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Introduzione alla Psicologia [Atkinson Hilgard] Cap.

. 1 Natura della Psicologia La psicologia riguarda molti aspetti della nostra vita e influenza le leggi e la politica sociale. Legge delleffetto = quando si ottiene una ricompensa a seguito di un comportamento, il comportamento risulta rinforzato (es. pizza in cambio di lettura) Effetto di ipergiustificazione = spieghiamo il nostro comportamento in base alle cause situazionali, tralasciando le cause personali (es. leggere per avere pizza) Per valutare le nuove affermazioni psicologiche necessario conoscere: 1. quali sono i fatti stabilmente acquisiti 2. quali sono i criteri dellevidenza scientifica. Psicologia lo studio scientifico del comportamento e dei processi mentali. Lo scopo della psicologia vasto e include argomenti come il riconoscimento dei volti, i giudizi sociali, la memoria, lobesit, la violenza, ecc. Prosopagnosia = quando le persone sono incapaci di riconoscere volti familiari come risultato di una lesione in una particolare regione del lato destro del cervello, mentre sono in grado di fare quasi tutto il resto normalmente. Errore fondamentale di attribuzione = per spiegare il comportamento degli altri, facciamo riferimento ai loro tratti di personalit (es. generosit di una persona), non considerando il contesto (es. forti pressioni psicologiche). Amnesia infantile = quasi nessuno riesce a ricordare precisamente eventi dei primi 3 anni di vita. Obesit = quali fattori inducono le persone a mangiare troppo? Effetto catartico (della violenza in tv) = pu ridurre laggressivit, permettendo ai bambini di liberarsene esprimendola tramite un altro canale. Origini della psicologia: V-IV sec. a. C. I filosofi greci Socrate, Platone e Aristotele posero i quesiti fondamentali sulla mente, mentre Ippocrate (padre della medicina), fece molte importanti osservazioni su come il cervello controlla gli altri organi (fisiologia = studio delle funzioni dellorganismo vivente e delle sue componenti). Uno dei primi dibattiti sulla psicologia umana si focalizzato sulla questione natura-nutrimento: se le capacit umane sono innate (prospettiva naturalistica = gli esseri umani vengono al mondo con un patrimonio innato di conoscenza e comprensione della realt) o acquisite attraverso lesperienza (prospettiva esperienziale = la conoscenza si acquisisce attraverso le esperienze e le interazioni con il mondo Locke: mente umana come tabula rasa Associazionismo = idee e capacit non sono innate). Oggi: una prospettiva pi integrata. La psicologia scientifica nasce alla fine del XIX sec. mente e comportamento possono essere soggetti ad analisi scientifica. 1879 W. Wundt fonda il primo laboratorio sperimentale di psicologia, allUniversit di Leipzig. Si basava sullintrospezione (= osservazione e registrazione della natura di percezioni, pensieri e sentimenti propri di un individuo). Tra le prime scuole di psicologia del XX sec.: Strutturalismo analisi delle strutture mentali (Titchener) Funzionalismo studio di come lavora la mente per consentire allorganismo di adattarsi allambiente e funzionare in maniera adeguata (James) Comportamentismo lesperienza conscia non pu essere lunico ambito di studi psicologici (Watson); la psicologia animale e infantile (scienze a se stanti) possono delineare modelli adeguati alla psicologia delluomo adulto. Quasi tutti i comportamenti sono conseguenti al condizionamento e lambiente modella il comportamento rinforzando specifiche abitudini (psicologia stimolo-risposta S-R).
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Psicologia della Gestalt (= forma, configurazione) oggetto dinteresse la percezione: lesperienza percettiva dipende dai modelli formati dagli stimoli e dallorganizzazione dellesperienza (Wertheimer Koffka Kler). Psicoanalisi sia una teoria della personalit, sia un metodo di psicoterapia (Freud). Si basa sul concetto di inconscio, pensieri, atteggiamenti, impulsi, desideri, motivazioni, emozioni inconsapevoli. Metodo delle associazioni libere = il paziente pu dire qualsiasi cosa gli venga in mente, per rendere consapevoli i desideri inconsci (analisi dei sogni). I successivi sviluppi della psicologia del XX sec. includono: Teoria dellelaborazione delle informazioni = gli esseri umani considerati come degli elaboratori di informazioni Psicolinguistica, influenzata dallo sviluppo della linguistica moderna Neuropsicologia = relazioni tra eventi neurologici e processi mentali. Prospettiva psicologica = un approccio, un modo di considerare gli argomenti allinterno della psicologia. La comprensione di molti argomenti psicologici richiede un approccio eclettico, in grado di spaziare su prospettive multiple. Lo studio della psicologia pu essere affrontato da prospettive diverse: Prospettiva biologica collega le nostre azioni ad eventi che hanno luogo dentro il corpo, particolarmente nel cervello e nel sistema nervoso Prospettiva comportamentale considera solo le attivit esterne dellorganismo che possono essere osservate e misurate Prospettiva cognitiva riguarda i processi mentali come percepire, ricordare, ragionare, decidere e risolvere problemi, oltre che le relazioni di questi processi con il comportamento Prospettiva psicoanalitica enfatizza i motivi inconsci che derivano da impulsi sessuali e aggressivi Prospettiva fenomenologica pone lattenzione sul modo in cui le persone costruiscono attivamente e interpretano il loro mondo sociale, con laspettativa di variazioni dipendenti dalla cultura, dalla storia personale e dallo stato motivazionale del momento (realismo ingenuo = il nostro comportamento dipende da come percepiamo il mondo; consideriamo le nostre costruzioni soggettive della realt come resoconti fedeli del mondo oggettivo) Ogni argomento specifico pu essere analizzato da pi di una di queste prospettive. La prospettiva biologica differisce dagli altri punti di vista perch i suoi principi sono tratti in parte dalla biologia. Spesso i biopsicologi cercano di spiegare i principi psicologici in termini biologici ( riduzionismo). Molti fenomeni comportamentali sono compresi attualmente sia dal punto di vista biologico, sia da quello psicologico. Principali specializzazioni in psicologia: Biopsicologia = relazioni tra i processi biologici e il comportamento Psicologia sperimentale = studia come le persone reagiscono agli stimoli sensoriali, percepiscono il mondo, apprendono e ricordano, ragionano e rispondono emotivamente Psicologia evolutiva = si occupa dello sviluppo umano e dei fattori che modellano il comportamento, nellarco della vita Psicologia sociale (= come le persone percepiscono e interpretano il loro mondo sociale; come le credenze, le emozioni e i comportamenti sono influenzati dalla presenza reale/immaginaria degli altri) e della personalit (= studia i pensieri, le emozioni e i comportamenti che definiscono lo stile di personalit individuale, il personale modo di interagire con il mondo) Psicologia clinica (= applica principi psicologici alla diagnosi e al trattamento dei problemi emozionali e comportamentali) e counseling (= questioni simili, ma di gravit inferiore) Psicologia scolastica (= si occupa dei bambini per valutarne lapprendimento e i problemi emotivi) e psicopedagogia (= forma specialisti in apprendimento e insegnamento)
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Psicologia delle organizzazioni (= impiegata nelle aziende con il compito di selezionare le persone pi adeguate a determinati incarichi o designare strutture che facilitino la collaborazione e il lavoro di gruppo) e ingegneristica (= cerca di migliorare le relazioni tra persone e macchine) Nella psicologia del XXI secolo, si stanno affermando nuove aree di ricerca, che ampliano le specializzazioni e le discipline tradizionali: Neuroscienza cognitiva1 (e anche affettiva2 e sociocognitiva)3 Psicologia evoluzionistica4 Psicologia culturale5 Psicologia positivista6 Produrre ipotesi Per fare ricerca psicologica necessario formulare unipotesi, unaffermazione che pu essere messa alla prova con un metodo scientifico. La fonte principale di ipotesi scientifiche una teoria, un insieme interrelato di proposizioni su un particolare fenomeno. Metodo sperimentale Quando applicabile si preferisce il metodo sperimentale, perch cerca di controllare tutte le variabili eccetto quelle oggetto di studio e consente di verificare (tramite gli esperimenti) le ipotesi causali. Concetti chiave: Variabile = qualcosa che pu presentare valori diversi Variabile indipendente = non dipende da ci che fanno i partecipanti; sotto il controllo dello sperimentatore; la causa ipotizzata. Variabile dipendente = leffetto ipotizzato nellesperimento (si ipotizza che dipenda dal valore della v. indipendente) Gruppi sperimentali = gruppi pagati per la loro prestazione, in cui presente la causa ipotizzata Gruppi di controllo = gruppi non pagati, in cui la causa ipotizzata assente; misura di base su cui vengono formati i g. sperimentali Assegnazione casuale = ogni partecipante ha uguali probabilit di essere assegnato a uno qualsiasi dei gruppi Misurazione = un sistema di assegnazione di numeri alle variabili Statistica = insieme di tecniche matematiche per determinare il livello di certezza con cui un campione pu essere utilizzato per costruire generalizzazioni o inferenze Media = la somma di una serie di valori divisi per il numero dei valori stessi Statisticamente significativa = ai dati stato applicato un test statistico ed improbabile che la differenza osservata sia casuale o dovuta alleffetto di pochi casi estremi In molti esperimenti, la variabile indipendente qualcosa che presente o assente. Il pi semplice disegno sperimentale comprende un gruppo sperimentale e un gruppo di controllo. Se la manipolazione della variabile indipendente causa differenze statisticamente significative nella variabile dipendente, tra il gruppo sperimentale e quello di controllo, sappiamo che la condizione sperimentale ha un effetto attendibile e che la differenza osservata non dovuta a fattori casuali.

