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PSICOLOGIA SOCIALE (G.

Myers)
PARTE 1
CAPITOLO 1 - INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA SOCIALE
La PSICOLOGIA SOCIALE lo studio scientifico del modo in cui le persone e i gruppi
percepiscono e pensano gli altri, li influenzano e si pongono in relazione con loro. Focalizza
lattenzione sullarticolazione tra i processi psicologici e quelli sociali, studia lintersoggettivit,
intesa come le relazioni tra le persone, tra i gruppi e tra la persona e il contesto sociale in cui
vive. Possiamo dire che la disciplina che (connettendo lanalisi dei processi psicologici degli
individui con lanalisi delle dinamiche sociali nelle quali sono coinvolti) studia i modi e le forme
con cui attivit mentale e pratica, esperienza e comportamenti si articolano con il contesto
sociale. Tale articolazione analizzata sia a livello di processi basici della vita di relazione
( implicati nellattivit cognitiva, nelle emozioni, nella comunicazione, nella motivazione e
nellazione) sia a livello dei fenomeni che questi processi vengono a costruire operando
nellambito concreto dellinterazione sociale (atteggiamenti, pregiudizi, rappresentazioni sociali,
influenza sociale). Processi di base e fenomeni sono uniti tra loro. Gli psicologi sociali studiano i
pensieri delle persone, come queste si influenzano e come si relazionano ponendosi domande.
La psicologia sociale lo studio scientifico:
Della percezione e del pensiero sociale ( percezioni, credenze sociali, giudizi sociali,
atteggiamenti)
Dell'influenza sociale ( pressione a conformarsi, persuasione, interazioni nei gruppi)
Delle relazioni sociali ( pregiudizio, aggressivit e conflitto, attrazione e intimit,
altruismo e pro socialit)
Ci sono 3 domande che rimandano a come le persone percepiscono gli altri e interagiscono con
essi: a)quanto del nostro mondo reale contenuto nella nostra mente? (i nostri
comportamenti sociali variano non solo in relazione alla situazione oggettiva, ma anche al
nostro modo di costruire la realt) b)le persone possono essere crudeli se viene ordinato loro
di esserlo?(Milgram costruisce un congegno sperimentale capace di somministrare scosse
elettriche e dimostr che era possibile) c)aiutare gli altri o aiutare se stessi? (es. furgone
portavalori)
INTERAZIONE - RELAZIONE
1) Approccio interazionista: non distingue tra interazione e relazione e la relazione
"collassanellinterazione.
2) Approccio razionale-simbolico: multilivello, considera linterazione come un momento
imprescindibile di osservazione dei gruppi che introduce a livello relazionale.
Linterazione lo scambio che avviene tra i membri che viene riempita di significato
dalla relazione. Il campo dellinterazione dominato dallo spazio e dalla co-costruzione
di significati e azioni congiunte e il tempo focalizzato sul presente e sulla sequenza. Le
relazioni invece, non possono essere ridotte ad una sequenza di azioni reciproche
osservabili e misurabili, rimandano a un legame che precede linterazione e ne
costituisce il contesto significativo. un legame di senso che si dispiega nel tempo.
I CAPISALDI
I principi della ps. Sociale sono:
Percezione e pensiero sociale 1) noi costruiamo la nostra realt sociale 2)le
nostre intuizioni sociali sono potenti e talvolta pericolose 3)gli atteggiamenti sono
modellati dai comportamenti che, a loro volta li modellano.
Influenza sociale 4) linfluenza sociale modella i comportamenti 5) le disposizioni
modellano i comportamenti
Relazioni sociali 6) sentimenti e azioni verso le persone sono a volte positivi e a
volte negativi 7)sentimenti e azioni verso i gruppi sono a volte positivi e a volte
negativi.
Sono applicabili alla vita quotidiana: Psicologia Sociale Applicata. (Si pone domande e trova
risposte in merito ad aspetti rilevanti della vita, si occupa della vita concreta e reale delle
persone)
Noi esseri umani abbiamo un forte bisogno di spiegare i comporta menti, attribuire loro delle
cause e renderli ordinati, predicibili e controllabili. Agiamo come degli scienziati ingenui, poich
spieghiamo il comportamento delle persone con sufficiente rapidit e accuratezza.
Es. partita di football tra Princeton University e Dartmouth College Conclusione: esiste una
realt oggettiva al di fuori di noi, ma la vediamo sempre con le lenti delle nostre credenze e dei
nostri valori.
1. INTUIZIONI
Le intuizioni modellano le nostre paure, le nostre impressioni e relazioni. Gli psicologi sociali
hanno rilevato la presenza di affascinanti processi mentali di cui non siamo consapevoli. La
mente intuitiva si trova nel backstage, mentre i processi mentali di cui siamo consapevoli si
trovano nel frontstage. ELABORAZIONE DUALE pensiero, percezioni, memoria e
atteggiamenti operano a due livelli: uno conscio e deliberativo, laltro inconscio e automatico.
La capacit intuitiva che abbiamo consistente ma anche pericolosa, poich giudichiamo la
probabilit degli eventi sulla base di informazioni, ricordi ed emozioni che ci vengono
rapidamente alla mente. Anche le intuizioni su noi stessi spesso sono errate, ci fidiamo troppo
dei nostri ricordi e fraintendiamo la nostra mente. Sbagliamo anche nel predire i nostri
sentimenti e il nostro futuro.
2. INFLUENZE SOCIALI
Aristotele: "siamo animali sociali, parliamo e pensiamo con parole che abbiamo imparato dagli
altri. Desideriamo essere in relazione con gli altri, appartenere a gruppi, essere giudicati bene
dagli altri.
Esperimento di Mehl e Pennebaker sul comportamento sociale (in particolare sulle relazioni
umane). come creature sociali noi rispondiamo al contesto in cui ci troviamo,talvolta, il
potere della situazione sociale ci porta ad agire in maniera distante dai nostri atteggiamenti.
Anche la cultura di appartenenza gioca un ruolo cruciale nel definire la percezione delle
situazioni in cui ci troviamo. Quindi, le persone si adattano al contesto sociale in cui si trovano
e i nostri atteggiamenti e comportamenti sono modellati da forze sociali.
3. ATTEGGIAMENTI E DISPOSIZIONI PLASMANO I COMPORTAMENTI
Le forze interne sono importanti, atteggiamenti e disposizioni personali influenzano i nostri
comportamenti.
PSICOLOGIA SOCIALE E VALORI
Come possono gli psicologi sociali mantenere il livello di scientificit?
I valori dei ricercatori penetrano nel loro lavoro, seguendo 2 vie: manifesta o non manifesta. I
valori divengono manifesti nella scelta dellambito e delloggetto di studio. La psicologia sociale
riflette la storia sociale e i valori di cui i suoi ricercatori sono portatori. I valori influenzano
anche il tipo di persone che sono attratte dalle diverse discipline. Talvolta, per, agiscono in
maniera non manifesta, di fatti la scienza non mai del tutto oggettiva. Gli scienziati non si
limitano a leggere semplicemente la natura, piuttosto, la interpretano sulla base delle loro
categorie mentali. Noi vediamo il mondo attraverso le lenti delle nostre preconcezioni. Questa
tendenza a leggere in maniera pregiudiziale la realt, fondata sulle nostre aspettative tipica
della nostra mente, quindi provenendo da una cultura comune(comportamenti, atteggiamenti,
idee, tradizioni stabili condivise da un ampio gruppo di persone e trasmesse di generazione in
generazione),gli assunti di base possono divenire inconsapevoli. Ci che riteniamo oggettivo
spesso il frutto di credenze condivise che Moscovici chiama rappresentazioni sociali
credenze socialmente condivise, idee e valori ampiamente diffusi che includono i nostri
assunti e sistemi culturali, aiutano a dare senso al mondo.
Ci che guida il nostro comportamento la situazione cos come la costruiamo. I valori impliciti
non sono negativi e assumere valori e agire di conseguenza unattivit umana, quindi
inevitabile. Quello che si pu fare per ridurre questo processo mettere a punto congegni di
ricerca precisi e accurati che ci consentano di rilevare, oltre ai bias cognitivi, la presenza o
meno, di queste interpretazioni soggettive, come funzionano e come possono essere tenute
sotto controllo. Quindi : osservazione sistematica, sperimentazione e altre strategie aiutano a
pulire le "lenti per comprendere la realt.
PSICOLOGIA SOCIALE E SENSO COMUNE
Noi osserviamo costantemente le modalit di pensiero, linfluenza reciproca e le relazioni tra le
persone. Vengono rivolte 2 critiche alla psicologia sociale, tra loro in contraddizione: 1) la ps.
Sociale banale perch documenta lovvio 2) pericolosa perch i suoi risultati possono
essere usati per manipolare le persone.
La ps. Sociale non si limita a formalizzare ci che lo scienziato ingenuo coglie in modo intuitivo,
il senso comune si invoca dopo che siamo venuti a conoscenza degli eventi, che sono pi ovvi e
predicibili retrospettivamente. Nella vita quotidiana non ci aspettiamo che accasa qualcosa
prima che questo accada realmente, una volta accaduto, vediamo i processi che lhanno
prodotto e non proviamo sorpresa. Kierkegaard: la vita prima vissta e poi compresa. Questo
fenomeno viene detto bias della retrospezione la tendenza ad esagerare dopo che si
verificato un evento, la propria abilit nellaverlo previsto come qualcosa che si sarebbe
verificato. noto come il fenomeno del io-lo-so-da-sempre. Questo fenomeno pu avere
conseguenze nefaste, poich le conseguenze degli eventi sembrano essere sempre predicibili,
spesso vengono commessi errori di comprensione, interpretazione, presa di decisione e scelta
del comportamento. Possiamo concludere che il senso comune si rivela giusto dopo che i fatti
si sono verificati quindi la psicologia sociale, consente di comprendere meglio processi e
fenomeni e di prevedere i fenomeni prima che si verifichino.
SVILUPPO STORICO
Le radici vengono spesso ricondotte a 2 approcci sviluppatisi in Europa nel XIX secolo.
Entrambi sono di matrice socio costruttiva, secondo cui, la costruzione della conoscenza da
parte dei soggetti affonda le radici nel contesto sociale organizzato in sistemi simbolici e reali
cui le persone appartengono.
1. Psicologia delle folle: (Francia) trae il proprio nome da un testo di LeBon. Parlava
delle folle, espressione di grandi movimenti di massa(es. Riv. Francese, organizzazioni
di lavoratori ecc)capaci di produrre notevoli mutamenti sociali e politici. Limmagine
delle folle negativa, poich sono caratterizzate da irrazionalit, impulsivit e
incapacit di avere unopinione qualsiasi al di fuori di quelle suggerite da altri. Le
persone si annullano nella folla, sentimenti e idee si polarizzano e si genera una sorta di
corpo composto da elementi eterogenei saldati tra loro che manifesta caratteristiche
comuni di pensiero e di azione. A parere di LeBon, ci dovuto al fatto che il
comportamento umano sorretto da motivi inconsci comuni che portano la folla a
sviluppare unanima collettiva, a regredire verso un inconscio collettivo che determina la
perdita di coscienza soggettiva, delle qualit intellettuali e delle caratteristiche
personali. Alla base di questo fenomeno si collocano 3 meccanismi: a) contagio
mentale: propagando atti e sentimenti porta a confondersi con lanima collettiva,
contagio mentale analogo a quello batteriologico. Questa fenomeno spiega lintensit
emotiva e lanomia (Durkeim), ovvero, la messa in discussione o rifiuto delle norme.
b) senso di potenza: si genera dal riunirsi, ha come conseguenza la riduzione del
senso di responsabilit e il corretto rapporto con la realt. Questidea giunge dalla
criminologia, per la psicologia rappresenta uno stato della mente inconscio e affettivo,
per i giuristi una responsabilit ridotta dellindividuo immerso nella folla.
c) suggestionabilit: lindebolirsi della coscienza, annulla la volont personale
trasformando la persona in automa. La mente delle persone tende a regredire fino ad
un livello pi primitivo. Questo meccanismo il pi importante per spiegare il
comportamento delle folle. In particolare lipnosi (induzione ad una condizione simile al
sonno).
LeBon sviluppa limportanza dellesistenza di capi entro le folle e soprattutto della loro
personalit. Sono uomini carismatici, dazione, caratterizzati da una forte volont, capaci di
imporsi e di guidare le masse. Esercitano con il loro prestigio un potere magnetico sulla folla
usando strategie di comando ( affermazioni brevi e concise, uso di ripetizione, uso del contagio
dellirrazionalit e lattrazione emotiva).
Un altro sostenitore Tarde, che per, rifiuta lidea che la realt collettiva sia unentit
autonoma dalle persone che la compongono. Dietro ogni fatto sociale c la persona, ci non
significa che le persone non si influenzano tra di loro, anzi, tale processo sta alla base di ogni
fenomeno sociale sotto forma di imitazione. Nelle "leggi dellimitazione, limitazione il vero
motore del mondo. Alla base della vita sociale vi sono 3 cause: a) il desiderio: inteso come la
molla dellattivit umana, che spinge ad agire verso ci che si ritiene desiderabile,
b)l'invenzione:attuazione individuale del processo di desiderio; vengono costruite nuove
idee, sia nella realt interna sia nella realt sociale c)la relazione interpsicologica:
lintersezione tra i primi due, a sua volta centro dei nuovi sviluppi e nuove creazioni.
Questi processi sono diffusi in tutti gli uomini, alcuni sono particolarmente abili nellinventare
idee (capi carismatici). Linvenzione crea modelli di comportamento originali, limitazione
diffonde le novit spingendo le persone ad adeguarvisi. lesito del sonno della ragione.
2. Volkerpsichologie (psicologia dei popoli): (Germania) la psicologia sociale
comparata e storica che si occupa dei prodotti della cultura che derivano dallinterazione
sociale. Si basa sullassunto che la forma di base dellassociazione umana, la comunit
culturale, sia il Volk, in cui avvengono la formazione e leducazione degli individui, e il
cui spirito o mente costituisce il principio mentale unificante o idea. Massimo esponente
fu Wundt, che consider la psicologia sperimentale e la psicologia sociale due discipline
distinte ma complementari. La prima studia lindividuo con metodi sperimentali, la
seconda si occupa di fenomeni collettivi non indagabili sperimentalmente. Gli assunti di
base sono: a) lessere umano ha una natura intrinsecamente sociale quindi lo studio
del rapporto tra persona e comunit b) la ps sociale una disciplina storica perch si
occupa del linguaggio, dei miti,dei costumi di un popolo e non pu prescindere dal
contesto storico socio-culturale in cui si sviluppa c) loggetto della ps sociale lo studio
del rapporto tra le persone e i prodotti della loro interazione che a loro volta influiscono
sulle menti delle persone arricchendole.
La ps sociale di Wundt si interessava allo studio delle origini e delle trasformazioni del pensiero
nelle societ, alla cultura di un popolo, intesa come qualcosa "che al di l della
consapevolezza degli individui, al tempo stesso li ingloba ed essi la trasmettono, qualcosa
che sta dentro e sta fuori la loro consapevolezza.
Queste 2 teorie focalizzano lattenzione sui fenomeni collettivi, sulla societ, pi che sulle
singole persone. Entrambe utilizzano la metodologia osservativo-interpretativa
IN AMERICA
1885-1934 l'esordio: Triplett (1895) considerato il primo ricercatore di ps sociale.
(gara ciclistica, si accorse che le prestazioni dei corridori erano maggiori in presenza di altri,
facilitazione sociale). In verit, il primo studio era stato realizzato nel 1880 da Ringelmann
sempre sulle prestazioni delle persone in presenza di altri, ma a differenza di Triplett aveva
rilevato che le prestazioni erano inferiori in gruppo (inerzia sociale). Il merito della nascita
della psicologia sociale come disciplina autonoma viene attribuito allo psicologo McDougall e al
sociologo Ross nel 1908. McDougall ha denominato la sua psicologia "ormica, dove la
persona doveva essere la principale unit danalisi insieme ai i suoi istinti, intesi come
disposizione innata, collegati con le emozioni e rilevabili attraverso esse. Ross invece sottolinea
limportanza del gruppo e dello studio dei comportamenti collettivi, che esercitano una grossa
influenza sulla persona determinando pensieri, opinioni sentimenti e interessi . Allport formula
la prima chiara definizione di psicologia sociale. Propose una concezione individualistica della
psicologia sociale, una scienza sperimentale e del comportamento. I fenomeni sociali, i
gruppi, non necessitano di modelli teorici specifici n di metodi peculiari: possono essere intesi
con i modelli utilizzati per comprendere le persone e indagati con i medesimi metodi.
1935-45 anni della costituzione: due eventi storici caratterizzarono levoluzione della ps
sociale. 1) la crisi del 29, dove alcuni giovani psicologi persero il lavoro e nel 36 fondarono la
"society for the psycho-logical study of social issues (SPSSI) dedita allo studio di questioni
sociali quotidiane presenti nel mondo reale. Inoltre introdussero il tema dei valori e delletica
nellambito della psicologia sociale. 2) lascesa del nazismo in Europa aveva prodotto un clima
antisemita, e molti psicologi ebrei emigrarono negli USA. In questo periodo Lewin fu uno dei
pi importanti, il quale contribu alla costituzione della SPSSI ed era convito che la psicologia
sociale doveva essere una scienza pura e una disciplina applicata. ritenuto il fondatore della
psicologia sociale moderna.
1946-69 rapida espansione: in questo periodo la ps sociale vive un periodo di rapida
espansione. Adorno studi i parametri per delineare la personalit autoritaria. Milgram fece
degli esperimenti volti a comprendere come si comportano le persone in presenza di
unautorit che impartisce loro ordini che possono portare ad atrocit. Altri psicologi studiarono
i processi di influenza del gruppo sulla persona (Asch) e il potere della comunicazione
persuasiva ( Hovland). In questi anni Festinger propose la teoria della dissonanza
cognitiva, secondo cui le persone sono portate a mantenere coerenza cognitiva tra
comportamenti e atteggiamenti.
1970-84 crisi e rinascita: da una parte si verifica una grave crisi di fiducia nei confronti
della ps sociale, vennero contestati i metodi di ricerca utilizzati soprattutto quello sperimentale
in laboratorio. Molte pratiche vennero definite non etiche, culturalmente e storicamente
limitate. Mentre dallaltra parte, coloro che sostenevano la ricerca sperimentale affermavano
che i loro principi teorici erano etici, validi e ampiamente applicabili. Da questa spaccatura
della ps sociale americana si svilupp un dibattito produttivo. Vennero stabiliti standard etici
pi rigorosi. Oltre al metodo sperimentale si svilupp anche quello correzionale. Questi sono gli
anni in cui si sviluppa la rivoluzione cognitivista, alcuni psicologi assunsero una prospettiva
"calda focalizzata su emozioni e motivazioni come determinati del pensiero e dellazione;
altri la prospettiva "fredda che enfatizza linfluenza delle cognizioni sul modo in cui le
persone percepiscono,sentono e desiderano.
Dal 1985 a oggi espansione e visione pluralistica della ps sociale: inizia un lavoro di
confronto e di integrazione a livello culturale (cultura europea e nordamericana), a livello
metodologico (ricerca di laboratorio, correlazionale, osservativa)e a livello teorico
(cognitivismo, approccio relazionale).
IN EUROPA
Solo dopo il 1945, grazie alla collaborazione con gli USA, la ps sociale europea inizi una lenta
e solida ripresa. Il punto di inizio viene collocato nello studio "seven nations study, un
progetto di ricerca interculturale e interdisciplinare sulla minaccia e il rifiuto. Parteciparono
Schacter e Festinger e alcuni ricercatori europei. Nel 1966 prese vita lassociazione europea di
psicologia sociale sperimentale (european association of experimental social psychology -
EAESP). Parteciparono Tajfel e Moscovici, i quali posero le basi per una psicologia sociale pi
sociale.
Le critiche rivolte al ps nordamericana sono due:
1. La psicologia sociale nordamericana si dedicata troppo allo studio di processi proprio
delluomo in quanto specie e quindi presenti nel comportamento umano, ma non
specifici di questultimo
2. La concezione della societ come ingenua e astorica, intesa come semplice aggregato di
individui collegati tra loro da relazioni interpersonali.
Per Tajfel, la societ ha una struttura propria che non pu essere definita in base alle
peculiarit delle singole persone. Moscovici, sostenne che loggetto della psicologia sociale
rappresentato dal comportamento simbolico dei soggetti sociali, persone o gruppi. Gli assunti
del pensiero di Moscovici sono due:
1. Loggetto di studio il conflitto che si genera e che non mai eliminabile, tra persona e
societ. Il conflitto una tensione continua che deve e pu trovare punti di risoluzione
ed equilibrio sia nella storia delle persone sia nella storia dei gruppi. (teoria delle
minoranze attive)
2. La ps sociale studia la genesi, la struttura e il funzionamento dei fenomeni simbolici
della cognizione e della comunicazione.(teoria delle rappresentazioni sociali)
Con sguardo psicosociale si intende una modalit particolare di osservare e indagare i
fenomeni sociali, orientato da teorie e osservazioni dirette dei rapporti tra persone e gruppi in
uno specifico contesto sociale. Moscovici pone una visione ternaria dei fatti e delle relazioni.
Vi sono 3 poli, soggetto individuale, soggetto sociale e oggetto, ovvero, io-altro-oggetto. Tra
sogg e ogg si inserisce un terzo elemento che funge da mediatore: il sociale. Laltro pu essere
un alter ego, ossia, qualcuno simile a s o un semplice alter, qualcuno differente da s.
Le caratteristiche che connotano la ps sociale europea e la differenziano da quella americana
sono:
1. Assunzione di una prospettiva interazionista del soggetto: le persone sono soggetti
sociali e la societ costruita dallinterazione delle persone. Linterazione sociale
costitutiva e strutturante nei confronti del comportamento medesimo.
2. La concezione del sociale: il sociale organizzato quindi non un aggregato di persone
ma una realt articolata e stratificata in gruppi e sottogruppi.
3. La scelta metodologica: le persone vengono considerate cittadini, situati in un contesto
e in una struttura sociale, quindi devono essere individuate strategie di ricerca che
consentano di valorizzare questi elementi.
LEWIN
Dal punto di vista epistemologico, Lewin propose la distinzione tra:
concezione aristotelica della scienza la conoscenza di tipo classificatorio, si basa
sullassunto che gli eventi che si possono studiare scientificamente sono quelli che si
ripetono frequentemente, consentono di dedurre leggi stabili.
concezione galileiana della scienza di natura genetico- condizionale: sostiene che
tutti gli eventi seguono delle leggi,anche quelli pi rari. Tale concezione focalizza
lattenzione sul rapporto tra il loro verificarsi e la presenza di determinate condizioni
nellambiente.
La teoria di campo qualsiasi comportamento entro un campo psicologico dipende dalla
configurazione del campo nell hic et nunc (principio di contemporaneit). Il campo viene
definito come la totalit degli fatti coesistenti nella loro interdipendenza. Le leggi del campo,
non derivano dalle caratteristiche dei singoli elementi presenti in esso, ma dalla sua
configurazione globalmente considerata., dallenergia che il campo possiede e dalla direzione
delle forze. un sistema dinamico e un sistema di forze. Lewin individua 3 ambiti in cui i
mutamenti sono di particolare interesse:
1. lo spazio di vita, ovvero la relazione tra persona (P) e ambiente psicologico (A) cos
come viene visto da essa. Da qui lequazione di Lewin C=f(PA), il comportamento di
una persna funzione sia di elementi personali sia ambientali. Lo spazio di vita include
bisogni, desideri, motivazioni, struttura cognitiva e ideali.
2. I fatti, non avendo effetti diretti sulla persona, non entrano nel campo psicologico.
3. I fatti posti nella zona di confine tra lo spazio di vita e il mondo esterno in un processo
di interscambio attraverso processi percettivi. Osservando questa zona possibile
comprendere i mutamenti del campo e la direzione in cui possono avvenire.
A Lewin si devono anche: lanalisi della dinamica dei gruppi e la focalizzazione sulla ricerca
azione. Il gruppo una totalit dinamica, connotata dallinterdipendenza dei membri. Per
quanto riguarda la ricerca-azione, le idee che stanno alla base sono: la collaborazione, la
partecipazione e la democrazia. Si propone di cogliere gli aspetti oggettivi e soggettivi del
campo dindagine, guarda allevoluzione della teoria e della pratica sociale e cerca di produrre
contemporaneamente conoscenza della realt esistente e il suo cambiamento.
