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Diritto e societ. Elementi di sociologia del diritto FERRARI.

CONCETTI GENERALI SULLA SOCIOLOGIA DEL DIRITTO La Sociologia del Diritto (o Sociologia Giuridica) la Scienza che studia il diritto come modalit dazione sociale, quindi la Scienza che studia le azioni umane che sispirano al diritto, comprendendone il senso, verificando se esso sia socialmente condiviso e individuandone gli effetti concreti. Rappresenta una branca specialistica della Sociologia, con la quale condivide il metodo dindagine (consistente in uno stretto collegamento tra teoria e osservazione dei fenomeni sociali), ma dalla quale differisce per il fatto di considerare il diritto quale variabile influenzante i vari processi sociali, ragion per cui sotto certi aspetti precede la stessa nascita della Sociologia come Scienza. Il tema classico della Sociologia del Diritto quindi il rapporto tra diritto e mutamenti sociali secondo una relazione reciproca bidirezionale, vale dire il modo in cui il diritto modifica la relazioni sociali ed il modo in cui i mutamenti sociali influenzano il diritto e la concezione stessa del diritto. La Sociologia del Diritto affronta il diritto quale elemento variabile (da considerare in relazione agli altri fattori influenzanti lagire umano, quali leconomia, il potere politico, la religione, la cultura, le scoperte della Scienza), mentre la Scienza del Diritto (della quale si occupano i Giuristi) studia il diritto assumendolo quale elemento costante statico coma fatto positivo, cio stabilito da unautorit. La Sociologia del diritto analizza il rapporto tra Norme e azioni sociali, cio gli effetti delle Norme, e come esse sono vissute dai cittadini. Il Giurista svolge un ruolo teorico e pratico, descrittivo e prescrittivo, mentre la Sociologia del Diritto svolge un ruolo teorico e descrittivo, non prescrittivo, quindi solo valutativo delle relazioni fra i vari fenomeni sociali. La Sociologia del Diritto si pone cos come ponte tra la Scienza del Diritto e la Sociologia quale Scienza. La Scienza della Sociologia nasce con il filosofo francese positivista Auguste COMTE (1789-1857), il quale, secondo appunto la concezione del Positivismo, esaltava il valore della Scienza nellevoluzione dellumanit, assegnandole un ruolo di progresso simil-salvifico, fondato sul metodo empiristico, quello della semplice analisi dei fatti oggettivi per trarre delle leggi generali. La Sociologia concepita come lo studio scientifico dei comportamenti sociali, equiparabili alle leggi di natura, quindi spiegabili in termini di rapporto causa/effetto, cercando di capire le leggi che li regolano. La Sociologia nasce quindi con la pretesa di studiare i fenomeni sociali secondo il modello delle Scienze Naturali, quando invece i fatti sociali non sono del tutto assimilabili ai fenomeni naturali, poich prima ancora di essere spiegati, devono essere compresi nel loro significato, dal momento che gli esseri umani si esprimono attraverso atti di comunicazione, composti da segni che agiscono a livello simbolico. I fatti sociali dipendono dai pensieri, dalla volont e dai sentimenti di esseri umani, ragion per cui, essendo gli atti umani atti liberi (seppure condizionati dalle leggi naturali e situazioni politiche), essi non sono prevedibili sulla base di semplici leggi meccaniche, ricavabili dallanalisi dei casi concreti mediante metodo induttivo, quello cio di ricavare leggi generali dallosservazione di fatti particolari (metodo deduttivo invece quello di dedurre da principi generali universali leggi particolari mediante semplici procedimenti logico-razionali). Come ben evidenziato da WEBER, gli atti sociali sono azioni che i soggetti umani compiono in forza di una motivazione come atti liberi e simbolici, cio provvisti di un senso.

La sola cosa che accomuna Scienze Naturali e Scienze Umane (tra cui appunto la Sociologia) la prospettiva sistematica, cio il concepire la realt come un sistema, un complesso di elementi interagenti tra loro. Da questo punto di vista, la societ va quindi considerata non solo come un insieme di individui, ma anche delle loro relazioni.

PRINCIPALI CONCEZIONI SOCIOLOGICHE Vi sono fondamentalmente due tipi di concezioni sociologiche: 1. TEORIE DEL CONFLITTO = concepiscono la societ umana non come realt armonica integrata, bens come realt divisa in gruppi tra loro contrapposti. Le principali Teorie del conflitto sono due: - Teoria Marxista - il conflitto fra due sole classi, portatrici di interessi opposti: la borghesia (che detiene la propriet privata dei mezzi di produzione) ed il proletariato (che dispone della propria forza-lavoro quale unico bene). Il potere giuridico viene concepito alle dipendenze del potere economico, come anche quello politico. - Teoria Liberista (o Liberale) - deriva dalla visione economica di Adam SMITH, dalla teoria politica di John Stuart MILL e dal pensiero sociologico di WEBER. Tale teoria ha una visione pluralista del conflitto sociale, concependolo quale conflitto tra interessi di molteplici gruppi sociali, che nascono e muoiono, mutando quindi nel tempo. Queste due teorie differiscono anche nel modo di concepire il Potere, altro elemento fondamentale (oltre alleconomia) nella dinamica sociale. Per la teoria Marxista, il potere subordinato alleconomia; mentre per la Teoria Liberale il potere non riguarda la sola sfera economica, bens altri ambiti dazione, innanzi tutto quello politico. WEBER defin il potere come la capacit di far seguire alle proprie intenzioni, mediante decisioni, determinati risultati, ottenendo lobbedienza di altri soggetti. 2. TEORIE DELLINTEGRAZIONE = concepiscono la Societ come un insieme di elementi interagenti tra loro, ognuno dei quali contribuisce in modo ordinato al benessere del sistema sociale nel complesso a seconda della funzione che svolge (anche per questo si parla di teoria funzionalistica). Capostipite di tale linea di pensiero fu il francese DURKHEIM nel XIX secolo, il cui pensiero fu sviluppato da PARSON e LUHMANN, vissuti nel XX secolo e la cui visione fu influenzata anche da WEBER, avendo essi dato valore al carattere culturale e simbolico delle relazioni umane, come concepito appunto da Weber. Parson propone una visione della Societ come un insieme di individui (detti attori sociali) che interagiscono fra di loro, rispondendo a norme e aspettative sociali in relazione al ruolo che essi ricoprono nella Societ. Tali ruoli rappresentano la struttura basilare di un sistema sociale, allinterno del quale il sistema giuridico svolgerebbe un ruolo integrativo, volto a rendere meno conflittuali fra loro i rapporti fra i differenti ruoli, favorendo pertanto la coesione sociale. Una tale visione rifletterebbe il sogno americano di una Societ armonica e ricca di opportunit (chances) individuali, visione questa pertanto eccessivamente idealizzata, dimenticando essa le disuguaglianze sociali, tali per cui non sarebbe vero che ogni elemento sociale collabori al benessere comune. Da parte sua Luhmann, pi vicino al pensiero di Weber, concepisce la Societ umana non tanto come un insieme di individui, quanto piuttosto come un insieme di atti di comunicazione, dotati di un senso sociale, per cui ogni sistema

