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ELEMENTI DI BASE PER LA LETTURA DEI BISOGNI" Dott.

ssa Laila Cervigni

ELEMENTI DI SOCIOLOGIA E PSICOLOGIA

La sociologia
la scienza che studia le strutture sociali, le norme ed i processi che uniscono (e separano) le persone non solo come individui ma come componenti di associazioni, gruppi ed istituzioni. lo studio della vita sociale di uomini, gruppi e societ. lo studio dei fatti e delle azioni sociali, cio quei fenomeni che sviluppano la societ e dalla quale dipendono.

Nascita della sociologia


La sociologia una scienza emersa nel XIX secolo come risposta accademica ai cambiamenti della modernit e dellindustrializzazione: quanto pi il mondo diventava piccolo ed integrato, tanto pi l'esperienza delle persone del mondo diveniva parcellizzata e dispersiva. I sociologi speravano non solo di capire che cosa univa i gruppi sociali, ma anche di sviluppare un "antidoto" alla disgregazione sociale.

Brevi cenni sulla storia della sociologia


La sociologia una scienza relativamente nuova rispetto ad altre scienze sociali (economia, scienza della politica, psicologia,..). Il termine fu coniato da Auguste Comte, che sperava di unificare tutti gli studi sull'uomo, includendo storia, psicologia ed economia. Il suo schema sociologico era tipico del XVIII secolo: egli credeva che l'esistenza umana passasse sempre attraverso le stesse distinte tappe storiche e che, comprendendone la progressione, si potessero individuare i rimedi per i problemi della societ. Tuttavia la sociologia ha le sue origini nella filosofia politica e sociale di Platone, Aristotele, fino a Hobbes, Machiavelli, Rousseau, Hegel, Tocqueville ed Emerson.

L'Illuminismo, pu essere considerato il periodo storico di partenza per lo sviluppo delle discipline, fondanti sulla "ragione" e sul pensiero dell'esistenza ,insita nella natura dell'uomo ,di una razionalit oscurata dalla societ e dalle religioni. Montesquieu (1689-1756) fu uno dei precursori indagatori delle condizioni sociali, delle leggi e dei costumi di modelli sociali differenti, come quelli francesi e persiani del suo tempo. Certamente, n lui e nemmeno Rousseau (1712-1778) furono sociologi, per anticiparono alcune analisi sociali riguardanti tematiche che in seguito i sociologi stimeranno importanti, come per esempio il tema della disuguaglianza, della stratificazione e della propriet privata. Turgot (1727-1781) sostituir, per primo, l'origine della cause dei fenomeni, fino ad allora, ricercata nell'ambito del sovrannaturale, con l'indagine fatta esclusivamente nell'ambito della natura.

Oggetto di ricerca
Oggi la sociologia studia le organizzazioni umane e le istituzioni indirizzando la ricerca su: aspetti macrostrutturali, come sistema sociale, funzione, classe sociale, genere ed istituzioni come la famiglia, sulla devianza o la rottura di strutture sociali (es. il divorzio per la famiglia) e si interessa parallelamente di microprocessi come le interazioni personali.

Metodi
Spesso i sociologi utilizzano metodi quantitativi nella ricerca sociale per descrivere le relazioni sociali mediante modelli e sviluppare schemi interpretativi che possano aiutare a prevedere i cambiamenti sociali e le risposte ad essi. Altre branche della sociologia ritengono che i metodi qualitativi, come interviste tematiche e gruppi di discussione, permettano una migliore comprensione dei processi sociali.

ELEMENTI DI SOCIOLOGIA
Nell'ambito delle scienze sociali la sociologia occupa un posto importante poich studia i fenomeni che interessano la struttura della societ e l'interazione tra gli individui. Trattandosi di una scienza relativamente giovane, oltre ad essere caratterizzata da una molteplicit di indirizzi e metodi, la sociologia negli ultimi decenni ha ampliato gli orizzonti della propria ricerca dando origine a nuovi settori di indagine, collegati alle problematiche dello sviluppo tecnologico: sociologia dell'organizzazione, sociologia dell'ambiente e del territorio, sociologia della comunicazione ecc.

La sociologia nasce ufficialmente con la nascita della societ moderna ma esiste in realt da quando esistono le azioni e i fenomeni di gruppo. Nell'ambito della sociologia non esiste un approccio teorico dominante poich ci troviamo di fronte allo studio dell'uomo che ha molteplici sfaccettature difficilmente conciliabili tra loro.

Importanza del contesto sociale


La personalit, il comportamento e la struttura psichica di un individuo si sviluppano in relazione al contesto socio-culturale (cfr. comportamentismo) Influenza della dimensione sociale nello sviluppo della personalit bisogno di appartenenza (necessit di sentirsi parte di un gruppo) La considerazione dei fattori presenti in tale contesto dunque di fondamentale importanza per lo studio del comportamento.

IL CONCETTO DI SISTEMA
SISTEMA : complesso di elementi, presenti in un dato contesto, interdipendenti tra di loro che formano un tutto organico che, a sua volta, risulta soggetto a regole di funzionamento.

