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03-10-2013

Psicologia Ambientale
Che cos'?
un ambito della Psicologia che studia gli aspetti psico-sociali della relazione tra
persone e ambienti di vita (non solo lo spazio visibile ma anche lo spazio culturale).
Questa disciplina nasce da un bisogno pratico, applicativo, ovvero dopo la WWII lo
scenario sopratutto europeo (dove nasce la Psicologia Ambientale) nasce la necessit
di ricostruire gli ambiti urbani distrutti dai bombardamenti.
Gli architetti si rendono conto che i criteri di progettazione egocentrica proposti fino a
quel punto hanno bisogno di una ricerca sulla percezione di chi abiter quei quartieri.
Primi esperimenti negli USA negli ex-manicomi.
Altro stimolo quello del campo geografico geografia culturale. Idea che sia
interessante e utile studiare non solo una geografia formale ma anche studiare le
geografie della mente di chi vive gli spazi geografici. La scienza si rende conto che la
sua utillit non solo di elaborare teorie ma sopratutto di servire alle popolazioni.
Articolo di Pol : classificazione per paradigmi all'interno di una qualunque branca
scientifica ci sono temi dominanti che si affermano e che poi vengono sostituiti da
altri:
* First Environmental Psychology (anni 20-40) uno studioso di psicologia del lavoro
ha provato a modificare l'illuminazione della fabbrica per capire quale illuminazione
rendesse di pi (facesse rendere di pi i dipendenti).
* American Transition (anni 50-60) in questa parte della storia ci si occupa
sopratutto di percezione dell'ambiente.
* Architectural Psychology (anni 60-70) psicologia architettonica, l'interesse viene
focalizzato su che tipo di elementi devo introdurre nello spazio per renderlo piacevole,
fruibile, per produrre benessere e renderlo produttivo.
* Environmental Psychology for Sustainability (anni 80-oggi) tema fondamentale al
momento: ecologia e sostenibilit. I ricercatori si occupano di comprendere quali sono
i

processi

mentali

che

ci

portano

ad

avere

comportamenti

favorevoli

alla

conservazione delle risorse naturali, al riciclo, alla possibilit di utilizzare mezzi ad


energia pulita, ecc.
Caratteristiche della Psicologia Ambientale:

- interdisciplinariet: nasce direttamente come disciplina di frontiera e ha come


base questa caratteristica.
- orientamento applicativo: questa disciplina non nasce tanto per definire teorie
(molte esistevano gi in generale nella psicologia e sono state applicate all'ambiente,
messe in pratica) ma per applicarle.
- pluralismo metodologico: vengono usati metodi differenti oltre agli esperimenti di
laboratorio, come la ricerca self-report (compilazione di questionari, interviste, ecc) e
metodi osservativi (si studia il comportamento delle persone nello spazio).
Temi di ricerca
- valutazione dell'ambiente in cui viviamo:
1) valutazione cognitiva (mappe, percorsi, punti di riferimento) elaborazione di
schemi mentali che siano in grado di darci una base attraverso la quale leggere lo
spazio per non partire sempre da zero nella lettura dello spazio.
2) valutazione affettiva place-attachment o place-identity, attaccamento ai
luoghi o identit di luogo.
- stress ambientali inquinamento atmosferico, temperatura, dimensione di folla (lo
spazio personale).
Ecc...
- leggibilit dello spazio urbano secondo Lynch uno spazio leggibile uno spazio
democratico.
[Laboratorio Psicologia Ambientale mercoled 9 ottobre h 16.30 aula m401 mercalli

nicola.rainisio@gmail.com]
Stressors ambientali e benessere psicologico:
- Impatto psicologico dei fattori negativi (inquinamento, traffico, ecc...)
- Fattori di implementazione del benessere e di esperienze ottimali: verde pubblico,
luoghi di socialit, ecc...
- utilizzo dell'ambiente a scopo terapeutico (perch l'ambiente naturale ci fa bene e
come possiamo utilizzarlo in modo terapeutico?)
Comportamenti sostenibili:
- motivazioni e atteggiamenti nei confronti dell'ambiente naturale
- comportamenti di affiliazione e conservazione

- comunicazione e sviluppo di attivit sostenibili


Comportamento spaziale:
- Privacy
- Territorialit (per esempio la classica cameretta dell'adolescente).
- Gestione dello spazio personale (regolato in modo diverso a seconda della cultura,
del genere e rispetto all'occasione sociale di cui si sta parlando).

04-10-2013
marted 12.45-14.15 aula 510
gioved 14.45-16.30 aula 510
venerd 10.45-12.30 aula 422
Modelli di relazione persona-ambiente
Paradigma socio-culturale
- La relazione individuo-ambiente coinvolge livelli sistemici differenti tra loro
interconnessi.
- L'ambiente come artefatto nel momento in cui io, essere umano quindi essere
culturale, vengo a contatto con un nuovo ambiente il mio modo di approcciarmi sar
sempre filtrato dai miei parametri culturali.
- Il comportamento contesto-dipendente in base a come in quel momento dato
della mia vita mi relazione ad un ambiente naturale esterno e il contesto sociale avr
stimoli e comportamenti differenti.
- Centralit degli aspetti culturali e comunicativi
- Validit ecologica dei metodi di ricerca quando preparo un modello di ricerca che
considera il sistema ambientale e culturale come parte significativa per leggere o
indirizzare il comportamento dei soggetti devo valutare che sia coerente con le
caratteristiche dell'ambiente.
Ecologia Psicologica
LEWIN (1890-1947)
- approccio fenomenologico: il dato di ricerca il mondo come il soggetto lo vede in
un momento

- C=f(P,A): il comportamento funzione di persona ed ambiente, fisico e sociale


- campo psicologico: insieme delle forze sociali, ambientali e personali che definiscono
la situazione psicologica contestuale di una persona, il suo spazio di vita.
Lewin pi avanti ragiona sulla psicologia topologica: una persona ha idea di uno spazio
topologico nel quale ha la percezione dell'interazione con determinate persone.
Teoria ecologica
BRONFENBRENNER (1979)
I soggetti della ricerca vanno studiati nel loro ambiente nel quale devo rispettare le
regole corrette di lettura dell'ambiente.
Nella realt ci sono cerchi concentrici (sistemi) che si sviluppano a partire da un
individuo centrale:
individuo centrale
microsistema di relazioni strette e costanti (famiglia, colleghi, compagni) che
trasmettono valori indirizzandone il comportamento
mesosistema ma fatto di relazioni strette ma non costanti (i nonni, la parrocchia,
ecc....)
esosistema formato dalle strutture della societ (governo, sistema educativo, ecc...)
macrosistema (valori e credenze)
cronosistema (tempo storico, valori di un determinato tempo, ecc..)

Paradigma evoluzionistico
- Il comportamento nell'ambiente orientato dalle possibilit di sopravvivenza
selezioniamo l'ambiente in base a quanto pi possiamo sopravvivere in quell'ambiente
- Centralit delle caratteristiche innate la forza che spinge un individuo a formare
una famiglia legato ad un bisogno sessuale innato di riprodursi che poi stato
articolato ma rimane sempre legato al bisogno primario
- Selezione genetica e culturale l'ambiente seleziona quelli non competenti dal
punto di vista biologico e culturale e li elimina.

Biophilia
WILSON (1984)
- innata affiliazione emozionale tra esseri umani e gli altri sistemi viventi

- sviluppata nell'evoluzione bioculturale perch funzionale alla conservazione della


specie
- Savannah Hypothesis (Orians, 1986)
L'habitat preferito dagli uomini ha caratteristiche simili a quelle della Savana, il primo
habitat della specie. La Savana un ambiente che permette spostamenti, che
permette sempre la sopravvivenza dell'uomo nudo, ecc...
- Prospect and Refuge (Appleton, 1975)
La preferenza estetica va ai luoghi panoramici ma protetti, ideali per nascondersi e
cacciare
Paradigma cognitivista
- La relazione con l'ambiente mediata dall'elaborazione cognitiva dell'informazione
- Il comportamento nell'ambiente motivato, pianificato e strategico
- La conoscenza dell'ambiente organizzata in schemi e prototipi che orientano
l'azione

Ciclo della percezione


NEISSER (1976)
- esplorazione percettiva dell'ambiente input che mi permettono di avere campioni
dell'ambiente e dei suoi oggetti
- scelta del comportamento che modifica la conoscenza del mio ambiente
Reasonable person model
KAPLAN e KAPLAN, marito e moglie (2009)
(cerchio che si chiude) costruire modelli essere cometenti azione
significativa ...costruire modelli... ecc ecc

METODI DI RICERCA IN PSICOLOGIA AMBIENTALE


Nella psicologia ambientale il metodo di ricerca pi complesso rispetto a quello
classico di variabili dipendenti e indipendenti. Ci sono anche variabili situazioni

presenti negli ambienti complessi che non posso controllare. Molti psicologici non
amano quindi fare ricerca sul campo perch la qualit scientifica della veridicit dei
dati non sempre ripetibile. Allo stesso tempo per un ambiente artefatto rischia di
fornire risultati di ricerca poco veritieri.
Due grandi aree di metodo di ricerca:
Metodo

quantitativo

(tante

informazioni,

dati

generalizzabili,

dati

oggettivi

quantificabili, strumenti strutturati e somministrati su larga scala, ripetibile, etico)


Metodo qualitativo (indagine in profondit, dati specifici su oggetti circostanti, dati non
sempre quantificabili ma descrivibili, strumenti semistrutturati o osservazione, non
ripetibile, emico)

08-10-2013
(Etico: approccio generale ad una disciplina
Emico: approccio pi specifico ad una disciplina)
Informazioni ambientali:
*Esperimenti (ricerche fatte in ambiente artificiale, di solito un laboratorio. Si ha
pi controllo sulle variabili e sui contrains.)
*Quasi-esperimenti (esperimenti in cui controllo le variabili, alcuni costrains ma
l'ambiente di solito non in laboratorio ma nell'ambiente di vita delle persone.
Ricerche che danno risultati pi precisi perch meno confrontati.)
*Ricerche correlazionali (ricerche di tipo descrittivo, osservativo dove vado in un
ambiente

con

strumenti

di

osservazione

individuo

testimoni

privilegiati

rappresentativi di un contesto e raccolgo dati. Non modificando l'ambiente per non


posso sapere con esatezza quale sia la variabile interveniente. Posso solo osservare e
individuare relazioni tra determinati comportamenti.)
[*Ricerche di archivio: ricerche basate su dati di ricerche gi fatte, sopratutto nella
geografia. Vengono analizzate in maniera differente dati gi presenti]
- oggetto di ricerca
- ambiente di ricerca
- variabili
- costrains

- strumenti
- dati
- tipologia di risultato (liv. Confronto; liv. Deduzioni)
Validit ecologica: capacit del ricercatore di considerare tutte le caratteristiche di un
determinato ambiente in modo da far s che lo strumento non vada a misurare in
maniera scorretta le cose o non utilizzi parti non adeguate al contesto.
E' difficile valutare la validit ecologica. Per esempio devo valutare con attenzione se
domande poste ad un individuo siano adatte ad un particolare ambiente e alla sua
cultura.
Metodi non sperimentali in psicologia ambientale
- osservazione
- self report data collection
- ricerca d'archivio
- raccolta tracce ambientali
- metodi misti

DESCRIVERE UN AMBIENTE
Caratteristiche della descrizione
- linearizzazione (logica e priorit degli elementi) rendere bidimensionale qualcosa
che non lo . La descrizione perder inevitabilmente in qualit e quantit.
- ordine degli elementi (gerarchia, importanza, visualizzazione, ecc)
- movimento (verbi vs. oggetti)
- stili cognitivi (Levelt 1982): quando viene dato un input rispondo in base ad un
modello precostituito della mia esperienza. Nella percezione degli ambienti gli approcci
mentali si possono distinguere in:
* Movers (descrizione ambiente nell'idea che tu debba attraversarlo)
* Jumpers (descrizione ambiente per elementi essenziali)
La teoria della pertinenza comunicativa di Grice e le 4 massime conversazionali:
qualit, quantit, relazione, luogo
* Livello di specificazione: (qualit)
- utilit

