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I TESI

Origini della musica. I primi strumenti. La musica della mitologia

Le originidella musica
La questione delle origini della musica rimasta irrisolta , in primo luogo perch ad
un fenomeno artistico cos complesso e universale, non si pu di certo assegnare
ununica radice e , in secondo luogo, perch let delluomo si perde in tempi
remoti.Una buona parte delle linee di ricerca sviluppate su questo argomento, nel
mondo occidentale tra Settecento - Ottocento , riconducibile ad una comune matrice
ideologica pervenuta a favore della tradizione europea. Donde discendono gli assunti,
che primitivosignifica selvaggio,che non europeoequivale a primitivo, cio
dei popoli subalterni, colonizzati o colonizzabili perch privi di civilt. Per superare
tale atteggiamento nei confronti delle culture remote ed extraeuropee, lautorevole
studioso Curt Sachs(1881-1959), ha proposto di sostituire gli epiteti selvaggio e
primitivo con i termini arcaico e cosiddetto primitivo.
Linteresse dellOccidente per le culture extraeuropee risale alla seconda met del
Settecento, e fu sviluppato nel contesto del movimento illuministico che avvi la
scoperta dellarcaico. Fu soprattutto Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) a sviluppare
il concetto dellorigine comune di musica e linguaggio in quanto espressioni parallele
che comunicano le passioni, i sentimenti, le emozioni che agitano luomo.
Il filosofo positivista inglese Herbert Spencer (1830-1903) assegna, la nascita del
canto ad una intensificazione espressiva del linguaggio parlato.
Secondo il naturalista Charles Darwin (1809-1882), lo scopo originario della musica
sarebbe stato, invece, quello di accompagnare e facilitare sia il corteggiamento che
laccoppiamento e luomo avrebbe appreso il canto dalle grida degli uccelli in fase di
accoppiamento.
Per Carl Stumpf (1848-1936) la musica sarebbe nata, come il linguaggio, dalla
necessit di emettere segnali sonori per comunicare a distanza maggiore di quella
consentita dal linguaggio parlato. Da questa condizione elementare di utilit, la
musica si sarebbe successivamente arricchita di svolgimenti melodici che si
dovevano muovere per intervalli molto piccoli. Questa teoria stata poi confutata da
altri studiosi.
Alcune teorie sottolineano lorigine magica della musica. Si ritiene che in numerose
societ pre - letterate la musica avesse da sempre svolto un ruolo fondamentale nelle
incantazioni magiche praticate per esercitare un controllo delluomo sulle forze della
natura.In una fase di civilizzazione successiva la musica sarebbe divenuta qualcosa di
accessorio al rito religioso per poi rendersi autonoma dal culto ed essere apprezzata in
quanto arte.
Tutte le teorie sulla genesi della musica finora formulate non hanno per trovato
verifica empirica e nessuna di esse risulta fondata su dati certi e inconfutabili. Appare
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comunque chiaro che la musica, nelle sue manifestazioni pi arcaiche, non fu


prodotta per soddisfare esigenze estetiche ed intellettuali, ma fu invece considerata
come qualcosa funzionale ai momenti salienti della vita sociale delluomo e della
comunit.
A partire dalla fine del XIX secolo, alle teorie speculative sulla musica delle et
arcaiche, si and sostituendo una forma di studio autonoma, fondata sulla oggettiva
osservazione scientifica.Tale disciplina denominata etnomusicologia e fu sviluppata
soprattutto in Inghilterra e nei Paesi di lingua tedesca.
Letnomusicologia
Con il supporto dellindagine acustica, estetica, psicologica, letnomusicologia ha
sviluppato un metodo di lavoro basato essenzialmente sullanalisi del testo
etnografico- musicale inserito nellambito di un determinato contesto socio-culturale
(riti magico- religiosi di vario tipo), senza tentare di stabilire gerarchie qualitative in
senso evoluzionistico.
Una ulteriore acquisizione della ricerca etnomusicologia riguarda le leggi e i sistemi
che governano la costituzione del suono e degli intervalli.Gli etnomusicologi sono
concordi nel ritenere che non possa esistere un singolo sistema naturale di suoni e
di scale, bens tanti sistemi musicali nelle diverse culture, e che ciascuno di questi
sistemi sia altrettanto giusto e legittimo quanto il nostro. Si deve soprattutto
allinglese Alexander John Ellis (1814-1890), studioso di fonetica, fisico e
matematico, linvenzione di un metodo di calcolo dei suoni che consente di fissare
graficamente sistemi di intervalli diversi, dal sistema colto occidentale.
Ellis introdusse una nuova unit di misurazione degli intervalli, il cent ( centesima
parte del semitono temperato), che permette il calcolo e la comparazione dei pi
disparati sistemi tonali.
Verso la fine del XIX secolo, i metodi di lavoro praticati dagli etnomusicologi si
perfezionarono. In questa direzione, determinante fu linvenzione (1877) di Thomas
A.Edison (1847-1931) del fonografo a cilindro, strumento che facilit le cosiddette
indagini sul campo, il lavoro cio di raccolta di canti, ritmi di danze, musiche
strumentali, estranei alla tradizione colta occidentale con la possibilit di fissarli
stabilmente attraverso la registrazione nel momento stesso dellesecuzione. Nascono
in questepoca i primi archivi sonori a Vienna nel 1900 e due anni dopo a Berlino.
Le esperienze della etnomusicologia tedesca, che ha affermato il valore della ricerca
sul campo, furono determinanti per lavvio di tutte quelle iniziative di recupero
delle tradizioni e delle realt etnico- musicali nazionali. A queste iniziative si
collegano le indagini degli ungheresi Bla Bartk (1881-1945) e Zoltn Kodly
(1882-1967) , i quali con grande zelo effettuarono la raccolta di canti popolari
dellEuropa orientale.

