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WALLACE E WOLF

1. La comprensione della societ.


La teoria sociologica sistematica. Si tratta di ricondurre eventi a principi generali che
ne mettono in luce le somiglianze. Un concetto pu essere definito come una parola o un
simbolo che rappresenta un fenomeno, unetichetta che usiamo per classificare
percezioni ed esperienze. I concetti sono il primo passo per la comprensione e lanalisi
dei fenomeni sociali. Esistono diverse teorie sociologiche che differiscono tra loro per
loggetto di indagine, gli assunti sottesi allapproccio, la metodologia e gli obiettivi di
ricerca. Per quanto riguarda gli oggetti di indagine, le teorie tendono a dividersi in due
categorie: macrosociologia (si occupa delle caratteristiche generali della struttura e dei
ruoli sociali) e microsociologia (si occupa delle interazioni a livello individuale). Per
quanto riguarda gli assunti, la differenza principale sta nel considerare il comportamento
umano o come determinato (prevedibile) o come creativo (non prevedibile). Le teorie
differiscono perch assumono o gli interessi o i valori come base delle motivazioni
umane. Un altro aspetto che differenzia le teorie sociologiche il metodo utilizzato
nellargomentazione e nella ricerca, che pu essere approccio deduttivo (si formulano
ipotesi esplicative del problema, per poi dedurre le loro implicazioni empiriche tramite
ragionamento logico) o approccio induttivo (si utilizza losservazione per conoscere un
soggetto o una situazione e poi si cerca di spiegare i fenomeni osservati). Unaltra
differenza di metodo data dallutilizzo o meno di dati quantitativi. Lultimo aspetto che
differenzia le teorie sociologiche sono gli obiettivi di ricerca, che possono essere:
descrizioni (introducono punti di vista innovativi, ma raramente identificano relazioni
causali), spiegazioni (interpretano i fatti riconducendoli a concetti pi generali) e
previsioni

2. Funzionalismo.
Il funzionalismo ha ricoperto per diversi anni una posizione dominante tra le teorie
sociologiche contemporanee. Spesso questa prospettiva viene definita come struttural-
funzionalismo, perch pone laccento sui requisiti funzionali di un sistema sociale e sulle
strutture che soddisfano tali requisiti. I sistemi sociali tendono ad assolvere determinati
compiti che sono necessari alla loro sopravvivenza: lanalisi sociologica deve occuparsi
delle strutture sociali che svolgono tali compiti. Per funzionalismo si intende lanalisi dei
fenomeni culturali e sociali nei termini delle funzioni che essi svolgono in un sistema
socioculturale. Il funzionalismo adotta un approccio macrosociologico. I funzionalisti,
nellanalisi del sistema sociale, sottolineano la generale interrelazione tra le parti del
sistema, lesistenza di uno stato di equilibrio e la capacit di riorganizzazione grazie alla
quale le parti del sistema riportano una situazione squilibrata alla normalit. Importante
il concetto di valori condivisi: una condivisione dei valori significa che gli individui sono
moralmente integrati nella societ cui appartengono. Il funzionalismo mette in evidenza
la coesione della societ. I predecessori del funzionalismo sono:
Comte considerato fondatore della sociologia, ha enunciato il principio base del
funzionalismo, affermando che la sociologia statica deve avere come oggetto permanente
lo studio positivo, sperimentale e razionale, delle azioni e reazioni reciproche che tutte le
parti del sistema sociale esercitano le une sulle altre.
Spencer importante il concetto di differenziazione, con cui intende la reciproca
dipendenza tra parti diverse del sistema sociale che un aumento delle dimensioni di una
societ porta con s. Considerava come fattore determinante del progresso sociale la
ricerca individuale della felicit.
Pareto il primo a fornire una descrizione precisa del sistema sociale in termini di
interrelazioni e reciproca dipendenza tra le parti.
Durkheim interesse per il concetto di integrazione. Intende levoluzione sociale come
passaggio dalla solidariet meccanica tipica delle societ tradizionali, alla solidariet
organica delle societ industriali. Il suo oggetto di studio sono i fatti sociali. Fatto sociale
ci che caratteristico di unintera societ, avendo nello stesso tempo unesistenza
autonoma, indipendente dalle sue manifestazioni individuali. Istituzioni sono un insieme
di credenze e modelli di comportamento stabiliti dalla collettivit. Le funzioni sono
bisogni generali dellorganismo sociale capaci di fornire una spiegazione adeguata dei
fatti sociali. Concetto di anomia (assenza di norme) pu essere di due tipi: acuta (risultato
di un brusco cambiamento) o cronica (determinata da uno stato di costante
cambiamento). Nello studio sul suicidio ha un approccio deduttivo, perch parte
dallassunto che un livello di coesione troppo basso o troppo alto pu risultare dannoso
per la societ, ed essere causa di suicidi. Esistono due specifici bisogni sociali:
lintegrazione e la regolazione. La sua ipotesi principale che le societ in cui
lintegrazione o la regolazione sono eccessive o carenti si distinguono per un elevato tasso
di suicidi. Ti tipi di suicidi sono: altruistico (eccesso di integrazione), egoistico (carenza di
integrazione), fatalistico (eccesso di regolazione) e anomico (carenza di regolazione). Per
Durkheim lanomia uno stato patologico della societ. Enfatizza il bisogno di norme
sociali condivise e stabili. Una situazione pu essere considerata anomica quando una
crisi o un cambiamento sociale determinano una discontinuit fra lesperienza delle
persone e le loro aspettative. Presta particolare attenzione alla religione in quanto fattore
efficace di sviluppo dei valori condivisi e quindi buona fonte di integrazione. Parsons. Al
centro della sua teoria si trova il concetto di sistema. La teoria generale dellazione
prevede quattro sistemi:
sistema culturale: ha come unit di base il significato o il sistema simbolico.
Importanti i valori condivisi, concetto centrale quello di socializzazione inteso
come processo mediante il quale i valori della societ sono interiorizzati dai suoi
membri. Da qui provengono i valori
sistema sociale: lunit di base linterazione tra i ruoli. Un sistema sociale
consiste in una pluralit di attori individuali interagenti tra loro, spinti da una
tendenza allottimizzazione della gratificazione, il cui rapporto con la situazione
definito da un sistema di simboli culturalmente strutturati e condivisi. Da qui
provengono le aspettative di ruolo
sistema della personalit: unit di base la persona umana. Attenzione puntata sui
bisogni, le motivazioni e gli atteggiamenti individuali. Da qui proviene lidentit
individuale
sistema dellorganismo comportamentale: lunit di base costituita dallindividuo
come essere biologico. Da qui proviene la dotazione biologica.
La visione parsoniana del processo di socializzazione insiste sullinterrelazione di questi
sistemi. La teoria parsoniana dellazione prende le mosse da un attore motivato a
raggiungere uno scopo desiderabile dal sistema culturale. Lazione si colloca in una
situazione che comprende mezzi e vincoli. Tutto ci regolato dagli standard normativi
del sistema sociale. Le norme vengono interiorizzate dallattore, che motivato ad agire
in maniera appropriata. Le variabili strutturali sono concepite come strumenti per
classificare le aspettative e la struttura delle relazioni. Egli parla di relazioni espressive
nelle societ tradizionali (rapporti personali e stabili) e di relazioni strumentali nelle
societ moderne (rapporti impersonali e formali). Una variabile strutturale una
dicotomia allinterno della quale lattore deve scegliere uno dei termini contrapposti per
poter definire il significato della situazione e agire in modo ad essa appropriato. La
prima variabile strutturale costituita dalla dicotomia ascrizione\/acquisizione, ovvero il
dilemma tra comportarsi con gli altri in base alla loro identit (qualit ascritte) o in base
alle loro prestazioni. La seconda variabile costituita dalla dicotomia
diffusione\/specificit. La tesi di Parsons che nella societ moderna una scelta
appropriata prevede generalmente comportamenti di tipo specifico, mentre nelle societ
tradizionali la maggior parte dei rapporti era di tipo diffuso. La terza variabile strutturale
data dalla dicotomia affettivit\/neutralit affettiva, la scelta sta nellaspettativa o
meno di una gratifica emotiva. La quarta variabile strutturale la dicotomia tra
particolarismo\/universalismo, ovvero la scelta tra relazioni personali o basate su norme
generali. Lequilibrio sociale un concetto secondo cui la vita sociale tende a essere e
rimanere un fenomeno funzionalmente integrato, di modo che ogni mutamento di una
parte del sistema sociale porti con s aggiustamenti in altre sue parti. Tutti i sistemi
dazione devono assolvere quattro funzioni fondamentali:
adattamento: il sistema deve ricavare sufficienti risorse dallambiente circostante e
distribuirle ad ogni sua parte. Compito delle istituzioni economiche
raggiungimento dello scopo: il sistema deve mobilitare le proprie risorse per
ottenere gli scopi che si prefigge. Compito delle istituzioni politiche
integrazione: il sistema deve coordinare e regolare le relazioni tra le sue unit.
Compito delle istituzioni giuridiche mantenimento della struttura: accertarsi che
gli attori siano abbastanza motivati a svolgere il proprio ruolo nel sistema.