10-10-2013
Nella descrizione di un percorso, per esempio, pi il luogo lontano e pi la massima
di qualit andr a diminuire (descrivere un percorso sufficientemente semplice per
essere compreso). Stesso discorso vale per le descrizioni fatte ad una persona italiana
o ad una straniera.
* Contenuto (qualit-quantit):
- tipicit (do informazioni usuali per quel tipo di argomento)
- salienza (rispetto ad un luogo o contenuto quali sono gli elementi che attirano
l'attenzione dell'interlocutore e gli permettono di capire il concetto o il percorso)
- autolimitazioni (limitazioni che io stesso mi do per contenere le informazioni che
conosco ma che secondo me possono essere superflue o aumentare di troppo il
contenuto della comunicazione o che evito per la mia esperienza personale)
- condizioni esame e condizioni naturali
* Relazioni spaziali (nel mio discorso ci sono relazioni spaziali usate non solo nelle
descrizioni dei luoghi ma anche per esempio nelle descrizioni con gli altri)

Descrizioni di percorsi
* apertura (per esempio Buongiorno, pu dirmi come arrivare a .? e rispettiva
risposta di apertura dell'interlocutore. In questa prima fase si capiscono gli obiettivi
reciproci e l'attribuzione di conoscenza al parlante)
* descrizione del percorso (linearizzazione, marcatori di luogo, direzione di
movimento)
* rassicurazione (chi descrive il percorso o l'interlocutore stesso si informano sulla
corretta percezione del messaggio. In poche parole se ha capito bene o se si
spiegato bene. Si pu tornare indietro alla fase di descrizione del percorso se questa
fase non viene superata positivamente)
* chiusura (fase di separazione)
Nel fare questo vengono usati:

* memoria; obiettivo; attribuzioni di conoscenza al parlante


- Esperimento di psicologi ambientali che hanno studiato la descrizioni dei percorsi
usando come variabile solo la consapevolezza o meno da parte di alcune persone (e
altro no) che l'esperimento consistesse nel descrivere il percorso oppure fosse un
esperimento nel luogo a cui dovevano arrivare.
Alcune persone quindi sapevano che l'esperimento consisteva nel descrivere poi il
percorso per raggiungere quel luogo e altri invece no, pensavano di dover prendere
parte all'esperimento una volta arrivati nel luogo.
Le persone che sapevano di dover memorizzare il percorso attivavano ogni
strategia possibile per memorizzare i dettagli, muovendosi anche lentamente per
memorizzare meglio le informazioni.
Gli altri invece non avendo l'idea di ricordare non utilizzavano la memoria in
maniera ottimale per ricordare il percorso ma solo quella minima pare per poter
avanzare e arrivare a destinazione (senza memorizzare bene il percorso).
In termini generali, le due tipologie di descrizione di percorso risultanti sono:
- prospettiva route (il percorso viene descritto minuziosamente e da un punto di
vista interno al percorso, dando anche un'idea di cosa si vedr il percorso. Un po'
come Google Maps in street view).
-

prospettiva

survey

(un

po'

come

Google

Maps

dall'alto.

Indicazioni

approssimative e di tipo viabilistico).

SCHEMI AMBIENTALI
CICLO PERCETTIVO (Neisser, 1976)
Oggetto

(informazione

disponibile)

modifica

Schema

dirige

Esplorazione seleziona Oggetto . e cos via.


Neisser dice che gli schemi sono delle immagini generali di una tipologia di ambiente
la quale si caratterizza in maniera sempre pi specifica in base alla mia esperienza in
ambienti simili che l'individuo usa anche per ambienti simili.
Gli elementi degli schemi:
- elementi schema-expected: banchi, cattedra, lavagna...

Elementi necessari e sufficienti per cui un ambiente possa essere definito in un


certo modo, per esempio aula universitaria.
- elementi schema-compatible: proiettore, microfono, pedana...
Elementi coerenti con lo schema che arricchiscono la qualit dell'ambiente anche
se non sono strettamente necessari.
- elementi schema-irrelevant: cappotto sul banco, portaombrelli...
Elementi, in genere accessori, non rilevanti per la definizione di un ambiente non
caratterizzandone nessuno.
- elementi schema-opposed: frigorifero in un'aula scolastica, gabinetto nella
cucina, ecc...
Elementi che mi fanno capire che c' qualcosa che non va. Oggetti che non
dovrebbero essere in quel posto. Elementi alla base anche di molte opere d'arte
contemporanea (Duchamp, per esempio). Elementi importanti perch la mia azione si
ferma, rivaluto l'ambiente e verifico se l'azione effettivamente corretta per
quell'ambiente.

MAPPE COGNITIVE (rappresentazioni mentali)


Immagini molto precise (a differenza degli schemi che sono categorie generali)
di uno specifico ambiente.
K.

Lynch

(1960)

studia

la

leggibilit,

ovvero

la

possibilit

di

ottenere

dall'esplorazione di un ambiente un insieme di informazioni che mi consentono di


costruire una mappa cognitiva. Un ambiente leggibile un ambiente che ha
caratteristiche di contenuti e costruzione che mi permettono di capire subito a cosa
serve. Gli schema-expected quindi devono essere subito chiari in un ambiente
leggibile, mentre gli altri elementi possono essere rilevati in un secondo momento o
possono anche non essere presenti. Questo vale anche per le mappe cognitive.
All'interno delle mappe cognitive c' un concetto che si chiama egocentrismo
topologico: la posizione degli oggetti nell'ambienti che sono a me cari o pi noti
generalmente predominante rispetto agli altri elementi dell'ambiente.

11-10-2013
Le mappe cognitive vengono costruite per isole; mancano le proporzioni, i luoghi
significativi sono collegati fra loro, l'orientamento dei punti cardinali non standard.

Le mappe cognitive secondo Lynch hanno cinque elementi che le definiscono:


- Edges (confini)
- Districts (zone)
- Paths (percorsi)
- Nodes (incroci)
- Landmarks (elementi facilmente riconoscibili e visibili, punti di riferimento)

Muoversi nell'ambiente
Wayfinding un compito che implica conoscenze su
- dove si
- dove si vuole arrivare
- la via pi utile (non per forza la pi breve)
- riconoscimento del punto di arrivo
- ricostruzione del percorso di ritorno
Per evitare il disorientamento necessario acquisire delle informazioni per la
costruzione di una mappa cognitiva
L'uomo si basa principalmente su informazioni visive. Il wayfinding un procedimento
pi individuale rispetto alla descrizione di un percorso. Solo se non reperisco sufficienti
informazioni mi rivolgo ad un altro.
Formazione mappe cognitive
-

Conoscenza egocentrica: rappresentazione

di

singoli

elementi

di

isole,

tipicamente legati ad un landmark. Gli elementi non sono in relazione tra loro.
- Graduale passaggio a coordinate geografico-ambientali. Funzionamento analogico:
la rotazione delle immagini mentali
Maggiore salienza di landmarks e nodes
Percorsi come aggregazioni di segmenti (quando costruisco il percorso effettivo da

fare, ancora prima di descriverlo a un altro mi sintetizzo quali sono gli step da fare,
ognuno dei quali un segmento del percorso).
Fattori di influenza
- Egocentrismo topologico produce degli scarti rispetto alle relazioni geometriche
euclidee dovuti a fattori motivazionali Senso di appartenenza ad un luogo.
- Influenza di fattori emotivi

AMBIENTE E SVILUPPO AFFETTIVO

WINNICOTT (pediatra, non psicologo): da una madre sufficientemente buona a un


ambiente domestico adeguato
- EMOZIONI
- AFFETTI
- IDENTIT
Winnicott parla prima di tutto di madre ambiente il primo ambiente esterno con
cui un bambino ha relazione dal punto di vista fisico quello che gli viene trasmesso
dal corpo della madre.
Secondo Winnicott con una madre sufficiente buona il passaggio del bambino da un
ambiente interno a esterno pi facile e sviluppano un'idea buona dell'ambiente
esterno (identificato in un primo momento con una persona).

La teoria dello sviluppo affettivo di Winnicott (1965)


- Analisi della funzione dell'ambiente nello sviluppo delle prime relazioni oggettuali del
bambino (prime relazioni con le figure genitoriali)

- Analogia fra il sostegno fisico dell'ambiente e la protezione psicologica della madre


- L'OGGETTO TRANSIZIONALE: orsacchiotto, copertina di Linus, ecc...
Oggetto che il bambino si porta dietro solitamente quando si sposta da un ambiente
ad un altro. Il bambino sull'oggetto transizionale sposta la presenza del genitore in
sua assenza. La presenza affettiva della casa e del genitore viene trasferita
nell'oggetto transizionale. Dall'altro lato l'ambiente stesso pu fare da oggetto
transizionale (la casa, per esempio).
Winnicott

(riassumendo...)

- madre ambiente
- madre oggetto
-

ambiente

favorevole

consente

lo

sviluppo

del

bambino

dalla

dipendenza

all'indipendenza (dal corpo della madre dell'esplorazione dello spazio).


- cure materne abbastanza buone: un apporto ambientale adeguato consente la
realizzazione in ogni singolo individuo del proprio potenziale ereditario.
La teoria dell'attaccamento di Bowlby [psicologio sociale e dell'et evolutiva]
(1969)
- Legame madre-bambino risultato di schemi comportamentali su base innata
Legame primario
- Esperimenti sulle deprivazioni affettiva durante la WW2
- Relazione un BISOGNO primario per l'uomo, senza il quale non possibile la vita
Le caratteristiche dell'attaccamento
- Benessere = vicinanza alla persona amata
- L'holding prendersi cura del bambino attraverso l'accudimento fisico ma anche
attraverso il contornare i propri bambini di un sistema ambientale e relazionale sicuro
e rispondente alle sue esigenze.
- L'effetto base sicura un primo modello di attaccamento affetivo sul quale si
costruiranno tutti i modelli di attaccamento successivi.
- Formazione di modelli operativi interni modelli pi o meno adeguati in base alla
sua relazione primaria per relazioni con persone e luoghi futuri.

ATTACCAMENTO INFANTILE (Bowlby) E ADULTO (Ainsworth)

- Attaccamento = adattamento relazionale (costruisce un modello di relazione).

15-10-2013
- Metodo di ricerca: Strange Situation (Ainsworth): ambiente laboratoriale dove viene
ricostruito un ambiente di gioco dei bambini dove viene portata la mamma con il
bambino, poi la mamma esce e dopo entra un estraneo, poi la mamma ritorna. Diversi
possibili comportamenti che i bambini possono attivare.
4 possibili tipologie di attaccamento:
- Attaccamento sicuro (Ainsworth e altri, 1978) un bambino sviluppa una relazione
affettiva con la mamma che permette scambio di effusioni e di attenzioni da parte di
entrambi (interazione) e allo stesso tempo permette di far comprendere al bambino
che anche in assenza temporanea della madre l'attaccamento rimane e il bambino pu
dedicarsi all'esplorazione dell'ambiente.
- Attaccamento insicuro-ansioso ambivalente caratteristico dei bambini che non
hanno sviluppato nella loro mente l'idea che l'adulto ritorni o ritorni in un tempo
accettabile. In genere sono figli di genitori ansiosi. Si chiama ambivalente perch
alterna comportamenti aggressivi e depressivi.
- Attaccamento insicuro-ansioso evitante tipico dei bambini un po' abbandonati a s
stessi o accuditi con modalit non molto attente e si abituano a cavarsela da soli.
Molto autonomi per quello che riescono e hanno uno scarso investimento sulle
relazioni affettive genitoriali (e crescendo anche verso gli altri).
- Attaccamento disorganizzato aggiunto verso gli anni 90. Ci sono bambini che
crescono mescolando un attaccamento e l'altro.
Attaccamento ai luoghi
- Alle radici dell'attaccamento: la sicurezza per l'indipendenza. Staccarsi dalla madre
per l'ambiente.
- L'uso dell'ambiente non umano dipender dall'uso che il bambino ha fatto
dell'ambiente umano.
- Intensi legami affettivi con i luoghi (casa, quartiere, citt, stato) per presenza di

affondances, e per appartenenza culturale.


