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MANUALE DI SOCIOLOGIA, SMELSER.

I sociologi basano la loro conoscenza sullo studio del mondo empirico ed essi
cercano non solo di spiegare, ma anche di spiegare in modo scientifico. Possiamo
definire la sociologia come lo studio scientifico della società e dei rapporti sociali.
Normalmente dividiamo il mondo in insiemi diversi di fatti. Ci sono i fatti biologici,
quelli psicologici, quelli sociologici... Partendo da questo mondo scontato di
classificare il mondo, sembrerebbe logico che ciascuna disciplina si occupasse di un
certo insieme di fatti e non di altri . In realtà un approccio del genere non può
funzionare perché un unico fatto può interessare tutta una serie di discipline. La
sociologia appunto non si occupa di uno speciale insieme di fatti che si riferiscono al
comportamento umano, ma si occupa del comportamento interpretandolo all'interno
di un particolare schema concettuale. E' questo che dà al fatto il suo significato.
Bisogna invece di cercare i fatti, chiederci quali schemi concettuali i sociologi usino
per guardare il mondo. Questi schemi possono ricondurre a cinque seguenti.

 Il primo è demografico o ecologico. La demografia e l'ecologia cercano di


trovare una spiegazione ai modelli secondo i quali si nasce, si muore e si
emigra e ai tratti correlati della popolazione umana. Questo schema è stato
applicato a un'ampia gamma di contesti, in particolare alla crescita della
popolazione nei paesi del Terzo Mondo.

 Il secondo schema concettuale è fornito dal campo della psicologia sociale e


cerca di spiegare il comportamento nei termini del significato psicologico per
gli uomini in quanto tali, ossia in termini di motivi, pensieri, capacità,
atteggiamenti sociali e senso di identità delle persone. Si tratta di un approccio
psicologico che occupa però un largo spazio anche i n sociologia. Gli psicologi
sociali conducono le ricerche su un gran numero di argomenti: come
interagiscono le persone in piccoli gruppi, come si formano gli atteggiamenti,
come interagiscono società e personalità nel processo di socializzazione e
infine come si formano le opinioni e come si traducono in comportamenti
collettivi quali manifestazioni o episodi di panico collettivo.

 Il due schemi sopra citati sono centrati sull'individuo. Dallo studio di due o più
persone che formano un gruppo o un'organizzazione emerge un terzo schema,
centrato sul collettivo. I sociologi studiano gruppi primari come le famiglie e
le associazioni volontari, organizzazioni formali come l'esercito o società nel
loro complesso che vengono considerati come i schemi di individui dai
ricercatori. Esso è utile per stabilire il grado in cui i membri della medesima
classe o razza, o dello stesso gruppo etnico, di età o di sesso formino gruppi
per promuovere i loro interessi.

 Un quarto schema nasce quando al vita sociale viene considerata non più
riferimento alle persone interessate, ma in riferimento alle relazioni strutturali
che definiscono la loro interazione. Nella nostra società troviamo un gran
numero di ruoli. Non solo all'interno delle coppie e delle famiglie, ma
nell'intera società il comportamento delle persone è strutturato da complesse
reti di ruoli.

 Il quinto schema riguarda i tratti culturali che regolano, giustificandone danno


significato al comportamento sociale. Regole e di comportamento o norme,
stabiliscono il modo in cui le persone e i gruppi si comportano tra loro. Un
altro aspetto della cultura è costituito dalle idee su ciò che è desiderabile e ciò
che non lo è; e queste idee, che sono anche dette valori, assicurano stabilità
dell'ordinamento sociale. Vi sono poi anche anche le ideologie e le cosmologie
che danno significato ai valori e alle norme; come per esempio le ideologie dei
movimenti sociali, come il socialismo, e le religioni, come il cristianesimo.

L'obbiettivo principale dei sociologi è quindi di trovare regolarità e variazioni nei


fatti messi in luce da questi schemi concettuali e di proporre le migliori spiegazioni
possibili di questi modelli e delle loro variazioni.