(politico, economico, giuridico) non sarebbe che una struttura significativa, volta cio a conferire un senso alle aspettative sociali, per adempiere a funzioni essenziali per la vita umana, rendendo pi agevoli le possibili scelte di ogni individuo nei confronti delle funzioni pi essenziali della vita umana. Le Teorie del Conflitto e quelle dellIntegrazione sono accomunate fra loro dal fatto di considerare la Societ nel suo insieme e sono per queste dette Teorie Macrosociologiche. A fianco di esse nel XX secolo si sono sviluppate teorie volte ad analizzare la Societ a partire dal basso, cio a partire dai vari istituti che la compongono (famiglia, associazioni commerciali, partiti), dette per questo Teorie Micro-Sociologiche, di cui le pi note sono la Teoria Internazionista (nata a Chicago e analizza gli aspetti problematici delle relazioni fra i soggetti) e la Teoria delle Scelte Razionali, volta a conseguire il massimo risultato con il minimo sforzo, fondandosi sempre comunque sulle relazioni intersoggettive, concepite come dipendenti da opportunit, da saper sfruttare nel momento giusto.

IL METODO IN SOCIOLOGIA Il metodo in sociologia quello di partire sempre da una data Teoria, ponendosi poi un interrogativo, che porti alla formulazione di unIpotesi, la quale dovr poi venire verificata, per essere confermata o smentita dallosservazione diretta dei fatti sociali, vale a dire dallesperienza, quindi secondo una ricerca empirica. Le tecniche della ricerca empirica, volte a confermare o a smentire una data ipotesi, sono di 2 tipi: 1. RICERCA QUALITATIVA = consiste nella semplice descrizione della realt sociale e nella sua interpretazione, senza ricorrere a nessun calcolo numerico. 2. RICERCA QUANTITATIVA = consiste nella quantificazione dellimportanza svolta dalle possibili variabili ritenute fondamentali in un dato fenomeno sociale, valutandola con calcoli statistici. La scelta di un tipo di ricerca o dellaltra dipende dalloggetto stesso della ricerca. La ricerca qualitativa pi indicata per lo studio di piccoli gruppi sociali, mentre la ricerca quantitativa pi indicata per lo studio di ampi campioni di popolazione, della quale siano gi note le variabili principali condizionanti la vita sociale. Ovviamente entrambe le modalit di ricerca si fondano sul metodo osservazionale, cio sulla valutazione delle fonti di informazione, le cui principali sono: Le testimonianze dei soggetti: si raccolgono mediante interviste e questionari, utili solo se nella popolazione studiata esistono comunanza di linguaggio e concetti culturali). I questionari possono essere a domande chiuse (cio con risposte prestabilite) oppure aperte (cio con risposte libere). Questo il metodo pi utilizzato in sociologia, tenendo tuttavia presente che le informazioni fornite possono non essere affidabili e questo a causa della naturale tendenza delle persone a rappresentare se stesse secondo una percezione determinata da fattori psicologici e culturali. I documenti: si tratta di unosservazione pi oggettiva, tuttavia non si deve dimenticare mai la possibile falsit dei documenti. I documenti possono essere letterari (documenti giuridici o anche opere di letteratura), oppure iconografici (fotografie, documentari, dipinti). In sintesi il metodo in sociologia consiste sempre in uno stretto collegamento tra teoria e osservazione pratica. Un sistema sociale pu essere studiato secondo 2 modi principali: Sincrono: consiste nellindagare la vita sociale in un momento specifico. Si tratta quindi di una modalit statica. Diacrono: consiste nellindagare la vita sociale nel suo divenire. Si tratta perci di una modalit dinamica.

Il metodo sincronico serve a valutare se una Societ sia unitaria o differenziata al suo interno, se la differenziazione corrisponda o no ad una diversit di ruoli e di status, ed infine se essa sia rigida o elastica, se sia cio possibile cambiare status sociale facilmente o no. Societ veramente egualitarie non sono mai esistite storicamente, per cui la loro realt viene mitizzata in una lontana origine (unet delloro alle origini del genere umano) oppure in un futuro escatologico. Limpossibilit di societ egualitarie dipende dal fatto che in ogni societ esiste una stratificazione sociale: la divisione in gruppi comune a tutte le societ, secondo gruppi dipendenti da legami di consanguineit, di fede religiosa, di lavoro, razza, cultura, visione politica. I diversi gruppi possono integrarsi fra loro e cooperare oppure combattersi. La divisione in gruppi pu essere pi o meno rigida, vi pu cio essere o meno mobilit sociale, cio passaggio da un gruppo sociale ad un altro. In Sociologia, il termine Istituzione indica un complesso normativo di qualsiasi genere, che sia tale da strutturare in modo durevole un dato campo dazione sociale. Le Istituzioni sono il frutto di azioni umane organizzate e preordinate al raggiungimento di una finalit. Il metodo diacronico serve a valutare i fattori che modificano lassetto di una Societ nelle sue Istituzioni. I 3 fattori pi importanti nella regolazione della dinamica sociale sono i seguenti: 1) la PRODUZIONE: la modalit con cui sfruttare le forze naturali mediante la tecnologia. Essa rappresenta la prima esigenza di una societ, senza la quale non ha senso nullaltro. Infatti DURKHEIM identifica proprio nella divisione del lavoro il fattore determinante che induce il passaggio storico dalle societ fondate su di una solidariet di tipo meccanico (legata fondamentalmente a meccanismi di familiarit), caratterizzate da una scarsa differenziazione sociale, alle societ fondate su di una solidariet di tipo organico (legate allesistenza di diverse funzioni integrate fra loro), caratterizzate da una marcata differenziazione sociale, quindi con diverse posizioni sociali. Nella concezione Marxista il modo di produrre costituisce addirittura la base primaria della vita sociale. Ma del resto anche la teoria Liberista ammette implicitamente il ruolo centrale dellorganizzazione produttiva. 2) il POTERE: fra i tanti tipi di potere, quello Politico certamente uno strumento fondamentale di mutamento sociale, sempre pi tendente a controllare i mezzi di informazione e comunicazione di massa (mass media), che svolgono un ruolo determinante nel diffondere conoscenze e modi di sentire, su cui si costruisce il consenso sociale, il cosiddetto immaginario collettivo. 3) la CULTURA: essa rappresenta linsieme di conoscenze, idee, valori, cui un popolo si ispira nella sua vita quotidiana, conferendole un senso. In definitiva, la cultura il modo di sentire la vita, dalla scienza, allarte, sino al modo di cucinare e di vivere la sessualit. Allinterno della cultura, sono soprattutto le Norme ad avere importanza, poich esse traducono i valori culturali in modelli dazione. Va infine detto che allinterno di un ambiente culturale esistono poi sub-culture minoritarie (il mondo femminile, il mondo giovanile), che possono tradursi in movimenti e svolgere poi un ruolo fondamentale nei mutamenti sociali, di cui sono un motore. compito dellanalisi sociologica valutare limportanza dei vari fattori nellindurre un mutamento sociale. Altro compito specifico della sociologia del diritto quello di comprendere in che modo il Diritto interagisca con gli altri fattori condizionanti lazione umana nel divenire