- attaccamento alle figure affettivamente significative e attaccamento ai luoghi delle
relazioni.
Tipologie di attaccamento ambientale:
- Emotivo-familiare abbiamo attaccamenti primari verso gli ambienti dove passiamo
la maggior parte del nostro tempo che hanno legami affettivi forti in primo luogo con
la nostra famiglia d'origine.
- Estetico attaccamento ad un tipo di paesaggio.
- Funzionale attaccamento agli spazi legati agli ambienti di lavoro. Spazi utili che
uso costantemente che non hanno ruolo affettivo particolare ma mi rassicurano dal
punto di vista cognitivo.
- Socio-emotivo simile alla prima tipologia ma relativa non alla famiglia ma ad altri
gruppi sociali (amici, compagni, ecc...). In genere sono luoghi di dimensioni pi grandi
(luoghi di studio, luoghi di socializzazione e intrattenimento).
- Cognitivo-culturale simile alla tipologia estetica. Attaccamento nei confronti di
luoghi immaginari, come per esempio il paradiso.
La rottura dell'attaccamento ai luoghi
L'attaccamento ai luoghi proporzionale all'esplorazione. Pi luoghi conosco e a cui
sono affezionato e meno soffro se ne perdo uno. Se la mia capacit di esplorazione (in
et anziana) il mio attaccamento ai luoghi che frequento (diminuiti di numero)
aumenta.
- Il lutto molto simile alla depressione. Considerato stato fisiologico della
depressione (mentre la depressione patologico) che nasce da un evento scatenante
coordinato all'entit di questa sofferenza.
- Trasferimenti forzati: esilio, migrazioni, separazioni, traslochi. Pi il trasferimento
forzato e pi il lutto pu essere negativo. Si distingue tra livello di stress e livello
patologico.
- Non mi muovo ma i miei luoghi cambiano cambiano le persone che prima erano in
un luogo, cambia il quartiere, cambiano gli spazi, ecc...
- Differenza fra trasferimento volontario o forzato (migranti, motivi economici o
rifugiati)
- Strategie anticipatorie, riti di partenza e modificazione della propria place identity
mi costruisco una identit dove il luogo sia gi presente nella mente. Organizzo
mentalmente il come e il quanto potr tornare in quei luoghi o avere relazioni con

alcune persone.
- Le fasi: stress, lutto, creazione di nuovi legami
- I rischi per l'identit rischi rispetto al fatto che il cambiamento pu indebolirmi o
lasciarmi traumi oppure rendermi pi forte.

17-10-2013
- Le caratteristiche personali timidezza o facilit di socializzazione sopratutto
- Personalit autotelica alcune persone pi di altre hanno la capacit di creare
situazioni in cui essere contente. Una persona autotelica sa approfittare dei
cambiamenti in maniera positiva.
- Resilienza Alcune persone che subiscono situazioni di stress gravi come eventi
disastrosi di grande portata riescono a superare queste situazioni in maniera positiva
facendo emergere capacit che non avevano mai usato prima o che erano vecchie e
non pi sfruttate.
- Attaccamento sicuro Il tipo di attaccamento che ho sviluppato importante. Se
avevo un attaccamento sicuro di base la rottura dell'attaccamento con il luogo sar
meno

traumatica, mentre

in

altri casi

sar pi

difficile.

Questo

perch

un

attaccamento sicuro porta con s la consapevolezza di poter costruire un altro


attaccamento simile.
I nuovi nomadi
- Dall'attaccamento ai luoghi all'attaccamento al tipo di luogo (settelment identity)
- Studio, lavoro, migrazioni, viaggi immaginari
Negli Stati Uniti molte persone si spostavano e si spostano per lavoro pi volte
durante la vita. Alcuni ricercatori li hanno battezzati i nuovi nomadi e hanno posto
loro

alcune

domande. E' emerso

che

queste persone

sviluppano

modelli di

attaccamento che possono essere sicuri, insicuri e via dicendo ma l'attaccamento che
sviluppano non legato ad un luogo preciso ma ad una categoria, uno schema
ambientale. Non sono affezionati alla loro casa, ma per esempio viaggiando mi sono
sempre spostato e ho sempre avuto una villetta a schiera nella periferia della citt
dovunque mi sia spostato. Queste persone si attaccano affettivamente non al luogo
specifico in cui hanno vissuto ma ad un modello, ad una categoria, ad un genere di
abitabilit che reputano pi adatto alle esigenze del proprio carattere e della propria
famiglia. Soluzione creativa per non soffrire di essere sempre precari.

Ambiente e identit: place identity


- Dall'attaccamento ai luoghi alle esperienze di vita personale nei luoghi
- Il processo di costruzione della place identity costruisco una mia identit in base ai
luoghi o alle categorie dei luoghi verso i quali ho sviluppato un attaccamento pi
solido. Gli autori che studiano la place identity studiano come la mia persona, la mia
identit viene rappresentata e strutturata attraverso la frequentazione dei luoghi che
io amo di pi
- Place identity e cultura interiorizzata
Altri concetti simili...
- Sense of Place of Rootedness (Tuan 1961): riflessione consapevole nel rapporto
affettivo col territorio vs. radicamento automatico dovuto alla routine. Stati di
topophilia e topophobia.
- Genius Loci (Norberg-Schultz 1980): caratteri sociospaziali che definiscono il senso
di un luogo e lo differenziano dagli altri.
La complessit dell'esperienza. Le emozioni positive (psicologia positiva)
- Il flourishing un'emozione positiva sboccia
- L'aumento di complessit del s le persone che hanno pi capacit di sviluppare
emozioni positive diventano pi forti dal punto di vista psicologico perch avendo
situazioni diverse in cui sviluppano emozioni positive sono in grado di approfittare al
meglio di quello che l'ambiente offre.
- Il gioco del bambino
- Lo star bene quando si in coppia
- Lo star bene sul lavoro
(B. Frederickson, 2003; 2010)
Le emozioni positive sono pi complesse di quelle negative. Quelle negative hanno
una scala di quantit facilmente identificabile mentre quelle positive no. La
Frederickson le chiama emozioni tridimensionali. Generalmente le emozioni positive
durano poco e hanno tanti elementi che fanno s che questa cosa si configuri e non
permettono il processo della linearizzazione.
1
Le emozioni di base
- Gioia
- Rabbia

- Tristezza
- Sorpresa
- Paura
- Disgusto
Emozioni di base riconoscibili e traducibili in tutte le lingue non tanto dalle espressioni
del volto ma da come uno si sente. Sono presenti in tutte le culture e hanno un
corrispettivo biologico. Altre, come ad esempio la vergogna, una emozione
condivisa da tutte le culture ma culturale come emozione, i bambini piccoli non ce
l'hanno.
Componenti delle emozioni:
COGNITIVA: valutazione della situazione
AFFETTIVA: Piacere-Dispiacere
FISIOLOGICA: Attivazione-Adattamento del Sistema Nervoso Autonomo
COMPORTAMENTALE: Predisposizione all'azione
EMOZIONI E AMBIENTE
La preferenza ambientale
PARADIGMA EVOLUZIONISTICO:
La preferenza accordata agli ambienti che presentano caratteristiche funzionali
alla sopravvivenza individuale o della specie
Teorie evoluzionistiche
- Biophilia (Wilson 1984): affiliazione innata tra l'uomo e il resto del mondo vivente
sviluppata durante l'evoluzione bio-culturale
- Savannah Hypotesis (Orians 1980): la Savana l'archetipo ambientale principale per
gli esseri umani, perch da l ha origine l'uomo
Prospect and refugee (Appleton 1975)
- La preferenza estetica deriva dalla selezione di un habitat adatto alla soppravvivenza
- Gli umani preferiscono ambienti prospettici ed insieme riparati
- Il riparo pu anche essere solo simbolico
Attention restoration theory (Kaplan e Kaplan 1982)
Due BISOGNI COGNITIVI PRIMARI orientano le preferenze rispetto ai luoghi:

- Comprensione: possibilit di capire l'ambiente attraverso gli schemi cognitivi che si


possiedono
- Esplorazione: possibilit di espandere ulteriormente le proprie possibilit di capire
l'ambiente e prevederne le situazioni
Matrice della preferenza

COMPRENSIONE

ESPLORAZIONE

IMMEDIATA

Coerenza

Complessit

INFERITA
18-10-2013

Leggibilit (Lynch 1960)

Mistero

Variabile tempo: differenza tra immediato e inferito


Complessit: riconosco che ci sono tanti elementi nuovi (che per conosco gi)
coerenti con l'ambiente.
Mistero: idea di qualcosa di nuovo che non conosco e che posso conoscere attraverso
l'esplorazione e la sperimentazione. Il mistero legato all'esperienza individuale
soggettiva di ognuno.
Kaplan e Kaplan hanno capito che questi luoghi suscitano emozioni positive e le loro
scoperte sono state utilizzata per la progettazione sopratutto degli spazi all'interno dei
luoghi di lavoro.
Si sono resi conto che il contatto con alcuni ambienti scatena un processo chiamato
processo ristorativo (restoration). E' un processo che si attua a livello mentale.
Le persone inserite in contesti stressanti (sopratutto lavoratori nelle metropoli
ambiente costruito) tendono ad utilizzare ad un certo punto un livello medio delle loro
competenze cognitive perch lo stress ne diminuisce la portata. I due psicologi hanno
cercato di capire quali caratteristiche dell'ambiente favoriscono un recupero del valore
massimo di queste capacit cognitiva e quali sono stressanti per la mente.
L'immersione nell'ambiente naturale anche per poche ore permette il riposo mentale e
l'utilizzo di aeree del cervello diverse e quindi far funzionare una parte del cervello che
di solito funziona meno e far riposare le altre costantemente utilizzate nelle situazioni
di stress dei contesti urbani. Il concetto di riposo legato strettamente a quello

dell'attenzione, che in ambito urbano di componente pi cognitiva mentre in


ambiente naturale emotiva fascination (immersione emotiva nell'ambiente
naturale che mi fa sentire bene anche se sconosciuto). Secondo gli studiosi questo
deriva da fattori genetici e per questo motivo attiva un'area del cervello differente da
quella attivata dagli ambienti costruiti. Quello che deriva da questo che per
diminuire lo stress delle persone bisognerebbe creare pi ambienti naturali nei
contesti urbani.
Su questa teoria c' un dibattito su quanto questa cosa sia biologica e quanto sia
culturale. Una parte degli psicologi ambientali pi legato a motivazioni di tipo
biologico, altri invece ritengono che le motivazioni siano da ricercare nella carenza di
ambienti naturali nella vita della maggior parte delle persone (culturale). La probabile
soluzione una via di mezzo tra i biologisti e i culturalisti.
-----------------------------------------------------Psicologo ungherese trasferito negli USA (Mike) definisce una esperienza
ottimale anche nota come flusso di coscienza (flow) parlando del senso di felicit.
Dice che noi abbiamo tutti nella nostra vita dei momenti in cui proviamo un senso di
benessere che secondo lui prima di tutto psicologico. Non una emozione positiva che
ci fa stare bene psicologicamente ma viceversa. La chiama anche flusso di coscienza
perch la descrive come uno di quei momenti fluttuanti in cui tutto sembra fermarsi
oppure passare velocemente, in cui sembra che le cose si vedano dal di fuori, ecc...
differenze percettive.
Questo stato di esperienza ottimale una situazione sempre connessa ad una attivit.
Non arriva dal di fuori ma legato al nostro essere attivi in qualcosa. Le
caratteristiche principali sono:
- autodeterminazione sto svolgendo quella attivit per una mia scelta personale,
non sono costretto, anche se si tratta di un mio compito lavorativo, per esempio.
- motivazione intrinseca non ho essenzialmente un motivo accessorio per fare una
attivit o indipendentemente dai benefit economici e sociali che ho facendo quella
cosa. Faccio quella cosa essenzialmente perch mi fa stare bene.
- equilibrio sfide/capacit noi abbiamo sfide, richieste dell'ambiente o dell'attivit