Le diverse parti di cui formato un sistema sono correlate da un ampio complesso di relazioni e legami che costituiscono le strutture di questi rapporti. Essi non sono stabili ma in continuo divenire -> sistema in evoluzione = processo di crescita e differenziazione dei componenti il sistema -> sistema in involuzione

Tipologie di Sistema
Sistema aperto. detto tale quel sistema che scambia energia ed informazioni con lambiente circostante. ( es. lessere vivente o il termostato) Sistema chiuso. Qualora attraverso i suoi confini non avvenga alcuno scambio di energia- informazione ( provetta di laboratorio)

I Sistemi Aperti
Legge dellomeostasi : tendenza a mantenere la stabilit del sistema attraverso dei feedback di retroazione. La propriet della Totalit: tutte le parti di un sistema sono in relazione tra loro, in modo tale che ogni cambiamento che si verifichi in una parte rappresenta una perturbazione per le altre e per lintero sistema

UN SISTEMA NEL SISTEMA


Fin dalla nascita il bambino inserito in un contesto sociale = Sistema Famiglia La famiglia il primo Sistema Sociale con cui luomo entra in contatto e ci fornisce un ottimo esempio di come pu essere strutturato un sistema.

La famiglia
Negli anni la famiglia si trasformata cos come la sua funzione . Radicale trasformazione: da un gruppo autosufficente si passati a una condizione di piccoli gruppi strutturalmente legati alla societ per poter soddisfare bisogni che prima trovavano riscontro in seno alla famiglia stessa. In tutte le sue molteplici composizioni, comunque, le famiglie svolgono compiti di cura e di sviluppo verso i propri membri.

Funzioni della famiglia nellattuale contesto sociale: 1. Riproduttiva = trasmissione e conservazione dei caratteri ereditari 2. Di sviluppo = creazione di un ambiente positivo e stimolativo per il nuovo nato 3. Educativa = creare le condizioni per lo sviluppo armonico della sua personalit

Lapplicazione del concetto di sistema allo studio della famiglia ha indirizzato gli studiosi principalmente verso gli aspetti strutturali (gerarchie, ruoli, confini) e processuali (evoluzione per fasi e cicli) del microsistema familiare.

LA STRUTTURA DELLA FAMIGLIA


I SOTTOSISTEMI Sono formati in base alla generazione, al sesso, agli interessi, al ruolo, alle funzioni. (Sottosistema coniugale, genitoriale, dei fratelli) Ogni individuo appartiene a diversi sottosistemi, in cui ha differenti gradi di potere e dove acquista capacit differenziate.

I CONFINI
I confini di un sottosistema sono le regole che definiscono chi partecipa e come, inoltre presiedono al passaggio di informazioni. La funzione dei confini di proteggere la differenziazione tra i sottosistemi.
S.Minuchin, Famiglie e Terapia della Famiglia, Astrolabio, Roma, 1976

I CONFINI
CONFINI RIGIDI CONFINI DIFFUSI __________________ _ _ __ _ _ _ _ _ _ .................
Famiglie disimpegnate CONFINI CHIARI Famiglie invischiate

Permettono ai membri del sottosistema di esercitare le loro funzioni senza indebite interferenze, e permettono altres il contatto fra i componenti del sottosistema e gli altri. Ogni famiglia pu essere collocata in una sua posizione entro il continuum tra i due poli disimpegno/invischiamento. Invischiamento e disimpegno stanno ad indicare uno stile transazionale, la preferenza di un tipo di interazione, piuttosto che una differenza qualitativa tra funzionale e disfunzionale.

LA GERARCHIA
La gerarchia familiare un concetto che attiene non tanto allesercizio del potere allinterno della famiglia, bens alla Attuazione della propria competenza genitoriale Lefficace esercizio dellautorit genitoriale, senza che vi siano eccessive disparit di potere tra padre e madre e secondo modalit flessibili e razionali.

Gerarchie Incongrue
Il parentale Child o figlio Genitorializzato Si verifica quando un figlio, che in teoria dovrebbe appartenere al sottosistema dei fratelli, viene posto in una posizione gerarchica superiore a quanto gli spetta e avr il compito di prendersi cura delle sue figure genitoriali, creando cos un inversione di ruoli che non favorir lo svincolo dalla famiglia dorigine.

Svincolo dal Nucleo familiare


Autonomia dal punto di vista emotivo e cognitivo oltre che pratico. Fa riferimento al processo di separazione \individuazione . Ogni individuo deve infatti divenire progressivamente meno indispensabile per il funzionamento della sua famiglia dorigine, creandosi un proprio spazio personale che gli permette di investire con libert sul suo futuro.

Il coinvolgimento eccessivo o il distacco totale


Nel caso di coinvolgimento eccessivo, una persona non riesce a fare le sue scelte in autonomia rispetto alla famiglia dorigine. Questa difficolt pu manifestarsi non solo in forma palese e diretta, ad esempio adeguandosi acriticamente ai desideri e alle aspettative dei propri genitori , ma anche in forma indiretta, operando scelte completamente opposte a quelle suggerite dalla propria famiglia:in questo caso le aspettative e le richieste familiari vengono usate come criterio decisionale negativo. Es. ragazza di buona famiglia.

