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SOCIOLOGIA ECONOMICA (sintesi del Trigilia - Vol.

1)
INTRODUZIONE che cosa la sociologia economica

Le scienze sociali non possono aspirare a produrre teorie a elevata generalizzazione, ma sviluppano modelli storicamente orientati, con coordinate limitate nello spazio e nel tempo, largamente basati sul metodo comparativo.

La sociologia economica linsieme di studi e ricerche volti ad approfondire i rapporti di interdipendenza tra fenomeni economici e sociali.

Definizioni di ECONOMIA:
1) Insieme delle attivit stabilmente intraprese dai membri di una societ per produrre, distribuire e scambiare beni e servizi (Polanyi, 77 ! "iguarda cio il processo istituzionalizzato di interazione tra gli uomini e la natura per il soddisfacimento dei bisogni di una societ#! 2) Attivit che hanno a che fare con la scelta individuale di impiego di risorse scarse, che potrebbero avere usi alternati i, al fine di ottenere il massimo dai propri mezzi (allocazione delle risorse . La $uantit# effettiva di beni che saranno prodotti e il loro prezzo dipender# dallincontro della domanda dei consumatori e dellofferta dei produttori sul mercato. Lo stesso meccanismo vale per le $uote di reddito distribuite tra i vari soggetti economici (per esempio se lofferta di lavoro cresce rispetto alla domanda, il salario tende a sua volta a scendere . Le definizioni richiamate non devono essere considerate come alternative% la prima pi& generale e consente di valutare come il soddisfacimento dei bisogni e il comportamento economico possano assumere forme diverse, condizionate dal modo in cui organizzata la societ#! la seconda apre maggiormente allo studio dellinterazione tra economia e societ#. ' per $uesto motivo sembra pi& adatta alla prospettiva con cui la sociologia economica guarda alleconomia. (n elemento che pu) accomunare diversi approcci teorici o discipline come la sociologia, lantropologia e la storia economica lottica che guarda allattivit# economica come processo istituzionalizzato. *on si parte cio dal singolo individuo isolato cui vengono imputate motivazioni utilitaristiche per poi ricostruirne gli effetti aggregati sul piano della produzione e distribuzione di beni e servizi, ma dalle ISTIT!"IONI.

+efinizioni di ISTITUZIONI%

Complesso di norme sociali che orientano e regolano il comportamento e si basano su sanzioni che tendono a garantirne il rispetto da parte dei singoli soggetti . ,n ambito sociologico si parla di istituzioni con riferimento a $uelle pubbliche (politiche, giudiziarie, militari . ,nclude anche il sistema di regole che fondano tali collettivit# e rendono possibile il loro funzionamento, per esempio norme che regolano il diritto di propriet# o i rapporti di lavoro. Collettivit concrete che coordinano un insieme di risorse umane e materiali per il raggiungimento di un determinato fine. - differenza delle istituzioni, le organizzazioni compiono azioni. Diverse modalit nello spazio e nel tempo, attraverso le quali le istituzioni orientano e regolano le attivit economiche . .

+efinizione di ORGANIZZAZIONI%

+efinizione di SISTE A E!ONO I!O%

La sociologia economica secondo S#!M$ETE% e &E'E%


SC#!M$ETE% attribuisce alla sociologia economica il compito di spiegare /come le persone sono giunte a comportarsi in un certo modo, specificando che le azioni devono essere messe in rapporto con le istituzioni che sono rilevanti per il comportamento economico, come lo stato o la propriet# privata e i contratti. ,l sociologo delleconomia non si sofferma solo sullinfluenza del contesto istituzionale sulleconomia! tender# anche a prendere in esame anche il condizionamento inverso ("idi#e$ionalit% . &E'E% dice che una scienza economico sociale studia i rapporti di interdipendenza tra fenomeni economici e sociali (leconomia si concentra invece soprattutto sulla formazione del mercato . 'gli distingue tra fenomeni% ECONOMICAMENTE %ILE(ANTI (riguardano linfluenza esercitata da istituzioni non economiche (es. $uelle religiose o politiche sul funzionamento delleconomia. ECONOMICAMENTE CONDI"IONATI% mettono in evidenza come anche gli aspetti non economici della vita sociale, come $uelli estetici o religiosi, siano influenzati da fattori economici. -nche in $uesto caso emerge la bidirezionalit#. ,noltre 0eber dice che in nessun caso la tendenza della sociologia deve condurre alla ricerca di leggi generali. ,ncoraggi luso limitato nel tempo degli ideal1tipi. Lo studio di $uesti due fenomeni porta alla ricerca di regolarit# e di nessi causali tra i fenomeni stessi.

SOCIOLOGIA, ANT%O$OLOGIA e STO%IA ECONOMICA


Le differenze tra $ueste discipline sono relative e spesso su determinate tematiche concrete, sfumano fino a lasciare il posto a pratiche di ricerca simili, che a volte si estendono anche agli economisti meno ortodossi. o ANTRO&OLOGIA E!ONO I!A% studia le strutture economiche delle societ# primitive! tra gli strumenti utilizzati particolare rilievo ha losservazione partecipante. 2ende a ricostruire i caratteri di una societ# concreta vista nella sua totalit#. o STORIA E!ONO I!A% si concentra sul passato! ha un orientamento individualizzante volto a costruire fenomeni concreti servendosi dellanalisi do)u*entaria. Le generalizzazioni teoriche sono limitate e viste con diffidenza. o SO!IOLOGIA E!ONO I!A% loggetto di indagine prevalente costituito dalle societ# contemporanee. 3trumenti% analisi do)u*entaria, indagine e*+iri)a ,asata su inter iste o sulla ra))olta diretta di infor*azioni trattabili $uantitativamente. 4a unottica pi& generalizzante rispetto alla storia economica. 5unta maggiormente ad elaborare generalizzazioni teoriche sui rapporti tra fenomeni economici e non economici, o sui rapporti tra industrializzazione e conflitto sociale, tra strutture economiche e urbanizzazione. 3i pone in posizione intermedia tre lottica generalizzante delleconomia e $uella pi& individualizzante della storia, secondo modelli teorici limitati a particolari contesti spazio1temporali.

LO STAT!S SCIENTI-ICO DELLA DISCI$LINA


Leconomia privilegia modelli analitico7deduttivi in cui possibile determinare a priori il comportamento dellattore. La sociologia economica privilegia un approccio pi& induttivo, con lattore che non agisce solo in base a semplici motivazioni utilitaristiche (da $ui la tendenza a limitare le generalizzazioni e ad ancorarle a confini spaziali e temporali pi& definiti .. 5er $uesti motivi, le connessioni causali, oltre ad essere limitate, saranno pi& empiricamente fondate. ,n sociologia se si segue lindividualismo metodologico si sottolinea in genere linfluenza dei fattori sociali (valori, norme, rapporti di potere sullazione individuale, mentre in economia prevale di solito una concezione pi& atomistica dellattore che prescinde da fattori e8traindividuali! si insiste maggiormente sul perseguimento razionale dellinteresse individuale da parte dei singoli soggetti. Le scienze sociali possono aspirare alla formulazione di modelli! costruzioni ideali di situazioni particolari (la legge ha invece una pretesa di applicabilit# generale , definite da specifiche condizioni che ne limitano la validit# nel tempo e nello spazio. La linea di frattura tra indi idualis*o *etodologi)o (che cerca di spiegare i fenomeni sociali partendo dalle motivazioni individuali e olis*o *etodologi)o o )olletti is*o (per i $uale lazione degli individui ricondotta alle condizioni che la influenzano alimenta il cosiddetto &LURALIS O INTER&RETATIVO, cio la coesistenza di diversi modelli interpretativi in concorrenza tra loro.

IL $L!%ALISMO INTE%$%ETATI(O: SCIEN"A E (ALO%I


Lobiettivo dello studio scientifico dei fenomeni sociali consiste nel ricostruire linterazione tra condizioni esterne dellazioni e motivazioni degli attori. 3i tratta di un obiettivo difficile da raggiungere e che si presta a diverse soluzioni. 5er due motivi% La complessit dell oggetto su cui si indaga. Le condizioni e le motivazioni che influenzano lazione sono molteplici e variano nel tempo e nello spazio. ,l risultato di $uesti vincoli una maggiore discrezionalit# dellinterprete nel selezionare alcune condizioni e motivazioni e nel metterle in rapporto! La rilevanza dei valori del ricercatore (legati allampio margine di discrezionalit# , dal momento che egli stesso parte della societ# in cui studia, ed ha a sua volta preferenze e criteri di orientamento che lo guidano nello studio.

,l pluralismo interpretativo una caratteristica ineliminabile, intrinsecamente legato alla storicit# della societ# stessa. ,n $uestambito, &E'E% distingue tra% %ELA"IONE AI (ALO%I, per cui nella selezione del tema di ricerca e nellindividuazione delle connessioni causali tra fenomeni, il ricercatore non pu) non essere guidato dai suoi valori, e GI!DI"I DI (ALO%E , riferiti invece alla desiderabilit# di determinati fini, e $uindi non giustificabili su base scientifica.

La scienza deve essere al servizio della chiarezza dice 0eber.

3i colloca, in $uesto senso, in una posizione intermedia tra l9ottica generalizzante dell9economia e $uella pi& individualizzante della storia.

CAP. 1 Economia e istituzioni nella fo mazione !ell"economia classica


.!ANDO NASCE L/ECONOMIA
Leconomia come disciplina nasce $uando le attivit# economiche si emancipano da controlli e vincoli sociali (religiosi e;o politici e sono regolate dal mercato% produzione e distribuzione dipendono dal gioco della domanda e dellofferta sul mercato, con i soggetti coinvolti impegnati a massimizzare le possibilit# di guadagno individuale. *elle SOCIET0 A%CAIC#E E $%IMITI(E le attivit# economiche erano incorporate in un sistema di istituzioni non economiche. La produzione e lo scambio possono essere organizzati sulla base del principio di <re)i+ro)it1= o di $uello di <redistri,uzione=, ma non dello <s)a*,io di *er)ato=. RE!I&RO!ITA' 7 3i producono e distribuiscono beni e servizi sulla base di obblighi di solidariet# condivisi nei riguardi degli altri membri del gruppo (parentale o della trib& ! tali obblighi sono di solito legati alle prescrizioni di una religione, con un flusso di doni e controdoni, dove il comportamento economico dei singoli non motivato dal guadagno individuale. *on altres> influenzata dal libero gioco della domanda e dellofferta sul mercato neanche la $uantit# dei beni prodotti e distribuiti! RE(ISTRI)UZIONE 7 le norme sociali prevalenti prescrivono che determinati prodotti vengano consegnati al capo del villaggio o della trib& per essere successivamente redistribuiti, in occasioni cerimoniali particolari, secondo regole diverse, comun$ue basate su diversi gradi di disuguaglianza. ? una forma di organizzazione che consente una divisione del lavoro specializzata su scala territoriale pi! vasta della precedente, e ha per $uesto bisogno di strutture politiche differenziate, con un <centro= che stabilisce diritti e doveri dei sudditi con riferimento alleconomia. 3i amplia il volume delle attivit# economiche e si comincia a far uso della moneta. ,l comportamento economico non pi& definito solo da obblighi sociali condivisi, ma da specifiche regole formali fatte valere dal potere politico (di solito legittimato in termini religiosi ! S!A )IO di ER!ATO 7 modo relativamente pacifico per ac$uisire beni non immediatamente disponibili attraverso un rapporto bilaterale, che pu) essere sotto forma di% S)a*,io di doni (tipico di una relazione di reciprocit# regolata da norme condivise , S)a*,io a**inistrato (transazioni rigidamente controllate dal potere politico , Mer)ati autoregolati (mercati che determinano i prezzi attraverso il gioco della domanda;offerta! il comportamento economico non pi& condizionato da obblighi sociali o politici e risponde alla <speranza di guadagno= o al <timore della fame=! lordinamento politico si limita a garantire dallesterno i diritti di propriet# e la libera contrattazione, mentre la possibilit# di vita dei singoli dipendono in misura crescente dalla vendita delle risorse di cui dispongono sul mercato.

3olo lemancipazione delle attivit# economiche dai condizionamenti sociali e politici pu), $uindi, rendere possibile leconomia come scienza.

LA G%ANDE SINTESI DI ADAM SMIT#


3mith critica lidea che il libero perseguimento dellinteresse individuale sia in grado di conciliare AnaturalmenteA, per mezzo del mercato, benessere individuale e collettivo. ,nfatti il benessere collettivo favorito solo se il mercato e la ricerca dellinteresse sono controllati da precise regole istituzionali. I *ON(A ENTI SO!IALI (ELL'AZIONE E!ONO I!A Lazione umana influenzata dalle norme sociali, e il guadagno individuale non deve essere considerato un fine in sB, come un obiettivo naturale delluomo, ma piuttosto uno strumento per ottenere approvazione sociale. ,l desiderio di migliorare le proprie condizioni appare come un dato permanente del comportamento umano, ma non sempre $uesto si esprimer# nella ricerca della ricchezza, che avviene tipicamente in una <societ# commerciale=. ,n altre situazioni il desiderio di affermazione individuale si esprime in forme diverse, definite dai valori dominanti (forza fisica, potere politico, capacit# militare ecc. . Ci sono $uattro stadi dello sviluppo storico che si succedono nel tempo, ciascuno caratterizzato da un tipo di organizzazione economica prevalente, istituzioni e costumi diversi% )a))ia, +astorizia, agri)oltura e )o**er)io. - ognuno di $uesti stadi corrispondono istituzioni diverse% le istituzioni che governano la societ# cambiano, infatti, storicamente, come pure cambia lazione economica che viene da $ueste variata e socialmente determinata. +opo aver definito una teoria generale del comportamento individuale come socialmente condizionato (nel $uale trova spazio anche lazione economica come influenzata e vincolata dalle istituzioni , "mith esplora le conseguenze economiche che discendono dal diffondersi dei nuovi comportamenti attraverso due modi% ,l primo riguarda le *odalit1 se)ondo )ui a iene la +roduzione dei ,eni e la distri,uzione dei redditi in una societ# capitalistica. Dui prevale una prospettiva di STATICA ECONOMICA% si suppone che non si crei nuova ricchezza, ma che si usi $uella esistente per soddisfare i bisogni. Le istituzioni capitalistiche sono considerate come date! ,l secondo riguarda la DINAMICA DELL/ECONOMIA, ovvero la )reazione di nuo a ri))2ezza, con il problema dello sviluppo. ,n $uesto caso, per "mith le istituzioni capitalistiche sono considerate delle variabili. ER!IALE,

&RO(UZIONE (I )ENI e (ISTRI)UZIONE (EI RE((ITI in +na ,SO!IET- !O

,n una societ# commerciale lattivit# economica non pi& regolata in maniera prevalente dalla reciprocit# e dalla redistribuzione, ma dallo scambio di mercato. ,n $uesto senso, 3mith distingue tra% $rezzo di *er)ato, che riflette le oscillazioni di breve periodo della domanda e dell offerta, e $rezzo naturale, che si afferma nel lungo periodo e che riflette il costo della produzione. ,l prezzo naturale di una merce ci) che sufficiente a pagare la rendita della terra, i salari del lavoro e i profitti dei fondi impiegati per coltivare, preparare e portare sul mercato la merce stessa

*el lungo periodo la $uantit# di beni prodotti sar# pari al livello della domanda che rende possibile remunerare il costo di produzione. La $uantit# di beni prodotti strettamente collegata ai meccanismi di distribuzione del reddito tra coloro che partecipano allattivit# economica. -nche per la distribuzione del reddito si suppone lesistenza di un prezzo definito dal mercato per salari, profitti e rendite. ,l SALA%IO si forma nel mercato del lavoro, con dei *e))anis*i che spingono verso il E

prezzo naturale, che corrisponde al minimo necessario perchB i lavoratori possano riprodursi. +i $uesti meccanismi, 3mith ne individua in particolare due% La )a+a)it1 di organizzazione dei la oratori e dei datori di la oro , per cui i primi si coalizzano per elevare il salario, mentre i secondi per diminuirlo. Duesti ultimi sono favoriti perchB in numero minore e perchB la legge non proibisce loro di coalizzarsi (e possono $uindi resistere pi& a lungo ! , *o i*enti de*ografi)i% se i salari diminuiscono troppo, sinnesca una reazione che porta, attraverso il calo delle nascite, alla riduzione $uantitativa della forza lavoro e $uindi al ristabilimento delle$uilibrio.

,n generale 3mith ritiene che i salari siano destinati a crescere per effetto dello sviluppo economico, che fa aumentare la domanda di lavoro. Duindi anche i lavoratori sono interessati oggettivamente allaumento della ricchezza della societ#. ,l $%O-ITTO invece non cresce con la prosperit# e non diminuisce con il declino della societ#, come avviene per la rendita e per i salari. -l contrario esso naturalmente basso nei paesi ricchi ed alto in $uelli poveri% infatti, se nella produzione di un determinato bene, vi poca concorrenza, il profitto tender# a salire, ma al crescere della concorrenza, con lentrata di nuovi investitori, si verificher# lopposto. Fon lo sviluppo delle attivit# economiche diventa pi& difficile trovare impieghi redditizi per gli investimenti6. 3mith non comun$ue pessimista e ritiene che un basso tasso di profitto sia un ingrediente necessario per stimolare la ricerca di nuovi impieghi e la crescita della produttivit#. La %ENDITA indirettamente influenzata dalla crescita economica. ,l prezzo pagato per luso della terra tender# infatti a corrispondere a $uella parte del valore del prodotto che eccede i salari e i profitti necessari per produrlo ai saggi medi fissati per i rispettivi mercati. 3alari e profitti alti o bassi sono le cause del livello dei prezzi! una rendita alta o bassa leffetto di tale livello. ,n una societ# che si sviluppa la rendita tender# pertanto a crescere. 5er 3mith, affinchB i meccanismi di distribuzione del reddito ed i legami con la produzione (e $uindi il mercato possano funzionare nella maniera indicata, occorrono nuo e regole )2e definis)ano il )o*+orta*ento degli attori, e cio% a# Fhe in seguito al processo di espropriazione dei contadini si formi una classe di lavoratori salariati le cui condizioni di vita dipendano dalla vendita del loro lavoro sul mercato! b# Fhe si affermi una classe di capitalisti che concentrano nelle loro mani le risorse necessarie ad avviare e condurre il processo produttivo, e le cui condizioni di vita dipendano dal profitto conseguito con linvestimento del capitale! c# Fhe i proprietari terrieri traggano a loro volta il sostentamento dalla possibilit# di affittare la terra ai capitalisti agrari, che la coltivano pagando loro una rendita. Dueste innovazioni configurano lemergere di una societ# capitalistica, dotata di proprie istituzioni che spingono leconomia a emanciparsi da controlli sociali e politici, e di nuove classi che su tali istituzioni si fondano. "mith afferma inoltre che il costo di produzione non si esaurisce nel costo del lavoro necessario a produrre una determinata merce% se nelle societ# precedenti il valore del lavoro incorporato in una merce e$uivaleva al suo valore di scambio, in un contesto istituzionale in cui si siano consolidate lacc+m+la$ione di .ondi
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Cedi la variabilit# dei mercati e la veloce obsolescenza di categorie di investimento.

e la//#o/#ia$ione della te##a ($uindi in un contesto capitalistico , il prezzo naturale delle merci viene determinato da una calcolo dei costi pi& complesso, che oltre al salario del lavoro deve includere anche il profitto e la rendita. "mith ha una visione ottimistica delleconomia capitalistica e ritiene che a certe condizioni, le istituzioni capitalistiche siano le pi& appropriate per garantire assieme benessere ed e$uit#, efficienza economica e consenso. 'gli ritiene inoltre che non vi sia contraddizione tra il fatto che il lavoro la fonte originaria della ricchezza e che da esso siano anche dedotte le $uote di reddito dei capitalisti e dei proprietari terrieri. LO SVILU&&O E!ONO I!O E LE ISTITUZIONI La concorrenza determina unallocazione efficiente delle risorse allinterno di una determinata attivit#, perchB s+inge i +rezzi ad a i)inarsi ai )osti di +roduzione, e fra le diverse attivit#, perchB s+inge )a+itale e la oro a s+ostarsi erso gli i*+ieg2i +i3 antaggiosi , riducendo cos> le differenze di rendimento. ,n $uesto modo il mercato concorrenziale assicura ci) che pi& domandato ai prezzi pi& bassi possibili. Hli economisti sono stati affascinati dalle capacit# ordinatrici di $uesta macchina per cui ogni individuo perseguendo il suo interesse, spesso persegue linteresse della stessa societ# in modo molto pi& efficace di $uanto intende effettivamente perseguirlo. 3mith, per), era interessato allefficienza dinamica, pi& che a $uella statica, del mercato% in $uesto senso, nellanalisi dinamica sulle cause della ricchezza delle nazioni, le istituzioni diventano delle variabili ed il mercato pu) avere una funzione dinamica e sostenere lo sviluppo economico se regolato da istituzioni appropriate. *e discendono $ueste conseguenze% a# *ellanalisi del processo di sviluppo economico, i fattori non economici come le istituzioni hanno un ruolo esplicativo essenziale, sono le variabili indipendenti! b# 5er 3mith le istituzioni capitalistiche sono tanto pi& appropriate a sostenere lo sviluppo economico, tanto pi& si avvicinano a $uelle del capitalismo concorrenziale! c# Lo sviluppo economico, lo strumento principale che consente al capitalismo concorrenziale di evitare le tensioni tra economia e societ#, di tenere assieme efficienza economica e consenso sociale. 5er "mith, molto importante per la crescita della produttivit# 7 e $uindi della ricchezza 7 la DI(ISIONE DEL LA(O%O. Laumento della produttivit# (cio la $uantit# di lavoro che lo stesso numero di persone pu) svolgere ha tre ragioni% 5erchB accresce labilit# di ogni singolo operaio che si pu) cos> specializzare in una mansione! 5er il risparmio di tempo che si perde passando da un lavoro ad un altro! 5erchB viene facilitata linvenzione di macchine che riducono il tempo di lavoro! 5er $uanto riguarda le condizioni da cui dipende la divisione del lavoro, "mith afferma che essa 4 li*itata dall/a*+iezza del *er)ato. 'ssendo $uestampiezza e il volume degli scambi a loro volta funzione della $uantit# di fondi impiegati, si pu) affermare che la di isione del la oro aria )on l/entit1 degli in esti*enti. Duanto pi& $uesti cresceranno, tanto pi&, attraverso la concorrenza verr# incoraggiata la specializzazione produttiva, e di conseguenza la divisione del lavoro allinterno delle singole unit# produttive.