DOISE
Sostiene che in psicologia si possono trovare 4 livelli di spiegazione, si tratta di livelli di analisi,
ognuno consente di conoscere un pezzo di realt, per riuscirla a cogliere nella sua interezza, e
sono:
1. Livello psicologico o intrapersonale: comprendere coma la persona organizza la sua
percezione del mondo e come si comporta in esso. Le teorie sviluppate si propongono di
spiegare i meccanismi attraverso cui la persona organizza la sua esperienza (teoria
della dissonanza cognitiva di Festinger)
2. Livello interpersonale o intrasituazionale: comprendere le dinamiche che si manifestano
tra le persone considerate in maniera contestuale, ossia indipendentemente dalle loro
posizioni sociali e dalla situazione specifica. (teoria dellattribuzione sociale di Kelley)
3. Il livello posizionale: comprendere limpatto delle differenze di ruolo o status delle
persone sui processi psicosociali osservati. Spesso le teorie del 2 livello si innestano su
quelle del 3. (teoria del confronto sociale di Festinger pu trovare applicazione al 2
livello ed essere riletto nel 3)
4. Livello ideologico: comprendere come le credenze ideologiche universali portino a
rappresentazioni mentali e sociali e come queste si traducano nellassunzione di
comportamenti differenziati e discriminatori. (ipotesi del mondo giusto di Lerner).
Persona fa riferimento a un soggetto morale capace di pensiero libero e dotato di pensieri
credenze e valori unici che si costruisce in interazione e relazione con il sociale e le persone
significative.
Individuo soggetto contenuto nel proprio spazio psicologico separato dalla realt materiale e
dagli altri individui. Il soggetto indipendente dal contesto sociale che comunque pu influire.
CAP 2 - METODI DI RICERCA PER LA PSICOLOGIA SOCIALE
Gli psicologi sociali utilizzano il metodo scientifico una serie di regole convenzionali a cui
viene dato lassenso dalla comunit scientifica, che hanno lo scopo di guidare la produzione di
informazioni su un dato oggetto di studio e di rendere confrontabili queste informazioni nella
comunit scientifica. La questione cruciale lintersoggetivit, intesa come le relazioni tra
persone, tra gruppi e tra la persona e il contesto sociale in cui inserita. La ricerca degli
psicologi sociali si caratterizza per un fare giocoso della ricerca, utilizzando il gioco
scientificamente. La ricerca parte dalla curiosit dello studioso che sempre sollecitato da una
domanda che pu derivare dalle riflessioni rispetto alle teorie( ricerca pura) o da unattenta
osservazione della realt (ricerca applicata). il secondo passo consiste nel vedere se la
letteratura ha gi una risposta per il suo interrogativo. Se non c si effettuer una ricerca i cui
risultati saranno messi a disposizione della comunit scientifica attraverso pubblicazioni ecc.
possiamo quindi considerare la ricerca scientifica come unazione sociale che si attua allinterno
della comunit scientifica.
TEORIA E IPOTESI DI RICERCA
Le spiegazioni dei fenomeni sociali sono organizzate in teorie. La teoria definita come un
insieme di principi che spiegano e predicono gli eventi osservati. Il processo di verifica della
teoria il processo di ricerca (si parla di ciclo della ricerca diverse fasi collegate tra loro:
1) domanda del ricercatore, 2)teoria di riferimento,3) definizione ipotesi,4) il disegno della
ricerca, caratterizzato dalla scelta dei partecipanti e degli strumenti, dalla produzione dei
dati,dall analisi dei dati e dalla comunicazione dei risultati). La ricerca scientifica un processo
attraverso il quale il ricercatore trova delle risposte alle domande. Le teorie sono un insieme di
costrutti che sintetizzano e spiegano i fatti. I costrutti sono concetti astratti non direttamente
osservabili che vengono resi osservabili con le variabili (qualsiasi caratteristica,fisica o
psichica, del soggetto che pu assumere valori diversi in un dato intervallo e che varia da
individuo a individuo). Una buona teoria: 1) sintetizza un buon numero di osservazioni 2) fa
chiare ipotesi( proposizioni testabili che descrivono una relazione che potrebbe esistere tra gli
eventi) che possono essere utilizzate per a. confermare o modificare la teoria, b. generare
nuove vie di indagine, c. suggerire implicazioni pratiche. Le ipotesi assolvono a molteplici
funzioni: 1) consentono di verificare una teoria indicandoci come si potrebbe falsificarla 2)
indicano la direzione della ricerca e alcune volte portano a considerare eventi o fattori che non
si sarebbero considerati 3) possono dare indicazioni applicative. La ricerca scientifica quindi
un processo di falsificazione di ipotesi che implica diversi passaggi.
VALIDITA' miglior approssimazione disponibile alla verit o falsit delle proposizioni
relative alle conclusioni tratte da una ricerca. Costrutto il prodotto di una fondata
riflessione scientifica, unidea sviluppata per permettere la categorizzazione e la descrizione di
alcuni comportamenti direttamente osservabili.
Una ricerca valida quando il ricercatore sufficientemente certo delle conclusioni a cui arriva
con la ricerca.
Esperimento di Darley e Batson ipotizzarono che nella scelta di aiutare gli altri incidessero non
solo le caratteristiche di personalit ma anche le variabili situazionali. Risultato: i
seminaristi a cui era stata fatta fretta erano meno inclini ad aiutare il bisognoso rispetto ai
colleghi che non andavano di fretta. Per capire se la ricerca valida, bisogna analizzare
lintero processo di ricerca.
Validit di costrutto il modo in cui i 2 psicologi hanno operazionalizzato questi 2 costrutti
rispecchia efficacemente i costrutti teorici
Validit interna aiutare o non aiutare gli altri pu dipendere solo dal fattore tempo?
Validit esterna i risultati possono essere generalizzati a tutte le persone messe sotto
pressione dal tempo?
Le validit della ricerca dipendono dal grado di controllo(qualsiasi procedimento atto a
neutralizzare o tenere sotto controllo le potenziali minacce alla validit) che il ricercatore ha
attuato nelle diverse fasi della ricerca stessa.
LE DOMANDE DEL RICERCATORE implicano finalit della ricerca differenti. Possono avere
come finalit: 1) la descrizione di un fenomeno 2) lobiettivo di volerlo spiegare andando a
studiare le associazioni tra gli eventi 3) produrre un evento\fenomeno.
LE RICERCHE CORRELAZIONALI si occupano di indagare i legami tra 2 o pi variabili, lo
studio delle relazioni che occorrono naturalmente tra le variabili. Tumin ha misurato il livello di
istruzione e il grado di pregiudizio verso gli afroamericani e ha trovato una correlazione
negativa. (pi le persone sono istruite e meno il loro livello di pregiudizio).il legame tra livello
di istruzione e pregiudizio potrebbe avere 3 diverse spiegazioni: a) il livello di istruzione
produce pregiudizio b) il pregiudizio produce un basso livello di istruzione c) esiste unaltra
variabile (status socioeconomico,intelligenza..) in grado di produrre sia il livello di istruzione sia
quello di pregiudizio.
CORRELAZIONE E CAUSA
La correlazione indica una relazione tra 2 variabili che non implica necessariamente che la
prima variabile causi la seconda o viceversa. La relazione pu non essere un legame di causa
ed effetto. Es. correlazione tra autostima e traguardi scolastici, misurando il livello di
intelligenza e di status socioeconomico la relazione causale tra autostima e successo scolastico
scomparsa. Quindi il legame tra 2 variabili pu essere spiegato considerando anche gli altri
fattori intervenienti.
Vantaggio consentono di indagare il legame tra le variabili nel mondo reale (sul campo) e di
considerare variabili quali la razza, il genere, let e lo status sociale che non possono essere
manipolate dal ricercatore.
Limite i risultati non dicono nulla in termini di causa e effetto. Consentono di fare delle
ipotesi causali ma non consentono di verificare il legame sul campo a causa delle eventuali
terze variabili.
RICERCA SPERIMENTALE - CAUSA E EFFETTO
La difficolt di isolare la causa e leffetto nei contesti naturali ha portato a creare in laboratorio
simulazioni della vita quotidiana, eliminando quei fattori che potrebbero alterare il legame
causale oggetto della ricerca. Ricerca sperimentale studi che indagano le relazioni di
causa-effetto su una o pi variabili dipendenti manipolando uno o pi fattori( variabili
indipendenti) e controllando gli altri (tenendoli costanti). Gli psicologi sociali hanno riprodotto i
processi oggetto del loro studio controllando cos il maggior numero di variabili intervenienti.
Ci che cercano non tanto il realismo mondano ( il grado in cui lesperimento simile
superficialmente alle situazioni quotidiane), quanto il realismo sperimentale ( il grado in cui
un esperimento assorbe e coinvolge i partecipanti), quindi il comportamento dello
sperimentatore non deve essere identico a quello che si osserva nella realt, lesperimento
deve essere caratterizzato da realismo, deve coinvolgere i soggetti cos come li coinvolgerebbe
la realt. Nelle ricerche sperimentali i ricercatori alterano le possibili cause (variabili
indipendenti fattori sperimentali che vengono manipolati dal ricercatore) e verificano cosa
succede nelle variabili dipendenti. Gli esperimenti si caratterizzano per la presenza di una o pi
variabili indip manipolate dal ricercatore e l'assegnazione causale( processo dove ogni
persona ha la stessa probabilit di essere assegnata a una certa condizione di un esperimento)
alle varie condizioni sperimentali. Esperimento di Bandura sullinfluenza dellosservazione di
comportamenti aggressivi da parte dei bambini i ricercatori fecero vedere ad un gruppo di
bambini un adulto che picchiava una bambola, allaltro gruppo un adulto che giocava con la
bambola. I disegni sperimentali consentono di creare un legame causa-effetto attraverso la
manipolazione della causa. I ricercatori manipolano la variabile indipendente formando pi
gruppi di soggetti e facendo sperimentare ai soggetti una sola condizione della variabile
indipendente. Con lassegnazione casuale i gruppi costituiti saranno uguali relativamente alle
variabili che potrebbero influenzare il legame causa-effetto oggetto della ricerca.
Lassegnazione casuale consente di controllare quei fattori estranei che potrebbero alterare il
legame di causa-effetto che si vuole verificare con lesperimento. Inoltre crea dei gruppi
equivalenti che consentono di imputare ogni differenza riscontrata nella variabile
dipendente( variabile che viene misurata, chiamata cos perch i suoi valori potrebbero
dipendere dalle manipolazioni della var indip).
LABORATORIO O RICERCA SUL CAMPO?
Ricerca sul campo ricerca compiuta in un setting naturale di vita reale, fuori dal
laboratorio.
Le differenze tra ricerca sul campo e ricerca in laboratorio sono: minore o maggiore controllo
sulle variabili, tipo di validit della ricerca. La ricerca sul campo dovrebbe essere la pi valida
perch registra ci che accade nella realt, purtroppo il controllo meno forte di quello
ottenibile con una ricerca di laboratorio. Quindi si parla di 2 validit:
1. Validit esterna legata alla generalizzabilit dei risultati a individui e contesti diversi
da quelli oggetto della ricerca
2. Validit interna garantisce il legame di causa tra variabile indip e variabile dip.
Quando la modifica della variabile dip dovuta esclusivamente alla modifica della
variabile indip.
pi facile che le ricerche sul campo abbiano una validit esterna elevata e una interna bassa,
viceversa per quelle in laboratorio. Perci utile integrare queste 2 strategie di ricerca.
RICERCA CORRELAZIONALE VANTAGGI: Si una un setting di vita reale SVANTAGGI: Il
legame di causa spesso ambiguo
RICERCA SPERIMENTALE VANTAGGI: Esplorano causa ed effetto controllando le variabili
attraverso lassegnazione causale dei soggetti SVANTAGGI : Alcune variabili importanti non
possono essere studiate con gli esperimenti.
Leffetto che si pu trovare in laboratorio si rispecchia negli effetti che si possono trovare con la
ricerca sul campo. Gli psicologi sociali ricostruiscono in laboratorio dei mondi sociali
caratterizzati dal realismo sperimentale che consente alle persone di sentirsi emotivamente
coinvolte come se fosse reale. Bisogna per essere cauti nella generalizzazione dei risultati
poich il laboratorio rimane una semplificazione controllata della realt. I partecipanti di molte
ricerche sono studenti universitari, che non sono sempre un campione rappresentativo
dellumanit. Noi possiamo distinguere tra: 1) contenuto del pensiero 2) comportamenti delle
persone (es atteggiamenti),3) processi attraverso i quali le persone pensano e agiscono in un
determinato modo( come gli atteggiamenti influenzano i comportamenti e viceversa). 1 e 2
variano da cultura a cultura, 3 sono pi universali. Nonostante questo lo scopo delle ricerche
non tanto generalizzare i risultati quanto testare teorie in grado di spiegare fenomeni sociali.
STRUMENTI PER LA RICERCA
Nelle ricerche vengono usati spesso 3 tipi di strumenti: il questionario, lintervista e
losservazione. Questi strumenti possono essere usati sia sul campo che sul laboratorio. Il
processo di misurazione parte dallesplicitazione delle variabili e attraverso
loperazionalizzazione si arriva a stabilire come misurarle, come raccogliere i dati.
L'OSSERVAZIONE Strumento di registrazione dei comportamenti che vengono codificati
attraverso categorie. uno strumento di rilevazione dei dati complesso. Quando si conduce
unosservazione, bisogna prestare la massima attenzione , essere sistematici e selettivi ed
avere ben presente le scelte da fare. Bisogna scegliere dove osservare, chi osserva, che cosa
osservare, come osservare ovvero il contesto di osservazione, il ruolo dellosservatore, il
tempo, le categorie di comportamento da osservare, le tecniche di registrazione.1) Per quanto
riguarda il dove osservare occorre sapere se il contesto naturale e di laboratorio. 2)Per
quanto riguarda il chi osserva: distinguiamo tra osservazione naturalistica ( osservatore
esterno e cerca di non influenzare in alcun modo), osservazione partecipante( losservatore
coinvolto, lo influenza e ne viene influenzato.). 3)che cosa osservare: complesso perch
bisogna decidere: a) il numero delle sedute osservative,b) la durata,c) il tipo di rilevazione
(continua,es. tutto il giorno o intervalli, es la mattina) e d) lunit di tempo (che riguarda la
durata di ogni singola sessione di osservazione). Definito il tempo bisogna approfondire le
categorie di comportamento che vogliamo osservare. Scegliamo tra categorie MOLARI
comportamenti che hanno una durata e che sono dotati di senso, categorie MOLECOLARI: sono
i comportamenti che durano pochi secondi. 4) come osservare: si possono scegliere tecniche
di registrazione del comportamento diverse. Si pu utilizzare la registrazione e la
videoregistrazione e in un secondo momento codificare i comportamenti osservati oppure
procedere alla compilazione di una scheda di osservazione (check-list).
L'INTERVISTA Strumento basato sulla relazione tra intervistatore e intervistato con
lobiettivo di rilevare le opinioni e gli atteggiamenti dellintervistato. uno strumento di
raccolta dei dati, che consente di conoscere lopinione delle persone relativamente a diverse
tematiche. Un aspetto fondamentale riguarda la relazione che si instaura tra lintervistato e
lintervistatore. Vengono distinti 2 tipi di interviste:
1. Interviste non-strutturate dette anche interviste libere, perch pur essendo definito il
tema non sono definite le domande, ma lintervistato chiamato a esprimere la sua
opinione. Lintervistatore cerca di essere il meno intrusivo possibile, pu per chiedere
di approfondire alcuni aspetti. (registrer il contenuto verbale e la comunicazione
analogica)
2. Intervista semi-strutturata o strutturata prevede una serie di domande prestabilite
che vengono poste dallintervistatore, secondo un ordine a sua discrezione o stabilito.
Le dinamiche relazionali sono le stesse dellintervista non strutturata, anche se in
questo caso ci sono maggiori punti di ancoraggio per lintervistatore e la codifica delle
risposte pi agevole.
Nellintervista non-strutturata i dati raccolti saranno diversi da intervistato a intervistato,
nellintervista strutturata, essendo le risposte ancorate a domande precise, sar pi facile
codificarle in categorie similari.
IL QUESTIONARIO Strumento altamente strutturato in grado di quantificare gli
atteggiamenti, le opinioni e i pensieri delle persone su un dato argomento. lo strumento
caratterizzato dal grado di strutturazione maggiore se confrontato sia con lintervista sia con
losservazione. Viene utilizzato per misurare gli atteggiamenti, le opinioni, i pensieri delle
persone. Sono composti da domande poste in ordine ben preciso e uguali per tutti i soggetti.
Le risposte possono essere gi codificate o aperte, nel primo caso il soggetto chiamato a
scegliere tra le alternative proposte, nel secondo pu esprimere liberamente la propria
opinione. caratterizzato da domande standard e la comparabilit delle risposte si ottiene solo
quando ogni domanda viene ripetuta alle diverse persone esattamente nello stesso modo. Il
fatto che le domande siano standardizzate implica unattenzione particolare a come esse
vengono formulate, al loro ordine, e alla modalit con cui i soggetti possono rispondervi.
Occorre quindi formulare domande chiare e semplici. Si deve prestare attenzione anche alla
standardizzazione delle risposte che devono essere uguali per tutti. Queste possono essere
dicotomiche(es. vero o falso),unipolari (prevedono un certo numero di possibili risposte ma in
ununica direzione es. per niente frequente o molto frequente), bipolari con possibilit di
risposta tricotomica ( risposte opposte agli estremi e una neutra al centro della scala di
risposta es. si, no,non so). Per quanto riguarda il "non so una possibilit di assenso
parziale. Infine importante tenere conto della desiderabilit sociale, spesso le persone
rispondono cercando di dare unimmagine positiva di s al ricercatore.
LA RELAZIONE TRA RICERCATORE E PARTECIPANTE la psicologia sociale studia i legami
fra le diverse relazioni e linfluenza delle relazioni sulla persona. Si deve porro lattenzione sulla
relazione che inevitabilmente si viene instaurare tra ricercatore e soggetto. I ricercatori hanno
ideato diverse strategie per controllare questo fenomeno facendo uso dei confederati
(persone che vengono utilizzate dal ricercatore per costruire il "gioco della ricerca. Di solito
interpretano un ruolo nella situazione di ricerca: un aiutante del ricercatore, un bisognoso, un
medico). Sono persone non implicate direttamente nella progettazione della ricerca, in questo
modo, anche la relazione che si instaura tra confederato e soggetto oggetto della ricerca. Se
lessere a conoscenza degli obiettivi influenza il setting della ricerca, i ricercatori utilizzano
storie di copertura o linganno per evitare che i partecipanti alla ricerca confermino le ipotesi
dei ricercatosi solo per comportarsi da "bravi soggetti sperimentali.
IL GIOCO DELLA PSICOLOGIA SOCIALE E L'ETICA DELLA RICERCA
Inganno(i partecipanti sono disinformati e ingannati sui metodi e obiettivi dello studio) e
storie di copertura consentono di ottenere realismo sperimentale. Sono 2 ingredienti specifici
che contribuiscono ad alimentare lidea giocosa della psicologia ma hanno degli importanti
risvolti etici. Il dilemma etico consiste nel decidere se in un determinato momento sia pi
coretto ingannare il soggetto sui reali obiettivi della ricerca per far s che la ricerca progredisca
o piuttosto sia necessario fermarsi per non incorrere in problemi di ordine etico. La scelta,
spesso, quella di ricorrere allinganno, effettuare la ricerca e successivamente svelare ai
soggetti il reale scopo della ricerca - debriefing- (spiegazione dello studio ai partecipanti che
avviene in un momento successivo alla conclusione dellesperimento. Di solito si informano i
partecipanti dellinganno e si chiede ai partecipanti cosa hanno capito dellesperimento e quali
sono i sentimenti sollecitati dallesperimento stesso). Il ricercatore si interroga sul tipo di
stimoli da sottoporre ai soggetti. A volte gli esperimenti non sono pericolosi, altre volte
comportano un coinvolgimento intenso delle persone, dei loro pensieri e delle loro emozioni. La
ricerca fa quindi riferimento ad un codice etico che ne sancisce i principi guida generali (AIP-
associazione italiana di psicologia). I 3 principi generali sono:
1. Competenza: il ricercatore deve essere competente e in grado di usare in modo
consapevole le tecniche e gli strumenti di ricerca ed evitare rischi per il benessere fisico
e psicologico dei partecipanti.
2. Correttezza e integrit: nel comunicare quali siano le sue qualifiche professionali, la sua
formazione e le sue esperienze professionali precedenti.
3. Responsabilit sociale: deve essere responsabile a livello sociale della ricerca, deve
rispettare e far rispettare le leggi, favorire la diffusione delle conoscenze con lo scopo di
aumentare il benessere delle persone e della societ.
Il codice etico comprende anche 9 classi di norme etiche tra cui lattenzione a ottenere un
consenso informato ( un principio etico che richiede che i partecipanti alla ricerca siano
informati sufficientemente in modo da poter scegliere se partecipare o meno alla ricerca).
RICERCA ESEMPLIFICATIVA: LA PRIGIONE DI STANDFORD DI ZIMBARDO (PAG 46)
CAP. 3 - IL SE' IN UN MONDO SOCIALE
Secondo Lewis e Brooks-Gunn,i bambini cominciano a riconoscere la propria immagine allo
specchio tra i 18 e i 24 mesi. Questo perch la capacit di riconoscersi la prima chiara
espressione del concetto di s.
Il s riveste un ruolo di notevole importanza in numerosi aspetti dellesistenza umana e le
energie impiegate dalla persona nel tentativo di costruirlo superano quelle investite in qualsiasi
altro bisogno corporeo o materiale. LABC del s costituito da:affect, behavoiur, cognition:
aspetti affettivi, comportamentali e cognitivi.
RIFLETTORI E ILLUSIONI comune tra le persone, la tendenza a considerare se stessi al
centro dellattenzione, sopravvalutando lattenzione che gli altri rivolgono a loro. Questo
fenomeno si chiama: effetto spotlight effetto riflettore, convinzione che gli altri prestino
pi attenzione al nostro aspetto e comportamento di quanto non facciano in realt. Questo
vero anche per le emozioni e poich noi ne siamo estremamente consapevoli spesso soffriamo
di unillusione di trasparenza ( illusione che porta le persone a ritenere che le loro emozioni
nascoste affiorino e possano essere facilmente lette dagli altri). La ricerca mostra che ci di cui
ci si preoccupa a dismisura, viene a stento notato dagli altri e presto dimenticato.
Leffetto spot light e lillusione di trasparenza sono esempi di interazione tra il nostro s e i
mondi sociali in cui viviamo, altri esempi sono: a) ci che ci circonda a livello sociale influenza
lautoconsapevolezza, b) linteresse personale tinge di sfumature diverse il giudizio sociale, c)
la preoccupazione per se stessi motiva i comportamenti sociali, d) i rapporti sociali aiutano a
definire il s e nelle varie relazioni che intratteniamo facciamo ricorso ai vari s.
Da una parte le idee e i sentimenti che si nutrono verso se stessi influenzano il modo in cui gli
altri ci vedono e dallaltra, gli altri contribuiscono a plasmare il senso del nostro s. Il senso
che si ha del proprio s organizza pensieri, emozioni, azioni e ci rende capaci di valutare
passato, presente e futuro, sviluppando un comportamento adattivo.
SE' Concetto di s(chi sono io?) - s sociale (i miei ruoli, la mia identit di gruppo)
- autostima (percezione che ho del mio valore, valutazione positiva o negativa di me
stesso) - conoscenza del s( in che modo posso spiegare e prevedere me stesso?)
IL CONCETTO DI SE' la risposta di una persona alla domanda "chi sono io?. Kuhn e
McPartland crearono il "twenty statements test(TST), il testo consiste in 20 frasi
autodescrittive del tipo "io sono... basato sullassunto fondamentale della self-theory, ossia,
il comportamento di una persona diventa prevedibile se da essa si riesce a ottenere la
definizione che ha di se stessa, questo perch il comportamento socialmente determinato
quindi la definizione di s il frutto dellinteriorizzazione delle aspettative di gruppo.
LA PERCEZIONE DEL SE': Laspetto pi importante di una persona il suo s. Alcuni studi
hanno scoperto dove si origina tale percezione e il ruolo decisivo dato dallemisfero cerebrale
destro. Anche la corteccia prefrontale mediale sembra essere responsabile della coesione del
s poich risulta essere pi attiva quando si pensa a se stessi. Gli schemi del s
(considerazioni sul s che strutturano e guidano lelaborazione di informazioni importanti per il
s). Sono quelle specifiche convinzioni di base alle quali si definisce se stessi, sono modelli
mentali in base ai quali le persone organizzano il proprio mondo. Influenzano il modo in cui si
percepiscono, si ricordano, si valutano se stessi e gli altri.