che stiamo facendo e su queste richieste viene calibrata la nostra competenza. Quello
che conta la consapevolezza del livello sfide/capacit. Le persone insicure non si
sentono in esperienza ottimale durante lo svolgimento delle loro attivit.
- Feedback immediato se non sono in ansia e non ho un controllo compulsivo sulle
mie azioni ho subito il riscontro del fare bene o fare male la mia azione in base alle
conseguenze che si verificano.
Gli autori che hanno studiato questo dicono che l'equilibrio ottimale sfide/capacit non
quello esattamente giusto ma un gradino sopra. Per esempio uno che ama uno sport
tende sempre a migliorare la prestazione impostando un equilibrio sfide/capacit
sempre leggermente superiore ogni volta.
Mike ha scoperto che questa esperienza ce l'abbiamo tutti nella vita, chi pi chi meno.
Alcune persone (quelle autoteliche) hanno attivit preferenziali che gli fanno provare
questa situazione ottimale. Quello che noi facciamo quando proviamo questa
esperienza oltre a stare bene diventa parte di noi in modo importante. Aumentano le
nostre competenza, si modifica la nostra identit, ecc.. in modo maggiore rispetto alle
altre attivit. Ci sono persone che hanno la consapevolezza che non tanto l'attivit in
s a creare la situazione ottimale ma alcune determinate caratteristiche che possono
essere estrapolate da una attivit ed essere presenti anche in altre attivit.

22-10-2013
(SLIDE venerd 18)
L'ambiente ristorativo
Un ambiente favorisce il benessere quando stimola sensazioni di:
- Fascination
- Being away
- Extent
- Compatibility
FASCINATION
- Forma di attenzione involontaria elicitata dagli ambienti naturali (James 1892)

- Permette il riposo dell'attenzione volontaria ed il ripristino di livelli attenzione


ottimali
- Quattro tipologie sul continuum attivazione/intensit
BEING AWAY
Sensazione di essere altrove rispetto ai luoghi del quotidiano
EXTENT
L'ambiente deve essere abbastanza esteso e vario da attirare l'attenzione, ma anche
coerente.
COMPATIBILITY
Equilibrio tra le richieste dell'ambiente naturale e le caratteristiche psicologiche
(atteggiamenti, esperienze, obiettivi, paure) e biologiche dei soggetti.
ESPERIENZA OTTIMALE (psicologia positiva)
- Stato di esperienza
soggettiva positiva:
- affettivo/emozionale
- motivazionale
- Temporaneo
MODELLO DELLA DISCREPANZA (Purcell 1986)
- I luoghi preferiti sono quelli che hanno un livello ottimale di discrepanza dallo
schema cognitivo attivato dal soggetto
- Equilibrio tra bisogno di esplorazione e di comprensione / Microconflitto che genera
esperienza ottimale
- Soggettivit della discrepanza e quindi della preferenza
MODELLO DELLA SOMIGLIANZA (Whitfield 1983)
- I luoghi preferiti sono quelli che hanno un livello ottimale di somiglianza con lo
schema cognitivo attivato dal soggetto
-
-
Environmental Self-Regulation Hypothesis (Korpela)

Traduzione in termini culturali quelli che altri dicevano in termini evoluzionistici.


- Gli esseri umani usano strategicamente gli ambienti naturali come sistema di
autoregolazione di fronte ad eventi stressanti o a necessit di cambiamento
dell'umore.
- Accanto alle altre strategie cognitive e sociali operano anche strategie ambientali.
- I luoghi preferiti sono tali in quanto strumenti di regolazione emotiva.
PREFERENZA E BENESSERE:
La letteratura di settore indica una diffusa prevalenza del naturale sul costruito, in 2
settori di ricerca:
- PREFERENZE DI LUOGO: scelta dei luoghi preferiti o scelta tra due luoghi
contrapposti
- EFFETTI DI BENESSERE: cambiamenti positivi dopo l'esposizione ad ambienti
differenti
Preferenza e variabilit individuale
- Con l'et diminuisce la variabilit dei livelli di preferenza (Belling e Falk 1982)
- Sensation seekers vs. Sensation avoiders (Zuckerman 1979)
Prospettiva LIFE SPAN
- Teoria del massimo adolescenziale (all'adolescenza divento persone adulta e la
mia capacit cognitiva raggiunge il massimo) teoria disconfermata perch troppo
semplicistica. Addirittura per questo da psicologia dello sviluppo si cambiato il nome
in psicologia dell'et evolutiva.
- Life span:
diverse tappe della vita mentale (emotiva, affettiva, cognitiva, sociale)
BAMBINI (Piaget)
- Piaget: stadi di sviluppo
* Sensomotorio (0-2 anni)
* Preoperazionale (2-7 anni)
* Operatorio concreto (7-12 anni)
* Operatorio formale (dai 12 anni)
- Innovazione: gli stadi e non la tabula rasa
- Bias metodologico
- Bias culturale (intelligenza scientifica)

- Sistema di riferimento egocentrico


- Sistema di riferimento allocentrico
- Sistema di riferimento fisso
- Stadi della rappresentazione:
* Parti dell'ambiente ad accesso diretto
* Landmarks e isole
* Costruzione di mappe grazie a rapporti spaziali indipendenti dal soggetto

24-10-2013
ANZIANI
- Modello della complementariet/congruenza: l'adattamento all'ambiente dipende
dalla soddisfazione dei bisogni
- Memoria e descrizione (landmarks; utilizzo)
- Differenza tra abilit ottimizzate e poco utilizzate
- La casa: un posto per ricordare il ricordo mantiene vive le relazioni affettive di
attaccamento ai luoghi e alle persone che non ci sono pi. Spesso gli anziani
all'interno dei luoghi dove hanno vissuto investono il rapporto di attaccamento con
oggetti o luoghi che ricordano persone o esperienze passate.
ANZIANI E ISTITUZIONI
- Stress
*Perdita del senso di controllo
*Perdita legami con il vicinato
*Perdita oggetti per ricordare e affordances
*Diminuzione della privacy
- Centri diurni vs badanti
- Istituzioni:
*Camere indipendenti e personalizzate
*Spazi di privacy
*Spazi di socializzazione (solitudine)
*Natura: piante, orto, animali elementi naturali di cui l'anziano pu avere anche
cura e non semplice fattore estetico. Rapporto pi umano con l'ambiente e attivit
che l'anziano pu fare.

PSICOLOGIA DEL TURISMO


- Relazione individuo-ambiente che si manifesta tra il turista ed il suo luogo di
destinazione
- Comportamento turistico: spostamento volontario e temporaneo, non dettato da
motivi strumentali
*No rottura attaccamento (differente dalla migrazione. Nella vacanza non perdo i
luoghi e le persone vecchie per persone e luoghi nuovi, al mio ritorno ritrovo tutto)
*No stress ambientali
*No integrazione culturale (non intendo diventare parte della cultura che incontro,
non penso a dover integrare gli elementi culturali diversi che trovo nella mia
quotidianit)
- Sightseer (vacanza culturale) e vacationer (vado al mare, faccio il bagno, ecc...
attivit che mi fanno divertire, riposare e che non necessariamento aumentano la mia
conoscenza dei beni culturali di un altro paese)
- Sensation seeker (cercano il diverso) e sensation avoider (preferiscono una vacanza
con un rituale definito in modo da non avere sorprese)
5 fasi:
1) Anticipazione (mi muovo per... Mi faccio un'idea della vacanza perch possa
piacermi, Chi devo contattare? Dove voglio andare?)
2) Viaggio andata (in base alla durata del viaggio pu aumentare o diminuire il mio
stress)
3) Comportamento sul luogo (quando sono l faccio la mia vacanza, con gli
elementi di divertimento, le situazioni stressanti, elementi negativi e positivi, ecc...)
4) Viaggio di ritorno (chiudo il capitolo vacanza e ricomincio a pensare alle cose
quotidiane che torneranno nel momento in cui rientrer. Mi dispiace di tornare ma
penso anche alle cose che mi sono mancate durante la vacanza)
5) Ricordo (massimizzando gli elementi positivi e la qualit dell'esperienza nel
ricordo)
- Place identity nel turismo
- Memoria ambientale e turismo

25-10-2013
Territorialit e privacy
La privacy viene determinata spesso anche dall'uso che viene fatto dello spazio.
- A differenza dello spazio personale, un territorio uno spazio fisico e geografico ben
definito.
- Territorialit: legame di appartenenza al/del territorio
*Territori primari (casa, luoghi pi strettamente personali di sfruttamento
individuale, luoghi piccoli e di solito chiusi)
*Territori secondari (luoghi che frequento e che condivido con altre persone)
*Territori pubblici (per esempio piazze o luoghi di ritrovo per un gruppo sociale e
culturale che sentono come proprio luogo dove per passano anche altre persone)
Territorialit e spazio personale sono concetti connessi, ma uno pi materiale e
l'altro pi psicologico. La territorialit il mio legame di appartenenza ad un
determinato luogo, per esempio un gruppo di adolescenti che si ritrova sempre in uno
spazio preciso, come una piazza. All'arrivo di un altro gruppo, il gruppo di prima si
sentirebbe invaso. Questo succede sia per i territori pubblici che per quelli privati.
Spazio personale
Quello spazio intorno all'individuo che non pu essere invaso da un estraneo senza
procurargli disagio: la bolla.
Secondo alcuni autori al momento di contatto di due bolle c' contatto visivo tra le
due persone con possibili interazioni di vario tipo se le due persone si conoscono.
- Funzione di regolazione:
*Autoproiezione nella bolla c' anche una sorta di proiezione fisica di s stessi
*Comunicazione e regolazione dell'intimit
*Privacy e rottura della privacy

SPAZIO PERSONALE (Hall 1966)


Categorie di spazio
- Distanza intima
- Distanza personale (spazio in cui posso intrattenere una relazione individuale
utilizzando la voce senza gridare, lo sguardo, utilizzando mimica e comportamento
non verbale)

- Distanza sociale (bolla abbastanza ampia all'interno della quale sono in grado di
percepire le persone che ci sono dentro)
- Distanza pubblica (spazio dove vedo vagamente le altre persone e non le considero
pi di tanto. Mi sento solo anche se sono fra moltissime persone)
- Angolo di interazione (nell'interazione faccia a faccia la relazione pi costante.
Quando interagisco con delle persone quando cammino o sono in ufficio il fatto che lo
spazio sia ristretto, se l'angolo di osservazione non frontale, questo media la
limitatezza dello spazio perch manca l'interazione visiva diretta, frontale)
- Prossemica dei gruppi (in movimento e fermi): i gruppi di per s non si muovono in
maniera uguale agli individui presi singolarmente, muovendosi pi lentamente e
mantenendo una sorta di coreografia.
*Scuole
*Open offices (non sentirsi isolati ma avendo comunque la percezione di un
proprio spazio di lavoro ben definito)
Variabili
- Et (i bambini hanno una scarsa percezione dello spazio personale, l'idea di privacy
si costruisce nell'infanzia. Sopratutto nell'et adolescente si costituisce la distanza
sociale e nelle varie fasi della vita gli spazi tendono ad arrivare alle dimensioni
massimali.)
- Genere (alcune ricerche hanno evidenziato che lo spazio personale richiesto dagli
uomini pare superiore rispetto a quello delle donne)
- Cultura (uno degli elementi pi importanti)
- Conoscenza
- Appartenenza a categorie pi o meno simili
- Status
- Caratteristiche dell'ambiente simili (se conosco l'ambiente la mia bolla si ritrae un
po' perch so come devo gestire il mio bisogno di spazio)

