziale che ci siano dei limiti al conformismo 
in una situazione priva di ambiguità le persone avrebbero risolto il
problema in modo razionale.
I risultati invece lo portarono ad affermare che i fenomeni di
convergenza delle norme e i fenomeni di consenso sociale sono
spiegabili come processi razionali

Esperimento  si crea una situazione di compito percettivo non


ambiguo: 8 individui giudicano quale di 3 linee verticali di diversa
lunghezza è uguale ad una linea standard. Giudizio espresso
pubblicamente.

• Condizione sperimentale: 8 partecipanti. 7 complici dello


sperimentatore danno risposte sbagliate e unanimi (12 prove). Per
6 prove risposte neutre per non insospettire.
• Condizione di controllo: ciascun soggetto (37) dà risposte non
concordate al compito percettivo. 10
L’influenza sociale

2
3
1

Linea standard Linee di confronto


11
L’influenza sociale
Risultati:
Nella condizione sperimentale, il 76% dei soggetti si conforma
almeno una volta alla maggioranza. In media, nelle 12 prove, il
conformismo viene scelto da un 1/3 dei soggetti.
La spinta a conformare il proprio giudizio a quello degli altri è:
• Un processo di ragionamento e non di suggestione
• Determinato da informazioni sulla realtà
Per molti anni, lo studio dell’influenza sociale si è basato sul
paradigma sperimentale di Asch.

Evidenza percettiva
Giudizio
Realtà sociale
(consenso maggioritario)
12
L’influenza sociale

Secondo Deutsch e Gerard (1955) è necessario distinguere tra:


• influenza informativa: la forza che spinge un individuo isolato ad
accettare le informazioni degli altri come prova circa la realtà 
produce conversione.
• influenza normativa: la forza che spinge un soggetto, in quanto
membro di un gruppo, a rispondere alle attese positive di uno o
più membri del proprio gruppo  produce acquiescenza.
Replica dell’esperimento di Asch  3 condizioni:
1. Giudizi espressi senza essere visti;
2. Giudizi espressi in situazione faccia a faccia;
3. Giudizi espressi senza essere visti ma come membri di un
gruppo.
Risultati: livelli crescenti di conformismo.
13
L’influenza sociale
Moscovici (1976) individua 5 caratteristiche alla base di una
concezione funzionalista dell’influenza sociale:
1) L’influenza sociale è distribuita in modo disuguale e viene
esercitata secondo una modalità unilaterale (comportamentismo)
• Solo chi ha potere esercita influenza
• Chi ha il potere costituisce la maggioranza in grado di
influenzare la minoranza
• Chi non ha potere o si adegua oppure si pone in posizione di
marginalità
2) La funzione dell’influenza sociale è quella di mantenere e
rinforzare il controllo sociale.
• Gli individui formano un gruppo solo grazie al controllo sociale
• Approccio di tipo struttural-funzionalista: la pressione
all’uniformità è funzionale e necessaria al mantenimento del
gruppo.
14
L’influenza sociale
3) Le relazioni di dipendenza determinano la direzione e la rilevanza
dell’influenza sociale esercitata in un gruppo
• Chi sta in alto alto esercita maggiore influenza rispetto a chi sta
più in basso nella gerarchia. Chi sta in alto influenza chi sta più
in basso.
• Asimmetria legata a status, competenza e informazione:
• Esempio: esperimento di Milgram (1964) sull’obbedienza
all’autorità

4) Il consenso che l’influenza è tesa a raggiungere è basato sulla


norma dell’obiettività.
Quando non c’è una verità obiettiva, gli individui cercano una verità
convenzionale sulla base dell’ampiezza di consenso che l’opinione
riceve: Teoria del confronto sociale (Festinger, 1954)

15
L’influenza sociale
5. Tutti i processi di influenza sono visti nella prospettiva del
conformismo, e il conformismo è considerato sottofondo
comune di questi processi
• Ogni forma di influenza porta al conformismo
• Ogni cambiamento del comportamento e delle credenze è in
direzione del gruppo ed è il risultato di una pressione di
gruppo reale o immaginaria.