Le scienze sociali si occupano tutte del comportamento umano. Queste discipline


condividono in buona misura orientamenti e metodi di base.. I loro oggetti di studio
tendono anche a sovrapporsi. Nonostante queste affinità tuttavia vi sono anche
notevoli differenze.
La psicologia si occupa specificatamente dell'individuo. E quella sociale esplora i
rapporti tra individuo, gruppi, organizzazione e forze sociali.
Gli economisti studiano fenomeni quali la produzione, la distribuzione delle risorse e
i consumi. I fattori economici interessano i sociologi quando influiscono sul
comportamento sociale o ne vengono influenzati. Ma l'economia si pone obiettivi più
definiti della sociologia e ha elaborato un apparato più formale di principi e leggi.
Gli scienziati politici studiano i modi in cui le persone e i governi ottengono e fanno
uso del potere e il modo in cui il potere è distribuito all'interno di una società. Come
l'economia, la scienza politica ha un campo di analisi più limitata della sociologia;
infatti essi si occupano di un singolo aspetto della vita sociale, non della vita sociale
in genere, ma hanno comunque più punti in continuo con i sociologi rispetto che con
gli economisti.
La storia è quella apparentemente meno simile a una scienza sociale. Eppure gli
storici, come i sociologi, si occupano dei fatti e spesso costruiscono teorie; fanno
ricorso a un ampia gamma di eventi economici, politi, psicologici. S i deve però
tenere presente che la storia si occupa soprattutto del passato e la sociologia delle
società attuali. Storia sociale punti in comune.
Antropologia e sociologia sono parecchio simili. Gli antropologi hanno studiano in
genere piccole società, non occidentali, preletterate, mente i sociologia si possono
occupare delle grandi e moderne società europee e nordamericane. Questa distinzione
in tempi recenti però si è andata persa. Vi è un'importante differenza con i metodi. Gli
antropologi tendono ad approfondire lo studio delle specificità delle culture che
studiano, i sociologi invece prevalgono con la ricerca di leggi generali o modelli di
comportamento che si possono applicare a più di una società.
Tutte le discipline pero si interessano alla realtà empirica e tutte fanno uso di metodi
nel tentativo di spigare le strutture e i processi propri alle società umane.

I sociologi hanno affrontato lo studio della società a due livelli, micosociologico e


macrosociologico. Il primo si occupa delle interazioni quotidiane delle persone,
influenzati certamente da Max Weber. Qui l'accento vine posto sugli individui, sugli
atti , le motivazioni e i significati che fanno forma alle interazioni sociali, le quali a
loro volta sostengono e modificano le strutture della società. La macrosociologia,
influenzata da Spencer e Durkheim, pone l'accento sui modelli ci che caratterizzano
intere società. Questi modelli o strutture comprendono la famiglia, l'istruzione, la
religione e l'ordinamento politico ed economico, considerati come fatti che hanno
una realtà empirica distinta e quasi autonoma rispetto ai membri della società. Le
persone nascono all'interno di una serie di stretture sociali e ne sono influenzate. I
macrosociologi studiano l'impatto della società dell'individuo .

Sociologi hanno proposto un certo numero di teorie che cercano di descrivere e


spiegare l'interazioni. La prospettiva che appare dominante però in microsociologia è
l'interazionismo simbolico. Questa scuola si rifà all'opera di Gerge Herbert Mead e ha
trovato piena espressione negli studi di Hrrbert Blumer. A differenza del
comportamento degli organismi più semplici, quello umano non può essere
considerato come una serie di risposte a stimoli diretti del mondo esterno nella
maggior parte dei casi: essi appunto attribuiscono significati simbolici agli stimoli e
ne rispondo ai primi piuttosto che ai secondi. Resti stimoli comprendono parole,
oggetti, espressioni facciali, azioni. Vi sono anche stimoli ambigui, che rendono più
difficile alle persone capire che cosa voglia dire il comportamento di altre. Gli
interazionisti simbolici si occupano delle azioni delle persone impegnate in attività
quotidiane. Sulla scia di Weber, studiano i significati che le persone attribuiscono alle
loro azioni e l'origine di questi significati.

A livello di macrosociologia, le teorie dominanti sono due: il funzionalismo e la


teoria del conflitto.