29-10-2013

31-10-2013

Colore
Dal punto di vista degli psicologi uno degli elementi percettivi pi stimolanti dal
punto di vista emotivo. Alcuni colori vengono utilizzati dagli esseri umani in maniera
coordinata rispetto all'ambiente: nelle camere operatorie i camici sono verdi perch il
verde il colore dall'altra parte rispetto al rosso nello spettro cromatico. La vista
continua del sangue e del rosso infatti affaticante dal punto di vista emotivo e
psicologico. L'impatto del rosso viene bilanciato con il verde.
I colori vengono usati anche con connotazione sociale e culturale: per esempio in
Italia ai matrimoni la sposa si veste di bianco. Chi partecipa ad un matrimonio non
deve vestirsi n di bianco n di nero (colore dei funerali). In Cina ai matrimoni ci si
veste di rosso, ad esempio, in Spagna di nero.
Clima
Nei paesi pi freddi, pi umidi e con pi periodi bui, c' un maggior tasso di
isolamento, di alcolismo, depressione e suicidi sopratutto nella fase adelescenziale e
giovanile. Luoghi invece caldi, umidi, affollati favoriscono invece per esempio
l'esuberanza fino ad arrivare a conflitti e violenza. Il vento anche un altro elemento
meteorologico che crea stress, affaticamento mentale, ecc. Nell'area dei disturbi
depressivi c' il disturbo affettivo stagionale che prende alcune persone sopratutto nei
paesi nordici che hanno cicli depressivi solo durante alcune stagioni, per esempio nelle
stagioni di cambiamento (autunno, primavera). Vivono poi forti periodi depressivi
durante l'inverno e in estate si sentono invece meglio.
Rumore
Uno degli stress pi importanti nelle metropoli e comunit occidentali. Alcune
categorie di lavoratori sono soggetti a problemi di udito in tarda et perch sono stati
sottoposti a rumori fastidiosi a lungo durante il lavoro di una vita. Rumori forti come
esplosioni tendono a creare spostamenti d'aria che possono creare disturbi fisici. In un
ambiente rumoroso facciamo fatica a sentire le persone che parlano e tendiamo ad
alzare la voce. Il rumore porta anche pi facilmente a stress di tipo cognitivo che
porta a farci diminuire l'attenzione rispetto a ci che accade intorno a noi. Aumentano
il livello di stress percepito e il livello di aggressivit. Un rumore di sottofondo di tipo
musicale che dia un paesaggio uditivo piacevole facilitante e meno impegnativo dal
punto di vista uditivo e permette alle persone di sentirsi in condizione emotiva pi
piacevole e diminuire l'isolamento.

Altra area di stress ambientali quella legata alle catastrofi. Quando c' un disastro
naturale o sociale (terremoto, tsunami, guerre) le persone vivono in una situazione di
stress ambientale che si attuano in un momento ben definito. Gli stress sono in parte
sociali e in parte derivanti dalla perdita di tutti i legami di attaccamento.

Progettazione architettonica
Quando progettiamo un ambiente il tipo di struttura tiene in conto prevalentemente:
quali attivit le persone che frequenteranno il luogo dovranno svolgere e quali tipi di
oggetti o funzioni devono essere presenti.
Per esempio se devo progettare un ambiente di tipo sanitario ospedaliero devo
considerare un ambiente che faciliti la permanenza delle persone in questo ambiente.
Negli ultimi anni le stanze d'ospedale vengono strutturate in modo da essere pi
piccole, con meno persone, pi privacy e sopratutto pi simili alle stanze di una casa
normale, con una piccola anticamera in modo che anche se la porta viene lasciata
aperta chi passa nel corridoio non vede chi c' dentro. Anche l'utilizzo dei colori
importante, per esempio vengono usati colori diversi per i diversi spazi.
Se invece ho un luogo come parchi naturali o musei le esigenze sono diverse, dato che
le persone passano e si soffermano come negli ospedali. Nei musei ho bisogno di
creare quelle che vengono chiamate i flussi di percorrimento. Devo produrre un
percorso che sia istintivamente percepito dall'utente attraverso anche segnalazioni ma
non solo attraverso queste, in modo che le persone defluiscano in maniera anche
automatica.
Il primo problema degli architetti nella costruzione di musei o luoghi simili
l'orientamento (anche nell'eventualit di una emergenza). Altro elemento importante
nella progettazione dei luoghi culturali quello dell'esplorazione.
L'esplorazione si divide in due: complessit e mistero. Il museo non pu essere
progettato in una sola stanza (a meno che non sia un museo piccolo di una piccola
cittadina), deve contenere un numero sufficientemente ampio di informazioni per cui
per una persona che lo visita ci sia qualcosa di nuovo da approfondire e qualcosa di
inatteso, di misterioso. Le etichette esplicative delle opere devono essere adatte al
maggior numero di persone con diverse competenze culturali.
Ultimo elemento quello della fatica: fisica e mentale. Punti di risposo e contenuti del
museo devono essere organizzati in modo da limitare il pi possibile questi due tipi di
fatica.

05-11-2013
Natura o cultura?
L'estetica ed il concetto di natura evolvono storicamente e si differenziano in culture
diverse:
- Narrative di nicchia e di massa:
l'ambientalismo
- La wilderness sconosciuta ai nativi
- Citt e natura: scambio di ruolo?
Preferenza e contesti culturali:
- Buijs (2009): la preferenza varia secondo l'appartenza culturale e religiosa,
seguendo anche percorsi di integrazione
- Herzog et alii (2000): il naturale varia nelle diverse culture e condiziona la
preferenza
Luoghi di culto
- effetto alone di bellezza (il fatto di trovarsi in un luogo mistico)
- il proibito
- le dimensioni
- altezza (le chiese sono alte pi che altro per motivazioni di tipo ideologico e
spiriturale, non per l'illuminazione o il riscaldamento)
- luminosit
- riverbero acustico (le chiese costruite a navata hanno una acustica migliore rispetto
alle poche a pianta circolare)
- silenzio
- complessit (a differenza dei musei dove ci si deve muovere e a differenza degli
ospedali nei luoghi di culto devo ospitare tante persone in modo statico generalmente
per poco tempo. La pianta a croce non solo simbolica ma ha anche una
giustificazione funzionale)
Ordine e disordine in architettura
- Regolarit e irregolarit del reticolo stradale: come nascono le citt
- Ornamentazione
- Pattern Geometrici (per esempio in Italia ci sono citt strutturate in maniera molto
diverse, Roma, Milano e Torino a confronto per esempio: piante medioevali e piante

romane. Anche negli ornamenti vengono usati disegni geometrici, per esempio le siepi
nei giardini).
- Affordances (idea che nell'ambiente ci siano elementi architettonici o naturali che
danno una qualit ulteriore a questo ambiente per l'utilizzo che ne facciamo per
esempio: i landmarks, una statua per esempio facilmente identificabile che ci
permette di avere una mappa cognitiva in mente precisa con punti di riferimento
facilmente riconoscibili).
- Verde e regolazione della privacy (isole collegate fra loro da camminamenti e aree
verdi in modo da avere pi zone distanti visivamente tra loro in modo da avere pi
parvenza di privacy)
- Parchi urbani e citt dei bambini
- Isole pedonali (dato che ci sono pochi spazi conviviali e sociali nelle societ e citt
moderne sono stati recuperati degli spazi dove sia possibile camminare, muoversi,
portare bambini in giro, ecc senza preoccuparsi delle auto e dell'inquinamento
atmosferico finalit sociali di benessere)
Psicologia del traffico
- Aspetti percettivi nella guida (nel nostro campo visivo abbiamo un punto nero, la
macula, che non vediamo con nessuno dei due occhi ma che viene riempito dal
cervello con quello che ritiene adatto. Abbiamo una percezione visiva non oggettiva.
Nel processo di guida usiamo anche la visione periferica che funziona in modo simile
alla macula. La fatica dal punto di vista visivo nella guida molto alta).
- Neopatentati a rischio
- Emozioni alla guida
*Auto come parte di s
*Investimento emotivo sull'auto
*Emozioni e controllo
- Vigilanza e variabili intervenienti
- La velocit e il controllo
- Cultura, educazione stradale e controllo (per vari motivi le persone tendono ad
andare in macchina pi veloci di quanto dovrebbero perch pensano di avere pi
controllo di quello effettivo. Pi imparano a guidare pi tendono ad essere spericolate.
Tutti i sistemi culturali si sono proposti dei metodi per diminuire gli incidenti, come
educazione stradale, multe, ecc. Le multe nel nostro sistema culturale non funzionano
perch arrivano prima di tutto dopo, secondo perch nel nostro sistema culturale c'

anche una rivalit tra forze dell'ordine e guidatori e cittadino/legge, individuo/sistema.


Funziona abbastanza bene il sistema tutor nel nostro paese, dato che permette un
minimo di elasticit con la velocit media. In Inghilterra invece culturalmente le
persone sono molto rispettose delle regole e rispettano generalmente i limiti di
velocit fino alle cinque di sera, ora dopo la quale moltissimi inglesi sono ubriachi. Ci
sono per risoluzioni dei problemi cogntivi con panettoni che si illuminano sulla
strada dove bisogna fermarsi).
Anche se mi piace guidare e mi rilasso guidando la mia psiche sotto stress. L'attivit
del guidare stressante in s, dato che richiede il 100% della mia attenzione, sono in
un ambiente piccolo in movimento e devo avere controllo, feedback su quello che gli
altri fanno.

(mancano un paio di lezioni)

15-11-2013

Terzo modulo
Processi psicologici individuali influenzati e che influenzano la cultura filo conduttore
della psicologia culturale.
Cultura intrasomatica: quello che entrato dentro di noi giorno dopo giorno. La nostra
mente si conforma con le modalit culturali. Questa cultura intrasomatica va a
configurare il mondo interno delle persone.
Cultura esterna (extrasomatica): cultura esterna al mondo interno individuale,
composta da artefatti
Artefatto: tutto ci che costruito dall'uomo, non presente in natura ma artificiale
prodotto con l'ingegno umano. Il quarto livello della psicologia (cultura) fatto di
artefatti. Gli artefatti sono anche immateriali, come valori, idee politiche, ecc.
La cultura esterna deriva da scelte, decisioni, emozioni e affetti dei singoli, altrimenti
non esisterebbe. Punto centrale della psicologia culturale. Relazione a due vie tra il
mondo degli artefatti e la psiche.
La famiglia ha sicuramente una componente biologica ma frutto di una scelta, fatta

per secondo alcune regole dettate dalla cultura. E' diversa quindi una famiglia di
persone dello stesso genere o tradizionale.
(vedi esempio di due famiglie nell'introduzione del libro di Psicologia Culturale)
Evoluzione

culturale

processo

storico

transgenerazionale

di

accumulo

di

informazione culturale in sedi extraindividuali/extrasomatiche (non in senso per forza


positivo). L'evoluzione culturale costruisce la cultura esterna.
Con la selezione psicologica individuale poi si costituisce la cultura intrasomatica. E'
individuale come processo e dura tutto l'arco di vita di una persona ed l'accumulo di
informazioni della psiche nel mondo interno individuale. In gran parte, se la cultura
funziona bene, tende a dare un sistema comune di riferimento, quindi in parte la
cultura individuale condivisa. Senza cambiamenti per non ci sarebbe evoluzione
culturale.
Rappresentazioni sociali (Moscovici): la nostra mente si riempi di categorie, chiamate
rappresentazioni della realt. Inevitabilmente abbiamo schemi per leggere il mondo
esterno, per cui sappiamo che ci sono elementi attesi in un ambiente.
Queste

rappresentazioni

Moscovici

le

chiama

sociali

perch

permettono

la

comunicazione. Moscovici studia molto che in Francia e in Europa si sta diffondendo la


psicoanalisi (Freud) non pi solo pi pensiero dei tecnici ma condiviso. Per la gente
comune dell'epoca questa era una novit e cosa succede a livello psicologico nelle
persone?
Alcuni processi:
1)ancoraggio ancora la novit a ci che sa gi, ad una rappresentazione sociale
conosciuta (nell'esempio, la massaia con una conoscente parla di uno psicoanalista
come un prete. Via via per questo in Francia cambia anche la figura del prete,
diventando pi simile ad uno psicoanalista).
2)natura concreta

tendenza alla reificazione, al fare diventare le cose

immateriali cose operabili, cose materiali.