Laccumulazione del capitale dun$ue una condizione necessaria per la crescita della produttivit#, perchB favorisce lallargamento del mercato e la divisione del lavoro. *ecessaria ma non sufficiente, perchB per "mith occorre che laccumulazione sia stimolata e regolata da istituzioni appropriate. (ANTAGGI DEL CA$ITALISMO CONCO%%EN"IALE S! .!ELLO MONO$OLISTICO ,n ogni attivit# produttiva opportuno che vi sia un numero elevato di capitalisti che investono fondi, in concorrenza tra loro, senza essere in grado di manipolare le $uantit# offerte e i prezzi. Fi) possibile fondamentalmente in presenza di scelte politiche opportune, che eliminino gli ostacoli istituzionali alla mobilit# del capitale e del lavoro. "mith critica in $uesto senso le politiche protezionistiche e di incentivazione del mercantilismo, proponendo un limitato intervento dello stato nelleconomia% una volta eliminate le barriere istituzionali dovute a politiche errate, la societ# civile si avvier# spontaneamente verso unimprenditorialit# diffusa in grado di alimentare mercati concorrenziali. Le condizioni di monopolio non sono invece vantaggiose, perchB alterano i prezzi e le $uantit#, in modo tale che ci) che viene domandato sia ottenuto in modo pi& costoso dai consumatori. Linteresse del )a+italista 4 se*+re di allargare il *er)ato e restringere la )on)orrenza , ma in realt# sono pi& vantaggiose, per lo sviluppo economico, le difficolt# a ottenere o mantenere il profitto, perchB stimolano limprenditorialit# del singolo capitalista e favoriscono la crescita della produttivit#. 5er "mith un alto tasso di profitto deleterio, perchB distrugge la parsimonia, virt& connaturata al carattere del mercante, e spinge verso un lusso dispendioso, che influenzer# i costumi di tutta la parte attiva della popolazione. +ue sono le condizioni istituzionali che definiscono lassetto del capitalismo concorrenziale% Li*+egno diretto del )a+italista )o*e i*+renditore nella gestione dellimpresa 7 "mith contrario alle societ# per azioni, perchB i manager, per il fatto di amministrare denaro non proprio, hanno meno incentivi a comportarsi in modo efficiente di $uanto non possa fare il proprietario. Lo stimolo a reagire alla concorrenza e ad accrescere la produttivit# sar# pi& elevato nelle imprese gestite direttamente dal proprietario! Nor*e di )o*+orta*ento )2e li*itino gli effetti della )on)orrenza sul salario dei la oratori 7 "mith considerava negativamente le organizzazioni sindacali, per i rischi di distorsione del mercato del lavoro. "iteneva invece opportuna, per migliorare la produttivit#, una politica unilaterale da parte degli imprenditori di alti sala#i, che avrebbero indotto gli operai ad essere pi& attivi, pi& diligenti e svelti di $uando i salari sono bassi, e incoraggiato la produttivit# in caso di pi& elevate possibilit# di mobilit# sociale.

%!OLO DELLO STATO NELLO S(IL!$$O ECONOMICO "mith considerava positive per lo sviluppo economico tutte $uelle condizioni istituzionali che potevano favorire la combinazione di ,assi +rofitti e alti salari. Lo stato doveva $uindi restare fuori dalleconomia e limitarsi ad assolvere $ueste tre funzioni% -ssicurare la difesa nazionale Harantire lamministrazione della giustizia 5rovvedere a opere pubbliche necessarie alle attivit# economiche e allistruzione

2utte attivit# di estrema importanza per la societ# che non possono essere svolte adeguatamente dal settore privato. ,l capitalismo concorrenziale pu) assicurare pi& sviluppo se anche le attivit# statali sono permeate da $uei principi di responsabilizzazione e impegno personale che sono presenti nella societ# civile, dove sono stimolate dal mercato. Le istituzioni sono in grado di conciliare efficienza economica e consenso per due ragioni% 5erchB producono pi& sviluppo (e con lo sviluppo aumenta il benessere di tutte le classi sociali ! 5erchB il mercato concorrenziale riduce le disuguaglianze (porta a bassi profitti e alti salari di $uella misura giudicata necessaria affinchB il desiderio di migliorare la propria condizione possa produrre insieme un impegno maggiore ed un beneficio collettivo.

CAP.# $a s%olta economicista e i suoi c itici& sto icismo e ma 'ismo


LA C%ITICA DI MA%5
$ar% condivide la visione pi& pessimistica dello sviluppo che si era fatta strada con $althus e &icardo, ma mentre $uesti ultimi parlavano di limiti naturali allo sviluppo, per $ar% esistono in)oli so)iali legati alle istituzioni fondamentali delleconomia capitalistica, cio la +ro+riet1 +ri ata dei *ezzi di +roduzione e il la oro salariato come strumenti che regolano la produzione dei beni e la distribuzione dei redditi. -lla visione armonica di "mith, $ar% contrappone una visione dialettica, influenzata dalla filosofia idealistica tedesca. ,l capitalismo genera una polarizzazione crescente delle classi sociali, e ci) porta ad una progressiva intensificazione del conflitto, che a sua volta determina il superamento delle vecchie forme di organizzazione economica. Kentre lo storicismo insiste sulle differenze nazionali che si accompagnano allo sviluppo, $ar% guarda a $uelle di classe. Lo storicismo resta legato alla visione idealistica dello sviluppo storico, in cui levoluzione culturale condiziona lorganizzazione economica, mentre $ar% ribalta il rapporto tra gli aspetti culturali ed economico1sociali, individuando in $uesti ultimi il motore dello sviluppo storico. $ar% non si propone di mostrare una generica interconnessione tra i diversi aspetti della realt# sociale, vuole piuttosto formulare una teoria generale dello sviluppo storico. Lobiettivo di $ar% non ne sviluppare lindagine economica in senso stretto, nB di fondare una sociologia economica, ma gettare le basi per una scienza complessiva della societ# in cui aspetti economici e aspetti istituzionali sono strettamente collegati e non separabili. ,n tal modo sar# anche possibile prevedere lo sviluppo storico e fondare scientificamente una guida per lazione politica. +a $ui limpegno di $ar% e 'ngels non solo sul terreno scientifico, ma anche su $uello politico come organizzatori del movimento dei lavoratori. LA TEORIA (ELO SVILU&&O STORI!O $ar% imputa ai classici di considerare naturale la divisione di classe che regola le modalit# di produzione dei beni e distribuzione dei redditi proprie delleconomia capitalistica, e $uindi di non valutare adeguatamente le differenze storiche nelle forme di organizzazione economica. , classici non ritenevano che lo sviluppo dovesse portare inevitabilmente al conflitto di classe e che tale conflitto dovesse a sua volta generare un superamento delleconomia capitalistica: . $ar% invece si pone due obiettivi

Stori)izzare l/analisi e)ono*i)a, individuando sia forme di organizzazione corrispondenti a societ# diverse, a stadi differenti dello sviluppo, sia meccanismi di passaggio tra stadi. Mettere in e idenza il ruolo del )onflitto di )lasse nelleconomia capitalistica e il mutamento che esso imprime allintera societ#.

5er $ar% non possibile studiare leconomia prescindendo dalle istituzioni che la regolano, perchB la produzione sempre un processo sociale e non solo economico. +a ci) discendono una serie di conseguenze, tra loro collegate. , RA&&ORTI SO!IALI (I &RO(UZIONE, cio i rapporti sociali entro i $uali gli individui producono, sono per $ar% lelemento essenziale. 'ssi fondano la divisione in classi, nel senso che i membri di una determinata
:

5er "mith, lo sviluppo capitalistico avrebbe favorito cooperazione ed integrazione sociale. 5er $althus e &icardo, vincoli naturali legati alla dinamica demografica e alla scarsa disponibilit# di terre avrebbe costretto la classe operaia a livello di sussistenza, impedendole di organizzarsi per mutare le proprie condizioni.

.L

societ# si dividono a seconda del modo in cui partecipano alla produzione. I ra++orti di +ro+riet1 sono la for*a giuridi)a dei ra++orti di +roduzione. La distribuzione del prodotto, e $uindi la disuguaglianza sociale, saranno condizionate dalla posizione di classe. $ar% insiste sul fatto che la societ# capitalistica non pu) essere concepita secondo il modello individualistico7utilitaristico delleconomia classica. 'ssa non costituita da un insieme di individui isolati, con pari opportunit#, che si scambiano beni e servizi cercando di massimizzare il loro interesse. Foloro che dispongono solo della propria capacit# di lavoro sono costretti ad accettare le condizioni di scambio imposte da chi controlla i mezzi di produzione, cio dai capitalisti. L/ordine so)iale si ,asa dun6ue7 sulla )oer)izione eser)itata dalle )lassi do*inanti . , rapporti di produzione e le relative classi, non variano accidentalmente% essi corrispondono ad un determinato grado di sviluppo delle .o#$e /#od+tti0e, cio linsieme dei me$$i mate#iali di /#od+$ione. , rapporti di produzione corrispondenti a un determinato grado di sviluppo delle forze produttive costituiscono la <st#+tt+#a= della societ#. La struttura economica condiziona a sua volta lorganizzazione sociale e politica, lordinamento giuridico e le forme di sviluppo culturale, religioso e artistico. Linsieme di $uesti aspetti rappresenta la <so0#ast#+tt+#a= della societ#. Lordine sociale si mantiene fino a $uando lo sviluppo delle forze produttive non ostacolato dal modo di produzione, con i suoi specifici rapporti e le sue classi. ,n $uesta situazione permane la congruenza tra struttura e sovrastruttura. , valori della classe che controlla i mezzi di produzione riescono a imporsi e sono condivisi anche dalla classe dominata. -nche le forme della politica sono congruenti con il modo di produzione, perchB riflettono gli interessi della classe dominante e contribuiscono a rafforzarla. Lordine sociale non si mantiene perci) solo sulla coercizione, che sarebbe costosa, ma sul consenso. La societ# caratterizzata da un determinato modo di produzione destinata a cambiare, perchB viene messa in discussione $uando lo sviluppo delle forze produttive non pu) pi& essere contenuto nel precedente modo di produzione e trova in esso dei vincoli crescenti. La nuova classe emergente lotta contro la vecchia classe dominante e i vecchi rapporti di produzione che costituiscono ora un vincolo per le forze produttive. *el corso del conflitto viene meno la congruenza tra struttura e sovrastruttura. Le stesse istituzioni politiche non riescono pi& a difendere adeguatamente la classe dominante e i preesistenti rapporti di produzione. -lla fine del processo un nuovo modo di produzione si afferma. Laffermazione di una nuova classe, e il conflitto di classe, non possono essere accidentali, ma sono fondamentalmente ancorati alla relazione tra forze produttive e rapporti di produzione. $ar% non rinnega mai il ruolo attivo nel processo storico della coscienza di classe e dellazione politica, ma $uesti fattori possono esplicarsi pienamente solo $uando si danno le condizioni economiche favorevoli. Cengono individuati $uattro tipi di societ#, ciascuna si basa su un modo di produzione dominante -ntica schiavit& Meudale servit& della gleba Norghese lavoro salariato -siatica subordinazione dei lavoratori agricoli allo stato Le prime tre si sono succedute nella storia occidentale, mentre $uella asiatica si riferisce alla specifica esperienza di paesi come ,ndia e Fina. ,n 'uropa, lespropriazione dei contadini, e la successiva appropriazione da parte della nascente borghesia dei possedimenti ecclesiastici, sono alla base della formazione del capitale e del lavoro salariato, cio dei ..

rapporti di produzione necessari per leconomia capitalistica. $ar% per), sottolineando il ruolo della violenza e del conflitto politico, lascia intravedere una dinamica del processo che non congruente con la sua teoria generale dello sviluppo storico. *on , infatti, la crescita economica della borghesia a generare le modificazioni del $uadro istituzionale necessarie per il funzionamento del capitalismo, ma piuttosto un processo politico che crea i presupposti per la crescita della borghesia. LO SVILU&&O !A&ITALISTI!O $ar% vuole dimostrare che lo sviluppo capitalistico crea, nel corso della sua evoluzione, le condizioni economiche per il rafforzamento della classe operaia. ,n uneconomia capitalistica, basata sulla propriet# privata dei mezzi di produzione, non ci pu) essere produzione di beni se non c profitto per i detentori del capitale. *ello stesso tempo per) il valore di scambio delle merci riflette la $uantit# di lavoro in esse incorporata. $ar% riprende la teoria del valore7lavoro di &icardo, per cui la forza lavoro una merce con una caratteristica particolare, nel momento in cui utilizzata nel processo produttivo crea un valore aggiuntivo rispetto a $uello necessario a produrla, e $uindi ad ac$uistarla sul mercato. ,l valore della forza lavoro, cio il salario, fissato dalla $uantit# di lavoro incorporata nelle merci necessarie ad assicurare la sopravvivenza e la riproduzione dei lavoratori e delle loro famiglie. - differenza delle altre merci per), la forza lavoro crea pi& valore di $uello necessario ad ac$uistarla, cio il salario con cui viene retribuita. ,l tempo di lavoro delloperaio salariato , infatti, superiore a $uello necessario per produrre un valore corrispondente al suo salario. Duesta differenza costituisce un pluslavoro che fonte di plusvalore. Lentit# del plusvalore rispetto al salario anticipato dal capitalista d# la misura del tasso di sfrutta*ento. 3ar# interesse del capitalista aumentare tale tasso allungando la giornata lavorativa o riducendo il salario a parit# di orario. ,l progresso tecnico nella misura in cui accresce la produttivit# del lavoro, si risolve in un aumento del plusvalore prodotto. 5osto che% 5er !A&ITALE VARIA)ILE sintendono le anticipazioni salariali, e che ,l !A&ITALE produzione,
!OSTANTE

$uello rappresentato dagli impianti e dalle materie necessari per la

3econdo $ar% il capitale costante non crea valore aggiuntivo (solo il lavoro ha $uesta $ualit# , perci) il tasso di +rofitto di*inuir1 al )res)ere della )o*+osizione organi)a del )a+itale, cio il rapporto tra il valore del capitale costante e quello del capitale variabile. ,n una situazione di concorrenza, i singoli capitalisti7imprenditori sono forzati ad introdurre nuove macchine e $uindi ad aumentare il capitale fisso a spese del lavoro, cos> riducono il costo del lavoro e godono di maggior profitti fino a $uando anche gli altri capitalisti non saranno spinti ad introdurre le stesse innovazioni e $uesto ha due conseguenze fondamentali% Ma aumentare la disoccupazione e peggiora le condizioni della classe operaia! +etermina una caduta tendenziale del saggio di profitto che riduce lo stimolo alla produzione. ,l li ello dei salari di+ende dall/entit1 della diso))u+azione , cio da $uello che viene chiamato ese#cito ind+st#iale di #ise#0a% $uando cresce la domanda di lavoro, tale esercito si riduce e i salari aumentano, determinando una diminuzione del saggio di profitto e $uindi un successivo calo della domanda di lavoro e un abbassamento del salario. .6

(neventuale crescita dei salari costituisce inoltre un incentivo alla sostituzione di lavoro con macchinario. 3econdo $ar%, $uindi, la tendenza alla meccanizzazione determina nel lungo periodo un ingrossamento dellesercito industriale. 3olo le imprese pi& grandi riescono a mantenersi nel mercato, facendo crescenti investimenti in capitale fisso. 3i determina cos> una proletarizzazione dei piccoli produttori. La disocc+/a$ione non 1 d+n2+e /e# a#3 do0+ta alla /#essione demog#a.ica4 ma al .+n$ionamento stesso dell'acc+m+la$ione ca/italistica. Lintroduzione di nuove macchine si accompagna inoltre al processo di < aliena$ione= dei lavoratori, ridotti ad insignificante appendice della macchina. Laccumulazione capitalistica ha inoltre conseguenze sociali negative per i capitalisti, visto che $uando le innovazioni si sono diffuse, si determina un abbassamento complessivo del saggio di profitto dovuto al maggior peso del capitale costante rispetto a $uello variabile, e $uindi al minor plusvalore. I limiti dell'economia ca/italistica non sono /i5 nat+#ali , come per $althus e &icardo, ma sociali6 sono legati ai #a//o#ti di classe c7e connotano il /#ocesso /#od+tti0o. Le contraddizioni per) non portano automaticamente alla crisi e al suo superamento, ma costituiscono le premesse che determinano la progressiva trasformazione della classe operaia da un aggregato di individui in concorrenza tra loro sul mercato del lavoro, ad un gruppo sociale coeso, attore storico. 3olamente $uando $uesto processo si compie, e la classe operaia si organizza politicamente si determina la trasformazione del vecchio modo di produzione. IL !IR!OLO VIZIOSO (ELLA SO!IOLOGIA E!ONO I!A (I MA%5 Lesigenza di non separare lanalisi economica dal contesto istituzionale ha innanzitutto portato $ar% a una teoria dei diversi modi di produzione e della loro evoluzione nel tempo, e ad analizzare un classico problema della sociologia economica, in genere tralasciato dagli economisti, eccetto "mith, cio le origini delleconomia capitalistica. 2ra i +unti di forza dell/inter+retazione *ar8iana del )a+italis*o , va annoverata la capacit# di render conto degli aspetti dinamici dell economia e degli effetti di destabilizzazione sociale e di conflittualit, che non trovano adeguato posto negli schemi degli economisti classici. ,l !IR!OLO economica.
VIZIOSO

$uesto% la crisi economica dipende dal conflitto di classe, che porta alla crisi

(n +unto )riti)o che lintroduzione di nuove tecniche fa in genere aumentare la produttivit# del lavoro, e se i salari non salgono pi& della produttivit#, ci) non determina un calo, ma una crescita dei profitti. Duesti possono essere destinati a nuovi investimenti e $uindi ad una nuova domanda di lavoro che compensa $uella eliminata dalla meccanizzazione.