Secondo Moscovici il “modello funzionalista dell’influenza sociale”:


rappresenta una visione troppo riduttiva e meccanicistica
dell’influenza sociale.
Non spiega i fenomeni di innovazione nei gruppi.
⇒ Spiegazioni fornite all’interno del paradigma conformista:
Modello del credito idiosincratico di Hollander (1958,1960) 
concezioni elitarie dell’innovazione.

16
L’influenza sociale

Il modello funzionalista sostiene paradossalmente che il potere è


causa ed effetto dell’influenza.
Certo chi ha potere è maggiormente in grado di controllare chi
non ne ha, ma è influenza o conformismo?

Le basi dell’influenza possono essere anche altre, per esempio il


prestigio o carisma.

E’ possibile che processi di innovazione sociale siano introdotti


attraverso l’influenza delle minoranze?

Moscovici contrappone al modello funzionalista dell’influenza


sociale il modello genetico dell’influenza sociale

17
L’influenza sociale
Modello genetico dell’influenza sociale
• Superare i limiti del modello funzionalista
• Affrontare nuovi problemi che il modello funzionalista non
considera
Secondo il modello genetico infatti tutti i membri di un gruppo sono:
• Sia portatori di influenza
• Sia bersagli di influenza
L’influenza quindi:
• Non è necessariamente asimmetrica cioè: dalla maggioranza alla
minoranza
• Non è solo funzionale al conformismo, all’uniformità e al controllo
sociale ma anche al cambiamento sociale e all’innovazione.
L’innovazione perseguita da una minoranza attiva mette in
discussione le norme esistenti per superarle VS devianza.
18
L’influenza sociale
L’influenza maggioritaria presuppone una collaborazione (almeno
apparente) tra chi riceve influenza e chi la esercita
VS l’influenza minoritaria definisce una posizione antagonista e
alternativa a quella della maggioranza.

Conflitto Negoziazione
Antagonismo
maggioranza interindividuale o
-minoranza intergruppi

Negoziato: ogni partner ha la possibilità di proporre il proprio sistema di


riferimento accettando o rifiutando quello dell’altro
La spiegazione dei processi di influenza è spostata da fattori
predeterminati (assetto del gruppo e potere) al negoziato che ha
luogo nell’interazione sociale.

19
L’influenza sociale
In questa prospettiva, secondo Moscovici
• la maggioranza non è intesa solo in senso quantitativo, ma
come gruppo che assume e diffonde le norme dominanti.
• la minoranza non è intesa solo in senso quantitativo, ma come
gruppo portatore di una alternativa alle norme dominanti;

Quando si tratta della minoranza, l’influenza non è fondata su


relazioni di potere ma sui significati che emergono dall’insieme dei
comportamenti dei soggetti (minoritari) durante le interazioni con i
loro interlocutori

Importanza dello stile di comportamento adottato dalla minoranza


nell’interazione e nei negoziati con la maggioranza:
Consistenza (=coerenza e persistenza)
=> prestigio, attrazione => influenza.

20
L’influenza sociale

Consistenza del comportamento della minoranza:


1. Sul piano sincronico = consenso stabile, unanimità totale
nell’espressione delle posizioni minoritarie  coerenza
2. Sul piano diacronico = ripetizione ferma, sistematica e non
contraddittoria di una risposta in situazioni diverse e per periodi di
tempo prolungati  persistenza

Tale coerenza fornisce informazioni


• Sul modo di vedere la realtà della minoranza
• Sulla minoranza stessa: impegno nella posizione assunta,
fermezza e sicurezza anche al prezzo sacrifici personali (per es.
subire rappresaglie, incomprensioni, derisione)

21
L’influenza sociale
Esperimento di Moscovici, Lage e Naffrechoux (1969)
sull’effetto della consistenza diacronica (persistenza)
Gruppo di 6 persone: 4 soggetti naifs + 2 complici
Compito: di che colore sono le macchie proiettate su uno schermo
(blu non ambigue).
• Condizione minoranza coerente che dice sempre che la macchia
è verde. Risultati: 8% di influenza.
• Condizione minoranza non coerente (24 risposte verdi su 36).
Risultati: nessuna influenza.
Prova post-sperimentale: giudicare il colore di 16 pastiglie (delle
quali 3 blu, 3 verdi e 10 intermedie fra blu e verde).
Risultato: anche i soggetti che non erano stati influenzati
pubblicamente nella prima prova tendevano a spostare la soglia di
discriminazione tra i colori blu e verde.
22
L’influenza sociale

I risultati dell’esperimento di Asch, reinterpretati, confermano l’idea


della consistenza sincronica (coerenza):
I giudizi unanimi della maggioranza numerica sono in contrasto con
le norme dominanti => si tratta di influenza che si realizza tramite la
coerenza delle risposte sbagliate.

