Sei sulla pagina 1di 5

5

LA TECNICA ALEXANDER

L'essenza della Tecnica Alexander non consiste


nell'imparare nozioni nuove, ma piuttosto nel disimparare cattive
abitudini. A causa degli stress della vita quotidiana, tutti noi
accumuliamo tensioni in varie parti del corpo e queste possono a
loro volta generare molti disturbi comuni, quali emicrania,
torcicollo, mal di schiena, ipertensione, insonnia, ecc. Inoltre, a
lungo andare, la nostra percezione sensoria può diventare meno
acuta, provocando una sensazione d'insicurezza ed anche di
depressione.

Con la giusta istruzione, quasi tutti possono risalire


all'origine dei propri problemi ed imparare ad aiutare se
stessi. Di conseguenza, disturbi e dolori diminuiscono
significativamente e talvolta scompaiono del tutto senza
che sia necessario ricorrere ad antidolorifici o farmaci di
altro genere. Si acquisisce una migliore presenza ed una
accresciuta fiducia in se stessi, come risultato tangibile
di una maggiore coscienza di se.

La tecnica fu sviluppata nei primi decenni del 20° secolo da un


attore australiano di nome F.M. Alexander (da cui la denominazione
"Tecnica Alexander"). Aveva intuito che le tensioni del suo corpo
stavano compromettendo la sua voce e la sua presenza scenica, e
cominciò ad analizzarle per poterle eliminare. Più tardi, concluse
che tutti gli esseri umani sono soggetti a simili stress nelle loro
attività quotidiane, a causa di cattive abitudini acquisite nel corso
degli anni.

Quando svolgiamo attività abituali, non di rado


sottoponiamo il nostro corpo a sforzi ripetuti, oppure
sprechiamo le nostre energie, semplicemente perché non
siamo pienamente coscienti di quello che stiamo
facendo. Ci abituiamo in fretta a posizioni o a movimenti
dannosi e dopo poco tempo ci sembrano "giusti".
5

Alexander dedicò molti anni allo sviluppo di un metodo con cui


rieducare il corpo ad un funzionamento più naturale e più efficiente.
Quando una persona studia la Tecnica Alexander, impara di nuovo a
stare seduto, ad alzarsi in piedi e a camminare, scoprendo modi
diversi che sottopongono i muscoli e la struttura ossea ad uno
sforzo minore. Poiché il nostro stato fisico si riflette
immediatamente sul nostro benessere mentale ed emotivo, la
pratica della tecnica nella vita quotidiana induce uno stato mentale
più sereno ed equilibrato, insieme ad un atteggiamento più positivo
verso la vita.

Con la Tecnica Alexander, possiamo migliorare il nostro


equilibrio, la nostra postura ed il nostro coordinamento
durante le attività quotidiane. Diventiamo coscienti dei danni
causati dalle tensioni accumulate nel nostro corpo e
impariamo ad eliminarle. La Tecnica Alexander

Ci sono molti campi in cui la Tecnica Alexander può essere utile.


Alexander stesso la utilizzò per la prima volta nel teatro, in
particolare per migliorare la sua voce, e oggi molti artisti dello
spettacolo - ballerini, cantanti, strumentisti - la trovano un
eccellente modo per ridurre lo stress e migliorare la loro
performance.

Una spiegazione medica

Negli anni '80, un medico australiano dell'Università di New South


Wales, di nome David Garlick, studiò i fenomeni fisiologici che
determinano l'efficacia della Tecnica Alexander. Nel testo che
segue, i passaggi in grassetto sono tratti dal suo libro "The Lost
Sixth Sense" (Il Sesto Senso Perduto).

Cinestesia
Il "sesto senso" cui si riferisce Garlick è la cinestesia: la percezione
che uno ha della posizione e del movimento del corpo e degli arti.
("Propriocezione" è un altro termine utilizzato per descrivere la
percezione del proprio corpo rispetto all'ambiente circostante.)
5

"Esistono delle indicazioni che questo sesto senso è


stato 'perduto', o soppresso, nella nostra civiltà
moderna. (...) Poiché le nostre menti sono impegnate
con tanti input e output relativi al mondo esterno, i
segnali trasmessi dal corpo vengono soppressi o 'filtrati'
prima che ne prendiamo coscienza."

Come è possibile che ciò accada? Non dobbiamo essere per forza
coscienti dell'ambiente che ci circonda, per poter svolgere i nostri
compiti quotidiani?

La spiegazione è che tutti noi sviluppiamo dei modelli di movimento


che utilizziamo abitualmente nella nostra vita quotidiana, di modo
che non dobbiamo pensare come mantenere o cambiare posizione e
possiamo concentrare tutta la nostra attenzione su quello che
facciamo, che sia adoperare un utensile ad alta precisione,
pettinarci o camminare per la strada.