Difficolt di Svincolo
Nel caso del distacco totale si verifica che una persona dichiari di aver risolto tutti i suoi problemi di dipendenza e di essersi completamente emancipata, senza per intrattenere alcun rapporto con la propria famiglia. In genere tale atteggiamento denota lesistenza di un forte legame che per viene negato. In effetti siamo in presenza di una dipendenza dallidea di essere a tutti i costi indipendente. TAGLIO EMOTIVO.

Invero non c una differenza autentica tra la vicinanza troppo stretta e leccessivo distanziamento: sono entrambe facce della stessa medaglia. Impossibilit di risolvere in modo adeguato lo svincolo affettivo \ emotivo dalla propria famiglia dorigine.

IL CICLO VITALE DELLA FAMIGLIA


un modello teorico di riferimento che inquadra lo sviluppo spazio-temporale della famiglia attraverso lindividuazione di determinate fasi evolutive prevedibili.

M. Andolfi, Manuale di psicologia relazionale, APF, ROMA, 2003

DESCRIZIONE DELLE TAPPE DEL CICLO VITALE


Separazione dalla famiglia dorigine e formazione di una nuova coppia La nascita dei figli La loro progressiva crescita fino allo svincolo ( famiglia con adolescenti e famiglia trampolino di lancio ) Linvecchiamento e la separazione della coppia genitoriale per la morte del coniuge

La formazione di una nuova coppia e la separazione dalle rispettive famiglie dorigine

I due partner devono elaborare una buona separazione dalle rispettive famiglie dorigine; ci che appartiene al passato non deve invadere il territorio di scelte e lo sviluppo della coppia, ma deve rappresentare un valore che ciascuno porta con s come una sorta di dote affettiva.

La nascita dei figli


La transizione dalla situazione di coppia a quella di attesa, cura ed allevamento della prole, modifica inevitabilmente gli equilibri preesistenti, sollecitando nuove regole e la ridefinizione di spazi interpersonali.

Lemancipazione dei figli dai genitori/ Lemancipazione dei genitori dai figli
Con ladolescenza e la prima et adulta i figli progressivamente lasciano il nucleo genitoriale per costituire spazi di autonomia propri. Nello stesso tempo, la coppia ha bisogno di ricostituire uno spazio coniugale riportando in secondo piano il ruolo genitoriale (sindrome del nido vuoto) Let adulta e lindipendenza dei propri figli non comportano comunque la perdita totale del ruolo genitoriale. Piuttosto viene ad instaurarsi un diverso tipo di relazione, diversamente intima e paritaria, che tuttavia non pregiudica la soddisfazione dei bisogni di una base sicura.

Linvecchiamento e la separazione della coppia genitoriale per la morte del coniuge

La forzata cessazione del lavoro L insorgere della malattia La prospettiva della morte

LE CRISI EVOLUTIVE
La famiglia un sistema dinamico, soggetto a continue modificazioni in relazione alle specifiche fasi che caratterizzano il ciclo vitale familiare. Ogni fase segnata da un evento critico. Tali eventi critici possono essere di tipo normativo o paranormativo.

EVENTI NORMATIVI Gli eventi critici normativi sono connessi ai normali processi di sviluppo e sono eventi attesi e prevedibili come la nascita, ladolescenza, luscita di casa dei figli etc.

EVENTI PARANORMATIVI Accanto a queste fasi, tuttavia, vi sono eventi inattesi e difficilmente prevedibili che moltiplicano le modificazioni della struttura relazionale del sistema familiare (separazione, divorzio, morte improvvisa, malattia di un membro, ecc.)

Gli eventi critici, quindi, si riferiscono a cambiamenti strutturali della famiglia. La crescita della famiglia e di ogni suo singolo membro legata alleffettivo superamento degli eventi critici, attraverso lindividuazione dei compiti di sviluppo e di cura di ogni singola fase del ciclo di vita dellindividuo e della famiglia. Le funzioni della famiglia e quindi della genitorialit variano secondo let dei figli; quando i figli sono molto piccoli predominano funzioni di nutrizione ed allevamento. Con la crescita dei figli il compito evolutivo della famiglia caratterizzato da una domanda di maggiore autonomia, individuazione e proiezione verso lesterno. Durante tali eventi critici le precedenti modalit di funzionamento del sistema risultano inadeguate, di conseguenza necessita
riorganizzare il sistema a livello sia strutturale che relazionale.

Levento critico apporta alla famiglia una fase di stress e di difficolt in cui si possono individuare delle fasi: prima fase di disorganizzazione seconda fase di ricerca attiva delle risorse terza fase il raggiungimento di un nuovo equilibrio Di fondamentale importanza risulta, quindi, una flessibilit del sistema a cambiare in modo congruo in base al compito evolutivo a cui deve rispondere. Tale prerogativa indice di un buon funzionamento, in altre parole un sistema che ha una buona capacit di problem solving, unapertura alla negoziazione, unadattabilit delle regole e dei ruoli.

Il ciclo vitale prevede dei periodi di equilibrio e di relativa stabilit strutturale, ma prevede anche dei momenti di cambiamento, che possono costituire dei momenti critici, i quali, tuttavia, possono essere considerati fisiologici, perch propri del suo sviluppo.

