Sei sulla pagina 1di 2

TESI 2 – CIVILTA’ MEDITERRANEE O DELL’ORIENTE ASIATICO

EGITTO (2500-30 a.C. – Valle del Nilo)


Il primo documento riguardo la musica (2500 a.C.) è una lastra litografica rappresentante delle danzatrici nell’atto del suonare
i flauti.
A) CONCEZIONE DELLA MUSICA
Gli Egiziani collegavano la musica alle divinità: infatti, la musica era detta hy (gioia), e il suono era considerato la voce (herw)
degli strumenti stessi, secondo una concezione animista. I detentori dei segreti musicali erano i sacerdoti, che tramandavano
l’arte della musica oralmente, e solo ad altri sacerdoti. Solo nel XVI secolo a.C. anche le donne, se di nobili origini, poterono
avvicinarsi al mondo della musica. Ma sotto la dinastia Ramses, l’invasione incontrollata dei musicisti stranieri provocò un
degrado della musica, che divenne considerata come “arte degli schiavi”.
B) STRUMENTI MUSICALI
1. CORDOFONI – l’arpa (risalente al 2550), strumento tradizionale; la lira o citara (importata dalla Siria); il liuto o pandora
(l’unico strumento egizio a manico).
2. AEROFONI – flauto (di 2 tipi: ad imboccatura naturale o a doppia ancia); trombe d’oro e argento (rinvenute nella tomba di
Tutankhamon).
3. IDIOFONI – diffuso il sistro, tradizionalmente egiziano.
C) CONOSCENZE MUSICALI
Gli Egizi conoscevano la scala cromatica e la scala eptafonica, della quale mettevano le sette note in relazione con i giorni
della settimana e con i 7 pianeti allora conosciuti. Inoltre, uno studio di Curt Sachs sull’accordatura dell’arpa mostrò che essi
conoscevano la scala pentafonica discendente: questa scala si svolge nell’arco di una quinta e non tocca i semitoni, e
costituisce la base rudimentale di ogni altro sistema tonale. Gli Egizi, comunque, riconoscevano l’ottava e teorizzavano già
l’esistenza di punti di enfasi come il quinto grado e la sensibile.

MESOPOTAMIA (3800-331 a.C. – valle dei fiumi Tigri ed Eufrate)


Le testimonianze più comuni sono rilievi, papiri e ceramiche dipinte (fonti iconografiche).
A) CONCEZIONE DELLA MUSICA
La principale funzione della musica era quella religiosa. I canti sacri erano eseguiti dai naru (sacerdoti o cantori), che
appartenevano alla classe sociale più elevata. Le funzioni sacre si svolgevano al mattino, e comprendevano una lunga
processione che attraversava la città e giungeva al tempio, dove si svolgeva un rito in cui i cantori intonavano degli inni,
accompagnati dagli strumenti e dal ballo delle danzatrici. I Mesopotamici veneravano inoltre Inanna, dea patrona della musica
e della bellezza. Essi ritenevano tanto sacra la musica al punto da lavarsi le mani in atto di purificazione prima di suonare gli
strumenti, considerati divini.
Dal III millennio in poi si diffuse la musica profana, legata a feste e banchetti, permessa a uomini e donne e considerata una
fonte di divertimento. Infine, la musica ebbe anche un carattere bellico, introdotto dal popolo e dalla gente comune (I
millennio a.C.) per incitare i soldati alla vittoria.
B) STRUMENTI MUSICALI
1. CORDOFONI – arpa (detta zagsal) presente in 3 forme diverse: con manico e cassa ricavati da un unico pezzo, con cassa e
manico ricavati da 2 pezzi, con forma angolare avente manico verticale e cassa orizzontale. Diffusi anche la cetra (detta algar)
e il liuto (detto pantur).
2. AEROFONI – flauti (prima in legno o canna, poi in osso o metallo), trombe e corni (più rari).
3. IDIOFONI – castagnette, sistri e campane di varie dimensioni.
4. MEMBRANOFONI – vari tipi di tamburi, di cui il balag a forma di clessidra, e timpani (ilis e ub).
C) CONOSCENZE MUSICALI
I popoli mesopotamici legarono le proprie conoscenze musicali a quelle astronomiche e matematiche. Alcuni studiosi pensano
che essi avessero sviluppato una specie di notazione per indicare l’intonazione delle note anticipando di molto la musica
greca. Infine, i Mesopotamici dimostrarono di fare uso della scala pentafonica (secondo Curt Sachs) e della eptafonica
(secondo Galpin).