Compito delle istituzioni familiari, educative e religiose.
Lassolvimento quotidiano delle quattro funzioni sistemiche assicurato da due
meccanismi:
socializzazione: tutti i membri di una societ di attengono ai valori condivisi,
facendo le scelte appropriate tra le variabili strutturali. Una socializzazione
riuscita produce una complementarit delle aspettative, da cui scaturisce
lequilibrio
controllo sociale: davanti a casi di devianza delle norme, il controllo sociale si
occupa di sanzionarle per obbligare gli attori a conformarsi.

Gli squilibri possono sorgere a causa di mutamenti o tensioni che investono il modo in
cui vengono soddisfatti i quattro bisogni del sistema. Essi possono avere qualsiasi origine,
ma la societ reagir allelemento di disturbo, ristabilendo lequilibrio. Merton. Il suo
pensiero divergente dal funzionalismo parsonsiano, in quanto rifiuta il tentativo di
elaborare una teoria onnicomprensiva. Le teorie a medio raggio vanno oltre la semplice
descrizione dei fenomeni sociali, esse sono basate su un numero limitato di assunti, da
cui si possono far derivare ipotesi specifiche verificabili empiricamente. Merton non
intende spiegare le cose attraverso la loro funzione ed insiste meno sullanalisi specifica
della struttura sociale. I funzionalisti concepiscono generalmente la societ come un
sistema di parti interconnesse e questo vale anche per Merton. Merton mette in rilievo
lesistenza di disfunzioni. Un elemento pu avere effetti disfunzionali generali, ovvero
produrre conseguenze che riducono ladattamento o ladeguamento del sistema. Un dato
elemento pu essere funzionale per alcuni individui e disfunzionale per altri. Egli
convinto che istituzioni e valori possano essere funzionali o disfunzionali per la societ
nel suo insieme. Le funzioni manifeste sono quelle osservabili o attese, mentre le funzioni
latenti non sono n riconosciute n intenzionali. In Merton il funzionalismo pi un
sistema di orientamento della ricerca che un insieme di proposizioni della struttura delle
societ. Egli elabora per il concetto di prerequisiti funzionali, sottolineando per che
non vi ragione di supporre che particolari istituzioni siano le sole capaci di soddisfare
tali prerequisiti. Pu esistere infatti unampia gamma di quelle che chiama alternative
funzionali. Nella sua teoria della devianza egli utilizza i concetti di mete culturali e mezzi
istituzionalizzati, oltrech quello di anomia. Lanomia per Merton una discrepanza tra
mete culturali e mezzi legittimi utilizzabili per raggiungerle. Linnovazione il ricorso ai
mezzi non istituzionalizzati e spesso illegittimi per raggiungere la meta; il ritualismo il
seguire le regole al punto di perdere di vista la meta; la rinuncia il rifiuto sia della meta
che dei mezzi per raggiungerla; la ribellione il rifiuto della meta e dei mezzi,
accompagnato dalla loro sostituzione con altre mete e altri mezzi. Neofunzionalismo.
una prospettiva teorica sviluppata negli anni ottanta negli USA e in Germania. Tre punti
di somiglianza tra il neofunzionalismo e il neomarxismo, in quanto entrambi avanzano
critiche ai fondamenti delle rispettive teorie dorigine, incorporano elementi provenienti
da tradizioni diverse, hanno variet di approcci. Il neofunzionalismo vuole sviluppare
una forma di funzionalismo multidimensionale (macro e micro), rifiutare lottimismo
parsonsiano nei confronti della modernit, favorire una svolta democratica nellanalisi
funzionalista, incorporare un orientamento conflittuale e insistere sullincertezza.
Smelser. Il concetto di ambivalenza fondamentale per comprendere il comportamento
individuale, le istituzioni e la condizione umana in generale. Il punto di partenza sono i
processi intrapsichici. Lambivalenza consiste nella coesistenza di orientamenti affettivi
opposti verso il medesimo individuo, oggetto o simbolo. Ha lavorato sul problema del
trauma culturale, che si verifica quando i membri di una collettivit sentono di aver
subito un evento orribile, che lascia segni indelebili nella loro coscienza di gruppo,
imprimendosi per sempre nella loro memoria e modificando la loro identit futura in
modo irrevocabile. Luhmann. Tentativo di formulare una teoria universale. Un sistema
sociale esiste quando le azioni di molta persone sono significative, interrelate e quindi
differenziate dallambiente. Un sistema sociale emerge quando ha luogo uninterazione
fra individui. Esistono tre tipi di sistema sociale: sistemi di interazione (relazione faccia a
faccia), sistemi di organizzazione (lappartenenza vincolata da specifiche condizioni) e
sistemi societari (sistema sociale onnicomprensivo). Lautoreferenzialit la condizione
necessaria per un efficiente funzionamento dei sistemi. Il sistema deve essere capace di
riflettere su se stesso e ci che fa. Lautoreferenzialit presente in tutti i sottoinsiemi
sociali. Considerare un sistema come autoreferenziale significa attribuirgli la possibilit
di decidere. Il compito principale del sistema sociale quello di ridurre la complessit.
Maggiore complessit comporta maggiore numero di scelte e possibilit, quindi
maggiore difficolt di scelta tra le alternative. Il collante della societ laccettazione
comune dellincertezza strutturale. Definisce il rischio come un danno potenziale
derivante da decisioni cui lindividuo partecipa attivamente, e il pericolo come un danno
potenziale cui lindividuo esposto passivamente

3. La teoria del conflitto.


la principale alternativa al funzionalismo. I conflittualisti vedono unarena in cui i
gruppi lottano tra loro per il potere, mentre il controllo del conflitto consiste nel fatto
che, per un certo tempo, un gruppo riesce a prevalere sui propri oppositori. Si basa su
tre presupposti:
gli individui posseggono alcuni interessi di base, comuni a tutte le societ
il potere il nucleo delle relazioni sociali ed esso scarso, distribuito in modo
diseguale, quindi fonte di conflitto. Esso essenzialmente coercitivo (interesse per
la distribuzione delle risorse
i valori e le idee sono armi usate dai diversi gruppi per perseguire i propri fini
(ideologie)
La teoria del conflitto si divide in due filoni:
i critici ritengono che gli scienziati sociali abbiano lobbligo morale di impegnarsi
nella critica della societ. Sono convinti che possa esistere una societ senza
conflitti
gli analitici considerano il conflitto un aspetto inevitabile e permanente della vita
sociale, respingono lidea che le affermazioni delle scienze sociali siano per forza
giudizi di valore.
Gli elementi di base delle teorie del conflitto vengono riprese dalle sociologie di Marx e
Weber, i quali condividono lo stesso interesse per il modo in cui le posizioni sociali
procurano potere a coloro che le occupano e per il ruolo delle idee nel riconoscere o
negare la legittimit a una determinata posizione sociale. Marx ritiene che gli individui
abbiano interessi definiti. Se non agiscono in base ad essi perch sono stati ingannati
sui loro veri interessi da un sistema sociale che opera a vantaggio di altri. Egli analizza le
societ passate e presenti in termini di conflitti di gruppi portatori di interessi diversi.
Sottolinea il legame tra ideologie e interessi di chi le elabora e diffonde. Le idee
prevalenti di unepoca riflettono gli interessi di una classe dominante. Mette in evidenza
limportanza prioritaria della tecnologia e dei modelli di propriet nel determinare la vita
degli individui e landamento del conflitto sociale. Weber defin la razionalit moderna
come una gabbia dacciaio, che imprigiona un mondo disincantato dominato dalla
burocrazia. Egli vede le attivit umane mosse dagli interessi, ma crede che esistano
interessi universali. Formula la nozione di tipo ideale, che descrive le propriet tipiche di
un concetto. importante perch capace di rendere intellegibili eventi storici e
contemporanei. Interessato inoltre al fenomeno del potere e alla distinzione tra legittimo
e illegittimo. Il concetto di autorit presuppone che determinati individui abbiano il
diritto di essere obbediti. Tipi ideali di autorit sono: carismatica, tradizionale, legale.
Weber distingue tra diverse categorie sociali: classi (insieme di individui che condividono
la stessa posizione economica), ceti (gruppi caratterizzati dallo stile di vita fondato su
uneducazione comune) e partiti (associazioni con lo scopo di conquistare per i propri
capi una posizione di potere che consenta loro di ottenere vantaggi per i propri membri.
Egli ritiene che idee e valori esercitino uninfluenza rilevante e autonoma sulla storia.