Esperimenti di Allen e Levine (1968) e Allen (1975)  in che misura


la rottura del consenso permette al soggetto di sottrarsi alla
pressione della maggioranza?
• Condizione sperimentale di Asch
• Condizione sostegno sociale: 1 dei collaboratori dà la risposta
corretta (non consistente) => influenza minore.

23
L’influenza sociale
Perché la consistenza minoritaria abbia effetto:
• deve essere riconosciuta dalla maggioranza
• devono essere attribuito al comportamento della minoranza
caratteristiche di sicurezza e autonomia

Mugny (1982): una minoranza deve confrontarsi:


• Sia con la maggioranza che detiene il potere
• Sia con la maggioranza numerica della popolazione

Stile di negoziato adottato dalla minoranza:


• Rigidità della minoranza: si contrappone non soltanto al potere
ma anche alla popolazione; è intransigente e rifiuta il
compromesso => considerata estremista, fatica a esercitare
influenza perché genera conflitto emotivo.
• Flessibilità della minoranza: si contrappone al potere ma è
disponibile a comunicare con la popolazione per non accentuare
il conflitto => può esercitare influenza.
24
L’influenza sociale
Esperimenti di Mugny (1974) e Papastamou (1979)
Messaggi sull’inquinamento ambientale attribuiti ad un gruppo
minoritario:
• Stile rigido: «Bisogna chiudere le industrie che non rispettano le
norme di protezione ambientale»
• Stile flessibile: «Bisogna obbligare chi costruisce automobili ad
attrezzare i veicoli con accorgimenti anti-inquinamento»
Prima e dopo avere letto le comunicazioni i soggetti compilavano
un questionario con item diretti ed indiretti sul problema
dell’inquinamento.

Risultati: la minoranza flessibile è più influente di quella rigida, sia


direttamente che indirettamente (anche se un’influenza indiretta
emerge in entrambe le condizioni).

25
L’influenza sociale
Perché lo stile flessibile è più efficace dello stile rigido?
Strategie di Screditare la
Posizione rigida Conflitto riduzione del minoranza
conflitto

Le minoranze vengono screditate attraverso:


• l’attribuzione di un errore sistematico (es. dogmatismo)
• La naturalizzazione (Doise, Deschamps e Mugny, 1978)
Attribuendo la causa dei comportamenti a proprietà idiosincratiche
stabili della minoranza si svaluta la sua credibilità:
• Biologizzazione (es. perché è una donna, perché è tarato)
• Psicologizzazione (es. per il carattere, per intelligenza limitata)
• Riduzione al sociologico (es. perché è un comunista).

Gli effetti negativi della rigidità si riducono quando:


• La posizione minoritaria è presentata come originale
• La posizione è proposta da diverse minoranze indipendenti. 26
L’influenza sociale
Il modello genetico intende spiegare, tramite la consistenza dello stile di
comportamento della fonte, sia l’influenza minoritaria che quella
maggioritaria.
Livelli diversi di influenza: condiscendenza e conversione
La consistenza maggioritaria produce condiscendenza:
• Un cambiamento a livello manifesto (sociale)
• Raramente a un cambiamento a livello profondo
La consistenza minoritaria produce conversione:
• Un cambiamento a livello latente (profondo)
• Qualche volta a un cambiamento a livello manifesto
Esperimento dell’after-effect cromatico (Moscovici e Personnaz, 1976)
Cos’è l’after-effect? Se si fissa un colore per alcuni secondi e poi si fissa
uno schermo bianco si percepisce il colore complementare:
Se si fissa il Blu  after-effect giallo-arancio
Se si fissa il Verde  after-effect rosso-porpora 27
L’influenza sociale
I Fase  5 prove in cui coppie di individui danno in privato risposte su:
a) colore della diapositiva (blu)
b) colore dell’after effect
Il ricercatore mostra i risultati ottenuti da un ampio campione di
soggetti:
• Condizione maggioranza: 18,2% aveva risposto blu, 81,8% aveva
risposto verde
• Condizione minoranza: 81,8% aveva risposto blu, 18,2% aveva
risposto verde
II Fase  influenza diretta. 15 prove e le risposte sono date a
voce alta, solo sul colore della diapositiva. Il complice dello
sperimentatore risponde per primo e invariabilmente “verde”.
III Fase  15 prove e risposte in privato su:
a) colore della diapositiva (blu)
b) colore dell’after effect
=> Il complice lascia la sala con un pretesto 28
L’influenza sociale
IV Fase Il soggetto, solo, risponde in privato ad un’altra seduta di
5 prove su:
a) colore della diapositiva (blu)
b) colore dell’after effect