Il termine crisi, in tal senso, porta con s una connotazione positiva, in quanto funzionale ad una riorganizzazione del nucleo familiare e dei reciproci ruoli; crisi necessaria alla crescita e allo sviluppo sia della famiglia che dei singoli membri.

FAMIGLIA MATRICE DI IDENTITA


Il senso di identit di ciascun individuo influenzato dal senso di appartenenza a una specifica famiglia. Il senso di differenziazione e di individualit si forma con la partecipazione sia a differenti sottosistemi in diversi contesti familiari, sia a gruppi extra-familiari.

Il gruppo
In sociologia e psicologia sociale, si definisce gruppo = un insieme di persone che interagiscono le une con le altre in modo ordinato sulla base di aspettative condivise riguardanti il rispettivo comportamento. Dato che gli esseri umani sono fondamentalmente animali sociale portati a cooperare, i gruppi sono una parte vitale della struttura sociale. I gruppi si formano e si trasformano costantemente; non necessario che siano autodefiniti e spesso sono identificati dall'esterno.

Il gruppo un insieme di persone riunite per le pi svariate finalit. Gruppo psicologico = un insieme di individui che condividono uno scopo e rapporti di tipo identificativo (noi <-> voi di altri gruppi) Gruppo formale = si stabilisce per esigenze organizzative (scuola, lavoro..) e le sue regole di funzionamento sono sancite dallesterno.

Le dimensioni in gioco nellevoluzione di un gruppo


1. CONTENUTO (razionale/manifesta) Lobiettivo, le attivit, il progetto, il compito su cui il gruppo lavora = competenze e capacit 2. PROCESSO (emotiva/latente) ci che accade fra le persone mentre lavorano = relazioni Per il successo del team necessario il presidio di entrambi i fattori

Alcune aree di attenzione


il morale i sentimenti il clima la partecipazione la competizione la cooperazione il conflitto la leadership

Ciclo di vita del gruppo


Ogni gruppo di lavoro ha un ciclo di vita che pu essere gestito su due dimensioni: Dimensione emotiva (latente) dei processi, relativa alle dinamiche relazionali che consente ad un insieme di persone di percepirsi come gruppo (ciclo delle relazioni) I cicli di vita del Team Dimensione razionale (manifesta) dei contenuti , relativa agli obiettivi organizzativi espliciti, che richiede una condivisione oggettiva del piano di lavoro ( ciclo delle attivit )

Le fasi del gruppo


Le principali fasi che un gruppo affronta durante il processo del proprio consolidamento sono normalmente riconducibili a quattro momenti: Formazione COSTITUZIONE DEL GRUPPO (FORMING) Conflitto AVVIO/ARCHITETTURA (STORMING) Condivisione delle regole SVOLGIMENTO DEL COMPITO/COESIONE (NORMING) Efficienza ed efficacia CHIUSURA/RILASCIO
STRUTTURAZIONE (PERFORMING)

Questa sequenza non si pu eludere: ciascun gruppo passa, fisiologicamente, attraverso tutte queste quattro fasi. Laverne consapevolezza pu aiutare il leader e i team members a non lasciarsi demoralizzare dai momenti di possibile difficolt, a restare focalizzati sullobiettivo e a ridurre i tempi di passaggio.
B. Tuckman Developmental sequence in Small Groups Psychological Bullettin vol. 6 1965

1) Fase della formazione


Quando ci si trova per la prima volta a dovere fare squadra, anche transitoriamente (per esempio lo sviluppo di un progetto). quella fase in cui si imposta e si struttura il lavoro: condivisione degli obiettivi/risultati e dei mandati assegnati analisi delle risorse disponibili e delle opportunit anticipazione delle aree di rischio identificazione dei ruoli e del contributo atteso dalle persone pianificazione delluso del tempo definizione delle modalit di lavoro del gruppo

frequente che si verifichino (assieme a silenzi, imbarazzi) sentimenti del tipo Perch sono qui? (incertezza sul significato della propria partecipazione) Come mai non stato coinvolto XY? E cosa ci sta a fare qui TZ? (dubbi sulla composizione del team) Ma cosa dobbiamo fare veramente, che cosa si aspettano da noi? (incertezza sullobiettivo o sospetto sulla verit degli obiettivi dichiarati) Non ce la faremo mai! (dubbi sulla raggiungibilit dellobiettivo) E facile, ce la faremo (ottimismi troppo facili e magari ingiustificati) Cosa ci sar sotto? (dubbi sulla effettiva volont di chi ha proposto/formato il gruppo)

1) Fase della formazione e dinamiche di inserimento in un nuovo team


1. Lidentit : ogni elemento del gruppo, ne sia consapevole oppure
no, deve trovare una risposta alla domanda quale ruolo voglio svolgere in questo gruppo Chi devo essere? 2. Controllo, potere influenza : la ripartizione del potere dipende da quanto voglio influenzare gli altri Sar in grado di controllare e influenzare gli altri? 3. Esigenze individuali e finalit del gruppo : preoccupazione che i fini del gruppo possano non contemplare le esigenze/finalit personali Le finalit del gruppo comprendono le mie esigenze personali? 4. Accettazione e familiarit