Anche i teorici delllite hanno avuto un impatto sulla teoria del conflitto. La loro tesi
che in ogni organizzazione solo un numero ristretto di individui pu esercitare lautorit,
il che li pone in contrasto con i propri sottoposti. La teoria delle lite afferma in modo
esplicito che linteresse egoistico e la natura ineguale del potere rendono il conflitto
inevitabile e permanente. Veblen ha analizzato le radici del potere e del conflitto in un
ampio contesto storico. Egli analizza la societ in termini di interessi conflittuali tra
diversi gruppi sociali. Crede che la societ moderna sia caratterizzata dal conflitto tra
gruppi economici opposti: la classe industriale e la classe agiata. Simmel fu il primo a
identificare i modelli universali nel comportamento umano. Propose di elaborare un
insieme di proposizioni circa le relazioni umane e il comportamento sociale, applicabili
indipendentemente dal contesto storico. Insiste sul fatto che associazione e conflitto tra
individui e gruppi sociali coesistono e sono intimamente correlati. Linsistenza sul
conflitto come principio generale e astratto della vita sociale ha caratterizzato la
sociologia americana. Park elabora un sistema di concetti generali che descrivono le
caratteristiche fondamentali della vita sociale. Sostiene che la competizione determini le
carriere e il conflitto riguardi lo status e lallocazione del potere a livello sociale. I teorici
critici considerano la ricerca sociale come legata al particolare punto di vista dello
studioso, che a sua volta influenzato dalla societ a cui appartiene. La critica di questi
autori rivolta al modo in cui ricchezza, status e potere sono distribuiti nella societ. Alla
societ esistente essi contrappongono la possibilit di un ordine migliore. Marx considera
i fattori economici come determinanti della struttura e del mutamento sociale. Distingue
tre aspetti dellorganizzazione sociale: le forze materiali di produzione, i rapporti di
produzione e le forme di coscienza sociale. La tecnologia e i rapporti di produzione
costituiscono la struttura. Una classe formata da individui che condividono la stessa
posizione economica, i quali tendono ad agire come gruppo. Le classi economiche sono i
gruppi pi importanti di una societ. Esse sono antagoniste e il risultato dei loro conflitti
determina levoluzione della societ. Una classe costituita da individui che condividono
lo stesso rapporto con la propriet dei mezzi di produzione. Ciascuno dei principali
sistemi economici della storia ha privilegiato una particolare classe, in modo da metterla
in grado di esercitare il proprio sfruttamento ai danni di altre. Marx sostiene che il valore
di una merce uguale alla quantit di lavoro impiegata per produrla. Il plusvalore non
andr al lavoratore, ma al capitalista. Sostiene che in ogni epoca storica il conflitto di
classe definisce il carattere fondamentale di una societ ed esso genera cambiamento
sociale. La misura in cui i membri di una classe riconoscono i propri interessi dipende
dal livello della loro coscienza di classe. rilevante che il potere abbia caratteri della
legittimit. Considera le idee come mezzo per stabilire una forma di dominio. La
sovrastruttura giuridica, politica e culturale un prodotto e un riflesso dei rapporti
economici sottostanti. Lo scopo di unideologia quello di legittimare coloro che
detengono il potere. Lideologia serve a installare una falsa coscienza. La societ di classe
un male perch crea alienazione. Luomo possiede una sua natura distintiva, che si
realizza grazie al lavoro creativo. Il capitalismo aliena, estrania, luomo dal suo prodotto
e dallattivit di produzione, ma anche da se stesso e dai suoi simili. Il capitalismo e la
ricchezza da esso prodotta sono le precondizioni necessarie per la realizzazione
dellutopia comunista. La propriet rappresenta il fattore determinante degli interessi di
classe. Labolizione di questa potrebbe porre fine al conflitto sociale. Descrive lo stato
come strumento del dominio di classe e vede nel potere politico un riflesso dei conflitti
tra classi. In una societ senza classi anche lo stato andrebbe abolito. Lo stato rende
possibile lo sfruttamento di classe, mantenendo le condizioni sociali che consentono a un
gruppo di essere quello dominante. Inoltre esso stesso strumento della classe
dominante, il cui fine quello di difendere i propri interessi. Lespressione teoria critica
associata agli studiosi della Scuola di Francoforte. Mettono in rilievo limportanza dei
conflitti dinteresse basati sui rapporti di propriet e sono molto interessati a trovare un
punto di unione tra psicoanalisi e marxismo. Esponenti sono Horkheimer, Adorno,
Marcuse e Fromm. Lapproccio di questa scuola poggia su due tesi: le idee degli
individui sono un prodotto della societ in cui vivono ed impossibile arrivare ad una
conoscenza obiettiva; gli intellettuali non dovrebbero cercare di essere obiettivi e di
separare i fatti dai giudizi di valore, ma adottare un atteggiamento critico nei confronti
della societ che studiano e sorvegliare criticamente il proprio lavoro. I teorici
francofortesi erano interessati ad analizzare la personalit e il comportamento in termini
di interazione tra la struttura socioeconomica sottostante e le pulsioni psichiche. Fromm
studi le modalit attraverso cui una particolare struttura libidica, formata e trasmessa
allinterno della famiglia, pu funzionare da cemento sociale. Egli esprime il concetto di
alienazione per descrivere lesperienza psicologica del mondo da parte dellindividuo.
Questa nozione costituisce lelemento centrale nellanalisi degli effetti del capitalismo
sulla personalit. I teorici francofortesi accusano la societ moderna nello studio sulla
personalit autoritaria. La tesi di Adorno e Horkheimer che vi sia una connessione tra
la personalit e la struttura sociale. I fattori che determinano la presenza di pregiudizi
sono visti come psicologici. Gli individui con maggiori pregiudizi dimostrano in modo
pi evidente linfluenza del modello culturale complessivo prodotto dalla struttura
sociale. Horkheimer sostiene che cultura e ideologia non siano un semplice riflesso della
struttura economica sottostante, ma un ambito semiautonomo. La cultura popolare
viene considerata strumento di manipolazione. Marcuse afferma che il progresso tecnico
ha reso possibile un intero sistema di dominio e coordinamento che inibisce ogni
tentativo di protesta. Mills adotta una prospettiva conflittualistica accompagnata da una
forte critica dellordine sociale. Riteneva che, grazie alla conoscenza, fosse possibile
creare una societ buona e che gli uomini di cultura dovessero assumersi la
responsabilit di questo progetto. Per Mills limmaginazione sociologica in grado di
connettere livelli micro e macro. Gli individui riescono a comprendere le proprie
esperienze personali solo se sono in grado di calarsi dentro la propria epoca storica.
Sostieneche le privazioni materiali di un tempo siano state sostituite oggi da un disagio
psicologico che ha le sue radici nellalienazione del lavoratore dalla propria attivit.
Condanna il capitalismo burocratico in quanto aliena lindividuo dal processo e dal
prodotto del suo stesso lavoro. Il sistema di mercato estrania lindividuo da s stesso e
dagli altri, perch induce a considerare manipolativi tutti i rapporti. Lalienazione del
lavoro stimola una frenetica ricerca di svago, ma lindustria del divertimento popolare
produce emozioni artificiali. Una struttura sempre pi centralizzata, priva di valori
tradizionali e popolata da individui costantemente ansiosi, esposta alla minaccia di
totalitarismi. Mills ritiene che la crescita delle grandi organizzazioni sia stata
accompagnata da una centralizzazione del potere. Elabora il concetto di lite del potere.
Afferma che le sfere economica, politica e militare sono interconnesse in modo che i
leader di ciascuna tendano ad associarsi per formare llite del potere. Bourdieu critica
lidea marxista secondo cui la societ possa essere analizzata semplicemente in termini di
classi, interessi di classe e ideologie di classe. Il suo lavoro riguarda il lavoro indipendente
dei fattori educativi e culturali. Utilizza il concetto di campo inteso come luogo in cui gli
individui agiscono, sviluppano strategie e si contendono risorse. un sistema di posizioni
sociali strutturato internamente in relazioni di potere. I diversi campi possono essere
significativamente autonomi e le societ complesse tendono a creare un ampio numero
di campi distinti. Aggiunge che il potere associato ai diversi campi dipende in modo
cruciale da distinte forme di capitale. Ci sono tre tipi fondamentali di capitale:
economico (controllo delle risorse economiche), sociale (controllo delle relazioni sociali) e
culturale (i gusti e la percezione del bello variano secondo la classe e i membri delle lite
tendono ad accentuare la distinzione con le classi popolari). La teoria di Bourdieu
riguarda la riproduzione sociale: i modi in cui una determinata classe in grado di
riprodursi trasmettendo ai propri discendenti i privilegi di cui gode. La violenza
simbolica la violenza esercitata su un attore sociale con la sua complicit: gli individui
accettano i sistemi di significato come legittimi, fraintendendo quanto accade davvero. Il
capitale simbolico non altro che un capitale economico o culturale riconosciuto e
accettato. Il concetto di habitus indica un sistema di modelli percettivi, di pensiero e di
azione acquisiti stabilmente e generati da condizioni oggettive, che tendono a persistere
anche dopo il mutamento di tali condizioni. il generatore delle pratiche costanti e
ripetute che costituiscono la vita sociale. I cambiamenti nella struttura economica hanno
ripercussioni sullistruzione in quanto meccanismo di riproduzione dei vantaggi di classe.
