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Analisi sociale e urbana

I paradigmi della ricerca sociale e le grandi


famiglie metodologiche

Anno Accademico 2020-2021


Prof. Giuliana Costa
I materiali di testo di questa
lezione
• “Ricerca quantitativa e ricerca qualitativa”, nel
manuale di Corbetta, pag. 39-71
• E per chi volesse capire di più ma non è
obbligatorio “I paradigmi della ricerca
sociale”, sempre nello stesso manuale, pag.
15- 38
Di che cosa ci occuperemo
• Il legame conoscenza – azione
• Il perché di questo corso
• La metrica, le lenti che utilizziamo per comprendere e
rappresentare la realtà
• Una distinzione che serve a orientarsi: ricerca qualitativa e
ricerca quantitativa
• I dilemmi che riguardano la necessità di andare a fondo e
nel contempo di sintetizzare
• ………………
• ………………
Perché questo corso
• Volontà di sapere, di porsi delle domande e di
comprendere le relazioni esistenti tra i fenomeni sociali
• Kit di attrezzi utili per indagare la realtà andando al di là del
senso comune, problematizzare, non dare per scontato
• Avendo come primo alleato SEMPRE il dubbio
• Cambiando punti di vista, soprattutto cambiandolo rispetto
al punto di partenza
• Con l’obiettivo (ma lo vedremo meglio oltre) di
sistematizzare il sapere e fornire sintesi di ordine superiore,
collegando (si spera) la ricerca alla teoria
• Imparare a fare o quanto meno acquisire la capacità di
capire ciò che fanno gli altri….
• Acquisire un linguaggio
La metodologia o discorso sul metodo
ha per oggetto le regole, i principi, le
condizioni formali che stanno alla base della
ricerca scientifica e che consentono di
ordinare, sistemare, accrescere le nostre
conoscenze
+++

Riflessione su ciò che facciamo (in senso molto


lato però!)
Le tecniche di ricerca
• Sono gli strumenti della ricerca scientifica
• Il complesso di specifiche procedure operative
di cui una disciplina scientifica si avvale per
l’acquisizione e controllo dei propri risultati di
ricerca empirica
• Attenzione all’eccesso di specializzazione, di
conformismo della tecnica e di chiusura
prematura delle concezioni scientifiche
Ma perché nasce la questione del
“metodo”?
• Trasformazioni sociali secolo XIX
(modernizzazione) portano alla necessità di
conoscere la realtà sociale nel senso di
comprenderla, prevedere e individuare azioni
su di essa
• Scienze della natura X scienze della società,
con diversi oggetti e con diversi modi di
indagarli
I due paradigmi o scuole di pensiero
nella ricerca sociale
positivista interpretativista

Esiste una realtà oggettiva, esterna Non esiste una realtà oggettiva
all’interpretazione dei singoli
Analisi oggettiva dei fatti sociali Interpretare la realtà

