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L’INTELLIGENZA EMOTIVA

G l
Goleman-Sternberg-Salovey-Mayer
S b S l M
•Le
L nuove scoperte t sull’architettura
ll’ hit tt emozionale
i l deld l cervello
ll possono offrire
ff i
una spiegazione a cosa succede quando i sentimenti sopraffanno la razionalità.
•La
L comprensionei d ll’i t
dell’interazione
i d ll strutture
delle t tt cerebrali
b li responsabili
bili dei
d i
nostri momenti di collera, paura, passione, gioia sono rivelatrici del modo in
cui apprendiamo
pp le inclinazioni emozionali che ppossono sabotare le nostre
migliori intenzioni
g
•I dati neurologici ci indicano la ppossibilità di pplasmare le inclinazioni
emozionali dei nostri bambini (prevenzione)
pp
•La struttura cerebrale è in continuo apprendimento…….è ppossibile ‘riparare’
p

IIn questo
t senso nell concetto tt di ‘ essere intelligente’
i t lli t ’ le
l emozioni
i i sono
considerate attitudini fondamentali della vita: l’intelligenza intesa come
capacità
p di essere in contatto con il ‘nostro mondo interno’ sembra essere un
concetto sempre più valido 1
Quando si parla di intelligenza emotiva ci si riferisce dunque alla capacità di:
•tenere
tenere a freno un impulso
•avere consapevolezza delle proprie emozioni
•leggere
gg i sentimenti intimi altrui
•gestire senza scosse la relazione con gli altri

•Colui che si adira per ciò che deve e con chi deve, e inoltre come, quando e
per quanto tempo si deve, può essere lodato (Aristotele, Etica nicomachea)

Un’inchiesta fatta a livello mondiale riporta dati un po’ allarmanti: nell’attuale


generazione di bambini è presente un maggio numero di problemi emozionali rispetto
a quella precedente . Oggi i giovanissimi sono:
Aumenta
A menta il fenomeno del
•più soli e depressi bullismo e della violenza nelle
scuole. La mancanza di
più rabbiosi e ribelli
•più identificazione con la vittima e
l’incapacità di provare empatia
•più nervosi e inclini alla preoccupazione
sembrano essere alcune delle
•più impulsivi e aggressivi cause
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Il concetto di intelligenza

I vecchi concetti di Q.I. sono imperniati su una gamma ristretta di abilità


linguistiche - matematiche.
G d
Gardner per primo
i cerca di ‘allargare’
‘ ll ’ il concetto per poter predire
di in i modo
d più

corretto le probabilità di successo in ambienti diversi da quello scolastico
Sternberg e Salovey estendono queste abilità a 5 ambiti principali:
•Conoscenza delle proprie emozioni: cioè la capacità di riconoscere un sentimento
nel momento in cui si presenta
•Controllo delle emozioni: la capacità di controllare i sentimenti in modo che siano
appropriati si fonda sull’autoconsapevolezza : capacità di calmarsi,
calmarsi di liberarsi
dall’ansia, dalla tristezza, dall’irritabilità ecc. Diversamente ci si trova
continuamente a dover combattere contro sentimenti tormentosi ( capacità p di
modulare la sofferenza, piuttosto che evitarla o evacuarla)
p
•Motivazione di sé stessi: la capacità di dominare le emozioni pper raggiungere
gg g un
obiettivo permette di: concentrare l’attenzione, trovare motivazione, controllo di sé,
essere creativi. La capacità di ritardare la gratificazione e di controllare gli impulsi
è alla base di qualunque tipo di realizzazione (Concentrazione e controllo non
attraverso una scissione, ma una modulazione. Processo primario e secondario) 3
•Riconoscimento delle emozioni altrui: empatia ‘provare dentro’. La mancanza di
empatia ha un elevato costo sociale (progetto europeo per lo sviluppo delle
emozioni nelle elementari). V. Winnicott ‘Sulla democrazia’
•Gestione delle relazioni: capacità di dominare le emozioni altrui. La robustezza
del nostro ‘apparato per pensare’ (Bion). La capacità di continuare a ‘pensare’
anche in situazioni di turbolenza prodotta dalle emozioni degli altri (v. (v lavoro
terapeutico e il ‘saper entrare nel flusso’). Questo sono le abilità che aumentano la
popolarità, la leadership, l’efficacia interpersonale

Il nostro livello di capacità ha una base neurale,


neurale però il cervello è plastico e
impegnato costantemente in processi di apprendimento

Le eventuali carenze nelle capacità empatiche possono essere ‘corrette’ secondo


questi autori.
autori In America si sono preparati piani di intervento nelle comunità,
comunità di
‘educazione emozionale’; viene anche citata l’attività psicoterapeutica come
strumento efficace.
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AUTOCONSAPEVOLEZZA