della societ, sia nel suo complesso quale ordinamento giuridico o nelle sue singole istituzioni, sia nel rapporto tra previsioni normative e comportamenti sociali, sia in definitiva nei vari processi normativi e culturali, che portano a considerare una data azione come lecita o illecita. Problema fondamentale quindi quello di valutare in che misura un sistema giuridico rifletta o no la cultura ed i valori di un popolo. Si tratta quindi di stabilire se il Diritto rifletta gli interessi della sola classe dominante, oppure se svolga una funzione rappacificante riguardi ai vari conflitti sociali e se riduca o aumenti la disuguaglianza sociale. Domanda fondamentale della sociologia del diritto quella di stabilire se il Diritto rappresenti una variabile dipendente rispetto alla politica e alleconomia, partendo dallanalisi della condizione sociale presente (mentre la Storia del Diritto ne riconosce la storia nel tempo). Per comprendere le azioni umane, WEBER propose il metodo dei tipi ideali, da intendersi come categorie astratte-concettuali elaborate prima ancora di iniziare losservazione empirica dei comportamenti umani. Weber identifica 4 tipi generali di azioni umane (di cui 2 irrazionali e 2 razionali): - lagire razionale rispetto allo scopo: un agire rivolto a conseguire finalit compatibili con i mezzi usati e disponibili - lagire razionale rispetto ad un valore: un agire finalizzato a realizzare un valore ideale - lagire tradizionale: rappresenta linsieme delle azioni compiute per abitudine acquisita, quindi il pi delle volte razionali - lagire affettivamente: linsieme delle azioni dettate da stati emotivi, quindi irrazionali, nel senso di non indotte dalla razionalit.

DIRITTO E SOCIET Il diritto stato definito nei modi pi vari, ma due sono i principali: 1. diritto come insieme delle norme positive, ritenute obbligatorie dal potere politico, al di l del valore del loro contenuto; 2. diritto come insieme di norme che, in forza della bont del loro contenuto, meritano obbedienza sul piano morale. Quello che interessa al Sociologo la definizione di Diritto pi sentita dalle persone, che quella di diritto come norma. Inoltre nel linguaggio corrente il termine giuridico viene interpretato come sinonimo di diritto. Al di l delle singole definizioni, ci che conta che il diritto venga concepito come Sistema, cio come complesso di elementi interagenti tra loro, includendo nel Sistema non solo le norme ma anche gli atti con cui vengono applicate (ci che il sociologo del diritto VAN DE KERCHOVE defin come sistema giuridico, riferendosi alla totalit dello spazio in cui si dispiega il diritto). Dal punto di vista sociologico, tuttavia pi conveniente limitarsi a considerare come Diritto linsieme delle norme giuridiche, in modo da non confondere fra loro il Sistema delle Norme ed il Sistema delle Azioni collegate alle norme.

Il termine Norma di derivazione latina e indica la squadra, nel senso dello strumento usato in geometria, ad indicare che la Norma ci che guida e misura una data azione. La Norma in definitiva non che un modello, cui si rapporta unazione, oppure cui potrebbe o dovrebbe rapportarsi. Le nostre azioni il pi delle volte sono ispirate da modelli inconsci, interiorizzati dal soggetto e che appunto sottostanno alle nostre azioni e che producono effetti sociali, per cui lanalisi psicologica fondamentale anche in sociologia. Le Norme, in quanto atti di comunicazione, sono composte da segni, cio unit espressive, il cui significato deve essere desunto riferendosi a codici. La comunicazione umana possibile se sia chi emette un messaggio sia chi lo riceve, si riferiscono agli stessi codici, cos da trarne le medesime informazioni, secondo quindi un rapporto di circolarit, per cui si parla di Circolo Semiotico. In realt, fra lemittente ed il ricevente sinserisce un mezzo, un intermediario, che potr trasmettere il messaggio originario della Norma pi o meno fedelmente. Ad agire come mezzo vi possono essere sia il Giurista (che interpreta giuridicamente le norme), che i mass-media, cio i mezzi di comunicazione di massa, che traducono il linguaggio tecnico-giuridico in linguaggio comune, con le conseguenti inevitabili deformazioni interpretative, le quali potranno aggravare il gi fisiologico spazio di indeterminatezza di una Norma (secondo quanto affermato da Kelsen). La tecnica sociale di condizionamento dei comportamenti umani innanzitutto la pressione psicologica esercitata dalla paura di una sanzione, cui sempre collegata una norma in quanto obbligazione, pur potendo una norma essere anche collegata a una ricompensa o a un vantaggi, per cui si parler in questo caso di sanzione positiva, per differenziarla dalla sanzione negativa volta alla pena. Non tutte le norme sono collegate a sanzioni punitive o positive, dal momento che alcune norme si limitano ad attribuire diritti e doveri. Ci che conta non quindi la singola norma in s, quanto piuttosto il modo in cui organizzato lintero Sistema Giuridico, in forza del quale anche le norme apparentemente non collegate a sanzioni sono comunque pi o meno in rapporto ad obblighi o previsioni sanzionatorie. Per essere tipicamente giuridica una norma deve avere i seguenti caratteri: ETERONOMIA: quando una norma giuridica imposta a qualcuno da qualcun altro. Le norme giuridiche non sono tuttavia solo leffetto di una imposizione, potendo anche nascere da libere scelte e configurandosi, quindi, come un contratto. GIUSTIZIABILIT: il potere di agire quando una norma trasgredita, al fine di ristabilire lordine violato. ( requisito messo in evidenza da Weber). UNIVERSALIT: la pretesa di rivendicare una competenza nei confronti di qualunque possibile azione sociale e di qualunque possibile evento che possa accadere in una societ. Da questo punto di vista, le norme presenti in associazioni criminali non sono giuridiche perch mancano di della pretesa di universalit, cio di valere per chiunque e in qualunque situazione sociale. In sintesi: il diritto il principale riflesso simbolico del sentire comune, della comune Morale e della distribuzione del Potere. Lo Stato quale produttore di diritto entrato in crisi a seguito dellerosione del potere normativo del singolo stato sia a partire dallalto da parte di entit sovranazionali, sia dal basso da parte delle numerose rivendicazioni culturali. Oggi il mondo attraversato da numerosi siti di inter-legalit, cio di pi sistemi legislativi interagenti fra loro, per cui gli atti del singolo cittadino sono regolati da pi fattori: consuetudini familiari, norme religiose, leggi dello stato e leggi di entit sovranazionali, generandosi cos situazioni complesse in cui fenomeni globali convivono con fenomeni locali. Si parla di Glocalismo per indicare la coesistenza tra tendenze globalistiche e localistiche. Le societ primitive sono dette decentrate (o non differenziate), ad indicare la non ancora esistenza di un potere centrale. Lodierno assetto del pianeta pu essere