Verr accettato dal gruppo? Quanto sar unito il nostro gruppo

Stati danimo conseguenti: frustrazione tensione ansia Comportamenti di reazione 1. Reazioni dure: Attacco, controllo della situazione, resistenza allautorit 2. Reazioni morbide: Sostegno, aiuto, formazione di alleanze 3. Reazioni di chiusura o di rifiuto: Passivit, indifferenza, abuso di logica e di razionalit

2) Fase del conflitto


Superata la fase di incontro e formazione, pu manifestarsi un certo grado di tensione interna. Le persone avvertono il rischio del confronto con gli altri team members e allora: Si discute sempre e su tutto, anche quando si daccordo Si formano sottogruppi, piccoli clan interni che possono avere obiettivi propri, non necessariamente coincidenti con quelli del gruppo Ostilit dichiarate, difesa a oltranza delle proprie posizioni o degli interessi della struttura di appartenenza (ufficio, reparto, servizio) Non vengono mantenuti gli impegni presi una fase fondamentale sia per il processo di team management che per il processo di team building. propedeutica al momento

3) Fase della condivisione delle regole


Definizione delle modalit di lavoro, stabilisce le regole comuni e facilita l appartenenza e la coesione Si assumono comportamenti che aiutano il gruppo a consolidarsi (gradimento, consenso reciproco, cooperazione) Il gruppo acquisisce la consapevolezza che dal conflitto si esce dandosi un sistema di regole che disciplinino lattivit del team e governano i comportamenti. E allora: Si stabiliscono con chiarezza obiettivo e finalit delle riunioni del team Si assegnano ruoli stabili o a rotazione (chi conduce, chi verbalizza, chi d apporti specialistici in una o laltra materia) e il gruppo cerca di rispettarli Si definiscono i comportamenti desiderati nelle occasioni di lavoro in team (ci si da, insomma, un codice di comportamento) Si inizia a rispettare gli impegni presi Il gruppo scopre il valore della cooperazione e la necessit che tutti contribuiscano

4) Fase dellefficienza e efficacia


Orientamento al compito Il gruppo avverte anche il piacere di lavorare insieme, i componenti si allineano progressivamente alle finalit del gruppo. Risultati, integrazione, allineamento Rispetto spontaneo delle regole e dei ruoli

CONCETTO DI ADATTAMENTO
Per far parte di un sistema lessere umano pone in atto un processo di adattamento attraverso cui assume come modelli di comportamento e di valore quelli che risultano predominanti nel sistema e nella societ. Il concetto di adattamento contraddistinto da una connotazione negativa, in quanto si realizza con sacrificio delle convinzioni personali a vantaggio di quelle predominanti una connotazione positiva ovvero la capacit di convivenza, di comprensione e di espressione di equilibrio <-> disadattamento che pu esprimersi con comportamenti squilibrati e incapacit di integrazione.

Disadattamento
In particolari situazioni, lindividuo si trova a doversi adattare ad una nuova prospettiva di vita (adolescenza, vecchiaia, malattia). In queste situazioni richiesta al soggetto una grande capacit di adattamento. In alcuni casi possiamo non essere sufficientemente capaci.

Sintomi di disadattamento
aggressivit, isolamento, dipendenza, disagio (a livello soggettivo). Il ricovero in ospedale uno degli eventi scatenanti (distacco dallambiente abituale, separazione dai familiari..) Necessari atteggiamenti di comprensione e di ascolto.

I meccanismi di difesa
Ognuno di noi ha una sua vita interiore con impulsi anche contrastanti (Es <-> Super Io) che tendono a determinare il nostro comportamento = risultato di mediazioni interiori (Io). Non sempre gli impulsi istintivi si traducono in azione perch esse sono sottoposte al controllo dellIo. Prodotto di questo conflitto pu essere uno stato dansia dal quale lIo si protegge con i cosiddetti meccanismi di difesa.

I meccanismi di difesa sono processi psicologici che intervengono per proteggere lIo (quella parte della psiche che svolge un ruolo di adattamento alla realt esterna) e ci permettono di far fronte agli stati di sofferenza. La funzione principale dei meccanismi di difesa di proteggerci da pensieri ed affetti che comportano un livello intollerabile di dolore e di angoscia.

Sono una risposta automatica individuale a situazioni di stress interne ed esterne. Sono inconsci e si manifestano al di fuori del nostro controllo volontario e consapevolezza Si definiscono a partire dalla prima infanzia seguendo le linee generali dello sviluppo psichico Ogni individuo struttura una propria organizzazione difensiva Le difese sono adattative quando contengono la sofferenza psichica entro limiti tollerabili consentendo allindividuo di mantenere un adeguato contatto con la realt. Sono disadattative se sono inappropriate alla fase di sviluppo dellindividuo, se sono troppo rigide oppure se accompagnano una forte distorsione della realt.

RIMOZIONE: unattivit dellIo che sbarra la via della coscienza a qualsiasi idea, fantasia, impulso proveniente dallEs. NEGAZIONE: lindividuo rifiuta di riconoscere qualche aspetto della realt esterna o della propria esperienza che per altri sarebbe invece evidente. REGRESSIONE: rifugiarsi in una condizione psicologica precedente (ritorno a comportamenti, modi di agire e di pensare tipici di fasi precedenti di sviluppo rispetto a tappe evolutive gi raggiunte). un meccanismo sfruttato in campo assistenziale che nel momento acuto della malattia permette anche agli adulti di farsi accudire come bambini. pericoloso: quando lo stadio acuto superato, non permette il recupero.