Tentativo di scoprire in che modo il cervello realizza le attivit mentali. Per scoprire in che modo le esperienze emotive sono processate nel cervello. 3 Per comprendere come gli stereotipi, gli atteggiamenti, la percezione soggettiva e la conoscenza di s vengono elaborate nel cervello. 4 Sostiene che i processi psicologici hanno una base genetica e che nel passato hanno aumentato le opportunit di sopravvivenza e di riproduzione dei nostri antenati. 5 Si occupa del modo in cui la cultura di appartenenza (tradizioni, linguaggio, visione del mondo) influenza le rappresentazioni mentali e i processi psicologici degli individui che ne fanno parte. 6 Nasce per equilibrare il complesso campo scientifico relativo alla comprensione delle patologie mentali con laltrettanto complesso campo scientifico relativo alla comprensione del benessere.
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Metodo correlazionale Nelle situazioni in cui gli esperimenti non sono attuabili, si pu ricorrere al metodo correlazionale, per determinare se una variabile (che si verifica naturalmente) associata con unaltra. Il grado di associazione tra le due variabili misurato dal coefficiente di correlazione (r), che pu essere positivo (da 0 a +1) o negativo (da 0 a -1), a seconda se una variabile aumenta o diminuisce insieme allaltra (+), oppure se una variabile aumenta quando laltra diminuisce (-). Test = misura atteggiamenti, profitti o altri tratti psicologici. Presenta la stessa situazione a un gruppo di persone che differiscono per un tratto particolare. Metodo osservativo Un altro approccio alla ricerca il metodo dellosservazione, in cui si osserva il fenomeno di interesse. I ricercatori osservano e registrano accuratamente il comportamento. 7 I fenomeni difficili da osservare direttamente possono essere osservati indirettamente (osservazione indiretta), tramite inchieste (questionari e interviste effetto di desiderabilit sociale = la gente cerca di presentarsi nel modo migliore possibile) o ricostruendo le storie biografiche (metodo idiografico). Rassegna della letteratura Un sommario scolastico del corpo di ricerche preesistenti su un determinato argomento: Rassegna narrativa = gli autori utilizzano parole per descrivere gli studi precedentemente condotti e discutere la tenuta delle evidenze empiriche psicologiche disponibili Meta-analisi = gli autori utilizzano tecniche statistiche per confrontare gli studi precedentemente condotti e inferire conclusioni a riguardo I principi etici di base che governano il trattamento etico dei partecipanti umani sono: Minimo rischio = i rischi anticipati dalla ricerca non devono essere superiori a quelli che si corrono nella vita quotidiana. Consenso informato = i partecipanti devono conoscere in anticipo tutti gli aspetti dello studio che potrebbero influenzare la loro volont di cooperare; dopo queste spiegazioni, devono scegliere liberamente di aderire al progetto di ricerca. Durante la successiva fase della condivisione delle informazioni, bisogna spiegare le ragioni per cui il soggetto stato tenuto alloscuro o ingannato sulle procedure, preoccupandosi di ogni reazione emotiva. Diritto alla riservatezza = le informazioni acquisite su una persona durante uno studio devono restare confidenziali e non essere accessibili ad altri senza il consenso esplicito dellinteressato. Qualsiasi procedura dolorosa o lesiva imposta agli animali deve essere esaurientemente giustificata, in termini di conoscenza acquisita con lo studio.

Osservazione diretta = la semplice osservazione del fenomeno oggetto di studio, nel modo in cui si verifica naturalmente.

Cap. 2 Processi sensoriali A livello psicologico, le sensazioni sono esperienze associate con stimoli semplici; a livello biologico, i processi sensoriali coinvolgono gli organi di senso e le vie nervose che li connettono, e interessano gli stadi iniziali dellacquisizione di informazioni. Retroproiezioni = attivit che modificano il modo in cui elaborato linput sensoriale I sensi includono la vista, ludito, lolfatto, il gusto, i sensi cutanei (pressione, temperatura, dolore) e i sensi propriocettivi.8 Una propriet comune a tutti i sensi la sensibilit. La sensibilit allintensit dello stimolo misurata dalla soglia assoluta (= la minima quantit di energia dello stimolo che pu essere percepita in modo attendibile). Questi valori si determinano utilizzando le procedure psicofisiche,9 tecniche sperimentali per misurare la relazione fra lampiezza fisica di determinati stimoli e la conseguente risposta psicologica (es. lintensit fisica della luce e quanto appare brillante allindividuo).10 La sensibilit a un cambiamento di intensit misurata dalla soglia differenziale (= minima differenza percepibile = jnd = la minima differenza tra due stimoli che pu essere percepita con sicurezza). La quantit di cambiamento necessario affinch se ne abbia la percezione aumenta con lintensit iniziale dello stimolo ed approssimativamente proporzionale a esso (Legge di Weber-Fechner).11 La maggior parte del nostro comportamento visivo quotidiano ha luogo in condizioni di soprasoglia condizioni in cui lintensit dello stimolo al di sopra della soglia. Met del XIX sec.: gli scienziati si sono occupati di studiare le relazioni tra intensit di stimolo soprasoglia e corrispondenti ampiezze sensoriali, presentando stimoli di diverse intensit e tentando di misurare lampiezza delle risposte dei soggetti. Unaltra propriet di grande interesse la relazione tra intensit dello stimolo e ampiezza della sensazione percepita, per gli stimoli di soprasoglia Legge di Stevens (met del XX sec.) lampiezza della sensazione percepita funzione dellintensit fisica dello stimolo.12 La sensazione pu essere considerata come un processo di rilevamento di un segnale nascosto nel rumore. In certi casi, possibile rilevare il segnale persino in presenza di solo rumore falsi allarmi13 Rilevamento di un segnale effettivamente presente successo14 La teoria di rilevamento del segnale il modo standard per comprendere come si commettono gli errori, in situazioni diverse. Consente di definire il processo di rilevamento di uno stimolo tramite due numeri: - uno che rappresenta leffettiva sensibilit dellosservatore al segnale - e laltro che indica lerrore di osservazione (la tendenza a rilevare il segnale quando assente). Questa teoria rappresenta uno strumento scientifico fondamentale e ha importanti applicazioni pratiche (es.: la valutazione della prestazione di un radiologo che cerca di rilevare la presenza di anomalie in una radiografia toracica poco chiara). Codifica delle sensazioni = il modo in cui gli stimoli sono trasmessi dai recettori sensoriali al cervello. Ogni modalit sensoriale deve prima trasformare la sua energia fisica in segnali elettrici, che possono raggiungere il cervello trasduzione (eseguita da cellule specializzate negli organi di senso: recettori).
La propriocezione la capacit di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista. 9 Funzione psicofisica = grafico che illustra la prestazione come funzione dellintensit dello stimolo. 10 Fotone = la pi piccola unit di energia luminosa. Una persona pu rilevare un lampo che contiene solo 100 fotoni. 11 Frazione di Weber = la costante di proporzionalit 12 Lesponente della funzione diverso, a seconda delle modalit sensoriali. Nella maggior parte dei casi, come per lintensit del suono, lesponente inferiore a 1, il che significa che la funzione relativa allintensit percepita una curva con concavit verso il basso. In altri casi, come per lintensit del dolore, lesponente superiore a 1, il che significa che la funzione relativa allintensit percepita una curva con concavit verso lalto. 13 Percentuale di falsi allarmi = proporzione di prove con solo rumore che si associa a risposte affermative corrette. 14 Percentuale di successo = proporzione di prove con rumore pi segnale che si associa a risposte affermative corrette.