 -Il funzionalismo trae origine da Herbert Spencer che paragonava la società


agli organismi viventi e riteneva che le loro varie parti costituissero sistemi i
quali a loro volta, operavano inseme come un tutto funzionante. Come i diversi
organi e sistemi di un compor complesso sono dissimili tra loro, così le parti di
un0unita sociale comprella ed evoluta tendono a differenziarsi tra loro. Ogni
parte di una società o di un corpo vivente ha una sua funzione e il tutto è
costituito da parti indipendenti. Emile Durkheim utilizzo questo quadro per lo
studio della società. Se essa, come un organismo, è costituita da molte parti
diverse, che contribuiscono al funzionamento del tutto, per spiegare un fatto
sociale è necessario mostrarne la funzione nell'ordinamento della società. Nel
corso degli ultimi decenni il funzionalismo ha subito delle ridefinizioni. I
principali presupposti sono:
 -Una società è sistema di parti correlate;
 I sistemi sociali tendo a essere stabili perché sono dotati al loro interno di
meccanismi di controllo e integrazione;
 -Le disfunzioni esistono, a tendono a risolversi o essere integrate nel sistema;
 Il mutamento è solitamente graduale;
 - L'integrazione sociale è prodotta dal consenso di gran parte dei membri della
società su un cetro insieme di valori e rappresenta l'elemento più stabile del
sistema sociale.
La teoria del conflitto. Il pensiero di Marx faceva riferimento a questa prospettiva.
Affermava che gli individui fossero divisi in classi e che ciascuna classe sfruttasse
l'altra o ne fosse a sua volta sfruttata. In una continua lotta tra classi. Uno dei
sociologi contemporanei di questo pensiero fu Ralf Dahrendorf che rifiuta gran parte
del pensiero marxista, ma ne utilizza le parti che egli condivide. Invece di ritenere per
empio le classi determinate da fattori economici, egli definisce le classi come
determinate da fattori politici , e in particolare dall'ineguale distribuzione delle
autorità. La società poi viene mantenuta insieme non da valori condivisi, ma dalla
forza e dalla coercizione:
 Il cambiamento, conflitto e coercizione sono elementi determinanti di una
società;
 - La struttura sociale si basa sul dominio di alcuni gruppi da parte di altri;
 Ciascun gruppo nella società ha una serie di interessi
comuni,indipendentemente dal fatto che i suoi membri ne siano o meno
consapevoli;
 quando gli individui diventano consapevoli dei loro interessi comuni possono
diventare una classe sociale
 L'intensità del conflitto di classe dipende dalla presenza di certe condizioni
politiche e sociali, dalla distribuzione dell'autorità e delle ricompense e dal
grado di apertura del sistema della classi.
Mente i i funzionalisti considerano la società stabile e integrati, i teorici del conflitto
la vedono in continuo mutamento e soggetto a conflitto; i funzionalisti mettono in
risalto l'accordo tra i membri di una società sui valori, mentri i teorici sottolineano la
coercizione esercitata da alcuni membri della società sugli altri. Il funzionalismo non
tiene conto poi del fatto che in quasi tutte le società non è mai un completo accordo
sui valori; non riesce nemmeno a spiegare i cambiamenti imporvisi, come le
rivoluzioni o cambiamenti che deviano dal conflitto interno. La teoria del conflitto
però non riesce a spiegare perché la società continui a restare unita e a funzionare
nonostante il continuo mutamento. Il dibatti è tuttora e rimarrà aperto.

La ricerca prende spesso le mosse da un'idea sulla causa di un evento o di un modello


di comportamento. E le ipotesi nono sono idee isolate,ama sono sempre radicate in
una o più teorie correlate, dettate da una variabile dipendente e indipendente che
creano rapporti di causa effetto.
Vi sono una serie di tecniche per individuare i rapporti d cause effetto nella vita
sociale.
L'indagine per campione. Forse lo strumento più diffuso nelle scienze sociali. Il
ricercatore comincia definendo con molta attenzione il gruppo di persone che
desidera studiare: la popolazione. Per ragioni pratiche il passo successivo è quello di
selezionare n campione, cioè una parte della popolazione da studiare. Con un
campione ben scelto è possibile raggiungere conclusioni valide per l'intera
popolazione.
Il lavoro sul campo. I ricercatori si trasferiscono negli ambienti che vogliono studiare
e osservano direttamente i comportamenti abituali degli individui. E registrare
sentimenti e comportamenti nel corso di un'indagine è necessario trovare persone che
ricordino che cosa hanno provato o come hanno agito in un determinato momento.
C'è così un primo grado di distacco tra i risultati dell'indagine e la vita reale delle
persone studiate. I ricercatori sul campo aggirano questo problema perché sono
presenti e possono osservare i loro soggetti direttamente.
La ricerca storica Lavorano su fonti storiche.
Ricerca di laboratorio. E' utile per spiegar i rapporti tra concetti ben definiti. Il
ricercatore comincia con un'ipotesi, per verificarla si possono dividere i soggetti in
due gruppi identici; . Il gruppo sperimentale viene esposto alla variabile indipendente
(la condizione che si pensi provochi un certo risultato), mentre il gruppo di controllo
non viene esposto a questa variabile. Questo esperimento può avvenire anche sul
campo anche se questi avranno risultati meno nitidi, visto che i soggetti agiscono nel
loro ambiente in modo più significativo rispetto ad un laboratorio.

In sintesi, i sociologi cercano di seguire le regole della ricerca scientifica, che


richiedono un trattamento e un controllo sistematico della cause potenziali, allo scopo
di individuare le cause vere degli aventi sociali o del comportamento. A volt questi
sforzi prendono la forma di esperimenti in cui si possono controllare analogie e
differenze tra gruppi; altre volte assumono la forma di metodi statistici, in cui certi
fattori vengono mantenuti costanti, mentre si studia l'effetto degli altri; altre volte
ancora implicano il confronto di un dato caso con altri, simili per certi aspetti ma
differenti per altri, in modo da isolare la causar reale.