Effetto autoreferenziale (tendenza a elaborare in modo efficace e a ricordare bene le
informazioni relative a se stessi). Il s influenza anche la nostra memoria, quando
linformazione pertinente con il concetto di s, si elabora rapidamente e la si ricorda senza
difficolt. quindi possibile affermare che i ricordi si formano intorno allinteresse principale:
se stessi. Leffetto autoreferenziale ci dice che il senso del nostro s il centro del nostro
mondo,quindi si tende a considerare se stessi al centro del palcoscenico e si sopravvaluta la
misura con cui gli altri ci notano.
I SE' POSSIBILI: Il concetto di s include non solo gli schemi di s ma anche i s
possibili(immagini di ci che si desidera, che si sogna o si teme di diventare in futuro -
Markus). Questi s possibili offrono una motivazione che alimenta la visione della vita a cui si
aspira.
LO SVILUPPO DEL SE' SOCIALE Il concetto di s contribuisce a organizzare il pensiero
umano e a guidare il comportamento sociale. Cosa determina il concetto di s? Influenze
genetiche e esperienza sociale giocano un ruolo cruciale sulla personalit e sul concetto di s. I
principali fattori che determinano il s sono: a) i ruoli che si assumono, b) le identit sociali
che le persone si creano, c) i confronti con le altre persone, d) i successi e i fallimenti, e) i
giudizi degli altri, f) la cultura dominante.
Ruolo: un insieme di norme che definisce come dovrebbero comportarsi le persone in una
certa posizione sociale. riferito alle azioni che ci si aspetta da chi occupa una particolare
posizione sociale. Quando si assume un nuovo ruolo, in fase iniziale se ne consapevoli,
tuttavia, ci che inizia come rappresentazione di un ruolo viene gradualmente assorbito
allinterno della percezione del s. Quando recitiamo nuovi ruoli allinizio ci si pu sentire finti,
ma il disagio raramente perdura. Esempio: universit di Standford di Zimbardo. Linville studia
limportanza della complessit del s ( il numero e la diversit degli aspetti del s che le
persone sviluppano in relazione ai diversi ruoli assunti, alle diverse attivit svolte e ai diversi
rapporti sviluppati). Chi ha pochi aspetti del s , simili tra loro, ha una scarsa complessit del
s; al contrario, chi ne ha molteplici e indipendenti, ha unelevata complessit del s.
L'IDENTITA' SOCIALE Il concetto del s non include solo lidentit personale ma anche
lidentit sociale, ovvero, la definizione sociale di ci che si ,implica una definizione di ci che
non si . Quando si fa parte di un gruppo ristretto circondato da un gruppo pi ampio, si
spesso consapevoli della propria identit sociale, quando il gruppo sociale a cui si appartiene
costituisce la vera maggioranza, si tende meno a pensare ad esso. Myers ha studiato il
fenomeno dellidentit delle minoranze. (es inglesi e scozzesi).
CONFRONTO SOCIALE (valutazione delle proprie capacit e opinioni mediante il confronto tra
s e gli altri). Festinger , nella teoria del confronto sociale, sostiene che quando le persone
sono incerte in merito alle loro abilit o opinioni, valutano se stesse attraverso confronti con gli
altri simili, poich ci aiutano a definire gli standard in base ai quali ci definiamo(facendo dei
paragoni), dal confronto con gli altri si prende in considerazione ci che fa la differenza.
pertanto possibile provare un certo piacere legato al fallimento di un pari, in particolare di
qualcuno che si invidia. I confronti sociali possono in egual misura attenuare la propria
soddisfazione, ad esempio quando si sperimenta un incremento in termini di denaro o status,
ci si confronta in scala verticale, ossia si innalzano gli standard in base ai quali si valutano le
riuscite o i fallimenti. In una situazione di competitivit, si finisce per proteggere il concetto di
s vacillante, percependo lavversario come avvantaggiato. Talvolta, per difendere il s si
tende a paragonarsi con chi meno abile o meno fortunato, in questi casi si effettuano i
"confronti al ribasso che proteggono lautostima.
SUCCESSI E INSUCCESSI Il concetto di s alimentato non solo dai ruoli, dallidentit
sociale e dai confronti con gli altri, ma anche dalle esperienze quotidiane. Intraprendere
attivit stimolanti e avere pi successo significa sentirsi pi completi. Fare del proprio meglio e
riscuotere successo si traduce in una sensazione di maggiore fiducia in se stessi e in un senso
di capacit e potere. Lautostima scaturisce non solo con messaggi positivi, ma anche da
risultati ottenuti con grande sforzo, impegno e dedizione. Una scarsa autostima talvolta
causa di problemi ed vero anche lopposto, problemi e fallimenti causano una bassa
autostima.
I GIUDIZI DEGLI ALTRI il fatto che gli altri abbiano una buona opinione di noi aiuta a
pensare bene di noi stessi. Nella descrizione del "s riflesso, Cooley ha proposto il concetto di
rispecchiamento: il modo in cui le persone pensano di essere percepite da altri viene
utilizzato come una sorta di specchio per percepire se stessi. Herbert Mead ha sviluppato lidea
che ci che conta per il concetto di s, non come gli altri in realt vedono noi stessi, bens, il
modo in cui immaginiamo che ci vedano. Talvolta per le persone esprimono pi liberamente la
propria approvazione piuttosto che il contrario, quindi, possibile sopravvalutare
lapprezzamento degli altri enfatizzando limmagine del s. Limmagine sproporzionata del s
( auto enfatizzazione) si ritrova soprattutto nelle culture occidentali. Si sperimenta il dolore di
una scarsa autostima nel momento in cui sperimentiamo lesclusione sociale, Leary sottolinea
che lautostima una valvola di sfogo psicologica attraverso la quale si controlla e si reagisce
al modo in cui gli altri stimano le persone.
SE' E CULTURA: nelle culture occidentali e industrializzate prevale l'individualismo (concetto
che prevede lassegnazione della priorit ai propri obiettivi rispetto a quelli del gruppo e alla
definizione della propria identit in termini di attributi personali invece che di identificazioni di
gruppo). Per altre culture prevale il collettivismo. A partire dagli anni 80, Hofstede e Triandis
hanno condotto ricerche finalizzate a individuare le differenze between-culture e within-culture
nella concezione di s. Distinsero tra i costrutti di idiocentrismo e allocentrismo (a livello
individuale) rispetto a quelli di individualismo e collettivismo (a livello culturale). Le culture
individualiste considerano lindividuo come unit base della societ e prestano di conseguenza
molta attenzione alle differenze individuali. Qui si collocano gruppi numerosi e di grande
dimensioni e la persona sceglie quelli che maggiormente soddisfano le sue esigenze,
attribuisce priorit agli scopi e al successo personale poich le relazioni create allinterno dei
gruppi sono superficiali e non gli garantiscono la sicurezza e il sostegno necessari. Il
comportamento sociale regolato dalla valutazione costi-benefici. I valori sono: lautonomia, la
libert, la fiducia in se stessi, la creativit, la realizzazione di s, il successo, il piacere e il
divertimento. Il s che si sviluppa idiocentrico, si caratterizza come centro dinamico della
consapevolezza, delle emozioni, delle azioni e si configura come unentit tesa a esprimere se
stessa. Markus e Kitayama parlano di s indipendente,autonomo e auto monitorato. La
psicologia delle culture occidentali parte dal presupposto che la vita possa essere arricchita
dalla definizione dei s possibili e la convinzione nel potere del controllo personale. La
letteratura occidentale celebra lindividuo autonomo e indipendente. Lindividualismo prospera
laddove le persone sperimentano benessere economico, mobilit, urbanizzazione e influenza
dei mass media.
La maggior parte delle culture orientali attribuisce un valore maggiore al concetto di
collettivismo ( tendenza ad assegnare priorit agli obiettivi del proprio gruppo di
appartenenza, spesso la famiglia allargata o il gruppo di lavoro, e a definire la propria identit
in base a esso). Markus e Kitayama definisco il s interdipendente. Le culture collettivistiche,
considerano il gruppo come unit base della societ e tendono ad annullare le differenze
individuali dei suoi membri. La vita quotidiana si caratterizza per la presenza di pochi gruppi di
piccole dimensioni e molto influenti, la dipendenza forte e la persona pronta a sacrificare i
propri scopi e successi a favore di quelli collettivi, poich riceve dal gruppo il sostegno e la
sicurezza di cui ha bisogno. La persona tende a creare relazioni molto intime e stabili e da
priorit alle relazioni verticali piuttosto che a quelle orizzontali. Il comportamento sociale
regolato dalle norme del gruppo e prevale il meccanismo di controllo sociale della vergogna
rispetto a quello interno della colpa. I valori sono quelli di: conformit, cooperazione, integrit
familiare, sicurezza, equit, onest,dovere e obbedienza. Le persone hanno un maggior grado
di autocritica e hanno un minore bisogno di considerarsi in modo positivo. Il s tipico un s
allocentrico, ovvero diviene significativo e completo solo nellambito delle relazioni sociale e
sebbene disponga di attributi questi non definiscono stabilmente le sue caratteristiche. Il s
interdipendente: si riferisce a persone che si considerano parte della relazione sociale e che
regolano estesamente il proprio comportamento sulla base delle sensazioni, dei pensieri e
azioni altrui. dotato di attributi interni ma questi non esercitano alcun potere in termini di
regolazione del comportamento individuale.
Definire le culture come esclusivamente individualistiche o collettiviste costituisce uneccessiva
semplificazione, poich allinterno di ciascuna cultura il livello di individualismo varia da
persona a persona. Secondo Nisbett il collettivismo il risultato non solo di relazioni sociali che
differiscono da quelle delloccidente ma anche di diversi modi di pensare. In uno studio di
follow-up condotto con leye-tracking, gli americani prestano maggiore attenzione alloggetto
focale e minore attenzione a ci che lo circonda (esempio vasca con i pesci). Con un s
interdipendente la persona possiede un senso di appartenenza pi spiccato, non hanno un solo
s ma molteplici, lobiettivo principale armonizzarsi con le proprie comunit di appartenenza.
Lautostima tende ad essere strettamente correlata a ci che gli altri pensano del gruppo. Il
concetto di s malleabile e poco stabile. Per persone che appartengono a culture pi
individualistiche, lautostima pi personale e meno relazionale. Amano fare confronti con gli
altri in grado di incrementare la loro autostima. Il conflitto nelle culture collettivistiche si
origina tra gruppi, nelle culture individualistiche tra persone.
indipendente interdipendente
L'identit Personale, definita da tratti e
obiettivi individuali.
Sociale, definita da rapporti e
collegamenti con gli altri
Ci che conta Il "me - soddisfazione e
realizzazione personali, i miei
diritti e le mie libert
Il "noi- solidariet e obiettivi
di gruppo, le nostre relazioni
e responsabilit sociali
Disapprovazione nei
confronti di
conformit egoismo
Motto esemplificativo "sii sincero con te stesso "nessun uomo unisola
Culture di supporto Occidentali individualiste Collettiviste dellAsia e del
Terzo Mondo
LA CONOSCENZA DI SE' in breve tempo si d vita a convincimenti su se stessi e non si
esita a spiegare il perch dei proprio sentimenti e delle proprie azioni. Talvolta ci si conosce
attraverso losservazione dei comportamenti. Bem sostiene la teoria dell'autopercezione: in
presenza di indizi interni deboli, si traggono inferenze sulle caratteristiche personali, su aspetti
del s, dai propri comportamenti. pi probabile ch inferenze su se stessi vengano tratte da
comportamenti che si ritiene di aver scelto liberamente e guidati da motivazione intrinseca.
SPIEGARE IL COMPORTAMENTO UMANO : quando le cause per spiegare il comportamento
sono sottili, spesso le spiegazioni offerte risultano errate. possibile infatti che si sorvoli su
fattori importanti e si assegni maggiore importanza ad altri che invece achter non lo sono
affatto. Nisbett e Schahter hanno dimostrato linterpretazione erronea che in genere le persone
attribuiscono ai propri pensieri. (esperimento degli studenti della columbia universit
sottoposti a somministrazioni di corrente elettrica).
Quanto si in grado di comprendere ci che rende felici o infelici? Come dimostra Wegner, le
persone avvertiranno la sensazione di aver scelto volontariamente una determinata azione
quando il pensiero collegato a tale azione precede un comportamento che, diversamente
apparirebbe inspiegabile. Talvolta le persone sbagliano quando spiegano le proprie azioni.
(illusione di volont consapevole).
PREVEDERE IL COMPORTAMENTO UMANO: molte persone sono effettivamente vulnerabili
e sensibili alla presenza altrui. McDonald e Ross hanno dimostrato che spesso le persone
cadono in errore nel prevedere il destino delle proprie relazioni. In realt, le persone che ci
conoscono sono probabilmente in grado di prevedere il nostro comportamento in una serie di
situazioni in modo migliore di quanto possiamo fare noi. Per prevedere il nostro
comportamento bisogna esaminare il comportamento passato in situazioni analoghe. Epley e
Dunning hanno mostrato che talvolta possibile prevedere il comportamento di una persona in
modo pi esatto chiedendo a questultima di prevedere le azioni di altre persone.
PREVEDERE I SENTIMENTI: molte volte le previsioni sulle reazioni nostre o altrui risultano
errate. Gli studi fondati sulle previsioni affettive rivelano che le persone incontrano le maggiori
difficolt nella previsione dellintensit e della durata delle proprie emozioni future. Previsioni
erronee sono state formulate sui sentimenti provati in seguito alla rottura di una relazione, al
ricevimento di un dono, alla vincita di una partita ecc.. La teoria intuitiva che sta alla base
sembra dirci che ottenendo una determinata cosa si felici. In realt non cos. Gilbert e
Wilson sottolineano che spesso si finisce per desiderare erroneamente, poich gli impact bias
sono vulnerabili. Gli impact bias sono una sopravvalutazione dellintensit e della durata delle
emozioni suscitate da eventi, rapidamente si dissolvono e svaniscono. Questi sono importanti
perch le previsioni affettive delle persone (circa le loro emozioni future) ne influenzano le
decisioni. Quando accade un evento negativo, si ignora limportanza di qualsiasi altra cosa in
grado di contribuire alla felicit e si tende a caricare eccessivamente la previsione della nostra
futura disperazione. Inoltre, le persone trascurano la rapidit dazione e il potere del proprio
sistema immunitario psicologico, che include le strategie adottate per razionalizzare, ignorare,
perdonare e limitare i traumi emotivi. Ignoranti dellesistenza del sistema immunitario
psicologico (immune neglect tendenza delle persone a trascurare la rapidit di azione e la
forza del proprio sistema immunitario psicologico, che consente di ristabilirsi emotivamente di
essere resilienti dopo il verificarsi di eventi negativi.)
SAGGEZZA E ILLUSIONI DELL'AUTOANALISI
Quando le cause del comportamento sono manifeste e la giusta spiegazione collima con
lintuizione, le nostre percezioni su noi stessi risultano accurate. Quando le cause di un
comportamento sono ovvie agli occhi di un osservatore in genere risultano ovvie anche per noi.
Siamo inconsapevoli di buona parte dei processi che avvengono nella nostra mente. Gli studi
su memoria e percezione mostrano che siamo pi consapevoli dei risultati del nostro pensiero
piuttosto che del processo cognitivo di s. Wilson afferma che i processi mentali che
controllano il comportamento sociale delle persone sono distinti dai processi mentali attraverso
i quali si spiegano i comportamenti. Le spiegazioni razionali possono omettere gli atteggiamenti
inconsapevoli che in realt guidano il modo di fare e di agire. In 9 esperimenti Wilson dimostr
che gli atteggiamenti che i soggetti esprimevano consapevolmente nei confronti di cose e
persone, prevedevano in modo accurato il loro comportamento successivo. I resoconti
diventavano inutili se veniva chiesto loro di analizzare i propri sentimenti. In apparenza, il
processo di analizzare minuziosamente il rapporto attirava lattenzione su fattori facilmente
verbalizzabili che in realt non erano importanti rispetto ad altri elementi della relazione, ben
pi difficili da esprimere a parole. Wilson concluse che spesso siamo sconosciuti a noi stessi. In
un altro esperimento sulla scelta di poster dimostr che spesso le prime impressioni possono
essere molto eloquenti e rivelatrici. Questi risultati dimostrano che le persone possiedono un
sistema di duplici atteggiamenti ( diverso atteggiamento implicito,automatico, ed esplicito,
consapevolmente controllato, nei confronti dello stesso oggetto. Gli atteggiamenti espliciti
verbalizzati possono essere modificati con listruzione e la persuasione, mentre gli
atteggiamenti impliciti cambiano lentamente, con lesercizio e la conseguente creazione di
nuove abitudini - Wilson). Critica a Wilson ha attribuito troppa importanza allignoranza del
s. Poich il fatto di aver attirato l attenzione sulle motivazioni riduce lutilit dei resoconti
sugli atteggiamenti nella previsione di comportamenti dettati dai sentimenti. Ciononostante,
sostengono che, se invece di far analizzare ai soggetti i loro rapporti amorosi, avesse chiesto
loro preliminarmente di entrare maggiormente in contatto con i propri sentimenti, i resoconti
legati ai vari atteggiamenti avrebbero potuto rivelare pi dettagli e informazioni. In alcuni
ambiti pu risultare pi utile unanalisi delle motivazioni piuttosto che degli stati danimo. La
ricerca sui limiti della conoscenza che le persone hanno di se stesse ha 2 implicazioni pratiche:
1) relativa allindagine psicologica, i resoconti che si fanno su di s sono inattendibili. Gli errori
nella comprensione di s limitano lutilit scientifica dei resoconti soggettivi personali. 2)
relativa alla vita quotidiana: la sincerit con cui le persone riferiscono e interpretano le proprie
esperienze non costituisce una garanzia della validit di tali resoconti. Le testimonianze
personali possono essere molto persuasive o fallaci.
AUTOSTIMA le persone desiderano possedere un buon livello di autostima e sono motivate
a incrementarla. Talvolta, leccessiva autostima pu avere effetti negativi. Lautostima un
giudizio complessivo che una persona d a se stessa, una percezione del proprio valore.
Crocker e Wolfe affermano che abbiamo unalta autostima quando ci sentiamo bene nei
confronti di quegli ambiti quali laspetto fisico, intelligenza ecc.. Brown e Dutton sostengono
anche che probabile che coloro che valutano se stessi in modo generale tendano ad
apprezzare il proprio aspetto,le proprie capacit e cos via. Sentirsi bene nei confronti di se
stessi in termini generali sembra quindi che proietti un alone positivo sugli schemi di s
specifici di una persona e sui s possibili.
MOTIVAZIONE ALL'AUTOSTIMA
Alla base della macchina cognitiva si trova un motore motivazionale. Di fronte a un fallimento,
le persone dotate di solida autostima tendono a percepire gli altri come falliti, quelli con bassa
autostima offrono scuse salvaguardando la propria autostima. Tesser afferma che una
motivazione volta al mantenimento dellautostima in grado di predire una serie di scoperte
interessanti, ad esempio lattrito tra fratelli. (motivazione per il meno capace ad agire in modo
da mantenere alta la sua autostima). Nel modello di costanza dell'autovalutazione, Tesser
sostiene che le reazioni che si possono avere in questi casi possono dipendere da 2 fattori: 1)
vicinanza con laltra persona, 2) importanza che ha lattributo di confronto per noi. Sebbene gli
interessi condivisi siano salutari, identici obiettivi di carriera possono causare tensioni e
gelosie. Cosa si trova alla base della motivazione a mantenere o incrementare lautostima?
Leary ritiene che i sentimenti che animano la nostra autostima siano come una sorta di
indicatore di livello del carburante(sociometro). Una serie di studi conferma che il rifiuto sociale
erode lautostima e rende le persone pi bisognose di approvazione, sentendosi inadeguati o
insignificanti. Questo dolore pu motivare ad azioni volte ad incrementare il nostro s o a
ricercare attenzioni altrove. Higgins propose una teoria per spiegarci come ci si autovaluta.
Lautostima definita dal grado di sovrapposizione o di scarto tra come ci si vede e come si
vorrebbe vedersi. Il nostro s attuale come siamo, il nostro s imperativo come
dovremmo essere in base al nostro senso morale e di responsabilit e il nostro s ideale
come dovremmo essere in base ai nostri sogni e desideri. Il primo costituisce il nostro concetto
di s, mentre gli ultimi due costituiscono le nostre guide del s (i canoni personali verso cui si
tende a conformarsi). Nella misura in cui il nostro s ideale si allontana da questi standard,
proveremo bassa autostima. Nella teoria della discrepanza del s, Higgins, sostiene che, le
persone valutano se stesse sulla base di questi canoni interiori "ideali o "imperativi. Le
discrepanze hanno conseguenze emotive negative quando lentit della discrepanza
elevata ,assume notevole importanza per la persona, le persone si focalizzano su di s e
diventano consapevoli della loro discrepanza.
Discrepanza tra s reale e s ideale delusione,tristezza e in alcuni casi depressione;
discrepanza tra s reale e s imperativo colpa, imbarazzo, risentimento e in casi estremi
disordini legati allansia.
Wicklund nella sua teoria dell'autoconsapevolezza sostiene che solitamente le persone non
sono focalizzate su di s,ma certe situazione favoriscono linsorgere di
autoconsapevolezza(esempio davanti allo specchio). In questi casi aumenta la nostra
autoconsapevolezza (lo stato di intensificata coscienza di s durante il quale ci si misura con
i canoni interiori). In questo stato si avvertono maggiormente le discrepanze tra i nostri s. Ci
sono anche persone che hanno una forte tendenza allautofocalizzazione, che avvertono spesso
un forte livello di autoconsapevolezza. Autoconsapevolezza privata tendenza intimistica
allintrospezione. Autoconsapevolezza pubblica tendenza a riflettere molto sulla propria
immagine pubblica. Chi ha un livello alto delluna ha un livello basso dellaltra.
Per ridurre la percezione della discrepanza del s abbiamo 2 possibilit: a) fare progressi, ossia
comportarsi in modo da ridurre la discrepanza e conformarsi ai canoni 2) ritirarsi ed evitare
lautoconsapevolezza. La scelta della soluzione dipende dalla motivazione e della percezione di
autoefficacia.
(schema pag 78)
IL LATO OSCURO DELL'AUTOSTIMA
Quando lautostima viene minacciata, spesso le persone reagiscono sfogandosi sugli altri,
talvolta con atteggiamenti di violenza. Baumeister ritiene che coloro che possiedono unalta
opinione di s hanno maggiori probabilit di rivelarsi detestabili, se paragonati alle persone pi
timide e modeste dotate di scarsa autostima. Molti ricercatori hanno tentato di scovare se
esiste una scarsa autostima di s sotto tale involucro esteriore. La risposta negativa, poich
le persone con bassa autostima quando si sentono a disagio o minacciate, tendono ad avere
una visione "nera di qualsiasi cosa. Mentre persone con unalta autostima fanno sfoggio di una
forma di autostima difensiva tesa allautoesaltazione di s (Salmivalli). Coloro che possiedono
unautostima genuina, si sentono sicuri di s e del proprio valore senza cercare di essere per
forza al centro dellattenzione o senza arrabbiarsi di fronte alle critiche. Sono meno suscettibili,
meno permalosi e meno pronti a giudicare. Alcuni studi dicono che lautostima(come gli
atteggiamenti) pu assumere una duplice forma: 1) esplicita(consapevolezza pubblica)si
misura utilizzando questionari, 2)implicita (consapevolezza privata) valutata con una serie di
mezzi pi sottili(es. preferenza per le lettere dellalfabeto che costituiscono il proprio nome, i
tempi di reazione misurati con lausilio di computer nella classificazione di termini positivi e
negativi associati a s). Laddove esiste coerenza, ovvero, quando le persone mostrano
sentimenti positivi verso se stesse sia a livello conscio che inconscio, appaiono pi sicure,
stanno meno sulla difensiva e mostrano meno pregiudizi. Lautostima che conduce a un
benessere a lungo termine quella basata su un senso di sicurezza, cio una stima di s
radicata maggiormente nel sentirsi bene con se stessi e con ci che si piuttosto che basata
sui riconoscimenti, aspetto fisico ecc.. unautostima pi fragile, legata a fonti esterne, presenta
pi stress, ansia e problemi relazionali. Crocker e Park sottolineano che sentirsi bene con se
stessi lobiettivo finale, nel corso del tempo la ricerca spasmodica dellautostima potrebbe
non riuscire a soddisfare i bisogni di competenza, relazione e autonomia. Quindi bisogna
focalizzarsi meno sulla propria immagine di s e pi sullo sviluppo delle nostre capacit
relazionali e talenti.
LA PERCEZIONE DELL'AUTOCONTROLLO
Il concetto di s importante osservando il s in azione. Baumeister dice che la capacit di
azione del s ha dei limiti. Le persone che esercitano lautocontrollo, rinunciano in seguito con
maggiore rapidit quando vengono sottoposti loro rompicapi. Lo sforzo per attivare
lautocontrollo finisce per esaurire le riserve limitate della forza di volont. Lautocontrollo
opera analogamente alla forza muscolare, sono pi deboli dopo uno sforzo e si rafforzano con
lesercizio. Sebbene lenergia del s possa esaurirsi, il concetto di s influenza il nostro
comportamento. Di fronte a compiti impegnativi le persone che immaginano se stesse come
operose avranno prestazioni superiori rispetto a coloro che si considerano fallimentari.