concepito come un impero universale, con tendenza allaccentramento dei poteri politici ed economici attorno a centri di potere sempre pi elitari. Tanto maggiori sono le informazioni date da un sistema e tanto maggiore diviene il grado di dubbio circa linterpretazione corretta del significato delle varie norme, secondo quindi una dinamica di entropia, cio di disordine e dispersione per il moltiplicarsi delle diverse possibili interpretazioni delle stesse norme. Il crescere dellentropia ovviamente lopposto del principio dellordine, cui deve tendere un sistema giuridico, per cui i sistemi giuridici oscillano sempre tra ordine ed entropia, secondo una circolarit storica non sempre prevedibile, con conseguente alternanza di epoche in cui prevale unesigenza di ordine (in cui le regole vengono ordinate in modo da formare un Codice) e epoche in cui prevale lesigenza di cambiamento, in conseguenza dei vari mutamenti nei rapporti sociali. compito della sociologia del diritto individuare le variabili che influenzano loscillazione fra ordine e disordine nel sistema giuridico, interrogandosi sul perch nascano o scompaiano determinate Istituzioni sociali. Secondo la Teoria Funzionalistica (che ha in PARSON il suo principale ideologo), le istituzioni esistono perch svolgono una funzione, quella del mantenimento della societ nel suo stato migliore. Allinterno delle varie funzioni sociali, secondo Parson, il sistema giuridico svolge una funzione primaria di tipo integrativo, evitando possibili conflitti insanabili. Secondo LUHMANN, il sistema giuridico servirebbe inoltre a ridurre la complessit delle azioni sociali, ponendo in atto un Codice solo binario, tale cio da dividere gli atti in leciti o illeciti quale unico parametro cui rispondere, cosa questa che d sicurezza agli individui, anche in termini di comportamenti psicologici. A livello sociale il diritto svolge 3 funzioni: 1. orientamento sociale, finalizzato alla pace sociale 2. trattamento dei possibili conflitti 3. legittimazione del potere Queste 3 funzioni possono essere sintetizzate in una sola, cui il diritto adempirebbe, quella del controllo sociale (interpretato dalla tradizione marxista come dominio sugli altri). Secondo FRIEDMAN la finalit del diritto quella di realizzare un ideale di giustizia, secondo una funzione definibile come allocativa, intesa come la funzione di distribuzione dei beni e dei servizi sociali, in modo conforme alla distribuzione dei poteri politici in ogni specifica societ.

LE AZIONI SOCIALI Weber riconosce 4 modi di agire nella vita sociale: AGIRE SOCIALMENTE = significa compiere atti in grado di produrre effetti su altri soggetti, i quali potranno essere o no conformi alla volont di chi agisce, dipendendo essi da pi fattori, cio: - la volont degli individui che interagiscono tra loro

il modo in cui tali atti vengono compiuti il modo in cui i vari atti vengono comunicati e percepiti i fattori esterni prevedibili o non

AGIRE NORMATIVAMENTE = significa orientare le proprie azioni secondo modelli normativi di qualsiasi natura (religiosa, morale, giuridica,), che legittimino le azioni stesse. Unazione orientata da un modello normativo detta nomica (dal greco = legge), mentre anomica unazione che si svolge apparentemente al di fuori di ogni norma identificabile. AGIRE GIURIDICAMENTE = significa orientare le proprie azioni in relazione a norme giuridiche. Lazione giuridica solo una delle modalit di azione normativa, a sua volta modalit specifica di azione sociale. Le norme giuridiche si auto-giustificano per il fatto di tendere ad un ideale di giustizia, e sono tali da esercitare unimmagine positiva sul piano etico, ma anche persuasiva per il possibile ricorso a sanzioni punitive. Lazione giuridica pu essere generica, nel caso in cui le norme giuridiche si rivolgano a tutti indifferentemente, oppure pu essere specifica, quando si rivolge al singolo individuo per specifici casi particolari. Nel caso delle azioni giuridiche generiche, vanno distinti 2 tipi di ordinamento legislativo: - CIVIL LAW: tale orientamento pone la legislazione al vertice di ogni altra possibile fonte di diritto, essendo il frutto di un organo esprimente la volont generale, cio il Parlamento, le cui decisioni sono tuttavia influenzate da gruppi organizzati interessati allemanazione o alla mancata emanazione di una data legge, detti Lobbies, come pure dai mezzi di comunicazione di massa, per i quali ci che conta dare una notizia, indipendentemente dal suo contenuto, per cui il solo dare una notizia su di una data legge che verr fatta gi produce effetti ed aspettative nella popolazione. Ne consegue che il progetto legislativo originario pu uscire profondamente cambiato, anche perch esso spesso il risultato di un compromesso fra maggioranza e opposizione, non solo, ma anche allinterno della maggioranza stessa. Per questo motivo vi potranno essere nel testo ambiguit interpretative, a volte implicitamente volute per vanificare lapplicabilit della stesa legge. - COMMON LAW: tale ordinamento si fonda sul diritto consuetudinario, storicamente radicato e, a livello giuridico, su precedenti sentenze. presente in Inghilterra e in America.