critico nei confronti della sociologia che pretende di fornire analisi oggettive basate sul
modello scientifico. Rifiuta quella che considera una falsa contrapposizione tra
oggettivismo e soggettivismo e insiste sullimportanza di una sociologia riflessiva: i
sociologi devono condurre le ricerche prestando attenzione consapevole agli effetti della
propria posizione sociale e delle proprie strutture interiorizzate. Le pratiche umane
vanno intese come un processo dialettico che coinvolge tanto le disposizioni prodotte
dallhabitus, quanto le condizioni oggettive dei campi in cui gli individui operano. I
teorici analitici sono convinti che la prospettiva conflittualista sia fondamentale per lo
sviluppo di una sociologia scientifica, ma si distinguono dai teorici critici per tre aspetti:
considerano essenziale la separazione tra politica e idee\valori
non ritengono che la societ sia divisibile in un gruppo dominante opposto alla
massa
non contrappongono alla condizione presente un ideale razionale o privo di
conflitti:
il conflitto permanente e i conflitti di interessi sono inevitabili Dahrendorf ritiene che
esista una tendenza al conflitto insita nel sistema sociale: i gruppi dotati o privi di potere
perseguiranno i rispettivi interessi, che saranno necessariamente diversi. Il conflitto la
grande forza creativa della storia umana. Il fattore determinante della struttura sociale
la distribuzione del potere. Lessenza del potere sta nel controllo delle sanzioni, che
consente ai suoi detentori di impartire ordini e di ottenere obbedienza. Da ci deriva
linevitabile conflitto di interessi: coloro che sono privi di potere lottano per conquistarlo,
gli altri per difenderlo. Secondo lui non il consenso a generare e definire le norme
sociali. La teoria del conflitto afferma che le norme vengono stabilite e mantenute dal
potere e che il loro fondamento va spiegato in termine di interessi dei potenti. Le norme
sono imposte. Esiste sia una differenziazione sociale tra le posizioni, sia una
stratificazione sociale basata sulla reputazione e la ricchezza. La stratificazione
riconducibile a norme che definiscono certe cose come desiderabili rispetto ad altre. I
conflitti avranno luogo sistematicamente tra gruppi che differiscono per lautorit che
possono far valere su altri. Con il termine autorit Dahrendorf indica il potere connesso
a un ruolo o a una posizione sociale che gode di legittimit in quanto definito e
delimitato da norme sociali e sostenuto da sanzioni applicabili entro i limiti stabiliti da
tali norme. I modelli stabili e ricorrenti di autorit istituzionali fanno sorgere conflitti
sociali tra chi possiede autorit e chi no. Il termine classe identifica gruppi di conflitto
generati dalla distribuzione differenziale di autorit allinterno di associazioni coordinate
da norme imperative. I requisiti strutturali necessari affinch gli individui formino gruppi
di interesse attivi sono di tipo tecnico (richiede un fondatore e uno statuto o ideologia),
politico (pi lo stato liberale, pi probabile la mobilitazione e viceversa), sociale (la
formazione del gruppo tanto pi probabile quanto pi i suoi membri sono concentrati
a livello geografico, possono comunicare facilmente tra loro, hanno la stessa estrazione).
La violenza di un conflitto dipende dal tipo di armi scelte (il grado di
istituzionalizzazione del conflitto), mentre la sua intensit dipende dal dispendio di
energia e il grado di partecipazione delle parti del conflitto. Tre fattori dellintensit
sono: i subalterni in una determinata associazione lo sono anche nelle altre associazioni
di cui fanno parte; la misura in cui chi detiene lautorit in un certo ambito la detiene
anche in altri ambiti; la mobilit, quanto pi alta tanto meno intenso sar il conflitto.
Nello stato le linee fondamentali di sviluppo del conflitto passano tra chi impartisce e chi
riceve ordini. Quanto pi ampia la classe che detiene lautorit, tanto pi grande sar il
gruppo pronto a schierarsi contro ogni minaccia da parte dei subordinati. Coser affronta
il conflitto sociale come risultati di fattori diversi dagli interessi di gruppo contrapposti. Si
interessa alle conseguenze del conflitto. Conflitti e disaccordi sono parte integrante dei
rapporti interpersonali e non necessariamente segnali di instabilit e rottura. Afferma
che i caratteri dellostilit e del conflitto variano per ragioni sociologiche. Il conflitto
porta spesso al cambiamento, tuttavia si concentra sul ruolo del conflitto nel conservare
la coesione di gruppo. Vede la coesione come uno dei possibili esiti del conflitto. Il
conflitto esterno essenziale per lidentit di gruppo, in quanto delimita i confini tra i
gruppi allinterno di un sistema sociale rafforzando la consapevolezza che ciascun
gruppo ha di s come entit separata, stabilendo cos lidentit dei gruppi allinterno del
sistema. Il conflitto esterno pu rafforzare il gruppo, oppure accelerare il processo di
disintegrazione. Il conflitto con i devianti di un gruppo rende evidente ai suoi membri la
condotta da tenere. Questo pu aumentare la sopravvivenza, la coesione e la stabilit di
un gruppo. Egli assume che qualsiasi cosa agevoli la sopravvivenza, agevola anche la
coesione. probabile che un conflitto interno coinvolga i principi sociali di base e risulti
disgregante in societ rigide. Linterdipendenza in altri casi modera e contiene le
spaccature di base, rendendo molto meno probabile un conflitto interno disgregante.
Coser osserva che oltre alla rigidit sociale e allinterdipendenza tra individui, anche le
idee influiscono sulla radicalit del conflitto. I conflitti sono tanto pi intensi quanto pi i
soggetti coinvolti sentono di lottare nellinteresse del gruppo e non solo per se stessi.
Lasprezza e il radicalismo dei conflitti viene accresciuta dalla presenza degli intellettuali.
Collins vuole mostrare che possibile spiegare unampia gamma di fenomeni sociali in
base allassunto generale dellesistenza di interessi conflittuali. Assume che da una parte
esistano determinati beni cui gli individui aspirano in ogni societ e dallaltra che tutti
considerino intollerabile ricevere ordini. Esister sempre un conflitto sociale, perch la
distribuzione del potere ineguale. Il conflitto esiste perch la coercizione violenta resta
una possibilit, ed un gioco a somma zero. Tipologia delle risorse che gli individui
investono nel conflitto: risorse tecniche e materiali, forza nei rapporti personali, numero
e variet di persone con cui si hanno contatti, strumenti culturali che consentono di
invocare solidariet emotiva. Secondo Collins tre sono principali ambiti caratterizzati da
una distribuzione ineguale di risorse e posizioni sociali, che insieme danno luogo alla
stratificazione sociale: il lavoro (classi), la comunit (ceti) e la politica (partiti). La
posizione predominante di alcuni individui semplicemente la somma delle loro risorse e
posizioni nei diversi ambiti. Collins si sempre interessato al modo in cui le credenziali
educative vengono usate nella lotta per il potere, la ricchezza e il prestigio. Egli considera
listruzione come una base importante di differenziazione. Chi possiede unistruzione
superiore stabilisce requisiti occupazionali che giocano a loro favore; tutti riconoscono
limportanza dellistruzione ai fini del successo e si sforzano di accrescere la propria.
Listruzione importante nel determinare lo status e nel consentire ai genitori privilegiati
di assicurare la posizione sociale ai figli. Collins considera le organizzazioni come arene
nelle quali chi occupa posizioni superiori controlla i propri subordinati. Si pu analizzare
la struttura di unorganizzazione esaminando le sanzioni a disposizione di chi esercita il
controllo. Esistono tre tipi di sanzioni: coercizione (a cui corrisponde resistenza passiva),
ricompense materiali, controllo normativo (pi efficaci perch i subordinati condividono
gli scopi dei superiori). Quanto pi unorganizzazione esalta i propri rituali, quanto pi
isolata dal mondo e si sente minacciata dallesterno, tanto pi lidentificazione e la
fedelt si rafforzano. La coercizione al centro della vita sociale. Lo stato un tipo
particolare di organizzazione, in quanto esercita il controllo della violenza. Collins
attento agli effetti della tecnologia e dellorganizzazione militare sulla vita politica e
sociale. In tutte le societ il genere costituisce una delle pi importanti caratteristiche
individuali che determinano le opportunit di una persona. Le donne sono sempre
svantaggiate rispetto agli uomini. Egli ritiene che la condizione di inferiorit femminile
sia il risultato del desiderio di gratificazione sessuale dellessere umano e del fatto che i
maschi sono nella maggior parte dei casi pi grandi e pi forti. Loggetto dei suoi studi
resta lindividuo. I tipi di esperienza che Collins identifica sono: dare e ricevere ordini,
comunicare con gli altri. Chi d ordini tender a identificarsi con gli ideali
dellorganizzazione di cui detiene il potere e in nome del quale giustifica quegli ordini.