Tutti questi processi psicologico-culturali dal punto di vista psicologico non sono
neutri. Se decido di fare scelte diverse da mio padre o la penso diversamente dai miei
amici provo emozioni particolari e non sono psicologicamente neutri come processi.

Due aspetti universali della psicologia: aspetto cognitivo e aspetto emotivo.


Le scelte di selezione individuale degli artefatti quindi possono avvenire in alcuni casi
per scelte di tipo logico-razionale e in altri per motivazioni emozionali, ad esempio
perch mi d un senso di appartenenza. Spesso la selezione funziona bene se i due
aspetti sono uniti.
Tajfel identit sociale: sento la mia individualit solo se faccio parte di una
collettivit.
Societ individualistiche societ collettivistiche (Hofstede)
I due esempi tipici di questi due poli al mondo sono gli Stati Uniti e la Cina, a livello di
famiglia, religione, leggi, governo, ecc.
Tajfel dice che anche nell'Occidente diventiamo individui, abbiamo identit, solo
perch apparteniamo a dei gruppi (famiglia, lavoro, amici). Studia i concetti di in
group e out group. Secondo Tajfel in qualsiasi societ l'appartenenza a gruppi mi d
identit.
Definizione ulteriore di Artefatto
meme (sinonimo di artefatto introdotto da Dawkins). Dawkins da biologo
evoluzionista (segue le teorie di Darwin) fa un ragionamento dicendo che l'evoluzione
biologica ha portato ad una specie, la specie homo, radicalmente diversa dalle altre,
capace di produrre artefatti ma sopratutto di depositare l'informazioni fuori da s
(dalle pitture ruprestri in poi). Alcune specie sono in grado di produrre alcuni artefatti
ma l'uomo radicalmente diverso perch produce un secondo sistema ereditario di
artefatti. Non pi solo l'evoluzione genetica che passa da un individuo all'altro ma si
trasmette anche l'eredit culturale, secondo sistema ereditario. Lui chiama le unit di
questi sistema ereditario memi (come i geni della biologia), termine derivato dal greco
mimeomai, copiare per imitazione. Due esempi di memi: pittura ruprestre e
creazione del fuoco. Alcuni memi sono fuori dal soma, altri hanno bisogno di relazioni,
di qualcuno che ti insegna come fare.
Ipotizza che ci siano propriet dei geni non legati alla genetica che sono le stesse con
cui si trasmettono i memi. Vuole indagare le propriet dei buoni replicatori che sono
comuni ai geni e memi.
Per esempio: una delle propriet dei geni la fedelt di copiatura. Nei figli i geni si

trasmettono identici a quelli dei genitori. Questa potrebbe essere anche una propriet
dei memi. Se per esempio invento una tecnica valida di caccia per abbattere gli
animali, importante che i figli o altri individui successivi imparino esattamente quella
tecnica nel modo corretto, altrimenti rischierebbe di non essere efficace. Dawkins
inizia a studiare quali propriet sono comuni a geni e memi sono importanti per
l'evoluzione culturale.

19-11-2013
Artefatti
- Geni e memi, meravigliosi replicatori di informazione:
*Morfogenesi autonoma (solo geni)
*Fedelt di copiatura teleonomia (le copie devono essere identiche all'originale)
*Fecondit (capacit di moltiplicarsi)
*Longevit (capacit di durare)
Si possono distinguere due tipi di memi, di artefatti (Dawkins):
- Memi veicoli (ci che trasporta l'informazione culturale, per esempio il libro)
- Memi replicatori (l'informazione replicata e contenuta nel veicolo, per esempio il
testo del libro)
Lo stesso artefatto o meme pu significare una cosa differente per diverse culture. Il
meme veicolo lo stesso ma il meme replicatore spesso cambia in base alla cultura.
Sperber fa notare che i geni hanno una caratteristica propria che i memi non hanno:
la morfogenesi autonoma, ovvero una volta che innesco il sistema questo si evolve
autonomamente (pensiamo a cellula uovo e spermatozoo). Il mondo non vivente dei
memi invece non in grado di farlo, non ha morfogenesi autonoma. Gli artefatti non si
riproducono da soli.
Le propriet degli artefatti
1. Doppio statuto e doppio destino
* Necessit dell'investimento di energia psichica (cognitiva, affettiva, materiale e di
tempo) degli individui per mantenersi ed evolversi
entropia (se non immetto forze esterne ho disordine, perdita di informazione in un
sistema) vs neghentropia (versante opposto dell'entropia, aumento di informazione,
tipico del mondo vivente) anche gli artefatti possono andare verso l'entropia o

neghentropia. Vanno verso la complessit, la neghentropia se immetto energia


psichica. Pensiamo ai computer o ai telefoni cellulari o alle macchine fotografiche,
dove sono state investite molte energie psichice a favore di una maggiore
informazione e complessit. Al capo opposto un oggetto lasciato a s stesso col
passare del tempo si disgrega, perde informazione. La stessa cosa vale per una
coppia, che pu andare in un senso o nell'altro.
Doppio aspetto: produrre artefatti e mantenerli permette in molti casi che
diventino parte di me, parte della mia cultura intrasomatica.
Il doppio destino degli artefatti in sostanza dipende dalla soggettivit (riferimento
al concetto geologico di piccole cause attuali e contemporanee)
2. contengono informazione (memoria)
*emettono informazione (prescrivono)
esempio:

feticcio (pezzi di legno, piume, ecc ecc - veicolo) ci che secondo alcune

culture veicola un feticcio un certo potere magico (malocchio, fortuna, ecc...)


L'informazione che contiene il feticcio quello che lo stregone sa quando l'ha
scelto, costruito (memoria). Nel momento in cui lo stregone fa per emette
informazione (prescrivono).
Ernesto De Martino: antropologo italiano che ha studiato anche il rito della
taranta
Anche un banco o un iPad come un feticcio; un progetto anche sofisticato che ad
alcuni stimola un determinato comportamento ad altri non dice nulla.
Questa quindi una propriet generale che per pu essere differente a seconda dei
nostri gruppi culturali.

21-11-2013
Teoria del flusso di coscienza: esperienza soggettiva e esperienza ottimale
Esperienza (definizione tecnica): insieme dell'informazione che in un certo momento
abbiamo proveniente dal mondo interno e dal mondo esterno.
Ottimale: il funzionamento dei due ambiti della psiche (cognitivo e emotivo-affettivo)
integrato ed ai massimi livelli che una persona pu avere.
Flusso di coscienza: la coscienza c' ma fluisce in maniera particolarmente intensa.

Dato che una esperienza soggettiva mi collocher nella selezione psicologica. Per
inevitabilmente questa esperienza soggettiva sintetizzer qualcosa, arriver da
qualche parte della vita quotidiana. L'esperienza soggettiva ha inevitabilmente anche
un oggetto.
Esperienza soggettiva
- partecipazione quotidiana e personale
- interazione con gli artefatti e i loro significati (riconoscimento e incorporazione)
(rapporto con la cultura esterna)
- interazione sociale con altri individui
- coinvolgimento emotivo (empatia)
- evoluzione culturale
Esperienza ottimale (psicologia positiva)
- Legato a un'attivit che si sta svolgendo (soggettivamente individuata)
Nella situazione in atto sono presenti alcuni elementi che ci permettono di avere
l'esperienza ottimale. Se ne mancasse anche solo uno non potrei avere quel tipo di
esperienza (in ordine crescente di importanza):
1)scopi e regole chiare es. per i rocciatori se sono su una parete rocciosa devo
sapere quali sono le linee guida, le regole per muovermi in modo corretto su quella
parete e come scopo il dover raggiungere la cima o superare la parete.
2)chiari feedback (riscontri) se mi muovo in un certo modo devo sapere come
sta andando l'azione, se il chiodo si piantato bene o se mi sto muovendo bene in
modo da aggiustare il tiro man mano che l'azione si svolge.
3a)no auto-osservazione non spreco energia psichica per valutare come stanno
andando le cose. Sono cos consapevole di essere consapevole che non ho bisogno di
esserlo. L'io fluisce, la soggettivit nell'azione
3b)concentrazione elevata sulla situazione in atto sono totalmente sulla
situazione. Il rocciatore mentre scala ha tutta l'attenzione sul suo movimento in quel
preciso istante, non su un ipotetico esame del giorno dopo e nemmeno sulla roccia
successiva. E' focalizzato sull'azione in atto. Non si auto-osserva e non valuta come
sta andando la scalata.
4)merging immersione totale nella situazione

5)sensazione di controllo automatico mi sento totalmente in controllo sulla


situazione. Sto scalando e mi sento, mentre avviene, che sto controllando la
situazione in modo automatico.
6)senso del tempo alterato non dedico energia psichica al valutare e avvertire lo
scorrere del tempo.
7)motivazione intrinseca il motivo per cui sto facendo quella cosa la cosa
stessa perch appartiene alle mie esigenze pi personali e profonde (opposto alla
motivazione estrinseca). Sto scalando non perch dopo mi diranno bravo o perch
voglio arrivare in vetta (estrinseca) ma perch il movimento in atto, la situazione
particolare ad essere il motivo per cui la sto compiendo (intrinseca).
8)autodeterminazione ho la percezione in quel momento che sto scegliendo
quella cosa.
9)equilibrio sfide/capacit il rocciatore sa che sa fare il terzo grado mentre sta
scalando una parete di terzo grado. La percezione delle sue capacit equilibrata con
la richiesta nella sfida che sta affrontando. Man mano che ripeto la situazione di
equilibrio per aumentano le mie capacit e quindi la situazione sar sbilanciata (come
conseguenza: noia e nei casi peggiori e continuativi anche frustrazione e depressione).
Nel caso opposto di sbilanciamento (sfida troppo alta rispetto alla mia capacit) avr
pausa, ansia. Dovr quindi aumentare anche la sfida in relazione alle mie nuove
capacit. Solo cos potr ottenera una nuova esperienza ottimale.
- Le sfide esterne, le richieste esterne sono inevitabilmente legate alla cultura.
- Motivazione estrinseca e motivazione intrinseca non per forza sono in contrasto o si
escludono a vicenda. Pensiamo alle grandi aziende della new economy (Facebook,
Google), ecc... a volte le due motivazioni possono andare insieme e anzi l'obiettivo
proprio unire le due motivazioni.
- zona prossimale c' una zona di sviluppo possibile che ci permette di svilupparci.
C' una sfida leggermente superiore alle nostre capacit che ci permette comunque di
avere esperienza ottimale.
- Il rapporto sfide/capacit dipende dal sistema culturale di riferimento (pensiamo a
immigrati laureati che qui devono fare i lavapiatti).
Questo discorso si ricollega all'ambito psichiatrico e riabilitiativo e soprattutto al
discorso sull'esplorazione degli ambienti (complessit ma leggibilit, mistero ma non
troppo).