PROIEZIONE: Il soggetto rinnega i propri sentimenti, intenzioni, esperienze, attribuendoli ad altri, proteggendosi cos dal riconoscimento di emozioni e motivazioni che lo farebbero sentire vulnerabile. Alla base del meccanismo paranoico. ISOLAMENTO: il soggetto isola un pensiero, un affetto da tutto il resto della propria esperienza. Es. il soggetto che mostra assoluta pacatezza e non lascia trasparire alcuna emozione. RAZIONALIZZAZIONE: Lindividuo affronta conflitti o stress soltanto su un piano razionale.

FORMAZIONE REATTIVA: gli impulsi inaccettabili di una posizione ambivalente (sentimenti opposti verso persone o oggetti presenti in modo simultaneo) vengono rimossi (esclusi dalla coscienza) a vantaggio di quelli accettati che invece vengono sopravvalutati e appaiono a livello cosciente . Es. il bambino che si atteggia con immenso amore per il fratellino, ma che in realt nasconde ben altri sentimenti inconsci\ es. eccessiva gentilezza pu nascondere nellinconscio di una pulsione aggressiva. ANNULLAMENTO: tentativo di rendere non avvenuti pensieri e comportamenti attraverso atti che hanno un significato opposto. es. il bambino che dopo che ha picchiato il fratello lo bacia ardentemente nella speranza di annullare quanto in precedenza fatto.

I MECCANISMI DI DIFESA Alcuni esempi


-Il paziente si protegge dallangoscia mettendola nellaltro, creando un nemico invisibile al di fuori di s, un persecutore, e ricerca nei sanitari, nellincapacit dellinfermiere, dellOSS o del medico la ragione del suo male o della mancata guarigione. -Il paziente impara a conoscere perfettamente la sua malattia su un piano teorico ed continuamente avido di informazioni su di essa, non riconoscendo i propri sentimenti ed emozioni. -Non pu essere vero, c uno sbaglio, devo rivolgermi ad un altro specialista!

I pazienti da un lato e l'quipe curante dall'altro mettono in atto meccanismi difensivi complementari. I primi, a causa della completa dipendenza che provano, ricorrono a dinamiche regressive, accompagnate dalla negazione di alcuni aspetti della realt che vivono. Gli operatori dal canto loro utilizzano meccanismi quali la razionalizzazione e l'isolamento, per far fronte alla tensione,allansia e al coinvolgimento eccessivo e in qualche caso allimpotenza. Es. la spersonalizzazione.

La malattia mentale
L'interesse per la sofferenza umana non storia recente, poich il vasto campo della medicina si sviluppato dai tempi di Ippocrate. Diversa sorte toccata a un aspetto particolare del patire: il disturbo mentale. Di fronte a esso gli antichi si ponevano con presupposti di tipo religioso oppure con atteggiamenti superstiziosi che impedivano loro di interpretare la sofferenza mentale come una malattia. Sigmund Freud a tutti noto come il fondatore della psicoanalisi, vale a dire una maniera totalmente nuova, rispetto all'epoca in cui visse, di interpretare il disagio mentale. Grazie al suo contributo la realt psichica cominci ad acquisire senso, comprese tutte quelle manifestazioni mentali che erano normalmente connotate come assurde o come opera del demonio.

Qual il vero significato della malattia mentale?


In realt non esiste un unico concetto sulla rappresentazione della malattia mentale; c infatti chi ritiene che esistano dei canoni ben precisi sulla cui base possibile distinguere tra comportamenti normali e comportamenti devianti e c chi afferma invece che la malattia mentale sia solo unetichetta che la scienza tende a dare in base a regole repressive che definiscono ci che normale e ci che patologico ( antipsichiatria).

malattia mentale
Per comprendere veramente il significato di malattia mentale dobbiamo partire dal concetto di relativit. Un mafioso che uccide il suo capo per prenderne il posto difficilmente sar ritenuto un pazzo mentre una persona che ne uccide unaltra pensando di compiere un rito propiziatorio per una divinit sar ritenuta di certo pazza nella nostra societ ma non nelle vecchie trib degli Atzechi dove i sacrifici umani erano del tutto normali. Come avete potuto vedere da questi esempi la devianza qualcosa di relativo ed la societ a definirne i confini.

Le malattie mentali si distinguono in psicosi e nevrosi. Le psicosi, tra cui la schizofrenia, sono le forme pi gravi di sofferenze psichica dove una profonda lesione della personalit rende difficile il rapporto con se stessi e col mondo esterno mentre le nevrosi sono pi frequenti e meno gravi in quanto lindividuo riesce a mantenere un buon contatto con la realt.