Regole sono presenti in ogni ambito della vita sociale; perfino il Libero Mercato, se privo di regole, si trasforma nel suo contrario: il Monopolio. Secondo la teoria sociologica della burocrazia di WEBER, il processo di razionalizzazione che caratterizza le societ moderne porta alla crescita continua del ceto burocratico, preposto a realizzare i fini indicati dal potere politico, che diviene sempre pi stabile ed inattaccabile in quanto garantito dalla stessa Legge. Vi inoltre da dire che fra i tanti effetti delle azioni giuridiche vi la creazione di identit e status giuridicamente definiti e con le relative aspettative sociali. Ne consegue che gli individui perdono la loro specificit concreta di persona, per riapparire quali semplici figure, cio tipi ideali compienti atti prestabiliti. Per questo motivo il Diritto come il teatro diventa fictio, cio il regno del fittizio, costituito da identit virtuali, quali appunto la persona giuridica, quasi mai corrispondenti a persone reali della vita sociale (nel senso che non vi quasi mai corrispondenza tra identit formali-astratte e identit sostanziali-reali). Lattivit decisionale dei vari organi preposti al controllo sociale porta allinevitabile creazione di etichette, ben evidente in particolare nel campo della devianza, intesa come non conformit alla Norma. La devianza non sarebbe quindi la caratteristica di unazione, quanto piuttosto il frutto di etichette imposte da chi detiene il Potere. Se

una norma si presta a pi interpretazioni, le categorie della devianza dipenderanno non tanto dalla norma in s, bens dal tipo dinterpretazione che le viene assegnata. Nellazione giuridica fondamentale il riferimento alle SANZIONI, la cui finalit quella dinfluenzare la condotta delle persone, sia per scoraggiare una possibile trasgressione, sia per ordinare un castigo o comunque uno svantaggio quale conseguenza delle violazioni di una norma. Una tale concezione delle sanzioni deriva dallinterpretazione del diritto come un sistema di doveri: SANZIONI REPRESSIVE = mirano ad infliggere un male proporzionato al tipo di trasgressioni, secondo quindi uno scambio di male per male, con effetti sia simbolici sia psicologici. SANZIONI RESTITUTIVE = mirano a restituire alla vittima, a danno del trasgressore, la situazione materiale in cui era prima della trasgressione. Nella societ primitiva prevalgono le sanzioni repressive, mentre in quella moderna le sanzioni restitutive. Alle sanzioni negative (che infliggono uno svantaggio), si aggiungono le sanzioni positive (che attribuiscono agevolazioni, incentivi, premi o sconti di pena funzione promozionale del diritto). Va comunque detto che la sanzione solo uno dei modi possibili per ottenere unadesione spontanea alle norme; un altro modo quello delleducazione del cittadino. In ogni caso, linefficienza da parte dellapparato giuridico nellapplicare le sanzioni repressive costituisce certamente un fattore che induce alla trasgressione. Inoltre lapplicazione ripetuta di sanzioni punitive ottiene un risultato sempre minore del tempo, nel senso che lipotesi di venire arrestati desta pi timore la prima volta, poi sempre meno per eventuali altri successivi reati compiuti. Lo stesso carcere pu svolgere una funzione criminogena, quale scuola di reati, piuttosto che di recupero sociale. In sociologia per Efficacia del diritto sintende la produzione di effetti sociali corrispondenti allintenzione di chi compie una data azione. Diversamente nella scienza giuridica per Efficacia del diritto sintende invece la potenzialit di una norma a conseguire i suoi effetti. La perfetta corrispondenza tra norma e azione resa difficile da pi fattori: 1. la norma solo uno degli atti nel processo di comunicazione sociale 2. il corso del tempo pu venire deviato da fattori politici, economici, sociali o naturali, prevedibili o non prevedibili. 3. lapplicazione di una legge dipende dallintervento di pi mezzi, volti ad ottenerne losservanza. Per implementazione sintende linsieme dei mezzi mediante i quali raggiungere lo scopo dellapplicazione di una legge e della sua osservanza, mezzi sia di tipo economico (la cosiddetta copertura finanziaria), sia organizzativi (ladeguatezza del personale). Linsieme degli eventi e dei comportamenti riconducibili in modo diretto o indiretto ad una norma detto Impatto della norma. Nel complesso il giudizio di efficacia del diritto o, allopposto, di devianza relativo poich dipende dalle diverse possibili interpretazioni della norma. Nel caso di pi interpretazioni, occorre riferirsi alla cosiddetta intenzione del legislatore, ricavabile dalla logica intrinseca di una data legge, cio la ratio legis.

ISTITUZIONI E DIRITTO Istituzione = complesso di norme, che strutturano in modo durevole un campo dazione sociale. sulle singole istituzioni, piuttosto che sul sistema giuridico in generale, che si pu misurare il rapporto tra staticit del diritto e mutamento sociale. In sociologia, con il termine GOVERNO, sintende linsieme delle attivit inerenti alla direzione di uno Stato, quindi sia il potere esecutivo sia il potere legislativo. La classe politica detiene il controllo diretto sul diritto, potendo applicarlo o cambiarlo, sempre comunque secondo una reciproca interazione tra governanti e governati. Lazione di Governo incide sulla societ, la quale da parte sua invia sollecitazioni al Governo stesso, tanto pi forti quanto pi sono organizzati i gruppi sociali. Esistono limiti allesercizio del potere di politico secondo la visione del Giusnaturalismo, che affermava lesistenza di un Diritto Naturale al disopra del Diritto Positivo, vi una sfera superiore cui anche il diritto positivo posto da unautorit deve conformarsi. Quale sia poi loggetto del diritto naturale superiore, stato oggetto di infinite riflessioni filosofiche; nel 1600 LOCKE affermava che il contenuto del diritto naturale non fosse altro che linsieme dei diritti naturali che luomo ha per il solo fatto di essere uomo, sulla base della sua natura razionale, poich tutti gli uomini nascono liberi e uguali, quindi titolari di diritti innati, che lautorit politica deve tutelare e che in nessun modo pu violare. I DIRITTI FONDAMENTALI delluomo sono riunibili in 3 gruppi, la comprensione dei quali corrisponde differenti e sequenziali fasi storiche: - diritti civili: riflettono una condizione della libert come libert da, nel senso di libert dalle interferenze di qualsiasi soggetto pubblico o privato, nella sfere privata individuale. (liberta di coscienza, di pensiero, di espressone, di religione, di associazione, di propriet, di contrattazione e di movimento). Ad ognuno di tali diritti corrisponde un dovere che grava su tutti i cittadini, a partire dal Governo. - diritti politici: riflettono una concezione della libert come liberi di, nel senso libert di partecipazione alla vita sociale, tramite il voto. La tutela di questi diritti si trova in capo al Governo, che ha il dovere di predisporre le strutture per renderli disponibili. - diritti economico-sociali: riflettono una concezione ancora pi attiva di libert quale inserimento nella vita sociale. Queste 3 tipologie di diritto riflettono 3 differenti concezioni: - diritti civili liberismo - diritti politici democrazia - diritti economico-sociali socialismo nella visione riformista di Welfare State. Inoltre negli ultimi decenni si sono cronologicamente aggiunte altre 2 concezioni: - diritti culturali/diritti didentit: comportano il riconoscimento delle diversit ad ogni livello, di razza, idee politiche, fede religiosa, orientamento sessuale. Nel nome di tali diritti nascono nuove rivendicazioni, indici di una societ non unitaria (multiculturale), con il rischio di giungere al paradosso di negare lidentit di altri nel nome della tutela della propria.