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Due propriet di qualsiasi stimolo: 1. Intensit quant forte lo stimolo 2. Qualit di che tipo di stimolo si tratta I recettori e le vie nervose di interconnessione codificano lintensit di uno stimolo grazie al ritmo degli impulsi nervosi e al modello di attivazione; codificano la qualit di uno stimolo per mezzo delle fibre nervose specifiche coinvolte e del loro modello di attivit.15 Vista Lo stimolo per la visione la luce, una radiazione elettromagnetica compresa tra 400 e 700 nanometri. Ogni occhio contiene un sistema di formazione dellimmagine (comprendente cornea, pupilla16 e cristallino) e un sistema di trasduzione dellimmagine in impulsi elettrici. Il sistema di trasduzione si trova nella retina (= sottile strato di tessuto sul retro del globo oculare), che contiene i recettori visivi: coni (= permettono la visione ottimale durante il giorno, rispondono alle alte intensit e producono immagini colorate e ad alta risoluzione) e bastoncelli (= strutturati per la visione notturna, operano a basse intensit di luce e producono immagini a scarsa risoluzione prive di colore). Quando vogliamo vedere i dettagli di un oggetto, muoviamo gli occhi in modo che loggetto sia proiettato al centro della nostra retina, in una regione chiamata fovea.17 Adattamento al buio = modificazione della capacit di vedere al buio: dopo un po che si al buio, la pupilla si dilata. La curva di adattamento al buio mostra come la soglia assoluta si riduce in base al tempo che un individuo trascorre al buio. Acuit di Snellen = misurata in un soggetto che non ha bisogno di portare gli occhiali (10/10) Acuit di contrasto = capacit di distinguere le differenze di luminosit. Differenti lunghezze donda della luce portano a sensazioni di colori diversi. Costanza di colore = capacit di vedere lesatta sfumatura di colore, nonostante le variazioni di illuminazione ambientale Organizziamo il colore secondo tre dimensioni: 1. Tinta = qualit, nome del colore (rosso, giallo, ecc.) 2. Luminosit = quanta luce sembra essere riflessa dalla superficie colorata (bianco pi luminoso, nero meno luminoso) 3. Saturazione = purezza del colore (il rosa una miscela di bianco e rosso, per cui non saturo). Sistema di Munsell = le tre dimensioni del colore sono rappresentate su un doppio cono.18 Lappropriata mescolanza di tre luci di lunghezza donda molto diversa pu riprodurre quasi ogni colore della luce. Esperimento di miscela dei colori = misura linclinazione dellosservatore a vedere due luci fisicamente diverse come se avessero lo stesso colore. Ogni coppia di queste luci complementari (due luci con differente aspetto fisico che appaiono identiche) prende il nome di metameri. Bicromatici (daltonici) = hanno una visione del colore difettosa, perch confondono alcuni colori che le persone con visione normale (tricromatici) possono distinguere.
Unalternativa di codifica dellintensit dello stimolo il modello temporale. A basse intensit, gli impulsi nervosi sono relativamente distanziati nel tempo e lesatto intervallo tra impulsi successivi variabile. Ad alte intensit, lintervallo tra gli impulsi pu essere costante. 16 La pupilla unapertura circolare che varia di diametro, in risposta allintensit della luce. 17 La nostra sensibilit allintensit della luce mediata da alcune propriet dei coni e dei bastoncelli. importante che a una cellula gangliare si connettano pi bastoncelli che coni: a causa di questa differenza di connessione, la sensibilit visiva maggiore quando si basa sui bastoncelli piuttosto che sui coni; al contrario, lacuit visiva (= abilit di un occhio di visualizzare i dettagli) maggiore quando si basa pi sui coni che sui bastoncelli. 18 Tinta punti intorno alla circonferenza Saturazione punti lungo il raggio Luminosit punti sullasse verticale
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Monocromatici = del tutto incapaci di distinguere le diverse lunghezze donda; ciechi al colore, percepiscono solo alcune sfumature di grigio. Teoria tricromatica = sostiene che la percezione del colore si basa sullattivit di tre tipi di recettori (coni), ciascuno dei quali particolarmente sensibile alle lunghezze donda in una differente regione dello spettro. Esistono quattro sensazioni di base del colore: rosso, giallo, verde e blu. Le loro miscele spiegano le nostre esperienze di colore, eccetto il fatto che non vediamo verdi-rossastri e blu-giallastri. Ci pu essere spiegato dalla teoria di opponenza cromatica, secondo cui esistono processi antagonisti rosso-verde e giallo-blu, ciascuno dei quali risponde in modo opposto ai suoi due colori antagonisti. Le teorie tricromatica e di opponenza cromatica sono state felicemente combinate dallipotesi che operino in differenti localizzazioni nervose, allinterno del sistema visivo. Udito Lo stimolo per ludito londa sonora, prodotta dalle variazioni di pressione dellaria. Lorecchio comprende: orecchio esterno (padiglione auricolare e canale uditivo) orecchio medio (timpano e catena degli ossicini) orecchio interno. L orecchio interno include la coclea, un tubo a spirale che contiene la membrana basilare e sostiene le cellule ciliate, le quali fungono da recettori per il suono. Le onde sonore trasmesse dallorecchio esterno e medio provocano la vibrazione della membrana basilare, che induce il piegamento delle cellule ciliate e, con conseguente generazione di un impulso nervoso. Il tono, la qualit che maggiormente distingue il suono, aumenta con la frequenza dellonda sonora. Il fatto che possiamo sentire i toni di due suoni diversi, prodotti simultaneamente, suggerisce la presenza di molti recettori, che rispondono a frequenze19 diverse. Altre caratteristiche: lintensit (volume, si misura in decibel) e il timbro (si riferisce alla nostra esperienza di complessit del suono). Teoria temporale della percezione del suono Lord Rutherford londa sonora provoca la vibrazione di tutta la membrana basilare e il ritmo della vibrazione determina la velocit degli impulsi delle fibre nervose, nel nervo uditivo. Il tono dipende dalla variazione del suono nel tempo (riguarda le basse frequenze). Teoria spaziale ogni frequenza stimola in particolare una posizione, lungo la membrana basilare, e la posizione di massimo movimento determina il tono percepito (riguarda le alte frequenze). Olfatto E pi importante per le altre specie che per gli uomini. Molte specie usano odori specializzati (ferormoni) per comunicare e gli uomini sembrano avere un residuo di questo sistema. Gli stimoli per lolfatto sono le molecole volatili di una sostanza: le molecole viaggiano nellaria e attivano recettori olfattivi, situati nella parte alta della cavit nasale. Esistono molti tipi di recettori (circa 1000). Una persona normale pu distinguere da 10.000 a 40.000 odori diversi; le prestazioni delle donne generalmente sono migliori di quelle degli uomini. Gusto E influenzato dalla sostanza assaporata e dallassetto generico e dallesperienza individuali. Lo stimolo per il gusto una sostanza solubile nella saliva. Molti recettori sono raggruppati sulla lingua (papille gustative). La sensibilit varia da un punto della lingua a un altro. Ciascun gusto pu essere descritto come uno o una combinazione dei quattro gusti base: dolce, acido, salato e amaro. Le diverse qualit di gusto sono codificate in parte in relazione alle fibre nervose specifiche attivate (diverse fibre rispondono meglio a una delle quattro sensazioni gustative) e in parte in rapporto al modello di attivazione.