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,l conflitto di classe invece viene sopravvalutato per due motivi% 19 -l *an)ato realizzarsi di 6uelle +re isioni +essi*isti)2e sull/anda*ento dell/e)ono*ia che $ar% pensava di stabilire con precisione da scienze naturali 29 La *aggiore rile anza delle deter*inazioni <so rastrutturali= delle )lassi, cio allinfluenza autonoma di fattori socio7culturali e politici. La forte sottovalutazione dello stato, che riflette limmagine del capitalismo liberale di tipo inglese, impediva a $ar% di prevedere come il conflitto potesse essere attenuato o controllato dal sistema politico, ponendo pochi vincoli allorganizzazione della classe operaia e accogliendo le domande economiche, sociali e politiche delle organizzazioni di rappresentanza. Hli esiti rivoluzionari si sono avuti in paesi come la "ussia e la Fina dove le forze produttive erano pi& arretrate, e non laddove maggiore era il loro sviluppo, come la teoria suggeriva. $ar% era convinto sin dalla giovent& della necessit# della rivoluzione e tutta la sua analisi spinge a ricercare delle leggi che mostrassero linevitabilit# (non solo la necessit# di $uesta. La soluzione viene trovata nelle leggi delleconomia classica, modificate con linnesto dellelemento storico costituito dal conflitto di classe. Fi) richiedeva per) di ridurre drasticamente la variabilit# del comportamento umano, facendolo dipendere in ultima istanza dalle istituzione economiche, conducendo ad una teoria troppo rigida, in cui poco peso hanno le istituzioni non economiche.

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CAP. ( Economia neoclassica e sociologia economica )omissis* CAP. + O igini e s%ilu,,o !el ca,italismo& -I..E$ e -O./ART
IL CA$ITALISMO COME $%O'LEMA
Leconomia classica teneva conto del capitalismo in termini di propriet# privata, mezzi si produzione, lavoro salariato, ruolo del mercato e dello stato, senza per) preoccuparsi di indagare sulle origini e sullevoluzione del capitalismo come fenomeno storico.

LA -ILOSO-IA DEL DENA%O DI SIMMEL


Lobiettivo di "immel $uello di chiarire la genesi e i caratteri della societ# moderna, e di valutare il senso, il significato ultimo che essa assume per la vita degli uomini. La societ# non per lui un sistema, un organismo costituito da varie parti tra loro funzionalmente collegate! piuttosto formata da un insieme di istituzioni che nascono dallinterazione tra gli uomini e, una volta consolidatesi, ne condizionano il comportamento. "immel parla in proposito di .o#me /+#e. La sociologia studia le origini e i caratteri di tali forma, ovvero dei modelli di comportamento istituzionalizzati. IL DENA%O : !NA DI .!ESTE ISTIT!"IONI, ma per "immel ha unimportanza cruciale, nel senso che condiziona sempre pi& estesamente e profondamente le relazioni tra gli uomini nella societ# moderna. Fhiarire le origini e le conseguenze delluso del denaro, ovvero delleconomia monetaria, essenziale per comprendere la societ# moderna. ,n $uesto, "immel presenta somiglianze con $ar%, (eber e "ombart% Linsistenza sui +resu++osti )ulturali e istituzionali delleconomia monetaria e del capitalismo! ,l riconoscimento del fatto che al)uni soggetti (stranieri, ebrei , in virt& della loro condizione sociale di marginalit#, eser)itano un ruolo +ri*ario +er la diffusione dell/e)ono*ia *onetaria! Limmagine delle conseguenze sociali delleconomia monetaria in termini s+ersonalizzazione e razionalizzazione delle relazioni so)iali e degli ambiti di vita! di crescente

Limmagine del so)ialis*o, in contrasto con $uella di Kar8, come ulteriore s ilu++o della razionalizzazione delle relazioni so)iali e degli ambiti di vita.

LE !ON(IZIONI NON E!ONO I!8E (EL (ENARO ,l capitalismo come sistema economico presuppone% -ccumulazione privata del capitale la $uale, a sua volta, richiede che ,l denaro si diffonda come strumento degli scambi e si allarghi dun$ue la cerchia dei soggetti coinvolti nelleconomia monetaria! serve per) una condizione non economica% Occorre che cresca la fiducia nel denaro come aspettativa che il suo impiego possa sempre disporre di una contropartita in beni concreti. Laccumulazione del capitale presuppone dun$ue unaccumulazione di fiducia, e $uesta condizione culturale a sua volta sostenuta da fattori istituzionali% La legittimazione e lefficacia del potere politico e le garanzie fornite dallordinamento giuridico. Il denaro di enta cos> un/istituzione +u,,li)a.

.E

2ra leconomia monetaria e lo stato centralizzato e il sistema giuridico, si stabilisce un rapporto di interdipendenza. La prima cresce grazie ai secondi che la garantiscono, ma $uesti a loro volta si rafforzano in relazione agli effetti indotti dalla diffusione del denaro come mezzo di scambio. Leconomia monetaria stata un fattore di dissoluzione delleconomia naturale basata sullautoconsumo, favorendo in tal modo la formazione dello stato centralizzato, che doveva svolgere la funzione di controllo della moneta. , protagonisti della diffusione del denaro e degli scambi sono soprattutto gli individui e i gruppi sociali esclusi dal pieno godimento dei diritti vigenti in una determinata societ#, che si dedicano pi& facilmente allaccumulazione di denaro come strumento per il conseguimento di posizioni sociali che non possono raggiungere con i mezzi tradizionali. *ei riguardi di $uesti non valgono le sanzioni giuridiche che nella societ# tradizionale delleconomia naturale allontanano dalluso del denaro. La *arginalit1 so)iale ali*enta lo s ilu++o di atti it1 )o**er)iali e finanziarie negli stranieri e negli ebrei, nei moriscos in 3pagna, i paria in ,ndia, e nei quaccheri in ,nghilterra. 3ono $uesti i principali agenti del mutamento che prepara le condizioni per lo sviluppo del capitalismo. LE !ONSEGUENZE (ELL'E!ONO IA ONETARIA +a $uesto punto di vista, "immel mette in luce lambivalenza del fenomeno, che presenta aspetti positivi e negativi%

Il dena#o .a0o#isce la c#escita della li"e#t% indi0id+ale . Leconomia monetaria rende sostituibili i rapporti sociali nella sfera dello scambio come nella sfera della produzione, attenuando la dipendenza! possibile scegliere tra fornitori diversi e $uesto spersonalizza le relazioni tra chi compra e vende e aumenta lindipendenza reciproca di entrambi. La libert# si accresce anche nei riguardi degli oggetti, rompendo la fissit# e la ritualit# delle forme di consumo tradizionali! *ella sfera della produzione, al rapporto di dipendenza totale del servo della gleba nei riguardi del signore s+"ent#a +no s/eci.ico e dete#minato cont#atto di la0o#o , che spersonalizza il rapporto, lo lega al perseguimento di un obiettivo limitato che non include la sfera e8tralavorativa, e soprattutto lo rende sostituibile da una parte e dallaltra! &eggio#ano le condi$ioni dei la0o#ato#i #is/etto all'economia nat+#ale, in cui vi era lobbligo di protezione sociale dei subalterni da parte dei signori (ma $uesto il prezzo della libert# . 5er "immel un prezzo che vale la pena pagare, per ac$uisire la consapevolezza di sB e per fornire solo una prestazione che vale precisamente il suo e$uivalente in denaro! La caratterizzazione tecnico1funzionale delle prestazioni lavorative favorisce l'accetta$ione delle /osi$ioni di s+/e#io#it% e di s+"o#dina$ione t#a i la0o#ato#i , in unorganizzazione che rende risultati vantaggiosi. Lalla#gamento e la /l+#ali$$a$ione delle ce#c7ie sociali in cui il singoli sinserisce per sua scelta lespressione e lo strumento attraverso cui si forma la personalit# individuale. ,l denaro aumenta la libert# individuale, ma da mezzo per il raggiungimento di determinati scopi tende a trasfor*arsi in fine esso stesso. Leconomia monetaria viene a condizionare sempre pi& il comportamento individuale con le sue esigenze, ma gli uomini perdono il controllo sui fini ai $uali il denaro piega lorganizzazione sociale. *on solo i mezzi tendono a trasformarsi in fini, ma anche la vita .G

"immel non condivide i giudizi di $ar% sul carattere problematico dei rapporti di produzione.

$uotidiana caratterizzata dalla perdita di $ualit# dei rapporti sociali, con una spersonalizzazione crescente di $uesti. 3i diffondono la razionalizzazione e il calcolo in tutti gli ambiti di vita% la calcolabilit# diventa lessenza dellepoca moderna. I alori 6ualitati i si trasfor*ano in 6uantitati i ! luso del tempo e dello spazio sono sempre pi& piegati alle esigenze delleconomia monetaria che dissolve le vecchie solidariet# tradizionali. Hli uomini ac$uistano maggiore libert# individuale, ma si ritrovano anche pi& soli e pi& incapaci di definire le loro mete collettive.

!A&ITALIS O E SO!IALIS O "immel non vede nel socialismo una soluzione per le conseguenze delleconomia monetaria. 5er lui il socialismo nello stesso tempo razionalismo e reazione al razionalismo, reazione alla perdita dei vecchi legami collettivi tradizionali e il tentativo di ricostruire nuove solidariet# collettive. Ka la reazione destinata ad accentuare le caratteristiche costrittive, perchB la centralizzazione assoluta dei mezzi di produzione nelle mani della societ# porterebbe inevitabilmente ad un socialismo di stato, ben lontano dagli ideali di nuova solidariet#. ,l cambiamento del capitalismo dovrebbe per "immel seguire due direzioni%

Le istituzioni delleconomia capitalistica troverebbero maggiore legittimazione $uanto pi& fossero fondate su motivi tecnico1funzionali, cio sulla valorizzazione delle competenze e dei meriti, senza alimentare stabili e ingiustificate disuguaglianze sociali. "idurre lumana tragedia della concorrenza, attraverso lo sviluppo tecnico finalizzato a mettere a disposizione nuove risorse della natura per ridurre la concorrenza degli uomini per lac$uisizione di beni scarsi! e attraverso la crescita dei beni collettivi, cio la capacit# di ridurre di produrre risorse la cui fruibilit# da parte di alcuni non va a scapito di altri.

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IL CA$ITALISMO MODE%NO DI SOM'A%T


5er "ombart centrale lo,ietti o della )ostruzione )onsa+e ole di una so)iologia e)ono*i)a . La nuova scienza sociale della vita economica ha obiettivi teorici, vuole contribuire alla spiegazione scientifica dei fenomeni economici, ma in un $uadro storico, nellambito di coordinate spaziali e temporali ben definite (distinguendosi dalleconomia politica e dallo storicismo . ELE ENTI (I SO!IOLOGIA E!ONO I!A 5er "ombart le)ono*ia l/atti it1 u*ana olta alla ri)er)a dei *ezzi di sussistenza . , bisogni umani variano nel tempo e accanto a $uelli relativi alla sopravvivenza fisica si aggiungono nel corso dello sviluppo storico nuovi bisogni culturali, ma sempre necessario produrre dei beni e dei servizi che vengono distribuiti e consumati secondo alcune regole condivise.

La mentalit% economica o s/i#ito economico, linsieme dei valori e delle norme che orientano il comportamento dei soggetti economici Lo#gani$$a$ione economica, complesso di norme formali e informali che nellambito di una societ# regolano lesercizio delle attivit# economiche da parte dei soggetti La tecnica, riguarda le conoscenze e i procedimenti utilizzati per produrre beni e servizi e soddisfare i bisogni degli individui

Duesti tre aspetti variano nel tempo e nello spazio, nel loro insieme consentono di individuare un SISTEMA ECONOMICO, una forma particolare di economia, una determinata organizzazione della vita economica nel cui ambito regna una determinata mentalit economica e si applica una determinata tecnica. ,l concetto di sistema economico riassume il carattere tipicamente storico della vita economica. "elativamente allo S$I%ITO ECONOMICO, "ombart distingue tra%

O#ientamento volto alla co/e#t+#a del .a""isogno, dove il comportamento economico solo rivolto al soddisfacimento di bisogni naturali e culturali, la produzione orientata al consumo! O#ientamento di tipo ac2+isiti0o, che comporta il fatto che lattivit# economica sia sottoposta alla ricerca di maggiori guadagni monetari e orientata al mercato.
S$I%ITO T%ADI"IONALISTICO,

Lo

si basa sullobbedienza passiva a regole tramandate, mentre lo S$I%ITO %A"IONALISTICO ricerca sistematicamente i mezzi pi& adeguati allo scopo, disposto allinnovazione ed aperto a nuove tecniche. La mentalit# economica pu) infine essere di tipo solida#istico o avere orientamento indi0id+alistico. 5er lO%GANI""A"IONE vengono considerati diversi aspetti% Farattere vincolato dellattivit# economica, legato a norme che ne regolano il funzionamento! Lesistenza di una sfera di libert# economica riconosciuta giuridicamente! 5ropriet# pubblica o privata dei mezzi di produzione! Lorientamento al consumo o allo scambio attraverso il mercato! Organizzazione aziendale basata sulla piccola impresa familiare o grande impresa con lavoro salariato. La TECNICA pu) essere basata su procedimenti empirici, se si fonda su conoscenze tramandate e accettate passivamente, o su procedimenti scientifici, che consentono una spiegazione scientifica dei fenomeni e unapplicazione razionale delle conoscenze. .I

,l sistema economico capitalistico $uindi caratterizzato da una mentalit# ac$uisitiva, razionalistica e individualistica, che si esercita nellambito dellorganizzazione economica libera, basata sulla propriet# privata dei mezzi di produzione e su aziende che utilizzano il lavoro salariato. "ombart distingue $uesto sistema da altri due tipi% leconomia di#etta, nella doppia forma di diretta contadina e del proprietario terriero, e leconomia a#tigianale. 5er ogni sistema si possono individuare tre periodi% gli al"o#i, la mat+#it%, e il t#amonto. Duesto fa s> che un sistema allinizio conviva con altri in fase di transizione. 5er il capitalismo "ombart considera il /#imo ca/italismo $uello che si conclude alla fine del 7LL ed il ca/italismo mat+#o $uello che diventa dominante, contrassegnando lepoca economica che abbraccia tutto il P,P secolo e si conclude con la prima guerra mondiale. LE ORIGINI (EL !A&ITALIS O "ombart vuole dare una spiegazione del mutamento a partire dalle specifiche motivazioni individuali dei soggetti e dalle conseguenze delle loro azioni. Le forze motrici dello sviluppo vanno cercate in $uei soggetti, gli i*+renditori, che allinterno del vecchio sistema pre7capitalistico si fanno portatori di una nuova mentalit# economica e introducono dei cambiamenti nel modo in cui vengono combinati i fattori produttivi e viene organizzata leconomia. Le innovazioni dapprima sono limitate, perchB i soggetti coinvolti sono pochi e la loro azione non riesce ad incidere in profondit# sullorganizzazione del vecchio sistema economico! nel tempo per) la nuova mentalit# economica si diffonde e porta ad un cambiamento delle istituzioni. LO S$I%ITO CA$ITALISTICO Lo spirito capitalistico uno stato d/ani*o risultante dalla fusione in un tutto unico dello spirito imprenditoriale e dello spirito borghese. Lo S$I%ITO DI INT%A$%ESA aspirazione di potere, intesa come volont# di affermazione e di riconoscimento sociale che spinge gli uomini a rompere la tradizione e a cercare nuove strade. Duesto processo si manifesta dapprima nella politica, con la costruzione dello stato moderno, e nella conoscenza scientifica. 3olo /i5 ta#di lo spirito di intrapresa si estende anche all economia e sidentifica con una ricerca di guadagno, che si esercita in modo sistematico allinterno dellorganizzazione dellattivit# produttiva, e non pi& nella con$uista, avventura o ricerca di metalli preziosi. 5erchB possa nascere il sistema economico capitalistico necessario che lo spirito di intrapresa si fonda con $uello borghese. Lac$uisivit# si deve combinare con la razionalit# con unordinata e disciplinata amministrazione del capitale. Le origini di $uesti tratti sono per 3ombart strettamente legati alla matrice religiosa cristiana1ebraica e prendono forma soprattutto nelle citt# europee. LA -O%MA"IONE DELL/IM$%ENDITO%IALITA/ 5er "ombart non bastano la matrice cristiana e lambiente urbano per spiegare la formazione dellimprenditorialit# borghese. Lattenzione posta su tre gruppi% gli eretici, gli stranieri e gli ebrei. Hli e#etici sono i non appartenenti alla chiesa di stato, come i cattolici nei paesi protestanti o il contrario e soprattutto gli ebrei. ,l loro status $uello di semicittadini, cui sono preclusi laccesso ai pubblici uffici, o altri riconoscimenti sociali e professionali. 'sclusi dalla vita pubblica non potevano che estrinsecare la loro .J

forza vitale nelleconomia, che era lunica che poteva offrire la possibilit# di procurarsi $uella posizione di rilievo nella comunit# che lo stato negava loro. Hli st#anie#i. Le migrazioni implicano sempre una selezione che fa compiere la scelta di partire ai pi& intraprendenti, audaci e determinati. Duesti, una volta diventati stranieri in un paese diverso dalla loro origine, sono portati a rompere con le vecchie abitudini e con le relazioni sociali tradizionali. ,l guadagno diventa lunica cosa importante, lunico mezzo con il $uale costruire il futuro, visto che la mobilit# sociale molto limitata in settori diversi dallattivit# economica. Hli e"#ei hanno dato un contributo rilevante allo sviluppo capitalistico. La situazione di marginalit# sociale in cui si trovano come stranieri rafforzata dallattitudine stessa a isolarsi, a non identificarsi in una determinata nazionalit# e a mantenere legami internazionali nellambito della comunit# ebraica. Duesto fattore alimenta i rapporti fiduciari che facilitano le attivit# economiche nel mercato internazionale. IL MODELLO DELLO S(IL!$$O CA$ITALISTICO "ombart d# dun$ue particolare importanza all9imprenditorialit# per spiegare lo sviluppo capitalistico. 'ssa caratterizzata da una determinata mentalit# economica, che alimentata dalla religione cristiana e dalla citt# occidentale ed stimolata in particolar modo dalla condizione di marginalit# sociale in cui si trovano determinati gruppi. La mentalit# capitalistica si afferma, infatti, in stretta interdipendenza con un complesso di fattori istituzionali che contribuiscono alla sua formazione e ne sono a loro volta condizionati. ,n $uesto senso si pu) dire che per "ombart gli imprenditori sono l9elemento catalizzante che fa scoccare la scintilla dello sviluppo capitalistico% .. "ombart, come "immel, considera anzitutto c#+ciale il cont#i"+to dello STATO. *ella costruzione dello stato moderno si esprime, originariamente, lo spirito di intrapresa occidentale. Lo stato stimola a sua volta lo sviluppo tecnico, che essenziale per aumentare l9efficienza militare e $uindi per il suo rafforzamento. -lla lotta per la supremazia tra i vari stati anche legato il sostegno alla politica di con$uista e alle intraprese coloniali, e in genere l9orientamento mercantilista. L9obiettivo $uello di accrescere la disponibilit# di metalli preziosi, che aumentano le risorse della finanza pubblica e $uindi la potenza militare! 6. L9interdipendenza che si stabilisce tra stato, sviluppo tecnico e politica di ac$uisizione dei metalli preziosi ha in.l+en$e sia dirette c7e indirette s+llo s0il+//o ca/italistico. 5er $uel che riguarda le prime, gli aspetti principali sono i seguenti% a# Lo stato influisce sull9imprenditorialit# di origine politica attraverso le politiche mercantiliste (protezione tariffaria, politiche coloniali, ecc. , ma influenza anche limprenditorialit# dal basso, in particolare, contribuendo a creare la situazione sociale degli eretici, estranei alla chiesa di stato, che attraverso le migrazioni alimentano anche limprenditorialit# degli stranieri. ,noltre, con le sue commesse militari, lo stato contribuisce a allargare il mercato perla nascente industria! b# La nuova tecnica razionale, basata sul progresso delle conoscenze scientifiche, importante per lo sviluppo capitalistico soprattutto perchB facilita, a sua volta, la crescita dell9industria e migliora le condizioni di trasporto dei beni! 6L

c# Le politiche coloniali e di con$uista, che incrementano la disponibilit# di metalli preziosi, favoriscono la crescita dei consumi e l9allargamento del mercato. Le influenze indirette della costruzione dello stato si esercitano soprattutto nel processo di formazione della ricchezza borghese% a# Linterdipendenza tra stato, tecnica e afflusso dei metalli preziosi alimenta anzitutto la formazione del capitale privato, che un presupposto essenziale dello sviluppo. ,l mercantilismo stimola cio, secondo "ombart, l9accumulazione del capitale! b# La formazione della ricchezza borghese porta a nuovi bisogni, specie negli strati sociali pi& ricchi. ,n $uesto modo si allarga ulteriormente il mercato, perchB una domanda privata di beni si aggiunge a $uella statale. :. ,l fattore decisivo che consente di sfruttare il capitale, il mercato e le nuove tecniche produttive e di trasporto per "ombart l9IM$%ENDITO%IALIT0 <dal basso=, con il decisivo incontro tra spirito di intrapresa e spirito borghese. Lo spirito borghese ha un9origine indipendente dallo stato. 3i forma infatti sotto l9influenza culturale della religione cristiana e nell9ambiente particolare delle citt# europee, segnate dall9esperienza dei comuni. Lo stato entra in $uesto processo contribuendo a creare $uelle condizioni di esclusione dalla cittadinanza che rendono eretici, stranieri e ebrei pi& sensibili di altri gruppi sociali alla formazione della mentalit# capitalistica! @. (na volta che l9imprenditorialit# borghese ha fatto scoccare la scintilla dello sviluppo capitalistico, si determina un vasto processo di dissol0imento degli antic7i o#dinamenti economici . "ombart si riferisce alla dissoluzione delle forme tradizionali di economia agricola, del lavoro a domicilio nelle campagne e dellartigianato. 5er effetto di $uesti cambiamenti economici e politici si determina un processo di proletarizzazione del lavoro agricolo e di crisi dellorganizzazione artigianale, che libera forza lavoro per la nascente industria moderna! E. *el tempo lo sviluppo capitalistico contribuisce al mutamento dellordinamento giuridico e delle politiche statali% aumentano le spinte per un orientamento pi& liberista dello stato in economia e per il riconoscimento di unampia sfera di libert# economica in cui si possono ora muovere le imprese. 3i accresce inoltre la sicurezza del processo economico, sia attraverso l9azione repressiva dello stato, che favorisce la sicurezza dei traffici, sia con l9introduzione di un sistema monetario razionale che facilita a sua volta gli scambi. 3i afferma cos>, nel P,P secolo, il capitalismo maturo.