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- diritti diffusi: sono quelli che riguardano non solo gli esseri umani gi esistenti, bens anche quelli che verranno, venutisi a determinare a seguito di scoperte scientifiche (quali quella del menoma, che rende possibile la clonazione delluomo) o di danni ecologici che potrebbero compromettere le stesse risorse naturali per il futuro. Non esiste civilt che non abbia una FIGURA GIURISDIZIONALE per i risolvere i vari problemi di della convivenza sociale. La separazione del potere giurisdizionale dal resto dellattivit politica tipica delle societ moderne, quale effetto del concetto di separazione dei poteri, per impedire che si configurasse un potere incontrollabile. Lautonomia dei Giudici garantita da organi speciali. Nei paesi di Common Law, la separazione tra potere politico e giudiziario meno netta e i giudici sono tenuti a rispettare le precedenti sentenze. Di una giurisdizione occorre valutare la struttura del corpo giudiziario, la cultura giuridica (cio il modo di rapportarsi al diritto e alle norme che ispirano che ispirano le sentenze dei giudici, modo che potr essere formalista o creativo) ed infine lideologia, sia quella interna (il modo in cui i giudici considerano il loro ruolo), sia quella esterna (il mondo circostante influenzato dalle sentenze dei giudici). Altra fondamentale istituzione la FAMIGLIA, che nellanalisi sociologica rappresenta la sua importanza nellinfluenzare il sentire e letica delle persone. La definizione stessa di famiglia diventata problematica, dal momento che in definitiva pu essere qualsiasi unione di persone, purch dotata di stabilit e riconoscibilit sociale. Dalla famiglia come parentado si passati alla famiglia nucleare, formata dalla sola coppia e dai figli. Comunque sia, la famiglia un sistema normativo al cui interno si praticano e si trasmettono regole e valori etici, dunque la famiglia il primo organismo sociale dinserimento o allopposto di esclusione. Negli ultimi tempi andato sempre pi aumentando lintervento dellautorit politica e giudiziaria rispetto a quella genitoriale a tutela dei diritti dei minori. Infine si deve considerare la produzione di beni e servizi, cio la FORMAZIONE DELLA RICCHEZZA. I mutamenti economici provocano mutamenti giuridici e viceversa. Leconomia prioritaria sul diritto, come sostenuto dalla teoria marxista, ma al contempo parimenti vero che il diritto pu intervenire sulleconomia per governarla, come sostenuto da Weber, e gli stessi comportamenti economici seguono delle regole, ragion per cui non vero che il mercato si auto-regoli in assoluto. La sociologia del diritto non ha ancora riflettuto adeguatamente sul rapporto tra economia e diritto. La rivoluzione tecnologica telematica ha reso possibili rapidi spostamenti di denaro da una parte allaltra del mondo, cosa questa che ha riflessi sociali e psicologici sui comportamenti umani. Il tema dellorigine della propriet ha impegnato filosofi di ogni tempo, secondo due orientamenti principali: concezione liberale e concezione marxista. Nellottica liberale il diritto di propriet rafforza lindipendenza del singolo di fronte alla societ, per cui essa viene sacralizzata e considerata un diritto umano innato, quindi come tale da tutelare politicamente. Allopposto nellottica marxista, la propriet sancisce la disuguaglianza sociale, consistendo nellappropriazione materiale di uno a danno di molti, per cui la propriet non un diritto ma un privilegio o addirittura un furto. Il senso stesso del divenire della Storia un passaggio, secondo il Liberalismo, da una condizione di collettivismo originario allindividualismo e allopposto secondo il marxismo, dallindividualismo ad un inevitabile collettivismo. Nellepoca attuale di mercato globale, la propriet diviene sempre pi evanescente, con progressiva dissociazione tra propriet e controllo della ricchezza, la quale non corrisponde pi al dominio materiale visibile su una propriet, bens assume una forma

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sempre pi smaterializzata ed astratta, come si ha nel caso delle partecipazioni azionarie, in una sorta di capitalismo collettivistico. La distribuzione della ricchezza non dipende tanto pi dalla forma giudiziaria con cui viene esercitato il controllo su di essa, bens della possibilit di accedere a posizioni di controllo su di essa.

Cap V, diritto e ruoli


In sociologia gli individui compaiono come portatori di ruoli e correlativamente di status, cio come punti di convergenza e irradiazione di norme e aspettative sociali. Esiste una costante interazione tra individualit e socialit. Da questa interazione sorgono forme di aggregazione sociale. Nel campo giuridico e normativo i ruoli che gli individui acquisiscono possiedono un notevole grado di visibilit sociale e stabilit: legislatori, avvocati, giudici rispondono nel loro agire ad aspettative sociali forti e consolidate come sono quelle protette dal diritto. Uno di tipici compiti della sociologia del diritto studiare questi gruppi nelle loro articolazioni interne, nei loro rapporti reciproci e nelle relazioni che essi intrattengono con ogni altra aggregazione sociale. Giuristi e operatori giuridici Fin dal medioevo scuole per creare gli esperti di diritto, le universit. Uscivano dei giuristi che potevano ricoprire ruoli diversi. Vi sono differenze rilevanti quanto ai rapporti tra questi studi e il mondo professionale x la sociologia: a volte la laurea d accesso immediato a professioni giuridiche di avvocato, giudice ecc, altre volte solo condizione per sostenere un esame di accesso alle professioni. Comunque c ununit di fondo dei giuristi che costituisce una comunit: a) unit per la cultura giuridica interna, leducazione a osservare i rapporti sociali attraverso degli schemi normativi, a interpretare le norme una particolare forma culturale. cmq difficile classificare in termini sociologici questo ambiente intellettuale, nemmeno in ciascun paese si pu dire che siano una precisa aggregazione sociale, si pu dar vita alluna o allaltra, non tutte insieme. b) Weber, i giuristi come ceto. Stessa cultura, stessa estrazione sociale privilegiata. per risolvere questo problema la soc d. ha coniato il termine operatori giuridici per designare unitariamente coloro che ricoprono ruoli connessi con il diritto. Legislatori - Esempio di ruolo giuridico che pu essere ricoperto da persone inesperte di diritto, chi partecipa ai processi legislativi quale membri di un parlamento o altro simile consesso. Studio di questo ruolo alla sociologia politica. - Punto di partenza dellanalisi socio giuridica la considerazione che questo ruolo occupa un posto centrale nei sistemi politici moderni, soprattutto