L'AUTOEFFICACIA (SELF-EFFICACY) : Bandura colse il potere del pensiero positivo nella
ricerca e nella teoria sull autoefficacia ( percezione della propria efficacia e competenza,
distinta dallautostima e dal proprio valore). Credere nella propria competenza pu rivelarsi
vantaggioso, poich ci rende pi tenaci, meno ansiosi e meno depressi. Aiuta a definire
obiettivi ambiziosi e a perseguirli, dato che un solido senso di autoefficacia ci porta a restare
calmi e a cercare soluzioni davanti a un problema. Competenza + Persistenza = Risultati. Con i
buoni risultati cresce anche lautostima e lautoefficacia come lautostima, cresce con il faticoso
raggiungimento di obiettivi ambiziosi. (esperimento di Leavy sullautoefficacia). Se si crede di
poter fare qualcosa, questo convincimento pu fare la differenza solo se si ritiene di avere il
controllo sui propri risultati.
LOCUS OF CONTROL negli esperimenti di Rotter, alcune persone avvertivano che ci che
accadeva loro era in gran parte governato da forze esterne, mentre altre sentivano che ci che
accadeva loro era in larga parte frutto dei loro sforzi e delle loro capacit. Rotter defin questa
dimensione psicologica locus of control (la misura in cui le persone percepiscono i risultati
ottenuti come internamente controllabili mediante il loro impegno e le loro azioni o
estremamente governati dal caso e da forze esterne al s). una variabile psicologica. Se
crediamo di controllare il nostro destino avremo un locus of control interno, se invece
crediamo che il nostro destino sia determinato dal caso o da forze esterne, avremo un locus of
control esterno. Il livello di controllo avvertito da una persona legato al tipo di spiegazione
che attribuisce a ostacoli e difficolt.
IMPOTENZA APPRESA VS. AUTODETERMINAZIONE
Seligman conducendo studi di impotenza appresa sugli animali,ha notato alcune somiglianze in
situazioni che coinvolgono le persone. L'impotenza appresa ( impotenza e rassegnazione
apprese quando una persona non percepisce alcun controllo su eventi negativi ripetuti). Le
persone oppresse e depresse, diventano passive perch credono che i loro sforzi non abbiano
alcun effetto (rassegnazione passiva). Daltra parte le persone hanno la possibilit di ottenere
alcuni benefici allenando i "muscoli dellautocontrollo. In tutti i Paesi studiati, le persone che
percepiscono se stesse come dotate di potere decisionale sperimentano una maggiore
soddisfazione dei confronti della vita.
Eventi negativi incontrollabili percezione di mancanza di controllo impotenza
appresa
IL COSTO DELLE SCELTE: Schwartz sostiene che le culture moderne improntate
sullindividualismo godano di un eccesso di libert che causa una ridotta soddisfazione nei
confronti della vita e un incremento della depressione clinica. Troppe scelte possono portare
alla paralisi, poich comportano un sovraccarico di informazioni e maggiori opportunit di
rimpianto. Hsee e Hastie illustrano come lampia possibilit di scelta sia in grado di amplificare
il rammarico. Ironicamente, alle persone piace avere la libert di poter modificare le proprie
scelte, sebbene tale libert possa inibire i processi psicologici che creano una condizione di
soddisfazione (es matrimonio). Per quanto la libert possa essere spinta allestremo, in genere
lo sviluppo umano supportato dal controllo personale. La ricerca sullautocontrollo parla di
una maggiore fiducia in virt tradizionali come la perseveranza e la speranza. Bandura
riconosce che lautoefficacia alimentata dalla persuasione sociale e dallautoconvincimento.
Anche la creazione di modelli aiuta, ma la pi grande fonte di autoefficacia la padronanza
delle esperienze. Quando una persona si comporta o fa qualcosa meglio, incoraggia la crescita
dellautostima e leffetto complessivo sar di rafforzare sia i comportamenti positivi sia i
miglioramenti.
SELF-SERVING BIAS: GLI ERRORI AL SERVIZIO DEL SE': quando si elaborano
informazioni importanti per il s, si insinua un errore fondamentale. Si pronti a giustificare i
fallimenti e le mancanze e ci si considera come superiori alla media. Se da un lato queste
percezioni tendono a porre il s in una luce positiva, dallaltro rendono talvolta manifesti glie
effetti del suo lato pi oscuro. Rogers osserv che la maggior parte delle persone soffre di
scarsa autostima. Studi recenti dimostrano che la maggior parte delle persone gode di una
buona reputazione di s, anche quelle con un basso profilo ottengo punteggi che rientrano
nella media. Questo avviene in merito al potere dei self-serving bias (tendenza a percepire
se stessi in modo eccessivamente positivo e favorevole per il s).
SPIEGARE EVENTI POSITIVI E NEGATIVI molti esperimenti hanno messo in luce che le
persone assumono credito quando vengono riconosciuti i loro successi, attribuendo la riuscita
alle proprie capacit e impegno e linsuccesso a fattori esterno e sfortuna. Le situazioni con cui
si combinano caso e abilit risultano particolarmente suscettibili al fenomeno. Questo
fenomeno incentrato sugli stili attributivi a favore del s (forma di self-serving bias,
tendenza ad attribuire a se stessi i risultati positivi e ad altri fattori quelli negativi). uno degli
errori (o bias) pi potenti di cui abbiano dato prova le persone. Riusciamo a conservare
unimmagine positiva di noi stessi associandoci ai successi e distanziandoci dagli insuccessi.
Imputare linsuccesso a qualcosa di esterno meno deprimente di considerarci immeritevoli.
Inoltre siamo pi disposti a riconoscere gli insuccessi passati, ovvero quelli imputabili al nostro
ex s (Wilson - Ross).
SIAMO MIGLIORI RISPETTO ALLA MEDIA? I self.serving bias compaiono anche quando le
persone si mettono a confronto con gli altri. Per quanto riguarda le dimensioni soggettive e
socialmente desiderabili la maggioranza delle persone si considera migliore della media. (es.
etica,competenza, intelligenza, avvenenza..). Le dimensioni comportamentali soggettive
innescano self.serving bias ancora pi marcati di quanto sia possibile rilevare nelle dimensioni
comportamentali osservabili. Listruzione non li elimina. Quando i criteri con cui si valuta una
caratteristica sono ambigui o vaghi possibile darne una personale interpretazione, in questo
modo risulta pi facile considerare se stessi al di sopra della media. Quando le prestazioni
altrui sono superiori, le persone tendono a definirli geniali!
OTTIMISMO IRREALISTICO Lottimismo predispone un approccio positivo alla vita. Molti di
noi possiedono un ottimismo irrealistico nei confronti degli eventi futuri della vita. (Weinstein).
Perloff evidenzia il modo in cui lottimismo illusorio aumenta la nostra vulnerabilit. Se ci si
ritiene immuni alla malasorte si finisce per non prendere le precauzioni pi ragionevoli. (Smith
presag che le persone avrebbero sopravvalutato le proprie possibilit di guadagno,questa
presunzione deriva dallarroganza che molti uomini nutrono nei confronti delle loro capacit).
Lottimismo ha la meglio sulla promozione di autoefficacia, salute fisica e benessere. Essendo
spontaneamente ottimista la maggior parte delle persone ritiene che sar pi felice nei
confronti della propria vita in futuro, che genera una certa felicit nel presente. Norem
definisce pessimismo difensivo (valore adattivo legato allanticipazione di problemi e al
controllo dellansia da parte della persona motivata a compiere azioni efficaci)quel pizzico di
realismo che pu salvarci dallottimismo irrealistico, poich anticipa i problema e ne motiva
lefficace risoluzione. Come in quello positivo, anche nel pensiero negativo risiede una certa
forza. Il successo in ambito scolastico e altrove richiede un ottimismo sufficiente a sostenere la
speranza e un pessimismo altrettanto sufficiente a motivare una certa preoccupazione.
FALSO CONSENSO E FALSA UNICITA' le persone hanno la curiosa tendenza a dipingere
positivamente limmagine che hanno di loro stesse sopravvalutando o sottovalutando il
pensiero e le azioni altrui. Questo fenomeno chiamato: effetto del falso consenso
( tendenza a sopravvalutare la diffusione delle proprie opinioni e dei propri comportamenti
indesiderabili o fallimentari). In realt, il senso che si d al mondo assomiglia molto al senso
comune. Le persone hanno la tendenza a supporre che gli altri pensino e agiscano come loro.
Dawes afferma che il falso consenso pu verificarsi perch si tende a generalizzare a partire da
un campione limitato, che include noi stessi in modo preponderante. Non disponendo di altre
informazioni, proiettiamo noi stessi. Quando qualcuno parte dal presupposto di appartenere
alla maggioranza, di solito ha ragione. Ciononostante, quando ci comportiamo bene e abbiamo
successo, il pi delle volte si verifica l'effetto della falsa unicit ( tendenza a sottovalutare la
diffusione delle proprie capacit e dei propri comportamenti desiderabili o di successo),
lusinghiamo limmagine di noi stessi considerando i nostri talenti e il nostro atteggiamento
morale come relativamente insoliti. Pertanto, possibile che le persone considerino i propri
fallimenti come normali e le proprie virt come eccezionali.
Self-serving bias : 1) attribuire successi alla propria capacit e insuccessi alla
sfortuna o a elementi esterni , 2) confrontarsi con gli altri in modo favorevole per il
proprio s, 3) ottimismo irrealistico, 4) falso consenso e falsa unicit.
SPIEGARE I SELF-SERVING BIAS
I self-serving bias sono considerati come sottoprodotto del modo in cui si elaborano e si
ricordano le informazioni su di s. Confrontare noi stessi con gli altri implica valutare e
richiamare alla mente il loro comportamento e il nostro. Pertanto, vi sono molteplici occasioni
di fallibilit nel nostro modo di elaborare le informazioni. La percezione di questi bias non che
un semplice errore percettivo. Dalla ricerca emerge che le motivazioni delle persone sono
molteplici. Impegnati nella ricerca della propria conoscenza, si motivati a valutare la propria
competenza. Alla ricerca di conferme del s si motivati a verificare il proprio concetto di s.
In cerca di autoaffermazione si motivati a incrementare in senso positivo limmagine che si
ha di s. Quindi la motivazione allautostima aiuta a potenziare i self-serving bias.
RIFLESSIONI SULL'AUTOSTIMA E SUI SELF-SERVING BIAS i self-serving bias sono
considerati da alcune persone come qualcosa di contrario ai sentimenti di inadeguatezza.
Occorre considerare che non tutte le persone agiscono sotto leffetto di self-serving bias, alcuni
soffrono davvero di una scarsa stima di s.
SELF-SERVING BIAS A CARATTERE ADATTIVO lautostima ha un lato oscuro e uno pi
luminoso. Quando accadono cose positive, le persone con un buon livello di autostima, rispetto
a quello con scarsa autostima, tendono ad assaporare e a prolungare tali sensazioni positive. I
self-serving bias e le scuse che li accompagnano possono essere fattori protettivi per la
depressione. Le persone non depresse mostrano self serving bias. Inoltre aiutano a
proteggersi dallo stress. Nella "teoria della gestione del terrore Greenberg, Solomon e
Pyszczynsky affermano che lautostima positiva risulta adattiva poich protegge dallansia.
Durante linfanzia si impara che quando si soddisfano i requisiti che vengono insegnati dai
genitori si amati e protetti, quindi si giunge ad associare il fatto di considerarsi buoni con un
forte senso di sicurezza e protezione. Pu risultare utile considerarsi pi intelligenti di quanto
non si in realt perch credere nella nostra superiorit pu motivarci a raggiungere
determinati obiettivi.
SELF.SERVING BIAS A CARATTERE NON ADATTIVO sebbene lorgoglio tende a proteggere
e favorire il s, pu assumere un carattere non adattivo. Schlenker ha mostrato come le
percezioni a favore del s possano influire negativamente su un gruppo. I self-serving bias
finiscono per ingigantire il giudizio delle persone sui propri gruppi di appartenenza, un
fenomeno chiamato group-serving bias ( giudizio tendenzioso a favore del proprio gruppo,
tendenza sistematica ad attribuire i fallimenti del proprio gruppo - ingroup- e i successi del
gruppo estraneo - outgroup- a fattori esterni. I successi dellingroup e i fallimenti
delloutgroup, invece, vengono attribuiti a fattori interni), quando possibile mettere a
confronto pi gruppi, la maggior parte delle persone considera superiore quello a cui
appartiene.
AUTOPRESENTAZIONE (SELF-PRESENTATION) le persone sono motivate a presentarsi agli
altri in modo favorevole. Le persone cercano di produrre una buona impressione negli altri.
Lautopresentazione la tendenza a plasmare le impressioni degli altri su di noi al fine di
ottenere potere, influenza o approvazione. La maggior parte di noi si preoccupa di trasmettere
agli altri unimpressione positiva cercando di accattivarsi il favore altrui, ossia di dare
limpressione di essere simpatici e offrendo unimpressione di competenza.
FALSA MODESTIA le persone presentano un s diverso rispetto a ci che sentono e
percepiscono. Lesempio pi chiaro la falsa modestia. Questi atteggiamenti denigratori
possono essere utili a favorire il s poich spesso sollecitano sentimenti di rassicurazione.
Esiste anche un altro motivo: minimizzare le proprie capacit consente di ridurre la pressione
legata alle prestazioni e ad abbassare il punto di riferimento iniziale per la valutazione di
queste ultime. Gould, Brounstein e Sigall hanno scoperto che in un contesto sperimentale si
tende a ingigantire lavversario, ma solo quando la dichiarazione viene resa pubblica. La falsa
modestia appare anche nei resoconti autobiografici che le persone fanno dei propri traguardi.
Baumeister e Ilko parlano di gratitudine superficiale, ovvero una gratitudine che appare umile
quando resa in pubblico, mentre nel privato si da credito solo a se stessi. La gratitudine
superficiale pu venire a galla quando le nostre prestazioni superano quelle di chi ci circonda e
ci si sente a disagio in merito ai sentimenti che gli altri possono nutrire nei nostri confronti.
Exline e Lobel definiscono "i pericoli del surclassamento, si possono minimizzare i nostri
risultati e mostrare gratitudine. Per i surclassatori le autopresentazioni allinsegna della
modestia sono un gesto naturale.
AUTOSABOTAGGIO (SELF- HANDICAPPING) le persone sabotano le proprie opportunit di
successo creando impedimenti che rendono meno probabile il raggiungimento di tale
successo. Questi comportamenti non sono autolesionisti, bens auto protettivi. importante
ricordare che le persone proteggono la propria immagine attribuendo fallimenti a fattori
esterni. Temendo di non riuscire, le persone possono finire per porsi in condizioni di
svantaggio. Quando limmagine di s legata alle prestazioni, pu essere sminuente per il s
impegnarsi a fondo e fallire piuttosto che procrastinare e trovare scuse. Se non si ha successo
quando si ostacolati, ci si pu aggrappare ad un senso di competenza, mentre se si riesce ad
avere successo anche in condizioni avverse, questo fatto non pu far altro che sovralimentare
la propria immagine di s. I sabotaggi proteggono autostima e immagine pubblica consentendo
di attribuire i fallimenti a qualcosa di esterno piuttosto che ad una mancanza di capacit.
Berglas e Jones parlano di fenomeno di autosabotaggio - self-handicapping- ( proteggere la
propria immagine di s con comportamenti controproducenti che creano una scusa pronta in
vista di un possibile insuccesso futuro). I ricercatori hanno documentato altri modi in cui
possibile ricorrere nel fenomeno di autosabotaggio: 1) riducono la propria preparazione in vista
di eventi importanti, 2) offrono vantaggio allavversario, 3) fanno mostra di scarse prestazioni
allinizio per non creare troppe aspettative, 4) non affrontano impegni seri.
LA GESTIONE DELLE IMPRESSIONI il concetto di autopresentazione-self-presentation-
(motivazione a esprimersi e comportarsi in modi volti a creare negli altri unimpressione
favorevole o che si desidera), il desiderio di offrire unimmagine positiva di s sia ad un
pubblico esterno sia ad un pubblico interno. Si lavora, quindi, per gestire le impressioni che si
creano, questo avviene senza sforzo consapevole quando si in famiglia. Lautopresentazione
esaurisce le nostre energie e spesso conduce ad una ridotta efficacia. Considerando la
preoccupazione che si nutre per lautopresentazione, non c da stupirsi se le persone ricorrono
allautosabotaggio. Inoltre non c da stupirsi se le persone esprimono maggiore modestia
quando la loro adulazione per se stessi rischia si essere ridimensionata. Per alcune persone
lautopresentazione consapevole uno stile di vita, regolano le loro performance sociali per
ottenere leffetto desiderato. Altre persone cercano di trasmettere il concetto di s attraverso le
proprie azioni, sono persone che scelgono l'autoespressione (motivazione a scegliere dei
comportamenti che riflettono ed esprimono il concetto di s). L'automonitoraggio - self-
monitoring- (caratteristica della personalit definita come il grado di sensibilit alle richieste
delle situazioni sociali che porta a regolare le proprie performance allo scopo di formare e
creare limpressione desiderata). Persone con automonitoraggio alto si comportano come
camaleonti sociali,regolando il proprio comportamento in base a situazioni esterne. probabile
che adottino atteggiamenti che non appartengono loro realmente. Leary dice che il s che
conoscono diverso dal s che mostrano. Quelli con scarsa tendenza allautomonitoraggio si
preoccupano meno di ci che pensano gli altri. La maggior parte delle persone si colloca in un
punto intermedio tra questi due estremi. Le persone vogliono apparire capaci, modeste e
oneste. Essere modesti e competenti richiede una certa abilit sociale. La modestia
nellautopresentazione risulta maggiore in culture collettivistiche e minore in quelle
individualiste. Nonostante ci, appurato che qualsiasi sia la cultura, in privato, le persone di
tutto il mondo valorizzano se stessi.
CAP. 4 - LA PERCEZIONE SOCIALE
LA PERCEZIONE DEL MONDO SOCIALE: la ricerca scientifica ha dimostrato che impressioni
supposizioni e pregiudizi guidano percezioni, interpretazioni e ricordi.
Percezione Sociale( linsieme di processi che vengono usati dalle persone per formarsi una
rappresentazione cognitiva degli altri e per capirli). Rappresentazione cognitiva ( un corpo
di conoscenze che si accumula nella memoria). I processi di percezione sociale si basano
sullosservazione degli elementi della percezione. Tali elementi si collocano in 3 ambiti:
1)persona o gruppo sociale, 2) situazione, 3) comportamento. Noi cerchiamo di spiegare,
comprendere e interpretare tali indizi. (principio: si risponde alla realt non per come essa ,
ma per come la si interpreta). Aspetto fisico e modo di agire sono i primi indizi per formarsi
alcune impressioni. La formazioni delle impressioni : il processo che si attua quando si
integrano varie fonti informative in merito a una persona al fine di formare un giudizio sociale
complessivo di quella persona. (es avvenenza fisica indica: socievolezza, estroversione..). Le
prime impressioni sono basate anche sulla comunicazione non verbale , ossia le info inviate e
ricevute attraverso gesti, espressioni, tono di voce e movimenti del corpo. Il corpo e i suoi
movimenti offrono molte informazioni sulla veridicit o meno delle parole che si pronunciano.
Gli indizi che si utilizzano maggiormente nella formazione delle prime impressioni sono quelli
che si considerano pi salienti, ossia che attirano lattenzione, che sono pi accessibili e
rapidamente richiamati alla memoria, quelli che si possono associare con maggiore facilit.
L'EFFETTO DI INNESCAMENTO (PRIMING) prima che lattenzione si focalizzi sul mondo
circostante, stimoli incontrollati possono influenzare in modo impercettibile linterpretazione e il
ricordo degli eventi. Il nostro sistema di memoria una rete di associazioni e il priming il
risveglio o lattivazione di certe associazioni nella memoria. Gli esperimenti sullattivazione
rivelano che un pensiero pu influenzare un altro pensiero o unazione anche senza
consapevolezza. Spesso il pensiero e lagire vengono attivati da eventi di cui non si ha
consapevolezza. Gli esperimenti sullattivazione hanno degli omologhi nella vita di tutti i giorni.
In molti studi si visto che gli effetti di innescamento emergono anche quando gli stimoli sono
presentati in maniera subliminale, troppo brevi per giungere alla coscienza. Unimmagine o una
parola non visibili attivano una risposta ad un compito successivo, questo perch la maggior
parte dellelaborazione della nostra informazione sociale automatica, involontaria, nascosta e
inconsapevole.
PERCEZIONE E INTERPRETAZIONE DEGLI EVENTI: il processo iniziale di formazione delle
impressioni richiede pochi sforzi ed basato su caratteristiche fisiche o sulla comunicazione
non verbale. In letteratura sono presenti 2 filoni di ricerca in merito alla formazione di
impressioni complesse di personalit:
1. Modello configurazionale di Asch (di matrice gestaltista) si percepiscono le
persone come unit psicologiche e le diverse informazioni che si possiedono vengono
rapportate ad un nucleo unificante. Si costruisce unimpressione complessa sulla base di
alcuni tratti centrali (tratti pi influenti sulle impressioni delle persone) e attorno a
questi si costruiscono le informazioni raccolte e le inferenze ricavate. Lintero pi della
somma delle parti. Un aspetto importante l'effetto ordine (effetto primacy) dove i
tratti che vengono forniti per primi sono quelli che influenzano maggiormente le
impressioni. C anche un effetto inverso (effetto recency) dove le informazioni
fornite per ultime attirano maggiormente lattenzione.
2. Modello algebrico di Anderson (di matrice psicofisica) le impressioni complesse
si formano sulla base di unintegrazione algebrica dei singoli elementi (positivi e
negativi) che si sommano per ricavarne unimpressione positiva o negativa in relazione
allesito meccanico del calcolo algebrico.
I 2 modelli sono stati a lungo contrapposti, sia per la differente prospettiva, sia per la
differenza nei processi supposti. Nonostante ci, lesito il medesimo. comunque certo che
le aspettative riguardo i rapporti tra tratti, guidano lo sviluppo e lelaborazione delle
impressioni complesse sugli altri. Questo assunto sta alla base della teoria implicita della
personalit le persone sembrano pensare che la maggior parte dei tratti positivi siano
correlati gli uni agli altri cos come quelli negativi. Nonostante alcuni errori di logica che
commettiamo, spesso siamo accurati nelle nostre impressioni. pi frequente che le prime
impressioni siano esatte, talvolta per i nostri pregiudizi sono sbagliati. Le percezioni sociali
dipendono molto dallocchio dellosservatore, quindi anche un singolo stimolo pu colpire 2
persone in modo diverso. Quando linfo sociale soggetta a interpretazioni multiple, i
preconcetti sono importanti. La percezione della distorsione pu essere usata per valutare gli
atteggiamenti delle persone. Anche i processi costruttivi influiscono sulle percezioni che gli altri
hanno di noi. Quando si dice qualcosa di buono o di cattivo su unaltra persona, la gente
spontaneamente tende ad associare quella caratteristica a se stessa (deduzione spontanea di
un tratto). In conclusione, noi vediamo i nostri mondi sociali attraverso le lenti delle nostre
credenze, degli atteggiamenti e dei valori. La ragione per cui le nostre credenze sono cos
importanti che esse forgiano la nostra interpretazione di ogni cosa.
LA PERSISTENZA DELLA CREDENZA Ross e Anderson, nei loro esperimenti, hanno insinuato
false credenze nei soggetti dei loro esperimenti. Le loro ricerche mostrano che difficile
demolire una falsa credenza una volta che la persona ricorda un fondamento logico che la
sostiene. Questo fenomeno chiamato persistenza della credenza ( persistenza delle
proprie concezioni iniziali, anche quando il fondamento della propria credenza confutato, ma
sopravvive una spiegazione del perch la credenza pu essere vera). Possono sopravvivere
allevidenza contraria che le ha indotte. Pi si esaminano le possibilit delle nostre teorie e
delle spiegazioni di essere vere, pi ci si oppone allinformazione che confuta le nostre
credenze. Se la prova convince, le nostre credenze hanno un forte influsso sulla costruzione
mentale degli eventi. In genere beneficiamo dei nostri preconcetti. Nonostante tutto, c un
rimedio per la persistenza della credenza, ovvero, spiegare il contrario. Anderson ha verificato
che spiegare perch una teoria opposta potrebbe essere vera, riduce o elimina la persistenza
della credenza. In verit la spiegazione di ogni risultato alternativo, non solo di quello opposto,
induce le persone a ponderare carie possibilit.