Chi li riceve si sentir estraneo agli ideali dellorganizzazione. Collins ritiene che gli
individui desiderano massimizzare la loro possibilit di dare ordini. I modelli di
comunicazione influiscono sul grado di accettazione delle norme e dei valori di una
societ e quindi sulla legittimit dellordine sociale. Gli aspetti rilevanti della
comunicazione umana sono il controllo reciproco e la variet dei contatti. Quanto pi
alto il controllo reciproco, tanto pi gli individui accettano la cultura del gruppo e si
aspettano altrettanta conformit da parte degli altri. La variet dei contatti tra persone
influenza in modo simile il loro modo di pensare. I rituali (sequenze di gesti e suoni
stereotipati) possono rendere pi intensa la risposta emotiva e quindi indurre le persone a
una pi stretta identificazione con determinate visioni della realt. Collins ritiene che i
fattori che determinano lascesa e il declino degli stati e degli imperi siano dimensioni e
risorse, posizione geografica e espansione militare. Lelemento di maggiore forza della
teoria del conflitto sta nel mettere in relazione le strutture sociali con gli interessi di
gruppo e la distribuzione delle risorse. Insiste sulla necessit di mettere valori e ideali in
relazione con lambiente sociale.
4. Evoluzione sociale e modernit: prospettive macrosociologiche.
La prospettiva evoluzionista ebbe un ruolo di grande rilievo agli esordi della sociologia:
Comte lumanit progredisce attraverso tre stadi di pensiero, corrispondenti a tre
tipi di societ: stadio teologico, stadio metafisico, stadio positivo.
Spencer ha adottato levoluzionismo darwiniano. Sostiene lesistenza della tendenza
alla differenziazione sia negli organismi che nelle societ.
Durkheim sostiene lesistenza di un processo evolutivo della societ: la solidariet
meccanica viene col tempo sostituita dalla solidariet organica.
Marx teoria della storia che vede le societ procedere, attraverso il conflitto, verso
lutopia comunista
Schumpeter associa il cambiamento sociale alla posizione di potere delle diverse
classi. Queste classi conquistano il potere perch hanno capacit nuove o pi rilevanti
che in passato in virt di mutate circostanze. Le classi al potere vengono a loro volta
rimpiazzate.
La teoria sociale di Marx una teoria del mutamento, che vuole offrire
uninterpretazione complessiva della storia passata e futura. Ogni sistema economico
contiene in s i germi del cambiamento. Questo processo avviene in forma dialettica: a
una tesi si contrappone unantitesi, da cui scaturisce una nuova sintesi (il passaggio ad un
nuovo ordine). Individua quattro tipi principali di societ di classe, ciascuno
contraddistinto da una classe dominante: asiatico (basato sul dispotismo e sulla propriet
terriera), antico, feudale, borghese. La teoria leninista dellimperialismo sostiene che il
capitalismo avanzato ha continuamente bisogno di espandere i propri mercati e creare
nuove occasioni di investimento: ci porta a una politica estera imperialista e a guerre
distruttive tra paesi rivali per i possedimenti coloniali. Wallerstein sostiene che il
capitalismo ha creato per la prima volta un sistema autenticamente globale, tenuto
insieme da legami economici. La crescita del capitalismo stata possibile grazie
allespansione geografica dei maggiori paesi dEuropa. Le diverse parti del sistema-
mondo si specializzano in funzioni diverse. La periferia fornisce le materie prime alle
industrie del centro (disparit). Lorganizzazione statale forte nei paesi del centro e
debole in quelli periferici. Le forze economiche sono le determinanti del mondo
moderno. Molti critici della globalizzazione vedono crescere il potere delle
multinazionali mentre gli stati sono sempre pi incapaci di controllare la produzione e la
finanza globali. Le idee di Parsons sullevoluzione sociale sono unestensione del suo
modello di variabili strutturali. Vede nellepoca primitiva il primo stadio dellevoluzione
sociale, seguito da uno stadio intermedio caratterizzato dalla scrittura ed infine uno
stadio moderno, caratterizzato da rapporti e procedure formali, dallistituzionalizzazione
della legge e dalla piena alfabetizzazione. Identifica degli universali evolutivi, definiti
come strutture organizzative rilevanti per levoluzione. Affinch una comunit possa
uscire da uno stadio primitivo e diventare una societ moderna sono indispensabili il
linguaggio, la parentela, la religione e qualche forma di tecnologia. I sei principali
universali evolutivi sono: stratificazione sociale, legittimazione culturale, organizzazione
burocratica, economia monetaria e mercati, norme universalistiche, associazioni
democratiche. Queste strutture sono prodotte da quattro processi: differenziazione
(divisione di una singola unit in due o pi unit che differiscono dal punto di vista
strutturale e funzionale), crescita adattiva (aumenta la capacit di adattamento alle
difficolt ambientali), inclusione (societ deve riconoscere che anche i gruppi fino a quel
momento rimasti esclusi hanno la capacit di contribuire al funzionamento del sistema),
generalizzazione dei valori (un alto grado di differenziazione, crescita adattiva e
inclusione non pu coesistere con un sistema di valori ristretto, condiviso solo da alcuni
membri del sistema). Parsons identifica una serie di strutture che considera cruciali per
levoluzione sociale, ma che non possono essere attribuite in modo arbitrario a qualsiasi
societ. Egli pensa che levoluzione conduca a mutamenti nel sistema, non di sistema.
Habermas interessato alla politica e allimportanza della sociologia e del pensiero
sociale in questo ambito. Ritiene che la ragione rappresenti lo strumento con cui
giudicare criticamente la nostra societ ed particolarmente attento ai legami fra
cultura, struttura sociale e personalit. Importante ai fini del cambiamento sociale il
ruolo delle percezioni individuali. Habermas suddivide le formazioni sociali nelle
categorie di: societ primitive, societ tradizionali, societ capitaliste liberali, societ
capitaliste organizzate e societ post-capitaliste. Egli vede nellevoluzione sociale il
risultato di crisi o contraddizioni interne a un sistema dato. Esse creano problemi di
governabilit che alla fine rendono il sistema ingovernabile. La crisi dei valori condivisi
porta il vecchio sistema sociale a disintegrarsi, in quanto tali mutamenti minacciano il
senso di identit sociale degli individui. attraverso lo sviluppo dello stato che le societ
passano dallautosussistenza familiare a un sistema in cui una classe dominante si
appropria della ricchezza. La depoliticizzazione dei rapporti di classe la caratteristica
distintiva del capitalismo liberale. Nel capitalismo liberale fondamentale il mercato
autoregolato, lo stato deve solo garantire le condizioni generali di produzione capitalista
attraverso il diritto civile. In una societ in cui la legittimazione si basa sui meccanismi di
mercato, ogni fluttuazione economica rappresenta una minaccia diretta allintegrazione
sociale. Tali fluttuazioni rendono evidente che il mercato non il punto di incontro tra
uguali, ma una forma di potere istituzionalizzato. La transizione del capitalismo liberale
a quello organizzato implica laffermarsi di imponenti oligopoli e il riemergere dello stato
che interviene nel mercato. Il ricongiungimento tra stato e economia crea un crescente
bisogno di legittimazione. Lequilibrio del sistema fragile: leconomia minacciata da
una possibile caduta del tasso di profitto e da una crisi di legittimazione. Habermas
appare convinto che le tendenze da lui identificate non siano affatto invertite, ma
intensificate. La globalizzazione riduce la capacit degli stati-nazione di controllare
leconomia, quindi i governi nazionali stanno perdendo il potere di utilizzare i
meccanismi di regolazione delle economie nazionali, stimolare la crescita e garantirsi
solide basi di legittimit. Anche i movimenti difensivi antiglobalisti comportano dei
rischi. Habermas elabora la sua teoria dellevoluzione sociale a partire dallidea di
mondo vitale, chiedendosi come il cambiamento venga esperito dagli individui. Con
mondo vitale si intendono i livelli di conoscenza fondamentali, di cui non siamo
consapevoli, ma che strutturano tutte le nostre percezioni e determinano la nostra
esperienza della realt. Il processo di modernizzazione viene a coincidere con la
razionalizzazione del mondo vitale. Habermas interessato al mondo vitale in quanto
elemento della sua teoria dellagire comunicativo. grazie alla comunicazione che la
societ funziona e si evolve. Lagire comunicativo strutturato dai mondi vitali degli
attori sociali. Col procedere dellevoluzione sociale si sviluppa un sistema di istituzioni
che comprende mercati basati sulle transizioni monetarie accanto a strutture statali
basate sul potere. possibile interagire senza condividere lo stesso mondo vitale. Il
sistema sociale diventa sempre pi complesso e differenziato, mentre il mondo vitale
diventa sempre pi razionalizzato. Allinterno dello stato e del mercato contemporanei si
obbedisce a principi generali e norme astratte. Il mondo vitale diventa sempre pi
periferico via via che il sistema sociale diventa sempre pi complesso. Habermas sembra
suggerire che tutte le societ moderne assisteranno a unanaloga evoluzione dei mondi
vitali. La continua razionalizzazione pu diventare patologica se giunge a mettere in
pericolo lintero processo di integrazione sociale e di socializzazione tramite il quale la
societ si riproduce. Anche la burocratizzazione pu risultare altrettanto distruttiva. La
situazione discorsiva ideale una situazione in cui tutti hanno pari opportunit di
argomentare le proprie idee, senza che i detentori di maggior potere possano imporsi nel
dialogo. Sono destinate quindi a prevalere le posizioni pi vere nel senso di pi razionali.