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democratici, in quanto insignito di una legittimazione popolare ed espressione della stessa sovranit. - Alta consapevolezza del ruolo. Cerchia sociale privilegiata. - Forte divisione interna, un parlamento composto da gruppi di avversari politici. - Sistemi elettorali e partiti: a) relazione tendenziale tra i sistemi elettorali maggioritari a turno unico e il dualismo dei partiti, e tra sistemi elettorali proporzionali o maggioritari a due turni e pluripartitismo. b) Distinzione dei parlamentari a seconda del potere che detengono nei rispettivi partiti. La posizione marginale non garantisce sempre obbedienza dei gregari verso i capi ma a volte pu stimolare spostamenti carichi di conseguenze. Inoltre la lotta politica spesso si realizza nei gruppi stessi. E in pi spesso si distinguono i parlamentari in base a origine, professione e genere. c) Importanza della variabile professionale. I giuristi hanno sempre costituito un gruppo particolarmente folto e influente. Avvocati

Figura che probabilmente nasce quando un sistema giuridico acquista un grado anche modesto di tecnicit e forse coincide con la diffusione della scrittura stessa. L interpretazione delle parole scritte infatti esige una competenza tecnica. - Ruolo che acquista prestigio sociale proporzionalmente alla delicatezza dei compiti svolti - Se un giovane accede allavvocatura provenendo da strati meno privilegiati, guadagna anche la promozione sociale. - Fino ai primi del 900 ancora molti caratteri tipici del notabilato di origine patrizia. - Dal 900 forme di professionismo sempre pi organizzato e meno distaccato dal mondo degli affari concreti. - Evoluzione peculiare per vari fattori: 1. la professione viene tramandata da padri a figli che ereditano anche i rapporti sociali 2. lorganizzazione della professione: da secoli sono riuniti in organismi 3. il contenuto dellattivit forense: la contraddittoriet. Lavvocato contemporaneamente interprete accreditato di un sistema di regole giuridiche che lo vincola, e rappresentante di interessi che collidono con interessi altrui che pertanto qualcuno riterr in collisione con quel sistema. - dalla seconda met del 900, molti nuovi fattori: 1. accesso delle donne allavvocatura 2. aumento numerico degli avvocati, pi competizione, forte pressione sui principi etici che vacillano. 3. modello di organizzazione dei servizi giuridici che porta il professionismo legale a coincidere con una forma particolare di imprenditoria di ampio respiro. 4. si perde la figura classica dellavvocato che capace di affrontare indifferentemente qualsiasi questione, ci si specializza, i grandi studi sono vere multinazionali del diritto. Giuristi accademici - esperti di diritto che svolgono professionalmente in compito di operare sul materiale giuridico con finalit teoriche. - Quanto pi la sua voce autorevole, tanto pi la sua opinione verr seguita nella dottrina e nella pratica, fino a diventare fonte di diritto, ufficiale o ufficiosa.

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- In alcuni luoghi sono dedicati solo alla ricerca scientifica e alla didattica universitaria, mentre altri sono in buona parte anche impegnati, come in italia, in una professione giuridica. - Diverse impostazioni: nel mondo occidentale storica differenza di impostazione tra giuristi appartenenti rispettivamente alle 3 grandi aree di pensiero giuridico: quella illuministica, quella storico-concettualistica e quella di common law. - In italia vasta gamma di scuole di diritto differenziate x la diversa attenzione al dato normativo letterale, per la preferenza a uno o altro metodo interpretativo e per lambito di discrezionalit riconosciuto agli interpreti. Molte opinioni, troppe. - Nel diritto la diversit accresciuta dalla specificit dei sistemi giuridici, ma i segni di un diritto sempre pi specifico sembrano diffondersi. Concetti del common law nel civil law. Giuridici - decisori di un conflitto. - Non tutti i conflitti terminano con una decisione giudiziale: abbandono controversia/ negoziato bilaterale/ arbitro/ decisione del giudice. - obbligatorio x limputato nel processo penale se pubblica accusa procede, libera nel processo civile entro certi limiti. - Giudice assegnato dal sistema giuridico. - Figure che si distaccano dal resto della societ. - Il giudice professionale pu essere o meno un esperto di diritto. Quando lo pu provenire da unaltra professione giuridica, o da una formazione superiore ad hoc come in italia. - Il giudice professionale si differenza x durata del mandato, limitata o no e a seconda del modo in cui vengono selezionati. - Diversi tipi: 1) giudice nominato discrezionalmente dal potere politico 2) giudice eletto da una cittadinanza 3) che proviene dagli alti gradi dellavvocatura 4) che esce da un concorso tecnico e gode di inamovibilit. - la professionalit del giudice ha luci e ombre. Garantisce il massimo di indipendenza, ma allontana il comune cittadino dalla giustizia, che viene da molti percepita come un mondo estraneo da cui scaturiscono provvedimenti spesso dolorosi, esito di incomprensibili ritualismi. Per evitare questo, la maggioranza di sistemi giuridici contempla figure non professionali. Conflitti tra ruoli Figure descritte sono diverse ma coprono lo stesso spazio dazione sociale. Occupano tutto il campo giuridico e si trovano in conflitto: 1. conflitto che impegna gruppi sociali privilegiati 2. che si esprime in forme retoriche e simboliche 3. che viene condotto ora apertamente tra i duellanti ora per interposte persone. Alternanza dei vincitori: - tra il 600 e il 700, filosofia giuridica illuministica. Successo politico del legislatore, code nap. - Bentham, concezione utilitaristica, riforma per via legislativa del diritto inglese. - Savigny, a favore della consuetudine contro i codificatori. Primato del giurista. - Stati uniti, case law. Giudice rimosso dai giuristi. - Italia: scontri tra i signori del diritto. 2 dopoguerra, contrasto dottrina parlamento. Anni 50 e 60 magistrati rivendicano la loro libert di interpretare la

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legge ordinaria alla luce dei principi cost. anni 70 uso alternativo del diritto viene teorizzato., anni 80 magistratura contro classe politica.