COSTRUIRE RICORDI DI NOI E DEI NOSTRI MONDI le nostre memorie non sono copie
esatte delle esperienze che rimangono depositate nella banca della memoria. Noi costruiamo
memorie nel momento in cui bisogna prelevarle, mettendo insieme (inconsciamente)
frammenti di informazioni e adattandoli alle nostre attuali conoscenze. Nella ricerca della
verit, qualche volta la mente costruisce false idee. L'effetto informazione fuorviante -
misinformation effect -( incorporare nella memoria linformazione fuorviante di un evento,
dopo esserne stati testimoni e aver ricevuto uninformazione fuorviante su di esso), spiega l
tendenza ad incorporare nella memoria informazioni false o errate. Studi condotti dei bambini,
hanno evidenziato che lesposizione post-evento a informazioni fuorvianti possono indurre falsi
resoconti di eventi non esperiti.
RICOSTRUIRE ATTEGGIAMENTI PASSATI Wixon e Laird sostengono che: la velocit con cui
gli studenti esaminati, modificano le proprie storie sbalorditiva. La costruzione di ricordi
positivi illumina le reminiscenze. Mitchell e Thompson sostengono che le persone che
esibiscono un passato roseo ricordano certi eventi piacevoli in modo pi favorevole di quando li
avevano vissuti. In ogni esperienza positiva par te del nostro piacere risiede nel poterlo in
qualche modo anticipare, parte nellesperienza reale e parte nel rievocarlo con sentimento.
McFarland e Ross hanno notato che cambiando relazioni si rivedono anche i ricordi delle altre
persone. Peggiori sono le considerazioni del partner, peggiori sono i ricordi, che a loro volta
possono solo confermare atteggiamenti negativi. Quando i ricordi sono vaghi, i sentimenti nel
momento guidano il nostro ricordo.
RICOSTRUIRE COMPORTAMENTI PASSATI La costruzione della memoria permette di
rivedere le nostre stesse storie. La distorsione a posteriori implica la revisione della memoria. I
nostri ricordi ricostruiscono anche altri tipi di comportamenti passati. Greenwald sosteneva
che noi tutti abbiamo un "io totalitario che rivede il passato per adattarlo alle prospettive
presenti. Perci minimizziamo i comportamenti negativi e amplifichiamo quelli positivi. Quando
vediamo miglioramenti(es. nellesercizio fisico), anche modesti, tendiamo a sottolineare il
grosso beneficio che ne abbiamo tratto. Secondo Conway e Ross, laver investito tanto in
termini di tempo, sforzo e denaro per riuscire a migliorare, induce gli individui a pensare di non
essere perfetti ora, ma di essere stati peggiori prima e perci di aver tratto vantaggio dalla
propria scelta. Tutti selettivamente osserviamo, interpretiamo e ricordiamo gli eventi nelle
modalit atte a sostenere le nostre idee. I nostri giudizi sociali sono un misto di osservazione e
aspettativa, ragione e passione.
IL GIUDIZIO SUL MONDO SOCIALE I nostri meccanismo cognitivi sono efficienti e adattivi
anche se occasionalmente inclini allerrore. Gli psicologi sociali hanno fatto luce sulla
formazione dei giudizi.
GIUDIZI INTUITIVI Le capacit intuitive sono il nostro sapere immediatamente qualcosa
senza ragionamento o analisi. La ricerca sulleffetto di attivazione sostiene che linconscio
controlla buona parte del nostro comportamento. Bargh e Chartrand spiegano che la maggior
parte della vita quotidiana di una persona determinata non dalle sue intenzioni consce ma da
processi mentali messi in moto da caratteristiche dellambiente e che operano al di fuori di una
consapevolezza e di una direzione coscienti. Macrae e Johnston aggiungono che per essere in
grado di fare praticamente tutto, linizio dellazione ha bisogno di essere disgiunto dal lavoro
inefficiente di una mente cosciente.
IL POTERE DELL'INTUITO sappiamo pi di quanto sappiamo di sapere. Studi
sullelaborazione dellinformazione inconscia confermano il limitato accesso a ci che succede
nella mente. Il nostro pensiero parzialmente controllato, elaborazione controllata
(pensiero esplicito deliberato, riflessivo e conscio), pi di quello che un tempo supponevano
parzialmente automatico, elaborazione automatica ( pensiero implicito senza sforzo,
abituale e non consapevole, corrisponde pi o meno all intuito). Gli schemi, modelli mentali,
guidano intuitivamente le nostre percezioni e le interpretazioni delle nostre esperienze. Sono
strutture di conoscenza che descrivono sequenze di azioni situati negli opportuni contesti.
Producono aspettative su ci che probabile che avvenga, generano prescrizioni sul
comportamento da tenere e offrono indicazioni sulla sequenza di azioni che porta al
raggiungimento di un obiettivo. Le reazioni emotive sono quasi istantanee, avvengono prima di
pensarci intenzionalmente.
Occhio/orecchio talamo amigdala (prima che intervenga la corteccia).
Alcune cose (es. fatti, nomi, esperienze passate..) si ricordano consapevolmente, altre in
maniera implicita. (es. persone con danni cerebrali che non possono formare nuove memorie
esplicite). Capacit di riconoscere un viso il cervello scompone le info visive in elementi
separati (colore, profondit, movimento, forma) e lavora simultaneamente su ogni aspetto
prima di ricomporre le diverse componenti. Alla fine utilizzando lelaborazione automatica, il
cervello confronta limmagine percepita con le vecchie e istantaneamente si riconosce il viso di
una persona che conosciamo. La percezione lintuizione per eccellenza. La mente funziona
come una grande azienda, delegando le risorse, possiamo reagire alle situazioni con molta
rapidit ed efficienza.
I LIMITI DELL'INTUITO Loftus e Klinger esprimono dei dubbi sullintelligenza dellintuizione.
Facendo lesempio degli stimoli subliminali, questi, possono innescare una risposta debole e
fugace, sufficiente per evocare una sensazione, non c ` una prova consistente che questi
possano riprogrammare la nostra mente inconscia. Poich sono presenti dei giudizi a posteriori
inclini allerrore, ma anche la disposizione allillusione, errori di interpretazione percettiva,
fantasie e credenze strutturate. Quindi si studia il pensiero illusorio per comprendere come
funziona lelaborazione dellinfo. importante ricordare che la dimostrazione di come le
persone creano credenze contraffatte non la prova che tutte siano false, il sapere come
vengono create aiuta a riconoscerle.
SCHEMI DI PERSONE Strutture di conoscenza che si riferiscono a
particolari persone e che focalizzano i tratti di
personalit che li distinguono e ne rendono
significativo il comportamento
SCHEMI DI SE Conoscenze relative a se stessi
SCHEMI DI RUOLO Strutture cognitive che organizzano le
conoscenze circa i comportamenti previsti (in
relazione a genere, et, ecc..)
L'ECCESSIVA FIDUCIA IN SE' (OVERCONFIDENCE) la presunzione intellettuale evidente
nei giudizi sulle conoscenze passate si estende a valutazioni delle conoscenze attuali e delle
predizioni del comportamento futuro. Il fenomeno dell'eccessiva fiducia in s ( la
tendenza ad essere pi sicuri che corretti, a sovrastimare lesattezza delle proprie credenze).
Le persone pi presuntuose hanno una probabilit maggiore di essere eccessivamente sicuri di
se stessi. Ironicamente, lincompetenza alimenta leccessiva sicurezza di s. Kruger e Dunning
notano che ci vuole competenza per riconoscere cos la competenza. Caputo e Dunning
affermano che lignoranza della nostra ignoranza alimenta la sicurezza, ci si manifesta
soprattutto in compiti semplici, nei compiti difficili, gli incompetenti si rendono sempre conto
delle loro mancanze. Quando si inconsapevolmente ignoranti? In un esperimento di Vallone,
nello stimare le possibilit di successo in un compito, gli studenti erano pi fiduciosi quando
erano ancora lontani dal momento della verit, e meno fiduciosi il giorno stesso dellesame.
Buehler sostiene che la maggior parte degli studenti con elevata sicurezza di s, sottostimano
quanto tempo impiegheranno per portare a termine i loro compiti. Inoltre le persone tendono
a ricordare i loro giudizi sbagliati come se fossero quasi giusti.
BIAS DI CONFERMA le persone tendono a non cercare linfo che potrebbe confutare le loro
credenze, anzi tendono a cercare le prove che confermano la loro tesi. Siamo impazienti di
verificare le nostre credenze, ma meno inclini a cercare prove che possano confutarle bias
di conferma ( tendenza a cercare info che confermino le proprie impressioni). Aiutano a
spiegare perch limmagine di s rimane cos straordinariamente stabile. Le persone, inoltre,
cercano come amici e coniugi, coloro che sostengono la loro visione di se stessi, anche quando
hanno poca autostima.
I RIMEDI PER L'ECCESSIVA SICUREZZA DI SE' sicurezza e competenza non sempre
coincidono, quindi bisogna prestare attenzione alle affermazioni dogmatiche delle persone.
Esistono 3 tecniche per ridurre leccessiva sicurezza: 1) limmediato feedback(di Lichtenstein w
Fischhoff) ad esempio chi fa le previsioni meteo, 2) chiedere agli individui di disfare ununit,
nelle sue sottocomponenti e stimare il tempo richiesto per ognuna. Kruger e Evans sostengono
che il farlo porta a stime pi realistiche sul tempo di completamento, 3) chiedere alle persone
di pensare ad una buona ragione sul perch i loro giudizi potrebbero essere sbagliati.
Tuttavia si deve stare attenti a non indebolire una ragionevole sicurezza in s delle persone o a
non distruggere le loro capacit decisionali.
LE EURISTICHE: SCORCIATOIE MENTALI il nostro sistema cognitivo, quando deve
elaborate tante informazioni in un breve tempo, adotta delle scorciatoie mentali, usando le
euristiche (strategie di pensiero che permette giudizi veloci ed efficienti). La velocit di
queste, promuove la sopravivenza, poich lo scopo biologico del pensiero la sopravvivenza
pi che la correttezza. In alcune situazioni la fretta provoca errori.
EURISTICA DELLA RAPPRESENTATIVITA' quando giudichiamo qualcosa comparandolo
intuitivamente alla rappresentazione mentale che si considera di una categoria. una guida
alla realt, ma non sempre valida, perch non considera info importanti, linformazione cui
viene attribuita maggiore importanza la frequenza con cui alcuni elementi o pattern di
caratteristiche si verificano in generale. Tversky e Kahneman ricordano che la congiunzione di 2
eventi non pu essere pi probabile che uno o laltro dei due. Leuristica della rapp si basa sulla
rilevanza degli attributi di una persona, considerata come criterio per poter considerare la
persona stessa membro di una certa categoria. In altre parole, la tendenza a giudicare
lappartenenza di una persona a una categoria sulla base della considerazione di quanto quella
persona incarna il prototipo della categoria. Aiuta le persone a decidere velocemente in quale
categoria collocare gli altri. il contrario del processo di stereo tipizzazione, si ritiene che una
persona possiede alcune caratteristiche che si associano a una categoria sociale e si deduce
che quella persona sia membro di quella categoria. (mentre nello stereotipo, una persona
viene collocata in una categoria sociale e si deduce che possiede le caratteristiche associate a
quella categoria).
EURISTICA DELLA DISPONIBILITA' la tendenza a giudicare la frequenza o la probabilit
di un evento o situazione in termini di quanto pensare esempi di quellevento o situazione. Il
fattore pi importante per le persone non il contenuto del ricordo, bens la facilit con cui un
contenuto viene ricordato o immaginato. Spesso questa regola delude. Gli eventi vividi, facili
da immaginare, possono sembrare pi probabili di eventi difficili da immaginare. Luso
delleuristica della disponibilit evidenzia un principio base del pensiero sociale: le persone
sono lente a dedurre casi particolari da una verit generale, ma sono veloci a dedurre una
verit generale da un caso vivido. Spiega perch gli aneddoti forti possono essere pi
convincenti delle statistiche e il rischio percepito spesso disgiunto dal rischio reale. (es. 11
settembre 2001 si ritiene pi pericoloso viaggiare in aereo che in macchina). Le nostre
intuizioni statistiche ingenue e le conseguenti paure, sono guidate da emozioni in sintonia con
leuristica della disponibilit e non da calcoli o ragionamenti. Nonostante tutto, i casi
drammatici possono anche servire a riprendere coscienza dei rischi reali (es. uragano Katrina
ha portato linteresse del pubblico sul surriscaldamento globale).
EURISTICA DELLA SIMULAZIONE (O PENSIERO CONTROFATTUALE) gli eventi
facilmente immaginabili influenzano anche le sensazioni di colpa, rimpianto, frustrazione e
sollievo. Immaginare alternative peggiori aiuta a sentirsi meglio. Immaginare alternative
migliori e ponderare cosa fare diversamente la prossima volta, aiuta a prepararci meglio al
futuro. Il pensiero contro fattuale aiuta a immaginare scenari e risultati alternativi che
sarebbero potuti accadere, ma non sono accaduti. Leuristica della simulazione una variante
di quella della disponibilit e viene utilizzata nella costruzione di scenari ipotetici quando
immaginiamo come avrebbe potuto svilupparsi un evento o come avrebbe potuto svilupparsi in
alternativa a come si verificato. La sensazione di fortuna si riferisce a eventi negativi evitati
per un soffio, la cattiva fortuna a eventi negativi accaduti ma che si sarebbero facilmente
potuti evitare. Pi levento significativo, pi intenso il potere contro fattuale. Nelle culture
occidentali la maggior parte delle persone vive con meno rimpianti per le cose fatte che per
quelle che non ha fatto.
EURISTICA DELL'ANCORAGGIO E DELL'ACCOMODAMENTO quando bisogna emettere
giudizi in situazione di incertezza, solitamente si riduce lambiguit ancorandosi ad un punto di
riferimento stabile, si operano progressivi aggiustamenti e si prende la decisione finale. Come
dimostra Plous leuristica dellancoraggio e delladattamento pu influire sui giudizi sociali.
Come le altre euristiche, talvolta pu aiutare a produrre giudizi corretti, talvolta no. Nel
formulare un giudizio sociale, quando viene fornito un valore iniziale, sembriamo ricordare in
maniera selettiva info che sono coerenti e confermano lancoraggio.
LE EURISTICHE SONO UN MODO SCIOCCO DI PENSARE? Potremmo concludere che siamo
esseri che prendono decisioni irrazionali e che i nostri giudizi sociali sono frutto di distorsioni.
Kihlstrom people are stupid perspective. Dobbiamo per precisare che se vero che basarsi
sulle euristiche pu indurre allerrore,affidarsi a esse, in certe circostanze, pu essere utile e
adattivo. Inoltre non vero che ci si affida sempre e solo alle euristiche. Le situazioni in cui
pi probabile usarle sono: 1) non si ha tempo per analisi approfondite, 2) troppe informazioni
non fanno distinguere quelle utili e rilevanti, 3) loggetto di cui ci si occupa poco importante,
4) si hanno scarse conoscenze riguardo alloggetto di cui ci si occupa, 5) qualcosa della
situazione funge da stimolo con effetto priming, 6) ci si sente ottimisti e si ritiene che non sia
necessario compiere eccessivi sforzi cognitivi.
EURISTICA DEFINIZIONE PUO PORTARE A
RAPPRESENTATIVITA Giudizi istantanei per
decidere se qualcuno
o qualcosa si adatta
ad una categoria
Sminuire il peso di
altre info importanti
DISPONIBILITA Giudizi rapidi sulla
probabilit degli
eventi( a seconda
della disponibilit
nella memoria)
Attribuire peso
eccessivo a una
situazione vivida e
quindi avere paura di
cose sbagliate
SIMULAZIONE Facilit con cui pu
essere riconosciuto
uno scenario ipotetico
Vivere di rimpianti o
attribuire eccessiva
importanza alla
fortuna
ANCORAGGIO E
ADATTAMENTO
Stima di un qualche
valore a partire da un
valore iniziale a cui
viene accomodato il
nuovo oggetto
Sottostimare o
sovrastimare la
persona o loggetto
considerati
IL PENSIERO ILLUSORIO nel tentativo di mettere in ordine gli eventi casuali pu portare a
commettere errori.
LA CORRELAZIONE ILLUSORIA quando ci si aspetta di trovare relazioni significative, si
associano eventi casuali, percependo una correlazione illusoria( percezione di una relazione
in realt inesistente, o percezione di una relazione pi forte di quella reale). La correlazione
illusoria, ossia la credenza che 2 variabili siano associate anche se non esiste alcuna relazione
prodotta da 2 fattori:
1. Lassociazione di significati, 2 variabili sono associate perch la persona si aspetta che lo
siano
2. La istintivit condivisa, vengono associate 2 variabili che condividono alcune
caratteristiche inusuali.
Se si crede che esiste una correlazione, allora pi probabile che si notino e si ricordino gli
eventi che la confermano. Raramente si notano tutte le volte che gli eventi insoliti non
coincidono. La correlazione illusoria alla base degli stereotipi, quando essi agiscono
associamo certe caratteristiche a certe persone sulla base della loro appartenenza ad un
determinato gruppo.
L'ILLUSIONE DEL CONTROLLO la tendenza a percepire eventi casuali come correlati
alimenta lillusione del controllo (percezione che eventi incontrollabili siano soggetti al controllo
di qualcuno o siano pi controllabili di quello che in realt sono), quindi lidea che eventi fortuiti
siano soggetti alla nostra influenza. Langer dimostr lillusione del controllo con esperimenti sul
gioco dazzardo. Le persone agiscono come se potessero predire o controllare gli eventi casuali.
I giocatori dazzardo attribuiscono le vittorie alle loro capacit di prevedere. Lillusione di
controllo alimenta leccessiva sicurezza di s e questo porta spesso al fallimento. La
regressione verso la media (tendenza statistica di punteggi o comportamenti estremi a
tornare verso la loro media), Tversky e Kahneman hanno rivelato un modo in cui pu
svilupparsi lillusione di controllo, qualche volta riconosciamo che improbabile che gli eventi
proseguano particolarmente bene o male. Se va tutto bene, spesso qualcosa pu andare storto
e viceversa. Schaffner ha mostrato, simulando le conseguenze delluso di premi e punizioni,
come lillusione del controllo possa insinuarsi nelle relazioni umane. Lesperimento di T. e K.
Mostra che la natura opera in modo che spesso noi ci sentiamo puniti dal premiare gli altri e
premiati per averli puniti. In realt, il rinforzo positivo per cose fatte bene pi efficace e ha
meno effetti secondari negativi.
STATI D'ANIMO E GIUDIZI gli stati danimo condizionano i nostri giudizi sociali. Le persone
infelici tendono ad essere pi focalizzate su se stesse e pi preoccupate, vi una ricerca
dellinformazione che renda il proprio ambiente pi comprensibile e controllabile. Le persone
felici, sono pi fiduciose, pi affettuose e pi reattive. Gli stati danimo pervadono il pensiero.
Quando si vive uno stato danimo felice, il mondo sembra pi benevolo, decidere pi facile.
Se uno stato danimo positivo si volge in negativo, si tolgono le lenti rosa e indossiamo quelle
scure. In questo momento il cattivo umore attiva i nostri ricordi degli eventi negativi, le nostre
relazioni sembrano pi sterili, limmagine di noi stessi peggiora e le nostre speranze per il
futuro impallidiscono. Ross e Fletcher notano che non si attribuisce il cambiamento delle
percezioni ai nostri cambiamenti di umore. Il mondo ci sembra realmente diverso. Gli stati
danimo influenzano il giudizio sui nostri mondi in parte riportando alla mente le esperienze
passate associate allumore. Se si vive in uno stato danimo negativo si hanno pensieri pi
cupi. I pensieri legati allumore possono distrarre dal pensiero complesso su altre cose. Perci,
quando siamo emotivamente eccitati, arrabbiati o felici, pi probabile che si esprimano
giudizi affrettati e che si valutino gli altri basandosi su stereotipi.
LA SPEIGAZIONE DEL MONDO SOCIALE quanto accuratamente la gente spiega il
comportamento degli altri? I giudizi sulle persone dipendono da come vengono spiegati i loro
comportamenti.
LA CAUSALITA' DELL'ATTRIBUZIONE: A UNA PERSONA O A UNA SITUAZIONE
Holtzworth-Munroe e Jacobson dicono che spesso analizziamo i comportamenti dei partner, in
particolare se sono negativi. Le risposte dei coniugi, sono correlate alla loro soddisfazione
matrimoniale. Chi ha una relazione infelice fornisce alcune spiegazioni per situazioni negative
che supportano il suo dolore. Le coppie felici spostano le cause su fattori esterni. Quando il
comportamento del partner positivo le spiegazioni servono o a mantenere sensazioni
negative o a esaltare la relazione. Abbey dice che gli uomini sono pi inclini delle donne ad
attribuire un atteggiamento amichevole femminile ad un interesse sessuale, questo pu
contribuire ad un comportamento che le donne interpretano come molestia sessuale. Questo
pu essere un esempio di fraintendimento: attribuzione erronea di un comportamento alla
fonte sbagliata. Il fraintendimento pi probabile quando gli uomini sono in una posizione di
potere, inoltre gli uomini sono pi inclini delle donne a presumere che gli altri abbiano abbiano
i loro stessi sentimenti. Il processo in cui si usano le informazioni che si hanno per trarre
uninferenza sulle cause di un comportamento o di un evento definito attribuzione. La teoria
dell'attribuzione la teoria di come le persone spiegano il comportamento degli altri, per
esempio, attribuendolo o a disposizione interne (tratti durevoli, motivi e attitudini) o a
situazioni esterne. Analizza il modo di spiegare il comportamento degli altri. Heider, ha
analizzato la psicologia del buon senso con la quale le persone spiegano gli eventi quotidiani.
Nel suo pensiero fondamentali il concetto di locus of, cio dellorigine della causalit.
Quando si osserva qualcuno agire intenzionalmente, qualche volta si attribuisce tale
comportamento a cause interne ( per esempio il carattere della persona, le motivazioni,
labilit necessaria per il raggiungimento dellobiettivo prefissato) e altre volte a cause
esterne ( qualcosa relativo alla situazione, al destino, al caso, alla fortuna o altre persone
potenti). Attribuzione disposizionale: attribuire il comportamento alla disposizione e ai tratti
di una persona, attribuzione situazionale: attribuire il comportamento alla situazione.
Weiner ha aggiunto alla distinzione tra cause interne e esterne quella tra cause stabili
(permanenti o durature) e cause instabili ( contingenti e fluttuanti). Aggiunge anche un
3fattore, la controllabilit delle cause: alcune cause sono sotto il controllo delle persone, altre
no.
CONTROLLABI
LITA'
INTERNA ESTERNA
STABILE INSTABILE STABILE INSTABILE
CONTROLLABILE Sforzo abituale Sforzo
temporaneo (per
quel particolare
esame)
Qualche forma di
giudizio
tendenzioso del
professore
Qualche forma di
aiuto non
abituale da parte
di altri
NON
CONTROLLABILE
Particolare
abilit
Stato dumore Difficolt
dellesame
fortuna
LA TEORIA DELL'INFERENZA CORRISPONDENTE DI JONES E DAVIS J. e D. hanno
notato che spesso si presume che le azioni degli altri siano indicative delle loro intenzioni e
disposizioni. La teoria dellinferenza corrispondente sostiene che le persone tendono a inferire
che le azioni di una persona corrispondono ai suoi tratti di personalit. In altri termini,
linferenza teorizzata come il processo che porta a ritenere che il comportamento (o
lintenzione comportamentale) degli individui corrisponda a disposizioni interne di tipo stabile
(tratti di personalit). Un comportamento normale o atteso ci dice meno sulla persona di un
comportamento inusuale. La facilit con cui si deducono alcuni tratti straordinaria.
Uninferenza corrispondente giustificata quando il comportamento messo in atto dalla
persona: 1) scelto liberamente, non costretto o obbligato da altri 2) imprevisto anzich
previsto, quindi non soggetto a desiderabilit sociale 3) svincolato dai ruoli sociali 4) ha
effetti non comuni che lo distinguono da altri.
IL MODELLO DI COVARIAZIONE DI KELLEY Kelley sostiene che prima di formulare un
giudizio di causa in merito ad un effetto, le persone compiono una serie di osservazioni,
rilevano le covariazioni di pi cause potenziali e attribuiscono leffetto alla causa con cui covaria
maggiormente. Il principio di base del modello : considerata causa di un comportamento
quella causa che presente quando il comportamento di verifica e assente quando il
comportamento non si verifica, si presume cio che causa e effetto covariano.