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Frequenza = numero di cicli al secondo (Hertz), che corrisponde al ritmo al quale le molecole si muovono avanti e indietro.

Tatto Due dei sensi cutanei sono la pressione e la temperatura. La nostra sensibilit alla pressione maggiore a livello di labbra, naso e guance, ed minore sullalluce. Siamo molto sensibili alla temperatura (avvertiamo un cambiamento inferiore a 1C). Codifichiamo i diversi livelli di temperatura principalmente tramite lattivazione di recettori per il caldo o per il freddo. Qualsiasi stimolo abbastanza intenso da causare un danno del tessuto uno stimolo dolorifico. Esistono due tipi di dolore: il dolore fisico, breve, la cui intensit aumenta e cala rapidamente il dolore tonico, che dura a lungo ed continuo. La nostra sensibilit al dolore influenzata da fattori diversi dallo stimolo nocivo, come le aspettative e le credenze culturali. Questi fattori esercitano la loro influenza inducendo lapertura o la chiusura di una porta neurale, nel midollo spinale e nel mesencefalo; il dolore si percepisce solo quando i recettori dolorifici sono attivati e la porta aperta.

Cap. 5 Percezione Lo studio della percezione implica la traduzione dellinformazione acquisita dai nostri sensi in unesperienza significativa. Percezione = un processo continuo di aggiornamento e mantenimento del modello interno dellambiente in cui viviamo. Tale modello ci permette di adattarci allambiente in modo funzionale e sicuro. Luomo prende decisioni in base a simboli (parole scritte/parlate, geroglifici). Teoria della visione ecologica Gibson linformazione ambientale (ci che vediamo) rappresenta tutto ci che ci serve per vivere una vita normale. Secondo altri studiosi, luomo ha bisogno di un modello dellambiente (= unimmagine costantemente aggiornata, una rappresentazione del mondo nel nostro cervello, che usiamo per percepire, prendere decisioni, comportarci consciamente). Due ingredienti: mezzi per acquisire le informazioni ambientali grezze mezzi per organizzare tutte queste informazioni grezze in qualche tipo di struttura coerente. Le cinque funzioni principali del sistema percettivo: 1. attraverso il processo di attenzione, si decide quale informazione in entrata da elaborare ulteriormente e quale va scartata; 2. il sistema deve essere in grado di determinare dove sono gli oggetti di interesse (localizzazione); 3. il sistema percettivo deve essere capace di riconoscere quali oggetti ci sono (riconoscimento); 4. il sistema deve essere in grado di astrarre le caratteristiche salienti delloggetto riconosciuto (astrazione); 5. il sistema percettivo deve mantenere invariate certe caratteristiche degli oggetti ( costanza). 1. Lattenzione serve a selezionare una vasta quantit di input provenienti dallambiente, in ogni particolare momento, permettendo il passaggio solo delle poche informazioni rilevanti al compito che sta eseguendo. Il processo di attenzione selettiva implica la decisione di quali informazioni scartare e quali elaborare ulteriormente. Lattenzione selettiva pu operare in tutte le modalit sensoriali; tuttavia, la maggior parte degli studi sullattenzione selettiva riguarda la visione (es.: muovere gli occhi per prestare attenzione a posti differenti)20 e ludito (es.: prestare selettivamente attenzione a suoni che entrano in un orecchio o nellaltro). Focalizzazione dellattenzione su unarma = lattenzione privilegiata a unarma introdotta nella scena. Attenzione multimodale = pu muoversi allinterno di una modalit (da uno stimolo visivo a un altro) o tra modalit diverse. Non siamo consapevoli delle informazioni a cui non prestiamo attenzione e le ricordiamo molto poco o affatto. In campo uditivo, per dimostrare questo fenomeno, si utilizza la procedura di ripetizione di un messaggio uditivo (shadowing). 2. Per la localizzazione degli oggetti dobbiamo prima separarli e poi organizzarli in gruppi, determinando la loro posizione nelle due dimensioni (alto-basso e destra-sinistra). Le aree viste come figura contengono gli oggetti di interesse, che appaiono pi consistenti dello sfondo e sembrano davanti ad esso. Lo sfondo larea che sembra trovarsi dietro la figura. Raggruppamento per vicinanza = si tendono a raggruppare gli elementi pi vicini. Raggruppamento per somiglianza = si raggruppano insieme oggetti simili. La localizzazione di un oggetto richiede anche la conoscenza della sua distanza da noi. Questa forma di percezione (percezione della profondit) si basa sugli indici di profondit:21 Indici binoculari = gli occhi sono separati (nella testa) e ciascun occhio riceve unimmagine leggermente differente della stessa scena. Disparit binoculare = differenza tra le immagini retiniche, nei due occhi. maggiore per gli oggetti pi vicini e diminuisce aumentando la distanza.
Lesplorazione visiva prende la forma di fissazioni (brevi periodi durante i quali gli occhi sono relativamente immobili) separate da accadi (il repentino spostamento dellocchio da una parte a una successiva). 21 Indici di profondit = diversi tipi di informazione visiva che forniscono informazioni sulla profondit degli oggetti.
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Indici monoculari = indici per oggetti pi lontani Gli indici di profondit monoculari comprendono: dimensione relativa = se limmagine contiene una serie di oggetti simili di dimensioni diverse, losservatore interpreta gli oggetti pi piccoli come pi lontani; sovrapposizione = se un oggetto posizionato in modo da impedire la vista di un altro, losservatore percepisce loggetto posto davanti come pi vicino; altezza relativa = tra oggetti simili, quelli che sono pi vicini alla linea dorizzonte sono percepiti come pi lontani; prospettiva = quando le linee parallele di una scena appaiono convergenti, si percepiscono come se continuassero a distanza; ombreggiatura e ombre = forniscono informazioni sulla profondit delloggetto e sulla sua forma; movimento relativo = le differenti velocit di due oggetti possono servire da indici di profondit. La localizzazione di un oggetto richiede anche di conoscere la direzione verso cui loggetto si muove. Ci pu essere percepito in caso di movimento stroboscopico22 e reale.23 3. Il riconoscimento di un oggetto implica la sua assegnazione a una categoria e si basa principalmente sulla forma delloggetto; occorre legare insieme correttamente le varie caratteristiche associate alloggetto in questione (forme e colori) e tale processo richiede attenzione.24 Connessione illusoria = combinazione scorretta di due attributi separati di un oggetto (cerchio rosso e quadrato verde). Teoria di integrazione degli attributi = nel primo stadio (preattentivo) si percepiscono gli attributi primari (forma e colore), mentre nel secondo stadio (attentivo) si utilizza lattenzione selettiva per incollare adeguatamente i diversi attributi in un insieme integrato. Una procedura standard per distinguere gli attributi primari da quelli incollati insieme il test della ricerca visiva, in cui il compito dellosservatore consiste nel determinare leventuale presenza di un oggetto bersaglio in un insieme. Teoria di controllo dinamico = invece di un sistema strutturato precoce, sensibile a un ristretto numero di attributi visivi primari, esiste un sistema malleabile le cui componenti possono essere velocemente riconfigurate, per eseguire compiti diversi in tempi diversi ( il sistema si riconfigura a seconda dei compiti). Nelle fasi iniziali di riconoscimento, il sistema visivo usa linformazione retinica per descrivere loggetto in termini di caratteristiche come linee ed angoli; i neuroni che rilevano queste caratteristiche (rilevatori di caratteristiche) sono stati individuati nella corteccia visiva. Nella fasi tardive di riconoscimento, il sistema confronta la descrizione delloggetto con quelle delle forme immagazzinate in memoria, per trovare labbinamento migliore. Il processo di combinazione delle caratteristiche delloggetto con quelle immagazzinate in memoria pu essere spiegato con un modello connessionistico o di rete.25

Una rapida serie di immagine ferme produce movimento apparente. Si produce proiettando una luce nelloscurit, proiettandone unaltra luce vicino alla posizione della prima pochi millisecondi pi tardi: la luce sembra muoversi da una parte allaltra. 23 Il movimento tra punti successivi in uno spazio. Adattamento selettivo = perdita di sensibilit ala movimento che avviene quando lo osserviamo. Ladattamento selettivo nel senso che perdiamo sensibilit per il movimento osservato e movimenti simili, ma non per un movimento che differisca in modo significativo per direzione o velocit. 24 Problema dei collegamenti = in che modo lattivit di diverse parti del cervello, corrispondenti a caratteristiche primarie (colore e forma), si combinano nella percezione coerente di un oggetto. 25 Il livello inferiore della rete contiene le caratteristiche, quello successivo le lettere. La connessione eccitatoria tra una caratteristica e una lettera indica che la caratteristica appartiene alla lettera in questione, mentre la connessione inibitoria indica che la caratteristica non presente in quella lettera. Quando si presenta una lettera, essa attiva alcune caratteristiche della rete, che trasmettono la loro attivazione o inibizione alle lettere. La lettera che riceve la quantit maggiore di attivazione rappresenta la migliore combinazione rispetto allinput. La rete pu essere estesa fino a includere il livello delle parole e spiegare perch pi facile riconoscere una lettera presentata allinterno di una parola piuttosto che una sola.
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Le caratteristiche di forma degli oggetti comuni sono pi complesse di quelle delle linee; sono simili a forme geometriche semplici, come cilindri, coni, cubi e piramidi. Ogni tipo particolare di queste forme denominato geone (arco + cilindro = tazza). Processi dal basso allalto = guidati dalle informazioni in entrata (dati sensoriali grezzi, geoni). Processi dallalto al basso = guidati dallesperienza, dalla conoscenza, dalle aspettative della persona (riconoscere una lampada solo perch si trova sul comodino).26 4. Lastrazione il processo di ridurre la grande quantit di informazioni provenienti dal mondo fisico che raggiunge i nostri sensi (es. modelli di linee rette e curve) in un insieme pi maneggevole di categorie (es. lettere e parole). Descrizione fisica di un oggetto = elenco di tutte le informazioni necessarie a riprodurre completamente loggetto. Poich linformazione astratta pi compatta di quella letterale, necessita di meno spazio di immagazzinamento e pu essere elaborata in modo pi efficiente. 5. Le costanze percettive corrispondono alla capacit del cervello di mantenere inalterata la percezione delle caratteristiche fisiche di base di un oggetto (forma, dimensione o colore) anche se le manifestazioni sensoriali di questi oggetti cambiano drasticamente: Costanza di colore = capacit del sistema visivo di percepire la caratteristica di rifrazione 27 indipendentemente dalla fonte di lunghezza donda.28 Costanza di luminosit = la luminosit percepita di un particolare oggetto cambia molto poco o affatto, anche quando lintensit della fonte luminosa si modifica notevolmente. Costanza di forma = la forma percepita costante, mentre limmagine retinica cambia. Costanza di grandezza = la dimensione di un oggetto percepito rimane relativamente costante, indipendentemente dalla sua distanza. Diversi tipi di illusione percettiva possono essere spiegati dal tentativo di mantenere la costanza, da parte del sistema percettivo. Le costanze percettive sono alla base di molte illusioni ottiche (es. la luna allorizzonte sembra pi grande di quando alta nel cielo). Effetto McGurk = dovuto a informazioni uditive e visive contrastanti (es. labbra che dicono ga-ga, una voce dice ba-ba, percepiamo da-da). Come qualsiasi altro processo psicologico, la percezione e tutti i suoi attributi dovuta a specifiche funzioni cerebrali. Tecniche come la registrazione da singola cellula e il neuroimaging29 stanno chiarificando quali sono le parti del cervello deputate ai processi visivi. Due sistemi cerebrali distinti sembrano mediare lattenzione selettiva: a. Sistema posteriore rappresenta le caratteristiche percettive di un oggetto (localizzazione nello spazio, forma, colore), responsabile della selezione di un oggetto tra tanti altri sulla base di caratteristiche ad esso associate. Le strutture cerebrali coinvolte sono collocate nella parte posteriore del cervello. b. Sistema anteriore controlla quando e come queste caratteristiche saranno utilizzate per la selezione. Le strutture coinvolte sono localizzate nella parte anteriore del cervello. La corteccia visiva opera secondo il principio di divisione del lavoro: la localizzazione mediata da una regione presso la sommit della corteccia, il riconoscimento da una regione presso la base della corteccia. I processi di riconoscimento sono ulteriormente suddivisi in moduli separati, specializzati ad esempio nel colore, nella forma e nella tessitura.
Agnosia = disturbo del riconoscimento. Caratteristica di rifrazione = determina in che modo un oggetto riflette alcune lunghezze donda pi di altre. 28 Lunghezze donda disponibili = le lunghezze donda delloggetto che raggiungono gli occhi. Fonte di lunghezze donda = fonte luminosa che illumina loggetto. 29 Neuroimaging = neuro diagnostica per immagini = possibilit di visionare il cervello vivente senza chirurgia (es. risonanza magnetica).
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La ricerca dello sviluppo percettivo cerca di stabilire fino a che punto le capacit percettive sono innate oppure apprese attraverso lesperienza. Per determinare le capacit innate, i ricercatori studiano labilit di discriminazione dei bambini piccoli, con: Metodo dellorientamento preferenziale dello sguardo tendenza del bambino a guardare alcuni oggetti pi di altri.30 Metodo dellabituazione anche se i bambini guardano subito oggetti nuovi, si stancano presto di farlo (si abituano). Lacuit visiva, che fondamentale per il riconoscimento, aumenta rapidamente nei primi 6 mesi di vita, per poi migliorare pi lentamente. La percezione della profondit comincia a comparire a circa 3 mesi, ma non si stabilizza del tutto fino a 6 mesi. Le costanze cominciano a svilupparsi gi a 6 mesi. Gli animali allevati al buio sviluppano un danno visivo permanente e quelli allevati con un occhio bendato diventano ciechi da quellocchio. Gli animali adulti non perdono la vista, anche se privati di stimolazioni per lunghi periodi. Questi risultati suggeriscono che esiste un periodo critico precoce, durante il quale lassenza di stimolazione normale compromette la capacit percettiva innata. Se la stimolazione controllata precocemente in modo che certi stimoli siano assenti, sia gli animali che gli uomini diventano insensibili agli stimoli di cui sono stati privati. Questi effetti non hanno molto a che fare con lapprendimento. Invece, la coordinazione percettivo-motoria deve essere appresa. Sia gli animali sia gli uomini necessitano del movimento attivo per sviluppare una coordinazione normale.