Spiegarepositivista
i fatti interpretativista
Comprendere i fatti

Analisi prevalentemente per variabili Analisi prevalentemente per soggetti

Logica del controllo, conferma di ipotesi Logica della scoperta, esplorare il


attraverso la ricerca empirica possibile
Formulare leggi Fornire possibili connessioni causali tra
elementi che compongono un fenomeno
Giusto per saperlo…
Paradigma positivistico Paradigma interpretativista
Émile Durkheim Max Weber
In sociologia…. Émile Durkheim
Pone le basi per un metodo sociologico:
1)Considerare i fatti sociali come cose, anch’essi,
come quelli naturali, non manipolabili
2)La realtà sociale è oggettivamente conoscibile se
lo studioso rimane distaccato
3)Utilizzare strumenti oggettivi come la statistica e
la matematica per definire e descrivere i fatti sociali
e le loro relazioni attraverso procedure di controllo
sperimentale propria del metodo scientifico
Emile Durkeim
(one of the fathers of sociology)
The rules of sociological method (1919):
“A social fact is every way of acting, fixed or not, capable of exercising on
the individual an external constraint; or again, every way of acting which
is general throughout a given society, while at the same time existing in
its own right independent of its individual manifestations” + “The
determining cause of a social fact must be sought among the antecedent
social facts and not among the states of the individual consciousness”
Neo-positivismo
• Dai primi del 900’ critica a ciò che viene chiamato realismo ingenuo
• Dalla fisica (il principio di indeterminatezza di Heisenberg) alla
ricerca psico-sociale (Elton Mayo e la ricerca alla Western Electric di
Hawthorne) si evidenzia come i particolare nelle scienze sociali il
ricercatore provoca delle distorsioni nel momento in cui si accosta
al suo oggetto di studio.
• E allora, poiché l’osservatore sociale non può conoscere la vera
essenza della realtà i risultati cui perviene non possono essere
giudicati veri ma solo verosimili, in attesa di una loro possibile
futura falsificazione, come dirà Karl Popper. Consapevolezza della
provvisorietà della proprie conclusioni.
• Paul Lazasfeld e il linguaggio delle variabili
• Ogni assunto può venir definito scientifico se assolve a due criteri
fondamentali: se può essere verificabile e replicabile
Il paradigma interpretativo
• Max Weber ne fu il teorico ponendo le fondamenta
della metodologia interpretativista
• Il concetto di «weltanshauung», visione del mondo
• La conoscenza della realtà sociale non deriva dalla sua
osservazione distaccata ma dalla capacità dello
studioso di interpretarla correttamente
• Comprendere l’azione, si studia la realtà sociale a
partire dall’azione dotata di senso
• Si deve assumere il punto di vista dell’altro cercando di
capire dal di dentro le motivazioni, presupposti e le
specificità dell’oggetto di studio sia esso un individuo o
una società
Ma poiché c’è anche qui un obiettivo di trovare qualche
elemento di generalizzazione degli eventi analizzati…
Max Weber per la ricerca sociale…

• Unilateralità: la selezione dell’oggetto di studio, le modalità con ci


questo viene affrontato, i criteri che guidano la scelta di
approfondire alcuni elementi anziché altri, sono soggettivi
• Avalutatività: all’elemento di discrezionalità se ne deve aggiungere
uno che regolamenti il processo analitico; lo studioso, nel momento
in cui si accinge ad analizzare un fenomeno deve evitare di dare
giudizi di valore sullo stesso (o li esplicita fin dall’inizio per evitare
che riemergano in maniera non controllata nel corso dello studio)
• “Tipo ideale”: astrazione generalizzante, idea che non esiste allo
stato puro ma che designa una sorta di astrazione entro i cui
termini vengono descritte tutte le caratteristiche salienti di
fenomeni allo studio per organizzare il sapere secondo griglie ( e
Weber lo ha fatto estesamente: democrazie, burocrazie, forme
dell’agire sociale, forme di potere).
Gli esiti dei due modi di guardare il mondo in termini di
ricerca empirica attraverso due studi che hanno lo
stesso tema, la delinquenza giovanile*

Crime in the Making.


Pathways and Turning Islands in the street.
Points Through the Life, Gangs and American
di Robert J. Sampson e Urban Society , di
John Laub, USA, 1993. Martin Sanchez
Jankowski, USA, 1991