6.

*ig. 9.1. Il modello dello sviluppo capitalistico di "ombart.

IL !A&ITALIS O

ATURO

5er "ombart, i cambiamenti intervenuti nella fase di piena maturit# del capitalismo, che si conclude con la prima guerra mondiale, si possono tutti ricollegare al processo di razionalizzazione che investe leconomia e si esprime nella tendenza a ricercare e applicare i mezzi pi& adatti al perseguimento del profitto di impresa. Duesto principio condiziona sempre pi& la produzione, la distribuzione e il consumo dei beni. 5ossiamo valutare gli effetti della razionalizzazione considerando le diverse componenti del sistema economico. LO S$I%ITO CA$ITALISTICO -nzitutto, per $uel che riguarda lo spirito capitalistico, esso cresce di intensit# e si estende a gruppi sociali pi& larghi e a nuove aree geografiche. ,l processo dovuto sia a un cambiamento interno che a fattori esterni. Duello interno legato alla trasfor*azione ideologi)a della *entalit1 imprenditoriale che porta alla secolarizzazione dello spirito capitalistico% le motivazioni religiose che sostenevano il comportamento degli imprenditori lasciano il posto a un credo pi& laico, che porta a valutare l9impegno nel lavoro e il rendimento come fonte primaria del benessere economico e del riconoscimento sociale. 3i sviluppa cos> un amore della propria attivit# che spinge gli imprenditori a trascurare interessi diversi dal lavoro (per esempio, l9arte, la politica, le amicizie, ecc. e ad a intensificare rispetto al passato le energie vitali che vengono incanalate nell9attivit# economica. 2ra i fattori esterni c la s+inta erso la *aggiore s+e)ializzazione della funzione i*+renditoriale , che consente di delegare a altri dipendenti una serie di compiti prima poco differenziati, e permette $uindi all9imprenditore di concentrare il suo impegno in alcune funzioni di direzione strategica. 66

,n tal modo "ombart lascia intravedere 1 pur se implicitamente 1 un cambiamento importante nella formazione dell9imprenditorialit#% se alle origini del capitalismo le componenti normative@ erano pi& importanti delle componenti cognitive (es. le conoscenze produttive e commerciali , con il maturare del capitalismo, in una situazione in cui linnovazione economica non pi& ostacolata ed anzi socialmente legittimata, le$uilibrio si inverte. ,n $uesto $uadro si afferma una democratizzazione dell9imprenditorialit#, per cui pi& facile accedere al ruolo di imprenditore da tutti i gruppi sociali. Ci; )2e +i3 )onta 4 ora dis+orre delle )onos)enze adeguate . Le istituzioni creditizie giocano un ruolo importante in $uesto processo di maggiore apertura, poichB mettono a disposizione di chi ha buone idee i capitali necessari per la loro realizzazione (un tema che sar# ampiamente ripreso anche da "chumpeter . Ci sono poi altri fattori di contesto che si aggiungono alla secolarizzazione e alla specializzazione nel favorire l9intensificazione dello spirito capitalistico. 2ra $uesti vanno considerati alcuni sti*oli negati i% Linasprimento della concorrenza sul mercato dei beni, e del rafforzamento del movimento operaio, che condiziona il mercato del lavoro, 5er $uel che riguarda in particolare $uest9ultimo aspetto, da notare come "ombart, a differenza degli economisti, sottolinea i positivi contributi che ne possono discendere per lo sviluppo economico dalla distorsione del funzionamento del mercato del lavoro che il movimento operaio pu) comportare. Fon le rivendicazioni sindacali e politiche del movimento operaio, infatti, migliora lintegrazione sociale dei lavoratori, mentre gli imprenditori sono spinti a innovare continuamente per aumentare la produttivit# e compensare cos> i maggiori costi del lavoro. -ccanto a $uelli negativi vi poi un potente stimolo positivo all9intensificazione e all9estensione dello spirito capitalistico. 3i tratta degli effetti che discendono dall)evoluzione della tecnica, che genera continue occasioni per modificare le condizioni di concorrenza. *e discende anche una spinta alla razionalizzazione dello sviluppo tecnologico, che si manifesta attraverso una maggiore istituzionalizzazione della ricerca applicata e della formazione, e una crescente incorporazione di $ueste attivit# all9interno stesso delle imprese, soprattutto delle pi& grandi.

, valori che sono stati importanti nella formazione dei primi imprenditori, e cio lo spirito borghese alimentato dal retroterra religioso e stimolato dalle condizioni di marginalit# sociale.

6:

L'ORGANIZZAZIONE (EL SISTE A E!ONO I!O ,l rafforzamento dellimprenditorialit# capitalistica spinge sia indirettamente, sul piano politico che direttamente sul piano economico, verso una razionalizzazione dei meccanismi regolativi, in modo da aumentare le possibilit# di profitto delle imprese. (n primo ambito riguarda lordinamento giuridico e lintervento dello stato in campo economico. 3i afferma altres> la razionalizzazione del lavoro, del consumo e dellazienda, di cui si fanno portatori gli imprenditori stessi. Lesodo dalla campagne verso le grandi citt# industriali assicura forza lavoro per le nuove attivit# industriali, ma si poneva il problema di adattare i lavoratori dal punto di vista culturale e professionale al lavoro di fabbrica (un aiuto importante venuto in $uesto senso dalla religione protestante . La scarsa disponibilit# di operai $ualificati rendeva poi pi& elevato il costo del lavoro. +a $ui la spinta alla decom/osi$ione del la0o#o% le mansioni complesse vengono scomposte in una pluralit# di compiti pi& accessibili anche agli operai meno $ualificati. ,n $uesto senso "ombart, come aveva fatto $ar%, percepisce la subordinazione del lavoratore alla macchina. La razionalizzazione tende ad estendersi anche allazienda nel suo complesso, e porta, come conseguenza ad una s/e#sonali$$a$ione dell'a$ienda, dal momento che si riduce lo spazio per $uegli elementi della conduzione dellimpresa legati alla personalit# dellimprenditore e ai rapporti tra $uesti e i dipendenti. Lazienda comincia a burocratizzarsi, con procedure e gerarchie dei ruoli. -ltro aspetto della razionalizzazione interna costituito dalla condensa$ione a$iendale, ovvero lo sfruttamento intensivo di economie di spazio, di materia e di tempo (Q crescente concentrazione di macchine e uomini allinterno dellazienda per aumentare la capacit# produttiva . *el capitalismo maturo, le imprese si fanno pi& grandi per sfruttare le economie di scala e controllano maggiormente lofferta. ,nfluenzando landamento della moda lindustria pu) accelerare il ritmo di introduzione di nuovi prodotti, ma ha anche maggiore possibilit# di standardizzare i bisogni creando un mercato di massa. Duestultima tendenza si realizza creando beni di $ualit# inferiore che imitano i modelli dBlite imposti dalla moda e richiesti ora da un largo pubblico di consumatori.

6@

,L M(2("O +'L F-5,2-L,3KO *el capitalismo maturo e nella sua razionalizzazione sono gi# insiti i germi che porteranno al declino $uesto sistema economico. "ombart non si aspetta il crollo come $ar%% lo sviluppo tecnico e laumento del capitale fisso non comportano necessariamente una caduta del saggio di profitto e una crescente disoccupazione. Le nuove tecniche aumentano la produttivit# e 7 se i salari non crescono pi& di $uestultima 7 consente di aumentare i profitti e di destinarli a nuovi investimenti che possono compensare e assorbire la disoccupazione, che per "ombart congiunturale, generata dalla continua ristrutturazione produttiva, ma non destinata a crescere strutturalmente fino ad alimentare un processo rivoluzionario. , sistemi economici si fondano su economie di piano, con un maggior intervento dello stato nelleconomia. 3i va insomma verso un capitalismo stabilizzato e regolato. Il siste*a e)ono*i)o )a+italisti)o s/inde,olis)e dal suo interno stesso . La mentalit# economica vede attenuarsi lo spirito di intrapresa a spese della componente del razionalismo dello spirito borghese. Lorganizzazione del sistema economico capitalistico caratterizzata da )res)enti restrizioni alla li,era ri)er)a del *assi*o +rofitto, alcune di $ueste autoimposte. -ltre forme di regolazione sono invece imposte dallesterno (lo stato , legate alla legislazione sociale e del lavoro, sollecitata anche dal movimento operaio, o a controlli sui prezzi o sulle modalit# del processo produttivo.

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CAP. 0

Ca,italismo e ci%ilt1 occi!entale& .a' 2e3e

La sociologia delleconomia di (eber si articola e arricchisce, in un percorso ricco, articolato e ambizioso sino a divenire una sociologia della storia dellOccidente moderno. La ricerca sulle origini del capitalismo diventa una ricerca sulle origini del razionalismo occidentale.

LE $%IME %ICE%C#E S!LLA SOCIET0 TEDESCA


(eber rimase colpito dalla tendenza dei lavoratori impegnati nelle tenute dei grandi proprietari (RunSer a lasciare la condizione di contadini fissi, legati pi& stabilmente allazienda, per $uella di salariati, o addirittura ad emigrare. , lavoratori volevano liberarsi dai pesanti rapporti di dipendenza nei riguardi degli RunSer, nonostante la perdita di sicurezza economica che ci) comportava nellimmediato. -nche il comportamento degli operatori di borsa tedeschi, che 0eber considera nel suo studio su *a borsa, non comprensibile in termini strettamente utilitaristici, secondo gli schemi della teoria economica. ,n HN e (3- le borse sono dei club riservate ai soli commercianti di professione, istituzioni autogestite che decidono autonomamente i loro criteri di ammissione. , posti si tramandano e se si ac$uistano necessaria una consistente cauzione. Duesto non avviene in Hermania, dive il $uadro istituzionale pi& esposto ai rischi di comportamenti non corretti. Le ricerche di (eber sollevano importanti interrogativi e attirano lattenzione sul ruolo cruciale di condizioni non economiche di natura culturale e istituzionale per comprendere il comportamento economico. Lattivit# imprenditoriale non considerata una costante ma una variabile che dipende dal contesto istituzionale in cui i soggetti sono inseriti. *e consegue che come per il lavoro e per la finanza (mercato dei fattori , anche per la produzione (mercato dei beni essenziale un appropriato $uadro istituzionale. 3olo se esso sostiene la crescita dellimprenditorialit# si pu) generare lo sviluppo economico. LO S&IRITO (EL !A&ITALIS O (per (eber *on sidentifica affatto con limpulso ac$uisitivo e lavidit# di denaro, sempre esistite in tutte le epoche e societ#, dove la ricerca del profitto pu) essere ancor pi& spregiudicata perchB non vincolata da norme etiche. Lorientamento economico tradizionalistico appare contraddistinto da due aspetti principali%

$rofitto non giustifi)ato dal +unto di ista eti)o7 *a tollerato . La ricerca avviene con gli estranei alla comunit#, stranieri! A)6uisi it1 nel )o**er)io, ma non nella sfera della produzione governata da routine tradizionali.

(eber critica "ombart per non aver riconosciuto che il carattere tradizionalistico dello spirito economico pu) essere proprio anche di una economia gi# organizzata in forma capitalistica, con imprenditori dallatteggiamento statico, che si accontentano del solito livello di profitto e si muovono sui binari di tradizioni consolidate. -nche gli operai non sono spinti a lavorare di pi&. Lo s+irito del )a+italis*o si differenzia nelle due dimensioni dellorientamento tradizionalistico%

$rofitto non solo tollerato *a solle)itato sul +iano eti)o . Limpegno nel lavoro diventa impegno etico e viene condannato ogni godimento spensierato o finalit# edonistica nellimpiego dei guadagni. ,l profitto deve essere fatto fruttare reinvestendo il capitale in attivit# produttive e non impiegandolo solo per accrescere il patrimonio familiare.

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%i)er)a del +rofitto ,asata sul )al)olo razionale del rendi*ento del )a+itale , nella sfera della +roduzione! lac$uisivit# si esprime nellorganizzazione razionale del processo produttivo, rompendo la staticit# delleconomia tradizionale.

,l tradizionalismo viene travolto da una nuova imprenditorialit# fortemente motivata a combinare in modo pi& efficiente i fattori produttivi. Hli imprenditori modificano i prodotti, i metodi di produzione, i rapporti con i fornitori e con il mercato, alla ricerca del massimo profitto. *on dispongono di molto capitale, ma di $ualit# etiche che alimentano lenergia e limpegno nel lavoro che caratterizzano i nuovi soggetti economici. L'ETI!A E!ONO I!A (EL &ROTESTANTESI O La diffusione dello spirito del capitalismo vista da (eber come conseguenza inintenzionale delletica economica della componente calvinista del protestantesimo (calvinismo, metodismo, pietismo e sette battiste . Hli eletti sono predestinati, scelti da +io al momento della creazione. ,l loro destino non pu) essere modificato, nB con le proprie azioni nB con mezzi ecclesiastici Cediamo $uindi rigettati come superstizione e empiet# tutti i mezzi magici di ricerca della salvezza. ,l calvinismo determina anche profonda solitudine nel credente. Lidea di predestinazione genera angoscia e bisogno psicologico di rassicurazione. ,l credente deve comportarsi come se fosse eletto e impegnarsi in modo rigoroso nel mondo, con il proprio lavoro. ,l successo della sua attivit# professionale viene interpretato come un segno della sua elezione e ci) spinge ad impegnarsi ancor di pi& per mantenere e rafforzare tale condizione. *on solo ricerca del profitto come dovere etico, ma anche impegno a un impiego produttivo e condanna del consumo di lusso e dei piaceri. ,l risultato della combinazione tra spinta allimpegno rigoroso nel lavoro e restrizione del consumo un orientamento verso lattivit# economica che favorisce la formazione del capitale attraverso la costrizione ascetica al risparmio. Ci profonda differenza per il comportamento individuale tra lessere membro di una chiesa o di una setta. F4,'3- 1 associazione che amministra la grazia (beni religiosi che garantiscono la salvezza e pretende obbligatoriet# per tutti. 3'22- 1 associazione volontaria che raggruppa coloro che per la loro condotta appaiono $ualificati eticamente. *ella chiesa si nasce, nella setta si ammessi, ma per diventare membri occorre mostrare di essere osservanti di determinate norme e una volta ammessi, occorre confermare la propria $ualificazione etico7 religiosa con i comportamenti successivi. 3i determina $uindi anche un interesse materiale a mantenere un comportamento eticamente $ualificato, interesse che ac$uista via via maggior rilievo con lattenuarsi delle originarie motivazioni religiose. Le sette hanno una forma organizzativa che tende a stimolare un comportamento pi& rigoroso di $uanto non accada con la chiesa.

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CA%ATTE%I E O%IGINI DEL CA$ITALISMO MODE%NO


LA (E*INIZIONE (EL !A&ITALIS
O O(ERNO

5er capitalismo moderno sintende una forma di organizzazione economica che consente il soddisfacimento dei bisogni attraverso imprese private che producono beni per il mercato sulla base di un calcolo di redditivit del capitale da investire +cio, delle aspettative di profitto#, e che impiegano forza lavoro salariata formalmente libera Duesta definizione contiene tre elementi che sono per (eber rilevanti per distinguere il capitalismo moderno sia da forme di organizzazione economica non capitalistiche, che da altri tipi di capitalismo pi& tradizionali. ,l primo il SODDIS-ACIMENTO DEI 'ISOGNI T%AMITE IL ME%CATO, che distingue il capitalismo moderno dalleconomia domestica, in cui la produzione di beni volta in misura prevalente allautoconsumo, ovvero alla copertura del fabbisogno di una famiglia o di una comunit# locale! ,l secondo la %A"IONALI""A"IONE DEL CALCOLO DEL CA$ITALE grazie ad accorgimenti contabili e organizzativi (come la tenuta razionale dei conti e la separazione giuridica tra impresa e patrimonio familiare dellimprenditore . Duesta a sua volta favorita, sempre secondo 0eber, da una terza condizione, assente nelleconomia domestica e nel capitalismo tradizionale% LO%GANI""A"IONE %A"IONALE DEL LA(O%O SALA%IATO -O%MALMENTE LI'E%O% solo sulla base del lavoro libero (governato da accordi salariali , infatti, possibile un calcolo razionale del capitale. 5er (eber, invece, le forme tradizionali si manifestavano% 7 7 *el commercio di beni e nel credito (specie con gli stranieri , $uando orientate dalle opportunit# di profitto offerte dal mercato (o++ortunit1 e)ono*i)2e ! Oppure concentrate in attivit# che sfruttano o++ortunit1 +oliti)2e.

5er (eber, se si eccettuano il commercio e il credito, le forme tradizionali sono soprattutto di tipo politico, ovvero si basano sulluso della forza come nel caso del capitalismo predatorio e davventura (guerre, pirateria, ecc. , o sulluso di risorse garantite politicamente, cio dallo stato (come nel caso di appalto di imposte, ac$uisto di uffici pubblici da parte di privati, monopoli di commercio coloniale concessi dallo stato, ecc. . TAB.5.1. Capitalismo politico ed economico SFERA DELLA CIRCOLAZIONE Capitalismo di guerra e di avventura. Pirateria Capitalismo coloniale e di appalto fiscale. Usura Capitalismo commerciale, creditizio, di borsa SFERA DELLA PRODUZIONE Capitalismo industriale con lavoro servile

RISORSE &OLITI!8E

RISORSE
E!ONO I!8E

Capitalismo industriale con lavoro formalmente libero

-lla distinzione tra capitalismo economico e politico corrisponde $uella tra imprenditorialit# economica e politica.