Questoperazione cognitiva si basa su 3 principi:
1. distintivit: quanto specifico il comportamento della persona in una determinata
situazione,la persona si presenta in modo diverso nelle altre situazioni, leffetto si
produce solo quando la causa presente
2. coerenza nel tempo e nelle modalit: quanto coerente il comportamento in una
determinata situazione, leffetto si manifesta allo stesso modo tutte le volte in cui la
causa presente
3. consenso: quanto gli altri si comportano allo stesso modo in questa situazione, leffetto
viene percepito da tutte le altre persone come dipendente dalla presenza di quella
causa
Kelley ha rilevato che le persone spesso diminuiscono limportanza di una causa del
comportamento se ci sono gi altre cause plausibili pronte.
L'ERRORE FONDAMENTALE DI ATTRIBUZIONE in ogni momento il nostro stato interno
dipende dalla situazione cos come da ci che portiamo nella situazione. I ricercatori
dellattribuzione hanno rilevato la presenza di un fenomeno comune nelle attribuzioni. Quando
si spiega il comportamento di qualcuno spesso viene sottostimato limpatto della situazione e
sovrastimato quanto ci rifletta i tratti e le disposizioni della persona. La tendenza a
sovrastimare il peso dei fattori disposizionali e a sottostimare il peso dei fattori situazionali
denominato da Ross: errore fondamentale di attribuzione ( detto anche bias di
corrispondenza, perch cos, spesso, si fa corrispondere il comportamento ad una
disposizione). Lerrore cos irresistibile che anche quando le persone sanno di essere la causa
del comportamento di un altro, sottostimano le influenze esterne. Se qualcuno ha unopinione
che un altro deve poi esprimere, tende a considerare che lopinione appartenga in realt a
quella persona. In breve, si tende a presumere che gli altri siano cos come agiscono. In un
esperimento Ross dimostr che le persone intelligenti e socialmente competenti sono pi
esposte allerrore di attribuzione. Nella vita reale chi ha un potere sociale in genere inizia e
controlla le conversazioni e spesso induce gli altri a sovrastimare la sua intelligenza e le sue
conoscenze.
PERCHE' SI COMMETTE L'ERRORE DI ATTRIBUZIONE?
Consapevolezza situazionale e prospettiva facile fare degli esempi sottovalutando
laspetto situazionale:
1. differenza attore-osservatore: si osservano gli altri da una prospettiva diversa da
quella usata per guardare noi stessi. Quando agiamo lambiente domina la nostra
attenzione; quando. guardiamo unaltra persona agire quella persona occupa il centro
della nostra attenzione e lambiente diventa invisibile. Come osservatori, una persona
pu catturare la nostra attenzione e sembra sia la causa di ci che accade. Come attori
siamo pi inclini ad attribuire il nostro stesso comportamento alla situazione che stiamo
vivendo. In un esperimento Storms ha rilevato che losservatore attribuisce meno
importanza alla situazione rispetto al partecipante (tendenza fondamentale di
attribuzione). Ricordare unesperienza dalla prospettiva dellosservatore, vedendo se
stessi dallesterno, ha lo stesso effetto. Malle conclude che la differenza attore-
osservatore spesso minimale, le persone in genere mostrano empatia quando
osservano qualcuno dopo aver spiegato il loro stesso comportamento nella stessa
situazione. Quando una persona si comporta male mentre unaltra la osserva, forniranno
attribuzioni diverse.
2. Distorsione della prospettiva della videocamera: esempio video confessione di
un sospettato, se la cinepresa era puntata sul sospettato la confessione era genuina; se
era puntata sul detective si percepiva di pi la coercizione.
3. Prospettive che cambiano col tempo: quando le persone non si ricordano bene di
una certa persona, attribuiscono maggior credito alla situazione. Burger ha rilevato che
col passare del tempo le persone danno pi credito alle restrizioni situazionali. Pronin e
Ross dimostrano che quando si ricorda il proprio passato, il "vecchio io diverso dall
"io attuale.
4. L'autoconsapevolezza: le circostanze possono anche cambiare la prospettiva di noi
stessi. Wicklund e Duval hanno analizzato gli effetti dell 'autoconsapevolezza ( uno
stato di consapevolezza in cui lattenzione focalizzata su se stessi. Rende le persone
pi suscettibili verso le proprie disposizioni e i propri atteggiamenti). Spesso si
attribuiscono le responsabilit e gli eventi a noi stessi. Alcune persone hanno
uneccessiva autoconsapevolezza, queste si comportano in modo molto simile alle
persone la cui attenzione stata portata su loro stesse da uno specchio. Perci si
vedono come fossero gli osservatori, attribuiscono il loro comportamento a pi fattori
interni e meno alle situazioni. Questi esperimenti indicano una spiegazione per lerrore di
attribuzione: noi troviamo le cause dove le cerchiamo. Poich siamo consapevoli di come
cambia il nostro comportamento con le situazioni, ci vediamo come pi mutevoli delle
altre persone.
Differenze culturali la cultura influenza lerrore di attribuzione. La visione occidentale del
mondo predispone le persone a ritenere che gli individui e le situazioni siano la causa degli
eventi. Le spiegazioni interne sono pi approvate socialmente.
1. Norma di internalizzazione: lerrore fondamentale di attribuzione si verifica in tutte le
culture. Tuttavia, le persone di cultura asiatica sono pi sensibili allimportanza delle
situazioni, sono meno esposte a pensare che i comportamenti degli altri corrispondano
ai loro tratti. Nelle culture collettivistiche, le persone sono meno inclini a interpretare un
comportamento come riflesso di un tratto interno. Lerrore fondamentale di attribuzione
(detto anche errore di corrispondenza) fondamentale perche condiziona le spiegazioni
in modo essenziale e rilevante.
PERCHE' SI STUDIANO GLI ERRORI DI ATTRIBUZIONE lo scopo svelare che cosa
pensiamo di noi e degli altri. Le ragioni per focalizzarsi sulle distorsioni del pensiero, come
lerrore fondamentale sono:
1. La nostra capacit di illusione e di autoinganno incredibili, poich le nostre modalit di
pensiero sono generalmente adattive. Il pensiero illusorio spesso una conseguenza
delle strategie della nostra mente per semplificare uninformazione complessa.
2. Ragione umanitaria: le persone non dovrebbero essere biasimate per i loro problemi, a
volte linsuccesso e la sfortuna sono il prodotto di cause reali dellambiente.
3. Siamo spesso inconsapevoli delle distorsioni e possiamo trarre beneficio da una
maggiore consapevolezza. Le persone si considerano meno suscettibili di altri agli errori
di attribuzione. La psicologia aiuta a svelare le debolezze del pensiero nella speranza di
diventare pi razionali e pi in contatto con la realt.
LE ASPETTATIVE DEL MONDO SOCIALE le credenze sociali e i giudizi sono importanti.
Influiscono su ci che si sente e su come si agisce creando una loro realt. Merton definisce
profezie che si autoavverano le credenze che conduce al loro stesso compimento. Rosenthal
ha notato che i partecipanti di una ricerca a volte forniscono le risposte che ritengono gli
sperimentatori si aspettino da loro (effetto Rosenthal).
LE ASPETTATIVE DELL'INSEGNANTE E I RISULTATI DELLO STUDENTE le valutazioni
degli insegnati possono essere causa e conseguenza della performance dello studente. Crano e
Mellon sostengono che non solo ottime prestazioni sono seguite da alte valutazioni degli
insegnanti, ma vero anche il contrario. Successive analisi per dimostrarono che "Leffetto
aspettative dellinsegnante non era cos potente e attendibile, sicuramente influenzavano le
performance, ma la natura umana non cos duttile. Babad, Bernieri e Rosenthal hanno per
notato che, sebbene gli insegnanti riescano a nascondere meglio i loro sentimenti di
preferenza, gli studenti sono molto sensibili alle espressioni facciali e ai movimenti del corpo.
OTTENERE DAGLI ALTRI CiO' CHE CI SI ASPETTA alcuni studi dimostrano che le profezie
che si auto avverano operano anche in situazioni lavorative. Le aspettative negative su
qualcuno spingono ad essere particolarmente gentili con quella persona e questo la induce a
sua volta a essere gentile, quindi disconferma le nostre aspettative. Un risultato comune sullo
studio dellinterazione sociale che in qualche modo si ottiene ci che ci si aspetta. Esempio:
la percezione dellaltro come aggressivo e vendicativo induce a mostrare gli stessi
comportamenti come autodifesa. Murray sosteneva che gli ideali positivi del proprio partner
sono buoni predittori delle relazioni. Lidealizzazione aiuta a tamponare i conflitti.
Lammirazione e lamore di qualcuno aiuta a diventare come questi ci immagina. Snyder
mostra che le false credenze sul mondo sociale, una volta formate, possono indurre altri a
confermarle. Conferma comportamentale un tipo di profezia che si auto avvera dove le
aspettative sociali delle persone le inducono a comportarsi in modo da far s che gli altri
confermino le loro aspettative.
Spesso le credenze sociali possono auto confermarsi. Per come ogni fenomeno sociale, la
tendenza a confermare le aspettative degli altri ha dei limiti. Le aspettative spesso predicono
un comportamento semplicemente perch sono accurate.
Gli studi sulla cognizione sociale rivelano che il potere di elaborare info incredibile per la sua
efficienza e capacit di adattamento, ma soggetto a errori prevedibili e a fraintendimenti. Noi
formiamo e sosteniamo delle false credenze con grande facilit. Guidati dai nostri preconcetti e
dalleccessiva sicurezza, costruiamo le credenze sociali e influenziamo gli altri per confermarle.
Nisbett e Ross sostengono che le procedure di laboratorio sovrastimano il potere intuitivo. Gli
esperimenti offrono ai soggetti prove evidenti e li avvisano che viene testata labilit di
ragionamento. False impressioni, credenze e interpretazioni possono portare a serie
conseguenze. Anche piccole distorsioni possono avere effetti quando esprimiamo giudizi sociali.
Jussin afferma che nonostante lesistenza di una grande quantit di errori logici e distorsioni, la
percezione dellaltro risulta spesso accurata. Spesso gli errori sono il risultato delle nostre
scorciatoie mentali che semplificano le info complesse che si ricevono. Quindi per far fronte alla
realt noi la semplifichiamo usando le euristiche. Nisbett e Ross ritengono che leducazione
potrebbe ridurre la nostra vulnerabilit a certi tipi di errore. La proposta :
1. Addestrare le persone a riconoscere le probabili fonti di errore nelle intuizioni sociali
2. Organizzare corsi di statistica adatti ai problemi quotidiani di logica e giudizio sociale
3. Rendere linsegnamento pi efficace attraverso aneddoti ed esempi reali
4. Diffondere slogan utili
Le esperienze soggettive sono lessenza della nostra umanit. utile ricordare la nostra
suscettibilit allerrore che necessita di un addestramento della mente. Distinguere la realt
dallillusione richiede sia curiosit, mente aperta e rigore assoluto.
CAPITOLO 5 - ATTEGGIAMENTI E COMPORTAMENTI
GLI ATTEGGIAMENTI le nostre credenze i nostri sentimenti determinano il nostro
comportamento pubblico, se desideriamo cambiare il comportamento dobbiamo prima di tutto
cambiare cuore e mente. Allinizio gli psicologi sostenevano che conoscendo gli atteggiamenti
delle persone si poteva prevederne le azioni. Festinger concluse che: raramente cambiare gli
atteggiamenti delle persone porta a modificare il loro comportamento e che la relazione
atteggiamento-comportamento funziona al contrario. Abelson disse che noi siamo pi allenati e
pi abili nel trovare le ragioni per quello che facciamo ma non siamo altrettanto bravi a fare ci
per cui troviamo le ragioni. Quando parliamo di atteggiamento, ci riferiamo alle credenze e
sentimenti relativi ad una persona o un evento e alla disposizione comportamentale che ne
deriva. Le reazioni valutative favorevoli o sfavorevoli verso qualcosa, definiscono
latteggiamento di una persona. (valutazione favorevole o sfavorevole verso qualcosa o
qualcuno, spesso radicata nelle proprie credenze ed esibita nei sentimenti e nel
comportamento intenzionale. Possiamo reagire rispetto ad un evento in modo positivo,
negativo, ambivalente o essere indifferenti. Nella vita di tutti i giorni esprimiamo atteggiamenti
rispetto a eventi, oggetti e persone. Questo processo di valutazione automatico. Lamigdala
coinvolta nelle prime valutazioni, ma nonostante ci, limportanza che ogni persona attribuisce
a tale valutazione, il bisogno di valutazione pu essere differente da persona a persona.
L'ABC DEGLI ATTEGGIAMENTI ogni atteggiamento pu basarsi su sentimenti o affetti
(affect), su comportamenti (behaviours) e su cognizioni (cognitions). Prima degli anni 90 si
riteneva che un atteggiamento fosse basato su tutte e 3 le componenti contemporaneamente (
modello tridimensionale - Breckler). Di recente, hanno dimostrato che si pu basare su
una, due o tutte e 3 le componenti dell ABC. Gli atteggiamenti rispondono a un nostro bisogno
automatico di valutazione. Sec ondo lapproccio funzionalista svolgono alcune funzioni utili.
Katz e Smith hanno individuato 4 funzioni degli atteggiamenti associate a 4 difverse
prospettive psicologiche:
1. Funzione conoscitiva/di valutazione dell'oggetto: gli atteggiamenti aiutano a
capire il mondo e a darne un senso. Sono valutazioni di eventi, persone o oggetti.
2. funzione di espressione dei valori: sono utili perch consentono di esprimere i valori
in cui crediamo.
3. Funzione di difesa dell'io: aiutano le persone a conseguire unidentit pi positiva.
4. Funzione di adattamento sociale: consentono di ottenere ricompense dagli altri.
Funzione
dell'atteggiamento
Serve alle persone per Prospettiva psicologica
1. conoscitiva Strutturare un mondo che
abbia un senso
cognitivismo
2. Espressiva dei valori Esprimere importanti aspetti
del proprio s e i valori in cui
si crede
Psicologia umanistica
3. egodifensiva Proteggere il s da conflitti
interni o da verit spiacevoli
psicoanalisi
4. adattamento sociale Ottenere ricompense e
benefici dagli altri
comportamentismo
LA MISURAZIONE DEGLI ATTEGGIAMENTI gli atteggiamenti si misurano attraverso le
espressioni degli atteggiamenti.
Possono essere misurate in modo diretto o indiretto. Approccio diretto utilizza
come strumento lautodescrizione o losservazione. Con lautodescrizione le persone
devono dire quello che pensano riguardo ad un oggetto specifico. Gli psicologi sociali
utilizzano scale di misurazione degli atteggiamenti composte da domande/affermazioni
(item) che chiedono alle persone di esprimere il proprio parere. Le cale di
atteggiamento possono essere di diversi tipi, una delle pi utilizzate la scala Likert.
Questa scala graduata a seconda del grado di accordo dei soggetti. Poich gli
atteggiamenti si riflettono nei comportamenti viene usata anche losservazione. La
validit delle tecniche di misurazione dipende dallonest delle persone. Poich le
persone desiderano fare buona impressione e si dice quello che si pensa che gli altri
vogliano sentirsi dire. Per risolvere questo inconveniente viene utilizzato anche
l'approccio indiretto sono tecniche volte a minimizzare le influenze sociali, ad
esempio rilevando le risposte muscolari facciali a varie affermazioni.
Un altro metodo la tecnica del bogus pipeline( falso collegamento) ha lo scopo
di scoraggiare i soggetti dal mentire. Quando vengono collegate le persone ad una
fantomatica macchina della verit, queste temono che le risposte non veritiere siano
scoperte quindi tendono a rispondere onestamente. Ingannando le persone si ottiene la
loro sincerit. Test di associazione implicita (IAT) usa i tempi di reazione per
misurare quanto rapidamente una persona associa dei concetti, vengono usati per
misurare atteggiamenti razziali impliciti ecc..

GLI ATTEGGIAMENTI SONO IN GRADO DI PREDIRE IL COMPORTAMENTO?
LaPierre dimostra che gli atteggiamenti non influenzano necessariamente i
comportamenti. Negli anni 60, Wicker ridimension lipotetico potere degli
atteggiamenti sui comportamenti, dicendo che gli atteggiamenti manifesti delle persone
difficilmente sono in grado di predire i loro comportamenti.
LA TEORIA DELL'AZIONE RAGIONATA Ajzen e Fishbein studiarono i rapporti tra
atteggiamenti e comportamenti evidenziando delle differenze. Una differenza principale
riguarda va il livello di specificit degli atteggiamenti e dei comportamenti.
la teoria dell'azione ragionata (TRA) sostiene che specifiche intenzioni di agire un
certo comportamento sono buoni fattori predittivi di comportamenti specifici. Per
rilevare se gli atteggiamenti specifici possano influenzare i comportamenti specifici
necessario che le misure degli atteggiamenti e dei comportamenti siano allo stesso
livello di specificit. La TRA una teoria generale del comportamento umano basata
sulla relazione tra credenze, atteggiamenti, intenzioni e comportamenti. Presuppone
che il comportamento effettivo delle persone dipenda direttamente dallintenzione di
adottare tale comportamento. Tale intenzione dipende da:
1. dallatteggiamento verso lo specifico comportamento,
2. dal giudizio circa leventualit che gli altri si aspettino dal soggetto quello stesso
comportamento (norma soggettiva).
Il modello assume che gli atteggiamenti verso il comportamento dipendano dalle credenze
relative alle conseguenze (in termini di costi e benefici) delladozione del comportamento
(credenze comportamentali) nonch dalla valutazione di ognuna di tali conseguenze. Quindi le
norme soggettive sarebbero una funzione della percezione della pressione da parte di
specifiche persone e gruppi di riferimento ad adottare il comportamento in questione(credenze
normative), cos come funzione della motivazione ad agire in conformit con le aspettative di
tali gruppi di riferimento. Sono state mosse diverse critiche alla TRA, soprattutto perch
sembra presupporre che il comportamento sia sempre sotto il controllo volitivo delle persone,
mentre risaputo che i comportamenti dipendono anche da circostanze situazionali, dal
possesso di abilit e risorse, dalla volont di altre persone ecc..
Per far fronte allincertezza situazionale che caratterizza ladozione di un comportamento Ajzen
e Madden hanno proposto la teoria del comportamento pianificato (TPB) nella quale
stata inserita la percezione di controllo sul comportamento, cio la credenza soggettiva circa la
facilit o difficolt di eseguire un particolare comportamento. La percezione del controllo
comportamentale influenza il comportamento effettivo sia direttamente sia indirettamente
(mediazione dellintenzione).
QUANDO GLI ATTEGGIAMENTI SONO POTENTI gran parte del nostro comportamento
automatico. Questo automatismo adattivo. Nei comportamenti abituali le intenzioni consce
non vengono quasi mai attivate. Nelle situazioni nuove, dove il comportamento meno
automatico, gli atteggiamenti diventano pi potenti. Si pensa prima di agire. Snyder e Swann
hanno condotto diversi esperimenti sugli atteggiamenti e il risultato era che questi predicevano
i verdetti solo per chi veniva prima indotto a ricordare i propri atteggiamenti. Gli
atteggiamenti diventano pi potenti se riflettiamo su di essi. Le persone con forte
autoconsapevolezza sono consapevoli dei propri atteggiamenti. Indurre lautoconsapevolezza
aiuta la coerenza tra le parole e i comportamenti. Gli atteggiamenti costruiti attraverso
lesperienza e che coinvolgono gli interessi personali pi probabile che influenzino il
comportamento. In sintesi, gli atteggiamenti risultano predittivi quando si sviluppano 4 criteri:
1. corrispondenza tra specificit dellatteggiamento e quella del comportamento
2. atteggiamenti a cui si presta attenzione (mancanza di copione)
3. autoconsapevolezza degli atteggiamenti
4. atteggiamenti basati su esperienza diretta
QUANDO IL COMPORTAMENTO INFLUISCE SUGLI ATTEGGIAMENTI? lassunzione di un
ruolo riveste una notevole importanza anche nella misura in cui i comportamenti che ne
derivano impattano sui nostri atteggiamenti. Anche quando riguarda un ruolo artificiale, noi
adottiamo comportamenti coerenti con questo e arriviamo a modificare atteggiamenti
preesistenti o svilupparne di nuovi, al fine di mantenere tale coerenza anche tra
comportamenti e atteggiamenti (esempio: prigione di Standford). Se un ruolo artificiale pu
trasformarsi in qualcosa di reale, a maggior ragione i ruoli reali, esercitano tale influenza su
tale comportamento e di conseguenza sui nostri atteggiamenti. Col rafforzarsi del ruolo si
rafforzano i comportamenti. Gli effetti del comportamento sugli atteggiamenti non sono solo
legati allassunzione di nuovi ruoli, quasi tutti i tipi di azione possono influenzare i
comportamenti.
Le persone, per provare di non essere state corrotte cominciano a credere in ci che dicono.
Quando non trovano una spiegazione esterna convincente, dire diventa credere (Higgins). Le
persone tendono ad adeguare i loro messaggi ai loro ascoltatori e tendono anche a credere al
messaggio alterato. Laffermazione che i comportamenti influenzano gli atteggiamenti alla
base delle strategie di vendita. Se si vuole ottenere un grosso favore una strategia efficace
chiedere prima un favore piccolo tecnica del piede nella porta (tecnica utilizzata per
assicurare ladesione a una richiesta impegnativa chiedendo dapprima alle persone di
accondiscendere a una richiesta meno impegnativa). Ladesione iniziale era volontaria, poich
quando le persone si impegnano in una situazione pubblica e percepiscono tali atti come una
decisione propria, arrivano a credere maggiormente in ci che fanno. Cialdini ha esplorato una
variazione del fenomeno del piede nella porta: la tecnica del tiro mancino (tecnica in cui una
persona che intende esercitare uninfluenza si assicura ladesione a una richiesta minore e poi
aumenta il costo che comporta tener fede alla parola data o allimpegno assunto). usata per
creare una situazione di complicit. Alcuni studi sul conflitto mostrano come atteggiamenti
ostili seguano comportamenti ostili. Questo particolarmente vero quando lazione volontaria
e non coartata, quando ci si sente pi responsabili. Le azione e gli atteggiamenti si alimentano
a vicenda portando talvolta al torpore morale. Pi una persona fa del male a unaltra e riadatta
i propri atteggiamenti, pi facile che continui a fare del male.
PERCHE' IL COPORTAMENTO INFLUISCE SUGLI ATTEGGIAMENTI? Gli atteggiamenti
sono influenzati dalle azioni. possibile distinguere 3 teorie differenti che spiegano perch
lazione incide sullatteggiamento. La teoria della gestione dell'impressione: sostiene che
per ragioni strategiche assumiamo quegli atteggiamenti che ci fanno apparire agli altri coerenti
anche attraverso i nostri comportamenti, la teoria della dissonanza cognitiva: ritiene che
per ridurre il disagio si giustificano le nostre azioni a noi stessi e la teoria
dell'autopercezione che sostiene che le nostre azioni sono autorivelanti, quando siamo
incerti rispetto ai nostri sentimenti o alle nostre credenze, osserviamo il nostro comportamento
pi di quello che farebbe chiunque altro.
Iteoria AUTOPRESENTAZIONE: LA GESTIONE DELL'IMPRESSIONE la spiegazione del
perch le azioni incidono sugli atteggiamenti comincia come unidea semplice. Si ritiene che
fare una buona impressione sia un modo per ottenere ricompense sociali e materiali, per
sentirsi meglio e per acquistare sicurezza sulla propria identit sociale. Per evitare di sembrare
sciocchi, si manifestano atteggiamenti che corrispondano alle nostre azioni. Per apparire
coerenti si possono simulare tali atteggiamenti, anche mostrandosi un po falsi e ipocriti. In
una certa misura, la simulazione della coerenza spiega perch gli atteggiamenti espressi
tendono alla congruenza col comportamento, questo perch le persone mostrano un cambio di
atteggiamento minore quando una finta macchina della verit li inibisce dal provare a fare una
buona impressione.