PALESTINA
La fonte principale sulla musica dei Palestinesi è la Bibbia, contenente vari riferimenti ai canti e ai salmi che la tradizione
attribuisce a re Davide, e immagini e descrizioni degli strumenti in uso.
A) CONCEZIONE DELLA MUSICA
Di uso sicuramente religioso, la musica era molto diffusa in forma di salmi: secondo la tradizione, re Davide ne scrisse 150,
raccolti in seguito dal VII al II secolo nel Libro dei Salmi (detto Salterio). Essi vennero inizialmente usati nelle sinagoghe, ma
poi passarono nella liturgia cristiana e vennero raccolti in 5 libri.
B) TECNICHE ESECUTIVE
Studiate da Idelsohn mediante l’uso del fonografo e del metodo comparativo, le tecniche d’esecuzione erano:
1. TONO DI LEZIONE (o CANTILLAZIONE o TONO RECTO) – corrisponde all’accentus gregoriano, e consiste nella recitazione
intonata mantenendo la voce sulla stessa nota.
2. FIORITURA MELISMATICA (o JUBILUS) – corrisponde al concentus melismatico gregoriano, e consiste nel vocalizzo
eseguito sulle sillabe di alcune parole rituali (Alleluja, Gloria…).
Durante l’esecuzione si alternavano il solo del cantore e il coro dell’assemblea dei fedeli.
C) STRUMENTI MUSICALI
1. CORDOFONI – il salterio (corde tese su una cassa o su un cavo di zucca) e il kinnor (strumento a 10 corde pizzicate,
accompagnava i salmi).
2. AEROFONI – lo scrofa (corno di capra usato durante la celebrazione dell’anno nuovo. Produceva 2 o 3 note di timbro aspro,
a distanza di quinta).

CINA (IV millennio a.C. – Oriente Asiatico)


A) CONCEZIONE MUSICALE
La musica in Cina aveva una concezione cosmologica, ed era associata ai punti cardinali, alle stagioni, ai pianeti, agli elementi
e ai colori. Essa influiva grandemente sui costumi e le tradizioni.

B) STRUMENTI MUSICALI
I Cinesi costruirono tantissimi tipi di strumenti, circa 150, suddivisi in 7 categorie:
1. METALLO (campane e gong)
2. PIETRA (il king, un litofono formato da lastre di pietra intonate)
3. ZUCCA (come il cheng, un organo a bocca formato da un cavo di zucca su cui erano infisse 13 canne di bambù in cui
soffiare)
4. TERRA (ocarine)
5. PELLE (tamburi e timpani)
6. LEGNO (xilofoni, strumenti a percussione, un salterio a 7 corde detto chin e un liuto dal manico corto detto pipar)
7. SETA (oltre 40 strumenti a corda).
C) CONOSCENZE MUSICALI
Alla base del sistema musicale cinese erano 12 tubi sonori detti liu, che fissavano l’altezza sonora e il valore degli intervalli.
Ogni lui (tubo) era tagliato nei suoi 3/2 per ottenere una distanza di quinta, così che se suonati i vari tubi generavano i circolo
delle quinte. Se al primo liu (il più lungo e grave) si fa corrispondere il do grave, si ottiene una successione di quinte
ascendenti (generazione femminile); partendo dal tubo più corto e acuto si hanno in senso inverso delle quinte discendenti
(generazione maschile). I 12 liu così intonati corrispondevano alle 12 lune dell’anno, ai mesi e alle 12 ore della giornata
cinese. La scala pentafonica invece rappresentava i 5 elementi. La teoria degli liu, 27 secoli prima della nostra era, contiene
tutti gli intervalli del sistema di ottava, ma come gamma di trasposizione di quinte, e non come scala melodica.

INDIA
Le fonti principali sono testi religioso-filosofici detti veda, contenenti i canti dallo stadio più antico.
A) CONCEZIONE DELLA MUSICA
Per gli indiani la musica era un elemento sacro, religioso, presente nelle cerimonie devote agli dei e agli spiriti, ma aveva
anche carattere profano, per intrattenimenti e feste.
B) STRUMENTI MUSICALI
1. CORDOFONI - la vina (bastone cavo chiuso da due zucche che sorreggevano 7 corde, era dedicato alla dea della sapienza
Sarasvati), la sitar (simile alla vina ma con 11 o 13 corde), il sarangi (di forma quadrata con 4 corde e altre vibranti per
simpatia).
2. IDIOFONI – tamburi, tra cui la tabla (composto di 2 tamburi, uno cilindrico e uno semisferico).
3. AEROFONI – flauti di bambù, oboi.