6I

5er (eber, $uindi, il vero tratto distintivo del capitalismo moderno il capitalismo industriale! una forma di organizzazione economica che sfrutta opportunit# di profitto determinatesi nel mercato dei beni con attivit# che si localizzano nella sfera della produzioneE. ,n $uesto senso, ed in sostanziale accordo con $ar% su $uesto punto, (eber ritiene che non )i +u; essere )a+italis*o *oderno senza )lasse o+eraia, e che i passaggi preliminari essenziali di $uesta forma di organizzazione (che $uando si diffonde connota unintera epoca economica sono% .. Lappropriazione dei mezzi di produzione da parte dei capitalisti, 6. La formazione del lavoro salariato. 5er (eber, il capitalismo moderno proprio solo dellOccidente, e per dimostrare ci) imposta unimponente indagine comparata con lo scopo di individuare i fattori causali cruciali presenti nellesperienza oc1 cidentale, e assenti, o presenti solo in parte, altrove. ,n pratica si tratta delle condizioni che rendono possibile il soddisfacimento dei bisogni con imprese private che operano sulla base del calcolo del capitale, producendo per il mercato con capitale fisso e forza lavoro libera% La +ri*a )ondizione che vi sia A$$%O$%IA"IONE DEI ME""I DELL/IM$%ENDITO%E e lassenza di vincoli alla loro commerciabilit#!
DI $%OD!"IONE DA $A%TE

La se)onda )ondizione che vi sia LI'E%T0 DI ME%CATO, ovvero che non operino vincoli di natura culturale e politica sia al consumo di determinati beni che allimpiego dei fattori di produzione (terra, capitale, lavoro ! La terza )ondizione lESISTEN"A DI -O%"A LA(O%O LI'E%A (contrapposta a forme di organizzazione che si basano su schiavi o servi , in $uanto consente di anticipare con precisione il costo del lavoro necessario per determinati investimenti e riduce i costi fissi! La 6uarta )ondizione la TECNICA %A"IONALE, in particolare la disponibilit# di una tecnologia meccanica che consente di calcolare con esattezza i costi di fabbricazione dei beni e, inoltre, permette un abbassamento significativo dei costi, e $uindi una produzione per il consumo di massa! La 6uinta )ondizione la COMME%CIALI""A"IONE DELL/ECONOMIA, ovvero la disponibilit# di strumenti giuridici come le azioni e i titoli di credito, che da un lato facilitano la se parazione tra patrimonio familiare e patrimonio dell impresa 7 e $uindi di nuovo il calcolo pi& razionale dellimpresa 7 e dallaltro favoriscono la trasferibilit del capitale e rendono anche possibile un collegamento pi& razionale tra risparmio e investimento (per arrivare alla creazione della borsa ! La sesta e ulti*a )ondizione lesistenza di uno STATO C#E SOSTENGA IL DI%ITTO %A"IONALE , ovvero di un ordinamento giuridico che riduca i rischi e renda pi& prevedibili le relazioni tra privati, e tra $uesti e la pubblica amministrazione.

' non solo in $uella della circolazione, come per il capitalismo commerciale e finanziario.

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LE !ON(IZIONI (EL !A&ITALIS

O(ERNO

2ra i motivi per i $uali il capitalismo moderno si sono affermati in Occidente, (eber distingue%

(n )o*+lesso di )ondizioni che egli considera S$ECI-ICAMENTE OCCIDENTALI, essenzialmente di due tipi% Duelle culturali, che riguardano linfluenza delleti)a e)ono*i)a di origine religiosa sulla formazione dellimprenditorialit#! Duelle istituzionali fanno invece riferimento soprattutto a tre fattori% la )itt1 o))identale, lo stato razionale e la s)ienza razionale. -ltri fattori )o*+le*entari7 NON NECESSA%IAMENTE OCCIDENTALI, ai $uali non viene per) attribuito un molo decisivo. *e vengono menzionati, in particolare, $uattro% Le i)ende ,elli)2e, Le )on6uiste )oloniali e lafflusso di *etalli +reziosi, La do*anda di ,eni di lusso delle )orti, Le )ondizioni geografi)2e fa ore oli.

Letica economica Le condizioni culturali sono centrate sulletica economica. Duesto aspetto stato messo in luce da (eber nei suoi studi sui ra++orti tra eti)a +rotestante e s+irito del )a+italis*o . Fon studi successivi, lautore integra e ridefinisce la prospettiva originaria in pi& direzioni% ,n primo luogo, conferma il %!OLO ESSEN"IALE DELL/ETICA ECONOMICA per lo sviluppo capitalistico occidentale, mostrando come le religioni non cristiane prevalenti altrove avessero ali1 mentato un orientamento economico sfavorevole al capitalismo moderno! ,n secondo luogo, ATTEN!A IL $ESO ATT%I'!ITO ALL/IDEA DI $%EDESTINA"IONE rispetto a $uella di vocazione7professione, enfatizzando soprattutto il ruolo delle sette protestanti. ,noltre, pi& in generale, accanto al contributo dato dal cristianesimo al processo di demagizzazione e alla razionalizzazione della condotta di vita, 0eber accentua limportanza della tradizione religiosa occidentale per il superamento del dualismo tra etica dei virtuosi e delle masse, che si affermer# in forma radicale con il protestantesimo.

2utte le etiche economiche sono state a lungo caratterizzate dal tradizionalismo (rispetto per le pratiche produttive e commerciali tramandatesi nel tempo , anche per linteresse materiale di coloro che sarebbero stati colpiti dallinnovazione economica (principi, burocrati, proprietari terrieri, mercanti, ecc. , che spesso utilizzavano la magia per legittimare la tradizione. Fredere, infatti, che il mondo sia dominato da potenze soprannaturali, scoraggiava $ualsiasi innovazione per il timore di una reazione degli spiriti. Duesta situazione cominci) a mutare con il superamento delle societ# primitive frammentate e lemergere delle religioni mondialiG , che port) alla separazione tra mondo naturale e soprannaturale% il destino individuale non pi& affidato al capriccio degli spiriti da propiziarsi con pratiche magiche, ma dipende dalla capacit# degli uomini di conformarsi ai precetti morali imposti dalle divinit# che vivono nel mondo soprannaturale. 5er motivare il comportamento terreno e di razionalizzare la condotta di vita, assume $uindi particolare importanza la salvezza nellaldil#.
G

- partire dal C secolo -.F. con il confucianesimo, il buddismo, la filosofia etica greca e l9ebraismo, e pi& tardi il cattolicesimo e l9islamismo

:L

Le grandi religioni hanno due importanti conseguenze% Fontribuiscono alla riduzione dellinfluenza della magia (de*agizzazione , ponendo $uindi i presupposti per una spiegazione razionale del mondo naturale sulla $uale potr# crescere la scienza e la tecnica! ,n secondo luogo, esse, tendendo al monopolio del rapporto con le divinit# e, considerando le proprie come le uniche degne di venerazione, sono +i3 uni ersalisti)2e delle religioni +ri*iti e a connotazione magica. Dueste ultime erano, infatti, confinate ai gruppi sociali ristretti (famiglia, trib&, stirpe , ciascuno dei $uali con le proprie divinit#.

+al punto di vista economico, $uestultimo aspetto ha importanti implicazioni perchB incide sulle possibilit# di s+/e#amento del d+alismo etico , ovvero di $uella do++ia *orale legata allesistenza di (nETICA INTE%NA, valida per i membri della famiglia, del gruppo parentale, della trib&, che esclude il perseguimento del profitto e si basa invece sulla reciprocit#, laiuto fraterno, il prestito gratuito, e (nETICA ESTE%NA, da applicarsi nei confronti degli estranei alla solidariet# primaria, sancita religiosamente, che prevede invece la possibilit# di ricercare il profitto nelle transazioni economiche senza alcun vincolo etico.

5er (eber non ci pu) essere uno sviluppo del capitalismo moderno senza un superamento di $uesto dualismo etico tipico del tradizionalismo, dal momento che la ricerca del profitto, peraltro eticamente vincolata, deve accompagnarsi ad un allargamento delle relazioni sociali allinterno delle $uali tale ricerca pu) esercitarsi. *on tutte le religioni contribuiscono per) allo stesso modo al processo di riduzione della magia e del dualismo etico. Fi) si pu) comprendere se si tiene conto che esistono due ti+i essenziali di +rofezia% 7 7 Duella esem/la#e, ove il profeta non si presenta come mediatore di +io, ma indica con lesempio la via della salvezza e non pretende obbedienza dalle masse7! Duella etica, tipica dellebraismo e del cristianesimo, nella $uale il profeta si presenta come mandato da +io a predicare dei comandamenti per i $uali richiede a tutti (intellettuali e masse obbedienza come un dovere morale. 3olo seguendo letica prescritta si pu) accedere alla salvezza nellaldil#.

(eber, opera dun$ue una prima importante distinzione tra le grandi religioni universali dell,ndia e della Fina, dove la profezia etica non aveva attecchito, e il ceppo ebraico7cristiano nellambito del $uale essa si era invece maggiormente sviluppata. Le prime danno un contributo limitato al processo di demagizzazione e al superamento del dualismo eticoI.
7

2ipico il caso del profeta 'udd2a in ,ndia. 'gli indica con il suo esempio che chi vuole salvarsi deve uscire dalla vita mondana e dedicarsi alla vita contemplativa. Ka ci) il frutto di una libera scelta% non tutti devono ac cedere al *irvana dopo la morte. *e discende che solo nuclei limitati di intellettuali religiosamente $ualificati seguono la strada indicata facendosi monaci ed eremiti, mentre le masse rimangono in preda alla magia e al tradizionalismo. ,n ,ndia, si afferma la profezia esemplare che porta le Blite intellettuali verso il disimpegno dalla vita attiva e lascia le masse in preda alla magia e agli effetti paralizzanti del sistema castuale. 3econdo la dottrina ind& della reincarnazione, infatti, soltanto il rispetto rigoroso degli obblighi di casta, che scoraggiano $ualsiasi innovazione economica, permette d> reincarnarsi in una posizione migliore. ,n Fina, manca una vera e propria profezia! il confucianesimo non , infatti, una religione di redenzione che prevede la salvezza nell9aldil#. 3i tratta essenzialmente di un insieme di precetti etici che prescrivono il rispetto della

:.

- invece in Israele che si afferma la profezia etica% i profeti richiedono obbedienza in nome di un +io trascendente e interpretano fortune e sventure del popolo in relazione alla fedelt# a una divinit# che per) ancora presentata come il +io d,sraele. Fi) porta al superamento della magia, ma non a $uello del dualismo etico% anche dopo la dias+ora, infatti, gli 'brei, per il fatto di essere considerati un popolo7paria, al di fuori della comunit# politica, pratica s> attivit# economiche, ma sempre su basi rigidamente tradizionalistiche (attivit# commerciali e finanziarie 7 credito, usura 7 nei riguardi dei privati e degli stati, cio di estranei, che escludono il formarsi di $uello spinto del capitalismo eticamente vincolato che alla base del capitalismo moderno, in particolare di $uello industriale . Fon il Fristianesimo, tutti gli uomini diventano fratelli in $uanto figli di +io, ed in tal modo vengono rotti i confini ristretti dellidentit# religiosa ebraica e poste le basi di una prospettiva etica universalistica. La religione cristiana pu) cos> diffondersi e unificare il mondo occidentale. La religione cristiana, per (eber, porta lindividuo ad avere un rapporto con +io non pi& collettivo e tribale, ma personale ed individuale, con una rottura sempre pi& marcata dei rapporti di solidariet# interni alla propria comunit#. 2uttavia, sia la riduzione della magia che $uella del dualismo etico trovano ancora dei limiti nellesperienza della chiesa cattolica. Duestultima, infatti, attraverso i sacramenti J, continua ad creare nellimmaginario dei fedeli una sorta di atmosfera magica che attenua la responsabilit# individuale e la razionalizzazione della condotta. *ello stesso tempo, la chiesa mantiene una differenziazione tra etica dei virtuosi (es. i monaci e etica delle masse, che comporta una forma, seppure attenuata, di dualismo etico. 5er (eber $uesti limiti vengono definitivamente superati solo con la "iforma, soprattutto con il Falvinismo protestante, la cui etica rifiuta ogni mediazione tra il credente e +io! $uestindividualismo crea le condizioni per legare il successo nellattivit# mondana e nei propri affari (e $uindi il primato allinterno della propria comunit# alla benevolenza divina.
-ig9 <919 Il modello dello sviluppo capitalistico di (eber

tradizione, e lasciano intatte una serie di credenze magiche con effetti scoraggiami sulla razionalizzazione del comportamento economico.
J

,n particolare la confessione e la comunione, attraverso le $uali si pu) riac$uistare lo stato di grazia perduto con i peccati.

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CAP. 4 $e conseguenze sociali !el ca,italismo& Du 5heim e 6e3len


LE CONSEG!EN"E SOCIALI DELLA DI(ISIONE DEL LA(O%O
Dur.heim nel complesso ottimista circa le capacit# di una societ# a elevata divisione del lavoro di generare $uella solidariet# di cui ha bisogno, anche se si rende conto che tale esito non scontato, dal momento che, in realt#, lo sviluppo della divisione del lavoro si accompagna in realt# a tensioni e conflitti sociali. Dur.heim affronta il problema degli effetti socialmente destabilizzanti della divisione del lavoro, considerando, in prima approssimazione, come eccezionali e anomale le situazioni in cui la specializzazione non si accompagna alla crescita della solidariet#. 'gli distingue tra due modalit prevalenti attraverso le $uali la divisione del lavoro produce effetti so)ial*ente desta,ilizzanti/ Duando essa TENDE A C%ESCE%E $I= %A$IDAMENTE %IS$ETTO determina dun$ue una situazione di ano*ia (carenza di norme !
ALLE %EGOLE ISTIT!"IONALI%

si

Duando LE %EGOLE CI SONO MA SONO INADEG!ATE %IS$ETTO AI $%O'LEMI % la divisione dei com1 piti assume allora un carattere coercitivo,
I!A

LA (IVISIONE ANO

5er Dur.heim, la principale fonte di anomia nelle societ# moderne il forte sviluppo delle attivit# economiche, non perchB esso si accompagnato a una crescita della divisione del lavoro, ma perchB $uesto processo si affermato senza unadeguata istituzionalizzazione. +ue forme tipiche attraverso le $uali si manifesta lanomia sono le crisi industriali e commerciali e lanta0 gonismo tra capitale e lavoro. LE C%ISI ECONOMIC#E +ivenute pi& fre$uenti, sono dovute allespandersi del mercato come meccanismo di regolazione delle attivit# economiche% la crescita della divisione del lavoro e della produzione per il mercato comportano, infatti, la possibilit# che si determini uno scarto tra produzione e consumo 7 tra offerta e domanda 7 che genera crisi ricorrenti (di sovrapproduzione o d> sottoconsumo . ::

La conseguenza che ogni industria produce per consumatori che sono dispersi su tutta la superficie del paese o anche del mondo intero. ,l contatto non $uindi pi& sufficiente, dal momento che il produttore non pu) pi& avere sotto gli occhi tutto il mercato nB immaginarselo. -lla produzione mancano cos> sia i freni, sia le regole! da $ui le crisi che turbano periodicamente le funzioni economiche. Dur.heim non nega la tendenza del mercato alle$uilibrio tra produzione e consumo, ma afferma che ad esso si arriva attraverso continue e prolungate destabilizzazioni delle relazioni sociali, di cui i fallimenti e la disoccupazione sono un pesante segno.

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ANTAGONISMO T%A CA$ITALE E LA(O%O (n fenomeno di anomia molto simile si manifesta nei ra++orti tra )a+itale e la oro. 'sso riguarda sia il mercato che lorganizzazione del lavoro. 3otto il primo profilo Dur.heim nota che la diffusione delloccupazione industriale avvenuta senza unadeguata regolamentazione (e $uindi tutela giuridica del rapporto di lavoro, specie in relazione alle variazioni dellandamento del mercato. 3otto il profilo della divisione del lavoro allinterno della fabbrica, una parcellizzazione dei compiti, una routinizzazione e una perdita di $ualit# del lavoro che riducono loperaio ad appendice di una macchina. 2utto ci), secondo Dur.heim 7 $ui vicino allanalisi dellalienazione svolta da $ar% 7, entra in contrasto con gli ideali di arricchimento e perfezionamento individuale che sono alla base della coscienza collettiva nella societ# moderna, e produce, oltre ai conflitti sociali, anche una difficolt# di integrazione dei singoli individui nellordine sociale. LA (IVISIONE !OER!ITIVA ,l disordine sociale che si accompagna alla diffusione delle moderne attivit# industriali anche da collegare alle regole che presiedono alla distribuzione del lavoro che generano una divisione coercitiva del lavoro. 2utto $uesto va letto in un duplice senso% nell assegnazione dei singoli individui ai ruoli specializzati e nella regolazione delle ricompense del lavoro che viene prestato in tali ruoli. ASSEGNA"IONE DEI SINGOLI INDI(ID!I AI %!OLI S$ECIALI""ATI (na societ# basata su unelevata divisione del lavoro presuppone un allentamento della coscienza collettiva, che lascia ora pi& spazio alle scelte individuali. 3i affermano cos> ideali che assegnano un valore morale al perfezionamento e alla realizzazione della personalit individuale ed un )ulto dell/indi iduo, per il $uale ognuno , destinato alla funzione che pu1 adempiere meglio e riceve la giusta remunerazione per le sue prestazioni. Duesti ideali entrano per) in contrasto con un insieme di regole.L (spesso frutto di una fase precedente della societ# , che ne limitano la piena attuazione. Lassegnazione dei singoli ai compiti specializzati finisce per essere imposta piuttosto che scelta, dal momento che non corrisponde pi& alle vocazioni individuali, ma ai condizionamenti esercitati dalla classe sociale di origine. 5erchB gli effetti negativi di fattori istituzionali di $uesto tipo non si verifichino allora necessario che si modifichino $ueste regole e che nuove norme garantiscano che nessun ostacolo impedisca agli individui di occupare nei quadri sociali il posto che pi! risponde alle loro facolt . 3olo in condizioni di $uesto tipo la concorrenza tra i singoli individui pu) generare solidariet1.

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'sempi di regole (giuridiche e morali che producono effetti di $uesto tipo si possono riscontrare nel diritto ereditario, che altera la concorrenza tra gli individui per assumere determinati ruoli sulla base delle loro capacit#! o ancora nelle regole che limitano l9accesso ai ruoli pubblici su basi di classe.

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%EGOLA"IONE DELLE %ICOM$ENSE DEL LA(O%O Duesta seconda forma di divisione coercitiva del lavoro relativa alle ricompense da assegnare ai compiti divisi. 5erchB una societ# basata sulla divisione del lavoro generi solidariet# necessario che tali ricompense corrispondano alleffettiva utilit# per la societ# dei servizi prestati, ovvero al valore sociale che ne discende. La stima del valore da assegnare alle diverse attivit# lavorative non per) molto chiaro. La Teoria neo)lassi)a della distri,uzione del reddito, in condizioni di mercato concorrenziale, vuole il compenso dei fattori produttivi, tra cui il lavoro, determinato dal contributo da essi dato al valore della produzione (teoria della produttivit# marginale . Dur.heim non contesta, in linea di principio, che il mercato possa essere uno strumento efficace per stabilire la corrispondenza tra valore di scambio di un bene, o anche del lavoro, e utilit# sociale! evidenzia per) il fatto che il valore assegnato attraverso il mercato alle diverse attivit# lavorative, pu) nascondere uno s$uilibrio di potere tra i contraenti che porta ad allontanare la ricompensa dalleffettiva utilit# sociale e impedisce ai meccanismi di mercato di stabilire leffettiva e$uivalenza tra i due fenomeni... 3i verifica cos> secondo Dur.heim una violenza che finisce per minare la legittimit# dei contratti e per generare disordine e conflitti sociali. -nche in $uesto caso, come gi# per laccesso ai ruoli specializzati, la )ondizione ne)essaria +er )ontratti giusti costituita dal fatto che i )ontraenti si tro ino in )ondizioni esteriori uguali . Occorre dun$ue fare in modo che le remunerazioni siano determinate dal merito sociale e non da altri criteri. 3olo $uesta situazione pu) far accettare la disuguaglianza in una situazione di elevata divisione del lavoro. Dur.heim si preoccupa $uindi delle )ondizioni *orali dello s)a*,io, normalmente trascurate dagli economisti. Fi) richiede una regolazione del mercato che non si limiti soltanto a perseguire le frodi e a far rispettare i contratti, ma incida efficacemente su quegli squilibri di risorse che possono portare a uno scambio ingiusto e $uindi generare conflitti che mettono a repentaglio le stesse attivit# economiche.