IIteoria AUTOGIUSTIFICAZIONE: LA DISSONANZA COGNITIVA
La teoria della dissonanza cognitiva di Festinger sostiene che i nostri atteggiamenti
cambiano perch siamo motivati a mantenere una coerenza tra i nostri saperi. Presume che noi
sentiamo una tensione, uno stato spiacevole (dissonanza) quando 2 pensieri o credenze
(cognizioni), simultaneamente accessibili, sono psicologicamente incoerenti. (dire o fare
qualcosa ma si hanno sentimenti contrastanti). una tensione che nasce quando si
simultaneamente consapevoli di 2 info incoerenti. Ad esempio, la dissonanza pu presentarsi
quando ci si rende conto che, con una giustificazione scarsa, si agito contro i nostri
atteggiamenti o si presa una decisione a favore di unalternativa, nonostante le ragioni a
favore dellaltra. Festinger sosteneva che per ridurre questa spiacevole tensione, spesso
rettifichiamo il nostro pensiero. Questa teoria si riferisce per lo pi alle discrepanze tra
comportamenti e atteggiamenti. Siamo consapevoli di entrambi, cos se percepiamo
dellincoerenza sentiamo una pressione al cambiamento. Afferma che in presenza dello
spiacevole stato di tensione solitamente mutiamo i nostri atteggiamenti. Nonostante la
tendenza al conservatorismo cognitivo cambiamo gli atteggiamenti e non i nostri
comportamenti. Questo per 2 ragioni: 1)perch il comportamento stato gi condotto a
termine, 2) perch, per il principio del minimo sforzo, meno faticoso mutare atteggiamento
che comportamento. A parere di Cooper e Fazio, affinch si produca dissonanza cognitiva e
questa porti a modificare i nostri atteggiamenti, devono verificarsi 4 fasi:
1. la persona deve avvertire il comportamento come incoerente con i propri atteggiamenti
e la discrepanza tra comportamento e atteggiamento deve produrre conseguenze
negative indesiderate.
2. La persona deve assumersi la responsabilit personale del comportamento. La
responsabilit personale fa riferimento a 2 dimensioni: a) la libert della scelta, se le
persone credono di non avere scelta per i comportamento agiti non si genera
dissonanza, b) prevedibilit delle conseguenze dei comportamenti assunti, se lesito di
un comportamento non pu realisticamente essere anticipato, non sorge alcuna
dissonanza n si verifica alcun mutamento degli atteggiamenti
3. La persona deve sperimentare attivazione fisiologica, la discrepanza viene percepita
come uno sgradevole stato di tensione, di attivazione fisiologica
4. La persona deve attribuire lazione fisiologica al comportamento agito
Condizioni necessarie per l'insorgenza e la riduzione della dissonanza cognitiva
Condizioni
antecedenti
che producono
tensione
Attivazione
fisiologica e
sua
interpretazione
comportam
ento
Conseguenze
negative
indesiderate
Responsabili
t personale
Attivazion
e
fisiologica
Attribuzione
dellattivazione
fisiologica
Cambiamento
di
atteggiament
o

LA GIUSTIFICAZIONE INSUFFICIENTE Festinger e Carlsmith hanno avanzato unipotesi:
durante un esperimenti, i soggetti pagati solo 1 dollaro (difficilmente sufficiente a giustificare
una bugia) sono pi propensi ad adattare i loro atteggiamenti alle loro azioni. Avendo una
giustificazione insufficiente per le azioni, sperimenterebbero pi disagio (dissonanza) e
perci sarebbero pi motivati a credere in ci che fanno. Quelli pagati 20 dollari hanno invece
una giustificazione sufficiente per ci che fanno e percepiscono una dissonanza minore. Effetto
della giustificazione insufficiente la riduzione della dissonanza grazie alla giustificazione
interna del proprio comportamento, quando quella esterna insufficiente. Leffetto
dellatteggiamento che segue il comportamento pi forte quando le persone sentono la
possibilit di scelta e quando le loro azioni avevano conseguenze immediate. Il principio della
giustificazione insufficiente funziona anche con le punizioni. La teoria della dissonanza
cognitiva si focalizza non sullefficacia relativa di ricompense e punizioni somministrate dopo
latto, ma su ci che stimola unazione desiderata. Gli atteggiamenti seguono i comportamenti
per le cose di cui si avverte una responsabilit. Una gestione autoritaria sar efficace quando
lautorit presente, poich le persone interiorizzano dei comportamenti forzati. La teoria della
dissonanza insiste sul fatto che: lincoraggiamento e lincitamento dovrebbero essere sufficienti
a suscitare unazione desiderata (cos gli atteggiamenti possono seguire il comportamento).
LA DISSONANZA CHE SEGUE LE DECISIONI lenfasi sulla percezione della possibilit di
scelta e sulla responsabilit, implica che le decisioni producano dissonanza. possibile, dopo
aver preso una posizione, percepire la dolorosa consapevolezza dei saperi dissonanti, ovvero le
caratteristiche desiderabili di ci che si rifiutato e quelle non desiderabili di ci che si scelto.
In genere, dopo aver preso decisioni, si riduce la dissonanza promuovendo le alternative scelte
e svalutando le opzioni tralasciate. Una volta prese, le decisioni mettono i loro paletti
autogiustificativi. Quindi, le strategie per ridurre la dissonanza cognitiva possono essere: 1)
ridurre limportanza di uno degli elementi dissonanti, 2) aggiungere elementi cognitivi
dissonanti, 3) modificare latteggiamento.
IIIteoria L'AUTOPERCEZIONE Spiega il legame tra comportamenti e atteggiamenti. La
teoria dell'autopercezione di Bem(teoria secondo cui quando non siamo sicuri dei nostri
atteggiamenti, li deduciamo osservando il nostro comportamento e le circostanze in cui
avviene) ipotizza che facciamo simili inferenze nellosservare il nostro stesso comportamento.
Quando i nostri atteggiamenti sono deboli o ambigui ci mettiamo nella posizione di chi osserva
dallesterno. Questo vero quando non posso attribuire il mio comportamento a costrizioni
esterne. Le azioni che portiamo a termine deliberatamente sono autorilevanti. James ha
proposto una teoria simile per spiegare le emozioni. Noi desumiamo le nostre emozioni
osservando i nostri corpi e i nostri comportamenti. Secondo Burger e Caldwell il
comportamento pu modificare il concetto di s.
ESPRESSIONI FACCIALI, MOVIMENTI DEL CORPO, POSTURA E ATTEGGIAMENTI
Laird, in un esperimento, mostra che chi era indotto a fare una faccia sorridente si sentiva pi
felice, poteva rievocare ricordi pi felici e essere di buon umore pi a lungo. Rodgers e
Hammerstein dicono che il movimento pu aiutare a suscitare le nostre emozioni. Anche
landatura pu influire su come ci si sente. Le espressioni hanno uninfluenza su come ci si
sente e secondo Vaughan e Lanzetta, imitare le espressioni degli altri potrebbe aiutarci a
capire come si sentono. Esprimere lemozione di una persona, permette agli osservatori di
provare pi empatia. Per provare ci che provano gli altri dobbiamo fare in modo che la nostra
faccia rispecchi le emozioni degli altri. Osservando facce, posture e voci degli altri, noi
mimiamo naturalmente e inconsciamente le loro reazioni momento per momento. Questo
spiega anche il contagio emotivo e il perch pi divertente circondarsi di gente allegra che di
gente triste. Le espressioni facciali influenzano anche gli atteggiamenti. Wells e Petty hanno
ipotizzato che i pensieri positivi siano compatibili con i movimenti verticali del capo e
incompatibili con quelli orizzontali. Mussweiler mostr che azioni stereotipate alimentano un
pensiero stereotipato.
LA GIUSTIFICAZIONE ECCESSIVA E LE MOTIVAZIONI INTRINSECHE quando la
giustificazione insufficiente, il pi piccolo incentivo che induce la persona a fare qualcosa in
genere il pi efficace nel far si che la stessa si appassioni allattivit e continui a farla. La
teoria della dissonanza cognitiva offre una spiegazione: quando gli incitamenti esterni sono
insufficienti a giustificare il nostro comportamento, riduciamo la dissonanza giustificando il
comportamento internamente. La teoria dellautopercezione propone una spiegazione diversa:
le persone spiegano il proprio comportamento osservando le condizioni in cui avviene. Noi
osserviamo una nostra azione che non ci stata imposta e deduciamo il nostro atteggiamento.
Al contrario della nozione che le ricompense incrementano la motivazione, la teoria
dellautopercezione sostiene che le ricompense non necessarie possono avere un costo occulto.
Ricompensare le persone per fare qualcosa che fanno gi volentieri pu indurle ad attribuire la
loro azione alla ricompensa (motivazione estrinseca), indebolendo lautopercezione di farlo con
piacere (motivazione intrinseca). L'effetto della giustificazione eccessiva il risultato
dellindurre le persone a fare per soldi ci che facevano gi per piacere, di conseguenza non
pensano pi alle loro azioni come a qualcosa di piacevole ma come a qualcosa controllato
dallesterno. Come afferma la teoria dellautopercezione, una ricompensa non anticipata non
diminuisce linteresse intrinseco, poich le persone possono ancora attribuire le loro azioni alla
propria motivazione. Se amministrate correttamente, le ricompense possono dare una spinta
alla creativit. Leffetto della giustificazione eccessiva si presenta quando qualcuno offre in
anticipo una ricompensa non necessaria allovvio sforzo di controllare il comportamento. Quindi
ricompense ed elogi alimentano la motivazione intrinseca, mentre ricompense che cercano di
controllare gli individui per indurli a credere che la ricompensa stessa ad averli stimolati,
diminuiscono lattrazione intrinseca di un compito piacevole.
Motivazione intrinseca ed estrinseca quando le persone fanno qualcosa di piacevole,
senza ricompensa o coercizione,attribuiscono il loro comportamento al piacere per
quellattivit. Le ricompense esterne indeboliscono la motivazione intrinseca inducendo le
persone ad attribuire il loro comportamento allincentivo.
TEORIE A CONFRONTO Le azioni influiscono solo sugli atteggiamenti :Teoria
dellautopresentazione. Le azioni influiscono genuinamente sui nostri atteggiamenti:
! Teoria dissonanza cognitiva: noi giustifichiamo il nostro comportamento per ridurre il
disagio interno.
! Teoria dellautopercezione: osserviamo il comportamento e traiamo conclusioni
ragionevoli sui nostri atteggiamenti, cos facciamo anche per gli altri.
Queste 2 teorie sembrano in contraddizione tra loro. Il teorico dellautopercezione, Bem,
sosteneva che il tutto si riduce ad una questione di preferenze personali, poich, sia la teoria
della dissonanza, sia quella dellautopercezione sono prodotti della mente umana, sono
tentativi di spiegare e semplificare ci che viene osservato.
DISSONANZA COME STIMOLO La teoria dellautopercezione non dice nulla sullaumento
della tensione quando i nostri atteggiamenti e le nostre azioni non sono in armonia. Ipotizza
solamente che, quando i nostri atteggiamenti sono deboli, fin dallinizio, usiamo il nostro
comportamento e le circostanze come un indizio per quegli atteggiamenti. La dissonanza
invece ne parla poich noi cambiano i nostri atteggiamenti quando avvertiamo uno stato di
tensione. Le condizioni che producono dissonanza aumentano le situazioni di disagio,
mostrando che il comportamento ha conseguenze indesiderate, per cui la persona si sente
responsabile. La tensione sar visibile per un aumento del ritmo cardiaco e della sudorazione.
Secondo la teoria dell'autoaffermazione di Steele, gli individui spesso sperimentano una
minaccia allimmagine del s, dopo essersi impegnati in un comportamento indesiderabile,
possono compensare affermando un altro aspetto del s. Se si minaccia il concetto di s delle
persone in un ambito, queste lo compenseranno rifocalizzandosi o facendo buone azioni in un
altro ambito. Tali atti sono imbarazzanti e minacciano il senso di competenza. Giustificare le
nostre azioni significa autoaffermarci, proteggere e sostenere il nostro senso di integrit e di
valore personale. Le persone con forte autostima si preoccupano meno di autogiustificarsi. Le
condizioni di dissonanza aumentano la tensione. Secondo Steele questa tensione necessaria
alleffetto atteggiamenti che seguono il comportamento.
L'AUTOPERCEZIONE QUANDO NON E' CONTRADDITORIA la teoria della dissonanza non
pu spiegare i cambiamenti di atteggiamento che avvengono senza dissonanza. Non spiega
nemmeno leffetto della giustificazione eccessiva poich lessere pagato per fare quello che ti
piace non dovrebbe aumentare la tensione. In situazioni dove gli atteggiamenti non sono ben
formati, la teoria dellautopercezione spiega la formazione dellatteggiamento. Quando si agisce
e si riflette, si sviluppano pi prontamente atteggiamenti accessibili per guidare il
comportamento futuro.
LE RAPPRESENTAZIONI SOCIALI Znaniecki dice che latteggiamento un processo mentale
individuale che determina le risposte sia attuali sia potenziali di ogni individuo al mondo
sociale. Allport dice che: latteggiamento uno stato mentale o neurologico di prontezza,
organizzata per mezzo dellesperienza, che esercita uninfluenza di controllo o dinamica sulle
risposte dellindividuo nei confronti di ogni oggetto o situazione con cui entra in rapporto. Il
concetto di atteggiamento stato considerato come un costrutto individuale, sviluppato
allinterno della social cognition americana. Negli anni 60, mentre in USA dilagava lo studio
degli atteggiamenti, in Europa, Moscovici proponeva il concetto di rappresentazioni sociali
(simile al concetto di atteggiamento, ma connotato da una pi accentuata dimensione sociale).
Durkheim parlava di rappresentazioni collettive, entit esistenti ed immutabili, che ricorrono
nella societ e di cui non possibile studiare la struttura e la dinamica interna. Durkheim
sosteneva che le persone che condividono uno stesso ambito sociale e culturale attribuiscono
senso alla realt che vivono attraverso la costruzione di significati condivisi definiti appunto
rappresentazioni collettive. Nel 61 Moscovici introduce il concetto di rappresentazioni sociali,
che sono una serie di concetti, asserti e spiegazioni che nascono dalla vita di tutti i giorni, nel
corso delle comunicazioni interpersonali. Sono nella nostra societ, lequivalente dei miti e
delle credenze nelle societ tradizionali, possono essere considerate la versione contemporanea
del senso comune. In sintesi sono sistemi cognitivi, con una loro logica e linguaggio, attraverso
i quali membri di una continuit sono capaci di costruire la realt sociale. Gli individui e i gruppi
non sono recettori passivi, ma pensano autonomamente. 1) Moscovici sostituisce il termine
"collettiva con "sociale per sottolineare la dimensione socio-psicologica delle rappresentazioni
al posto di quella sociologica. Si distinse da Durkheim perch contrappose il carattere di
stabilit e di staticit che lo studioso francese attribuiva alle rappresentazioni collettive. 2) si
contrappose allottica globalistica di Durkheim che fa delle sue rappresentazioni "entit
irriducibili a ogni analisi ulteriore, le rapp sociali sono delle forme specifiche di conoscenza
delle quali si pu seguire il percorso di formazione e di cambiamento.
COME SI FORMANO LE RAPPRESENTAZIONI SOCIALI: ANCORAGGIO E
OGGETTIVAZIONE
Le persone creano le rapp sociali nel corso della comunicazione e della cooperazione. Una volta
formate hanno vita propria, circolano e si fondono, si attraggono e respingono lun laltra e
danno vita a nuove rappresentazioni, dando un senso comune alla realt cos da poterla
affrontare in modo diretto senza provare dei sentimenti di isolamento. Si formano attraverso 2
processi: lancoraggio e loggettivazione. L'ancoraggio permette lassimilazione dellignoto
al noto, un processo che consente di trasferire qualcosa di estraneo da uno spazio esterno al
nostro sistema di categorie e di porlo a confronto con il paradigma di quella categoria che
riteniamo pi adatta. Denominazione, classificazione ed etichetta mento sono le operazioni che
consentono di categorizzare un oggetto, cio di assegnarlo ad una categoria in base al suo
grado di somiglianza con un prototipo che rappresenta quella categoria. Presuppone che si
possa conoscere solo il gi noto, utilizzando schemi categoriali pre-esistenti per agganciare
oggetti sconosciuti e non familiari e che servono da quadro di riferimento. Permette di ridurre
la paura e lo stupore che pu produrre un oggetto sociale nuovo, di integrare cognitivamente
un oggetto nel sistema di pensiero pre-esistente. L'oggettivazione consiste nello scoprire,
nel mettere fuori laspetto iconico di una categoria. Dota di realt un concetto non familiare,
permettendo a qualcosa che prima ci appariva lontano e sconosciuto di assumere delle
sembianze fisiche e accessibili che ci risultano pi semplici. Costruiscono un nucleo figurativo
che concretizza loggetto, sottraendolo allastrattezza e conferendogli unapparente
naturalezza, anche attraverso luso di metafore e immagini o lassociazione con personalit di
spicco.
LE FUNZIONI DELLE RAPPRESENTAZIONI SOCIALI
1. rendono familiare quanto estraneo. La prima funzione detta cognitiva, in
quanto esito del primo processo di formazione delle rappresentazioni, quello
dellancoraggio. Le rappresentazioni, convenzionalizzano le persone, gli oggetti e gli
eventi dando loro una forma precisa. Li assegnano ad una precisa categoria definendoli
come modello di quel tipo, un modello condiviso da tante persone. Lewin dice che la
realt per lindividuo, in gran misura determinata da ci che socialmente accettato
come realt.
2. Favoriscono gli scambi interpersonali e sociali. Sono prescrittive, si impongono
alle persone con forza irresistibile, frutto di una struttura e di una tradizione pre-
esistente alla persona stessa. Si possono tramandare di generazione in generazione,
contribuiscono a creare un contesto sociale, una cultura, nella quale le persone
condividono rapporti di routine, riti di incontro e di conversazione. Influenzano il
cambiamento agendo sul comportamento delle persone che appartengono ad una
determinata comunit o gruppo nel quale la rappresentazione sociale condivisa.
Fungono da codice condiviso per lazione e linterazione sociale, si connotano come
forme di sapere pratico, di sistemi di conoscenza finalizzati alluso e guida di
orientamento di comportamenti.
3. Funzione normativa e di costruzione della dell'identit. il carattere sociale delle
rappresentazioni legato alliscrizione sociale degli individui, alla loro appartenenza e
collocazione nei gruppi sociali, questo posizionamento socio-simbolico determina i
contenuti delle rappresentazioni e la loro organizzazione. Funzionano anche come
strumenti di affermazione simbolica di unidentit e di unappartenenza. Sono evidenti
le connessioni con la teoria dellidentit sociale di Tajfel e con la teoria della
categorizzazione di Turner: lidentit sociale il frutto di una categorizzazione di s in
base allappartenenza a gruppi sociali (secondo il principio per cui la molla
motivazionale il rafforzamento dellautostima personale attraverso un processo di
confronto sociale intergruppi). La stessa identit sociale pu essere considerata come
rappresentazione sociale delloggetto "s derivante da un processo di categorizzazione
preferenziale connessa allappartenenza sociale. Moscovici propone un raggruppamento
in 3 categorie, da lui definite ipotesi, delle potenziali funzioni delle rappresentazioni. 1
ipotesi dell'interesse: le persone o i gruppi costruiscono dei discorsi che conciliano
le posizioni contrapposte di due o pi individui e che vanno nella direzione di favorire la
posizione che ha pi potere, distorcendo la realt obiettiva. 2ipotesi
dell'equilibrio: le rapp sociali sono utilizzate come mezzi o strumenti che risolvono le
tensioni emotive o psichiche dovute allinsuccesso o alla mancanza di integrazione
sociale. servono a ricostruire un immaginario di equilibrio interno alle persone o ai
gruppi. 3 ipotesi del controllo: le rapp sono utilizzate dai gruppi per filtrare le info
che provengono da sistemi o ambienti esterni, come controllare la lealt delle persone
di quel gruppo che le utilizza nei confronti degli scopi del gruppo. Queste 3 ipotesi sono
state criticate perch troppo generali e non falsificabili.
ATTEGGIAMENTI E RAPPRESENTAZIONI SOCIALI risulta chiaro quindi il parallelismo tra
rappresentazione sociale e atteggiamento, gli elementi di convergenza e divergenza. 1) parte
della letteratura assimila i 2 concetti, esprimendo agli studi sulle rapp sociali la critica di aver
riutilizzato i modelli empirici usati per gli atteggiamenti, 2) unaltra parte della letteratura,
delinea i caratteri distintivi e gli elementi di interconnessione, riconoscendo alle rapp sociali
una pi ampia potenzialit euristica. Il concetto di atteggiamento ha subito notevoli
interpretazioni ed stato operazionalizzato in modi diversi. Asch aveva proposto una
concezione strutturale di atteggiamento come di unorganizzazione gerarchica di esperienze e
di dati in riferimento ad un oggetto, rispetto al quale siano sedimentati significato sociali in un
campo simbolico reciprocamente condiviso. Sottolinea che il carattere sociale degli
atteggiamenti risiede nella loro genesi in contesti interattivi che influenzano fortemente la
percezione sociale. Anche il cambiamento degli atteggiamenti implica una ridefinizione
cognitiva dello stimolo stesso a cui la risposta viene data. Nel dibattito tra atteggiamento e
rappresentazioni, Jaspars e Fraser mettono in luce come lo sviluppo storico del concetto di
atteggiamento si sia snaturato da uniniziale accezione in termini sociali e collettivi verso
uninterpretazione sempre pi individualistica e modellata sulla natura emotiva e
disposizionale, pi che cognitiva. Suggeriscono di considerare gli atteggiamenti come risposte
individuali basate su rapp collettive. In "atteggiamenti e rappresentazioni sociali evidenziano
luso del costrutto di atteggiamento che va sempre pi verso lidea di un qualcosa di riflesso del
mondo sociale nellindividuo che loro chiamano valore sociale. In sintesi, atteggiamenti e
valori sociali costituiscono 2 versanti, luno psicologico e laltro sociologico di una stessa realt.
Sembra che la natura sociale degli atteggiamenti, differisca in vari modi dalla natura sociale
delle rappresentazioni. Queste sono sociali in 3 sensi diversi: 1)riguardano la realt sociale nel
senso strutturale e culturale del sociale, 2) sono sociali in origine, 3) sono ampiamente
condivise, il che fa s che diventino parte della realt sociale stessa. Gli atteggiamenti, in
quanto componente valutativa delle rapp cognitive individuali sono sociali nel primo senso,
sebbene si ponga di pi laccento sugli aspetti interpersonali della realt sociale piuttosto che
sugli aspetti strutturali e culturali di questa. In secondo luogo, gli atteggiamenti sono definiti
come predisposizioni apprese e sono concepiti come sociali in origine bench sia stata dedicata
poca attenzione empirica sia allo studio dello sviluppo degli atteggiamenti sia allorigine dei
contenuti delle affermazioni esprimenti un atteggiamento. Gli atteggiamento sono considerati
predisposizioni individuali che vengono introdotte nella ps sociale per spiegare le differenze
esistenti tra le persone nelle loro reazioni a stimoli sociali simili.
CAPITOLO 6 - CONFORMISMO E OBBEDIENZA
INFLUENZA SOCIALE E CONFORMISMO
Influenza sociale si intende un cambiamento che si verifica nei giudizi, nelle opinioni e
negli atteggiamenti di una persona o di un gruppo a seguito dellesposizione ai giudizi, alle
opinioni e agli atteggiamenti di altri individui, in particolari circostanze. Possiamo distinguere
tra influenza della maggioranza, quella esercitata da persone o gruppi che detengono
maggiore potere sociale, e della minoranza quella esercitata sa persone o gruppi meno
potenti. Per potere sociale sintende la forza di cui dispone chi influenza di produrre
cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti di chi influenzato. Il potere pu trarre
origine dallavere accesso a certe risorse, grazie alla posizione sociale rivestita nella societ,
oppure dallessere amato e ammirato dagli altri. Numerose ricerche hanno dimostrato che le
persone che detengono potere sociale sono pi inclini ad agire, mentre le persone che ne sono
prive sono pi inibite allazione. Questo perch le persone con pi potere si sentono meno
dipendenti dagli altri, si percepiscono autoefficaci, in possesso di molte risorse necessarie per
agire e ritengono che gli altri non possano ostacolarli. Poich il potere sociale consente di
prestare meno attenzione alle opinioni e ai punti di vista degli altri, agiscono pi velocemente,
con pi facilit e determinazione, finendo con lesercitare maggiore influenza sociale. chi
detiene potere esercita una maggiore dominanza sociale. la teoria della dominanza sociale
sostiene che, in tutte le societ, i gruppi sono organizzati sulla base di una gerarchia di potere,
quindi i gruppi dominanti esercitano potere e influenza sugli altri. Le conseguenze
comportamentali dellinfluenza sociale sono il conformismo, laccondiscendenza o
acquiescenza, lobbedienza e laccettazione o adesione interiore.
