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Docente: Anna Rita Graziani

Corso di psicologia sociale

Lewin: Stili di Leadership e clima sociale


I gruppi
Una tematica molto importante per Lewin è la “dinamica di gruppo”:
- definizione operativa di gruppo: “una totalità dinamica basata
sull’interdipendenza piuttosto che sulla similarità”
- le persone hanno il potere di modificare alcune caratteristiche
dell’ambiente psicologico dell’individuo
- le persone possono rappresentare una regione dell’ambiente
psicologico (gruppo di appartenenza).

Per Lewin quindi:


- attraverso l’analisi di gruppo si possono indagare i meccanismi alla
base di aggregazioni più ampie
- interazione sociale (o altri tipi d’interdipendenza: destino comune,
sentimento di fedeltà o appartenenza): criterio primo che tiene unito il
gruppo.
- in un gruppo l’individualità di ciascuno è in relazione all’appartenenza
- unità di analisi del gruppo: attività del singolo o del gruppo
- analisi del gruppo: esaminare proprietà ed eventi della vita di gruppo
(organizzazione, sottogruppi, rapporti tra membri, atmosfera generale)
Kurt Lewin - Le ricerche empiriche

Per Lewin la ricerca deve essere orientata alla complessa interazione


tra il livello individuale e quello sociale.
Le ricerche di Lewin erano guidate sia dall’interesse conoscitivo per i
problemi della vita sociale sia da ragioni politico-ideologiche
L’interesse principale alla base dei suoi studi: analisi del cambiamento
individuale e di gruppo.
Obiettivi dei primi studi (1937-40):
• sviluppare metodi e procedure per descrivere gli aspetti che
caratterizzano la leadership e la vita di gruppo;
• capire quali fattori influenzano vari comportamenti di gruppo;
• dimostrare i vantaggi della democrazia e della partecipazione nella
presa di decisioni.
Lewin et al. (1937-40): stili di leadership e atmosfera sociale
Funzione importante del leader: creare un buon clima sociale nel
gruppo => stato d’animo ed efficienza del gruppo, comportamenti
individuali.

1°esperimento (Lippitt): 2°esperimento (Lewin et al.):


scopo: indurre climi sociali ed introduzione di un terzo stile di
esaminare gli aspetti di 2 stili di leadership: stile permissivo
leadership (democratica vs. (condizione di controllo)
autoritaria) su dei ragazzini
esame delle reazioni nei passaggi
soggetti: 2 gruppi omogenei da uno stile all’altro
costituiti ognuno da 5 ragazzini
soggetti: 4 gruppi omogenei
di 10-11 anni
costituiti ognuno da 5 ragazzini di
compito: costruire maschere 10 anni
teatrali
durata: 5 mesi, 4 leader adulti si
alternavano ogni 6 settimane
Variabile indipendente: il comportamento dei leader
I comportamenti dei leader furono codificati in alcuni profili di
comportamento per esaminare le differenze tra i vari tipi di
leadership.
• I leader autoritari imponevano l’attività al gruppo.
• I leader democratici coinvolgevano l’intero gruppo nelle decisioni.
• I leader permissivi presentavano una varietà di materiale tra cui
scegliere, i ragazzini non erano influenzati nella scelta e non
venivano controllati nelle attività.
I leader hanno adottato diverse tecniche per creare le tre atmosfere
sociali. Qualche esempio:
• stile autocratico: ordini, ordini che interrompono l’attività in corso,
critiche non costruttive
• stile democratico: aiuto e suggerimenti, stimolo dell’iniziativa
personale, cordialità (scherzi e battute) e fiducia, realismo su
obiettivi, domande sulla vita personale dei ragazzi (scuola)
• stile permissivo: informazioni, stimolo dell’iniziativa personale.
Variabili dipendenti:
Gli stili di vita di gruppo
Reazioni alla leadership autoritaria:
• “autocrazia apatica”: totale incapacità d’iniziativa all’attività di
gruppo (3 gruppi su 4)
• “autocrazia aggressiva”: frustrazione e aggressività verso il
leader (1 gruppo su 4)
• maggiore dipendenza dal leader
• maggiore richiesta (dei soggetti) di attenzione da parte del
leader
• creazione di differenze di status molto accentuate (leader vs.
soggetti)
• costituzione di sottogruppi (coppie soggetto-leader)
• emerge la potenza dello scopo individuale e del sottogruppo
Gruppo democratico:
• differenze di status meno evidenti (leader vs. soggetti)
• formazione di sottogruppi meno rigida
• tempo trascorso assieme maggiore, maggior coesione
• approcci personali con il leader
• rapporti più spontanei
• più libertà nel dare suggerimenti per l’organizzazione del
gruppo
Gruppo permissivo: maggiori richieste di informazioni.