* Nel Corbetta
Crime in the Making. Una ricerca in
pieno paradigma neopositivista
• Ritrovamento di 60 scatoloni di materiali della ricerca condotta da
Sheldon e Eleanor Glueck più di 30 anni prima
• Analisi secondaria con una ri-analisi dei dati raccolti tra il 1939 e il 1963
• Informazioni su 500 autori di reato all’epoca tra 10 e 17 anni e 500 non
autori di reato con un ulteriore ritorno con 2 studi successivi
raggiungendo più di 400 per ogni gruppo
• Dati di base provenienti da case di correzione, scuole servizi sociali,
interviste a giovani e alle loro famiglie
• La procedura di quantificazione utilizzata è la costruzione di un “indice di
comportamento deviante non ufficiale: comportamenti illegali +
comportamenti di cattiva condotta” mentre la devianza ufficiale definita
sulla base dei reati effettivamente denunciati all’autorità giudiziaria era
rappresentata dalla variabile dicotomica autore- non autore di reato
Cosa si ripropongono di fare
• Criticano le teorie che si concentrano solo sull’adolescenza nello spiegare
l’insorgenza di comportamenti devianti e propongono una teoria del
comportamento criminale in una prospettiva di ciclo di vita.
• Rivedono i legami tra gruppi variabili che potevano spiegare il
comportamento deviante
• Anziché stabilire un legame diretto tra variabili strutturali e devianza
pensano che vi siano delle variabili intervenienti che spiegano di più.
• Loro chiamano queste variabili di “controllo sociale informale”. Sarebbero
i legami informali (nella famiglia, nella scuola, nel matrimonio, gruppo dei
par, lavoro) a determinare il comportamento individuale deviante o meno
• I capitoli della ricerca si sviluppano tutti nello stesso modo: a) quadro
teorico, b) rilevazione empirica, c) risultati dell’analisi, d) ritorno alla
teoria. Vediamone uno.
Il modello teorico sull’influenza delle variabili strutturali di base
e delle variabili di processo sul comportamento deviante

Affollamento abitativo Padre erratico, freddo e minaccioso


Disgregazione familiare Madre erratica, fredda e minacciosa
Dimensione familiare Mancanza di supervisione materna
Basso status socio-econ. Rifiuto, ostilità da parte dei genitori reato
Nascita all’estero Rifiuto dei genitori da parte dei
Mobilità residenziale ragazzo
Occupazione della madre
Devianza paterna
Devianza materna
Variabili processuali

Variabili strutturali di base


L’analisi dei dati in Crime in the
Making
• Gli autori mettono in relazione i tre blocchi di
variabili, di due in due e riscontrano sempre forti
correlazioni ma….
• L’analisi del modello intero fa emergere come le
variabili strutturali non hanno un effetto diretto
sul comportamento deviante ma la loro azione è
mediata dalle variabili processuali
• Gli autori calcolano che il 73% delle variabili
strutturali e mediato dalle variabili processuali
familiari
Islands in the Street. Una ricerca in
pieno paradigma interpretativo.
• Studio di gangs di città diverse (Los Angeles, New York,
Boston), con connotazioni etnica diversa, con
dimensioni diverse per un totale di 37 gangs
• Osservazione partecipante per 10 anni inserendosi
pienamente nella vita dei gruppi
• accettazione con un mese di permanenza, un ritorno
successivo di 5-10giorni e un altro ancora di 2-6 giorni
negli ultimo 3 anni di studio
• Raccolta dati con registrazione appunti su un taccuino
nel corso dell’osservazione accompagnati da sintesi e
riflessioni giornaliere e settimanali
• L’idea di fondo è che l’adesione ad una gang sia, nei contesti urbani, una
scelta razionale e non una deviazione patologica dalle norme sociali
• La riflessione di Jankowski si sviluppa su tre linee: l’individuo e il suo
rapporto con la gang, la gang come organizzazione, la gang e la comunità
• Come fa l’interpretazione del materiale empirico? Per esempio, nel
primo capitolo cerca di rispondere alla seguente domanda: chi entra in
una gang e perché? Respinge le 4 risposte della letteratura specializzata
(perchè si proviene da famiglie disgregate, cercano una identificazione
con maschi, perché espulsi dal sistema scolastico e via dicendo) e ne
individua invece sei motivazioni: incentivi materiali, per divertimento,
come rifugio e nascondiglio, come luogo di resistenza, protezione fisica,
impegno comunitario
Esempi