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L9esempio che Dur.heim porta $uello del mercato del lavoro% se una classe della societ# obbligata per vivere ad accettare $ualsiasi prezzo per i suoi servizi, mentre un9altra pu) farne a meno grazie alle risorse di cui dispone, non necessariamente dovute ad una superiorit# sociale, la seconda impone ingiustamente la sua legge alla prima. ,n altri termini non possono esservi ricchi e poveri di nascita senza che vi siano contratti ingiusti.

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CO%$O%A"IONI E SOCIALISMO
+ue aspetti particolari del contributo di Dur.heim alla sociologia economica riguardano% 7 7 , rimedi ai $uali egli pensava per far fronte ai problemi sociali posti dalla divisione del lavoro e , rapporti tra tale prospettiva e $uella di Kar8 e $uella del socialismo non mar8ista.

Dur.heim, riconosce che gli effetti socialmente destabilizzanti indotti dalla divisione del lavoro sono molto diffusi e strutturali (fino a costituire una caratteristica essenziale della societ# moderna e propone una nuova regolamentazione, sia giuridica che morale, delle attivit# economiche che defini sca i diritti e i do eri dei datori di lavoro e dei lavoratori, la 6uantit1 del la oro e la giusta re*unerazione . ,n particolare, Dur.heim concentra la sua attenzione sui soggetti istituzionali che dovrebbero realizzare $uesto nuovo tipo di regolamentazione dei mercato. 'gli ritiene che un compito di $uesto genere non dovrebbe essere affidato esclusivamente allo stato, troppo rigido e troppo lontano dai bisogni e dalle esigenze specifiche dei diversi settori di attivit# economica. Lo stato dovrebbe invece limitarsi a fissare i principi generali, lasciando alle )or+orazioni il compito di adattarli alle esigenze specifiche dei diversi settori di attivit#. Le CO%$O%A"IONI sono istituzioni costituite da rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori di ogni settore. Fome concepite da Dur.heim, le corporazioni sono istituzioni pubbliche obbligatorie (e non volontarie , organizzate in modo gerarchico sul territorio (dal centro alla periferia , con funzioni di% %a++resentanza )ongiunta dei di ersi interessi, Soluzione di )ontro ersie e)ono*i)2e e di la oro (attraverso tribunali costituiti dalle rappresentanze congiunte di lavoratori e datori di lavoro . -ccanto a $ueste funzioni, specificamente economiche, esse avrebbero dovuto svolgere anche compiti collaterali di% Assistenza so)iale, -or*azione te)ni)a e +rofessionale, Organizzazione di atti it1 )ulturali e ri)reati e. Dur.heim poneva sicuramente una fiducia eccessiva nelle corporazioni, senza rendersi conto che problemi come la regolazione del ciclo economico, del conflitto tra capitale e lavoro, e pi& in generale delle disuguaglianze sociali, si sarebbero dimostrati al di l# della loro portata. La forma pubblica obbligatoria e gerarchica, poi, ne avrebbe ancor di pi& limitato il possibile contributo integrativo e le avrebbe fatte diventare uno strumento di regimi autoritari o totalitari per cercare di controllare dallalto la societ#, (come fecero il fascismo e il nazismo tra le due guerre, o come successivamente avvenne, per esempio, in -merica Latina . 3pogliata di tali limiti, lanalisi di Dur.heim anticipa comun$ue alcune importanti tendenze delle societ# pi& sviluppate dellOccidente, ossia il passaggio da un sistema politico liberale ad uno di tipo pluralista, caratterizzato dal peso crescente di gruppi di interesse organizzati (associazioni sindacali, imprenditoriali, di categoria nel processo politico. - partire dalla prima guerra mondiale $uesto processo si sarebbe intensificato, portando in alcuni casi verso $uelle forme di corporativismo autoritario e dallalto cui prima si accennava, mentre in altri si ponevano invece le basi per un corporativismo societario o dal basso (basato sulla collaborazione volontaria tra grandi gruppi di interesse organizzati $uali $uelli di :7

imprenditoriali e sindacali . ,n $uesto senso pi& limitato dun$ue 7 come anticipazione del ruolo crescente delle associazioni degli interessi nella regolazione delleconomia 7 lanalisi di Dur.heim resta di notevole interesse. %EGOLA"IONE DEL ME%CATO DI D!%>#EIM E $%OS$ETTI(A SOCIALISTA 'ntrambi gli autori riconoscono che la divisione del lavoro un fattore che se da una parte contribuisce notevolmente allaumento della produttivit# del lavoro e alla crescita della ricchezza, dallaltra ha come risvolti negativi%

(na crescita della disuguaglianza tra capitalisti e lavoratori, che $ar% definisce alienazione dei lavoratori dal loro prodotto (crescita dello sfruttamento e Dur.heim divisione anomica e coercitiva! (na parcellizzazione e de$ualificazione del lavoro operaio, che $ar% definisce alienazione nei processo lavorativo e Dur.heim ancora una forma di divisione anomica. MA%5 riteneva che lo sviluppo ulteriore della divisione del lavoro avrebbe inevitabilmente aggravato le diverse forme di alienazione, innescando un conflitto sociale sempre pi& dirompente che alla fine avrebbe travolto le stesse istituzioni capitalistiche. 5er D!%>#EIM, invece, il disordine sociale e la crescita della conflittualit# sono dei fenomeni transitori, dovuti non tanto alla divisione del lavoro in $uanto tale, $uanto allassenza o alla carenza di regole istituzionali.

- $uesto punto, per), cominciano le divergenze. 'sse si manifestano in particolare su due aspetti% ..

6.

D!%>#EIM, in contrasto con $ar%, riteneva per) che le societ# sviluppate non potessero fare a meno della divisione del lavoro, pena la regressione e lincapacit# di soddisfare la $uantit# e la $ualit# dei bisogni individuali in esse presenti. ,n $uesto senso la s+e)ializzazione diventa un do ere *orale da +erseguire, perchB corrisponde alle esigenze funzionali della societ# moderna (anche se le sue forme concrete devono essere adeguatamente regolate . MA%5 riteneva invece che il problema delle disuguaglianze fosse risolvibile solo eliminando la stessa divisione del lavoro, anche se egli collocava in un futuro indefinito $uesta possibilit# e la legava al massimo sviluppo delle forze produttive (in particolare nell Ideologia tedesca .

Occorre per) notare che $ueste divergenze con $ar% non sono sottolineate da Dur.heim, che cerca invece di distinguere la dottrina del )o*unis*o dalle idee del so)ialis*o. 5er Dur.heim, la dottrina del )o*unis*o apparsa pi& volte nei corso della storia e assume sempre un carattere utopistico (v. 5latone, Koore, Fampanella . Lidea di fondo che la ricchezza , nociva e occorre estrometterla dalla societ. +i conseguenza i sostenitori di $uesta prospettiva si pongono tutti lobiettivo di limitare fortemente la divisione del lavoro e di mettere in comune il prodotto del lavoro. 3i tratta insomma di una specie di impossibile ritorno alla societ# primitiva! Nen diverso il caso del so)ialis*o (nel cui alveo Dur.heim colloca lo stesso $ar% , definito un fenomeno tipicamente moderno, che presuppone la crescita della divisione del lavoro ed esprime lobiettivo di porre rimedio ai problemi sociali che $uesto fenomeno ha prodotto tra la fine del 7LL e il secolo successivo. ,l socialismo $uindi non vuole limitare la divisione del lavoro e ridurre la ricchezza, ma si pone lobiettivo di sfruttare al massimo la divisione del lavoro per rendere possibile un maggior grado di soddisfacimento dei bisogni da parte di tutti gli individui e per controllare $uindi le :I

disuguaglianze. Fi) richiede una maggiore regolamentazione delle attivit# economiche da parte dello stato. Dur.heim dun$ue certamente pi& vicino alla prospettiva socialista, perchB ritiene necessaria una regolamentazione della divisione del lavoro, ma se ne distanzia perchB convinto che il socialismo trascuri la dimensione morale (ovvero la solidariet#, sottoforma di legami morali che si sostituissero a $uelli della solidariet# meccanica . Fi) che necessario perchB lordine sociale regni che la maggior parte degli uomini si accontenti della propria sorte! ma ci) che necessario perchB se ne accontentino non che posseggano di pi& o di meno, ma che siano )on inti di non a er diritto ad a er di +i3 . ? perci) indispensabile che vi sia unautorit# di cui venga riconosciuta la superiorit# e che decida i diritti degli uni e degli altri (senza $uestautorit#, lindividuo, abbandonato alla sola esigenza dei propri bisogni, non ammetter# mai di essere arrivato al limite estremo dei suoi diritti . ? in $uesta prospettiva che Dur.heim concepisce il ruolo delle corporazioni, pi& adatte dello stato a svolgere un ruolo di regolazione morale oltre che economica, $uella funzione di freno senza il $uale non si potrebbe avere la stabilit# economica. *ei suoi lavori non usa il termine capitalismo, anche se le sue analisi si possono anche considerare come una critica (sociale, non economica al capitalismo liberale, cio a $uella specifica forma di capitalismo in cui il mercato ha un ruolo preminente nella regolazione delle attivit# produttive e nella distribuzione del reddito. ,n conclusione, per Dur.heim, affinchB il mercato possa essere un efficace strumento di regolazione delle attivit# economiche specializzate, necessario% Fhe ci siano alcune regole giuridiche e morali che diano stabilit# ai contratti facendoli rispettare e perseguendo le frodi! Fhe sintervenga sulle risorse dei soggetti che si confrontano nel mercato, riducendo gli s$uilibri di potere, ad esempio, attraverso legislazioni antimonopolistiche, sul lavoro o mediante la contrattazione tra associazioni degli interessi! Fhe, soprattutto, laccesso ai diversi ruoli si avvicini alle effettive vocazioni e capacit# dei soggetti, con le remunerazioni congruenti al merito sociale. ,n $uesti casi si svilupperebbe una forte coesione sociale che da un lato porterebbe gli individui a impegnarsi maggiormente nei compiti specializzati e dallaltro ridurrebbe i conflitti, a beneficio dello sviluppo economico.

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CAP. 7

$a 8 an!e C isi e il t amonto !el ca,italismo li3e ale& Polan9i e -chum,ete

LILL fu il secolo doro del capitalismo liberale% senza grandi guerre per circa cento anni, l'uropa vide il mercato affermarsi come principio regolatore delleconomia interna e internazionale, assicurando una forte crescita della produzione e degli scambi. Fol tempo emersero per) le tensioni sociali e politiche legate, in particolare, alle nuove domande di riconoscimento sociale e di integrazione politica della classe operaia, che cresceva insieme con limpetuoso sviluppo delle attivit# industriali. Hi# negli ultimi decenni del secolo cominciano a manifestarsi pi& distintamente le difficolt# del capitalismo liberale a tenere insieme crescita economica, integrazione sociale e rapporti pacifici tra gli stati. ,l primo conflitto mondiale comport) costi economici e sociali altissimi e acceler) il mutamento istituzionale. *onostante i tentativi di ricostituire lordine prebellico, nulla torn) pi& come prima e le condizioni economiche e sociali restarono estremamente instabili. Kalgrado gli ingenti prestiti forniti dagli 3tati (niti, ,n 'uropa la ripresa economica lenta e la disoccupazione resta elevata! ,l commercio internazionale stenta a riprendersi e a tornare ai livelli prebellici, anche se la produzione di manufatti cresce a ritmi elevati, grazie alle innovazioni tecnologiche e organizzative ed al formarsi di grandi imprese. 3i trattava di una situazione ad alto rischio, perchB linterruzione dei flussi creditizi americani, legata a motivi interni di $uel paese, avrebbe potuto avere effetti a catena disastrosi sulleconomia europea e mondiale. 'd proprio $uesto che si verific) in seguito al crollo della Norsa di *eT UorS nel 6J. La Hrande Frisi trascin) tutta leconomia dei paesi sviluppati in una gravissima e prolungata depressione, con crollo della produzione, fallimenti a catena delle imprese e picchi di disoccupazione mai raggiunti in precedenza. ,l capitalismo liberale, gi# stato minato dalla grande guerra e dagli eventi successivi, viene progressivamente sostituito, in forme diverse, da un nuovo $uadro istituzionale nel $uale rilevante importanza andava ad assumere il ruolo dello stato. ? su $uesto sfondo che si colloca la riflessione di 2arl Polanyi e 3oseph "chumpeter. Kentre Dur.heim e 4eblen contribuirono a mettere a fuoco le conseguenze sociali del capitalismo liberale, Polanyi e "chumpeter si concentrarono sulla )risi di $uesta forma di organizzazione economica. 'ssi cercano di dare una risposta, dal punto di vista della sociologia economica, agli interrogativi sulle cause del declino, e insieme delineano i processi che, a partire dagli anni :L, porteranno alla formazione di un capitalismo pi& regolato, in cui lo spazio del mercato si riduce e leconomia viene reincorporata nella societ (Polanyi .

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DOMINIO DEL ME%CATO E A!TO DI-ESA DELLA SOCIET0


L'E!ONO IA !O E &RO!ESSO ISTITUZIONALE >arl $olan?i un istituzionalista 7 di matrice socialista riformista 7 che ritiene che lazione economica sia influenzata dalle istituzioni sociali (e $uindi non comprensibile in termini individualistici , e che vuole dimostrare, con i suoi studi, che la ricerca del guadagno una motivazione che non stata sempre alla base del comportamento economico. 3olo negli ultimi secoli, con il crescere delleconomia di mercato, il perseguimento del guadagno diventato rilevante. Fi) avvenuto perchB leconomia ha cominciato a essere sempre pi& regolata dal mercato, cio da unistituzione che favorisce e incentiva unazione economica improntata alla ricerca del guadagno. Fritica, $uindi, lidea di Adam "mith di una propensione naturale delluomo al commercio (da cui doveva nascere il concetto di uomo economico ed afferma che lindagine economica non pu) essere separata dal contesto storico. Polanyi individua tre principi fondamentali di regolazione delle attivit# di produzione, distribuzione e scambio dei beni, che egli chiama for*e di integrazione delleconomia, ciascuna delle $uali si differenzia dalle altre sia per lorganizzazione delle attivit economiche che per i rapporti tra tali attivit e le altre sfere della vita sociale (la famiglia, la politica, la religione, ecc. % %ECI$%OCIT0, %EDIST%I'!"IONE SCAM'IO DI ME%CATO.

Fig. 7.1. Rappresentazione grafica delle forme dintegrazione secondo le indicazioni di Polanyi

.uando +re ale la %ECI$%OCIT0, come nelle componenti primitive, beni e servizi vengono prodotti e @.

scambiati sulla base di aspettative di ricevere altri beni o servizi secondo modalit# e tempi fissati da norme sociali condivise. 2ali norme di reciprocit# si fondano su specifiche istituzioni (in particolare famiglia e parentela che la sostengono e sanzionano in varie forme coloro che non le rispettano. Hli scambi di beni e servizi non avvengono necessariamente tra gli stessi gruppi ma sono, comun$ue, sempre simmetrici% leconomia delle societ# primitive si basa, infatti, su complessi flussi di doni e <)ontrodoni= regolati da norme sociali condivise, che sanciscono obblighi nei riguardi dei diversi gruppi parentali. ,n $ueste situazioni diventa fuorviante voler vedere la ricerca del guadagno individuale come motivazione delle azioni economiche. La reciprocit#, peraltro, continua a regolare, attraverso la famiglia e la parentela, aree consistenti delle relazioni economiche anche nelle societ# sviluppate, dove non pi& la forma di integrazione prevalente (es. 3ostegno economico dei genitori ai figli giovani o dei figli nei riguardi dei genitori anziani, o, ancora, scambi di aiuto tra familiari e parenti . .uando +re ale la %EDIST%I'!"IONE, come nelle societ# pi& evolute dellantichit# con dimensioni territoriali ed unit# politiche pi& ampie (es. i grandi imperi dellantichit# 7 Kesopotamia, 'gitto dei faraoni, ,mpero romano 7 o anche il feudalesimo europeo , i beni e servizi vengono prodotti e allocati sulla base di norme che stabiliscono le modalit# delle prestazioni lavorative, lentit# delle risorse che devono essere trasferite a un capo politico 7 un capo trib&, o un signore con un apparato amministrativo 7 il $uale a sua volta le redistribuisce ai membri della societ# secondo determinate regole. , meccanismi di redistribuzione possono essere egualitari o comportare forti disuguaglianze tra i gruppi sociali. 5erchB funzioni $uesta forma, deve esistere un centro politico, che disponga del potere necessario per fare accettare le complesse modalit# di redistribuzione dei beni. Le istituzioni politiche diventano $uindi pi& importanti di $uelle familiari e parentali, mentre prendono forma embrioni di organizzazione statuale e di centralizzazione amministrativa, appunto per regolare le attivit# economiche e far rispettare, anche con la coercizione, gli obblighi di fedelt# politica, di solito giustificati su base religiosa. 5er la redistribuzione, come per la reciprocit#, non si pu) ancora parlare di ricerca del guadagno come motivazione dellazione economica, che in $uesto caso traggono invece origine da obbligazioni di tipo politico. La redistribuzione pu) persistere nelle societ# pi& evolute ( Polanyi interpreta come una ripresa di forme di redistribuzione, con il declino del capitalismo liberale, anche il nuovo stato sociale, che attraverso la spesa sociale redistribuisce.6 le risorse ac$uisite attraverso la tassazione risorse . Lo SCAM'IO DI ME%CATO una forma di integrazione delleconomia che appare solo di recente nella storia dellumanit# e raggiunge il suo culmine nel corso del P,P secolo. Lo s)a*,io dei ,eni avviene solo attraverso il commercio, regolato dal mercato sulla base del meccanismo dellincontro tra domanda e offerta. ,l mercato, attraverso i prezzi, regola anche la produzione dei beni e servizi e la distribuzione dei redditi (si decide di produrre sulla base dei prezzi per determinati beni e si remunera il lavoro sulla base di prezzi che si formano anch essi allincrocio tra domanda e offerta . Lascesa del mercato a forza determinante nelleconomia pu) essere ricostruita osservando la misura in cui la terra e il cibo venivano mobilizzati mediante lo scambio e il lavoro trasformato in una merce liberamente ac$uistabile sul mercato. ,n $uesto caso $uindi essenziale lesistenza di mercati regolatori dei prezzi (o ME%CATI A!TO%EGOLATI .
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5otere d9ac$uisto dai gruppi pi& ricchi a $uelli pi& poveri

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Fi) comporta anche che siano presenti $uei prere$uisiti istituzionali dei mercati autoregolati, gi# indicati da altri autori, da $ar% a (eber% 7 7 7 La +ro+riet1 +ri ata dei *ezzi di +roduzione (capitale, terra, lavoro , ,l la oro salariato, La +iena )o**er)ia,ilit1 di tutti i fattori produttivi.