Quando decidiamo di compiere un'azione abituale, la nostra mente


reagisce come se fosse un computer che lancia un determinato
programma quando riceve un segnale prestabilito. Il modello
d'azione, archiviato nella parte più profonda del cervello, viene
richiamato per l'uso, di modo che l'azione voluta si compie senza la
minima attenzione da parte nostra.

"Comprensibilmente, il cervello deve ridurre la quantità


di informazioni che è chiamato a gestire, in modo da
essere pronto per ricevere nuovi dati. Per quanto
riguarda un gran numero di posizioni e movimenti
acquisiti o imparati, il cervello utilizza dei centri a livello
sub-corticale - e quindi subconscio - nei quali risiedono i
necessari programmi. Per le posture caratteristiche dello
stare seduti o stare in piedi, si fa quindi ricorso ai
programmi sub-corticali. (...) Riusciamo a fare a meno
del sesto senso che controlla la posizione dei muscoli e
degli arti."

Purtroppo, non essendo più coscienti del feedback fornito dal nostro
corpo, non siamo più in grado di 'aggiornare' i nostri programmi
quando cessano di essere appropriati. Col passare del tempo, se la
nostra percezione viene offuscata da meccanismi sensori difettosi,
5

può succedere di sviluppare abitudini che comportano l'utilizzo dei


muscoli sbagliati, oppure la contrazione eccessiva dei muscoli
giusti. Il corpo non sarà più correttamente allineato e dovremo
compiere uno sforzo sproporzionato non solo per muoverci ma
anche solo per stare seduti o in piedi.

"Il cattivo funzionamento dei muscoli avviene perché


sopprimiamo o escludiamo gli input sensori, affidandoci
a programmi inadeguati."

Come possiamo 'riscrivere' i programmi che determinano i nostri


movimenti? E' possibile imparare quali muscoli dobbiamo impiegare
e come utilizzarli?

Non è così semplice, ahimè! Anche se potessimo imparare modelli


corretti usando soltanto le nostre capacità intellettive, nella
maniera in cui impariamo una poesia, per esempio, ciò non
risolverebbe il problema, perché i programmi in questione vengono
lanciati da zone del cervello che entrano in gioco senza un'azione
cosciente da parte nostra. (Le ricerche finora svolte in questo
campo indicano che sono coinvolti il cervelletto ed i gangli basali.)

Quello che occorre fare, prima di tutto, è risvegliare il nostro 'sesto


senso', in modo da avere una corretta percezione del feedback che
proviene dal nostro corpo. Poi saremo in grado di permettere al
nostro subconscio di scrivere i programmi per conto nostro. Se
applichiamo la Tecnica Alexander, possiamo imparare a fermare, o
'inibire', l'abituale reazione ad uno stimolo, lasciando che la natura
faccia il resto.

"Si tratta di 'permettere' che il processo avvenga, visto


che coinvolge processi sub-corticali, e quindi subconsci."

Fibre muscolari
I muscoli sono composti da due tipi di fibre, rosse e bianche. Le
fibre rosse sono aerobiche, ossia consumano ossigeno, e non sono
soggette ad affaticamento. Le fibre bianche sono più grandi e più
forti, ma si affaticano, perché producono acido lattico, che si
accumula nel muscolo causando crampi. Le fibre rosse si utilizzano
per mantenere la posizione seduta o eretta, e per attività poco
impegnative, come per esempio passeggiare lentamente. Le fibre
bianche vengono impiegate per attività che richiedono uno sforzo
5

maggiore per un periodo breve, quali correre per prendere


l'autobus, alzare un peso, fare sport.

"Nel caso della persona media che abbia una funzione


muscolare inappropriata, alcuni muscoli saranno
sovracontratti, chiamando in causa le fibre bianche
soggette ad affaticamento, mentre altri muscoli, quali
quelli della schiena, saranno sottoutilizzati, per cui le
fibre posturali (rosse) non verranno usate
adeguatamente e potrebbero atrofizzarsi."

Se adottiamo abitualmente una posizione seduta inappropriata,


lasciandoci sprofondare in una posizione scomposta, le fibre rosse
dei muscoli dorsali diventeranno sottoutilizzate e tenderanno a
perdere la loro caratteristica 'indefaticabilità', per cui dovremo
compiere un enorme sforzo solo per stare seduti o in piedi nel
modo corretto. La Tecnica Alexander può aiutare a restituire il
naturale tono e la normale funzionalità a fibre muscolari atrofizzate.

https://youtu.be/atCRAtyUSWs

in italiano

https://youtu.be/n0DuT3eaWko

solo video

https://youtu.be/-NI0Dxnclrs

in spagnolo

https://www.macrolibrarsi.it/libri/__guida-alla-tecnica-alexander-libro.php (testo)