Paradigma positivista e paradigma


interpretativo
Le procedure comuni nella ricerca
1. Il disegno della ricerca: definizione dei temi, degli obiettivi, dei
criteri di scelta, delle tecniche
2. La costruzione della base empirica: decisioni in merito a dove,
come e quando la ricerca verrà effettuata, raccolta informazioni
3. L’organizzazione dei dati: trasformazione delle informazioni
raccolte in dati più o meno strutturati
4. L’analisi dei dati: insieme di procedure di tipo formale o meno che
vengono utilizzate per trovare delle relazioni significative tra gli
elementi raccolti ed organizzati precedentemente
5. L’esposizione dei risultati: comunicazione dei principali risultati cui
è giunta l’analisi e raccordo con il livello di conoscenze precedenti
Ciò che differenzia i due tipi di ricerca
• La strutturazione delle varie fasi che
dall’interrogativo iniziale portano alla stesura
della ricerca
• Nel paradigma interpretativo ci si interroga sul
perché, ci si concentra sulla dimensione della
scoperta del punto di vista dell’attore sociale, si
vogliono capire le manifestazioni del mondo
umano nelle individualità
• Nel paradigma neopositivista invece, si vuole
validare empiricamente delle ipotesi per scoprire
le uniformità del mondo umano
Ma… attenzione!
• Corbetta ci ricorda che: l’obiettivo della ricerca non può essere solo
quello di descrivere la realtà nelle sue varie articolazioni ma fornire
delle sistematizzazioni e delle sintesi di ordine superiore (siano esse
delle spiegazioni o delle interpretazioni). E’ l’unico modo di connettere
la ricerca alla teoria
• Sapere che profondità e ampiezza sono fortemente correlate
• Pari dignità dei due metodi
• La scelta dell’approccio dipenderà dall’obiettivo di ricerca e anche
però… delle inclinazioni dei singoli e della capacità dei ricercatori di
padroneggiare le tecniche…
• Bella la metafora della ricerca sociale come un dipinto della realtà. Si
sceglie una prospettiva, non c’è una rappresentazione assoluta e
“vera” della realtà!
Impostazione della ricerca
Ricerca quantitativa Ricerca qualitativa

Relazione teoria-ricerca -Strutturata, fasi -Aperta, interattiva


sequenziali

Funzione della letteratura Fondamentale per Di supporto


definire ipotesi e teoria

concetti Trasformati in variabili Orientativi (sensitivazing


empiricamente concepts)
osservabili
Interazione ricercatore- Distacco fisico ed Prossimità, contatto,
oggetto di studio emotivo) empatia
•Rilevazione
Ricerca quantitativa Ricerca qualitativa

Disegno della Precede la ricerca, Destrutturato, costruito


ricerca strutturato nel mentre della ricerca

Rappresentatività Le generalizzabilità dei Importante è la


risultati è importante comprensione, inseguendo
anche casi atipici
Strumento di Uniforme per tutti i Varia
rilevazione soggetti (per fare la
matrice dati)
Natura dei dati Oggettivi e Ricchi, profondi
standardizzati, non
esposti alla soggettività
né del ricercatore né del
sogg. Studiato
Analisi dei dati
Ricerca quantitativa Ricerca
qualitativa
Oggetto La variabile (analisi per variabili) L’individuo
dell’analisi (analisi per
soggetti)
Obiettivo Spiegare la variazione delle Comprendere i
dell’analisi variabili (come var. quelle soggetti
dipend. al variare di quelle
indip.)
Tecniche Uso intenso Nessun uso
matematiche
statistiche
Risultati
Ricerca quantitativa Ricerca qualitativa

Presentazione dei dati Tabelle, schemi Brani di interviste, di testi

generalizzazioni Correlazioni. Modelli causali Classificazioni e tipologie. Tipi


Logica della causazione ideali.
Logica della classificazione

Portata dei risultati Generalizzabilità specificità