Conformismo il conformismo pu essere negativo, positivo e a volte irrilevante. Nelle
culture individualistiche occidentali, dove piegarsi alla pressione dei pari non considerato
positivo, tende a trasmettere un giudizio di valore negativo. Le culture individualistiche danno
allinfluenza sociale etichette negative (sottomissione, compiacimento), piuttosto che positive
(sensibilit comune). In Giappone non segno di debolezza ma di tolleranza, maturit e
autocontrollo. In definitiva, noi scegliamo delle etichette che si adattano ai nostri valori e ai
nostri giudizi. Le etichette descrivono, valutano e sono inevitabili. Conformismo significa non
solo agire come agiscono gli altri, ma anche essere condizionati da come agiscono. Agire e
pensare da come si farebbe da soli. Il conformismo quindi un cambiamento del
comportamento, dei pensieri e dei sentimenti delle persone rispetto a una norma sociale. La
questione se il nostro comportamento e le nostre credenze sarebbero le stesse se non
fossimo parte del gruppo. Ci sono tanti tipi di conformismo: accondiscendenza o
acquiescenza (compliance) conformit che implica unazione pubblica in risposta a una
richiesta implicita o esplicita ma con un dissenso interiore, un conformismo finto e
apparente. Obbedienza agire in risposta a un ordine o a un comando diretto.
Accondiscendiamo per ottenere una ricompensa o evitare una punizione. Accettazione o
adesione interiore conformit che coinvolge sia lagire sia il credere in risposta alla
pressione sociale. un conformismo sincero. Possiamo arrivare a credere intimamente a
qualcosa di cui inizialmente dubitavamo.
Tecniche di influenza per ottenere accondiscendenza (influenze interpersonali indirette:
quelle in cui non dichiarato esplicitamente ci che vogliamo ottenere ma formuliamo una
richiesta iniziale diversa che ci consentir di ottenere indirettamente ci che vogliamo
ottenere).
tecnica definizione
Tecnica del piede nella porta Assicurarsi ladesione a una richiesta
impegnativa chiedendo alle persone di
accondiscendere dapprima a una richiesta meno
impegnativa.
Tecnica del tiro mancino (o tecnica del colpo basso) Assicurarsi ladesione a una richiesta minore e
poi aumentare il costo che comporta tener fede
alla parola data o allimpegno assunto.
Tecnica della porta in faccia Avanzare una richiesta di portata considerevole
e dopo aver ottenuto il rifiuto, avanzare una
richiesta minore, effettivamente desiderata e
prevista.
Tecnica del questo non tutto Offrire qualcosa a un altro prezzo senza lasciare
il tempo di rispondere, offrire un accordo
migliore abbassando il prezzo o aggiungendo un
altro prodotto.
STUDI CLASSICI SUL CONFORMISMO E SULL'OBBEDIENZA ricostruiscono i mondi sociali
in laboratorio, cercando di semplificare e simulare caratteristiche importanti dellinfluenza
sociale quotidiana. Sono 3 e ognuno utilizza un metodo diverso per studiare il conformismo.
Studi di Sherif sulla formazione della norma isolare e sperimentare in laboratorio la
formazione della norma con un esperimento condotto sul movimento apparente di un punto
luminoso. Il movimento e la norma sono falsi, Sherif aveva sfruttato unillusione ottica
chiamata effetto autocinetico: movimento apparente di un punto luminoso fisso in un
ambiente buio. Usato per rispondere a domande sulla suggestionabilit delle persone. I
risultati confermano che le persone continuano a seguire la norma di gruppo. Leffetto
autocinetico fu utilizzato anche da Jacobs e Campbell per verificare la trasmissione di false
credenze. Totterdell definisce "legami di stati danimo un fenomeno di contagio sociale, dove
le persone allinterno dello stesso gruppo tendono a condividere alti e bassi livelli dumore.
Unaltra forma di contagio sociale "leffetto camaleonte di Chartrand e Bargh (es. sbadiglio
contagioso). Il nostro comportamento influisce sui nostri atteggiamenti e sulle nostre emozioni,
ci pu indurre a provare quello che provano gli altri. Van Baaren dimostra che se ci si
comporta come gli altri, si risulter pi simpatici e degni di essere aiutati dagli altri. Pare che
lessere imitati porti a un aumento dei legami sociali.
Gli studi di Asch sulla pressione del gruppo sulla conformit, i partecipanti giudicavano
quale delle 3 linee di paragone corrispondeva a quella standard. Questi esperimenti mancavano
di realismo comune, mentre avevano quello sperimentale. I risultati di Sherif e Asch implicano
una pressione non scontata a conformarsi, non cerano premi per il gioco di squadra e
nemmeno punizioni per lindividualismo. Questi esperimenti descrivevano un conformismo a
parole, quelli di Milgram sullobbedienza ci descrivono situazioni nelle quali il conformismo
interessa la condotta.
Gli esperimenti di Milgram sull'obbedienza descrivono u tipo di conformismo che
coinvolge il comportamento e la condotta. La maggioranza non un dato quantitativo ma
qualitativo, implica una differenza di status tra chi esercita un potere superiore e una pressione
diretta e chi si adegua alla volont di questi ultimi. Gli esperimenti di Milgram sono noti come
esperimenti sulla norma dellautorit o norma dellobbedienza, testano ci che succede quando
le richieste di unautorit entrano in collisione con quelle della coscienza di chi riceve la
richiesta. Milgram condusse un esperimento sullapprendimento e la memoria. Lobiettivo era
quello di osservare fino a che punto linsegnante avrebbe accettato di somministrare le scosse
elettriche allo studente anche quando questultimo manifestava laperta volont di porre fine al
dolore interrompendo le prove.
L'ETICA DEGLI ESPERIMENTI DI MILGRAM lobbedienza dei soggetti sperimentali turb lo
stesso Milgram e le procedure che utilizz turbarono molti psicologi sociali. Lo studente in
questi esperimenti non riceveva alcuna scossa, per alcuni critici dissero che Milgram faceva ai
suoi soggetti quello che essi presumevano di fare alle loro vittime, li forzava contro la loro
volont. I critici sostenevano che poteva anche essere stato alterato il concetto di s dei
partecipanti. In sua difesa, Milgram evidenzi le importanti lezioni apprese dai suoi
esperimenti. Ricordava ai critici il supporto psicologico fornito ai partecipanti dopo che era
stato rilevato linganno e spiegato lesperimento. Quindi ci sono meno conseguenze dal punto
di vista degli effetti sullautostima.
CHE COSA GENERA L'OBBEDIENZA Milgram, oltre a rilevare il punto fino a cui le persone
obbediscono allautorit, ha anche esaminato le condizioni che generano e favoriscono tale
obbedienza. Migra era un "situazionista , considerava il comportamento come la risultante
dellinterazione delle persone in un contesto. Laumento dellobbedienza attribuibile a 4
fattori: la distanza emotiva dalla vittima, la vicinanza allautorit e la sua legittimit,
lappartenenza dellautorit a unistituzione rispettata (autorit istituzionale) e alleffetto
liberatorio dellinfluenza del gruppo.
1 fattore LA DISTANZA EMOTIVA DALLA VITTIMA i partecipanti agli esperimenti di
Milgram agivano con una maggiore obbedienza e minore compassione quando non potevano
vedere le presunte vittime. Quasi tutti obbedivano allo sperimentatore tranquillamente fino alla
fine. Quando invece lo studente era nella stessa stanza, solo il 40% obbediva. Anche nella vita
quotidiana succede la stessa cosa, pi facile maltrattare qualcuno quando distante o
spersonalizzato. Il lato positivo che la gente agisce in modo pi compassionevole verso chi
viene personalizzato.
2 fattore VICINANZA E LEGITTIMITA' DELL'AUTORITA' anche la presenza fisica dello
sperimentatore incide sullobbedienza. Quando davano i comandi a distanza, lobbedienza
calava. Perch, quando chi da lordine fisicamente vicino, aumenta il conformismo. Inoltre
lautorit deve essere percepita come legittima. Se veniva assegnato il ruolo dello
sperimentatore ad unaltra persona, la maggior parte degli insegnanti si rifiutava di obbedire
completamente. Questa ribellione contro unautorit illegittima contrastava nettamente con
lobbedienza referenziale che in genere gli insegnati mostravano nei confronti degli
sperimentatori.
3 fattore AUTORITA' ISTITUZIONALE il prestigio istituzionale legittima gli ordini
nellesperimento (es. universit di Yale). Lo stesso esperimento venne condotto nella meno
prestigiosa Bridgeport e sebbene il tasso di obbedienza fosse ancora alto, fu nettamente pi
basso di quello registrato a Yale. Anche nella vita quotidiana le autorit spalleggiate dalle
istituzioni esercitano un potere sociale.
4 fattore L'EFFETTO LIBERATORIO DELL'INFLUENZA DEL GRUPPO il conformismo
pu essere anche costruttivo. (es. pompieri che obbediscono agli ordini dei loro superiori e in
parte si conformano alla lealt di gruppo). Per dimostrare leffetto liberatorio del conformismo,
Milgram accost allinsegnante 2 complici che lo aiutassero nella procedura. Quando entrambi
si ribellarono, il 90%dei soggetti si conformarono ai "ribelli.
RIFLESSIONI SUGLI STUDI CLASSICI i soldati sono addestrati ad obbedire ai superiori. I
contesti scientifici sicuri degli esperimenti sullobbedienza sono diversi dai contesti di guerra. In
pi, la brutalit della guerra e dei genocidi vanno oltre lobbedienza, alcune persone sono dei
carnefici volontari. Gli esperimenti sullobbedienza sono diversi anche da altri esperimenti sul
conformismo e sulla pressione sociale. lobbedienza ordinata esplicitamente, senza la
coercizione la gente non agisce con crudelt. Eppure gli esperimenti di Asch e Milgram hanno
aspetti in comune, ovvero, mostrano come il conformismo possa avere il sopravvento sul senso
morale. Quindi ci hanno sensibilizzato ai conflitti morali delle nostre vite. Hanno inoltre
confermato e illustrato 3 principi: il legame tra comportamento e atteggiamenti, il potere
della situazione e la forza dellerrore fondamentale di attribuzione.
1 principio: COMPORTAMENTO E ATTEGGIAMENTI gli esperimenti di Asch e Milgram
mostrarono che gli atteggiamenti non riescono a determinare il comportamento quando le
influenze esterne travolgono le convinzioni interne. Quando i soggetti di Asch rispondevano da
soli, quasi sempre era corretta, mentre la situazione cambiava quando si trovavano da soli
contro il gruppo. Negli esperimenti sullobbedienza, un pressione sociale potente supera quella
debole. I soggetti sperimentali obbedirono perch erano in uno stato psicologico diverso da
quello di chi iniziava lesperimento in quel momento. Il comportamento esterno e la
disposizione interna possono condizionarsi a vicenda, qualche volta in una spirale ascendente.
Secondo Milgram, molti soggetti svalutano duramente la vittima in conseguenza delle azioni
contro di lei. Staub negli studi sul genocidio umano nel mondo, mostra dove pu portare
laumento graduale dellaggressione. La critica produce disprezzo, che giustifica la crudelt e
quando giustificata, porta alla brutalit, poi allassassinio e allassassinio sistematico. Gli
atteggiamenti che si vengono a sviluppare seguono e giustificano le azioni. Le persone hanno
anche capacit eroiche. Un elevato impegno solidale allinizio porta ad una maggiore
solidariet.
2principio: IL POTERE DELLA SITUAZIONE gli esperimenti di Milgram offrono anche una
lezione sul male. Il male viene anche da alcune forze sociali, cio relative alla situazione. Le
situazioni possono indurre le persone considerate spesso come normali a cedere alla crudelt.
Questo vero quando, come accade nelle societ complesse, la ferocia pi terribile evolve da
una sequenza di piccole cattiverie. Quando il male suddiviso fra tanti, diventa pi facile farlo.
Migra studi la parcellizzazione del male. Lo spostamento verso il male, avviene a piccole dosi,
senza lintento cosciente di farlo.
3principio: L'ERRORE FONDAMENTALE DI ATTRIBUZIONE la tendenza a interpretare
le azioni degli altri come espressioni delle loro disposizioni piuttosto che originati dalla
situazione in cui sono. Si presume che le persone cattive facciano cose cattive. Bierbrauer
tent di eliminare questa sottostima delle forze sociali e situazionali. Concluse che sebbene i
ricercatori sociali accumulino prove che il comportamento umano sia il prodotto della nostra
storia sociale e dellambiente, la maggior parte delle persone continua a credere che le qualit
interne rivelino la persona: le persone buone si comportano bene, le persone cattive si
comportano male. Milgram scrive che, la lezione pi importante che la gente "normale che
non ha particolari ostilit, sotto linfluenza di forze maligne anche i buoni diventano malvagi e
cos cercano di costruire razionalizzazioni morali per i comportamenti che sono immorali. Ci
non li assolve dalle loro responsabilit. Le situazioni di conformismo in laboratorio sono diverse
da quelle della vita quotidiana. Quindi si deve far attenzione a generalizzare.
Studi classici sul conformismo
Argomento Ricercatore Metodo Esempio di vita
reale
Formazione della
norma
Sherif Valutare la
suggestionabilit
rispetto allapparente
movimento di una
luce
Interpretare gli eventi
in modo diverso dopo
aver ascoltato gli altri
conformismo Asch Accordo con i giudizi
percettivi
chiaramente sbagliati
degli altri
Fare quello che fanno
gli altri
obbedienza Milgram Obbedire allordine di
inviare una scossa a
un soggetto
Soldati o impiegati
che eseguono ordini
discutibili
I FATTORI CHE PREDICONO IL CONFORMISMO i ricercatori hanno scoperto che il
conformismo aumenta se le valutazioni delle prove erano difficili e se i partecipanti si sentivano
incompetenti. Pi siamo insicuri e pi siamo influenzabili dagli altri. Anche le caratteristiche del
gruppo hanno importanza in questo processo. Il conformismo pi alto quando il gruppo
composto da 3 o pi persone, unanime,coeso e di status elevato. alto anche quando la
risposta pubblica e fatta senza vincoli precedenti.
1condizione: le dimensioni del gruppo negli esperimenti di lab un piccolo gruppo di
persone pu avere un grande effetto. Asch ha verificato che un gruppo composto da 3 a 5
persone suscita molto pi conformismo che una persona sola. Latan ha rilevato che linfluenza
sociale esercitata dalle persone dipende dal numero delle persone stesse, oltre che dalla loro
forza e dalla loro vicinanza al bersaglio dellinfluenza (teoria dell'impatto sociale). anche il
modo in cui il gruppo "confezionato fa la differenza. Wilder dimostr che laccordo di piccoli
gruppi indipendenti rende una certa posizione pi credibile.
2condizione: l'unanimit vari esperimenti rivelano che chi rompe lunanimit del gruppo,
ne sminuisce il potere sociale. Le persone in genere danno voce alle proprie convinzioni anche
se unaltra ha preso distanze dalla maggioranza. Gli esperimenti insegnano che pi facile
opporsi a qualcosa se si riesce a trovare qualcun altro che si oppone con noi.
3condizione: la coesione lopinione di una minoranza esterna al gruppo con il quale ci
identifichiamo ci influenza meno che la stessa opinione operata sa una minoranza interna al
nostro gruppo. Pi coeso un gruppo pi ha potere sui propri membri. Coesione: il sentirsi
"noi, il grado in cui i membri di un gruppo sono legato tra loro, come per attrazione reciproca.
In alcune situazioni sperimentali, le persone che si sentono attratte dal proprio gruppo sono
pi soggette alla sua influenza. In generale, non amano essere in disaccordo con gli altri
membri del proprio gruppo, temendo di essere rifiutati dai componenti per cui provano
simpatia, accordando loro un certo potere. Ci piacciono e amiamo le persone che sono simili a
noi, cos le persone tendono ad allineare le proprie opinioni con quelle delle persone come loro.
4condizione: lo status le persone di status pi elevato tendono ad avere un impatto
maggiore. I membri pi giovani di un gruppo si conformano di pi dei membri pi anziani.
Milgram diceva che, negli esperimenti sullobbedienza, le persone di basso status accettavano
pi prontamente gli ordini dallo sperimentatore rispetto alle persone di status pi elevato.
5condizione: la risposta pubblica negli esperimenti le persone si conformano di pi di
quando devono rispondere di fronte agli altri piuttosto che scrivere le loro risposte
privatamente. I soggetti di Asch, dopo aver ascoltato le risposte degli altri, erano meno
influenzati dalla pressione del gruppo quando potevano scrivere le risposte su un foglio che
avrebbe letto solo lo sperimentatore.
6condizione: presa di posizione e precedente assunzione di impegno se ci chiedono di
riconsiderare un nostro giudizio, di fronte alla pressione del gruppo quasi nessuno lo fa. Questo
perch una volta resa pubblica una decisione, la persona vi aderisce. Al massimo cambier
giudizio in una situazione successiva. Le prese di posizione precedenti frenano anche la
persuasione. difficile tornare indietro dopo aver emesso un giudizio pubblico.
PERCHE' CONFORMARSI: INFLUENZA SOCIALE NORMATIVA E INFORMATIVA una
persona pu confermarsi al gruppo 1) per essere accettata ed evitare il rifiuto, 2)per ottenere
info importanti. Deutsch e Gerard hanno chiamato queste due possibilit: influenza
normativa (il conformismo basato sul desiderio di una persona di soddisfare le aspettative
degli altri, spesso per farsi accettare) e influenza informativa (il conformismo che si
presenta quando le persone accettano una prova di realt fornita da altre persone). La prima
proviene dal desiderio di essere accettati dal gruppo e la seconda da quello di avere info
corrette. Influenza normativa significa adeguarsi alla massa per evitare il rifiuto o per ottenere
lapprovazione. la forza che induce una persona a rispondere in maniera conforme alle
aspettative di uno o pi membri del gruppo stesso. In lab, e nella vita quotidiana, i gruppi
spesso rifiutano quelli che deviano sistematicamente. Questo particolarmente vero quando il
dissenso non solo allinterno della famiglia, ma quando il proprio gruppo in attrito con un
altro gruppo. Il rifiuto sociale doloroso, quando deviamo dalle norme del gruppo cui
apparteniamo, ne paghiamo spesso un elevato prezzo emotivo. Qualche volta lalto prezzo di
tale devianza ci costringe a sostenere ci che non crediamo o almeno a sopprimere il
disaccordo. Linfluenza normativa induce al conformismo soprattutto le persone che hanno
recentemente visto qualcuno ridicolizzato, o che stanno cercando di salire la scala sociale. il
modo per progredire di essere daccordo. Linfluenza informativa, daltra parte, induce le
persone ad accettare nel loro privato linfluenza degli altri, la forza che induce una persona
isolata ad accettare le info ricevute da altre persone come prova relativa alla realt. Quando la
realt ambigua, gli altri possono rappresentare una valida fonte di informazione. Effettuando
una risonanza magnetica al cervello, quando i partecipanti si conformavano alla risposta
sbagliata, si attivavano le regioni cerebrali deputate alla percezione e non quelle responsabili
del processo decisionale. Quando le risposte andavano contro il gruppo, si attivavano le regioni
cerebrali associate alle emozioni. Questo indica che nel conformarsi le percezioni sono
influenzate. In sintesi, la preoccupazione per limmagine sociale produce uninfluenza
normativa. Il desiderio di essere corretti produce linfluenza informativa.
CHI SI CONFORMA il conformismo varia in base alle situazioni ma anche in base alle
persone. Nella ricerca su chi si conforma i ricercatori si sono focalizzati su 3 predittori:
personalit, cultura, ruoli sociali.
1predittore: la personalit negli anni 60-70 i ricercatori avevano osservato solo deboli
connessioni tra le caratteristiche della personalit e i comportamenti sociali (es. conformismo).
Se si voleva sapere come sarebbe diventata una persona conformista, aggressiva o disponibile,
lo si poteva capire meglio conoscendo la situazione che non considerando i punteggi ottenuti in
un test di personalit. Negli anni 80, lidea che la predisposizione personale facesse poca
differenza, spinse i ricercatori della personalit a ipotizzare le circostanze in cui i tratti di
personalit predicono il comportamento. La loro ricerca sostiene che: sebbene i fattori interni,
raramente predicano in modo preciso unazione specifica, predicono bene il comportamento
medio di una persona nelle varie situazioni. La personalit predice meglio il comportamento
quando le influenze sociali sono deboli. Gli esperimenti di Milgram hanno creato delle situazioni
"forti le richieste ben definite rendevano difficile agire le differenze di personalit. Nelle
situazioni "deboli le personalit individuali sono libere di uscire allo scoperto. Il pendolo
delle opinioni degli psicologi sociali oscillato verso l apprezzamento della personalit
individuale e delle sue predisposizioni genetiche. I ricercatori della personalit chiariscono e
affermano la connessione tra chi siamo e cosa facciamo.
2predittore: la cultura il retroterra culturale aiuta a predire quanto le persone confermano.
Whittaker e Meade hanno ripetuto lesperimento sul conformismo di Asch e hanno trovato un
tasso di conformismo simile nella maggior parte dei Paesi esaminati. Bond e Smith hanno
mostrato come i valori culturali influenzano il conformismo. Individui di paesi collettivisti sono
pi sensibili alle influenze degli altri rispetto a quelli di paesi individualisti. Anche se alcuni
esperimenti dimostrano il contrario. Conformismo e obbedienza sono fenomeno universali
anche se variano in culture ed epoche diverse.
3predittore: i ruoli sociali i teorici ipotizzano la vita sociale come una recita. I ruoli hanno
molto a che fare con il conformismo, permettono delle libert dinterpretazione a coloro che li
recitano, ma allo stesso tempo alcuni aspetti di ogni ruolo devono essere rispettati. Quando
alla categoria sociale sono collegate solo poche norme, noi non prestiamo attenzione alla
posizione come ruolo sociale. serve un intero gruppo di norme per definire un ruolo. Sebbene
si possa acquisire una particolare immagine violando le norme meno importanti. I ruoli hanno
effetti potenti, noi tendiamo ad assorbire i nostri ruoli. Quando si interiorizza un ruolo
leccessiva consapevolezza diminuisce, quello che sentivamo imbarazzante diventa naturale. Il
processo del conformismo ha cambiato comportamento, valori e identit per adattarsi a un
luogo diverso. Ora c bisogno di ri-conformarsi al proprio ruolo originale prima di tornare in
sincronia. Le nostre azioni dipendono non solo dal potere della situazione ma anche dalla
nostra personalit. Non tutti rispondono allo stesso modo alla pressione al conformismo. Le
situazioni sociali possono indurre le persone pi "normali a comportarsi in modo "anormale
come risulta chiaro dagli esperimenti che pongono persone per bene in situazioni malvagie per
vedere se prevale il bene o il male. Per quanto possa sgomentare il male vince.
L'INVERSIONE DEI RUOLI il gioco dei ruoli pu anche essere una forza positiva. Giocando
un nuovo ruolo, le persone qualche volta cambiano o si identificano con persone che hanno
ruoli diversi dai propri. Le inversioni di ruolo possono aiutarci a capire gli altri., riformulando
percezioni e sentimenti dellaltra persona. Lobiettivo principale della psicologia sociale non
per catalogare le differenze, ma identificare i principi universali del comportamento. Lo scopo
quello che ha definito Lonner: una psicologia universalistica. I ruoli sociali variano in base
alla cultura, ma i processi per cui questi ruoli influenzano il comportamento variano molto
meno. In tutte le culture le aspettative di ruolo guidano il conformismo che si trova nelle
relazioni sociali.
VOGLIAMO DAVVERO ESSERE DIVERSI? Noi possiamo agire in accordo ai nostri valori,
indipendentemente dalle forze che premono su di noi. Sapendo che qualcuno cerca di
costringerci possiamo anche sentirci indotti a reagire nella direzione opposta.
LA REATTANZA le persone attribuiscono valore al loro senso di libert e di autoefficacia.
Quando la pressione sociale diventa tanto invadente da minacciare il loro senso di libert
spesso si ribellano. La teoria della reattanza psicologica (lo stimolo a proteggere o ristabilire
il proprio senso di libert. La reattanza nasce quando qualcuno minaccia la nostra libert di
azione).
RIVENDICARE L'UNICITA' le persone si sentono a disagio quando appaiono troppo diverse
dagli altri e nella cultura individualistica anche quando appaiono uguali agli altri. Snyder e
Fromkin hanno mostrato che le persone si sentono meglio quando si percepiscono
moderatamente uniche. Inoltre agiscono in modo da affermare la propria individualit. Nelle
culture occidentali la tipicit fondamentale per la propria identit. il considerarsi unici affiora
nella scelta del nome da parte dei genitori o nei "concetti di s spontanei delle persone.
McGuire dice che un individuo cosciente di se stesso quando e nei modi in cui diverso. Ogni
gruppo minoritario tende ad essere consapevole della propria peculiarit e di come le culture
circostanti si relazionano ad esso. Il gruppo maggioritario, essendo meno conscio delletnia,
pu considerare il gruppo minoritario ipersensibile. Quando 2 gruppi sono simili essi
percepiranno sempre le differenze. La rivalit spesso pi intensa quando 2 gruppi sono
molto simili. La ricerca sui self-serving bias ha dimostrato che noi non cerchiamo un tipo
qualsiasi di distinzione, ma la distinzione nella giusta direzione. Il nostro scopo non solo di
essere diversi dalla media, ma migliori della media.
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