Si presentano due stimoli e si misura quanto tempo il bambino guarda un oggetto; si scambia la posizione degli stimoli; se il bambino continua a guardare lo stesso oggetto, vuol dire che lo riconosce.
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Cap. 7 Apprendimento e condizionamento Apprendimento = cambiamento relativamente permanente del comportamento, che si verifica in risposta allesperienza. Due tipi di apprendimento: Non associativo, relativo a un singolo stimolo, include: Abituazione = caratterizzato dalla riduzione di una risposta comportamentale a uno stimolo innocuo (es. il suono di un corno ci fa sobbalzare la prima volta, ma se il suono si ripete di continuo ci abituiamo) Sensibilizzazione = caratterizzato dallaumento della risposta comportamentale a uno stimolo intenso (es. se ci sentiamo in pericolo). Associativo, implica lapprendimento della relazione tra gli eventi, include: Condizionamento classico, lorganismo apprende che ad un evento ne segue un altro (il neonato impara che allapparire della mammella seguir il sapore del latte) Condizionamento operante, lorganismo apprende che la sua risposta avr una particolare conseguenza (il bambino impara che se picchia il fratellino sar sgridato dai genitori) Apprendimento complesso, comporta qualcosa di pi del formarsi di associazioni (imparare la strada da casa nostra al cinema). Le prime ricerche sullapprendimento sono state eseguite partendo dal punto di vista comportamentistico, spesso basato sui seguenti assunti: Il comportamento si comprende meglio in termini di cause esterne, piuttosto che interne; Le associazioni semplici sono il fondamento dellapprendimento; Le leggi dellapprendimento sono le stesse, per specie e situazioni diverse. Questi assunti sono stati modificati alla luce delle ricerche successive. Lanalisi contemporanea dellapprendimento include fattori cognitivi e vincoli biologici, come pure i principi del comportamentismo. Condizionamento classico Processo appreso in cui uno stimolo precedentemente neutrale si associa con un altro stimolo, a seguito di ripetute presentazioni abbinate. Negli esperimenti di Pavlov, se uno stimolo condizionato (SC) precede regolarmente uno stimolo incondizionato (SI), SC diventa un segnale dello SI e finisce per suscitare una risposta condizionata (RC), che spesso somiglia alla risposta incondizionata (RI).31 Se lo SI ripetutamente omesso, la RC diminuir gradualmente e si verificher lestinzione (= apprendimento che lo SC non pi predittivo dello SI). Recupero spontaneo = ricomparsa delloriginale risposta condizionata, qualche tempo dopo lestinzione. Se ad ogni prova esponiamo il cane a un suono seguito da una luce (ma non dal cibo), il suono finir per sollecitare una RC (anche se non mai stato abbinato al cibo). Condizionamento di secondo livello la capacit del suono di produrre una RC dopo essere stato abbinato alla luce, che predice lo SI; in tal caso uno SC produce una RC, pur non essendo mai stato abbinato a uno SI. Generalizzazione = quando una RC stata associata con un particolare stimolo, stimoli simili evocheranno la medesima risposta; quanto pi i nuovi stimoli sono simili allo SC originale, tanto pi probabile sono in grado di evocare la risposta condizionata; reazione a fenomeni simili. Discriminazione = reazione alle differenze; si instaura attraverso rinforzi selettivi.
Stimolo Condizionato = stimolo inizialmente neutro, che attiva la risposta condizionata (es. la luce che si accende seguita dalla carne liofilizzata). Stimolo Incondizionato = stimolo che attiva automaticamente una risposta, senza precedente condizionamento (es. il cibo). Risposta condizionata = risposta appresa o acquisita in seguito a uno stimolo che, originariamente, non la evocava (salivazione, alla vista della luce). Risposta incondizionata = risposta innata, non appresa, ottenuta da uno stimolo incondizionato (es. salivazione, alla vista del cibo).
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Condizionamento eccitatorio = la capacit di uno SC di aumentare la frequenza o lampiezza di un dato comportamento. Condizionamento inibitorio = capacit di uno SC di ridurre la frequenza o lampiezza di un dato comportamento. Dal punto di vista cognitivo, lo SC deve essere predittore attendibile dello SI. Ovvero: affinch si verifichi il condizionamento, deve esserci una maggiore probabilit che si produca lo SI quando si presenta lo SC, piuttosto che in sua assenza. Lo SI deve essere prevedibile. La capacit di associazione degli stimoli, in un esperimento di condizionamento classico, vincolata dalle caratteristiche biologiche ed evolutive dellorganismo. Secondo gli etologi, quello che un animale impara vincolato dai suoi programmi comportamentali geneticamente determinati. Una prova di questi vincoli sul condizionamento classico viene dagli studi sul disgusto. I ratti imparano subito ad associare la sensazione di malessere con il sapore di una soluzione, ma non riescono ad imparare ad associare il malessere con la luce. Al contrario, gli uccelli possono imparare ad associare luce e malessere, ma non sapore e malessere. Condizionamento operante (o strumentale) Si apprendono certe risposte perch operano sullambiente, cio lo influenzano. Lorganismo non si limita a reagire agli stimoli, ma si comporta in modo da produrre alcuni cambiamenti nel suo ambiente. il comportamento dellorganismo strumentale ad ottenere gli esiti desiderati. Thorndike dimostr che gli animali intraprendono comportamenti del tipo prova-ed-errore e che qualunque comportamento seguito da rinforzo viene potenziato ( legge delleffetto). Skinner un ratto o un piccione imparano a fornire una risposta semplice, come premere una leva, per ottenere un rinforzo (= processo tramite il quale lofferta di uno stimolo piacevole o leliminazione di uno stimolo avversivo aumenta la probabilit di un comportamento).32 Modellamento = procedura di addestramento usata quando la risposta desiderata nuova (es. addestrare un cane a prendere la posta); implica il rinforzo solo di quelle variazioni di risposta che vanno nella direzione desiderata dallo sperimentatore. Rinforzo condizionato la maggior parte dei rinforzi sono primari perch soddisfano motivazioni fondamentali (es. cibo), ma non sono molto comuni nella vita di tutti i giorni. Qualsiasi stimolo pu, invece, diventare rinforzo secondario (o condizionato), se costantemente abbinato ad un rinforzo primario (es. soldi). Generalizzazione e discriminazione = gli organismi generalizzano ci che hanno appreso e tale generalizzazione pu essere frenata dalladdestramento alla discriminazione (una bambina che ha un cane deve imparare che alcuni cani possono essere aggressivi). Programmi di rinforzo una volta stabilito un comportamento, pu essere mantenuto anche se rinforzato parzialmente. il programma che stabilisce quando deve avvenire il rinforzo. Programmi a rapporto fisso = si ottiene un rinforzo dopo un numero fisso di risposte Programmi a rapporto variabile = si ottiene un rinforzo dopo un certo numero di risposte, che varia in modo non prevedibile (es. slot machine) Intervallo fisso = si ottiene un rinforzo dopo che trascorso un dato intervallo di tempo dallultima risposta rinforzata