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Cap VI, diritto e opinioni


Un rapporto biunivoco Quando la soc del diritto inizia ad affermarsi come disciplina accademica autonoma tra gli anni 60 e 70 del secolo XX, il tema delle conoscenze e delle opinioni sociali sul diritto parve uno dei + importanti. Vari studi diretti a misurare in diverse realt, gli atteggiamenti verso istituti del diritto o verso comportamenti ad essi riferiti. Fra i motivi che inducono a violare o rispettare le prescrizioni giuridiche ci sono quelli derivanti dallimmaginario sociale del diritto. Il diritto influenza le opinioni individuali e collettive, queste influenzano la formazione e la pratica del diritto. Dal diritto alle opinioni Analizzare come avviene la diffusione del diritto e quali effetti produce sui ricettori. - i mezzi di comunicazione istituzionali, in particolare quelli di massa, sono solo una parte di questa struttura, di cui fanno parte anche molti altri media interpersonali o di gruppo. - Limpatto delle norme giuridiche sempre filtrato da sistemi percettivi che combinano elementi di comprensione con elementi di valutazione i media della comunicazione giuridica. Possono essere individuali: a. gli esperti di diritto, che fungono da tramite tra cittadini e istituzioni formali (avvocati notai, giuristi accademici). b. Genitori, parenti, insegnanti, sacerdoti. Anche loro influenzano la formazione delle opinioni giuridiche. O di massa: a. i mass media, la stampa. Ruolo rilevante, letteratura su questo sterminata. le modalit di comunicazione seguono regole tecniche che determinano il senso stesso dei messaggi. La > parte dei cittadini viene a contatto con questioni giuridiche esclusivamente con i mass media, la tv. Riceve notizie selezionate in base a orientamenti e interessi di chi formula il messaggio e le notizie sono molto semplificate e deformate. La stampa e la tv danno rilevanza soprattutto allattivit giurisdizionale perch attrae. Molta influenza delle pellicole americane sullidea della legge e del sistema. Tendenza che ha luci e ombre: avvicina il popolo al mondo della giustizia ma crea disinformazione. Dalle opinioni al diritto Il diritto dipende dalle opinioni sociali. Ogni sistema riflette il sentimento morale comune. Inoltre la parte sociale dominante deve poter contare entro certi limiti sul consenso e sulla cooperazione della parte dominata. Il diritto pu rappresentare alcune opinioni e non altre, aderire alle idee e alle aspirazioni di una maggioranza o di minoranze influenti. Il tema della democrazia il perno attorno cui ruota ogni moderna riflessione su questo argomento.

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Come si forma unopinione sociale sul diritto e come si propaga in modo da ottenere udienza e riscontro presso il sistema politico? Alla base della societ si percepiscono delle esigenze, che vengono concettualizzate e fatte proprie in forma di aspettative da gruppi organizzati che le solidificano in opinioni formali e le canalizzano in forma di istanze di partiti politici che le filtrano e le trasmettono al legislatore. Lato formale delle cose, da integrare con elementi sostanziali: a. non pu darsi per scontato che le esigenze vengano percepite alla base di una societ in modo del tutto libero e spontaneo. Interazione complessa. b. Mills distingue pubblico e massa: il pubblico, sostanziale parit numerica tra coloro che esprimono le opinioni e coloro che le subiscono, comunicazioni organizzate in modo che qualunque opinione espressa pubblicamente possa essere contraddetta e discussa, opinioni possono sfociare in azioni efficaci e il pubblico agisce in maniera abb autonoma rispetto al governo la massa, disparit numerica tra chi esprime lopinione e chi la subisce, la comunicazione organizzata x impedire la discussione, il passaggio dallopinione allazione controllato dallautorit. Opinioni ribadite da Habermas, che nota che: c. il partito alla base di tutti i sistemi costituzionali moderni, non solo democratici quale cinghia di trasmissione delle istanze che dalla societ estesa si dirigono ai vertici delle istituzioni pubbliche. Forme di aggregazione diretta del consenso: 1. i partiti 2. il referendum, molta suggestione, impone per di semplificare molto questioni anche complesse 3. il sondaggio di opinione. anche una tecnica di ricerca sociale, domande a un ristretto campione. I dati che ne emergono possono rivelarsi fallaci, non va trascurato il rischio di manipolazioni. Opinioni e obbedienza alla legge Molte le motivazioni che inducono a obbedire alla legge: 1. x scelta morale di fondo 2. per paura di una sanzione negativa o perch allettati da una sanzione positiva 3. perch lordine di obbedire proviene da unautorit legittima o illegittima. le opinioni sono dunque una variabile accanto ad altre, forse neppure la principale. Molti esempi di disobbedienza infatti non sono dovuti a unopposizione convinta verso la legge trasgredita: a. obiezione di coscienza che induce alla disobbedienza civile b. il diritto di resistenza Spesso inoltre si parla di opinioni che si contrappongono sul terreno dei valori, in cui i margini di compromesso per soluzioni negoziate sono per definizione ristretti, perch spesso sono come giochi a somma zero: o tutto o niente. Punto nodale dellanalisi sociologica del diritto: quello del dissenso. Il diritto non ottiene unanime e convinta adesione persino su aspetti molto delicati della vita umana. La questione riguarda il limite entro cui un sistema giuridico pu tollerare il dissenso e con quali mezzi, allorch esso aggrega ampi gruppi di persone e pertanto investe il sistema stesso non nei singoli istituti, ma pi in profondo, sino a mettere in discussione lintero sistema giuridico.

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Dissenso parziale e globale Un dissenso sociale verso il diritto pu essere motivato indifferentemente da scelte di valore o di mera opportunit, e assumere varie forme, manifeste o latenti. Pratiche sociali alternative per far nascere e prosperare unistituzione alternativa: un equivalente funzionale. Molti istituti del diritto vanno in desuetudine per questo motivo. Problemi di questa natura possono anche favorire un grado di manipolazione, soprattutto se i media non riferiscono esattamente o tacciano certe cose su cui la popolazione chiamata a pronunciarsi. Una reazione tipica dellelite politica quella di acquisire la legittimazione con altri mezzi: attraverso falsa coscienza, a vicolo cieco, oppressiva. Berman, diritto e rivoluzione: ogni rivoluzione ha generato un nuovo sistema di diritto, comprensivo di molti dei principali obiettivi della rivoluzione, che ha portato cambiamenti alla tradizione giuridica occidentale, ma che alla fine si collocato allinterno della tradizione stessa. Ogni governo rivoluzionario cessa di esserlo nel momento in cui si insedia.

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Cap VII, ipotesi


Il quadro attuale viene comunemente descritto nei termini della globalizzazione, che non una novit del tempo attuale, ma un fenomeno ricorrente nei secoli. Negli ultimi decenni, fenomeno congiunto di de-temporalizzazione e despazializzazione con la riv informatica che ha annullato i tempi della comunicazione e ridotto anche quelli di molte produzioni materiali. Sono finite le terre incognite e vergini da sfruttare e scoprire. Riduzione al minimo delle dimensioni spazio-temporali e riduzione della sfera personale. La sfera culturale tende a uniformarsi ma c il digital divide che pone confini netti dentro ogni societ. Grosso scarto tra i processi normativi tradizionali per ovviare, gi avviato un processo di ristrutturazione transnazionale del diritto, con la costruzione di sistemi normativi improntati non solo a elasticit, mutevolezza, rapidit ma anche a uniformit in cerca del massimo di certezza. Ristrutturazione molto incompleta a causa di un vuoto di governo specialmente democratico. La dimensione globale non presenta nessuna autorit che appaia in grado di svolgere questo comp

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