Relazioni fra i membri dei gruppi


Aggressività:
• più frequente nei gruppi autocratici (capro espiatorio) e
permissivi
• nei gruppi democratici, i soggetti la rivolgono verso gli altri
gruppi per evitare tensioni interne
In relazione al tipo di linguaggio utilizzato (“io” vs. “noi”) emerge un
differente sentimento di appartenenza: più intenso nel gruppo
democratico.

Differenze tra i gruppi emerse durante le situazioni-test


Motivazione al lavoro:
• nei gruppi autoritari: indotta dal leader
• nei gruppi democratici: la presenza o l’assenza del leader non ha
rilevanza
Risposte alla frustrazione (critica ingiusta):
• nei gruppi autoritari apatici: accettazione e interiorizzazione della
critica o manifestazioni di aggressività verso altri gruppi
• nei gruppi autoritari aggressivi: lotte fra sottogruppi
• nei gruppi democratici e permissivi: reazione positiva alla fonte di
frustrazione (esempio: aumento della cooperazione).
Conferma dell’ipotesi dell’influenza esercitata dal tipo di atmosfera:
• quando il soggetto tipico del gruppo democratico va nel gruppo
autoritario
• quando il soggetto tipico del gruppo autoritario va nel gruppo
democratico
 il comportamento dei 2 partecipanti rispecchia presto l’atmosfera
del gruppo in cui agisce.

Altre osservazioni:
i bambini del gruppo autocratico apparivano meno pratici, meno
cooperativi con i pari, ma più remissivi verso l’autorità.
Il passaggio dalla democrazia all’autocrazia è più rapido perché
l’autocrazia è imposta vs il passaggio dall’autocrazia alla
democrazia perché va appreso attraverso la negoziazione, la
cooperazione e lo scambio.
Conclusioni

I risultati di queste ricerche mostrano la stretta interdipendenza


tra ruolo del leader - storia del gruppo - personalità dei membri.
“… Il gruppo, a cui la persona appartiene, e la cultura in cui vive
ne determinano il comportamento e il carattere…”

Le ricerche di Lewin, ricreando in laboratorio dei sistemi politici


in miniatura, apre nuove prospettive:
• problemi di gestione del gruppo potevano essere sottoposti al
metodo sperimentale
• metodi della ricerca scientifica utilizzati per risolvere questioni
importanti per la società.
Docente: Anna Rita Graziani
Corso di psicologia sociale