Area nevrotica
Disturbo funzionale (no anatomico) che si realizza a livello soggettivo in uno stato di malessere che si riflette nelle relazioni con lambiente. - Deficit nella capacit di adattamento allambiente -conseguenze sul rendimento sociale e lavorativo - Consapevolezza della malattia - Incapacit di fare altrimenti - Modalit di risposta alle situazioni rigida e sproporzionata

La sintomatologia nevrotica
Sintomi psichici: ossessioni, fobie, ansia.. Vegetativi: sudorazione, tachicardia, disturbi gastro-intestinali.. Comportamentali: insicurezza, indecisione..ecc..

La nevrosi pu essere:
Fobica: presente nellindividuo una paura irragionevole ed incontrollabile legata ad alcune situazioni specifiche (ad es. folla, spazi aperti, spazi chiusi, animali ecc.) od oggetti Ossessiva: lindividuo in continua lotta con idee che lo assediano (ad es. ossessione della pulizia, ossessione di dover chiudere la porta ecc.) Isterica: Lindividuo si trova in una situazione conflittuale per cui da un lato ha un bisogno, un desiderio, e dallaltro non pu esprimerlo e soddisfarlo a causa della repressione del suo Super-Io. Il bisogno trover allora espressione nel sintomo (isterico), ossia in un disturbo fisico (paralisi temporanea, convulsioni, amnesia, svenimento ecc.) non causato da danni reali allorganismo.

Area psicotica
Disturbo grave che pu essere organico (frutto di unalterazione somatica) o funzionale ( non esiste un danno organico) in cui si verifica: - Frattura tra il soggetto e la realt. - Destrutturazione della propria unit interna -difficolt a distinguere tra il s e la realt esterna. - Perdit dei confini dellIo

Quali sono i sintomi


La psicosi pu portare a cambiamenti dell'umore e delle funzioni mentali ed all'insorgere di idee anormali, per cui molto difficile capire lo stato d'animo in cui si trova il paziente. Per poter capire la psicosi utile raggruppare insieme i sintomi pi caratteristici.

Sintomi Psicotici
1. Confusione delle funzioni mentali Le funzioni mentali relative alla vita d tutti i giorni diventano confuse o non seguono una successione logica. La persona si esprime con frasi poco chiare o che non hanno alcun senso ed ha difficolt a concentrarsi, a seguire una conversazione o a ricordarsi le cose. Le sue funzioni mentali par che siano molto rapide o molto lente.

Convinzioni false ( deliri ) La persona che soffre di un episodio psicotico comune che abbia convinzioni false. Essa convinta che le sue illusioni siano vere al punto che anche il discorso pi logico non riesce a farle cambiare idea. Per esempio potrebbe essere convinta che le automobili parcheggiate normalmente per strada siano automobili della polizia che la tengono sotto sorveglianza

Allucinazioni La persona che si trova in uno stato di psicosi vede, sente, odora o prova cose che in realt effettivamente non esistono. Per esempio potrebbe udire voci che nessun altro riesce ad udire o potrebbe vedere cose inesistenti. Le cose potrebbero avere un sapore o un odore come se fossero avariate o addirittura avvelenate.

Cambiamenti emotivi Lo stato emotivo della persona che soffre di psicosi potrebbe cambiare senza un motivo apparente. Per esempio potrebbe sentirsi strana ed esclusa dalla realt e potrebbe percepire il mondo che la circonda in maniera lontana ed astratta. Gli sbalzi di umore sono comuni per cui potrebbe sentirsi insolitamente eccitata o depressa oppure potrebbe chiudersi in s stessa o comportarsi freddamente nei confronti degli altri.

Cambiamenti comportamentali L'individuo che soffre di psicosi si comporta in modo diverso dal solito. Pu essere estremamente attivo o letargico oppure pu rimanere tutto il giorno senza far niente. Talvolta ride quando non il caso o va in collera oppure sconvolto senza una causa apparente. Spesso i cambiamenti comportamentali sono correlati ai sintomi sopra descritti. Per esempio una persona che crede di essere in pericolo potrebbe chiamare la polizia mentre un'altra che crede di essere Ges Cristo potrebbe mettersi a predicare tutto il giorno all'angolo di una strada. C' chi smette di mangiare perch si preoccupa che il cibo sia avvelenato o non riesce a dormire perch ha paura di qualcosa.

Quali sono i vari tipi di psicosi?


La psicosi si manifesta in modo diverso da un individuo all'altro, per cui nelle prime fasi preferibile non dare alla malattia una definizione o un nome specifico. Tuttavia, nei casi in cui un individuo soffre di una psicosi, generalmente viene stilata una diagnosi. Per diagnosi si intende l'identificazione di una malattia in base ai sintomi. La diagnosi dipende dall'origine della malattia e dalla durata dei sintomi. Quando qualcuno soffre di un episodio psicotico per la prima volta, particolarmente difficile diagnosticare di che tipo di psicosi si tratta in quanto molti dei fattori che determinano la definizione della malattia sono poco chiari. Ciononostante, utile conoscere alcune delle definizioni che potreste sentire.