Rinforzo positivo = somministrazione di uno stimolo piacevole, a seguito di una risposta comportamentale incrementa la probabilit della risposta comportamentale (es. pressione della barra seguita dal cibo) Rinforzo negativo = eliminazione di uno stimolo spiacevole, a seguito di una risposta comportamentale incrementa la probabilit della risposta comportamentale (es. pressione della barra e scossa elettrica) Punizione = presentazione di uno stimolo spiacevole, a seguito di una risposta comportamentale riduce la probabilit della risposta comportamentale (es. se il prof. vi mette in imbarazzo perch avete fatto una domanda in classe, allora la probabilit che facciate altre domande tender a diminuire) Addestramento allomissione = eliminazione di uno stimolo piacevole, a seguito di una risposta comportamentale riduce la probabilit della risposta comportamentale (es. se il partner diventa meno affettuoso quando guardo la Tv, allora diminuir il tempo passato davanti alla tv.
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Intervallo variabile = si ottiene un rinforzo dopo che trascorso un dato intervallo di tempo dallultima risposta rinforzata, ma la durata dellintervallo varia in modo non prevedibile. Tre tipi di condizionamento avversivo: Punizione = una risposta seguita da un evento avversivo, che determina la soppressione della risposta33 Fuga = lorganismo impara a dare una risposta per porre fine ad un evento avversivo in corso Evitamento = lorganismo impara a dare una risposta per impedire che levento avversivo cominci I fattori cognitivi sono in azione nel condizionamento operante. Affinch questultimo si verifichi, lorganismo deve credere che il rinforzo sia almeno parzialmente sotto il suo controllo; cio, lorganismo deve percepire una contingenza tra le sue risposte e il rinforzo. Ruolo dei vincoli biologici. Limiti che stabiliscono quali rinforzi possono essere associati a determinate risposte.34 Apprendimento complesso Il punto cruciale dellapprendimento labilit di un organismo a rappresentarsi mentalmente aspetti del mondo e quindi operare su queste rappresentazioni mentali piuttosto che sul mondo stesso. Le rappresentazioni mentali descrivono la realt meglio delle associazioni, e le operazioni mentali possono costituire una strategia. Gli studi sullapprendimento complesso negli animali indicano che i ratti possono sviluppare una mappa cognitiva dellambiente, come pure acquisire concetti astratti come quello di causa. Altri studi dimostrano che gli scimpanz riescono a risolvere certi problemi per intuito e quindi generalizzano soluzioni a problemi simili (insight) Quando si tratta di apprendere relazioni non perfettamente prevedibili fra stimoli, spesso la gente ricorre a credenze preesistenti su queste relazioni scorgere relazioni che non esistono realmente (associazioni spurie). Quando la relazione esiste realmente, avere una convinzione a riguardo pu portare a sopravvalutarne la forza predittiva; quando una relazione oggettiva in conflitto con una credenza preesistente, colui che apprende pu privilegiare questultima. Questi effetti dimostrano il processo dallalto verso il basso dellapprendimento (colui che percepisce combina la sua aspettativa su ci che probabilmente vedr con lo stimolo reale, per produrre la percezione finale). I meccanismi neurali delle forme non associative di apprendimento sono stati studiati in animali invertebrati (lumache). Labituazione mediata dalla riduzione della trasmissione sinaptica; la sensibilizzazione, invece, dallincremento della trasmissione. In questi tipi di apprendimento sono coinvolti anche processi di regressione e crescita delle sinapsi. Le sinapsi del cervello mammifero prendono parte allimmagazzinamento delle informazioni, durante lapprendimento. Il cervelletto particolarmente importante per il condizionamento motorio, e lamigdala essenziale al condizionamento emotivo. Gli incrementi della trasmissione sinaptica, denominati potenziamenti a lungo termine, sono coinvolti in questi processi di apprendimento.

Non sempre i suoi effetti sono prevedibili: il castigo dice Smettila!, ma non fornisce unalternativa. La punizione porta a detestare/temere la persona che lha somministrato. Un castigo drastico o doloroso pu provocare una condotta pi aggressiva. 34 Es. con i piccioni (quando il rinforzo il cibo) lapprendimento pi rapido se la risposta beccare un pulsante piuttosto che sbattere le ali; ma se il rinforzo linterruzione di una scossa elettrica (fuga), lapprendimento pi rapido quando la risposta battere le ali piuttosto che beccare un pulsante.
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Cap. 8 Memoria La memoria si divide in tre stadi: codifica = traduzione dellinformazione ambientale in unentit significativa, che viene immagazzinata immagazzinamento = mantenimento nel tempo delle informazioni immagazzinate di recupero = ripescaggio dalla memoria di informazioni precedentemente codificate e immagazzinate Studi di scansione e imaging cerebrale come la PET (tomografia a emissione di positroni) e fRM (risonanza magnetica funzionale) suggeriscono che i diversi stadi della memoria sono mediati da differenti strutture cerebrali. TEORIA DI ATKINSON-SHIFFRIN Questa teoria propone la divisione della memoria in tre magazzini: sensoriale, dove viene ammessa linformazione proveniente dallambiente che decade in un tempo compreso tra i pochi decimi di secondo a pochi secondi a breve termine, dove viene depositata linformazione precedentemente ammessa nel magazzino sensoriale che decade in circa 20 secondi a lungo termine, dove linformazione viene immagazzinata e mantenuta in memoria attraverso processi elaborativi come RIPETIZIONE ed ELABORAZIONE. La capienza illimitata e linformazione pu essere mantenuta da minuti ad anni. MEMORIA SENSORIALE La memoria sensoriale dispone di unampia capacit ma decade in un tempo molto breve. Linformazione della memoria sensoriale a cui si presta attenzione trasferita nella memoria successiva: quella a breve termine (memoria di lavoro). Per persistenza visibile di intende uninformazione che mantiene una rappresentazione visiva, conscia e persistente, per un periodo di diversi decimi di secondo. La funzione di risposta sensoriale un concetto che permette lintegrazione tra memoria sensoriale e persistenza visibile. MEMORIA A BREVE TERMINE La memoria a breve termine implica i tre stadi di codifica, immagazzinamento e recupero. Linformazione tende ad essere immagazzinata utilizzando sia un codice acustico che un codice visivo. La capacit di immagazzinamento limitata a 72 chunk,35 ma possibile allargare la capacit della memoria di lavoro aumentando lampiezza di ogni singolo chunk. Il recupero rallenta con laumentare del numero degli item. La memoria di lavoro utilizzata prevalentemente per risolvere vari tipi di problemi, come calcoli mentali, analogie geometriche e capacit di rispondere a domande sul testo. MEMORIA A LUNGO TERMINE La memoria a lungo termine implica anchessa i tre stadi di codifica, immagazzinamento e recupero, ma vi sono complicazioni in quanto il fallimento della memoria pu avvenire in uno qualsiasi dei tre stadi. La memoria a lungo termine si basa prevalentemente sul significato degli elementi da ricordare.

Il limite di 7 elementi con una variazione di pi o meno 2. Chunk = pezzo


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La memoria a lungo termine pu essere suddivisa in: Memoria dichiarativa (o esplicita), riguarda le informazioni comunicabili e che vengono richiamate consciamente, divisa a sua volta in: memoria episodica, che riguarda le informazioni specifiche a un contesto particolare, come un momento e un luogo36 memoria semantica: che riguarda idee e affermazioni indipendenti da uno specifico episodio. Memoria procedurale (o implicita), riguarda le informazioni relative a comportamenti automatici, inconsci.37 Oggi possiamo dire che nei due tipi di memoria (dichiarativa o esplicita e procedurale o implicita) sono implicate zone cerebrali diverse. Mentre la memoria dichiarativa viene principalmente controllata dalla corteccia cerebrale, in particolare quella temporale, nella memoria procedurale sono implicate le strutture sottocorticali, in particolare in gangli della base. OBLIO Fallimento nel processo di recupero: il ricordo c ma difficile da trovare. Fattori che pregiudicano il recupero: Interferenza = associando a diversi elementi uno stesso stimolo quando si cerca di recuperarne uno solo gli altri si attivano e interferiscono col processo di recupero. Ansia = lassociazione di un ricordo ad esperienze negative pu interferire con il suo recupero. Rimozione = esperienze emotive dolorose possono aver innescato un processo di rimozione per proteggere dal dolore che affiorirebbe dal recupero di certi ricordi. Terapia elettroconvulsiva = lieve scarica elettrica che crea un breve stato di incoscienza durante il quale possono andare effettivamente persi dei ricordi. MODELLI DI RECUPERO Aggiunta di connessioni significative = per ricordare due concetti apparentemente sconnessi fra loro si aggiungono delle connessioni che creino un filo logico tra i due concetti. Stimoli di recupero = quanto migliori sono gli stimoli di recupero, tanto migliore la nostra memoria 38 Processo di ricerca = creiamo dei percorsi che ci aiutano a ricordare Processo di attivazione = attiviamo la rappresentazione del ricordo Organizzazione = quanto pi organizziamo il materiale che codifichiamo, tanto pi facile recuperarlo Contesto = pi facile recuperare un fatto o un episodio se ci troviamo nello stesso contesto in cui lo abbiamo codificato Ripetizione = tentiamo a pensare alle situazioni cariche emotivamente, pi che a quelle neutre Ricordo flash = registrazione vivida e relativamente stabile delle circostanze in cui si ha notizia di un evento significativo e a forte carica emotiva AMNESIA Perdita parziale della memoria. Esistono diversi tipi di amnesia: - Anterograda: incapacit di ricordare gli eventi, giorno per giorno e acquisire nuove informazioni fattuali. - Retrograda: incapacit di ricordare fatti accaduti prima del verificarsi della malattia. - Infantile: incapacit di ricordare fatti avvenuti prima del compimento del terzo anno di et.

La memoria autobiografica un caso particolare della memoria episodica, che riguarda episodi realmente avvenuti al soggetto stesso. 37 La memoria procedurale riguarda invece soprattutto le abilit motorie e fonetiche, che vengono apprese con il semplice esercizio e utilizzate inconsciamente. 38 Test di riconoscimento = se abbiamo gi visto un dato elemento (hai visto Tizio alla festa?) Test di richiamo = ripetere gli elementi memorizzati con minimi spunti di recupero.
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Il priming (= facilitazione per la pregressa esposizione allo stimolo) ha permesso di constatare che nei pazienti amnesici (incapaci di ricordare vecchi eventi della loro vita) solo la memoria esplicita ad essere compromessa, mentre la memoria implicita rimane intatta. MEMORIA COSTRUTTIVA possibile la generazione involontaria di ricordi inesistenti che possono essere stati inventati o indotti da pensieri o episodi che hanno fatto riaffiorare un certo ricordo. In questo caso un ricordo pu essere modificato attraverso linserimento di nuovi particolari o interferenze oppure inventato totalmente in base a racconti che sono stati sentiti raccontare da terzi.