Lewin: Le ricerche sul cambiamento sociale


Il cambiamento sociale
1943-47 (II Guerra Mondiale)  Lewin: studi finanziati dalla
Commissione governativa sulle abitudini alimentari e le decisioni prese
a questo proposito, individualmente e in gruppo
Obiettivo: sviluppare dei metodi per indurre la popolazione americana
a ridurre il consumo di certi tagli di carne.
3 fasi:
a. Confrontare atteggiamenti e comportamenti dei responsabili
d’acquisto di famiglie appartenenti a diversi gruppi etnici per
stabilire dove e come si intersecano tra loro aspetti psicologici e
ambientali
b. Indagare i fattori psicologici che influenzano la persona che
procura e prepara il cibo per la famiglia
c. Condurre esperimenti per rilevare le condizioni che facilitano il
cambiamento delle abitudini alimentari (confronto tra decisioni di
gruppo e altri metodi).
Teoria dei canali: modello esplicativo per analizzare come
elementi della situazione, che possono sembrare irrilevanti,
creino processi e forze (individuali e collettive) che possono
influenzare atteggiamenti e decisioni che favoriscono o
cambiano le condotte e le interazioni delle persone.
Particolarmente utile per spiegare il mutamento sociale

Cambiamento di forze
Cambiamenti all’interno dei canali
(economici e sociali)

Norme imparziali e «Punti di controllo»:


guardiani dotati snodi delle decisioni
di potere decisionale. e delle scelte
=> Cambiare i processi sociali significa:
• individuare i «punti di controllo»
• sostituire o influenzare i guardiani
Le loro decisioni dipendono da:
• ideologia = sistema di credenze e valori che determinano ciò
che essi considerano bene o male
• percezione della situazione.
La teoria dei canali aiuta a capire come problemi sociologici
oggettivi (locomozione dei beni e delle persone) si intersecano
con problemi psicologici e culturali soggettivi.

Lewin applica questo modello al problema del cibo: considerando


le modalità di approvvigionamento e le motivazioni che portano
alla scelta e al consumo degli alimenti, tenta di rispondere alla
domanda: perché le persone mangiano ciò che mangiano?
Il cibo può giungere in casa attraverso due canali principali:
l’acquisto e l’orticultura/allevamento diretti. All’interno di ciascun
canale sono presenti forze facilitanti (gusti, bisogni) o limitanti (costo,
assenza) che regolano il passaggio del cibo. Alcune aree del canale
fungono da porte che controllano il passaggio del cibo e sono
presidiate da guardiani  in particolare la «massaia».
Le scelte dei guardiani sono influenzate da 2 tipi di fattori psicologici:
• cognitivi: rappresentazioni del cibo per la famiglia, il marito, i
bambini;
• motivazionali: significato dei cibi in relazione alle ragioni della
scelta; bisogno; ostacoli; situazioni conflittuali.
Ricerca sulle massaie (maggio - giugno 1942)
• soggetti: 107 massaie appartenenti a 3 diverse classi socio -
economiche e a 2 minoranze etniche (cecoslovacchi, afro-americani)
• metodo: interviste (alimenti preferiti e considerati essenziali dalla
famiglia, rappresentazioni e valori associati all’alimentazione e ai
pasti).
• Classificazione degli alimenti in 6 macro categorie: fresco
alimentare (dairy), pesce e carne, verdure, frutta, dolciumi, pane.
• L’uso dei canali. Canale più utilizzato: acquisto.
• La rappresentazione del cibo. La carne era il cibo tipico per i mariti;
le verdure quello per i bambini. Gli afro-americani consideravano le
verdure il cibo tipico per i mariti e i dolciumi quello per i bambini.
• La motivazione. I sistemi di valore utilizzati per giudicare e scegliere
i cibi si riconducano a 4 schemi: costo - salute - sapore - status. Il
costo e la salute erano i valori più citati in assoluto. Le persone di
alto reddito annoveravano anche il sapore. L’importanza della
salute diminuiva in funzione del reddito. La coerenza interna ai vari
gruppi conferma la presenza di schemi culturali specifici che
orientano le decisioni del guardiano.
• Valore dei cibi. L’aumento dei prezzi agiva da deterrente all’acquisto
dei cibi a cui le persone erano abituate, generando un conflitto un
po’ per tutti i gruppi. Al momento dell’indagine i prezzi erano
aumentati notevolmente ed era iniziato il razionamento dello
zucchero e di altri prodotti.
• L’acquisto come momento decisionale
- ll gruppo con reddito alto aveva compiuto meno tagli alla spesa,
come anche quello dei cechi, il cui passato di emigranti li aveva
abituati a vivere con pochi cibi.
- Il gruppo con reddito basso sentiva più conflitto rispetto al gruppo
con alto reddito, in quanto la scelta dei cibi si limitava ulteriormente.
- Il gruppo con reddito medio provava il conflitto maggiore: posizione
sociale instabile dal punto di vista finanziario e timore di scivolare o
tornare nella classe bassa => cercavano di resistere, ma erano
quelli meno abituati a conservare i cibi o ad adottare misure di
risparmio.
• Conflitto. La carne, alimento tra i più costosi, era la più razionata
e di conseguenza era il cibo che suscitava un maggiore conflitto.