Risultati:
• Fase II Influenza manifesta: 5%. non c’è differenza tra le due
condizioni (minoranza o maggioranza)
• Influenza latente: Nella III fase, solo nella condizione di influenza
minoritaria, le risposte sull’after effect (date sempre in privato) si
orientano verso il colore complementare del verde (rosso-
porpora), ancora di più quando il complice si assenta.
Quindi, l’influenza minoritaria può produrre un cambiamento a livello
percettivo, che si accentua quando la fonte di influenza è assente.

29
L’influenza sociale
Processi dell’influenza maggioritaria e minoritaria
(Moscovici e Personnaz, 1980)
Di fronte a una maggioranza coerente che trasmette un messaggio in
contrasto con le proprie opinioni  confronto sociale con la maggioranza
(soluzione relazionale del conflitto)
• L’individuo considera il messaggio vero, legittimato dal prestigio, dalla
numerosità o dal potere della fonte;
• L’individuo, se non è d’accordo, si sente deviante e si adegua per non
essere diverso;
• Non c’è elaborazione cognitiva.
La minoranza appare deviante, la sua posizione considerata falsa 
risposta immediata di rifiuto. Ma se è consistente  conflitto  processo
cognitivo di validazione del punto di vista minoritario: Rielaborazione
cognitiva:
• degli attributi della fonte
• dei contenuti del messaggio
=> si riconoscono le ragioni della posizione minoritaria: validazione 30
L’influenza sociale
Teoria dell’elaborazione del conflitto (Perez e Mugny, 1993):
I livelli di influenza (manifesta o latente) sono effetto del modo in cui il
soggetto si rappresenta la situazione.
In un primo tempo di fronte a una minoranza coerente che trasmette
un messaggio in contrasto con le opinioni condivise:
• L’individuo scredita la fonte (deviante) e il messaggio (falso)
• L’individuo si identifica con la maggioranza e rifiuta la minoranza
I sentimenti di identificazione con la maggioranza e di
differenziazione dalla minoranza che va contro le opinioni condivise,
divengono salienti => si rinsalda la coesione, minacciata, tra chi
aderisce alla norma dominante (maggioranza).
Conflitto tra il rifiuto della minoranza e la sua consistenza (conferma
della definizione alternativa della realtà) porta i membri della
maggioranza a considerare il punto di vista della minoranza:
rielaborazione psicologica della caratteristiche della fonte e del
messaggio.
31
L’influenza sociale
L’attività di validazione delle ragioni della minoranza può portare la
maggioranza ad esternare, almeno parzialmente, l’accettazione delle
tesi minoritarie.
Questo lungo processo porta più spesso all’influenza indiretta: i
soggetti influenzati prendono posizioni su temi non toccati
esplicitamente dal messaggio minoritario ma ad esso collegati  ciò
significa che l’attività cognitiva è costruttiva.
L’influenza indiretta della minoranza implica una doppia elaborazione
cognitiva:
• Confronto identitario con la fonte d’influenza => la posizione
dominante si impone
• Elaborazione dei contenuti => inferenza del principio organizzatore
della posizione minoritaria che viene assunto come punto di
riferimento per ridefinire la propria rappresentazione della realtà.
Così i punti di vista minoritari possono diffondersi nel tessuto sociale.
32
L’influenza sociale
Nemeth e Kwan (1987): l’influenza esercitata da maggioranza e
minoranza induce processi cognitivi qualitativamente diversi:
• il pensiero convergente non fa che riprodurre quanto evocato
dalla fonte, in quanto il valore ad essa attribuito non permette di
elaborare punti di vista alternativi; la posizione della fonte è
assunta come schema di riferimento
• il pensiero divergente appare più creativo in quanto porta ad
elaborazioni innovative del problema affrontato, perché permette
di prestare attenzione anche ad aspetti e giudizi diversi da quelli
presentati dalla fonte; la posizione della fonte è irrilevante ma
allarga il campo rappresentazionale.
Inferenze sul livello di competenza della fonte: la maggioranza è
corretta, la minoranza è scorretta