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Cap. 10 Motivazione Motivazione = una condizione che determina la direzione e lintensit del comportamento (desiderio di mangiare) Due teorie della motivazione, che riguardano la sua origine, ci che la provoca e il modo in cui controlla il comportamento: Teorie pulsionali pongono laccento sul ruolo dei fattori interni sulla motivazione (fame, sete = bisogni fisiologici di base) Teorie da incentivazione pongono laccento sul ruolo motivazionale degli eventi esterni o degli oggetti di desiderio (cibo, bevande, soldi, stima) il volere qualcosa si associa alleffetto piacevole (trovare piacevole quella cosa). Alcuni incentivi sono: Rinforzi primari, in grado di agire come ricompensa indipendentemente dallapprendimento precedente (un cibo dolce pu risultare piacevole gi la prima volta che viene provato) Rinforzi secondari, che hanno ottenuto almeno in parte il loro ruolo di rinforzo tramite lapprendimento della loro relazione con altri eventi (es. i soldi e lo status sociale che rappresentano). Sebbene alcuni di essi (es. un cibo dolce quando siamo affamati) siano di per s potenti fattori motivanti, la maggior parte degli incentivi si stabilisce grazie allapprendimento. La motivazione da incentivazione (= desiderio di qualcosa) tipicamente associata a un affetto,39 cio al fatto che quella cosa specifica ci piaccia. Per guidare le azioni future, i piaceri e i dispiaceri, momentanei devono essere appresi, ricordati e attribuiti a oggetti ed eventi rilevanti, in modo che tali oggetti o eventi assumano la salienza incentivante (gli eventi sono associati a un effetto anticipato, che cattura lattenzione e guida il comportamento di ricerca. Volere = anticipazione del piacere (es. lintenso desiderio quando si pensa a un pasto delizioso) Piacere = si sperimenta nel momento in cui si inizia a consumare il pasto Molti tipi diversi di ricompense naturali possono attivare il sistema dopaminergico cerebrale.40 Lattivit di questi neuroni pu costituire la base neurologica di tutti gli incentivi o desideri. Lattivazione artificiale di questi neuroni, tramite droghe o stimolazione cerebrale, provoca un aumento della motivazione per incentivi sia naturali sia artificiali. I cambiamenti in questo sistema, prodotti dalla ripetuta assunzione di droghe che lo attivano, possono rappresentare almeno in parte la causa del desiderio smodato e compulsivo che si associa alla dipendenza (si ha quando si verifica uno schema comportamentale di assunzione compulsiva e distruttiva della droga; la persona desidera la sostanza in questione in modo compulsivo) Tolleranza = il bisogno di un quantitativo di droga maggiore per ottenere lo stesso effetto euforizzante. Astinenza = una reazione intensamente avversiva alla cessazione delluso della sostanza psicoattiva. Sensibilizzazione neuronale = pu essere permanente; i neuroni dopaminergici saranno attivati pi intensamente dalle droghe e dagli stimoli ad esse collegate. I fattori pulsionali tendono a promuovere lomeostasi (= il mantenimento di uno stato interno costante). Lomeostasi implica diverse componenti: un valore prestabilito o punto di equilibrio per uno stato interno ideale,41 un segnale sensoriale che misura lo stato interno effettivo, un raffronto tra il valore prestabilito e il segnale sensoriale, una risposta che porta lo stato interno reale il pi vicino possibile allo stato di equilibrio.

Si riferisce allintera gamma delle esperienze consce di piacere e dispiacere. I neuroni di tale sistema si trovano nella parte superiore del tronco encefalico e inviano i loro assoni attraverso il nucleo accumbens fino alla corteccia prefrontale. Questi neuroni usano il neurotrasmettitore dopamina per trasmettere il loro messaggio. 41 il valore che il sistema omeostatico cerca di mantenere.
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La regolazione della temperatura un esempio di omeostasi. La variabile regolata la temperatura del sangue e i sensori sono collocati in varie parti del corpo, incluso lipotalamo. Gli accomodamenti consistono in risposte fisiologiche automatiche (es. rabbrividire) o comportamenti volontari (es. mettersi un maglione). Sete = manifestazione psicologica del bisogno dacqua, essenziale alla sopravvivenza: sete extracellulare = conseguente alla perdita dacqua corporea perch non abbiamo bevuto o ci siamo sottoposti a una attivit fisica intensa la perdita di liquido extracellulare rilevata dai sensori della pressione sanguigna (neuroni che reagiscono ai cali pressori, situati nelle vene principali e in organi del nostro corpo); sete intracellulare = dovuta allosmosi, tendenza dellacqua di spostarsi da compartimenti in cui presente in abbondanza ad altri in cui relativamente scarsa la perdita di liquido intracellulare rilevata dagli osmocettori (neuroni ipotalamici che reagiscono alla disidratazione). La fame si evoluta per consentirci di selezionare un grande ventaglio di elementi nutritivi. Gli esseri umani hanno preferenze innate in fatto di gusto (es. cibi dolci per i nostri antenati erano fonte di calorie, che allora scarseggiavano), cos come avversioni innate (es. le cose amare per i nostri antenati potevano indicare piante velenose), che ci guidano nella scelta dei cibi. Possiamo, inoltre, sviluppare una grande variet di preferenze e avversioni apprese. Avversione condizionata = se la prima volta che assaggiamo un cibo seguono nausea/vomito, la volta seguente potremmo trovare che quel cibo non affatto buono. Il cibo non cambiato, ma noi si: i nostri nuovi ricordi fanno s che quel cibo sia percepito come sgradevole. I segnali omeostatici della fame, che insorgono quando nellorganismo scarseggiano i combustibili calorici come il glucosio, producono appetito in parte facendoci percepire gli incentivi rappresentati dal cibo come pi attraenti e piacevoli.42 La fame largamente controllata da sensazioni omeostatiche di vuoto e saziet. Certi neuroni cerebrali (nel tronco dellencefalo e nellipotalamo) rilevano la scarsa disponibilit di glucosio e innescano la fame. Altri neuroni che rilevano gli elementi nutritivi (nel fegato) percepiscono gli alti livelli di riserve energetiche e innescano il senso di saziet. Lintestino libera un segnale di saziet sotto forma dellormone colecistochinina, che aiuta a far cessare la fame e induce a smettere di mangiare. Due regioni del cervello sono fondamentali per la fame: lipotalamo laterale e lipotalamo ventromediale. La distruzione dellipotalamo laterale porta alla sottoalimentazione ( sindrome ipotalamica laterale). la distruzione dellipotalamo ventromediale porta alla sovralimentazione (sindrome ipotalamica ventromediale). Sebbene inizialmente si ritenesse che queste aree fossero i centri della fame e della saziet, nessuna lesione cancella la fame. Unaltra interpretazione di questi effetti che queste regioni ipotalamiche esercitino effetti reciproci sul punto di equilibrio del peso corporeo. Danni alla regione laterale dellipotalamo potrebbero abbassare il punto di equilibrio, mentre danni alla regione ventromediale potrebbero alzarlo. I farmaci dietetici che alterano lappetito possono agire in parte sui neuroni situati in queste zone dellipotalamo.

Nutrizione simulata = negli esperimenti con i topi, se si toglie il tappo dalla fistola, qualunque cosa sia mangiata cadr fuori, anzich essere digerita. Il pasto una simulazione nel senso che non fornisce calorie. Saziet condizionata = il senso di pienezza che proviamo dopo un pasto almeno in parte prodotto dallapprendimento. Alliestesia = lesperienza comune che il cibo (es. il dolce) pi buono quando si ha fame. Qualsiasi stimolo esterno che corregge un problema interno sperimentato come piacevole.
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Obeso = individuo con un eccesso di peso corporeo pari o superiore al 30% del peso forma. Le persone diventano obese perch: Sono geneticamente predisposte ad essere sovrappeso Mangiano troppo (per ragioni psicologiche). Linfluenza dei geni mediata nei suoi effetti dalle cellule adipose, dal metabolismo e dai punti di equilibrio. Per quanto riguarda il mangiare troppo e lobesit, le persone obese tendono a sovralimentarsi quando interrompono una dieta, mangiano di pi quando sono emotivamente stimolate e sono pi sensibili degli individui di peso normale agli stimoli esterni che risvegliano la fame. Nel trattare lobesit, le diete estreme non sono efficaci poich la deprivazione porta a una successiva sovralimentazione e a una velocit metabolica pi bassa. Sembra pi efficace stabilire un insieme di abitudini alimentari permanenti e intraprendere un programma di esercizi fisici. Anoressia nervosa = disturbo dellalimentazione caratterizzato da unestrema perdita di peso autoimposta, di almeno il 15% del peso minimo normale. Bulimia = disturbo dellalimentazione caratterizzato da frequenti episodi di abbuffate, seguiti da tentativi di liberarsi del cibo per mezzo di vomito e lassativi. Le possibili cause dei disturbi dellalimentazione includono fattori di personalit come la bassa autostima, fattori sociali come lenfasi culturale sulla magrezza e i pervasivi messaggi culturali che spingono a considerare il corpo femminile come un oggetto, e fattori biologici come i bassi livelli di serotonina. 43 Identit di genere = i maschi devono arrivare a pensarsi come maschi e le femmine come femmine. Gli ormoni prenatali contribuiscono allo sviluppo sessuale. Se le ghiandole sessuali dellembrione producono abbastanza ormoni androgeni, il feto seguir un modello maschile di sviluppo genitale e cerebrale. Se gli androgeni sono scarsi o assenti, il feto seguir un modello femminile di sviluppo genitale e cerebrale.44 Negli animali non umani, gli ormoni prenatali sembrano essere potenti determinanti del comportamento sessuale adulto. Negli uomini, gli ormoni prenatali sembrano essere meno importanti, sebbene possano avere ancora un qualche ruolo nel successivo comportamento sessuale. Nei casi in cui lesposizione agli ormoni di un embrione tipica di un certo sesso, ma il ruolo sociale e il genere dopo la nascita sono pi tipici del sesso opposto (a causa di uno squilibrio ormonale, di farmaci assunti in epoca prenatale o di un incidente dopo la nascita), lo sviluppo individuale sembra corrispondere pi strettamente al genere sociale successivo alla nascita. Gli ormoni femminili (estrogeni e progesterone) e gli ormoni maschili (androgeni) sono responsabili dei cambiamenti corporei che si verificano al momento della pubert, ma giocano un ruolo limitato nelleccitazione sessuale umana. Al contrario, nelle specie inferiori, si osserva un sostanziale controllo ormonale sul sesso. Nei primati e nelluomo, le prime esperienze sociali con i genitori e i coetanei hanno una grande influenza sulla sessualit in et adulta; inoltre, negli uomini, altri determinanti ambientali della sessualit adulta sono le norme culturali. Sebbene la societ occidentale sia diventata sempre pi permissiva per quanto riguarda i ruoli sessuali maschili e femminili, gli uomini e le donne possono tuttora differire nel loro atteggiamento riguardo al sesso e alle relazioni.