Lagire comunicativo un tipo specifico di interazione sociale, perch orientato alla
comprensione reciproca, non al successo o al conseguimento di uno scopo. Habermas
non giudica in modo completamente negativo la progressiva razionalizzazione del
mondo. La razionalit comunicativa non crea la gabbia dacciaio che crea invece la
razionalit strumentale. Giddens ha sottolineato limportanza di integrare le prospettive
macro e micro. Presenta la teoria della strutturazione. Secondo lui la teoria sociale deve
riconcettualizzare il proprio oggetto come una dualit, la dualit della struttura. Lattore
umano ricrea, con le proprie azioni, le pratiche sociali e le istituzioni, che a loro volta
vincolano quelle azioni, ma nello stesso tempo le trasformano. Lagire umano
essenzialmente trasformativo. Le pratiche sociali sono sia riprodotte che modificate,
perci Giddens sottolinea laspetto creativo dellagire umano. Con struttura sociale
intende i caratteri costanti dellinterazione sociale, capaci di assicurare la riproduzione
del sistema, che indicano agli individui come costruire la vita sociale e su quali risorse
contare per raggiungere i propri obiettivi. Elabora una classificazione originale dei tipi
sociali. Si concentra sulle forme economiche della propriet e sulle differenze
fondamentali tra le societ contemporanee e tutte quelle che le hanno precedute (basate
sulla comunicazione diretta). Nelle societ contemporanee il cambiamento stato assai
rapido. Per Giddens la storia stata dominata prima dalle societ tribali e poi dalle
societ divise in classe. Nelle societ divise in classe va posta lattenzione sul ruolo della
scrittura e dellurbanizzazione. Il capitalismo il primo tipo globale di organizzazione
sociale nella storia. Lo stato e leconomia sono completamente scollegati dalla famiglia e
dalla tradizione orale. Il costante cambiamento tra i caratteri del capitalismo moderno.
Uno degli aspetti pi importanti della modernit consiste nel fatto che la tradizione viene
rimpiazzata dallexpertise in una dimensione sempre pi globale. La tradizione lo
strumento di organizzazione della memoria collettiva. La modernit aveva distrutto la
tradizione per poi ricostruirla. Ora le tradizioni sono state distrutte senza essere state
ricostruite. A rimpiazzarle sono gli esperti i sistemi esperti. Producono ci che Giddens
chiama disembedding: fanno valere principi esterni al concreto ambiente locale ed
esigono fiducia in presupposti di carattere universale. Laccumulazione di conoscenza
esperta comporta inevitabili processi di specializzazione. La conoscenza esperta
instabile, in quanto contrassegnata da scetticismo, universalismo, atteggiamento di
dubbio. La conoscenza suscettibile di rettifica e continuo perfezionamento: la societ
attraversata da un senso di instabilit e precariet. La globalizzazione fa s che ogni
abitante del mondo sperimenti il disembedding. Tutto nel mondo pu essere
trasformato: si afferma una visione di s e della propria identit come qualcosa che
implica delle scelte. La riflessivit moderna implica la consapevolezza che praticamente
tutti gli aspetti dellattivit sociale e del mondo fisico sono suscettibili di una revisione
continua alla luce di nuove informazioni e conoscenze. Giddens sostiene che oggi siamo
nel nuovo stadio di modernit avanzata. Egli pone laccento sul rischio: nella modernit
avanzata calcoliamo i rischi, ma ci sentiamo sempre meno capaci di controllo. Giddens
non contro la globalizzazione, per essa politica, tecnologica, culturale oltre che
economica, e comprende la rivoluzione delle comunicazioni e la trasformazione della
famiglia tradizionale. La teoria del caos sottolinea le enormi conseguenze che minuscoli
cambiamenti possono avere nel mondo fisico. Le teorie dellevoluzione sociale si sono
tendenzialmente dedicate a identificare e definire le caratteristiche della modernit,
fornendo un quadro interessante ma parziale.

5. Interazionismo simbolico.
Questa espressione nasce da Blumer, che la conio nel tentativo di chiarire la specificit
dellapproccio psicosociale allo studio della natura umana. Blumer spiegava che la
psicologia sociale era interessata allo sviluppo dellindividuo e che il suo principale
oggetto di indagine erano le modalit di sviluppo sociale dellindividuo, data la sua
partecipazione alla vita di gruppo. un approccio di tipo psicologico, il cui interesse
primario dato dal s e dallinterazione tra pensieri, emozioni e comportamento sociale.
Gli individui sono gli artefici attivi della propria condotta. Gli interazionisti simbolici si
propongono di spiegare decisioni e azioni particolari degli individui, dimostrando
limpossibilit di comprenderle attraverso norme prestabilite e forze esterne. La teoria
dellazione di Weber ha influenzato linterazionismo simbolico. Anche Simmel ha un
ruolo centrale nello sviluppo della prospettiva interazionista. I due concetti chiave di
Simmel sono quelli di diade (rapporto diretto tra due persone che non consente di
scaricare sul gruppo le rispettive responsabilit) e di triade. Nella triade possibile che
uno dei partecipanti possa essere messo in minoranza dagli altri due. Ciascun
partecipante ha tre possibilit: rivestire il ruolo di mediatore tra gli altri due, favorendo
lunit del gruppo; sfruttare a proprio vantaggio eventuali disaccordi tra gli altri due;
creare intenzionalmente conflitti a proprio vantaggio. Il concetto di definizione della
situazione di Thomas indica che prima di ogni azione c sempre una fase di esame e
elaborazione che possiamo chiamare definizione della situazione. Questa ha
conseguenze sul comportamento. Se gli uomini giudicano reale una situazione, reali
saranno anche le conseguenze. Cooley stato tra i precursori dellinterazionismo
simbolico. Ha contribuito con il concetto di s riflesso, ovvero la percezione di s ricavata
dai giudizi di coloro con cui interagiamo. I tre elementi del s riflesso sono: il modo in
cui immaginiamo di apparire agli altri, il modo in cui immaginiamo che gli altri ci
giudichino e il sentimento di noi stessi. Mead ha elaborato il concetto di s come un
organismo che agisce. Il s un processo sociale in cui lattore umano indica a s stesso i
problemi da affrontare nelle situazioni in cui agisce e organizza la propria azione
secondo linterpretazione che ha dato di quei problemi. Il s attivo e creativo. Mead
sottolinea la capacit delle persone di orientare la propria condotta grazie al meccanismo
di interazione con se stessi. Gli individui agiscono sul proprio ambiente creando gli
oggetti che lo popolano. Mead sottolinea due dimensioni del s: lio (risposta non
organizzata agli atteggiamenti di altri) e il me (le idee su se stesso che lindividuo impara
da altri). Il s costituito dallio quando agisce come soggetto, costituito dal me quando
in veste di oggetto. Linterazione con se stessi rappresenta lo strumento attraverso cui
gli esseri umani percepiscono la realt e si organizzano per lazione. Costituisce anche la
premessa dellassunzione di ruolo, fulcro della concezione di agire umano elaborata da
Mead. Lagire umano prende forma attraverso linterazione con se stessi. Gli stadi di
sviluppo del s sono:
stadio dellimitazione: agire imitativo privo di significato. (azione significativa
per gli individui che condividono le stesse interpretazioni simboliche)
stadio del gioco libero: mettersi nella posizione di un altro; i bambini impersonano
altri ruoli in un processo di assunzione semplice
stadio del gioco organizzato: laltro rappresentato nella forma organizzata degli
atteggiamenti di tutti i partecipanti. Questo altro generalizzato costituito dagli
atteggiamenti organizzati di tutta la societ.
La definizione di simbolo deriva per Mead da quella di gesto, che elemento iniziale di
un atto, ma anche segno dellintero atto. Un simbolo uno stimolo cui gi data una
risposta in anticipo. Blumer sostiene la necessit di includere nelle spiegazioni scientifiche
dellinterazione umana sia lesperienza soggettiva che il comportamento osservabile.
Linterazione implica qualcosa di pi del semplice meccanismo stimolo-risposta. Diventa
stimolo-interpretazione-risposta. Blumer rifiuta il comportamentismo, perch trascura
linterpretazione e concepisce lindividuo esclusivamente in termini di risposte agli
stimoli ambientali. Parla di un processo di autoindicazione attraverso cui gli individui
segnalano a s stessi lo stimolo, per poi interpretarlo. I gesti sono elementi chiave del
processo interpretativo. Linterazione non simbolica avviene quando un individuo
risponde in modo diretto allazione di un altro, senza interpretarla. Le tre premesse
fondamentali di Blumer riguardano il significato e sono:
importanza dei significati per lagire umano gli esseri umani agiscono nei
confronti delle cose in base ai significati che esse hanno per loro
origine dei significati i significati delle cose emergono dallinterazione sociale
con gli altri; il significato un prodotto sociale
ruolo dellinterpretazione i significati delle cose vengono elaborati e modificati
attraverso un processo interpretativo. Linterazionismo simbolico si basa su una
premessa fondamentale: linterazione umana emerge dalla capacit degli individui
di conferire significato a una situazione attraverso un processo interpretativo.
