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S. AGOSTINO.

Aurelio Agostino nacque a Tagaste in Numidia , nell'odierna Algeria, il 13 Novembre del 354 d.C.
Segu gli studi a Tagaste, poi a Madaura e infine a Cartagine, dove condusse una vita
morale,fortemente dissipata, vivendo insieme a una donna da cui ebbe un figlio, Adeodato. A
diciannove anni, in seguito alla lettura di ''Ortensio'' di Cicerone, Agostino scopr di avere
particolari attitudini e interessi per la filosofia e, dopo breve tempo, ader al manicheismo, dottrina
dualista di origine persiana fondata sul principio del conflitto tra bene e male. Tuttavia l'incoerenza
tra regole morali ed effettiva condotta dei seguaci della setta lo spinse ben presto a prendere le
distanza dai maniche. Inizi a insegnare retorica a Cartagine, ma ben presto si trasfer a Roma, a
causa degli studenti indisciplinati, sfacciati e contestatori. Successivamente and a Milano dove a
ascolt con fervore le prediche del vescovo Ambrogio, grazie al quale egli apprese il valore
dell'esegesi allegorica delle Sacrestie Scritture e riusc a cogliere la superiorit metafisica del
cristianesimo, sulle altre dottrine e religioni del periodo. Tale cammino spirituale lo port alla
conversione al cristianesimo (Luglio 386), subito seguita da alcuni mesi di ritiro spirituale. Da
Ambrogio stesso, poi, Agostino ricevette il battesimo. Tornato in Africa, Agostino nel 391 venne
ordinato sacerdote, mentre nel 395 fu nominato vescovo ausiliare di Ipponia, impegnandosi
attivamente nella lotta contro le eresie dei donatisti (che facevano dipendere la validit dei
sacramenti dal rigore morale di chi li amministra), dei maniche e dei pelagiani (che negavano la
dottrina del peccato originale). Per 35b anni svolse con dedizione la sua attivit pastorale di vescovo
e scrisse nel contempo differenti opere letterarie. Mor il 28 Agosto 430.
Agostino dIppona stato probabilmente il massimo pensatore cristiano del primo millennio e
certamente anche uno dei pi grandi geni dellumanit in assoluto (Antonio Livi). La musica
ricopre un ruolo preminente nel suo pensiero, tanto che egli le dedic unopera in sei volumi dal
titolo appunto De Musica.
Inizi l'opera poco dopo la sua conversione, quando, secondo alcuni storici della filosofia, la sua
conoscenza era ancora in fase di formazione. Lopera fu terminata in et matura , nel 390 dopo il
suo ritorno in Africa, con il sesto libro. Il contenuto del ''De Musica'' viene presentato sotto forma
di dialogo tra il Magister-Agostino e un Discipulus, secondo la tecnica della maieutica socratica.
''Musica est scientia bene modulandi'' (la musica la scienza del modulare correttamente secondo
un ritmo), questa la definizione che Agostino d alla musica nel primo libro del poema. Essa,
afferma l'autore, rientra perfettamente nelle materie scientifiche, in quanto basata su puri rapporti
numerici tra suoni che hanno durata differente. Questo rappresenta un concetto necessario per
unificare realt intellegibile con realt sensibile. Il secondo, il terzo , il quarto e il quinto libro
descrivono l'aspetto pi ''tecnico'' della musica. Viene introdotto il discorso della metrica (che deve
sottostare a precise regole numeriche), dei concetti di metro, ritmo e verso. Il sesto libro assume
invece un carattere esoterico . Agostino stesso invita il lettore impreparato a desistere dalla lettura e
a rivolgersi alla fede, se cristiano. Questo libro si fa carico di differenti influenze pitagorico-
platoniche, relative in particolare alla teoria del numero-armonia e al valore catartico ed educativo
della musica. Per l'autore la percezione della musica si verifica mediante ''l'actus sentiendi'',
un'attivit dell'anima che viene sollecitata da un oggetto sensibile esterno, generando sensazioni di
piacere e/o dolore nell'uomo. Viene anche introdotta la lunga trattazione sui diversi tipi di
numero/ritmo all'interno del processo della produzione, percezione e valutazione sonora. Alcuni
numeri, scrive Agostino, esistono indipendentemente dal fatto che ci sia o meno qualcuno che
ascolti (numeri sonantes); i ''numeri occursores''invece, sono strettamente correlati ai primi e legati
alla ''sensazione'', causata dal ''motus'' dell'aria che produce il suono. I '' numeri progressores'' sono
indispensabili affinch si inneschi quest'ultima, mentre i ''numeri recordabiles'' sono presenti nella
memoria dell'uomo. Esistono inoltre i cosiddetti ''numeri del giudizio''. Questi possono essere
''sensuales'' se permettono di ''modulari'' attraverso un giudizio estetico, legato alla corporeit e
''iudiciales'' se permettono di ''bene modulari'' attraverso un giudizio razionale, legato alla
moralit . Infine, il testo si conclude con un'analisi pi profonda e dettagliata sulla funzione
catartica della musica. Secondo il filosofo d' Ippona l'anima non sarebbe in grado di percepire n di
giudicarla se non fosse impresso nell'anima stessa l'ideale immortale di bellezza, caratterizzata
dall'uguaglianza e dall'unit, concepita da Dio. I numeri quindi derivano direttamente da Dio. In
conclusione, la musica un mezzo per l'anima che si eleva contempla la totale e vera Bellezza,
quella di Dio.