? solo in 6uesto 6uadro che secondo Polanyi si pu) propriamente parlare di motivazioni utilitaristiche dellazione economica. Ci sono due aspetti della riflessione metodologica di Polanyi da tenere presente% .. LIDEA DI SISTEMA ECONOMICO. 2ale concetto, tipico della tradizione della sociologia economica, viene utilizzato legandolo a $uello di for*a di integrazione. Duestultima ac$uista un carattere prevalente in una determinata economia 7 e $uindi definisce un sistema economico 7 nella misura in cui si estende alla sfera produttiva e in particolare $uando regola luso della terra e del lavoro. Fi) vale anche per la reciprocit# e la redistribuzione! 6. 5er Polanyi, le -O%ME DI INTEG%A"IONE NON %A$$%ESENTANO STADI DELLO S(IL!$$O. *on vi una se$uenza temporale necessaria lungo la $uale esse si avvicendano, e di solito pi& forme si combinano in un sistema economico in cui una prevalente (ad es. i mercati sono stati spesso importanti, anche se non prevalenti, nellantichit#, mentre le altre forme sono a volte ricomparse anche nellepoca dello scambio di mercato, soprattutto nei momenti di crisi di tale modello . 5er $uesto motivo, soprattutto studiando il sistema economico basato sullo scambio di mercato, occorre tenere conto della situazione storica nel corso della $uale si sviluppa leconomia. ? $uindi un errore stabilire unuguaglianza fra leconomia umana in generale e le sue forme di mercato. ,n $uesto senso Polanyi parla di falla)ia e)ono*i)isti)a. ? per evitare $uesto errore che egli introduce la distinzione tra significato .o#male e sostan$iale di economia% *el SIGNI-ICATO -O%MALE, economia sinonimo di economizzare, ovvero il processo razionale di allo)azione di risorse s)arse (definizione tipica delleconomia neoclassica ! ,l SIGNI-ICATO SOSTAN"IALE di economia fa invece riferimento alla sussistenza u*ana, e sottolinea il fatto che luomo dipende per la sua sopravvivenza dalla natura e dagli altri uomini (il suo ambiente naturale .

La falla)ia e)ono*i)isti)a tende a legare la sussistenza allallocazione razionale di risorse scarse da parte di soggetti che cercano di ottenere il massimo reddito dai mezzi di cui dispongono, cosa che, nella realt#, avviene effettivamente solo dove si affermato lo scambio di mercato. ,n altri sistemi economici il soddisfacimento dei bisogni e la sussistenza delluomo avvengono in base a regole che non coincidono con $uelle della massimizzazione dellinteresse individuale in un contesto di mercato. 5er $uesto egli ritiene importante per le scienze sociali 7 storia, antropologia, sociologia economica 7 un concetto pi& ampio di economia che pu) permettere lo studio, e la comparazione nel tempo e nello spazio, di sistemi economici diversi.

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LA GRAN(E TRAS*OR AZIONE *a grande trasformazione $uella che investe le societ# occidentali a partire dagli anni :L, $uando% Ciene superato il capitalismo liberale affermatosi nel P,P secolo, Ciene ridimensionato lo spazio del mercato come forma di integrazione delleconomia, Lo stato assume un ruolo pi& rilevante per la regolazione delleconomia e della societ# (con la diffusione di forme moderne di redistribuzione . 19 Duali sono le origini stori)2e del *er)ato autoregolato (e come si affermata $uesta forma di integrazione ! 29 Duali sono le )onseguenze so)iali del *er)ato autoregolato e gli effetti che ne derivano per il funzionamento delleconomia, dagli ultimi decenni dellILL alla Hrande Frisi del .J6J dalla $uale si avvier# la grande trasformazione. O%IGINI STO%IC#E DEL ME%CATO A!TO%EGOLATO 5er Polanyi uneconomia di mercato un sistema economico controllato, regolato e diretto soltanto dai mercati5 l ordine nella produzione e distribuzione delle merci , affidato a questo meccanismo di autoregolazione per il quale tutta la produzione , in vendita sul mercato e che tutti i redditi derivano da queste vendite. 3i produrr#, $uindi, solo se c una domanda e dei prezzi tali da garantire un profitto, e si guadagner# un reddito che dipende dal valore del proprio lavoro sul mercato. 2ra i fattori che hanno contribuito a $uesta modalit# di organizzazione delle attivit# economiche, uno appare decisivo% l/in enzione e la realizzazione di *a))2inari )o*+lessi e )ostosi )2e ri oluzionano il *odo di +rodurre. Dueste macchine, che consentono di abbassare i costi di produzione, possono essere utilizzate con profitto solo se possibile smerciare il pi& gran numero di beni che con esse si fabbricano in modo regolare! e solo se possibile alimentarle stabilmente con le materie prime e il lavoro che sono necessari. +eve $uindi esserci un *er)ato a*+io, e tutti i fattori +rodutti i de ono essere dis+oni,ili ! se $ueste condizioni non ci sono, linvestimento nelle nuove macchine diventa troppo rischioso. Dui lanalisi di Polanyi si avvicina a $uella di (eber, come pure $uando individua la figura sociale del mercante che, grazie alle macchine, avvia le nuove forme di produzione per il mercato e diventa imprenditore capitalistico. ,l commerciante, che prima ac$uistava le materie prime e le faceva lavorare da altri, per esempio con il lavoro a domicilio nel tessile, a un certo punto, investe il suo capitale nelle nuove macchine disponibili, si trasforma in imprenditore e crea la fabbrica moderna i*+iegando i la oro salariato. 2utto ci) per) possibile, per), solo se si hanno dei mercati sia per le merci da vendere che per le materie prime e il lavoro da ac$uistare. Le motivazioni allazione economica passano dalla sussistenza al guadagno individuale ( $uesto il motivo per cui, secondo Polanyi, il passaggio dalla sussistenza al guadagno non naturale, ma storico . ,n particolare, la formazione dei mercati per i fattori produttivi (la terra e il lavoro avviene come conseguenza di interventi politici, di misure amministrative (a volte di vere e proprie forme di violenza privata . @@

Hli interrogativi ai $uali Polanyi cerca di dare una risposta sono due%

5er $uel che riguarda la TE%%A, tutto ci) port) alleliminazione del controllo feudale, alla secolarizzazione delle propriet# della chiesa, fino al pieno riconoscimento giuridico della commerciabilit# dei diritti di propriet#. Fon la crescita delle citt#, e con le esigenze di mantenimento della popolazione urbana, si svilupp) inoltre la piena commercializzazione dei beni stessi prodotti dalla terra, a partire dal grano, e i proprietari terrieri furono spinti a incrementare la produzione per la vendita sul mercato, mentre venivano eliminate le restrizioni di natura giuridica o consuetudinaria che limitavano in passato la $uota di produzione commercializzabile, garantendo il soddisfacimento delle esigenze di auto7consumo locale. "elativamente alla formazione del ME%CATO DEL LA(O%O fu necessario eliminare le forme di controllo sociale e giuridico che regolavano i rapporti di lavoro (derivanti dalle corporazioni di origine medievale . ,n particolare, in ,nghilterra, la persistenza di salari bassi port) allerogazione di sussidi ai lavoratori che ricevevano un salario inferiore ad livello previsto (che teneva conto del carico familiare , introducendo, di fatto, un reddito minimo garantito. Duesto sistema determin) un abbassamento dei salari e una crescita consistente dei sussidi, dal momento che i lavoratori preferivano i sussidi al lavoro (anche se ci) li teneva in condizioni di vita degradate , con il conseguente peggioramento delle finanze. Mu cos> che, sotto la pressione degli imprenditori e della classe media, si arriv) nel .I:@ allabolizione del sistema dei sussidi. Da 6uel *o*ento )o*in)i; a funzionare +iena*ente in Ing2ilterra un *er)ato del la oro )on)orrenziale. CONSEG!EN"E SOCIALI DELL/A--E%MA"IONE DELLO SCAM'IO DI ME%CATO Le )onseguenze so)iali della piena affermazione del sistema economico basato sullo scambio di mercato, porteranno alla Hrande Frisi della fine degli anni 6L. ,l lavoro, la terra e la moneta sono dun$ue trasformati in merci, cio in beni prodotti per essere comprati e venduti sul mercato. Dueste merci non sono, per), come tutte le altre, perchB% 7 Il la oro , legato alla vita umana che non , prodotta per essere venduta, 7 *a terra , un aspetto della natura, che non , prodotta dall uomo, 7 *a stessa *oneta , un simbolo del potere di acquisto e non un prodotto. *on si tratta dun$ue di vere merci ma di *er)i fittizie! tuttavia, trattarle come tali, come richiesto dal sistema economico basato sui mercati autoregolati, porta a )onseguenze distrutti e per la societ#% 5er Polanyi, la %ID!"IONE DEL LA(O%O A ME%CE, il cui valore fissato dalla domanda e dallofferta sul mercato, ha pesanti conseguenze sulle condizioni di vita di masse crescenti di po1 polazione% 5rende avvio una +rogressi a distruzione delle for*e di +rotezione tradizionale, sia $uelle legate alle strutture della parentela, del vicinato, della professione, che $uelle dipendenti dal potere politico! Hli individui e le loro famiglie sono cos> sradi)ati dal )ontesto a*,ientale e sociale in cui vivono e costretti a spostarsi per ricercare occasioni di lavoro. Le loro condizioni di vita vengono cos> a dipendere esclusivamente dagli alti e bassi del mercato! 3pecie nella fase iniziale della rivoluzione industriale, a ci) si accompagna una forte ,*32-N,L,2V +', H(-+-H*,, la for*azione di sa))2e di diso))u+azione e di nuo a +o ert1 nelle periferie delle citt# industriali, )ondizioni di la oro e di ita degradate.

,nsomma, con il mercato del lavoro si crea anche una miseria moderna, fino ad allora sconosciuta alle societ# tradizionali, dove la sussistenza era sempre stata garantita dal modo in cui le istituzioni sociali e politiche incorporavano e regolavano leconomia. @E

+al punto di vista della NAT!%A, la piena commercializzazione del fattore terra e labolizione di restrizioni istituzionali al commercio dei beni agricoli (ovvero il libero scambio dei prodotti , accompagnato dal miglioramento dei trasporti, mise in crisi $uote crescenti di produttori agricoli, specie in 'uropa, presto inondato dal grano americano. , contadini dovettero abbandonare le campagne alla ricerca di un lavoro e si determin) la distruzione della so)iet1 rurale, con conseguenze dirompenti sullambiente, in particolare sullintegrit# del suolo e delle sue risorse e sul clima del paese a causa della spoliazione di foreste, con erosioni e formazioni di deserti (tutti fenomeni che dipendono tutti dal fattore terra ! -nche la %ID!"IONE DELLA MONETA A ME%CE ac$uistata e venduta sul mercato determina conseguenze sociali dirompenti. *ei mercati autoregolati dellILL, la moneta diventa un mezzo di scambio legato alloro. ,n $uesto modo venivano a essere incoraggiati gli scambi internazionali, perchB si garantiva la stabilit# del cambio, ma crescevano i rischi per leconomia interna% -d una crescita delle importazioni, corrispondeva un deflusso di oro e $uindi una riduzione della $uantit# di moneta circolante in un paese e, di conseguenza, una diminuzione della moneta disponibile per i pagamenti interni e $uindi un calo delle vendite, con danni alle attivit# produttive ed alloccupazione. ? vero che labbassamento dei prezzi, col tempo, determina un aggiustamento delleconomia interna che avvantaggia le imprese esportatrici ristabilendo le$uilibrio dei conti con lestero. 2uttavia, nel frattempo, i costi della deflazione per leconomia e per la societ# sono molto alti.

3e, $uindi, vero che i mercati del lavoro, della terra e della moneta sono essenziali per uneconomia di mercato, anche vero che la societ# non pu) a lungo sopportare i costi che le vengono imposti da tali modalit# di funzionamento delleconomia. 5er $uesto motivo la SOCIET0 mette in atto dei MECCANISMI DI A!TODI-ESA, attraverso provvedimenti e misure politiche destinate a controllare lazione del mercato relativamente al lavoro, alla terra e alla moneta%

&#ote$ionismo del la0o#o% la reazione si esprime con lo sviluppo del movimento operaio, la crescita delle organizzazioni sindacali e dei partiti socialisti. - ci) si accompagna a una nuova legislazione nel campo sociale e del lavoro (regolamentazione dellorario di lavoro, del lavoro minorile e femminile, forme di assicurazione contro gli infortuni, le malattie, la disoccupazione, la vecchiaia, ecc. ! $rotezionis*o agrario% a partire dal .I7L, si diffondono interventi di protezione tariffaria e di sostegno allagricoltura. Fontadini e proprietari terrieri si alleano per difendere la societ# tradizionale minacciata dal mercato! $rotezionis*o del *er)ato della *oneta% la centralizzazione ed il controllo dellofferta di credito ad opera delle banche centrali nei vari paesi permetteva di mitigare gli eventuali effetti negativi derivanti dalle transazioni internazionali (in particolare, gli effetti deflattivi della riduzione di moneta dovuta a pagamenti internazionali potevano essere attutiti attraverso la crescita dei prestiti .

2uttavia, il nuovo protezionismo se dal lato della societ, attenua i costi e le tensioni legate al diffondersi dal mercato, dal lato dell economia genera vincoli crescenti che intralciano il funzionamento dei mercati autoregolati nel campo dei fattori produttivi. 3i riduce la flessibilit# e cresce il costo del lavoro, mentre le tariffe doganali limitano gli scambi commerciali (oltretutto, le diverse forme di protezionismo sinfluenzano a vicenda . @G

Leffetto di tutto ci), nota Polanyi, un restringimento del commercio e degli scambi internazionali, che limita le possibilit# di smercio dei beni proprio nel momento in cui il progresso delle tecniche aumenta la produttivit# delle imprese. 5er combattere le crisi di sovrapproduzione, si gli stati si muovono lungo due direttive% .. -ttuando /olitic7e coloniali e di im/e#ialismo economico, per procurarsi materie prime a pi& basso costo e possibili mercati in regioni politicamente non protette ($ueste strategie, per), anche per il nazionalismo politico sempre pi& diffuso ed estremizzato che le accompagnava, finiranno per preparare $uel clima economico7politico che sfocer# nel primo conflitto mondiale ! 6. -ttraverso la diffusione dei prestiti e del c#edito a li0ello inte#na$ionale, che effettivamente riuscirono ad evitare la crisi economica, specie negli anni successivi alla prima guerra mondiale ,l continuo ricorso al credito per alimentare le imprese e sostenere la bilancia dei pagamenti dei vari paesi per), a lungo non poteva reggere, ed alla fine i nodi giungeranno al pettine con la Hrande Frisi del 6J, che per Polanyi segna il tramonto del sistema economico basato sui mercati autorego1 lati e porta al superamento del capitalismo liberale. ,nsomma, per lo studioso ungherese, la fine della civilt# del P,P secolo che sincarnava nel capitalismo liberale non fu dovuta alle conseguenze della grande guerra, nB allavvento del socialismo in "ussia e dei regimi fascisti in 'uropa. 5iuttosto, $uesti fenomeni ne aggravarono la crisi, furono pi& dei sintomi che delle cause profonde della malattia. ? il conflitto di fondo tra il funzionamento del mercato e le esigenze della vita sociale a generare le tensioni che portarono alla fine della societ# del capitalismo liberale. Le nuove forme di regolazione sociale e politica che si sperimentano con lavvio della grande trasformazione sono soluzioni di segno diverso al problema di sottrarre il lavoro, la terra e la moneta ai mercati. 5er Polanyi, $uesti esperimenti possono essere comun$ue compatibili con la +ersistenza del *er)ato e con $uella della li,ert1% "elativamente al primo punto, egli sostiene che la fine della societ di mercato non significa in alcun modo l assenza di mercati! $uesto vuol dire che i mercati concorrenziali possono continuare a funzionare per la produzione di beni e servizi, assicurando la libert# del consumatore, influendo sul reddito dei produttori e in ultima analisi agendo come strumento di calcolo per il soddisfacimento pi& efficiente dei bisogni della popolazione. ,l mercato, infatti, non necessariamente in contraddizione con gli obiettivi e gli strumenti di programmazione economica necessari allo sviluppo dellindustria! La reincorporazione delleconomia nella societ# non sarebbe parimenti per la libert#% il collasso del capitalismo liberale metterebbe, infatti, a repentaglio solo la libert# di sfruttare gli altri uomini, o $uella di realizzare guadagni non commisurati ai benefici collettivi che discendono dalla propria azione! resterebbero invece valide $uelle libert# di elevato valore (di coscienza, di parola, di riunione, di associazione, di scelta del proprio lavoro che, cresciute insieme al mercato, in realt# non dipendono solo dallesistenza di mercati autoregolati.

La fine del capitalismo liberale, $uindi, non comporta necessariamente $uella del mercato e della libert#.

@7

DECLINO DELLA 'O%G#ESIA E $OLITIC#E ANTI@CA$ITALISTIC#E


3oseph "chumpeter (pi& economista che sociologo analizz) in modo particolare la dinamica storica e linfluenza delle istituzioni, ponendo al centro dellanalisi il )a*,ia*ento e)ono*i)o. 2ale prospettiva lo spinge inevitabilmente a misurarsi con il ruolo delle istituzioni. E!ONO IA E SO!IOLOGIA E!ONO I!A "chumpeter diede particolare importanza, fin dai suoi primi lavori, al problema della definizione dei confini tra teoria economica, storia economica e sociologia economica, senza trascurare la conoscenza della storia e del ruolo delle istituzioni. 'gli difende, infatti, la validit# delleconomia neo classica, sottolineando per) che per analizzare le attivit# economiche concrete occorre tenere conto della loro collocazione nel processo storico. +a $ui limportanza della storia economica, perchB per il suo tramite possibile comprendere come i fatti economici e $uelli non7economici si combinino tra loro nellesperienza concreta, e come tale combina1 zione cambi nel tempo. +altra parte, limportanza che assumono i fattori non economici, cio gli aspetti istituzionali, nel condizionare le attivit# economiche e la loro variazione nel tempo e nello spazio fa s> che si debba anche prendere in considerazione il contributo della sociologia economica. I &REN(ITORIALIT- E SVILU&&O E!ONO I!O "chumpeter, pi& interessato alla teoria piuttosto che alla sociologia economica, ritiene necessario separare nettamente i due approcci, che devono essere combinati solo nelle analisi di taglio storico7empirico. 5unto di partenza della sua analisi linsoddisfazione per i limiti della prospettiva economica tradizionale, giudicata incapace di uscire da una visione statica delle$uilibrio economico. 5er $uesto motivo, egli distingue la c#escita dallo s0il+//o% La C%ESCITA un fenomeno graduale, fatto di continui aggiustamenti% Lo S(IL!$$O invece una discontinuit# ed caratterizzato dallintroduzione di nuove combinazioni. La novit# pu) riguardare cin$ue dimensioni% 7 La creazione di prodotti, 7 Lintroduzione di metodi di produzione, 7 Lapertura di mercati, 7 La scoperta di fonti di approvvigionamento di materie prime o semilavorati, 7 La riorganizzazione di un industria (es. con la creazione o la distruzione di un monopolio .

"chumpeter $uindi interessato alle cause endogene dello sviluppo. 'gli riconosce che la discontinuit# ri1 spetto alla routine del flusso circolare 7 che corrisponde ad uneconomia che si perpetua senza sostanziali variazioni nei modi di produrre e nei rapporti tra consumatori e produttori 7, pu) derivare da motivi e8traeconomici, come la crescita della popolazione, o da improvvisi rivolgimenti sociali e politici. ,l suo interesse si concentra per) sullo sviluppo legato allazione degli IM$%ENDITO%I, singoli individui che introducono nuove combinazioni dei mezzi di produzione, realizzano uninnovazione in una o in pi& delle dimensioni prima indicate, che riguardano i prodotti, i metodi di produzione e i mercati.

@I

5er "chumpeter, non basta, infatti, differenziare tra il )a+italista, proprietario dei mezzi di produzione o del capitale, e li*+renditore, dirigente di unimpresa che pu) non esserne proprietario% occorre di1 stinguere $uando le attivit# di direzione e gestione delle imprese (cio di management# hanno un carattere di routine e $uando portano allinnovazione, a realizzare cose nuove! a $ueste ultime che va collegato in senso specifico il concetto di imprenditore. +a $uestimpostazione discendono una serie di conseguenze. a# b# c# Limprenditore pu) essere sia il classico uomo daffari autonomo, sia un lavoratore dipendente (manager ! *on necessario un rapporto continuativo con una singola impresa! Hli imprenditori non appartengono a una specifica classe sociale. 5er effetto della loro attivit# possono conseguire un successo economico che li trasforma in proprietari dei mezzi di produzione o del capitale, cio li fa diventare capitalisti. *on tuttavia necessario che essi lo siano $uando svolgono la loro attivit# innovativa, dal momento che spesso, in $uesta fase, gli imprenditori attingono al credito per introdurre le nuove combinazioni di mezzi di produzione.