E’ la continua attenzione ai propri stati interiori. La mente osserva e studia


l’esperienza, comprese le emozioni.
L’autoconsapevolezza permette il passaggio dall’agito all’azione. E’ la
differenza che passa fra l’essere travolti da una furia omicida verso qualcuno e il
pensare introspettivamente ‘ecco quello che sto provando è collera’
Sembra che l’autoconsapevolezza richieda l’attivazione della neocorteccia e
particolarmente le aree del linguaggio che consentono di dare un nome alle
emozioni attivate.
attivate
Mayer (New Hampshire University):
essere consapevoli di sé significa essere consapevoli sia del nostro stato d’animo
che dei nostri pensieri su di esso
Questa sensibilità è posseduta in gradi diversi e può essere più o meno
equilibrata (diversi modi di trattare la sofferenza che procura il contatto con il
pensiero Bion).
pensiero. Bion) CC’èè differenza tra il dire:
5
•Non dovrei pprovare qquesto sentimento
•Non pensarci (reazione di fuga dal pensare)

Mayer classifica diverse categorie di persone a seconda del modo in cui


percepiscono e gestiscono le proprie emozioni:
•autoconsapevoli: il loro essere attenti alla propria vita interiore li aiuta a
controllare le emozioni. Sono individui autonomi che godono di una buona
saluta
l t psicologica
i l i (V.(V il discorso
di di Winnicott
Wi i tt mente-
t psiche
i h -soma))
•i sopraffatti: sono spesso sommersi dalle proprie emozioni e incapaci di sfuggir
l
loro. S
Sono volubili
l bili e non pienamente
i t consapevoli
li dei
d i proprii sentimenti.
ti ti Spesso
S
si sentono sopraffatti.
•II rassegnati:
ti sebbene
bb abbiano
bbi spesso idee
id chiare
hi suii proprii sentimenti
ti ti tendono
t d
ad accettarli senza cercare di modificarli (v. la sofferenza depressiva)

6
Affrontare le emozioni

Il saper controllare le proprie emozioni penose è la chiave del benessere


psicologico e i sentimenti estremi minano la nostra stabilità ed equilibrio. E’
importante che ci sia un equilibrio fra momenti positivi e negativi, perché la
sofferenza non superi la capacità della mente di tollerarla (stress).
Da esperimenti si evince che il cervello è costruito fin da principio per
rispondere all’espressione di emozioni specifiche. L’empatia è una premessa
biologica.
Quando il cervello emozionale sta scatenando una forte reazione, l’empatia è
scarsa o addirittura assente. Per essere empatico, il soggetto deve essere
abbastanza calmo e recettivo da poter ricevere i sottili segnali emozionali
emessi dall’altra persona e mimarli nel proprio cervello emozionale (es.. lavoro
psicoterapeutico, il concetto di ‘contenitore’ bioniano, la mente dell'analista al
lavoro, sofferenza confusionale, identificazione proiettiva)

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L’Allevamento emotivo sembra essere una condizione fondamentale per costruire:

l’arte di tranquillizzare e confortare sé stessi (Bowlby - Winnicott)


I bambini
b bi i emozionalmente
i l sanii imparano
i a confortarsi
f i da
d soli
li imitando
i i d le l persone
che si prendono cura di loro e diventando meno vulnerabili alle tempeste scatenate
dal cervello emozionale (la capacità di stare da soli, la capacità di presentificare un
oggetto buono,
buono ecc...)
ecc )

Non possiamo controllare il sorgere dell


dell’emozione,
emozione, né sapere quale di esse ci
travolgerà, ma possiamo fare qualcosa sulla sua ‘durata’ e a volte sul conseguente
p
comportamento.

Possiamo ricordare qquanto Bion ci spiega


p g a pproposito
p della mente materna, che
attraverso il gioco
i d ll identificazioni
delle id ifi i i proiettive,
i i puòò ‘comprendere’
‘ d ’ i contenutii
della mente del bambino restituendoglieli modificati e dotati di significato, ma che
mentre fa questa operazione è in grado di trasmettergli anche una parte delle sue
capacità elaborative.
elaborative

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D. Stern (Psichiatra: Facoltà di medicina Cornell University) ha condotto studi
D
sui piccoli ripetuti scambi fra genitori e figli a questo proposito.
E arrivato alla conclusione che: i fondamenti della vita emotiva vengano posti
E’
in questi momenti di grande intimità. Alcuni di questi consentono al bambino
di sapere che le sue stesse emozioni incontrano l’empatia dell’altro, sono
accettate e ricambiate in un processo che lui chiama di ‘sintonizzazione’
(attunement).
Attraverso questo processo, le madri comunicano ai figli di percepire i loro
sentimenti ( questo processo pare avvenga durante le interazioni con una
frequenza di circa una volta a minuto).
minuto)
La mancata ‘sintonizzazione’ è un costo elevato in termini emozionali per il
bambino Quando un genitore non riesce a mostrare empatia con una gamma
bambino.
di emozioni, il bambino comincia ad evitare di esprimerle e forse di provarle.
E probabile che numerose emozioni comincino ad essere cancellate dal
E’
repertorio delle relazioni intime.