Blumer non nega lesistenza delle strutture sociali, afferma tuttavia che esse non
determinano il comportamento. Quando gli interazionisti parlano di ruolo intendono il
ruolo interattivo, ovvero un a linea di condotta plausibile che esprime la particolare
personalit dellindividuo che occupa una certa posizione e rappresenta il suo modo di
far fronte alle aspettative generali di cui oggetto chi si trova in quella posizione.
Goffaman definisce distanza di ruolo quelle azioni che comportano un certo sdegnoso
distacco dallattore del ruolo che ricopre. Blumer non nega lesistenza delle strutture
sociali. Ci che critica leccessiva enfasi sullimportanza dei fattori strutturali nel
determinare la condotta delle persone. Linterazionismo simbolico adotta nei confronti
del comportamento umano un approccio induttivo secondo il quale la comprensione e la
spiegazione vengono ricavate da dati che il ricercatore ha studiato a fondo. La
metodologia dellinterazionismo simbolico si concentra sui processi attraverso cui gli
individui definiscono il proprio mondo dallinterno. Blumer indica due metodi di ricerca
attraverso cui gli studiosi possono accostarsi al mondo sociale empirico:
lesplorazione: serve a fornire al ricercatore una conoscenza ampia e approfondita
di una sfera del sociale a lui estranea e sconosciuta, per sviluppare lindagine. Le
tecniche sono losservazione diretta, lintervista etc.
lispezione: un esame intensivo e focalizzato del contenuto empirico di tutti gli
elementi utilizzati nello studio e delle relazioni empiriche tra loro. Un concetto
sensibilizzante offre una guida nellaffrontare i casi empirici, indica le direzioni in
cui cercare.
In un approccio qualitativo si considerano le due fasi come interconnesse (ricerca
naturalistica). Blumer considera la ricerca naturalistica superiore ad altri metodi di
ricerca, poich indaga direttamente il mondo empirico e lattivit che vi si svolge.
Goffman considera gli esseri umani come attivi e perspicaci. Crea il concetto di
istituzione totale, un luogo di residenza e lavoro dove un ampio numero di individui in
condizioni simili, tagliati fuori dal tessuto sociale per un lungo periodo, conducono
unesistenza segregata e amministrata formalmente. Goffman si concentra sui modi in
cui gli individui nella vita quotidiana rappresentano agli altri s stessi e le proprie attivit.
Si focalizza sulla gestione delle impressioni, ovvero i modi in cui gli individui orientano le
impressioni che gli altri si fanno di loro. La ribalta quella parte dellinterpretazione di
un individuo che funziona abitualmente in modo generale e prefissato per definire la
situazione a beneficio di coloro che osservano la rappresentazione. Il retroscena dove si
predispongono le tecniche di gestione delle impressioni, dove lattore non deve gestire le
impressioni e pu essere se stesso. Hochschild ha svolto un lavoro tecnico sulle emozioni,
creando la sociologia delle emozioni. Si concentrata sulla nozione di lavoro emotivo,
che definisce come il controllo dei sentimenti finalizzato a creare unespressione facciale
e corporea pubblicamente osservabile, venduto in cambio di un salario. Le occupazioni
che richiedono lavoro emotivo hanno tre caratteristiche:
il lavoratore deve avere un contatto visivo o vocale con il cliente
al lavoratore viene chiesto di sollecitare uno stato emotivo nel cliente
il datore di lavoro pu esercitare un certo grado di controllo sul lavoro emotivo
dei propri dipendenti.
Ha scoperto che la lotta per tenere distinto ci che si prova da ci che si finge di provare
porta nelle persone impegnate in un lavoro emotivo a una forma di tensione chiamata
dissonanza emotiva. Chodorow studia che i bambini maschi si percepscono diversi dalle
madri con le quali hanno avuto la loro prima relazione emotiva, imparando a
sopprimere i propri tratti femminili per realizzare pienamente la propria identit
maschile. Le bambine continuano a identificarsi con la madre, accettano le proprie
emozioni e sviluppano unelevata capacit relazionale. P. H. Collins rielabora la teoria
sociale dallo specifico punto di vista dei gruppi subordinati. Linterazionismo simbolico
una prospettiva alternativa che fornisce strumenti teorici di cui altri orientamenti sono
privi.
6. La fenomenologia.
La fenomenologia un metodo filosofico che prende le mosse dallindividuo e dalla sua
esperienza cosciente, e che si propone di evitare assunti a priori, pregiudizi e dogmi. Essa
esamina i fenomeni nella maniera in cui gli attori li percepiscono nella loro
immediatezza. Lassunto fondamentale di questa prospettiva che la realt quotidiana
un sistema socialmente costruito e dato per scontato dai membri di un gruppo. Ha un
atteggiamento critico nei confronti dellordine sociale e mette in dubbio le idee
culturalmente apprese. La sociologia fenomenica affonda le proprie radici nellopera del
filosofo tedesco Husserl, il primo ad utilizzare il termine fenomenologia. Ha definito la
fenomenologia come linteresse per quanto pu essere direttamente percepito dai sensi.
Tutto il nostro sapere proviene dai fenomeni percepiti, il resto speculazione. Il compito
della sociologia fenomenologica descrivere con precisione il mondo cos come lo
vediamo, avendo ben presente che le nostre percezioni sono plasmate dalle nostre idee.
Schutz introdusse la fenomenologia nella sociologia americana. Lepoch comporta una
sospensione del giudizio sulle cose, in modo da considerarle senza preconcetti. Per
Schutz il significato che lindividuo attribuisce alle situazioni quotidiane di primaria
importanza: lattenzione viene concentrata sulla definizione che lindividuo stesso d
della situazione. Ogni individuo attinge ad uno stock di conoscenza condivisa, ovvero a
tutte quelle prescrizioni di comportamento che inducono a pensare il mondo in termini
di tipi- il mondo viene costruito dagli individui attraverso tipologie trasmesse loro dal
gruppo sociale di appartenenza. Anche Giddens fu influenzato da Schutz. D grande
importanza allidea di routine. Egli mette in luce come nella vita sociale noi siamo soliti
usare formule e schemi codificati per affrontare situazioni ricorrenti. Per lindividuo la
routine cruciale per ragioni che vanno al di l della convenienza razionale. Nella
pratica della routine gli individui trovano un senso di sicurezza ontologica, confermando
la percezione di realt del proprio mondo. Schutz ritiene che il significato conferito da
un individuo a una situazione di interazione possa essere condiviso con la persona con
cui sta interagendo: questo fenomeno definito reciprocit di prospettive. Garfinkel il
fondatore delletnometodologia. Questo sta per metodi che i membri di un gruppo
adottano per dare un senso al proprio mondo sociale. Letnometodologia si propone di
capire come le persone attribuiscono un senso alle attivit quotidiane. Egli tende a
trattare come problematico ci che si d per scontato al fine di comprendere la realt
quotidiana di senso comune. Letnometodologia colloca al centro dellattenzione il
mondo quotidiano dato per scontato, chiedendosi in che modo le persone presentino agli
altri una scena sociale ordinata oppure come facciano a rendere intellegibili le situazioni.
Letnometodologia vede i fatti sociale come il risultato della continua attivit concertata
degli attori nella vita quotidiana. Essa nega la posizione funzionalista secondo cui i fatti
sociali possiedono una realt propria vincolante per lindividuo. Essa studia invece il
modo in cui gli individui utilizzano regole di comportamento date per scontate per
interpretare una situazione di interazione e attribuirle un significato. Per i funzionalisti
norme e valori sono qualcosa di esterno che vincola lindividuo; per gli interazionisti
simbolici norme e valori emergono dal processo interattivo; per letnometodologia le
origini di norme e valori non sono di interesse primario, poich al centro dellattenzione
sta il processo attraverso cui gli individuidi mostrano gli uni agli altri di seguire norme e
valori. Garfinkel si propone di capire le situazioni quotidiane di senso comune,
considerandole come problematiche. Egli sostiene che necessario un motivo particolare
per mettere in questione il mondo dato per constato: solo estraniandosi dagli
atteggiamenti della vita quotidiana possibile. Rendere conto la capacit di
manifestare a se stessi e agli altri il significato attribuito ad una situazione. I resoconti
implicano parimenti linguaggio e significato. Gli elementi del discorso che
presuppongono una reciproca comprensione e che pertanto non vengono spiegati a
parole sono definiti da Garfinkel come espressioni indicali. Questa pratica viene
designata come principio delleccetera. Resoconti e significati sono largamente
dipendenti dalla situazione: linterazione sociale si spiega solo allinterno del suo
contesto. Occorre studiare il odo in cui le persone producono resoconti delle proprie
azioni sociali nel momento in cui agiscono. I metodi di ricerca utilizzati da Garfinkel
sono lintervista in profondit, losservazione partecipante e il breaching (i ricercatori
infrangono una normale attivit per vedere cosa fanno i soggetti per restituire alla
situazione una parvenza di ordine).Berger, con lespressione costruzione della realt,
intende il processo tramite il quale le persone creano continuamente, con le proprie
azioni e interazioni, una realt condivisa esperita come oggettivamente fattuale e
soggettivamente significativa. Con soggettiva si intende significativa per lindividuo,
mentre con oggettiva si fa riferimento allordine sociale considerato come prodotto
umano. Lalienazione la perdita di significato: la disintegrazione di un sistema di
conoscenze costruito socialmente. Il punto della teoria sta nel mostrare come la realt
costruita socialmente. Con il termine esteriorizzazione Berger e Luckmann intendono il
primo momento di processo dialettico di costruzione sociale della realt, in cui gli
individui creano i mondo sociali. Lordine sociale una continua produzione delluomo,
perch esiste soltanto finch lattivit umana continua a produrlo. Gli esseri umani
creano nuove realt sociali da una parte, e ricreano le istituzioni sociali dallaltra. nella
fase dellesteriorizzazione che gli individui sono soggetti creativi, capaci di agire sul
proprio ambiente. Loggettivazione il processo attraverso cui la vita quotidiana viene
percepita come realt ordinata e preordinata, che si impone agli esseri umani ed
apparentemente autonoma da essi. Lo strumento attraverso cui gli oggetti sono designati
come tali il linguaggio. Oggettivazione significa che la societ una realt oggettiva
che ha conseguenze per lindividuo, in quanto retroagisce sul suo creatore. Il terzo
momento del processo dialettico linteriorizzazione, una sorta di socializzazione
attraverso cui viene assicurata la legittimazione dellordine istituzionale.