"chumpeter sottolinea dun$ue il LEGAME T%A C%EDITO E INNO(A"IONE, anche se ben conscio del fatto che per utilizzare concretamente il capitale a fini di sviluppo innovativo limprenditore deve essere dotato di rare e particolari 2+alit% di leade#s7i/ (poco diffuse tra i membri di una determinata societ# . (n soggetto che voglia realizzare uninno0a$ione, infatti, deve essere in grado di%

$isurarsi con carenze di informazioni, con condizioni di maggiore incertezza di $uando si opera in un contesto di operazioni tradizionali e consolidate! Combattere e vincere i propri schemi mentali gi# consolidati (che possono essere un ostacolo ! "uperare le resistenze dell ambiente sociale, che si possono presentare come impedimenti giuridici e politici, o come disapprovazione sociale per pratiche che fuoriescono dai canali della tradizione o, ancora, come resistenze legate a vari fattori (gruppi minacciati dallinnovazione, difficolt# di trovare la cooperazione necessaria o di convincere i consumatori a cambiare prodotti... .

Duesti ostacoli fanno s> che limprenditore che vuole introdurre con successo linnovazione deve combinare un insieme di $ualit# e andare oltre il puro calcolo razionale. 3chumpeter, per $uesto, introduce dei re6uisiti di ti+o +si)ologi)o, legati alla personalit# individuale, ma lascia anche intravedere i possibili )ollega*enti )on il retroterra so)iale e istituzionale, accennando inoltre anche alla *arginalit1 so)iale come possibile fonte di imprenditorialit#. ,n un successivo testo, sulla base dei legami dellimprenditore1innovatore con il suo contesto sociale, lo studioso austriaco distingue $uattro tipi di imprenditore% ,l :/ad#one di .a""#ica, figura che prevale nella fase iniziale delleconomia di mercato e che unisce insieme compiti amministrativi, tecnici, commerciali. 'gli anche proprietario dei mezzi di produzione, pur se di solito la propriet# una conseguenza della capacit# di innovazione! ,l ca/itano d'ind+st#ia, o il manage# di .o#ma$ione tecnica (nella fase pi& evoluta del capitalismo , a seconda che limprenditore innovatore sia proprietario del capitale azionario, o che sia distaccato dagli interessi capitalistici e spinto a innovare dal suo orientamento alla buona prestazione professionale! @J

,l .ondato#e di im/#ese, ovvero limprenditore puro, che ha con esse solo rapporti temporanei. ,n ultima analisi, per "chumpeter il /#o.itto il guadagno dellimprenditore legato al successo della sua innovazione (che fa crescere le entrate rispetto alle spese ! si tratta $uindi di una temporanea rendita di tipo monopolistico, che si mantiene fino a $uando linnovazione non riesce ad essere imitata anche dagli altri concorrenti. Linnovazione consente a "chumpeter di affrontare meglio il problema, irrisolto nelleconomia neoclassica, dei CICLI ECONOMICI% La fase es+ansi a del ciclo collegata allintroduzione dellinnovazione e alla sua prima diffusione, che aumenta la domanda di beni di produzione e di consumo! 3uccessivamente, le vecchie unit# produttive, sempre pi& aggredite dalla concorrenza delle imprese innovative, sono costrette a imitare le prime o ad uscire dal mercato, con effetti recessivi sulleconomia! 3i entra cos> nella fase dis)endente del ciclo, fino a $uando non si ristabilisce un nuovo e$uilibrio temporaneo che verr# poi alterato da un nuovo ciclo di innovazione.

La teoria di "chumpeter, pur presentandosi come un tentativo di dare una spiegazione endogena (interna alleconomia dello sviluppo economico, ha $uindi, a differenza della teoria economica neoclassica, evidenti collegamenti con il contesto sociale e istituzionale, in particolare sotto il profilo dellinfluenza di $uestultimo sullimprenditorialit#. &U; SO&RAVVIVERE IL !A&ITALIS O< ,l funzionamento delleconomia capitalistica ha determinato un cambiamento della cultura e delle istituzioni che, a sua volta, ha fatto inceppare i meccanismi di autoregolazione dei mercati. 3i passati $uindi da un capitalismo non regolato a uno regolato, che secondo "chumpeter avrebbe dovuto preparare gradualmente la strada al socialismo. 'ra $uesto un esito che egli peraltro non auspicava, ma che riteneva inevitabile, anche se per motivi diversi da $uelli previsti da Kar8% il )a+italis*o non sare,,e so+ra issuto, non per fattori di natura economica.:, bens> +er le reazioni )ulturali e so)iali )2e il suo funziona*ento +ro o)a a. $E%C#A IL DECLINO NON #A CA!SE ECONOMIC#EB 3chumpeter inizia con il contestare la tesi che vuole levoluzione del capitalismo implichi un au*ento della diso))u+azione% la crescita dei disoccupati negli anni :L risultata s> anormalmente elevata, ma si trattato di un fenomeno temporaneo, legato alla fase di recessione che di solito segue, nel ciclo economico, una fase di prosperit# legata a un periodo di innovazione. ,nsomma, la crisi del 6J il frutto di un insieme di cause che aggravano gli effetti di una fase discendente particolarmente acuta del ciclo. 2ali fattori si collocano per) tutti sullo sfondo di un irrigidimento comples1 sivo dei meccanismi di autoregolazione dei mercati per effetto di $uelle che "chumpeter chiama le politiche anticapitalistiche, e che Polanyi chiamava invece nuovo protezionismo sociale. ,n realt#, secondo "chumpeter, se il sistema economico guidato dal mercato fosse stato lasciato libero di
.:

5er 3chumpeter, dal punto di vista economico il capitalismo liberale, basato sul ruolo preminente del mercato, avrebbe potuto continuare ad assicurare dinamismo e sviluppo.

EL

funzionare e di rie$uilibrarsi autonomamente, avrebbe potuto assicurare un tasso di sviluppo tale da ridurre i problemi di povert#. La disoccupazione non sarebbe stata eliminata del tutto (perchB legata al meccanismo dellinnovazione e del ciclo economico che ne segue , ma si potrebbero per) creare le risorse necessarie per attenuare il problema della mancanza temporanea di lavoro dei disoccupati per evitare loro le conseguenze in termini di povert#. ,n ultima analisi, $uindi, non stato il capitalismo di mercato a creare meno sviluppo, ma altri fattori di natura istituzionale, come le politiche anticapitalistiche, che hanno portato il capitalismo ad operare con sempre minore efficienza. -nche lidea che il passaggio a una fase in cui prevalgono aziende *ono+olisti)2e e oligo+olisti)2e implichi di per sB minore efficienza e minor dinamismo, per "chumpeter, non condivisibile, in $uanto leffetto frenante sullo sviluppo indotto da fenomeni di oligopolio o di monopolio, con prezzi pi& alti e restrizioni della produzione, limitato al breve periodo! a medio e lungo termine si diffondono invece vantaggi legati alla $ualit# e ai costi, che migliorano per effetto dellinnovazione. +al punto di vista dinamico, la concorrenza di tipo oligopolistico o monopolistico, $uindi, creando nuovi beni, nuove tecniche, nuove fonti di approvvigionamento e metodi di organizzazione a lungo andare espande la produzione e riduce i prezzi. ,nfine, "chumpeter passa a confutare la tesi del de)lino delle o++ortunit1 di in esti*ento. - suo avviso, al contrario delle idee delleconomista inglese 2eynes, le potenzialit# di innovazione e $uindi di sviluppo del capitalismo non sono affatto esaurite% sono state le politiche governative, che con la leva fiscale e della spesa dovrebbero sostenere la domanda e gli investimenti per contrastare il ristagno, ad aggravare il male che vorrebbero curare. Mattori come la pi& alta pressione fiscale sulle imprese o le politiche di protezione del lavoro hanno avuto leffetto di frenare le aspettative di profitto e gli investimenti. 5er $uesto motivo, secondo "chumpeter, occorre trovare una diagnosi diversa per il ristagno. 'sso non ha motivi economici, ma socioculturali e politici, nella fattispecie latmosfera ostile che, col tempo, lo sviluppo del capitalismo ha alimentato spingendo verso politiche anticapitalistiche. LE CA!SE C!LT!%ALI E SOCIALI DEL DECLINO 5er "chumpeter, $uindi, le cause del declino del capitalismo liberale sono culturali e sociali. Hli aspetti sui $uali si concentra lattenzione sono essenzialmente tre% lindebolimento sociale e politico della borghesia, la distruzione degli strati sociali che sostenevano la borghesia stessa, il diffondersi di un atmosfera ostile al capitalismo. .. LINDE'OLIMENTO DELLA 'O%G#ESIA a un processo complesso che, sua volta, dipende da vari fattori, legati alle trasformazioni economiche e alle loro conseguenze sociali e politiche! a# La de)adenza della funzione i*+renditoriale, per il fatto che le grandi imprese burocratizzate soppiantano sempre pi& le piccole e medie aziende. Linnovazione, tende a spersonalizzarsi e ad automatizzarsi, mentre gli imprenditori perdono la funzione sociale di motori dellinnovazione per diventare amministratori di possessi ereditati! La disintegrazione della fa*iglia ,org2ese, che viene sostituita da uno spirito utilitaristico, che si manifesta anche in una spinta a mettere al mondo meno figli e nel guardare ad un futuro sempre pi& prossimo. Fi), scoraggia il risparmio e gli investimenti a pi& lungo termine, influenzando anche il comportamento politico% la borghesia crede pi& nei suoi ideali di E.

b#

vita, e $uindi non si batte pi& con forza contro $uelle politiche anticapitalistiche (specialmente nel campo fiscale e della legislazione sociale che indeboliscono le imprese private. 6. La DIST%!"IONE DEGLI ST%ATI SOCIALI C#E SOSTENE(ANO LA 'O%G#ESIA% a# ,n particolare laristo)razia, che nei paesi europei aveva assumendo un ruolo essenziale per la formazione della classe dirigente. Lesaurirsi del ruolo storico dellaristocrazia priva la borghesia di una risorsa importante per affrontare $uei problemi politici interni e internazionali che essa, per le sue attitudini e la sua storia, non in grado di governare da sola! (n mutamento sociale di rilievo poi legato anche alla distruzione dell/i*+al)atura di istituzioni della so)iet1 )a+italisti)a, per la progressiva eliminazione di piccole imprese agricole, artigianali, industriali e commerciali. Fi) ha rilevanti conseguenze politiche, perchB priva la borghesia dei suoi tradizionali alleati sociali, non rimpiazzati dalla nuova classe manageriale e amministrativa delle grandi imprese burocratizzate che, non essendo interessata alla propriet#, non motivava a difendere efficacemente il capitalismo liberale dagli attacchi dei suoi nemici.

b#

:. Duesto progressivo indebolimento sociale e politico della borghesia favorisce linstaurarsi di unATMOS-E%A SOCIALE OSTILE AL CA$ITALISMO LI'E%ALE, soprattutto per lattivit# degli intellettuali che fomentano ed organizzano il risentimento popolare dovuto alle crisi cicliche ed alla disoccupazione legati alleconomia capitalistica! $uesti <intellettuali=, in realt#, sono professionisti della parola, (giornalisti, avvocati, leader politiciW , e hanno in comune lattitudine a criticare con lo scopo di mettersi in mostra e costruire il loro status sociale. 'ssi riescono, in $uesto modo, ad influenzare la politica e le sue decisioni (ad esempio radicalizzano il movimento operaio 7 anche al di l# delle richieste dei sindacati ! @. Lelemento decisivo che porta allindebolimento del capitalismo liberale costituito dalle $OLITIC#E ANTICA$ITALISTIC#E, ovvero da $uel complesso di misure legislative e amministrative.@ che si vanno diffondendo nei vari paesi, parallelamente allindebolimento della borghesia e alla crescita del malcontento fomentato dagli intellettuali. 2utte $ueste politiche, che hanno avuto unaccelerazione dopo la Hrande Frisi del 6J, pongono vincoli crescenti al funzionamento delle imprese private e introducono un graduale spostamento dei principi di regolazione delleconomia dai mercati autoregolati a forme di pianificazione socialista.

.@

3i tratta di tutti $uegli interventi che estendono il ruolo dello stato o della contrattazione collettiva% le politiche della spesa pubblica in deficit per sostenere la domanda e ovviare alle crisi cicliche! le politiche redistributive, volte a realizzare una maggiore uguaglianza sociale, in particolare attraverso una crescita della pressione fiscale! strumenti regolativi come $uelli legati alle misure antitrust per contrastare le imprese monopolistiche, e al controllo per via amministrativa dei prezzi! la diffusione di imprese pubbliche! la legislazione assistenziale e del lavoro e la crescita della contrattazione sindacale nel mercato del lavoro.

E6

*ig. =.>. *e cause culturali e sociali del declino del capitalismo liberale secondo "chumpeter.

"chumpeter vede nel capitalismo americano del *eT +eal, e poi in $uello che si sarebbe affermato dopo la guerra in -merica e in 'uropa, una sorta di )a+italis*o la,urista, in cui le imprese private sono sottoposte a oneri fiscali e regolativi crescenti. "chumpeter pi& scettico sul fatto che $uesta forma di capitalismo pi& regolato politicamente possa sopravvivere a lungo! il capitalismo per lui legato , infatti, una specifica struttura istituzionale e uno schema di valori% una civilt#. Hli risulta $uindi difficile credere che un capitalismo che abbia eroso le basi istituzionali su cui poggiava possa continuare ad esprimere un elevato dinamismo economico. 5er "chumpeter, il declino del capitalismo liberale prepara gradualmente il passaggio al socialismo, inteso come forma di organizzazione della societ# in cui i mezzi di produzione sono controllati dallautorit# pubblica (responsabile anche delle scelte relative alla produzione dei beni e alla distribuzione dei redditi che egli ritiene sia efficiente sul piano economico, sia compatibile con la permanenza della democrazia po1 litica.E.

.E

Duesta tesi, sebbene formulata con cautela, avrebbe trovato delle chiare smentite nella successiva esperienza storica dei paesi socialisti.

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CON(E%GEN"E ANALITIC#E E DI(E%GEN"E $O!TIC#E


Polanyi e "chumpeter sono due autori che non appartengono allo stesso ambiente culturale e non hanno interazioni tra loro, anche se furono entrambi segnati dal clima della Cienna di inizio secolo. Luno era un socialista laburista e gildista, laltro un liberista conservatore. *onostante $ueste differenze, entrambi contribuiscano sul piano analitico a mettere a fuoco secondo linee convergenti il +ro,le*a del de)lino del )a+italis*o li,erale e della grande trasfor*azione )2e si a ia do+o la )risi degli anni CDE. Polanyi un istituzionalista, "chumpeter un economista che esce dagli schemi tradizionali della disciplina e riconosce limportanza delle istituzioni per comprendere il cambiamento delleconomia. Polanyi limita drasticamente la validit# scientifica delleconomia e ne storicizza i risultati. Hli strumenti della disciplina servono per comprendere il funzionamento delleconomia solo $uando $uesta dominata dai mercati autoregolati. La sua efficacia dun$ue ristretta al secolo nel $uale trionfa il capitalismo liberale% lILL. 'stenderne la portata allindietro nel tempo significa cadere nella fallacia economicistica. +a $uesto punto di vista, Polanyi dun$ue pi& vicino a Dur.heim e soprattutto a 4eblen% il suo un istituzionalismo pi& alternativo che integrativo rispetto alleconomia di tipo neoclassico. 5er "chumpeter leconomia teorica una disciplina analitica, e come tale non fonda la sua scientificit# sulla verifica empirica dei suoi schemi e non richiede pertanto di essere storicizzata. 2uttavia, nellambito delleconomia deve esservi spazio sia per la componente teorica, di taglio analitico, che per $uella storico7 empirica. Duestultima prende in esame il rapporto tra fenomeni economici e contesto istituzionale, basandosi sul contributo della storia e della sociologia economica. 'd proprio alla sociologia economica che "chumpeter fa ricorso $uando sinterroga sul cambiamento del capitalismo e sul suo futuro. +a $uesto punto di vista, egli si avvicina, di fatto, a un tipo di indagine simile a $uella condotta da Polanyi. Duanto alle cause del declino, essi convergono in sostanza nel sottolineare che le conseguenze sociali innescate dal prevalere dei mercati autoregolati nellorganizzazione economica scatenino delle reazioni sociali e politiche le $uali, a loro volta, inceppano progressivamente il funzionamento dei mercati stessi, la loro capacit# di rie$uilibrarsi. Fontrariamente $uindi a $uanto pensava Kar8, le )ause del de)lino sono so)iali +ri*a )2e e)ono*i)2e, anche se esse si ripercuotono poi sul funzionamento delleconomia. 3i potrebbe dire che in un certo senso viene ribaltata lenfasi di Kar8 sulle crisi economiche come fenomeni di accelerazione del cambiamento sociale e politico% per i nostri due autori vero il contrario. Polanyi parla in proposito di autodifesa della so)iet1, un processo che si esprime con la diffusione di varie forme di protezionismo (sociale e del lavoro, agrario, creditizio . "chumpeter fa invece riferimento alle +oliti)2e anti)a+italisti)2e che vedono unaccelerazione dopo la Hrande Frisi, ma trovano un terreno favorevole nellindebolimento del $uadro culturale e istituzionale del capitalismo liberale e nella crescita del malcontento sociale. Polanyi vede gi# avviati alla fine dellILL i processi di cambiamento istituzionale che preparano il declino e raggiungono lapice nella crisi del .J6J, mentre "chumpeter tende a spostare pi& in avanti i fenomeni di irrigidimento dei mercati autoregolati, considerando tali fenomeni pi& come una conseguenza delle reazioni istituzionali alla crisi del 6J che come fattore che prepara la crisi stessa. Ka soprattutto una $uestione di enfasi. -nchegli, infatti, vede negli anni :L uno spartiac$ue che separa lepoca del capitalismo non regolato da $uella del capitalismo regolato! un fenomeno che prepara, in una prospettiva pi& lunga e pi& incerta, l avvento del socialismo. E@

? poi significativo che entrambi gli autori arrivino a conclusioni simili sui requisiti non economici per il funzionamento del mercato% si tratta di un giudizio che ac$uista un rilievo particolare per lanalisi storico7 empirica, perchB sottolinea come il funzionamento dei mercati concreti non sia comprensibile senza prendere in esame come essi siano integrati nella societ#, cio in che modo si combinino con un contesto istituzionale che fornisce le risorse per motivare gli attori a un comportamento economico congruente, e per far loro accettare le conseguenze sociali che discendono, dalloperare dei mercati. Duesti ultimi non possono dun$ue esistere in concreto senza un adeguato supporto istituzionale. 3eguendo $uesta prospettiva, Polanyi e "chumpeter mostrano sul piano storico come laffermarsi del mercato eroda le vecchie istituzioni, generi instabilit# sociale e politica, e porti alla sperimentazione di nuove istituzioni. -nche sul terreno dellanalisi del processo di trasformazione del capitalismo vi poi una convergenza significativa tra i due autori, pur se essi divergono nettamente nella valutazione politica di tale fenomeno. La direzione di marcia che entrambi tratteggiano , infatti, $uella del passaggio a un capitalismo in cui il ruolo del mercato pi& limitato e pi& regolato socialmente e politicamente. ? $uesta la grande trasfor*azione di Polanyi, mentre "chumpeter parla di un )a+italis*o la,urista che avrebbe preparato un probabile passaggio a una forma di organizzazione economica di tipo socialista. 2uttavia, "chumpeter non giudica favorevolmente il processo in corso, egli resta legato ai valori della civilt# capitalistica che vorrebbe difendere, ma che gli sembra in un declino difficilmente arginabile. Polanyi ritiene invece che il passaggio ad uneconomia pi& reincorporata nella societ#, pi& regolata so1 cialmente e politicamente, sia non solo inevitabile, ma anche auspicabile, sia per il futuro dei paesi occidentali che per i nuovi paesi sottosviluppati che si andavano affacciando sulla scena della storia, e che non avrebbero necessariamente dovuto sostenere i costi sociali del mercato.

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