I risultati dell’indagine non offrivano indicazioni sulle procedure da


adottare per produrre un cambiamento, ma sollevarono delle
domande a cui Lewin tentò di rispondere conducendo 2 esperimenti.
Lewin individua 2 tipi di motivi che avrebbero portato a cambiare le
abitudini alimentari:
1. livello socio-economico: l’aumento dei prezzi porta a cercare fonti
alternative di approvvigionamento  a scegliere altri prodotti o a
usare altri canali.
2. livello psicologico: un cibo considerato “un cibo per altri ma non
per noi” può diventare “cibo per noi” e le circostanze sociali
possono facilitare tali mutamenti.

Possibilità di cambiamento:
• Del pasto meno strutturato nella cultura americana: il pranzo
• Attraverso un cambiamento nell’influenza relativa delle ragioni
della scelta (es. enfasi sulla salute)
• Attraverso un cambiamento nel gruppo con cui si consumano i
pasti (es. mense scolastiche).
Per promuovere il cambiamento di abitudini alimentari Lewin adottò il
metodo delle decisioni di gruppo:
• gruppi di 15-50 persone
• metodo democratico (atmosfera, leadership, tempo) vs pressioni
esterne
• discussione della durata di 45 minuti  definizione di obiettivi
concreti stabiliti e perseguiti dal gruppo o dal singolo.

Esperimento sul consumo di pane integrale:


il metodo della richiesta vs. la decisione di gruppo (1942)
Obiettivo: stimare l’efficacia di 2 metodi nella formazione di nuove
abitudini  far aumentare il consumo di pane integrale
• decisione autonoma di gruppo
• adesione a una richiesta esplicita di cambiamento (da parte di uno
studente, responsabile del servizio mensa, a nome di un’autorità del
campus)
Soggetti: studenti universitari (età media 21 anni)
• 8 gruppi suddivisi in 4 coppie in base al consumo di pane
integrale
• per ciascuna delle 4 coppie di gruppi: uno utilizzava il metodo
delle decisioni, l’altro quello della richiesta.
Procedura: dopo aver letto una lettera in cui si informavano gli
studenti del consumo medio di pane integrale da parte del loro
gruppo:
• nella condizione “decisione di gruppo”: si chiede di discutere la
proposta di modificare il consumo di pane e di decidere di
quanto lo avrebbero fatto
• nella condizione “richiesta”: viene formulata la richiesta di
cambiamento e poi lasciato spazio ai commenti
• questionario sul tipo di pane preferito e su vari aspetti relativi
all’esperimento (reazioni alla proposta, valutazione del gruppo,
entusiasmo...)
Risultati:
• Obiettivi stabiliti: i “gruppi di decisione” votarono per un aumento
del consumo di pane integrale dal 50% al 66%, 90% e due al
100%; i due gruppi “richiesta” a cui era stato chiesto di passare
al 100% di consumo di pane integrale non accettarono.
• Cambiamento nei consumi: i “gruppi di decisione” che avevano
votato per un aumento del 66% e del 90% raggiunsero lo scopo
vs i corrispondenti gruppi ‘‘richiesta’’. L’attendibilità dei risultati fu
inficiata da alcuni eventi durante la rilevazione dei dati.
• Reazioni alla proposta: il gruppo di decisione aveva un
atteggiamento più favorevole, più cooperativo, più motivato a
perseguire gli obiettivi. I membri erano orientati a perseguire il
successo del gruppo, indipendentemente dalle loro preferenze
personali vs nel gruppo “richiesta” si osservava una relazione tra
le preferenze personali e il comportamento.
Secondo Lewin, la motivazione personale non è sufficiente a
modificare la condotta alimentare. Il mutamento si raggiunge quando
si passa dal livello dei desideri a quello delle decisioni che:
• Connettono la motivazione all’azione
• Hanno un effetto consolidante <= coerenza personale e impegno
verso il gruppo.
Esperimento sul consumo di carni: conferenze e decisioni di gruppo
Obiettivo: confrontare l’efficacia di 2 metodi per incoraggiare le
persone a consumare frattaglie  test severo
• le discussioni di gruppo
• le conferenze di un esperto
Soggetti: 6 gruppi già costituiti di 13-17 donne, di differente livello
socio-economico (2 di classe elevata, 2 di classe media, 2 di classe
bassa)
• condizione “conferenza”: i soggetti ascoltavano le lezioni di
noti dietisti (collegamento tra nutrizione e guerra, proprietà
nutritive delle frattaglie, aspetti di salute ed economici,
ricette...)
• condizione “discussione di gruppo”: il conduttore presentava
brevemente il problema e chiedeva poi alle donne le loro
opinioni e le loro proposte per un appello efficace. Gli stimoli
delle partecipanti erano poi utilizzati dall’esperto per discutere
vari modi di affrontare le difficoltà. Alla fine dell’incontro il
gruppo votava se avrebbe provato frattaglie nelle settimane
seguenti.
Risultati: dopo 7 giorni il 32% delle donne del gruppo di
discussione aveva cucinato e servito tali cibi, mentre solo il 3%
del gruppo della conferenza provò le ricette suggerite (nessuna
differenza prima dell’esperimento, e % molto basse).
L’indagine sul cambiamento delle abitudini alimentari può essere
distinta in 3 fasi:
1) l’analisi descrittiva delle abitudini sociali in un particolare momento
storico, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione
americana;
2) la validazione delle procedure sperimentali e degli strumenti adottati
(esperimento sul consumo di pane);
3) verifica dell’attendibilità del metodo (studio sul consumo di frattaglie).
A questi studi è legata la ricerca-azione (action-research) che ha
l’obiettivo di analizzare una pratica specifica ad un campo di
esperienza per cambiarla in meglio. «Il miglior modo di comprendere
qualcosa è cercare di cambiarlo»
Nella ricerca-azione si procede un passo alla volta: le soluzioni sono
provvisorie, suscettibili di aggiustamenti e cambiamenti in itinere,
sottoposte a una costante valutazione dell’effettiva efficacia del modo
in cui è analizzato il problema.
Conclusioni
Lewin propone una teoria generale e un metodo scientifico di
indagine  dopo: «mini-teorie» in specifiche aree tematiche di
riflessione teorica e ricerca sperimentale.
Con la teoria del campo enfatizza l’interdipendenza di fattori
psicologici (soggettivi) e ambientali (oggettivi) nel determinare il
comportamento  molte ricerche empiriche su problemi concreti.
Anticipa la TRA e la TPB in quanto:
• considera la decisione come mediatore tra atteggiamento e
comportamento
• e analizza i fattori cognitivi che influenzano le motivazioni e le
scelte delle persone  norme, valori e credenze.
Mostra l’efficacia della decisione di gruppo che passa per la
discussione => comporta partecipazione attiva, coinvolgimento,
impegno, ed ancora le credenze e le motivazioni individuali alla
cultura e alle norme del gruppo.
Introduce il metodo innovativo della ricerca azione.