Linteriorizzazione implica che il mondo sociale avr lo status di realt nella coscienza di
tali individui. il meccanismo attraverso cui gli individui fanno propria la realt sociale
oggettivata, col risultato che ognuno come dovrebbe essere. La socializzazione secondo
Berger linteriorizzazione di norme e valori sociali. Distingue due tipi di
socializzazione: la socializzazione primaria (si riferisce allinfanzia) e la socializzazione
secondaria (ogni processo successivo che introduce un individuo gi socializzato in nuovi
settori del mondo oggettivo della societ in cui vive). Con lesteriorizzazione gli individui
creano una nuova istituzione, la quale viene oggettivata ed infine interiorizzata e, in
questultima forma, essa retroagisce sugli individui. La societ un prodotto umano
(esteriorizzazione), la societ una realt oggettiva (oggettivazione), luomo un
prodotto sociale (interiorizzazione). Se questo processo dialettico si interrompe, si pu
avere il fenomeno della reificazione, ovvero la percezione dei prodotti dellattivit umana
come se fossero qualcosa di diverso dai prodotti umani. Tanto i ruoli quanto le istituzioni
possono essere reificati.

7. Le teorie della scelta razionale.


Le teorie della scelta razionale prendono le mosse da due assunti, secondo cui le persone
sono fondamentalmente razionali e basano le proprie azioni su quelli che ritengono i
mezzi pi efficaci per raggiungere i propri scopi. Queste teorie suggeriscono che per
comprendere gran parte del comportamento degli individui occorre considerare questi
ultimi come attori capaci di decisioni razionali in un contesto caratterizzato dalla
scarsit. In sociologia lesempio pi noto di approccio fondato sulla scelta razionale
costituito dalla teoria dello scambio. Essi concepiscono linterazione sociale come
scambio di merci e servizi, una gamma che va dalla soddisfazione dei bisogni primari
allapprovazione sociale e al riconoscimento. Di norma gli individui scelgono di
partecipare a uno scambio dopo aver esaminato i costi e i vantaggi delle alternative e
aver scelto la pi conveniente. Simmel era interessato a capire come e perch gli
individui passano da situazioni di isolamento a diverse forme di contatto sociale. Ritiene
che le motivazioni vadano ricercate nella soddisfazione dei bisogni e nel perseguimento
degli scopi individuali. Egli afferma che linterazione tra individui sempre
caratterizzata da una qualche forma di reciprocit, una forma di scambio. La teoria della
scelta razionale parte dalla psicologia individuale. I teorici della scelta razionale mettono
in risalto il fatto che viviamo in un mondo condizionato dalla scarsit di risorse, dove
non possibile ottenere tutte le merci, in prestigio e il benessere che vorremmo. La
teoria della scelta razionale si basa su quattro proposizioni di base delleconomia:
gli individui tendono razionalmente a massimizzare il proprio vantaggio,
prendendo decisioni basate sulle proprie preferenze
maggiore la quantit di una certa cosa posseduta, tanto meno si sar interessati
ad ottenerne ancora (legge dellutilit marginale decrescente)
i prezzi dei beni e servizi sul mercato sono determinati direttamente dalle
preferenze dei potenziali acquirenti e venditori
i beni forniti da un monopolio sono pi costosi di quelli offerti da pi imprese in
concorrenza tra loro.
Nellanalisi del comportamento individuale e delle sue conseguenze vi sono due influenze
particolarmente importanti sullapproccio della scelta razionale: la psicologia
comportamentista e la teoria dei giochi. Homans fa riferimento alla scuola
comportamentista di psicologia sperimentale. Egli cercava la prova diretta della validit
di affermazioni che gli economisti tendono a considerare come assunti. La psicologia
comportamentista sostiene che nello studio del comportamento bisogna rinunciare a
formulare ipotesi su fenomeni non osservabili. Essi tentano di costruire teorie del
comportamento attendibili prendendo in considerazione le risposte manifeste agli stimoli
osservabili. La teoria dei giochi si interessa principalmente a particolari modelli di scelta
e allidentificazione di dilemmi e strategie ricorrenti. Questi approcci si concentrano
indifferentemente sui livelli micro e macro. Homans convinto che il comportamento
sociale elementare possa essere spiegato attraverso i principi dello scambio sociale. Ha
sostenuto che spiegazioni soddisfacenti dei fenomeni sociali devono essere di tipo
psicologico.
Principio del successo pi una particolare azione compiuta da un individuo
viene ricompensata, maggiore la probabilit che egli compia nuovamente
quellazione.
Principio dello stimolo se in passato uno stimolo ricorrente ha creato occasioni
in cui lazione dellindividuo stata ricompensata, pi lo stimolo attuale simile a
quello passato, maggiore la probabilit che egli compia ancora la stessa azione o
azioni simili.
Principio del valore pi un individuo attribuisce valore al risultato di una
azione, pi probabile che la compia.
Principio della razionalit tra azioni alternative lindividuo sceglier quella per
cui, secondo la sua percezione della situazione, pi alto il valore del risultato
moltiplicato per la probabilit di ottenerlo.
Principio della privazione-saturazione pi spesso un individuo ha ricevuto una
particolare ricompensa, meno valore attribuir a ulteriori ricompense dello stesso
genere.
Principio dellaggressivit-approvazione gli individui, se le loro aspettative
vengono disattese, diventano aggressivi, mentre se le loro aspettative vengono
soddisfatte, ne sono compiaciuti. Ci che conta per le persone che la ricompensa
sia proporzionale al contributo e allinvestimento.
Homans offre qualche indicazione riguardo allo sviluppo delle norme e delle opinioni.
Fondamentale il ruolo del consenso sociale, ovvero lunica cosa che pu essere offerta
in praticamente tutte le situazioni di scambio, in quanto tutti la considerano un bene
desiderabile.

9. Prospettive della teoria sociologica.


Nello sviluppo della sociologia contemporanea possiamo distinguere tre fasi distinte:
negli anni 50 il funzionalismo la prospettiva pi influente
negli anni 60\/70 importanti sono neomarxismo, teoria analitica del conflitto,
interazionismo
simbolico e fenomenologia
negli anni 80\/90 lattenzione per le connessioni tra micro e macro, mentre
alcuni ritengono che si sia passati dalla modernit alla postmodernit.
C un filone postmodernista che esplicita lopposizione al canone scientifico della
ragione, allidea che possa esservi una sola forma di razionalit, che la realt abbia una
natura unitaria suscettibile di essere compresa una volta per tutte. Essi sottolineano il
carattere frammentario, eterogeneo e pluralistico della realt e la natura instabile e
mutevole del soggetto e della coscienza individuale. Ci implica un estremo relativismo
circa i criteri di verit e un rifiuto dellidea che le teorie o le ipotesi possano essere
verificate sulla base di principi razionali. Il linguaggio loggetto privilegiato di analisi e
come unica fonte di evidenza empirica. I principali esponenti sono Derrida e Foucault.
Con la parola discorso i postmodernisti intendono sottolineare il primato della parola e
del suo uso appropriato allinterno di ogni gruppo. Foucault si concentrato
principalmente sullanalisi testuale, perch interessato a scoprire le strutture profonde del
linguaggio. I postmodernisti sono stati criticati per mancanza di coerenza: se ritengono
che non esista alcuna realt unitaria, e che qualsiasi affermazione abbia solo un valore
parziale e provvisorio, allora anche la loro posizione deve essere messa in dubbio in
quanto si basa su affermazioni frammentarie che non possono pretendere di essere pi
vere di qualsiasi altra.
Riassunto de: La teoria sociologica contemporanea, Sintesi di Sociologia. Universit di
Torino