21-11-2013

MANDARE APPUNTI A: valeria.castrotenemaya@gmail.com


PSICOLOGIA
Nasce a met del 1800
Influenze:
- influenze dalla psicofisica (misurazione soglia degli stimoli/dolore)
- Freud e psicanalisi
- psicologia evoluzionistica (equazione adattativa)
- Antropologia Insieme di conoscenze, credenze, arte, morali, leggi, e ogni altra
capacit e abitudine acquisita dall'uomo come membro della societ (Tylor, 1871)
Sistema di pratiche (Bordieu) Sistema di valori (Hofstede*), ai limiti di psicologia e
antropologia. Per valore si intende ci che desiderabile.
*lo stesso Hofstede che parla di societ individualistiche e collettivistiche
CULTURA
- ragnatela di significati condivisi (Geertz): per esempio per i Navaho il coyote
portatore dello spirito di un antenato
- capacit umana di rappresentarsi il proprio rapporto con il mondo (Bruner):
- il bastone del cieco (Bateson): se non avessimo la cultura non riusciremmo a
muoverci nella realt, come un bastone per un cieco.
Antropologia americana:
- Boas: cultura interna e esterna
- Margaret Mead
Antropologia francese:
- Levi-Strauss e lo strutturalismo
In Italia (manca una vera e propria tradizione italiana, anche perch regime fascista e
Chiesa non sono molto favorevoli a psicologia e antropologia)
De Martino:
Famoso per studi sulla societ del sud italia (sopratutto Puglia e in particolare Salento)
e sul cambiamento di questa societ. E' un antropologo ma potrebbe essere anche
definito psicologo culturale. Studia queste societ in relazione alle grandi migrazioni
degli anni '60. Un mondo contadino profondamente contadino e legato al territorio

magico si rompe. Sopratutto i maschi partono e vanno al nord.


- Il tarantismo in Salento: le donne che lavoravano nei cambi a volte stavano male
tornando a casa dai campi. Avveniva il rito della taranta: si suonava una musica
ritmica particolare (la taranta), le donne venivano come possedute, ballavano in
trance fino a svenire e quando si risvegliavano erano guarite. Secondo la loro
credenza le donne venivano morse da una tarantola. De Martino si accorge che
quando inizia la migrazione degli uomini i casi di morsi aumentano di gran lunga. C'
una grande frammentazione della cultura che non fa pi da bastone del cieco.
L'anello debole sono proprio le donne, che perdono ruolo sociale, hanno troppe nuove
informazioni, la famiglia si disgrega e stanno male. Manca la presenza della cultura
tradizionale e di alcune persone. Per questo il malessere psicologico aumenta dovuto
alla frammentazione culturale.
- Modernit e crisi della presenza
Remotti:
- La naturalizzazione della cultura: naturale (universale e inevitabile) ci che
culturale. La cultura per sopravvivere ha bisogno di considerare naturali cose che in
realt sono culturali (libro Contro natura): per esempio la famiglia tradizionale
cattolica che una costruzione culturale e non naturale.
- La cultura serve per creare il concetto stesso di uomo (antropopoiesi della cultura)
Tullio-Altan e le 5 unit fondamentali dell'etnicit (ethnos):
(Ogni cultura sia interna che esterna costituita da questi fattori, quelli della
equazione adattativa)
- Genos continuit famigliare (non tanto a livello biologico)
- Logos linguaggio; importante prima di tutto perch d i concetti
- Topos luogo; attaccamento ai luoghi, al luogo nato, ecc...
- Epos storia della cultura; evoluzione culturale. Storia sia materiale (degli artefatti)
che mitica, di origine, ecc...
- Ethos leggi, norme, regole
(*Ethos e Epos in fondo sono gli artefatti, il Topos il luogo costruito, ecc...)
Terminologia: Psicologia Culturale
Per il linguaggio comune utilizzato finora la Psicologia culturale quella che parla di
cultura individuale e cultura esterna che si influenzano a vicenda. Studio della mente
individuale che tiene in grande considerazione la cultura.

In realt nella storia della psicologia all'interno della psicologia culturale ci sono due
approcci diversi, uno dei quali si chiama proprio Psicologia culturale:
1) Psicologia cross-culturale e transculturale Studio delle similitudini e delle
differenze nel meccanismo psicologico individuale in gruppi in gruppi etnici e culturali
diversi; dei rapporti tra le variabili psicologiche e quelle socioculturali, biologiche ed
ecologiche e delle modifiche in corso di queste variabili. Approccio pi descrittivo e
comparativo

(cross).

Idea

molto

vicina

all'equazione

adattativa.

Il

punto

fondamentale che secondo questo approccio l'appartenenza culturale una variabile


come un'altra.
2) Psicologia culturale in senso stretto molto vicina all'antropologia. Studio delle
relazioni sistematiche e reciproche tra cultura, comportamenti e funzionamento della
mente (co-costruzione profonda e reciproca).Co-costruzione tra mente e cultura. Da
questo deriva che:
- Fin dai primi giorni di vita il vivere all'interno di una cultura che forma le
caratteristiche basilari della mente in maniera continuativa, la biologia non
rilevante. Posizione contraria al cognitivismo (secondo cui la mente come un
computer).
Queste due posizioni hanno due approcci, due metodi che vengono definiti approccio
emico (Psicologia Culturale) e etico (Psicologia Cross-culturale)
Etico (non c'entra nulla con etica o morale, deriva dalla Fonetica studio degli aspetti
generali dei suoni) riferimento agli aspetti generali/universali del comportamento.
- Studia il comportamento da un punto di vista esterno al sistema culturale
- Compara pi culture
- Il ricercatore crea la struttura
- I criteri sono considerati universali e assoluti
Emico (deriva da Fonemica studio degli aspetti specifici dei suoni) riferimento a
comportamenti specifici di una cultura.
- Studia il comportamento nel sistema culturale
- Esamina una sola cultura (non compara pi culture)
- Il ricercatore scopre una struttura che gi c'
- I criteri sono dettati da caratteristiche interne

Es: Nell'approccio etico tutte le mappe cognitive sono fatte in modo simile
strutturalmente ma in alcune culture si pi attenti ad alcuni elementi mentre altre
ad altri.
Nell'approccio emico devo scoprire il modello delle mappe cognitive proprio di una
cultura e non posso usare il modello della cultura da cui provengo o in cui stata
studiato per la prima volta.

26-11-2013

La psicologia e lo studio del benessere


Presupposto di partenza: il fine ultimo della politica il far star bene i cittadini
Che cos' il benessere?
Negli ultimi anni, la psicologia, come la medicina, non si limita pi a curare malattie
ma d anche una serie di indicazioni utili per vivere in benessere.
Benessere in psicologia:
- edonico: benessere che percepiamo come singoli individui, per esempio: ricevo un
regalo, mangio qualcosa che mi piace, mi rilasso, ecc. situazioni in cui ho rapidamente
una sensazione di benessere che si presenta in modo rapido e immediato e finisce
altrettanto velocemente ma gratificante. E' una delle due forme di benessere di cui
abbiamo bisogno per stare bene.
- eudaimonico: fa riferimento a concetti come buon vivere e realizzazione del
potenziale, ovvero le attivit che non sono piacevoli in s ma nel lungo periodo ci
danno gratificazione e soddisfazione personale per cui noi tendiamo a ricercare quelle
attivit. Il flusso di coscienza pu rientrare in questa categoria. E' pi comune che ci
sia anche una dimensione comune e condivisa di questo tipo di benessere.
L'idea che per aumentare il benessere complessivo importante trovare nelle vita di
ognuno di noi un bilanciamento tra queste due tipologie di benessere. Dagli anni 80

circa in poi la societ occidentale si focalizzata sopratutto sulla prima tipologia


andando quindi a creare uno sbilanciamento tra i due tipi di benessere.
Il PIL da un semplice indicatore, da una misura, diventato tutt'altro. L'idea di
partenza era (negli anni '30) che lo sviluppo economico avrebbe portato anche equit
sociale, giustizia e dal benessere economico si arrivasse al benessere in generale.
Ancora oggi il benessere economico si ritiene possa sistemare anche altri problemi
come parit di diritti, giustizia, equit sociale, ecc.
Il concetto che se io garantisco sviluppo economico e ricchezza ad una nazione
automaticamente produrr anche benessere tout-court.
La misurazione del PIL diventata quindi non solo una semplice misurazione ma
misurazione del livello di benessere (in generale) che c' in un dato Paese.
IDEA GENERALE: Aumentare del PIL aumento benessere sviluppo tecnologico,
cultura, innovazione, ecc...
E' vero questo, ma anche vero che si diffonde l'utilizzo delle armi e delle
tecnologie militari, ed anche vero che insieme al benessere e la riduzione delle morti
di fame aumenta enormemente la quantit di cibo spazzatura, obesit, patologie
psicologiche, ecc.
Discorso di Robert Kennedy nel 1968: il Pil uno strumento economico con pro e
contro ma uno strumento economico e usarlo impropriamente come se stessimo
misurando altro che non scambi commerciali potrebbe creare grossi fraintendimenti.
L'idea che sia necessario quantomeno affiancare la misurazione del PIL ad altre
misurazioni per ri-bilanciare il concetto di benessere. Se la politica si basa solo su
questi dati non va in direzione del benessere reale dei cittadini.
- paradosso di Easterlin (grafico aumento PIL e percentuale stabile dagli anni 50 ad
oggi delle persone che si dichiarano felici): primi dati scientifici che cominciano a
mettere in evidenza le falle del sistema complessivo (sopratutto nell'equazione
benessere economico = benessere in generale)
il movimento degli indicatori sociali
pi non significa sempre meglio

sviluppo =/ (diverso da) progresso


rispondere alle necessit di una societ post-materialista (Inglehart, 1977)
QUARS: accorpamento di diversi indicatori per cercare di misurare il benessere non
limitandolo solo al benessere economico o PIL ma includendo anche ambiente,
economia e lavoro, istruzione e cultura, diritti e cittadinanza, pari opportunit, salute,
partecipazione.

28-11-2013
Due autori padri della psicologia culturale:
Vygotskij (anni '30, scuola russa): il primo che evidenzia in psicologia
l'importanza degli artefatti. Triangolo soggetto artefatto oggetto.
Bruner (seconda met del '900, scuola americana) evidenzia il ruolo degli
artefatti e della cultura sopratutto nel mondo interno.
Due autori precedenti alla nascita della cultura culturale e cross-culturale
propriamente dette.

Swheder tra antropologia e psicologia culturale


University of Chicago, autore molto vicino all'antropologia. Psicologo vicino
all'approccio emico. Per capire le culture e i processi mentali di una cultura dobbiamo
partire dalle categorie di quella cultura. Le culture umane e chi studia queste culture
possono essere di due tipi: illuministi e romantici.
ILLUMINISTI - Il primo tipo quello di coloro che pensano che la mente umana sia
razionale (vicino al cognitivismo quindi). L'uomo come essere razionale e ci sono
culture indirizzate verso questa tipologia.
ROMANTICI - D'altro canto ci sono per culture che vedono la mente come legate alla
logica delle emozioni, degli affetti, dell'inconscio, del pensare per contiguit e non
sequenzialit lineare dei processi causali.
Secondo Sweder ogni cultura compresa la nostra ha degli aspetti che non sono logicorazionale ma sono a-logici, concetto derivato da Levy-Bruhl, primo a dire che non si

deve parlare di illogicit ma di a-logicit. Non c' solo il processo cognitivo razionale
ma ci sono sistemi raffinati di lettura della realt diversi da quello logico-razionale.
[*arbitrario: per Sweder non vuol dire inventato ma costruito]
La cultura secondo Sweder un presupposto, a disposizione e il bambino si
sviluppa imparando le regole del gioco, quali che esse siano molto relativismo.
L'universale secondo Sweder l'intenzionalit umana (progetto teleonomico).
(Illusioni ottiche e leggi generali della percezione mediate dalla cultura)
- C' un pluralismo psicologico
- Disciplina interpretativa (pensare attraverso gli altri): la realt la interpreto perch
appartengo ad un gruppo che a sua volta la interpreta.
- Costruzione sociale autoriflessiva: la realt esterna d anche un senso di me stesso.
Mi d l'idea della mia adeguatezza, autostima, senso di esistenza, ecc.