Gli strumenti musicali


Luso di strumenti per produrre il suono risale alla tarda et paleolitica (ca. 160008000 a.C.), allorch gli atti percussivi del corpo ( il battito delle mani, il pestare dei
piedi, eccetera) lasciarono il posto ai primi oggetti nei quali il suono ottenuto
sfregando o agitando. I primi strumenti furono dunque degli arnesi che avevano
scopo utilitario. Erano per solito composti di un corpo cavo, naturalmente o
artificialmente ruvido, sul quale si potevano battere o sfregare bastoni o bacchette. I
suoni venivano anche prodotti da sonagli fatti di noci e da zoccoli allacciati alle
caviglie. Si tratta comunque di oggetti che non rappresentano ancora il prodotto di
autentici strumenti musicali.
Alcune teorie sostengono che luso di utensili atti a emettere suoni o rumori fosse
strettamente legato alle cerimonie magiche e rituali: le forme, i colori e persino i
materiali di cui furono fatti certi strumenti possono avere avuto un significato
magico.
Mentre in tempi molto arcaici gli strumenti erano serviti fondamentalmente a marcare
il ritmo, nelle societ pi evolute, pastorali ed agricole, si cominciano ad incontrare
strumenti effettivamente melodici.
Lestrema variet e il numero considerevole di strumenti usati nelle epoche arcaiche
hanno posto agli studiosi moderni problemi non indifferenti di classificazione che si
basa su metodologie diverse.Essi possono essere divisi secondo i materiali usati per
essere costruiti o raggruppati secondo il metodo con il quale vengono suonati. Il
metodo pi autorevole, scientifico e valido stato adottato da C.Sachs (Enciclopedia
degli strumenti musicali, Berlino 1913). Sachs divide i vari strumenti in quattro
grandi classi definite secondo i princpi acustici con cui producono il suono.
1) Idrofoni.
Producono il suono tramite le vibrazioni della materia con la quale sono costruiti e
le azioni di percussione o sfregamento. Rientrano in questa categoria il battito
delle mani, dei piedi o di altre parti del corpo con oggetti: bacchette e bastoni di
legno.
2) Membranofoni.
Appartengono a questa classe i vari tipi di tamburi costruiti in una variet di
dimensioni, suonati con le mani o con bacchette dalle misure pi diverse.
3) Cordofoni.
Questi strumenti basano le loro sonorit sulla vibrazione delle corde. Il modello
pi arcaico, il cosiddetto salterio di terra, consiste in una lunga asticciola di
legno sottile e flessibile, in cima alla quale si lega una corda tesa che viene fissata
su una buca scavata nel terreno. Uno o pi suonatori pizzicano o percuotono la
corda. Nelle forme pi perfezionate le corde sono tese su unasse o su una cassa di
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risonanza portatile in legno, provvista di un manico. In questultima famiglia


rientrano quasi tutti gli strumenti a corda della musica colta occidentale.
4) Aerofoni.
Rientrano in questa categoria gli strumenti che producono il suono per mezzo
della vibrazione di una colonna daria. Tra gli aerofoni pi diffusi fin dalle epoche
pi arcaiche furono certamente i vari tipi di flauti ricavati da ossa di animali,
dapprima con un solo foro e poi dotati fino a quattro- cinque fori. I flauti
potevano anche essere fatti di argilla. Pass comunque molto tempo prima che il
flauto si sviluppasse in un autentico strumento melodico. Anche le trombe e i
corni risalgono ai primi periodi della preistoria. Questi strumenti venivano
ricavati da una variet di materiali: corna di animali, zucche svuotate, eccetera.
Musica e Mitologia
Diversi popoli considerano la musica un dono degli dei e ritengono che il suono
anche quando ha origine da eventi naturali (per esempio il tuono) sia la voce degli
dei e manifestazione della loro volont.
La musica presente nella mitologia di tutti i popoli primitivi. Alcune popolazioni
indiane dAmerica ritenevano che il loro dio avesse creato il mondo cantando tre
volte.
Nella mitologia cinese i primi canti e i primi strumenti erano emanazione delle
voci di otto antenati.
Pi ricchi di immaginazione sono i racconti della Bibbia: le mura di Gerico
furono abbattute dagli squilli delle trombe delle milizie dIsraele: il suono
dellarpa di Davide placava la follia del re Saul.
Molti e fantasiosi sono i miti greci: tra essi quelli di Orfeo il cui canto plac le
potenze infernali; di Anfione il cui suono della lira edific le mura di Tebe.