33
L’influenza sociale

Esperimento di Nemeth e Kwan (1985)


Sequenza di 5 lettere (es: tDOGe)  identificare la prima parola di 3
lettere percepita (DOG)  feedback fittizio:
• Influenza minoritaria: GOD, DOG, DOG, DOG
• Influenza maggioritaria: GOD, GOD, GOD, DOG
VD: per sequenze simili, elencare tutte le parole possibili.
Risultati: i pps esposti all’influenza maggioritaria usavano la
modalità inversa, quelli esposti all’influenza minoritaria usavano tutte
le strategie possibili => maggior n. di parole.

34
L’influenza sociale

Fonti maggioritarie e minoritarie (ma anche ingroup e outgroup)


inducono pattern di influenza diversi in relazione alla natura del
compito e a come le persone se lo rappresentano (Brandstatter et
al., 1991):

Rappresentazione di unità: al compito in cui gli attori sono


impegnati si può rispondere soltanto in un modo => forte bisogno
di consenso
Rappresentazione di pluralità: al compito in cui gli attori sono
impegnati si può rispondere in modi diversi => possibilità di diversi
punti di vista circa l’oggetto (Butera et al., 1994).

35
L’influenza sociale
4 tipi di compiti:
• Compiti obiettivi e non ambigui (una sola risposta ben identificabile)
=> conflitto su perché non è raggiunta l’unanimità e perché la fonte
sbaglia.
• Compiti attitudinali (aptitude tasks) di problem solving o di
apprendimento: una o più risposte corrette ma non è
immediatamente chiaro quali; è fondamentale l’expertise della fonte:
alta competenza/maggioranza => rappresentazione di unità vs.
bassa competenza/minoranza => rappresentazione di pluralità.
• Compiti di opinione: ci si aspetta corrispondenza con le
categorizzazioni sociali. Fonte ingroup => rappresentazione di unità
vs. fonte outgroup => rappresentazione di pluralità.
• Compiti che non implicano l’interesse dei partecipanti: preferenze
personali su problemi nuovi o di scarsa rilevanza =>
rappresentazione di pluralità, assenza di conflitto, influenza possibile
se la fonte gode di una credibilità socialmente condivisa.
36
L’influenza sociale
Il modello genetico di Moscovici impiega compiti obiettivi:
• Influenza maggioritaria => confronto sociale => cambiamento
manifesto, superficiale
• Influenza minoritaria => validazione cognitiva => cambiamento
latente, profondo.

Il modello della Nemeth impiega compiti attitudinali => la posizione


della minoranza, considerata irrilevante, stimola la considerazione
di punti di vista diversi.

Le teorie sull’influenza sociale di Moscovici e di Nemeth sono


estremamente importanti perché hanno saputo chiarire la
differenza fondamentale che caratterizza i processi di influenza da
quelli di gestione del potere. La loro validità, tuttavia, resta limitata
a due tipi di compiti, quelli non ambigui e quelli attitudinali.
37
L’influenza sociale
Contributo di John Turner che si fonda sul modello della
categorizzazione del Sé: l’influenza di una minoranza ha luogo se
l’identificazione con la fonte è compatibile con un’identità sociale positiva.
• Le minoranze categorizzate come outgroup hanno poca influenza
diretta, ma possono avere un’influenza indiretta se riescono a
innescare un processo di validazione.
• Le minoranze categorizzate come ingroup possono invece produrre
un’influenza diretta, perché il target dell’influenza può identificarsi con
la fonte.
Devono però essere soddisfatte 3 condizioni:
1. il bersaglio percepisce che la fonte non concorda con la sua posizione;
2. la fonte e il target sono percepiti come appartenenti allo stesso gruppo;
3. la posizione della fonte è prototipica della norma di gruppo, (tipica
dell’ingroup in grado massimo e tipica dell’outgroup in grado minimo).

38