Michael Cole e le caratteristiche della psicologia culturale


Mette al centro il concetto di artefatto, prodotto artificiale che sta tra mente e realt
esterna/cultura. Impostazione anti-biologica. Mente come cervello fatta di neuroni non
niente se non ho una cultura. Anti-universalista in parte.
- L'elemento veramente importante non la base biologica, ma la capacit di
organizzare la mente in relazione al contenuto della cultura (riferimento a Chomsky e
alla competenza linguistica).
- Per capire la mente devo studiare le azioni della vita quotidiana.
[Nel manuale la posizione di Vygotskij simile a quella di Cole in opposizione a
Piaget]
- La cultura anche un processo che accompagna l'evoluzione delle cose = insieme di
regole, strumenti e luoghi.
- Artefatti: distingue tra
*primari, secondari e terziari
*materiali o immateriali
-primario materiale: per esempio un edificio o un'aula
-secondario immateriale: rappresentazione immateriale dell'artefatto, il fatto
che un'aula sia adatta a fare lezione.
-terziario: quelli legati all'aspetto artistico-creativo non legati all'uso
quotidiano.
- Contesto: insieme complesso di artefatti in cui siamo immersi
*situazionale: possibile compresenzsa di pi universi culturali, per esempio una
lezione dove ci sono tanti artefatti di vario tipo e altri elementi pi ampi, come edificio,

strada, citt, corso di laurea, sistema scolastico, ecc. Non c' mai un solo artefatto un
sistema di artefatti simile a una cipolla.
- Rapporto di causalit reciproca tra mondo/cultura interno e esterno.

29-11-2013

Berry e la psicologia cross-culturale


- Mette in luce il rischio dell'etnocentrismo culturale (studiare solo un certo tipo di
individuo, quello di cultura occidentale). Anche la psicologia cross-culturale si situa nel
filone della ricerca psicologica scientifica.
- Bisogna evitare di generalizzare troppo senza tenere in considerazione la cultura.
- L'idea generale che io debba tenere conto del fatto che in tutti e quattro i livelli
psicologici c' una variazione al variare della cultura.
- Devo ottenere quindi metodi che tengano in conto anche per esempio di osservazioni
sul campo come l'antropologia. Il predominio, in realt, per, ancora dei metodi
quantitativi (test e misurazioni di laboratorio soprattutto).
- Il relativismo descrittivo e non utile all'interazione interculturale perch da un
lato la psicologia cross culturale pi oggettivante, dall'altro per pi attenta alla
relazione interculturale (modelli di interazione tra le culture).
- UNIVERSALI CULTURALI pan-umani, presenti in tutti gli esseri umani, come cura del
bambino, attaccamento, altruismo... sono per differenti le modalit e i tempi in cui si
realizzano (esempio: attaccamento madre/bambino Navaho, cradle, mancanza di
contatto visivo, importanza dell'odore).
- Siamo sempre in interazione tra culture differenti.
- Per evitare che la psicologia cross-culturale diventi troppo universalistica (opposto
del motivo per cui era nata) adotta un terzo modello: il modello di costruzione dell'
etico-derivato. Secondo Berry il ricercatore anche se non lo sa ha sempre un punto di
vista etico che in realt emico ( il suo punto di vista legato alla sua cultura, ai suoi
studi, ecc...). Pretende poi che sia etico, universale, imponendolo all'altra cultura.
Cosa dovrebbe quindi fare il ricercatore? (vedi schema sulle slide)
L'etico derivato frutto della comparazione tra le due componenti emiche delle
culture differenti psicologia transculturale (evoluzione della psicologia crossculturale)

(manca una lezione)

05-12-2013
Alternanza: interiorizzazione di entrambe le culture da parte del soggetto immigrato,
mantenendo la propria cultura ma assorbendo anche quella dell'outgroup: le due
culture rimangono ben separate e alternate a seconda del contesto. (es: migrazione
da adulto, dopo l'adolescenza) Ho esperienza ottimale in attivit di entrambe le
culture e interiorizzo artefatti prelevandoli da entrambe le culture.
Fusione (melting pot): formazione di una nuova cultura attraverso la combinazione
delle diverse culture. (bambini figli di immigrati che nascono in un altro paese 2a e
3a generazione)

MODELLO BI-ASSIALE DELL'ADATTAMENTO (BERRY e altri)


Assimilazione: vado in un paese nuovo, mi ritrovo a contatto con una cultura
dominante e decido di nascondermi, fondermi con il gruppo dominante. Metto da parte
dove possibile gli artefatti del mio sistema culturale di origine e utilizzo quelli che
trovo in quella cultura (es. prima ondata di migrazione in Italia dall'Albania e seconda
ondata).
Integrazione: pi difficile. Le risorse richieste sono molte di pi.
Se non ho strumenti culturali e cognitivi di base (prima di tutto il linguaggio) non
potr accedere n ad assimilazione n a integrazione. Non comprender nemmeno
l'altro sistema culturale.
Marginalizzazione: il gruppi di migranti o di autoctoni invasi da altri paesi (nativi
americani) non hanno la volont o la possibilit di acquisire il sistema culturale
dominante ma vengono anche a perdere i legami con il sistema culturale di origine per

diversi motivi (altro esempio: immigrati carcerati che vengono rifiutati da entrambi i
paesi e i malati di mente o tossicodipendenti).
Separazione: Tendono a rimanere uniti al gruppo di migranti della loro stessa origine e
tendono a interagire con l'altro sistema socio-culturale solo negli ambiti di salute,
lavoro, ecc. Per la socializzazione, valori, religione, ecc si riferiranno prevalentemente
alla cultura di origine: sopratutto gli immigrati che non hanno strumenti per accedere
alla lingua e via dicendo o che non vogliono accedervi.
Adattamento come processo che comincia e non finisce mai che consta di diverse
fasi:
1) precontatto: primi contatti tramite media e conoscenti
2) contatto: ci rendiamo conto che l'idea iniziale di un ambiente che avevamo in
precedenza era parziale e che non avevamo considerato la fatica cognitiva del primo
periodo.
3) conflitto: mi rendo conto che non cos facile adattarsi ad un altro sistema
culturale e come sono io non sempre accettabile o compreso dagli altri e entro in
conflitto con alcune persone, abitudini e sistema sociale e attribuisco a quest'ultimo la
colpa del mio non essere accolto.
4) crisi: ad un certo punto della fase del conflitto mi rendo conto che non il sistema
che non mi vuole ma sono io forse a non essere del tutto elastico, che non voglio
modificare certe cose. Mi metto in discussione per essere accolto.
5) adattamento: da come si risolve la crisi mi indirizzer verso uno dei 4 modelli di
adattamento. In alcuni periodi o a causa di cambiamenti di qualche tipo posso tornare
alla fase di conflitto e crisi. Il processo non finisce mai.
MODELLO DELL'ADATTAMENTO DI BOHURIS (1997)
Si accorge che il modello di Berry era troppo ottimista, perch prevede che se uno
bravo, competente e vuole integrarsi si integra. In realt non cos semplice. Berry
secondo Bohuris non considera il sistema sociale e il sitema politico e le risposte che
questo d. Aggiunge quindi al modello:
- Atteggiamenti di integrazione degli immigrati
- Orientamenti di integrazione della societ ospitante (le leggi [artefatti] e i
cambiamenti della societ)

- Politiche di integrazione dello Stato


- Possibili modalit relazionali

06-12-2013
S E CULTURA
- S: elementi culturali e idiosincratici (si forma attraverso l'esperienza soggettiva
nella cultura = selezione psicologica)
- S si forma attraverso:
*relazioni tra individui appartenenti alla stessa cultura
*pratiche narrative la narrazione che io mi faccio dell'esperienza interna e di ci
che mi circonda quello che sta al centro della relazione mondo esterno/interno. La
narrazione individuale e tiene conto di mondo esterno e mondo interno.
*relazione con artefatti (CE)
*agentivit l'agire che costruisce il s.
Note aggiuntive:
- Il s necessariamente psico-sociale.
- Le mappe cognitive fanno parte del s.

INDIVIDUALISMO vs COLLETTIVISMO, Hofstede, 1991


Hofstede studia i valori (ci che desiderabile).
- DEFINIZIONE (individualismo e collettivismo, questione psicologica): Peso della
preoccupazione dell'individuo per se stesso piuttosto che per la collettivit e i gruppi di
cui fa parte.
- Hofstede: la cultura come sistema di valori
- Hofstede: ricerca cross culturale su selezione, costruzione e trasmissione dei valori
- IND/COLL: relativo peso della preoccupazione soggettiva per s vs collettivit
INDIVIDUALISMO:

- Le relazioni sono una scelta soggettiva


- Il S decontestualizzato, stabile, causale (tabella sul libro Psico. Culturale in cui si
mettono in evidenza le differenze pag. 57)
Nella societ individualista io penso che la centralit sono io con la mia possibilit
di esprimermi come singolo individuo. L'essenza del s si costruisce al di fuori del
contesto e delle regole sociali e le relazioni con gli altri e la cultura derivano dalla mia
scelta individuale. Questo come dovrebbe essere e non detto che io riesca a
realizzarlo (es: Stati Uniti). Visione come la societ fosse lo scenario dove i processi di
realizzazione del s possono essere messi in gioco. Io agendo posso ottenere risultati
(causalit).
COLLETTIVISMO
- Appartenenze (relazioni) sono fisse, ascritte, importantii ed necessario adeguarsi
- Ruoli sociali centrali nella definizione di S e causalit
Le appartenenze non sono scelte come nel modello dell'individualismo (es:
Giappone). Il fatto di essere figlio comporta certe cose. Il fatto di essere giovane
significa fare determinate cose. Io fin da bambino sento che esisto se faccio quelle
cose. Io sono individuo ma mi sento bene perch seguo le regole, perch rispetto gli
anziani, mi inchino quando incontro un'altra persona, non invado la terra di un altro
(Navaho), ecc. Se non faccio cos non mi sento un individuo, non sono una persona, e
se non faccio cos sono una persona indegna e per alcune culture sono morto
(Navaho).
Questi due modelli portano a:
- S IDIOCENTRICO vs ALLOCENTRICO (Triandis et al. 1995)
- S Referential: separazione tra s e ambiente
- S Indexical: si forma e si definisce in relazione al contesto
(Landrine 1992)
- S indipendente e interdipendente (binomio preso pi in considerazione oggi)
- S multipli (Higgins, 1987)
*S ideale quello che io vorrei essere
*S attuale quello che di fatto sono e riesco a fare

*S imperativo quello che la mia situazione di vita (famiglia, scuola, ecc) mi


dice di essere, quello che dovrei essere
Ognuno di noi ha all'interno del proprio s queste tre componenti per Higgins. La
situazione ideale sarebbe un bilanciamento tra le tre componenti (simile alla teoria dei
ruoli sociali e status/aspettative, concetti vicini anche a motivazione intrinseca e
motivazione estrinseca).
- S possibili (Markus e Nurius, 1986)
Mettendomi nell'ottica della possibilit di due S il mio approccio di etica derivata
(pi vicino all'emico in realt perch ritengo che esistano due possibili s, mentre se
pensassi in modo etico direi che ce n' uno solo).

FINE.