Teoria di oggettivazione = una spiegazione socioculturale di come essere allevati in una cultura che considera come un oggetto il corpo femminile altera fondamentalmente limmagine di s e il benessere delle ragazze e delle donne. Auto-oggettivazione = la persona pensa e valuta il proprio corpo da una prospettiva in terza persona, focalizzandosi su attributi corporei osservabili (come appare), piuttosto che adottare una prospettiva in prima persona e focalizzarsi su attributi corporei privilegiati o non osservabili (come si sente). 44 Androgenizzazione = influenza dellandrogeno, che dopo aver modellato i genitali, comincia a operare sulle cellule cerebrali.
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Studi recenti sostengono che il concetto secondo cui fattori biologici, genetici, ormonali o neurali possono parzialmente determinare se un individuo sar eterosessuale o omosessuale, ma le prove non sono ancora conclusive. Inoltre, non si sa se i fattori biologici sono in grado di influenzare lorientamento sessuale in modo diretto o se invece contribuiscono ad altri tratti, come la conformit al genere, che influenzano direttamente lo sviluppo dellorientamento sessuale.45

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Rappresenta il grado in cui un individuo sessualmente attratto da persone di sesso opposto e/o dallo stesso sesso.

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Cap. 11 Emozione Disturbo di personalit antisociale = (psicopatici o sociopatici) un disturbo caratterizzato da deficit della normale risposta emotiva (relativamente a vergogna, colpa e paura) cos come scarsa empatia per le emozioni degli altri. Emozione = un episodio complesso che induce una prontezza ad agire. Sei componenti: 1. Valutazione cognitiva = valutazione del soggetto del significato personale delle sue circostanze attuali 2. Esperienza soggettiva = stato affettivo o tono sentimentale associato allemozione 3. Tendenze al pensiero e allazione = urgenza di pensare o agire in modi particolari 4. Sistema nervoso autonomo = divisione del sistema nervoso periferico che controlla il cuore e gli altri muscoli lisci 5. Espressioni facciali = contrazioni muscolari che muovono i tratti del viso in modi particolari 6. Risposte alle emozioni = come le persone affrontano le emozioni oppure reagiscono ad esse o alla situazione che le ha indotte. Umori = stati affettivi diffusi e liberamente fluttuanti (le emozioni sono brevi, gli umori possono persistere per giorni). 1. Valutazione cognitiva linterpretazione del significato personale di certe circostanze (o di relazioni individuo-ambiente). Queste valutazioni influenzano sia lintensit sia la qualit delle emozioni (es. insulto = minaccia al nostro onore). Teoria bifattoriale delle emozioni = quando le persone sono indotte in uno stato di attivazione indifferenziata, la qualit dellesperienza emotiva sar influenzata dalla valutazione cognitiva della situazione. Non sostenuta dai dati delle ricerche. Attribuzione erronea dellattivazione = lattivazione fisiologica persistente pu essere erroneamente attribuita a circostanze successive e intensificare le nostre reazioni emotive a queste circostanze. Teoria minimalista della valutazione cognitiva = importanza dei temi relazionali centrali specifici per ciascuna emozione (es. offesa degradante per la rabbia). Teorie dimensionali = identificazione delle dimensioni rilevanti per la valutazione cognitiva dellemozione (es. grado di certezza e controllo). Le valutazioni cognitive possono verificarsi al di fuori della consapevolezza conscia; le ricerche neurologiche hanno identificato il coinvolgimento dellamigdala nelle valutazioni cognitive automatiche. 2-3. Esperienza soggettiva e tendenze al pensiero e allazione (sentimenti) guidano il comportamento, le decisioni e il giudizio. Diverse emozioni portano allurgenza di pensare e di agire in determinati modi (tendenze al pensiero e allazione). Es. rabbia attacco; paura fuga; interesse esplorare; ecc. Teoria di ampliamento e costruzione le emozioni positive ampliano i momentanei repertori di pensiero e azione delle persone, che a sua volta permette di costruire risorse durature per la sopravvivenza. Le esperienze soggettive influenzano anche la memoria, lapprendimento e la valutazione dei rischi. 4. Modificazioni corporee le emozioni negative intense implicano lattivazione fisiologica causata dallattivazione della divisione simpatica del sistema nervoso autonomo. Le emozioni positive esercitano un effetto di annullamento sullattivazione prolungata dovuta alle emozioni negative. Le persone con lesioni del midollo spinale, che limitano il feedback del sistema nervoso autonomo, affermano di sperimentare emozioni meno intense. Anche altri studi suggeriscono che la percezione viscerale contribuisce allintensit delle emozioni. Teoria di James-Lange = poich la percezione dellattivazione del sistema nervoso autonomo costituisce lesperienza di unemozione, e poich differenti emozioni si provano in modi differenti, deve esistere uno schema distinto di attivazione del sistema nervoso autonomo per ciascuna emozione.
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Recenti prove empiriche dimostrano che non sempre lo schema di attivazione (es. battito cardiaco e temperatura cutanea) differenzia le diverse emozioni. 5. Espressione facciale le espressioni facciali che accompagnano un sottogruppo di emozioni hanno un significato universale: individui appartenenti a diverse culture concordano su quale sia lemozione espressa da soggetti ritratti in fotografia. Il potere comunicativo delle espressioni facciali evidente nelle interazioni tra genitore e figlio piccolo. stato dimostrato che le espressioni facciali materne di paura o gioia influenzano in modo sostanziale il comportamento dei bambini piccoli. Le culture possono differire nei fattori che attivano certe emozioni e nelle regole di esibizione che specificano in che modo le emozioni dovrebbero essere sperimentate ed espresse. Ipotesi del feedback facciale = oltre alle funzioni comunicative, le espressioni emotive potrebbero contribuire allesperienza soggettiva dellemozione (se sorridiamo ci sentiamo felici). 6. Risposta allemozione le persone quasi sempre rispondono alle loro emozioni oppure le regolano, esagerandole o minimizzandole: questa capacit predice il successo sociale. Le strategie di regolamentazione emotiva sono state classificate come cognitive o comportamentali, e come tecniche di diversione o impegno. Le risposte alle emozioni possono influenzare altre componenti del processo emotivo. Le strategie che le persone utilizzano per regolare le emozioni possono avere ripercussioni inaspettate. Per esempio, la repressione delle espressioni facciali aumenta lattivazione automatica e comportamentale della memoria. Le emozioni variano a seconda del genere e della cultura di appartenenza, forse pi tipicamente allinizio del processo emotivo (come le relazioni individuo-ambiente e le valutazioni cognitive) e al termine dello stesso (come le risposte alle emozioni). Molte differenze di genere possono essere legati agli stereotipi di genere sulle emozioni, che assegnano alle donne emozioni impotenti (tristezza, paura) e agli uomini emozioni potenti (rabbia e orgoglio). Anche le differenze culturali di individualismo o collettivismo producono differenze nelle emozioni. La maggiore importanza attribuita alle relazioni dal collettivismo influenza sia i processi di valutazione sia le strategie di regolazione. Lipotesi psicoanalitica che laggressivit sia una pulsione di base parzialmente sostenuta dagli studi che dimostrano leffettiva esistenza di una base biologica per laggressivit. In alcuni animali, laggressivit controllata da meccanismi neurologici ipotalamici. La stimolazione dellipotalamo di un ratto o di un gatto pu produrre rabbia o una risposta di morte. Negli uomini e in certi mammiferi, il comportamento aggressivo sotto il controllo corticale e quindi influenzato dalle esperienze passate e dai fattori sociali. In base alla teoria dellapprendimento sociale, le risposte aggressive possono essere apprese attraverso limitazione e la loro frequenza aumenta, se positivamente rinforzate. I bambini hanno maggiori probabilit di esprimere risposte aggressive se sono rinforzati per tali azioni, piuttosto che quando vengono puniti di conseguenza ad esse. Prove sperimentali indicano che, in conseguenza di un comportamento aggressivo, laggressivit aumenta o si mantiene allo stesso livello, il che sconferma lipotesi di catarsi. Se hanno ripetute possibilit di colpire unaltra persona che non pu reagire, gli studenti universitari diventano sempre pi punitivi. Anche lespressione indiretta o vicaria dellaggressivit non mostra evidenze di catarsi. Esiste una relazione positiva tra la durata dellesposizione dei bambini alla violenza mediatica e il livello di aggressivit nelle loro azioni.

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