Psicosi - provocata da droghe L'uso di droghe e di alcol o l'astinenza da droghe o da alcol pu essere associato alla manifestazione di sintomi psicotici. Talvolta tali sintomi si risolvono rapidamente a mano a mano che gli effetti di tali sostanze vanno dissipandosi. In altri casi, la malattia potrebbe durare pi a lungo, ma trae sempre origine dalla psicosi-provocata da droghe. Psicosi organica A volte i sintomi psicotici potrebbero manifestarsi dopo una lesione cerebrale o dopo una malattia fisica che incide sulla funzione cerebrale, come per esempio l'encefalite, l'AIDS o un tumore. Di solito sono anche presenti altri sintomi es. problemi della memoria e confusione mentale.

Psicosi reattiva di breve durata I sintomi psicotici insorgono all'improvviso come reazione ad un forte stress per esempio una morte in famiglia o un cambiamento di circostanze. I sintomi possono essere gravi, ma il paziente si rimette rapidamente nel giro di pochi giorni.

Schizofrenia La schizofrenia si riferisce ad una malattia psicotica nella quale i sintomi o i cambiamenti comportamentali perdurano da un periodo di circa sei mesi. I sintomi e la durata della malattia differiscono da un individuo all'altro. Disturbo schizofreniforme II disturbo schizofreniforme simile alla schizofrenia, tranne che i sintomi durano di meno di sei mesi.

Disturbo schizo- affettivo Questa diagnosi viene effettuata nei casi in cui il paziente mostri consecutivamente e simultaneamente i sintomi di un'alterazione dell'umore (es. crisi depressiva o maniacale) ed i sintomi della psicosi. In sintesi il quadro clinico non tipico di un'alterazione dell'umore o della schizofrenia. Depressione psicotica Una grave forma di depressione accompagnata da sintomi psicotici, ma priva di crisi maniacali, caratteristica questa che la distingue dal disturbo bipolare.

Sintomi specifici della schizofrenia


Per la diagnosi di schizofrenia conta sia la natura sia la durata dei sintomi La forma abbreviata dei criteri diagnostici DSM-IV-TR: La diagnosi di schizofrenia richiede il soddisfacimento del seguente criterio: A) (Sintomi caratteristici) La presenza persistente di due o pi dei sintomi che seguono, per un periodo significativo che si considera di almeno un mese (si osserva che la durata pu essere inferiore se il sintomo recede a seguito di trattamento): deliri allucinazioni disorganizzazione del discorso verbale (es: perdere il filo, incoerenza, divagazione e espressione troppo astratta) grave disorganizzazione del comportamento (es. nel vestiario, nelle abitudini diurne, disturbi del sonno, disforia, piangere o ridere frequentemente e inappropriatamente), oppure stato gravemente catatonico presenza di sintomi negativi, cio che trasmettono un forte senso di disinteresse, lontananza o assenza del soggetto: appiattimento affettivo (mancanza o forte diminuzione di risposte emozionali), alogia (assenza di discorso), avolizione (mancanza di motivazione), disturbi dell'attenzione e delle capacit intellettive, assenza di contatto visivo

I sintomi della Depressione


L episodio depressivo maggiore caratterizzato da sintomi che durano almeno due settimane, causando una compromissione significativa del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti della vita. Fra i principali sintomi si segnalano: 1- Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto o come osservato da altri. 2- Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attivit per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno (anedonia). 3- Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell appetito quasi ogni giorno( anoressia o iperfagia) 4- Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.

5- Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno. 6- Affaticabilit o mancanza di energia quasi ogni giorno. 7- Sentimenti di auto-svalutazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa quasi ogni giorno. 8- Diminuzione della capacit di pensare o concentrarsi, o difficolt a prendere decisioni, quasi ogni giorno. 9- Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, oppure un tentativo di suicidio o l elaborazione di un piano specifico per commettere suicidio. Per parlare di episodio depressivo maggiore necessaria la presenza di almeno cinque dei sintomi sopra elencati.

Tipi di Depressioni
Oltre alla depressione esistono altri disturbi dell umore di tipo depressivo. Fra i principali: distimia (o disturbo distimico): presenza di umore cronicamente depresso, per un periodo di almeno due anni. In questo caso i sintomi depressivi, nonostante la loro cronicit, sono meno gravi e non si perviene mai a un episodio depressivo maggiore: disturbo dell adattamento con umore depresso: conseguenza di uno pi fattori stressanti e si manifesta in genere entro tre mesi dallinizio dellevento con grave disagio psicologico e compromissione sociale. Solitamente eliminato il fattore di stress, tale depressione scompare entro 6 mesi;

depressione secondaria: depressione dovuta a malattie psichiatriche e non, o a farmaci. Spesso, infatti, alcune malattie mostrano come primi sintomi variazioni del tono dellumore, fra le quali: sclerosi multipla, morbo di Parkinson, tumore cerebrale; depressione reattiva: depressione dovuta ad un evento scatenante come un lutto, una separazione, un fallimento, i cui sintomi, per, si dimostrano eccessivamente intensi e prolungati rispetto alla causa scatenante. Al suo interno si possono collocare i disturbi delladattamento e le reazioni da lutto; depressione mascherata: depressione che si manifesta principalmente con sintomi cognitivi, somatici o comportamentali, a dispetto di quelli affettivi. In realt vengono semplicemente amplificati aspetti non affettivi della depressione. Es. nellanziano ..continue lamentele sul piano fisico, cadute ripetute, inappetenza , dolori fisici di vario tipo..